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venerdì 6 settembre 2013

Random sentences (3)

(devo smettere di aprire libri a caso, però ammetterete che...)



Il padre Poemen disse: "Non abitare in un luogo nel quale vedi alcuni gelosi di te, altrimenti non progredirai"



(l'avessi letto prima, non avrei mandato un certo articolo a un certo giornale... Dovrò rassegnarmi a traslocare, perché di strada da fare ce n'è, oh, quanta ce n'è...)

(sono in modalità "risposta a padre nobile": uno ve lo presento fra un po', l'altro non sono fatti vostri. Mica ci sono solo i giornalettisti dei quali occuparsi...)

22 commenti:

  1. mah... ogni parola è solo una metafora. senza lettore il testo non esiste. siamo noi che attribuiamo il senso. rilegga la stessa frase immaginando di essere in una storia d'amore contrastata e vedrà che sentirà lo stesso che ha un senso...
    continui a aprire libri, serenamente. sempre meglio di chi alza i tarocchi a caso.

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    1. Anche CASO è una metafora, così come TAROCCHI, quindi......

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    2. CASO
      "ma cos'è il caso? forse ciò che chiamiamo caso è soltanto la nostra ignoranza della complessa meccanica della casualità" J.L.Borges, "Nove saggi danteschi"
      TAROCCHI
      rivolgersi Italo Calvino: "Castello dei destini incrociati" (anche se non uno dei suoi migliori...)

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  2. Non si abbatta e ascolti cosa ha da dirle Antonio il Grande: «Nessuno, se non tentato, può entrare nel regno dei cieli; di fatto – dice – togli le tentazioni, e nessuno si salva»

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  3. Prof, giusto ieri ho postato su feisbuk il pezzo sulla "realpolitik" perché mi ero ricordato la "profezia" degli schizzi di sangue sul grembiule rosso. Davvero profetico...

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  4. PENSIERI & PAROLE
    Le parole sono importanti e quando “perdono significato, la forza fisica prende il sopravvento” (W H Auden).
    E in questo Bel Paese “repubblicano” e “democratico”, fondato sul lavoro (art. 1) nella quale tutti hanno pari dignità sociale, il cui compito è quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese (art. 3), nel quale l'iniziativa economica privata è libera non in contrasto con l'utilità sociale e in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana con programmi e controlli perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata dalla Stato a fini sociali (art. 41), bisogna spesso ricordare il “significato” delle parole dei maestri, “buoni” & “cattivi”.
    Vale la “pena”, nostra e delle nostre genti, ricordare il “significato” delle parole euristiche, progressiste, “ottimiste e di sinistra” di T Padoa Schioppa, compagno della Barbara de La Repubblica (s)fascista “in barba a papà”, dg economia della commissione Delors, architetto entusiasta della “moneta senza uno stato” che non serve quando ci sono i “merca(n)ti”, il denigratore delle generazioni di “bamboccioni”, “sfigati” e “ciusi”.
    “Nell'Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev'essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del XX secolo hanno progressivamente allontanato l' individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere .. degenerato a campo dei diritti che un accidioso individuo, senza più meriti né doveri, rivendica dallo Stato” .
    Esso, cioè esso, che ha sublimato l’eco-socio-politico pensiero della “Grande Società” dei mercati liberati dallo “stato minimo” di F von Hayek che deve "fornire agli indigenti e agli affamati qualche forma di aiuto, ma solo nell’interesse di coloro che devono essere protetti da eventuali atti di disperazione da parte dei bisognosi".
    Servirebbe per dare un “significato” ai paradossali “esercizi di concertazione del passato (che) hanno generato i mali contro cui lottiamo oggi e per i quali i giovani non trovano lavoro proprio perche’ lo Stato interveniva”, alle necessità della crisi per comprendere, poi, come “la ripresa non la si vede nei numeri ma, se riflettiamo un attimo, è dentro di noi", dentro gli epigoni di “abbondi” smacchiatori, di “innominabili” reggenti irredenti, di “bravi” nipotini, di “renzi” ansiosi di imbarcarsi su “casta concordia” a conferma del benevole corollario di Peter.
    Da mononeuronico gonadista , mi limito a spolverare, pieno di “sedimenti” polverosi, gli “aspetti politici della piena occupazione” , i principi etici del “ti guadagnerai il tuo pane con il sudore” - a meno che non capiti di essere .. in “barba a papà” - il feudalesimo della RENDITA, l’illuminismo del REDDITO per riconoscere su quale braccio la Storia porta l’orologio.
    Nel mezzo ci sta, ancora vogliamo credere, la democrazia repubblicana con il ripristino dei suoi fondamentali economici, quelli che “irascibili” maestri vogliono ancora insegnare.
    Tutto il resto è noia (di pochi), non è gioia (di molti) e resta memoria difficile da cancellare.

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    1. Il citato pensiero di Padoa Schioppa, mi ha fatto venire alla mente una citazione apparsa nel 1849 su una rivista satirica torinese dell'800, chiamata "il Fischietto".

      La riporto: "Che cosa è il censo? E' l'ultima radice dell'albero della tirannide, che quando non venga divelta dalla libertà e dall'eguaglianza universale, può mettere il tronco e figliare il passato."

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  5. Leggermente ot ma non troppo.
    Aprendo la stampa di oggi a caso (prima pagina del numero di 50anni fa esatti).
    In fondo a destra articoletto dal titolo: TRABUCCHI INDICA GLI OSTACOLI CHE RALLENTANO LE ESPORTAZIONI.

    Leggo:
    (....) Cause varie secondo il ministro hanno contribuito alla diminuzione del ritmo delle nostre esportazioni: un certo aumento dei costi di produzione si è riversato sui prezzi ed è quindi diminuita la possibilità di una facile conquista dei mercati; contemporaneamente nei paesi in via di sviluppo si è manifestata la tendenza a chiedere sempre maggior concessione di crediti, il che ha limitato la possibilità di penetrazione da parte di quei paesi, come l'italia, che non possono concedere crediti a tutti. (....).

    Mumble mumble.....ho come l'impressione di averla già sentita :)))

    p.s: a fondo pagina grande foto con titolo: VENTICINQUE CENTIMETRI DI GRANDINE A IVREA.
    Certo che sto effetto serra è partito da lontano......

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  6. Buonasera.

    “Una bella parola è più nascosta del feldpsato verde,
    ma la si può trovare presso la schiava della macina”.

    Insegnamento di Ptahhotep - visir del re Isesi (ca. 2.450 a.C.) - uno dei testi didattici di maggior prestigio dell'Antico Egitto.

    1° Corollario: il fatto che gli alti dignitari dei faraoni non scartassero l'idea che anche un umile potesse dire cose sagge, dimostra che, a quei tempi, la distanza tra la corte e il popolo era di certo inferiore a tempi in cui si dileggiano oscuri professori di provincia per aver osato rifiutare di baciare la sacra icona dell'euro. Per non parlare della nessuna disponibilità ad ascoltare i milioni di schiavi e schiave alla macina. Dispiace ammetterlo, ma questo piccolo, ma a suo modo esaustivo esperimento di sociologia, dimostra irrefutabilmente che c'era più democrazia all'epoca delle piramidi, dei templi solari e delle tombe sorvegliate da Anubi e Thoth, che in quella dell'euro.

    D'altronde, come non esser d'accordo con Voltaire quando – descrivendo la vicenda di Abramo che spaccia al faraone la moglie Sara per la sorella, e i magnifici regali che il patriarca riceve quando il faraone, di Sara invaghito, la trasferisce nella reggia - afferma: “L'Egitto...era un regno molto potente e civile”. Doni che, peraltro, il faraone non si riprese quando, punito dal Signore, congedò seduta stante Sara e Abramo: “Lo accomiatarono con la moglie e tutto il suo avere” (Gn, 12, 20). Sì, indubbiamente l'Egitto era una paese civile.

    2° Corollario: Se in un paese civile non si acquistano con un tozzo di pane gli asset altrui (in cambio di Sara il faraone diede greggi e schiavi a profusione), e ci si sbarazza senza indugio di chi o cosa porta guai, sarà incivile un paese in cui si sgraffignano a poco prezzo i beni altrui, e ciò che causa problemi viene deliberatamente adorato, additato ad esempio, addirittura creato.

    Unendo i corollari semplici 1° e 2° ne deduciamo il corollario complesso 3°, ovvero che questo momento storico il comportamento di molti paesi non è democratico né civile.

    L' avevamo capito, ma il conforto della scienza non guasta mai.

    Saluti.


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  7. Una profezia del 1969 di Noam Chomsky che si è avverata:

    Non meno insidioso è invocare la «rivoluzione» in un'epoca in cui non esistono neppure i germi di nuove istituzioni, per non parlare della consapevolezza morale e politica che potrebbe portare ad una modificazione sostanziale della vita sociale. Se ci sarà una «rivoluzione» nell'America di oggi, si tratterà indubbiamente di una spinta verso una qualche varietà di fascismo. (introduzione, p. 26)

    da "I nuovi mandarini"

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  8. Professore scusi la domanda, avremo la possibilità di vederla magari a breve come ospite nella nuova trasmissione "La gabbia" su La7?

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  9. In effetti fu duro essere figlio dell'amministratore delegato delle assicurazioni generali. Ed esaltante, come fu esaltante la sua partecipazione alla costituzione di una " moneta senza stato", che ha restituito a una esaltante durezza del vivere milioni di esseri umani (le generazioni future studieranno con stupore e sgomento il caso unico nella storia dell'umanità di una moneta senza stato)

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  10. A caso mi sono ritrovato tra le mani "Il Denaro" di E.Zola. Che lettura, prof! Vico riderebbe a crepapelle e Freud avrebbe tanto da scrivere...

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    1. L'ho letto anch'io. Particolarmente apprezzabile la scena hard, se non ricordo male. Poi c'è "La curée", sulle bolle immobiliari. Strano, se ci pensi. Allora non c'era la Ciiiiiiiina...

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    2. Chissà, tra 150 anni parleranno dell'insostenibile debito pubblico su Marte e ci sarà qualcuno che s'ammazzerá da ride a leggere il Tramonto.... Manca la scena hard, però :-)))

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    3. Come "manca la scena hard"!? C'è la liaison dangereuse tra Centro e Periferia che finisce con una tremenda inculata!

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    4. Be', se non ricordo male ne "L'Argent" la situazione era più clintoniana, non nel senso del sassofono, strumento brevettato in Francia una cinquantina d'anni prima della pubblicazione del romanzo, ma di un altro strumento, più antico, che devo supporre venga classificato, almeno dagli anglosassoni, fra quelli a fiato, a giudicare dalle varie metafore in "blow" e "Blasen" che ne accompagnano le performance. Onestamente però, nonostante il mio 30 e lode in organologia, non saprei e soprattutto non vorrei dirimere la questione. E sse semo capiti.

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  11. Lo storify di Borghi è eloquente, oltre che drammatico. Per chi fosse interessato, questo è un altro pezzo che potrebbe aiutare a capire meglio alcune cose che non vanno nei ragionamenti (?) di queste persone. L'ILO è sicuramente una fonte non attendibile per questi, ma dopo tutto, chi se ne fotte?

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  12. Ho una proposta seria e condivisibile per i seri PhD.

    Stante che secondo voi abbiamo necessità di vincolo esterno perché siamo patologicamente irresponsabili, e l'Italia è un paese che (di conseguenza) ha urgente bisogno di agenti razionali dato che un tipo di produzione che non si riesce a far partire nel nostro territorio, facciamo una cosa: noi svalutiamo e riprendiamo alcuni strumenti, mettiamo in atto alcune cosette per i primi tempi, ma ci impegniamo a importare ogni anno un numero (calcolato in base al reddito nazionale pro capite e al tasso di crescita della popolazione) di agenti razionali affinché le (vostre) previsioni economiche si avverino e non solo, anche che le riforme funzionino.

    Questi agenti razionali verranno ovviamente ospitati a spese dello Stato e delle aziende (metà e metà) che li accolgono il periodo giusto per poter aggiungere a "periodo" la parola "lungo". Ci sarà un enorme cronometro in ogni piazza italiana che partirà dal momento in cui il prodotto d'importazione tanto agognato metterà piede in territorio italiano, in modo tale da stimolare anche certe aspettative niente male di cui mi hanno parlato.

    Si potrà, se le finanze lo consentono, fare in modo di favorire gli incontri tra questi individui razionali. Penso ad esempio a dei locali per soli agenti razionali, degli incentivi per le giovani coppie di agenti razionali ecc. Da qui nascerebbero certamente degli agenti molto razionali che lavorando in loco fornirebbero un contributo non indifferente, i redditi probabilmente tornerebbero in patria, ma non è detto che i locali non potrebbero imparare qualche trucco del mestiere, un po' di effetto spillover non glielo nega nessuno.

    A quel punto abbiamo risolto i problemi di breve periodo, ma soprattutto i perniciosi problemi di lungo periodo.

    Questa è la mia proposta, è una via a metà tra le boutade dei liristi (Bagnai, Borghi e compari) e le difficili, seppur serie, idee degli europeisti.

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  13. "Non penso che i dipendenti fingano; semplicemente il loro fisico non ce la fa più. Tre persone si sono messe in malattia all'improvviso e questo ha fatto saltare tutto il piano orario di lavoro. Vanno di moda i doppi turni con i cosiddetti cambi brevi. Vuol dire che uno finisce il turno di notte alle sette o alle otto del mattino e poi deve riprendere già a mezzogiorno; oppure si trascina per turni di 14 ore, come il nostro shift supervisor"
    Günter Wallraff, Germania anni dieci, L'Orma 2013, p. 49.

    Che siano le riforme strutturali, di cui ha bisogno il paese?

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  14. http://www.frontnational.com/2013/09/leuro-est-un-systeme-darwinien/#

    Faut il aller toujours à droite pour lire quelque chose de gauche(ou de simple sens commun)?

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