MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

sabato 25 marzo 2017

Imperialismo (il mio 25 marzo)

(...avrei avuto tanto da fare. Poi, scorrendo i tweet del mattino, ho visto che i simpatici gazzettieri continuavano a diffondere terrore. Loro sono il nemico, e io lo so, e loro sanno che io lo so, e che grazie a me lo sapete anche voi, e io so che loro sanno che io lo so. "Che fare? Che fare?" mi chiedono accorati e tremebondi i "qualcosisti", quelli che vogliono fare qualcosa, qualsiasi cosa, e che così agendo riescono a fare sempre e solo il gioco del nemico, legittimandone gli scherani quando accordano loro dignità di interlocutori, prestando il fianco ai suoi sicari quando si esibiscono in smanie esagitate, e via "qualcosando". Che fare è semplice: ve lo dice il nemico. Fate il contrario di quello che vi chiede. Oggi il nemico voleva che noi non partecipassimo (e troppi ci son cascati). Morale: ho chiamato Luciano, gli ho chiesto dove andava, e ho detto: "Vengo anch'io...". Dopo di che, mi sono fatto altre due manifestazioni. Alla prima delle tre mi hanno fatto parlare, si sono fidati, nonostante, si sa, io del tema sia inesperto, in quanto ultimo arrivato, e il mio discorso è stato questo, che copio dagli appunti, scritti mentre ascoltavo distrattamente discorsi di botanica - roba sulle radici - che con il problema c'entravano ben poco - e se anche c'entrassero, le radici, a parlarne sarebbe legittimato chi le conosce...)



Ringrazio Giorgia per avermi dato la parola. Oggi non pensavo di muovermi, né tanto meno di venire qui, né di parlare. Sono venuto qui perché mi hanno detto di non farlo i media, con la loro simpatica campagna di terrorismo, e i miei compagni di sinistra, quelli che "non ti invitiamo alle nostre manifestazioni perché tu parli con Salvini". Allora, tanto per chiarirci: io, uscito da qui, andrò a piazzale Tiburtino ad ascoltare Marco Rizzo. Posso parlare lo stesso? Sì?

Bene: destra batte sinistra uno a zero, e andiamo avanti.

Immagino quello che pensate: ora arriva l'economista e ci parla dell'euro. Ma perché parlare dell'euro, anche oggi? Non è il tema del giorno e non ci aiuta a capire cosa non va nella costruzione europea. Il problema è un altro, politico, o se volete logico: l'idea malsana che siccome le nazioni hanno portato i conflitti del XX secolo, allora dobbiamo creare una supernazione, gli Stati Uniti d'Europa, nella quale le sovranità nazionali si dissolvano, portando per sempre la pace nel mondo. Insomma: sconfiggere il nazionalismo con una supernazione, che ci aiuti a combattere contro la Cina (e la sua concorrenza).

Un'idea non molto logica, non trovate? E da una logica così distorta, quali frutti vogliamo aspettarci?

Vedete, anche l'imperialismo è contro il nazionalismo: naturalmente contro il nazionalismo degli altri, cioè contro il desiderio di autodeterminarsi dei paesi che la potenza egemone ha predestinato al ruolo di colonie.

Il progetto europeo è imperialista, quindi, ma soprattutto illogico, e non credo si possa dirlo meglio di così:



Cedere sovranità a questa Europa perché questa Europa non funziona, cioè affidarsi totalmente a un medico perché è un ciarlatano!

L'Europa non ci ha dato la pace: quella ce l'ha data, a modo suo, la NATO. L'Unione Europea è stata strumento di una rimozione psicanalitica del conflitto fra i suoi membri. Il suo scopo è stato quello di gestire in modo non democratico, trasferendolo presso istituzioni controllate dalle lobby monopolistiche, il legittimo conflitto fra legittimi interessi nazionali che legittimamente differiscono.  Negare che gli interessi possano divergere, demonizzare la nozione di conflitto, per occultare che se ne sta impedendo una mediazione democratica, non significa assicurare la pace: significa porre le premesse per una guerra più sanguinosa, una guerra fra poveri, una guerra civile.
 
Ci dicono che siamo nazionalisti, xenofobi. A voi l'hanno sempre detto, perché siete di destra, e magari avranno anche avuto ragione. A me, che sono di sinistra, lo dicono da quando ho iniziato a dire la verità. Ma le cose stanno in un altro modo.

L'euro è nazionalismo, e basta poco per rendersene conto.

Intanto, non dobbiamo mai dimenticare che l'euro ci è stato proposto come status symbol: i popoli del sud l'hanno visto come occasione di riscatto di una identità nazionale mortificata e vilipesa ad arte dai media controllati dal capitale estero predatorio. Siamo entrati nell'euro per far vedere che anche noi italiani (o spagnoli, o greci), eravamo una grande nazione, meritavamo la prima classe. Insomma: non c'è stata un'adesione razionale (che non poteva esserci, perché c'è stata solo propaganda e non dibattito), non abbiamo potuto valutare se ci conveniva, ma siamo partiti dal principio che, siccome eravamo peggiori degli altri, avremmo avuto bisogno di questo dischetto di metallo per riscattarci, per dimostrare di essere all'altezza come italiani. E questo non è nazionalismo?

E poi, quelli bravi, gli intellettuali che sanno di politica, te lo dicono anche: "Sai, Bagnai, tu fai la maestrina, ma la verità è che l'euro non è un progetto economico ma politico, serviva a creare un'identità europea che è bella, mentre quella nazionale è brutta"... E perché mai? Perché un'identità che esiste dovrebbe essere peggiore di una che non esiste? Perché se il problema per gli europeisti è l'identità nazionale, allora la soluzione non può evidentemente essere una costruzione (l'Europa) della quale ci dicono che non funziona per colpa nostra, perché non ci sentiamo europei, cioè perché non abbiamo un'identità... che non c'è!

Ma scusate: in tutto il mondo si commercia, ci si accorda per controllare o non controllare frontiere, si coopera su tanti piani, e lo si fa senza darsi una singola moneta e senza affidarsi a quella caricatura di istituzioni nazionali che sono le istituzioni europee, dove un Parlamento che non fa le leggi viene imbrigliato da un esecutivo che ha potere legislativo mentre una Corte di Giustizia smantella le Costituzioni esistenti per sostituirle col nulla.

Darsi un ordinamento sovranazionale che non esiste in nessuna parte del mondo, pensando che quello che gli altri non hanno fatto perché è irrazionale a noi riuscirà perché "noi europei" siamo migliori degli altri è la peggiore forma di nazionalismo!

Non a caso questo progetto è stato propugnato e sostenuto da quelli che avevano appena smesso (a suon di spezzoni incendiari) di credersi superiori agli altri in quanto ariani. Ma hanno veramente smesso?

Ci dicono xenofobi...

Noi non siamo xenofobi, io non sono xenofobo, lo straniero non mi fa paura: i leader tedeschi, francesi, quei leader che a casa loro non rappresentano ormai nessuno, e che vengono a casa nostra pretendendo di rappresentare tutti, quelle marionette delle banche, sconfitte in casa propria dai propri elettori, loro che schierano 5.000 uomini per difendersi dagli italiani, che evidentemente considerano un popolo straniero da colonizzare, loro sono gli xenofobi.

Non prævalebunt!


(... poi me ne sono andato ad ascoltare Rizzo, passando per la manifestazione del polo sovranista, dove ho fatto per tigna una foto con Alemanno, così la compagna Visinskij la prossima volta potrà direttamente mandare quella. Ovunque, poche persone. Da Rizzo circa 400, ma molti giovani, e molti, moltissimi di voi, direi più che dagli altri, o forse solo meno timidi. Ma il massimo è stato quando mi si avvicina e mi fa: "Scusi, lei è comunista?" E io: "Ma, direi molto più di tanti altri. Perché?" "Perché somiglia a uno che va in televisione e che dice delle cose che non sono di sinistra." "Veramente? Mi interessa: e cosa dice questa persona?" "Ma, sa, vanno nei talk show, sono sempre le stesse persone, questi borghesi, difendono l'euro." "Interessante. Ma saprebbe dirmi una cosa di destra che ha detto questa persona che mi somiglia?" "No, ma tanto chi va in televisione è semprecoi padroni." "Bene: allora faccia come faccio io: la televisione non la guardi. Io la guardo solo quando vi vado, e ci vado a dire cose di sinistra. Se non lo ha capito, me ne spiace, qui l'hanno capito quasi tutti, la prossima volta stia più attento." "Ma lei come si chiama?" "Alberto Bagnai. Non è mai troppo tardi...")

(...per inciso, il 6 aprile siamo qui:


Vi aspetto, ma tutti no, perché noi siamo più di loro, di qualsiasi loro... Se mai entrerò in politica, la cosa più difficile sarà abituarsi a parlare in privato!...)
 

50 commenti:

  1. "naturalmente contro il nazionalismo degli altri, cioè contro il desiderio di autodeterminarsi...".

    Nel 1919 un giovane nazionalista (almeno così risultò poi dai Pentagon papers) avvicinò Wilson alla conferenza di Versailles, chiedendo se i quattordici punti valessero anche per il suo paese.
    Quel giovane si chiamava Ngo Guyen Giap, passato alla storia come Ho Chi Min.
    Ah, il nazionalismo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. scusa ma confondi i nomi.
      vo nguyen giap era il generale del vietnam del nord, alquello che ha sconfitto francesi americani e poi combattuto contro i cinesi. ho chi mjnh era invece il padre spirituale e premier del vietnam.
      scusa la precisazione ma son fan di giap .

      Elimina
    2. Capisco, ma era importante il messaggio inascoltato nel 19 che avrebbe dato i suoi frutti nel secondo dopoguerra.

      Elimina
  2. “La giornata passò. Il gran bagliore nuovamente si spense; e la calda notte stava sopra Marsiglia, e attraverso di essa la carovana del mattino si disperse, ciascuno pigliando la sua via. E sempre così, di giorno e di notte, sotto il sole e sotto le stelle, poggiando per le polverose colline o affaticandosi per le pianure sterminate, viaggiando per mare e viaggiando per terra, andando e venendo in tante strane guise, per incontrarci ed agire e reagire gli uni sugli altri, ci muoviamo noi tutti, irrequieti viaggiatori in questo pellegrinaggio della vita.”

    RispondiElimina
  3. Ho visto in questi anni talmente tante volte le sue conferenze sul web che ricordo a memoria quasi tutto, e detto con franchezza la cosa è davvero preoccupante. Se qualcuno osa parlarmi della super nazione rispondo immediatamente che la Cina anche nel medioevo era una super potenza economica. Ho capito chi è il nemico. Loro !
    Marcello

    RispondiElimina
  4. Riguardo ad Enrico L. e alla sua foto che percorre el Webbe imitando Usain Bolt (sbaliando in modo comico le coordinate meridiane ) Abbiamo fatto lo stesso liceo. Quando sono arrivato io lui aveva lasciato un seguito di donnine dell'azione cattolica dalle guance rubizze e di omini col loden già a 15 anni. Venivano derisi ma in realtà non avevamo capito niente. Erano loro da picchiare, non dovevamo farci la guerra fra fasci e compagni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Parole sante!Ho qualche anno più di lei e quindi penso da più tempo quanto ha lei affermato.Il vero pericolo per la nostra società ,normata dalla nostra Costituzione erano" i piccoli loden che crescevano",che ci stanno dando un mondo Wall Mart o Uber

      Elimina
  5. Ricordo l'incontro fra Bagnai Rizzo a Torino. Trovate un cenno qui, curiosamente vero e falso. Si parla di "bagno di folla" nel titolo (falso), mentre va raccontato il "grande successo di pubblico".
    La sala era prevista per 50 - 60 persone (e speriamo di riempirla): ne arrivarono il doppio. Non sapevano più da dove prendere sedie e dove stiparle.
    Il pubblico, a naso, era equamente diviso tra "comunisti" e "goofysti", mescolati fra loro per i motivi suddetti, che si scrutavano (educatamente) come i membri di due famiglie estranee unite da una qualche cerimonia. Salvo poi scoprirsi, con qualche sorpresa, reciprocamente compatibili e magari anche apprezzabili...
    Auguro un buon incontro ad Albano (sono poco mobile di solito, particolarmente adesso) fra gente che comunque sa chi è il nemico e da che parte sta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io ,se fossi stato presente in quella occasione avrei valso per 3:Goofysta apprendista,troskista in incognito e ortottero smarrito

      Elimina
  6. Il mio 25 marzo è stata una giornata bellissima.
    La mattinata a dissodare l'orto dei miei genitori.
    Il pomeriggio a correre nei monti dietro casa con sole e temperature quasi estive: una sgambata di 30 chilometri con la natura attorno a me e la registrazione di questa conferenza del Prof. nelle orecchie.
    Una giornata felice ma condita di egoismo: leggendo questo post mi rendo conto che avrei dovuto cercare di pigliare un treno e scendere a Roma.
    Cercherò di rimediare facendo spam tra i miei amici (dopo quello fatto per il 5 per mille ad asimmetrie temo il blocco da parte di qualcuno ma 'sticazzi) della suddetta registrazione che, a scanso di equivoci, riporto qui per chi se la fosse persa: https://www.youtube.com/watch?v=URji7bWiN-g . Ho ascoltato quasi tutti gli incontri divulgativi del Prof. reperibili in rete e questo ritengo sia uno dei più riusciti e divertenti. Grazie ancora Prof.!

    RispondiElimina
  7. Il mio 25 marzo l'ho trascorso con un bel turno da 10h a lavoro: "lavorare un giorno di più, per guadnagnare come guadagnavi lavorando un giorno di meno, se sei fortunato".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ho cominciato alle 18 e finito alle 4 :nel pomeriggio ho dormito

      Elimina
  8. http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2017-03-25/salviamo-ue-europeisti-214523.shtml?uuid=AE8i1Zt
    Un esempio di contorsionismo intellettuale che, con le sue volute - dimostrato il fallimento del progetto europeo", ci riconduce invariabilmente al "più Europa". Della serie: se finora abbiamo sbagliato, cerchiamo stavolta di farlo in maniera irreparabile.
    Suggestivo (e truffaldino) poi il richiamo al "suffragio universale": occorre forse essere un fine politologo per comprendere il maggior peso elettorale degli Stati più popolosi?

    RispondiElimina
  9. un piccolo intermezzo ragazzi, non arrabbiatevi, ho capito tutto sui tedeschi, è per via dei loro due motti...
    "Arbeit macht frei" e “Lerne leiden ohne zu klagen."

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Che sono bellissimi, se il vero messaggio non fosse "il TUO lavoro rende libero ME", "Non lamentarti delle sofferenze che IO ti provoco". La lotta di classe e' piu' pervasiva dell'aria.

      Elimina
  10. La scena del "ma lei come si chiama?" è proprio cinematografica, avrei voluto vederla.


    Sono felice di aver partecipato, sebbene non dall'inizio, al corteo Eurostop; sarebbe stato forse più interessante ascoltare gli interventi a piazzale Tiburtino ma temevo di arrivare a cose concluse.


    Oltre al video più recente segnalato da Cosimo vorrei aggiungere questo un po' più vecchio, ma non meno importante anzi... https://www.youtube.com/watch?v=439srTS3TZE

    Magari c'è qualcuno che legge ed è arrivato adesso.


    Spero che questa salita si trasformi prima o poi in una discesa, non troppo vertiginosa da percorrere.


    Grazie professore.

    RispondiElimina
  11. Intanto al tiggi2 di ieri sera hanno intervistato Paolo Savona. Che sia un segnale? I giornalisti iniziano a sentir puzzo di bruciato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Regà, sono sette anni che sento annunciare segnali! Guardate che nei media le cose succedono anche per caso! Che poi un'evoluzione ci sia, di questo sono convinto, ma sono fenomeni di medio periodo. Che diceva Paolo? Non lo sento da troppo tempo (colpa mia).

      Elimina
    2. Agevolo il link, sperando che sia ancora valido. Al minuto 27:40.

      Elimina
    3. Savona sottolinea come non si sia mai fatta la valutazione di quanto costi rimanere, e come cio' andrebbe chiesto ai disoccupati. Il sistema funziona a favore dei gruppi dirigenti tedeschi. Poi il giornalista passa la parola al "presidente Tajani", dicendo ""abbiamo sentito anche delle voci critiche". Tajani attacca alla grande: "la Germania e' il paese economicamente piu' forte e fa valere la sua forza". Ma si ascoltano? Da "l'unione fa la forza" a "la forza fa l'unione (aka impero)". Stupefacente. Poi si rotola nel "l'Italia per contar di piu' deve far di piu'". Speriamo che il buon senso italico ci faccia, un'altra volta, far solo finta di obbedire ai nordici psicopatici.

      Elimina
  12. David Hume insegnava ad essere scettici ed empiristi sulle tendenze politiche. E condannava le idee "abitudinarie", perche schiave e vittime della "convenzione".
    Una di queste convenzioni è pensare che non ci sia vita oltre l'euro o sia solo una vita simil-bellica. Per questo, da eurista "per convenzione", mi sono avvicinato alle idee di Bagnai ed ora sono convinto che l'euro sia un errore, anzi un orrore dal punto di vista economico, sociale e finanziario.
    Ora potrebbe succedere quello che paventava Hume quando da empirista smascherava le più consolidate "convenzioni": quelli di prima (gli euristi) mi considereranno traditore. Quelli di adesso (noeuro) non si fideranno mai di me. Lo scrisse quando annunciò il suo sostegno agli Olandesi contro gli Inglesi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guardi, non so che dirle. Qui molte persone sono partite da una convinzione, e l'hanno poi cambiata in modo progressivo ma credibile. Normalmente era gente che sapeva fare qualcosa ed era moralmente integra. Il primo esempio che mi viene in mente è Giuseppe Liturri (uno dei tanti con cui mi sono scontrato e di cui sono lieto di essere amico). Lei non so chi sia. So che c'è un suo omonimo che frequenta Twitter diguazzando nel brago della peggiore feccia piddina: troll prezzolati, personaggi in cerca di editore, treider de me nòna, ecc. È chiaro che di un personaggio simile, che ha riempito i nostri hard disk con perle ineguagliabili, qui non ci sarà bisogno, ancora per un po'. Si può essere credibili nella critica, come si può essere cialtroni nel consenso. Comincio ad avere il sospetto che la genetica c'entri qualcosa, e in ogni caso io sono un economista, non un confessore, né una psichiatra.

      Elimina
    2. Professore, quell'"omonimo" sono io. Sapevo, essendo humiano, che mi avrebbe rifiutato, "ancora per un po'", come dice Lei. Ma intanto Le dico con estrema sincerità che Lei è un grande. Un caloroso saluto.

      Federico

      Elimina
    3. Ho sempre pensato anch'io che anche lei fosse un grande, e, pensi, non mi fermavo lì. Magari può raccontarci i motivi della sua conversione.

      Elimina
  13. Il 25 marzo l'ho passato senza sapere dove andare fino all'ultimo. Alla fine col mio amico abbiamo optato per Eurostop e così alle 14.30 eravamo a Porta S.Paolo, con tricolore al seguito (stonava leggermente in mezzo a tutto quel rosso).
    In breve: abbiamo girovagato per un'oretta in quella che ai miei tempi di liceo sarebbe stata catalogata come "'na manifestazione de merda co 4 gatti". Riscontrato che un terzo abbondante dei presenti erano extracomunitari, ai quali mi sfugge quanto possa fregare di andare contro la UE, e un altro terzo abbondante ultrasessantenni dalle chiome fluenti con tanto di eskimo tirati fuori da chissà quale armadio e riviste antagoniste dai titoli improbabili, abbiamo preso la via del centro col morale sotto i tacchi. Davanti al Colosseo ci siamo trattenuti dall'attaccar briga con quell'imbecille vestito da arlecchino blu che fa bella mostra di se in parecchie foto su twitter e giornali. Età media dei giovani europeisti incontrati 20 anni, in larghissima parte francesi e tedeschi. Giornata chiusa davanti a due birre in zona Colosseo, con l'eco delle risate dei suddetti giovini europeisti provenire dall'altra sala del pub. È così difficile restare civili...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il dato sugli extracomunitari ha colpito anche Mario D'Aloisio. Nota che di "Eurostop" non so niente: evidentemente anche loro, per motivi connessi alla necessità di tenere insieme "molte anime", hanno dentro qualche cretino come la piccola Vyšinskij, che mette veti sul dibattito. Di fatto, senza noi una sala non si riempie (un po' anche perché non si sa cosa cazzo dire...). Io ho invitato tutti, è tutto agli atti. Tutti possono essere utili, nessuno è indispensabile.

      Elimina
  14. Quasi dimenticavo! In piazza con Eurostop c'era ache il Nutella.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi non era una cosa seria. Dimo, famo, Ricotte, Ali, Api, ecc., poi quattro manifestazioni da quattro gatti, e l'unica ideologicamente coerente è stata quella dei comunisti. Ovviamente sono anche venuti a dirmi che è colpa mia (non i comunisti). Vabbè...

      Elimina
  15. Oltre alla NATO, anche l'affermazione delle democrazie, per quanto imperfette, hanno contribuito al mantenimento della pace in Occidente. Questo è quello che ripeto di solito a chi mi rinfaccia "il più grande vantaggio" dell'Unione.

    Ieri sera, da Lilli Gruber, i signori Padellaro e Severgnigni difendevano a spada tratta l'Eurogna. La cosa divertente è che citavano l'Erasmus come una delle più grandi vittorie di Bruxelles. Ben quattro milioni di ragazzi, da quando esiste, hanno gironzolato per l'Europa grazie ad esso. Mica poco.

    Per contro, lo stesso Salvini, altro ospite in studio, affermava con forza le proprie idee sovraniste. Anche se non mi è parso così categorico nei confronti dell'Europa. Sembrava anche lui indirizzato verso "la riforma", piuttosto che il cestino.

    Mi rendo conto che, attualmente, dichiararsi apertamente antieuropeista sia uguale a guerrafondaio/razzista/ignorante/stupido/corrotto/chiusura nei confronti degli altri, quindi - per un politico - non troppo attrattivo in termini di voti.

    Particolarmente fastidiosi invece sono l'uso e l'abuso del termine e del concetto di "populista" che ne fanno i media.

    RispondiElimina
  16. Professore avevano ragione "gli intellettuali che sanno di politica, che te lo dicono anche: "Sai, Bagnai, tu fai la maestrina, ma la verità è che l'euro non è un progetto economico ma politico, serviva a creare un'identità europea che è bella, mentre quella nazionale è brutta".PER LORO ERA BRUTTA L'IDENTITA'NAZIONALE PERCHE' SI TRATTAVA DELL' IDENTITA' DELLA NOSTRA COSTITUZIONE;LAVORISTA E KEYNESIANA, CHE I TRATTATI GIA' DA ALLORA MIRAVANO A DISATTIVARE ANCHE CON LA COLLABORAZIONE DELL' ACCADEMIA "CATTURATA DALL' ORDOLIBERISMO .

    RispondiElimina
  17. Scusate, aggiungo che oltre ar Nutella è stata vista a Eurostop anche la compagna Vysinskij. Ora, a parte la legittima suspicione che Cremaschi non abbia ricambiato il mio invito al Goofy perché ha pensato che magari lei le portava in piazza più persone di me (o anche solo perché se ne è dimenticato: capita anche a me e di base chi se ne frega, tanto resta il fatto che il dibattito è questo blog e loro sono degli onorevoli e più o meno efficaci latecomers), il punto è che queste presenze spurie, di gente che non ha capito e che per di più attivamente si adopera per impedire agli altri di capire, sono di per sé un motivo sufficiente per dubitare del reale successo dell'iniziativa. Una cosa che Rizzo ha capito, ma gli altri direi di no, o almeno non a sinistra, è che ora cazzate anche basta: un'altra Europa, un altro euro, e via sognando, poteva andare ancora bene (a noi no) nel 2012. Nel 2017 non aver capito che il primo nemico sono quelli che "un'altra Europa è possibile" significa condannarsi all'irrilevanza. Insomma: nonostante qualcuno mi abbia parlato di clima "cileno" alla manifestazione Eurostop (molto presidiata dalle forze dell'ordine), penso che oltre alla paura l'affluenza relativamente scarsa sia stata determinata dalla consapevolezza che, al di là della testimonianza (che sarebbe comunque stato opportuno dare), in quello schieramento non ci fosse sufficiente presa di coscienza dei problemi e delle priorità. E, se c'erano certe persone, devo dire che questa consapevolezza mi sembra fondata. Gente come i due che ho nominato possono fare un'unica cosa di sinistra e per la sinistra: sparire. Ma non lo faranno, e sappiamo tutti come finirà...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rettifico: mi dicono che da quelle parti c'erano due manifestazioni. Insomma: un po' come la destra di destra si è divisa fra "Movimento sovranista" e "Casapound", questi si son divisi fra tsipraioli prima (gira una simpatica foto di Fassina con Voldemort) e Cremaschi dopo. Meno male, meglio così, per un verso (l'integrità di Cremaschi), anche se ovviamente peggio per un altro (il frazionamento). So che fa rodere molto a tutti, ma qui, parlando dei problemi a tutti nel linguaggio di ognuno, abbiamo tirato su una bella famiglia. Questi altri son tutti bravi, fare così sarebbe il loro lavoro (non il mio), ma nessuno vuole farlo sul serio...

      Elimina
  18. Leggendo ,poi qualche giorno fa su Wikipedia,la biografia di draghi ,di cui sapevo che fosse stato allievo di Federico Caffè,ho trovato un particolare che non conoscevo "Si laurea nel 1970 presso l'Università Sapienza di Roma con relatore Federico Caffè con una tesi su Integrazione economica e variazione dei tassi di cambio[5] molto critica sul piano di Pierre Werner,[6] in cui sosteneva che, all'epoca (1970), non sussistevano le condizioni per un progetto di una moneta unica europea".Quando parlano di corruzione devono parlare della "cattura ",da parte della classi più forti e quindi del tradimento degli intellettuali nei confronti della Repubblica,pluriclasse, che ,con le sue università ,ha permesso la loro formazione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A proposito di intellettuali, mi è capitato di leggere, su un articolo pubblicato il mese scorso, quanto segue:
      "...L’Italia ha aderito all’Euro, limitando la sua sovranità, come consentito da un principio fondamentale della Costituzione, nell’articolo 11, in quanto teso ad assicurare “la pace e la giustizia fra le Nazioni”. Detta limitazione di sovranità, per la sua stessa natura e per il patto (appunto di stabilità) contratto con gli altri Paesi dell’Eurozona, è irrevocabile ed irreversibile (ciò che di recente il Governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha opportunamente osservato in proposito vale ancor di più per l’Italia). L’uscita dall’Euro, che il nostro Paese dovesse in qualunque forma deliberare, costituirebbe pertanto una lesione di un principio fondamentale della Costituzione (come tale indisponibile per chiunque, siccome definitorio della forma repubblicana) e altro non sarebbe che un colpo di Stato. Ne consegue l’impossibilità giuridico-costituzionale, prima ancora che tecnica, di tale eventualità...".
      Questa non è l'opinione di un giornalista. Questa è la tesi di un intellettuale accademico, questo è ciò che insegna ai suoi studenti un autorevole professore ordinario di diritto costituzionale oggi, nel 2017.
      Da giurista e da italiano, non mi resta che piangere ...

      Elimina
    2. La realtà lo fara svegliare di soprassalto e oramai troppo tardi si rivolgerà disperato al suo collega di diritto internazionale pubblico.

      Elimina
    3. Lo stesso nella scuola. Il dirigente scolastico che fu brillante laureato di un serio professore oggi predica che non serve che gli studenti sappiamo cosa e' il complemento.di termine, ma serve che facciamo tanti progggetti.

      Elimina
  19. Concludo i miei commenti affermando che ieri per me è stata una giornata amara com il fiele,che è stata lenita parzialmente dall' affetto dei miei cari .Devo ascoltarli e portare la mia mente su qualcosa di più lieto per tutelare la mia integrità psico fisica

    RispondiElimina
  20. Ho camminato ore ieri in una Roma semi deserta, quasi decadente (ma forse questa è una mia proiezione), in cerca di una collocazione nel tempo e nello spazio, per non volermi perdere fino all’ultima nota dell’unico concerto che ho in mente e che non se ne vuole andare: dopo aver compreso (spero) per merito tuo gli aspetti economici del progetto eurista, c’è ancora spazio per collocare politicamente a sinistra le mie energie e la mia fiducia se non voglio perdere quel filo di speranza che si ostina a non volersene andare, nonostante la vocina che si ostina a dire che è un gioco più grande di me?
    Avere l’occasione di incontrarti e stringerti la mano, ha messo le ali ai miei piedi e il tuo bello e conciso intervento in quel luogo semi buio ha per un po’ placato il mio straniamento per il fatto di trovarmi in un ambiente che non mi appartiene geneticamente. Lo so, lo so, quando si ha fame non si sta a sottilizzare se il pane è salato o sciapo. Ma devo ammetterlo, uscire da quel luogo mi ha dato la sensazione di attraversare tele di ragnatela nonostante alcuni argomenti condivisibili dei pochi interventi che sono riuscita a seguire. La Meloni poi è stata concisa e precisa nel finale.
    Che ci posso fare? E’ un mio problema atavico, quasi un’allergia epidermica, quando ho a che fare con qualcosa che sta alla mia destra, per così dire.
    Quindi ho camminato risalendo via Cavour dove solo pochi turisti hanno osato avventurarsi ed ho incrociato un sit in sulla strada e lì, giuro mi sono sentita male. Non dico che mi aspettassi folle oceaniche, ma neanche così poca gente. Credo che anche i vigili che stavano lì a controllare il niente si saranno sentiti presi in giro dalla grancassa mediatica che paventava guerriglie e devastazioni.
    Quindi arrivo a Piazzale Tiburtino con le ultime energie rimaste e che dire? Primo pensiero: pochi, troppo pochi, ma dopo un primo momento di ulteriore delusione mi guardo in giro e vedo tutta un’altra storia. Tanti giovani e giovanissimi, lavoratori, gente che vive sulla propria pelle il massacro sociale (e che non c’era dalla Meloni, o almeno io non l’ho vista). E, passato lo sconforto che aveva il gusto amaro di una antica delusione, ho incominciato ad ascoltare i discorsi, semplici, immediati, diretti, senza tanti giri di parole, che parlano alla pancia ed arrivano come cazzotti quando vedi il dolore di chi sta semplicemente chiedendo il proprio elementare diritto ad una vita dignitosa.
    Non so da dove passerà la strada che conduce alla fine del tunnel, le sto percorrendo tutte ed in alcune ho trovato gemme, anche su strade che non credevo mai di dover percorrere. Ma so che ieri pomeriggio, dopo tanto tempo ho risentito il sapore di casa mia. Questo per ora mi basta. Chissà, forse davvero non è mai troppo tardi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meglio di così non avrei saputo dirlo. È stato un piacere abbracciarti (al buio)!

      Elimina
    2. Grazie ad Alberto abbiamo ritrovato la nostra gente, qualcosa di assolutamente impensabile solo un anno fa. È roba che (almeno) fa bene al cuore.

      Elimina
  21. "i leader tedeschi, francesi, quei leader che a casa loro non rappresentano ormai nessuno, e che vengono a casa nostra pretendendo di rappresentare tutti, quelle marionette delle banche, sconfitte in casa propria dai propri elettori, loro che schierano 5.000 uomini per difendersi dagli italiani, che evidentemente considerano un popolo straniero da colonizzare, loro sono gli xenofobi."

    Chissa' se dietro le quinte non abbia anche parlato, mutatis mutandis, un novello Don Colombo.

    http://video.ilmessaggero.it/cinema/in_nome_papa_re_discorso_di_don_colombo-127772.html

    RispondiElimina
  22. Il più importante studioso di esoterismo riconosciuto, Eliphas Levi, definisce la magia (più o meno. Queste cose mi interessano fino a un certo punto...)come: "la capacità di modellare la realtà con un atto di volontà" (E v'invito a riflettere sulle conseguenze di quest'idea a livello di psiche/psicosi collettiva. La magia è madre di una scienza(?) moderna. No, non è l'economia).

    Ora, manifestamente la magia dell'Euro si sta sgretolando. La realtà emerge dal mare di menzogne euriste mano a mano che queste svaporano.
    (sta scritto: "non c'è nulla di nascosto che non debba essere rivelato..."

    Ciò ha una simpatica implicazione, che chi guarda da lontano, chi, invece di nuotare tra i flutti, fissa l'acqua dall'alto della scogliera, inizia a distinguere i contorni.
    Ad esempio, i governatori delle banche centrali straniere, o gli investitori, iniziano a domandarsi il significato di accumulare euro, una moneta non convertibile e garantita da una coalizione di stati ad assetto variabile e cioè, sempre guardando da fuori, una moneta spazzatura, potremmo chiamarla "sub-prime money".

    Da cui, ho la sensazione che l'Euro stia per morire di morte violenta.

    E mi pare sussurri "Tu quoque Bagnai..."

    RispondiElimina
  23. Prof, Le segnalo questa perla de "Il Fatto", giornale del quale -ultimamente- constato la involuzione:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/27/corruzione-e-sprechi-non-solo-politici-e-imprenditori-ecco-le-storie-di-ordinaria-illegalita-che-minano-i-conti-dello-stato/3468277/
    La corruzzzzzzzzzione è tra noi. Siamo tutti corrotti. Nessun Italiano è innocente!!! (Sic.!). Si stanno avverando le Sue più fosche previsioni...

    RispondiElimina
  24. IMPERIALISMO e obiettivi di predominio
    Oggi la sola ipotesi sembra assurda e impossibile ma e se invece domani, per le nostre stesse motivazioni (etico/storiche, commerciali, ecc.) ed obiettivi, nascesse la FEDERAZIONE ASIATICA con : Cina, Giappone, Corea, Vietnam, Cambogia, Taiwan, ecc. . Che cosa succederebbe? Che fine farebbero i ragionamenti “europeisti/globalisti con connesse ipocrisie?

    RispondiElimina
  25. A proposito di leader tedeschi e francesi, che considerano gli italiani "...un popolo straniero da colonizzare ...", ecco la notizia del giorno:
    http://www.vvox.it/2017/03/27/aeroporto-venezia-gestione-in-mano-franco-tedesca/
    Il controllo di un asset economico strategico (la società concessionaria del terzo polo aeroportuale italiano) passa in mano alla finanza francese e tedesca. E, guarda caso, "...la rottura fra i due soci storici [italiani] ha avuto inizio nel 2015 quando Veneto Banca ha chiesto [ad uno dei soci] di rientrare dalla sua esposizione debitoria (circa 80 milioni di euro)...". Insomma, quello che è accaduto in Grecia (vedi alla voce porti, aeroporti, ecc.) pare stia accadendo anche da noi, via crisi bancaria indotta dall'euro ...

    RispondiElimina
  26. Vorrei rendervi partecipi di una testimonianza diretta sulla schifosa colpevolezza di chi fa informazione.

    Un cliente saltuario del negozio in cui lavoro fa il giornalista: ci siamo ritrovati a parlare di immigrazione, mi ha spiegato che sta raccogliendo materiale per un'inchiesta.

    "In Italia e in Europa abbiamo un problema demografico, non facciamo più figli e questo sta portando a grandi difficoltà. È da tempo che sto raccogliendo informazioni sugli immigrati: vede il problema è che non facciamo più figli e la società non va avanti, queste persone che vengono potrebbero contribuire al miglioramento della società e a far ripartire l'economia ma non avendo soldi finiscono per comprare le cose a pochi euro alle bancarelle, dovremmo cercare invece di aiutarli economicamente.

    Io, ad esempio, nell'armadio ho una dozzina di paia di scarpe, che me ne faccio di altre? Mica ne compro ogni anno! È chiaro che se manca la propensione al consumo i negozi non vendono più e chiudono."

    Questo, più o meno, ciò che ha detto.


    Nel frattempo io schiumavo di rabbia...sono un iracondo, riesco fortunatamente a limitarmi nell'utilizzo delle parole però il mio viso tradisce le mie emozioni; penso che il mio interlocutore se ne fosse accorto perché durante la mia replica non mi guardava negli occhi.


    "Vede [brutto coglione, avrei voluto aggiungere] io le vorrei per esempio altre cinque paia di scarpe, ma non me le posso permettere. Inoltre, perché pensa che non si facciano figli? Non crede che sia doveroso aiutare chi ha bisogno? Creare dei posti di lavoro? Lo sa ad oggi a quanto ammonta la disoccupazione giovanile?"

    E via dicendo, non ricordo neanche cosa gli ho detto...


    Vi giuro stavo male, stavo davvero male.


    RispondiElimina
  27. Arrivo tardi a portare una - se si può definir così - testimonianza, ma purtroppo le difficoltà della quotidianità complicano le cose.
    Il 25 Marzo a L'Aquila, in duemila al corteo nazionale Casapound: imponente servizio d'ordine, nessun incidente.
    In realtà a L'Aquila, convenuti da quasi tutta Italia e comunque sicuramente da Lecce a Udine ed il Piemonte, c'erano circa 3mila attivisti CP, lo so perchè vi erano amici ed anche la mia persona, dato che andare nella direzione opposta a Roma ed alle celebrazioni che vi si tenevano per il 60.o anniversario del 25 Marzo mi sembrava l'unica cosa sensata per dimostrare che esiste "un'altra Italia" senza "più Europa" e nemmeno "Leuropa", ma le questioni di "bilancino" non mi paiono il problema principale: mi sembra invece che il problema principale sia che Il Messaggero (che ho collegato) è l'unica testata di rilevanza nazionale - ma comunque di diffusione locale - ad aver riportato la notizia ed un minimo di cronaca al riguardo, poi qualche altro rapporto è stato effettuato solo da organi locali ed in effetti solo perchè nell'occasione si presentava la candidata sindaca di CP (va da sè che un più dettagliato e circostanziato servizio sia stato fatto dall'organo di informazione sul web di riferimento della stessa CP).
    Sono estremisti di destra, sono fascisti, sono illiberali e xenofobi, perfino antidemocratici e razzisti, tutto quello che volete, potete considerare CP la summa di ognuna e tutte le storture e le derive della politica: ma quel giorno in Italia chi ha raccolto migliaia di persone in un angolo recondito e flagellato dalle avversità della natura a dichiarare la confutazione dell'euro, la contestazione dell'abdicazione del governo nazionale rappresentativo, la rivendicazione della tutela del popolo elettore (pur - ribadisco - fra esasperazioni e rigidità che si vogliano esecrare), son stati loro.
    Però stando ai notiziari nazionali e ai giornali eminenti il 25 Marzo io son stato in nessun posto, gli Aquilani hanno visto nessuno oppure solo miraggi ed allucinazioni, e se qualche esaltato avesse riconosciuto in me un pericoloso nemico da ammazzare seduta stante i miei familiari si sarebbero arrovellati sul perchè diavolo io mi trovassi quel giorno a parecchie decine di km da casa (se non li avessi avvertiti come ho fatto).
    Ci son state 1500 bandiere problematiche per l'euro e per l'UE in una città d'Italia il giorno del 60.o anniversario degli accordi per quella cosa che è diventata "Leuropa" ma non c'è stato alcuno dei 1500 gazzettieri prezzolati d'Italia a raccontarlo, foss'anche per condannarlo.
    Questo mi dà molto da pensare.
    P.S.: L'Aquila è una città squarciata nel corpo e nello spirito, avvilita nell'animo e piegata nel nerbo, ed intanto "Leuropa" e lo pseudogoverno nazionale del "più Europa" ne dimenticano le condizioni e la sofferenza: visto coi miei occhi.

    RispondiElimina
  28. Leggo da 6 mesi il suo blog,facendoun percorso di presa di coscienza difficile all'inizio,man mano che si dipanava la melassa mediatica sapientemente instillata nella mia mente come in altre milioni di menti 'cloroformizzate' è cresciuto anche un sentimento doppio,di frustrazione da un lato ma di volonta' di lotta dall'altro.Leggo i Suoi post sull'economia senza intervenire perche' cerco di apprendere e prendere consapevolezza in materie con cui non ho esperienza,ne' competenza.Sento di farlo su questo per due motivi:questo post che tratteggia il neoimperialismo morbido progettato dalla UE ed aver sentito nel salotto amico di Frau Gruber l'ex premier,ex commissario UE prof.Mario Monti da Varese preannunciare catastrofi nel caso di uscita dall'€uro del nostro Paese.Dato che la personalita' del Nostro è ben nota alla rete per alcuni video che lasciano trasparire quella linea di pensiero che pur mascherata è la teologia dei cardinali €uristi e del Pontefice Draghi, mi sono allarmato.Parole testuali:'fuori dall' €uro un futuro miserevole per 'figli e nipoti (due generazioni 2x25=50 anni se non erro,di miseria nera) oltre al 'ritorno delle guerre tra i popoli d'europa occidentale' (e fanno 2 guerre 15+33=48 milioni di morti paventati).E' talmente terrorizzante come prospettiva che non riesco a credere che una persona di cui non condivido nulla,ma certamente dotato di intelligenza analitica ed esperienza politica,non possa non sapere che sta enfatizzando in modo altamente scorretto,la proiezione di uno scenario finanziario e politico.Io gli farei la stessa domanda gia' fatta ad un interlocutore che qualche settimana fa' su Micromega sosteneva la tesi “Supernazione Europea buona VS Nazioni Vecchie guerrafondaie”, affermatasi con velocita' sorprendente in due mesi di propaganda mainstream.Gli ho chiesto di indicarmi,a suo piacere nell'ambito trimillenario della Storia umana uno,anche un solo governo territoriale,che ampliando la sua scala dimensionale avesse ottenuto questo risultato pacificamente,senza guerre,ne' oppressioni di minoranze,di popoli e pure di scegliere un continente a piacere e un'epoca a piacere dall'impero Moghul agli Incas,piuttosto che dalla Serenissima al Califatto Islamico.Per rincarare la dose se riteneva che le due piu' grandi confederazioni di stati dell'epoca moderna occidentale,USA e Urss fossero stati esempi di pace fraterna,liberta' e benessere sia dentro che fuori dai loro immensi confini in ragione delle loro dimensioni e non piuttosto i capisaldi di forme diverse d'imperialismo globale.La risposta è ovvia e chi si è formato come me sul Camera-Fabietti (testo di storia alle superiori negli anni '70) puo' tranquillamente competere con un Prof.Andrea Romano qualsiasi,smontando il revisionismo posticcio,il cui unico obbiettivo è giustificare l'ennesima cessione di altre' sovranita' (politiche,poliziesche e militari questa volta).La rivolta dei popoli tramite il metodo elettivo,potrebbe ostacolare altri espropri a suon di Trattati Irrevocabili ,compilati da governanti-burattini totalmente asserviti ad un disegno che sta' prendendo forme morbidamente mostruose.Come un Golèm fatto di moneta di carta,vincoli,cinismo,merci,commerci e armi letali che obbedisce solo al comando di una elite tecnocratica di presunti illuminati.Concludo rilasciando il link sulla 'simpatica' campagna stampa che da due mesi percorre alcuni media tedeschi sulla necessita' di una 'Bomba Atomica Tedesca o almeno franco-tedesca' chiedendoLe se questo non sia l'esito finale di un progetto imperialista sofisticato e programmato da decenni.Grazie dell'ospitalita'.



    https://vocidallagermania.blogspot.it/2017/03/la-campagna-per-una-bomba-atomica.html?showComment=1490806692647#c5522447164962557662

    RispondiElimina
  29. il prof BAGNAI in politica? Magari! Chiedo un cortese parere su un'idea forse prematura. Puo avere un senso uscire dall’Europa tedesca e costruire un mercato piu' stretto con l’Inghilterra ? Spiego perche' lo dico. I nostri romantici politici dicono che l’Europa ha evitato il replicarsi delle guerre tra Germania e Francia - Inghilterra, è vero che si è eliminato questo pericolo? La mia risposta è NO. Questi i motivi. Ovviamente fino a che la Germania fu divisa non ci furono rischi. Ma quando fu chiaro che l’Urss era in grande difficoltà, gli USA decisero di ricostruire una nuova Europa intorno alla Germania nuovamente forte, e fecero cadere il Muro. Lo scopo era attrarre i Paesi dell’est fuori dall’orbita russa, e unificare un’Europa piu’ grande intorno ad una moneta forte, il nuovo Marco, ovvero l’Euro. Cosi' la vedo io, e se ho ragione vuol dire che tutta l’Europa deve divenire colonia tedesca per scelta Usa, ed acquista un significato il fatto che l’Inghilterra abbia detto: NO, ed anche l’acquiescenza dei nostri governi nel seguire le direttive europee, perche’ appunto ordine veniva dagli Usa. Prtroppo in Europa noi siamo tra i piu’ svantaggiati di tutti con l’euro forte, abbiamo interessi economici opposti rispetto alla Germania che sono stati peggiorati dai meccanismi di conti con l'estero che il professore ha mirabilmente spiegato. Il nostro rischio di finire per trovarci economicamente distrutti e' una certezza, avendo anche delegato la nostra sovranita’ alla Merkel. Secondo voi, se accadesse, avremmo o no qualche ragione per fare guerra alla Germania per un nuovo Risorgimento? Chiunque conosca un po' la Storia si fida milioni di volte di piu' dell'Inghilterra che della Germania.

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.