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giovedì 14 maggio 2015

#pirreviù6: definizione di connotato scientifico

Quando una cosa comincia con un report così:



e uno così (una standing ovation):


è chiaro che se ci lavori sopra con un po' di attenzione, dando retta alle giuste osservazioni del Referee 1, poi sul lavoro rivisto ottieni anche da lui un giudizio così:


e quindi l'editor ti comunica che:



La mia prolissità è un problema, domattina ci lavoro.

Il paper originale, che presentai all'INFER2013, era in effetti praticamente illeggibile e i commenti dei due referee lo hanno migliorato moltissimo. Avrete capito, dalla sintesi che fa il Referee 1 (non vi ho elencato tutte le sue osservazioni, non credo vi interessino), che il lavoro pubblicato è la versione scientifica di questo. Ci tenevo a condividere con voi, visto che quel post è stato molto importante per tutti noi, ed è anche stato oggetto di futili polemiche da parte di dilettanti dell'economia (ma anche di interessante dibattito con colleghi seri come Daveri: lo ricorderete).

A fine mese (maggio 2013) lo presentai appunto alla conferenza annuale INFER (a Orléans), poi lo lasciai nel cassetto. L'estate scorsa (agosto 2014) pensai che tanto non sarei riuscito a migliorarlo da solo, e lo inviai a una buona rivista non omodossa. Non è una rivista di fascia A: è in fascia C in Italia e in Francia, ma questo è abbastanza ovvio. In fascia A il post-keynesiano non si porta molto, anche se in effetti spiega abbastanza bene come stanno le cose, e i referee della rivista che ho scelto sono stati bravissimi nell'aiutarmi a rendere leggibile il mio papiro (in effetti, il metodo che avevo scelto era molto pesante da descrivere, e la strada che avevo seguito troppo didattica: avrò tolto almeno 10 pagine su 40, nella revisione...).

Concludendo, questo forse può servire a comprendere cosa intendeva dire oggi Vittorio Banti quando affermava che:


C'era uno che si crede un eroe celtico e faceva finta di non capire:


La definizione di "connotato scientifico nella divulgazione no€", caro il mio celtone (nel senso di grande celta), è che questo è l'unico blog divulgativo al mondo i cui post vengano pubblicati su riviste scientifiche referate e impattate (e quando capita anche in Fascia A, che poi è una cosa che di base non significa molto, salvo che per i simpatici plutocrati dell'ANVUR).

Hai capito, caro il mio celta, cosa vuol dire connotato scientifico? Vuol dire che sotto a quello che faccio io ci sono studi, rivisti e considerati scientificamente attendibili da economisti. Sotto a Donald abbiamo visto tutti cosa c'era. Una cippa, appunto.

E occhio, caro, perché ti sto facendo monitorare. Frenala la linguina, perché anche se conti poco (non come persona: sei un'ottima persona, probabilmente, ma hai certamente pochi follower, quindi certe asserzioni un po' azzardate rimangono in una cerchia abbastanza intima), nonostante questo potresti essere un ottimo esempio di cosa succede a chi mi diffama senza alcun motivo: "In certi ambienti conti se sei un pezzo del sistema, il livello dei due era uguale...".

Ma che ne sai tu?

Lascia perdere, sei fuori strada. E nota: a te voglio bene (non so perché, ma mi sei simpatico) e quindi ti avverto (non minaccio: avverto).

Se a uno non voglio bene, non lo avverto.

Spero che apprezzerai.


Post scriptum della mattina dopo:


E gnente, proprio non ci arrivano! Sono stati sbriciolati dalla logica, grazie al mio istinto che mi ha permesso di capire subito che c'era qualcosa che non andava, e mi ha suggerito di prendere immediatamente le distanze da un personaggio che ha poi fatto la fine che sapete perché era quello che era, e che è stato sistematicamente usato per denigrarmi perché era quello che era e ha fatto la fine che sapete (e che io sapevo PRIMA, come al solito), ma i frantumi continuano a rantolare nella sentina del web 2.0. Il meccanismo ormai è lo stesso: se sono ortotteri "ma noi siamo onesti", se sono donaldiani "Bagnai merda". Meccanismo semplice e molto convincente, soprattutto nel secondo caso.

Ma quale ego? Simpatico professionista del tuo settore che non è il mio, che non so quale sia, e nel cui ambito comunque non formulo giudizi, forse tu non sai che è mio dovere scrivere paper accademici. Quindi pubblicando io faccio il mio dovere. E poi, perdonami, ti vengo incontro: sì, confesso: è per il mio ego che io pubblico su Cambridge Journal of Economics e con Brilliant Classics. E tu per il tuo ego cosa fai, oltre a crederti Braveheart? Faccelo sapere, e intanto ti mandiamo tutti un fortissimo abbraccio...

(tralascio il fatto che non essendo uno scappato di casa qualsiasi io avevo tutto da perdere in termini professionali a iniziare questo percorso, e infatti chi non mi ha seguito qualcosa ha guadagnato, ma non me ne faccio alcun vanto perché sapevo che era così e l'ho scelto io)

Ma quali "pretese unicità"? A differenza del vostro guru con le pudenda a vista, io per prima cosa ho chiarito di non essere l'unico a sostenere l'ovvio (laddove il vostro guru arrivava brandendo i saldi settoriali come fossero la Torà, ce lo ricordiamo tutti, no?). Mi hai chiesto cosa significava "connotazione scientifica"? Significa che io sono un economista, il tuo simpatico caratterista di riferimento no. Guarda che le cose non stanno come pensi tu. Non è che il tuo amico è finito a farsi gli autoscatti perché il potere cattivo l'ha escluso dai suoi circuiti e lui si è depresso! È al contrario: uno del quale tutti, tranne un pugno di reietti, intuivano l'instabilità emotiva difficilmente poteva essere considerato come analista affidabile della crisi. Quanto ai poteri forti, non so, ma uno che si fa un giretto in America (USA) e torna qui miracolosamente con la verità in tasca... mi sa che lui sa meglio di me dove abitano, ed è molto più probabile che sia andato a trovarli lui. Ma qui sappiamo qual è il gioco, e stiamo difendendo il nostro paese. Se sarà il caso anche da te. E questo era il secondo cartellino giallo.

Ma cosa vi ha preso? Siete invasati!? Ormai siete post-logici. Chiedi cosa significa connotato scientifico, ti dicono che significa pubblicare su riviste scientifiche, allora questo non va bene perché per un accademico fare il proprio dovere è narcisismo... Cadono le braccia, e passa la voglia di dialogo, anche se sarebbe molto divertente vedere cosa risponderesti alla mia replica. Ma la cosa ha veramente contorni inquietanti. Capisco il tifo da stadio, ma qui è in ballo la vita delle persone, ci vorrebbe un minimo di razionalità.

Guarda, visto che sei veneto (mi par di capire) te lo dico col Vangelo di Marco:

8 Dicebat enim illi: “ Exi, spiritus immunde, ab homine ”.
9 Et interrogabat eum: “ Quod tibi nomen est? ”. Et dicit ei: “ Legio nomen mihi est, quia multi sumus ”.
10 Et deprecabatur eum multum, ne se expelleret extra regionem.
11 Erat autem ibi circa montem grex porcorum magnus pascens;
12 et deprecati sunt eum dicentes: “ Mitte nos in porcos, ut in eos introeamus ”.
13 Et concessit eis. Et exeuntes spiritus immundi introierunt in porcos. Et magno impetu grex ruit per praecipitium in mare, ad duo milia, et suffocabantur in mari. 


Per l'amor di Dio, rientrate in voi, e se proprio non ce la fate da soli, chiamate un esorcista, o almeno mettetevi un salvagente!


(...è inimmaginabile il danno che Donald ha fatto alla democrazia italiana. Tutti quelli che lui ha sfiorato sono una combinazione convessa fra la banalità del male e la malvagità del banale. Ma ora laetamini: me ne vado al giappo con Rockapasso per festeggiare l'ultimo nato...)

30 commenti:

  1. (OT?)
    FRONTIERE DEL PIDDINISMO

    Piddino: "Lo so che a te le riforme di Renzi adesso non ti convincono, ma lascia passare un po' di tempo e vedrai che ti piaceranno!"
    Io: "Scusa?"
    Piddino: "Tu dimentichi che l'Italia è un paese di destra, per vincere le elezioni in Italia bisogna fare politiche di destra."
    Io: "OK, allora anche gli antifascisti erano idioti che non avevano capito che l'Italia è un paese di destra?"
    Piddino: "Ma che c'entra il fascismo?"
    Io: "Vabbè... ciao!"

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    1. L'Italia era un paese di destra con il più consistente partito comunista d'Occidente. Aridatece Peppone e don Camillo!

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  2. Congratulazioni per due motivi. Il primo è che quel post del primo maggio è stato uno dei primi che ho letto su questo blog, e anche uno dei più importanti. Ricordo ancora il mio spirito eurista incrinarsi dopo ogni singola frase di quel post, e alla fine sbriciolarsi.
    Il secondo motivo è che è (forse) la prima volta che lei fa autocritica in modo serio su questo blog. La sua prolissità è un problema, è vero. D'altronde, nessuno è perfetto.

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    1. Sai, molti la considerano un'opportunità. Quando ho solo 140 caratteri a disposizione taglio come un rasoio.

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    2. La sublime prolissità di Proust è perfezione, secondo me non era del tutto sincera autocritica.
      E poi, meglio essere prolissi a parole, che nella vita come accade a molti.

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    3. Ma prolisso 'na cippa, caro Wendell Gee, te lo assicuro io che la prolissità molesta è da tutt'altra parte (è un settore nel quale ho un certa esperienza).
      Qui si tratta di conciliare il rigore scientifico con la divulgazione: divulgazione di alto livello, ma sempre divulgazione, nel senso che deve permettere al lettore volenteroso, per quanto inesperto, di capire il messaggio e di farlo suo.
      All'esperto indubbiamente sembreranno prolissità, ma per il meno esperto si rivelano provvidenziali le spiegazioni così come le sa "cantare" Bagnai.
      Che ne dici, tagliamo tutti i "da capo" e i ritornelli da Bach/Haendel/Vivaldi per evitare prolissità? Oppure condensiamo la Recherche in un paio di volumi?

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  3. Gent.mo Prof. Bagnai,
    volevo chiedere un consiglio su manuali di storia economica, in più occasioni propugnati da lei, di Carlo Cipolla sulla storia economica dell'Italia: sulle varie librerie online ci sono tantissimi saggi e vorrei un consiglio per sapere da dove cominciare.
    Grazie

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  4. Professore, che lei abbia una caratura scientifica e' evidente anche ai ciechi. Che lei "faccia scienza" idem.
    Lei ovviamente non e' un politico, non ambisce ad esserlo, ma al tempo stesso, ne sono sicuro, SOFFRE perche' gli Italiani sono sempre divisi e calpesti e servi (come soffro io), e non si riesce a far fronte comune anche tra "affini".
    Ma lasciamo perdere le superstars (stile Barnard o altri); non abbiamo bisogno di superstars ma di Politici preparati e DURI nelle opportune sedi.

    Quello che vedo in queste lotte fratricide e' proprio la mancanza di unione su cio' che piu' conta: sconfiggere il comune nemico, i servi dei poteri finanziari transnazionali. E' l'Italia delle fazioncine, dei Comunetti, che piace tanto a Ovest di Ventimiglia e a Nord del Brennero.

    Io odio vedere ancora partitini dell' 1% con i loro capetti che rifiutano di far MASSA critica intorno al tema cruciale; e' quello che vuole il partito padronal-confindustriale Renzi/Squinzi/FI no? Ebbene, non lo capiscono nemmeno quelli che votano Lega o FDI.
    Questo mi fa uscire matto; prima si sconfigge il NEMICO poi si discutera' su cosa fare. Ma dobbiamo annientarlo prima che annienti NOI.
    Abbiamo bisogno di un politico nazionale; so che faccio ridere tutti dicendo di rimpiangere Craxi, che non era il massimo...ma con Craxi non ci saremmo ridotti cosi' (my eurocent).

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    1. Qui il tema è un altro, ed è quello di personaggi devianti che oggettivamente (fossero stati inviati per farlo o meno) hanno screditato le tesi critiche nel dibattito. Sono anche stati divisivi, ma questo a me interessa meno. Il problema è che bisogna capire che quello che qui, grazie all'opera solerte dei donaldiani, viene considerato "eccentrico", negli Usa è il patrimonio culturale di qualsiasi direttore di dipartimento di Harvard. E questo lo sapete grazie a me. A Pescara Weil ha citato Dornbusch 1996 come se fosse una gran scoperta. Siete contenti di essere avanti a un prof. della ULB? E lo dovete a Donald, o ai marxisti dell'Illinois, o a qualcun altro?

      Ecco.

      Poi magari parliamo di come e attorno a cosa aggregarci. Ma questo, perdonami, io non posso e non devo farlo dimenticandomi di chi mi ha messo i bastoni fra le ruote e ora mi diffama.

      Comunque ti sono assolutamente vicino nelle tue considerazioni che condivido (come momento ulteriore di riflessione: prima viene la chiarezza, poi l'aggregazione, perché aggregarsi nella nebbia non serve a una mazza).

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    2. Intanto noto un fatto curioso, e cioè che Craxi è morto da tempo e ne continuano a parlare tutti, Andreotti è morto pure lui (dopo) e da allora sulla sua figura è scesa una cappa di silenzio che non si taglia manco col coltello.

      Poi, l'idea di "combattere il nemico" (ieri Berlusconi, oggi i "poteri forti trasnazionali" è l'equivalente di coltivare l'odio ed è sbagliato, come quei genitori noiosi che in continuazione dicono ai figli "non far questo, non far quello, siediti bene, non fare quella faccia, questo e male e quest'altro anche". I genitori così falliscono, ed hanno immancabilmente figli ribelli. Ai giovani bisogna piutto dare stimoli positivi, e bisogna amare chi lo merita piuttosto che perder tempo ad odiare chi (altrettanto) lo meriterebbe.
      E così, se uno ha una proposta forte e valida, perchè mai dovrebbe perdesi a denigrare i propri insulsi nemici?
      Ignorarli è molto meglio.

      Per altro, non credo che gli attacchi del professore siano attacchi personali, più a certi stereotipi di pensiero, archetipi sterotipati, se preferite, per cui va male al primo che gli passa tra le mani. Il suo nome è un accidente. E l'idea è affermare una verità più che non negare una baggianata. La baggianata è di per sè insignificante, ma è come un velo steso che in qualche maniera nasconde la verità che c'è dietro, per cui va tolto di mezzo.

      I galli che starnazzano nel pollaio aumenteranno sempre di più, perchè aumentano la confusione, i disaccordi, e siccome vale ancora il vecchio detto DIVIDE ET IMPERA, al potere fanno comodo, e perciò gli riempono le ciotole di becchime.

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  5. C'è una fondamentale differenza fra il metodo scientifico e il "va dove ti porta in cuore", tanto più evidente quanto più la situazione peggiora e il cuore, o altre parti più a sud, si muovono impetuosamente.
    I media ingannano, questo riconoscono e dichiarano ortotteri, donaldiani e compagnia assortita, salvo rifiutarsi di riconoscere che sono gli stessi media che da decenni spingono verso una comprensione basata sui visceri e "opinioni" che negano il metodo scientifico in favore di profeti più o meno carismatici.
    Il metodo scientifico è ancora IL MENO PEGGIO CHE ABBIAMO. Punto.
    Ed è altrettanto fondamentale la differenza fra chi dice "solo io vi spiego le cose, dunque seguitemi!" e chi porta riferimenti autorevoli in quantità industriali.
    Evidentemente molti trovano più gratificante coltivare i propri ego sdegnosi e rabbiosi che tenerli al guinzaglio e impegnarsi seriamente a fare qualcosa.

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    1. Ma sai, il vantaggio di chi porta la ceppa è che puoi contemplarla (se ti piace), lo svantaggio di chi porta tonnellate di letteratura è che poi devi leggertela (anche se non ti piace).

      Quindi io ho perso!

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  6. E' il grido di dolore universale "io non sono un czzo di nulla ma..." Ma che? Anche a me sarebbe piaciuto essere un grande matematico, 'na beautiful mind, ma anche un pb di 2:55 in maratona andava bene. Both cases, nun gliela faccio, i miei limiti li ho esplorati, e la volonta' anch'essa non e' ferrea, pace. Questi personaggi hanno l'ego inversamente proporzionale alla volonta' anevrotica, e saranno sempre infelici - come i bravi consumatori.

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    1. Ma Dio santo, volete la lista delle cose che sarei voluto diventare io senza riuscirci? Un concertista, un velista, un normalista, ecc. Ho due bei figli, un bel lavoro, faccio male tante cose, il che mi dà un vantaggio comparato su chi ne fa bene una sola: si diventa adulti per convivere con se stessi, e se non ci si riesce è impossibile convivere con gli altri.

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    2. wow prof. questa me la segno!

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    3. @Alberto Bagnai
      "Si diventa adulti per convivere con se stessi".

      Detto questo, il restante è intrattenimento (e nemmeno di prim'ordine). Ecco perché, in ambo i casi, amo le convivenze motivate, ma "difficili", più delle accondiscendenti. Disse un sufi: "Dovete cercare di essere pazienti, sia con le cose che volete sia con quelle che non volete: entrambe vi metteranno alla prova. Praticate i due tipi di pazienza, e vi meriterete l'appellativo di uomo". Aggiungerei che il riconoscere l'assenza o la scarsa presenza di pazienza è un primo atto di pazienza.

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    4. Io volevo essere il più grande linguista storico del mondo...

      P.S.: @citodacal il sufi è Jalāl ad-Dīn Muhammad Rūmī?

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    5. Io da bambino volevo fare il papa.
      Megalomane sin dall'infanzia, mi aveva colpito questa figuretta vestita di bianco, lassù, sul balcone, alla quale tutti guardavano, si inchinavano...
      Ma non è detta l'ultima, in un'elezione a sorpresa potrebbero ancora scegliere me (non è obbligatorio scegliere un cardinale, neanche un sacerdote: se mi eleggessero, mi farebbero contestualmente diacono, sacerdote, vescovo, cardinale e papa, con notevole risparmio di tempo).

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    6. @martinet

      Non saprei davvero dire, poiché ho trovato la citazione sparsa da qualche parte (e non ricordo più dove; ma talora gli stessi sufi citano senza autore). Non è contenuta nel Fihi-ma-fihi di Maulana, altrimenti me la sarei appuntata adeguatamente, e finora non l'ho incontrata nemmeno nel Mathnawi (però, visto quant'è ampio...).

      p.s.: si parlava di pazienza: voglia il Prof mostrarne nei riguardi di queste digressioni trasversali...

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    7. @citodacal

      Mi sembrava, perché Mevlānā parla sempre (è uno stucchevole leitmotiv) di pazienza: ho fatto incetta di libri sul personaggio quando andai a Istanbul, dove c'è una buona scuola di studi sul sufismo all'università locale, ma adesso non li ho handy e mi ricordavo di aver letto qualcosa a proposito. Non ti preoccupare: il Prof è allenato ad avere pazienza (leggi: Palla-and-Greek studies saga). Forse poi gli fa addirittura piacere, chissà...

      sabr talx ast, valikan bar-e širin dārad
      La pazienza è amara, ma porta frutti dolci

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  7. Professore, rileggendo un po’ di vecchi post per ripasso mi sono accorto che nel tempo il tuo stile è cambiato. Inizialmente, i post sono tecnici e (quasi…) spensierati. Poi col tempo (non tutti, va da sé) si sono fatti più puntigliosi, poi battaglieri, poi arrabbiati. Ultimamente, ti immagino paonazzo con le vene del collo in evidenza mentre scrivi certi post, con la Smith & Wesson (o la Luger?) sulla scrivania. In questo , ovviamente, influisce il vedere come le cose stiano peggiorando anziché migliorare e tutti i disastri della Piddina in fiore.

    Seguendo il filo di questi pensieri, guardando fuori dalla finestra, mi sono ritrovato a pensare non solo ai guasti dell’Euro (tra cui il tuo cambiamento di umore) ma anche (oh Veltroni che sei dentro di me, esci da questo corpo!!!) a una specie di scala di tua incazzatura.
    In altre parole, ho inventato i gradi Goofy (gG), che misurano il tuo grado di incazzatura rispetto a certe cose.
    La scala va da un minimo di 0 a un massimo di 1936,27. A questo valore di gG ti troveresti a serio rischio coronarico.
    Non sono previste incazzature a valori negativi (non esistono gG negativi).
    Il mitico primo post, ad esempio, ha un valore di 105 gG. Questo ha un valore di 1.362 gG

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    1. L'incazzatura è più che altro un espediente retorico. Io sto benissimo. I poracci che stanno svegli fino alle tre rosicando come caimani sono ben altri, come si dovrebbe capire. Le cose stanno come dici tu: io, e molti altri con me, ho perso speranza in una soluzione politica della crisi. Questo non vuol dire che l'euro è per sempre. Vuol dire però che l'Italia subirà le conseguenze dell'ignavia dei propri politici. È del resto del tutto naturale che le ripetizioni vengano eseguite in crescendo e che all'avvicinarsi del pericolo si cerchi di attrarre l'attenzione. Tu stai sereno, caro...

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    2. Ed io ho perso la speranza che abbia un senso tornare in Italia prima della soluzione della crisi, appunto perche' avverra' in modo caotico e potenzialmente violento. Dapprima con rabbia verso la situazione e la cocciutaggine degli Italiani, ora con triste rassegnazione. Non ha senso per motivi di lavoro e sopratutto per l'ambiente sociale e politico, non tanto quello attuale, seppure odioso, quanto, temo, quello futuro.

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  8. Prof. il tuo impegno mi commuove. Ma perché dare spiegazioni ai vari "grex porcorum"? Lasciali sugare nella loro brodazza, non chiedono altro!

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  9. Donald, e tutti quelli come lui, e dentro ci infilo anche Salvini (purtroppo per la deriva che ha preso...) danneggiano l'approccio scientifico al problema Euro.
    Ricordo i primi tempi (era fine 2012) in cui parlavo delle "sue" teorie con i colleghi e venivo deriso poiché veniva paragonato a Donald.
    Avevo un bel da sbraitare per cercare di far capire che lei era su un altro pianeta (quello della scienza e che Caffè deve ancora scoprire).
    Per una conclusione politica della vicenda spero ancora in Fassina, ma so bene che ha ragione lei e che non ci sarà una strada facile.

    Con the Brave ci discussi anche io più di un annetto fa, stessi argomenti: chi ha portato il dibattito sull'euro in Italia ? Per me lei, per lui Donald.
    Dopo un po' ho lasciato perdere, il tempo è galantuomo.
    Buona serata

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  10. @Davide Falchieri
    Chi lo ha portato? forse ha nominato in TV per prima la parola € per non indicare una spesa o un'uscita.
    Ma ricordo che il tema della sovranità monetaria era di questo tipo:
    le importazioni sono ricchezza per il paese
    emetto la moneta che voglio.

    insomma, eravamo messi male.
    ma appunto, certi personaggi sono funzionali al potere perché sono poco credibili non perché mostrano gli attributi (non so in quale sito e non mi interessa) ma perché sono inconsistenti dal punto di vista scientifico.
    Perché la scienza non è infilare 4 formule (a questo ci pensano gli austeriani espansivi) ma concettualizzare la realtà, trovando legami, nessi causali tra i vari elementi.
    Qua tutti e dico tutti, da soli, senza aiutino, dopo aver conosciuto (e ricordato) l'identità del calcolo del PIL hanno capito che l'austerità era necessaria e che sarebbe stata reciproca e autodistruttiva.
    e questo come primo elemento.
    Per non parlare di diseguaglianza e dinamiche salariali/profitti (altro che Stiglitz) e tutto questo con la crescita di lungo periodo..
    potremmo parlare all'infinito di ciò che è stato dibattuto, approfondito e scoperto (passando pure per i fire sales.. uno si getta la bomba in faccia ma ci ricorda che è un altro problema).

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    1. Reddito di cittadinanza, importazionibello, loro vengono dall'America, l'America vuole fare il TTIP...

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  11. Eravamo messi malissimo prima che nascesse Goofy, se mi posso permettere, lo stesso Borghi non sarebbe riuscito ad arrivare a questo livello di inattaccabilità, pur nonostante l'ottimo lavoro divulgativo svolto.
    Non è stato un caso che Boldrin lo abbia violentemente attaccato al Goofy...
    Ma ci sono anche soddisfazioni questa gente è sparita. Donald è scomparso, e non di certo perché il sistema è brutto e cattivo o perchè ha respirato troppe scie chimiche.
    Parliamo di uno che, ancor prima di aver mostrato il suo PUbE, per denunciare le banche faceva spogliare Sara Tommasi (altro gegno) davanti ai bancomat...

    Continuo a non capire come possa avere ancora dei fans...

    PS nella prima risposta volevo scrivere Maffè e non Caffè... Ovviamente.
    Maledetto correttore automatico...

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