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venerdì 23 marzo 2012

Noi si dà quel che ci s’ha, ma si sa quel che si dà

Scusate, mi ridonaldizzo un attimo perché ho ricevuto un documento veramente interessante. Una accorata lettera da parte di Qui (vi risparmio quelle di Quo e di Qua) il quale, dopo una serie di cose che non vale la pena di riportare, termina con questa citazione:



Nella prima versione de "Il più grande crimine"(settembre 2010) nel secondo paragrafo del SOMMARIO a pag . 4,nel "IL METODO DI QUESTO LAVORO", è scritto : " Nell’intento di capirci qualcosa,....... Scartai l’ipotesi di rivolgermi a un accademico italiano, semplicemente perché avrei speso più tempo a capire da quale corrente politica e/o massonica era appoggiato che a intervistarlo. " Non sarà questo il motivo per cui lei lo odia? Il fatto che non sia venuto a chiedere, ciò che voleva sapere, a voi accademici italiani, ad intervistarVi , saltandoVi completamente? E' questo? Temo che lei non mi risponderà, io, comunque non ho informazioni abbastanza profonde tali da poterLa giudicare, tali da poter dire che la massoneria sia una cosa brutta mentre l'azione cattolica o la proloco x siano una cosa buona: per me ,per il momento, è un giudizio difficile. se lei mi dicesse :"appartengo alla tal loggia", per me non sarebbe automaticamente un fatto cattivo. cordiali saluti francesco





Verbum Domini. Ovviamente ho scrupolosamente rispettato l’eterografia. Difficile trovare un liberista che sappia le tabelline, e difficile trovare un piddino che sappia dove mettere gli accenti, ma à tout pêché miséricorde.


Premessa: io non odio niente e nessuno, almeno per il momento. Scambiare il diritto di critica (magari accesa) per odio personale è un ben curioso errore di prospettiva. Non apprezzo molto le persone che non hanno abbastanza cultura e la cui personalità non è sufficientemente strutturata da accettare critiche. Direi anzi che le disprezzo e quindi le ignoro, e aggiungo che se lo meritano. Ma questo non riguarda lei. Proseguo specificando che eventualmente nel suo caso dovrebbe disturbarmi l’ingenuità, quando si spinge oltre certi livelli: ma nemmeno questo mi disturba. Quello che mi disturba, invece, e molto, è chi di questa ingenuità si approfitta. La frase ingiuriosa che lei cita mi rafforza nelle mie convinzioni e mi porta a congratularmi con il mio istinto. Non la conoscevo, glielo assicuro (lei non ci crederà ma ho altro da fare), ma dipinge benissimo, anche se lei evidentemente non se ne rende conto, una situazione dalla quale qualsiasi uomo di buona volontà ha il dovere di tenersi alla larga, come ho specificato a suo tempo. E infatti mi risulta che in Italia gli uomini di buona volontà si stiano tenendo alla larga.

Vede, lei forse è giovane, altrimenti saprebbe che questa cosa del complotto demoplutogiudaicomassonico in Italia se l’era inventata un altro. Non ne faccio una questione di diritti di autore, che, com’è noto, sono scaduti a Piazzale Loreto.


Le faccio però osservare alcune cose.


La prima è che normalmente le generalizzazioni (del tipo: “tutti i docenti universitari sono appoggiati dalla massoneria e/o dai partiti”) sono intrinsecamente razziste e fasciste, e non dovrebbero appartenere al modo di ragionare della sinistra. Un uomo di sinistra, ma direi semplicemente un uomo di buon senso (ormai sono abbastanza vecchio per non considerare nulla l’intersezione fra destra e buon senso) dovrebbe avere neuroni a sufficienza per stabilire delle distinzioni critiche.


La seconda è che nel caso in specie questo argomento (“tutti i docenti ecc.”), nella sua sbrigativa volgarità, denota una profonda ignoranza della realtà italiana, o una profonda cattiva fede, per due motivi.
 
Primo motivo: vorrei sapere se dobbiamo considerare massoni Brancaccio, Cesaratto, Bellofiore, per citare solo alcuni degli economisti italiani che da tempo intervengono con voce critica e competente in questo dibattito. Io credo di no.


Secondo motivo: perché mai una appartenenza politica, ad esempio l’appartenenza di sinistra limpidamente rivendicata dagli illustri colleghi che cito, dovrebbe essere un problema? L’economia è politica, che lo si voglia capire o no. E, attenzione: chi lo capisce e soprattutto chi non vuole farlo capire, chi demonizza la politica in economia, chi va alla ricerca di spiegazioni “neutrali”, tecniche, di “teorie” miracolose, va guardato con grande sospetto, come spero lei si renda conto. D’altra parte, gli illustri colleghi statunitensi proposti in alternativa (devo dire, con nostro grande sollievo) non sono svincolati dall’establishment politico americano: sono inseriti in commissioni del Senato, professano un’appartenenza politica democratica (appartengono cioè allo stesso partito di quel premio Nobel per la pace che subito dopo aver ricevuto il premio ha inviato non so più quante migliaia di soldati di rinforzo in Afghanistan). Questo a lei non dice nulla, credo, ma vuestQQa benissimo così. Certo, per avere i sensi di ragno bisogna essere Spiderman, ma lei credo che non sentirebbe pruriti neanche se la gettassero in un campo di ortica. Beato lei! Direi che ha con l’istamina lo stesso rapporto che ha con l’economia.


Comunque, se preferisce che dell’uscita dall’euro o di una diversa governance della banca centrale le parli un economista di destra si accomodi a cercarlo: non ne troverà molti. Questo passa casa.


Ribadisco: l’offerta locale di economisti era sufficientemente ampia e qualificata. Lei non la conosceva? Mi dispiace. Ma lei è ignorante e onestamente lo ammette, e come dico sempre, povertà non è vergogna. Il dibattito va avanti da anni. Secondo lei, è possibile ammettere una simile ignoranza in uno che pretende di intervenirci, in questo dibattito, e che  magari un giornale ogni tanto dovrebbe leggerlo? O forse legge solo i piatti insulti che scrive? E allora in presenza di una platea di economisti così qualificata a livello nazionale e internazionale, e così moralmente integra (non mi ci metto io, che come sa – perché spero glielo abbiano detto – sono un barone e un essere abietto), l’argomento secondo il quale si è scelto di non interpellare docenti italiani perché sono tutti massoni mi sembra un po’ tirato per i capelli.


A lei no?


Guardi, le chiarisco il problema: ognuno è libero di rivolgersi a chi gli pare. Per esempio, qualcuno potrebbe dire: mi rivolgo agli americani perché sono più bravi. Non si sa come abbia fatto a giudicarlo, ma va bene così: è un’opinione, non un insulto, quindi la si rispetta e si passa avanti. Ma ci faccia caso: questa cosa che "mi rivolgo agli americani perché tutti gli italiani sono massoni", oltre a non essere un’opinione, ma una cazzata e un insulto, somiglia pateticamente alla storia della volpe e dell’uva. Sa che c’è? So che lei può non rendersene conto (o forse non può rendersene conto), ma io credo piuttosto che nessun collega italiano abbia voluto e/o vorrebbe distruggere la propria credibilità scientifica accostando il proprio nome a teorie complottiste che, se possono far breccia su un certo uditorio (che lei esemplifica perfettamente), purtroppo ne escludono un altro più qualificato e determinante (mi perdoni). In effetti, perché mai ricorrere a teorie simili, se non per distruggere la credibilità dei propri argomenti? Consideri che, fra l’altro, queste teorie poco credibili non sono assolutamente necessarie per spiegare quello che sta succedendo, come le analisi di questo blog (o di quello di Cesaratto, o di quello di Brancaccio) credo possano dimostrare. E allora perché usarle?


Guardi, glielo dico in confidenza, visto che, come dicono Quo e Qua, questo blog è letto solo da dieci persone, e quindi posso dire quello che mi pare: fra colleghi seri ci stiamo chiedendo tutti come mai degli studiosi di un certo livello abbiano accettato di prestarsi a questa operazione. Finora siamo stati abbastanza cortesi da non chiederlo direttamente a loro, ma personalmente, se li incontrassi a qualche convegno, una serena domanda in merito gliela farei. E poi si ride.


La sua idea che io possa “odiare” qualcuno (o qualcosa) perché non è venuto a intervistarmi, poi, la trovo esilarante. Guardi, a me chi mi cerca mi fa un piacere, e chi non mi cerca me ne fa due, perché come vede se mi cercano io mi faccio in quattro per soddisfare qualsiasi curiosità. E non è certo una popolarità da stadio quella della quale sento di aver bisogno, che lei ci creda o no. Mi rendo conto che dopo anni di televisione berlusconiana sia difficile per voi capire che l’orizzonte di uno studioso è diverso da quello di un partecipante a X-Factor, ma provi a fare uno sforzo. Sa cosa c’è? Io uso due strumenti: il clavicembalo e il cervello. Ora, con il primo per motivi acustici, e con il secondo per motivi che temo sia inutile spiegarle, è già molto avere un pubblico di 200 persone. Qui ne ho 3000 al giorno. Cosa voglio di più dalla vita?


Comunque, vede, ribadisco il punto, quello che a me dispiace per lei, e glielo dico sinceramente e perché la sento in fondo in buona fede, è che lei non si renda conto della palese cattiva fede e rozzezza (al limite del fascismo) del modo di argomentare che mi cita con lodevole scrupolo filologico. Una rozzezza che si basa sui soliti luoghi comuni tafazziani, i quali, mi rendo conto, hanno il pregio innegabile di essere argomenti semplici per anime semplici: i docenti universitari sono tutti baroni, le toghe sono tutte rosse, gli statali sono tutti fannulloni, le donne sono tutte puttane (tranne mia sorella, ma solo perché ho due fratelli)... E si potrebbe andare avanti! I campi di concentramento li abbiamo riempiti cominciando a ragionare così, e arrivando poi a dire che gli zingari sono tutti ladri, gli ebrei sono tutti usurai, ecc.


Ma a lei piace questo modo di ragionare? Le sembra costruttivo?


Contento lei! Guardi, io se mi chiedessero di trovare un bar dove ancora si ragiona così avrei grosse difficoltà, glielo confesso. La vostra tragedia è che ormai nessuno ragiona più così, perché l’entità dei problemi che dobbiamo affrontare ha fatto maturare quasi tutti gli sconsiderati. Rimanete in pochi.


Del resto, le faccio notare (e chiudo) che l’attacco indiscriminato alla professione accademica e alla sua autonomia è da sempre una componente essenziale di qualsiasi tentativo di svolta autoritaria (così come l’autonomia della professione universitaria è una componente di progresso fin dal Medio Evo). Anche qui non mancano illustri precedenti: lei saprà perché Enrico Fermi e Franco Modigliani, ad esempio, sono finiti a insegnare in America. Guardi, sa quando smisi di guardare la trasmissione televisiva dalla quale proviene quello screanzato? Quando quella trasmissione dette, qualche anno fa, un’informazione che potevo verificare. Nel quadro di un servizio il cui senso molto esplicito era: “i docenti italiani sono strapagati e non fanno un accidente dalla mattina alla sera”, la giornalista “coraggiosa” di turno riportò il dato di quello che secondo lei era il mio stipendio (cioè di quello che lei voleva far credere agli spettatori fosse lo stipendio di un ricercatore italiano). Feci lo sforzo di scaricare la busta paga dal sito dell’Università, poi andai sul sito dell’Economist a confrontare con le paghe dei miei pari grado stranieri, e poi cambiai canale. Il gioco era chiaro, ma non mi interessava.



La mela non cade mai lontano dall’albero.



Ah, dimenticavo, certo, anch’io appartengo a una loggia, questa. Sa com’è, ci sono nato e vissuto vicino, e mi sento un po’ di appartenerle. Credo sia anche per questa immeritata fortuna che starnazzo poco e penso molto (ecco, sì, sono un abietto razzista anch’io: ma tanto a lei i razzisti piacciono). Certo, ognuno si sceglie i propri fornitori. Non avrei mai consigliato a mia nonna dove comprare una fiorentina (non squadra: bistecca) e così non mi permetto di consigliare a lei dove comprare slogan. Ecco, magari non li cerchi qui, perché qui non ce ne sono. Com’era scritto su una bottega di fronte alla quale passavo spesso da citto (essendo io stato un cittino, non un pupo): “noi si dà quel che ci s’ha, ma si sa quel che si dà”.



Non so come si dica in italoamericano.

E lei temeva che non le rispondessi! E perché mi sarei dovuto privare di questo piacere? Vede: a distanza di pochi giorni dal grande evento, non vi ricordate più niente, e forse non è nemmeno un male, perché quelli che si ricordano qualcosa sparano delle eresie che sarebbero state guardate con compatimento nel 1850. Io, invece, quando giro per Internet, scopro che un numero sempre crescente di persone riesce a tenere testa ai soliti troll liberali con argomenti strutturati, argomenti che possono aver acquisito solo in questo blog. E sono contento di aver dato a tante persone le armi per difendersi dialetticamente e civilmente da una ingiustizia della quale non potevano non intuire i contorni, ma che non sapevano come scalfire. Certo, molto di questo lavoro si può anche pensare che sia inutile, perché chi è in cattiva fede è in cattiva fede, e non si convince con il ragionamento. Ma molti di questi ragionamenti non sono inutili, perché risvegliano altre coscienze. Qualcuno dice: “Be’, ma le coscienze si possono risvegliare anche con la spettacolarizzazione, con l’insulto, anzi, è meglio così, perché il popolo vuole questo”. Lei si sente popolo? E allora si merita che qualcuno pensi questo di lei! E poi, mi tolga una curiosità: qual è la sua definizione di attivista? Cosa fa un attivista? Così, per sapere...

88 commenti:

  1. Cito dalle Scritture:
    "(...) in realtà i governi che noi conosciamo ed eleggiamo non hanno alcuna autonomia nelle scelte economiche, perché possono solo applicare le regole dei vincenti e solo quelle. Zero spazio di manovra. Ma non solo: essi non saprebbero neppure come manovrare in altre direzioni, semplicemente perché le rotte, cioè l’economia democratica dei post Classici, sono state cancellate. Infatti l’economia democratica delle scuole post Keynesiane è stata eliminata dai libri di testo, non compare nei media mai, non nei dibattiti pubblici, proprio sepolta, scomparsa dal radar."

    Parola del sign... Ehm, Donald. Siccome Egli ci rivela la Verità, la conclusione non può che essere una sola: tu, Alberto Bagnai, non esisti. Non esiste alcun corso di politica economica a Pescara. Questo blog non esiste. Io non sto scrivendo questo commento.

    (tu e i tuoi collghi potete aspettare ancora un po' prima di farci morire dal ridere? Ho come l'impressione che il personaggio abbia ancora molto da dare, e non vorrei che lo stroncaste nel pieno della sua stagione artistica)

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    1. Ri-Verbum Domini

      Caro Claudio,

      io sono uno scaldasedie, quindi anche se sono un po' barone difficilmente mi attivo per fare qualcosa. Figurati poi per comprimere la libertà di espressione artistica di chicchessia. E i miei colleghi, più scaldasedie di me, hanno di meglio da fare...

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  2. Buongiorno Prof ! Non mi sono appena svegliato, ma il turno di notte mi permette di essere il primo a poter leggere e commentare questo suo post.
    Effettivamente P. B., se pur può essere apprezzabile nell' impegno che mette nei suoi lavori, mi da l'impressione di essere un
    "(ex) Giornalista Estremista", troppo drastico e aggressivo in quello che dice e scrive.
    Nonostante questo, io ho partecipato al convegno svolto a Rimini e mi è piaciuto, e questa sera a Brescia partecipo ad un incontro con Benetazzo.
    Ovviamente sono ansioso di poter partecipare anche a qualche suo evento dal vivo, vorrei chiederle molte cose.
    Sto diventando "Avido" di informazioni, perchè man mano che vado avanti nella conoscenza dell' Economia ( che mi sto rendendo conto essere un mondo molto più vasto e complesso di quel che credevo ) cerco nuove fonti a cui attingere e da confrontare con le precedenti, per riuscire a capire quali sono quelle affidabili.
    Purtroppo essendo io un "Economista da Corrida", fino ad un po di anni fa credevo che il "sole" fosse la bibbia economica italiana, che Capra !
    Ma fortunatamente grazie a blog come il suo ed altri che seguo in questo periodo, le fette di prosciutto le ho tolte dagli occhi e le ho fatte finire nello stomaco.

    Se possibile vorrei un suo commento su questo articolo : http://www.cobraf.com/forum/coolpost.php?topic_id=4254&reply_id=123465125#123465125

    P.S. Comunque se vuole suggerire a me dove comprare una buona Fiorentina sono tutto orecchie... e pancia !
    Saluti da Caramanico Terme.

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    1. Ma perché mi cadete sempre sui fondamentali? Vede, io non ho niente contro nessuno, e vorrei non essere chiamato a esprimermi (mi riservo di non pubblicare d'ora in avanti i commenti di chi mi chiede di dare pagelle), ma consideri questa affermazione: "Inoltre individualmente chi abbia 10 milioni e li investa male ottenendo solo un 3% o meno l'anno, cioè quanto il rendimento dei titoli di stato, pagherà quindi di tasse il 3% della sua ricchezza, cioè il 100% del suo reddito in tasse quell'anno. Chi li investa invece bene e ottenga ad esempio un 10% su 10 milioni di ricchezza, cioè 1 milione pagherà solo 300mila, cioè un 30%."

      Bene.

      Qual è, nello stato attuale delle cose, il modo migliore di fare buoni rendimenti in un anno? Affidare i soldi alla finanza speculativa, che, quando va bene, ti fa fare più del 10%.

      Capito, fra l'altro, che tipo di incentivi si creano? Per favore, vogliamo semplicemente leggere Keynes?

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  3. Questo post si riferisce al lavoro di Paolo Barnard?
    Mi scaricai a suo tempo il suo saggio, ma notai che soffriva di una certa carenza metodologica.
    La tesi era espressa con chiarezza fin dall'inizio (deo gratias!), ovvero che il debito pubblico non è e non può essere un problema perché funziona in modo diverso dal debito di un privato.
    Il problema era che la dimostrazione di questa tesi veniva continuamente procastinata, non per il puntiglio di fornire dati o documentazione utile, ma così, per delle chiacchiere di cui non si coglieva lo scopo.
    Adesso vedo che ci sono dei video su youtube. Vediamo se nel frattempo Barnard ha recuperato il dono della sintesi.
    La speranza è sempre l'ultima a morire.

    Armando

    Armando

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  4. Marco Palermo23 marzo 2012 08:53

    E' un vero peccato per il modo di comunicare che utilizzano. Perché in fondo la teoria economica che ci sta dietro non è poi così strampalata (a mio avviso), per chi si è letto qualche paper degli autori. E comunque la bibliografia è riferita a grandi personalità del mondo accademico del 900. Nulla di nuovo. Nulla di "Modern". Così si è finiti proprio nella trappola che lui stesso chiama "VIPPISMO" o "ATTIVISMO DA TASTIERA". In fondo sono persone in buona fede, ma braccia tolte all'attivismo costruttivo.

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    1. Allora, visto che tu sei un amico, la definizione di attivismo la chiedo a te...

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    2. Marco Palermo23 marzo 2012 15:50

      Io la intendo come attività orientata a modificare il modo di pensare dominante. Ora internet è un ottimo strumento di comunicazione, ma è pur sempre uno strumento, attualmente ancora controllabile e utilizzato, bene, solo da pochi “eletti”. Perché l’attivismo sia efficace occorre, a mio parere, creare la coscienza gramsciana, e (come dice un mio caro amico del quale le ho già parlato) ciò si può fare in due modi. Avere tanti soldi da poter controllare i mezzi di informazione o, se non si possiedono sufficienti somme di denaro, andare a parlare alla gente. I dibattiti pubblici e i convegni ai quali partecipa, rappresentano un’ottima iniziativa che, associati al suo blog, diventano qualcosa di costruttivo.

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    3. A parte il fatto che l'alternativa fra controllo dei mezzi di informazione e l'andare a "parlare alla gente" (che suppongo sia gggente) non è particolarmente equilibrata, io credo che tutto il tuo discorso risenta di un certo utopismo. A me sembra che sia molto più equilibrato l'approccio di Badiale e Tringali.

      Ti faccio notare che, per quanto siano grandi le capacità e la disponibilità didattica, e per quanto siano in realtà semplici i concetti, al di sotto di una certa soglia non si può pensare di riuscire a far capire: si può però dare l'illusione di aver capito.

      Questa è la didattica all'americana, basata sul concetto di "customer care". Lo studente è un cliente, ha diritto di essere soddisfatto, è soddisfatto se pensa di aver capito, quindi si costruisce un discorso fatto in modo che lui pensi di aver capito. Un libro come il Mankiw è costruito esattamente così.

      Questo tipo di approccio non mi interessa perché è disonesto e sterile.

      I convegni ai quali partecipo io sono convegni scientifici, quindi sono totalmente al di fuori di una attività di divulgazione.

      Però, vedi, scrivere un articolo sul Manifesto, o su sbilanciamoci, somiglia alla tua definizione di "attivismo". E quando lo facevo, esponendo in modo piano tesi del tutto condivise a livello scientifico, mi chiedevo: ma perché esce sempre qualche imbecille ad accusarmi di complottismo? Poi ho capito che era perché l'amico (che ignoravo) porta avanti il suo discorso alla sua maniera.

      Una maniera incompatibile con quella di chi vuole portare un discorso avanti in modo serio. E una maniera che rende impossibile considerarlo un interlocutore. Ma questo è un problema suo, non un problema mio. Io che nell'euro c'era qualcosa di poco convincente l'ho detto per la prima volta nel 1997. Non so se è chiaro. Non posso far inquinare il mio messaggio da simili personaggi.

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    4. Marco Palermo23 marzo 2012 18:27

      Perché non ci può essere equilibrio tra le due alternative? La seconda, in base alle forze in campo, può essere anche più efficace.
      Preciso che il mio “utopismo” si fonda su esperienze reali: personali (per quanto scarse ma comunque positive) e di altri (persone che conosco abbastanza bene) che negli anni 70 riuscivano a convincere centinaia di famiglie di quartieri degradati della mia città. Quartieri dove, per paura, oggi non entra neanche la polizia, mentre 30 anni fa si riusciva perfino ad aprire sezioni di partiti di sinistra extraparlamentare (certo lei penserà che c’era il PCI che controllava diversi giornali, ma non credo che un disoccupato appena uscito di galera leggesse l’Unità).
      Il documento di Badiale e Tringali lo avevo letto tempo fa e condivido ogni singola parola. Però non ricordo che si parlasse dei metodi di convinzione di massa. Io una idea “utopista” ce l’ho e non riguarda solo parlare alla gggente.
      Infine, riguardo alle sue partecipazioni pubbliche, pensavo alle esperienze non solo scientifiche, come quella di Chianchiano.

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    5. Secondo me non condividi molto il par. 4.1 di Badiale e Tringali. Comunque, vedo che un mondo in cui ognuno fa il suo lavoro (gli economisti fanno gli economisti, i giornalisti fanno i giornalisti, i politici fanno i politici) continua a non piacervi. Posso rinviarti alle considerazioni che svolgo qui?

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  5. il rasoio di Occam

    è il nome con cui viene contraddistinto un principio metodologico alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più immediata suggerisce l'inutilità di formulare più teorie di quelle che siano strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno.

    ovvero

    "È inutile fare con più ciò che si può fare con meno."

    citato da wikipedia (sono recidivo, però aiuta ad allenare il senso critico)

    Sono stato a Rimini pure io per curiosità, avevo già letto il libro prima e mi incuriosiva sapere quale sarebbe stato il livello scientifico del summit (ripeto, non sono un economista ma ho un Ph.D. in ingegneria, quindi diciamo che so capire se un'argomentazione è palesemente campata in aria o se merita un approfondimento). Diciamo che se si fosse applicato il rasoio di Occam a tutte le teorie complottiste snocciolate durante il summit (sulla cui fondatezza, non ho gli elementi per dirlo) e se si fosse fatta meno spettacolarizzazione (con altri seduti di fianco a me abbiamo convenuto che la scenografia e la presenza di un logo facevano tanto marketing alla Ennio Doris per intenderci), si sarebbero potute dire le stesse cose in metà tempo (sono generoso). Ciò detto, l'esposizione della Kelton in particolare mi è sembrata degna di nota per un neofito e meritevole di approfondimento. I bilanci settoriali, come già fatto notare in questo blog, sono l'ABC della macro economia e li sto ritrovando nello studio del suo testo reso disponibile in rete (davvero ancora grazie, a questo punto passerò all'acquisto del libro). Proprio in ragione di questo, non metterei la mano sul fuoco sulla buona fede di Donald perchè non accetto che si dica, come si è detto nel summit, che "queste cose gli altri non le sanno" perchè le sanno, e perchè di nuovo si vuole far passare l'immagine del liberatore d'oltre oceano, cosa che, visto come stanno le cose in USA, non è proprio corretto.

    Insomma, voglio dire che anche nel cassonetto si trova a volte qualcosa di utile, però se non ci fosse tutta quella sporcizia sarebbe più facile.

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    1. Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. Esattamente il mio argomento. Ma bisogna avere una preparazione culturale per sentire la puzza di bruciato. L'unica cosa che ti sfugge è che io non sto dicendo che quello che dice la Kelton è inutile. Tutt'altro. Lo diventa presentato in questo modo.

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    2. Sono arrivato su questo (ottimo) blog proprio dopo che sono stato a Rimini, e frequentando il sito megachip ho notato il collegamento al post "MMT? No grazie! (per ora)" ed infatti ho apprezzato la netta distinzione di critica tra il metodo e il merito. Concordo in pieno con il fatto che, a prescindere dalla modernità della teoria o anche solo dalla validità della stessa, occorre innanzitutto diffondere in modo chiaro e rigoroso la non convenienza dell'euro e di come stia agendo nel portare la recessione nei paesi europei che vi hanno aderito, per poi decidersi finalmente ad uscirne possibilmente non con le ossa tutte rotte. Poi se si seguirà la MMT o il modello argentino o quello che si vuole, a quel punto sarà sì solo responsabilità nostra di Italiani. Ma io ritengo che sia una premessa indispensabile l'acquisizione da parte di ognuno di noi di:
      1 - competenza almeno di base su questi argomenti
      2 - autostima come cittadini e vi aggiungo Italiani (autostima, non nazionalismo che secondo me invece ne è un frutto avvelenato)
      3 - avere chiaro in mente che la cosa pubblica è cosa nostra (e non Cosa Nostra) e quindi parteciparvi attivamente e non solo per delega.

      P.S.: oggi leggo con disgusto che il presidente della repubblica si mette a difendere un decreto del governo. Mi sembra che il suo ruolo sia di difendere la costituzione prima di un provvedimento del governo, anche perchè non leggo da nessuna parte che il potere esecutivo sia del presidente della repubblica (non sono un giurista, ma la Costituzione Italiana è scritta in modo chiaro, a differenza del trattato di Lisbona).

      P.S.: oggi sono stranamente prolisso, non è il mio stile.

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  6. ora ho capito, l'altro giorno passavo per Architettura e c'avean tutti squadra e compasso. vuoi dire che?

    PS: che bello, tirano la corda all'infinito, dunque per me si avvicina il giorno in cui sciorinerò tutte le imprecisioni, boiate e esagerazioni del giornalista, per amor di patria e di buon senso.

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    1. Abbi pazienza ist, Claudio ci chiede di essere elastici, come la pelle degli attivisti. Possiamo provarci... ma dalle e dalle...

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    2. peraltro ho sempre l'impressione che i lettori non colgano che la critica è al metodo e non alla teoria in sé. questo è una differenza fondamentale che distingue noi (mi ci metto anche io) dai vari liberal bulimici.

      ma l'avranno capito? cioè, l'avranno capito che le risposte al perché della situazione e la volontà di volerla capire, si possono trovare pure qui ma che sul dopo in fase propositiva se si vuole si può anche sposare appieno la MMT senza particolari contraddizioni o lotte intestine?

      almeno così la intendo io.

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    3. Ho qualche problema con qualche avverbio nel tuo intervento, ma sei sempre una persona di grande buon senso. Senti, se vedi il giornalista, digli di leggere questo, così avremo qualcosa di cui parlare. Ora vado a sentire Peter come me lo spiega. A ciascuno secondo i suoi bisogni, ma anche secondo le sue possibilità... ;)

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  7. Nessuno è profeta in patria e dunque il verbo da diffondere non doveva essere italiano. E questo a prescindere da ogni considerazione sulle qualità intellettuali degli economisti individuati e della teoria che propongono.
    (Non voglio dire che una qualunque teoria economica sarebbe andata bene ma che quella scelta e profetata da Donald soddisfa, non casualmente a mio parere, questa esigenza - esigenza per Donald s'intende)

    antonino

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    1. Anche in questo Donald è perfettamente allineato agli ultraliberisti italiani, per i quali solo la ricerca fromamerika è degna di tal nome. Che strano!...

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  8. Siete 2 gatti voi Vips che dite chiaramente che l'euro è un disastro sociale, noto una legerissima tensione tra lei e barnard, risolvete la cosa con una buona e vecchia scazzottata sanguinolenta del sabato sera e poi cercate di collaborare costruttivamente tra voi, un consiglio da un centesimo bucato.

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  9. "E poi, mi tolga una curiosità: qual è la sua definizione di attivista? Cosa fa un attivista? Così, per sapere..."

    Un attivista utilizza le conoscenze degli specialisti per ri-proporle alla sua platea, sforzandosi di farlo in modo corretto e possibilmente creativo. Ad esempio con un montaggio video. Un esempio potrebbe essere questo frammento (http://www.youtube.com/watch?v=j82jVHvZ2cM&t=6m14s) e successivi 3'4'', nei quali espongo ai "miei happy few" due grafici del Prof. Bagnai. Con la speranza di non aver fatto errori, ovviamente.

    Nel caso, Prof, non me ne voglia: io, nella vita, spiego la legge di ohm agli studenti di un IPSIA... (e ho i miei limiti).

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    1. O Gesù! Ho degli attivisti anch'io! O questa?

      Senti, la legge di Ohm voglio saperla anch'io, mi sembra utile, e lo è anche la tua definizione. Grazie come sempre. Io spero che tu mi capisca.

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    2. Gentilissimo prof. Bagnai,
      ho seguito il summit di Rimini, capisco bene che alcuni concetti, con i relativi toni, di Paolo Barnard, possano suonare male. Lui stesso lo ha ammesso, proprio a Rimini. Esprimo solo un pensiero: già è difficile creare un solido fronte contro l'Euro ( i piddini abbondano e sono pur sempre allegrotti per la dipartita del Cavaliere apocalittico), figuriamoci se ci ostacoliamo a vicenda (e non dico che sia soltanto Goofynomics a ostacolare i riminesi, per carità). Non si potrebbe creare un clima più costruttivo (sia chiaro, non stile veltronpiddiniano, veramente costruttivo). Altrimenti, poi, come faremo a rispondere alla domanda "Cos'è l'attivismo?". La saluto cordialmente e grazie per il suo lavoro, per me preziosissimo.

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    3. Come ho spiegato a tanti altri lettori, oltre ad averlo fatto nel post, anche magari non è chiaro, un certo tipo di comunicazione distrugge, intenzionalmente o meno, la credibilità di certi messaggi, creando "esternalità negative" per cui chiunque pronuncia una voce critica viene poi bollato come "complottista", per colpa di una sola persona in cerca di rivincite non meglio specificate. Mi perdoni, ma a me questa situazione sembra molto spiacevole e non posso che rimarcarla per distanziarmi. Ripeto: questa situazione mi ha creato oggettive difficoltà di comunicazione in molte sedi. Non si tratta di "suonare male". C'è qualcosa di più, c'è ostacolare (consapevolmente o meno) l'attività altrui, sulla base di alcuni presupposti quanto meno dubbi, come quello di aver capito tutto, e quello che tutti gli altri siano in cattiva fede. Non le sembra un atteggiamento un po' paranoide?

      Lei non deve fare la lezioncina a me: vada a farla a qualcun altro, che credo ne abbia più bisogno. Siamo comunque nel campo delle opinioni, per cui la ringrazio comunque del suo contributo e spero di averle definitivamente chiarito la mia posizione.

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    4. Mi scusi, professore, ma non era proprio mia intenzione fare lezioncine. La prego, non mi accusi di qualcosa che non volevo fare. Il mio è un discorso "in prospettiva". Dico solo che più siamo, meglio è. Io cerco di essere obiettivo, e vedo anch'io che nella strategia comunicativa di Barnard a volte ci sono limiti. La mia preoccupazione è che si manchi l'obiettivo per "lotte intestine". Tutto qua. La saluto cordialmente.

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    5. Non si deve scusare, sono stato forse un po' brusco io, ma ho la consapevolezza di voler lottare contro la disinformazione e di farlo in un modo che non ostacola il contributo di nessuno. Ho spiegato perché non mi sembra che questo fosse lo stile e il risultato di altri. Tutto qui. La prospettiva è questa, e non è simmetrica.

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    6. So bene che certe frasi de "Il più grande crimine" prima versione sono inadatte. Non so se le parole abbiano davvero manifestato le intenzioni. La frittata è fatta, comunque. Poichè io appartengo ai riminesi, per quel che può servire, le faccio le mie scuse. Non sono d'accordo con quelle parole di Barnard, ma so che non ha intenzioni offensive. Alla fine, Rimini nel complesso è stato un buon progetto. Da qualche parte, anche fuori dalle accademie, si doveva cominciare, e anche un po' alla svelta. Continuerò a seguire il suo blog cercando di imparare sempre di più. Spero che il "Per ora" che segue al titolo "MMT? No , grazie" sia un autentico auspicio per il futuro. La saluto cordialmente.

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    7. Non lo so nemmeno io e purtroppo non possiamo giudicare la gente dalle intenzioni. Io so solo che se ci fossero un po' più di persone di buon senso come lei, sicuramente il "messaggio" sarebbe prontamente stato rimodulato in termini più costruttivi. Temo però che lei si possa essere sentito un po' solo. Ma questa è solo una mia illazione.

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    8. Gentilissimo professore, la ringrazio. Un po' solo, da questo punto di vista, lo sono, ma mi sforzerò per migliorare la situazione. Io vorrei solo che chi si accosta alle problematiche in discussione non vedesse fratture tra chi ha posizioni pressochè equivalenti. Mi domando soltanto: le nostre idee a cosa porteranno? E temo che se restano nella testa di pochi, non ne ricaveremo nulla. A meno che Lei non preveda che la fine dell'Euro, oltrechè scontata, sia anche vicinissima, e quindi ciò che noi vogliamo si autorealizzerà. L'importante è, per quel tempo, che ci sia rimasto qualcosa per ricominciare (la Grecia come farà, per esempio?). Io cercherò sempre di convincere i riminesi a usare toni civili e da persone che fanno ricerca, perchè in fondo quello facciamo, ed è per questo che alcuni scrivono anche a Lei. La ringrazio ancora e buon lavoro.

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    9. Sì, non sono tutte lettere d'amore, ma li capisco benissimo. Si vive meglio con le certezze. Ora sono in Portogallo. I miei colleghi (un portoghese e un greco) ora pensano che l'euro non durerà e che saranno loro i primi a tirarsene fuori. Se lei vede questo post (Fig. 4), si renderà conto del fatto che esiste un enorme problema di debito privato greco del quale nessuno parla, quindi la situazione non è risolta. Credo che possiamo perdere ogni speranza in una soluzione non concordata. Temo proprio che la soluzione sarà traumatica. Il buon senso non abbonda...

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    10. Professore, cosa intende dire con "..possiamo perdere ogni speranza per una soluzione non concordata"? Che ci spremeranno e ci butteranno? Se le cose continuano ad andare nella direzione attuale, quanti anni separano l'Italia da una fine come la Grecia? Io, ottimisticamente, dico 10, ma da profano...Grazie ancora

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    11. Voglio dire che stiamo vivendo la dinamica tipica delle crisi di sistema. Anche prima dell'ottobre 1929 molti attori del processo in atto capivano che era insostenibile (cioè che il mercato sarebbe esploso), ma nessuno si sentiva di intervenire, preferendo lasciare il costo politico di una simile iniziativa agli altri. Si procuri il libro di J.K. Galbraith sulla crisi del 1929 ("The Great Crash" in inglese, non so in italiano). Vedrà com'è istruttivo. Mica dipende solo da noi italiani quello che succederà! Basta che un altro paese dimostri che un'altra Europa è possibile, e poi vedrà che sarà difficile tenere le cose insieme.

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  10. Un attivista di Bagnai si chiamerebbe "bagnaiuolo" perchè fa parte di quelli che desiderano che l'euro vada a "bagno"?

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    1. Però un bagnaiolo è un abitante di Bagnaia... Guardi, il problema, lo ripeto, è che qui non ci sono idee originali, non ne ho e non ce n'è bisogno. Lo potremmo semplicemente chiamare "persona non totalmente digiuna di macroeconomia", un simile attivista. Purtroppo è un po' lungo, ma rende l'idea.

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  11. Davvero, devo ancora capire come ragiona Barnard... io non credo sia in malafede, un post come questo di oggi

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=347

    fa capire che lui crede veramente che nessuno sappia nulla. Il che non é che sia falso eh, la maggioranza ella gente NON sa. Sbaglia quando dice che gli accademici non sanno, che i politici non sanno, che i cassieri di banca non sanno. quello si.

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    1. Secondo me il problema non è esattamente questo, e comunque quando parlo di malafede mi limito semplicemente a registrare l'atteggiamento verso la professione economica italiana, che tra l'altro non ha bisogno della mia difesa: si difende benissimo da sola ignorando certi attacchi grossolani.

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  12. Noi si dà quel che ci s’ha, ma si sa quel che si dà.

    Se è cosi anche io do la mia opinione.
    Penso che “criminalizzare” in base alla loro appartenenza professionale è il massimo della imbecillità. “Dove c'è l'uomo c'è l'umano,dove c'è l'uomo e il denaro è possibile la corruzione” non mi chiedete di chi è perché non lo so.
    Dice bene il Prof. Da qui, il passare ai lagher è breve. Purtroppo la politica è nella natura dell'uomo e le categorie politiche sono una sua elaborazione, la categoria del “nemico” è ancora attuale ci vorrà tempo e costanza affinché la politica passi da concetto di “nemico” a quello di “avversario”. Insomma sa un concetto militare si passa a un concetto sportivo con annessi e connessi correlati. Quindi Prof. Non sempre ti capisco ( e questo per colpa tua scrivi lungo e complicato :-) ma da buon democratico “ difenderò fino alla morte (metafisica sia inteso) il tuo dirlo”.

    MMT.
    Quando si è cominciato a parlare della MMT è stato postato un articolo di F.Rampini. Ora io dubito ( ma i miei dubbi sono a pelle) che fior di economisti favoleggino “l'isola che non c'è “. Leggendo quell'articolo la prima riflessione politica che ho fatto è stata questa “ per fortuna debito/PIL.

    Le politiche di Obama si devono scontrare con la destra e quegli economisti stanno dando una mano nel dire che in fondo dove sta scritto che un paese nazionale a sovranità monetaria non possa convivere con un debito PIL del 120%? Qualcuno sa dirmi se il Giappone a problemi a piazzare il suo debito?

    Tralasciando la qualità delle singole voci di spesa pubblica, sopratutto in periodi di crisi se non si vogliono creare maree di disoccupati bisogna finanziare la domanda ( meglio se è interna ).
    Dove sta scritto che una banca centrale non possa riassorbile il debito di uno stato nazionale? In fondo se i maggiori paesi dell'Eurozona sono indebitati fra 80% e il 120% perchè la BCE non può detenere lei la parte eccedente al 60% sui quali gli stati si impegnano a pagare un tasso dell'1,50% ( mica è un pasti gratis) è lo stesso tasso che BNL fa per convenzione ai parlamentari e agli amici dei parlamentari Italiani.

    Dove sta scritto che in una società competitiva dove forme di flessibilità si rendono necessarie per gestire i vari cicli economici, dove sta scritto che un mutuo per la prima casa una sola volta nella vita, non possa essere concesso ad un tasso dell'1,50% fisso anche se lo eroga la banca PIPPO, sarà la BCE poi a concedere un pari importo di denaro all'1% alla banca PIPPO.
    C'E' UNA LEGGE ECONOMICA CHE LO VIETA?

    Secondo me no! Allora questo può essere un uso intelligente e sociale del denaro, ma da qui a passare “all'isola che non c'è” il tragitto è inesistente altrimenti J. K. Galbraith  non avrebbe raccontato la storiella della trasformazione dell'albero, e H. Minsky non avrebbe messo in guardia sulla difficoltà di collocare la moneta.

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    1. Il Giappone non ha problemi di sostenibilità finanziaria perché ha un immenso CREDITO estero (evidentemente pubblico). Il fatto che il debito pubblico lordo sia molto elevato di per sé non costituisce una criticità nella misura in cui il paese produce talmente tanto risparmio che è in grado di esportarlo su larga scala. La situazione di paesi come la Spagna prima della crisi è esattamente opposta: piccolo debito pubblico, enorme debito estero privato.

      Il problema non è come sta lo Stato (fra l'altro, in parte anche per i motivi che evidenzi tu - ma solo in parte). Il problema è SEMPRE come sta il settore privato.

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    2. un attimo questo è un punto molto importante (molto piu' di quello sulla corruzione penso ...) anche perchè poi se ricordo bene il debito pubblico giapponese è solo in mani giapponesi (giusto per proteggersi un po' dai 'mercati')
      secondo me l'esempio del giappone è interessante e quando trovi l'occasione inseriscilo in qualche post perchè è illuminante...
      quasi nessuno in italia sa' queste cose...siamo ancora al abbiamo un debito graaande che vergogna ! i politici ci hanno rovinato facendo tanto debito...
      IL caso italia (spagna ,europa) Vs. giappone merita un post o anche piu' perchè è didattico e esemplare

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  13. Egregio Professore,
    pur apprezzando immensamente il Suo blog, non posso esimermi dal constatare con rammarico che si sta perdendo un'occasione d'oro.
    Mi pare infatti che, al di là dei toni e delle esternazioni, Paolo Barnard condivida un approccio economico non poi così dissimile dal Suo, sebbene io di economia ci capisca ben poco; e non vedo proprio quale costrutto possa esservi in una contrapposizione frontale giocata su elementi alquanto futili ed esteriori come l'idiosincrasia per lo starnazzamento donaldesco o le simpatie-antipatie-ripicche personali.
    Se potessi farei lo stesso rilievo a Paolo Barnard, ma non posso, perché il suo sito non è interattivo e (poco democraticamente) non ammette risposte né commenti.
    E' vero, egregio Professore, che l'atteggiamento di Barnard è a tratti sommamente irritante, ma la prego di tener conto non della forma, ma della sostanza della situazione: prima di tutto Barnard non è un economista, ma un giornalista: gli si può dunque concedere un po' di dilettantismo in materia economica, unito all'umiltà di riconoscere i propri limiti, implicita nel ricorso ad esperti esterni (i cinque economisti del Summit di Rimini); in secondo luogo gli va riconosciuto l'immenso merito di aver saputo andare ben oltre i suoi allineati ed asserviti colleghi del "mainstream" giornalistico, riconoscendo e denunciando, sia pure in toni chiassosi, i meccanismi perversi che sottostanno all'attuale crisi economica: senza il suo donaldesco agitarsi, moltissimi di noi (me compresa) sarebbero totalmente all'oscuro della situazione.
    Io sono fermamente convinta, caro Professore, che la Sua competenza e l'indomita energia di Barnard, se alleate, potrebbero costituire un binomio letteralmente esplosivo, che si tradurrebbe in un enorme beneficio per tutti gli Italiani.
    La prego di pensarci, e prego anche Barnard, se passa di qua, di fare altrettanto.
    Cordiali saluti.

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    1. Mi scusi, sa, ma se io dico che da una parte c'è un modo fascista di ragionare, e lei aggiunge che non c'è democrazia, mi sembra che siamo d'accordo, no? Vedo che non le è chiaro il senso del mio intervento. Ma quale ripicca? Ma chi se lo fila! Guardi che lei capisce male. Lo starnazzamento non è, come lei, mi perdoni, un po' affrettatamente conclude, un problema di forma. Tutt'altro. Direi che è un enorme problema di sostanza. Libera lei di non rendersene conto. Ma si rende conto, vero, che con me può parlare e che non la sto insultando, no? Bene: questo per lei, e per molti altri, evidentemente non fa alcuna differenza. Ma quale concezione avete della democrazia, del ruolo dell'informazione? Io veramente trasecolo.

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    2. In realtà, Professore, me ne rendo perfettamente conto.
      Il fatto è che l'urgenza e la gravità della situazione in cui versiamo mi costringe a sperare in un'alleanza anche al di là della logica.
      Sarà perché la vedo come una questione di vita o di morte, cosa che a Barnard, al di là dei suoi indubbi limiti comunicativi, è chiara.

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    3. Siccome a me è più chiaro che a molti, dato che mi occupo professionalmente di economia, preferisco evitare strategie che hanno indubbi limiti comunicativi, soprattutto se praticate da ex-professionisti della comunicazione (dove erano nel 1997, quando esprimevo perplessità sull'euro di fronte a una platea di lavoratori migranti?). Vedo che non riesco ad essere chiaro, ma sono sicuro che il tempo sarà galantuomo.

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    4. Mi scusi se metto becco in una risposta che non mi riguarda, ma è solo per precisare che fino a qualche tempo fa la comunicazione con Barnard era facile e accessibile a tutti, tramite la sua mail. Io stesso ho avuto modo di sperimentarlo, avendogli scritto un paio di volte per delucidazioni, e in entrambi i casi ho ricevuto risposta. Se questo genere di comunicazione diretta ora non è più possibile è dovuto all'aumento esponenziale della quantità di mail e all'insofferenza scaturita in Barnard verso quella fetta del suo "pubblico" che gli scriveva solo per adularlo o lo leggeva per mera ars masturbatoria (il cosiddetto attivismo di tastiera: "click click click... ho salvato il mondo."). Per lo stesso motivo, evitare il ripetersi di fenomeni guru in stile Beppe Grillo, il suo sito non ammette commenti ed è inteso solo come strumento di divulgazione. Poi si può discutere se questo intento sia andato a buon fine o meno e io ho criticato Barnard quando si è lasciato andare agli insulti generalizzando verso tutti i suoi lettori. Ritengo la sua frustrazione comprensibile, ma le conseguenti generalizzazioni non giustificabili.
      Quindi spero non fraintenda questo appunto con una volontà di difendere Barnard a spada tratta, è solo che frequentando l'uomo e le sue idee da parecchio tempo credo di essere in grado di mettere i puntini sulle i quando necessario per evitare conclusioni inconsapevolmente affrettate.

      Daniel

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  14. Forse sono fuori tema...ma valeva la pena segnalare questa chicca appena postata su twitter dal profilo ufficiale del pd....stanno facendo una specie di congresso.... #congressogd @pbersani "Ma se la Germania va meglio della Cina e degli Usa, perché non ispirarci a quel modello di mercato del #lavoro?"

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    1. Non sei per niente off-topic. E guarda, ti dirò di più: io sono convinto che questa bella inserzione l'abbiano fatta gratis. Ed è questo che è grave! Fossero venduti, almeno potremmo dire che l'economia gira!

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    2. E non sei off-topic perché questo è l'ovvio complemento della "controinformazione" fatta in un certo modo. Da quando dico che la Germania non si comporta bene mi sento dare del complottista. Ovvero: certi starnazzamenti sono nei fatti funzionali ANCHE a veicolare certi messaggi come quello del tweet che citi. Ma sì, viva la Germania, diventiamo tutti tedeschi, mica vorremo dar retta ai complottisti...

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  15. riccardolaginestra23 marzo 2012 20:40

    Salve Professore , buonasera, non e' chiara una cosa pero', sembra ad esempio che siano stati invitati a Rimini moltissimi accademici ,
    http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=333
    come mai non e' andato nessuno e nemmeno uno dei loro studenti?
    C'era la possibilita' di fare domande e sarebbe stato bello ascoltare qualcosa non sulla teoria che, dalle vostre parole, sembra sia giusta , ma sul fatto di adottare un metodo diverso.
    Perche' non alza il telefono , o usa una e-mail , lo faccia per noi, per esprimere a Paolo Barnard le sue enormi perplessita'? Dato che a quanto pare un cambiamento ci sara' (se ci sara') tra molti anni, perche' non mettere il treno dell'informazione sul binario giusto per farlo capire alla gggente fin da subbbito? L'efficacia di un discorso dipende al 70% circa dal tono che si usa, e Barnard "strilla" per farsi sentire e per appellarsi ad ognuno di noi senza distinzione di razza , religione , squadra , parrocchia etc. E' il suo modo di dire : "dajeunpo'!".
    Non e' male riunire 1500 persone per 3 gg e discutere su temi a volte indigeribili, lei lo fa in altro modo ai suoi studenti, si faccia una domanda, ma a Lei come a Lui, chi ve lo fa' a fa' ,per cui basta ...aiutateci ad aiutarci!
    Per me l'attivista e' chi cerca di capire ed aiuta in questo percorso il prossimo, tra mille dubbi e mille incertezze.

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    1. Guardi, io chi è stato invitato non lo so. So solo che se uno prima insulta tutta una categoria, poi la invita, ottiene due ovvi risultati: dimostrare di essere schizofrenico, e veder rifiutato il proprio invito. Io non ho nulla da esprimere a una persona simile.

      Dopo di che, le sfugge un dettaglio: questo blog non è letto solo dai miei studenti, e se avessi voluto parlare solo a loro non lo avrei aperto. Io 2000 persone le riunisco ogni giorno, e dopo qualche mese che ci frequentiamo vedo che sono abbastanza preparate e solide per diffondere a loro volta informazioni corrette in modo documentato e credibile.

      Appunto: l'efficacia dipende dal tono che si usa. Vede che siamo d'accordo?

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    2. Mi sembra che la metodologia di Donald sia alquanto chiara: procedere in modo da dimostrare la tesi che in partenza si considera già vera:

      tesi: sono tutti venduti e/o non capiscono niente tranne me e il manipolo di Prof. americani che io ho scoperto.

      dimostrazione: non li prendo in considerazione e li insulto perché venduti e/o incompetenti, loro non mi considerano quindi, come volevasi dimostrare, sono venduti e/o incompetenti.

      Mi ricorda un mio amico che in una fase della sua vita in cui era avvelenato contro le donne si lamentava perché nessuna gliela dava, e le insultava per questo, ottenendo come risultato imprevedibile che continuava a non rimorchiare nessuna, quindi sosteneva di aver dimostrato di aver ragione e continuava ad autocommiserarsi. Donald Duck è un po' così, prima sostiene che in Italia siano tutti massoni/venduti/ignoranti/parrocchiani, poi visto che queste persone non lo degnano ritiene di aver dimostrato quanto già sostenuto nelle premesse.

      Un bel metodo, non c'è che dire, soprattutto costruttivo.

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    3. Una idea ce l'ho. secondo me Barnard si è infilato su per una china dalla quale non sa più come scendere: "Il Più Grande Crimine" ver. 1.0 del 2010, poi la ver. 1.1 del 2011, la comparsa a Matrix, Rimini, ogni tappa è un aggiustamento di tiro sullo stesso argomento alla ricerca di autorevolezza stando attenti a non inciampare in ciò che ha snobbato prima.
      Nella ver. 1.0 la MMT non era nemmeno menzionata, si parlava solo di Keynes; ver. 2.0 la soluzione finale è lasciata alla MMT di Wray. Io mi chiedevo, ma se sono tutti Keynesiani perché Krugman non accenna mai alle soluzioni della MMT e perché Barnard non parla mai di Krugman? Uno scisma? Boh!
      Lo ritrovo a Matrix che, intento a mediare la sua presenza, nei momenti in cui riusciva a non farsi tacciare come complottista, invece di parlare di MMT citava Krugman e le sue critiche all'operato della BCE.
      A un certo punto ha iniziato a parlare del mercantilismo franco-tedesco, poi ha scritto un articolo o due apertamente contro la politica economica truffaldina della Germania (dai Proff. dillo che l'hai imbeccato tu!)...

      Mi spiace veramente dirlo ma egli stesso è distante dal Barnard che scrisse "tornare alla lucidità sul "complotto" 09/11" o "Zeitgeist", da quello che consigliava approcci rigorosi in base ai fatti. Lo stesso "il Più grande crimine" ver 1.0 era dichiaratamente un lavoro volto a "sputtanare" i complottisti del signoraggio che all'epoca impazzavano sul Web, durante la stesura disse di essersi accorto che sotto c'era qualcosa di peggio e da lì è partita la palla.

      Temo che il giornalista sia andato oltre le sue capacità di analisi e, senza voler vedere complotti in ogni cosa, credo sia ragionevole pensare che abbia perso lucidità sulla trattazione dell'argomento, percorrendo la direzione giusta, ma attraverso riferimenti non esattamente correlati e consequenziali; alla fine tra isterismi caratteriali, veti contro presunti baroni e massoni, narcisismi e caxxi vari (soprattutto personali) ne esce un bel minestrone.


      E siccome oggi abbiamo dei professori di economia che aggratis ci spiegano come vanno le cose (che ringraziamo-ringraziamino-rintraziamuccio-'cciò!), alla luce della conoscenza possiamo vedere l'inefficacia dello sforzo divulgativo del giornalista, ma siccome poi si azzarda anche l'ipotesi della "dannosità" di tale intervento divulgativo, allora sarebbe interessante comprendere come dei professori "qui" colgono insidie concettuali mentre professori "lì" ci si fanno invitare in conferenza correndo il rischio di fomentarle...

      Non è che alla fine i professori "ulu" si dichiareranno "strumentalizzati" dal giornalista cacciato, denunciato, condannato, tacciato, censurato, infine giustamente depresso e incazzato?

      Mi sembra giusto farsele certe domande, d'altra parte anche a Bagnaia, qui vicino, i bagnaioli suolono dare una botta al cerchio ed una alla botte.

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    4. @Rasna-zal

      Sai, la dannosità non è un'ipotesi, ma un fatto. Guardati ad esempio al discussione in questo post (cominciando dal basso). Ci ho messo un po' a capire perché personaggi come l'ingenua p.p., piddina esemplare, mi accusavano di complottismo. Mi perdoni se quando l'ho capito mi sono un po' incazzato? Tutto qui.

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    5. Caro Professore, mi ci sta che tu ti sia "un po'" incazzato, quello che non mi ci sta è: come mai gli "altri", quelli di "lì", gli "amerikani", non si incazzano, ma ci sguazzano?

      Insomma P.B. può essere in malafede o fuori di brocca, e hai ragione tu: fa danni. Ma quelli della "MMT from Amerika" dovrebbero essere profesori come te e considerare le cose più o meno come te, e auspicare i risultati a cui aspiri anche tu (e pure noi), o no?

      E allora perché mettersi nelle mani di uno che fino "ieri" tirava avanti a citalopram?
      Citalopram

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  16. Mah, credo che sia molto facile smascherare la presunta neutralità di Barnard , basta spulciare tra i suoi post dove per esempio, tanto per rimanere nel tema delle rigide categorizzazioni fascistoidi, si legge " I sindacati… devo trattenere il disprezzo per organizzazioni condotte da quadri dirigenti che sono quanto di più parrocchiale, ignorante e cinico questo Paese abbia prodotto fuori dalle Mafie." [http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=345]. Le conclusioni poi sono ancora più sconcertanti e, guardacaso, colpiscono proprio il sindacato più combattivo: "Cosa si vede da lì su? Si vede un pollaio dove in 4 metri quadri di terriccio puzzolente i polli si agitano per difendere i loro 4 metri quadri di terriccio puzzolente. E che starnazzare! Il Pollo Landini poi è il più agitato. .[...] Ora, se voi polli volete recuperare la ragione – ma soprattutto la vostra vita, date un calcio al referendum, alla FIOM, ai giornali, alle riunioni in fabbrica, ai sindacati (e chi ha bisogno di Marchionne con sindacati così?), e rendetevi conto di ciò che segue."[http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=230] Poi il suo tono messianico e arrogante è insopportabile, fa bene Prof a non dare credito a personaggi che metterebbero a repentaglio la credibilità dei suoi studi.
    @Leo Per quanto mi riguarda non mi piace nemmeno Benetazzo. Prova a leggere questo suo articolo[http://www.eugeniobenetazzo.com/razza_che_ramazza.htm]. Ti sembra serio spiegare la crisi dei subprime attraverso "motivazioni razziali" (parole sue) ? E' un economista chi riconduce la crisi dei subprime a, cito testualmente " un lento e progressivo cambiamento negli stili di vita, nella capacità di risparmio, nella responsabilità civica e soprattutto nella stabilità e sicurezza economica.", a sua volta dovuto, cito sempre testualmente " Una politica immigratoria troppo liberale e la mancanza di protezionismo culturale hanno presentato un conto impossibile da pagare per l'America che oggi inizia a comprendere cosa significa aver perso la propria originaria identità etnica."???? E' questa una spiegazione di un economista? A me sembra quella di un neofascista, poi vedi tu...
    Alessio

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  17. Professore, sa che non siamo d'accordo su tutto.

    E anche stavolta... "Il problema non è come sta lo Stato. Il problema è SEMPRE come sta il settore privato." è vero come concetto, ma è vero anche rovesciato come dimostra l'idozia "contabile" dei propugnatori di patrimoniali salasso che dovremmo pagare evidentemente con pezzi di tinello. Dipende sempre di cosa si fa con i soldi presi a debito (Irlanda e Spagna docent).

    Scusi l'inciso, era solo per dimostrare che non era piaggieria nel scriverle che invece lei ha ragione a stare fermo sul suo modo di comunicare.

    Non è questione di dividere "fronti" (ancora questo retaggio anti-trozkysta da Guerra Civile Spagnola), ma semplicemente di tenere la discussione su un livello adeguato ad essere presa in considerazione.

    Ogni volta che mi voglio divertire vado a commentare da un mio amico "austriaco" e tutti i suoi "ammiratori" iniziano col delirare dello "Stato Nemico" e compagnia bella. A quel punto gli dico semplicemente "perfetto ragazzi, emigrate in Somalia, là niente Stato e vi divertite come vi pare no? Peccato che il primo Signore della Guerra vi faccia saltare le cervella e vi rubi tutto a meno che non siate Clint Eastwood in Gunny. Questo è il liberismo allo stato puro. Godetevelo."

    Game, Set, Match 6-0 6-0 6-0... manco c'è quasi più divertimento oramai.

    Rimanga così.

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    1. Sì, fai bene a divertirti. La letteratura scientifica internazionale ha da tempo stabilito che almeno a partire dalla crisi asiatica la dinamica che innesca le crisi debitorie dei paesi in via di sviluppo (definiti come quelli che si indebitano in valuta estera) parte dal settore privato. Volendo appunto mantenere la discussione su un livello adeguato, non posso che rifarmi alla letteratura. Irlanda e Spagna docent appunto che quando il settore privato riceve troppi soldi (ed è lui che li riceve per primo) non sa poi cosa farci, e li canalizza verso impieghi meno produttivi. Il settore privato. Certo che l'importante, con i soldi, è quello che ci si fa. Ma viviamo in un sistema che condanna il settore privato a fare con i soldi cose inutili. Perché? Perché le scelte di investimento non sono guidate dalla logica dei rendimenti decrescenti. Ma hai letto Crisi finanziaria e governo dell'economia? Così, per sapere. Forse dopo saremmo ancora meno in disaccordo (se lo siamo).

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  18. Prof Bagnai che ne pensa di Mazzalai e il suo Icebergfinanza che da oltre otto mesi suggeriscono come la Germania e le sue banche che hanno disseminato l'Europa di bolle immobiliari e credito facile sono finanziariamente fragili e export dipendenti

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    1. Vi prego non chiedetemi pagelle! Mi sono spesso stati segnalati articoli di quel sito e mi sembra che in generale forniscano dati, non slogan. Però non ho tempo di seguirlo con regolarità e non sapevo nemmeno chi lo gestisse. Mi pare però che faccia un buon lavoro.

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    2. Ma a voi non interessa quello che pensate voi? Perché alla fine è quello che importa, quando si va a votare! Io sono uno solo...

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  19. gentile Professore,
    le avevo già fatto la domanda qualche giorno fa, ma non la ritrovo pubblicata.

    Conosce l'esistenza di questa "lettera degli economisti" ?
    http://www.letteradeglieconomisti.it/

    Cosa ne pensa?

    Grazie
    Silvia

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    1. Ma carissima! Scusa tanto, ti ho dedicato un intero post e ti lamenti? Siete proprio incontentabili...

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    2. Mi scusi,
      non sono incontentabile ma molto imbranata!
      C'è tamlmente tanto da leggere e il tempo è così poco... non avevo visto il post, soprattutto non mi aspettavo che il mio messaggio diventasse spunto per una disquisizione economico-letteraria... potenza di Leopardi?

      Comunque, se l'unica alternativa è l'uscita dall'euro, temo che non ci sia alternativa. Infatti, a proporla siete in pochi (a proporla seriamente in pochissimi) divisi e con poca voce (nel senso che i massmedia non vi danno spazio).
      Dobbiamo rassegnarci?

      Grazie
      silvia

      silvia

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    3. Hugo descrive molto bene quello che pensa un naufrago durante la tempesta, incluso il fatto che il mare, di cosa pensa il naufrago, se ne batte il belino (lo dico alla genovese, città di mare). Quello che pensiamo io o lei o altri è del tutto irrilevante rispetto al dato che l'euro è insostenibile. Lasciamo agire le definizioni...

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    4. Quello che penso io conta zero, quello che pensa lei di più, perché parla con cognizione di causa e perché ha un suo piccolo pubblico.

      L'euro non è il mare, è un'invenzione dell'uomo, non ha senso rassegnarsi a restarne in balia. Quello che pensiamo e facciamo è ininfluente per quanto concerne la correttezza del dato, ma è determinante per il nostro futuro.

      silvia

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  20. Visto che oggi tutti danno consigli al Prof. io invece faccio una riflessione. Girando per la rete esistono diversi siti di docenti di economia di formazione keynesiana.come questo
    Keynes Blog -http://keynesblog.com/.

    Sarebbe interessante se queste persone che dedicano il loro tempo alla divulgazione economica trovassero il modo di unire le loro forse magari anche tramite una fondazione con lo scopo di divulgare la cultura della politica economica dal punto di vista keynesiano. Questa crisi la studieranno sui libri di storia i nostri nipoti, il pensiero unico è ancora in voga nelle elitte economiche e necessita di una contrapposizione unita che metta in campo una potenza di fuoco di un certo interesse. E che produca materiale divulgativo alla portata dell'uomo comune.

    E'UN'IDEA ASSURDA?

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    1. Carissimo, io mi espongo in pubblico perché desidero avere consigli. Sono stanco di sbagliare da solo.

      Detto questo, anche tu mi dai un consiglio. Ora, vedi, c'è una cosa che vorrei mettere in chiaro. Il mito dell'"unità della sinistra" è un po' logoro. Il suo risvolto operativo è il "voto utile". Ora, passare dal voto utile per Prodi a quello per Donald (come molti mi chiedono) non mi sembra un'ottima idea. Però è un'ottima spiegazione di come il modo di ragionare di certa gente ci ha condannato alla galera economica che stiamo vivendo.

      Quindi: viva la diversità (delle opinioni e delle economie)!

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  21. Che fatica seguirla Professore. Non e' un lamento, e' solamente una professione di onesta' intellettuale, la mia mente con il tempo si e' arrugginita.
    Leggendo i commenti al suo articolo ho notato che non c'è stata eco alla sua provocazione:
    "Non apprezzo molto le persone che non hanno abbastanza cultura e la cui personalità non è sufficientemente strutturata da accettare critiche. Direi anzi che le disprezzo e quindi le ignoro, e aggiungo che se lo meritano."
    Anzi ho sofferto seguendo il suo sforzo nel cercare di mantenere la barra a dritta su ciò che significa una discussione aperta e democratica.
    Vivo in Indiana (USA) da parecchi anni, una delle prime cose che ho dovuto imparare e' stata quella di smettere di criticare, almeno pubblicamente. Anche la più civile critica e' intesa da questa società come un attacco personale, cioè una vera e propria aggressione. Com'è la vita da queste parti? Molto civile, off course, sorriso sulle labbra e un sorry a ripetizione che ti fa sentire veramente amato, almeno fino a quando qualcuno non estrae una pistola....
    Tra le tante qualità di Berlusconi ho individuato quella di sostituire il giudizio critico con la banalità e la menzogna uno degli strumenti più efficaci del suo ventennio di potere. Ha cambiato l'Italia e per chi l'ha osservato da distante e' stato un evento brutale e rapido che l'ha equiparata in pochi lustri alla cultura americana che almeno in questo caso ha richiesto un tempo molto piu' lungo ed elaborato. Il risultato comunque coincide, la comunicazione aperta, dinamica, creativa e' morta.
    Ora, Lei che ha il dono di saper comunicare, oltre a quello di saper pensare!!, che messi insieme fanno un par de cose che pochi c'hanno, per favore continui a raccontarci dell'euro e di quanto so stronzi li crucchi, sono ghiotto come un bambino dei suoi racconti e spiegazioni. Pero' non dimentichi che siamo appunto dei bambini, magari feriti come PB, o semplicemente cresciuti in un vuoto catodico, e che abbiamo dimenticato, o mai conosciuto, cosa significa crescere collettivamente attraverso le idee che si condividono.
    Scriva ancora articoli di questo genere, ne abbiamo bisogno, il silenzio che ha generato credo mi dia ragione.
    La ringrazio per il suo eccezionale attivismo.
    GM

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    1. Sa che onestamente non ho capito cosa vuole e soprattutto cosa non vuole da me? In particolare non capisco di quale silenzio parli.

      Però su una cosa siamo del tutto d'accordo: Berlusconi ha vinto la sua rivoluzione culturale, e la sinistra ha perso anche e soprattutto perché lo ha inseguito (ingenuamente?) sul terreno della banalizzazione del messaggio. Terreno dal quale cerco di distanziarmi, e infatti il mio problema non è dimostrare "quanto so stronzi li crucchi", ma una cosa un po' più articolata, come lei sicuramente intuisce.

      Detto questo, l'intervento che stiamo commentando non è assolutamente off-topic, ma va proprio nel senso che dice lei. Si rende conto dove siamo arrivati? A una "sinistra" (?) che pensa di risolvere i problemi con convention di puro stile berlusconiano. Come dice il nostro amico Schneider, il mezzo è il messaggio. Cosa ne direbbe MacLuhan di questa involuzione?

      In sintesi: se accettiamo che le nostre idee vengano comunicate così, abbiamo già perso (anche se vincessimo le elezioni che non vinceremo). E forse le nostre idee vengono comunicate così perché perdano (gli economisti credono nella razionalità individuale)!

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  22. Caro Bigmanu

    personalmente non penso proprio che più siamo e meglio è! Proprio per quello che dice Alberto:

    "un certo tipo di comunicazione distrugge, intenzionalmente o meno, la credibilità di certi messaggi, creando "esternalità negative" per cui chiunque pronuncia una voce critica viene poi bollato come "complottista", per colpa di una sola persona in cerca di rivincite non meglio specificate."

    Sai cosa farei io se dovessi distruggere una linea di pensiero contraria ai miei scopi? Incaricherei qualcuno, di aggregare consenso attorno a quella stessa posizione, ma in modo emotivo integralista e sguaiato al fine di compattare il consenso per poi smaltirlo più facilmente. Donald per conto mio si comporta più da "Operatore Ecologico" (si diceva Spazzino una volta...) che non da cavaliere senza macchia e senza paura!

    La posizione di Donald è volta ad ottenere "in pratica" l'esatto contrario di quello che si prefigge di ottenere "in teoria".

    Consapevolmente o meno non lo sò, ma a questo punto è del tutto irrilevante!

    Chi Donald avvelena anche te, digli di smettere!

    Alex

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    1. Gentile Alex, i tuoi dubbi (ti do del tu, se me lo consenti) sono anche i miei. Come ho detto al prof. Bagnai, la frittata è fatta, ma non sono convinto che sia così grossa. Semplicemente perchè i riminesi si identificano tanto in Barnard, quanto negli economisti intervenuti. E Barnard, come saprai, vuole farsi sempre più da parte, ci ha "consegnato le chiavi". Ora: non so bene come andrà a finire, ovviamente ci saranno coloro che sospettano degli "amici" americani, e a ragione, ma mi pare che siano persone in buona fede. L'altro aspetto che mi fa essere indulgente con certi toni (senza giustificarli) è che siamo in guerra (monetaria), e in guerra non sempre si può andare per il sottile. Detto ciò, è ora che da parte nostra i messaggi siano mandati nei giusti modi, e mi pare ci stiamo già lavorando. Non capisco perchè è meglio che non siamo troppi. Se mandiamo messaggi di tipo complottistico è meglio di no, se facciamo analisi economiche e denunciamo, lucidamente e sobriamente, una tragedia in atto, è meglio di sì, come è meglio fare qualsiasi cosa che ci possa portare alla vittoria (già improbabile di per sè). Ma a me non piace perdere, a meno che non le abbia provate tutte per evitare la sconfitta. Ecco perchè cerco alleati e amici ovunque ci siano persone sensibili al problema e con soluzioni affini. Mi auguro di poter proseguire i confronti ncon tutti voi in modo produttivo. Ti saluto cordialmente.

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    2. Sai, da parte mia e di molti che son qui non credo ci siano particolari problemi. Se ti leggi qualche pagina di CDC o qualche lettera che mi è arrivata capirai, per contrasto con la qualità degli interventi che vedi qui, qual è il problema. Mi dispiace per te che sia un problema più tuo che nostro e ti auguro sinceramente di risolverlo per il bene comune. Dopo di che, purtroppo ci sono cose giuste che non possono essere fatte nel modo sbagliato. Tu nei sei consapevole, e meglio così.

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    3. Bigmanu,

      ma stiamo già collaborando! secondo te non è utile tutto il materiale presente qui? dagli articoli ai discorsi nei commenti. non è collaborazione quando in privato mi vengono a chiedere spiegazioni (sulla MMT) e io cortesemente gliele do? non è collaborazione quando su CDC consiglio ai lettori adepti cosa vedere nel sito OCSE quando vogliono costruire l'identità contabile che spargono per il web (che dubito sappiano in realtà costruire a giudicare dai discorsi)? e quando gli traduco testi MMT che loro non si son manco presi la briga di leggere? non è collaborazione il lavoro di Carmen di vocidallestero quando vi ha tradotto molti testi MMT e i democraticiMMT non hanno mai ringraziato (che io sappia, libero di essere smentito).

      a me pare che il gioco non sia a somma zero. bada bene, nessuna polemica, ma se andiamo alla sostanza mi sa che qui (o in generale da noi, visto che sembra che si sia creato un gioco di fazioni fuori luogo) prendono molto più di quanto prendiamo noi da loro. e ripeto, questo discorso non ha neanche senso, ma quando si parla di collaborazione in quel caso si parla di testimoni di geova, e io non ne vado matto dell'approccio di quel tipo.

      di nuovo, senza polemica, tutti se usano il buon senso sono in grado di dare un contributo utile.

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  23. aaalt manca un pezzo.. se lo pubblichi per favore aggiungi

    "(..)al fine di compattare il consenso per poi smaltirlo più facilmente tirando trionfalmente lo sciacquone sotto forma di un bel “Bah! Donaldiani complottisti” (o quel che volete voi) (..)"

    Uffa! Ma perchè la gente non mi legge nel pensiero e bisogna sempre scrivere tutto... che palle!

    Alex

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    1. Ma io ti leggo nel pensiero e ti sono riverentemente grato fin dal tempo della nostra tenzone con l'animula vagula blandula... Bei tempi quelli!

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    2. Comunque: dopo quattro ore di sonno mi devo cibare otto ore di panel cointegrati. Ho già spiegato a Pedroni che se mi addormento non è colpa sua, ma lui mi ha rassicurato: è andato a dormire all'ora in cui io mi sono svegliato (le 4) quindi forse dormiremo in due... E ora, dopo p.p., un po' di test della ppp!

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  24. Gentile Prof Bagnai, il suo blog è bello complimenti, un appunto a Rasna-zal: Donald forse è fascista, tu no perchè anche i fascisti si vergognano a attaccare le persone in base al fatto che prendono antidepressivi.

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    1. Scusate: la colpa è mia. Non volevo che si scadesse sul personale, questa è una specialità del pennuto, ma ho lasciato esprimersi Rasna-zal perché il link era interessante. Lascio anche questa critica come spunto per una riflessione molto semplice: lasciamo che gli altri si comportino come si comportano, e noi facciamo meglio.

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    2. E comunque, caro anonimo, io credo che nell'intervento di Rasna-zal tu abbia letto solo l'ultima parola, perché se ci fai caso la sua posizione è piuttosto articolata e parte da un'analisi sostanziamente favorevole al personaggio in questione. Non so... uno diceva "pensa male chi l'ha nel cuore". Ma questo non credo sia il tuo caso, caro anonimo.

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    3. Grazie, Professore.
      Un appunto all'anonimo delle 04:04 AM: caro anonimo dall'etica a singhiozzo, più probabilmente ipocrita a tempo pieno, ti faccio presente che io non mi sono mai permesso di rivolgermi ad una persona (idendificata) usando appellativi di scerno o spregio (donald), nemmeno dietro esplicitazione del termine da parte di chi lo ha coniato.

      Fa pena consatare che tu offenda Barnard paragonandolo ad un papero starnazzante, per giunta fascita, quanto poi ancor di più miseramente tenti di difenderlo - "poverino" - per il fatto di essere depresso.

      Sappi allora che essere depressi ed ammetterlo pubblicamente, come ha fatto Barnard nel link su CDC, non dovrebbe essere motivo di biasimo da parte dei benpensanti come te, quanto spunto di riflesione sulla condizione e le cause che hanno portato la persona, e con essa il giornalista, in una condizione critica.

      Criticità che io ho difeso a suo tempo (il mio nik lo trovi anche sull'articolo linkato, ma dubito che te ne sia interessato), e che oggi mi permetto di sottolineare in quanto, anche se distante ormai dalle posizioni di Barnard, voglio però evidenziare un fattore non trascurabile nell'analisi che molti fanno su di lui.
      Intendo dire che nonostante non mi ritrovi più nei ragionamenti di B., non sono sicuro di voler avallare ipotesi su una sua presunta e/o eventuale malafede.

      Quindi, quello che ho detto è ben pensato e non offende la dignità di nessuno. E comunque tanto per definire la mia posizione, sia Barnard che Bagnai, ammesso che ne abbiano traccia, sanno che dietro il mio nik c'è una persona con nome e cognome, in quanto ad entrambi ho avuto modo di scrivere e-mail personali per chiedere spiegazioni che mi interessavano, presentandomi e identificando il mio nik sui blog (il prof. non mi ha mai risposto, forse se l'è persa... :-)).

      Quindi come vedi, parlo pubblicamente di argomenti di dominio pubblico riferendomi ha persone che "in teoria" sanno o sono in condizioni di sapere chi sono. Massima trasparenza. Nessun attacco. Solo voglia di capire oltre le apparenze e, se possibile, apportando dei fatti.

      Fatti! Non ipocrite pugnette!

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    4. Guarda però che io non parlo di malafede, non mi interessano le intenzioni. Mi interessano (e credo ormai non solo a me) i malirisultati. La lettera era quella sulle nanoeconomie? Veramente volevo pubblicarla. Posso? (ovviamente anonima).

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    5. Allora..
      Si! Capisco la tua posizione, non potrebbe essere altrimenti diversa. Anche per me contano i fatti e un "malrisultato" è un fatto! Quindi siamo d'accordo.

      Ti ringrazio, la lettera puoi pubblicarla.

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  25. Buongiorno Professore,
    ieri sera ho visto l'intervista della Dandini a Fitoussi.

    Però mi sembra che per fortuna, ogni tanto qualcuno in tv dica la verità (o una parte), anche se si disperde nel bombardamento mediatico che subiamo ogni giorno.


    Se vuole vedere l'intervista, questo è il link:
    http://www.la7.it/theshowmustgooff/pvideo-stream?id=i529887

    Comunque riporto alcune dichiarazioni

    Noi europei non abbiamo bisogno del mondo per farci del male. [...] Abbiamo fatto un'Unione senza unione. Abbiamo fatto l'euro con una clausola di non salvataggio, abbiamo fatto uno sbaglio totale, una costituzione totalmente squilibrata che dà questi risultati. [...]
    Abbiamo fatto la moneta unica, ma ci siamo scordati di fare il debito unico e dunque la speculazione si è messa in questa nicchia.

    (Dandini) Ma la Germania avrebbe accettato (il debito unico)?
    (F) La Germania è un paese, non è l'unione
    (D) Ma è molto forte...
    (F) Oggi, 5 anni fa meno.... Questa forza non è eterna; può essere debolezza domani. La Germania non ha una domanda interna dinamica, conta sull'esportazione, quindi sugli altri [...] Quando uno ha un avanzo, un surplus, un altro ha un debito.
    Quindi se la Germania vuole un surplus deve accettare che altri abbiano un debito.

    (D) Lo dice lei alla Merkel?
    (F) Gliel'ho già detto.
    (D) Che dice Angela?
    (F) Mi guarda stranamente...

    (Vergassola) Ho l'impressione che qualcuno abbia speculato sulle difficoltà di qualche paese europeo, ma non siamo qui per parlare della Merkel...
    (F) Non ho capito se lo fa perchè vuole essere leader dell'Europa o se non ha capito l'economia. [...] Sarkozy è come la Merkel, non so se capisce o no...

    Insomma, dico io, siamo in ottime mani... parafrasando il titolo di un film, mi sembra la cronaca di un disastro annunciato.

    Mi pare che tra gli annunciatori ci sia anche LaMalfa che ha scritto un libro (che non ho letto) sui problemi dell'euro.

    Oppure, volendo trovare un altro riferimento letterario, Merkel, Sarkosy, Monti & C. sanno e capiscono benissimo, e noi siamo cretini come il povero professor Laurana?

    Grazie e buona domenica
    silvia

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    1. Ma no, è il solito discorso: hanno orizzonti molto brevi (le rielezioni a meno di un mese per uno, di pochi mesi per l'altra), navigano a vista, perché qualsiasi soluzione non demagogica alla crisi avrebbe un costo politico immediato, quindi aspettano che il cerino acceso rimanga in mano a un altro, compresi loro stessi... ma dopo l'elezione! Non è un complotto, è un meccanismo che si attiva sempre in situazioni di questo tipo...

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  26. Scusate: questa discussione è chiusa. La riapro io se mi va.

    Quelli che non riescono a capire che questo è un modo corretto e efficace di fare informazione sono pregati di non continuare a fare le stesse domande.

    Quelli che si sono svegliati ieri e che non aprono mai un giornale, per cui pensano che solo un incompetente abbia fatto informazione in Italia in questi ultimi anni, non credo abbiano molto di costruttivo da aggiungere.

    Quelli che mettono il mito dell'unità della sinistra davanti a tutto, e che evidentemente lo hanno anche fatto quando si trattava di votare per il prof. Prodi e di chinare il capo sotto l'euro, sono invitati a non rifare lo stesso errore... ma lo faranno, perché la loro testa funziona così. Grazie a loro siamo in questa situazione, quindi non credo che grazie a loro ne usciremo, neanche se capissero quello che dicono quando parlano di inflazione e tasse!

    In sintesi: chi poteva capire ha capito, e chi non poteva... è andata così.

    Continuiamo il nostro lavoro.

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