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giovedì 2 marzo 2017

Die Verwirrungen des Zöglings Furfaro

(...potete leggerlo come il seguito de La tabellina dello zero...)


...alla fine del nostro pacato e costruttivo confronto, mi sono avvicinato per stringergli la mano, e gli ho detto: "Scusa, sai, noi abbiamo tanti amici in comune, diamoci del tu, una cosa devo chiedertela: tu hai articolato la tua comunicazione politica sul tema dell'altra Europa, da costruire mantenendo l'euro. A parte quello che ci siamo detti prima, ti rendi conto che per fare un'altra Europa con l'euro, ti occorre un'altra Bce?"

Annuiva...

"Ecco: tu quest'altra Bce come la immagini? Ci hai pensato, ci avete pensato? Che struttura dovrebbe avere, per operare nell'interesse generale? E come sarebbe possibile trasformarla nel senso auspicato - posto che si capisca qual è - in un momento in cui la crisi ha sovvertito i rapporti di forza fra i paesi a ulteriore svantaggio dei più deboli?"

La risposta è stata un sorriso un po' frastornato, con quel suo viso pulito, da bravo ragazzo, che, ne sono sicuro, farà breccia in molti cuori...


(...la povertà culturale della sinistra italiana - e in particolare di Sinistra Italiana - mi affligge, come sapete dall'inizio di questa avventura. È una povertà fatta di elementi macroscopici, che nessuno vede perché sono troppo evidenti, il che, peraltro, ci espone a un rischio: quello di non contestare le contraddizioni del progetto, proprio perché non possiamo pensare che chi non le vede sia in buona fede. Ora, io vivo questa tensione su di me ogni singolo giorno che Dio mette in terra: devo sfibrarmi a ripetere l'ovvio usque ad nauseam - col rischio, se non lo faccio, di perdere un possibile interlocutore, di non portare un barlume di verità nella tenebra della propaganda - o devo applicare un darwinismo intellettuale un po' fatalista, dicendomi che chi non ha capito finora in fondo si merita quello che gli accadrà?

La questione non è semplice da risolvere, ma ormai mi sto orientando verso la seconda opzione: io voglio vivere, la sinistra si sta suicidando. Una scelta che la sinistra chiede in generale di rispettare e che io in generale rispetto - sono un liberale - ma nella quale non voglio essere coinvolto. Perché vedete, l'enormità delle cose che "sfuggono" - le virgolette sono d'obbligo - a certi "intellettuali" è tale da frustrare in anticipo ogni tentativo di portarle con successo alla loro attenzione. Sì, insomma, à la famosa prima legge della termodidattica:


CI SONO COSE CHE SE POTESSERO ESSERE CAPITE NON ANDREBBERO SPIEGATE


Mi limito a una semplice constatazione: è piuttosto strano che intellettuali autoproclamatisi di sinistra non si rendano conto di essere ecolalici propalatori delle pseudoverità diffuse dagli organi di quel capitale che a parole dicono di voler combattere, ma del quale all'atto pratico si fanno utii idioti. Questo blog contiene un ciclo di post, quello sulle leggende metropolitane bipartisan, che elenca tutte le scemenze che i Galli e i Giannino - in cornu capitalis - e i Biasco e i Furfaro - in cornu laboris - ripetono, probabilmente credendoci, e certamente senza mai portare un cazzo di dato che sia uno a supporto delle loro ardite argomentazioni:

1) quella che la svalutazione abbatte i salari reali;
2) quella che la svalutazione distrugge i risparmi;
3) quella che la svalutazione è inutile perché l'inflazione che ne consegue la neutralizza;
4) quella che la svalutazione sarà imprevedibile però sarà devastante;
5) quella (connessa alla prima) che la svalutazione influenza la distribuzione del reddito;

e via dicendo...

Allora, Furfaro, ti faccio una domanda: come ci si sente ad affermare ex cathedra, con tanta sicumera, come verità autoevidenti, fenomeni che storicamente non si sono mai presentati in alcuna parte delle terre emerse? Trovi che sia di sinistra ragionare in modo apodittico e astorico? Ma soprattutto, non ti viene qualche dubbio nel sentirti parlare come un Giannino qualsiasi? A prescindere dal fatto che i vostri titoli sono diversi - e i tuoi, in teoria, migliori - a te che sei nel campo "progressista" non viene il sospetto che se ti trovi a pronunciare come verità affermazioni  "spinte" da tutti i media del nostro capitale cialtrone e bancarottiero ci deve essere qualcosa che non va?

Ti sembra proprio normale?

Perché alla base di questo tuo sorprendente atteggiamento, c'è l'ancor più sorprendente incapacità di porti una domanda essenziale: perché mai un capitalista dovrebbe preoccuparsi così tanto per lo stipendio del povero lavoratore? Non puoi non renderti conto che la tua deamicisiana sollecitudine nel difendere dalla svalutazzzzzionebbbrutta il potere d'acquisto del povero operaio, i risparmiucci della vedovella, e via dicendo, è condivisa proprio da chi in realtà ha interesse a espropriare l'operaio e la vedovella - e ci è riuscito benissimo, grazie anche a te! Quindi, forse, la difesa delle classi subalterne non passa attraverso la difesa di un sistema finanziario che il grande capitale già difende con le unghie, con i denti, e con una propaganda orwelliana alla quale tu presti il tuo generoso aiuto!

Ti rendi conto sì, o ti rendi conto no, che i capitalisti che a chiacchiere si preoccupano di tutelare dalla svalutazione il potere d'acquisto dei lavoratori - preoccupazione infondata - sono anche quelli che via cambio fisso hanno creato un sistema dove ogni shock comprime la quota salari - cioè innalza la quota dei profitti - al rischio, che poi si è materializzato, di avvitare tutto in una crisi di domanda che finirà solo con un evento molto traumatico?

Insomma: ti rendi conto di essere stato sorpassato a sinistra da Dornbusch?

Te lo dico in un altro modo: tu, che ti dici di sinistra, credi alla favoletta paternalistica del capitalista che si preoccupa per il povero lavoratore, o pensi che il capitalista - legittimamente - cerchi di orientare il conflitto distributivo a proprio vantaggio? Perché se la risposta giusta è la prima, allora il problema lo risolverà il tempo: alle favole si crede da bambini. Quanto crescerai, smetterai di crederci. Ma se il problema è il secondo, allora la soluzione è più complessa: perché tu, forte della credibilità che usurpi ostentando un'appartenenza progressista, nel diffondere fra gli oppressi le pseudoverità, i fattoidi, che il grande capitale porta nel dibattito per impedire un esito politico della crisi, stai aiutando il capitalista.

Chi è parte del problema non è parte della soluzione.

Bene.

Io ho cercato il dialogo per anni, e ancora continuo, come questo post dimostra. Lo faccio per svariati motivi: perché sono caparbio; perché non voglio essere sfrattato da casa mia; perché so che i turbamenti del giovane Furfaro non sono solo sua responsabilità: la responsabilità principale cade su quei politici opportunisti e pusillanimi ai quali ho chiesto - non da solo - di dire una parola chiara, e che non l'hanno sostanzialmente ancora fatto - altrimenti i fattoidi del grande capitale non sarebbero così profondamente iscritti nella doppia elica della quadrupla sinistra italiana...

Ma poi verrà il momento in cui dovrò rispondere al dolore di chi mi scrive, arriverà un tempo in cui per affermare nel dibattito semplici verità fattuali come quelle esposte qua sopra dovrò prepararmi a difendermi, tutelandomi con le opportune guarentigie, a fronte di un evidente e sempre più minaccioso tentativo di censurare chi porta nel dibattito qualcosa di diverso dalla pulsione di morte "europeista", e comunque si giungerà necessariamente all'esito di questo progetto irrazionale, e alla connessa necessità di doverlo gestire.

A quel punto, chi si è rifiutato di vincere con me non potrà chiedermi di perdere con lui...)

101 commenti:

  1. Tu a Furfaro la domanda puoi anche farla, ma sei sicuro che capisca termini come apodittico o deamicisiano o conflitto distributivo? Perchè, laurea in economia (aziendale) a parte, da come parla non mi pare uno con un vocabolario particolarmente esteso o un background culturale particolaremnte profondo.

    A me i giovini alla Furfaro a sinistra ed altri (di cui neanche mi ricordo i nomi, tanto durano mezza stagione) a destra danno l'impressione di una sostanziale neutralità ideologica in cui sinistra e destra sono semplici etichette, o simpatie, prese sui banchi di scuola lasciati da poco, ma che in realtà non significano granchè una volta che si vada a grattare un pochino.

    Che poi forse è il motivo per cui ancora oggi "giganteggiano" ed hanno uno spazio i vari D'Alema, Bersani, Cofferati: nella loro pochezza, hanno comunque un minimo di scuola politica e base culturale/ideologica a cui abbarbircarsi (su posizioni errate, ahinoi). Giovini che abbiano un minimo di basi io non ne vedo (o forse ci sono, ma vengono tenuti nascosti, chissà).

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  2. Monumentale! Insista Professore. Non ceda al fascino dell'ascesi intellettuale (tanto sappiamo entrambi che non ci riuscirà). Il mondo non è popolato di soli Furfaro.

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  3. La povertà culturale di costoro ha sempre messo i brividi - e me ne ha sempre tenuto lontana.

    "Trovi che sia di sinistra ragionare in modo apodittico e astorico?" Il problema di F. come degli sparsi corpuscoli di una sinistra culturalmente sfatta e inesistente è che sono incapaci di capire una domanda come questa, figuriamoci poi tradurla in azione politica, manco in parole d'ordine. Fino a parere abissalmente stupidi, gli stupidi di Martinet in fondo. Apparentemente innocui, in realtà micidiali.

    Alla favoletta del padrone che si preoccupa invece costoro ci credono, perché è in questa ideologia che sono stati amorosamente allevati.

    Quando si vuol perdere di vista l'esistenza di interessi diversi, quindi di conflitti, la cui consapevolezza va ad ogni costo occultata dalla tolleranza, pardon dal rispetto delle opinioni, cioè da una sostanziale indifferente accettazione dello stato delle cose come dettato dal più forte, si finisce irrimediabilmente così.

    Infantilismi.

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  4. L'enormità delle cose che 'sfuggono':non per ignoranza,non per malafede,ma per ignoranza e malafede.

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  5. Quando sono ragazzi è più doloroso.

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    1. Più doloroso il non soccombere alla tentazione di schiaffeggiarli per l'arroganza con cui ripetono, con modellata insipienza, certi sproloqui indotti dall'appartenenza?

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    2. Più doloroso perché gli interessi e la malafede non sono la causa principale della mancata voglia di cercare la verità. Soccombono alla lusinga del piacere agli altri.

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  6. Sconfortante che le nuove leve della sinistra, impegnate a fondare nuovi "soggetti politici" siano assolutamente acritiche e squallidamente prone alla narrazione vigente

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  7. Stamane alle ore 6 ho visto su iPad la registrazione della trasmissione Coffeebreak .
    Io che guardo pochissimo la televisione , ma la seguo su pagine scritte , son rimasto impressionato.
    A) Dalle sue capacita' comunicative anche in Video.
    B) Dalla pochezza sulle Bbasi degli interlocutori di sx
    C) Dal invidiabile aplomb dia Suo che di Borghi0

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  8. Si chiama "dissonanza cognitiva" e si risolve con il darwinismo perché nemmeno nei Paesi ritenuti eticamente più avanzati è prevista l'eutanasia per eccesso di imbecillità. Tocca aspettare che si autodistruggano. E sappiamo che il tempo, oltre che denaro, è gente che s'ammazza.

    Buona giornata.

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  9. Un solo, piccolo, appunto. Capisco che è difficile e, a volte, anche frustrante correre dietro le contorsioni che i turbamenti provocano ai giovani (e meno) ma debbo segnalare che il buon Furfaro non è più parte di quel progetto nominato Sinistra Italiana che raccoglie una parte della ex SEL, compreso il suo leader fognatore ed, essenzialmente, i fuoriusciti dal PD della prima ora con Fassina. Il nostro, assieme alla parte di SEL non confluita, sta progettando quello che è stato chiamato il "campo largo dei progressisti" assieme all'ex sindaco di Milano Pisapia (quello che, tanto per ricordare, votò si al referendum costituzionale) e, probabilmente, i neo transfughi dal PD renziano Rossi e Speranza, quelli che hanno come padri "nobili" Bersani e D'Alema. A quanto pare, in extremis, a questi campisti si aggiunge anche D'Attorre dal quale, pure, abbiamo letto più volte parole di buon senso. Tanto per dire che evidentemente le cose non basta capirle per tradurle automaticamente in azione politica conseguente. Abbiamo quindi ad oggi Sinistra Italiana che, nel congresso fondativo svoltosi nei giorni scorsi, ha deciso di non discutere di Euro ed EU ritenendoli "argomenti non in agenda" e rimandando tale punti dirimenti (solo a mio giudizio, evidentemente) ad una futura "conferenza programmatica". L'impressione è che tutte queste neoformazioni che, apparentemente, non hanno alcuna ragione per disegnare un percorso autonomo da quello dell'attuale PD, servano al solito scopo di raccogliere consenso in uscita dal partitone e riportarlo a casa quando si tratterà di fare un governo "largo" contro i populisti.

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    1. Ma quale azione politica! Questi capiscono solo la poltrona! Le parole, i ragionamenti, non servono. Bisogna trovare un modo per "mettere la democrazia al riparo dai processi parlamentari"...

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  10. Ma de che stamo a parla'? Di un giovanotto (mio coetaneo) che crede ancora nell'altra Europa?
    Facciamo un breve riepilogo sulle supposte tappe del cammino della nuova Europa:
    Vittoria dei socialdemocratici tedeschi, che avrebbero fatto cambiare idea alla Merkel: non pervenuti.
    Vittoria del compagno Hollande in Francia, che avrebbe dovuto fare da contrappeso allo strapotere tedesco: non pervenuto. In compenso e' pervenuta la "loi travail".
    Vittoria di Tsipras in Grecia: no comment.
    Semestre di presidenza italiano, con Renzi pronto a battere i pugni sul tavolo della Merkel. Non so voi, ma io non ho visto ne pugni ne tavoli. Forse il supergiovane ha scambiato l'inginocchiatoio della cancelleria per il tavolo. Chissa'.

    Bisognerebbe chiedere a Furfaro: chi sara' il prossimo?

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  11. Come un grande economista italiano ha già detto, chi voleva o poteva capire l'ha già capito, per il resto la storia vuole le sue vittime.........

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    1. Purtroppo le vittime siamo noi! Vittime della stupidità e.... - chissà? - mi pare strano che siano tutti stupidi

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  12. Non sono di sinistra ma elitari con la puzza sotto il naso.
    E non sanno cosa sia la reale mediazione.
    Il punto mi è chiaro da quando sono ragazzo (ma ne avessi incontrato uno che fosse realmente quadrato con la realtà)

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    1. La ringrazio. Allora la smetta di trollarmi su Twitter o La blocco.

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  14. L'incredibile, per qualcuno che non vede dati "scientifici" sull'utilità di uscire dall'euro, è non capire concetti elementari degni della "filosofia di Catalano", vale a dire che per uno Stato è meglio possedere una moneta da poter spendere senza doversi indebitare (sovranità monetaria), piuttosto del contrario.

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  15. Comunque credo sia un problema culturale/generazionale. Per chi è cresciuto politicamente in un campo progressista in cui l'esistenza di ogni conflitto (soprattutto quello distributivo) era negata (che poi è lo stesso campo che scelse un democristiano per andare al governo...e qui si ride) immaginare che ci siano interessi divergenti e comunque legittimi è impensabile. Costoro credono realmente che, in fondo, un punto di contatto col grande Capitale si possa trovare facendo appello alla coscienza e non mostrando che l'aggressione feroce al Lavoro rischia di distruggere tutto il sistema e che si è pronti a difendersi con tutti i mezzi a disposizione (sostanzialmente proponendo soluzioni di "accomodamento", mostrando al contempo anche la propria credibile soluzione di "scontro").
    La cosa da capire, però, è come mai il campo progressista è diventato così. Quando parlo con mio padre, che per motivi anagrafici era progressista prima di questo periodo (ovvero in un periodo in cui di lotta di classe si parlava eccome) anche se dopo qualche discussione, alla verità si arriva. Perché ha una formazione che, pur non potendo certo impedirgli di commettere errori (come tutti), comunque gli consente di prendere coscienza dei conflitti e quindi di rivedere le proprie posizioni in quest'ottica.
    Quindi il campo progressista non sempre è stato acriticamente deamicisiano. C'è allora davvero da capire come e quando è avvenuto il cambiamento e ad opera di chi, per poter capire come si fa a smontarlo. Altrimenti si rischia di trovarsi davanti sempre e soltanto un muro che o si scansi o si prende a martellate (soluzioni credo entrambe insoddisfacenti).

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    1. Siamo stati cresciuti da una generazione che a vent'anni era progressista perché la liberazione sessuale e a quaranta perché la caduta del muro. Collettivamente siamo fottuti, prendiamone atto, e riponiamo le nostre speranze nei disadattati nativi digggitali.

      Pace
      Jacopo

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    2. La TV è diventata popolare (nel senso di ampiamente distribuita) dagli anni 70 e nazionalpopolare (nel senso di trasmettere programmi beoti per creare idioti) dagli anni 80. Direi che questo spieghi molto sui minori di 35 anni.

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    3. Ma io penso che non sia un problema di classi di eta'. Basta vedere il voto al referendum. I giovani vivono il disagio e sarebbero ricettivi. E' piu' un problema di poter comunicare certi concetti avendo contro una propaganda 100 volte piu' forte. Pero' poco alla volta grazie alla chiarezza e efficacia comunicativa di persone come Bagnai la consapevolezza cresce. Avvicinandosi alla soglia critica le cose potrebbero evolvere rapidamente. Il problema e' quanto manca a raggiungerla, spero poco.
      Comunque se i giovini di sinistra sono questi ci si avvia alla ennesima sconfitta mentre urleranno piu' europaaa.

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    4. Consiglio di lettura: Demenza digitale, del neuroscienziato Manfred Spitzer. C'è un intero capitolo sui danni neurologici che provoca guardare la TV (con tutti i riferimenti alle ricerche ormai assodate). Come pure un intero capitolo sull'irrilevanza della tecnologia a scuola (che anzi spessissimo danneggia l'apprendimento se si esagera). Tecnologia super spinta dal recentissimo Piano Nazionale Scuola Digitale (ecco un preclaro esempio di spesa pubblica improduttiva, anzi dannosa).

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    5. Un "investimento" pubblico diventa una idiozia in un solo caso: quando si spendono soldi pubblici per fare cose dannose. E che la tecnologia a scuola sia statisticamente o inutile o dannosa è ormai un fatto accertato (non me ne vogliano quei pochissimi docenti che riescono a migliorare la didattica utilizzando la tecnologia).

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    6. Sono pienamente d'accordo sul fatto che il punto di svolta (ahinoi negativo) del campo progressista sia stato lo spostamento della centralità della lotta dai diritti sociali ai diritti civili. Soprattutto l'idea che ci potesse essere un'unità creata dal sesso, o dall'arte, o dall'utilizzo di sostanze stupefacenti (cose che, tranne l'ultima, mi vedono comunque come un grande sostenitore), che potesse in qualche modo spianare le differenze di natura socio-economica (la chiamerei la "sindrome di Imagine"). L'idea che lottare insieme per i diritti civili di coloro che vengono discriminati (che pure è una lotta con una dignità) creasse poi un ambiente adatto ad appianare naturalmente i normali contrasti economici tra classi sociali. Un'idiozia priva di ogni fondamento, ma soprattutto di ogni fondamento se vista "da sinistra". Perché, come dice spesso il Prof. Bagnai, le nozze coi fichi secchi vengono male sia se etero che se gay. E quindi la differenza vera sta solo tra chi le fa coi fichi secchi e chi no.
      In ogni caso, credo comunque ingeneroso accomunare tutti coloro che hanno vissuto il campo progressista in quegli anni. Ci sono stati alcuni, anche se molto emarginati, che questo fenomeno lo hanno perfettamente individuato e per quanto possibile combattuto. Pasolini è solo l'esempio più famoso.
      Inoltre, coloro che hanno vissuto questa mutazione erano pur sempre cresciuti in un epoca precedente in cui i conflitti d'interesse tra diverse fasce della popolazione erano ben chiari e quindi, in parte, questa consapevolezza non l'hanno mai persa. Il problema è quello che si è creato come prodotto della mutazione antropologica che loro hanno contribuito a determinare. Ed è in questo che vedo una questione "generazionale". Nel senso che inevitabilmente chi è venuto dopo la svolta non poteva avere la stessa formazione di chi veniva prima. E se ora c'è un piccolo ritorno indietro da parte delle nove generazioni è soltanto perché la Storia presenta il suo conto e quindi alcuni nodi idioti non possono che venire al pettine. Fondamentalmente l'ubriacatura "woodstockiana" viene meno dopo 50 anni in maniera brutale generando in alcuni (speriamo molti) un anti-mutazione antropologica.
      Poi ovviamente sono sicuramente d'accordo anche con l'affermazione che i media, e la televisione in primis, hanno avuto un ruolo affatto neutro in tutto questo. Così come un cattivo utilizzo delle nuove tecnologie nell'età della formazione (per formare gli individui all'utilizzo delle nuove tecnologie si dovrebbe potenziare in età scolare lo studio della matematica, della logica e della filosofia e non certo l'insegnamento di alcune procedure predefinite per fare quattro cazzate). Ma secondo me sono soltanto acceleranti di una mutazione iniziata in precedenza.

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  16. L'atteggiamento della quadrupla, quintupla, sestupla, infinitupla, sinistra è uno dei misteri più inspiegabili della politica; possibile che tra tante sinistre che quotidianamente si autodistruggono, autogenerano e moltiplicano non ce ne sia una, che sia una, in grado di fare riflessioni che, mi perdoni il professore, appaiono evidenti quando non addirittura banali?
    Mi rendo conto che i tecnicismi sono tosti, ma i concetti? Come si fa a non comprendere concetti tanto banali?
    Prof., si informi, Lei è banale! Ma la cosa agghiacciante è che le Sue banalità non vengono percepite da coloro che banalmente e naturalmente dovrebbero condividerle.
    Io ho perso le speranze ed aspetto il destino con rassegnazione, vivo di sussulti come il referendum greco, la brexit il, 4 dicembre, di indegne pulsioni di cui pubblicamente mi vergogno come i raggi che dovevano illuminare la capitale o il capitale americano che ci ha salvato dalla finanza americana (le deiezioni che ci salvano dalle feci...), ma l'orizzonte resta cupo, inizio ad invecchiare e la speranza, ormai, l'è morta...
    Prof., Lei non desista però, perché io sono diventato pessimista in vecchiaia, ma in giovinezza Le avrei detto "vada avanti, resista", lo faccia per i giovani a cui viene negato un futuro, lo faccia per Lei per personale soddisfazione, e lo faccia anche un po' per quei pessimisti come me che si sono dati pace nell'accettare che, spesso, la cosa più difficile da comprendere e da spiegare è quella che è sotto gli occhi di tutti, come un normalissimo re nudo...

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  17. Ieri è stato straziante. La frase più dolorosa è stata 'l'economia non è una scienza esatta QUINDI la mia opinione vale quanto la sua'. Le esprimo tutta la mia solidarietà.

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    1. Sostanzialmente Furfaro ci ha confessato che quando si guarda allo specchio vede un personaggio di statura pari a Aristotele o Freud. Peraltro, l'idea che le uniche scienze siano quelle esatte (implicitamente affermata dal giovine) è parte integrante dell'agenda neoliberista, per motivi qui discussi milioni di volte.

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    2. Più di dieci anni fa un ematologo del Policlinico milanese mi disse sostanzialmente: “Mio caro, la verità è che spesso dimentichiamo che la medicina non è una scienza esatta, bensì un’arte. Io visito un paziente che non conosco e impiego farmaci che non conosco, prodotti da chi non conosco; in tutto ciò devo cercare di capire qualcosa: ed è quel che poi conosco”.
      Discorso ineccepibile, che avvalora viepiù l’istanza di rivolgersi a chi fa della serietà la professione, piuttosto che ai vaghi cialtroni del “la mia opinione vale quanto la sua”, qualunque sia il campo d’applicazione, d’indagine e metodica.
      Peraltro lo stesso Furfaro si lamentò per non essere stato eletto al Parlamento europeo nella lista Tsipras (http://www.huffingtonpost.it/2014/06/08/marco-furfaro-la-risposta-a-barbara-spinelli_n_5468207.html ), soppiantato all’ultimo dalla solita Barbara Spinelli che decise di accettare il seggio (Spinelli che compare, tra gli altri accanto a Cofferati e Kyenge, nell’elenco di alleati al Parlamento Europeo che la Open Society Foundations di Soros ha compilato recentemente:
      http://soros.dcleaks.com/download/?f=/Europe/OSI%20Brussel%20EU%20Advocacy%20calendar/European%20Elections/reliable%20allies%20in%20the%20european%20parliament%202014%202019.pdf&t=europe ).

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  18. Caro Alberto credo che oramai la faccia tosta di alcuni interlocutori raggiunga vette elevatissime. Ho il sospetto che qualcuno sia convinto di cio' che dici e sicuramente gente come Furfaro , giovane istruito e parvente intelligente, non credo non conosca l'argomento in questione; ma quella del politico e' una professione dura e disgustosa, in quanto bisogna portare avanti idee irrazionali, non sempre coincidenti con le proprie. Al giovane Furfaro darei la giustificazione di non avere ancora la patente di poter uscire fuori dal seminato ideologico tracciato dalla propria parte politica. Sono, come dici tu, degli utili idioti che , per ambizione politica, si sottomettono a fare da anche figure barbine perche' carne da macello. Perche mai non dovrebbe venire a fare un interlocuzione con te un Prodi o una eminenza grigia di questa eurofollia, I veri responsabili di questa trappola in cui ci troviamo? Perche' sanno che perderebbero in malo modo non potendo dire le castronerie che un giovanotto si presta di piu' a fare. Grazie Alberto

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  19. Io credo che più chiari di così non si possa essere, davvero. Marx diceva - e non fu nemmeno il primo a dirlo - che la lotta di classe è il motore della storia. E le classi sociali hanno, a parte rarissime occasioni, interessi inevitabilmente in conflitto. Se la sinistra non accetta questa ovvietà non può semplicemente esistere.

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  20. Prof, sapevamo del piddinismo degli Elii, ma non erano mai stati così espliciti (inflazione a due cifre e altre amenità):

    http://m.dagospia.com/intervista-a-elio-e-le-storie-tese-su-europa-galileo-brexit-e-rocco-siffredi-142590

    Lutto totale.

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    1. Vi ho detto che nessuno si salva. Nessuno.

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    2. Be', hanno pure scritto «E ci pagano in sterline. Cambio vantaggioso: si guadagna di più». Delle due l'una: se questa è una battuta sono battute pure le altre assurdità (vogliono vedere se chi legge è sul pezzo), oppure questa non è una battuta (e neppure le altre). Tradotto: o sono sopraffini o scemi. Opto per sopraffini (devo riuscire ad alzarmi domani).

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    3. In epoca pre-liBBerale gli artisti erano pagati dalle aristocrazie e ci hanno regalato immensità mai più eguagliate.

      In epoca liBBerale gli "artisti" , siano essi ricchi avidi oppure alla canna del gas, non disdegnano mai l'osso lanciato loro dal capitale...

      #artsTitutes

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    4. @Mauro Lisanti
      Ancor peggio: appieno si riconoscono nell’osso, come parte fattiva ed integrante (il liberismo si distingue in modo curioso dalla tirannia: laddove questa impone la replica della vulgata ricorrente, il primo plagia e modella invece la libertà del farlo; però, vogliamo mettere tra il non essere liberi ed il sentirsi tali? Rimane tagliata fuori la terza e trascurabile opzione di come esserlo veramente… ). L’aristocrazia dunque commissionava l’opera, il capitale liberista l’anima. Come poteva non essere consequenziale il progressivo (più che progressista…) passo dal rigore delle scuole di bottega al botteghino!?

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  21. Ho visto il video; quando Furfaro ha detto: "...ma l'euro è solo una moneta!" ho letteralmente rabbrividito; pensavo che ormai, dopo le "conversioni" di Fassina e D'Attorre, in Sinistra italiana certe lezioni le avessero apprese e debitamente metabolizzate; invece nulla. Al contrario ho avuto l'impressione (ma potrei sbagliarmi) che il rappresentante del PD presente in studio e di cui non ricordo il nome, fosse più consapevole che l'euro è il problema ma che non se la sentisse di dirlo esplicitamente nonostante lo avrebbe voluto fare. Che alla fine, paradosso supremo della Storia, Sinistra Italiana venga superata a sinistra dallo stesso PD?

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    1. Il brivido l'ho avuto quando ho letto che sarebbe laureato in economia. E uno così, a parte che non riesce a dire due parole in croce, lo mandiamo a governare un paese????

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  22. https://m.youtube.com/watch?v=nHvtNNh_HGQ

    Indimenticabile

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    1. Eccolooooo; ecco un'altro ancheioeconomista.
      Hai estrapolato 17 secondi da un dibattito durato 1 ora e mezza collocato in un dibattito che va avanti da almeno 6 anni.
      Non meriti una risposta seria, non riusciresti a capirla, vai solo perculato. Pertanto, seguendo l'insegnamento di Don Ersilio, che tu ovviamente non sai chi sia, sai che ti dico? PRRRRRROT!

      Per chi si vuole levare lo sfizio dell'intervento completo è qui a 1:20:49
      https://www.youtube.com/watch?v=YKsg3kZwTGc

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  23. Ma alla fine come finisce? Scoppia la guerra con le bimbe, o la guerra è finanziaria e siamo già fottuti?

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    1. Quella con le bimbe è una guerra che non avrà mai fine.

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    2. Anche la guerra col maledetto correttore non è male. E fotte parecchie persone.

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  24. Da tempo vedo nel futuro di noi che non intendiamo essere sfrattati: fungeremo da diga, vedrete. Dovremo interporci tra i forconi e i Furfari, proprio in virtù delle regole della nostra casa. Sento già male.

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    1. Non serve a un bel nulla, ormai. Saremmo vittime lo stesso di un unico progetto, per cui hanno ricattato tante persone in buona fede per decenni in nome della responsabilità. Ma al punto cui siamo non ci sono più sacrifici che tengano né spazi di manovra o di respiro: li hanno distrutti loro. Sono rimaste solo le nostre vite e non si sa per quanto. Possiamo allora risparmiarci l'autolesionismo senza rimorsi, dando loro più fastidio che si può.

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  25. Se gli occhi ed il cuore sono lo specchio dell'Anima, l'economia attualmente è lo specchio dell'ego (più precisamente della somma degli ego, che come piccoli automi a molla seguono le istruzioni che hanno imparato da sempre: competi, guadagna, fotti, difenditi, attacca.)

    Il professore, conscio delle conseguenze del non saper riconoscere le mostruosità derivanti dal seguire le semplici dinamiche del "mors tua vita mea", prova un costante senso di frustrazione: dettato dall'amore profondo verso l'essere umano che contrasta contemporamente con l'odio per esso, in quanto causa del suo stesso male.

    Come però giustamente fa notare proprio in questo post "ci sono cose che se potessero essere capite, non andrebbero spiegate".

    Sperare che la Verità fattuale dei dati economici sia sufficiente a "convertire" persone che si identificano in meccanismi egoici (come fa il 99% della popolazione mondiale in questo momento storico) è, da un punto di vista emotivo, ottuso; e lo dico con un affetto smisurato verso Alberto Bagnai, la persona.

    Quando dici ad un Ego che 2+2 fa 4, e che in base a questo numero lui si trova dalla parte "sbagliata" rispetto ad una visone in cui i popoli possano convivere pacificamente, lui negherà con tutta la sua forza l'auto-giudizio derivante da una verità di quel tipo, specie se è un politico (vittima inconsapevole del meccanismo egoico di cui la politica è fatta).

    Più l'ego guida quella persona, più la percezione stessa del concetto apparentemente ovvio di "Verità", sarà sempre traslato in una sottocategoria di "versione di verità" (ovvero, essendo la verità univoca, una non-verità).

    La mente egoica lavora esclusivamente in un ottica di difesa-attacco, mai di consapevolezza: perciò coscienti o meno del gioco al massacro in atto, anche di fronte all'evidenza le menti egoiche daranno sempre risposte del tipo: "beh, però anche la corruzione.." "beh, ma è solo una moneta.." "beh, però anche lei professore firma questo e quello.." perfino di fronte ad inconfutabilità matematiche.

    Ne consegue, che lo strumento meraviglioso di conoscenza in tema di economia di questo blog, dovrebbe mettersi al servizio di una visione più ampia ancora rispetto a com'è ora.
    Per quanto sembri un pensiero per alcuni aberrantemente spirituale, mi permetto di dire che se il professore e chi segue il blog hanno davvero intenzione di aiutare il mondo a portarsi in uno stato di consapevolezza maggiore, la strada è quella dell'evitare qualsiasi tipo di giudizio (incluso quello verso se stessi) quando ci si interfaccia con altre persone.

    Chi non riesce a provare esclusivamente amore sincero e disinteressato verso le anime tenute in ostaggio dalle maschere egoiche che fanno orecchio da mercante, che rispondono aggredendo, che deridono, non è all'altezza del compito.
    perchè il giudizio percepito è il cibo che alimenta l'ego di chi ascolta (e anche di chi parla).

    Questa è, univocamente, la Verità che circonda ogni essere umano, e sta molto al di sopra della Verità matematica del 2+2=4, per questo deve essere costantemente presente anche quando si parla di oggettività dei dati.

    Questo intervento non richiede da parte mia una discussione ulteriore, non entrerò quindi in eventuale polemica a riguardo: se chi lo legge lo ritiene "fuori tema" va benissimo così.

    Ringrazio per l'attenzione,
    con affetto:

    Olmo Costa






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    1. Ti devi essere perso la parte in cui dico di non voler convincere nessuno, e quella in cui spiego che so attraverso quale percorso si è convinto chi è qui.

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  26. "Esserci o Farci, questo è il dilemma".

    Amaro, estremamente amaro.

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  27. Dal 2010 non è cambiato nulla.

    Non faccia la sinistra ciò che fa la destra.

    Dall’euro usciremo, perché alla fine la Germania segherà il ramo su cui è seduta. Sta alla sinistra rendersene conto e gestire questo processo, anziché finire sbriciolata. Non sto parlando delle prossime elezioni. Berlusconi se ne andrà: dieci anni di euro hanno creato tensioni tali per cui la macelleria sociale deve ora lavorare a pieno regime. E gli schizzi di sangue stonano meno sul grembiule rosso. Sarà ancora una volta concesso alla sinistra della Realpolitik di gestire la situazione, perché esiste un’altra illusione della politica economica, quella che rende più accettabili politiche di destra se chi le attua dice di essere di sinistra. Ma gli elettori cominciano a intuire che la macelleria sociale si può chiudere uscendo dall’euro. Cara Rossanda, gli operai non sono “scombussolati”, come dice lei: stanno solo capendo. “Peccato e vergogna non restano nascosti”, dice lo spirito maligno a Gretchen. Così, dopo vent’anni di Realpolitik, ad annaspare dove non si tocca si ritrovano i politici di sinistra, stretti fra la necessità di ossequiare la finanza, e quella di giustificare al loro elettorato una scelta fascista non tanto per le sue conseguenze di classe, quanto per il paternalismo con il quale è stata imposta. Si espongono così alle incursioni delle varie Marine Le Pen che si stanno affacciando in paesi di democrazia più compiuta, e presto anche da noi. Perché le politiche di destra, nel lungo periodo, avvantaggiano solo la destra. Ma mi rendo conto che in un paese nel quale basta una legislatura per meritarsi una pensione d’oro, il lungo periodo possa non essere un problema dei politici di destra e di sinistra. Questo spiega tanta unanimità di vedute.

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  28. Finirà male... e purtroppo la storia insegna che il capitale ha sempre un salvacondotto per qualche porto sicuro.
    Ma noi comuni cittadini come faremo a salvarci?
    Dobbiamo convertire i risparmi in oro?

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  29. 1) quella che la svalutazione abbatte i salari reali;
    2) quella che la svalutazione distrugge i risparmi;
    3) quella che la svalutazione è inutile perché l'inflazione che ne consegue la neutralizza;
    4) quella che la svalutazione sarà imprevedibile però sarà devastante;
    5) quella (connessa alla prima) che la svalutazione influenza la distribuzione del reddito;

    Questi luoghi comunissimi, secondo la mia esperienza, si smontano facilmente con le seguenti domande:
    1) parli di svalutazione. Ma "svalutazione" di cosa rispetto a cosa ? nuova lira vs nuovo marco, o nuova lira vs USD ? lo sai che la nuova lira potrebbe anche non subire grosse svalutazioni vs USD ?
    In quel caso l'effetto sarebbe che i tedeschi comprerebbero le materie prime relativamente più facilmente. Buon per loro.
    2) è vero che la svalutazione abbatte risparmio, stipendi, crea inflazione, sotto opportune ipotesi, che sono: che devi acquistare praticamente tutto fuori, e non hai capacità di produrre quasi nulla. Il Venezuela, la cui fonte di reddito è quasi solo derivante dalle materie prime, ha questo problema. Sei d'accordo che l'Italia non una struttura economica un po' diversa da un paese esportatore di materie prime ? Non pensi che in un momento in cui c'è ampia capacità produttiva sottoutilizzata uno svantaggio derivante dal cambio più alto porterebbe a rimettere in funzione le fabbriche in casa nostra ?
    In genere queste domande bastano a terminare la conversazione.
    Se in testa gli ci entra non lo so. Ma se in testa non gli entra gli entrerà da qualche altra parte, prima o poi.

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  30. Ahahah. Mi sa che stavolta quel saccente di Bagnai si è messo nei guai. Vedrete che rispostona si becca fra poco. Date a Furfaro il tempo di scriverlo e vedrete...
    Dai Furfaro, fallo nero. Basta postare qui su Goofynomics.
    Dai che ti aspetto! Fammi godere!

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  31. PD & Co. stanno benissimo così come sono e non desiderano cambiare, al momento, la loro situazione, salvo eventi che ne modifichino le convenienze. Non è che non capiscono.....semplicemente non hanno interesse a cambiare posizione sull'Euro.

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  32. Caro Prof,
    Deve essere terribile essere dalla parte giusta del campo ed avere i propri compagni che giocano per l'altra squadra.

    Ma dovrebbe vedere le facce a puntoesclamativo quando qualche piddiota mio conoscente mi vede giocare alla morte nel vostro campo.

    Saluti

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  33. Il ragazzo, su Twitter, a chi gli citava le Riforme Hartz rispondeva testualmente: "Non ne ho proprio parlato del sistema Hartz, non so nemmeno di cosa stia parlando". Questo il 1° marzo. Del 2017 (sic!).

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  34. Professore personalmente vorrei ringraziarla, ho 21 anni sono più giovane di Fuffaro , e grazie a lei e chi come lei si sta impegnando nella stessa direzione sto capendo molte cose che anche molti suoi colleghi professori con cui studio si ostinano a negare. La ringrazio perché mi ha aperto un mondo e io come posso cerco di diffondere il verbo,spero che la generazione successiva a Fuffaro (cioè la mia,visto che i successivi praticamente stanno frequentando scuole pessime)capisca ciò che lei e pochi altri dicono e possa fare le scelte giuste.Soprattutto non demorda anche perché noto ( forse è solo una mia impressione) che nel dibattito finalmente ci si sia iniziati ad orientare verso la sua opinione è che alcuni stanno timidamente iniziando ad appoggiarla. Tra l'altro sono meridionale e capisco esattamente cosa intende quando ci avvisa di quel che sarà perché come lei sa qui va avanti da 150 anni e lo viviamo tutti i giorni. Ancora grazie , e saluti.

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    1. Vito, non vorrei destabilizzarti ma non sarà la stessa cosa: dentro l'euro sarà senza la cassa del mezzogiorno e senza i forestali, forse, se va bene, sarà come i Malavoglia!

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  35. Gli oppositori sembravano messi lí apposta per avvalorare le (giuste) argomentazioni del Prof. Bagnai

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  36. Albe', perdona, ma mi meraviglia che ti meravigli. Unico problema del ragazzo, carino, siam d'accordo, era non allinearsi con le posizioni del leghista Borghi.
    Tutto qua. E tu lo sai bene. E ne conosci bene anche i motivi.
    Comunque,il momento esilarante è quando ha detto che l'economia non è una scienza esatta... e lì ho tremato, io per lui.

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    1. Ma è ovvio che è così, ed era talmente evidente che perfino Portas ci rideva sopra...

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  37. Se fiderai nella "sinistra" sempre aurai delusione.
    Da casa siamo fuori dai tempi di Berlinguer.
    Chissà quanto durerà la diaspora.

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  38. Caro Prof,
    anche io ho visto in differita la puntata in questione.
    Al di fuori della discussione della cosa puramente economica, non le dava noia il continuo ciangottìo del duo alla sua sx durante gli interventi altrui? Portas in particolare era fastidiosissimo dato che impediva di capire quello che veniva detto.
    Opterei quindi per un forte debito educazionale prima che di mera economia. ;)

    Un caro saluto.

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  39. Caro Professore, ammiro la Vostra scelta di perseverare nell'opera di persuasione. Questo, Vi rende ancora più unico di quanto già non lo siate. Non cambiate mai!

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  40. "È una povertà fatta di elementi macroscopici, che nessuno vede perché sono troppo evidenti, il che, peraltro, ci espone a un rischio: quello di non contestare le contraddizioni del progetto, proprio perché non possiamo pensare che chi non le vede sia in buona fede."

    E non può essere che così anche per Furfaro.
    Ha prestato il proprio nome e appoggio alla lista Tsipras, rischiando anche di essere eletto;
    gli è andata male e, probabilmente, sta ancora rosicando.
    Ma a parte questo, dopo che sono trascorsi ben due anni dall'elezione del suo amato referente politico ed è stato possibile constatare gli effetti, devastanti, delle politiche da lui intraprese sul popolo greco. Non un ripensamento? Un minimo di autocritica? Va tutto bene?
    L'argomento Tsipras e Grecia è improvvisamente divenuto scomodo. E ha avuto pure il coraggio di rinfacciare a lei l'adesione al Manifesto di solidarietà europea, senza, peraltro, ricordarne i contenuti.
    Gente così non può essere in buonafede e sarà sempre pronta a tradire quando e se il capitale gliene offrirà la possibilità.

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  41. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  42. OT: qualcuno saprebbe dove trovare i video del 5° convegno Goofy dello scorso novembre?
    Sulla pagina dedicata di a/simmetrie è scritto che le registrazioni integrali sono disponibili, ma finora non le ho trovate da nessuna parte!

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  43. "Ma poi verrà il momento in cui dovrò rispondere al dolore di chi mi scrive, arriverà un tempo in cui per affermare nel dibattito semplici verità fattuali come quelle esposte qua sopra dovrò prepararmi a difendermi, tutelandomi con le opportune guarentigie……………"
    …………"A quel punto, chi si è rifiutato di vincere con me non potrà chiedermi di perdere con lui..."
    Messaggio ricevuto io sono con Lei prof. vada avanti.

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  44. Domanda per il Sig. Furfaro: se "l'economia non è una scienza esatta quindi .... (... vale ogni opinione)" L'€ su quale scienza rigorosa si basa?

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  45. Dal dibattito mi e' sembrato di capire che i giovini come Furfaro altro non sperano che in una carriera politica all'interno della sinistra europea a partire da quella italiana, e purtroppo lo fanno ripetendo come pappagalli i leitmotiv che imperversano da quelle parti politiche senza farsi un minimo di domande.
    Mi spiace ma nel 2017 io sono cinico e sono per il darwinismo politico. "Too little too late" dicono gli anglofoni, ma qui non abbiamo neanche un minimo di "too little"! Parlano come se Tsipras non sia successo, come se il referendum in Grecia non sia accaduto!
    Ne consegue che la loro (eventuale) carriera debba avvenire sulla vita di molte persone, che ne siano coscienti oppure no (io comincio a pensare che lo siano e che se ne freghino). Sono fuori tempo massimo: io voto per lo schiacciasassi.

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  46. Visti i recentissimi sviluppi della vicenda che ha visto il parlamento europeo revocare l'immunità alla Le Pen per aver pubblicato immagini violente su Twitter, temo che il tutelarsi con le opportune guarentigie potrebbe non essere sufficiente.

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    1. Quello che è successo è gravissimo, e mi riferiscono che gli esponenti del 5 stelle siano stati fra i più determinati nel chiedere la revoca dell'immunità. Starà ai francesi valutare. Credo che questi gesti siano controproducenti (per chi li escogita).

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    2. Chi da' l'immunita' a chi puo' revocare l'immunita'?

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  47. e il tizio non ha letto Taleb! ahahahhahaha

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  48. La (pseudo)sinistra italiana perso l'antiberlusconismo di copertura si mostra per quello che effettivamente è: il nulla assoluto. Un nulla che è riuscito ad andare più volte al governo dagli anni '90 in poi, producendo solo politiche favorevoli al capitalismo straccione locale e alla grande finanza internazionale.
    Il mio incubo è un governo di coalizione (pseudo)sinistra + 5Stalle guidato da un simil-Tsipras che probabilmente uscirà dalle prossime elezioni, se non si produce qualche fatto nuovo.
    Ahi serva Italia!

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  49. Eppure lo sapeva che l'euro è un Marco travestito ...

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  50. ACCORATO APPELLO A FURFARO
    SI - CAMPO PROGRESSISTA E GIOVANI SCIANTOSETTE TUTTE

    Ancora? Professore, che le ci abbia provato 77 volte 7 è ormai agli atti della storia, nessuno potrà mai dire che non li ha avvisati, nessuno potrà usare il "non potevo sapere", nessuno potrà rinfacciarle di non averci provato abbastanza.

    QED
    Il problema non sta in chi spiega e in quanto bene conosce la materia e la sa spiegare. E neanche in quante volte ripete la spiegazione.

    Sua gelosissima (ex?) prediletta
    M.A.

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  51. Io seguo questo blog. Non per la sua, pur inconfutabile, qualità tecnica. Quante ne sto imparando (rectius, quante pretendo di averne imparate) sotto il profilo economico... No. Quello è il minus.
    Da diversamente settentrionale, seguo il blog per la sua vocazione "vattiente". Ovvero, quanta pazienza ci vuole per dialogare, nel 2017 ( mica pizza e fichi), con un altreuporeista?
    Nel dubbio, vado a fare una penitenziale donazione. Causale: la pazienza di Giobbe

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  52. Gnente. Io ormai sono rassegnato all’evidenza che qui, una volta di più, la Storia la subiremo. Altri decideranno per noi. Non ce n’è. Neanche il suicidio all’orizzonte è un monito sufficiente: lo dice la Lega? Tanto basta… però in Furfaro, come in altri, siano l’imbarazzante Ichino visto tempo fa sempre in contrapposizione a Borghi, o quello strano Essere della Boldrini, non vedo personalmente solo (miope) tatticismo politico: vedo ignoranza (tanta) e, soprattutto, l’assoluta cecità e chiusura dell’invasato: questi hanno deciso che indietro non si torna, punto (..ma che significa “indietro”? beh, che domande… indietro, no?) , per cui potranno far finta di avere tanti dubbi ma avranno sempre un’unica certezza: avanti tutta, la strada è questa. Mi si dirà che sempre di ignoranza sto parlando; sì, ma non in economia: questi non hanno la più pallida idea di come funziona un essere umano.
    E er Cavjaere Nero, avrà un caratteraccio, ma in fondo ha un grande cuore come l’Uomo Tigre, e l’approccio con questi casi umani lo tenta sempre…
    Io, Prof., continuo a sperare che la forza non le venga meno: ne avremo cmq bisogno.. ma dopo.

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  53. Secondo me nel PD (e nelle sue metastasi) ma anche nei 5S, che cos'è il conflitto distributivo non lo sanno, Lavoro e Capitale sono due parole qualsiasi; Produttività è la quantità di tazzine di caffè che il barista riesce a fare in un'ora, se poi le deve bere tutte il barista perché non ha clienti affari suoi, magari schiatta pure e fa un piacere al sistema pensionistico nazionale.

    E non ci si azzardi a chiedere se costoro sanno cos'è l'Interesse Nazionale (sarà il tasso di interesse sui BOT?) o il Vincolo Esterno (sarà la vecchia sbarra alle frontiere?).

    Professore, è sempre un piacere sentire parlare Lei e Borghi, ma il mio rispetto nei vostri confronti in queste occasioni si moltiplica perché immagino la sofferenza immane che subite (e che vivo anch'io) per l'impreparazione e l'inadeguatezza degli interlocutori.

    Mi scusi lo sfogo personale, ma ormai mi sto convincendo che tra gli effetti nefasti della disoccupazione ci sia anche quello che, chiunque (o quasi?) non sa cosa caxxo fare nella vita ma è di bell'aspetto e pensa di non essere troppo impacciato davanti ad un pubblico, ha la strada aperta alla politica.
    E se uno deve trovare lavoro in politica su quale carro sale?
    Su quello vincente (o presunto tale). Se poi non sa neanche cosa significa essere di sinistra non è importante.

    Cetto La Qualunque è stato superato, a sinistra dalla sinistra.

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    1. Nel PD c'è tanta Prima Repubblica, e quindi capiscono.
      Notare il commento di Cicchitto sulle pensioni dei parlamentari (la scuola è quella là): un gigante
      davanti al grillismo imperante.

      Sanno benissimo cosa sta succedendo, sanno cos'è un conflitto distributivo, sanno cos'è l'euro, cos'è la UE, sanno tutto.
      Sono democristiani, mica scemi.
      Trattarli da grillini è da ingenui.
      E, sembrerà paradossale, è l'unico partito che ha all'interno le competenze tecniche e intellettuali per portarci fuori da questa merda.
      Il perché ancora non lo facciano è tema su cui non voglio fare ipotesi e supposizioni, mi limito ad osservare l'osservabile.
      Tanto loro possono aspettare. Loro. Molti di noi anche, diciamola tutta. Ma non durerà molto.

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    2. Intanto ad un mio collega (non certo un fannullone) e' stata offerta la scelta fra cassa integrazione e rilocazione in Polonia. Certo sempre meglio dei treni piombati, ma inizio a pensare che non li usino piu' solo perche' costavano troppo.

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  54. C'è sospiro e sospiro.
    Quale sia il più profondo e passionale è indubbio.
    Che pazienza e che tenacia....


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  55. #FAMO perchè Furfaro Avvalla Moneta Obsoleta

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  56. Per quello che vale vorrei esprimerle massima solidarietà.

    Anni buttati a cercare di stimolare la formazione di una coscienza a sinistra sulla lotta di classe in atto. Le comparse, talvolta anche di rilievo, hanno giocato con il suo amore per la democrazia.
    Questi istrioni hanno giocato fino a chiedere scusa, fino a far credere di aver intrapreso un percorso di verità.

    Poi i fatti.

    Perderanno e perderanno male.

    Lei potrà dire di averlo fatto per amore
    e verrà il tempo del riscatto, verrà

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  57. In sintesi la "sinistra" attuale pur di non perdere 3 o 4 voti del proprio elettorato censura i valori, che almeno sulla carta, sono di quel loro stesso ideale(lavoro,gestione flussi migratori/esercito di riserva, sovranità). Io non credo più comunque nella buona fede dei "bravi ragazzi un po' coglioni". Pur di rimanere a galla in questa melassa di merda venderebbero la propria madre.

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  58. Una domanda di natura, boh, antropologica?, la vorrei porre: che ve ne frega, umanamente, della sinistra? Sì, hanno da tempo tradito la propria essenza eccetera, ma l'importante è levarsi dall'abisso, chi se ne cale se chi lo farà si chiamerà Le Pen, Wilders, Salvini o in altro modo? Perché dare tutta questa importanza al succitato tradimento della sinistra?

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  59. La nuova moneta si chiamerà "furfaro". Non suona male. 1 euro , 1 furfaro, poi si vedrà.

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  60. P.s. con 1000 firme di iscritti al pd, ci si può candidare come segretario e -come previsto da statuto- premier. Ci pensi prof.

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  61. La sua insofferenza verso questi personaggi che le danno compagnia in questi programmi televisivi è palpabile, la sua insofferenza verso le menzogne che bisbigliano alle sue orecchie è irritante, lei vive la stessa insofferenza quando io, della destra sociale, vedevo i miei simili contenti e felici di cedere la loro sovranità politica e monetaria dopo essersi ancor prima venduti al quel baraccone messo in scena da Berlusconi chiamato Forza Italia. Da bottegaio, bottegaio disoccupato, le posso dire solo una cosa che tutto rimarrà tranquillo fino a quando ci saranno le pensioni dei nostri padri e nonni che tengono a galla ancora un poco di economia al sud, quando finiranno le citate pensioni ho l'impressione che per le strade vedremo i carri armati. Cordialmente, Marcello da Palermo.

    Postilla, quelle sue orecchie insofferenti sono anche lei mie, anzi le nostre.

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  62. Ho assistito dapprima basito poi sempre più arrabbiato agli sproloqui retorici del giovane Furfaro nella discussione "coffee" con il prof. e Borghi. Quelli di "sinistra" un cazzo. Bertinotti, Boldrini, Vendola, ...ed anche i politici che si fregiano di essere esperti in economia. Non ci sono più parole: o non capiscono o sono in malafede! SE discutendo con l'amico di sinistra dopo approfondite riflessioni, riportando dichiarazioni di stimati e pluripremiati economisti, documenti ufficiali e grafici storici e ogni altro dettaglio di natura tecnica e politica riuscirai alla fine a dimostrare l'errore del progetto euro e la necessità di rivedere la cosa lui, quello di sinistra, con sorriso serafico e confuso ti dirà: si vabbè però non possiamo tornare indietro ormai il dentifricio è uscito dal tubetto. Allora non rimane altro da fare che raccogliere il maxxxxxi tubetto riempirlo di cemento a presa rapida e con gesto deciso infilarglielo dove merita. p.s.: se siete legati da sentimento di affetto con "quello di sinistra" prima di effettuare l'operazione raccogliete il dentifricio fuoriuscito e con quello umettate abbondantemente la parte interessata. augh!

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