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giovedì 12 settembre 2013

QED n. 24: diciamoci tutto...

Da Riccardo ricevo e volentieri pubblico:




Sì ma l'euro è ancora giovane e gli Stati Uniti d'Europa saranno un prodotto nuovo, il confronto con gli USA non regge si parla di un secolo fa quando c'erano le guerre, crediamo nel progetto perché "fuori dall'euro siamo un tappo che galleggia sulla cacca" (?) e la cacca porta alla guerra e ricorrono gli anniversari oh! quelli sì che portano sfiga, gli economisti americani sono invidiosi perché l'euro lo abbiamo inventato noi e se lo stampiano con il frullino crea inflazione mentre il dollaro no e quindi è più efficiente non stampare, l'euro è troppo forte sul dollaro ma svalutare è da italiani meglio che rivaluti il dollaro, il Pil pro capite convergerà solo se sburocratizziamo la minchia di Chicco e crediamo in Dio, oggi c'è la globalizzazione, c'è la televisione, la Germania farà la scelta giusta se compreremo tanti spetzler dagli svevi perché noi rispettiamo gli impegni, il playmobil è per i bambini di sinistra, la polo è di sinistra, noi siamo di sinistra e per il libero mercato e ci battiamo contro il protezionismo di sinistra, i mercati non gradiscono l'instabilità per questo ci battiamo per crearla, gli investitori esteri non investono in italia perché c'è la corruzione, magistratura democratica e manca la raccolta differenziata, le imprese italiane non innovano per questo se le comprano gli innovatori esteri e le chiudono, la Cgil è un ostacolo per gli investitori esteri per questo invoca gli investitori esteri, se i giovani vanno all'estero poi tornano più ricchi, torniamo a investire nella scuola così i nostri giovani fanno bella figura all'estero, bisogna tagliare la spesa pubblica infatti alziamo le tasse, ho visto un sito dove il debito pubblico manda messaggi subliminali, giocando a poker online ho imparato la macroeconomia, nei seminari economici la narrativa è troppo indirizzata sulla inevitabilità del disastro, la crisi è psicologica una profezia che si autoavvera tornate a spendere per il bene dell'economia perché abbiamo vissuto per troppo tempo al di sopra delle nostre possibilità, per tornare a crescere bisogna infondere ottimismo perché la fiducia è tutto.

Ci vuole tempo per capire come reagirà il mercato europeo dei consumatori di balle.








(non vorrei dire, ma qui siamo ai livelli di istwine: che bella squadra...)  





Devo dirvi la verità: la trasmissione di ieri sera non è stata per me un'enorme sorpresa, e ve lo avevo anche detto su Twitter cinque giorni fa, se ricordate.

Mi era bastato sentir dire che sarebbe stato invitato l'economista Adinolfi (oh, Mario, si scherza, va da sé: però da un gambler come te tutta questa avversione al rischio non me l'aspettavo! Ma come: uno si guadagna la vita giocando a poker, e poi non capisce che l'uscita dall'euro, per chi sa come muoversi, è anche un'opportunità di guadagno? Mi deludi, sai...), dicevo: mi è bastato sapere che sarebbe stato presente il mio gambler preferito per capire che ci sarebbe stata la solita corte dei miracoli. Da lì a capire che sarebbe stata gestita nello stesso modo il passo era breve.

Ora, vorrei chiarire una cosa, anzi, due.

La prima è che da quando ho iniziato questa battaglia ho sempre agito d'impulso fregandomene di tutto e di tutti. La seconda è che questa mia sincerità, e non altro, mi ha procurato un certo seguito, del quale non riesco a valutare il peso (sarebbe ora di provarci), e che evidentemente mi espone a strumentalizzazioni.

Ad alcune di queste mi sono prestato consapevolmente e di buon grado. Un esempio per tutti: l'ostensione di Bagnai sul blog di Grillo subito prima delle elezioni, era chiaramente strumentale: serviva per abbindolare quel pezzo di base sensibile ai temi europei (un pezzo secondo me minoritario, perché altrimenti Grilleggio ne avrebbe tenuto ben diversamente conto, ma comunque utile in fase elettorale). Io non ho mai dubitato che Grillo fosse PUDE: se non lo fosse, avrebbe dato a me lungo un anno lo spazio dato ai vari "azzo", "oni" e "enza". Ma siccome lo è, questo spazio non me lo ha dato, e io naturalmente non gliel'ho chiesto, perché il mio principio è che io non devo chiedere niente a nessuno. Quando però mi hanno offerto spazio l'ho preso, perché tutto quello che avrei attirato (ahimè ingannevolmente: scusatemi!) su Grillo "da sinistra" avrebbe accelerato l'implosione del PD e la fine ignominiosa della 'zdora, della nostra casalinga emiliana preferita (ve la ricordate? No? Appunto...)

Il tornaconto quindi c'era.

Ma ieri sera che tornaconto c'è stato? Solo quello di faticare a bestia, di preparare meno bene un discorso che terrò all'aula dei Gruppi Parlamentari e verrà diffuso da Radio Radicale, ecc.

Vedete, il tweet di cui sopra è stato oggetto dell'ennesima paternale da parte di uno degli autori della trasmissione.

La paternale precedente era stata ancora più divertente: "Sai Alberto, tu non dovresti litigare con Donald, in fondo voi siete i nostri (?) economisti (?), questa cosa mette in imbarazzo Gianluigi...". Notate bene che quado questa paternale è intervenuta io non citavo più Donald sul blog da alcuni mesi e non rispondevo ai suoi ultimi sporadici attacchi, avendolo ormai sbriciolato. Lo feci notare all'autore, che mi tenne per mezz'ora filata a ripetermi lo stesso concetto, fino a quando io, spossato, rinunciai a fargli capire che nel mutato contesto la sua ramanzina non aveva alcun senso, perché io Donald non me lo stavo filando da mesi. Ma questa cosa in testa non gli entrava, con mia grande perplessità. Ma il momento esilarante venne all'incontro successivo, quando mi sentii dire: "Eh, Alberto, alla fine Gianluigi ha litigato con Donald, non possiamo più tenerlo in trasmissione, è ingestibile". E la mia risposta, data con una calma olimpica, fu: "Bene! Il che dimostra che tutto il discorso dell'altra volta, come ti avevo detto, era completamente inutile". Replica: "No, è stato utile!" Controreplica (a mente): "...".

Ora, voi vi rendete conto che se uno fa ramanzine di mezz'ora, per di più basate sul nulla, al cavajere nero, e se insiste dopo che gli viene fatto notare che nulla quaestio, secondo me non sa stare bene al posto suo, forse perché nessuno gli ha ancora dato le coordinate per collocarsi. Vediamo di dargliele in quello che io chiamo lo spazio IKEA (altezza, larghezza, profondità), e altri chiamano spazio euclideo a tre dimensioni (converrete con me che spazio IKEA è una definizione più plastica).

La prima coordinata è questa, caro autore: stampati bene in testa che a me se non mi invitate più non me ne frega un beneamato cazzo: siete voi che avete chiamato me, non io voi. Non è un dettaglio: è l'asse delle ascisse.

La seconda coordinata è questa, caro autore: non sopravvalutare il potere del tuo mezzo. Se non me ne frega un cazzo di essere invitato da voi, è perché in due anni, da dietro una scrivania e con la forza della parola e della verità sono riuscito a portare sui media un dibattito che era tabù da decenni. Come ti salta in mente di dire cose del tipo "siamo noi che ti abbiamo fatto diventare famoso" (eventualmente è stato quel simpatico svampito di Malaguti), o "se Vittorio Feltri ti apprezza lo devi a noi!" (ma che stai a ddi'? Ma che cazzo ti sei fumato? La moquette del simpatico studio? Feltri mi apprezza da quando mi ha sentito parlare a Zapping 2.0, da Loquenzi, ed è riuscito ad apprezzarmi perché quel signore di Loquenzi mi ha lasciato parlare trenta secondi senza gallinaio? Chiaro? Entra in testa? Proviamo da un'altra parte? Io devo molto meno a voi di quanto voi dobbiate a me. E infatti non mi avete mai fatto incontrare Feltri in studio, perché sapevate che mi avrebbe appoggiato - acca' nisciun'è fess'). E questo è l'asse delle ordinate.

La terza coordinata è questa: non venire a fare lezioncine di comunicazione a me. Io non ne faccio a te, e tu non farne a me, e amici come prima. E questo è l'asse delle quote.

Ora collocati, ma non farmi sapere dove sei, perché non me ne può fregare di meno.

Vedete, l'aspetto indecoroso della trasmissione di ieri sera non è quello che è successo in studio, ma quello che è successo prima: quello che ho chiesto, e non è stato fatto, quello che non avevo chiesto ma mi è stato promesso e non è stato mantenuto.

Io avevo chiesto due semplici cose.

Primo: se veramente vogliamo fare una battaglia antipude, semplicemente evitiamo di presentare ogni volta me come l'economista "eretico", "rivoluzionario", "strambo". Diciamo che c'è uno che ha il coraggio di dire in Italia quello che nel resto del mondo è common sense. Avrei quindi preferito non essere collocato su alcun pulpito, e avere la possibilità di interloquire.

Secondo: basta con gli "uno contro tutti", o, se vogliamo farli, facciamoli come vanno fatti: io seduto da una parte, tutti dall'altra, gli altri fanno domande e io rispondo. Visto che le tesi che si confrontano sono due, in questo modo le due tesi hanno spazio paritario. Tra l'altro, non c'è alcun bisogno di andare in tandem con Claudio o Antonio. Sarebbe molto controproducente. Ma di politici critici verso l'Eurozona ce n'è un vagone. Di "intellettuali" pronti a scendere dal carro del perdente (l'euro) ce n'è una tradotta. E allora il problema dov'è? Perché devo sempre essere solo? Questa cosa non riflette i rapporti di forza della società civile.

Come del resto non li riflette il fatto, che a voi da casa sarà sfuggito, che FARE, un partito che rappresenta meno del 2% degli elettori italiani, rappresentasse un buon 15% del parterre. E da lì già si dovrebbe capire molto...

Com'è andata lo sapete: esattamente al contrario. Mi hanno messo sul pulpito, da dove la regia mi toglieva il microfono privandomi della possibilità di interloquire, e non solo non hanno dato spazio paritario alla "mia" tesi (che poi è la tesi de 'sti due de passaggio), dopo averci scaltramente costruito la campagna di lancio della trasmissione con quella che è stata di fatto una pubblicità ingannevole, ma mi hanno dato proporzionalmente meno spazio che a tutti gli altri.

Non è proprio quello che mi era stato promesso.

Veniamo ora a quello che non avevo chiesto ma mi era stato promesso. Mi era stato detto che saremmo stati liberi dai condizionamenti della Rai, con tutta una serie di gustosi aneddoti su quanto erano antieuro gli inserzionisti de La7 (e quindi mi aspettavo un parterre più equilibrato). Mi era stato detto che saremmo stati in prima serata. Mi era stato detto che ci sarebbe stata una "rivoluzione copernicana" per cui io avrei esposto la "mia" tesi (aridaje! Cazzo, lo volete capire sì o no che non è "mia" ma di alcune decine di Nobel) e gli altri l'avrebbero "inseguita". Mi era stato chiesto di fare un discorso nel quale non sarei stato interrotto e che sarebbe arrivato a un certo punto della trasmissione. Un discorsone: due minuti! Ne ho chiesti tre. Risposta: sono troppi! A quel punto ho proprio lasciato perdere.

È evidente che le cose non stanno proprio come mi sono state dette. Cairo evidentemente condiziona la trasmissione molto più e molto peggio di quanto il compianto aracnide la condizionasse su Rai2. Il format non si basa sull'esposizione di un concetto (magari con un grafico, con un minimo di tempo per esporlo), ma sulla solita gazzarra nella quale è sì vero che io spicco perché alla fine sembro l'unica persona normale, ma è altrettanto vero che corro il rischio di degradarmi. La collocazione in prima serata, poi, è del tutto virtuale. Non ho controllato, ma credo di aver cominciato ad intervenire poco prima delle undici.

Andava meglio all'Ultima Parola, dove almeno si registrava alle 18 e alle undici eri già a casa.

La tesi dell'autore è che "l'uno contro tutti" è più efficace. Non mi pare sia così. Ci sono state trasmissioni nelle quali avevo accanto persone portatrici di visioni critiche (il povero Nutella, a modo suo, lo è), dove l'audience è andata bene, dove mi è stato dato il tempo di articolare un concetto. Ieri no, solo un po' verso la fine, quando il conduttore evidentemente si stava preoccupando per lo tsunami di merda che lo stava travolgendo (ahimè, mi spiace dirlo, non del tutto immeritatamente) da Twitter.

Questi autori che pensano che voi siate delle bestie, che non capiate se non le urla e il gallinaio, sono i degni complici dei politici per i quali "il popolo non è pronto" o degli economisti per i quali "la verità farebbe comodo a Berlusconi". Sono tutte persone infette dal marcio paternalismo di Aristide di buona memoria. Io questo paternalismo lo rifiuto. Il successo del mio progetto di comunicazione deriva da questo rifiuto. Ma questo gli autori non vogliono o non possono (perché condizionati, certo non per limiti intellettuali) capirlo.

Ora, io non voglio giudicare nessuno. Qualcuno su Twitter ha evidenziato questo fatto, chiedendomi "che ti aspetti?" Io non mi aspetto niente da considerazioni di questo tipo. Anche in a/simmetrie ci sono persone disparate, e questo non significa nulla di particolare.

Da un amico però mi aspetto una cosa molto ovvia: la chiarezza. Bastava dire: "Sarà come l'anno scorso: abbiamo gli stessi condizionamenti, forse anche peggiori. In più avremo difficoltà nell'adattarci ai nuovi spazi tecnici, un minimo di learning costs, quindi ti preghiamo di avere pazienza." Bastava semplicemente non fare né a me né a voi promesse che si sapeva che non sarebbero state mantenute (magari perché non si voleva o non si poteva farlo). E io sarei solo stanco.

Invece sono stanco e anche un po' incazzato.

Nonostante questo però continuo a credere nella buona fede di Gianluigi, e quindi vi chiedo di aiutarlo (e anche di aiutare i suoi autori a collocarsi nello spazio IKEA). Possiamo farlo in un unico modo. Visto che quello che regna in televisione è, giustamente, l'audience, diamo il segnale giusto: prima protestiamo su Twitter, chiedendo il programma che ci piacerebbe, e poi togliamo audience a un programma che non ci è piaciuto.

Stacchiamogli la spina.

Questo permetterà a Gianluigi di dire ai suoi autori e al suo editore: "Ragazzi, il format così non va, ci stanno chiedendo di fare altro, se volete audience bisogna cambiare qualcosa". Allora magari una settimanella prima mi chiedono un paio di grafici, e si parte da lì per discutere il problema (è solo un esempio). Oppure si chiede: "ma chi c'è di interessante che sostiene la "tua" tesi, che magari facciamo un parterre meno squilibrato" (è solo un altro esempio). O magari si propone: "ma che ne pensi se in uno spazio della trasmissione ti gestisci un contraddittorio su un tema qualsiasi, magari non l'euro, con un altro economista" (l'anno scorso lo hanno fatto, con le persone sbagliate, ma lo hanno fatto: è solo un altro esempio).

Ragazzi: sono due anni e più che lottiamo da questo blog e dalle nostre case per affermare una visione del mondo più conforme a quanto sta scritto nei manuali di economia. Ora è arrivato il momento di vedere quanti siamo e se possiamo essere utili a chi, come Gianluigi, dice di volerci aiutare.

Se siamo tanti, il nostro boicottaggio lo aiuterà: diciamo che noi valiamo due punti di share? Siccome mi pare ne abbiano fatti quattro, vedrai che se glie ne togli due la musica cambia.

Se invece siamo pochi, mettiamoci l'animo in pace, senza avvelenarci: stacchiamo ugualmente la spina, e tranquilli: ci sono tanti media, e alcuni sono anche gestiti da persone abbastanza intelligenti da capire che in questo periodo occorre dotarsi di un piano B.

Quindi, in ogni caso, che noi siamo molti, o che noi siamo pochi, che Gianluigi sia con noi, che sia contro di noi, l'unica cosa che possiamo fare è staccargli la spina.

A questo proposito vi do alcune brevi istruzioni per l'uso.

A) chi non è stato contento dello trasmissione lo dica per email, Twitter, facebook, lettera, segnali di fumo, dopo di che si chiuda il discorso con un bel silenzio tombale.

B) da domani chiunque mi invierà messaggi con hashtag o indirizzi riferiti a quella trasmissione verrà:
  1. bloccato su Twitter per sempre
  2. blacklistato sul blog (scusa Porter, ma noi al Jockey diciamo "blackboulé", se hai letto un certo romanzo dovresti ricordarti...)
  3. se ha comprato il biglietto per il compleanno questo gli sarà immediatamente rimborsato.

Siamo in democrazia, e io sono libero di non interessarmi a quello che non mi interessa. Ma siamo anche in guerra, dove se voi aiutate me, io aiuto voi, ma vale anche il contrario. Chiaro, no?

Poi, se la situazione cambierà, se verranno fatti patti chiari, io, figuratevi, sono per la flessibilità. Quella del cambio, innanzitutto, ma anche la mia. Ma alle condizioni attuali resto a casa mia, e chi non fa come me non è mio amico...



Addendum del 13/9/2013, ore 9:12:

Ok, gliel'abbiamo detto, morta lì. Uno di meno. Questi non ci chiameranno, forse anche gli altri, o magari faranno più attenzione, ma tanto noi non abbiamo tempo di andarci, e comunque non a fare i pupazzi, per cui va bene così e, vi prego, non c'è bisogno di insultare nessuno. La mia posizione è questa e credo sia chiara e condivisibile, non mi dispiace di averla espressa, penso che la trasparenza sia sempre utile. Detto questo però, ieri ero così stanco da non riuscire a capire bene perché fossi, come in effetti ero, così incazzato. Certo, da WhatsApp, email, sms, Twitter era un diluvio di "perché non ti hanno fatto parlare?", e questo era seccante, perché certificava il mio essere stato usato come pupazzo, quando sarebbe bastato pochissimo per fare contenti tutti. Certo, ero infastidito dal dovermi esprimere in una sede importante in condizioni di prostrazione fisica. Ma perché ero così incazzato, cosa mi irritava così tanto?... Me lo sono ricordato parlando alla Camera. C'era un altro simpatico retroscena. Eh sì, perché ricordate quelli che "tu sei famoso grazie a noi", quelli che "tanto sul web non combini niente, hai bisogno di noi", quelli che "perché hai sfiducia in noi"? Bene. Quest'estate, non ricordo bene dov'ero, mi arriva la telefonata di uno di loro. Il senso era: "ci vogliono togliere dal palinsesto (Rai), tu che sei bravo a far casino su Twitter fai qualcosa, ti prego, protestate". Ora, io dopo l'episodio di Giannino avevo deciso di non andare più, perché la rivergination di un personaggio simile era un crimine del quale mi seccava essere stato complice. Avevo però continuato a cooperare lealmente indicando, se mi veniva chiesto, chi poteva sostenere il dibattito in trasmissione (ad esempio, presentando alla redazione Antonio, che il suo l'ha fatto). Così, anche in questa circostanza, avevo collaborato, e vi avevo esortato a difendere la trasmissione dal PUDE (facendo finta che fossero due cose diverse).

Non so se afferrate cosa mi irrita. Scusate, ma i casi sono due: o il web non serve a nulla, e allora io devo prostrarmi agli autori che mi usano come pupazzo perché da questo dipende la mia popolarità (ma allora perché servirsi di una comunità che nessuno ascolta per difendere la posizione in palinsesto?); o il web serve a qualcosa, è una comunità ascoltata, e allora scusatemi, ma io a voi non devo proprio nulla in termini di popolarità. La logica, almeno quella, deve avere un minimo di stabilità nel tempo. Chi la distorce a proprio uso e consumo mi sta un po' sulle scatole, anche perché, come sapete bene, generalmente lavora per il nemico. Ricordate quelli che "adesso salviamo l'euro minacciando la Germania perché siamo abbastanza grandi per farlo, così restiamo nell'euro perché siamo troppo piccoli per farne a meno"? È esattamente come dire "adesso usa Twitter per aiutarci a restare in palinsesto perché il web è abbastanza potente per farlo, ma ricordati che non puoi fare a meno di noi perché il web non è abbastanza potente da renderti popolare".

A parte che qui chioserei con un cordiale e aperto "e 'sti cazzi", perché comunque io la mia testimonianza l'ho lasciata e resterà, il punto è che questo ragionamento offende non tanto me, quanto tutti voi. Siete veramente convinti di non contare niente? Io non ne sono tanto convinto. E soprattutto, anche fosse così, allora perché ci avete chiesto aiuto?

Logica eurista, ragazzi, in una trasmissione dove metà della platea è di FARE (sembrava di stare all'ANVUR). E quindi...


84 commenti:

  1. daccordissimamentissimo,
    però la flessibilità a 90°no grazie

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    1. Molto d'accordo. Non puoi lanciare la tua trasmissione dal tg col nome del "rivoluzionario" Bagnai e poi fare quel cagnarone che Riccardo sintetizza splendidamente. Paragone crede che stiamo svegli fino a mezzanotte per adinolfi e chicco? Ma d'altronde cosa si può aspettarsi da gente che fa discutere gli ospiti IN PIEDI?!
      Mi hanno fatto, a latere, molto incazzare anche le risate sapute di quei geni quando Chiesa ha detto, malamente certo, che Cassa Depositi Prestiti e BCE non sono un ente pubblico. Almeno su questo punto un po' di chiarezza andava fatta. E' stato il momento più basso. Ridicolizzare una mezza verità è il miglior modo per seppellirla.
      Boicottare certo!

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    2. D'accordo sulle risate che, a prescindere da tutto, mi hanno disgustato (come la trasmissione, di cui però non sono rimasto sorpreso, anzi, me l'aspettavo). Però se leggiamo sul sito della CDP capiamo da chi sia controllata. Su Bankitalia possiamo dire che è un ente di diritto pubblico, di cui però le riserve sono per il 94% di proprietà privata, in seguito alla privatizzazione delle banche di diritto pubblico (voluto dall'UE) che in origine ne possedevano le azioni e che avrebbero dovuto essere scorporate prima della privatizzazione e acquistate dal Tesoro (cosa non avvenuta).
      Il problema quindi non nasce dal fatto che siano private o meno ma:
      a) dall'uso che se ne fa di questi enti e da chi li governa: se CDP è sotto ministero Tesoro del governo Letta (BCE/BuBa) e Bankitalia sotto Visco, hai voglia ad utilizzarli in nome e per conto del popolo...
      b) dal fatto che, per Bankitalia, l'essere privata o meno è secondario al fatto che, sostanzialmente, non è possibile essere il controllore dei tuoi controllanti. Alla faccia del conflitto di interessi (che si rinfaccia a Berlusconi poi...). Che poi, Chiesa si scandalizza per il fatto di CDP e Bankit private, ecc. Ma poi, sotto sotto, chi è che nel sistema economico attuale concede il credito?

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  2. Grazie per l'ottima sintesi, e per i retroscena (illuminanti per comprendere certe dinamiche televisive), e per la fatica di ieri.

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  3. Agli ordini prof! Io nel mio piccolo ho preferito fare l'asta del fantacalcio ieri sera riproponendomi di capire oggi se avevo perso qualcosa oppure no: non ho perso nulla e d'ora in poi continuerò a farlo, ma prima un bel tweet a chi di dovere. Buona giornata

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  4. Aggiungi che durante i tuoi "lunghissimi" interventi ci sono stati trucchetti tipo inquadrature con luci farlocche e audio on/off. Siamo ben oltre i "condizionamenti" standard. Segnamo tutto poi alla fine facciamo il totale....

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  5. Oddio spingere in basso uno share del 3,7% non è che sia poi così facile ;))

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  6. Direi che il nome della trasmissione allora è giusto: La gabbia, e loro ci si stanno chiudendo dentro. Caro professore, a questo punto credo sia più utile che non ci entri più, chiuda la porta e butti la chiave dove merita: nella pattumiera della SStoria.

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  7. Come se non bastasse, ieri sera, dopo la trasmissione su la7 cambio distrattamente canale e su rai1 mi ritrovo davanti un primo piano dell'ex-rottamatore vicecameriere prezzolato che stava eruttando senza contegno una marea di amenità pude, senza il benchè minimo contradittorio e con il solito imenottero che gli ronzava intorno in modalità red-carpet.

    Diciamolo: che serata di m.

    Però, se può confortare, un mio collega di lavoro che ha seguito la trasmissione mi ha riferito che sebbene il prof. abbia avuto pochissimo tempo per parlare, quel poco che ha detto ha colpito per incisività ed efficacia.

    Per il resto son d'accordo con il post su tutta la linea e ho già provveduto ieri sera.

    Se questa è una guerra va combattuta con tutte le armi (dell'intelligenza!) a nostra disposizione e visto che il gioco si sta facendo pesante, aggiungerei che non è il caso di fare prigionieri!

    Chi non è con noi è contro di noi. Stop.


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  8. l'antipasto avvelenato travaglio|santanché nel primo blocco non preannunciava che il peggio (volendo obliare l'introduzione coi Nirvana). Questi "autori" dovrebbero leggersi qualche libro in più e confidare nell'esistenza di un pubblico meno infantilizzato, gente disposta ad "ascoltare" qualcosa ce n'è... è un uditorio che esiste, e che adesso è stanco. Perciò, protesta a oltranza! E un caro saluto

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  9. l'intervento è iniziato alle 22,48 per la precisione... e la tua espressione anticipava tutti i retroscena qui spiegati... se ritieni Paragone in buona fede, e dimostri la malafade degli autori con cui deve scendere a patti, avrai i tuoi buoni motivi, e vedremo... certo che ha da nuotare tra varie specie di squali...

    comunque, uno se ne fa una ragione (e soprattutto se la farà lui, visto che ha detto 2 volte in diretta che avevano un problema tecnico a mandare i twitt in onda: ci abbiamo creduto tutti...)

    anch'io ho notato luci psichedeliche e momenti di audio ballerino (sul pulpito)...

    per tralasciare poi TestaAdinolfiChiesa: tutto insieme d'un fiato, un mostro a tre teste, per fare un bel guazzabuglio e spostare l'attenzione, con chicca finale, le zommate sulle 'spilline' degli emmemmettari (che fanno le spilline proprio perché è meglio spostare l'attenzione su queste, perché per quello che hanno da dire e come lo dicono...)

    meglio in proprio, e i fatti degli ultimi 2 anni lo dimostrano


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  10. Ho visto la trasmissione - ogni tanto tendo a farmi del male - e quoto al 100% quello che hai scritto.

    Saluti

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  11. Non potevo credere che questa trasmissione fosse ancora più vincolante e caciarona di quella di rai2,la prima parte a discutere di nulla,la seconda a far finta di discutere di qualcosa,e i suoi interventi più brevi di un carosello.
    Il PUDE regna ovunque e La7 non è esente.

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  12. Albe' thanno rifilato un [Mega Pacco], da far rimpiangere Agorà.
    era mejo se te riposavi.
    grazie per la tenacia.

    RispondiElimina
  13. Non so se possono pubblicare solo gli iscritti in ogni caso...

    ----

    è sì vero che io spicco perché alla fine sembro l'unica persona normale

    ----

    Quanto è vero.
    Forse anche il sindaco (piacevole sorpresa anche per me che non ho mai votato a sinistra) e Mister Vendetevitutticomehofattoio (risposta: ma tu hai potuto vendere roba che nemmeno ti apparteneva, il lavoro e le aziende degli italiani, ne eri solo "responsabile", wikipediare per credere) sembravano normali.

    Però l'unico che non traspirava corruzione _morale_ da tutti i pori era appunto il sindaco, che sembrava dire cose meno aliene del solito alle opinioni dell'oscuro docente di provincia.

    Spero che non sia stata solo una mia impressione, che anche attraverso il teleschermo si veda chiaramente chi sta dalla parte dell'italia e chi no.

    RispondiElimina
  14. Come detto in un post precedente, avevo intenzione di vedere la Gabbia, anche se è un genere di trasmissione che non mi piace, per via degli schiamazzi da cortile.

    Mi ha facilitato la scelta il fatto che dopo pochi minuti di trasmissione il meraviglioso digitale terrestre ha cominciato a fare i capricci, e così senza rimpianti per la voce stridula della Garnero, sono passato a Montalbano.
    Fantastico!!!

    Alle 23 e 40 sono tornato in gabbia.

    Ho captato Chicco che diceva che modificare il deficit in più o meno del 3% era manovra monetaria anziché fiscale, la Ravetto che parlava sopra Emiliano e non ho capito niente di quello che dicevano, Giulietto che strologava di CDP e diceva che la Banca d'Italia è privata (vero), ma da come parlava sono sicuro che non conosce l'ultimo rigo del bilancio, che è il frutto del signoraggio detratte le spese di funzionamento, che poi viene integralmente versato al Tesoro.
    Quindi è intervenuto il prof. Bagnai che si è sentito in dovere di premettere che se gli dovevano vociare sopra poteva anche tacersi.
    Con l'animo in pace ho spento la TV.

    Nel precedente post mi ero detto sorpreso dei contatti con presa diretta, in quanto proprio la sera dopo la seconda puntata avevo scritto al programma dicendo che la serie di 4 puntate era stata preannunciata come sulla crisi.

    Le prime 2 puntate erano state integralmente sugli effetti della crisi, nessun cenno alle cause. Avevo quindi suggerito, di sentire economisti di varie tendenze, mainstream ed eterodossi, qualunque cosa significhino questi termini, facendo 4 nomi uno dei quali era il "nostro" Prof. Bagnai. ( mi scuso per il nostro, ma anche se non ci conosciamo, la sento come un amico. Non è captatio benevolentiae).
    Effettivamente, qualora fosse possibile sentirla in una trasmissione come Presa Diretta, sarebbe tutta un'altra cosa.

    Purtroppo ritengo che il mondo dell'informazione in Italia sia completamente malato. Girano sempre i soliti 30-40 personaggi, politici, giornalisti, pseudoopinionisti secondo me prezzolati.
    I miei gemelli del basso ventre non ce la fanno più a sentirli. Per fortuna ieri sera non ho neanche intravisto Adinolfi, altrimenti...

    Pertanto non vedo via d'uscita. Fino a che le consapevolezze rimarranno nell'ambito del blog e di altri miniambienti simili, per me non c'è speranza.

    I 5 stelle hanno detto che vogliono il referendum.
    SEL ha un fogno
    Il resto è una massa amorfa che fa finta di litigare solo per decidere se berlusca se ne deve andare.

    Qual è la nostra speranza? Che un giorno l'esercito faccia guerra all'euro e bombardi le banche?
    Anzi no. Ho capito. Dobbiamo sperare che un giorno gli Alemanni ci invitino ad eseguire la manovra di Valsalva, che consiste in una espirazione forzata a glottide chiusa stando seduti sapete voi dove. Ner cessoooo!!!!

    Strano destino quello degli Italiani e dei Calabresi in modo speciale. Ci tocca sempre sperare e disperare anziché del vincolo estero, dell'aiuto estero.

    Disperare.

    Se non era per i Francesi che vincevano le 3 Guerre di indipendenza, col ca... che la Calabria faceva parte dell'Italia.

    Piccolo inciso. Il nome Italia ha origine in Calabria. Di seguito un link non attivo perché non so farlo.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Etimologia_del_nome_Italia
    Disperazione. Adesso io calabrese non vorrei essere italiano. A voi del blog non c'è bisogno di parlare di oche e di amori.

    Sperare.

    Che gli esteri alamanni ci mandino in quel posto maleodorante a fare la famosa manovra.

    Possibile che non ci sia un italiano capace di dire signornò.
    Viene Almunia e ti dice cosa fare per MPS: signorsì.
    Trichet con Draghi non ancora insediato scrivono fai così e cosà: signorsì.
    Fiscal compact: signorsì.
    ESM: signorsì.
    Pareggio di bilancio in costituzione: signorsì.

    Nella nostra politica, per me, non c'è via d'uscita.

    Prof. adesso la faccio arrabbiare. Che ne PENZA.

    Non faccia male sangue. ( l'accento di pescatore calabro nella scrittura si perde ed è un peccato)
    Il fato credo sia avverso.

    Nicola Branca

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    1. Credo che il prof ne sia convinto più di noi che non c" è via d" uscita, per questo motivo questo blog sarà utile a futura memoria, in pratica non dormivano e sognavano tutti qualcuno era sveglio.
      Che poi non vuol dire che si uscirà dall" euro, può anche darsi che ci mangiano fino al midollo poi l" osso lo sputano.....o ci fanno il sugo.....che non sarà de pesce ma de carne...la nostra.

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  15. io avevo già mandato il twitt prima di leggere il post lamentandomi delle stesse identiche cose che ha detto lei prof....sono avanti :-)

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  16. Quelle non sono trasmissioni serie, sono show per far divertire, a molti piace vedere litigare politici e giornalisti, veder starnazzare oche e galletti. Purtroppo devo dare ragione al primo Grillo, non ci si dovrebbe andare. Dieci minuti di discorso intelligente supportato da grafici e citando altri grandi economisti viene percepito come ammazzashare. Non lo vogliono gli editori e i pubblicitari che credono che gli italiani siano tutti dei celebrolesi e non lo vuole neanche il conduttore che immagino gongoli per l'ennesima lite della Santalchè o come si chiama, dato che la cosa è rimbalzata su quotidiani e rete. Scommettiamo che verrà invitata la Biancofiore?

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  17. Fatto. E aggiungo anche il suggerimento di togliere il following sia a LaGabbia che a Paragone (ovviamente dopo aver fatto notare il "disappunto" in entrambi i profili!)

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    1. Perché vuoi limitarti a defollowarli? Dopo aver espresso ad entrambi il mio vivo disappunto, come dici con fine cortesia tu, li ho bloccati entrambi. Quota 650 (bloccati) si avvicina. Grüezi.

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    2. No, questo davvero no: già "blacklistati" è terribile, ma "defollowarli" è veramente inaccettabile.. e che cazzo, qui una volta si scriveva in italiano....

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  18. Trascrivo la mail appena inviata a la7

    "Oggetto: Bagnai in Gabbia

    Richieste: a)spazio a Bagnai in reale prima serata; b)tempo sufficiente a giudizio di Bagnai ad illustrare i punti che ritiene; c)reale conversazione di Bagnai con poche persone di spicco, politici ed economisti; d)eliminazione, nel presentarlo, della qualifica folkloristica di economista eretico o strambo, che non è (solo disinformazione o mala fede sono alla base di tale qualifica).
    Senza tali condizioni, non viste nella puntata di mercoledì 11 settembre, ieri, non seguirò più la trasmissione, da me cercata esclusivamente per Bagnai.
    Ringrazio per l'attenzione".
    (segue firma)

    Commento: intenzionalmente ho martellato il cognome anche evitando di abbreviarlo per non creare equivoci, dato che il B. per antonomasia finora è un altro e quelli della trasmissione potrebbero essere poco svegli cioè, nello stile del goofydizionario, non avere sempre prontamente sotto mano alcuni dati significativi.


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  19. Intanto Internazionale in prima pagina titola: "Germania. Il modello imperfetto" Il paese va alle urne. Ricco, forte e sicuro del suo ruolo in Europa. Ma dietro al miracolo di Angela Merkel ci sono anche precariato e bassi salari ".
    Alla faccia di tutti quelli che continuano a menarcela sulla Germania.

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  20. Ma si rendono conto dall'altra parte che così facendo, stanno inutilmente impiegando il tempo che tizio potrebbe invece impiegare per render giusto ed opportuno omaggio all'origine del mondo?

    Costo opportunità, questo sconosciuto. Forse si dovrebbe andar per gradi: prima dell'economia internazionale, un paio di principi di microeconomia. Magari si accorgerebbero di quanto questa materia che appare loro così eterea e lontana, sia ben più presente e concreta.

    Ad ogni modo, sembrava un po' Giulietta sul balcone a calar una treccia di verità, ma non voglio pensare che sia stata una scelta comunicativa voluta per isolarla e farla apparire come l'espertone di turno. Voglio essere ingenuo.

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  21. Io non sono arrivato a vederla ieri sera...sono crollato sul divano dopo un'ora e mezza di Santanchè vs Travaglio...mi son ripreso alle 23:53 e dopo 2 minuti di caciara PUDEistica ho girato pensandola molto intensamente:-)))

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  22. OT (o no?) - Ieri sera mi sono inaspettatamente attardato a parlare col mio vicino di box (in uno di quei grigi garage interrati di box pertinenziali costruiti, grazie alla legge Tognoli, fin dalla fine degli anni '80 nelle maggiori citta' Italiane).
    Di solito, una volta parcheggiata la macchina, ci salutiamo con un frettoloso buongiorno o buonasera.
    Ieri sera e' andata diversamente.
    Ci siamo messi a commentare distrattamente la cronaca del giorno e quando ha cominciato a parlarmi dei soliti luoghi comuni (debito pubblico-casta-corruzione-spesa pubblica improduttiva) ho sentito l'impulso irrefrenabile di argomentare.
    Siccome mi aveva appena detto che stava preparando le carte per la chiusura di una delle tre societa' di cui e' ancora socio, ho potuto utilizzare l'abc di goofynomics (e della partita doppia, a lui molto familiare, applicata pero' alla macroeconomia) per smontare tutti gli argomenti PUDE pro 'fire sales', pro Euro, pro taglio della spesa pubblica etc. etc..
    Ha capito subito IDE e Ciclo di Frenkel ed allora il suo sguardo si e' come illuminato.
    Piu' andavo avanti nell'esposizione degli altri argomenti e piu' mi ringraziava....
    Al che gli ho subito spiegato che non doveva ringraziare me, ma il prof.
    Visto che si faceva ormai veramente tardi e mia moglie mi aspettava per cena a quel punto gli ho passato i riferimenti a goofynomics e l'ho finalmente salutato con un bel buonasera!
    Mi sa che abbiamo guadagnato un altro apostolo.....

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  23. Prof, avevo già pensato autonomamente di non seguire più La Gabbia, sentendomi preso in giro dai promo. Dopo i retroscena da lei svelati e le promesse fattele e non mantenute sono confortato e mi asterró anche dal visionare quei 30 secondi (tanto per capire l'andazzo) che avevo in mente. À la guerre comme à la guerre...

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  24. Professor Bagnai, grazie per avermi chiarito meglio i retroscena. Lei è un vero guerriero a sopportare tutto questo.
    A partire dalle "chicche di Chicco" (la Testa lasciamola perdere) fino al finto stupore sdegnato di adinolfi (minuscolo anche se non si direbbe). Al di la di tutto, quello che più mi ha stupito è stata la totale mancanza di rispetto nei suoi confronti. Ho scritto sul blog di Paragone dal sito di La7 concludendo che la prossima volta guarderò "finding bigfoot". Spero che Paragone trovi il coraggio di ribellarsi perché lo stanno usando.

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  25. Prof, mi permetto di segnalare un articolo di cnbc, il quale dice 2 cose:
    1) se continua cosi' nel 2025 un cittadino europeo su 3 sara' povero secondo la definizione EU di poverta'
    2) l'austerity ha favorito i ricchi e sfavorito i meno abbienti(a proposito di lotta di classe)

    "The only people benefiting from austerity are the richest 10 percent who have seen their share of income rise whilst poorest have seen their share fall," Lawson said.

    "The U.K., Greece, Ireland, Italy, Portugal, Spain - countries that are most aggressively pursuing austerity measures - will soon rank amongst the most unequal in the world if their leaders don't change course."

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  26. .......il primo pezzo è geniale.......di lei già si sa.........

    Inizia proprio a piacermi sto blog, davvero, inizio a starci bene.....dopo tante incazzature quotidiane apro il sito e torno ad essere me stesso, due sane risate leggendo cose intelligenti in un mare di banalità e furbizia.....prof, cambi quel tanto che basta per restare così com'è..... e grazie a tutti.

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  27. Il discorso non fà una grinza. A tutti i telespettatori, la "gabbia" di Paragone ha fortemente deluso perchè è risultata essere speculare alla trasmissione di RAI2.
    E' del tutto evidente che ci si aspettava un format ben diverso, con uno spazio maggiore e meglio definito al Prof., con ospiti di maggior peso rispetto alle mezze calzette che erano presenti.
    Secondo il mio modesto parere però occorre insistere con il megafono potente con la possibilità di correre il rischio che intravede Grillo quando lancia il suo veto ai media asserviti.
    Giungo a dire che ora come ora, sarebbe più funzionale essere invitati da Santoro che non da Paragone. Li almeno c'è più sugo a confrontarsi con il conduttore, con Travaglio e magari qualche politico un pochino più di peso (non inteso come quello di Adinolfi per intenderci).
    E' ovvio che un eventuale riconoscimento al Macchia nera, sarebbe utile ad aprire giocoforza qualche megafono più complesso da gestire, ma sicuramente anche molto più potente e gratificante (senza comunque nulla togliere a Paragone).

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  28. Per cercare di lenire il, pur sacrosanto, disappunto.

    In una trasmissione di Andrea Barbato su raitre degli anni 80, non saprei collocarla con migliore precisione, forse solo un approfondimento del telegiornale, venne invitato il filosofo Emanuele Severino, probabilmente a illustrare un suo libro connesso a una qualche enciclica del papa. Come si vede, ricordo poco nello specifico, ma quello che ricordo benissimo è la conduzione di quella intervista. Per chi è cultore della filosofia Severino può essere considerato uno dei massimi filosofi viventi, e già all'epoca questo non era una esagerazione. Barbato, dal canto suo, era considerato un giornalista autorevole. Certo non era esente da sponsorizzazioni, ma, “a quel tempo”, ciò non costituiva motivo di scandalo se si era molto bravi, come appunto era Barbato. Tuttavia questo comportava che egli era alquanto sensibile ad alcuni argomenti sui quali era sensibile anche la “sinistra” di quel tempo, che in particolare cercava di essere molto accorta nei rapporti con il mondo cattolico. Si avvertiva distintamente un certo nervosismo di Barbato, solitamente calmissimo, e lo si poteva capire. Egli aveva la sensazione di intervistare un serpente velenosissimo e sarebbe bastata una mezza parola fuori posto per scatenare un caso politico nazionale, con gli usuali commenti: ecco i soliti comunisti mangiapreti che ospitano gli eretici. Naturalmente per chi era un poco più affiatato con quelle problematiche, tutto questo era ridicolo, e anche il mondo cattolico non era e non è mai stato così sprovveduto, come quelli di “sinistra” pensavano e pensano. Dunque si assisteva al penoso spettacolo di una delle menti più brillanti del pianeta ingabbiata, ostacolata, interrotta, bistrattata, da un giornalista qualsiasi, pur bravo, ma particolarmente ignorante, e completamente sfasato rispetto ai concetti specifici che venivano espressi. Ebbene ricordo con precisione la mia grande ammirazione per la superiore lucidità di Severino, in questo scontro sgangherato, a tenere a bada il filosoficamente ottuso pollivendolo, pur bravo giornalista, con un sorriso di attesa che quello esaurisse di starnazzare, per riprendere il filo interrotto del concetto, cessato quel ridicolo rumore di fondo. Ad uno studente Severino avrebbe potuto dire: “guardi, stia un poco zitto, se non capisce il punto”, ma in una trasmissione condotta da un giornalista che subito appresso, magari, avrebbe intervistato pure una spogliarellista, egli si era semplicemente esercitato ad esprimere il suo concetto nel modo più semplice e chiaro. Quando uno sa che ha da mostrare un gioiello, frutto della riflessione di decenni, a poco può il rumore di fondo.
    Figurarsi che in seguito Severino è stato invitato, con lo stesso schema e le stesse preoccupazioni, da Bruno Vespa, e sempre ha evitato la bagarre, preferendo limitarsi a comunicare ciò che egli riteneva necessario comunicare.
    Poi, come si dice: chi ha orecchi per intendere, intende.

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  29. "Il format non si basa sull'esposizione di un concetto [...] ma sulla solita gazzarra"

    Non conosco Paragone e non escludo quindi la spiegazione più banale che il format sia a misura di conduttore: non è il pubblico che non potrebbe o vorrebbe seguire o capire un discorso più complesso ma il conduttore che per emergere ha bisogno di mettere in scena un circo barnum nel quale tutti gli ospiti appaiono come dei fenomeni da baraccone.

    L'accostamento a Grillo mi pare sensato: Grillo opera per contraddizione, affermando tutto e il suo contrario; Paragone per sottrazione, riducendo tutto a rumore (molesto). In entrambi i casi chi risalta è il conduttore dello spettacolo. :)

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  30. Ieri ho mandato circa 30 mail e altrettante sms per chiedere ad amici e parenti "svegli" di guardare la puntata.
    Oggi ho mandato 30 mail per le scuse... le sms costano.

    Stamattina ho sentito alcuni colleghi che mi hanno grossomodo detto: "ieri c'era quel disco rotto della Santanchè e le solite smorfiettine di Travaglio... che palle! Dopo un ora ho cambiato canale (versione 1), stavo dormendo (versione 2), stavo defecando (versione 3)".

    Tra un po invierò una mail al vetriolo a Paragone perché quel consiglio fallace di visione del suo programma, che mi ha coinvolto, ha un po inflazionato eventuali futuri miei consigli di visione, di lettura, di impegno e sta roba mi mortifica le sferette.

    Che abbiamo fatto di male per sorbirci il solito dibattito Santanchè-Travaglio, condotto anche peggio dei soliti altri giornalisti, sul solito tema ridicolo per gli italiani?

    Purtroppo oggi scopro che ieri la puntata è stata la migliore come ascolti. Ha battuto Porro. La prima ora ha attirato i pollici dei telecomandi.

    La redazione riterrà di aver colto nel segno. Ecco perchè voglio fargli sapere che sono solo dei bottegai dello share, dei procacciatori di erezioni a vuoto... non sono giornalisti e opinion maker, sono un coitus interruptus.

    Comunque, meglio essere definiti rivoluzionari che essere conformisti.

    Quando Galileo diceva che la terra gira attorno al sole e che l'euro era insostenibile per le economie più deboli commercialmente dell'epoca, tutti risero, poi si incazzarono e lo costrinsero ad abiurare le sue tesi (aridaje... non le sue tesi ma quelle ben più antiche di Keplero): "lo sanno tutti - gli dissero - che senza la terra al centro del sistema, il sole sarebbe come un tappo di sughero in un mare di merda".

    E' la solita storia: "mentre il turco stava già scalando le mura di Bisanzio, li bizantini discutevano se fusse o non fusse il caso di inviare ambasciatori presso di viniziani"...

    Paragone, ... continua a farci vedere Santanchè-Travaglio come un Vespa o un Floris qualunque... grazie mille Gianluigi, mancava un programma così innovativo in prima serata!




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    1. Solo per precisione;

      Galileo Galilei
      Nato: Febbraio 15, 1564, Pisa, Italia
      Morto: Gennaio 8, 1642, Arcetri, Italia

      Johannes Kepler
      Nato: Dicembre 27, 1571, Weil der Stadt, Germania
      Morto: Novembre 15, 1630, Regensburg, Germania

      I due sono contemporanei.
      Galileo piu' longevo...Keplero non poteva avere tesi "ben piu' antiche" di Galileo.

      Questo, solo per ribadire che, in questo blog, siamo diversi dal metodo comune di dire cose senza verifica attenta, tanto passano inosservate, e non per spirito polemico verso MAXIMUS, affatto.

      Solo per mantenere la nostra diversita' da la' fuori.

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  31. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  32. Ok, ora son riuscito a leggere tutto.
    La prima volta, neppure a metà, avevo le lacrime agli occhi dal ridere mentre ammiravo la spontanea verità del prof che, mentre stemprava l'ira, analizzava col giusto approccio la serata allucinogena di ieri.

    Riflettendo un attimo ho notato una certa similarità tra il bisogno di share dei "soliti" programmi di approfondimento sociale e il bisogno di essere appetibili ai capitali dagli stati nazionali odierni.
    Il risultato è identico: disgregazione e depauperamento delle migliori qualità umane, il tutto sacrificato, come al solito, sull'altare della "competitività".

    Solo un programma che non abbia l'esigenza di guadagnare o far guadagnare (in un caso il mercato della pubblicità nell'altro quello degli interessi sul capitale) quote nel rispettivo campo, ha la capacità di apportare qualità e progresso nei rispettivi meriti.
    E' la dimostrazione, se ve ne fosse bisogno, che il libero mercato, qualsiasi esso sia, da sempre lo stesso risultato; ignoranza, prevaricazione e regresso (ma chi l'ha dura la vince).

    Non ne abbia a male, ieri non vi era nessun cavaliere bianco da sterminare :)

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    1. Infatti il mio dubbio a questo punto è che Paragone abbia semplicemente scelto un target alternativo per riposizionarsi sul mercato televisivo, ma non ci creda davvero.

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  33. Ho inviato una mail alla redazione de La Gabbia.
    Questo il contenuto:----

    Francamente sono deluso. Ed ecco le ragioni
    1. si anticipa che si vogliono spiegare le ragioni della crisi. Poi un’ora di Travaglio e Santanché che si insultano senza aggiungere nulla di produttivo alla comprensione della crisi.
    2. Bagnai, unico economista della serata, che avrebbe potuto spiegare alcune nozioni di base per comprendere le ragioni del fallimento dell’Euro, e del perché stiamo passando quello che stiamo passando, è stato fatto intervenire intorno alle 23.00. Da un pulpito da cui ha parlato sì e no 2 minuti.
    3. Il non-intervento di Bagnai è stato ulteriormente seppellito da urla, schiamazzi…una gabbia sì, ma di scimmie, senza che il domatore-conduttore avesse avuto la benché minima voglia di domarle.
    Davvero pretendete che questa sia informazione, o contro-informazione? è un talk-show che nelle presentazioni si proponeva come “rivoluzionario” mentre è solo un gran mercato ortofrutticolo. Se volete fare informazione seria, lasciate che persone come Bagnai, Claudio Borghi e altri possano articolare i ragionamenti per almeno 5 minuti. Tutti gli altri economisti “da salotto” sappiamo già come la pensano, è inutile richiamarli in altre trasmissioni. Ci hanno saturato. Ieri avete trattato il pubblico come se fosse gente idiota interessata solo a veder litigare il politico di turno contro l’imprenditore arrabbiato. Non aggiunge nulla alla conoscenza dei problemi reali più di quanto fanno altri talk-show.

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    1. Anche io l'ho fatto, con sommo dispiacere e manifesta delusione per la serata buttata di ieri.

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  34. Ho seguito la Gabbia perchè lei ci aveva avvertito che sarebbe stato in trasmissione altrimenti col cavolo che mi sciroppavo una noia mortale come quella di ieri sera. Comunque durante la visione ho anche stirato così almeno non ho perso tempo, ma solo la pazienza. Comunque lei ha fatto secondo me, anche con il poco tempo a disposizione, una gran figura. L'unico che non sbraitava ma che con calma esponeva il proprio pensiero. Ha avuro veramente tanta pazienza e mi sono chiesta se per caso ha seguito un corso zen per non mandare tutti a quel paese.
    Da poco ho lasciato un messaggio in bacheca su la7 criticando duramente il programma che sicuramente non seguirò più, a meno che avvenga qualcosa di straordinario, perchè oramai da tempo sulla tv seguo solo film, documentari o trasmissioni tipo techetechetè che mi ricordano quando l'Italia aveva la lira, io ero giovane e guardavo il mondo con ottimismo.

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    1. Purtroppo uno viene comunque riassorbito dal tritacarne...
      Però, forse contro corrente, continuo a pensare che l'apparizione televisiva sia indispensabile.
      E ciò è talmente vero che è proprio per tale motivo che vedono bene di non far parlare seriamente il nostro Bagnai o che tentano di banalizzare la tesi.

      Ma la verità è stata, è e sarà comunque più forte.

      Anche Grillo, senza i continui servizi televisivi, non avrebbe superato il 5-7% alle politiche (for me).

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  35. So che il professor Bagnai non ama i consigli, ma secondo me, nel suo intervento di ieri sera mancava un aggancio a fenomeni quantificabili.
    I discorsi che fa gli sembrano ovvi, e per chi mastica un po' di economia lo sono, ma per il telespettatore medio non sono affatto semplici, anzi.
    Con questo non voglio dire che non sia persuasivo, la persuasione la ottiene, sicuramente; ma è solo momentanea, basta che uno intervenga introducendo argomenti estranei - il solito scenario catastro-terroristico - perché essa cominci a vacillare.
    Io cercherei di introdurre fin da subito alcuni dati numerici. Partirei dicendo che i cambi flessibili servono a mantenere in equilibrio esportazioni e importazioni; la l'Euro, precludendoci tale meccanismo di aggiustamento, ci ha portato a una bolletta di tot miliardi di euro a favore della Germania, che si è tradotta in tot posti di lavoro cancellati e tot punti di Pil persi.
    Perso che l'effetto sul telespettatore sarebbe molto più incisivo. Questo rappresenterebbe anche una belle trappola per gli ospiti caciaroni perché avrebbero più difficoltà a contestare un discorso basato su dati reali con argomenti astratti, e se volessero farlo non avendo dati alternativi la cosa potrebbe trasformarsi in un boomerang.

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  36. Davvero il Dottor Testa ha detto 'crediamo nel progetto perché "fuori dall'euro siamo un tappo che galleggia sulla cacca' ?
    Cosa mi sono perso... stanno passando dal negazionismo più bieco al trivio e al nonsense, come quei minus habens digiuni di logica che, schiantatisi contro il muro del modus ponens e del modus tollens dell'interlocutore, non possono fare altro che biascicare lemmi stocasticamente.

    Di qui il senso compiuto del "tappo che galleggia sulla cacca", che assume quindi il significato di casuale esteriorizzazione di inconsci pensieri autoreferenziali o estesi addirittura al cittadino europeo medio.

    Ok, non l'ho vista in diretta perchè mi aspettavo l''imboscata e ammetto che mi indigno parecchio a vedere gli accerchiamenti dei mediocri nei confronti di Alberto.
    Tutte le volte o quasi che va in televisione sembra di vedere la maestra circondata dai discoletti col naso che cola.
    Poi ho letto il post e ho rivisto solo le parti di Alberto, come faccio di solito, sezionando la rumenta dai discorsi sensati; comprendo la sua laconica delusione nel doversi confrontare con giocatori di briscola accusata, mogli di bancari, ex giornalisti della pravda passati dalla foggia alla loggia, galleggiatori di tappi nella cacca, soubrettes dallo slogan mascellare facile, sindaci utili idioti preceduti da imprenditrici imprestate alla politica e intellettuali legalisti monomaniaci.

    Sarebbe troppo persino per uno che non mangia da mesi.
    Per quel poco o moltissimo che vale, caro Alberto, noi siamo con te, e lo saremo volentieri fino all'eura tarda dello scoppio fragoroso.
    Perchè io le facce del pokeromane, del galleggiatore che naviga impavido nella deiezione tenendo il timone diritto nelle intemperie, della mascella bionda che ripete come cicciobello quando tiravi la cordicella dietro il collo, le voglio vedere, DOPO, quando accadrà.

    E le voglio vedere col fermo immagine.

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  37. Non ho la tv e non guardo da tempi immemori questi talk show. Ieri, contro la mia natura ho deciso di spendere un paio d'ore davanti al web nella speranza di ascoltare il nostro. Non dico che tristezza vedere e sentire quella zucchina della santanche'. Da una parte e' stato istruttivo perche' avevo rimosso la bassezza intellettuale e morale di certe scimmie. Ora l'ho bene in mente.
    Fatto sta che alle 22.40, il sor Bagnai appare, lo fanno parlare per un minuto eppoi di nuovo quel troiaio. Ma che senso hanno 'sti talk show dove si passa da un tema ad un altro senza soluzione di continuita'? Programma pessimo, progettato male, sviluppato peggio e condotto meglio. Almeno i programmi di Santoro avevano un filo logico per quanto naive. Soprattutto, il tizio presentatore che crede di essere alternativo, non mi sembra differente dai suoi colleghi palesemente allineati al partito unico che governa l'I-taglia. Caro professore, nun je la faccio piu' a sorbirmi due ore di pollaio per sentirla due minuti. Ho un fegato solo.

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  38. Caro Prof,sono rientrata da poco dall'evento di oggi a Roma. Voglio ringraziare Lei e tutti gli ospiti, per la qualità delle argomentazioni offerte a noi che già la seguiamo, ma soprattutto a coloro che solo ora si avvicinano a questo mondo ( tipica la signora del "" dove eravate quando..........??") L'esposizione del prof Guarino, poi, mi ha lasciata veramente sconcertata, l'idea dell'euro non autentico fa veramente rabbrividire!!Seguirò ancora questo vostro percorso, a Roma il 23, poi alla festa di Pescara ad ottobre. A presto Fiorella

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  39. Ho cominciato a guardarla, la Gabbia, con occhi imploranti novità, le antenne puntate a captare segnali di verità (mi dicevo: finalmente un po' di "rivoluzzione", almeno nei format)), l'ho continuata a seguire con occhi imploranti clemenza, le antenne ammosciate dallo sconforto, ho cambiato canale a fine trasmissione, con occhi imploranti pietà, le antenne tafazzizate da cotanto masochismo, alla ricerca d'un film con Lino Banfi e l'Edwige degli anni d'oro (di quando c'era la lira), che mi riaccattivasse col mezzo mediatico (ma ahimè non l'ho trovato).
    Ogni tanto qualche sprazzo di sollievo quando parlava il Profe, ma troppo pochi, e dati col contagocce.

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  40. Da Dagospia:
    IL BLA-BLA CI SEPPELLIRÀ! IERI HA DEBUTTATO PARAGONE CON IL DUELLO TRAVAGLIO-SANTADECHÉ: 4%, QUANTO FACEVA TELESE “ALLUNGATO”. NICOLA PORRO CROLLA AL 3,3% - 2. MARTEDÌ SERA 5 PROGRAMMI SU 5 ERANO SULLA DECADENZA DEL BANANA: OTTO E MEZZO, QUINTA COLONNA, BALLARÒ, PORTA A PORTA E MATRIX. INUTILE FARE ZAPPING: C’ERA SOLO LA PITONESSA CHE DALLA BORSETTA TIRAVA FUORI SEMPRE LE STESSE ARGOMENTAZIONI - 3. MEDIASET, RAI E LA7 NON HANNO PIÙ UNA LIRA E HANNO PUNTATO TUTTO SUI TALK SHOW, CHE COSTANO POCO E INCASSA(VA)NO BENE. IL PROBLEMA È CHE L’HANNO FATTO TUTTE INSIEME, LA COMPAGNIA DI GIRO È UNA SOLA, E SI CANNIBALIZZANO A VICENDA - 4. GRASSO: “FINCHÉ NON SI LIBERERÀ DEI SUOI TALK DI “APPROFONDIMENTO”, L’ITALIA NON SI RIPRENDERÀ, SARÀ SEMPRE IN RECESSIONE. NON SO PERCHÉ, MA SONO SICURO CHE È COSÌ. QUIRICO A “BALLARÒ” ERA AVVINCENTE. POI SONO ARRIVATI GLI ABETE E I CUPERLO”

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  41. Quando sento Paragone indignarsi ripetutamente perché il signor Caprotti ha atteso 47 anni il permesso per aprire un supermercato, non posso fare a meno di pensare che all'autore di "Falce e carrello" nonché proprietario dell'Esselunga, che non consente ai dipendenti neppure di fare pipì durante il turno e ha in dispregio i sindacati, i permessi glieli dovrebbero revocare. E mi riaffiorano tutte le perplessità che ho sempre avuto per l'ex direttore di Libero e La Padania e le sue giravolte opportunistiche.

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  42. Rabbia e tristezza dopo la grande aspettativa.
    Tanta scena sul "ora liberi dai vincoli rai" e poi....un inizio Santanche-Travaglio peggiore del peggior Santoro...
    Tutto e` stato gia` detto nel post e nei commenti.
    In aggiunta allo scandalo piu` grande del pochissimo tempo lasciato a Bagnai sul trespolo e sopratutto al blocco delle sue repliche salta all`occhio anche il ruolo marginale lasciato a Chiesa ed al gruppo MMT che nonostante tutto (sfumature cospirazioniste da una lato e novita` non novita` dall`altro) avevano argomenti ed idee infinitamente piu` valide del "gallinaio" presente.

    PS: adoro la definizione "gallinaio" non so perche` ma rende l`idea infinitamente meglio che pollaio

    PS2: la magra consolazione e` la risposta via mail di mia mamma dopo averla convinta a guardare la trasmissione (sapendo che c`era Bagnai) che mi ha scrito: "ho seguito gli interventi di Bagnai...quelle si che sono persone...". Lei da persona "semplice" lo ha capito...quindi spero che il resto del pubblico abbia fatto altrettanto..

    PS3: Alberto, ottima l`idea delle "comunicazioni di servizio" sul cosa fare. E` importante che tutti (anche se non numerossissimi) agiscano secondo una logica comune ed equilibrata. 1000 mails argomentate valgono piu` che 100.000 commenti "spot" sui vari social networks.Uno dei grandi "vantaggi" di questo blog e` che i lettori dovrebbe essere mediamente pronti ad investire del tempo a sostegno della causa....

    Buon lavoro...

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  43. E' vero, con mio sommo disappunto il Prof. non ha parlato in prima serata, eppurtuttavia con mia somma sorpresa il suo intervento è ricomparso in replica su la7 il giorno dopo, alle ore 13.00, in piena fascia telegiornale ... che dire: eppur (qualcosa) si muove.

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  44. Se gli accordi con la redazione erano diversi e non sono stati rispettati lei è stato usato a scopo promozionale e raggirato, altre possibilità non ne vedo e fa bene a mandarceli.

    La storia del "professore strano strano" o "Bagnai facce Tarzan!" (ma in fascia protetta) effettivamente ha stancato e stavolta puzzava più del solito. Mettere poi la lotta greco-romana Santanchè-Travaglio come traino del "dibattito" non so ormai quanto possa premiare negli ascolti, roba vecchia pure quella e rischi di perdere i tempi. L'Ultima Parola faceva più ascolti a notte fonda, anche agli inizi.

    Ci vorrebbe VERO coraggio per ribaltare i rapporti di forza nel dibattito sull'euro, altrimenti a breve Paragone&Co rischiano di essere sorpassati dai lavatori di cervelli berlusconiani... qatsi loro mi viene da dire, magari non aspettano altro.

    Comunque se in Italia (e non solo) fosse esistita democrazia nella comunicazione per certi versi sarebbe bastato ogni sera un buon telegiornale di 40 minuti con servizi e interviste, trasmesso su rete pubblica e libero da conflitti di interesse particolari così come dai condizionamenti del PUDE: non ci sarebbe stato più bisogno di attendere con trepidazione le "eresie di Bagnai" sull'euro per sentirsi meno soli. A quel punto che le reti private si scannassero sul mercato per lo share e la pubblicità con i loro pacchi, tg, talk, ecc, liberi di farlo in un contesto regolato e a parità di accesso.

    Nella situazione attuale, invece, io credo che uno speciale+talk, o il monologo teatrale, o un documentario indipendente finanziato dai contributi volontari che arriveranno, siano forme di comunicazione più utili a veicolare concetti articolati come le dinamiche macroeconomiche intra-Uem e le relative implicazioni politiche, che di per sé richiedono tempo. Pur godendo già di un retroterra luogocomunista garantito da anni di disinformatja, lo avevano capito bene quei furboni di FARE (non che ne avessero bisogno visto gli sponsor inziali, ma si pensi al monologo teatrale imbastito da Giannino con il suo circo itinerante a base di statoladro). Nel nostro caso sarebbe avanguardismo.

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  45. Segnalo l'articolo presente sul Corriere edizione on line di oggi, a firma Aldo Grasso. Il titolo è "Paragone in gabbia e la tv del pollaio". Riporto testualmente:
    - mai visto un livello così penoso di discussione
    - il più brutto talk politico mai visto finora
    E fino a qui Grasso tutti i torti non li ha.
    Dopo però qualcosa non quadra. Scrive testualmente Grasso:
    "la grande idea di Paragone è stata quella di invitare alcuni ospiti particolarmente dediti allo scontro verbale"
    "li ha messi in circolo, in piedi, davanti a un microfono radiofonico e ha aperto le danze: il sindaco Michele Emiliano, la simpatica Laura Ravetto, il pokerista Mario Adinolfi, il re dei complottisti Giulietto Chiesa (se ne sentiva la mancanza) e poi ancora Chicco Testa (da presidente di Lega Ambiente a presidente dell'Enel, il più grande salto del canguro della politica italiana), Alberto Bagnai, Myrta Merlino. Risultato? Gente che fa a gara a chi la spara più grossa, dandosi sulla voce, litigando. Che miseria! Un'idea non può imporsi se non a spese delle altre idee e, possibilmente, delle teste che le sostengono"
    La domanda è ovvia:
    perché nel calderone finisce anche Bagnai?
    Altra domanda ovvia:
    perché Bagnai viene accostato al populismo d'accatto?
    Terza domanda ovvia: perché non Professor Bagnai, dal momento che quando parlano gli accademici euristi viene sottolineato il titolo accademico (che in sé non è titolo di garanzia di verità incontrovertibile, ma il suo effetto lo fa)?





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  46. Sicuramente avrete letto il commento di Aldo Grasso sul Corriere.it titolato "Paragone in gabbia fa il più brutto talk".
    Come non condividere?
    Certo Grasso sarà un pudeista, non lo so, però dal punto di vista meramente tecnico come non condividere il suo giudizio sulla trasmissione?

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  47. Io l'ho già boicottato da un bel pezzo...ci stavo già pensando prima di quando ci si é visti in Aprile (se non ricordo male) a Livorno (quando le hanno dato del bocconiano hahaha!) ma dopo quella volta mi sono astenuto del tutto.

    ...che poi, un amico (conosciuto tramite Goofynomics qui a Pisa ma dal 29 giugno trasferitosi in Francia con la sua ragazza, che è francese ma stava a Pisa...na cosa complicata!) mi ha scritto ieri su feisbuk chiedendomi se ho visto Paragone che lui ha visto sul tubo (youtube) "andando avanti col cursore come coi film porno" (o su youporn...inZomma, il senZo è quello). Al che ho deciso che il mio boicottaggio si protrarrà indeterminatamente nel tempo...

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  48. penso che il culmine della trasmissione sia stato il servizio su Cernobbio che ha mostrato o meglio ha dato quel sentimento di mafia che c'è dietro tutto questo schifo!

    è ovvio che in questo contesto si venga strumentalizzati anche perché mi pare che in tv si faccia sempre così (vado a memoria.. dai tempi del 1994 ovvero dall'ascesa di Berlusconi) ovvero si è concepito un concetto di "par condicio" che poi è stupido (il botta e risposta non è par condicio ma caciara).
    e visto che la tecnica funziona la utilizzeranno sempre così come le leggi ad personam sono pure ad PD (o SEL che dir si voglia).

    manca insomma e lo si vede anche a livello sportivo, una serie di programmi di approfondimento ovvero la tv attualmente parlando è ZERO!
    sarò banale ma io non ne guardo più (prima mi divertiva con i fatti di Berlusconi ora no!) e purtroppo il suo peso ce l'ha perché milioni di persone sono ignare di questo aereo in picchiata che è il ns paese e in genere questo mondo


    PS: a scanso di equivoci.. essere siciliani ti rende più pessimisti per natura.
    questi hanno giacca e cravatta, tengono conferenze in ville e non in casolari ma non non sono dissimili da quei corleonesi a noi noti.
    all'epoca, non si poteva agire contro di loro perché si veniva accoppati.
    ovvio che con loro non è così fisicamente (essere accoppati, invece si è dileggiati, messi alle corde e via dicendo) ma di certo come loro hanno occupato tutti gli uffici che contano.
    Oh, gli uffici e i politici.. dopo le stragi di Capaci e Via d'Amelio la politica mafiosa è stata quella di cooptare sia dagli ex DC sia dagli ex PCI.. troppo onerosa per l'immagine ammazzare tutti i "contrari".
    meglio invece fidelizzare sia a dx sia a sx (come succede da decenni negli USA).
    sì, il famoso PUDM che a livello nazionale si è trasposto nel PUDE

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  49. Bene,

    un po' di cose le ho fatte (prenotazioni etc), un po' di lamentele su twitter le ho mandate, durante e dopo...la spina l'avevo già staccata lo scorso anno, che fare ora? niente aspetto la katastrofe.


    " Da un amico però mi aspetto una cosa molto ovvia: la chiarezza..."

    Forse non era un vero amico? mah!

    Saluti!

    P.S: comunque per me "LAGABBIA" sarà la trasmissione dell'ano.

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    1. Ma "dell'ano" è un refuso o è voluto?
      Questo grandedubbio mi attanaglia.

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    2. ambiguità voluta...ognuno pensi come crede. :-)

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  50. Appunto al manuale di logica eurista.

    C'è uno su twitter, Johannes Bückler, scriveva che dopo l'81 nonostante il divorzio, la Banca Centrale aveva continuato a fare come prima in combutta col Tesoro, e chi non sa queste cose è perché non ha vissuto a realtà del tempo. Applausi da euristi vari. Addirittura veniva retweettato da Galli, quello del Pd e di Confindustria, e da un certo Trezzi, che in tweet precedenti avevano scritto che meno male c'era stato il divorzio che aveva combattutto l'inflazione e ostacolato l'indebitamento.

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    1. Ne avevamo discusso qui qualche post fa'.

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    2. Gli ho dato un'occhiata. Vedete che va bene tutto? Il postulato funziona. Alla notizia su Bini Smaghi e la sua lettura dei fatti del 2011 nessuno ha detto niente, ma se si fosse trattato della sinistra (come il caso Scilipoti, o De Gregorio) tutti a strillare. Ed è Bini Smaghi, non Scalfari.

      Il fatto è che sono sostanzialmente incompetenti e tremendamente infantili. Soprattutto infantili, e non se ne rendono conto, hanno capacità logiche imbarazzanti, non lo vedete? E sono docenti universitari, ma non si capisce cosa possano insegnare. Non sto qui a far nomi, ma tutti quelli che girano su twitter da quel che ho visto sono veramente scarsi, ignoranti e creduloni. Parlano di "estero" e non si rendono conto che il dibattito all'estero è esattamente questo qui, e non le loro stronzatine (le riforme, la credibilità, il premier che va a troie). Sono esattamente loro che non sono all'altezza degli ambienti internazionali (qualunque cosa voglia dire poi), nonostante questo loro credano perché se no si renderebbero conto che c'è poco da sfottere e molto da studiare e rendersi conto della gravità della situazione.

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    3. Bravo, è questo il loro dramma. Ma chi vuoi che voglia all'estero uno che dice (o pensa): "Ritorno alla lira e' ritorno a logica di free riding e moral hazard"?!? Ma chi vuoi che voglia uno che ancora, dopo 5 anni dall'inizio di una crisi (finanziaria) che non finisce più, spara la cazzata delle riforme supply-side in un contesto di debt de-leveraging conseguente ad un trentennio di caduta di redditi e risparmi, quindi di domanda? Il nostro dramma appunto è che, siccome all'estero 'sti qua non li vogliono, ce li ritroviamo tutti noi, su twitter al governo nei talk show, a pontificare sugli sprechi della politica, della spesa pubblica da razionalizzare... Ma, dico io, leggere un Kalecki ogni tanto? Cioè almeno così possono fare gli anticonformisti e non appiattirsi su Keynes siccome ne sono allergici... Eh no, perchè la vera colpa è dello Stato leviatano, che ruba ai poveri (con le tasse) per dare ai falsi invalidi (ricchi) che hanno eluso il fisco per portare i soldi all'estero.
      Poi gli chiedi: ma chi cavolo è che ha permesso la "libera circolazione di merci e capitali e lavoratori" scusa? Non sono i trattati di Maastricht, quindi l'UE? Si però se i politici non fossero collusi con gli evasori... Ma chi è che ci ordina di fare politiche deflazioniste nel bel mezzo di una crisi di domanda? Eh se i politici avessero fatto le riforme (deflazioste) messe in campo dalla Germania... Hanno il loro modello e basta. Ragionano così e basta, non c'è altro da fare. La colpa è dello Stato, della politica, i cittadini che non si fanno fare la fattura, che siamo tutti corrotti. Tu puoi anche rispondere che una crisi finanziaria nasce in un modo diverso, che è trent'anni che c'è qualcosa che non funziona, che le basi della piramide sociale occidentale sono da 3 decenni con l'acqua alla gola a causa di politiche sbagliate che hanno creato disoccupazione, evaporazione di risorse a vantaggio dei più abbienti, distruzione di know how, caduta degli investimenti dovuta anche a spesa pubblica tagliata con l'accetta. Ma niente. Lo Stato è la colpa. Perchè se la fa spiazza, se non lo fa è il Leviatano che tutto vuole e nulla concede. Il mercato è sacro invece, tutto funziona per il verso giusto: non importa che sia imperfetto, pieno di asimmetrie informative e mono-oligopoli, no, va bene così. Negano l'evidenza, c'è invece concorrenza perfetta e aspettative razionali. E la colpa delle bolle speculative? E' della banca centrale che stampa a go go. Ma non era indipendente dopo che l'avete voluta così?!? Eh no, anche quella è influenzata dalla politica.

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  51. E'giusto boicottarli perchè si è capito chiaramente che lo scopo della trasmissione non è insegnare qualcosa e chiarire concetti come gli effetti dell'euro sulle nostre vite, ma fare audience.
    Se fai parlare tutti sui temi più vari e senza ammettere repliche parli del nulla.
    Per insegnare agli italiani basterebbe scegliere un tema importante e approfondirlo, appoggiandosi a grafici e dati ufficiali.
    Il professore non hai mai avuto la possibilità di spiegare le conseguenze dell'uscita dall'euro, e pensare che ha scritto circa 100 pagine dettagliate sul suo libro su cosa succede al debito privato o ai redditi. Però a quell'idiota di Travaglio lo lasciano ciozzare fino alle 22e30 con l'altra gallina..

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  52. Io ho capito tutto da come, alle 11:23, Paragone l'ha presentata ai telespettatori "Bagnai e le sue tesi rivoluzionarie".
    Sono finiti pure loro.

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  53. Che tristezza questa trasmissione!
    Dopo un ora 1/2 di NULLA tra una pagata (20.000€ al mese da noi)per difendere il suo padrone, e un altro, che al suo posto dopo 5 minuti io mi sarei alzato e me ne sarei andato ("Travaglio guarda che così ti fanno diventare un fenomeno da baraccone!")si è cercato di parlare di economia........

    Indubbiamente la gestione Cairo PESA enormemente sulle "nuove" trasmissioni di questa stagione (dopotutto un discepolo di mr. B. come potrebbe comportarsi, la linea scelta è sicuramente coerente con il personaggio.

    Personalmente farò quello che ho fatto alle 22,20 c/ca. SPENGO!

    Non accetti più inviti in queste trasmissioni fogne, continui per la sua strada che di risultati ne otterrà sicuramente di più, meglio 1 intervista da byoblu che 10.000 apparizioni in questi luoghi!

    Per Paragone provo compassione, non rabbia, ma solo compassione, per una persona che "FORSE" voleva nel suo profondo e nascosto ideale cambiare qualche cosa, ma che poi in realtà ha finito con il riproporre IL PEGGIO DEL PEGGIO,( Ma una volta Paragone non era Leghista?).




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    1. Secondo me sbaglia... Cairo, pallida imitazione in sedicesimo della peggiore estetica di Mr B, non c'entra nulla... La 7 ha una continuità di "linea editoriale" che parte da quando si chiamava TMC... una spocchiosa mini-RAI in salsa radical-chic. Non è mai cambiata, come recenti acquisizioni di importanti professionisti, il meglio dell'autorevolezza e dell'imparzialità che la categoria può dare al paese, dimostra.

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    2. Detto come l'ha scritto lei sembra che stia dicendo sul serio, mi sbaglio?

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  54. Il web è come la serva. Serve. E serve, serve. Loro lo sanno.

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  55. Purtroppo, 'sta gente ripete sempre gli stessi errori... regalare alla volpe di turno le chiavi del pollaio.

    Volete scommettere che restan ancora con le pive nel sacco?

    Italy floated plans to leave euro in 2011, says ECB insider

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    1. Letta ieri, se la storia quadra, se il Telegraph non s'inventa cazzate, e' un attacco economico E democratico al nostro paese. E a questo punto il Rigor Mortis ne e' stato il Quisling, come definire il Quisling del Quisling aka Bersy?

      Quelli di Scenari Economici avevano gia' colto e anche loro piazzano un paio di considerazione preoccupate ... con l'aggiunta di un po' di geopolitica che piu' o meno quadra con quello che si dice su questo blog sull'attacco del centro alla periferia

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    2. perché dovrebbero inventarsi cazzate... è una percezione che abbiamo avuto in molti... fra gli amici e la gente che frequento, tutti ( fra l'altro) non allineati e nessuno fan accanito del Vate di Arcore, considerato anzi dai puiù un pericoloso populista.

      Orbene, il nostro alla maniera un po' da ganassa che lo contraddistingue, poco tempo dopo la sua decadenza "tecnica" ricordava in trasmissioni varie come avesse detto ai suoi partner europei che se non si fosse verificato un cambio di marcia nell'applicazione delle regole sull'euro (poteri BCE, eurobond etcc...) alcuni paesi si sarebbero trovati nell'inevitabilità di uscire dalla moneta unica... :D
      Niente di più normale che ha quattrocchi con i vari Barroso, Rhen... Merkel! abbia ripetuto il concetto con minor "diplomazia"...

      Berlusconi è un populista, ma populista furbo, però... formidabile mente (diabolica :D ) "politica": non puoi esser così fesso da regalare argomenti "di sinistra"( come un eventuale uscita da QUESTO euro ) ad uno così... I nostri amici Piddini e tutti i pudisti di ogni ordine e grado ci riescon benissimo, da anni.

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    3. sono completamente d'accordo, "se il Telegraph non s'inventa cazzate" era inteso in maniera del tutto ironica! Ci mancherebbe, ogni volta che leggo Ambrose & co e' 'na botta de vita rispetto alle nostrane fabbriche di cialtronerie stampate ...

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  56. Forse sono fuori tempo massimo e rischio di essere blacklistata da qua, ma...l'amico Paragone, anche se sembrava orgoglioso di averla in trasmissione, poteva anche evitare di introdurla a Mentana, durante il tg, come l'economista che propone idee e modalità di uscita dall'euro "strane"... magari sarà stata solo una leggerezza o un uso improprio del linguaggio...forse voleva dire interessanti ma gli è uscito "strane"...

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  57. IL NOSTRO REGNO E' QUI!

    ps. leggo solo adesso il e mi rendo conto di essere stato graziato su twitter per aver citato Paragone!
    Grazie per la magnanimità! :)

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  58. http://www.radioradicale.it/scheda/389858 ecco la registrazione

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  59. Il "blackboulé" mi manca, ogni consiglio di buona lettura è sempre ben accetto....

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  60. Un minuto di silenzio anche per Claudio immolato una settimana dopo per il ludibrio della onnipresente claque fariana. Con il guru liberista favorevole alla nazionalizzazione del mps e eurizzazione del cambio. E il marxista per l'uscita da macchina Eu..
    AH LA LOGICA!
    ps. 'IO' ho visto la trasmissione 2-mi sono schifato per la cagnara 3-ho twittato il disgusto 4-non ho guardato la sett. dopo (se non spezzone tubechop di Borghi).... TUTTO PERFETTO eppure son stato bannato!
    (beh.. prima!)(non gli si può dire proprio niente al cavaliere!!!!)

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