martedì 16 novembre 2021

La prima decade

 (...come dicono quelli istruiti, quelli che dicono eleggibile invece di ammissibile. In realtà non sono dieci giorni, ma dieci anni, cioè un decennio...)

Esattamente dieci anni fa, il 16 novembre del 2011, aprivo questo blog con questo articolo le cui vicissitudini vi sono state narrate in quest'altro articolo. La tesi sostenuta, così scandalosa che quelli bravi si rifiutarono di pubblicarla, salvo poi farla propria quattro anni dopo con l'onestà intellettuale che immaginate (cioè senza minimamente dar conto di chi l'aveva proposta in anticipo: e non c'ero solo io!) era che la crisi in cui eravamo allora invischiati e da cui non siamo usciti fosse principalmente una crisi di finanza privata, non pubblica, e in particolare di debito estero, non (necessariamente) pubblico. Chi c'era lo sa, per chi ancora non lo sa forse è un po' tardi, e poi ora ci sono altre preoccupazioni più pressanti, mi rendo conto...

Nello stesso giorno succedevano due cose: questa e questa (per i pigri, quelli che il ditino je pesa, porelli, e non cliccano sui link: l'arrivo di Monti e l'arrivo dell'austerità).

Sono stati dieci anni di dibattito, anzi, di Dibattito (possiamo serenamente negare la maiuscola al ciarpame che abbiamo visto e tuttora vediamo in giro), un Dibattito archetipico, del tutto isomorfo a quello in cui siete oggi invischiati. Uso il "voi" perché per quanto mi riguarda continuo a fare lo sforzo, che facevo nel 2011, di astrarmi dalle contingenze e mettere le cose in prospettiva. Quello sforzo che nell'agosto del 2011 mi consentiva, da uomo di sinistra, di capire che il problema del Paese non era l'impiego del tempo libero da parte dell'allora premier, e oggi mi consente di analizzare il dibattito cercando di evitare gli errori del passato, primo fra tutti quello di non difendersi dagli "amici", errori in cui invece vedo con rincrescimento avvilupparsi molti di voi.

Ma non è cambiato nulla.

Non c'è una virgola da cambiare di quanto scritto da me e da voi in questi dieci anni (perché questo blog è una gigantesca opera collettiva), le vostre sofferenze (tutte) restano le mie, la mia vita è dedicata a voi così come lo è sempre stata da quando ho deciso che le ributtanti parole di Aristide (qualcuno se le ricorderà), nel loro discriminare fra un'umanità "alta", legittimata a condurre, e un'umanità "bassa", bisognevole di guida, meritavano una risposta all'altezza dell'offesa da esse portate alla common decency.

Molti di voi non sono in grado di capire (spiace) che le battaglie politiche si conducono, come tutte le battaglie che non si vogliono perdere, adattandosi al terreno e alle forze dell'avversario. Io a mia volta in questo momento non posso passare ore a spiegare l'ovvio. L'ovvio devo darlo per scontato, e in questo abdico alla mia natura di insegnante (che nulla dovrebbe dare per ovvio).

Ci sono tante cose che anch'io non capisco e tante altre che imparo ogni giorno, la mia tolleranza verso le altrui difficoltà di lettura della situazione attuale è infinita, perché questa difficoltà la condivido anch'io, come tutti, a tutti i livelli.

C'è solo una cosa che non tollero: che chi è stato qui dall'inizio (e non è assolutamente necessario esserci stati! Semplicemente, a qualcuno è capitato...) non abbia capito non gli scritti (quelli, credetemi, nonostante la loro ovvietà tecnica non li ha capiti quasi nessuno - del resto, quelli bravi ci hanno messo quattro anni! - e sono certo che qui sotto ne darete ampia prova), ma lo scrittore. Perché in questi dieci anni io mi sono offerto a voi in totale trasparenza, condividendo con voi ogni momento della mia vita, rispondendo a ogni vostra domanda, motivando ogni mia scelta tattica e strategica, inclusa la più eclatante. Questo avreste dovuto capirlo e apprezzarlo. Qualcuno non ci è proprio riuscito: spiace, ma se ne intuiscono le ragioni. Chi mal fa, mal pensa. I traditori, gli infimi, hanno la mente offuscata e la favella intorbidita dal sospetto. Ho imparato, negli anni, e grazie al dialogo con (alcuni di) voi, a capire qual è la matrice antropologica della tabe che corrode la nostra democrazia, il cosiddetto grillismo: il sospetto e la sfiducia di chi teme di essere fregato, perché appartiene al popolo silenzioso dei piccoli dottor Livore che si sentono legittimati dal proprio fallimento esistenziale a tirare il pacco agli altri, e quindi, in modo piuttosto naturale, sono portati a sospettare che chiunque voglia tirarlo a loro. In fondo, questa è la ripugnante radice dell'ansia di "disintermediare": il non fidarsi di chi abbiamo chiamato a rappresentarci.

Ma il mondo è complicato, necessità di rappresentanza e mediazione, e chi vi insegna il contrario vuole semplicemente fottervi, così come chi, in un allucinato delirio di onnimpotenza, vede tradimenti a ogni cantone (e li usa per giustificare i propri, la cui matrice è, sempre, la pochezza umana).

Non ho mai cercato il vostro consenso come scrittore, non lo sto cercando come politico. Stavo bene dov'ero, sto bene dove sto, starò bene dove starò. Chi è sufficientemente intelligente da comprenderlo sarà anche sufficientemente conseguente da trarne le debite conclusioni. Non siete, fra l'altro, nemmeno voi a decidere dove dovrò stare in futuro, ma qualsiasi cosa succederà mi troverà pronto e ovunque sarò resterò quello che sono e che a quasi sessant'anni non posso certo pretendere di smettere di essere.

Tutto qua.

E ora mi accingo a pagare a caro prezzo il piacere che mi sono permesso, e non potevo non permettermi in un giorno come questo, di spegnere il telefonino per passare 25 minuti con voi...

101 commenti:

  1. Grazie professore, grazie a lei sono riuscita a capire perché tante cose non mi tornavano. Il suo blog e il suo lavoro è prezioso. Con grande stima. Anna maria

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  2. Grazie. Anche e soprattutto di ricordarci il bello che abbiamo e possiamo avere.

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  3. Grazie !
    Una singola piccola parola ...
    Mariella

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  4. Grazie!
    Una singola piccola parola....
    Mariella

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  5. Grazie. Mi sono sempre sentito confermato dalle sue riflessioni. Dovrei darle del tu, come abitualmente si usa tra militanti della stessa parte politica, ma da ingegnere ultrasessantenne non me la sento proprio.

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  6. Grazie. Mi sono sempre sentito confermato dalle sue riflessioni. Dovrei darle del tu, come abitualmente si usa tra militanti della stessa parte politica, ma da ingegnere ultrasessantenne non me la sento proprio.

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  7. Io sono uno che è capitato per caso, e grazie a un post di Lerner. Giuro che molti passaggi, specialmente tecnici, sono stati non solo indigesti,e ancora non li capisco, ma ancora incomprensibili, colpa mia per allergia alla matematica! Comunque entriamo nella ventesima decade, anche se l'età ci aiuta, sono più giovane di lei di quindici giorni, la voglio rileggere alla conclusione della seconda decade e un lustro.
    Comunque, GRAZIE!

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  8. Felice di essere il primo a fare a Lei e al Blog gli auguri di Buon Decennale. Non fui fra i primi a leggerla, occupato com'ero a districarmi con la durezza del vivere e con l'impressione di aver sprecato vent'anni di lavoro trovandomi retrocesso a vile manovalanza da piccolo capo che ero coi tagli alla sanità. Lei mi ha aiutato a comprendere che ero sempre stato vile manovalanza e che Celine meritava una lettura. Mai dubitato del suo lavoro. Ci divide, forse, qualche valutazione sulle vaccinazioni, ma io non ho avuto, come già le dissi, il coraggio e la capacità di aprire un blog sui "vaccini che non ci vaccineranno". E mi trovo qua, ad ascoltare Geza Anda ed il K503 di Mozart in Do Maggiore, sospeso, ma coerente con me stesso. Auguri Prof. Che il vento le sia, sempre, favorevole. E che, per una volta, abbia meno ragione su come andrà a finire.

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  9. Chi ha aperto gli occhi e ha fatto maturare le coscienze di molti, merita fiducia. Io condividendo i fini della sua battaglia, non posso che sostenerla.
    Goofy è un mondo. Grazie a tutti quelli che hanno permesso questo, in primis a lei Senatore, gliene sono infinitamente grato.
    GB

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  10. Alberto nonostante il periodo sia fra i più cupi che Io ricordi, mi sento solo di ringrarti, e rincuorarti che anche molti di noi svuotano la loro piscina col cucchiaino, in attesa di tempi migliori.

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  11. Una sola parola: GRAZIE.
    Per tutto quello che ha fatto, sta facendo e -sono sicuro- continuerà a fare.
    Ma anche per tutto quelo che ho umilmente potuto imparare, frequentando questo straordinario contenitore, per la verità solo dal 2014, avendolo "scoperto" -purtroppo- in quell'anno e non prima, ai suoi albori.
    GRAZIE.

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  12. 10 anni sono volati da quando inciampai sul blog, non ricordo più come.

    Tra latte, lutti, lotte e letture sono ancora qui, a rinnovarLe la mia stima come ho fatto tempo fa.

    Temo e spero che ci aspettino altri 10 anni insieme, in un infinito #combattere.
    Alla prossima dècade allora!

    Grazie, di cuore, di tutto.

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  13. É un piacere averla come rappresentante del collegio di Pescara.

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  14. Sono tra quelli che non ci sono stati dall'inizio, ma si sono aggiunti, invero, tardivamente.

    Ma questo decennale mi smuove qualcosa nel profondo.

    Questo è il mio primo commento in questo blog e non lo sprecherò di certo scrivendo molto, scrivendo densamente nel tentativo di dire qualcosa di più, o scrivendo per il gusto di farlo.

    Il mio vuol'essere solo un grazie a Lei (ed a tutti quelli che insieme a Lei hanno condiviso questo percorso intellettuale) per la forza, il nitore e la probità con cui è stato condotto questo Dibattito (che non è per nulla solo economico, ma decisamente di più ampio respiro).

    Per questo avrà sempre la mia stima.

    Grazie e buon Decennale.

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  15. Caro Senatore, grazie per i 25 minuti.

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  16. É un piacere averla come rappresentate del collegio di Pescara.

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  17. Io sono fra quelli della prima ora (ma non primissima). Una sola cosa ho capito: il tuo metodo è quello corretto e chi ha un minimo, solo un minimo di onestà intellettuale non può non riconoscerlo. Mi (ci) hai insegnato sopratutto a guardare il quadro d'insieme senza perdersi nei dettagli. Non guardare le singole pennellate giudicandole una per una ma godersi tutta l'opera, almeno fino a dove si può ragionevolmente arrivare.
    A me hai cambiato il modo di vedere le cose mettendole nella giusta prospettiva e di questo ti sarò eternamente grato.
    Con affetto.
    Gianmario

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  18. Io sono fra quelli della prima ora (ma non primissima). Una sola cosa ho capito: il tuo metodo è quello corretto e chi ha un minimo, solo un minimo di onestà intellettuale non può non riconoscerlo. Mi (ci) hai insegnato sopratutto a guardare il quadro d'insieme senza perdersi nei dettagli. Non guardare le singole pennellate giudicandole una per una ma godersi tutta l'opera, almeno fino a dove si può ragionevolmente arrivare.
    A me hai cambiato il modo di vedere le cose mettendole nella giusta prospettiva e di questo ti sarò eternamente grato.
    Con affetto.
    Gianmario

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  19. È stata ed è una fortuna averla incontrata.
    Anche una discreta fatica.
    Grazie.

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  20. Buon compleanno a chi c'era, a chi c'è e soprattutto a chi ci sarà.

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  21. Buongiorno Prof.!

    Penso che in questi anni molto duri per moltissimi di noi sia davvero facile esser preda di frustrazione, sconforto e risentimento verso il prossimo. Mentirei se dicessi che questi sentimenti non hanno fatto (e fanno tuttora) presa sul mio animo. Osservandomi con onestà, non posso che scorgere una profonda vena di misantropia sviluppatasi in questi anni (che sono coincisi con il mio passaggio da ragazzo ad uomo adulto).
    So che in questa condizione è facilissimo finir preda di astio e cattiveria.
    Forse la mia salvezza è nata quando sono riuscito a dare il giusto valore ai gesti di gentilezza, compassione e bontà che ho avuto la fortuna di ricevere, anche da parte di estranei.
    Mi sento ancora attorniato da una maggiornaza di persone di cui non condivido il modo di sentire, pensare e agire. Spesso sono disgustato dalla società in cui vivo.
    Ma cedere al livore sarebbe rendere una ingiustizia a coloro che mi hanno donato un pezzo di carità e quindi provo a resistere ogni giorno.

    Grazie per aiutarmi a resistere ogni giorno caro Prof.!

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  22. Grazie di tutto, davvero di tutto. Sono stati dieci anni importanti, e chissà quanti ancora ce ne saranno.
    E voglio confessarti una cosa: a parte l'orgoglio di averti fatto conoscere un grande pezzo di L. Olivier, una vera aria d'opera, quando chiedesti un elenco dei dieci post che avevamo preferito mi attenni a quelli economico/politici per restare nei temi di dibattito, ma la verità è che quelli che sono rimasti nella mia mente sono le storie familiari, ho visto discussioni, situazioni, ho immaginato, ho sorriso e... e mi son sentito di casa.
    Grazie

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  23. Semplicemente grazie! Grazie per quello che ha fatto per quello che sta facendo e, ne sono sicuro, per quello che ancora farà. La gente come lei non molla mai!

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  24. In questi dieci anni tanto è cambiato, ma sicuramente mai la stima e la gratitudine nei suoi confronti. Non le nascondo che molte cose non mi sono chiare ma mi applico. La cosa sconfortante è che attorno a me ci sono tante persone che non hanno capito nemmeno un decimo di quello che ho capito io in questi dieci anni, quindi spesso ho la sensazione di vivere in un altro mondo.
    Alessio

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  25. "Tutto qua" mi pare di averlo già sentito...
    Era il 13 Ottobre 2020, audizione del Capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia al Senato: Eugenio Gaiotti, rispondendo ad una domanda del senatore Bagnai su come viene creato il denaro dalla BCE, chiudeva così la sua breve spiegazione:
    https://twitter.com/AlbertoBagnai/status/1315896080375128065
    Direi che i 10 anni di goofynomics possano essere rappresentati in queste sole due parole

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  26. "mia tolleranza verso le altrui difficoltà di lettura della situazione attuale è infinita, perché questa difficoltà la condivido anch'io". Dopo un anno circa, sono sempre in salita. Leggo ed ascolto ciò che ha/avete scritto sempre sicura che la conoscenza sia apertura mentale. Grazie, mille volte grazie. Ci arriverò, forse. Mi ha insegnato tanto

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  27. Felice di averti incontrato nel mezzo del cammin di Nostra Vita.....ovunque andrai....ci saremo.....sempre a destra.....scritta da una mancina

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  28. Tanti Auguri Goofynomics. Quando spegni le candeline esprimi un desiderio, chissà che...

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  29. Un grazie di cuore (e di testa) per questi anni letteralmente incredibili. Anche io, a quasi 50 anni, "so quello che sono (...) e non posso certo pretendere di smettere di essere". Proprio per questo sono ancora qui con Lei. Un abbraccio. Dario

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  30. Un grazie di cuore (e di testa) per questi anni letteralmente incredibili. Anche io, a quasi 50 anni, "so quello che sono (...) e non posso certo pretendere di smettere di essere". Proprio per questo sono ancora qui con Lei. Un abbraccio. Dario

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  31. Carissimo Senatore, nutro verso di Lei un profondo senso di gratitudine al quale si aggiunge un sentimento di forte stima : per le cose che ha scritto, per quelle che ha detto e soprattutto perché Lei contribuisce a tenere viva in me la speranza di poter rivedere, in Italia, una classe dirigente all'altezza, tecnicamente e umanamente, dei compiti che sarebbe chiamata ad assolvere.

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  32. Mi annetto candidamente al novero di coloro cui accade, con discreta frequenza, di non capire, ma sono ancora qui e, se lo sono, è perché ho dato e do credito allo scrittore prima che allo studioso (davanti al quale il cappello è comunque giù).
    Niente grillismo, poche intemperanze su Twitter (ma non La tangono), niente grazie (suonerebbe sgradevolmente retorico).
    Rimango, confuso, alla finestra - Dio mio, quanto pesanti questi popcorn! - e spero.
    Con stima.

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  33. Per me Alberto, tu sei e sarai sempre un maestro.
    Per questo ho sempre sostenuto, negli anni, che chi metteva in discussione la buona fede tua (e di Claudio), non aveva più nulla da dirmi.
    Ringrazio regolarmente il Cielo per la tua esistenza e il tuo lavoro e posso offrirti una sola cosa: la certezza che tutto quello che hai fatto in questi 10 anni non è stato vano. Da qualche parte, c'è qualcuno che ha riconosciuto nella tua opera di divulgazione un capolavoro, che ha offerto a chi lo sa e lo vuole studiare uno strumento impareggiabile di lettura della realtà.
    Grazie e ti prego, non mollare mai.

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  34. Le sono infinitamente grata per avere scelto la difficile strada della politica nel nostro paese. Un silenzioso quotidiano grazie

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  35. Grazie Professore, per i 10 passati e per i prossimi che verranno, aspettando con immutata stima ed aumentata intelletuale voglia di leggere il suo prossimo post!

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  36. Quando fu introdotto l'euro ero a Parigi. Andammo al cinema, davano Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain. Pagai in franchi e ottenni euro, ne fui molto contento. Allora ero favorevolissimo all'integrazione europea e all'euro. I franchi sparirono in un battibaleno e la transizione fu facile e veloce. Detti credito a Prodi sul giorno in più e in meno e ci furono tanti piccoli vantaggi come comprare in Germania via internet a prezzi migliori che nel negozio sotto l'angolo. A poco a poco queste convinzioni furono mese a dura prova dalla realtà. Vedevo lo smantellamento della industria italiana, la svendita delle banche, il tracollo dell'edilizia e in generale una crisi di cui non riuscivo a capire la causa prima. Vedevo anche il mercato del lavoro in cui si inserivano i miei figli e i loro compagni di scuola sempre più asfittico, precario con un lento ma crescente imbarbarimento delle condizioni di vita e di lavoro. Vedevo uno spreco enorme di vite e di intelletti che molto avrebbero potuto dare e che nella migliore delle ipotesi riuscivano a garantirsi una precaria sopravvivenza. Avevo condiviso sogni e illusioni del '68 ma non avrei mai pensato di ritornare a grandi passi verso il primo ottocento. Votavo a sinistra con sempre minore convinzione. Poi ho scoperto il blog e tutto mi è risultato chiaro. Ho messo più tempo a liberarmi dell'antipolitica, grillina e non. Di questo mi cruccio perché avevo tutti gli strumenti per rendermi conto che era tutto un bluff ai nostri danni. Quando Alberto ha passato il Rubicone l'ho seguito con entusiasmo, come ho seguito con entusiasmo i Goofy. Ora siamo nella selva oscura ma ho fiducia che Post tenebras lux. Un grande grazie ad Alberto per quello che ha fatto e che farà. Questo castello di euro crollerà, speriamo prima che poi e speriamo di arrivarci non troppo ammaccati.

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  37. Io sono arrivato poco più di 5 anni in ritardo, ricordo ancora la data come un evento memorabile nella mia vita: 5 dicembre 2016. Il mio vanto è di aver riconosciuto subito la luce che emanava da queste parole, nonostante fosse in conflitto con tutta la propaganda in cui ero immerso.
    Assolutamente d’accordo con lei: ritengo che il credito di fiducia che lei merita dipende proprio dall’essersi lasciato conoscere come persona.
    Tuttavia, mi preoccupa la debolezza politica delle nostre posizioni, dentro e fuori dalle istituzioni e dai partiti.
    Ho apprezzato tantissimo l’intervento di Nello Preterossi al Goofy 10: anch’io ritengo che la battaglia sia per conquistare una certa egemonia culturale (o almeno abbattere quella attuale) e che, dopo un lungo processo di compressione dei diritti [dapprima] sociali e [dopo] politici, adesso si sia arrivati alla necessaria riduzione anche di quelli civili. Ben venga se questo aiuterà qualche coscienza in più a svegliarsi e ribellarsi.
    Però, sono proprio preoccupato per il futuro in cui dovranno crescere i miei figli. Noi sappiamo che il fascismo storico è stato sconfitto, ma non sappiamo se questa egemonia lo sarà.

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  38. Per la sua trasparenza, appunto, per la sua vicinanza, per tutti i riferimenti (letterari, musicali, storici, politici, umani), per le impagabili e irripetibili vittorie der cavajere nero e le innumerevoli risate strappate a questi anni bui, e soprattutto per essersi preso la briga ("e di certo il gusto") di aprire in solitaria "er Dibbattito" e di portarlo ancora avanti con lo stesso coraggio, la stessa lucidità e la qualità dei primi articoli, la ringrazio profondamente e la saluto con affetto.

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  39. Grazie Pof! I suoi libri,i suoi post,i suoi video mi hanno
    aperto un mondo sconosciuto,prima i giornaloni e cinegiornali ma i neuroni spenti, poi Lei e di colpo la luce.
    Tanti auguri GOOFYNOMICS!

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  40. Dopo 10 anni mi ritrovo ancora su questo blog per esprimerle tutta la mia gratitudine, per ciò che ha fatto e per ciò che ancora farà per il bene di questo Paese. Grazie.

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  41. Io non partecipo al Dibattito da 10 anni ma negli ultimi 4 seguo i nuovi post di questo blog con la stessa ansia di quando, a 14 anni, aspettavo l'uscita di Teletutto.
    Ciò detto, la logica, l'ironia (per chi la capisce) e la lucidità con cui ci ha fatto capire le dinamiche economiche e politiche di questo paese non hanno eguali.
    Per quanto mi riguarda poi penso che fare tutto questo senza la pretesa di piacere, con tutto quello che può conseguire in ottica di appagamento del proprio ego, sia la caratteristica che rende questo blog diverso da qualsiasi altra pagina di divulgazione e quindi essere ribattezzato sen. Alberto Bannai deve essere considerato uno, tra gli altri, motivi di merito.
    Grazie.

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  42. E lei, professore, quando cominciava questo blog avrebbe mai pensato che il post della prima decade sarebbe stato scritto da un senatore, responsabile economico della Lega?
    La vita è affascinante e imprevedibile.
    Grazie per quanto lei si è speso e, personalmente, per gli strumenti che mi ha dato e per le tante cose che mi ha fatto capire.

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  43. Un grazie immenso Alberto, ho avuto l'onore di essere approdato a questo blog nel 2012 e questo fatto mi ha aperto la mente, mi ha fatto capire un sacco di cose, mi ha riconciliato con i miei studi di Economia all'università, soprattutto è stato un faro per capire la realtà, il futuro, gli esseri umani, una vera scuola di vita. Purtroppo Alberto hai indovinato anche sul fatto che saremmo arrivati ad una svolta autoritaria per sostenere l'euro come metodo di governo. Adesso ho davvero paura per il futuro, come vorrei tornare al 12/12/2012 al meeting di Parma ed il giorno dopo a Bologna a pranzo in riunione con i primi iscritti: c'era la speranza che la conoscenza avrebbe aiutato il dibattito ed avrebbe portato a qualche correzione.
    Comunque vada Alberto ti ringrazio immensamente per il contributo di conoscenza della vita che mi hai dato, un arricchimento impareggiabile.
    Ti auguro e mi auguro altri decenni di Goofynomics, senza questo blog ed il dibattito che ne è conseguito la situazione sarebbe ben peggiore.
    Voglio aggiungere che come hai spiegato tu il fattore antropologico del grillini e dei disastri che ha portato a questo paese nessuno lo ha fatto in modo così magistralmente unico: ma l'elenco degli arricchimenti che ci hai dato richiederebbe un tempo ed uno spazio infinito.
    Grazie Senatore Bagnai sono stati dieci anni importantissimi per tutti noi ed io ti seguirò qui e su qualunque piattaforma per i prossimi, che si preannunciano essere molto complicati.

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  44. Buon compleanno. E grazie per combattere ogni giorno anche per noi.

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  45. Grazie del calice di insegnamenti al quale mi sono dissetato in questi anni. Ti ho seguito e ti seguirò perché c'è ancora tanto da fare.

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  46. 10 anni, già. Devo ringraziare in maniera indiretta il nostro caro Donald :) se sono arrivato qui e ci sono rimasto. La battaglia è ancora lunga e non si vede la fine. Comunque tanti a auguri al blog, che mi ha aperto un piccolo squarcio di luce nell'oscurità.

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  47. Onore a un grande guerriero! Abbiamo la chiave di lettura per riconoscere i veri nemici. Ci hanno ignorato, poi deriso, ora ci combattono e il conflitto sarà lungo. Boia chi molla.

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  48. Dall'intervista di due ore e passa sul blog Byoblu di Messora attraverso il quale la conobbi ad oggi, con in tasca una tessera di partito, mai avuta in 66 anni di vita, per un giusto e doveroso seguito. Ho detto tutto. Un onore aver partecipato a tanti Goofy a Montesilvano.

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  49. Grazie anche da parte mia. Ad maiora!

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  50. Grazie.
    Un suo lettore che ha tanto da imparare...
    Ben

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  51. L'ho scoperta tardi, ma in tempo per aiutarmi a capire.
    Grazie Professore.

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  52. Avrei tante cose da aggiungere ad un semplice grazie, ma penso che sia sufficiente.
    Sono qui dal dicembre 2011, ho imparato tanto e non smetto di farlo, in fondo goofynomics è un po' come l'euro: non un semplice blog, ma un metodo di apprendimento.
    Paolo

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  53. Ero ignaro in quel novembre, avrei dovuto aspettare l'estate successiva per conoscerla.

    Quando inciampai nella richiesta di un giornalista come Claudio Messora di contribuire alle spese per una intervista ad un economista non allineato, non ebbi dubbi.

    Quei 10 euro furono ben spesi, mi cambiarono la vita, regalandomi un paio di occhiali nuovi per guardare la realtà e come per incanto tutto cominciò ad essere più chiaro.

    Grazie professore per questi 10 anni: se tra altri 10, la nostra Italia sarà migliore sarà anche grazie a Lei, a Claudio Borghi, agli altri esponenti della Lega ed a tutti noi che con voi siamo diventati dei cittadini migliori.

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  54. Grazie. Soprattutto per i suoi insegnamenti di vita. Quelli sull'economia, inizialmente preminenti, sono stati superati dai primi.

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  55. Carissimo, ho l’onore di poter dire che questa “decade” me la sono vissuta tutta, sin dal primo post e dal primo Goofy all’Università di Pescara. E lo considero un onore perché mi ha dato l’opportunità di affinare gli strumenti per comprendere più in profondità la vera portata della crisi in cui ci trovavamo e ancora siamo (aldilà dei dettagli tecnici, che sicuramente più di una volta mi sono sfuggiti).
    Oggi i temi che prevalgono nel dibattito sono altri, ma sostanzialmente non è cambiata la direzione in cui ci stanno trascinando, anche se mi pare che la spinta verso l’accentramento e la sincronizzazione del pensiero unico sia sempre più potente e accelerata. La violenza di questa spinta è tale che mi riesce difficile comprendere quale possa essere la via per resistere e rispondere a livello collettivo, e il terreno su cui vi state muovendo mi sembra un campo minato. Posso soltanto ribadire la fondata fiducia che ho maturato in questi anni nella tua persona, che rimane ben salda e non dipende da quelli che potranno essere gli esiti di questa difficile impresa.

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  56. Grazie di tutto, del tempo dedicato, del rispetto per l'Uomo che le sue azioni dimostrano, della infinita pazienza, dei profondi insegnamenti, della condivisione, dell'onestà, del coraggio, della persistenza e delle risate che aiutano a sdrammatizzare. Grazie per essere rimasto se stesso e continuare a condividere le sue opinioni e comprensioni. Mi è di grande conforto e aiuto perché so di non essere sola nella battaglia per la libertà che anche io non smetterò mai di combattere. Paola

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  57. Grazie, semplicemente grazie di ogni singolo minuto che ci ha dedicato, per farci capire, per farci aprire gli occhi sulla verità delle cose, su come va il mondo. È un grande Uomo e combatterò al Suo fianco tutte le battaglie perché, come ho già avuto modo di dirLe, so che Lei sarà sempre dalla nostra parte. Io mi fido. Tiziana

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  58. Potrei dire tante cose su questo blog e su come ha rivoluzzzionato la mia vita (oltre che il pensiero), ma sarebbero tutte piuttosto personali, non interesserebbero a nessuno e in ogni caso molte già le sai, quindi sticazzi. Quindi grazie.

    Giulia, fu _polemicamente (mi dissocioh da quella che ora si aggira su Twitter col mio vecchio nome!)

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  59. Senza passare per i social ho trovato anche questo post, un paio di volte al giorno un giro qui lo faccio sempre. La distanza, fisica, elimina ogni elemento di soggettività del giudizio, che era e resta ovviamente entusiasta.
    In dieci anni succedono tante cose, e tante me ne sono successe, qualche giorno fa ho rischiato seriamente di non alzarmi dall’asfalto sul quale ero inopinatamente caduto. Ma soprattutto, pur avendo capito poco o pochissimo delle tue ‘lezioni’ ho cambiato prospettiva; guardo il mondo, la realtà, gli altri in modo diverso, che è un attributo differente rispetto a migliore/peggiore, da prima. E come potrei esimermi dall’esserti imperituramente grato per questo?
    Mi auguro che tu possa continuare ad essere benevolente nei miei/nostri confronti, di poter continuare a leggerti, ciò detto grazie di cuore.

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  60. Buon compleanno. A questo "luogo" di verità e di coerenza dove, purtroppo, passiamo ormai di rado. La strada è lunga e difficile, ma per molti è partita da qui e chi ancora la segue rischia perfino di arrivare, prima o poi. Un augurio e una speranza.

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  61. La conformazione del campo di battaglia è decisa ormai interamente dal nemico: adattarvisi permette a malapena di stare a galla. Tante battaglie sono state perse, tante se ne perderanno. Ma nel frattempo tanto chi si risveglia di propria iniziativa, quanto chi viene bruscamente travolto dal sistema, qui ha trovato e troverà una lettura sensata della realtà, ed una speranza per il futuro.

    Chissà quante generazioni dovranno alimentare la macina diabolica del progressismo cieco, e quanti campi di battaglia si cambieranno, sempre in peggio, prima che la speranza possa allargarsi di nuovo.

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  62. Buon compleanno. Ho scoperto il blog 5-6 anni fa e ho imparato da allora veramente tanto

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  63. Salve, io sono arrivato relativamente tardi al Dibattito e non credo di avere gli stessi strumenti di comprensione che hanno altri lettori.
    Ciònonostante, quest'opera titanica ha cambiato il mio modo di vedere le cose: mi ha, infatti, regalato un metodo di analisi.
    Ed in un certo senso ha anche cambiato un po' la mia vita, dato che il suo blog e Il tramonto dell'euro mi hanno indirettamente spinto alla militanza in un partito politico nel paese in cui vivo, scelta che mi riempie di amarezze (soprattutto) e di gioie (una volta ogni tanto).
    Ho deciso da circa un mesetto - complice il vizio del fumo ed un'ernia del disco - di leggerla, questa opera.
    Non per intero, sarebbe impossibile scorrere tutti i commenti e tutti i links; d'altro canto leggere dopo non è affatto lo stesso che farlo durante!
    E poi, non sempre leggere equivale a capire...
    Ma dalla lettura ho acquisito ulteriori, utilissimi, strumenti.
    Le racconto ciò solo perchè ogni volta che mi immergo in questo piacevole percorso non riesco a non pensare al mare di tempo che lei ha sottratto alla sua vita personale ed a quella dei suoi familiari, per regalarlo a noi.
    Per cui, anche se l'ho già fatto tante volte, volevo approfittare di questo decimo compleanno, di questa importantissima ricorrenza, per ringaziarla sinceramente.

    Tanti auguri Goofy!

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  64. Spero che riesca a sentire il sostegno dei tantissimi, parte di questa opera collettiva, che le sono grati e apprezzano lo straordinario lavoro che sta facendo. Ancora grazie, di tutto.

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  65. Senatore per Lei immutata stima ed eterna gratitudine, comunque andrà a finire. Già perchè la violenza selvaggia del progetto politico che gli Europei subiscono da tanto, troppo tempo, lascia intravedere finali tutt'altro che lieti. La comprensione della terza dimensione della Storia non permette a molti di chiedersi come nascano i Mattatoi della Storia. Lei assieme a coloro che si sono messi di traverso alla follia paneuropea state rischiando molto più che il posto di lavoro, la reputazione, la serenità... Paneuropa è una strada imbrattata dal sangue dei martiri della libertà. Sangue vero. Chi sputacchia provando a dire "Gatekeeper", spesso inciampando sulla barbara "lingua delle scimmie", continua a non capire. Il Greenpass e la punturina sono solo una questione di metodo, per sottolineare come il progetto di annessione sia del tutto antiumano ed intrinsecamente mefistofelico. Ci vuole davvero molto coraggio per opporsi ad un apparato di invasati pericolosi che nei decenni ha infiltrato ogni aspetto della vita democratica, non ultimi i mezzi di comunicazione sociali, in cui tanti narcisisti patologici giocano a fare la rivoluzione delle tastiere, disfattisti per invidia, perchè difettosi di palle.

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  66. Un lungo cammino pieno di scoperte.

    Buon megacompleanno.

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  67. Auguri professore. Complimenti per tutto quel che fa. La seguo discretamente, con difficoltà, condivido molto di quel che dice. Mi arrampico, da medico, nell'ardita conoscenza della micro e macro economia, che mi duole dire essere determinante anche nel mio lavoro, oltre che nella vita, e per me lei è stato un grande aiuto. Molta gente, silenziosamente, prudentemente, la segue. Ma intanto ... auguri!

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  68. Mi ha sempre infastidito il tono saccente, ma alla fine ha avuto ragione lui su tutto

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  69. 10 anni intensi, visto che Monti e l'austerità mi hanno "sdraiato". Grazie a te e a questo blog (spesso i commenti sono allo stesso livello dei post) ho imparato molte cose di economia (ma anche di storia, letteratura, musica...) che non conoscevo e l'ho fatto divertendomi. Ho imparato anche a conoscere il tuo caratteraccio (qui divertendomi meno) ma a les copains si perdona tutto, anzi gli si vuole bene soprattutto per i loro difetti. Un buon compleanno anche da parte mia.
    Ps Io sono arrivato a leggere questo blog, credo tra i primi, attraverso la ricerca su google "quanto costava un caffè prima dell'euro?". Anche Brin&Page hanno fatto qualche cosa di buono.

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  70. Fare gli auguri per il decennale del blog per me è una gioia. Averlo scoperto fin da subito e averlo potuto seguire in tutto questo tempo è stato un grande appiglio per il mio animo irrequieto e, ad essere onesti, è la cosa che più mi manca in questo ultimo periodo. Non sono state solo "lezioni" di economia, ma soprattutto proposta di un metodo per affrontare gli ostacoli e le difficoltà che questo sistema eurocrate ci impone. Perciò grazie per avermi fatto sentire meno sola nel mio angolo remoto di mondo.

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    1. ...dove spero di raggiungerti presto. Ma essendo diventato importante, mi aspettano ai tavoli importanti: non sanno che la mia tavola preferita è quel masso sulla riva est del Lago Vivo, e la mia compagnia preferita è nessuna compagnia. Vedi la vita come ti punisce?

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  71. Al di là delle illuminanti lezioni di economia e politica, forse quella umana è stata la più preziosa per me, proprio per via della totale trasparenza con la quale si è offerto. Quando ho iniziato a leggere questo blog non erano anni semplicissimi per me, e constatare che anche una persona lucida e capace, come quella che allo stesso tempo è riuscita a scrivere tutte queste brillanti pagine, insegnare all'università, suonare e incidere dischi di livello, e prendersi cura della propria famiglia, potesse attraversare momenti di insicurezza e difficoltà, mi ha tolto molti alibi e mi ha ricordato che anche se il tempo è sempre poco, non bisogna mai interromepre la recherche. Anche nel nostro piccolo, riuscire a mettere ordine tra le proprie idee può fare molta più differenza di quanto possiamo immaginare. Molta più di tanti gesti eclatanti. "Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi" diceva qualcuno. Grazie Prof. e buon compleanno a Goofynomics!

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  72. Grazie ancora! Ringraziare è poco , è il minimo. Nel mio piccolo la incoraggio a non mollare. Solo gli alti Valori che La ispirano potranno salvarci... Speriamo bene! (più che altro è per i nostri figli che temiamo).

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  73. Non conto niente - e non ci conosciamo - ma ci sono anche io.
    Nell'attesa del container (;D) ho deciso di dedicarmi ad amare chi mi è vicino e assaporare ogni singola contraddizione di questi tempi.

    Grazie Professore Senatore

    C (aka gregorybateson)

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  74. Faccio mia la seconda parte del commento di Totuccio.
    Il tono insopportabilmente saccente, invece, è precisamente quello che mi ha permesso di mettere a fuoco un mucchio di cose per le quali ti sarò sempre grato.
    Un faro nella notte.

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  75. Buon compleanno al Blog e a quello che rappresenta e che ha rappresentato. Senatore Bagnai, non si lamenti troppo spesso, via . Coloro che la seguono e stimano, ma che non la comprendono, non possono accontentarsi di un invito fideistico a "lasciar fare". E' giusto scetticismo: lo esercitano in dosi variabili a seconda dei colpi asimmetrici che subiscono. "Le stesse cose ritornano": tornerà anche lei Senatore e alcuni non ci saranno piu', quelli romantici che pensano che certe guerre si possono anche perdere , soprattutto se sono sicuramente perse, ma fa' piacere vincere la Battaglia .
    Li accolga e li ritroverà intellettualmente e nell'affetto , forse in altri abiti Politici o semplicemente agnostici.
    Lei Senatore non deve giustificare nulla . Chi glielo chiede sbaglia e non conosce ne Bagnai na la Politica . Lei e Claudio avete fatto tanto per questo paese. Nel 2012 a maggio nessuno voleva sentire parlare di strampalate "eresie ". A novembre 2013 in Missori non si riusciva a entrare per la folla, e il Segretario Federale ancora non lo era . Ma aveva compreso che la strada era seguire voi.
    Il resto sono 30 punti di storia di cui lei e Claudio avete il pieno merito, non altri.
    Buon decennale Senatore.

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  76. Grazie, Alberto. Mi piacerebbe poter allegare una foto della moneta da due che mi è capitata tra le mani appena adesso. Commemorativa della costituzione europea. Tanto per parlare della verità, della propaganda...

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  77. E niente. Un vero maestro decide quali cose sono importanti perché conosce la materia e gli allievi, quindi bisogna ringraziarlo. Sempre.

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  78. Non c'entra con il post, me ne scuso, ma al prossimo goofy mi piacerebbe ascoltare cosa Marcello Foa avrà da raccontarci su come funziona l'informazione vissuta dall'interno della RAI. In fondo è grazie a lui se sono arrivato su questo blog e, contrariamente a molti (sì, i soliti) che sui social lo attaccavano per non avere "fatto qualcosa" o cambiato nulla, ho sempre promosso il suo libro e i suoi contributi video. Questo del 2017 in particolare mi è stato molto utile rivederlo a inizio pandemia https://youtu.be/BTI9CyPBGQs (dal min. 29.40).

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  79. Gentile Professore.Mi associo,con piena convinzione agli auguri per i dieci anni del blog ed ai ringraziamenti a tutti i partecipanti.Ho potuto chiarire tanti aspetti e non solo della politica. Ma voglio ringraziare Lei in particolare come Senatore per come ci informa sugli argomenti in discussione e perche' e la prima volta che mi sento rappresentato come desidero. Le sono grato per IL tempo che ci dedica e confido che continui a lavorare per il nostro Paese in questo delicato momento.La presenza Sua e dell'onorevole Borghi in Parlamento mi da in po'di tranquillita' e speranza.

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  80. E' bello rileggerti dopo un po' di tempo, si vede che ci vuoi bene. Auguri a te, a me che arrivai dall'inizio di questa avventura ed a tutti noi.
    Non ho capito molte scelte fatte dal tuo partito soprattutto dopo la formazione del governo Conte 1 e dopo l'ingresso nel Draghi 1 e te l'ho anche detto sia allora che ora.
    Non ho ben capito ancora, come la lega abbia perso circa 9 milioni di voti dal 2019 e non ho capito ancora di chi siano le responsabilità ma forse tu l'hai capito, in ogni caso una analisi andrebbe fatta dentro la lega, ricordo solo alcune dichiarazioni sull'irreversibilità dell'euro che coincisero con l'inizio del primo crollo e l'ingresso nel Draghi 1 col secondo crollo. Ma forse ci sono motivazioni che mi sfuggono e pertanto non faccio illazioni ma solo constatazioni.
    Vedo che la navigazione è una sofferenza per te e questo si nota benissimo in quanto non è facile sostenere certe scelte ma giustamente sono fatti tuoi, io non sono un politico e non saprei sostenere lo stress e soprattutto la convivenza con chi si pensava fosse un amico.
    Il ringraziamento per quanto hai insegnato a noi su questo blog è doveroso e la speranza che alla fine ci sia una via d'uscita è sempre viva.
    Un abbraccio Albè!

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  81. Buon pomeriggio Professore e On,
    grazie e auguri di buone Feste Natalizie.

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  82. Entrai in questo blog nel 2013, dopo un periodo di confusione inquieta nel cercare spiegazioni plausibili alla ‘austerità espansiva’ di Monti, che faceva a pugni con i miei ricordi di studi liceali ma anche con la mia percezione soggettiva. Ti ringrazio quindi ancora, Alberto, per avermi aperto uno spettro così ampio di conoscenza. Mano a mano che le letture del blog e dei testi consigliati proseguivano, la mia confusione inquieta diminuiva ma nel contempo aumentava l’incazzatura. Ringrazio pure il mio liceo scientifico dei primi anni Ottanta che mi ha dato tutti gli strumenti per poter affrontare la realtà senza troppa sudditanza intellettuale, soprattutto nei confronti delle ‘autorità’ che affollano giornalmente i media.

    Così cambiava la mia visione del mondo; tu e Claudio siete diventati poi due di famiglia, nonostante io legga sempre molto, scriva poco e mi faccia poco vedere in giro. Ebbi poi occasione di incontrarti personalmente dalle mie parti, a Montegaudio, per una serata musicale di organo e clavicembalo. Scoprii allora, divertito, che anche organo e clavicembalo possono fare a cazzotti se messi a confronto sullo stesso spartito.

    Per finire vorrei parlare di letteratura, interesse che condivido con te, diventato strumento di lavoro da quando ho cambiato città e occupazione (da qualche anno insegno inglese in un liceo romano). Astenersi quindi non interessati.
    La lettura di ‘Le Complexe d’Orphée’ di Michéa, da te consigliato - anche qui grazie al buon livello di francese appreso ai tempi del liceo - ha accompagnato il mio cambiamento interpretativo su due autori ‘inevitabili’ del Novecento, Orwell e Joyce.
    Da anglista spocchioso e ‘post-strutturalista’ che ero, Orwell mi sembrava un ottimo saggista e giornalista, ma uno scrittore di media qualità, per i troppo visibili intenti ‘didattici’ nei confronti del lettore e soprattutto stilisticamente.
    Orwell non poteva quindi confrontarsi con quello scalatore solitario delle vette testuali che è effettivamente Joyce, nella sua opera quasi impossibile di trasformazione della lingua inglese in… qualcos’altro. In questo Joyce metteva in secondo piano qualunque intento di trasmettere qualsivoglia messaggio esplicito o voluto al lettore.

    Michéa, affrontando da un altro punto di vista il concetto di ‘common decency’, tipicamente britannico e centrale nella scrittura di Orwell, mi ha spinto ad ampliare la mia visione un po’ schematizzata.
    Orwell affronta coscientemente il tema della scrittura da un punto di vista comunicativo, cercando di creare uno stile semplice e sintetico, ma non piatto o univoco, nel rispetto della tradizione favolistica, del romanzo dickensiano, della sintesi giornalistica. E’ una questione estetica ma anche antropologica, nel periodo in cui le élites intellettuali di tutta Europa simpatizzano per l’eugenetica e ‘il popolo’ viene visto come materia grezza da trasformare in un senso o un altro, fregandosene appunto di quella ‘common decency’ stratificata in secoli di cultura europea e presente anche a livello popolare.
    Joyce, nella sua sperimentazione e apparente ostilità intellettuale, rappresenta, sia nello stile che nei temi, la quotidianità minuta della ‘gente di Dublino’, persone comuni, senza qualità eccezionali e anzi in lotta con povertà materiali e morali. In ‘Ulysses’ crea addirittura una epica moderna dell’uomo comune (qualunque cosa voglia dire) ne rivendica la centralità e l’importanza in ogni atto o pensiero quotidiano condiviso con altri milioni di simili. Include anche quello che la moralità altoborghese, l’accademia elitaria, il ‘bello stile’, consideravano di secondario ordine o sconveniente perché proveniente da esperienza popolare. Oppure perché mostrava che, in atti e pensieri, i cosiddetti migliori non erano così differenti da tutti gli altri.
    Joyce pagò di persona questa sua libertà, con censure e ostracismi. Il fatto che avesse usato la classicità greco-romana nel descrivere, per dire, la massaia che va al mercato, non era a mio avviso un fattore secondario di questa ostilità nei suoi confronti.

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