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sabato 28 giugno 2014

Sub tuum presidium...

E così, mentre voi stasera guarderete qualche partita del mondiale, io lavorerò, protetto dalla sacra effigie di S. Defendente:



sotto una delle cupole più belle dove mi sia capitato di lavorare...




(il neoborbonico è tutto contento perché negli affreschi c'è un basso di violino, lo vedete...)

...e naturalmente è andato tutto benissimo, grazie all'ottima organizzazione dei Solisti Ambrosiani, all'ottima acustica e all'ottimo pubblico. Ogni tanto qualche infiltrato mi chiamava professore... Ragazzi, un minimo di buone maniere: quando sono in camicia nera chiamatemi maestro!


9 commenti:

  1. Professore, ma voi in realtà che essere siete? http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/28/linkiesta-1-milione-e-100mila-euro-entro-un-mese-per-evitare-la-liquidazione/1043358/

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  2. Prof. Bagnai, potrebbe inserire nella scaletta un bel Requiem? Sa com'è...

    "Il Senato non viene abolito: vengono abolite le elezioni."
    (Piergiorgio Gawronski sul FQ)

    Come scrisse Lei in un post del 2102, le decisioni vanno prese AL RIPARO DEL PROCESSO ELETTORALE. L'idea di abolire il Senato è geniale, a modo suo.

    Peccato che qualcuno l'avesse già proposta prima:

    "Il programma fascista del 23 marzo 1919
    c) L'abolizione del Senato"

    Per la serie: il PNF è vivo è lotta con noi.

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  3. Ma dov'è quella chiesa lì?
    E se, come qualcuno sostiene, è a Varese e tu sei a Varese come dice qualcuno...
    MA PERCHE' NON CE L'HAI MAI DETTO???
    E sei lì a suonare?
    MA PERCHE' NON CE L'HAI DETTO???

    A scanso di cazziatoni, questo SCHERZO me lo permetto per premiarmi di aver detto, stamattina, in adeguato contesto e, spero, adeguata chiarezza nella necessaria fretta:
    Fmi - Glass-Steagall - debito privato estero - separazione Tesoro-Banca d'Italia dal 1981.
    Purtroppo ho dovuto evitare, causa fretta e altro:
    Shock esterno - area valutaria non armonica - non flessibilità del cambio.
    Quanto a una certa moneta forte che avrebbe protetta una certa €uropa dagli Stati Uniti, no, proprio sarebbe stato un debordare perché potevo fare solo un commento en passant.

    Sì, però...perché...
    NON CE L'HAI DETTO???
    (Rileggere da "A scanso di cazziatoni")
    MA CE LO POTEVI DIRE!!!
    (Sempre rileggere come sopra)




    POTEVI SCRIVERLO SUL BLOG!!!

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  4. [Nota: sicuramente off topic ma non sapevo proprio dove postarlo…]

    PARTE 1

    Il pensionato è quella cosa oggi tanto vituperata e osteggiata al punto che qualsiasi liberista, oggi, può sentirsi in diritto e in dovere di attaccare e criticare. E nonostante innumerevoli riforme che hanno toccato profondamente la previdenza, al punto da renderla ormai pienamente sostenibile (vedi qui, per esempio) , il liberista continua a martellare sul disavanzo pensionistico (per es. secondo Giannino viaggia ormai a 40 miliardi annui) e quindi sulla necessità/urgenza di sottrarre senza indugio ulteriori fondi agli esosi pensionati.

    Ora, premesso che il liberista nostrano quasi sempre tratta ed utilizza i dati come fossero cicoria, vediamo da dove nasce il “disavanzo previdenziale” del nostro.

    Presto fatto. E’ sufficiente andare nel Bilancio sociale Inps: uscite per pensioni 242 miliardi di euro, entrate da contributi circa 200 miliardi di euro = all’incirca deficit di 40 miliardi di euro (anzi “40 bn”, come dice lui).

    Questo, come meglio si vedrà in seguito, è un classico esempio di pessima informazione.

    PRIMO ERRORE

    Tanto per cominciare non tutte le pensioni pagate dall’Inps lo sono a titolo previdenziale. Ci sono quelle per la GIAS (Gestione per interventi assistenziali) e quelle GPT (Gestioni prestazioni temporanee) a sostegno del reddito che, ovviamente, non c’entrano nulla con le pensioni (sono assistenza).
    Dal lato dei contributi bisogna togliere i contributi versati dallo stato per i propri dipendenti pubblici (il che è evidente) pari a circa 10,5 miliardi.
    Quindi il quadro è:

    Spese pensionistiche: 211 miliardi ( al netto di 31,7 di GIAS e GPT)
    Contributi: 190 miliardi (al netto dei contributi dello stato)

    E il disavanzo del nostro si è quindi già ridotto, di colpo, a 21 miliardi (anzi 21 bn, come direbbe lui)
    Ma andiamo avanti.

    SECONDO ERRORE

    Nella foga liberista, il nostro omette di considerare che il dato sopra veduto riferito alle pensioni (211 miliardi) comprende anche le imposte che lo Stato trattiene sulle pensioni.

    Questo dato nel 2012 era pari a quasi 46 miliardi di euro.

    Mettiamoci allora nei panni dello stato nel 2012 (stato, inps, inail ec., non fa differenza) e vediamo quanto io - Stato – ci guadagno o ci rimetto.

    Vediamo: pago 211 di pensioni e incasso 190 di contributi. Quindi sono sotto di 21 miliardi. Ma nel mentre pago le pensioni faccio pure 46 miliardi di ritenute fiscali ! quindi, IN REALTA’, pago solo 165 miliardi di pensioni (211-46). E se pago solo 165 miliardi di pensioni ( al netto delle ritenute fiscali) io Stato ci ho guadagnato, nel 2012 – udite udite – ben 25 miliardi di euro (190-165).
    E’ strano come una salita possa diventare una discesa e un deficit di 40 miliardi un avanzo di 25!

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  5. Parte 2

    Del resto basta andarsi a vedere il Rapporto n. 1 del Bilancio del Sistema previdenziale italiano del 2014 (sicuramente il più autorevole in materia e diretto discendente dei vecchi Bilanci NVSP), disponibile in www.itinerariprevidenziali.it per leggere (nelle conclusioni, pagina 58):
    “ III. Spesa e fiscalità: nella valutazione dei risultati [quelli riferiti alla incidenza sella spesa per pensioni sul Pil, NdA] occorre fare attenzione poiché la spesa per pensioni E’ AL LORDO DEL CARICO FISCALE che per l 2012 è ammontato a 45,9 miliardi…. I 45,9 miliardi sono per lo Stato UNA PARTITA DI GIRO PER CUI LA SPESA DI 211,103 MILIARDI in realtà si riduce a 165 MILIARDI di €”
    CHIARO ?

    Ma naturalmente il liberista non si dà per vinto. Qui non parlo più di Giannino ma di un liberista più evoluto ( diciamo il libberista). Che cosa ti dice il libberista (ossia il liberista più evoluto)?

    “Bravo pollo!” dice lui “ ma non tieni conto che i contributi di lavoro sono esenti da imposizione!”

    “E bravo pollastro” dico io “e tu non tieni conto che il nostro, come quasi tutti i sistemi previdenziali europei, è un SISTEMA A RIPARTIZIONE, ossia PAYGO, il che significa che lo stato paga le pensioni nell’anno N con i contributi che incassa nell’anno N. Punto.

    Se tu, caro il mio libberista, volessi fare un confronto reale tra CONTRIBUTI E PENSIONI (ed evitare di sommare banane con pomodori per ottenere melanzane) NON DOVRESTI CONFRONTARE I CONTRIBUTI INCASSATI NELL’ANNO N CON LE PENSIONI PAGATE NELL’ANNO N, ma dovresti sommare tutti i contributi versati da ciascun pensionato precedenti all’anno N (per un numero variabile di anni, 15, 20, 30 ec. ), rivalutarli all’anno N, capitalizzare gli interessi maturati fino all’anno N e tirarci fuori una RENDITA dell’anno N. Cioè dovresti parlare in termini di rendita del montante contributivo rivalutato ( NON con il sistemino truffaldino tipicamente italiano che rivaluta il montante sulla base del PIL nominale degli ultimi 5 anni: al punto che negli ultimi anni i montanti ci hanno rimesso, rispetto all’inflazione, 4/5 punti). Quei contributi versati, allora, diventerebbero realmente RISPARMIO FORZATO di una parte del reddito di lavoro e via via accumulato in un conto fittizio del lavoratore: ma questo, caro mio, si chiama SISTEMA A CAPITALIZZAZIONE e sfortunamente quasi nessuno lo adotta per il finanziamento delle pensioni.



    Perciò l’UNICA POSSIBILITA’ di fare un CONFRONTO tra pensioni e contributi ( se proprio vuoi farlo) è mettersi ( nell’anno N) nei panni dello stato e vedere se pagando le pensioni e incassando i contributi, ci rimetti (disavanzo) o ci guadagni (avanzo). E, come abbiamo visto, lo stato ci guadagna (anche parecchio).

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  6. Parte 3
    E poi, caro il mio libbberista ti sfugge una considerazione di natura sostanziale: il contributo previdenziale non è una parte del reddito di lavoro che va a risparmio esente da imposizione. Il contributo DI FATTO E’ UNA VERA E PROPRIA IMPOSTA (vedi ad es. Persiani).
    Ora gli italiani, che sono dei veri e propri maestri nel settore furbizia, si sono inventati un meccanismo impositivo come questo (numeri a caso) :
    reddito di lavoro lordo (comprensivo dei contributi di datore e lavoratore) = 1400
    meno contributi datore - 300
    meno contributi lavoratore - 100
    -----------------------------
    = Reddito fiscalmente imponibile su cui si applica imposta 1000

    I tedeschi, che sono molto più razionali ma anche molto meno furbi degli italiani, hanno solo due grandezze su cui calcolano contributi e imposta, che sono Steuer e RV/AV Brutto. Queste due grandezze sono uguali ossia la imposta si calcola sul reddito di lavoro lordo come la contribuzione (con aliquote differenti, naturalmente).
    E qui, en passant, esce fuori l’altro liberista evoluto, quello con tre b, ossia il libbberista, che strilla indignato: “Hai visto come sono falsi quelli della Confesercenti? Ci dicono che in Germania le pensioni non sono tassate mentre in Italia lo sono ( e più del lavoro dipendente) ma non ci dicono che in Germania i contributi sono tassati!”. Ecco un altro esempio di confronto tra capre e cavoli per tirarne fuori cetrioli (è un difetto congenito del liberista, con qualunque numero di b).

    A parte che questa è già di per sé una stupidaggine considerato che il contributo è già una imposta, semmai dovremmo parlare di diverse base imponibili: in Italia la base imponibile per l’imposta (non per il contributo) è il reddito lordo al netto dei contributi (azienda e lavoratore), in Germania si prende il lordo.
    Ma secondo te, caro il mio libbberista,i sistemi di tassazione in Germania e Italia sono confrontabili?
    Sai quanto paga l’IVS (aliquota pensionistica) in Italia? Il 33%. E sai quanto paga in Germania? Il 19,9% fino a 66.000 annui, peraltro. E potrei citarti altre 100 differenze.
    E allora? Cos’è questa stupidaggine di confrontare di basi imponibili al netto e al lordo di per sé inconfrontabili ? QUELLO CHE CONTA, ALLA FINE DELLA FIERA, PER RENDERE I DATI CONFRONTABILI, E’ PARLARE DI IMPOSIZIONE COMPLESSIVA (IMPOSTA E CONTRIBUTO) , cioè in soldoni di quanto toglie lo Stato al lavoratore. Cioè quello che ci interessa è parlare di CUNEO FISCALE. E il dato OCSE 2012 riferito al cuneo fiscale della Germania era 49,7%, in Italia era 47,6% (il cuneo fiscale specificamente destinato alla tutela previdenziale è peraltro molto superiore in Italia). Quindi ha ragione o no la Confesercenti a dire che, a fronte di un cuneo fiscale sostanzialmente uguale sui redditi di lavoro, è una VERA e propria SCHIFEZZA il fatto che in Italia le pensioni siano tassate ( la ritenuta nel 2012 è stata pari al 21,8%) ed in Germania praticamente NO ??

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  7. Diego Fusaro: "Ucraina contro il Capitalismo Assoluto"

    http://www.lospiffero.com/cronache-marxiane/ucraina-contro-il-capitalismo-assoluto-17013.html

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