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giovedì 31 dicembre 2015

Moneta, corruzione e politica



Care lettrici, cari lettori,

fra poco, o da poco, avrete forse ascoltato in televisione le parole di un’alta carica istituzionale alla quale la legge ci comanda rispetto. Io me le risparmierò (o me le sarò risparmiate). So, come sapete voi, che da quel lato possiamo aspettarci poche sorprese. Non penso di riservarvene molte di più io, ma non rinuncio al desiderio un po’ egoistico di condividere con voi l’angoscia e l’amarezza di questo momento.

Il 2015, purtroppo, è andato come ci aspettavamo che andasse. Sul Fatto Quotidiano del 31 dicembre scorso scrivevamo

1. che il Quantitative Easing di Draghi avrebbe fallito (per motivi a noi chiari da anni, poi brillantemente ribaditi e sviluppati a maggio su asimmetrie.org dall’amico Charlie Brown);

2. che la crescita sarebbe stata inferiore alle aspettative del governo (e più vicina alle nostre previsioni);

3. infine, che il TTIP avrebbe fatto qualche passo avanti (il meccanismo comunicativo adottato, d’altronde, ci chiariva che anche in questo caso, come in quello della moneta unica, la decisione è sostanzialmente già stata presa, e tutto il resto è teatrino).

Che il QE abbia fallito lo dice da settembre anche il Financial Times, il cui scetticismo verso Draghi rasenta ormai il dileggio. Sulla crescita non mi pronuncio: ognuno di voi sa cosa pensarne. L’ultima edizione dei Conti trimestrali ISTAT dà per acquisita una crescita 2015 pari allo 0.6% (la nostra previsione). Nulla di sorprendente: il governo si basava sul suo wishful thinking (che entro certi limiti è anche un suo dovere istituzionale), e noi su un modello pubblicato su rivista, che aveva chiaramente specificato come e perché il QE non avrebbe promosso la crescita (ma questo lo sapete). Del TTIP è inutile parlarne. Decisioni prese sopra le nostre teste.

Con queste premesse, ho timore di volgere lo sguardo al 2016. Non è escluso, e anzi appare in questo momento molto probabile, che esso ci ponga di fronte al bivio del quale vi ho parlato tante volte: quello fra ricapitalizzare le nostre banche in euro, mettendoci in mano alla troika, o ricapitalizzarle in lire, riprendendo in mano la nostra vita. La prima opzione ci è stata graziosamente annunciata dall’amico Lars, nell’inedita veste di misso dominico, come vi ho riportato qui; la seconda opzione è quella che la storia dichiara inevitabile, cosa della quale ormai si accorgono un po’ tutti: dal simpatico Bilbo, a Zingales (se pure in forma tortuosa e implicita, come vedremo). Quindi la valutazione è che arriveremo con probabilità uno alla seconda, ma passando con una probabilità ormai decisamente superiore a 0.5 per la prima.

Se però mi permettete, vorrei motivare questo giudizio di sintesi con un minimo di analisi, stimolata anche dalle recenti discussioni su questo blog. La domanda che in molti ci siamo posti (o almeno, che vi ho stimolato subliminalmente a porvi) durante questo ultimo mese è: “ma perché quando si parla di moneta o di corruzione la gente sclera?”.

Può sembrare che questa domanda abbia poco o nulla a che vedere con la crisi bancaria che tanti paventano, o con la maggiore o minore probabilità di un commissariamento dell’Italia. Può sembrare anche che i due termini della questione (corruzione e moneta) siano eterogenei, e che quindi metterli insieme in uno stesso interrogativo non ci aiuti molto a procedere nella nostra analisi, nella nostra comprensione del reale.

Naturalmente la penso in modo un po’ diverso. Credo che una riflessione su questa domanda ci aiuti a capire perché siamo arrivati qui e quali strade ci si aprano, o meglio chiudano, davanti. Per giustificare questa mia intuizione, vi faccio notare una cosa. Esiste una piacevole simmetria fra lo sclero sulla moneta e quello sulla corruzione. Come ormai avrete notato, chi sclera sulla moneta normalmente tende a negare che essa sia un fatto politico (“l’euro è solo una moneta”), il che non esclude che ad essa attribuisca un valore morale (“non puoi più fare il furbo svalutando la liretta”). Simmetricamente, chi sclera sulla corruzione normalmente tende a considerarla il fatto politico (in effetti: l’unico fatto politico rilevante), riconducendo sistematicamente i giudizi politici a giudizi morali.

Vorrei porre come ipotesi di lavoro quella che l’esercizio del dibattito e dei diritti politici abbia come obiettivo il trovare, nelle forme che l’ordinamento prevede e consente, un punto di sintesi fra interessi in conflitto, affinché la vita della polis resti nella misura del possibile pacifica e ordinata. Io non sono uno scienziato politico, quindi può darsi che chi invece lo è trovi questa mia affermazione un po’ naïve (e in questo caso, a differenza di quando si parla di cose che io conosco e l’interlocutore no, sarò lieto di accettare correzioni). Diciamo però che se scendiamo dal terreno dei grandi ideali (cioè delle cortine fumogene) a quello della “struttura” (cioè dell’economia), è abbastanza ragionevole riconoscere che capitale e lavoro (da definire caso per caso) hanno interessi confliggenti, e che una mediazione efficiente di questi interessi è indispensabile. Sapete che la mediazione attuale, quella basata sullo schiacciamento del lavoro, è inefficiente, perché conduce naturaliter a una crisi finanziaria, come spiego ne L’Italia può farcela, dopo avervene parlato ad esempio a Pescara e a Bruxelles.

Ora, torniamo ai nostri amici per i quali la corruzione è un fatto politico, mentre la moneta no. Secondo me le cose stanno esattamente al contrario: la moneta è un fatto politico, la corruzione no.

La corruzione non è un tema politico
Mi spiego subito, partendo dalla seconda affermazione (prima che qualche poraccio con l’invidia penis del SUV venga a buttare tutto in caciara), e lo faccio con un esempio. A voi risulta plausibile, o anche semplicemente possibile, che un partito politico metta nel suo programma l’incitazione alla corruzione? Direi di no. Difficile che un politico si presenti in un dibattito dicendo: “Io sono per la corruzione!” (o per l’incesto, o per quel che è…). Ora, visto che nessuno dichiarerà mai di propugnare o difendere la corruzione, sul tema non ci potrà mai essere contrasto di interessi, e nemmeno di vedute, né dibattito fra favorevoli e contrari. Quello della moralità, in effetti, è un tema prepolitico: chi lo usa come tema politico si propone in effetti di annientare la possibilità di qualsiasi dibattito.

Lo si è visto bene nel dibattito sottostante a questo post, che, scritto al volo ai giardinetti, ha avuto un successo inaspettato (bè, proprio inaspettato no, ormai mi conoscete…): 12867 visualizzazioni, 244 commenti, 16 “+1” in GooglePlus. Ma la discussione ha avuto degli esiti che non stento a definire surreali.

Ci sono stati alcuni casi patologici (non me ne vogliano gli interessati), come quelli di tal Zundap, che commentando un post nel quale scrivevo che il Fatto Quotidiano “è più o meno l'unico giornale che ci stia informando sulla crisi bancaria, cioè, come qui sappiamo da quattro anni, sulla crisi tout court”, e che “sta facendo un lavoro eccellente, e c'è da scommettere che passerà i suoi guai per questo. Quindi è nostro dovere sostenerlo. Ha anche dimostrato di essere l'unico (leggi: UNICO) organo di stampa italiano aperto a un minimo di pluralismo sui temi di fondo”, interviene in tal guisa:

Luigi Zundap ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "La corruzzione rende ciechi":

Travaglio ed il FQ non sono il massimo dell'informazione ma per favore in mezzo alla stampa nazionale sono uno dei pochi giornali che cercano di fare una informazione "decente" quindi "non spariamo sul pianista".

Postato da Luigi Zundap in Goofynomics alle 28 dicembre 2015 14:27

E va bè…

Ma anche al di fuori di questi casi limite, nessuno è voluto entrare nel merito delle tre questioni che sollevavo:

1. è scorretto (mi spiace dirlo, ma questo è) presentare surrettiziamente come un’anomalia statistica un dato che viceversa è in linea con la media europea (l’evasione italiana sta all’evasione europea come i redditi italiani stanno a quelli europei);

2. è politicamente inopportuno, soprattutto in questo momento di emergenza nazionale, farlo con intenti razzisti verso gli italiani;

3. è logicamente contraddittorio chiedere di pagare le tasse a beneficio di una comunità che si dipinge come una comunità di cialtroni (che quindi non meritano né risorse né tantomeno correttezza).

Ecco, è soprattutto l’ultimo punto che mi sembra sia sfuggito un po’ a tutti. Il messaggio “travaglista” è intrinsecamente contraddittorio, a mio avviso. Non puoi partire dall’assunto che noi italiani siamo ontologicamente merda senza se, senza ma e soprattutto senza forse, e poi pretendere che siamo lieti di contribuire (da contribuenti) a questo mucchio di letame! Forse chi esorta alla lealtà verso lo Stato, dovrebbe mostrare, o almeno fingere, un minimo di fiducia nelle proprie istituzioni e nei propri concittadini, di moderato orgoglio nazionale, qualcosa che trametta insomma il senso che il sacrificio che si sta per fare non è un vuoto a perdere, non va solo nelle ostriche di Batman, ma anche (e prevalentemente) nello stipendio del medico di pronto soccorso. Invece gnente. Noi siamo merda, ma dobbiamo pagare altre merde. Insomma, la versione Cambronne del mercoledì delle ceneri: merda alla merda.

Invece di discutere questo tema, cioè l’opportunità di creare un minimo di senso dello Stato partendo dalla costruzione di un’identità positiva per la nostra comunità, si sono attraversate sessanta sfumature di imbecillità, dal “Bagnai giustifica la corruzione”, all’immancabile “artigiano col SUV”, senza mai passare per un confronto coi numeri (il tema della mia prima osservazione).

Ma non ne voglio ai tanti che hanno animato questo surreale dibattito. Non è colpa loro se sono caduti in trappola. L’uso di un tema prepolitico con finalità apolitiche non è mica casuale, non è una novità, e non è che ci voglia un genio per praticarlo, mentre bisogna essere un minimo smaliziati per evitare di cascarci. Sono tecniche che si imparano sui libri, come quelli di Foa e di Giacché. Per azzerare il dibattito politico basta scegliere un tema valoriale, ed è fatta. Il dibattito prende subito la nota piega (anzi: piegà):

Uno: “O-ne-stà! O-ne-stà!”
Un altro: “Scusate, la disoccupazione…”
Uno: “Ecco, sei corrotto, sei contro l’o-ne-stà, o-ne-stà, i problemi si risolvono con l’o-ne-stà, o-ne-stà, cosa vuoi? Fare spesa pubblica per promuovere l’occupazione? Allora sei corrotto! Non hai capito che il problema è che se so magnati tutto? O-ne-stà, o-ne-stà…”

E via così, secondo il teatrino al quale assistiamo da tempo e che sinceramente stufa.

Ve lo dico in un altro modo, cari amici. Lo capite sì, o lo capite no, dopo gli esempi che vi ho fatto, che trasformare il tema dell’onestà in un tema politico è una trappola costruita per costringervi al ruolo di imbecilli? Imbecilli che poi non siete, ne sono certo. Ma quante stupidaggini si fanno agendo d’impulso? Pensateci. Se verrà la troika, non è escluso che abbia questi begli occhioni scuri: il Financial Times non ti sdogana per caso. Allora ne riparleremo, se avrete voglia, va bene?

La moneta è un tema politico
Poi c’è lo sclero sulla moneta: quello è ancor più incomprensibile. Più esattamente, come ho già avuto modo di dirvi, è per me incomprensibile come a “sinistra” si possa affermare che l’euro è solo una moneta! Il rifiuto di ammettere quello che è ovvio, e che intellettuali del calibro di Streeck ribadiscono, ovvero che i sistemi monetari sono istituzioni, e come tali sono il prodotto dei rapporti di forza prevalenti fra le classi sociali, e contribuiscono quindi a loro volta a determinare questi rapporti (cioè, in soldoni: incidono sulla distribuzione del reddito), questo rifiuto rimane per me incomprensibile e priva chi più ne avrebbe bisogno della capacità di leggere l’evoluzione degli avvenimenti.

Guardate ad esempio cosa ammette il nostro migliore amico, Zingy!


(in una intervista al Fatto Quotidiano). Dice quello che qui ci siamo sempre detti, e che era parte della normalità, come ho cercato di spiegarvi (suscitando interminabili scleri): che il finanziamento con base monetaria (oltre a essere, come vi ho mostrato, una prassi normale prima della controrivoluzione liberista), è ovviamente l’unico modo per risolvere effettivamente un crisi bancaria sistemica. Solo la garanzia di una Banca centrale può arrestare il panico: i risparmiatori non correranno in banca a prosciugare (o tentare di prosciugare) i propri conti se sanno che la Banca centrale alle brutte “stamperà” i soldi che eventualmente mancassero. E ovviamente se i risparmiatori sanno che le cose stanno così, in banca non ci vanno, e quindi la Banca centrale di soldi deve stamparne molti di meno!
Finirà così, dovrà necessariamente finire così, e, come vi ho altresì già detto, anche l’eterno secondo alla fine lo ha confessato. L’unica utilità residua del QE è quella di contribuire indirettamente al risanamento del sistema bancario, monetizzando la monnezza che si è andata accumulando nel tempo, cioè facendo in forma surrettizia quello che le regole europee vietano di fare in forma esplicita: intervenire come lender of last resort delle istituzioni bancarie. Una funzione assolutamente fisiologica per una banca centrale, come feci notare tempo addietro in una polemica della quale forse vi siete dimenticati, e che fra l’altro, secondo me, non è nemmeno esplicitamente vietata dai Trattati (che invece vietano l’intervento per monetizzare il deficit pubblico, cioè l’acquisto di titoli pubblici sul primario).

Il problema di moral hazard, cioè il fatto che stampando la liretta deresponsabilizzi er politico o er l'amministratore, non si risolve espropriando i pensionati, ma punendo i responsabili, se lo si vuole fare, e questo lo dice chiaro e tondo anche Zingales (onore al merito).

Ma c’è un problema, che capisci solo se ammetti che l’euro è un’istituzione. E qual è? Quello che noi conosciamo, e che Zingy dice certamente senza accorgersene e probabilmente senza volerlo dire! 

Sentitelo:

“Il problema sistemico si risolve con l’intervento della banca centrale che in caso di crisi di liquidità deve garantire interventi massicci a sostegno delle banche. E questo dovrebbe essere pacifico in caso di crisi generale. Ma in una crisi su base regionale, localizzata ad esempio in Italia, la Bce interverrebbe in modo deciso?”

Avete capito?

Riportiamo questa logica al mondo di prima, che sarà quello di poi, ovvero il mondo delle banche centrali nazionali. Riportiamo cioè il discorso dalla scala della nazione europea (che non esiste) a quella dello Stato italiano (che esiste). Per fissare le idee, sostituite BCE con Bankitalia, e Italia con Campania. Il passo, dopo questa sostituzione, diventa:

“Il problema sistemico si risolve con l’intervento della banca centrale che in caso di crisi di liquidità deve garantire interventi massicci a sostegno delle banche. E questo dovrebbe essere pacifico in caso di crisi generale. Ma in una crisi su base regionale, localizzata ad esempio in Campania, Bankitalia interverrebbe in modo deciso?”

Se leggete la seconda versione, notate una certa assurdità. Perché mai Bankitalia non dovrebbe intervenire a salvare una banca con sede a Napoli? Che interesse avrebbe a far fallire la Campania? E perché la BCE non dovrebbe intervenire a salvare le banche italiane? Che interesse avrebbe a far fallire l’Italia?






































































Ah, ecco…












































































Chissà se così riuscite a farlo capire ai vostri amici che:

1. l’intervento della Banca centrale “stampando moneta” è ammesso e anzi considerato risolutivo perfino da Zingy e perfino dal Financial Times;

2. però non lo si può mettere in pratica perché l’euro non è solo una moneta: è un sistema monetario, cioè un’istituzione, che riflette un ben preciso sistema di rapporti di forze, che in questo momento ci vedono soccombere.

Così è più chiaro?

Ecco: se uno capisce che la moneta è politica, allora capisce anche perché alla fine la Banca centrale dovrà intervenire, e perché l’intervento risolutivo non potrà mai venire da una Banca centrale europea. Il che implica, ovviamente, che l’intervento risolutivo potrà venire solo da una Banca centrale nazionale, cioè che, come dice l’amico Bilbo citato nel post precedente, bisognerà uscire.

E a questo punto avrei voluto parlarvi di tavoli: ma mi stanno chiamando, e lo farò un’altra volta e in altra sede. Il tavolo al quale devo sedermi non prevede, purtroppo, la vostra presenza…

99 commenti:

  1. Allora buon tavolo, proprio perché senza di noi :-)

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  2. Che poi sarà una tavola, suppongo.

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    1. Io ho una speranza che per scaramanzia non vorrei proprio rivelare, ma tant'è. La speranza è che l'uso del maschile tavolo in luogo del femminile tavola sottenda il riferimento ad un tavolo tecnico...il 31 dicembre. Lo so, è pressoché impossibile. Probabilmente tocca aspettare qualche mese. Ma, a quel tavolo sederà.

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  3. Fortuna per Lei non avere ascoltato il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, con tanto di ripetuto inquadramento dello straccio blu.
    Lo scorfano (riferito alla mia cena) mi è rimasto sullo stomaco.
    Ma quanto Lei scrive, per l'ennesima volta, non passa inosservato.
    Buon anno, se possibile.

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  4. “ma perché quando si parla di moneta o di corruzione la gente sclera?”
    Già!
    E sclera di brutto. Uno spettacolo duro e lacerante, quando accade con chi mai ci si aspetterebbe che accada, con chi ci è sempre sembrato riflessivo ed equilibrato, con chi abbiamo visto con rispetto e anche, a volte, come un modello. Eppure accade. E lascia senza fiato.
    Dunque, questa è la vera domanda a cui dare risposta.
    Ma la risposta potrebbe essere ancora più dolorosa.

    Viene in mente, ancora una volta, la vicenda della caduta finale dell'impero romano d'oriente. Pur di non chiedere aiuto al Papa, cosa ritenuta il massimo dell'abiezione, si fecero fare dai turchi quello che non è bello neanche immaginare. Arrivarono a farsi fare quello, pur di non ammettere che bisognava percorrere un'altra strada.
    Ecco un'altra cosa che lascia senza fiato.
    Il fenomeno non accade solo quando è in gioco il puro sentimento religioso, a quanto pare. Riguarda forse qualche struttura irrevocabile e ancestrale.
    Ma allora non c'è proprio speranza?

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    1. Certamente no, il Principe Vlad Tepes di Valacchia indico' una strada alternativa da percorrere nel dialogo con i Turchi, anche senza l'avallo papale.Implicava l'uso creativo di pali... di un certo successo. E non sopravvalutare i rapporti di forza, nell'assedio di Eger nel 1552 circa 1500 Ungheresi sconfissero duramente 60,000 Turchi. L'Ungheria illumina la strada ancora oggi...vedi quanto stanno sul piloro agli eurocrati.

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  5. Purtroppo!!
    Auguri, tanti auguri, auguri di cuore a lei, ai suoi cari, ai lettori del blog e a tutti gli uomini di buona volontà.
    Buon Anno!

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  6. Professore sono contento del suo discorso (al contrario dell'altro discorso, quello televisivo a reti unificate) autenticamente Politico ed apertamente contro i moralismi prepolitici che il caldo e vischioso (merda) mainstream al potere ci propina ogni giorno.
    Resta da capire se agli Italiani piace rimanere al caldo (merda) oppure cominciano a preferire il fresco (a volte ghiacciato) vento della verità liberatrice.
    Propendo ottimisticamente per la seconda ipotesi.

    Le auguro un 2016 ricco di vittorie umane e morali. E conseguentemente auguro a tutti noi l'uscita dall'incubo eurista.

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  7. Un augurio di buon anno a lei e a tutti i lettori del Blog! :)

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  8. Il 2016 sarà un anno particolare.Non fatevi cogliere impreparati,tenetelo ben oliato!(keep it greasey so it will go down easy)

    https://m.youtube.com/watch?v=ly79mkffp7M

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    1. Grazie Alliv per la citazione del grandissimo Frank Zappa. Un artista sconosciuto a molti, un musicista di enormi capacità, spesso ignorato dalla critica per i testi provocatori e irridenti. Conservo amorevolmente i suoi dischi in vinile e ancora oggi mi danno emozioni profonde. Ci manca tanto, Frank.

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    2. Sono orfano di Umorismo dal 4 dicembre 1993,cioè da quando avevo 15 anni.Ormai vado avanti solo a Zappa e you porn:è grave!?Rotfl

      Scherzi a parte,laggente non vuole sentire musicisti che sanno suonare,il profe ne sa qualcosa.

      Saluti,grazie a lei.

      P.S.
      Se siete in vacanza in montagna,non dimenticate mai questo consiglio di Frankone:don't eat the yellow snow!

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  9. Tanti auguri prof e buon anno.
    E ancora grazie

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  10. Recidiva manifesta, attenuanti generiche scadute (Marco, tu capirai che non può valere solo per B...).

    L'immancabile artigiano col SUV (o col Mercedes, leasing o meno...) è onnipresente nell'immaginario nazionalpopolare. Invece lo spumante caldo in un veglione di coglioni è sempre piscio divino...

    PS_Buon capitale (e Svitol) per tutti.

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  11. Tanti auguri di un felice e sereno anno nuovo, e ancora grazie per il suo lavoro

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  12. Saro ' sintetico perche' sto c....o di Ipad mi ha cancellato un quasi poema ..
    Buon 2016 a tutta la comunita' di Goofynomics .
    Grazie Alberto Bagnai per il suo prezioso lavoro , grazie a Lei il 2015 per me sara' stato un anno positivo per la consapevolezza politica e quindi Etica e Morale maturata .
    Un Grazie anche per la organizzazione del Goofy4 che mi ha entusiasmato e permesso di conoscere persone brillanti e consapevoli . ( Un grazie anche a chi mi mette in guardia dall'infatuazione per il Filosofo Diego Fusaro ,, ma l'intelligenza quando si manifesta in maniera cosi' originale , potente e sovversiva mi commuove )

    AUGURI

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    1. Auguri Franco, e Fusaro solo per uso personale :-D

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  13. Sul punto tre ho lasciato correre perché una conseguenza logica avrebbe richiesto di catapultare Travaglio in un ambito rivoluzionario alla maniera di un Beniamino Franklin .
    Meglio rimanere con i piedi per terra .
    IL discorso del nostro Presidente oltre che banale e ovvio è pure soporifero , è uno dei peggiori comunicatori che abbia mai sentito
    Buon 2016 caro professore a Lei e a tutta la sua famiglia , e anche a tutta la comunità .
    Di Goofynomic .

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  14. Grazie di cuore per il suo lavoro e buon 2016 a Lei e a tutta la sua Famiglia.

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  15. Tantissimi auguri di buon anno professore. È sempre più necessario per il sottoscritto leggere le sue parole di buon senso in tempi assurdi come questi. Mi auguro che qualcuno ai "piani alti" abbia la sua stessa visione e possa evitare tanta sofferenza. Grazie

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  16. Gentile Professore:

    dopo una breve festa sono di nuovo qui, ad augurarle buon anno; augurio che estendo a tutti i lettori del blog.

    Condivido anche io l'amarezza e l'angoscia a cui fa cenno all'inizio del post e, proprio per questo, mi sento di porle una domanda la cui risposta, credo, possa implicare un esercizio difficile da parte sua.

    La domanda e': quando si invertira' la marea?

    Che invertirsi debba, e' chiaro. Lo dice la scienza e la storia, ma non solo. Le idee non possono essere disinventate, hanno una vita propria che le fa scorrere ed emergere in luoghi e tempi differenti, e quando i tempi sono maturi portano frutti.

    Pero' la prospettiva politica in cui ci dobbiamo porre e' sostanzialmente diversa a seconda di quando questi tempi verranno. Se parliamo di pochi anni, del corso delle nostre vite attive, allora siamo di fronte ad una prospettiva di lotta politica. Se parliamo di decenni, o peggio, di secoli, allora il nostro dovere e' tenere viva la fiaccola di quelle idee per garantire che la memoria non si perda e che un'altra generazione ne tragga profitto.

    Io non ho la lucidita' per tentare una previsione; nel 2011/2012 mi sembrava che un calcio ben assestato potesse far crollare l'edificio, e mi sono sbagliato. Ora ho l'impressione che Euro ed EU possano essere tenuti in piedi in animazione sospesa per decenni.
    E' per questo che mi permetto di chiederle di conoscere il suo punto di vista.

    Con grande cordialita'

    Roberto Seven

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  17. Avrebbe dovuto sentire Radio 24 oggi caro Prof. (fascia 17:30/18:30)...più che un riposizionamento. Tante cose corrette, l'inutilità del Q.E., la necessità che sia il pubblico a spendere, l'Europa con due pesi e due misure sulle crisi bancarie e non solo, la volontà tedesca di deflazionare, i suoi abitanti mediamente vecchi, l'assenza totale di investimenti causato dal Surplus, le posizioni U.S.A. e lo scandalo VW, e tanto altro...Auguri di Buon Anno.

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    1. Ci ricordiamo tutto quello che hanno fatto per inquinare il dibattito.

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    2. Momento di approfondimento quotidiano e mi accorgo che il Post è fissato in alto su Twitter, vorrei metterci il cuoricino ma non posso. (La durezza del vivere ahahahahaha...) Saluti da Napoli caro Prof.

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  18. Sulla corruzione dico una cosa una volta per tutte: non è per me un problema politico ne oggetto di discussione (non sono un qualsiasi giudice o avvocato, quindi mi astengo ). È la magistratura a dover accertate un reato e punire i colpevoli. Quindi transeat.
    Insistere su di essa ha il solo scopo di distogliere l'attenzione dai veri problemi di politica economica : ovvero il conflitto distributivo.
    E chi ha posto al centro del dibattito politico la questione morale, è riuscito nel suo intento, che è quello di consentire al capitale di fare i porci comodi suoi. Complimenti.
    Sulla moneta, ho capito ( e non certo ora ) che è il mezzo politico più potente dopo le armi di distruzione di massa.
    Sottrarre allo Stato ( tramite banca centrale ) la possibilità, quindi il potere, di monetizzare il proprio deficit, significa consegnare le chiavi della politica alla finanza, la quale giusto o sbagliato, farà sempre i fatti suoi.
    E su questo sappiamo che ritorneremo alle banche centrali e monete nazionali, soprattutto per quello che, grazie al bail-in, scorgiamo all'orizzonte. E non solo.
    Zingales ha detto chiaramente che per evitare il collasso del sistema finanziario serve una banca centrale nazionale,e quindi ha implicitamente detto che questi problemi si risolvono su scala nazionale.
    Ha svoltato. Deve solo gridare ai 4 venti che l'Italia deve uscire dall' euro. Lo farà.
    Per il resto buon anno a lei, consorte, figli e agli amici del blog.

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  19. « (...) Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l’opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano »
    Giacomo Matteotti, 30 Maggio 1924

    Auguri a tutti, grazie professore.

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    1. Non ci potrebbe essere più limpida dimostrazione "a contrario" del carattere fascista del vincolismo. Gli Einaudi e i Padoa Schioppa si pongono in continuità logica e storica con chi massacrò Matteotti prima, e tanti altri poi. Basta saperlo.

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    2. Il Fascismo almeno non si mascherava. Oggi è più difficile, a causa del politically correct,riconoscere e stanare i vinco-fascisti.Non hanno comunque più scampo.

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  20. Professore,
    certe volte mi sembra di combattere contro un muro di gomma. Quando sento clienti che a certe notizie (ostriche di Batman) iniziano a sparare " ecco colpa della Corruzzzione se stiamo in questa mota (francesismo), per fortuna c'è stato l'euro che un po' ci ha protetto. E qui non riesco più a trattenermi e introducendomi nella discussione con la grazia di un elefante in una cristalleria, chiedo: " Ma scusate, l'Italia è stata una delle 8 potenze industriali del mondo, anche dopo la scoperta di mani pulite, ed ora sta in crisi. Chiedo che cosa è cambiato da allora? Siamo entrati nell'Euro. Ragionate: la corruzzzione c'era allora come adesso, come la casta e come il debito pubblico. Possibile che non capite, che è la moneta il problema? E che ce l'hanno imposta senza domandarci nulla?" Confesso che le risposte mi fanno cadere le braccia. Per loro l'Euro e questa europa li ha salvati, togliendo il potere alla Casta. Ma quando dici loro che quella Casta l'abbiamo votata noi, la risposta è la solita: sono anni che nona vado più a votare. E qui desisto. Perché si apre il capitolo: se ti astieni lasci la decisione a chi vota.

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  21. Professore, un sentito Grazie a Lei, alla sua famiglia e ai suoi collaboratori e Auguri di Buon Anno a tutti i lettori del blog.

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  22. Mi scuso per il tono fuori dalle righe del post inviato stanotte, e riprovo con una nuova versione che spero possa "contribbuire al dibbattito".
    Doppie scuse, grazie e Buon Anno (anche se temo che per me come per quasi tutti sarà un altro anno vissuto a cercare di schivare grossi beilin).

    La figura di Mattarella mi ricorda troppo quella del mitico Maestro Canello, direttore di una sgangherata orchestrina che a Capodanno, per fatturare due veglioni, al cenone di Fantozzi mette l'orologio un'ora avanti così può finire il servizio per andare a farne un'altro. Triste squallido imbroglione (il Maestro Canello ...)

    Ma torniamo alle parole del nostro mai troppo lodato ospite: "E perché la BCE non dovrebbe intervenire a salvare le banche italiane? Che interesse avrebbe a far fallire l’Italia?"
    La risposta, per noi che abbiamo studiato qui, è fin troppo evidente: perché la BCE è una banca che non è né centrale né indipendente.

    Non è centrale come la FED, perché non esiste uno stato Europa.
    Non c'è! Dovrebbe essere chiaro ormai a tutti? LO STATO EUROPA NON C'E'.

    E questo fa sclerare un sacco di ggente che invece crede che è ssempre il bbenecchevvince e immalechepperde, e che l'Europa negli ultimi 70 anni ci ha sarvato da'a' guera e l'Eurone con la sua spada de foco ci ha salvato dalla Ciiiiiiiiina.

    Se la BCE fosse la Banca Centrale dipendente dal governo dello stato Europa, sarebbe obbligata a spegnere i problemi con ogni mezzo; se non lo facesse la si potrebbe accusare addirittura di sedizione (questo era il pensiero di un nostro noto banchiere centrale, Guido Carli).

    "Eh, ma le banche centrali devono essere indipendenti dal governo, se no criccacorruzionespesapubblicaimproduttiva!"

    E secondo questi pendolari dello sclero la BCE sarebbe indipendente?


    Cerrrrrto, è indipendente da un governo che non esiste.


    Invece guarda un po' a volte il caso, è dipendente da un governo che esiste, perché la BCE è alla fine della fiera una società privata che fa quello che vuole il governo (cioè gli interessi economici) della Germania.
    E l'interesse economico della Germania è quello di distruggere la concorrenza italiana e per buona misura schiavizzare gli italiani dopo aver portato via loro anche le mutande (qualcuno ricorda l'oro degli ebrei?).

    Anche qui chi sclera lo fa perché non può accettare di non essere capace di fare un ragionamento così evidentemente semplice.

    Siamo al penultimo stadio della borrachera: la negación de la evidencia.
    E anche qui Aristotele (non il centravanti allenato da Oronzo Canà) ci dice che la legge della borrachera è transitiva, quindi se sei borracho neghi l'evidenza, e se neghi l'evidenza sei borracho, e quando sei borracho scleri un pochino (anche tanto però).

    Caro scleratore, va bene il politicamente corretto, va bene il confronto educato e costruttivo, va bene lo spiegare le cose con calma e pazienza, ma la tu mamma non te l'ha mai spiegato che le uniche ossa che non vanno a posto sono quelle del collo?

    Ecco, con la storia del bail-in stanno cercando di spezzarci l'osso del collo.
    Vuoi che ci/ti spezzino l'osso del collo?

    Smettila di sclerare, apri bene occhi e orecchie e passa dalla parte der Cavajere Nero (che anche se fino ad oggi non te ne sei accorto sarebbe poi la tua...!)

    (Dimenticavo: l'ultimo grado della borrachera è "insultos al clero y apoteosis final" , tradotto "Basta co li politici corotti! O-NE-STA'! TRA-LA-LA'"

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    1. Sei una persona molto intelligente. Il Presidente della Repubblica è naturalmente condizionato dal suo ruolo istituzionale, e quindi non ci possiamo ne dobbiamo aspettare da lui messaggi potenzialmente rivoluzionari o divisivi. Ovviamente la Costituzione prevede l'eventualità di alto tradimento e attentato alla Costituzione, e la storia italiana, non solo recente, qualche spunto di riflessione lo offre (che non coinvolge il Presidente attuale). Trovo però valida, e in linea con il mio post, l'osservazione di Giuseppe Liturri su Twitter: in un momento come questo, evocare un tema divisivo come quello dell'evasione non è il modo più efficace di rappresentare l'unità nazionale. Certi ossequi ai luoghi comuni forse sono fuori luogo in questo momento, anche considerando che un discorso istituzionale non è una lezione accademica.

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    2. Concordo su molte cose dette, ma sentiti i tanti luoghi comuni presenti nell'interventi del Presidente ho pensato ma noi abbiamo un Presidente?

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  23. Siete praticamente gli unici amici che ho, che amo leggere e cui qualche volta ho qualcosa da dire. Abbiate pazienza, aspettiamo, accadrà. Buon 2016 e che il 2017 sia con voi!!

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    1. Non preoccuparti troppo, ti assicuro che non sei il solo (a sentirsi solo), siamo ancora circondati da troppo piddinume. Parlare con muri di gomma è sempre frustrante, ma anche solo insinuare un tenue dubbio, vista la situazione in cui siamo, può essere considerato un grande successo.
      Buon anno anche a te.

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  24. Molti anni fa ero a Catania, in casa di un avvocato. In TV c'era un servizio sull'Assemblea Regionale Siciliana e lui mi fece questo discorso:
    "Io so che tu adesso, da bravo italiano laborioso, stai pensando: eccoli lì, i parassiti che si mangiano i soldi delle mie tasse. Ma tu credi che se quelli mangiassero da soli, noi siciliani non li avremmo cacciati a bastonate trent'anni fa? Invece ognuno di quelli è un'industria che fa mangiare altra gente. Appena eletti cominciano assumendo la figlia come segretaria, la nipote come assistente e il fidanzato della figlia come addetto stampa. Poi cominciano a darsi da fare: tre assunzioni in Provincia di qua, un appalto per la mensa degli asili di là. Poi fanno avere i finanziamenti regionali al comune dove sono nati e il contributo per la festa patronale al prete che li ha sposati. E poi il comune e il prete fanno lavorare altra gente, e il cerchio si allarga, come quando butti un sasso nell'acqua. Certo, le ultime onde sono piccole: centomila lire (eravamo prima dell'euro), ventimila lire, anche solo cinquemila lire. Ma che ti credi? Qui a Catania, in certi quartieri con cinquemila lire una famiglia ci mangia un giorno. Onde piccole, ma larghissime, cioè tanta gente. A 90 parassiti glielo puoi anche togliere uno stipendio di lusso: ma il pane di bocca a un milione di persone, come glielo togli?" Auguri e grazie Professore...

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  25. "Quo modo sterilitatem aut nimios imbres et cetera naturae mala, ita luxum vel avaritiam dominantium tolerate. Vitia erunt, donec homines, sed neque haec continua [...]" (Tacito. Historiae. IV, 74). E cioè: "Dovete sopportare la corruzione e l'avidità di chi vi governa come la carestia, le piogge eccessive e le altre calamità naturali. I vizi esisteranno finché esisteranno gli uomini, ma non è detto che essi non debbano interrompersi mai". Nel frattempo, auguriamoci che la moneta unica venga ad interrompersi il più rapidamente possibile. Buon 2016!

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  26. Ancora auguri a tutti.
    Mi spiegherò male ma confido nella vostra capacità di comprensione.
    È dal commento di Luca di due post fa che ci penso, e mi pare che uno degli aspetti per cui l’elemento corruzzzzione come centro del problema non funzioni sia questo: da un certo momento in poi, come abbiamo imparato e sappiamo, il “sistema” ha posto il denaro al di sopra di tutto. Il soldo è diventato valore principe, metro per misurare ogni cosa, giungendo, nella mente dei più, a eccessi tipo: un liceale apprezza più un calciatore che un professore di filosofia, reputa il primo “un ganzo”, il secondo un mezzo fallito. Nello specifico caso italiano, poi, abbiamo appreso e sappiamo (vedi Tramonto) che il “divorzio” ha creato uno squilibrio tra i poteri dello Stato, con tutto ciò che sapete e che ne è conseguito...
    Ora, nostra volontà, compito, aspirazione, desiderio è frantumare il “sistema” che ci opprime. Se però poniamo al centro la corruzzzzione, ricaschiamo su una questione di “danaro”, restiamo, quindi, sempre nel circolo del “sistema”, facendo per di più il suo gioco. Ecco perché credo che sia spiegazione che non funziona e mai funzionerà.
    Abbiamo imparato e sappiamo, invece, che dobbiamo staccarci dalla “visione dall’interno del circolo” (rifiutare la logica della discussione all’interno del “politicamente corretto”, direbbe Fusaro), elevarci, come in una seduta di psicoterapia, ad osservare le cose da altro punto di vista, per leggerne o provare a leggerne i meccanismi, le relazioni, le simbologie, il linguaggio...
    Spostare l’ottica è per forza di cose spostare la discussione, ed in tal modo si ha l’opportunità di stanare il nostro “interlocutore”.
    Spero essermi spiegato.
    Buon primo dell'anno.

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  27. Premetto che sono perfettamente in linea col suo punto di vista sulla corruzione (tema importante che però da un punto di vista economico è di un ordine di grandezza inferiore rispetto a quello della moneta unica e che spesso viene utilizzato per distogliere l'attenzione su quest'ultimo).
    Però penso che la corruzione (o per estensione la questione morale) sia in realtà un tema politico e che sia giusto parlarne (non in questa sede ovviamente), ma ad un livello superiore del sesomagnatitutto mannamolituttiacasa.
    Perchè è un tema politico ? Ovviamente nessun politico farà mai un endorsment alla corruzione, potrebbe però minimizzarne l'importanza, e all'atto pratico può essere ben diverso l'atteggiamento delle forze politiche su questi temi quando si legifera su testi che potrebbero attutirne il fenomeno (es. legge sul conflitto di interessi, durata delle pene per reati contro il patrimonio o la pubblica amministrazione, impedire ad impreditori condannati di avere appalti pubblici, ecc.).

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    1. Quando affermi che il dibattito sulla corruzione rivesta un ruolo politico, seppure ad un livello più alto del dialogo da bar sport, confermi di non aver compreso quanto sottolineato dall' autore nel post. E cioè che il tema dell' onestà è prepolitico e porlo con enfasi al centro del dibattito è un grave errore e una palese distorsione della verità. Primo: non è vero che siamo i più corrotti come vorrebbero farci credere, perché il 12% della presunta evasione italiana è pari-pari l' equivalente percentuale del PIL nazionale rispetto all' Europa. Secondo: è inopportuno, distorsivo, fuorviante, politicamente sbagliato e divisivo, perché pone l' accento su una presunta inferiorità antropologica del popolo italiano, direi quasi razzista (se non sei convinto vai a leggere Gramsci sul ruolo nazionale e popolare degli intellettuali). Terzo: è dialetticamente illogico e incoerente, perché si rivolge al popolo che accusa di gravi carenze sul piano dell' etica e della morale pubblica (popolo di evasori e corrotti) per chiedere con forza di destinare maggiore rigore, risorse, tasse
      allo Stato che si ritiene causa di quello stesso grave lassismo.
      Mi sembrano punti chiari e sufficienti per confermare che la corruzione non può rappresentare un tema di carattere politico fondamentale, sul quale fondare una campagna politica seria. Se lo fai, come forza politica, vuol dire che vuoi portare il discorso dove vuoi tu, oppure non hai compreso l' equivoco.

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    2. La corruzione è un fatto valoriale (apolitico): a parole sono tutti d'accordo a volerne di meno perchè l'elettorato è al 99,9% contro la corruzione. Come combatterla o limitarla è un tema politico (le scelte possono essere diverse, non solo c'è una classe politica pronta ad ostacolarne la lotta. Chi è al potere con maggiori probabilità). Che ci sia corruzione è fisiologico, in che percentuale dipende in gran parte da scelte politiche (non ho difeso quell'articolo di Travaglio e non sto parlando dell'Italia. E' un problema comune a tutti i paesi).
      E' vero anche che inserire il tema della corruzione, nel dibattito dell'euro (spesso sistematicamente) è molto grave ed ha come fine ultimo quello di affossare tale dibattito.

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  28. Prof lei è da standing ovation. Il nesso corruzione moneta è centrale: la corruzione diventa l' ultima trincea che puo' permettere la giustificazione da parte del mainstream del vincolo esterno. Giusto quindi "sussurrare" a Travaglio di essere anche lui soggetto di quel rumore di fondo che vede l'interesse nazionale come un residuato bellico. Siamo al paradosso di dovere sperare che la paura delle elite riesca a cambiare il corso delle cose o a comperare una "moratoria".

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  29. Il tema corruzione viene spesso alimentato da una formula: politico=corrotto corrotto=niente lotta alla corruzione.
    Da qui viene proposto il concetto secondo cui la nostra classe politica essendo tutta corrotta fino al midollo non potrà mai fare una efficace lotta alla corruzione, ma solo finte riforme inefficaci.
    E su queste basi partiti come il M5S che vendono lotta alla corruzione, riescono a raccogliere consenso e costringono altri partiti a confrontarsi sulla capacità di debellare la corruzione.
    Il tema si autoalimenta quando a fronte di nuove inchieste, arresti e intercettazioni, con titoloni e settimane di news, l'elettorato medio ritiene indispensabile fare qualcosa e in fretta.
    Il giornalista come Travaglio ha successo perchè si erge a paladino dell'onestà.
    E i numeri vedono vincitori quelli che continuano a cavalcare l'onda della corruzione, siano essi giornalisti che politici di primo pelo.
    Da tangentopoli ad oggi, non si è mai smesso di convincere il popolo che bisogna fare qualcosa contro la corruzione. Sebbene nessuno faccia notare che se partono gli avvisi di garanzia, se le tangenti vengono scoperte, se le inchieste prendono vita, qualcuno che fa qualcosa c'è. Ma bisogna evidenziare che non è mai abbastanza, altrimenti si rischierebbe di perdere lettori ed elettori e il gioco si romperebbe.

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  30. Per tradizione, in famiglia si ascoltava il concerto di Capodanno in €urovisione da Vienna. Peccaritá, Strauss è piacevole... Dallo scorso anno, ascolto il concerto su Rai1, da Roma, perché la Marcia di Radetzky, da Vienna, al fine del concerto... bella, ma anche basta!

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  31. oops, mi correggo: dal Gran Teatro La Fenice (nome quanto mai evocativo, data la situazione...)

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  32. Il messaggio è chiaro, ma è difficile da fare capire (non impossibile). E' dal 1992 che martellano incessantemente 24h24, alcune generazioni sono crescite a pane e castacriccacorruzione (oltre al vincolo esterno). Del resto è lo stesso mantra utilizzato per destabilizzare paesi "ostili".
    Ora si raccolgono i frutti dopo aver seminato veleno per anni. Anche il "via libera" dell'Occidente alla mattanza in nord Africa e Vicino Oriente è la conseguenza di una narrazione mistificatoria che è andata avanti per decenni, incentrata sul totem della "democrazia" e dei "diritti umani". Se si racconta per troppi anni una storia senza porre alcun controllo sui narratori, perché deve essere vera a prescindere (se la raccontiamo "Noi"), le conseguenze sono poi quelle che vediamo.

    Il problema si pone sempre a capo di chi racconta la storia. Pensiamo a Babbo Natale. Due sono i modi per venirne a capo: o fisicamente "strappi" la barba di Babbo Natale scoprendo il viso di chi c'è sotto, o qualcuno ti racconta un'altra storia, dicendoti la sua verità. Nell'ultimo caso però, il dubbio ti rimane sempre in circolo - il famoso veleno -... per questo è così difficile contrastare un'idea (o credenza) che si è fissata così in profondità.

    Ad ogni modo auguri a tutti.

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  33. Vorrei tanto essere ottimista. Purtroppo, però, bisogna sottolineare ancora una volta che l'euro è stato trasformato in un dogma religioso da decenni di propaganda. Come tale indiscutibile per decine di milioni di persone catechizzate per anni dagli Scalfari, dai Floris e dai Formigli (in altre parole i più pericolosi e "duri", in quanto - come ci siamo detti tante volte qui in questo blog - seguaci di Etarcos).

    Alla fine si arriverà all'inevitabile rottura, non ne dubito. Temo solo che ciò avverrà soltanto quando non ci sarà rimasto più nulla da distruggere e nemmeno un badile per spalare le macerie.

    Buon anno a tutti (diciamo...)! Per il 2016 vi auguro quello che auguro a me stesso: alleviare la sofferenza che accomunerà molti (quasi tutti) con la piccola soddisfazione di vedere le certezze di tanti tronfi piddini che ci circondano sfaldarsi.

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  34. Il Banco di Napoli fu in effetti salvato, negli anni '90, facendolo però acquisire per un piatto di lenticchie da una banca del Nord. C'è poco da fare, le unioni valutarie non funzionano. Anzi, funzionano fin troppo bene, a vantaggio del più forte.

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  35. Tutto chiaro, ma ormai, dopo attenta lettura del suo Blog e di quello di Orizzonte 48,io sono convinto che per risvegliare gli italiani sarà necessario un bagno di sangue, inteso come disoccupazione sistemica e perdita dei risparmi; quando la gente in preda al terrore spalancherà gli occhi accadrà qualcosa , ma non so cosa; se invece adotteranno il metodo rana bollita non avremo speranze.

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    1. Io temo l'unione politica,il professore mi rassicura quando dice che l'euro salterà perché da un punto di vista oggettivo sta creando troppe tensioni sociali.Le menzogne del nord,forse,sono utili perché consentono la classe politica tedesca di respingere l'unione politica e allo stesso tempo dannose perché giustificano l'austerità.In passato la parte peggiore dei tedeschi c'è stata quando sono stati generosi,con i loro connazionali dell'est,accettando i trasferimenti fiscali e,con il sud Europa, erogando credito a buon mercato.La contropartita,in tutti e due i casi,la sappiamo.Se si vuole il progresso e la libertà gli uomini devono poter scegliere dove lavorare,che lingua imparare ecc...Spero che le minoranze sociali,che contano di più della maggioranza, facciano scelte più intelligenti e la cosa che mi da fiducia riguarda il fatto che la Germania se avesse voluto l'unione politica,su scala europea,si sarebbe già fatta in poco tempo.Per fortuna la volontà non c'è.

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    2. C'e' ancora molto da prendere. I miei coetanei cinquantenni hanno - o meglio pensano di avere - le spalle coperte dai risparmi dei vecchi (stock: soldi e case). Quindi possono non cambiare stile di vita, lentamente iniziano a spendere piu' di quello che guadagnano (flusso) ed un po' alla volta smontano bot et simili. Culturalmente poco o nulla, sesomagnatitutto e cina spiegano il 99% della realta'. Se si insiste a provocarli, chiudono il discorso con TINA/TF (Tengo Famiglia). Aggregazione, solidarieta', fraternita' sono totalmente assenti, rimane solo il fattifurbismo.

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    3. Rana Bollita cioè?? ci cuociono a fuoco lento ???

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  36. mia moglie settimana scorsa mi propone un modo alternativo di passare capodanno, ci ha invitato a casa loro una famiglia le cui figlie vanno allo stesso asilo delle mie, e con noi altre due famiglie. io dico, perchè no. infondo anche se conosco solo superficialmente le persone in questione accetto perchè a prima vista sembrano simpatiche. e così è stato ieri sera,finchè a un certo punto della serata noi papà ci troviamo isolati dal resto del gruppo e un brillantone inizia a parlare di politica. non ci vuol molto a capire che uno è un grillino, uno è un berluschino e uno è un piddino. quando iniziano a sciorinare i VERI problemi dell'italia con ognuno che propina una soluzione diversa, penso che per me è troppo e mi allontano, andando nel gruppo delle donne a parlare di tiramisù che si smonta e di altre amenità.

    questo cosa vuol dire?

    vuol dire che il prof non ha solo ragione sulla questione economica (vabbè questa è una banalità scontata direte voi..) ma ha ragione sulla questione politico-sociale e mi sono dovuto ricredere perchè all'inizio avversavo questi messaggi che il prof ci lanciava in tutti i meeting visionabili sul tubo, e sto parlando di messaggi come il fatto che è questa leadership che farà dietrofront sull'euro e che ne gestirà il passaggio, ovviamente non perchè sarà "costretta" dal processo democratico (e questo grazie all'italiano medio), ma perchè costretta matematicamente e tecnicamente dallo svolgere degli eventi (leggi ricapitalizzazione delle banche private: o lire o troika, e con troika no party).

    buon 2016 a tutti

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  37. C'è una cosa che proprio non capisco: come mai qui (e altrove) si faccia un guazzabuglio tra "corruzione" ed "evasione". Sono due cose che nulla hanno a che vedere l'una con l'altra, e per certi versi antitetiche. La corruzione riguarda chi ha potere, un qualsivoglia potere (anche il vigile urbano che ti multa il negozio), mentre l'evasione riguarda tutti i cittadini e, quando si tratta di evasione per bisogno, proprio quelli che potere non ne hanno (pensiamo al falegname che tiene aperto per miracolo).

    Quando si tratta di sopravvivenza, l'evasione è un diritto. Il "dalli all'evasore" (intendendo appunto il falegname) è una bieca propaganda che fa leva sugli istinti più meschini e propone un livellamento verso il basso per tutti. Non ho altro da dire in proposito, se non che tutto ciò mi disgusta.

    Tutt'altra cosa la corruzione. Al di là dei meri calcoli economici, dovremmo forse soffermarci a pensare che se ci troviamo in questa situazione di merda dobbiamo probabilmente ringraziare proprio la corruzione. Quale politico perseguirebbe politiche contrarie all'interesse degli elettori che devono votarlo, se non ha da ricavarci per altre vie? Quale governante si ostinerebbe a far letteralmente morire i propri cittadini, se non è stato debitamente "convinto" a farlo attraverso una corruzione morale o materiale che sia (prebende o garanzie di mantenimento del posto)? Quale stampa si presterebbe a sostenere l'assurdo, a propagandare l'inverosimile, se non dietro lauto compenso in termini di stipendio e carriera?
    Nessuno insomma distruggerebbe deliberatamente il proprio Paese, se non chi si presta per avidità o ambizione: questa è corruzione, e questa ci sta uccidendo.

    Buon anno a tutti.

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    1. Ma infatti, carissima, questo è un altro tema che avrei voluto sollevare. Io parlavo di evasione (non capendo per quale motivo che non fosse la corruzione ci potesse essere un incentivo a riportarne le evidenze in modo distorto). Se viene fatta confusione c'è sempre un motivo, e che la corruzione non siano (solo) le bustarelle dell'assessore, scusaci, noi qui lo sappiamo perché gli altri, non me, hanno letto ben due libri dove è scritto per filo e per segno. Io quei libri non li ho letti: li ho scritti.

      Va bene così?

      A proposito: tu li hai letti? Perché eventualmente sarebbe ora.

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  38. Io sto ancora ad aspettà de stampa le banconote con ancora gli schizzi di sangue addosso.

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  39. Ho trovato la retorica di Mattarella sulla corruzione un po' consunta. Sopratutto se data quasi come unica giustificazione della grave crisi economica che moltissime famiglie italiane stanno vivendo sulla loro pelle.
    È come se nella faretra del Presidente vi fosse rimasta solo la freccia della corruzione per spiegare, ed altre non ce né fossero mai state. Una freccia sempre più spuntata, perché sempre più usata a sproposito e sempre più palesemente incongruente con la grave crisi.
    Nonostante i tanti piddini "duri e puri" fino alla morte, credo che molti italiani incomincino a capire che di fronte a fatti come bail-in bancari e medie-grandi aziende italiane che passando di mano non garantiscono più occupazione, la retorica della corruzzzione sia sempre di più una mera retorica da politico comiziante. Una freccia spuntata, appunto.

    Milioni di auguri a lei, Prof. Bagnai, ed ovviamente a tutti i followers del blog.

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  40. @Cristina Cersei
    gli intrecci sono infiniti.. e non penso che valga la pena fare un elenco (basta sforzarsi e capire che ormai nessuno più prende le bustarelle, forse solo alla FIFA, e che si intasca con tanto di fatturazione fittizia.. la fatturazione fittizia è reato, ricordo).
    Ad ogni buon conto, non la trovo nemmeno interessante.

    La cosa che più mi sconvolse anni fa (ormai penso sui 5-6 anni fa.. cacchio, come è passato il tempo) fu il dato della spesa sanitaria annua in rapporto al PIL degli USA che ammontava (ammonta) a circa il 17% contro il nostro 9% con ben 40-50ml di americani che non hanno diritto (e non possono permettersela) all'assistenza.
    Cosa ci azzeccano corruzione ed evasione con questo dato sulla sanità americana?

    Continuando nel discorso abbiamo visto che con la "globalizzazione" (ma va') fronteggiamo paesi che applicano dumping fiscale e sociale.
    Mi spiego.. faccio pagare poco o niente nel mio paese QUINDI TUTTI VENGONO DA ME.
    Legalizzo insomma l'evasione (se pago 4 soldi per legge come faccio ad evadere, perché evadere?).
    Per definizione non avrò evasione.
    Ma ovviamente per avere tali belle legge (e pensa alla moneta unica o al mercato unico che non ti permetteranno mai di difenderti) qualcuno le deve votare.
    Ma le influenze per votare queste leggi si chiamano "gruppi di interesse" ovvero lobbies.
    Cacchio, hanno legalizzato pure la corruzione.
    O parliamo dei sussidi Hartz che significano "lavoro nero legalizzato"?
    Altrove hanno legalizzato queste cose, per cui molto prima di noi se non avevi gli sghei dovevi crepare e stare zitto.
    Ma ovviamente ti parlavano dei redditi della City omettendo il fatto che la spesa pubblica ovvero i servizi offerti dallo Stato SONO REDDITO PER I CITTADINI QUANDO QUESTI LI "CONSUMA" spendendo una misera (differenza tra costo reale e costo effettivo del cittadino).

    Insomma, i fenomeni della corruzione e dell'evasione nelle loro innumerevoli sfaccettature meritano una trattazione corposa e non 2 esempi da bar.
    E la corruzione o evasione non spiegherebbero il boom italiano, l'avere un sistema scolastico che formava, un sistema industriale spaziale, una sanità seconda al mondo.
    E lo sport che primeggiava (e va bene..).
    Poi arrivarono i redentori e i padri fondatori e la ns produttività si è appiattita.
    Stanno smantellando scuola, università, sanità, distrutto il tessuto industriale, succhiato i risparmi.
    E tutto questo con i propositi del "dobbiamo essere onesti e probi per questa bella europa".

    La moralizzazione ci ha reso poveri e pazzi mentre la corruzione un Paese benestante e civile, il Bel Paese.
    Detta così suona male..

    PPS1: quando obbligheranno al 100% di moneta elettronica voglio vedere.

    PPS2: parlando con mio cugino che ha incominciato a vivere in Germania (poco affidabile nel senso che ha un approccio molto ingenuo) mi diceva (ma vi dico, non so se è vero) che da loro (in Germania) hanno acconsentito a controllare le cronologie delle navigazioni internet senza che ci siano permessi preventivi (ovvero "mandati" della magistratura).
    Vero o falso che siano, ci dica: legame tra questa cosa, quella del PPS1 e corruzione & evasione?


    La risposta è semplice: ogni sistema ha i suoi difetti ma alcuni hanno dei mali
    Indovini: qual è quello cancerogeno?

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    1. La risposta logica a me pare semplice: se si governa pensando al proprio Paese corruzione ed evasione fisiologiche (intendo con parametri italiani) non pregiudicano affatto la crescita, lo sviluppo e il benessere collettivo.
      Viceversa, se la corruzione opera PROPRIO per convincere i governanti ad andare contro l'interesse del Paese, i risultati sono quelli da te elencati.

      Inoltre, ma mi son complottista, credo che le classi dirigenti nazionali degli ultimi anni siano state selezionate in base alla loro debolezza morale e materiale, in modo da avere la certezza che obbedissero facilmente per sciocca vanagloria e brama di potere. Le persone di spessore succede che non siano sensibili a tali richiami di basso livello e possono creare problemi.

      La "moralizzazione" che menzioni, per finire, è solo propaganda per noi popolino. Non c'è stata alcuna moralizzazione: siamo solo noi quelli che devono essere "onesti". L'"onesto che non evade" è il suddito ideale per foraggiare il demenziale sistema.

      (PS: spero sia chiaro che quando parlo di corruzione non mi riferisco alla mazzetta dell'assessore. Quella è... la coruzzione. ;-))

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  41. "Ho avuto il privilegio di completare i volumi delle "Cronache economiche e politiche di un trentennio (1893-1925)" che raccolgono gli articoli giornalistici di Luigi Einaudi. [...] Nel leggere, comunque, i volumi già approntati ho finito per apprendere quasi a memoria le sue memorabili filippiche perché la Banca italiana di sconto dovesse fallire; perché i responsabili fossero chiamati a rispondere dei loro errori; perché i contribuenti non dovessero sborsare nemmeno una lira (allora la cifra era significativa) per le altrui malefatte. Che si sia trattato di una posizione estremamente miope e che l'episodio rientri tra le concause della nascita del fascismo, forse oggi è consentito dire [...]. Vi è, ad ogni modo, l'attenuante che, all'epoca in cui Einaudi scriveva, la Banca Centrale non aveva ancora compreso esattamente la sua funzione di prestatrice di ultima istanza e che la parabola delle capacità autoregolatrici del sistema di mercato costituiva la quintessenza del sapere economico". (Federico Caffè. "Il fallimento come panacea". Il Messaggero 2 gennaio 1977).

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  42. "Quindi la valutazione è che arriveremo con probabilità uno alla seconda, ma passando con una probabilità ormai decisamente superiore a 0.5 per la prima."
    Terrore. Da quattro anni.
    Stupisce che ci si accapigli su altro difronte a siffatta probabilità.

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  43. Considero una perdita di tempo parlare di corruzzione, soprattutto all'interno di questa splendida "società degli apoti". Il problema, questo si politico, è "l'impunità" che il sistema giuridico italiano garantisce atutti tranne ai ladri di polli. L'impunità è stata una politica costante di tutti i governi della seconda repubblica. L'impunità è un problema sia pubblico che privato, quanti banchieri cialtroni pensate andranno in galera. Nessuno. Questo indipendentmente dal fatto che la crisi del sistema non sia dovuta ai banchieri cialtroni. La prescrizione li salverà. L'impunità da manifestazione giuridica è diventata un'implicita regola politica, altrimenti non si spiegherebbe perchè restino impuniti quelli che hanno violato la Costituzione.

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    1. Ma sai, il tema dell'impunità è strettamente collegato al tema dei poverini, qui affrontato da Martinet con esiti burrascosi.

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    1. Fantastico! Premio qualcosista del giorno! Non ho capito cosa sta succedendo, non saprei spiegarlo al giornalaio, ma voglio fare qualcosa. Comincia col leggerti il blog: contiene un utile suggerimento.

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    2. Mi scusi sig. Giulio..
      ma ha presente contro chi lottiamo?
      No, mi sa (dal tenore del suo post)

      Seconda domanda: ha presente la portata delle discussioni che il prof ha portato prima sul blog e poi via via in mezzo europa?
      Risposta probabile: no

      Sarcasmo a parte.. da ragazzino mi hanno sempre detto che bisogna essere pratici.
      Ecco, chi me lo diceva non ne azzeccava quasi mai nulla!
      "bisogna agire, bisogna muoversi!"
      Ecco, sempre per essere sarcastici, lo fanno pure i poverini che hanno le convulsioni.

      E per finire.. sì, lo sappiamo, bisogna fare come Ferrero che è l'unico che combatte a favore dei poveri.. "bisogna tassare i ricchi, bisogna mettere la patrimoniale!"
      Ecco, rivolgiamoci tutti a Ferrero
      Oppure al M5S (l'altra faccia del PD, quella giovanile oserei dire! Quando ero ragazzino chi si definiva di "sinistra" mi parlava per "mezz'ora" e la mia risposta è stata sempre "e come lo faresti?").
      Ecco, o Ferrero oppure M5S.

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    4. Ah, ecco da dove vieni. Mi sembra il posto adatto, dovevo immaginarlo. Vai, che Donald ti aspetta. Se fai la rivoluzzzione fai un fischio...

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    5. @Giulio Tosca
      "(...) continuerò a leggerti talvolta su cdc ..."
      Più che leggere, dovrebbe studiare, e studiare in questo luogo, per la precisione: pensi che può godere di una documentazione straordinaria, gratuitamente; si informi.

      Questa non è una provocazione: è una vera e propria risposta.

      Le auguro un buon 2016, ma non negli stessi termini nei quali lo auguro a me stessa, al padrone di casa e a coloro che hanno capito la gravità di quanto ci attende.

      Buona fortuna! (...)

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    7. Tosca, ci fai pena. Forse sei troppo giovane. Tralasciando il tuo analfabetismo (l'ortografia dice tanto di te...), non sei proprio in grado di renderti conto a chi parli e quanto sia controproducente per te esporti in un dibattito del quale non sai nulla. Qui c'è gente che si è messa realmente in discussione e ha studiato. La tua arroganza e pigrizia mentale ci riporta agli albori del dibattito, quando l'ignoranza era scusabile. Oggi non lo è più, mi spiace. Recarsi in una community per insultarla può sembrarti una buona idea. Resta pure delle tue convinzioni. Qui è pieno di gente che grazie alle nostre analisi ha salvato letteralmente la pelle. Di che fine farai tu non ce ne frega molto. La crisi ha bisogno di vittime. Meglio te di me.

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    8. Insomma, è un po' come dire: andiamo in guerra, ma evitiamo accuratamente di fare prima qualsiasi discorso legato all'equipaggiamento più appropriato, alla strategia da adottare e alle tattiche relative. Perché l'importante è attaccare. In Russia le scarpe di cartone non servono a nulla.

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    9. Sì, ma il fenomeno è più ampio. È il "decidoconlamiatestismo", che non a caso le forze conservatrici, come il 5 stelle, fomentano in ogni possibile modo. Sarei curioso di sapere se quando stanno male questi signori vanno da dieci medici, consultano dieci siti, e poi decidono con la loro testa. Purtroppo temo di no, perché altrimenti Darwin ci avrebbe già tirato fuori dai casini. E qui si arriva a un altro punto: la strategia sapientemente orchestrata sui media da figuri tipo er Quaresima, volta ad accreditare il fatto che "l'economia non è una scienza". Nulla di più falso. Il problema è che per rendersene conto bisogna studiare e ci vuole tempo. Chi ha passato quattro anni con me faticando sa quante previsioni abbiamo azzeccato. Il simpatico pingback di CDC non ha alcuna voglia né di studiare, né di mettersi in discussione, né di valutare nel corso del tempo l'evoluzione del dibattito. Lui vuole fare qualcosa. Bene: lo faccia. Sarà totalmente irrilevante. Quello che facciamo qui non lo è, ma non gli chiediamo di capirlo.

      Spero sia chiaro ora perché non voglio fare "er partito". Non voglio diventare la calamita di gente simile. Chiaro?

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    10. Siamo alla dittatura del relativismo, dove tutto non è altro che opinione, esprimibile da chiunque. La questione non è tanto quella di avere un'impressione più o meno credibile su un argomento che non si conosce troppo - ragionare per euristiche ha la sua naturale utilità, lo facciamo tutti di continuo - ma la pretesa che non vi sia alcuna differenza in valore tra la mia impressione e la valutazione di chi invece è da anni che impegna se stesso in un determinato ambito, studiandolo. Per cui sparo la mia considerazione fondata su un'occhiata o due a qualche sito magari nemmeno troppo selezionato e pretendo che abbia lo stesso valore di quella di un professore che è una vita che se ne occupa. Chiunque può sbagliare, anche un professore, ma non capire che c'è una differenza tra studiare e leggere le parole chiave sfiora l'assurdo. Ma allora che senso ha studiare, specializzarsi, possedere determinate competenze se chiunque può dire la sua su qualunque cosa pretendendo di essere egualmente credibile? La legge della domanda e dell'offerta? Per me non vale, l'economia è nell'occhio di chi la guarda. Ho letto su sticazzi.it che privatizzare migliora il servizio? Ottimo,sarà la mia opinione in merito, mi ritengo completo sull'argomento, anzi già che ci sono vado un attimo su goofynomics a dirglielo al prof. Bagnai, con quella sua spocchia presuntuosa.

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    11. Ohi ... Un Genio .. Credo di poter sostituire er Cavajere Nero nella risposta : A te ad asfaltarti ci pensa la Storia ( con la maiuscola)

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  45. Logico e coerente il post fa chiarezza su molti luoghi comuni.Sulla corruzione potremmo aggiungere che essendo un comportamento millenario ( pur con alti e bassi)non può spiegare fenomeni temporanei come le crisi economiche, che non é solo pubblica ma riguarda anche i rapporti e le attività private ( nelle grandi aziende anche multinazionali ha pesi non indifferenti). La corruzione non é un tema politico , lo potrebbe essere invece la modalità di contenerla, ma stranamente si propongono per lotta alla corruzione centralizzazione di poteri che la favoriscono é inoltre un tema che fa presa e aiuta a distogliere l'attenzione dalle vere cause delle difficoltà.L'emissione di moneta é certamente la massima espressione del potere e tema politico per eccellenza, la ringrazio per la sua azione continua di chiarimento e per l'impegno a favore di una banca nazionale che restituisca la sovranità al popolo italiano come sancisce la nostra Costituzione. Una banca nazionale emittente di moneta permetterebbe anche la ripresa economica necessaria per riequilibrare il sistema finanziario.

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  46. Giusto affermare che la corruzione non è, almeno inizialmente, un tema politico, lo diventa, però, quando chi corrompe o viene corrotto non viene punito severamente con leggi appropriate.

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    1. Ma gli aggettivi "penale" e "giudiziario" vennero espunti dal dizionario?

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    2. ..ma dopo tutto quello che c'è da leggere qui come fai a scrivere ancora queste cose..

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    3. No, ma non mi sembra che questi reati abbiano un'adeguata punizione sia giudiziaria che penale, specie se commessi da politici.

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    4. ..sospetta invidia sociale e/o moralismo acuto

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    5. Sono costretto a dividere le mie riflessioni in replica alle sintetiche considerazioni di Cetta in due spezzoni. Mi scuso pertanto per la lunghezza del mio discorso. Confido nell’indulgenza del curatore del blog qualora mi vorrà concedere spazio e nella pazienza di chi vorrà leggere.

      Quello che, Cetta, forse non si riesce a comprendere è che il tema "corruzzzzzione" è utilizzato come tema politico dalle oligarchie per distogliere l'attenzione della popolazione restante da quelli che dovrebbero essere i veri temi politici sul tappeto (e che su questo blog costituiscono oggetto di approfondimenti e sviluppi nelle più svariate sfaccettature). I quali temi reali così restano sullo sfondo, o meglio continuano a essere gestiti dalle oligarchie secondo i loro disegni e scopi, al riparo da movimenti di pensiero critico, che, qualora più diffuso, risulterebbe in tutta evidenza dirompente. Riprendo Tacito, riferito ad Ottaviano Augusto: "Pago della carica di tribuno a tutela della plebe, egli si propiziò le truppe con i donativi, il popolo con le distribuzioni annonarie, tutti con la dolcezza della pace (ricorda molto lo 'staseranno', non è vero?, n.d.r.); poco a poco cominciò a salire, a usurpare le funzioni del Senato, dei magistrati, delle leggi; non gli si opponeva alcuno poiché i più fieri erano caduti in battaglia o vittime delle proscrizioni, i nobili rimasti venivano elevati in ricchezze ed onori quanto più erano disposti a servire e preferivano la sicurezza del presente ai rischi del passato; né si opponevano le province al nuovo regime, perché - attenzione al passaggio successivo, che è il nocciolo della questione, n.d.r. - quello che era stato il governo del Senato e del popolo ispirava diffidenza per la discordia tra i grandi e la cupidigia dei magistrati né era più valida la tutela delle leggi, sovvertite dalla violenza, dalla corruzione ed infine dalla potenza dell'oro; [...] tutti, - sottolineo anche questo punto, n.d.r. -, tramontata ormai l'eguaglianza, aspettavano gli ordini del principe" (Tacito. Annales. I, 2 e 4). Ecco spiegato, attraverso le parole di uno storico conservatore, come fanno le oligarchie a concentrare il potere nelle mani di un numero sempre più ristretto di soggetti con il consenso del popolo.
      Il meccanismo era stato già spiegato da un altro storico latino più risalente, Sallustio: "Come la Repubblica, con la tenacia e la giustizia, si fu ingrandita e i re più potenti furono soggiogati e genti barbare e grandi nazioni sottomesse [...] e ci furono aperti tutti i mari e tutte le terre, la sorte incominciò ad infierire e a sovvertire ogni cosa. Quelli stessi che avevano sopportato senza un lamento fatiche, pericoli, sorti incerte ed avverse, nella tranquillità e nel benessere - beni d'altro canto desiderabili - non trovarono se non angustie e sciagure. La sete di denaro e di potere aumentò e con essa divamparono tutti i mali. Fu la cupidigia a spazzare via la buona fede [...] indusse gli uomini all'arroganza, [...] alla convinzione che non c'è cosa che non sia in vendita, [...] a considerare amici e nemici non per i loro meriti ma per il vantaggio che potevano ricavarne [...]; sulle prime questi vizi aumentarono lentamente, a volte furono anche puniti; ma poi il contagio si diffuse a guisa di pestilenza e la città mutò volto e - attenzione quest'altro passaggio, n.d.r. - quel governo che era il più giusto, il migliore, - cioè la Repubblica, n.d.r. -, divenne crudele ed intollerabile" (Sallustio. La congiura di Catilina. 10, 1-6). - Parte I

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    6. Qui Sallustio, un Cesariano, vuole far passare l'idea che la Congiura di Catilina sia stata la manifestazione estrema del livello di corruttela raggiunto dalla classe politica del tempo e che, ciò nonostante, la reazione degli ottimati (le adeguate punizioni cui tu alludi, Cetta) fosse stata troppo sproporzionata al punto che l'irrompere di Cesare sulla scena, cioè della concentrazione del potere nelle mani di una ristrettissima cerchia di persone, finì per essere la cura persino invocata dalle classi più basse, che, invece, grazie alla dittatura pur illuminata di Cesare, videro contrarre, non certo ampliare, i propri spazi di partecipazione democratica.

      Ogni qualvolta si aprono nuove prospettive per i ceti meno agiati, chi si trova in posizioni di privilegio cerca di difendere tali posizioni e per farlo ricorre allo strumento maggiormente sperimentato con successo fin dalle epoche passate: l’arma dell’indignazione popolare. Attraverso l’indignazione la pancia del popolo si alimenta di vuota aria, che dà senso di sazietà, ma aria resta e per di più flatulente. Nel contempo le oligarchie si rafforzano e, mentre prima tutti aspiravano all’uguaglianza, come ricordava il buon Tacito, un attimo dopo ti ritrovi con un Parlamento esautorato, un governatorato fatto di quattro soggetti che disbrigano le pratiche correnti e un’Istituzione di tecnocrati europei non eletti dal popolo che assumono le decisioni che più si confanno agli interessi delle oligarchie. Tu combatti e ti indigni per la corruzione imperante - come se non ci fosse mai stata, come se fosse cosa estranea all’esperienza umana, come se l’ambizione, che della corruzione è l’antecedente causale, per dirla alla maniera del citato Sallustio, non fosse una prerogativa propria del genere umano, di qualsiasi suo componente, dal più umile al più alto - e così facendo non ti accorgi che ti stai scavando la fossa e che stai lavorando per i tuoi carnefici.
      Lo hai fatto nel 1991-92, all’epoca di Tangentopoli, quando la “corruzione” ti portò a liquidare una stagione politica che forse era al punto più basso della sua parabola, ma che aveva contribuito nei quarant’anni precedenti alla crescita del nostro Paese, accettando prima il referendum abrogativo del proporzionale (e cioè limitativo del tuo potere di delega alla rappresentanza parlamentare) e poi sorbendoti il principe Berlusconi e i vent’anni della sua corte; lo hai rifatto nel 2011, all’epoca della lettera della BCE, quando hai archiviato la stagione di Berlusconi, il comodo capro espiatorio, nel nome, unto e bisunto, del vincolo esterno che tutti salverà e lo continuerai a fare anche nel 2016, se resterai ancorata a categorie politiche che di politico non hanno nulla, essendo solo strumenti di esercizio del potere dei soliti.
      Chiudo con un’altra citazione dedicata a chi crede che la lotta contro la corruzione sia la madre di tutte le battaglie: “Non combattere contro i mostri o diventerai tu stesso un mostro; e se guardi a lungo nell’abisso, anche l’abisso guarderà dentro di te”. Come dite? Nietzsche? Nì: Alan Moore. Watchmen. DC Comics, 1986.

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    7. @cetta504

      Le cito L. B. Caracciolo dal suo “Euro e (o?) democrazia costituzionale” che le consiglio, se ha interesse:

      “ […] Inflazione, clientelismo e corruzione, sono fenomeni, in realtà, dipendenti da fattori intrinseci di tutte le società variamente “capitaliste” e di ogni forma di governo della contemporaneità; anzi, prima ancora, di ogni società organizzata che preveda l’inevitabile intermediazione dei pubblici poteri , (quand’anche derivanti da una “corona”), sullo svolgimento delle iniziative economiche dei privati. […]”

      “ […] un governo che “esegue” col più alto grado di fedeltà i desiderata di una parte o, meglio ancora, di tutto il “mondo degli affari”, sarà tendenzialmente il meno corrotto . Questo perché la decisione favorevole a certi, o a tutti, gli interessi economici, sarà fisiologicamente incorporata nella normale direzione che assumono le decisioni politiche e poi amministrative, più o meno condizionate dal livello politico (formale): prime le stesse leggi e, poi, l’attività amministrativa e burocratica che le esegue.
      E tale idealizzata “incorruttibilità pubblica”, a sua volta, sarà altamente agevolata da regole formulate in modo da NON considerare gli interessi che si contrappongono a quelli degli “affari” ( questa, normativamente, è la caratteristica del c.d laissez faire). Il che ci riconduce direttamente a un mondo dove NON vigevano le moderne costituzioni democratiche pluriclasse. […]”

      Pertanto:

      a) Posto che la corruzione è fenomeno strutturale di qualunque società organizzata che preveda l’intermediazione pubblica sull’iniziativa economica privata in funzione riequilibratrice, ovverosia di qualsiasi società dotata di moderne costituzioni democratiche.

      b) Posto che, dunque, il fenomeno della corruzione per quanto riprovevole “non ha alcuna efficienza causale sui meccanismi di creazione delle congiunture economiche”, anzi accompagnandosi più spesso “a periodi di crescita del reddito nazionale e, semmai, crescendo, come “volume d’affari”, in proporzione con esso”.

      c) Posto pertanto che la corruzione NON è fenomeno, nonostante quanto sostenuto da Travaglio, relativo in particolare al nostro Paese, anzi.

      Perché un’insistenza totale su questo argomento, assurto ormai a “grande male da estirpare”?

      “ […] l’uso strumentale di una giustificazione come quella ancorata a “clientelismo e corruzione” risulta, nelle società contemporanee democratiche, generalmente utilizzata come “copertura” per un disegno, a sua volta, redistributivo, in funzione “restauratrice” di un ordine sociale che, nel mondo occidentale, pareva appartenere al passato. […]”

      “[…] legittimare, in nome di una ragione “etica” proposta come superiore, un riassetto tendenzialmente restauratore di un “tipo” di capitalismo” [ quello voluto da Hayek, di cui è palese espressione il Trattatto di Maastricht].

      Quanto alle sanzioni, le faccio notare che in Cina sono previste pene asprissime che arrivano tranquillamente a quella capitale oltre che procedure giudiziarie incivili e realmente poco limpide , eppure ciò non ha di certo frenato il propagarsi di questi fenomeni.

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  47. ha ragggione il Prof. Bagnai. L'Euro e' un tema politico. Piu' in particolare l'Euro identifica (essendone uno strumento) una "parte" (l'asse franco-tedesco). Ma a questa parte c'e' un'alternativa: la rediviva alleanza polacco-baltico-ucraina (oramai 100 milioni di consumatori) che e' piu' strettamente legata agli USA. Adottare l'Euro significa per l'Italia rinunciare senza contropartita ai vantaggi che potrebbero derivare dal dialogo con questa nuova parte (nel momento in cui verra' alle strette con la Germania come sempre e' stato negli ultimi 400 anni). In sostanza l'Euro e' per l'Italia una scelta anacronistica e che ci priva di un'alternativa potenzialmente piu' proficua (ed equilibrata). Va sostanzialmente preso atto del fatto che l'Europa, come intesa dal 1957 al Trattato di Maastricht, e' finita e va trovato un equilibrio piu' consono alla realta attuale. Per fare questo bisogna avere le mani libere.

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  48. Torno sul tema secondario del post, quello dello sclero, per fare una domanda che spero non mi valga il cappello da asino...

    Non vorrei aver letto troppa roba memmetara, ma quale è il fondamento del discorso secondo cui le tasse non servono a finanziare la spesa pubblica?

    Certamente dentro l'Euro questa è una triste realtà: lo strozzino sotto casa (la privata BCE) ci dice "niet" ogni volta che esprimiamo un bisogno, quindi i soldi o vengono dalle tasse o dai patrimoni personali degli italiani, grandi o piccoli che siano. E quando per somma grazia lo strozzino ci dice "Vabbé, dai, oggi per te sono tre sì", vuole poi in pegno garanzie reali.

    Ma se fuori dall'Euro, in presenza di sovranità monetaria e Banca Centrale che risponde a Governo, questa cosa fosse tecnicamente vera, se cioè si potesse dimostrare tecnicamente che l'evasione non sottrae risorse altrimenti utilizzabili per la spesa pubblica, credo che tutti i/le cetta504 smetterebbero di prendersela con l'avversario sbagliato e di sclerare a vuoto.

    Se invece non è vera, mi sa tanto che io devo avviarmi dietro la lavagna e tacermi per un po' (però i ceci no, dai...), e noi tutti per toglierci dalle balle lo strozzino potremo solo sperare che qualcuno abbia un colpo di genio, definito come fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione

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    1. Le tasse non finanziano la spesa pubblica, e se solo tu sapessi cos'è una tassa non ti poni domande supercazzole come questa.
      E per inciso, anche oggi le tasse NON finanziano spesa pubblica.

      Discorso diverso invece per le imposte. E qui mi fermo, perche ti ho gia dimostrato che non sai.

      Studia, poi riparliamo di come le imposte vengono usate per fare politica economica, sociale, monetaria e altro ancora mentre le tasse servono per politiche sociali o regolatori di mercato Monopolistico.

      In ogni caso l'equivalenza evasionefiscale=menoservizi è un mantra tanto falso quanto una danza sciamanica, fatto passare al solo scopo di convincere gli imbelli (perche non studiano) che "privato è meglio".

      I casi di partorienti defunte di questi giorni è emblematico: il ministero, anziche risorse per personale, attrezzature e medicine, manda ispettori che certificheranno "se fosse in mano ai privati tutto ciO no succedeva"

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  49. Genova- 2 gennaio 2016. Concerto gratuito di Cristina D'avena in piazza Matteotti. Dopo uno sciorinare di suoi successi accolti con grande calore dal pubblico, parte la filippica della sottoscritta sull'europa unita alla fine della quale fa partire "Europa siamo noi" suo pezzo del 92. Al solo sentire il titolo, cori di disappunto del pubblico e conseguente GELO TOTALE con fischi finali. Magari qualcosa sta cambiando, mah... sarò OT ma me ne frego :)

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    1. Eh, se me lo dicevi prima! Ma organizzavamo un lancio di uova e gavettoni come ai bei tempi della festa per il millesimo compleanno del Divino Otelma (primi anni ottanta) in Piazza De Ferrari....

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  50. Caro Prof,

    non smetterò mai di ringraziarla per l'opera di patriottica divulgazione scientifica che svolge ormai da anni. Sino al famoso 2011, ero super europeista, credevo che "l'euro fosse solo una moneta", ritenevo corruzione evasione e Berlusconi le 3 cause della crisi italiana, naturalmente votavo PD ero "de sinistra", stimavo Prodi, Padoa Schippa, ecc...

    Quello che mi fa rabbia è che ho studiato economia alla Sapienza negli anni 2006-2012 e tutti i prof avuti erano integralisti euristi!!!! Mai un accenno al declino industriale, solo elogi agli IDE, solo stereotipi buonisti sulle istituzioni UE! E tutti che erano orgogliosi di Draghi laureato alla Sapienza!

    Grazie di esistere Prof. Bagnai

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  51. Caro Professore,
    Il problema fondamentale è la comprensione della moneta o del denaro, cosa di cui facciamo ancora difetto. Anni fa ho letto un libro interessante ed allo stesso tempo di piacevole lettura. Da quel libro ho dedotto tre assiomi fondamentali del denaro (che poi ho anche ritrovato sui suoi libri):

    1. Il denaro non è una merce
    2. I debiti tra stati si possono solo pagare con merci
    3. Non si può creare denaro dal denaro

    Purtroppo facciamo di tutto per eludere a questi tre assiomi fondamentali. Innanzitutto creando monete di riserva (come è il dollaro oggi ma lo è stato la sterlina in passato), perché questo permette di far diventare la moneta una merce. Questo dà l’illusione per lo stato che ha una moneta che è riserva di poter pagare debiti stampando moneta eludendo così anche il secondo assioma. Con la creazione dell’Euro l’illusione di poter andar contro al secondo assioma è aumentato perché tutti hanno la stessa moneta. L’ho chiamata illusione perché nessuno lo può stampare e quindi alla fine non è assolutamente vero. L’unico vantaggio è che i paesi creditori pensano di poter essere pagati in moneta cosiddetta “buona” e depredare i paesi debitori, finché ce n’è… Andare contro al terzo assioma è infine quello che più ci piace. Marx descrive molto bene bene che l’unica possibilità per creare denaro è il passaggio dalla creazione di valore e Pound chiama questo male “usura” contro cui ha persino scritto una poesia.
    Sono decenni che si cerca di andare contro queste regole basilari, prima con il gold standard, poi con Bretton Woods, infine con l'Euro e tutte le volte si son create casini e sofferenze alla popolazione.
    Il perché continuiamo ad andare contro questi tre assiomi fondamentali non glielo so dire, ma forse questa frase ne riassume al meglio le motivazioni: “Ma ricordati (Kolima): chi vuole troppo è un pazzo. Un uomo non può possedere più di quanto il suo cuore possa amare” (Nonno Kuzja) da L’Educazione Siberiana.
    https://www.youtube.com/watch?v=o8Ir1dqBnjg
    Un abbraccio, Bruno

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  52. qui http://www.unian.info/politics/1227915-polish-foreign-minister-calls-russian-ukrainian-conflict-one-of-threats-in-2016.html il ministro degli esteri polacco, non uno che passa per la strada, definisce l'Euro un'utopia e un progetto "antidemocratico"......

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  53. Un punto di vista convergente. Tra l'altro in Inghilterra che con l'euro...
    http://www.telegraph.co.uk/news/obituaries/12080990/Edward-Hugh-economist-obituary.html

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  54. concordo, perche' entrambi i paesi hanno un disegno strategico che ci dovrebbe interessare:https://www.youtube.com/watch?v=uO1DBvOd2_A
    pero' noi dobbiamo prima liberarci dalla schiavitu' eurista (sempre che a Roma capiscano....)

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