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lunedì 21 dicembre 2015

Storia letteraria della crisi

Dragan Garić ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Ci siamo! Feld sull'esproprio (con backstage e un ...":

Ho provato con link attivi che non obbedivano (forse essendo in molti) e preferivano rimanere passivi. Mi sono rimaste le parentesi.

Che le cose dovessero andare in questo modo qui si sapeva da tempo. Tanti di noi (Povera gente) erano ottimisti (Grandi speranze), ma pian piano dovevano fare conti con la realtà (Illusioni perdute) sentendosi raggirati (Umiliati e offesi) e rendendosi conto di vivere in un periodo non molto facile (Tempi difficili).
Sembrava che la classe politica fosse presa da una forza inspiegabile (I demoni) e facesse di tutto per far male al proprio Paese.
Comunque, è molto probabile che il loro comportamento sia guidato da certe leggi (Le leggi fondamentali della stupidità umana).
Loro (I miserabili) ci hanno fatto credere che fosse un bene rinunciare alla sovranità monetaria e che l'euro (Nostro comune amico) ci proteggesse, oppure che fosse solo una moneta.
Soltanto qui sapevamo che si trattasse di qualcosa di molto diverso (Un tenebroso affare).
In nome di pochi toglievano i diritti a molti, distruggendo il Paese e rendendolo irriconoscibile (La casa dei fantasmi) costringendo i giovani ad emigrare. Quelli che rimanevano (Anime morte) non avevano la forza di far valere i propri diritti.
Chi comandava conosceva bene con chi aveva a che fare (Psicologia delle folle) e in che modo realizzare i propri progetti.
Nonostante il potere della propaganda la gente capiva che ci fosse qualcosa che non andava e voleva mandare via il responsabile (L'idiota) insieme ad altri collaboratori lontano dai centri decisionali (Ventimila leghe sotto i mari), ma alla fine non succedeva niente.
Anche se non tutti riescono capire facilmente come stano le cose (Capire il potere), il numero di chi comincia a svegliarsi aumenta ogni giorno.
I più ottimisti capiscono che per mettere le cose a posto ci vorrà molto tempo (Una vita) e diventa impossibile non farsi prendere da un sentimento molto forte (Furore).
La sinistra italiana ha tradito il Paese e dovrebbe fare il primo passo (La confessione) che forse non farà mai.
Lasciamo a loro la decisione (Come vi piaccia).
Resta sempre la stessa domanda (Che fare) alla quale arriverà la risposta (La tempesta) e poi si faranno i conti (Misura per misura),
Ormai sono arrivate le feste e un po dell'ottimismo anche se ingiustificato ci vole. (L'Italia può farcela).

Postato da Dragan Garić in Goofynomics alle 20 dicembre 2015 16:56 




(...Dragan, naturalmente, non insegna letteratura. È un operaio specializzato emigrato dalla Serbia nel Nord-Est italiano appena in tempo per sfuggire al bombardamento umanitario della sua casa - o di quella dei suoi genitori, non ricordo bene. Solo che in Serbia, quando c'era lui, la scuola era pubblica, e, come vedete, funzionava...)

73 commenti:

  1. Beh, se davvero Dragan è un operaio, è molto, MOLTO specializzato...

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  2. Un grande commento che mi ha dato qualche dritta per i regali di Natale. L'ultimo lo regalerò ad un mio parente piddino. Sperando che lo legga.

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    1. Già comprato con stesso obiettivo. Certo che non lo leggerà. Ma lo sfizio della prococazione non si può perdere, come la speranza... che legga.

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Dragan conosce la letteratura, almeno quella orientale (c'è un oriente anche a Nord? D'averio?) come e meglio di noi (voi).
    Quando ho scritto che lei è un condensatore di intelligenze, intendevo questo.


    Ma io preferirò sempre "Il circolo Pickwick", una risata butterà la prima manciata di terra, la goliardìa che voi scienziati avete saputo mantenere, nonostante il Male. Io, mezzo no.e ne pago le conseguenze, come molti follower di questo blog.
    Questa mi è uscita di getto stamattina. (Si, lo so che non è la posta del cuore e cattiverie varie...)

    Disse un emulo di capitano uncino.
    “E' la teoria del mondo di mezzo, no? “
    No, questa è la cattivissima storia di Mezzonò,
    che per esistere si accompagnava a degli Attributi.


    Era terribilmente invidioso di quelle che, nonostante tutto,
    erano persone del tutto Integre.
    Lui, comunque, era sempre, Mezzonò.


    Mezzo correttore di bozze, e Mezzonò.
    Mezzo editore, e mezzo scrittore,
    e Mezzonò.
    Mezzo poeta, magari anche no.
    Una volta un Integro, in pubblico
    lo menzionò,
    per ribadire “Quello è bravo, anche simpatico;
    giusto un po' sciroccato, ma Mezzonò.”

    Si rifugiò (ma Mezzonò)
    nell'illusione che qualcuno potesse capire
    anche solo a metà, quel ch'aveva da dire.
    Sapeva (oppure no), che pur a distanza di anni,
    contraddirsi non è Integro.
    “A sto punto, meglio dir di No.”
    Così, negando la mezza negazione
    (ma solo un po') si allontanò
    dalla corretta e ortodossa direzione
    (comunque, azimutando, sempre opposto a Nord).

    Lo sorprese, per il giù, una belva tze-tzè
    con le sole zampe anteriori (era mezza belva, ovviamente).
    Lui che era anche mezzo cacciatore (ma Mezzonò)
    aveva una doppietta con una sola canna
    e la mancò.
    Trascinandosi la belva lo addentò
    (ma con un solo canino, cosa si può?
    Al più fare un buchino)
    e Mezzonò, si addormentò (era un dormiveglia, ovviamente).

    Si risvegliò in una città puzzolente.
    E prese l'iniziativa Integra.
    “Ora fo' come un comò,
    Mi piazzerò dentro la loro stanza,
    sotto ai paltò,
    così, in tutta evidenza,
    senza che se ne accorgano, li conterrò”

    Non aveva contemplato l'idea,
    di essere un'IKEA.
    E la puzzolente città di mezzo, lo cestinò.

    Così finisce la stronza storia di Mezzonò,
    il coso senza una vera posizione (ma mezzo no).
    Avrà mezza lapide
    “Ei fu, siccome un mobile,
    come un comò”

    Avesse potuto correggere almeno quella.
    Mezzo che no.




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  5. Grande Dragan! Mi hai strappato un sorriso

    Aggiungerei un classico del professore: Delitto e CASTIGO (l'enfasi è mia)

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  6. In Jugoslavia la scuola era pubblica e funzionava ma anche la corruzione, il nepotismo e " Tu quoque, Brute, fili mi!". Questo vale per tutti i paesi "de sinistra".

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    1. Guarda che l'eccellenza di Dragan si vede anche senza liquame di contrasto.

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    2. Era un cruccio di Terzani, che testimonio' la caduta del comunismo e la perdita, assieme all'acqua sporca della storia, anche del bambino, ad esempio istruzione pubblica, uguaglianza di genere, biblioteche... In compenso finalmente apparvero le prostitute, in linea con le battaglie piddino-femministe di chi, la figlia puttana, non ce l'avra' mai. Ma la crisi, chissa', potrebbe stimolare nuove flessibilita'.

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    3. La Juvoslavia non so ma sicuramente era "de sinistra" il nostro, che si unì agli allegri bombardatori umanitari.

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    4. Da quello che so la Jugoslavia era molto diversa tra i paesi "de sinistra" tipici dell'Est.
      Stante a molte ricostruzioni era uno dei paesi più progressisti e aperti (aperti nel senso non pregiudizialità ideologica, non aperti nel senso piddino del termine). Poi certo era sempre un regime comunista, ma almeno ebbero il coraggio di trovare una propria via sovranista e nazionale.
      Temo che gli intellettuali "de sinistra" di oggi commettano un grande errore a rimpiangere i bei tempi andati dell'URSS, non è stata la caduta del Muro ad aver distrutto il movimento operaio occidentale, ma essersi affidati troppo all'avanguardia dell'est a rovinarli.

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    5. La scuola in ex Yu era molto buona ed accessibile per tutti coloro che volevano studiare. Esistevano i programmi di orientamento professionale per i ragazzi di talento. Alcune università (ingegneria e medicina in particolare) hanno prodotto degli ottimi professionisti che, ahimè, in tanti sono emigrati all'estero. Si studiava la letteratura e la storia italiana, francese, tedesca, inglese, americana, russa e così via. Adesso non è più così. Hanno "adeguato" l'università allo standard europeo (Processo di Bologna) e la scuola costa. Dragan è comunque eccezionale.

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    6. Studiavano anche le lingue classiche! Non scordiamocelo, please. Quanto al Processo di Bologna, è stato un piano criminoso e consapevole per abbassare gli standard scolastici europei e portarli verso quelli americani con la risibile motivazione (vi suona nuova?) della competitività.

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    7. Allora, utilizziamo i termini giusti. Aperto nel senso piddino si scrive"prono".
      Mi scrisse una volta una delle mia ex "amore, stasera preparati che ho affittato un prono".
      Rimasi UN FILINO turbato. (abbiamo un vincitore, arbè?)

      detto questo:
      MA LE FOIIIIBBBBEEEEEE?
      Regà, dal basso della mia ignoranza, vi garantisco che i modi di dire non sempre li fanno i giornalisti; anzi, quelli che rimangono, sono sempre strutturati (VLAD mi capirà);
      se si dice "balcanizzazione" un motivo c'è, e la colpa, a loro modo, se la intascano, in "bonaparte", i veneti sebbene pure gli Asburgo non giocassero a freccette. Eppure, ancora, in Croazia nel 2004, quasi tutti parlavano un italiano decente, e nessuno tedesco (che parlava la mia compagna di allora). Io non so che dire a parte: Civis Romanus Sum.
      Non credo alla migliore capacità etnica. Credo solo a quello che vedo

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  7. Ieri sera il Governatore Visco ha fatto la sua comparsata natalizia per pubblicizzare il suo libro alla nota trasmissione pelosa del Fazio nazionale. In qualità di "stella" dello spattacolo, ha avuto gli onori della cronaca dopo due "mostri sacri" come Laura Pausini e Checco Zalone(nome originale: Che Cozzalone). Non credo si debba agguingere altro. Unica nota positiva, mio figlio, laurea breve in ingegneria informatica, che da quattro anni combatte nel precariato più allucinante, a metà gennaio parte per il Canada. Questa notizia mi farà passare un Natale un poco più sereno.

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  8. Questa sì che è Letteratura. Complimenti, Dragan.
    (E anche a Pica, che non conoscevo en poète)

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  9. Congratulazioni a entrambi.

    Le dissonanze nonché le disarmonie ritmiche della composizione di @Emilio Pica danno idea delle dissonanze e delle disarmonie (detto per eufemismo) della situazione generale.

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  10. Credo che da questo uomo che ha conosciuto l'infame guerra e ciò che l' ha preceduta e determinata e da cui è fuggito (ricordo i loro cimiteri di tombe di giovani che ti fanno stare male, li ho visti e sono dovuto uscire subito) e che credeva di trovare nell'area euro la soluzione, dia l'esatta dimensione della infamia di questa europa, che supera ogni immaginazione. Riflettete bene, imbecilli, che pensate che la storia non sia contro la vostra idiozia, arriverà il momento in cui dovrete rendere conto di ciò che avete fatto.

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  11. Caro Dragan, non la conosco ma ho avuto molti studenti serbi e croati e posso confermare la loro eccellente preparazione scolastica. Amo i popoli della Slavia Meridionale, sono fieri e attaccati alle loro tradizioni. Quei bombardamenti restano una vergogna per tutti noi.

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  12. Prendiamola con filosofia(ride Eraclito..Eraclito ride..Era clitorid...ehm,bravo Dragan!)
    P.S.
    KPO cattocomunista(non ho fatto nomi!):Senilità!:-)

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    1. @Alliv

      Chapeau.
      Sono la più vecchia del blog o quasi.


      Ma come, non si pensava a me?


      Ahi ahi ahi ahi. :-)

      Molti vecchi hanno il senso dell'umorismo, permesso anche, dico anche, da una scuola "allora" non piatta, quindi "buona" :-) :-) :-)


      Ma come, si parlava di un gruppo?
      Può essere, ma alla fine a me interessano gli individui :-)

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    2. @Adriana

      Lei è più giovane di molti trentenni,mi creda.Buona notizia per lei(in quanto singolo individuo),pessima per la collettività.

      Saluti e abbracci.

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  13. Stamane ore 09:00 in radio(2) ho sentito uno con la voce di Bagnai che diceva all'incirca quel che di solito dice Bagnai... ma ero distratto nel traffico. Sento le voci conme S.Teresa?

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    1. Quella è l'ora dei "conigli" talmente piddini che se parla Bagnai vuol dire che siamo fuori dal l'euro :-D

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  14. OT: ma non escono più sul sito di asimmetrie gli articoli del Prof. Sul fatto quotidiano?

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  15. È una decadenza che colpisce tutti ( I vecchi e i giovani). Ma gli dei non sono con i responsabili ( Iliade, di Baricco). Dedicata a Nat

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    1. Grazie, giovine Baroni. La vera intenzione di questa dedica mi sfugge, ma con lei per scelta sono e sarò sempre maternamente indulgente, non tanto per amor suo, quanto di DìCì (che ha occhi così belli da provare che esiste una vita precedente, in cui lei, giovine Baroni, deve avere fatto qualcosa di insolitamente buono). La sua gentile dedica mi ha fatto sovvenire che l'Iliade storpiata da B (e regalatami da un parente scemo) ancora abusa di spazio nella mia libreria: credo che questo sarà l'anno giusto per destinarla a un allegro focherello nella capace stufa a legna della mia baita (certo, produrrò un po' di diossina, già mi rimorde).

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    2. Ahah quale miglior modo per disfarsene: un omaggio neanche troppo indiretto alla dea Vesta. Una punizione affascinante visto ciò che pensa B.
      La dedica era per cercare la tua complicità, dato che eri stata te a sottolineare la bariccata :)

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    3. Oh, finalmente, sono molto lieta che tu abbia cambiato Weltanschauung! ;-) (Quanto all'uso spericolatamente lombardo di te al posto di tu, esprimo un pacato ma fermissimo dissenso: in realtà passo la vita a strillare TU! TU! TU! in faccia a figlie e nipoti sgrammaticati; il dialogo tipico è: (io) "Come stai?" (lei/lui) "Bene e te?" (io) "Tu! Tu! Tu!"

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    4. Hai ragione. Non ci avevo mai posto sopra sufficiente attenzione. La risposta che mi sono dato è che forse al mio orecchio te suona meno aggressivo di tu. C'aveva ragione l'ingegnere: i pronomi personali, pidocchi del pensiero :)

      PS
      Se ti riferisci alla tua liaison col martinet sappi che non mi schiererò mai: tra moglie e marito non mettere il dito. Che poi è corollario di: moglie e buoi dei paesi tuoi, come anche di tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Se ti riferivi invece al paganesimo sappi che #iostocongiulianol'apostata

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    5. Col Martinet ti assicuro che non ho alcuna liaison né c'è alcun argomento per cui ci si possa schierare; un tempo mi ha trattata con cortesia, in seguito ha smesso, avrà avuto i suoi motivi, l'ho da tempo defalcato dalla lista dei miei problemi, avendo già scarso tempo per coltivare i rapporti con le persone cui sto simpatica e che mi vogliono bene.
      Mi riferivo al fatto che tu un tempo hai dichiarato che la tua Weltanschauung ti proibiva di darmi del tu, vedo che ora te lo consente e mi fa piacere, tutto qui. Stai tranquillamente con Giuliano l'apostata, nessuno ha mai avuto più simpatia di me per le divinità classiche, ho persino gettato un fiore in offerta al tempio di Era, una volta, e mi ha compensata con tre figlie ;-)

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    6. Baroni, eviti di attribuire liaisons di qualunque genere a chicchessia: sto parlando seriamente.

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    7. @Nicola Mi riferivo al fatto che la prima volta che mi hai rivolto la parola su questo blog è stato per dichiarare che la tua Weltanschauung non ti consentiva di darmi del tu. Sono lietissima che tu abbia cambiato idea (e Weltanschauung, quindi). Tutto qui.

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    8. @Nat
      Adesso ho capito. Non ci sarei mai arrivato :)
      PS
      Però solo perché alcuni di voi me lo hanno chiesto esplicitamente

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  16. Applausi. Basta trovare chi interpreta Don Circostanza (il solo limite è nell'imbarazzo della scelta) e abbiamo una mirabile sintesi di questi ultimi anni. E (forse) anche di quelli che ci aspettano.

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  17. Se in Spagna i partiti convintamente europeisti prendono ancora la maggioranza dei seggi, e se le pressioni di Bruxelles sono per una coalizione popolar socialista, direi che in ciò c' è l' esatta dimensione del problema democratico che abbiamo di fronte nell' area euro.
    E ancora, il guru, qualche settimana fa ad omnibus, a precisa domanda su Renzi, rispose più o meno: "non può fare nulla"; sentendo le sue ultime facezie idiote sulle elezioni spagnole e la differenza con il caso italiano, direi: "può fare molto, può quanto meno tacere".

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  18. Alle citazioni letterarie del nostro amico serbo aggiungerei le suggestioni della trilogia di Matrix. Ovviemente Lei caro Prof. è Morpheus. Resta da capire chi è Neo.
    L'agente Smith, polimorfo è apparentemente indistruttibile, è il piddino medio italiota.

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  19. (ai compagni...)
    "Resista ognuno ben piantato sulle gambe al suolo,
    mordendosi le labbra con i denti,
    nascondendo le cosce, gli stinchi, il petto e gli omeri
    entro la pancia d'uno scudo immenso;
    l'asta possente stringa nella destra e l'agiti,
    muova tremendo sul capo il cimiero..."

    (al generale...)
    "Non mi piace un generale gigantesco, gambelarghe,
    tutto fiero dei suoi ricci, glabro a forza di rasoi.
    Io lo voglio piccoletto; gli si notino le gambe
    storte, ma si regga in piedi saldamente, tutto cuore."

    (a me stesso...)
    "Pressé fortement sur ma droite, mon centre cède, impossible de me mouvoir, situation excellente, j'attaque."

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  20. Risposte
    1. Purtroppo le prede dei luoghi comuni credono che le crisi economiche e finanziarie siano un qualcosa paragonabile al clima,se piove bisogna solo aspettare che arrivi il bel tempo senza fare populismo.Certi geni non sanno che le crisi siano un qualcosa di endogeno e i populismi sono una conseguenza delle stesse.La sinistra si è creata da sola i suoi nemici perché prima di suicidarsi la lega nord e forza Italia non esistevano da un punto di vista politico.La situazione odierna è più grave ed è per questo che le destre estreme avanzano.Non sono,da un punto di vista politico,schierato e mi limito solo a fare una considerazione oggettiva su alcune dinamiche politiche e sociali.

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    2. Ormai siamo alle frattaglie, ai fondi di caffe, al volo degli uccelli. E questo cojones nemmeno quelli conosce, le previsioni sarebbero più azzeccate.

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    3. Alberto mi sono riferito all'articolo di repubblica e ai piddini in generale,scusami se ho capito male.

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    4. @ALBERTO49
      Ci prendi in pieno, è un approccio SAPIENZIALE - ossia l'opposto di scientifico.
      Ed è sempre stato l'approccio delle élites, colte, preparate, sagge, ecc., ecc. E, mi pare, anche antiscientifiche da quando le scienze hanno smesso di occuparsi solo di meccanica e chimica.

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  21. (...seconda osservazione. Siamo ovunque. Ma veramente ovunque. Ovunque italiani che tengono alla propria dignità, occupando posti di rilievo, seguono questo blog. Questo non dimenticatelo. Quando saremo stanchi, basterà unire non solo i punti, ma anche le persone. Ma anche per questo, come per lo sblocco dei commenti, il momento lo decido io, e chi non lo capisce è un coglione - o Lenny, al quale non si può non voler bene...)

    Versione Matrix

    (....Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità....)

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  22. Complimenti, Dragan. Questo è un tipo di cose che adoro (Il piacere di leggere). E, per quanto tu non insegni letteratura, da te sicuramente ho imparato. Sai quasi quasi che faccio? Mi segno tutti i titoli del tuo brano che non ho ancora letto e me li compro (tanto un vantaggio dei classici è che costano poco).

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  23. Risposte
    1. Scusa, hai una fonte che supporti questa pessima notizia? Gli eletti sarebbero pro pareggio di bilancio? Spero ti sbagli....

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    2. Scusa. Non è venuto il link. Copio direttamente http://scenarieconomici.it/il-ms5-manda-i-difensori-del-pareggio-in-bilancio-in-corte-costituzionale-e-game-over/

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  24. sarò nazionalpopolare (che terminedella Milano da Bere), ma quando odo la parola EuroZona sento la voce del mio professore di Italiano (di Castiglioncello) che declama:


    Per me si va ne la città dolente,
    per me si va ne l'etterno dolore,
    per me si va tra la perduta gente.
    Giustizia mosse il mio alto fattore:
    fecemi la divina podestate,
    la somma sapienza e 'l primo amore.
    Dinanzi a me non fuor cose create
    se non etterne, e io etterno duro.
    Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate".

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  25. Stamani ho visto una signora ben vestita, divenuta da poco miserabile, chiedere l'elemosina.

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  26. Caro Dragan complimenti per le "parole vere", che possono provenire solo da persone vere (il che esclude il 99% dell'accademia). Unico dubbio é quello sulla Confessione. Che ce ne facciamo? Nella megliore delle ipotesi vi sarà da ricostruire il paese da zero. Potremmo mai farlo,von cotale spazzatura umana e intellettuale? Gli unici ad aver capito qualcosa paiono Fassina e D'Attore...due onesti fanti, tuttavia, in tutta onestà e pur non avendoli completamente in disistima, non mi pare un materiale umano di levatra eccelsa. L'unica cosa che possono fare é scusarsi e contribuire un poco per quello che vi sarà da fare, senza mettersi di traverso. Vi srá bisogno di persone di ben altra caratura per sperare di uscire da questa merda. Il resto della sinistra parlamentare é nulla, non servirá neppure che si scusi, perché é oltre ogni possibilità di redenzione

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  27. Un gigantesco SCUSACI a Dragan. Siamo tutti responsabili di quelle bombe infami e "umanitarie". Vivo a Modena, città gemellata con Novi Sad, una delle maggiori città serbe e tra le più bombardate dai Tornado che decollavano a pochi km da qui. A Novi Sad è intitolato un bel parco cittadino letteralmente a due passi dal centro storico. E passeggiare per quel prato, calpestare quei verdi fili d'erba nelle stesse ore in cui la nostra aviazione sganciava tritolo sui fili d'erba che crescevano a Novi Sad... Be', era il 1999, ma mi sembra d'essere dentro a 1984.

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    1. Stefano, non sono d'accordo. Dirsi tutti responsabili è il modo migliore perché nei fatti non lo sia nessuno. Non mi sento mai responsabile di ciò che non condivido e non ho la forza di impedire.

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    2. Ok Enrico, io però sono responsabile. Non ho fatto abbastanza per impedirlo. Mi sono fatto i fatti miei, intanto, pensando di non avere potere di impedire quel che poi è successo. Ho votato degli scellerati che prima ci hanno messo nell'Euro, poi ci hanno trascinato in guerra con la Nato (e sul primo obiettivo ero pure d'accordo all'epoca!). E a Modena non sono sceso in piazza. Non ho mandato lettere ai giornali. Non ho protestato davanti alla base di Aviano lanciando mongolfiere di carta (come hanno fatto altri) che hanno fermato i decolli per qualche ora. Se ne lanciavo un paio anch'io di mongolfiere di carta magari lo stop ai decolli durava qualche minuto di più. Se chiamavo tutti gli amici magari venivano e lo stop ai decolli verso Novi Sad durava qualche ora di più. Se i miei amici chiamavano gli amici forse durava qualche giorno di più.... Forse qualche vita si poteva salvare. Invece ho pensato di essere impotente...



      Ho poi scoperto, anni dopo, che così ci vogliono: convinti di essere impotenti.

      Il prof. Bagnai ci ha dimostrato, mi sembra, che uno solo può fare la differenza. E anche se lo stimo so che non è un super uomo. È un uomo. Al contrario di chi si fa servo.

      E lo stimo per la sua cura dei particolari (anche e soprattutto in campo etico). E, mi sia consentita una chiosa; è questa cura dei particolari che attira qui tanti ingegneri.

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    3. @stefano Ecco dove ho sbagliato...

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    4. Mi associo a Stefano. Sentivo che era una bestialita', ma non frequentavo ancora delle buone compagnie.

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  28. Quello che ho capito io da quando seguo questo blog, è che non c'è bisogno di un titolo di studio (dalle mie parti: "o' piezz'e carta"), per capire cosa ci hanno fatto e cosa ci stanno facendo.
    La dimostrazione è continua, puoi trovare laureati che non capiscono, diplomati alle medie inferiori che hanno capito. Il titolo di studio non c'entra.
    La spiegazione è che per capire non basta un professore carismatico e preparato con un blog molto seguito.
    Per capire bisogna ammettere che in questa Europa fintamente unita gli interessi degli italiani non coincidono con quelli tedeschi, quelli francesi, quelli inglesi. Che il più forte si impone sugli altri senza scrupoli. Che esiste una dittatura finanziaria pronta a punirti se provi a disobbedire. Che gli interessi di chi decide distorcono la vita sociale, perchè fortemente sbilanciati verso una parte.

    Chi non ammette questa sottomissione non capirà se non quando toccherà a lui. Chi non ha capito fino ad ora, nemmeno dopo le numerose dimostrazioni di violenza, non ha possibilità di vedere, ridare la vista ai ciechi è un impresa perfino oggi che la chirurgia ha fatto passi da gigante rispetto a circa due millenni fa. Ciò mi preoccupa è mi fa rabbia.

    Noi siamo costretti a subire la violenza di chi si impone con la forza e la violenza di chi si sforza di non vedere e mentre i primi lo fanno perchè è nel loro essere, i secondi lo fanno per una radicata e profonda stupidità.

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  29. Inoltre la Serbia ha pagato con mutilazioni territorial Il suo attaccamento alla Russia attraverso I bombardamenti umanitari e l' esportazione Della democrazia. La Yugoslavia e' stato Il primo esperimento di strategia del caos dopo la caduta del muro

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  30. mi rendo conto cmq che:
    a) non tutti sono idioti ma in prima linea mettono loro (eh)
    b) si è deciso più di 20 anni fa che l'Italia si doveva dividere e che i risparmi (oltre al predominio industriale) dovesse andare alla Germania.
    Che se deve guidare l'europa deve essere veramente 10 passi avanti agli altri (tra 10 anni con loro che avranno tutte le fabbriche e le banche.. ok, lasciamo perdere)

    c) la Sicilia è piena di statue di Garibaldi e di vie intitolate a Nino Bixio..
    Non so se sia chiara la cosa o no?
    ma il Sud di quei tempi è pieno di valorosi uomini decapitati e deportati.

    Alla fine di tutto ciò non dormo più la notte

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  31. Dragan ho sempre ammirato la tua sensibilità, lo si percepisce da quello che scegli di scrivere.
    È un onore condividere il blog con te.
    Un giorno spero di poterti conoscere.
    Ps: spesso copio-incollo ciò che scrivi.

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  32. In questo post si coglie l'abissale differenza tra l'Europa di ESSI (cit. Quarantotto) e l'Europa altra (attenzione, non "un'altra Europa possibile") che preesiste ad ESSI, che ad ESSI oppone cultura e civiltà e che ad ESSI sopravviverà. Chapeau Dragan

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    1. Non c'è nessun essi. C'è un noi, qui, ora. Non c'è un loro. Quando capirò che lo abbiamo capito in tre passeremo oltre.

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  33. Guerra e pace nel continente e nella nazione. A volte mi chiedo perché, coloro che hanno commesso il Delitto, debba stabilire quale sia il nostro Castigo.Perché ci tocca vivere alla Ricerca del tempo perduto, mentre corriamo a fari spenti, in un Viaggio al termine della notte della democrazia?
    Non abbiamo più una pallida idea (almeno qui, l' abbiamo) di cosa sia Rosso e cosa sia Nero, mentre nei luoghi dove si prendono decisioni, le Affinità, degli "eletti" più che elettive, sottopongono a Processo un intero continente.
    Quasi come si volesse costringere ad essere dei Miserabili, costretti ad orientarsi come Sonnanbuli, nel Buio a mezzogiorno (il nostro Mezzogiorno). Toccherà combattere per la Pelle, o per il Mondo nuovo? Non lo so... staremo a vedere.

    Ciao Dragan, spesso mi chiedo, come sarebbe andata a finire, se i serbi avessero conquistato Costantinopoli prima dei turchi. La risposta è non lo so. Quello di cui sono sicuro, è la fine della maggior parte delle persone che insieme a me, affollavano via Veneto davanti l' ambasciata americana nel Marzo del 99:
    sono finiti nell' immenso oceano della piddinitas.

    Dino Trapasso.

    PS: ragazzi, ricordate che si può scegliere di poter perdere combattendo per la causa giusta, o esserne sicuri combattendo per la causa sbagliata. Animo!

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  34. Dragan, sabato scorso ero alla festa di San Nicola in casa dei miei vicini - dieci scalini sotto il mio appartamento - arrivati dalla Serbia anni addietro.

    (Alessandra/Cassandra da Firenze. Oggi 22.12.15 ore 13.30, su Radio Rai3, Cantata "Tra le fiamme", soprano Valentina Varriale con l'ensemble "Musica perduta"; Aria "Voli nell'aria chi può volare", G.F. Handel in "Handel, Italian Cantatas, World Premiere Recordings")

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  35. Vorrei ringraziarvi per la evidente sensibilità e l'empatia espressa nei vostri commenti.
    Mi rallegra il fatto che ci siano molte persone che conoscono come sono andate, esattamente, le cose nella ex YU e poi in Serbia.
    L'anno 1999 (qui mi sfugge un amaro sorriso ricordandomi di Pippo e il suo famoso pensiero, applicando la stessa regola al numero 1999...ma lasciamo stare questi discorsi) rimarrà nella storia recente della Serbia come uno dei più difficili da dimenticare.
    Amici che in un batter d'occhio si trasformano in carnefici spietati, soltanto perché qualcuno ha deciso che così doveva essere.
    Mi lascia molto inquietante la facilità con la quale la gente si fa convincere che un atto criminale sia un azione buona e indispensabile.
    Ci sono stati toccati alcuni argomenti, tra qui alcuni trattati qui e non vorrei dilungarmi sulle cose già dette.

    @ Obli
    La nostra tradizione serbo ortodossa vuole che ogni famiglia festeggi un santo protettore e che questa usanza si trasmetta dai padri ai figli.La mia festeggia San Giorgio.

    @ Dino977
    “come sarebbe andata a finire, se i serbi avessero conquistato Costantinopoli prima dei turchi.”
    Se i veneziani avessero dato una mano probabilmente sarebbe più facile rispondere.

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    1. San Giorgio! È anche il mio santo protettore, cui affido in particolare le mie figlie scout. Infatti è il protettore degli scout.

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  36. Più di dieci anni fa ebbi modo di conoscere un saldatore della bergamasca che s'interessava di yoga e discipline affini. Dal punto di vista formale era una delle persone più ignoranti mai conosciute: che non azzeccasse condizionali e congiuntivi era dato facilmente per scontato, ma in più parlava una specie di idioma tutto suo, ricco di strafalcioni e storpiature di termini e nominativi, l'insieme proferito con la cadenza della zona orobica (una sorta di "penitenziagite..." de "Il nome della rosa"). Talvolta era un'impresa il trattener l'ilarità, perfino a costo dell'integrità labiale, per non toccarne la suscettibilità. Eppure, su dieci argomentazioni confuse ed improbabili, al cui senso compiuto accedere attraverso una scrupolosa decrittazione reciproca, col tempo pazientemente sedimentata, almeno una brillava ogni volta di luce genuina e autentica, spiazzante nella sua ricerca consapevole e tale da indurre a domandarsi: "E questa sincera e acuta profondità donde proviene?". Conscio della sua impreparazione culturale e lessicale, il soggetto in questione cercava di sopperirvi attraverso studio, lettura, riflessione e pratiche introspettive; un paio di volte fu visto arrivare con testi di Aristotele al braccio, il cui approfondimento era sfuggito perfino a un laureato in filosofia della conventicola di riferimento. E tuttavia non era, la sua, questione di presenza o latitanza d’un conoscere accademico o formale: aveva un’anima che, benché fosse imperfetta come ogni altra, ardeva del confronto dirimente con l’abisso. Tale vivacità e sincerità “intellettuali” non ho potuto riscontrare in certi professori universitari.
    Se lo portò un tumore alle ossa attorno ai cinquant’anni d’età, probabile conseguenza delle porcherie inalate pel tramite del suo lavoro. Dopo un decennio lo ricordo con immutato affetto e intonsa stima; posso dire d’aver appreso anche da lui qualcosa di profondo e vero che non si trova apertamente sulla carta scritta. Buon viaggio, Elio; e che il cammino degli dei si illumini ai tuoi occhi.

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  37. Caro Dragan, mi permetto di suggerire una linea Jugoslava: "Da luogo d'incontro, se non proprio pacifico quantomeno civile (Il ponte sulla Drina), l'Europa fu trasformata nuovamente in prigione (Necropoli)."

    Lo so che il secondo è sloveno e iz Trsta, però è uno dei migliori (e più terribili) libri che abbia mai letto.

    Dei bombardamenti, ricordo il rumore degli aerei che partivano da Aviano tutta la notte (ero poco più che un bambino) e i tentativi di spiegare la guerra con il fatto che i balcani erano un'anomalia barbara davanti alla civilissima Europa. Cosa si può aggiungere?

    Molti auguri a tutti, soprattutto che il 2016 sia un anno migliore, in che modo migliore può decidere lui.

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  38. Dragan è la conferma che l'ottimo sistema scolastico pubblico ha funzionato.
    Tempo fa conobbi una donna rumena che faceva la badante in Italia e che mi reccitava i brani della Divina Commedia in un italiano perfetto. Suo padre è stato in galera durante il periodo di Ceaușescu e lei oggi rivaluta quel periodo. Che ironia.
    Ho conosciuto un polacco che mi parlava russo e tedesco perfettamente.
    Ricordo i cogniugi russi: lei ingegnere aerospaziale, lui ingegnere nucleare che vivevano con una figlia laureata in belle arti in 60 mq.


    Non dimentichiamoci che nella stessa ottima scuola pubblica di questi paesi ha ottenuto la stessa istruzione anche la castacriccacorruzione.
    Mi hanno raccontato che in Jugoslavia c'è stato anche un sistema che se un genitore lavorava in una azienda il/la figlio/a poteva ottenere una borsa di studio da questa azienda con l'obbligo di finire l'univesità nei tempi stabiliti. Dopo la laurea poteva cominciare a lavorare per la stessa azienda che gli ha donato la borsa di studio per restituire il debito. Una volta saldato il debito il/la ragazzo/a poteva scegliere se rimanere o andarsene.

    Ero in Germania nell'anno in cui entrò in circolazione l'euro. Un tedesco aspettava il resto di un centesimo.
    Quando in Italia cominciava circolare l'euro mio figlio tornava da scuola con le monetine di un centesimo in tasca che raccoglieva per strada.

    E se l'inizio del declino fosse cominciato da "de sinistra"?

    La mia riflesione è il frutto della mia vita vissuta là, là, là and là e di cui oggi faccio tesoro.
    Ma tutto questo a che mi serve se io non ho una Patria?


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