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giovedì 10 marzo 2016

ITAZUBI 2016: euro ed emigrazione (pardon: mobilità del lavoro)


(...ricevo da un lettore qui souhaite rester anonyme questa lettera. Segue breve commento per gli idioti di Schengen...)

Gentile Professore,
sono uno dei lettori presenti lo scorso XX/YYYY a Giovinia all'incontro con Goebbels; la ringrazio perché senza il suo lavoro avrei considerato quanto in oggetto semplicemente un "programma retribuito di studio e lavoro in Germania" finanziato dalle benevole istituzioni europee per i nostri giovani Relitti & Puzzoni.
Infatti, qualora non lo conoscesse, le segnalo che sotto il nome da manga giapponese si cela questo progetto:

https://www.thejobofmylife.de/de/home.html

che a Giovinia, dove la disoccupazione giovanile è altissima, ci è stato spiegato da questa "'Agenzia" pagata da fondi UE:

https://www.bridge4mobility.com/it/

come nei prospettini che in Furore di Steinbeck illudevano i poveracci dell'Oklahoma in fuga verso la terra promessa (quella almeno era la California) al giovane italiano bramoso di futuro spiegano bene come stanno le cose:

https://www.bridge4mobility.com/it/la-disoccupazione-giovanile-in-germania-e-la-piu-bassa-dell-unione-europea/

e cosa deve fare il giovane medesimo "PERCHE' L'EUROPA ne ha bisogno":

https://www.bridge4mobility.com/it/b4m-il-ponte-per-la-mobilita-lavorativa-in-europa/

alcune perle per quanti sono attenti ai rapporti tra lingua e potere ogni tanto ospiti su Goofynomics si trovan qui:

https://www.bridge4mobility.com/it/corsi-di-tedesco/
ancora grazie e saluti,
Anonimo Italiano

(...solo una considerazione. Qualche imbecille, sempre in eccesso di offerta, dirà: "Vedi come sono bravi i teteschi, come si organizzano!". Le cose stanno in modo diverso. I tedeschi sono bravi, come noi. Le loro élite un po' meno. Il loro capitalismo sappiamo come funziona, ha un'intrinseca deriva imperialistica - sopra la media degli altri capitalismi - che porta la Germania regolarmente a perdere guerre mondiali con grande dispendio di vite umane. Ne conseguono crisi demografiche delle quali abbiamo parlato. La Germagna non è "più brava". La Germagna ha più bisogno di braccia di quanto ne abbiamo noi, e si organizza. Lo fa gestendo come sappiamo il problema umanitario amplificato dalla Turchia, e lo fa promuovendo una emigrazione selettiva dai paesi in crisi, cioè prendendosi i giovani migliori, cioè compromettendo alle radici la possibilità di ripresa di questi paesi.

Per questo chi dice che "in fondo Schengen non era una cattiva idea", prima di essere un neoclassico (perché implicitamente sostiene l'idea che i movimenti di fattori produttivi abbiano una funzione riequilibrante del sistema economico), è un cretino (peraltro, se si atteggia a intellettuale "de sinistra", dimostra di essere cretino per il semplice fatto di essere neoclassico "a sua insaputa", come la buonanima di Scajola). La cretineria deriva dal non voler capire quello che ho detto in tante circostanze, ovvero che in un'area economicamente integrata ma culturalmente disintegrata (cioè caratterizzata da rilevanti barriere linguistiche e culturali) il movimento del fattore lavoro ha necessariamente effetti avversi per i paesi più deboli, perché solo i più culturalmente attrezzati - e quindi produttivi - possono muoversi in cerca di lavoro da questi paesi verso i paesi egemoni.

Non è nazionalismo. Semplicemente, è letteratura scientifica. Qui una breve bibliografia (per la quale ringrazio Christian Mongeau):



Akkoyunlu and Vickerman (2001) “Migration and the Efficiency of European Labour Markets

"Regional differences in skill or education may be self-perpetuating because higher skilled and better educated individuals are the most likely to migrate out of the depressed regions"


Fatas, A. (1998) “Intranational labor migration, business cycles and growth”, Insead Working Paper, 1998/76.

“Migration of high-skilled and qualified workers has remained much more stable than the migration of manual low-skilled workers, which has sharply fallen in the last 20 years. In some European regions, or countries, this is a source of concern because migration will then work to increase regional disparities instead of diminishing them.”


Ugo Fratesi & Massimiliano Riggi, 2004. "Migration and Regional Disparities: the Role of Skill Biased Flows," Urban/Regional 0407004, EconWPA.
"We identify and model two complementary mechanisms for skill biased migration flows to take place. The first one resides in the way wages are set. If, in fact, the most skilled workers are not paid their productivity because of wage compression, they will have an incentive to move towards regions with a more dispersed wage scheme. The second mechanism dwells in the existence of some regional specific immobile assets, which make workers di®erently productive in different regions; this happens to a larger extent for those endowed with highest skills, which will therefore be more likely to overcome the mobility costs. Hence a Kaldor-type cumulative process bearing persistent regional disparities is set up."


Holland, D. and Paluchowski, P. (2013) “Geographical labour mobility in the context of the crisis”, NIESR.
“Limited evidence suggests that the higher skilled mobile population within the EU has increasingly located within the Core economies, at the expense of the Periphery.”

...e perfino quel pezzo da novanta del nostro Barry, quello che nel 1993 l'aveva detto chiaro che i costi del progetto superavano ampiamenti gli esigui vantaggi, oggi ci dice che:

"This brain drain can have a permanent negative effect on the productive potential of the sending economies. In turn, that negative productivity effect can have a reinforcing impact on competitiveness and unemployment in the adversely affected regions (Brezzi and Piancentini 2010). In addition, the outmigration of the most skilled can weaken the incentive for the adversely affected regions to invest in skills and training, with further negative implications for their competitiveness.” 


Chiaro? Così evito di querelare qualche cretino più cretino della media che magari mi dà del nazista perché affermo l'ovvio (tutto già successo in quella fogna a cielo aperto che è Twitter).

Ultima considerazione: cosa rende così necessaria la mobilità? Perché Maastricht rende necessario Schengen?

Voi lo sapete, ma repetita juvant. I giovani migliori, cioè quelli che possono, devono lasciare i paesi in crisi per il semplice motivo che non c'è lavoro. E il lavoro manca perché creare disoccupazione tramite l'austerità e la "flessibilità" del mercato del lavoro è l'unico modo per far scendere i salari. E i salari devono scendere, nei paesi più deboli (quindi più poveri) perché in assenza di aggiustamento del cambio questo è l'unico modo per riportare i conti con l'estero a posto. Il legame fra Schengen (cioè la mobilità del lavoro) e Maastricht (cioè la mobilità del capitale) è tutto qui.

Schengen, sostanzialmente, è la vaselina: serve a far sì che quelli un po' migliori - e quindi potenzialmente più pericolosi, perché un po' più capaci di rendersi conto di cosa sta succedendo - possano trovare una loro nicchia nella quale accontentarsi. Lubrifica le distorsioni indotte da Maastricht. Ma, nel facilitare l'aggiustamento "neoclassico" via mobilità dei fattori, in realtà Schengen amplifica le divergenze strutturali fra Nord e Sud in una spirale distruttiva. Più giovani abbandonano il Sud, più la produttività del Sud diminuisce, e più sarà necessario far leva sulla deflazione salariale e solo su quella per recuperare competitività, quindi ci vorrà più disoccupazione, e quindi più giovani abbandoneranno il Sud.

E tutto questo perché? Per non voler fare quello che 173 stati sovrani al mondo fanno: avere una propria valuta che funga da ammortizzatore degli shock esterni, costringendosi così a utilizzare come ammortizzatore la disoccupazione, cosa che tanto limpidamente Dornbusch ci aveva detto, prendendosi gioco dei porci fottuti populisti per i quali l'euro sarebbe stato una panacea!

Il riflesso pavloviano lo conoscete, no? "Eh, ma Dornbusch, signora mia, era tanto tanto neoclassico! Timeo Danaos et dona ferentes..."

Bravi, intellettuali di sinistra: e allora voi fate i marxisti, o i keynesiani, continuando a sostenere un sistema che si basa sulla logica dell'aggiustamento neoclassico via mobilità dei fattori, quella appena descritta. Continuate insomma a difendere Schengen, che non capite, perché non capite Maastricht, che non capite perché non volete capirlo, e che non volete capire perché vi brucia ammettere la vostra cretinaggine o il vostro tradimento.

Tranquilli: la merda sta salendo. Vi auguro una serena fine prima che arrivi a voi, perché quando sarà arrivata, temo, ahimè, che i vostri figli vi chiuderanno gli occhi non con una lacrima, ma con una bestemmia. Son cose brutte, che non si vorrebbe succedessero, ma che la hybris rende periodicamente inevitabili...)

104 commenti:

  1. « [L'Istruzione in una Società Scientifica:] Gli uomini e le donne ordinarie, saranno, secondo le attese, docili, industriosi, puntuali, spensierati e contenti. Di queste qualità probabilmente il contegno sarà considerato la più importante. Per produrlo saranno chiamati in causa tutte le ricerche in psicoanalisi, comportamentismo e biochimica […] Tutti i ragazzi e le ragazze impareranno in tenera età ad essere ciò che si dice “cooperativi”, cioè disposti a fare ciò che fanno tutti gli altri. La propria iniziativa sarà scoraggiata in questi fanciulli ordinari, e l’insubordinazione sarà scientificamente abolita in essi, senza l’uso di punizioni. [...]
    In quelle rare occasioni in cui un ragazzo o una ragazza, che abbia superato l’età entro la quale è agevole determinare lo status sociale, mostri una marcata abilità tanto da sembrare un pari dei dominanti, si presenterà una situazione difficile, che richiederà un’attenta considerazione.
    Se il giovane sarà contento di abbandonare i suoi compagni e di gettarsi di tutto cuore nel campo dei dominanti, potrà, dopo opportune valutazioni, essere promosso; ma se mostrerà una qualche forma deprecabile di solidarietà con i suoi compagni d’un tempo, i dominanti dovranno in modo riluttante concludere che nulla può essere fatto per lui all’infuori di spedirlo alla camera letale prima che la sua intelligenza indisciplinata abbia il tempo di diffondere il seme della rivolta. Questo sarà un compito doloroso dei dominanti, ma penso che essi vi lavoreranno senza cedimento » Bertrand Russell, 1931, “The Scientific Outlook”

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    1. Ci sarà qualche furbone di passaggio che penserà: «sì, vabbè, questo scriveva nel 1931, oggi le cose sono diverse, c'è la... rete [stavate pensando alla Cina?], ci sono le startappe, i mitappe, i movimenti dar basso [può essere dissenteria, pigliate 'na pastiglia].»

      Vediamo allora come stanno le cose in un settore ahi!-tek:

      «Ho criticato le conferenze [n.d.CdB: nell'ambito della gestione delle basi di dati] perché si focalizzano ESCLUSIVAMENTE sull'uso dei prodotti [DBMSes - sistemi di gestione di basi di dati], centinaia di sessioni che NON consentono di discutere dei fondamentali della disciplina.

      Hai trovato della matematica nei miei scritti? Ed io scrivo solo riguardo il modello relazionale dei dati. Devi solo comprendere l'IMPORTANZA della matematica per la gestione delle basi di dati.

      Ma PERCHÉ la matematica è difficile? Ho appena letto che qualche professore ha proposto di abbandonare del tutto l'insegnamento dell'algebra — "è troppo difficile per le persone e non molto utile".

      Come ho scritto tante volte, l'istruzione non esiste più. C'è la scolarizzazione e la formazione professionale che è nell'interesse aziendale. Non hanno nulla a che fare con lo sviluppo intellettuale.

      Anzi, al contrario: la combinazione di automazione di qualsiasi cosa nella vita con masse incolte è una ricetta per la manipolazione, il controllo e lo sfruttamento.

      La ri-medievalizzazione della società.
      »
      Fabian Pascal, 8 Marzo 2016

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    2. Bertrand Russell antesigano di Facebook !
      "Using social media, professional networking sites to identify and source candidates" (Recruiter nota multinazionale)

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    3. Il medioevo, però, era meno coerente nell'applicazione dell'ignoranza come arma strategica. Bastava tutto sommato la gleba per tener giù le teste, e purtuttavia la gleba richiedeva una forma istintiva d'intelligenza e promuoveva a forza un doloroso e lento, ma positivo, processo di selezione. Ora c'è lo smartphone, la testa si piega senza resistenza, di buon grado, e la selezione è involutiva.

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  2. Con corollario, che nessun emigrante riesce a comprendere: quando (non se) la situazione comincerà a divenire pesante, ci sarà qualche Bild sempre disposta ad additare i porci italiani che ci rubano il lavoro. Ed evidenti conseguenze, ma Severgnini ci additerà l'esempio della Germania, dove si cura anche l'attività fisica...

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    1. Ottimo punto. Ma del resto, non si parlava nel post precedente del fatto che la storia si ripete?

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    2. L'ho gia' scritto: ho vissuto all'estero, e vi assicuro che rimani un c.zz di straniero. Ti tollerano e ti includono un pochino finche' c'e' grasso che cola. Quando arrivano i rainy days, ridiventi straniero. Mi sembra semplicemente, squisitamente umano - e noi Italiani, afflitti dal familismo amorale, dovremmo saperlo meglio degli altri.

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    3. Ma è proprio per questo che trasformare un continente prospero, nel quale chi voleva muoversi si muoveva, in una zona depressa nella quale sei costretto a muoverti perché sono sempre e solo rainy days è una cosa che grida vendetta al cielo e porterà a catastrofi ad oggi impensate (da tutti tranne uno). Ovviamente lo dico a beneficio dei cretini del "Bagnai autarchico"! Un conto è muoversi in un contesto nel quale puoi farlo se vuoi, e un conto è muoversi in un contesto nel quale devi farlo anche se non vuoi (e soprattutto non vogliono gli altri, che hanno i cazzi loro da gestire). I cantori dell'euro hanno voluto questo secondo sistema, che ovviamente è un'autostrada a tre corsie verso il nazionalismo.

      Dettaglio: la Germania le braccia le vuole perché le servono:

      1) a produrre;
      2) a tenere bassi i salari.

      Quindi chi è lì dopo un po' capisce il punto (2) e ovviamente scarica sugli ultimi venuti (anziché sulle sue élite) le frustrazioni. Non c'è nemmeno bisogno di una crisi. Il sistema è congegnato per fottere i lavoratori locali, in primis. E, come sai, puoi fottere una persona per sempre, molte persone per un po', ma non molte persone per sempre. Alla fine capiscono. La cosa sbagliata, ovviamente. Ma capiscono...

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    4. Sono qui ( Nuova Zelanda) da ormai 9 anni....ho un socio neozelandese, un passaporto neozelandese, e dopo 9 anni di carretta dura, adesso portiamo via lavoro agli Europei (UE ed extra UE) nei servizi finanziari....leggi trasparenti, giurisdizione pulita, un'altissima efficienza dei servizi bancari ma, soprattutto...un $NZ che alle prime avvisaglie di rainy days e' passato da 0,83 a 0,65 contro il $ US . E' nuvoloso...ma la pioggia non c'e'...da 9 anni la valuta fluttua, con oscillazioni amplissime. Il disavanzo delle partite correnti mi preoccupa....ma se vendi soft commodity e importi tutto l'hardware e l'infrastrutturale....un po' te lo devi gestire. Nello stesso periodo, l'euro, e' passato da 0,42 a 0,60, svalutandosi di quasi ...si' il 50%, pur mantenendo l'UE un surplus di partite correnti ( le Mercedes e le MMW le importiamo sempre...) e non solo, mantenendo dazi protezionistici sulla nostra polvere di latte e sulla carne. Senza la minima vergogna o senza che nessuno strepiti di lasciare spazio al "libero mercato"...strano eh ? Ma vero...

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    5. Sempre la stessa musica:
      Eine kleine Kristallnachtmusik....

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    6. E il giorno che mi diranno "ma lei non ci serve più, quindi mettiamoci d'accordo: n mensilità le bastano?" (perché io sono uno dei fortunati), certamente il mio primo pensiero non sarà di andare in Germania. E non perché i Tedeschi mi stiano antipatici.

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    7. Ho passato tre anni orribili nei Paesi Bassi, toccando con mano il razzismo moralistico dei simpatici nordici. Ora vivo e lavoro in Nuova Zelanda (fuori Schengen) e va tutto bene. Qui sono felice e sereno. Io non torno, oramai sono andato.

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  3. Grazie Prof. Importiamo canaglia (che ci costera' cara) ed esportiamo cervelli (che ci sono costati cari). E' sotto l'occhio di tutti, ma si fa spallucce, l'autorazzismo giustifica tutto. Un paese afflitto da bassa, bassissima autostima, che alla fin fine deresponsabilizza. Oppure e' la lucidita' del popolo, che da millenni ha interiorizzato l'incontrastabilita' del potere costituito.

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  4. Ottima cosa il fatto che ci siano tanti studi a confermare quanto ho affermato al Goofy3: hanno esteso il modello italiano all'€uropa intera trasformando la Germania nella Lombardia mentre la Sicilia è rimasta Sicilia. Ad honorem non mi spetta niente?

    Salutamu...

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Il problema è anche che non c'è più meridionalismo ma cretinismo doppio in chi dovrebbe aver capito.

      Nicola Zitara aveva pubblicato nel 1971...

      "... in linea generale, il capitalista addossa all'intera collettività nazionale il costo di formazione della forza-lavoro impiegata ed è altresì chiaro che, nel caso di lavoratore immigrato, il costo di formazione rimane a carico del paese di emigrazione... Questi [paesi], a loro volta, decadono ulteriormente. La loro economia s'intrappola in quel circolo chiuso della miseria (più sfruttamento - più povertà - più emigrazione), dal quale non si esce facendo leva su quelle che gli economisti liberali chiamano forze spontanee"

      e...

      "La manodopera straniera è divenuta un fattore indispensabile per l'industria tedesca e rappresenta un enorme vantaggio per l'economia del paese. Se la Repubblica Federale vuole continuare ad aumentare il suo potenziale economico, deve continuare ad importare la manodopera straniera senza la quale l'incremento della produttività attuale sarebbe inferiore dal 15 al 20%"

      (P. Cinanni, Emigrazione e imperialismo, 1968; in N. Zitara, L'unità d'Italia: nascita di una colonia).

      Nel 2006 ancora Zitara (che a più riprese ha invocato l'uscita dalla UE) scriveva: "Gli aiuti comunitari allo sviluppo delle regioni deboli sono - nonostante i clamori dei politici e della stampa addomesticata - clientelismo, o forse meglio, latte in polvere".

      Bene. Nel Sud-Italia se oggi vuoi uscire dall'euro non stai più con Zitara, stai con Salvini e Hitler. L'ortodossia è rappresentata dal circolo degli intellettuali euromediterranei di Pino Aprile, con l'economista Viesti (il consigliere economico di Prodi) che spiega ancora oggi in giro per il Sud-Italia che "per motivi economici l'Europa ci conviene moltissimo", oltre che "recentissimi studi affermano che se il Regno Unito uscisse dalla UE ne riceverebbe un danno enorme" (https://www.youtube.com/watch?v=NJb7JL8LVHc).

      E il loro partito di riferimento, Unione Mediterranea, nello statuto al punto 11 recita in perfetto doppio linguaggio:

      "Unione Mediterranea distingue tra emigrazione (piaga sociale espressione di schiavitù e sottomissione) e MOBILITA' (VIRTU' SOCIALE espressione di libertà e apertura). SI IMPEGNA CON OGNI MEZZO, nel rispetto dei valori del movimento, a contrastare la prima (anche con la promozione delle condizioni socio economiche atte a favorire il ritorno nella terra natia) e A NON OSTACOLARE la seconda".

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    3. Caro Salvatore,

      Non del tutto: mancano i trasferimenti dal Nord al Sud Europa come ci sono dal Nord al Sud Italia, un debito pubblico comune e tante altre cose già riportate più volte nel blog.

      Oltre a mancare, come scritto in questo post, una perfetta mobilità dei lavoratori (a causa della lingua si trasferiscono solo i più istruiti o ricchi).

      Sosterrei che la Germania stia facendo "cerripichin", prendendosi gli onori ma non gli oneri del membro forte dell'Unione

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    4. Per quanto riguarda i trasferimenti siamo d'accordo, ma se questi non ci sono, la leva che spinge a muoversi da casa è più lunga: non tutti i più capaci partono al primo giro e non dare più nemmeno le briciole spinge anche i più restii ad andarsene. Per quanto riguarda la qualità di chi rimane è spesso meglio stendere un velo pietoso, perché si parla nemmeno della seconda scelta...un quadro desolante. E i politicanti, da Mattarella a Crocetta, sono fra i peggiori nemici della Sicilia.

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  5. Prof, le segnalo che passi del suo libro "L'Italia può farcela" sono stati ripresi dalla testata online "Il Primato Nazionale" (vicina a CasaPound) in quest'articolo:
    http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/vero-razzismo-41390/

    lei ha appena scritto in un commento più in alto "I cantori dell'euro hanno voluto questo secondo sistema, che ovviamente è un'autostrada a tre corsie verso il nazionalismo." ... frase da incorniciare...

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    1. Quale sarebbe il problema? Il contenuto dell'articolo mi pare ampiamente condivisibile

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    2. CasaPound --> nazionalismo anti-euro

      Nulla contro l'articolo, in molte parti condivisibili.

      Il problema, Antonio, almeno per ciò che mi riguarda, è che il fronte anti-Euro viene cavalcato dalla destra nazionalista nostalgica che parla ancora di Beneduce e di Berto Ricci ....
      mentre la sinistra l'unica battaglia che riesce a fare è per la Cirinnà...

      il problema è che la sinistra ha lasciato completamente scoperto il fronte no-Euro!

      il problema è, come dice il prof. Bagnai, che questo sistema apre un' "autostrada a tre corsie verso il nazionalismo" e a me il nazionalismo non piace proprio.

      Quest'articolo ne é l'ennesima dimostrazione... addirittura la testata online di CasaPound che cita passi del libro di Bagnai!!!!

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    3. La cosa imbarazzante è che esistono troppi coglioni che, pur di difendere l'euro e il fogno degli USE, hanno accusato, accusano e accuseranno chi ha sollevato il problema («Bagnai fascista!») anziché adoperarsi per trovare una soluzione (o quanto meno per non essere d'intralcio).

      Se il peggio dovesse accadere ricordiamoci di loro...

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    4. Il problema, Antonio, almeno per ciò che mi riguarda, è che il fronte anti-Euro viene cavalcato dalla destra nazionalista nostalgica che parla ancora di Beneduce e di Berto Ricci ....

      Ce ne stanno tanti di problemi, compreso il fatto che chi ricorda con nostalgia i tempi del Duce perchè a detta sua, anche se si è alleato con Hitler, in Italia ha fatto tante cose buone, si dimentica di dire (o forse non lo sa perchè è ignorante) che Mussolini apparteneva ad un'ideologia di sinistra (socialista), quindi se proprio vuole onorare Mussolini dovrebbe votare a sinistra e non a destra... del resto non ho mai capito perchè tutti quelli che "quando c'era Mussolini" poi votano a destra.

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    5. @Aless.Padovesi
      L'affermazione che la sinistra ha lasciato scoperto il fronte no€, mi lascia un po' perplesso. Mi riferisco alla "sinistra" e non alla scopertura dei fronte no€. Una sinistra che ormai non vedo più, malgrado mi sforzi in ogni modo di trovarne barlumi da qualche parte.
      Mi ritorna in mente un'affermazione della Gabanelli che, nata nel Veneto cattolico e DC, citava il padre democristiano convinto che affermava la necessità del PCI come contrappeso alla Dc imperante, e paladino dei lavoratori. Ora di che sinistra parliamo. Del PD che si gloria del Jobs Act e via dicendo e che se ne fotte altamente dei lavoratori e dei loro bisogni e accetta senza battere ciglio la situazione e i vincoli euronazi impostici. Chiamiamola con un nome più consono, poi lo faccio scrivere da mio nipote e lo facciamo convalidare dall'accademia della crusca. Si accettano suggerimenti.

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  6. "vi brucia ammettere la vostra cretinaggine o il vostro tradimento".Bravo.

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  7. Professore è da qualche giorno che sto attaccato al pc a leggere il blog e, ti confesso, mi sta venendo un po' di amarezza. Non per l'Italia, l'Europa, l'Euro ecc., ma per un motivo molto meno idealista, anzi assolutamente egoistico e opportunistico (preferisco usare questi termini anzichè dire di esigenza o sopravvivenza), perchè avevo veramente creduto al "sogno" di andare a cercare lavoro in Germania. Non che prendessi per buona e senza giudizio la favola che raccontano in televisione (che è la più grande fabbrica di puttanate al mondo, come potrebbe dire un Crozza che imita un De Luca) del Paese dei balocchi (Germania), ma quando poi vai a fare qualche ricerca sul web e trovi ugualmente dati rosei sotto tutti i punti di vista, l'idea di imparare la lingua ed andarsene in "Tedeschia" non è più idea, ma diventa un obiettivo pieno di speranze.

    Non che qualche ricerca fatta sul web possa togliere ogni dubbio, ma se leggo che gli stipendi medi sono più alti, che il costo della vita è molto più basso, che la disoccupazione è molto più bassa e continua a scendere, che ci sono decine di articoli sulla qualità della vita, mentre qui, beh, ognuno ha la sua situazione personale... mi sembra ovvio che guardando la mia decido di andarmene.

    Prima di venire qui non sapevo nulla della verità sull'economia tedesca, delle riforme Hartz e compagnia bella, ma credo ancora che la "Tedeschia" per alcuni (e chiunque è libero di dire purtroppo) possa rappresentare un'opportunità (o da un altro punto di vista un'ancora di salvezza alla quale si è costretti ad aggrapparsi), il problema per uno come me è: quanto può durare questo (presunto) vantaggio ad emigrare prima che il sistema crolli? E quando tutto crollerà, per un povero Cristo, converrà stare lì, o stare qui?

    Inzomma professò, se non devo espatriare in Germania, dove me ne devo andà? basta che non sia "quel paese" ogni consiglio è ben accetto :)

    PS: vedo che molti qui usano dare del Lei, non la scambiate per maleducazione la mia... è che sul web si è storicamente abituati a darsi del tu, per una sorta di inglesizzazione del linguaggio usato in questi contesti.

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    1. Ciao Matteo, giusto per darti un idea:
      http://www.bloomberg.com/news/articles/2016-03-09/siemens-to-cut-2-500-jobs-at-industrial-unit-as-demand-sags
      Se tutta l'economia Europea va giu', anche nella bella e ricca Germania devono tagliare posti di lavoro...

      Elimina
    2. Matteo, se sei giovane (e non giovine) gira un po' dappertutto, e fermati dove ti va meglio: molto dipende dalla fortuna. Così ho fatto io, e non mi è andata male. Poi, si sa, siamo tutti sulle ginocchia di Zeus. Buona Fortuna.

      Elimina
    3. http://www.dailymotion.com/video/x2ih5dx_germania-locomotiva-dalla-caldaia-bucata-02-03-2015_news Ciao Matteo guarda questo video e poi mi dici se ti piace sempre la Germania

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  8. Non riesco a capire perchè tutti vedono, sbraitano e si stracciano le vesti per sprechi che comunque, pur non essendo un'allocazione ottima delle risorse, rappresentano un reddito che genera altro reddito, e così via, mentre nessuno denuncia lo spreco enorme di risorse umane, giovani che abbiato cresciuto, formato, e poi costretto ad emigrare per fare ricchi gli altri stati. Questo è il vero e unico spreco..

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  9. Poi ti trovi il comune che finanzia progetti del genere http://www.altrovereporter.it siamo la terra di Degasperi (Minatori per carbone) che bello lavorare all´estero.....

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  10. Se sono sempre migliori ad andarsene allora: Bagnai < Zinghy corollario:Zinghy dead.
    Il fatto è che di questi migliori dobbiamo disfarcene sennò si disfanno.

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  11. Buongiorno Professor Bagnai,
    Leggevo proprio stamane del via libera dell'UE all'importazione di 35mila tonnellate/anno di olio di oliva tunisino senza dazi. Possiamo collocare questa mossa all'interno del micidiale progetto di svaltazione del lavoro nel sud europa (non penso che in Germania producano molto olio di oliva)?
    Cordiali saluti e complimenti per il Suo lavoro
    E.B.

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    1. Quando il problema arriva da est i soldi alla Turchia li dobbiamo tirare fuori tutti,quando invece arriva da sud i prezzi li paghiamo solo noi.

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    2. vien da pensare che sia un baratto con la tunisia che in cambio dovrebbe collaborare a contenere il flusso di migranti e le mosse dell'isis ; è comunque imo un fatto umiliante/vergonoso come al solito

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    3. @gransage: non è così, è l'interesse dei paesi del Nord a mantenere il più basso possibile il prezzo di tutto ciò che non producono (= devono importare), per consentirgli di mantenere il più basso possibile il costo della vita e quindi i salari di "sussistenza", fottendosene bellamente di qualunque forma di "solidarietà" europea nei confronti degli altri paesi che producono gli stessi prodotti. Inutile dire che le grandi multinazionali con questo approccio vanno a nozze. Esempi lampanti l'opposizione all'etichettatura "Made in", in molti settori (es. tessile) e quella contro l'indicazione della provenienza degli ingredienti dei prodotti alimentari: sai che comodità e che risparmio per la lobby delle multinazionali alimentari dover foraggiare solo Bruxelles invece di dover trattare con i singoli governi nazionali, e magari incassare pure qualche no: "ce lo chiede l'Europa", et voilà!

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    4. @porter

      Complimenti, Porter. Complimenti

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  12. O.T. (2016.03.10, h. 14.25 - SuperMario is back):
    “E per la prima volta il tasso su questi prestiti sarà non più il tasso principale ma il tasso sui depositi, quindi negativo: in pratica la Bce pagherà alle banche che ricevono un prestito un tasso dello 0,40%”.
    Qualsiasi cosa, pur di evitare la… monetizzazione del debito (bestemmia!).
    “Ma la mossa con effetto maggiore potrebbe essere quella del quantitative easing, a partire da aprile, che accelera decisamente: dai 60 miliardi di titoli acquistati mensilmente passa a 80 miliardi e i mercati si aspettavano in media 70 o 75 miliardi”.
    Che dire: ammazzacaffè superato di slancio, e, bisogna riconoscerlo, con non disprezzabile verve creativa (d’altronde la disperazione aguzza l’ingegno).
    Attendiamo con una sottilissima vena di inquietudine la prossima non-mossa (e intanto la Banca d’Italia, cioè la quota di debito pubblico italiano non ridenominabile, cioè la nostre tasche da qui a un tempo ormai non molto lontano, ringraziano sentitamente).

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  13. prof. immagino le sia chiaro che Schengen non c'entra con la libera circolazione dei lavoratori, che esisteva anche prima di Maastricht, peccato lo faccia credere ai suoi lettori...

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    1. Oh! È arrivato un troll! Finalmente, se ne sentiva la mancanza. Cioè, fammi capire: mi stai dicendo che prima di Schengen (che peraltro precede Maastricht, non sei informatissimo) non c'erano controlli alle frontiere? E allora di cosa si stanno lamentando tutti quanti? Esprimi, esponi, sento in te il potenziale di un Peter Yanez, un grande che purtroppo ci ha lasciato...

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    2. No, professore, ce lo lasci. Se uno ha dei dubbi, leggendo costui se li chiarisce ;)

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    3. @Yokopokomayoko (vicesotto riserva del terzo difensore della Namibia Citeriore).

      Infatti, quando mio nonno emigrò in Francia (1946), gli ci vollero due mesi per avere il passaporto e altri due per il visto e il permesso di lavoro. E quando mio padre pensò di andare in Belgio in miniera (perché lui era maniscalco e, negli anni '60, di cavalli non ce n'erano più molti), alla fine ci rinunciò perché avere il permesso di soggiorno e il permesso di lavoro era talmente complicato che ferrare un purosangue italiano non domato sarebbe stato più alla sua portata.

      Ma va a da vià i ciàpp.

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    4. Prof. non sia ingordo, pubblichi le certamente cospicue e analitiche argomentazioni con le quali il gentile utente YokoNine ha formulato la sua tesi.

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    5. Mi pare di capire che la questione non è tanto Schengen di per se, perché in altre condizioni potrebbe non essere un problema, ma che è funzionale a facilitare la mobilità della forza lavoro quando i paesi della periferia vengono messi in difficoltà con gli strumenti che ben conosciamo.

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    6. Questo è un punto delicato che va chiarito. Bagnai ha perfettamente ragione perchè è questo che si sta verificando effettivamente: le multinazionali si mettono "un pò più in là" in un paese cioè a fiscalità vantaggiosa, a costi ridotti e non sindacalizzata (ad esempio la Slovacchia) impiantando non più fabbriche, ma servizi avanzati e "pescano" letteralmente "al di là" dove esiste la fortuita (per loro) combinazione del bisogno e un sistema di qualifiche universitarie e professionali superiori (laureati dalla Sardegna, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria...ogni tanto ma raramente Roma e Torino). E' solo in questo senso che Bagnai dice giustamente "i migliori": non nel senso che lo erano in patria ma perchè lo diventano (ha spese del paese di origine che lo ha formato), nel paese destinatario meno avanzato (almeno sotto il profilo universitario ). Si è solo dei miopi e ottusi se si pensa di capire gli eventi accontentandosi di mettere in fila le date.La vera obiezione che andava fatta a YOKONINE è che la riprova che Schengen ha la funzione di "vaselina" sta nel fatto inequivocabile che l'acquis di Schengen, così come fu recepito dalla UE con la Convenzione poteva anche non essere recepito interamente in tutte le sue parti ma modificato proprio alla luce di queste possibilità di concorrenza implicita che sarebbe andato a creare nel mercato del lavoro!
      Io non posso pensare che la UE non sia a conoscenza dei piani strategici di lunga data delle multinazionali più importanti sotto il profilo occupazionale in tutta Europa alla luce dei provvedimenti e delle conseguenti dinamiche che scatena: IBM aveva messo il suo primo piede in Bratislava già nel 2003 e, ad oggi, immaginatevi che con i suoi 1500 dipendenti non è appena nemmeno agli inizi …e oggi la sta seguendo Henkel, Jaguard, Quintilias, Swiss Re, etc…). A pensre diversamente ci si sente ridicoli.Credo che su questi punti bisogna andarci con la lente d’ingrandimento perché sono dinamiche di impatto elevatissimo per il futuro, l’occupazione e il sistema scolastico di un paese “preda” e vanno dette bene, con chiarezza, prove concrete ed evidenza logiche …ponderate…e qui la vaselina ci sta “alla grandissima”!

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    7. Baroni, lei è imbarazzante e controproducente. Cosa le fa pensare che non pubblicherei le argomentazioni di un troll, dopo averlo invitato a farci fare due risate?

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    8. Perbacco, Lei ha ragione. Così facendo rischio di indurre lo YokoNine a rinunciare. Pareva avesse in serbo una serie di argomentazioni inconfutabili e mi sono fatto prendere dalla frenesia di conoscerle.

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    9. a dire il vero ho già risposto ma non è stato pubblicato :-) comunque il mio punto è molto semplice: lei scrive che Schengen è "la mobilità del lavoro", è tecnicamente scorretto; il principio di libera circolazione dei lavoratori comunitari è nel Trattato ben prima di Maastricht (e ben prima di Schengen), poi che ci fossero difficoltà pratiche non ho bisogno di quel carino di Odysseos per saperlo! a dimostrazione, il Regno Unito che notoriamente non ha l'euro - per sua somma gioia, prof. - e non è mai entrato nello spazio Schengen deve comunque rispettare le normative in materia di libera circolazione dei lavoratori comunitari che infatti contesta e vorrebbe modificare

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    10. Quello che Yokonine dovrebbe dirci, ma non ci dirà, è come mai se nei Trattati (ad esempio, quello di Roma) era iscritto il principio della libera circolazione delle persone, poi si è dovuto fare Schengen. A sentire Yokonine era superfluo, ma allora perché preoccuparsi?

      D'altra parte, venendogli incontro, e posto che Schengen sia superfluo, questo non confuta il mio punto che la costruzione europea si basa sulla libera circolazione di lavoro e capitale. Si tratta, semplicemente, della definizione di mercato comune (ribadita con l'Atto Unico Europeo), ed è, per come è stata proposta e gestita, un atto di fede incondizionata nel mercato. Punto. Basta pensare a cosa dicevano Emerson, Gros e Pisani-Ferry in "One market one money": non ci saranno crisi finanziarie perché i mercati finanzieranno solo chi se lo merita! Chiaro il punto? Io aspetto con ansia che questo nuovo Peter Yanez si esprima: la dimensione dialettica dell'eurista è l'autogol, e ogni tanto è divertente assistere (anche se Paperissima a me, personalmente, metteva una grande tristezza). Ma forse Yokonine ha visto la fine fatta da Yanez e si è fatto un paio di domande... dandosi per una volta la risposta giusta!

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    11. carino censurarmi due volte! :-)

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    12. Scusa Yoko, Goofynomics è su piattaforma blogspot e quindi non posso delegare la moderazione, e ho molto altro da fare. In ogni caso, ti ho risposto. Anche la libera circolazione dei capitali è nei Trattati da prima di Maastricht. Credo che tu debba fare un giro sulle fonti, riflettere sulla differenza fra l'affermazione di un principio e la sua attuazione, e soprattutto chiarirti le idee sul dato di fondo: l'Europa è una costruzione liberista, e il fatto che, come dici tu, i principi liberisti siano stati affermati prima delle convenzioni o dei trattati che hanno cosentito di metterli in atto è un simpatico sofisma che sinceramente non vedo in cosa smentisca l'assunto di fondo. A occhio e croce, tu mi sembri ricadere nella categoria "a sua insaputa". Acquisisci consapevolezza, ti conviene. Non mi sembri uno di quelli che cadranno in piedi...

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    13. Circa il secondo commento: su un blog non esiste censura, esiste moderazione. La censura ci sarebbe se io ti impedissi di aprire un blog per ragliare le tue cazzate. Vai e aprilo. Non sono la tua segretaria, chiaro? Adesso mi hai seccato. Vai per la tua strada ad affermare le tue ragioni. Se uno non capisce che in un blog c'è una coda di moderazione, non credo abbia lo spessore intellettuale per apportare un contributo costruttivo. Buon viaggio.

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  14. @Matteo Renzi

    "Schengen, sostanzialmente, è la vaselina: serve a far sì che quelli un po' migliori - e quindi potenzialmente più pericolosi, perché un po' più capaci di rendersi conto di cosa sta succedendo - possano trovare una loro nicchia nella quale accontentarsi. Lubrifica le distorsioni indotte da Maastricht".

    Risposta "preventiva" al tuo post.

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  15. Però i tedeschi sò precisi...

    Pare che abbiano preparato sul web un manuale che spiega ai migranti come fare sesso con le donne europee.
    Altro che noi piggs!!

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  16. Chiedo venia per non saper mettere il link. Comunque la fonte è Il Giornale.it

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    1. Il link è questo:
      http://m.ilgiornale.it/news/2016/03/08/ecco-il-manuale-che-spiega-ai-migranti-come-fare-sesso-con-le-donne-eu/1233651/

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  17. "I giovani migliori, cioè quelli che possono, devono lasciare i paesi in crisi per il semplice motivo che non c'è lavoro."

    Solo su questo punto ho delle remore...se ne vanno anche i peggiori...semplicemente perché devono...

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    1. @scarponieros

      Considero la tua affermazione una lieve imprecisione, per usare il linguaggio consigliato dal proprietario...

      Detto in altri termini: quanti cazzo di anni hai? Perché mi sono un poco stufato (traduzione di: mi stanno girando come neanche te l'immagini, ma siamo più o meno a v=c-0.001 m/s) di persone che parlano di chi se ne deve andare standosene al calduccio in casa propria.
      Perché io ho 54 anni. Non 23. E sono un semplice perito chimico, non un ingegnere strutturista. E sono orgogliosamente figlio di un maniscalco, non di un impiegato. E nipote di un nonno che ha vissuto tra Argentina, Belgio, Francia metà della sua vita.
      Ma credi che mi sia piaciuto andarmene da casa, salutare mia figlia e dirle: "Ci vediamo. Ma non so quando"?
      Credi che mi piaccia sapere, io che ho accompagnato a morire tutti i miei parenti anziani, che mia madre morirà e non potrò essere lì con lei?
      Credi che sia contento di assistere alla distruzione di un Paese che amo, cercando semplicemente di riuscire a vivere un giorno dopo l'altro?
      Come faccio a spiegarti che la prima volta che ritornai in Italia, dopo 6 mesi, lo feci per dare una mano ad un amico, un metalmeccanico di Clusone di 53 anni, senza lavoro da tre, che temeva gli portassero via la figlia. E che si buttà dalla finestra dal terzo piano il giorno prima che io arrivassi a dirgli che avevo trovato un lavoro per lui (ed era nato in Francia; non avrebbe avuto bisogno di nessun documento del cazzo)?
      Io non sono la migliore persona del pianeta. Neanche per sogno. Ma un minimo di rispetto per chi non ha la tua fortuna di poter scegliere, ed è obbligato a fare quel che non vorrebbe, perché esistono cose che si chiamano tasse, e persone che si chiamano figli, lo pretendo.

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    2. Vabene,mi presento.
      Ho 33anni e una famiglia con 2 bambini (uno in arrivo).
      A 22 ho lasciato gli studi perché ho avuto due tristissimi lutti nel giro di un mese (la mamma e il nonno) e ho dovuto rimpiazzare il vuoto nell'azienda di famiglia.
      Mio fratello che ha continuato gli studi è andato in Francia,altri miei amici sono andati in Germania,Inghilterra ecc...conoscienti che per non rimanere a casa a 50 hanno accettato di essere "delocalizzati"in Tunisia,in Nigeria in Austria..
      Francamente non capisco la sua invettiva nei miei confronti,mentre comprendo il dolore per la sua "cattività"lavorativa...
      Quello che voglio affermare è semplice e banale,se ne va chi può e chi deve(perché costretto),la questione che la Germania si riempe dei migliori d'Europa mi fa un pochino sorridere...
      Dove ho scritto che questa roba è giusta?A chi ho mancato di rispetto?
      Chi resta lo fa per le medesime condizioni che costringono altri ad andarsene..perché possono o perché devono(perché costretti)...
      E poi l'arrogante chiusa:"ma un minimo di rispetto per chi non ha la tua fortuna di scegliere.."
      Ma ci conosciamo?Cosa ha capito nelle 4 righe sopra?
      Perché le ho mancato di rispetto?
      Mio nonno,mio zio ed altri familiari sono andati a lavorare all'estero..avevano studiato?no..perché allora studiavi se potevi permettertelo e la lingua l'hanno guadagnata nel posto..
      Erano i giovani migliori..forse.Ma se ne sono andati perché dovevano (perché COSTRETTI)e non perché migliori...
      TUTTO QUA!
      Buona vita..

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    3. Perché essere costretti ad andarsene non significa, necessariamente, essere peggiori. È questo, che non apprezzo.Nemmeno rimanere significa essere migliori o peggiori. Però, si metta un poco d'accordo con se stessa; non si può - da un lato - mettere sullo stesso piano chi sta e chi va (e sarebbe giusto farlo, perché nessuno "sceglie", e tutti facciamo quel che possiamo), e - dall'altro - sostenere che "se na vanno i peggiori... semplicemente perché devono".

      Questo vizio di voi imprenditori di trasformare persone in livelli credo non lo capirò mai (e, sia chiaro, le persone NON sono tutte uguali e, sul lavoro, le distimzioni mi stanno bene. Fuori dall'impresa, nella vita civile, no).

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    4. Adesso vi date una calmata perché mi avete stancato. E mi riferisco soprattutto a Odysseos, ma anche a tutti gli altri expat o no con i nervetti legittimamente scoperti a seguito dei propri percorsi personali.

      Vi fornisco due elementi.

      Primo: questo è il mio blog. Solo io ho diritto di avere nervi scoperti. Voi avete il diritto di rimanere in silenzio, e non avete quello di fare una telefonata.

      Secondo: delle suscettibilità personali dei vostri egucci non me ne fotte niente.

      Il termine "migliore" nel post era la traduzione "branacademy compliant" di high-skilled. Se volete dirmi che è più facile andare a lavorare in Olanda per uno che nemmeno parla l'italiano, o se volete dirmi che la Germania ha bisogno di braccianti agricoli, accomodatevi. Fatelo con toni pacati, e vi coprirete semplicemente di ridicolo. Fatelo con i toni con i quali lo state facendo, e finisce come sta finendo. Il dibattito era su questo, non su "micuggino che ciaveva quattro lauree ma signoramia se n'è dovuto annà all'estero perché c'è tanta invidia e tanta cattiveria". Chiaro? I dati sull'invidia verso vostrocuggino non ci sono. I dati sui flussi migratori skill-biased sì. Ho citato la letteratura scientifica. Se non capite quello che scrivo, avete anche l'opzione di rileggerlo. Vi ricordo che la Merkel ha aperto le braccia ai siriani high-skilled poche settimane (o giorni) dopo aver chiuso la porta in faccia a una palestinese low-skilled. Se dico che il siriano era migliore, dal punto di vista delle esigenze del mercato del lavoro tedesco, mi date del sionista? Sapete benissimo che io ho ingaggiato una lotta sovrumana per eliminare le categorie moralistiche dal dibattito economico. Attribuire un valore morale al termine "migliore" (anziché il senso tecnico di "high-skilled") nel mio discorso significa essere qui senza avere capito esattamente perché, cioè senza meritarselo. Perché per essere qui bisogna meritarselo. Questo è un giudizio morale che non ha a che fare con le dinamiche economiche, ma con le qualità che ritengo siano necessarie per assicurare una autentica emancipazione del nostro paese.

      A questo mio commento non ci sarà altra risposta che darsi una calmata o andarsene a quel paese. Scegliete voi e non fatemelo sapere. L'argomento è troppo serio per essere inquinato da malintesi autocentrati.

      Dopo di che, sempre a scanso di equivoci, aggiungo che la condivisione di esperienze personali è sempre stata un punto di interesse e di forza di questo blog. Siamo diventati una specie di famiglia, dove può anche capitare di non capirsi, e di litigare o perché non ci si è capiti, o perché ci si è capiti benissimo. E a questo proposito, caro Odysseos, ti ribadisco che le tue simpatiche escursioni nel mondo delle tue competenze chimiche mi hanno seccato. Se vuoi fare il bombarolo, accomodati. Ma non qui. Spero che tu lo capisca, così come Alberto49 ha capito che se voleva fare il piazzaleloretista poteva farlo, ma non qui.

      La vostra vita è vostra, il mio blog è mio. Solo per segnalare che condividere nel senso di mettere in comune non significa condividere nel senso di approvare.

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  18. Ho ridato un'occhiata alle varie affermazioni dei "padri fondatori" e in particolare di Prodi sulla questione Euro e c'è una cosa non riesco a darmi una risposta definitiva.

    Sappiamo che l'Italia (mi riferisco in particolare a Prodi) sapeva che l'unione monetaria senza unione politica e fiscale avrebbe dato alla Germania l'opportunità di avvantaggiarsi ai danni dell'Italia (e che sarebbe stata insostenibile nel lungo periodo). Sappiamo anche che lo sapeva la Germania (Kohl).
    Ma voi siete convinti convinti che Prodi aspettasse (o che fosse addirittura d'accordo con Kohl) che la Germania basasse tutta la sua economia sull'euro, fottendo l'Italia (et al) e creando i presupposti per una crisi che avrebbe dovuto indurre gli stati europei ad unirsi politicamente e fiscalmente?
    Non so... forse sono davvero ingenuo (secondo voi lo sono?), ma quando sentivo parlare Prodi del sogno di un Unione Europea, ci vedevo dietro delle motivazioni che non possono concepire, nel raggiungimento di questo scopo, un disegno così privo di umanità e messo in atto con una spensieratezza di Hitleriana memoria. Non posso credere che sia così.

    Sarà che sono cresciuto con il mito dei "fratelli Prodi" (in particolare il fratello, Giovanni, era un superbo matematico, autore di un libro di Analisi molto bestemmiato nelle facoltà scientifiche) e a volte faccio l'errore di associare la cultura ad altre qualità (umane)... però, una cosa del genere riuscirei facilmente ad associarla ad un Mario Draghi per l'immagine che mi trasmette, o al limite anche ad un Mario Monti, ma con un Romano Prodi faccio fatica.
    Non credete sia possibile (come sembra abbia lasciato intendere a seguito della crisi) che, pur sapendo di star porgendo il coltello dalla parte del manico alla Germania, fosse ingenuamente convinto che si sarebbe raggiunta l'unione politica senza (o comunque prima) che la Germania sfruttasse l'euro per provare ad imporre la sua egemonia? Nemmeno di questo posso essere convinto, perchè per quanto possa essere stato ingenuo non è di certo stupido, anche se, del resto, la sua amicizia con Kohl potrebbe aver influito sull'irrazionalità di una scelta così scellerata.
    Voi una spiegazione ve la siete data? So che alcuni di voi penseranno che "ormai che importa", ma secondo me invece sono tenuti a rispondere a questa domanda, in particolare Prodi.

    Intanto cercherò la sua mail, così lo bombardo fin quando non mi risponde, oppure mi manda la polizia postale a casa XD

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    1. Il discorso che fai non ha alcun senso. Non scrivermi. Leggi. Leggi bene il blog. Sei arrivato cinque anni dopo. Non puoi costringerci a ricominciare da capo. Non lo faremo per te. Se sei arrivato dopo non è colpa tua, ma nemmeno nostra. Tu non hai letto nemmeno i post fondamentali (sezione "Per cominciare"). Quindi non puoi commentare. Punto.

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    2. Leggi tutto il blog e leggi anche "La costituzione nella palude" di Barra Caracciolo, che è devastante per le certezze di chi la pensa come te. Poi, quando avrai scoperto di essere vissuto in Matrix, tornerai a parlarci di intenzioni, buona fede e sogni.

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    3. Scusate, il mio punto è molto diverso da quello di Luciano, che considero comunque altrettanto valido. Posto che sappiamo che c'era cattiva fede, per ammissione di chi ha elaborato il progetto, il mio punto è un altro, più radicale: cazzo ce ne frega della buona fede? Il poraccio di turno pensa di essere Dio. La buona fede riguarda Dio. Noi siamo uomini, e i nostri politici dobbiamo giudicarli in base ai risultati. Punto. Non ammetto repliche su questo principio metodologico che, ripeto, non contraddice il lavoro di Luciano (né ne sminuisce l'importanza).

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    4. Il capitalismo vive su un principio base: "Mors tua, vita mea...finquando ci sono le gazzelle ammalate" da sbranare. Poi fanno la fame. Forse il "Re Leone" Disney dovrebbe essere attentamente analizzato.

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    5. Una possibile risposta è che avrà preso da fratello matematico.
      Per lui laggente (cioè noi tutti) siamo solo numeri.
      D'altronde è cattolico e quindi sta tranquillo, a noi ci penserà la provvidenza. Sarà il volere divino a decidere il nostro destino.

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    6. Mi erano chiarissime le posizioni e concordo con il radicalismo. Dio stesso prima ti ammazza e solo dopo giudica delle intenzioni. Sarebbe imperdonabile presunzione pensare di migliorare il metodo prima di applicarlo.

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    7. Ma no professore, sul fatto della email mi riferivo (ed era ovviamente una battuta) a Prodi.
      I post li sto leggendo con interesse, altrimenti (come si è ben capito) non avrei saputo nemmeno dell'esistenza di certi argomenti e mi scuso se ho parlato di argomenti per voi "vecchi", ma più leggo più rimango sbigottito (altro che matrix :)). Non era mia intenzione infrangere la netiquette o creare fastidio.

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  19. Scusi prof. una domanda : ma con i tassi a zero non ci saranno problemi in futuro con i fondi pensione? È vero che le pensioni probabilmente non ci saranno più ma essendo un commerciante che versa 5.000 euro all'anno all'inps la cosa fa girare abbastanza le palle. Un saluto.

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    1. Risposta secca? Se lavori, versi contributi. In questo momento dalle parti dell'UK, dicono che l'UE è una distruttrice di posti di lavoro, perché blocca la domanda.

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  20. e pure questa cosa sono 5 anni che la ripetiamo, citando gli effetti sul Sud d'Italia.

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  21. E ci saranno si, soprattutto per i paesi del nord. Anche per questo hanno da caricarsi forza lavoro fresca

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  22. Andreotti ce lo aveva detto nell'83 a cosa sarebbe servito Schengen:
    https://www.youtube.com/watch?v=grZNTSeqXtY

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  23. Su questo provo a risponderti io...I tuoi contributi formano un montante finale che sarà quantificato in base ai versamenti totali effettuati e poi verranno divisi per un coefficiente di conversione in rendita che sarà calcolato sulla speranza di vita residua..che si aggiorna ogni tre anni in base alle tabelle istat. il problema è che i contributi sono rivalutati sulla media a cinque anni del Pil nominale, e visto che lo stesso è negativo e la media sarà altrettanto negativa da qui a parecchi anni, il gruzzolo finale sarà ancora meno, in termini di valore di acquisto....Ma questo è meglio non farlo sapere ...in ogni caso lo squilibrio dell inps esiste e di riforme ne vedremo ancora ...è dal 95 con la riforma Dini che ci mettono mano...e il buco Inps peggiora ogni anno..Certo , ora con il jobs act che nessuno versa più contributi...la situazione migliorerà di certo...ossia si muore prima e non si va in pensione !!!!!

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  24. I giovani migliori m'hanno rotto. Dove cazzo sono? Io sono un giovane, 23 anni, non sono fra i migliori per ora, e forse me ne dovrò andare anche io, ma combatterò per restare, per non lasciare soli i miei genitori in questa merda.

    Quanti sotto i 25 anni sono qui? Sotto i 30? Quanti non hanno seguito corsi del prof? E sì che tutti gli altri si era tutti a manifestare contro Gelmini e contro Berlusconi! La verità è che molti, non tutti, se sono andati perché già da tempo avevano deciso di partire, sapendo che i genitori avrebbero sostenuto i loro sforzi. E avevano deciso perché pensavano che il loro paese non li avrebbe meritati, loro che per guadagnarsi da vivere a York o a Stoccarda si sono messi a fare il lavapiatti, che a Roma lo fa il cingalese, allo stesso prezzo del cingalese. Non ci illudiamo! Contiamoci piuttosto e si arriva alla facile conclusione che quanto dico è largamente verosimile ed è stato un fenomeno diffuso. Il viaggio in Europa, per sentire altrove com'è meglio vivere, per respirare un'aria lontana dalla provincia del mondo, l'Italia. Quanto detto nel post, visto che le condizioni sono peggiorate, vale soprattutto per chi è partito più di recente o deve ancora farlo.

    I giovani migliori sono miei fratelli, soffrono come me e come me un giorno saranno vecchi in uno stato senza più welfare, uno stato senza stato, perché la restaurazione è internazionale. Al loro futuro dolore, alla loro futura miseria mi sento legato a doppio filo perché è anche la mia. Ma se ci scagliamo contro i rentiers e contro chi si crede rentiers senza esserlo, contro i keynesiani per caso e gli squadristi di Ventotene, dobbiamo capire che anche i giovani sono un pezzo, più inconsapevole di altri, del problema. Sono anche il pezzo più marcio, perché come ci ricorda Barra Caracciolo nell’ultimo libro sono nati e hanno vissuto tutta la vita nel pieno, inconcusso ed assoluto delirio di minorità etnica, non hanno avuto altro per le orecchie che un'Italia da riformare, sempre indietro e sempre peggio. I giovani “non possono essere la soluzione del problema, perché ne sono parte”. Come molti di voi sarò attanagliato per tutta la vita da un ricordo tremendo, il ricordo della solitudine. Molti di voi hanno visto girarsi davanti a loro le spalle dei colleghi, dei parenti, di alcuni loro amici. Ad essersi chiusa davanti a me è stata una generazione, esattamente nei giorni in cui mi facevo adulto. La domanda più frequente che rivolgo a Dio è “li ho perdonati?”.

    I giovani migliori sono miei fratelli, ma onestamente i miei veri fratelli sono i peggiori, quelli che non se ne andranno mai perché non sanno immaginare una vita lontana dai ricordi felici.

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  25. Gestione del potere in stato di egemonia e pianificazione dei processi politici all'interno della macchina burocratica europea: impossibile da realizzare senza l'attiva collaborazione di deportatori professionisti e improvvisati carnefici.

    I "cittadini italiani" sono stati adeguatamente informati circa "i contenuti del presente Memorandum di Intesa e degli annessi programmi di lavoro", vero? Già, hai visto mai che uniscano i puntini...

    Grazie al generoso contributo del Partito Socialista Europeo (la destra rosé), attualmente sono in fase operativa gli strumenti abbozzati nel documento "Potenziare la dimensione sociale dell'Unione Economica e Monetaria": caldi abbracci tra grande industria, banche, media, partiti, sindacati e intellettuali d'area... tutti insieme appassionatamente a "fare l'Europa". Con le vite degli altri.

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  26. Caro Prof.Bagnai

    Lei mi ha stupito una volta ma non riuscirà a stupirmi una seconda volta.Io non porto nulla al dibattito,se non esperienze personali che risparmio ai lettori del blog.Strade deserte,bar vuoti e gente che non capisce.Sinceramente,mi sembra un campo di concentramento senza persone "magre" e fosse comuni.Un Bergen Belsen alla moda EUZ.Esiste il virus del cretinismo?La seguo sempre perchè Er Cavajiere nero è quello che spiega meglio la "faccenda".Succede dal 2012,non sto a spiegarle come e perchè ma ieri ho avuto la prova definitiva che il cretinismo è una malattia,infettiva o meno.Il sud,che non è un comando Linux,e nella merda assoluta.Il nord apprezza e ci si adatta.Il seme della follia è fra noi.E ora la ringrazio.

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  27. Lavazza acquisisce Carte Noire, Nr. 1 francese.

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  28. Sembra che Draghi acquisterà per interposta BCE anche obbligazioni non di stato e quindi private.
    Domandina ina ina, ma questi non sono i tanto vituperati aiuti di stato? Vabbe', la BCE non è uno stato, o no?

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  29. I giovani del Sud Europa emigrano anche e soprattutto verso il Regno Unito, che ha una lunga tradizione di accoglienza precedente a Schengen.
    Il ragionamento della compressione dei salari vale anche per UK?
    Secondo voi possiamo identificare delle differenze rispetto al caso tedesco, chiaramente definito nell'articolo del Prof. Bagnai?

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  30. Ci sarà sempre un ingenGnGnere più gggiovane,brillante e soprattutto disposto a farsi pagare di meno.Hai voglia a emigrare in massa in Canada,Australia,Nuova Zelanda o in qualche "isola felice".La globalizzazione si chiama così proprio perché viene a scovarti in ogni angolo del globo terracqueo.Fuggire è solo rimandare,sopravvivere qualche annetto in più,ma il finale è lo stesso.
    Mi spiace per i giovani speranzosi:il libberismo vi seguirà ovunque!

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  31. Vorrei segnalare un nuovo gruppo di appellisti, stavolta inglese: http://www.tpi.it/mondo/regno-unito/stephen-hawking-scienziati-britannici-contro-brexit
    Francamente ci sono rimasto male, mi aspettavo fosse un po' più arguto o che non fosse in vendita.
    Sono troppo cattivo oppure non ha le sue ragioni ?
    Senza contare che il CERN mi pare sia in Svizzera...

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    1. Per un esperto di buchi neri, la scelta mi sembra coerente...

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  32. Avete sentito dieci minuti fa Giulio Sapelli, ospite di Barisonionioni? Ha detto che la UE è uno stupido sogno di Francia e Italia di confinare la Germania che, come fa da secoli, non desidera altro che dominare il continente. Al che il giornalista del salmonato si è depresso (poverino!). Gli tocca rimangiarsi anni e anni di cazzate sull'austeritá che licenziando crea posti di lavoro...

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    1. Oni continua a far rima con se stesso e non mi interessa. Farebbe notizia invece sapere se per Sapelli i problemi si risolvono ancora con una BcesimileallaFed, o se ha capito che il corollario della sua drastica affermazione sulla volontà egemonica della Germania è che dire per anni che una BcesimileallaFed avrebbe risolto tutti i problemi non è stato segno di grandissimo acume. Ma immagino già la risposta.

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  33. In questo periodo l'Inghilterra sta reclutando un grande numero di infermieri (neolaureati e non) italiani, portoghesi e spagnoli. Sembra che questa opera di reclutamento non finirà a breve. Dopo aver letto questo post, posso dire che questo è un altro elemento pericoloso per il nostro sistema sanitario, che si aggiunge ai tagli alla sanità, al blocco degli stipendi, del turnover ecc. Io faccio parte del gruppo di infermieri che se ne vanno. Sarebbe bello crescere professionalmente, raggiungere l'indipendenza economica e poter progettare il futuro nel proprio paese, ma l'Italia non lo permette.

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    1. Il problema che ora stiamo toccando con mano è che un conto è un sistema dove muoversi è una scelta, e un conto è un sistema dove diventa una necessità. Per motivi a me incomprensibili questa cosa è particolarmente difficile da far capire agli italiani, che pure hanno un passato non così remoto di emigrazione. Passato che, grazie all'Europa che ci porta la pace, è ridiventato un presente.

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    2. Quello che vedo tra i miei coetanei (ho 24 anni) è tanta voglia di lavorare ma anche tanta disinformazione e poca voglia di capire. Nonostante vivano sulla propria pelle il problema della precarizzazione, sembra che non colgano la gravità della cosa. Io penso sempre che ciò sia dovuto al fatto che per fortuna hanno le spalle coperte (hanno ancora genitori giovani con un lavoro stabile). I miei amici stanno saltando da una azienda all'altra come se non ci fosse un domani, vengono pagati pochissimo ma fanno le ore di un lavoratore normale (grazie a "garanzia giovani"); anzi, anche qualche straordinario. Ogni volta che provo a far capire loro come stanno le cose (con tanto di fonti, ad esempio il suo blog), preferiscono parlare di altro (lo vedo dalle loro facce). Sembrano proprio infastiditi, allora evito per non litigare; probabilmente perché la crisi non ha ancora bussato alla loro porta (spero mai), quindi preferiscono pensare che tutto va bene.

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    3. @hori aracena

      L'evitamento è una reazione e un problema umano, non generazionale.

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    4. Sono d'accordo. Non intendevo in quel senso.

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  34. E dicono pure che dalla storia non abbiamo gnente da imparare..... tutta roba bbona oggi come ieri!

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  35. L'analisi di Bagnai e' corretta proprio seguendo le regole del modello neoclassico che affibbia a quei cretini keynesiani marxisti di sinistra. La cretinata bagnaca sta invece nella solita demete teoria monetaristica che garantirebbe il governo dell'economia reale in un mondo che non ha piu' confini. ne' risorse sufficienti a garantire la sopravvivenza ad una popolazione umana in crescita esponenziale ed incompatibile col sistema terra. Esci dalla tua miopia economico-finanziaria, Bagnai, e formula proposte per questo mondo reale che tu, come gli economisti molto differenti da te, non vede. Voi state gia' su Marte da tempo.

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    1. Qui sappiamo che le persone valgono quanto la loro ortografia (per non addentrarci nella sintassi), ma siamo molto accoglienti. Benvenuto. Secondo me non hai capito niente e non hai gli strumenti culturali per colmare in tempo ragionevole questo gap, ma se dimostri umiltà e pazienza forse posso aiutarti...

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    2. "Verso l'infinito e oltre!"

      (Buzz Lightyear, 22 marzo 1996, Terra)

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    3. @scrivereinrete Chi ha letto i libri del Prof sa che le proposte si trovano lì. Basterebbe leggerli fino in fondo...

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    4. "...keynesiani marxisti di sinistra"
      Se ti leggono i wminkia ti mandano al rogo

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  36. @scriventeinrete, per quel che mi risulta marte è senza confini. Nel sistema terra mi chiedono i documenti. A te no?

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  37. I fastidiosissimi wminkia si nutrono di questa propaganda (non saprei come definirla altrimenti):
    http://www.internazionale.it/opinione/jacopo-ottaviani/2015/09/17/luoghi-comuni-immigrazione-grafici

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    1. Avrei un giudizio meno reciso. Il giornalista fa il giornalista, cerca fatti coerenti con le sue opinioni e questo lo facciamo tutti. Circa la qualità dei fatti, una volta ribadito il punto che sull'uso "strategico" della questione siriana da parte di Turchia e Germania (in vari modi e per vari motivi) mi sembra ci siano ormai pochi dubbi, e ribadito il fatto che quello che preoccupa me è altro (cioè la logica di un sistema che costringe a ricorrere alla migrazione interna come unica valvola di sfogo, con enormi costi umani), rilevo che i punti 1, 3, 4 e 5 mi sembrano abbastanza pacifici (e non tutti rilevanti). Circa il punto 2, non ha ovviamente senso considerare uno studio dell'OCSE il cui campione per metà precede la crisi economica e non tiene conto quindi né del deteriorarsi delle nostre condizioni, né dall'aumento della pressione migratoria. Semplicemente, quello studio andrebbe rifatto - e non credo che darebbe gli stessi risultati. Sul punto 6, rimane il fatto che forse qualche figlio potremmo farlo anche noi, se il sistema ci desse la possibilità di farlo. In altre parole, chi appoggia l'euro fa meglio a star zitto a prescindere. Poi è un dato di fatto che si debba essere umani, e questo qui nessuno lo nega.

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  38. Io in un articolo di mera promozione dell'immigrazione (non è contemplata una controparte scettica, derubricata a mera "ignoranza delle classi popolari naturalmente avverse per paura allo straniero") che utilizza in maniera strumentale (e sbagliata in parte) lo strumento del fact-checking non riesco a contemplarlo nell'alveo del giornalismo. Però giustamente opinione personale. Facendo un mestiere molto prossimo alle classi popolari avverto più il sentimento collettivo che la cruda statistica. Avrei da raccontarne di storielle su come funziona "in basso" il meccanismo di integrazione europea.
    Tornando alla sostanza, il punto 1 parla di cifre assolute, senza contare l'elemento fondamentale della velocità di ingresso. Meglio dieci milioni di persone che entrano in venti anni che sole 300000 in un anno.
    Il punto 2 cita dati superati dalla crisi.
    Il Punto 3 non calcola che lo spostamento da un settore all'altro non è una scelta dell'italiano (come quella di non fare figli) ma una vera e propria espulsione dei più che non riescono a tenere il passo alla guerra salariale.
    I punti 4 e 5 sono ininfluenti nel discorso più ampio. Il punto 6 è come dice lei una questione di ricatto più che di scelta.
    Giustamente comunque chi sostiene l'ipotesi europeista è meglio se tace a prescindere.

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    1. Qui il paradosso a livello "alto" è constatare come certi progressisti sposino una tesi neoliberista (quella del carattere riequilibrante della totale libertà dei fattori produttivi), salvo poi lamentarsi del neolibberismo brutto. A livello meno alto, va detto che correttamente la rubrica che lei ha citato si intitola "l'opinione", ed è un'opinione. Il punto sul quale si gioca l'equivoco (e sul quale Quarantotto si è espresso in modo definitivo) è sostanzialmente quello che indica lei: un conto è il contributo "a regime" di una fisiologica mobilità internazionale, disciplinata e gestita, e un conto è l'impatto di flussi incontrollati, o, peggio ancora, "spinti" o "tirati" per motivi pelosi, e soprattutto molto consistenti. Del resto, è l'autore stesso dell'opinione a farci capire cosa c'è che non va nel suo ragionamento. Lui parla di 875.000 migranti in sette anni in tutta Europa, ma nel 2015 abbiamo visto un milione di immigrati nella sola Germania. Dividere per l'intera popolazione europea poi ha abbastanza poco senso, perché l'Europa non è una realtà omogenea sotto diverse dimensioni che attengono alla capacità di accoglienza. Comunque, le opinioni sono sacre, anche quando si tenta di camuffarle da fatti (che tanto poi vengono a galla).

      Tuttavia, ripeto: questo tema non mi appassiona. Credo sia solo un ottimo alibi un po' per tutti per giustificare il crollo di un sistema che avrebbe comunque fallito per sue dinamiche interne ed endogene. Il ricatto della Turchia è inaccettabile, ma questo è un altro discorso.

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  39. "L'influsso francese stava divenendo assai notevole nell'Alta Italia...Il forte movimento poetico delle riviste, dopo la rivoluzione di luglio aveva trovato echi anche qui. Sognavano che tornasse la perita gloria italiana, guardavano con sdegno all'odiosa uniforme bianca del soldato austriaco. Ma la natura italiana, amante dei piaceri quieti, non divampò in un'insurrezione, laddove un francese, invece, non sarebbe stato a pensarci su due volte, tutto si risolse soltanto nell'invincibile desiderio di poter soggiornare un poco nell'Europa transalpina, nell'Europa vera...vi era, là, la novità, l'opposto della decrepitezza italiana, comiciava là la vita europea"

    "A Parigi si dedicava alla lettura dei colossali fogli delle riviste, e ricordava i giornalucoli tisici d'Italia...dove trovavan posto innocenti notizie ed aneddoti che manca poco riguardasssero le Termopili e l'imperatore persiano Dario."
    "Egli paragonava l'arida spenta scena drammatica d'Italia, dove si ripeteva sempre lo stesso vecchio Goldoni...con questa viva e frettolosa alluvione drammatica ove tutto si batteva finché era caldo, ove ciascuno temeva soltanto che non avesse a raffreddarsi la sua novità".
    ....
    ....
    "Molte cose l'avevano deluso...egli vedeva come tutta questa varietà e attività del viver suo scomparirisse, lì, senza che se ne traesse alcuna conclusione, né alcun fruttuoso sedimento sprirituale...ogni cosa faceva a gara per allungar il più alto possibile la mano come una folla d'importuni mendicanti che a un tratto ti circondi...ed egli si richiamò alla mente i versi con i quali l'italiano Alfieri aveva rampognato i francesi:
    "Tutto fanno, nulla sanno,
    Tutto sanno, nulla fanno:
    Gira volta son Francesi,
    Più gli pesi, men ti danno."
    "..tornato a Roma le conversazioni e le opinioni che s'ascoltavano per via, nei caffè, alle osterie, erano proprio l'opposto di quelle che gli accadeva di udire nelle città dell'Europa. Non c'erano, qui, voci sulle azioni in ribasso, sulle dispute alla camera, sui fatti di Spagna; qui si udivano discorsi su una qualche antica statua, da poco ritrovata, sul valore della mano di questo o quel maestro, o risultavano liti e diverbi su un'opera d'un nuovo artista appena esposta, voci riguardo alle prossime feste di popolo ed infine quelle fitte conversazioni, nelle quali s'apriva l'uomo, che dall'Europa intera eran state ormai espulse ad opera di quel gran parlare noioso di questioni sociali, e di quelle opinioni politiche che sloggiavano dai volti ogni espressione di sincerità...E nel bel mezzo di questa vita egli avvertì, più che mai prima d'allora, il desiderio di penetrar più profondamente la storia d'Italia...ora egli era in grado di leggere quegli episodi non già come un qualche italiano sedentario, che entri negli avvenimenti che sta leggendo, senza però scorgere di fra i personaggi e gli accadimenti la mole tutta dell'intero: egli poteva, ora, abbracciar tutto con lo sguardo, calmo, come da una finestra del Vaticano"....
    Nikolàj' Gogol', Roma, 1842.

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