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martedì 17 giugno 2014

Crisi e corruzione in Italia

(piatto ricco mi ci ficco)

Dunque: devo ancora smaltire la coda dei commenti al precedente post sull'argomento, bella collezione di peerle sulle quali occorrerà fare una riflessione. Questo blog è il crocevia di tantissime (in)competenze e di tantissimi (sapere di) saperi, mai avrei immaginato in vita mia di trovare così stimolante un'attività che comunque a me è sempre piaciuta molto, quella di insegnante/divulgatore, e di questo vi ringrazio. Certo che di statistica si sa veramente poco, e le conoscenze in merito appaiono drammaticamente scorrelate dal livello di cultura generale, e anche, purtroppo, dal possesso di una tessera elettorale...

Ripeto: se la democrazia deve essere il fascismo dell'opinione, aridatece Luigi XIV...

Comunque, siccome siamo amici, vi dico in anteprima quello che ho appena detto al Tg2, così quando mi vedrete sarete già preparati.

La domanda era:

"Esiste, e se esiste quanto è rilevante, una relazione fra corruzione crisi economica italiana?"

La risposta è stata:

"Esiste una percezione popolare, paradossalmente alimentata da una certa classe politica, che siamo in crisi perché i politici 'se so magnati tutto', e quindi la colpa sarebbe della corruzione del ceto politico che avrebbe fatto lievitare la spesa pubblica per arricchirsi. La corruzione va ovviamente combattuta, ma questo argomento populista non trova particolare supporto nella letteratura scientifica, per un paio di ragioni.

La prima è che la nostra crisi, come è ormai ampiamente ammesso dalla stessa Bce, è una crisi di finanza privata e non di debito pubblico. Quindi le malversazioni di Batman, per quanto odiose, non c'entrano molto. Solo di recente la letteratura scientifica si è dedicata allo studio della relazione fra corruzione e qualità del credito privato. I primi risultati dicono che questa relazione esiste, e quindi in effetti la corruzione una responsabilità nella crisi europea ce l'ha. Solo che l'Italia, nonostante i noti scandali, rimane uno dei paesi nei quali il sistema bancario ha retto meglio l'urto della crisi finanziaria globale (nessuna banca è stata finora nazionalizzata, mentre nei paesi virtuosi è successo e continua a succedere). Quindi per questa via la corruzione, pur essendo illegale, e rimanendo pertanto un problema di rilevanza amministrativa o penale, oltre che etica, non pare sia stata un problema macroeconomico per il nostro paese.

Se poi volessimo, ignari delle parole della Bce, andare a esplorare la relazione fra corruzione e debito pubblico, anche qui gli studi sono molto recenti e tuttora sottoposti al vaglio della comunità scientifica. Cooray e Schneider (2013), utilizzando dati dal 1996 al 2012, trovano una relazione positiva, con una semielasticità del rapporto debito/Pil all'indicatore di corruzione percepita di Kaufmann, Kraay e Mastruzzi che va dal 2% al 5%. A parte il fatto che bisognerebbe vedere quanto questo risultato sia influenzato dalla eccezionale dinamica esplosiva del debito pubblico negli ultimi anni del campione (lo studio non presenta alcuna statistica per la verifica delle classiche ipotesi di normalità dei residui e linearità della forma funzionale), il punto è che se lo prendessimo per buono, nel decennio di preparazione della crisi (1997-2007) il debito pubblico italiano in rapporto al Pil sarebbe dovuto aumentare di circa 5 punti. Invece è diminuito di 10!

Quindi, ancora una volta, gli studi più seri e documentati, quando confermano l'esistenza del fenomeno, forniscono stime del suo impatto piuttosto contenute (se e quando sono significative), e soprattutto gettano una luce critica sull'argomento che in Italia siamo in crisi perché 'i politici corrotti se so' magnati tutto'. La realtà italiana si è mossa in direzione opposta, sia che si consideri la crisi come di finanza privata, che se la si consideri come di finanza pubblica. Il problema è più complesso, coinvolge anche e soprattutto forme di corruzione non percepite, e richiede una riflessione profonda che abbracci l'analisi della qualità complessiva delle istituzioni".



(ah, a proposito: andandosene il redattore mi ha detto che Renzi vuole svendere gli apparati di trasmissione della Rai, che poi sono anche quelli sui quali passano certe trasmissioni criptate di interesse nazionale. Voi lo sapevate? Io avevo trasentito qualcosa. Il mio commento è stato: "Qui o cominciate ad allargare gli orizzonti, o temo che possa finire come con l'ERT". Il rischio, purtroppo, c'è, e Mr. Bean è lì per trasformarlo in una certezza...)

(...altro backstage: stavo in jeans e Lacoste, ho detto: "Mentre montate la telecamera mi berlusconizzo un po'!" Risposta: "Può anche renzizzarsi!" Controrisposta: "Preferisco l'originale alla copia". Quindi camicia azzurra, e cravatta di Damiano Presta. E passa la paura...)

(...piuttosto: io avevo detto "Domani vengo a correre a Saxa Rubra, poi passo da voi." E loro: "No, no, mandiamo una troupe noi da lei...". I casi sono due: o sono diventato importante, o li hanno già messi sotto una tenda! Speriamo di no, sono dei bravi ragazzi e non se lo meritano di certo. Intanto, un affettuoso ringraziamento a mia suocera che ha prestato i suoi studios, come già nella famosa intervista...)

58 commenti:

  1. Ma dici veramente che appari al tg2??? E di quando? :D

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  2. Secondo me han scelto di venire loro per la paura di vederla in tenuta da jogging. Non si sa mai, sti noeuro. ..

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  3. http://sinistracontroleuro.blogspot.it/2014/06/caro-bagnai-leducazione-viene-prima-di.html

    No comment.

    "Quando sento la parola educazione, metto mano a Bukowski"

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    1. Neanche li leggo. Da quando i compagni antieuro frequentano i salotti della Spinelli a place Vendome sono diventati molto formali, e a noi piace ricordarli così. A proposito: di chi stavamo parlando? In tre righe già me lo son dimenticato...

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    2. Eh no, chinacat, Boghetta ha ragione.
      Come diceva quel tale, certe cose come "eleganza, tranquillità e delicatezza, o ... dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità" vengono PRIMA di tutte le altre. In specie, aggiungo io, in una situazione di emergenza.
      O con l'età confondo le citazioni?

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    3. Con l'età confondi le priorità. Chi accetta la disonestà intellettuale in casa propria ha poco da far lo schizzinoso. Quando sarà stata fatta chiarezza (e lo farò quando avrò tempo) ci sarà tutto il tempo per il galateo.

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    4. Frank, ti faccio notare una cosa:

      "Si può essere no-euro o sì-euro ma l'educazione viene prima"

      A casa mia, vuol dire che l'autore di questa frase, nel 2014, non ha ancora capito una cippa e continua a pensare all'euro come se fosse semplicemente la moneta con cui paga il caffè.
      Il FATTO che per avere quella moneta ci e gli hanno tolto svariate LIBERTA' e svariati DIRITTI, per il tizio è un dettaglio.
      Tu metteresti mai l'educazione prima della libertà? Io dico di no.
      La vuoi una bella citazione "de sinistra"? Et voilà:

      "La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un'opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un'insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un'altra." (Mao)

      A destra sono passati da Almirante a Razzi, a sinistra sono passati da Mao a Coccolino. Non so chi sia messo peggio... beh no, in fondo lo so chi è messo peggio: la mia Nazione.

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    5. A' chinaca'!
      E la MIA citazione che era? Magari la tua artatamente ritagliata? Ma devo mettere un tag *sto facendo del sarcasmo*? Ma qualcuno può pensare sul serio che "l'educazione viene prima" in tempi di emergenza?
      Dai che quando ci vedremo - e ci sarà una volta, cazzo - dobbiamo scambiarci solo pacche sulle spalle!

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    6. In effetti sono fortemente convinto che per i disoccupati spagnoli e greci, la pinza per le lumache posta a sinistra venga assolutamente prima delle lumache. A me che sono invece ancora "occupato" e dunque ben lontano dalla durezza del vivere, interessa solo continuare a gozzovigliare, con o senza posate.
      PS: forte questa dell'educazione, mi mancava l'ennesima scusa per non prendere di petto un problema. A quando i shiii kimmmiki?

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    7. Mi viene il dubbio che si confonda educazione con raffinatezza. Ci sono modi educati per mandare affanculo una persona (pur esprimendo con veemente chiarezza il concetto nudo e crudo) e modi ipocriti per mandarcela fisicamente di soppiatto, mantenendo un'educazione di facciata. Molto tempo fa mi fu riferito per interposta persona di un sicario (oramai defunto e non chiedetemi altro...) che prima di regolare il mandato, si assicurava educatamente che il soggetto fosse quello corretto e, dopo essersi scusato altrettanto educatamente, lo liquidava.

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    8. @ Frank

      E' che leggere "Boghetta ha ragione" mi ha fuorviato.
      Hakuna matata tutta la vita, ci mancherebbe :)

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    9. Direi che, pur non essendo molto importante, un certo stile aiuta, anche solo per mantenere il decoro mentre intorno si sollevano i pollai! Del resto, chi contesterebbe l'eleganza e l'educazione dell'orchestra del Titanic!

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    10. Ribadisco: chi non si preoccupa dell'onestà intellettuale in casa propria, non ha molte lezioncine da dare in casa altrui. Vale per i "compagni" quello che vale per i "colleghi" e quello che vale per i "giornalisti". Mi sono rotto i coglioni di avere manifestazioni di solidarietà in privato e nulla in pubblico. Per quanto riguarda i colleghi, Fausto Panunzi della Bocconi è l'unico, a mia memoria, che mi abbia difeso in un contesto ostile (Noise from Amerika). Per quanto riguarda i giornalisti, Marcello Foa è l'unico, a mia memoria, che mi abbia difeso in un contesto ostile, dicendo chiaramente in faccia a Vittorio Malagutti che aveva fatto un lavoro di spin incompatibile con la dignità del suo lavoro precedente. Avete visto qualcuno dei compagni biasimare i tanti calunniatori da sinistra? Io no. Vorrei dei nomi, per valutare il contesto e la portata dell'eventuale "dissonanza" da essi espressa. Io non ne ho sentite, di dissonanze, chiaro? Allora se si presta orecchio ai cialtroni, poi ci si espone all'ovvia reazione di chi ha compromesso la propria esistenza e la propria carriera per aprirvi gli occhi, cosa che loro non hanno fatto perché sono vigliacchi e incapaci.

      È più chiaro così? Guarda, anche oggi si sono aggiunti lettori al blog. Se ti sottrai il saldo è sempre positivo. Tutto vorrei tranne che urtare la tua sensibilità. Ti faccio semplicemente notare che il bon ton gozzaniano di chi evidentemente cerca consenso, cioè potere, è una minore garanzia della mia ruvidezza, che esplicitamente non cerca consenso, quindi non cerca potere.

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    11. A me danno l'impressione di rosicare molto forte.
      Lo stridore di denti è innegabile, hanno perso il treno della storia e ora cercano di agitare la manina per farsi notare dicendo "io l'avevo detto prima di tutti!", un po' come il caro Zingales.
      L'oblio li attende.

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  4. Prof,
    stesso discorso vale per l'evasione (come ci ha spiegato nel suo libro). Oramai quando qualcuno a cena parla di evasione, li faccio notare che chi acquista un bene estero per 1000 euro, fa più danni al proprio paese di chi evade per 1000 euro ma se li spende a casa.

    Non è che voglio difendere il reato d'evasione sia chiaro, voglio solo dire che esistono comportamenti legali più dannosi di altri comportamenti illegali.

    Ora il Renzi Team vuole vendere tutto, altro che RAI.

    Ma come sarà possibile fermarli se prendono il 40%?

    Con o senza Euro se questi continuano a prendere le decisioni sbagliate non c'è possibilità di salvezza

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  5. Suvvia prof, lo sanno tutti che in Germania non c'è corruzione! Siamo noi ad essere POORCI corrotti!

    Buona serata. :)

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  6. Mi ha "costretto" a seguire un intero TG2, in un'apoteosi di banalità e facce da galera, nella speranza di vederla in prima serata, ma.... la manderanno alle 2 di notte come sempre ?
    Saluti

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  7. La Germania va abbastanza bene anche con la corruzione interna ed estera!!!
    In questo rapporto sulla corruzione internazionale dell’ OCSE del 2013, la castissima Germania ci sopravanza di brutto, infatti nella tabella di Pag. 14 sono presenti 88 casi accertati di corruzione per la Germania contro i nostri 10 (8+2) di cui 5 sono stati oggetto di assoluzione, in totale fanno 10-5=5 contro 88. Non solo, al netto UK è a 6 e USA è ad oltre 100, non ho conteggiato in dettaglio la cifra.

    Ora se uno corrompe fuori dal suo paese, perchè non dovrebbe corrompere nel suo paese, ed è questo che accade in realtà? E perchè i corrotti in ambito politico dovrebbero essere meno corrotti dei nostri politici? Ci sono molti interventi come questo di Roberto Giardina di pochi giorni orsono (ascoltare dal tempo 1h 02′ 00″) a Radio24 . Roberto Giardina da Berlino,afferma che i tedeschi hanno un livello di corruzione di 120 MLD annui, tutti sanno che ogni opera pubblica è gravata da un importo pari al 10% per corruzione; ma se il livello è questo, in quali tasche finiscono detti importi?
    Ed ancora, sempre Giardina che li conosce bene: Punibile solo dal 2002 la corruzione realizzata all’estero dai tedeschi. Mi viene in mente ANSCHLUSS di Wladimiro Giacchè, che va letto per chi non l' avesse già fatto.

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    1. Per tutti i Pinochet de noantri, Grillo è populista quando fa finta di parlar male dell'euro (unanimemente condannato dalla scienza economica), mentre non lo è quando parla di castacriccacoruzzione (sulla quale lo stato dell'arte è quello sintetizzato in questo post e nei riferimenti ivi contenuti).

      Ora, se a uno a fronte di questo non suona un campanellino in testa, come dobbiamo chiamarlo?

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    2. Se la loro faccia è lo specchio dell' anima, c' è stata una inversione di posizioni. Questo ci fa piùimpressione da anni!!!

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  8. Professo', speriamo che in rai non le montino storto l'intervista facendole dire: meno male che abbiamo l'euro!
    Scherzo (fosse stato tg3 qualche dubbio invece...)

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  9. Renzi ha commesso il grave errore di dirlo in faccia agli amici della RAI che sono troppi e devono dimagrire. I nostri si sono spaventati e cercano di organizzare una contromossa...

    A Napoli si dice che "La paura fa 90".

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    1. Ahah giusto stamattina sul tram ho pensato "renzi sei proprio un coglione". Cioe', un minimo di furbizia... e Alberto ha colto la palla al balzo (ottimo stratega)

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  10. C'e' un tipo di ragionamento che mi e' sempre sembrato dubbio, potrei chiamarlo del "ceteris paribus supposto": quello cioe' di considerare un sistema complesso come governato da una sola variabile.
    Affermare " se lo prendessimo per buono, nel decennio di preparazione della crisi (1997-2007) il debito pubblico italiano in rapporto al Pil sarebbe dovuto aumentare di circa 5 punti. Invece è diminuito di 10!" non tiene conto ad esempio degli effetti del ciclo di Frenkel.
    Sarebbe come dire: il paese XY ha svalutato la sua moneta ma la bilancia dei pagamenti con l'estero e' ancora in passivo quindi svalutare e' inutile

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    1. Senti, prima di mandarti al diavolo perché sei veramente una zecca, ti faccio notare una cosa. Non siamo noi a dire che la corruzione non sia un problema. Sono i travaglisti a dire che l'euro non è un problema perché con o senza saremmo la stessa merda (parole testuali). Quindi il populismo e il semplicismo è dall'altra parte. Siccome dall'altra parte si dice che la corruzione è l'unico problema (scusa, dimenticavo, oggi è arrivata anche la meritocrazia), io evidenzio che questo atteggiamento è logicamente incoerente e non congruente coi fatti statistici ANCHE QUANDO QUESTI EVIDENZIANO IMPATTI STATISTICAMENTE SIGNIFICATIVI SE PUR QUANTITATIVAMENTE POCO RILEVANTI della corruzione, semplicemente perché IN ITALIA I DATI SONO ANDATI DA UN'ALTRA PARTE. Se poi vuoi venire a spiegare a me che in economia tutto dipende da tutto, prima mi dimostri nella tua risposta il teorema di Kakutani, oppure ti accomodi gentilmente.

      Gli effetti del ciclo di Frenkel in Italia non ci sono stati semplicemente perché l'Italia ha beneficiato molto poco - per fortuna - dell'afflusso di capitali esteri, in misura ridotta, cioè, rispetto a Spagna e Grecia, e quindi si potrebbe andare a scomporre la dinamica del rapporto debito/Pil (che è la variabile rilevante, anche se tu hai deciso di no: prenditi un biglietto per Linz e vai a convincere Schneider), scoprendo che il contenimento della spesa è stato più rilevante dell'effetto della crescita (che non c'è stata).

      Come la giri la giri, il modello corruzione=>overspending=>debbitopubblicobrutto in Italia non funziona. Le cose non sono andate così, semplicemente. Punto.

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  11. Ecco, mi pare che le dichiarazioni fatte dal prof. nell'intervista siano quanto di più esauriente e ragionevole è stato detto sulle ricadute macroeconomiche della corruzione. Alla luce di queste considerazioni sto rivedendo certe ipotesi che avevo fatto recentemente sul tema del declino delle grandi imprese italiane, pubbliche e private, cominciato negli anni 70 del secolo scorso e proseguito fino a vederne la scomparsa da settori strategici della nostra economia. Ad alcuni amici economisti avevo proposto le seguenti considerazioni :
    "Detto della connivenza grande industria/governi nazionali, sorge spontaneo notare come il degrado della grande impresa italiana sia concomitante con lo scadimento della qualità del personale politico e, più in generale, con la crescente disfunzionalità dell'apparato politico/amministrativo italiano (ivi compreso il sistema educativo)... Ammetto che non è possibile discutere esaurientemente di classe politica senza affrontare il nodo intricato delle élite dirigenti, dalle quali sarebbe arbitrario escludere il ceto imprenditoriale. Mi sembra tuttavia che questa implicazione non scalfisca la sostanza della mia ipotesi, che molto modestamente postula che il fenomeno della virtuale scomparsa della grande impresa non è dovuto esclusivamente alle scarse doti imprenditoriali e/o manageriali dei nostri industriali; in altre parole, non è solo un problema di impresa"
    Dando per scontato che si trattava di poco più di una tautologia, parlando delle corresponsabilità di politici e amministratori io non intendevo alludere esclusivamente alla loro disonestà . Tuttavia, il mio scrupolo ora è che con l'identificazione di un nesso fra declino della grande industria e scadimento delle élite dirigenti non vorrei che lo spettro della corruzione, scacciato dalla porta, mi rientrasse dalla finestra. Qualcuno mi può confortare circa l'opportunità che io prosegua nella ricerca che sto facendo sulle classi dirigenti ? O sto solo perdendo del tempo ? Grazie di cuore a chi vorrà rispondere.

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    1. Non mi è chiaro cosa intendi con "scadimento della qualità del personale politico". Se ne esiste una definizione verificabile mi pare abbia senso che tu continui. L'alternativa valida alla ricerca è lo studio, alla scrittura la lettura.

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    2. Boh...secondo me dovresti dedicarti prima agli effetti sul sistema industriale di una moneta sopravvalutata del 40%. Fatto questo dedicati pure ai problemi della classe dirigente.

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    3. Pur convinto dai primi post del blog che la perdita della sovranità monetaria fosse un gravissimo errore, anch'io ho avuto a lungo dubbi sul peso che questa avesse per i risultati dell'industria italiana.
      Poi ho cominciato la specialistica in marketing, ed esami come economia industriale e marketing strategico mi hanno fatto vedere l'ordine di grandezza del problema. Una grande azienda in un mercato concorrenziale prospera o fallisce in base a differenze di prezzi e costi dell'1, 2, 3%; qui parliamo di sopravvalutazione del 20, 30 o 40%.
      La corruzzzzzzzione? Basta guardare un caso recentissimo (Aquila) dove per un appalto di 10 Milioni la bustarella è stata di 10000 €: lo 0,1%.

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    4. Il problema è che con la corruzione parli alla pancia, all'invidia sociale del poraccio che non ce la fa (e non sempre è colpa sua) e cerca il facile colpevole. Con il linguaggio dei numeri non parli a nessuno. Ma una volta che trovi qualcuno disposto ad ascoltarti, non c'è partita, e allora capisci che se gli argomenti populisti vengono usati dai pinochettiani e dai "rivoluzionari", c'è qualcosa che non va (evidentemente, nei "rivoluzionari": i pinochettiani stanno solo facendo il loro lavoro, e almeno non ti prendono in giro)!

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    5. Il prof. ha colto nel segno come sempre : la corruzione viene data letteralmente in pasto ai poveracci. Resta il fatto che si tratta di un criterio di valutazione della classe dirigente. Esistono dei metodi meno dozzinali ? Ultimamente, a giudicare dal numero delle citazioni, sta avendo successo la distinzione, introdotta da studiosi seri come Acemoglu e Robinson, fra istituzioni inclusive e istituzioni "estrattive" che pare correlarsi meglio con le performance economiche (non il debito pubblico !) delle rispettive economie. Ne ha fatto un uso intelligente Emanuele Felice per rispondere alla domanda formulata nel titolo del suo recente libro "Perchè il Sud è Rimasto Indietro".
      Quello che mi premeva sottolineare è che noi possiamo anche avere chiaro CHE COSA fare per ricondurre il cambio a livelli ragionevoli, ma se non c'è CHI ha l'autorità e la volontà di farlo la nostra sapienza è vana, come sa bene il titolare di questo blog. Di qui, secondo me, l'opportunità di conoscere le élite del potere.

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    6. si mi pare che lei dica bene che la corruzione serva da metro per la classe dirigente purtroppo dice bene anche quando parla dell'opportunità di conoscere le eltte al potere ...di qui si torna al palo ma come si fa a conoscere le leitte , ci si vende ci si genuflette ? senza dire che la corruzione a volte serve ad esempio in campania iovine garantiva a malinconico la tranquillità per i lavori con un modesto prelievo del 5% dove nessun apparato statale avrebbe potuto così efficacemnte funzionare

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    7. Iovine e Malinconico non so chi siano e non mi va di googlarli, ma il punto è esattamente questo: parlare di "corruzione" (concetto che si riferisce allo spessore morale di individui) al di fuori di un discorso complessivo sulla qualità delle istituzioni è operazione intrinsecamente demagogica. Per questo è così bipartisan.

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    8. il problema degli squilibri inizia legando ad un cambio fisso economie "strutturalmente diverse", giusto? cosa significa "strutturalmente diverse" nel caso di due economie mature a vocazione simile come ITA e GER? la differenza in termini di burocrazia, servizi, infrastrutture ecc... c'entra o e' marginale?

      il C(orruption)PI non serve certo a misurare l'onesta' dei politici, ma e' tra gli indici utilizzabili nello studio di tali disfunzionalita' (uno dei piu' importanti, per stati paramafiosi come il nostro).

      il libro di cui parli, tralasciando Roubini, e' recensito positivamente da una sfilza di economisti internazionali di punta tra cui vari premi nobel (cinque, al tempo dell'edizione che ho io). Tutta fuffa? non mi pare credibile, no?

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    9. Ottimo, il dibattito sta producendo risultati. Ricordiamo la frase di Bagnai
      ... parlare di "corruzione" (concetto che si riferisce allo spessore morale di individui) al di fuori di un discorso complessivo sulla qualità delle istituzioni è operazione intrinsecamente demagogica...
      dove la parola chiave, secondo me, è ISTITUZIONI. Questo dovrebbe mettere tutti d'accordo, compresi Acemoglu e Robinson. Teniamo anche conto del fatto che è possibile concepire comportamenti cosiddetti "estrattivi" da parte delle élite che occupano le istituzioni, senza per questo che alcuna legge venga violata ("estrazione senza corruzione" ?).
      Mi piacerebbe solo sapere perchè per avere questo interessantissimo scambio di opinioni si "debba" approdare sul blog di Bagnai (che peraltro l'ha istigato e magistralmente alimentato)...

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    10. iovine malinconico natalizio sembrano i nomi di una fiaba ma era la catena di santonio in campania per le gare pubbliche il primo era il capo dei casalesi il secondo l'imprenditore il terzo il referente politico ( targa pd ma cambia poco)

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    11. Caro Bergamini,

      ma per un motivo molto semplice, che come lei vede è nei fatti, anche se a molti dà fastidio riconoscerlo: perché questo è l'unico organo di divulgazione fuori dalle logiche del PUDE ad aver raggiunto per l'ampiezza della proposta culturale un minimo di visibilità.

      Ah, naturalmente c'è anche chi pensa che questo blog sia finanziato da Nomura. Il che, peraltro, le spiega perfettamente perché in Italia ha potuto affermarsi il PUDE. Se uno è coglione fino a questo punto, è ovvio che non cercherà di allargare i propri orizzonti fino a quando non ci sarà costretto, e quando ci sarà costretto invece di cercare di capire cercherà un colpevole. Da partito unico a partito unico senza passare per un momento di (auto)critica.

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    12. @giancarlo bergamini

      e quando ad operare nell'illegalita' sono parti dominanti delle elite politico-amministrativa ed economica? che relazione dovremmo supporre esserci, in quel caso, tra corruzione e qualita' delle istituz?

      ti ricordo che sia indici come il CPI, sia i risultati di indagini a campione come Eurobarometer, si muovono in maniera slegata dalle statistiche giudiziarie ma coerentemente con gli indicatori di governance.

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    13. @qweqwe4142

      "Il problema è più complesso, coinvolge anche e soprattutto forme di corruzione non percepite, e richiede una riflessione profonda che abbracci l'analisi della qualità complessiva delle istituzioni"
      Cito il post di Bagnai, con cui concordo pienamente (per quanto me ne guardi bene dall'ergermi a suo interprete autentico). Penso che a nessuno dei frequentatori di questo blog sfuggano l'importanza della corruzione e i suoi effetti deleteri sulla società. Tuttavia la qualità delle istituzioni si manifesta in tanti modi, di cui se vogliamo la corruzione è solo il più patologico. A partire dal banale criterio della scarsa competenza (che tira in ballo l'altro nodo cruciale dei meccanismi di selezione delle élite dirigenti, pubbliche e private), alla carenza di visione strategica e conseguente focalizzazione esclusiva su misure a breve termine intese a gestire l'esistente (in altre parole gli interessi costituiti), le spie di una qualità scadente della classe dirigente sono numerose. E si ripercuotono puntualmente sulla configurazione istituzionale da essa governata; appunto, per usare le tue parole, "burocrazia, servizi, infrastrutture". Il problema è complicatissimo e non vorrei costringere il prof. a dedicarci altro tempo. Non mancherà l'occasione di tornare sull'argomento in futuro, se la mia veneranda età me lo consentirà.

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  12. .....e poi diranno: "Bagnai è favorevole alla corruzione"....

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    1. A me lo dicono spesso, quando parlo con luogocomunisti alla fine spesso dicono "Allora sei favorevole alla corruzione!"

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    2. Dai su, ormai molti di noi nel quotidiano si sono abituati ad essere etichettati come fascisti, ignoranti ecc.
      Dopo anni ci si fa il callo.. ;-)
      Personalmente ho perso l'abitudine a lanciarmi alla "bersagliera" nel voler spiegare a tutti i costi e ho imparato a selezionare prima le persone con cui discutere di Euro o Democrazia.

      C'è chi non capisce perché per una serie di motivi non si è mai ancora posto il problema: con questi ci sono speranze.
      C'è chi invece non capisce semplicemente perché non vuole capire (per adesso la maggioranza): questi di solito li lascio perdere da subito; sono come quei matti conclamati che si credono Napoleone.... inutile perderci tempo, tanto prima o poi le cose vanno nel verso che necessariamente devono prendere, in meglio o in peggio, nonostante loro.
      Ignoranti (nel senso che preferiscono ignorare) erano prima e ignoranti rimarranno anche dopo.

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  13. mi sorge un dubbio di natura statistica: ma le hanno veramente lasciato il tempo necessario per formulare una risposta così articolata?

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  14. PER ABBASSARE UN POCHETTO I TONI:
    dopo i vari nomi in codice: "Er Nutella", "Melanzana", "DAR", "Mastica", ecc... pensavo che la cravatta Damiano Presta derivasse da qualcosa del tipo: "Damiano, prestame 'na cravatta..." e invece... www.damianopresta.com :-)

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  15. Combattere la corruzione è senz'altro lodevole. Ma a parte il fatto che è dai tempi dello scandalo della Banca Romana - solo per non andare troppo indietro nel tempo – che la si combatte con esiti deludenti, alla luce di quanto sta accadendo da alcuni anni a questa parte, c'è da chiedersi se sia sufficiente combattere la corruzione essendo governati da sprovveduti.
    Viviamo tempi molto tristi: mezzo mondo sta andando a fuoco e nessuno sa come fermare la barbarie dilagante. Anzi, c'è chi la alimenta e pretende pure di essere considerato difensore dei “valori dell'occidente”.
    In Italia viviamo invece tempi bislacchi. Basta osservare Renzi in tv: questo robottino caricato a molla che sa parlare solo per slogan sconclusionati e frasi fatte da far cadere le braccia, convinto che tutti lo prendano sul serio. Il fatto che questo incrocio tra Gianfranco Funari, André Deed e Rowan Atkinson, sia stato messo a capo del governo basta e avanza per comprendere lo sprofondo in cui siamo precipitati.
    L'altro ieri l'ultima perla: “Sulla Tasi non ci ho capito molto neanch'io!”.

    Mentre Renzi cerca di capire che cosa stia facendo il suo governo, i 14 senatori Pd autosospesi sono già rientrati all'ovile, abbandonando al suo destino il povero Mineo e gettando nel panico chi pensava di esserselo definitivamente tolto dai piedi da quando ha abbandonato la conduzione di Rainews24

    Altra cosa che Renzi dovrebbe capire, ed eventualmente spiegarlo anche a noi, è per quale assurdo motivo noi siamo condannati ad obbedire ciecamente ai diktat di Bruxelles quando è sempre più evidente che vanno contro i nostri interessi.

    Ad esempio, lo scorso 2 giugno la Commissione europea ha annunciato che il gasdotto South Stream non è conforme alle norme del “Terzo Pacchetto Energia” dell’Ue, ha accusato la Bulgaria di aver “violato le leggi europee sullo svolgimento di gare d’appalto per la realizzazione di progetti infrastrutturali” e offerto “agevolazioni alle società russe e bulgare” e ha imposto il blocco dei lavori del gasdotto.
    Questa, la versione ufficiale. In realtà l’Ue ha stabilito che la realizzazione del gasdotto South Stream sarà congelata finché Mosca non avrà riconosciuto le nuove autorità di Kiev.
    Curiosamente, qualche giorno fa il senatore Usa John McCain si è recato in visita a Sofia per rimproverare il Premier bulgaro di “non seguire i suggerimenti della CE e per essersi impegnato nella realizzazione del South Stream. Il Sig. Oresharski ha prontamente obbedito: ha ordinato di fermare tutti i lavori”.
    Una mossa particolarmente stupida per i bulgari perché “il settore energetico bulgaro dipende dalle forniture di gas russo all’85%”, e dannosa per gli europei perché Gazprom «sta realizzando il progetto “South Stream” per diversificare la fornitura di gas naturale in Europa e diminuire la dipendenza dai paesi di transito. La compagnia South Stream Transport B.V. è una joint venture internazionale che si occupa della progettazione, costruzione e successiva messa in funzione del gasdotto offshore che verrà collocato nel bacino del Mar Nero. “Gazprom” controlla il 50% del consorzio, l’italiana Eni il 20%, la francese EDF e la tedesca Wintershall Holding GmbH il 15% a testa».
    Non solo, ma «secondo le disposizioni del cosiddetto Terzo Pacchetto Energetico, l’Europa vuole che la Russia realizzi il gasdotto a suo carico. Ma poi passi la sua gestione al regolatore europeo che possa decidere chi e in quali volumi potrà fornire il gas per questo gasdotto».

    Ora andrebbe notato che i russi sono russi, non cretini.

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    1. Eppure uno sorridente e passionale noi l'abbiamo conosciuto:

      “Adunque il primo ministro d'uno stato soleva essere un iahù del tutto incapace di gioia o di tristezza, di amore o di odio, di pietà o di collera, o che almeno non doveva manifestare alcuna passione, salvo l'ardente desiderio di conquistare ricchezze, potenza, o titoli onorifici. Egli suole adoperare le parole per i più svariati usi tranne che per esprimere il proprio pensiero, e non dice mai una verità a meno che non sia per lo scopo di farla credere una menzogna;

      [….]

      Ci sono tre sistemi, soggiunsi, per arrivare al posto di primo ministro; il primo consiste nel servirsi prudentemente d'una moglie, d'una figlia o d'una sorella; il secondo di tradire o di minare sotto sotto il proprio predecessore; il terzo di distinguersi nelle pubbliche assemblee per un furioso zelo contro la corruzione della corte. Ma chi adopera questo ultimo mezzo ha maggiori probabilità di essere prescelto da un sovrano di giudizio, perché gli oppositori più fanatici diventano sempre i ministri più servilmente sottomessi ai voleri e alle passioni del loro monarca. Una volta raggiunto il potere, essi debbono procacciarsi la maggioranza dei suffragi nel senato o nel consiglio di gabinetto, distribuendo a destra e a sinistra favori e impieghi; e quando si ritirano dalla vita pubblica onusti delle spoglie del proprio paese, essi si traggono fuori da ogni responsabilità per mezzo del cosidetto “atto d'indennità”, di cui spiegai il significato a padron Cavallo.
      Il palazzo d'un primo ministro è una vera scuola dove si tirano su gli aspiranti a codesta professione: paggi, servitori, uscieri imitano il loro padrone, sicché diventano altrettanti ministri, ciascuno per la propria sfera, e si perfezionano sempre più nei tre principali rami dell'arte, che sono l'insolenza, la bugia e la corruzione.”

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    2. dal gasdotto bulgaro che fa andare le macchine al parcheggio qui da me in italia dove farle sostare cè sempre tra i coglioni la cee e compagnia cantante:
      a due anni e passa dal terremoto che ha lesionato ( nenache tantto però) l'unico parcheggio coperto offerto dal comune , comune che considera i parcheggi forse il primo problema urbanistico della citta , tanto da regalarli in gestione alle coop rosse purchè li costruiscano, ancora adesso in una zona dove ci sono scuole uffici inps ambulatori ed esercizi commerciali e residenti senza garage intoppa ed intralcia i lavori di ripristino a causa dell'europa che per erogare i fondi alla regione che li darà al comune il quale sentiti il parere dei geologi e delle belle arti etc ...insomma magari ci fosse un bel funzionario unico da corrompere in lire

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  16. - "Comunque, Cristo è morto per i nostri peccati..."
    - "Dici? Secondo me 'a botta vera è stata 'a ferita ar costato!"

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  17. Esempi di corruzione "nascosta" ovvero legalizzata e quindi non percepita: perchè "a na certa" per legge è stato possibile per le società di Ingegneria avere come soci non solo Ingegneri e Architetti?... È evidente, per legalizzare la mazzetta! Non parlo di società quotate in borsa, ma di piccole srl con 10-100 dipendenti... Chi vuoi che compri quote al di fuori del "sensale" o politico che passa i lavori?

    PS x favore Prof. non mangiare le persone!

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    1. Grazie per l'esempio. Io comunque le persone non le mangio, le sputo (3,16).

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  18. Ahahah... Purtroppo qualcuno di noi è solo uno studente di economia improvvisato :-) io per esempio faccio l'Ingegnere, e suono le fughe di Bach.

    PS mi son perso il suo concerto a Grottaferrata, mi sarebbe piaciuto assistere. Vabbè alla prossima.

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  19. @Giancarlo Bergamini
    in realtà la PA sta vedendo una cooptazione dei suoi centri direzionali verso una "direzione" ben precisa.
    Parlare di corruzione è specioso perché implica che ci siano corruttori extra italia...

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  20. Il VERO costo, enorme, della corruzione, sono le mancate spese in altrettanti lavori che andrebbero fatti e lo stato fatiscente di alcuni servizi primari...
    Alla fine, i ragionieri neoliberisti, con il pareggio di bilancio non fanno altro che tagliare e tassare... quello che succede a valle poco importa.

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  21. Mi viene in mente un esempio, che forse può legarsi alla corruzione: il pollo di trilussa:

    « Sai ched'è la statistica? È 'na cosa
    che serve pe fà un conto in generale
    de la gente che nasce, che sta male,
    che more, che va in carcere e che spósa.
    Ma pè me la statistica curiosa
    è dove c'entra la percentuale,
    pè via che, lì, la media è sempre eguale
    puro co' la persona bisognosa.
    Me spiego: da li conti che se fanno
    seconno le statistiche d'adesso
    risurta che te tocca un pollo all'anno:
    e, se nun entra nelle spese tue,
    t'entra ne la statistica lo stesso
    perch'è c'è un antro che ne magna due. »

    Da un punto di vista macroeconomico, la corruzione non c'entra poco e nulla con questa crisi strutturale, di lavoro e di redditi.
    Da un punto di vista materiale, pratico, arreca grossi problemi alla qualità dei servizi (eufemismo).

    L'altro giorno, il buon Salvatore Scuto, mi ha fatto conoscere un comico americano... che riportava alcuni dati sull'economia americana e la scomparsa della classe media.
    Un operaio della GM, guadagnava nel dopo guerra l'equivalente di oggi di 50 dollari l'ora...
    Oggi un commesso Walmart guadagna 7,72 dollari l'ora...
    Dopo aver risolto il problema monetario (se lo faremo), avremo davanti un enorme problema economico, di un sistema che sposta tutta la ricchezza verso l'alto.

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  22. Prof, oggi ilfattoquotidiano.it titola:

    Crescita zero, export -4,3% e consumi -0,7, Cantone: "Il freno si chiama corruzione"

    Forse è il caso di fare un discorsetto a Stefano Feltri &co (magari anche a Cantone XD), giusto per avvisarli che se si gioca coi numeri poi ci si scotta

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