venerdì 10 luglio 2026

Il tramonto in cinque grafici

“Il tramonto dell’euro” riassumeva i risultati di un anno di divulgazione di teorie economiche (e 15 anni di pubblicazione di ricerche economiche) su cui c’era oggettivamente poco da discutere, e utilizzava questo patrimonio informativo per trarre conclusioni politiche su cui invece c’era e c’è ancora molto da discutere. Nel frattempo, all’anno di divulgazione se ne sono aggiunti altri 14, e all’analisi politica astratta, fatta “dall’esterno“, si è aggiunta l’esperienza politica diretta, che ho cercato di condividere nella misura del lecito e del possibile con voi.

Ora, se un anno di divulgazione ha prodotto un testo di 500 pagine, mi sembra evidentemente inopportuno condensare 14 anni di divulgazione in un testo di 7000 pagine! Non escludo che fra voi ci sia qualcuno tanto matto da comprarselo o da regalarlo. Quello che mi sento di escludere categoricamente è che ci sia qualcuno tanto matto da leggerlo!

Questo rischio, tuttavia, è scongiurato da almeno due circostanze.

La prima è che il meccanismo narrativo del blog prevede e fa ampio uso dell’espediente del “quod erat demonstrandum”, su cui abbiamo anche fatto un convegno annuale di a/simmetrie, e su cui si sono esercitati illustri semiologi. Questo significa che buona parte della narrazione successiva al 2012 è stata semplicemente una verifica delle conferme che i fatti regolarmente davano alle teorie esposte, o meglio divulgate, durante il primo anno di lavoro, che quindi non necessitano di essere ulteriormente riproposte. Il significato profondo di questo espediente non era indulgere all’odioso velavevodettismo, ma combattere in radice il più vile e repellente tentativo di un certo ceto intellettuale di sottrarsi alle proprie responsabilità: quello di affermare che l’economia non fosse una scienza, e che quindi se le cose erano andate storte in fondo la colpa non era di nessuno, perché una “non scienza“ non poteva fornire una base previsionale solida per analizzare le conseguenze di determinate scelte politiche. Ogni QED è in effetti la prova del contrario, cioè la prova del fatto che effettuando un’analisi sulla base di semplici principi economici non sarebbe stato difficile prevedere quelli che chi li aveva provocati voleva liquidare, per assolversi, come effetti collaterali imprevedibili e secondari (vi ricorda qualcosa?).

Ma questo punto può essere liquidato in modo abbastanza sintetico, riportando la confessione di Monti (“abbiamo distrutti la domanda interna”) e leggendola alla luce della palinodia di draghi (“noi credevamo che eravamo”). Per inciso, lascio draghi con la minuscola perché così me lo scrive il telefonino mentre gli detto: credo sia l’unico caso in cui l’intelligenza artificiale dimostra la sua superiorità su quella umana!

E qui si viene alla seconda ragione per cui 14 anni di divulgazione non devono necessariamente produrre 7000 pagine di testo: non solo perché questa divulgazione ulteriore è servita principalmente a ribadire concetti o a dimostrarne le implicazioni pratiche, ma anche perché oggi possiamo contare sulla confessione degli econocidi, o, se volete, possiamo appoggiarci sull’autorità di illustri colleghi con molta esperienza politica (ancorché poca esperienza di ricerca), un’autorità alla quale i nostri interlocutori non possono che inchinarsi, dopo avercela proposta per anni come la parola definitiva che squadrava da ogni lato, finché andava incontro ai loro pregiudizi e alle loro intenzioni.

È un bene che dal punto di vista economico non ci sia molto da aggiungere né in termini divulgativi né in termini scientifici, perché questo ci permetterà di concentrarci sugli aspetti politici.

Tuttavia, in questi anni qualcosa in più abbiamo capito e quasi 15 anni di dati aggiuntivi consentono di mettere in evidenza fenomeni che ex ante vedevamo solo noi, mentre ex post non vede solo chi non vuole vederli. Sto quindi riflettendo su quali siano i cinque grafici più espressivi dei secondi 14 anni di vita del blog, i grafici, insomma, che andrebbero comunque inseriti nel nuovo testo. Vi faccio un esempio: il grafico che tutti conoscete dello scostamento fra l’andamento del Pil tendenziale e quello del Pil effettivo dopo lo shock del 2008 è senz’altro da inserire, non fosse altro che perché illustra in modo molto eloquente la motivazione alla base del testo originale. Questo grafico quindi lo metterò, probabilmente in apertura della parte addizionale.

Domanda: quali sono gli altri quattro grafici fra quelli che vi ho esposto e abbiamo discusso negli anni dal 2013 ad oggi che ritenete più utili per evidenziare il messaggio del testo, o anche semplicemente per seminare il dubbio nella mente impermeabile di un piddino?

Se possibile, soprattutto se non volete o potete descriverli in linguaggio tecnico, datemi il link al posto in cui li avete trovati. È chiaro che voi siete una platea selezionata, non siete esattamente un campione significativo in senso statistico, ma ciononostante è probabile che quello che in qualche modo ha impressionato voi sia suscettibile di impressionare anche altri…


23 commenti:

  1. 1) Crescita e saldo primario di bilancio in Italia 1992-2024
    (è possibile integrarlo con il 2025, oppure anche con il 1° semestre 2026?)
    (dal post “ Il ritorno dell'austeritah? ”)

    2) Investimenti pubblici netti
    (dal post “ Il ritorno dell'austeritah? ”)

    3) Salari medi unitari in termini reali
    (dal post “ QED 115: la (non) vana rincorsa...”)

    4) Tasso di crescita reale
    (la locomotiva che non c’è = UE vs. Germany)
    (dal post “La locomotive de la zone euro”)

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    1. Ci sono varie cose che non capisco, ma forse è meglio se prima di specificartele ti chiedo il perché di queste scelte (sul 4 mi limito a dire che il fatto che la Germania reprimesse la crescita era ampiamente spiegato nella prima edizione, per cui eventualmente nella seconda bisognerebbe spiegare perché la Germania ha avuto una fiammata di crescita quando gli altri sono andati in crisi...).

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  2. 1)I tre stadi delle partite correnti dell Ue
    2)L'effetto dell Neer sul Reer (metodologia post su Peso argentino, magari fatto su dati europei o sui classici Paesi portati ad hoc)
    3)Spezzate degli investimenti pubblici netti
    4)A world of currencies con annesso un ulteriore grafichetto inerente i 3/4 paesi che non adottano l'Euro ma ricevono sussidi dalla Ue
    5) Un'analisi su stock e flussi delle partite correnti dei principali Paesi e la divisione delle macrovoci e microvoci che compongono redditi primari, redditi secondari, investimenti di portafoglio e investimenti diretti esteri (penso ai post su Spagna, Francia e Italia di fine 2024-inizio 2025)

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    1. Il (2) già esisteva nel Tramonto. "A world of currencies" non so che cosa sia: parliamo del post su chi guida contromano? Il 5 non capisco a cosa servirebbe.

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  3. https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhrmwBzihxmNGz4vDYUo_gEFYZXb-hCvbKRnQI6cZF5-S342StB0zKwaKciFpXiEq5K6jWqrR1wKC_HJaHgQNxs4BnMqqtaW3RL7JWHxMKGRbrUDr4GcSHbt4EJMn1_O8OBrLanKV5PG5JtSQ-JkecC-P_z7P1UsfTAq_wTSq2ABUflcXQvP-7pT9R6x0hM il grafico della vergogna ❤️

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  4. https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEh0RSlZWSGQzYNa7W240_uvMZaU9cbYtGnR8DL9v1ZGbl-Zk2vvgZY8yU3mM20hVntZo9LhzF3sQkfwqLyoefOSl9jSVoBkmS-ihJPaQgPmqwfUdElMx4J8-UcqpZLBQMmJedNuqgkz95UGXCeSwxmyvJo5zaEIchzRW9dO1eAW3CvilYKydwO4L9rvnnk7 I grafici sugli "Investimenti pubblici netti" di cui questo linkato mette a confronto più paesi. L'erosione degli investimenti pubblici in Italia dove si sono negativizzati : ritengo che ciò sia entrato nella carne della gente. Grazie di tutto, come sempre

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    1. Sì, anche questo va messo, per spiegare il precedente.

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  5. Ora sono a lavoro e non ho le sacre scritture sotto mano quindi non ricordo se effettivamente il grafico sia presente nella prima edizione. Parlo dell'ultimo grafico di questo post https://goofynomics.blogspot.com/2018/01/chi-guida-contromano-una-critica-al.html che dimostrava che tutti svalutavano rispetto al marco (ricordo mi colpì molto per la sua immediatezza di comprensione, almeno per me). Il discorso inoltre permetterebbe di collegarsi ad altri tipi di dumping che la Germania ha perpetuato le cui conseguenze si vedono oggi forse in misura maggiore rispetto a quello valutario. Inserirei anche, siccome il libro fu scritto quando l'aggiustamento tramite svalutazione interna non era ancora completo, un grafico che mostri la transizione dell'intera area in posizione di surplus comprendendo anche la svalutazione dell'euro rispetto al dollaro del 2014 che ha tanto adirato gli USA (e se vogliamo essere proprio crudeli sottolineare che a suo tempo a Passera era stato detto in una nota trasmissione visto che l'economia non è una scienza). Anche in questo caso ci sarebbe un facile collegamento con l'attualità.

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    1. Questa è senz'altro una saggia suggestione. La legherei anche ai post su Zingy e la sua strampalata idea che la sterlina fosse una valuta "forte". Dopo una crisi energetica l'argomento di quel post credo diventi più chiaro. In generale, c'è un pezzo che vorrei riscrivere, uno dei due "errori" della prima edizione che voglio correggere, utilizzando al posto della svalutazione della valuta meno domandata la rivalutazione di quella più domandata. Ve ne avevo anche parlato da qualche parte qui sul blog. Questo grafico andrebbe a sostegno di quel modo di impostare il discorso.

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  6. Me ne vengono in mente due: serie temporali di investimenti pubblici netti e produttività, in Italia, EZ e altre aree “rilevanti”.

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  7. Aggiungo che il piddino in me è sempre stato colpito in particolar modo da confronti con paesi vicini ma fuori dalla EZ (anche nelle mie personali “””analisi””” dei dati). Magari è solo ingenuità, la mia, ma mi ha sempre fatto intuire più concretamente dove potremmo essere. Paragonare, per dire, il PIL della EZ agli USA mi sembra sempre molto più astratto.

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  8. Ricordo che anni fa in un incontro a Roma 3, forse c'era Cesaratto dicesti che parlare di euro era ormai inutile.
    Confermi?

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    1. Mi ricordo di quando Cesaratto lo disse a Montesilvano.

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  9. Produttività e salario reale (dal post dei segreti della nonna)
    Quota salari
    Sulla questione politica (incremento medio salare reale)

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    1. Ma tutta questa roba nel Tramonto dell'euro c'è! Lo hai letto?

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  10. Mi sembra che due grafici in particolare possano essere molto significativi. Il primo è quello sulla distruzione montiana della domanda interna in rapporto al PIL, del 2025, con il confronto USA e UE.
    L'altro è quello degli investimenti pubblici netti in territorio negativo per un decennio dopo la cura di Monti.
    Sì potrebbe aggiungere anche il grafico della riduzione della natalità.
    Prenotato il libro con Bezos, perché vivere nei borghi appenninici comporta qualche difficoltà a fruire dei servizi invece abituali per chi vive in città, ma farò un tentativo anche con il libraio più vicino.

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    1. La riduzione della natalità in effetti credo vada inserita: è un tema che abbiamo affrontato numerose volte.

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  11. Salario reale/produttività dagli anni '70 ad oggi: https://goofynomics.blogspot.com/2015/01/la-svalutazione-deprime-la-quota-salari.html

    "Quote salari e riforme Hartz" - visto in diversi post

    Investimenti pubblici netti ITA vs Mondo - mostra il "capolavoro" del PD

    Saldi settoriali area euro - tutta colpa del debitopubblico?

    Saldi delle partite correnti italia - che mostra la "cura" Monti

    Grazie mille!
    Luca

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    1. Ma anche questi grafici fanno parte dell'apparato analitico del Tramonto dell'euro. In questo caso quindi più che di una aggiunta si potrebbe riflettere sull'opportunità di un aggiornamento. Probabilmente per l'Italia sarebbe utile aggiornare il grafico del saldi settoriali, ma non starei a rifarlo per tutti.

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  12. Elenco 5 balle raccontate per promuovere l’euro, associando a ciascuna uno o più grafici.

    Balla 1: l’euro difende dall’inflazione e quindi tutela i lavoratori

    Grafico: inflazione prima e dopo l’euro confrontata con altri stati dell’eurozona : si vedrà che sono gli shock reali (opec ieri e guerre oggi) a generare picchi inflazionistici e non la quantità di moneta o di spesa pubblica
    Grafico: inflazione e salari reali
    Grafico: quota profitti prima e dopo l’euro


    Balla 2: l’euro serve per garantire la competitività

    Grafico: produttività italiana prima e dopo e confronto con alti stati dell'eurozona
    Grafico : quote di mercato globale italiano (export) prima e dopo – non so se ci sia nel libro o nel blog


    Balla 3: L’euro ci renderà più ricchi (la giornata in meno di Prodi)

    Grafico: salari reali e reddito pro capite prima e dopo l’euro, confrontato con latri stati dell'eurozona
    Grafico : Gini prima e dopo l’euro confrontato con altri stati UE – non so se ci sia nel libro o nel blog

    Balla 4 : l’euro ci fa rivaleggiare con il dollaro come valuta di riserva

    Grafico: quota delle riserve in marchi (e franchi francesi?) prima e quota di riserve in euro dopo


    Balla 5: l’euro ci tiene industrialmente integrati con il motore produttivo tedesco e così garantisce la crescita

    Grafico: quello di PISL
    Grafico : grafico della vergogna
    Grafico : l’austerità espansiva che invece non fa che ridurre le importazioni
    Grafico: il concorrente tedesco - settori comuni tra Italia e Gemania
    Grafico: austerity da Monti in poi (crollo investimenti pubblici) e competitività sullo stesso grafico – non so se ci sia nel libro o nel blog
    Grafico: la svalutazione interna della Germania dopo l'adozione dell'euro (l'integrazione con la Germania è in realtà una scorciatoia per non competere globalmente e farsi trainare - in posizione subordinata- da chi ci ha fregato)






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    1. Vabbè, ne hai citati oltre una decina! Bisognerà per forza scegliere...

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  13. Grazie! Suggerimenti molto utili. Dopo vi dico che cosa ne penso, anche per indirizzare ulteriori proposte. Alcuni grafici sono già nel testo, altri non li ho mai fatti, altri erano già in programma ma con diversa funzione… Tutto molto utile!

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