mercoledì 6 aprile 2022

Maieutica

(...discours de la méthode...)


Voi dite che io sono cattivo, ma non è vero e ve lo dimostro.

A seguito del post precedente, un amico intelliggente (non è un errore d'ortografia, è un errore politico riassumibile in questa sentenza), per dare la stoccatina, cita un suo condivisibile contributo. Segue dialogo (perché io con quelli veri dialogo)




Visto? Io non sono cattivo. Sono gli altri che si mettono paura. Perché?


(...otto ore dopo sono ancora senza risposta, nonostante l'abbia sollecitata. Allora. Quando dicevo che sulla punturina non si costruiva nessuna coscienza di classe non stavo sminuendo il tema degli effetti collaterali, come qualche cretin* sta ragliando in giro per il web, e credo di averlo dimostrato atteso che penso di essere uno dei pochi con voglia di lavorare - cioè non disposti a pensionarsi nel paradiso dei narcisisti, aka gruppo misto - ad averlo sollevato in aula a un ministro piuttosto afasico. Intendevo dire quello che piano piano state vedendo: cioè che quel bacino di scontenti per giustificati motivi sarebbe diventato alimento di un potenziale grillismo 4.0 - anche perché gli ortotteri scemi non sono, ed esattamente come i "migliori", di cui sono la versione economy, usano un tema per noi divisivo per dividerci - sorprendente, no? Il lavoro che stiamo facendo ci espone a questo rischio, come non capisce chi non vuole capirlo. Diciamo che dopo questo post non credo di dover più accordare il beneficio del dubbio agli interlocutori. Se non si capisce così, non so come farlo capire. Va anche detto che quando un uomo con l'intelliggenza (sic) incontra un uomo con la maieutica, l'uomo con l'intelliggenza resta muto. La risposta all'ultima domanda è ovvia: per costruire una classe dirigente bisogna fare dei sacrifici, bisogna sacrificare il consenso degli elettori, cioè entrare nel Governo rinunciando a vellicare il loro narcisismo, invece di restarsene fuori a gloglottare bargigli al vento, alfieri pennuti di un'idea malappresa e maldigerita! Ma questo il buon Luca, con tutto che è un amico, non vuole ammetterlo, nonostante lì conduca il suo stesso ragionamento, perché preferisce restarsene nel suo simpatico circoletto di amanti tradite, eheh, e consimili residui di Casabau. De gustibus non est disputandum. Spero però che anche voi riconosciate - perché Luca lo spiega bene - che se non si entra si è inefficaci, perché non si è in grado di costruire una classe dirigente. Con queste premesse: voi, da me, de preciso, che cazzo volete che faccia?...)

(...chiedo scusa per la parolaccia, ma è una citazione, e le esigenze della filologia hanno prevalso su quelle del bon ton. Aspetto comunque risposta...)

60 commenti:

  1. Il fatto che sia arduo costruire una classe dirigente senza scegliere di partecipare ad un governo mi fa supporre che il rapporto privilegiato con i tecnici ministeriali e la maggiore riservatezza del CdM siano determinanti per incidere. In effetti non sarebbe strano, seppur inquietante: del resto svuotare i partiti di risorse puntava proprio a destrutturarli come centri di elaborazione autonoma.

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    1. Questa è un'osservazione molto intelligente, che però merita di un supplemento di informazione. Sicuramente l'idea che la maggioranza dei cittadini ha accettato con grande entusiasmo secondo cui una politica "povera" sarebbe stata migliore (apro una parentesi: per i meno intelligenti di voi, del resto, il politico deve essere un predicatore, quindi per raggiungere un massimo di efficacia tutto ciò che gli occorre è un saio, cinto di corda, e un bastone da pastore...), questa idea ha naturalmente condotto a una politica priva di mezzi per fare formazione. Tuttavia vi sfugge una cosa che ovviamente non potete capire non essendo "dentro": così come non puoi imparare a guidare una macchina solo leggendo un manuale, non puoi imparare a guidare lo Stato andando alle Frattocchie! Devi essere dentro, devi conoscere i meccanismi, che sono, tra l'altro, fatti di rapporti umani (che non si studiano sui libri). Per questo semplice motivo "è arduo costruire una classe dirigente senza scegliere di partecipare ad un governo". Se leggeste i libri che vi consiglio lo capireste subito. Non c'è nulla di trascendentale.

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    2. Quello che si domandano alcuni e' se non sarebbe stato piu' profiquo effettuare questo processo di apprendimento e inserimento nelle istituzioni nel 2023 con, presumibilmente, un'ampia maggioranza parlamentare, piuttosto che adesso al prezzo di compromessi indigesti per una parte dell'elettorato.

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    3. Scusa Andrea, però così è veramente molto difficile! E quale consenso parlamentare più ampio potremmo avere di quello che abbiamo avuto nel 2018 e che non è servito a nulla perché da outsider nulla potevamo aver seminato e nulla quindi potevamo raccogliere? Se l'elettorato non lo capisce, si taglierà i coglioni da solo, e tutto continuerà come sempre: l'ha fatto rimuovendo l'immunità parlamentare (affidando così l'indirizzo politico alla magistratura), l'ha fatto abolendo il finanziamento pubblico dei partiti (dando una ulteriore arma in mano alla magistratura e depotenziando i partiti espressione della sua sovranità), l'ha fatto riducendo il numero dei suoi rappresentanti (nell'illusione di poter essere meglio rappresentato): perché non dovrebbe farlo anche votando per i prossimi 5 Stelle, cioè per il prossimo partito tutto chiacchiere e zero classe dirigente? Lo farà, tranquillo, lo farà. E lì si capirà che, anche se il consenso è ovviamente necessario, non è sufficiente, e avere qualcuno che sa cosa fare può essere più utile che avere tanti che non hanno proprio idea. L'ho scritto, succederà. Punto. Questo blog funziona così, ma il merito non è mio: deve essere di blogspot!

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    4. Preciso che mi riferivo ai risultati delle Europee, ma sono scenari ipotetici, basati anche sui sondaggi. Purtroppo dal momento che il contatto diretto coi rappresentanti delle istituzioni è stato limitato dal Covid è difficile sentire il polso della piazza. Detto questo chi si batte con tenacia all'interno delle istituzioni va lodato. Lo dico con sincerità: io non riuscirei mai a smazzarmi millanta pagine di decreti e a stare a presso a anta membri di commissione, non che a rispondere con i toni appropriati ai vari personaggi che si presentano in aula. Il suo lavoro si vede ed è apprezzato.

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    5. "Se osserviamo più da vicino il meccanismo della democrazia capitalistica, si vedranno sempre dovunque - sia nei "piccoli" (i pretesi piccoli) particolari della legislazione elettorale (durata della residenza, esclusione delle donne, ecc.), sia nel funzionamento delle istituzioni rappresentative, sia negli ostacoli di fatto al diritto di riunione (gli edifici pubblici non sono per i "poveri"!), sia nell' organizzazione puramente capitalistica della stampa quotidiana, ecc. - si vedranno restrizioni su restrizioni al sistema democratico. Queste restrizioni, eliminazioni, esclusioni, intralci per i poveri, sembrano piccoli soprattutto a coloro che non hanno mai conosciuto il bisogno e non hanno mai avvicinato le classi oppresse né la vita delle masse che le costituiscono (e sono i nove decimi, se non i novantanove centesimi dei pubblicisti e degli uomini politici borghesi), ma, sommate, queste restrizioni escludono i poveri dalla politica e dalla partecipazione attiva alla democrazia" (Lenin, Stato e Rivoluzione, 1917). Democrazia "per un'infima minoranza" (Lenin, sempre lui), dunque, perché questa è la caratteristica essenziale dei sistemi democratici fin qui realizzati: permettere "agli oppressi di decidere una volta ogni qualche anno, quale tra i rappresentanti della classe dominante lì rappresenterà e li opprimerà in Parlamento" (Marx K, La guerra civile in Francia, 1871).
      Alla fine siamo sempre lì: rapporti di forza. Chi domina e chi è sotto scacco. È sufficiente stare nella stanza dei bottoni per esercitare la potenza del rapporto di forza? C'è chi afferma che sia meglio starci che non. C'è chi invece ha voluto mantenere il punto della testimonianza. Ma mentre ci si divide (da anni ormai, diciamo dal 2019, dopo la traumatica conclusione dell'esperienza giallo-verde, conclusasi anche per effetto dell'interdizione costante allo sviluppo positivo di quella esperienza da parte del PdR: ne parla, sia pure con toni non certo filo leghisti, Canfora L in La democrazia dei signori. Laterza, 2022; 4 e 71), il PD si rafforza. Il mio non vuole essere un invito al voto utile (qualsiasi voto, infatti, è utile rispetto al non voto), ma una riflessione amara. In Francia, ad esempio, succederà che la Le Pen perderà, perché c'è già chi la dipinge come il nuovo gate keeper. Può darsi in effetti che lo sia. Ma tra un possibile gate-keeper, che però potrebbe ancora essere quello che ha sempre detto di essere, e un suo avversario che è quello che è sempre stato dal 1992 ad oggi e che ha sempre vinto con sommatorie di minoranze antitetiche, ma accomunate dal fatto di essere anti Le Pen, perché scegliere l'astensione o la corsa alla frammentazione? Perché non si crede più alla democrazia parlamentare? Ma se è così, se siamo
      realmente nell'epoca della "democrazia dei signori" (cit.), allora quali rapporti di forza nuovi e dirompenti inducono a pensare che una rivoluzione sia imminente e dotata della necessaria energia in grado di sovvertire gli equilibrio di questa vigente democrazia dei signori? All'orizzonte non mi pare di scorgerne. Quindi tutto questo stracciarsi le vesti, da un lato, e questo dilaniarsi, dall'altro, cui prodest? ...A Prodi.

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    6. Non capisco perché e secondo chi la Le Pen sarebbe "il prossimo gatekeeper", ma poco conta. Qui tanti sono venuti, hanno appreso parole, e ora razzolano per l'aia digitale ripetendole a vanvera. Il tema che ponevo in questo post era un pochino laterale rispetto alla tua osservazione. Resta il punto fondamentale, su cui chiudi: molto semplicemente, quello che ci ha portato a detestare i piddini, la loro obbedienza cieca e assoluta alla fottuta logica dell'appartenenza, è esattamente quello che gli consente di prevalere. I piddini votano PD. I narcisolibberisti (o narcisobellamortepostfascisti) vogliono essere invece sempre più fuuuuuuuuuurbi degli altri, e se la prendono quindi regolarmente in tasca. Ci vuole molta pazienza...

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  2. Sostanzialmente quel che sta facendo, possibilmente chiedendo (in privato) di tacere più spesso(in pubblico) al suo segretario di partito.

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    1. Cioè un "senatore semplice" va dal capo e gli chiede di tacere? Magari mi sbaglio ma mi sembra una visione un po' strana del funzionamento della politica, al di là che il merito possa essere (o meno) condivisibile.

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  3. Per quel che mi riguarda quello che dovevi fare lo hai già fatto, se riuscirai a #farequalcosa in più (io penso di si) tanto meglio, se non ci riuscirai grazie lo stesso.
    Chi ha intelligenza (con una sola g), conoscenze specifiche e cultura spero vi dia una mano e si metta a disposizione, c'è chi lo sta facendo e noi lo notiamo.

    Buon lavoro
    Paolo

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  4. Io vorrei che facesse quel che faceva prima, almeno: video liberi intelliggenti sagaci profondi, divertenti. Creavano humus. Da quando siete entrati nel governo lei ha ridotto il concime da lei prodotto che altri spargevano per conto suo. Si sente in lei come in borghi una certa paura di parlare di essere mal interpretato e rimproverato da Draghi...
    Questo è grave ed andava non-fatto.

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    1. Amico mio, se ti ricordi solo i video di due anni fa sei qui da molto poco (in effetti, dal 2019). Questo spiega perché tu non abbia afferrato appieno il senso di quanto si cerca di dirti. Però non preoccuparti: io vado avanti anche se non mi capite...

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  5. Grazie, sempre, per il lavoro che Lei ha svolto, svolge e che svolgerà!

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  6. Ovviamente spero che ce la faccia, ma riuscire a creare una classe dirigente insieme a quella classe dirigente già esistente che ha finalità completamente diverse dalle vostre e che ha tutto l'interesse di farvi fallire, mi sembra assai complicato.

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    1. Ecco. Qui invece, a differenza di quanto accade per altri avventori di passaggio, devo dire che provo un certo scoramento. Tu sei qui dal 2013, il che mi costringe a dubitare della tua perspicacia, atteso che sono almeno undici anni che io continuo a ripetervi una verità semplice ma inoppugnabile: l'Italia non fu ricostruita dai partigiani ma dai fascisti, per il semplice motivo che questi ultimi erano (fino al giorno prima) la maggioranza! Prova, ad esempio, caro, a leggere la parte in grassetto di questo post del 2014 e poi chiediti se la tua osservazione è pertinente...

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    2. Capire e farsi capire presenta sempre delle difficoltà, come argutamente sintetizza il primo principio della termodidattica.
      Sicuramente la ricostruzione è stata fatta dai fascisti che costituivano la maggioranza del paese, ma il loro sistema di potere era comunque stato sconfitto.
      Con i piddini e gli europeisti, e persino con i grillini, bisognerà ricostruire il paese, ma il loro sistema di potere è ancora in piedi. D'accordo sarà la Storia a sconfiggerli, e partecipare a un governo insieme a loro può darsi serva a qualcosa, ma Le assicuro, visto dall'esterno, non sembra.
      Lei sa e vede cose che io non so e non vedo, spero abbia successo, nel frattempo il quadro che noi fuori dal Parlamento vediamo non è incoraggiante.

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    3. Intanto dipende da che cosa intendiamo per "sistema di potere" e da che rivoluzione ognuno di noi ha in mente. Dopo di che, siete liberi di scoraggiarvi, se pensate che questo faciliti le cose.

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  7. Beh, che dire, avanti tutta. Il mio esiguo sostegno ce l'ha da tempo, spero le faccia piacere anche se è un magro riconoscimento. Grazie.

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  8. Gramsci, che sulla nuova classe digente ha scritto tante pagine, non ha mai pensato che per questo occorra "entrare nel Govrrno". Non e' chiaro il nesso logico tra le due cose (se si vuole il cambiamento non si puo' appoggiare l'amministrazione dell'esistente)

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    1. Ecco, questa è proprio una solenne cazzata. Mi spiace dirtelo così, ma così è. Purtroppo tu sei appena arrivato, non sai molto di netiquette, non hai capito dove ti trovi, e mi costringi a darti un indizio: non sei al bar.

      Mentre tu mi cerchi il passaggio in cui Gramsci afferma quanto dici, io ti faccio riflettere su un dettaglio: purtroppo per lui Gramsci non ha mai dovuto prendere in vita sua decisioni la cui rilevanza non ti chiedo di comprendere, come chi farà il capo di gabinetto del prossimo premier o chi sarà un accettabile direttore generale del Tesoro. Prendere decisioni simili sulla base del tuo non sapere nulla non porterebbe a nulla. La riflessione di Gramsci sul ruolo degli apparati forse ti aiuterebbe (se tu lo avessi letto).

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    2. Riformulo per chiarezza: Gramsci (come qualsiasi socialista del tempo) non avrebbe mai sostenuto, al solo fine di creare la nuova classe dirigente, un governo Mussolini. E' ragionevole appoggiare un governo di coalizione quando questo non si discosta radicalmente dai propri valori e dal proprio programma, e quando sia possibile influire efficacemente sulla sua azione (penso al partito socialista nel dopoguerra). E comunque non sono nuovo, ti seguo (con stima) da una decina d'anni.

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    3. Non sappiamo che cosa Gramsci avrebbe fatto se il fascismo si fosse presentato nelle vesti attuali e tu non sai che cosa faremmo se il fascismo attuale si presentasse nelle vesti di allora, cioè se gli squadristi invece che così si presentassero così. Io eviterei di fare ipotesi a cazzo, sinceramente. Se quello che sto dicendo non è chiaro è evidentemente colpa mia, non tua, ma aggiungendoci minchiate non credo che si migliori la situazione. Dai poi per scontato che noi non si influisca "efficacemente", il che sarà anche vero, ma fatto sta che si tratta di un giudizio qualitativo e non verificabile.

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  9. Ok, ma il fulcro di tutto è stato quel "simpatici eheh autistici".

    Dialetticamente un Armageddon!

    Ps. Circa, invece, il "voi, da me, de preciso, che cazzo volete che faccia?" tenderei a rispondere con tutta sincerità: grazie a Lei ho aperto gli occhi su molti meccanismi e dinamiche che sottovalutato (o non valutavo proprio perché a me oscuri), per tanto quello che volevo da lei (se è verecondo poter volere così sfacciatamente qualcosa da qualcuno) l'ho già avuto, e cioè ampliare il mio umilissimo e minuto "cerchio di luce" sul mondo. Se poi riuscisse anche a divenire Imperatore del rifondato Impero Romano d'Occidente le sarei ancor più grato.

    Buon lavoro Senatore.

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  10. Detta così sembra la confessione che ci si è sbagliati ad uscire dal governo Conte I.

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    1. Questa è un'osservazione che ha una sua dignità logica da non sottovalutare. Io ho spiegato bene perché siamo usciti dal Governo Conte I, non voglio nemmeno pensare a dove saremmo adesso se non lo avessimo fatto (probabilmente, a riforma del MES approvata grazie al tradimento di Conte, saremmo già in default controllato sul debito pubblico), ma non mi interessa qui riprendere il discorso se non per esaminarlo alla luce di quanto ho cercato di spiegare qui. Nel Conte I non controllavamo minimamente la situazione perché si era fatta molta confusione fra conquista del consenso ed esercizio del potere, il che significa, in buona sostanza, che non avevamo alcun uomo nei posti chiave, che ci potesse aiutare a tenere sotto controllo almeno i dossier fondamentali. Questo è l'errore che ci stiamo attrezzando a non ripetere. Per quanto mi riguarda, meglio il 15% attrezzato che il 34% sbandato.

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    2. trovo molto importante,personalmente, che sia riconosciuto l'aver fatto qualche errore.
      non è banale, soprattutto da parte sua.

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  11. non lo so, secondo me lei sta facendo molto bene nelle condizioni date.
    Spero la strategia sia ben studiata per evitare che la scelta fatta nel 2022 di entrare nelle stanze a costo di perdere consenso, determini una futura minore possibilità di rientrare nelle stesse stanze nel 2023.

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  12. Mi associo a chi mi ha preceduto, continua così. Cedendo alla tentazione, poffarbacco (filologia l’ha studiata solo mia moglie…) tu sei il mio senatore, non condivido tutto del governo ma non mi lamento, quello che fai è fatto bene, continua per i prossimi vent’anni e chissà che fra 30 questa merda di mondo non sia cambiato grazie a te ed un po’ anche ai miei voti. E speriamo che sia con un’altra valuta nel portafogli.

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  13. Mi sembra difficile chiederle ancora di più. Se proprio insiste, una ristampa di TDE o addirittura un suo seguito! Mi piacerebbe approfittare meglio delle possibilità, che mi sono concesse, di un ascolto più personale, nonché di incontro anche con i suoi lettori. Oggi non ho partecipato un'assemblea a cui tenevo e me ne rincresce molto. È una fase di impegni concomitanti, per ragioni che - nel mio piccolo - sono legate ai temi di questo post. Avere l'opportunità di leggerla qui non è, tuttavia, un mero ripiego e per questo motivo, come molti altri lettori, la voto e la ringrazio.

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  14. Oltre a Socrate c'è anche Nash. E Osipov.

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    1. Ma anche (e in questo caso direi soprattutto) micuggino...

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    2. Micuggino è uno strumento in più. Come il greenpass.

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  15. A me pare che anche qui, come nelle tante discussioni sui social, ci sia un errore nel modo di porre la questione. Questione che si riassume quasi sempre nella scelta tra "fare concretamente" e "testimoniare astrattamente".
    Posto che, ovviamente, il fare è cosa buona e giusta, al nostro ospite, e ad altri parlamentari della Lega, va riconosciuto il merito del grande lavoro che stanno facendo: lavoro utile sia per mitigare alcune delle tante porcherie che una scellerata classe dirigente (non solo politica) sta portando avanti a nostro danno, sia per costruire, appunto, una nuova classe dirigente.
    Il punto è che il fare non è alternativo al testimoniare, ma complementare; inoltre il testimoniare è a sua volta un "fare" in prospettiva. E se il fare si concretizza prevalentemente dentro i palazzi, il testimoniare si fa sia dentro che fuori.
    Ed è fuori dal Parlamento che la Lega non mi pare sia molto attiva, tutt'altro. Accettare la perdita di consenso per una strategia di più ampio respiro è un conto, rinunciare a quel consenso non agendo sul territorio è cosa diversa. Peraltro una nuova classe dirigente si forma sia dentro che fuori dai palazzi.
    Magari questa visione deriva da un deficit mio che, vivendo alla periferia dell'impero, non ho un punto di vista sufficientemente ampio; nelle discussioni che leggo però vedo molte persone che confermano questa visione.

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    1. Vedo che non sono stato chiaro. Non fa niente. Sono molto paziente. Se non capite subito, capirete dopo. Ovviamente il "testimoniare" che vogliono certi sciocchi invasati (l'unico testimoniare che capiscono, perché il lavoro di mediazione culturale fatto qui per avvicinarvi ai veri meccanismi della prassi politica per loro è inesistente/incomprensibile), quel testimoniare lì, essendo ridicolo, è del tutto alternativo al "fare". E infatti, se ci fate caso, se lo può permettere solo chi già non conta un cazzo, essendo all'opposizione.

      Anche sul concetto di "classe dirigente" vedo che abbiamo le idee confusette. Siamo sicuri che un AD di Fincantieri (per fare un esempio di attualità) si formi facendo "testimonianza" sul "territorio"? Ma quanto vi piace non contare nulla!

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  16. Nuovamente d'accordo sulla maieutica. Per quanto riguarda il lemma marcomanno, La ringrazio per quanto rende disponibile attraverso il Suo canale telegram (essendo sospeso senza retribuzione da sei mesi, del tempo me ne rimane...).

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  17. grazie per il lavoro grandioso che fai tutti i giorni tu con claudio borghi siete i miei maestri di vita i migliori che potessi avere quantomeno non mi lamento testa china e si studia non garantisco di capire tutto, l'unica cosa che posso garantire è che ci metterò tutto il mio impegno per imparare promesso

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  18. Bello bello. Ma perchè, quando era ora di usare gli strumenti democratici nell'augusta aula del Senato della Repubblica e votare NO, lei era a casa a mostrare il pentolame (cit.) ?

    ...per altro dopo aver fatto un discorso estremamente condivisibile.

    https://www.facebook.com/AlbertoBagnai/videos/272454454675064/

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    1. Eggnente... Tu sei qui dal 2013, ma non hai mai dimostrato di essere estremamente brillante... Quindi nel tuo caso non sono stupito (in altri sì). Dunque, interessante la tua prospettiva. Io dovrei votare contro la fiducia al Governo per fare contento te (che di preciso, poi, chi cazzo sei?), e dopo andarmene lellero lellero a Palazzo Chigi a negoziare le partite che mi sono affidate dal mio segretario. Ma sì, certo, funziona proprio così!

      Vedrai che se e quando sarà il momento di rompere si voterà contro (meglio se lo fa qualcun altro, ovviamente... anzi: no: ovviamente no, per te non credo che sia ovvio, e quindi te lo spiego: perché sarebbe da idioti, finché la maggior parte degli italiani, che non ha letto Goofynomics, legge la situazione attuale con gli occhi del Tg1, prendersi il peso politico di aver interrotto un sogno!), ma non dispiacerti se non sei abbastanza importante da deciderlo tu, quel momento, e se non ti riteniamo abbastanza importante da compiegarci al tuo narcisismo.

      Da quando il Governo ha disatteso gli odg sul decreto green pass di settembre (quello per i ristoranti) non ho più votato una fiducia. Ma votare contro sarebbe dare un inutile pretesto agli avversari.

      Ma la domanda è: veramente non capite nemmeno questo? Siete, del resto, gli stessi che da undici anni vengono qui a darmi lezioni di politica... Non so voi che cosa siate diventati nel frattempo: io, quello che sono diventato, lo sono diventato perché era nelle cose, non certo perché lo volessi...

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    2. Mucho texto per dire una cosa semplice: "siamo finiti in trappola".

      Tenga questa risposta la potrà usare il risultato delle prossime politiche (4,8%)

      Ma anche questo è nell'ordine delle cose.

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    3. Diciamo che queste previsioni me le appendo al cambio, un po' perché come dovresti sapere del consenso (non del tuo in particolare, del consenso in generale) non me ne è mai fregata una beneamata fava, e un po' perché lasciano il tempo che trovano, e dimostrarlo non è difficile. Premesso che secondo me in questo momento siamo attorno al 13% (questo intuisco, e di solito ci colgo), hai visto quanti successi hanno mietuto le "maree umane" di cui ci riferivano RadioGenova e RadioSavana su Twitter, quelle dell'amico Philippot, a Parigi? Sembrava la nuova presa della Bastiglia, e sono riusciti solo a passare dal 3% al 2,5%. Quindi, sulla vostra percezione di quale sia il peso del mio partito (argomento che non mi appassiona) o su quale sia, meglio ancora, il peso dei tanti zerovirgolisti, sinceramente... meglio se non lo dico!

      Non so se noi siamo finiti in trappola. So che ci è finito uno più importante di te, e te l'ho anche detto. Purtroppo però tu sei intelliggente...

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  19. Mi associo a coloro che La ringraziano e che confidano che continui a dare il Suo contributo alla Politica, come analisi di quanto avviene e ricerca di vie concretamente praticapili al superamento di situazioni critiche per la nostra società. Ho molto imparato dal Suo blog e dai suoi libri a comprendere meglio le evoluzioni delle situazioni e perciò anche a farmi un'idea più equilibrata di quanto avviene. Buon lavoro.

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  20. Per costruire la classe dirigente non era più facile rimanere nel governo Conte I, accettando compromessi.

    Ora sembra francamente inutile, perché gli altri possono anche fare a meno della Lega, senza nemmeno dover fare una crisi di governo.

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    1. Aridanga! Ti ho già risposto sopra. Sinceramente, mi sembra di essere tornato ai tempi in cui vi spiegavo che l'inflazzzzione non dipende dalla svalutazzzzzione! Più andate avanti a precisare i vostri dubbi, e più vi impantanate. Qui stai confondendo due piani distinti e separati: quello del potere negoziale che ti dà in Parlamento l'avere una maggioranza numerica solida, e quello del potere di coinvolgimento che ti dà l'avere uno che comunque lo spread non lo fa esplodere e ti scherma da un certo tipo di attacchi, che poi sono quelli che ti fanno passare per matto di fronte ai funzionari che vuoi conoscere e coinvolgere. Così è più chiaro?

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  21. Buongiorno Prof.!

    Ritengo superfluo testimoniare nuovamente quanto io sia felice che Lei e Claudio siate in parlamento e quanto apprezzi il lavoro che state facendo.

    Il problema della formazione di una classe dirigente (intesa come persone che abbiano non solo competenze tecniche, quello è scontato, ma che sappiano districarsi nella burocrazia romana) mi pare sia sempre più al centro del nostro dibattito, anche alla luce delle vostre esperienze in maggioranza di governo (Conte e Draghi). Personalmente devo ammettere che non pensavo la questione fosse così complessa.

    A questo proposito alla sua domanda mi sento di rispondere, da seguace, che quello che vorrei da Lei è di prendere in considerazione con il Prof. Ponti l’ipotesi di centrare il prossimo convegno di Asimmetrie proprio su questo tema: credo che un momento di ulteriore approfondimento sarebbe di giovamento a molti.

    Una dubbio a cui mi piacerebbe trovare risposta (e che si inserisce nel solco del suo post di martedì scorso) è se voi riteniate vi possano essere specifici interventi legislativi (per esempio da parte di una futura maggioranza di centrodestra) per sottoporre l’alta burocrazia ad un controllo da parte degli eletti decisamente più stringente rispetto a quello attuale. Temo infatti che, aldilà dell’intensa attività di egemonizzazione svolta dal centrosinistra in questi decenni, vi sarà sempre il richio che coloro che entrano a far parte di una élite (che necessariamente deve esserci) tendano a sentirsi assoluti rispetto al popolo o meglio a ciò che percepiscono paternalisticamente come una moltitudine estranea alla loro cerchia di bramini, un aggregato indistinto ed inconsapevole.

    Grazie Prof.!

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    1. Di questo ho parlato alla Scuola di formazione politica di Siri. Mi sembra chiaro che dato che ci sono problemi di informazione asimmetrica (qui piuttosto evidenti) fra elettore ed eletto, non credo che si riesca a risolverli quando si aggiungono ulteriori livelli di delega (come quella dell'eletto al burocrate). Non è un problema di norme, è un problema culturale, in particolare un problema di pluralismo dell'informazione. Poi, ovviamente, c'è sempre il caso che le comunità che acquisiscono certi saperi tendano a preservarli e tramandarseli: vale per i Consiglieri di Stato come valeva per gli scriba in Egitto. Ma questo è sempre successo. Il vero problema è che oggi persone intellettualmente raffinate e professionalmente competenti come appunto i Consiglieri di Stato o quelli parlamentari credono che Oscar Giannino sia un economista e su temi di estrema rilevanza per le dinamiche oggettive della storia e dell'economia si esprimono come micuggino sapendone quanto mizzìo. Questa barbarie culturale, questo permeismo, è il nostro peggiore nemico, e non posso fare esempi per non farmi nemici...

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    2. Buongiorno Prof.!
      Non ho ancora visto il suo intervento alla Scuola di Formazione Politica del senatore Siri: provvederò sicuramente!
      Faccio un' ultima considerazione, frutto della mia esperienza personale e ipso facto facilmente opinabile: mi sembra che molto spesso le persone professionalmente competenti (medici, professori universitari, magistrati) sotto sotto non siano affatto intellettualmente raffinate. Gli intellettuali veri (che sanno coltivare umiltà, curiosità e desiderio di capire che travalicano la propria specifica area di competenza) mi sembra siano sempre più rari.

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  22. Non era meglio applicare il metodo al governo Conte I?

    Non so. Chiedo.

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    1. Ho già risposto (e peraltro per come ho posto il dibattito credo che la domanda sia abbastanza superflua, ancorché ovviamente lecita).

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  23. Eh niente, io ogni tanto mi perdo, colpa mia.
    Poi però per fortuna mia torno qua.
    E ritrovo la strada.
    Grazie prof.
    Davide

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  24. Salve Professore,
    posso farle 2 domande?
    La seconda è:
    perchè questo discorso, che può essere anche condivisibile, non fu fatto nel 2019?

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    1. Non sei uno stupido, ma ovviamente non basta a vedere l'ovvio. Perché nel 2019 eravamo molto meno esperti e perché eravamo sotto una continua pressione essendoci comportati come piace a voi (cioè indicando i nostri obiettivi all'avversario, col solo scopo di farci travolgere da uno tsunami di merda su tutti i media nazionali e internazionali). Certo, voi eravate contenti. E cojonati.

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    2. Mi scuso per aver fatto la stessa domanda senza prima leggere tutti i commenti e la ringrazio per la risposta.

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  25. Cosa le chiediamo Senatore ? Questa è una domanda davvero complessa a cui rispondere. Provo a darle la mia interpretazione, premettendo che sono da pochi anni nel Blog e che ho scoperto i suoi saggi e le sue idee con percorso inverso, ossia non dal Blog ma dalla Politica. Sono da anni simpatizzante Leghista e comunque da sempre elettore dello schieramento Conservatore, per cui mi sono avvicinato al Blog dopo il suo ingresso in Politica.
    Detto questo, non penso che al singolo Alberto Bagnai si possa chiedere di più, da quello che possiamo analizzare lei svolge il ruolo di Responsabile del Dipartimento Economia del Partito, il suo ruolo in Parlamento e nelle Commissioni con acume, intelligenza, personalità. Io sono tra quelli che non osteggiò l'ingresso nel Governo e me ne sono ravveduto in parte, non totalmente. In merito a quella scelta ci soffermiamo forse troppo sugli effetti negativi che ha comportato l'adesione al Governo (calo consensi, perdita di spinta anti-sistema) e poco sugli effetti negativi che avremmo se avessimo lasciato il Governo a Pd e 5stelle, per esempio. E' stata una Legislatura davvero complessa e ricca di avvenimenti imprevisti, forse volgendo lo sguardo all'indietro tra qualche anno davvero ci renderemo conto di cosa abbiamo vissuto.
    Per chiudere Professore e per fornire uno spunto anche critico, di cosa dagli occhi di un comune elettore e cittadino si potrebbe forse fare in modo diverso, mi riferisco più alla linea complessiva del Partito che alla sua azione individuale (sulla quale fatico a trovare spunti di dissenso). Venendo al dunque, io mi trovo molto vicino (e secondo me una parte non trascurabile dell'elettorato conservatore) alla descrizione del tempo presente (incluso lo scenario politico) che quotidianamente sui Social e su La Verità ci descrive l'ottimo Marcello Veneziani. A volte abbiamo l'impressione asfissiante che qualsiasi spazio di dissenso venga amabilmente (si fa per dire) ricondotto alla Cappa dominante, alla Cupola rappresentata dal Mainstream e questo lo percepiamo quotidianamente su tutti i temi di attualità e non solo (vaccini, pandemia, guerra, politica economica, storia, letteratura....). La sensazione opprimente che anche le forze politiche più vicine al "dissenso" siano in qualche modo costrette ad uniformarsi quasi a delle varianti "DEM" al fine di guadagnare (o forse svendere?) la legittimità a governare agli occhi del Mondo. Globalismo, Politically Correct, Cancel Culture...è possibile davvero governare contro questa Cappa ? Guardo con interesse alle elezioni Francesi, dopo l'affermazione di Orban e vedo una piccola speranza. Seguo con interesse le sue analisi in cui ci lascia intendere che anche se non sempre lo si vede in modo netto, il lavoro continua e che occorrano dei passaggi necessari, intermedi ma necessari, prima di poter raggiungere dei risultati tangibili. Nel frattempo il contrappeso della Lega al Governo di questo ultimo scorcio di Legislatura (per esempio su un tema concreto come quello della delega fiscale), continua ad alleviare alcune misure che viceversa sarebbero già sopra la nostra testa.
    Un caro saluto, Buon lavoro
    Giuseppe

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  26. Sì sarebbe potuta costruire anche istituendo un sindacato SERIO, ma andava fatto l'altro ieri.
    L'esempio è l'Histadrut, fondato nel '20 e nel '48 venne praticamente preso così com'era, diventando la classe dirigente di Israele (un sindacato serio è praticamente uno stato nello stato ed è in grado di influenzarne le scelte, oltre ad essere pronto a subentrare governando al momento opportuno).
    Probabilmente, sarebbe stato più facile formare una coscienza di classe, senza dover obbligatoriamente scendere a compromessi urticanti.

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    1. Ma... Sarà... Coi "si sarebbe" non si va lontani, ma dopo questa storia me la guardo. Fatto sta che qui in Italia il sindacato ha tradito (lui sì!) per i motivi qui plurime volte esposti in dettaglio, e nonostante la sua macchina logistica sia in effetti determinante per assicurare in certe regioni la tenuta della sinistra, ipotizzare che con quelle competenze si possa tenere in piedi la macchina di uno Stato significa dare una dimostrazione di scarsa conoscenza dei problemi concreti.

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    2. Non vale per il sindacato la prudenza che vale per gli uomini di buona volontà, per i compromessi e le mediazioni, della lega?

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    3. Ma... no, direi proprio di no, per motivi che i non turisti credo intuiscano ma che non ho difficoltà a ripetere. Intanto, il sindacato ha un ruolo diverso da quello di un partito che aspira a governare (per dire, non deve nominare né consiglieri di amministrazione né capi di gabinetto, il suo rapporto con la classe dirigente è totalmente diverso), ha un ruolo di rappresentanza dei lavoratori, e in alcuni casi proviene da una tradizione culturale che gli avrebbe dovuto consentire di capire e ammettere fin da subito l'esistenza di alcuni problemi; poi, col sindacato si è parlato, e il sindacato non ha voluto ascoltare, salvo poi prendersi una badilata in faccia al momento giusto; diciamo che no, i compromessi del sindacato li trovo ingiustificabili, ma naturalmente è questione aperta al dibattito.

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  27. Basterebbe fare il rappresentante dei genitori nella classe del figlio per capire come sia complicato fare il politico.

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  28. Questo post arriva per me al momento giusto, dato che - in altre coalizioni ed in altri luoghi - mastico molto amaro ultimamente.
    Ma allora, visto da fuori (dove mi trovo io), sembrerebbe un'implicita ammissione che questo qui sia stato un errore politico.
    O magari no. Io chiedo perchè la risposta mi potrebbe servire (nel mio piccolo), non per altro...

    Cordiali saluti

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