domenica 3 aprile 2022

Effetti collaterali

(...ovviamente non quelli di certe terapie, visto che il ministro ci ha rassicurato sul fatto che non ne hanno, convincendoci profondamente, e noi abbiamo detto che a questo punto se ne parlerà dove se ne sta parlando, cioè in tribunale...)

Qui vedete la serie storica del tasso di crescita tendenziale del Pil trimestrale Usa in termini reali:

Tutti vedono, a fine corsa, il botto della primavera 2020 e il successivo rimbalzo nella primavera del 2021; molti vedranno che, prima di questo episodio eccezionale, la volatilità della crescita era andata riducendosi lungo i decenni (per i nerd, la deviazione standard passa da 2.58 nel periodo che va dal primo trimestre del 1961 all'ultimo del 1989, a 1.65 nel periodo che va dal primo trimestre del 1990 al primo trimestre del 2020); qualcuno riconoscerà i vari episodi di recessione ed espansione. A me interessa accennarvi qui a uno di questi episodi in particolare, per mettere in evidenza un fenomeno di attualità. L'episodio è questo:

e per aiutarvi a contestualizzarlo ve lo "zummo":

Nel terzo trimestre del 2001, che vi ho messo in evidenza nel grafico, successe una cosa molto grave, come ricorderete. I media gestirono l'episodio ricorrendo a due grandi classici: il "niente sarà più come prima" (e in fondo un po' è vero: da allora in poi entrare in un aereo è diventato una discreta rottura di coglioni, dal che dobbiamo trarre una lezione per il presente), e il "ha stato x" (dove x a quel tempo era il terrorismo islamico). In altre parole, non so se ve lo ricordiate (ma verificarlo non è impossibile), nell'immediato seguito di quel drammatico evento, e per i sei mesi a seguire, i Tg a reti unificate ci raccontavano che il drammatico attacco, con le sue ripercussioni, aveva portato l'economia mondiale in recessione: tutto stava andando per il meglio, ma purtroppissimo aveva stato il terrorismo a infrangere la solida crescita del mondo verso un futuro di pace e di prosperità. Ex multis, vi raccomando questo, molto indicativo del clima dell'epoca:


Sfiga!

Stava andando tutto bene, ma: "Dopo il terrore, la recessione!"

Ora, la verità è quella che dipingono i dati (e che all'epoca mi ricordo mostrai immediatamente ai miei studenti): non stava per nulla andando tutto bene! La crescita dell'economia Usa era in caduta libera dal secondo trimestre del 2000, cioè l'economia Usa, pur continuando a crescere, stava rallentando in modo molto marcato (dal 5.2% del secondo trimestre 2000 allo 0.9% del secondo trimestre 2001), il che significa che la recessione era lì prima, non dopo il terrore, e che in effetti il terrore (più esattamente, "la guerra al terrore", come la si chiamò) era stato la fine, non l'inizio della recessione, perché aveva creato quello stato di eccezione che legittimava i governi a fare la cosa giusta (politiche espansive) senza allarmare troppo quei bambini paurosi che vanno sotto il nome di mercati.

Lo abbiamo visto, del resto, anche con la pandemia. La retorica della guerra (al virus) è servita a giustificare varie cose, alcune oggettivamente ingiustificabili, ma altre assolutamente necessarie, e che tali sarebbero state a prescindere dal virus, come ad esempio la sospensione delle "regole europee", cioè di canoni di politica economica assolutamente irrazionali.

L'importante, nel fare la cosa giusta, è poterne dare la colpa a qualcuno: a Saddam Hussein, a Sars-Cov-2, insomma, a un Deus ex machina, o meglio a un diabolus in musica, a una dissonanza nel coro angelico del "va tutto bene", che possa spiegare perché si procede con misure che le circostanze avrebbero richiesto comunque, ma che in un mondo totalmente pervertito fin dalle fondamenta appaiono giustificabili solo in circostanze eccezionali.

Perché ve ne parlo? Perché esattissimamente la stessissimissima cosa sta succedendo adesso. Guardate ad esempio l'indice dei prezzi alla produzione nell'Italia del ventennio:


Anche qui, come sapete, da qualche parte c'è stato un episodio molto grave (e poco inatteso). Non ci metto il pallino perché coincide con la fine della serie storica, ma anche qui vale la pena "zummare", per capire quanto vi stanno prendendo in giro:


Il raddoppio del prezzo dei prodotti energetici si consuma sostanzialmente fra settembre 2021 e gennaio 2022. A febbraio (mese dello scoppio del conflitto) i dati per ora provvisori registrano addirittura un lieve calo, come vediamo meglio se rappresentiamo il solo indice dei prezzi alla produzione dell'energia con il suo tasso di crescita tendenziale (scala di destra):


Visto? A gennaio 2022 (un mese prima dello scoppio del conflitto) il tasso di crescita dell'indice dei prezzi dei prodotti energetici cresceva del 118% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, cioè gli stessi prezzi erano più che raddoppiati (chi legge questo blog sa che un incremento del 100% è un raddoppio, perché si ricorda della brutta fine fatta da un cretino di passaggio...).

E quindi?

E quindi chi vi dice che "'a bbenza è aumentata perché c'è stata 'a guèra" è un cialtrone disinformatore. Disinformato no, perché, come dice il nostro dizionario, oggi è facile documentarsi.

Esempi non ne faccio, ne troverete ad abundantiam in giro.

Nessuno vuole dire che il raddoppio dei prezzi precede lo scoppio della guerra, perché attribuendolo alla guerra si nascondono le cause effettive, quelle che avevamo chiarito ad esempio qui, avendo poi l'insigne soddisfazione di essere seguiti niente meno che da Prodi. Eh sì, cari amici: non #hastatoPutin, o non solo. Quanto c'entri la guerra lo vedremo nei dati di marzo, che ci arriveranno a maggio. Finora #hastatoLeuropa: l'esplosione dei prezzi delle fonti di energia qui da noi è dovuta essenzialmente a due ordini di fattori, entrambi europogeni:

1) il delirio "grin", che ha spinto un po' tutti a ridurre gli investimenti nel settore dei combustibili fossili;

2) il delirio "mercatista", che ha spinto a gestire gli approvvigionamenti con contratti "a pronti" anziché a termine, sulla base dell'assunto che fosse opportuno trattare una materia prima strategica come il gas affidandosi a mercati liquidi anziché a contratti a lungo termine opportunamente indicizzati:


Notate la raffinata imbecillità consistente nel presumere che la "sovranità europea sulla formazione dei prezzi del gas" rafforzando il ruolo dell'euro (?) avrebbe ridotto l'esposizione a shock esterni!

A parte il fatto tante volte evocato qui che siccome le variazioni dei prezzi delle materie prime sono spesso a tre cifre e quelle del cambio in un'economia occidentale sono al massimo a due cifre è da totale idiota pensare di poter compensare le prime con le seconde, la storia ci racconta che sono successe due cose diverse e prevedibili (tant'è che entrambe erano state prefigurate su queste pagine):

1) al riprendere della produzione mondiale la pressione della domanda ha fatto aumentare il prezzo del gas, fregando chi come Leuropa aveva pensato di fare una cosa furba comprandolo giorno per giorno anziché con contratti decennali ancorati al meno volatile prezzo del petrolio;

2) lo scoppio della guerra ha fatto capire che signore è chi detiene le risorse: se hai il gas decidi tu in che valuta fartelo pagare! Il fatto di gestire l'eurone è del tutto irrilevante se chi ti fornisce il gas decide di farsi pagare in rubletti (e se non lo paghi chiude i rubinetti, che non fa rima: fa blackout).

Che il problema non sia di per sé la guerra ma Leuropa lo dimostra non solo il fatto che l'aumento si è verificato prima che la guerra scoppiasse, ma anche il fatto che in una misura simile si è verificato solo in Europa:


Ci sono due gruppi di Paesi: quelli stupidi, dove i prezzi puntano al raddoppio (e nel nostro caso lo superano), e quelli extra-UE. Ne ho presi due molto diversi, la Svizzera e la Corea del Sud, ma la lezione è più o meno la stessa. In Europa, che sia Francia, Spagna, Germania o Italia, l'aumento è vertiginoso:


(anche se, com'è ovvio, chi ha carbone o nucleare se la passa meglio di chi non ce l'ha).

Altrove l'aumento c'è, ma è contenuto sotto al 30%. I motivi non possono essere che quelli che vi ho detto, almeno finché non me ne fornite di più convincenti.

E qui si viene a uno dei grandi effetti collaterali delle guerre, che è quello di occultare le responsabilità e quindi di garantire una ripartenza, un rinnovato slancio, ma, fatalmente... sul percorso sbagliato (quello che porta alla prossima guerra)!

La morale della favola è che non è vero che l'eurone ci protegge dall'aumento dei prezzi delle materie prime (l'impossibilità logica di questa asserzione era stata qui più volte dimostrata), mentre è vero che l'UE ci ingiunge, oltre alle regole di bilancio assurde, anche delle scelte di politica industriale (segnatamente: energetica) suicide!

E quindi?

E quindi, ovviamente, ci vuole più Europa! Mi hanno detto che devo dirlo, e lo dico, perché sono disciplinato. Voi però siete liberi di pensarla come credete...

21 commenti:

  1. Grazie di questo articolo che chiarisce e sintetizza ottimamente. Sarà una domanda stupida, ma la pongo ugualmente: come può continuare a stare in piedi un qualcosa che fa solo danni, prima di tutto a se stesso? Prima alla Germania sarà anche andato bene l'euro per lei sottivalutato, ma adesso? Simili politiche folli mi sembra che comincino a dare i loro frutti avvelenati anche dove prima erano rimasti immuni. Non sono più solo Italia e Grecia a pagare il conto

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  2. Concordo..purtroppo.
    Più Europa ovviamente

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  3. Grande Prof! Questo è parlare

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  4. Caro Bagnai dev'essere difficile stare dentro questo governo..mi fa soffrire la lega ridotta così..una delusione che non so quanto aiuterà in Europa...ho l'impressione che non sarete mai progressisti democratici quanto vogliono loro...
    Però mi rincuora vedere che ci sono persone come lei che anche se un po' di nascosto si ribellano..bravo Bagnai

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  5. L'economia è il nuovo oppio dei popoli.

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  6. Oggi ho visto Bersani su La7 parlare relativamente al 2% del PIL per spese militari, a parte l’imperscrutabile necessità di un soggetto geopolitico-militare che affianchi la NATO (ma perché la NATO da sola non ce la fa?), ha detto che se si fa un esercito europeo lui è d’accordo, altrimenti no. D’altro canto, sempre parole sue, in Europa ci sono 28 tipi di carro armato, vorremo mica arrivare a 45?

    Sono allibito, ringrazio per queste parole di libertà, ti esprimo affetto egratitudine immensa e concordo con te e Bersani, ci vuole più Europa. Anche in guerra.

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  7. Oggi ho visto Bersani su La7 parlare relativamente al 2% del PIL per spese militari, a parte l’imperscrutabile necessità di un soggetto geopolitico-militare che affianchi la NATO (ma perché la NATO da sola non ce la fa?), ha detto che se si fa un esercito europeo lui è d’accordo, altrimenti no. D’altro canto, sempre parole sue, in Europa ci sono 28 tipi di carro armato, vorremo mica arrivare a 45?

    Sono allibito, ringrazio per queste parole di libertà, ti esprimo affetto egratitudine immensa e concordo con te e Bersani, ci vuole più Europa. Anche in guerra.

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  8. "L'EUropa ci protegge" è già stato detto? ;)

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  9. Leuropa ci toglierà anche i famosi 70 anni di pace è stato detto?

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  10. @Yeah

    Leuro-pa dà e Leuro-pa toglie.

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  11. Proprio una bella boccata di aria fresca. Come sempre, grazie.

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  12. L'inversione dei tassi americani induce a pensare che tra non molto ci sarà un problemino oltre oceano e alla vigilia delle elezioni di medio termine potrebbe non essere molto piacevole.

    Laguerra e Lesanzioni sarebbero una valida spiegazione ache per questo "inatteso" evento, ma anche un eventuale ammortizzatore considerando che potrebbero vendere più energia, finanziare riscostruzioni e produrre più armi.

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  13. Mi permetto di commentare qui, senza ripetere, anche per il post di sabato. Saperla al lavoro è una grande consolazione. Mi dispiace non presenziare al Canova oggi ma, nell'ambito del percorso "dall'interno" (o.. "dall'inferno") che sto facendo in alcune realtà, avevo già preso un impegno in contemporanea, che deve essere onorato. La prego, se possibile, di farci poi un resoconto di quanto esporrà al Canova. Ho partecipato di recente a un incontro della Lega qui a Roma. Il coordinatore in carica, per l'intera Città, ha ripetuto, in modo alquanto testuale, le metafore del suo intervento di Viterbo del 26 marzo. A ulteriore conferma che Bagnai nella Lega non conta niente e che non lo sta a sentire nessuno (#sischerza ovviamente). Grazie Senatore e buon lavoro

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  14. Ecco, io ho appena letto un articolo sul rincaro delle materie prime ed il rischio di avere cantieri, pubblici e privati a metà, che dice, testuali parole:
    "...Un rischio, questo, che con i rincari lasciati in eredità dal conflitto in Ucraina si è fatto davvero molto concreto, perché – come hanno spiegato i Costruttori nella lettera inviata sul finire di marzo a politici e tecnici – i prezzi che hanno guidato le gare d’appalto affidate mesi fa non sono più paragonabili a quelli di oggi e ora «la situazione non è più sostenibile e senza aiuti concreti l’unica strada è rescindere i contratti».

    Quindi è il conflitto in Ucraina che ha aumentato i prezzi già 15 mesi fa (come minimo). Quindi gli aumenti sul ferro, acciaio, legno, materiali edili, oro e persino beni di lusso (che non c'entrano, ma fanno sempre pendant con le follie dei mercati) io li ho immaginati a Gennaio 2021 al ritmo del 6% al mese in certi casi! Eh beh...

    Sono certo da molti, troppi anni, che ognuno dica la qualunque per coprire la propria insignificanza, soprattutto i media che scrivono sotto dettatura. Anche io ero solito farlo, anni fa.

    Sarà solo una coincidenza che il giornale cittadino sia la grancassa del PD che ha in mano la città da moltissimi anni (parlo di Brescia) nonostante sia storicamente circondato dall'opposta fazione in tutta la provincia. Una coincidenza che debba usare un capro espiatorio per giustificare cose che invece fanno capo ai sacri mercati.

    Grazie, non tanto per questa spiegazione, ma per avermi fatto leggere ed ascoltare il Dibattito per anni. È stata un'esperienza formativa e mi ha permesso di capire molte cose.

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  15. Buongiorno prof.Bagnai,sono nuova del forum l'ho scoperto da poco ma trovo i suoi interventi molto concreti e veritieri,e condivido la sua visione perché tra le tante che circolano per me è la più verosimile.
    Nel contesto attuale e con quanto potrebbe accadere in quale modo é meglio investire i risparmi,se non per guadagnare almeno per salvaguardarli dall'inflazione?

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  16. Meno male che ogni tanto possiamo leggere concetti, dati e parole di ragionevole buon senso, grazie a Lei.
    Irrinunciabile la lettura del post, in questi tempi tristi e pericolosi.

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  17. Avevo intuito anche se mi havevo dimenticato certe cose che già ci avevi spiegato in alcuni interventi ar Senato.
    Mo' è tutto claro, cristallino! Denghiu!
    Carino er video del 2015, pensa che non lo avevo, colpevolmente, archiviato o forse si ma non ricordo!

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  18. Mentre ancora ci occupiamo del neoliberismo, passare al neofeudalesimo in salsa hi-tech sarà un attimo... #IDPay

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  19. A proposito, che mestiere faceva Stoltenberg tra il 2001 e il 2005? E che mestiere fa adesso?

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