mercoledì 11 febbraio 2026

Quando una donna dice "Nein!", è "Nein!"


 (...giusto per ribadire che il problema non sono i sovranisti cattivi, ma i piddini che insistono a violentare la Germania chiedendole una cosa che lei non vuole dare: il debito comune. Il meraviglioso Fogno dell'Europa federale urta contro questo ostacolo che può essere superato solo con uno stupro o una guerra. Ma non ditelo ai piddini...)


53 commenti:

  1. Sto ridendo come uno scemo sotto l'ufficio!
    Paolo

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  2. mal (debito) comune mezzo gaudio. Magari funziona

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    1. Col buco che ha creato Macron potrebbe fabbricare parecchie ciambelle ma sarei stupito se qualcuna riuscisse a salvarlo. Certo, lui sta facendo quell'"operazione bulloni" che noi abbiamo impedito a Draghi di fare, quindi per i suoi successori governare sarà particolarmente complesso (Macron sta blindando la Banca di Francia, la Corte dei Conti, le altre istituzioni giudiziarie). Lui dovrà andarsene, ma la vita di chi gli succederà sarà piuttosto complessa...

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  4. Senza considerare poi il consenso prima e durante.

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  5. Cioè, cogliete il punto, stiamo dicendo che se parli di debito la Germania è davvero una signora bionda, un unico sentire, un'unica volontà. E è piuttosto vero.

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    1. Si chiama politica: i tedeschi sono davvero convinti di essere loro a mantenerci, e in tempi di recessione (per loro) un Bundeskanzler anche lo volesse non può dare l'idea di accolarsi anche i francesi

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    2. È stata la prima cosa a venirmi in mente.

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    3. Dinamiche da tempo preannunciate e scontate qui da noi.

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  6. Il governo Meloni giura il 22 10 2022, da quel giorno sono stati annunciati non meno di 5/6 assi franco tedeschi. Ora, che una alleanza incrollabile venga annunciata 5/6 volte in 4 anni ricorda irresistibilmente le nostre vittoriose offensive nella prima guerra mondiale, tutte di grande successo, che per motivi incomprensibili si chiamavano tutte battaglia dell'Isonzo. Immagino che anche il novello asse Roma Berlino sia fatto dello stesso materiale.
    I titoli che di volta in volta li annunciavano erano " Meloni isolata", " Italia tagliata fuori", " Capolavoro politico di Macron umilia il governo italiano" ecc
    Benissimo.
    Oggi i titoli sono " Tremano le capitali europee" , " Meloni smonta l'Europa" " L'asse Roma Berlino evoca brutti ricordi".
    Benissimo.
    Mi chiedo se per gestire una comunicazione di questo genere sia proprio necessario ricorrere a complessi modelli linguistici governati da oscuri algoritmi. Direi che basta un deviatore elettromeccanico della Bticino; anzi è pure troppo. Un deviatore almeno consente , oltre ad evitare di spaccarsi le corna contro l'uscio qualdo ti alzi a fare la pipì, due o piu' punti di vista. Qui forse basta attaccare la cordella direttamente alla lampadina.

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  7. Sarebbe ancora più folle un debito comune europeo limitato solo a spese mirate, per la inevitabile pressione che si generebbe sui titoli di Stato emessi per le altre spese, che diventerebbero titoli di serie B. Anche l'uscita dall'Euro è assai improbabile, oltre che dolorosa nell'immediato e che per questo nessuna forza politica ha il coraggio di attuarla.
    Io la mia proposta per uscire da questa lunga agonia già l'ho fatto: QE mirati a eliminare gli spread, subordinati ad avanzi primari in linea con la media UE (che già abbiamo). Altri QE mirati ai paesi più poveri e con prezzi più bassi della media UE, in alternativa ai contributi erogati dai paesi più ricchi (che stanno però diventando sempre più poveri). Altri QE potrebbero essere mirati alle spese che si reputano prioritarie per l'Europa. Le regole se non funzionano si cambiano. A questa proposta anche la "signora" potrebbe dire si. Occorre anche tanta diplomazia ma il momento per cambiare è propizio. In fondo mi pare di vedere una UE che si sta rendendo conto delle follie green e della gestione dell'immigrazione. Potrebbe anche prendere atto della follia Euro e di pensare alle soluzioni meno traumatiche possibili.

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  8. Onorevole,
    Lo spieghi alla sua PdC, quella cui vota la fiducia da oltre tre anni: lei è FAVOREVOLE agli Eurobond!
    https://www.ilsole24ore.com/radiocor/nRC_12.02.2026_11.26_297
    https://notizie.tiscali.it/esteri/articoli/meloni-io-favorevole-eurobond-ma-tema-divisivo-in-ue-00001/
    E' credo che - in cuor suo - sia favorevole anche il bocconiano Giorgetti, da Cazzago Brabbia.
    Spero che nelle sue memorie - che compulserò avidamente - ci spieghi come si fa a sostenere per anni un governo i cui vertici sono su posizioni non solo diverse, ma sui temi chiave opposte, alle proprie.
    Saluti!

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    1. Mah, dice che non farà nulla per farli quindi finchè mantiene quella posizione è tutto ok. O no?

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    2. Lascia perdere, Anonimo Keynesiano è della stessa risma di Perrazzetti nella cloaca. Questo ve lo ricordate:

      https://www.ilsole24ore.com/art/voti-fdi-non-determinanti-l-elezione-ursula-meglio-non-scoprirsi-la-destra-salvini-e-orban-ecco-perche-meloni-ha-votato-no-AFDs1xvC?refresh_ce=1

      Giorgia voleva votare per la von der Leyen, nell’ipotesi che questo le avrebbe reso la vita più semplice. Poi ha votato no, seguendoci. Ma questo per AK non è mai successo.

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    3. Onorevole,
      Io porto un argomento di merito: lo stato maggiore del governo che lei sostiene è totalmente organico alla stanca narrazione europeista basata su argomenti arcinoti del tipo “l’italia è troppo piccola” “da soli non possiamo farcela” “l’unione fa la forza” etc.
      A sostegno di questo argomento porto dei fatti:
      - Il PdC Meloni è favorevole agli eurobond (vedasi link al precedente commento).
      - Il Ministro degli Esteri è un europeista unionista federalista, leader di un partito membro del PPE.
      - Il Ministro della difesa invoca a gran voce CESSIONI DI SOVRANITA’ https://www.ilgiornale.it/news/politica/lallarme-crosetto-cessione-sovranit-o-lue-sar-irrilevante-2550813.html
      - Il Ministro dell’Economia Giorgetti voleva Draghi al Quirinale come De Gaulle (stradaje a ride!) https://www.agi.it/politica/news/2021-09-27/giorgetti-quirinale-draghi-mattarella-roma-lega-13994019/
      Ora, qui siamo a casa sua e lei ha tutto il diritto di insultarmi e dileggiarmi come e quanto vuole.
      Lo considero un onore e non risponderò. Non mi permetterei e non mi permetterò mai – ad esempio - di darle del “rivoluzionario da scuola Radioelettra”, come pure qualcuno sembra aver fatto. (https://www.repubblica.it/politica/2022/07/06/news/giorgetti_showdown_andreotti_rasputin-356748249/)
      Sarebbe però carino – dato che lei è così cortese da interagire con la segue – avere una risposta nel merito: perché dopo 15 anni di goofynomics abbiamo alte cariche del governo (di cdx!) che invocano cessioni di sovranità?
      Questo è il tema! E a fronte di questo, il fatto che Giorgia voti a favore o contro questo o quel presidente della Commissione è totalmente irrilevante.
      Eternamente suo,
      AK

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    4. @ AK: a parte che solo gli stupidi non cambiano mai idea, gli eurobond sono un tool, e, in quanto tale, utili solo al bisogno; in questo momento la germania e l'italia spingono per un maggior decentramento delle politiche economiche, al contrario dei francesi, della VDL e del migliore, in sintonia con il progetto di Trump di fare della UE un partner strategico e non un competitor irrilevante e fastidioso

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    5. Caro AK0, ma lo vuoi spiegare a me quello che dicono i rappresentanti del governo sostenuto dalla maggioranza di cui faccio parte!? Credi che non lo sappia!? Questo vostro atteggiarvi in modo sempre sentenzioso mette solo in evidenza il vostro non capire niente, il vostro rientrare in una categoria che qui abbiamo definito molto tempo addietro, quella dei fuuuuuurbi. Tu ed io sappiamo quello che dicono. Io però, a differenza di te, so anche perché lo dicono, perché so quali sono i dossier aperti, so quali posizioni bisogna tenere per evitare di mandare tutto in vacca, e so che, non ti dispiaccia, di quello che pensa AK0 possiamo serenamente battercene. Dopo di che, beninteso, non sto dicendo che i membri di governo siano lettori compulsivi di questo blog, conoscano Kalecki e Kaldor, siano o (come te) credano di essere dei keynesiani. So benissimo che palazzo Chigi è egemonizzato dal pensiero gianniniano, il che, peraltro, dovrebbe portarti ad ammirare di più chi, contrastando contro un clima simile, comunque sta riuscendo a portare qualcosa a casa (il no al Mes non si sarebbe potuto dare senza l’assenso di Chigi). Sto solo dicendo una cosa che è abbastanza evidente a tutti: ci sono più cose fra l’Europa e la libertà dell’Italia di quante ne consideri il tuo delirio. Peraltro, ravviso una lieve contraddizione nel tuo andare dietro alla narrazione dei giornali solo quando ti fa comodo. Liquidare come irrilevante il voto che Fratelli d’Italia ha dato contro la von der Leyen seguendo la nostra linea non è molto coerente con l’attribuire un valore decisivo a certe affermazioni di circostanza che finora non si sono tradotte in alcuna decisione politica. È evidente che tu vieni qui a criticare sulla base di risentimenti personali e di pregiudizi faziosi, perché pensi di essere di sinistra, ma con quelli come te abbiamo lastricato 16 anni di percorso. Sta a te decidere se porti in una postura più costruttiva o andare di figura di merda in figura di merda.

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    6. Onorevole,
      Accolgo con favore questo suo commento che – di fatto – conferma l’argomento da me sostenuto.
      Palazzo Chigi – e direi tutto il governo e anche la maggioranza – sono permeati di un’ideologia diametralmente opposta alle sacrosante battaglie da lei condotte in questi 15 anni. C’è solo un problema: non di “gianninismo” (aka liberismo) si tratta, ma di europeismo in purezza.
      Il che è paradossalmente peggio, perché se fosse solo liberismo potrebbe – almeno in teoria – entrare in contrapposizione con l’europeismo (vedasi Thatcher, Friedman, i conservatori inglesi etc).
      Il punto sul quale non la seguo è quello secondo cui dovrei – cito - “ammirare di più chi, contrastando un clima simile, comunque sta riuscendo a portare qualcosa a casa (il no al Mes non si sarebbe potuto dare senza l’assenso di Chigi).”
      Qui c’è il vero disaccordo di fondo: lei sembra convito che un “clima simile” possa essere – in qualche modo – cambiato con una lunga battaglia di posizione. Io no. In inferno nulla est redemptio. Una “clima simile” non lo si cambia, lo si sconfigge con una battaglia culturale il cui corollario inevitabile è la contrapposizione politica.
      Lei scrive che “ci sono più cose fra l’Europa e la libertà dell’Italia di quante ne consideri il tuo delirio.”
      Ora, non so quante siano queste cose, ma c'è un fattore che di certo costituisce la condizione necessaria (benché non sufficiente): sconfiggere la narrazione secondo cui “l’italia è troppo piccola”, “l’unione fa la forza” etc etc.
      Ad oggi, non solo questa narrazione è lontanissima dall’essere sconfitta ma la critica alla stessa – che tra il 2012 ed il 2017 aveva acquisito un peso rilevante – è scomparsa dal dibattito politico e pubblico, anche con il cdx al governo. Mi sembra incredibile che una persona senza dubbio intelligente come lei non si ponga il problema.
      Con immutata stima,
      AK.
      Ps: io non vado dietro “alla narrazione dei giornali”. Mi limito a mettere dei link per dare dei riferimenti su quello che scrivo. Son due cose ben diverse.

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    7. Mamma mia AK0 che tenerezza che mi fai! Vederti venire qui a ripetere con una convinzione degna di miglior causa le cose che dicevo quando non capivo un cazzo di politica, ma con la pretesa di insegnarmi la politica, non ha veramente prezzo! Sarei curioso di sapere qual è il tuo movente, quale la fonte della tua motivazione. In che modo vuoi cambiare il mondo venendo a dare lezioncine a uno da cui sarebbe meglio che ti disponessi a imparare? Tra l'altro, nel tuo pensiero non c'è nulla di particolarmente originale o autonomo, nemmeno il lessico, che mutui dal blog e dai suoi satelliti (mondo a/simmetrie). Probabilmente ti ho già chiesto quanti anni hai e probabilmente mi hai già risposto e certamente me lo sono dimenticato perché sicuramente non è importante, ma insomma la sensazione che dai non è quella di un pensiero adulto.

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    8. Onorevole,
      Mi permetto una battuta, sperando che non si offenda: parafrasando Carlo Verdone, la tenerezza è reciproca!
      La sua nei miei confronti per le cose che scrivo, la mia nei suoi perché siete al governo con costoro. https://www.ilfoglio.it/politica/2026/02/14/news/-eurobond-ne-abbiamo-parlato-per-primi-li-rivendichiamo-partito-della-nazione-fdi-parla-arianna-meloni-8660079/.
      Lei ha ragione, quando una donna dice "Nein!", è "Nein!".
      Il problema è che, sugli Eurobond e non solo, per le sorelle Meloni la risposta non è "Nein!"...è "Jawohl!".
      Detto questo, nella reciproca tenerezza che caratterizza questa nostra corrispondenza, la saluto!
      Cordialmente,
      AK

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    9. Non mi ricordo se te l'ho chiesto: quanti anni hai? E ti sei mai riprodotto? A giudicare da come ragioni scommetterei di no.

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    10. Onorevole,
      Se la incuriosiscono le mie vicende personali, ci prendiamo un giorno un caffè insieme e gliele narro con piacere. Potrebbe persino trovarle sorprendenti. Nel frattempo, restano le questioni di merito: a partire dal fatto che le sorelle Meloni sono favorevoli e "rivendicano" gli eurobond!
      Saluti,
      AK

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    11. Ma anche no: pensandoci bene, forse non sei giovane, sei solo stupido (cioè fuuuuurbo), quindi non credo che sarebbe tempo ben speso per nessuno. Ah, a proposito, ti segnalo che la Meloni è anche (stata) per votare la von der Leyen, per il sostegno ultra vires all’Ucraina, ecc. Ci sono altre cose con cui vuoi stupirmi?

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  9. i tedeschi sono stupidi ma non fessi..perchè ricostruire/riconvertire l'industria francese con i propri denari, sapendo che la francia ha le centrali nucleari e un'apparato finanziario molto più strutturato e ramificato? l'italia, al contrario, è un partner di complemento al progetto teutonico della nuova crante cermania, e condivide visioni e necessità omologhe

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    1. I tedeschi sono miopi: organizzano perfettamente il presente ma non sbagliano sempre futuro. Per quello combinano disastri.

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  10. Si potrebbero modificare le regole europee verso il voto a maggioranza qualificata per decisioni di questo tipo come cavallo di Troia per spingere la Germania a fare crollare tutto il sistema.

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  11. Per rispondere alla sua diretta di questi giorni. Secondo me il suo atteggiamento verso Vannacci è abbastanza aderente al vero, è bravo con le previsioni e quindi mi fido. Forse e dico forse lei è anche un po' contento che Vannacci sia uscito, perché lei ha un carattere come i gatti. Ama le attenzioni di noi lettori e appunto come un felino ha il suo modo di agire felpato e tattico. A differenza del cane (non in senso dispregiativo ehhh haha) Vannacci il quale abbaia forte e cattura con il suo abbaiare le attenzioni dei passanti... Non andavate molto d'accordo quindi.
    Mi perdoni per questo paragone ma appunto ho notato una certa felicità sua dopo l'uscita di Vannacci.
    A parte i discorsi non fondamentali, secondo me non bisogna nemmeno sottovalutare questa rottura interna.
    Da elettore finalmente sono contento che ci sia un blocco navale (spero venga attuato e non rimanga su carta o troppo gentile) e appunto sarei stato abbastanza deluso se in 5 anni non ne avremmo visto i natali.
    Ecco ben venga un moto di narcisismo, purché serva da sveglia per essere ancora più efficaci e incisivi. Scrivo così perché ahimè ho ancora in mente l'inerzia del Cavaliere in una delle ultime legislature, e non vorrei mai vedere una perdita di entusiasmo e freschezza in voi.
    Saluti

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    1. Secondo me è felice perchè l'operazione dei media anti-Lega era diversa ed è fallita

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  12. Vabbè però, messa così, uno direbbe anche: "stupriamola 'sta baldracca!"
    Io preferirei una separazione consensuale e la Meloni in questi giorni mi pare stia spingendo nella direzione giusta.

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  13. Prof nella sua intervista riconosco, con sollievo, la prudenza di una frase di Kostís Palamas (poeta greco) :
    “Lorsque les loups te lèchent, ce n'est pas parce qu'ils t'aiment, mais parce qu'ils ont faim” -
    “Quando I lupi ti leccano, non è perché ti amano, ma perché hanno fame”.
    E quella di un proverbio russo:
    " Se vai con l'orso portati l'ascia".

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  14. Ci saranno blocchi navali dell'Europa e/o dei singoli Paesi nel Mediterraneo per fermare l'immigrazione. La spesa militare dovrà superare il 5% del PIL. Verrà allentato il vincolo del 3%: tutta la spesa militare sarà concessa fuori dai parametri.

    Le ONG avranno seri problemi. Se vincerà il «sì» al referendum, verrà riorganizzato il ruolo delle assistenti sociali. Saranno riviste le cooperative e i fondi legati all'immigrazione e tutto quanto afferisce ad aree di sinistra (come fatto per i fondi al cinema). Verranno costruiti molti più CPR. Verranno introdotti la responsabilità civile e il test psicoattitudinale per i magistrati.

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    1. Mi preme anche precisare un tema: la magistratura (e quanti Altri sono coinvolti in quel campo) non hanno compreso, temo, che la loro istituzione non riflette più correttamente i tempi e i rapporti di forza politici in seno alla nazione e al popolo sovrano (e i rapoorti di forza internazionali): rapporti che sono mutati. Quando questi mutamenti avvengono, le istituzioni devono rifletterli. Non è una scelta. La pressione della Storia può divenire via via più consistente, se i mutamenti necessari vengono ostacolati e rimandati.

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  15. Non so se ha tempo e voglia di vedere questo: https://m.youtube.com/watch?v=CnYiDpWYOIY
    (Benefici ai soldati russi che si arruolano)
    Penso che dal punto di vista economico sia un esempio di manovra non solo espansiva ma anche fortemente distributiva, che si sposa bene con questo: https://www.investing.com/economic-calendar/russian-real-wage-growth-1886 (Crescita salari reali al 6%) e con questo:
    https://it.tradingeconomics.com/russia/government-debt-to-gdp (Crescita debito pubblico negli ultimi due anni inferiore a 1% del PIL)

    In altri termini, sono convinto che un'analisi sull'economia russa sarebbe interessante come paragone con un paese che sta facendo scelte di politica economica opposte alle nostre. Probabilmente si potrebbe dire:"niente di sconvolgente, la teoria economica l'aveva previsto." Vero, ma forse questo è una delle applicazioni pratiche più rilevanti della storia.

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  16. Il 17 febbraio 1986 veniva firmato l’Atto unico e con ciò liberalizzata la circolazione di merci, capitali, persone, servizi estendendo inoltre la competenza ue anche alle politiche sociali e a molto altro. In Italia il PSI di Craxi e di Amato si adeguava eliminando l’indicizzazione dei salari.

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    1. Nessuno fu innocente. La polemica dell'81 della comare Rino Formica era solo teatrino visto quest'esito rivoltante. Fu anche per questo che Caffé decise di separare il suo destino da quello di tutti questi traditori. Perché non erano ignari, né sprovveduti; nelle sedute del 12 e 13 dicembre del 78 dalle parole stesse di Napolitano e Cicchitto, tra gli altri, si vede che i grandi partiti della sinistra sapevano, capivano e prevedevano ogni cosa. Sarebbe stato loro dovere, disponendo allora di cospicue forze, di opporsi come disse appunto Caffè. Chi se no? Invece si astennero, come Ponzio Pilato, e l'antinferno è il loro destino e la loro tana. In quel dicembre 78 particolarmente impressionanti furono gli interventi di Spaventa, Castellina e Magri, ma quello di Gorla credo sia il più moderno e vicino a quanto hai riportato; disse: “Mi riferisco alla questione della indicizzazione e della scala mobile. Non ritengo vi sia nessuno che si nasconda che l’adesione allo SME significherà una battuta d’arresto rispetto ad un meccanismo che rappresenta una conquista storica del movimento dei lavoratori in Italia.” e poi anche profeticamente: “Quando ci verranno poste condizioni per ottenere gli aiuti: allora sentiremo tutto il peso di questo vincolo. Subiremo tutta la perdita di sovranità che ci deriverà da questo.”
      La destra, invece, allora non aveva gli strumenti per capire, Valenzise addirittura pronosticò il divorzio; non si rendevano conto che i lavoratori erano prima di tutto lavoratori italiani, e che sotto attacco era l'Italia.
      Ma si sarà capita adesso finalmente questa cosa?
      Il prof. Bagnai ha tentato questa azione disperata, come ho detto altre volte, di convincere la micro, piccola e media impresa che alla fine loro sono il piatto forte. Sarà riuscito a portarli almeno a Keynes? Nei convegni e negli incontri sembra di sì, ma poi alle urne sembrano essersi ridati alle vecchie fiamme. Anni fa, Gad Lerner nella sua trasmissione fece scendere dall'alto le immagini di Marx ed Engels e gli imprenditori ospiti del nordest si misero a rumoreggiare come i tifosi dello stadio; pensai allora quanto fossero sprovveduti, quei due ce l'avevano messa tutta per essere eroi di tutti e anche di loro. Ma se quei due risultassero ancora indigesti, pur non esistendo più proletariato rivoluzionario in giro, potrà almeno Keynes essergli più gradevole?
      Se alla fine risulta che ha ragione Brancaccio, e credono di essere solo il piccolo capitale, sarà stato tutto inutile. E per tutti noi qui in Italia, belli e brutti, intelligenti e fessi, nessun futuro!

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    2. E' stata la sinistra storica che, con la sua retorica, ha fatto credere loro di essere il piccolo capitale. Li trattava da Kulaki e loro da Kulaki hanno votato. Su questo equivoco ha del resto a suo tempo costruito il suo successo proprio Berlusconi.

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    3. Sì Matteo gli esempi si sprecano e alcuni hanno fatto materia di parecchi post su questo blog.
      Il PCI ha effettuato uno dei suoi tanti tradimenti, ma non saprei dire se avrebbe avuto la forza, in minoranza, di bloccare l’adesione.

      Tuttavia la responsabilità di un partito di governo e a maggior ragione quella di un presidente del Consiglio rimangono e rimarranno infinitamente più gravi delle altre.

      In concomitanza dell’Atto unico - e con il pentapartito, non con il PCI - Craxi ha iniziato la svalutazione salariale (e il blocco delle assunzioni nella PA) compiuta da Amato nel ‘92 in tempo per Maastricht, questo è il succo della faccenda, e probabilmente il primo non sarebbe andato al potere se non fosse stato disposto a farlo. Come il PD e l’a-sx di lotta&di governo, stavolta sì, con Prodi e i cococo.

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    4. P.S.: @Matteo credo, ma non ho tempo di verificare, che tecnicamente un’astensione in questo caso equivalga a un voto contrario.

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    5. Pellegrina e mark bosshard due interventi sostanziali!
      Pellegrina, è vero, il PCI non avrebbe avuto la forza di opporsi, men che meno i socialisti, tuttavia quello che Caffè si aspettava era un'avanguardia costante di protesta, e quelli, invece, portarono al guinzaglio la classe lavoratrice all'epifania dell'Unione, addirittura rivendicandone il merito. Per quanto riguarda Craxi e “i suoi” socialisti, bastino le parole da Hammamet: “Si presenta l'Europa come una sorta di paradiso terrestre. L'Europa per noi nella migliore delle ipotesi sarà un limbo, e nella peggiore un inferno.” Quale intuizione quand'era disarcionato; quando era in sella, come appunto dici, fece capire con ogni dettaglio che “era disposto a farlo”.
      mark bosshard, in effetti la sinistra storica li ha costantemente definiti kulaki e trattati da kulaki. Ci si deve però chiedere: loro hanno votato da kulaki per questo, oppure perché si sentivano veramente kulaki? Brancaccio continua ad indicarli come il piccolo capitale, e sostiene pure che questa è l'unica differenza con Bagnai sul giudizio storico economico attuale. Dunque questa domanda è cruciale. Entrambi sanno che il compito che si è dato Bagnai è disperato, quello di far capire alla micro, piccola e media impresa che loro fanno parte di quello che Marx chiamava: lavoratore collettivo cooperativo associato, e sono quindi la pietanza centrale. Riusciranno quelli a compiere questa catarsi interiore e almeno considerare Keynes come un amico? Per il momento, al netto della simpatia cortese per Bagnai, Borghi, Barra Caracciolo e altri, sono tornati fedeli alla loro vecchia fiamma di gioventù, che però rappresenta solo un atto difensivo, come appunto si deduce da quello che tu scrivi. Ma si deve decidere se aveva definitivamente ragione La Grassa, venuto a mancare qualche mese fa, che diceva che storicamente Marx ha semplicemente sbagliato, oppure se è solo un problema di mancanza di coscienza di classe.
      Ora, Brancaccio prenderà probabilmente il nobel, eppure credo che lui rappresenti solo l'estremo opposto di La Grassa, ed entrambi decidono sulla base di uno schema delle classi di Marx particolarmente carente, e del resto ereditato acriticamente da Smith e Ricardo.

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  17. a proposito di debito comune ed altre amenità europee...Prof, cosa ne pensa del fatto che il presidente di Bank de France, tal François Villeroy de Galhau (minkia, sembra uno campagne) si sia dimesso anticipatamente per consentire a Macron di rieleggere un altro di sua fiducia prima delle prossime elezioni? Ricordo a me stesso che la carica scadrebbe a giugno '27 mentre le elezioni ci saranno ad aprile '27. Ma la mia domanda in realtà è un'altra: visto che alle prossime elezioni francesi probabilmente vincerà la destra, si vocifera che anche la La Garde abbia la stessa intenzione dello champagne de France. Ma non sarà che la vogliono fare ancora più sporca mettendo dentro già adesso qualcuno che sanno che renderà la vita difficile a Le Pen e/o Bardella? Infine...è lecito pensare che possano fare 'sti giochetti e che Macron abbia ancora così tanta voce in capitolo a livello unionale? Many Thank'z.

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    1. Penso una cosa molto semplice: che in Francia non c’è nessuno che abbia avuto la preparazione culturale e politica per impedire l’operazione “bulloni”, come abbiamo fatto noi seppure da una posizione di minoranza. Questo perché, mi duole rimarcarlo, i cosiddetti “sovranisti” francesi sono molto, ma molto indietro in termini di consapevolezza. È difficile apprezzare il lavoro svolto qui fino a che non ci si rende conto di quali siano le condizioni dei paesi in cui questo lavoro non è stato svolto.

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    2. Sì, hanno messo in moro da qualche tempo i loro sociologi. La qual cosa la dice lunga sul percorso ancora da compiere, a livello sociologico è solo il primo stadio veicolato da , dal fatto solo che cominciano a sentire anche loro i morse della fame. Prima di recuperare i concetti economici di base ce ne correranno di anni! Se poi vogliono ripartire da Walras allora campa cavallo.

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    3. Tipo Amélie de Montchalin alla Corte dei conti francese. Via di mezzo tra Brunetta e Cottarelli con un po’ di Draghi qua e là. Anche lei passata prima dall’OCSE, dal ministero per la funzione pubblica e la riforma dello stato, poi dai conti pubblici... e in mezzo naturalmente per un paio di banche, ma tutto comincia con l’ ecologia il che non guasta:

      https://www.economie.gouv.fr/ministres/amelie-de-montchalin

      https://www.leparisien.fr/politique/elle-va-avoir-des-conflits-dinterets-partout-la-nomination-damelie-de-montchalin-a-la-cour-des-comptes-fait-debat-09-02-2026-PUIWFNRTA5GSBEYD3JFEDINGN4.php

      Da cui direi l’interesse di guardare più da vicino cosa si viene strutturando in merito di amministrazione pubblica, non solo la difficoltà messa alla spesa da Monti in poi.

      Della BCE ha parlato @giuslit.

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    4. Pellegrina, sì quello è il percorso. Io mi riferivo tra gli altri a Christian Laval e quelli a lui vicini del gruppo sociologico: Vergne, Dardot, Gueguen, che sembrano come un gatto cieco che sbatte contro i muri in una stanza buia. Si rifanno a Michel Foucault, e, in quanto sociologi, rappresentano solo il primo stadio di consapevolezza, quello che viene appunto quando lo stomaco comincia a brontolare, insomma.

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