giovedì 8 settembre 2022

Il governo Draghi for dummies

daniele ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "La maggioranza silenziosa":

mi scusi ma questa che siamo entrati nel governo perchè così poi siamo riusciti a farlo implodere la racconti a qualcun altro. Suvvia un po' di decenza.

Pubblicato da daniele su Goofynomics il giorno 23 ago 2022, 17:03


Che tenerezza, che nostalgia!

Sul blog sono tornati i fuuuuurbi, quelli che "a loro non la si fa", quelli che sanno meglio di te, avendo meno informazioni di te (anche perché non leggono o non capiscono quelle che gli dai), che cosa è veramente successo, quelli che ti spiegano come va "er monno" (sò Diego, ti scpieco..."), con quel tono fra il saccente e il risentito che aggiunge una piacevole nota agrodolce al loro lucido delirio...

Io voglio bene ai fuuuuurbi! Sono sempre stati fonte di grande divertimento (essendo primatisti di umorismo involontario), ma anche stimolo per approfondimenti che poi, a conti fatti, sono risultati utili anche per i meno fuuuuurbi. Un esempio? Fra le prime categorie di fuuuuurbi che abbiamo incontrato, ricordo quelli che all'epoca Claudio aveva definito i "materieprimisti": mi stimolarono a scrivervi questa spiegazione delle condizioni di Marshall-Lerner che forse dovreste rileggere (o addirittura leggere, se siete così niubbi). Oggi quel tipo di fuuuuurbi lì, quelli che volevano insegnarmi l'economia, si è andato a schiantare, sotterrato dalle macerie della propria colossale scemenza. Visto come ci protegge l'euro dal costo delle materie prime? Così bene che si svaluta quando questi costi crescono (e un motivo c'è). Visto che problemi crea il deficit? Così tanti, che il debito è sceso quando ne abbiamo fatto di più (e un motivo c'è). E così via...

Si riaffaccia allora un'altra categoria di fuuuuurbi: quelli che vogliono insegnarmi la politica. Ne sono passati tanti da qui! Il nostro orto è rigoglioso perché concimato dalle loro ossa: il ciclo del carbonio, insomma. Salutiamo quindi il nostro nuovo amico daniele, cui mantengo la minuscola perché di tutte le sue discutibili scelte stilistiche è quella che lo caratterizza meglio, e accogliamo intanto il suo invito alla decenza, che ci impone di riscrivere in italiano quello che lui ci ha scritto in danielese:

Mi scusi, ma questa che siamo entrati nel governo perché così poi siamo riusciti a farlo implodere la racconti a qualcun altro. Suvvia, un po' di decenza!

(se non vedete la differenza, questo blog non è per voi).

Risolti i principali problemi che questa affermazione poneva, cioè quelli ortografici, resta un problema minore, cioè il fatto che io non ho minimamente detto quello che il nostro amico daniele, che evidentemente legge come scrive, mi attribuisce. Quello che ho detto (rectius, scritto) è facilmente reperibile nel relativo post e ve lo riporto qui:


In tutta evidenza, non ho detto che siamo entrati nel Governo "per farlo cadere".

Quello che dico è che se fossimo rimasti all'opposizione il Governo sarebbe ancora lì, sorretto dalla sua maggioranza Ursula (creando peraltro un discreto imbarazzo al suo premier, che non saprebbe come tirarsene fuori, ma questo è un altro discorso!), perché le maggioranze parlamentari non si contano sui dati dei sondaggi, o sulla vostra riverita opinione di che cosa sarebbe giusto che fosse ("avessi e fossi è 'l patrimonio dei coglioni", diceva la mia bisnonna...), ma sui seggi effettivamente assegnati alle ultime elezioni. Proprio così: se fossimo restati fuori dal recinto ad abbaiare, adesso non staremmo andando al voto, per un banale dato numerico. Il blocco composto da FI, IV, M5S (più esattamente: i suoi due monconi), PD e autonomie (che sono governative per ovvia vocazione), cioè la maggioranza Ursula, oggi fa 181 membri (senza contare le componenti del Misto governative, come gli ex amici di Speranza, cioè quelli riconducibili a una delle tante sfumature della sinistra ipocondriaca).

Siccome 320/2 = 160 (salvo prova contraria), la maggioranza Ursula, se si fosse costituita, sarebbe ancora ben salda. Per questo il PD voleva che noi non entrassimo, e mandava in giro i suoi scout per capire che intenzioni avevamo: perché in questo modo si sarebbe blindato. Ci voleva tanto a capire che se il nemico ti consiglia una cosa, forse è meglio non farla?

Dopo di che, se siamo entrati in maggioranza non è ovviamente per far cadere il Governo (il che non significa che io questo Governo lo desiderassi: ho già detto che ero contrario), ma perché qualcuno (non io) voleva sostenerlo, non rendendosi conto del fatto che questo Governo era o sarebbe comunque diventato un governo sostanzialmente a trazione PD (come dimostrano la gran parte delle scelte di sottogoverno fatte, a partire da quella del capo di gabinetto - che è una persona amabilissima, con un unico significativo difetto: è del PD! - e come confermano le scelte fatte in materia di nomine pressoché ovunque, ma soprattutto alla Rai). In quanto governo a trazione PD, il governo dimissionario non avrebbe fatto molto per venirci incontro, e in particolare avrebbe ostacolato tutte le misure che ci avrebbero potuto consentire di consolidare il nostro consenso presso il nostro elettorato. Quindi chi sosteneva l'entrata al Governo perché spinto dalle vostre richieste di "fare qualcosa" (perché erano le vostre richieste), o perché "celo chiedono i nostri imprenditori", avrebbe vista frustrata la propria lecita ambizione di poter contribuire ad alleviare le vostre sofferenze, non solo economiche.

Così è stato.

Quello che ad alcuni era chiaro ex ante, ad altri è diventato chiaro ex post, quando il risultato delle amministrative di giugno ha fotografato la situazione, e naturalmente questa consapevolezza era andata crescendo prima in chi era nella trincea parlamentare e dopo in chi era impegnato altrove in altri incarichi.

Ognuno ha i suoi tempi, per motivi oggettivi o soggettivi.

Fatto sta che la scelta di Matteo, la cui consapevolezza dei fatti posso presumere non fosse inferiore alla mia, era quella giusta. Se ora abbiamo un'opportunità concreta di vincere le elezioni è perché entrando in maggioranza abbiamo concorso a creare naturaliter quella particolare entità denominata "centrodestra di Governo", che ora, saldatosi con il "centrodestra di opposizione", è confluito nel centrodestra tout court, mettendo quest'ultimo in condizioni, grazie alle particolare dinamiche della legge elettorale, di contendere il potere al PD. E se parlo di contendere il potere non mi riferisco tanto alla maggioranza parlamentare, che, come credo abbiate capito, conta il giusto (altrimenti il PD non riuscirebbe a governare senza vincere le elezioni), ma il potere, cioè la possibilità di incidere su quegli apparati che rispondono al PD non perché questo consista di komunisti kattivi, come qualche buontempone racconta, ma perché è il naturale erede della DC, un partito che in Italia è stato al governo per 40+30 anni (ovvero 40 sotto forma di DC e 30 sotto forme mutevoli), durante i quali ha avuto ampio modo di garantirsi la lealtà della macchina.

Restando compatti abbiamo lasciato che gli altri si sgretolassero, e ora in tutti i collegi uninominali (che sono un terzo) il candidato della coalizione di centrodestra (a Chieti, io) si scontra contro candidati di singoli partiti, che non sono riusciti a mettersi insieme. Un vantaggio tattico che in effetti compensa la perdita di consenso determinata da una scelta che gli elettori non hanno capito (e io non l'avevo capita con loro, ma sono stato zitto). Proprio così: quello che mi dà il vantaggio che ho sui miei avversari è una scelta di Matteo che personalmente non avevo capito e avevo avversato. Ma aveva ragione lui.

Capisco l'ovvia obiezione: "Ma a noi che ce ne frega se tu verrai eletto? Noi abbiamo soffertooooh!"

Me ne rendo conto. Con la maggioranza Ursula (da FI a LEU) non avreste sofferto di meno e non potreste ora rivalervi su chi ha leso i vostri diritti.

Segue l'altrettanto ovvia obiezione: "Ma anche voi avete votato millemila fiducie quindi siete compliciiiih e io non vi voto piuuuuh!"

E certo! Se non lo avete capito fin qui perché le fiducie sono state votate, temo di non riuscire a farvelo capire ora. Se l'idea era di evitare che FI cedesse all'attrazione fatale del PD, votare contro il Governo e quindi schierarsi con FdI non credo fosse proprio il modo migliore. Avremmo dato al fronte "Ursula" un'ottima occasione per cacciarci fuori e compattarsi. Sarebbe stato intelligente? No. Infatti alcuni di noi (anch'io) spesso lo abbiamo chiesto, ma altri di noi (più saggi) ci hanno fatto capire che non se ne parlava.

Io dico: qui per anni e anni me le avete gonfiate con la vostra retorica bellicista: "Siamo in guerra! Il nemico! Combattiamo!", ma della guerra, e prima ancora della vita militare, mi pare che sappiate molto poco. In guerra capita che ci siano delle vittime. Pensate che non lo sappia? Sono anni e anni che qui accolgo le vostre storie di disperazione, quelle che i punturini hanno deliberatamente scelto di non raccogliere e di non ascoltare. Sono anni e anni che sudo sangue ascoltandovi, e così è stato anche negli ultimi due anni e mezzo. Ma avreste preferito la soddisfazione effimera di sentire Bagnai "che gliele canta", o la soddisfazione più concreta di poter restituire a un PD spappolato quello che vi ha fatto in questi ultimi anni?

Tanto vi dovevo.

Se non lo capite così, proveremo in un altro modo.

Oggi ho avuto tempo di spiegarvelo perché ero in missione a Milano, a spiegare più o meno le stesse cose a dei fondi, ma da domani sarò di nuovo in campagna e di tempo ne avrò molto meno. Non vi dico nemmeno l'ovvio: se vi astenete o disperdete il voto presso gli scappati di casa perché quello ha detto o quell'altro ha fatto vi danneggerete da soli e avrete anche l'opportunità di capirlo. Le "forze antisistema", la meravigliosa galassia del CLN de sta ceppa, non riuscirà ad arrivare in Parlamento e se ci riuscirà non avrà accesso a nulla che non siano l'aula, la mensa e la toilette. Non potranno fare nulla, tranne ragliare, mangiare e un'altra cosa: tutto quello che darete a loro lo toglierete a noi, cioè lo darete al PD.

Ma sapete che c'è?

Chi se ne frega!

Vinceremo lo stesso, perché le preoccupazioni ora sono altre: dopo la punturina è arrivato il punturone, l'ultima bolletta, quella che ha fatto capire a tutti (ma questa volta veramente a tutti) di che cosa stava parlando Salvini da novembre scorso. Quindi il vostro gesto "de testimonianza", la vostra ripicchetta di bambini che pigliano a calci le gambe perché hanno battuto la testa sullo spigolo del tavolo, non servirà a darvi alcuna soddisfazione, e non ci toglierà un gran che. Vi rimarrà l'amarezza di aver votato per i vostri aguzzini, credendo a quattro caratteristi arruffapopoli che millantavano di poter salvare "er monno", e a noi rimarrà, come al solito, l'onere di salvarvi da voi stessi malgrado voi stessi. So che suona paternalistico, e infatti io a salvare chi va dietro ar Cotenna rinuncerei volentieri, se non fosse che non posso lasciar andare a picco la barca che porta anche me...

daniele non l'avrà capito perché non vuole capirlo, chi lo aveva già capito ora ha qualche parola in più per spiegarlo agli altri: per oggi è tutto, domani siamo in Frentania...

44 commenti:

  1. daniele, e chi come lui, non ha capito nulla perché (mentalmente) è grave, non é acuto. Meno 17

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  2. Avessi e fussi è i' patrimonio de' bischeri (i miei nonni e mia madre me l'hanno detta sempre così...)

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  3. Sono gli "scettici blu" alla @Musso, quelli che se la Lega perde voti l'avevano previsto (e sotto sotto gioiscono perché l'avevano diffidata), quelli che si sentono traditi e tanto vale fare casino (meglio un altro manipolo di scappati di casa in parlamento). Non si sa cosa vogliono (e chi tira i fili) ma sai cosa NON vogliono. In genere una persona assennata non perde il suo tempo a spargere qualunquismo nella rete quindi, in mancanza di motivazioni razionali, si potrebbe dedurre che i veri obiettivi siano (al momento) oltre l'orizzonte degli eventi.

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    1. Si sa perfettamente che cosa vogliono: è la solita, vecchia strategia del "Muoia Sansone". Non è che non si rendano conto di essere i migliori alleati del PD nel breve periodo. È che puntano sul lungo periodo, quando, però, come è noto, saremo tutti morti e la strategia "tabula rasa" non avrà lasciato alcuna maceria su cui provare a ricostruire una prospettiva politica nuova, a destra come a sinistra. Neppure la loro. Bisogna dunque mantenere la rotta: PD delendum est. Più debole sarà il PD, minori saranno le possibilità di triangolazioni future tra formazioni che oggi, come altre ieri, si giurano eterna incomunicabilità. O abbiamo già dimenticato la lezione? Non ricordiamo che M5S e PD, con Renzi e soci, si erano promessi odio imperituro? Eppure, sono bastati un anno, un PdR compiacente e qualche Ursula di passaggio per rendere possibile il più volte urlato e spergiurato irrealizzabile. Non si scorge all'orizzonte lo stesso refluire eracliteo? Se il PD va sotto il 14%, numericamente sarà irrilevante e la fusione degli opposti, con qualche cuscinetto a fare da mastice, sarà impossibile anche per l'audace alchimista sul Colle. Ma se resta sopra la soglia del 18%, con il M5S al 13-14%, le Ursule sempiterne chiameranno le Giorgie "Mai con", che già oggi tentennano sugli scostamenti di bilancio e che, per bocca del loro consigliere economico multiplo montiano, parlano la stessa lingua della Bundersbank per spiegare le cause radice della crescente spinta inflazionistica, alla Grossa Coalizione e al ritorno del Re lUEtico. Ecco perché ogni voto ceduto all'astensione è un voto regalato al PD. Ecco perché ogni voto offerto a piccoli partiti ai limiti dello sbarramento equivale a dare ossigeno al PD. Perché è un voto sottratto all'unico partito che, pur con la sua dialettica interna, tiene ancora accesa la sola vera fiamma che conta. Non quella che scaturisce dalle vestigia di "quota 90", ma quella che, ancora con la stessa passione, nonostante tutto e a dispetto di molti, si batte per il superamento di quel gioco a perdere nato con l'adesione allo SME alla fine degli anni '70, cresciuto con il "Divorzio" del 1981 e le riforme costituzionali che subordinarono il potere politico, espressione del voto popolare, al potere giudiziario sul finire degli anni '80, sfociato a Maastricht nel 1992, perfezionato da Prodi e Ciampi nel 1996 e realizzato da Monti e Napolitano nel 2011. Io ancora ci credo.

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  4. Direi non ci sia altro da aggiungere.
    Anzi, forse qualcosa c'è e dal post emerge molto bene: fare il politico di professione... è una professione vera e propria e come in tutte le professioni si acquisiscono negli anni le competenze e l'esperienza per valutare in modo approfondito gli scenari, adottare tattiche più efficaci per portare avanti la propria strategia ed arrivare all'obiettivo.

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  5. Almeno abbiamo la soddisfazione che tutto tutto non l'aveva capito neanche lei. Dopotutto on s'engage, puis on voit

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  6. in tutta sincerità spero che superiate le fivestras se non altro per premiare la lungimirante generosità verso i "poveri di spirito" (non necessariamente alchoolico) chiaramente espressa nelle Sue parole...dico questo perchè se succedesse il contrario avrete vinto comunque ma vi troverete a che fare con una nuova battaglia intestina a 3 (facciamo 2,5 và!) che adesso....proprio adesso non sarebbe il caso che ci fosse (anche se è da mò che c'è...) in bocca al lupo (altri dicono in culo alla balena!)

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  7. Alcune Osservazioni:
    1) Se la Lega si fosse risolutamente rifiutata di entrare nel Governo Draghi esiste la non trascurabile possibilità che lo stesso non si sarebbe mai formato. Le vicende successive hanno dimostrato come Draghi fosse molto interessato ad avere la maggioranza più larga possibile in modo da essere percepito come figura di garanzia del sistema ed evitare che qualcuno gli facesse davvero opposizione. Che Draghi decidesse di fare il premier con Lega e FDI contro (all’epoca insieme al 40% nei sondaggi) è certo possibile ma tutt’altro che scontato.
    2) Quand'anche il Governo Draghi fosse comunque partito lo avrebbe fatto - al meglio - con una maggioranza Ursula. Nella quale sarebbero risultati ancor più decisivi i 5 Stelle (con il rapporto Conte/Draghi che - come noto - non è dei migliori). Sarebbe stato un governo debole e diviso tanto quanto quello effettivamente formatosi. L'idea del “governo Ursula” schiacciasassi che avrebbe travolto la Lega è a mio avviso una fantasia.
    3) Posto che il sostegno al Governo Draghi non è stato (giustamente) un tema determinante, la coalizione di CDX la si sarebbe comunque potuta ricomporre ex-post anche con due partiti all’opposizione ed uno dentro. E se questo non fosse avvenuto FI sarebbe andata alle elezioni con il centro. Si sarebbe andati alle elezioni al più tardi nel 2023 con tre poli: 1) CSX (sempre che conte non avesse comunque fatto cadere draghi, cosa tutt'altro che impossibile), 2) CENTRO (con FI) e 3) LEGA + FDI che però ci sarebbero arrivati stando due anni all’opposizione e dando battaglia su tutte le questioni. A mio avviso il livello di contendibilità del potere non sarebbe stato inferiore all’attuale (che peraltro è condizionato dal fatto che a sinistra sono stupidi e stupidamente non fanno la coalizione sulla questione del sostegno al governo Draghi).
    4) Se un partito passa nel giro di due anni e mezzo (giugno 2018/gennaio 2021) da proporre Paolo Savona ministro dell'Economia a votare la fiducia a Mario Draghi c'è un evidente problema di determinazione della linea politica. Che ciò accada è anche normale, è quello che succede in tutti i grandi partiti (basta prendere il caso dei Tories sempre sul rapporto con l'UE). Quel che non è chiaro sono le modalità (posto che ne esistano di precise) con cui la linea viene decisa e applicata in concreto. E vale anche su altri temi (vedasi il caso Green Pass).
    5) Collegato al punto precedente: su molti temi si ha l'impressione che Lega (come per onestà anche gli altri partiti) rinuncino a fare un minimo di battaglia delle idee. Prendiamo il Green Pass: non ho dubbi che Salvini fosse sinceramente contrario, ma una volta partita la grancassa a favore (anche da parte di figure locali della Lega) si è avuta l’impressione che si sia proprio rinunciato a tenere la linea. Stessa cosa per il PNRR: pare che si sia introiettata la retorica della “pioggia di miliardi” pur sapendo che è falsa. Non c’è dubbio che su alcuni temi la narrazione mainstream sia molto potente, ma rinunciare per questo a dire quello che si pensa significa rinunciare a fare politica. Si ha l’impressione che questo sia avvenuto anche sul tema “E’ arrivato il salvatore Draghi”. Che, ovviamente, era una cazzata.
    Cordiali Saluti.

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    1. Altro commento di esordio di cui apprezzo l'impegno. Sarebbe meglio se chi commenta leggesse quello che sta commentando, ma tutti gli stimoli vanno raccolti: di fatto, siamo a undici anni fa. Devo cioè farvi fare con la politica il percorso che vi ho fatto fare con l'economia, con la difficoltà aggiuntiva che siccome la politica non ha formule tutti pensate di capirla, pur avendo infinitamente meno informazioni di quelle che avete in ambito economico (e non per vostra colpa, ma perché non sono pubbliche).

      1) e allora perché avrebbero mandato i loro sherpa più fidati a chiederci di non entrare?

      2) mi sembra abbastanza ridicola l'idea che un Governo con un nucleo di sinistra coeso (PD più 5 Stelle) e una componente "liberale" quantitativamente trascurabile sarebbe stato meno stabile del Governo che poi si è effettivamente formato. Lo sarebbe stato di più, ma per capirlo bisogna capire quello che nessun grillino ammetterà mai e che qui molti non hanno ancora capito: PD e 5 Stelle sono due facce della stessa medaglia (qui lo sanno dal 2016).

      3) può darsi, ma il tema non mi appassiona molto. Andare a elezioni nel 2023 sarebbe stato dannoso per il Paese.

      4) questo ragionamento mi sembra piuttosto astratto. Stiamo ragionando come se non ci fosse stata una pandemia. Non vedo un problema di linea politica nell'adattarsi alle circostanze, e peraltro chi è qui sa che dal nostro punto di vista l'idea che Savona fosse "antieuro" (tanto per capirci) era totalmente infondata e che sono altre le dinamiche effettive che hanno portato alla sua esclusione (cioè: sono altri i motivi che hanno suggerito a Bankitalia di tenerlo fuori).

      5) Posso capire le tue motivazioni, ma non sono d'accordo con le conclusioni. Se far cadere un Governo è fare politica, rinunciare alle dichiarazione reboanti non è rinunciare a far politica. Credere che lo sia significa rinunciare a capire che cosa sia la politica. Ma di questo ovviamente avremo modo di parlare.

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  8. • Rispetto delle alleanze internazionali e rafforzamento del ruolo diplomatico dell'Italia nel contesto geopolitico
    • Rispetto degli impegni assunti nell'Alleanza Atlantica, anche in merito all'adeguamento degli stanziamenti per la difesa, sostegno all'Ucraina di fronte all'invasione della Federazione Russa e sostegno ad ogni iniziativa diplomatica volta alla soluzione del conflitto
    • Piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di un'Unione Europea più politica e meno burocratica
    • Revisione delle regole del Patto di stabilità e della governance economica al fine di attuare politiche in grado di assicurare una crescita stabile e duratura e la piena occupazione
    Mi sfugge come sia compatibile con la soluzione del punturone.
    Oltre al fatto che non vedo cosa sarà fatto per le vittime della punturina né rassicurazioni sul fatto che non ci saranno nuove vittime.

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    1. Mamma mia che palle! Tu devi essere questo arzillo nonnetto qui. Vai pure a votare er Cotenna, il "vermigli" sovranista...

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  9. Gentile Senatore, la seguo da sei anni e le sono molto grato per tutto quello che è riuscito a farmi capire (e anche per quello che non è riuscito a farmi capire, ma di questo non posso certo fargliene una colpa!): sarò perciò felicissimo di trovarla nel prossimo Parlamento; mai seggio fu più meritato, né le Sue istanze potevano trovare miglior rappresentanza. Esauriti i convenevoli (mi creda, non di rito), è arrivato il momento in cui, non capendo, alzo la mano e mi azzardo a chiedere lumi: se i nostri amici "cientifici", pur con il sostegno di tutto il carrozzone, non vedono l'ora di scappare dalle loro responsabilità, ecco non capisco per quale motivo, con quale prospettiva, chiunque altro dovrebbe desiderare subentrare per assumersi quelle responsabilità al loro posto.
    Ciò detto, non capisco ma mi adeguo, e nella mia piccola trincea in quel di piddinia inferiore farò il possibile (purtroppo non molto) per convincere amici e familiari.

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    1. Credo di averlo detto centomila volte e fatto capire miliardi di volte: perché a noi serve l'esperienza di stare dentro. Dopo di che, faccio umilmente notare un dato che a tutti sfugge: il Germania l'inverno è più freddo che in Italia. Quindi tutto questo catastrofismo non lo vedo, e penso che sarebbe comunque molto peggio se il Paese fosse in mano a un Governo legato a interessi non nazionali. O no? Lasciamo che i tedeschi si godano il loro freddo come loro hanno lasciato noi goderci i nostri terremoti, e poi si vedrà.

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  10. Gentile sen. Bagnai,
    mi pare di avere chiarissimo cosa avete fatto, e cosa è successo in conseguenza di ciò. Al momento (se non foste stati al governo) avremmo Draghi INSIEME AL caro bollette, e avremmo avuto altri sei mesi di caro bollette con interventi Draghiani. Tutto chiarissimo e cristallino.
    Ora intravvedo all'orizzonte un altro tipo di problema. Presumendo come spero che il centrodestra vinca (spero stravinca) le elezioni, sarà necessario far ragionare Giorgia Meloni (e immagino anche Silvio Berlusconi) che apparentemente sta dicendo in giro che non vuole "sfasciare i conti". Il tutto con la UE, Mattarella, "imercati", i media, contro. Immagino che ora la priorità sia la campagna elettorale, tuttavia questo problema suppongo sia il prossimo. Sarebbe d'aiuto, anche in forma criptica e decifrabile solo ai conoscitori d'er dibbattito, qualche ragguaglio su come le vostre strategie si stanno delineando al fine di affrontare il vicino futuro.

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  11. Grazie. L'avevo intuito, ma vederlo scritto nero su bianco è un' altra cosa.
    Grazie di nuovo... Confesso che ho vacillato attratto dalle sirene di Cariddi ma Lei e Borghi mi avete messo le giuste quantità di pece nelle orecchie e io (semplice marinaio) continuo a remare!

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  12. Ok. Però se era "for dummies" poteva essere più generoso e fare un po' meglio. La capacità non Le manca. Le voglio bene.

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    1. Beh, diciamo che qui per quanto si possa essere "dummies" non si scende al disotto di una certa soglia. Non siamo in TV.

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  13. Per dirla più chiaramente vi siete allattati Berlusconi. Come si dice a Pescara

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  14. Certo che la politica è complicata. Però è affascinante

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  15. A) Chi è prudente ed aspetta con pazienza chi non lo è, sarà vittorioso.
    B) I Soldati vanno trattati innanzitutto con umanità, ma controllati con ferrea disciplina. Questa è la strada per la vittoria.
    C) Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere.

    D'accordo su tutto. Solo un grosso dubbio: come si pensa di gestire il conflitto con FdI e FI circa l'approccio alla questione Ucraina? Non vorrei ci toccasse veder approvare sanzioni "autogol" e invii di armi ed essere tirati per i piedi in una guerra che vuole solo la Commissione Europea

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  16. È che c'è parecchia gente che veramente preferisce uno che non conta nulla e sbraita, a un altro che cerca concretamente di risolvere problemi. Perché in realtà sotto sotto preferisce averli perché gli piace troppo lamentarsi

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    1. Indubbiamente questa quaedam flere voluptas stinge molto su una certa categoria di lettori macerati nella frustrazione affettiva, professionale, e quindi umana e politica. Vorrei tanto poterli aiutare, vorrei dirgli che non sono poi così male, e che non devono guardare il mondo con gli occhi con cui pensano che il mondo guardi loro (peraltro, il mondo generalmente ha altro da fare che guardare loro, ma questo non è il caso di dirglielo, altrimenti si scende di un altro gradino verso il cupio dissolvi)...

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  17. InZomma, avete fatto qualcosa ma avete traditoh! Almeno questa è l'idea di chi non ha mai votato lega e si è fatto prendere per il culo dai grillini.

    P. S. Ho visto che sabato 10 Settembre sei nel borgo più bello dell'universo conosciuto, Caramanico Terme 😍, il mio paese.
    Mi dispiace non poterci essere, ma da un paio di settimane sono tornato in Lombardia, la regione dove da oltre 20 anni vivo e lavoro con piacere e soddisfazione. Ti sarò vicino con lo spirito e con un calice di rosso (sono invitato ad un matrimonio) con cui brinderò alla nostra salute.

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  18. Io voterò, ancora una volta, Lega; ma sono pronto ad una grande delusione. Draghi l'ha già dichiarato illo tempore: è già tutto predisposto, poi fate vobis (cioè eseguite).

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    1. Sì? Tutto tutto tutto? Siamo sicuri? Sai che qui un bel "me cojoni" ci starebbe bene? Lui è anche quello che aveva tutto predisposto per andare al Quirinale, te lo ricordi? Perché altrimenti continuiamo a complotteggiare senza un grande costrutto. Vanum est vobis ante lucem surgere, sta scritto...

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  19. Siamo entrati nel governo Draghi per perdere il consenso. È stato un successone: Gente che scrocca lo stipendio.

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    1. Non so se mi repella di più il tuo grillismo o il tuo analfabetismo funzionale. Sono le persone come te che hanno consegnato questo Paese al disastro in cui si trova, e questo, amico mio, qui non puoi riuscire a nasconderlo (anche se non puoi riuscire a capirlo).

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  20. Mi permetto di aggiungere che i cari leader dei "partitini" antisistema hanno fatto una precisa scelta, quella di presentarsi appunto divisi nei rispettivi partitini, dimostrando o di non essere tanto intelligenti come ritengono (in particolare alcuni, che non perdono occasione di masturbarsi l'ego in pubblico) o di essere in perfetta malafede. Un unico schieramento su precisi valori non negoziabili sarebbe stato invece credibile e realmente una minaccia, costruendo all'opposizione nella prossima legislatura una vera alternativa per il futuro. Non credo che con questa legge elettorale si possa credere di marciare divisi per poi, dopo le elezioni, colpire uniti. Perciò questo spezzettamento è altamente sospetto.
    Ripensando alla DC, è verissimo che è stato un partito che "è stato al governo per 40+30 anni (ovvero 40 sotto forma di DC e 30 sotto forme mutevoli)". La differenza sostanziale è che negli ultimi 30 anni le varie "anime" democristiane, in primo luogo sono state rappresentate da politici di scarso spessore rispetto agli originali ante-Maastricht/mani pulite e poi, in secondo luogo, militando in partiti diversi e in diversi schieramenti, questi politici in ordine sparso hanno perso completamente quella possibilità, tutta democristiana, di addivenire a soluzioni di compromesso che in fin dei conti avevano dato al Paese la possibilità di crescere stabilmente nei precedenti 40 anni.

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    1. Dai, su... capisco gli altri (porelli), ma chi è qui da un po' non capire a che gioco stia giocando er simpatico Cotenna. Poi ci sono alcuni ingenui, che non fanno testo e per i quali ho la massima indulgenza, e una feccia di "che cos'ha Bagnai che io non ho?", che mi fanno morire dal ridere perché il massimo della loro estensione espressiva è ripetere fuori contesto logico e storico, con le vocine chiocce, le cose che voi (e loro) avete appreso qui nel giusto tempo e nel giusto contesto, ottenendo il paradosso (sicuramente non voluto) di rendere ridicole e poco credibili delle banale verità tecniche.

      Ma è il bello della democrazia (indiretta)...

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  21. Piano con i nomi , non è mio il commento, mi sento discriminato 😂

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  22. Buongiorno Prof.!

    Lo scenario da lei riproposto in questo ultimo post, e già abbondantemente spiegato in altri suoi interventi, penso sia ormai abbastanza chiaro a quanti hanno avuto la fortuna di seguirla negli anni.
    Ritengo che la grande difficoltà che la Lega si è trovata di fronte e che, ancor di più, dovrete affrontare nei prossimi anni è di riuscire a percorrere quel famoso crinale fra il necessario compromesso (per riuscire ad evitare enormi danni nell’immediato e contestualmente riuscire ad incidere nell’ossatura del potere) e il rischio di snaturamento e progressivo cedimento di principi (pericolo che qualsiasi forza rivoluzionaria ha sempre corso). Oggi penso sia impossibile dire se la Lega si sia già compromessa oltre misura durante il governo Draghi, e, salvo eventi clamorosi, sarà difficile dirlo anche nei prossimi anni. Per un giudizio veramente sensato dovremo aspettare il necessario lasso di tempo che permette la formazione di una prospettiva storica.
    A suo tempo ritenni un errore l’entrata della Lega nel governo Draghi, e tuttora nutro molte perplessità. Una parte di me si chiede se non sia parzialmente applicabile alla Lega la nota critica che diversi anni fa fece Tarizzo ai politici di sinistra “euroscettici”. In vista dell’inevitabile collasso della attuale architettura europea non sarebbe stato meglio per la Lega mantenere una posizione intransigente e netta per proporsi come forza credibile e massimizzare il consenso in fase di ricostruzione dopo l’inevitabile botto?
    Ma d’altra parte, dopo aver ascoltato ciò che lei e Claudio ci avete spiegato, come non chiedersi se il processo di avvicinamento ai gangli del potere, che sta attualmente portando avanti la Lega, non sarà proprio necessario quando ci sarà da gestire il botto? Stare per lungo tempo fuori dalle stanze del potere per poi entrarci in massa (con quel classe dirigente?) non rischierebbe di esser preludio per un disastro con conseguente restaurazione (come molte volte accaduto nella storia)?
    Continuando a sporcarsi le mani e mediando con la medesima classe dirigente che ci ha portato al disastro non si rischia però di mutar pelle e mente e, in ogni caso, non ottenere mai quel consenso popolare che è premessa per qualsiasi cambiamento radicale che sia mosso da spirito democratico e scevro di paternalismo?
    Io ho grande fiducia in voi (lei e Claudio), ma onestamente questi dubbi continuano a frullarmi per la testa.

    Tenga duro caro Prof.!

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    1. Salve Cosimo, a mio perere il ragionamento fila.
      Però ho il dubbio che il consenso popolare non sia la premessa al cambiamento radicale ma una sua conseguenza o che almeno non ci sia una netta e chiara relazione di causa-effetto. In altre parole, per avere il consenso popolare che lei auspica talvolta è necessario essere al potere (se non altro per guidare il dibattito nella direzione voluta). Questo potrebbe essere l'errore dei partitini che credono di passare dallo 0 al 50% senza doversi sporcare le mani.
      E' anche vero che non è condizione sufficiente perchè poi se il potere lo eserciti contro il consenso popolare prima o poi lo si perde.

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  23. Buongiorno senatore, mi piacerebbe un suo commento a questo dibattito che credo ci riguardi:
    https://youtu.be/OtWKBVsGLUo

    Cordialmente, C.B.M.

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    1. Benvenuto. Tu sei qui da poco, quindi è scusabile la tua violazione della regola del "chennepenZa". Il dibattito non solo ci riguarda, ma credo che lo abbiamo avviato un pochino noi quando gli altri dormivano. Ne parleremo al #goofy11, senza Galli, che quest'anno non ci sarà, ma con interlocutori ugualmente interessanti,

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  24. Mi scusi onorevole ma, se come dice Lei, la maggioranza si sarebbe formata e retta anche senza di voi (anche se mestamente suggerisco che c'e' anche ua componente politica, non solo numerica, io ricordo bene che Draghi voleva avere una maggioranza politica larga e senza voi e FdI, mah...poi se voi dicevate categoricamente di no, FI magari avrebbe avuto qualche problema a dire si e quindi pure la maggioranza numerica sarebbe potuta saltare a quel punto, ma cmq...) dicevo, se una maggioranza si sarebbe formata e retta anche senza di voi, numeri alla mano, allora sarebbe caduta anche senza di voi, quindi saremmo oggi esattamente allo stesso punto. Vorrei poi umilmente suggerire che il quadro eventuale di andare a votare a Marzo 2023, stando voi e FdI da 2 anni a bombardare il governo dei migliori....affaristi, non sarebbe mica stato tanto negativo considerando i mesi DA INCUBO che questo disgraziato paese sara' costretto a passare da Ottobre a Marzo appunto...voi sareste arrivati al 30 e Meloni altrettanto.

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    1. Carissimo, ovviamente mi sono posto questa domanda anch'io, visto che personalmente avrei preferito non sostenere questo Governo (dal quale non mi aspettavo un gran che). Eviterei però un eccesso di "se", e aggiungerei un po' di ragionamento.

      L'idea che "se" il Governo è caduto con noi allora sarebbe caduto senza di noi mi sembra facilmente controvertibile. Senza di noi la componente "non di sinistra" sarebbe stata esigua, limitata a Forza Italia i cui ministri, come i fatti hanno poi dimostrato, avevano una intrinseca tendenza a "nazzarenare" (e infatti se ne sono andati, sconfitti, a governo caduto), e quindi si sarebbe totalmente spalmata sulle posizioni del Governo (cioè del PD), come i voti iniziali sulla delega fiscale in Commissione finanze Camera hanno sufficientemente dimostrato. Come vedi, le mie ipotesi, i miei "se", sono assistiti da fatti, da una prova del nove.

      Quando alla solita solfa che noi saremmo al 110% se fossimo stati contro Draghi, può anche darsi (non mi intendo abbastanza di aritmetica per oppormi a questa tua idea), ma non avremmo fatto nessuna esperienza di Governo e quindi saremmo esattamente dove eravamo a maggio 2018: grande consenso con zero esperienza uguale fallimento annunciato.

      Non che l'esperienza fatta finora basti, ma sicuramente accorcia la distanza dal PD, che essendo la prosecuzione della sinistra democristiana di esperienza di Governo ne ha solo 70 anni (il che lo rende interlocutore naturale degli apparati).

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  25. "Per questo il PD voleva che noi non entrassimo, e mandava in giro i suoi scout per capire che intenzioni avevamo"...
    Sui contenuti ho imparato molto.
    Ma quel "avevamo" mi suona strano (o mi son perso qualche tempo verbale?).

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    1. No, Sandro caro e stimato, è solo che da questo commento di esordio si intuisce che non ti è ancora chiaro in che luogo ti trovi. Questa lettura introduttiva potrebbe aiutarti. A valle, se vuoi ti spiego volentieri (ove necessario) perché in quella interrogativa indiretta parziale ho scelto l'indicativo.

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    2. So molto bene dove mi trovo, per questo motivo ho domandato, mi pareva strano (e infatti sto cercando di capire quella scelta, sono tardo, ma arrivo, so che qui si imparano molte cose.)

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  26. dopo la punturina è arrivato il punturone🤣🤒🤕(il Daniele che cita non sono io )

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  27. Ho appena vissuto la batosta elettorale più amara della mia vita (qui dove vivo), la quale mi ha spinto a riflettere ed ha rafforzato la mia convinzione che le elezioni in un contesto di "democrazia liberale" (o democrazia borghese come si dice negli ambienti che frequento io) condividano con il "libero mercato" molti di quei limiti che Keynes denunciava a suo tempo.
    Per esempio, il concorso di bellezza keynesiano. Oppure, quella specie di "effetto gravitazionale" che avvantaggia chi ha potere economico - grazie ad una maggiore capacità di finanziamento, o di influenzare i media. O ancora, l'asimmetria informativa (quest'ultima non so o non ricordo se sia stata citata direttamente da Keynes ma in fondo ne discende come corollario).
    Con ciò, non dico affatto che bisogna abolire le elezioni o smettere di votare. Men che meno, giustificare in tal modo la sconfitta: denunciare un gioco truccato dopo aver scelto consapevolmente di giocarci sarebbe quantomeno infantile.
    Al contrario, credo che la cosa migliore da fare sia estendere la propria partecipazione politica nel tempo, non riducendola cioè alla mera espressione del voto. Ed anche che bisognerebbe tenere conto, nell'interpretazione ex post dei risultati, di suddette distorsioni. Infine, si potrebbe iniziare a pensare (per il lunghissimo termine e come collettività) ad un metodo maggiormente rappresentativo - a me personalmente piace il centralismo democratico, ed in ogni caso sono decisamente contro la "democrazia diretta" perchè chiunque abbia due neuroni in fila vede benissimo che essa non fa altro che amplificare quei difetti di cui sopra.

    Saluti cordiali (e scusate lo sfogo)

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    1. Diciamo che il tetto a 52.000 euro di spesa per propaganda, se non fosse aggirato da chi può permettersi di aggirarlo (quindi non io!), servirebbe appunto a evitare che il diverso peso economico dia ingiustificati vantaggi ad alcuni contendenti. Comunque, le tue conclusioni credo siano corrette: purtroppo non c'è altro rimedio che non sia il partecipare, ed è infatti per questo che il PD e i suoi utili idioti esortano a non farlo, direttamente (chiamando l'astensionismo) o indirettamente (chiamando il voto inutile).

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