martedì 1 gennaio 2019

Le illusioni (ottiche) perdute

Fine anno, tempo di bilanci.

Quello dello Stato ci ha occupato a lungo. Fedele al mio principio "rigore è quanto arbitro fischia, legge è quando esce in Gazzetta", ora potrò commentarlo con voi. A qualche comma ho lavorato, e magari potrà interessarvi sapere com'è andata, quanto lavoro c'è dietro quelle parole, anche quando non vi soddisfano.

Ma oggi mi preme soprattutto un altro bilancio, più personale, anche se non meno politico: quello della mia attività nel dibattito, svolta soprattutto attraverso questo blog. Tirare una linea, sette anni dopo, non è facile. Cosa mi proponevo con questo blog? Mi sono avvicinato all'obiettivo? Cosa posso fare per avvicinarmi ulteriormente? Lo sforzo c'è stato, credo che lo si veda. Quello che leggete è l'ultimo di 1965 post, che complessivamente hanno ricevuto in sette anni quasi 37 milioni di visualizzazioni.

Il rendimento qual è stato?

Rispondere è arduo, per un motivo che cerco di spiegarvi come posso. Le tante manifestazioni di affetto, di solidarietà, di sostegno che ho ricevuto e ricevo da voi, come pure quelle di segno contrario, le critiche, le manifestazioni di dissenso, di delusione, mi rinviano tutte, per un verso o per un altro, a un dato ineludibile: posto che ognuno di voi è (legittimamente) il centro del suo mondo, di Alberto Bagnai non ce n'è uno, ma ce ne sono tanti quanti siete voi. Detto in sintesi: voi credete di seguire me, ma in realtà seguite, inevitabilmente, voi stessi: quel pezzo di voi stessi che è il vostro "me", il "me" che pensate vi abbia detto le cose che desideravate sentirvi dire. Può darsi che quello che desideravate sentirvi dire abbia coinciso con quello che desideravo dirvi, almeno per un certo periodo di tempo, come può anche darsi che a un certo punto questa felice coincidenza si sia dissolta, magari perché sono cambiato io, o perché siete cambiati voi. Non c'è nulla di male: ognuno di noi fa propri gli autori in cui si imbatte: li legge con le lenti della propria esperienza, li adatta alle esigenze tattiche della propria battaglia quotidiana, se ne serve per ottenere ciò che desidera.

Quante volte mi avrete sentito dire spazientito: "Se mi seguite, seguitemi!", quando mi sembrava che vi foste persi qualche pezzo (dalla definizione di cambio reale a passaggi più banali, organizzativi, come la data del nostro convegno)? Ma mi rendo conto di essere stato qualche volta ingiusto. Ognuno di voi seguiva il "suo" Alberto, e non era colpa sua se questi non coincideva col "mio".

Tanto per farvi un esempio concreto: a giudicare da certe esternazioni recenti nella cloaca di Twitter, mi sembra che quasi nessuno abbia letto le uniche due interviste che ho rilasciato dopo l'estate, quella su Il Mattino, e quella su La Verità. Che dite, volete approfittare delle vacanze per recuperare il tempo perduto? Mi fareste la cortesia, anche se le leggeste allora, di rileggerle oggi, magari cercando, con l'immaginazione o con Google, di ricordare quale fosse la situazione al tempo in cui le interviste vennero rilasciate? E magari vedendo dove siamo arrivati?

E dai, fatemelo questo regalo! Magari, più sotto, vi spiego perché vi chiedo questa cortesia...










































Fatto?































Andiamo avanti?


































Bene!

Tornando al punto in cui ci eravamo interrotti, resta da decidere se il bilancio di questa attività, la valutazione di quanto questa sia riuscita a incidere, vada effettuato sull'Alberto che penso di essere, o sulla moltitudine dei vostri Alberti personali. Il primo compito è difficile, il secondo impossibile, anche per motivi di spazio, e quindi non ci resta che una scelta, la prima. Do quindi per scontato che questo bilancio deluderà tutti voi, appunto perché ognuno è il centro del proprio mondo, lo stratega della propria battaglia, e il detentore della propria verità: rassegnarsi ai mondi, alle battaglie e alle verità altrui non è difficile: è impossibile. Quello che cercherò di dirvi vi sembrerà quindi necessariamente falso (artificioso, strumentale, narcisistico, apologetico, pleonastico, ecc.).

Ma altro da dirvi, io, non ho, e quindi ve lo farete bastare.

Per rispetto del vostro tempo, in questo giorno così significativo dell'anno, vi faccio l'abstract, come si fa nei pèiper, così, esattamente come quando si leggono i pèiper, i più pigri potranno tranquillamente voltare pagina, o saltare alle conclusioni.


Abstract - A me sembra di avervi voluto dire in questi sette e più anni due sole cose: che la democrazia, intesa come rispetto della sovranità popolare che si esprime attraverso il voto, è importante, e, in subordine, che una delle principali insidie nella quale essa oggi incorre è la costante manipolazione esercitata dai media. Qui ci siamo occupati di fake news, e sul serio, ben prima che il tema venisse tirato fuori strumentalmente per criminalizzare il dissenso politico, evidenziando in particolare (ma non solo) il tentativo orwelliano di riscrittura del passato messo in opera per "controllare il futuro" (cioè per condizionare lo vostre scelte) da chi controlla(va) il presente. Nell'abstract di solito i risultati non si mettono, ma per farvi un favore vi sintetizzerò anche quelli: in tutta evidenza, non sono riuscito a farmi capire. Due cose volevo dire, e due cose non sono state capite. In sette anni. Quindi, ho fallito.


(...se a qualcuno interessa, aggiungo anche che ho elaborato il lutto: se non avessi sviluppato questa capacità, non potrei fare il lavoro che faccio...)

Segue svolgimento.

Tutti ricordiamo come ci incontrammo.

Il blog venne aperto sull'onda di un moto di indignazione: la mia, per il rifiuto opposto dalla redazione de lavoce.info alla richiesta di pubblicazione de I salvataggi che non ci salveranno (che così divenne il primo post di questo blog). La tesi dell'articolo era scientificamente fondata: la nostra crisi non dipendeva dal debito pubblico. La fondatezza è dimostrata, fra l'altro, dal fatto che le stesse persone che l'avevano respinta se ne appropriarono nel loro personale 8 settembre, che era il 7 settembre del 2015, proponendo come loro risultato originale un'analisi che non solo non era loro, ma (come poi scopersi) non era originale nemmeno quando, con quattro anni di anticipo su quelli bravi, su iCoNpetenti, l'avevo pubblicata qui. Fu uno di voi, non ricordo chi, a farmi notare che quanto io avevo scritto a novembre 2011 era stato scritto nell'ottobre dello stesso mese sul Bollettino economico della Bce: la crisi che stavamo, e stiamo, vivendo non dipendeva dal debito pubblico, ma da quello privato.

Gli squilibri erano nel settore privato, non nella finanza pubblica allegra...

Oggi rendersene conto è facile. Allora lo era un po' meno. Io ci ero arrivato da solo, e con me altri sparsi per il mondo, ma l'ortodossia negava: poi si piegò, confermando che la mia indignazione non era l'isteria di un autore lunatico indispettito per il sereno responso di un lettore "coNpetente", ma aveva un fondamento, naturalmente di natura politica. I redattori avevano censurato il mio articolo perché in base a un ragionamento scientifico preconizzava il fallimento delle politiche di quello che allora era un loro, e oggi è un mio collega: Mario Monti. Il fallimento poi ci fu, e ancora ne portiamo le cicatrici, che si vedranno nella storia economica del paese per decenni e forse secoli a venire. Di questo fallimento l'articolo spiegava partitamente e inoppugnabilmente le ragioni: curare una crisi di debito privato come se fosse una crisi di debito pubblico (cioè con l'austerità), tagliare la gamba, se non sana, meno malata... e poi stupirsi che il paziente non riesca a correre!

Ma non bisognava disturbare il manovratore, o almeno la redazione non voleva farlo: aveva judo...

Questo, qui, ce lo siamo detti mille volte. Gli aspiranti Pulitzer che grufolano fra queste pagine, mentre incombe su di loro lo scatolone di cartone col quale si troveranno in mezzo a una strada, forse ignorano questa storia, o forse vorranno strumentalizzarla a uso delle loro gazzette che nessuno legge più: facciano! Male che vada, porteranno qui altri lettori, che scopriranno come quello che essi intravedono confusamente nel 2018 fosse stato descritto per filo e per segno nel 2011... dalla BCE!

Questa esperienza, voi, l'avete già fatta: ma ad altri potrebbe tornare utile...

(...cari aspiranti Pulitzer: io vi vedo e vi piango. Quello che viene scritto su questo blog, dove scrivo solo io, ha una sua speciale caratteristica. Quale? Chiedetelo a Macron...)

Tuttavia credo che abbiate dimenticato, almeno a giudicare da come una minoranza rumorosa di voi si comporta, che era stato un ben altro facit indignatio a farmi entrare nel dibattito!

Erano state le agghiaccianti parole di Aristide, sulla scaletta dell'aereo che ci riportava a Parigi da Ouagadougou (per mero caso, la città dove era stato assassinato Sankara!). Quelle parole mi pervasero di un orrore che, tanti anni dopo, non riesco a scrollarmi di dosso: "Caro Alberto, i costi dell’euro, come dici, sono noti, tutti i manuali li illustrano. Li vedevano anche i nostri politici, ma non potevano spiegarli ai loro elettori: se questi avessero potuto confrontare costi e benefici non avrebbero mai accettato l’euro. Tenendo gli elettori all’oscuro abbiamo potuto agire, mettendoli in una impasse dalla quale non potranno uscire che decidendo di fare la cosa giusta, cioè di andare avanti verso la totale unione, fiscale e politica, dell’Europa." Questo nauseabondo paternalismo non mi sorprese più di tanto: conoscevo abbastanza la sinistra, essendomi riconosciuto antropologicamente in essa per anni, da sapere di quanto feroce disprezzo verso il popolo essa fosse e sia irrimediabilmente intrisa. La cosa sbalorditiva, mi ripeto: agghiacciante, era che esso venisse ostentato, rivendicato, con orgoglio, quasi a ulteriore riprova della superiorità morale e politica di chi lo faceva proprio...

Tenni dentro di me queste parole per un anno, mentre assistevo, passo dopo passo, allo sprofondare della Grecia. Ogni mese, ogni settimana, ogni giorno ci allontanava visibilmente dall'obiettivo in nome del quale qualcuno aveva ritenuto giusto che tanti sacrifici venissero sopportati da tutti gli altri. Poi, come ricorderete, nell'agosto del 2011 scrissi per il Manifesto/Sbilanciamoci un articolo che svegliò molti di voi.

Ammetto che in termini politici quell'articolo non fosse un capolavoro: una parte del paese, per di più quella che ritiene di essere per diritto divino migliore dell'altra (la sinistra) veniva messa di fronte a una sgradevole alternativa: ammettere di essere composta da imbecilli, o da traditori (con ogni possibile combinazione convessa). Il tradimento del lavoro era lì, sotto gli occhi di tutti: quegli stessi sindacalisti che oggi scendono in piazza contro quota 100 e il reddito di cittadinanza erano stati acquiescenti di fronte a decenni di caduta, lenta ma inesorabile, della quota salari, allo smantellamento di tutti i presidi a tutela dei lavoratori... Quanto alla "non particolare brillantezza" (diciamo così) dei miei interlocutori "de sinistra", questa risaltò in tutto il dibattito che ne seguì (qui un punto saliente, e qui un abisso particolarmente significativo, soprattutto col senno di poi, che per me era stato come di consueto il senno di prima...). Ogni successiva occasione di incontro sgretolava il pilastro sul quale aveva poggiato la mia Bildung: l'idea che la sinistra, pur con tutti i suoi umani difetti (fra cui il disprezzo dell'umanità), fosse comunque il luogo in cui albergava la cultura, e la libertà di espressione. L'evidenza, dolorosa, era lì: mi ero accompagnato per anni a degli imbecilli traditori, di cui ero stato correo, perché avevo creduto a quanto mi era stato insegnato: che io ero nato dalla parte giusta, dalla parte di quelli che avevano vinto una guerra che il paese aveva perso, e l'avevano vinta perché erano migliori degli altri.

Tuttavia in politica, come in generale nella vita, bisognerebbe sempre lasciare una via di fuga all'avversario, soprattutto se è un imbecille, e naturalmente a meno che non si abbiano sufficienti divisioni da potersi permettere il lusso di considerarlo un nemico, ed annientarlo. Nel mio caso una evidente sproporzione di forze in effetti c'era, ma era tutta a mio svantaggio! Ero solo. Eppure, indipendentemente dalla mia volontà, la logica del ragionamento economico vie di uscita non ne lasciava. Se anche avessi voluto, l'onestà intellettuale imponeva di dire le cose in quel modo, perché in quel modo stavano. E poi, proprio perché ero solo, non avrei mai pensato che quell'articolo avrebbe avuto tanta risonanza, tanto più perché si rivolgeva alla ristretta cerchia della "sinistra de sinistra". Era un urlo di rabbia: non volevo costruire nulla, perché non pensavo che sarei riuscito a costruire nulla, e soprattutto perché non pensavo che spettasse a me costruire qualcosa. Nonostante non mi sentissi particolarmente rappresentato da nessuno, ritenevo comunque di vivere in una democrazia rappresentativa: la politica non era affar mio, avevo delegato, col voto, e aspettavo che qualcuno aprisse gli occhi...

Non sapevo, allora, quanto la mia attesa sarebbe stata vana. In effetti, ignoravo che quanto mi indignava nell'atteggiamento di Aristide era in realtà il distillato di una lucida e consapevole filosofia politica, quella del cosiddetto federalismo europeo. L'uso deliberato delle crisi, in particolare di quelle economiche, come strumento di "avanzamento del progetto" era stato teorizzato da personaggi quali Albertini o Spinelli, e questo non lo dico io: lo dicono, e ne menano vanto, i federalisti stessi! La costruzione consapevole e deliberata (mi ripeto: deliberata) di una struttura imperfetta, assistita da regole stupide, condotta con la pretestuosa illusione di aggiustarla sulla spinta di una crisi, trascurando il fatto che durante le crisi i rapporti di forza (fra capitale e lavoro, fra potenze e colonie...) necessariamente vivono una situazione di patologico squilibrio, e che le riforme condotte a colpi di crisi altro esito non possono avere che quello di cristallizzare queste patologie. "Un giorno ci sarà una crisi...". L'uso deliberato (mi ripeto: deliberato) della violenza economica, e in particolare del vincolo esterno, come manganello per costringere i popoli ad avanzare in una strada che non si erano scelti: nulla poteva sembrarmi più fascista, e lo dissi.

Quante altre cose non sapevo, che, se le avessi sapute, mi avrebbero vieppiù inorridito! Non conoscevo ancora la dichiarazione di voto di Giorgio Napolitano contro l'entrata nello SME (la trovate a pag. 24992). Sembra scritta da Krugman oggi, in uno dei suoi sprazzi di lucidità, ed invece era verosimilmente stata scritta da Spaventa allora, nel 1978.

Sapevano.

Col tempo acquistai la lancinante certezza che tutti quelli che mi trovavo schierati in difesa di un sistema le cui contraddizioni stavano esplodendo con violenza, avevano denunciato le stesse contraddizioni, con le mie stesse parole (perché erano le parole giuste) ma con maggiore lucidità della mia, oltre trent'anni prima di me.

Sapevano.

Pochi mesi dopo aver lanciato quel grido di rabbia, in agosto, preconizzando la caduta di Berlusconi (oggi mi dicono che nei salotti della Roma che conta la caduta che io credevo di prevedere ad agosto era già data per fatto assodato a luglio: ma allora ero un outsider, non potevo contare su informazioni privilegiate, come potevano allora molti di quelli che oggi frequento, e non potevo ricevere certe visite, come quelle che ricevettero alcuni miei nuovi amici...), pochi mesi dopo, dicevo, partì il blog, in novembre.

La domanda sottesa a tutti gli articoli che si affastellavano, motivati dalle vostre domande, o dall'intervento di qualche pirla di passaggio, come ne abbiamo visti e ne vedremo a decine, era però sempre la solita: come avevamo fatto a cascarci? Perché, in effetti, ci eravamo cascati un po' tutti, o, se non tutti, la maggioranza, che in democrazia è la stessa cosa (more on this later).

La risposta era sotto gli occhi: quotidianamente assistevamo alla distorsione dei fatti economici perpetrata dai media. Prima ancora di leggere con trasporto e con un senso di liberazione libri quali Gli stregoni della notizia o La fabbrica del falso, ragionando per induzione ricostruivamo i meccanismi retorici attraverso i quali verità parziali diventavano mattoni per costruire il falso, per inculcare al lettore un'immagine delle dinamiche economiche unilaterale e moralistica: la raffigurazione di un mondo dove un debito non è mai anche un credito, dove una svalutazione non è mai anche una rivalutazione, dove una esportazione non è mai anche un'importazione. Una medaglia con una sola faccia, priva di coerenza logica, ancor prima che scientifica, ma forse per questo ancor più attraente per gli inesperti. L'esposizione sistematica di questa retorica sarebbe arrivata dopo, con La crisi narrata, di cui qui vi anticipai la prefazione.

Giorno dopo giorno, post dopo post, emergeva che un pezzo importante del colossale fallimento della democrazia nel quale vivevamo era direttamente riconducibile alle dinamiche del sistema dei media, quelle dinamiche sulle quali Gramsci aveva le idee piuttosto chiare: ma Gramsci, per la sinistra cui mi rivolgevo, è ormai un santino, un elemento da venerare per soddisfare una naturale ma sterile pulsione identitaria, guardandosi però bene dal leggerlo (e quante volte ci siamo imbattuti in questo atteggiamento)!

Così, accanto alla riflessione su come si potesse ripristinare un ordine economico che liberasse l'esercizio della democrazia da quel senso di urgenza fasulla (FATE PRESTO!), descritto così bene nelle prime pagine de La costituzione nella palude, dall'oppressione di una perenne crisi, dal peso dei sacrifici da fare quando le cose vanno male perché le cose stanno andando male, e quando le cose vanno bene perché bisogna riparare il tetto quando non piove (cioè perché le cose vanno bene), insomma: dei sacrifici da fare sempre, accanto alla riflessione su quali forze politiche, e, soprattutto, quali nuovi rapporti di forza, avrebbero potuto consentire ai popoli europei di riprendere un percorso di autodeterminazione, di poter realmente progettare un proprio futuro, invece di agire sempre reattivamente a eventi catastrofici amplificati da regole completamente irrazionali, accanto a questa riflessione, nel blog si sviluppava quella su come difendersi dalla costante manipolazione cui siamo sottoposti. Un pezzo importante della crisi, come ci ha insegnato il Pedante, è appunto la sua narrazione: è questa a influire in modo determinante sulle decisioni politiche.

Il governo che sostengo, finalmente, sta cominciando ad affidare al mercato gli aedi del mercato: sine, ut mortui sepeliant mortuos suos. Lo ritengo un provvedimento giusto: pluralismo non è quando molte voci dicono la stessa cosa, ma quando poche voci dicono cose diverse. Lo spazio lasciato libero da chi non riuscirà a sopravvivere in un mercato non drogato da sussidi diretti e indiretti (e su questi ultimi c'è ancora tanto lavoro da fare) verrà occupato da altri: cambieranno i suonatori, e forse, chissà, anche la musica.

Questo per il futuro.

Oggi, però, dopo sette anni passati a vagliare, riscontrandole sulle fonti primarie, le sciocchezze che ci vengono ammannite, spesso anche da voci autorevoli o presunte tali (a partire dalla favolosa "inflazione a due cifre negli anni '90"), mi aspetterei che anche prima che il mercato ci sbarazzi da chi lo proclama igiene del mondo, voi esercitaste un minimo di attenzione critica verso certe notizie, esattamente come da chi segue un blog nato per denunciare un metodo di governo e una filosofia politica intrinsecamente antidemocratica perché paternalistica (quella secondo cui gli aristoi di sinistra sanno ciò che è bene per il popolo, e lo conducono col vincastro del vincolo esterno verso le magnifiche sorti e progressive da essi determinate), mi aspetterei un minimo di sensibilità democratica.

Ma non è così, e non lo è al punto che certe volte veramente io boh...

(...tradotto: mi chiedo veramente cosa ci stiate ancora a fare qui e chi crediate di avere letto...)

Faccio un esempio molto semplice, che riguarda il mio partito. Qualche giorno fa io e i miei colleghi abbiamo appreso con un certo divertimento che "la Lega era scesa al 32%". In quelli che come me se la ricordavano al 4% questi titoli promuovevano una franca ilarità. A pensar male si fa peccato, naturalmente. Eppure, leggendo non tanto i sondaggi, quanto il modo in cui ci vengono ammanniti, è difficile sfuggire a una sensazione: quella che i risultati della Lega vengano esaltati per preoccupare i nostri alleati, e poi magari depressi per preoccupare noi, sempre nel tentativo di spaccare la coalizione, che però (mi dispiace) non si spacca, anche perché Salvini avrà tanti difetti, ma non è Theresa May (per citare un esempio illustre di persona andata alle urne con un sondaggio in tasca: quello sbagliato!).

Il gioco è trasparente: chi potrebbe caderci?

Purtroppo... voi!

Ve lo dimostro con un grafico, questo:

Qui trovate, da sinistra verso destra, il risultato della Lega alle politiche (poco sotto il 18%), quello dei sondaggi attuali (il 32%), quello che occorrerebbe per governare da soli (posto che sia un obiettivo sensato: il 51%), e quello che i tuttosubitisti, nella loro percezione appannata, evidentemente ritengono che noi abbiamo: il 100%.

Io adoro i tuttosubitisti!

Poverini: non è colpa loro se non si rendono conto che la Lega non è "scesa dal 35% al 32%", ma salita dal 4% al 17%. Non esiste nessuna discesa di tre punti: esiste una crescita di tredici punti, che però arriva a un culmine ben inferiore al 32%. Ma loro niente! Duri come il ferro, cadono nell'illusione ottica di chi vuole dipingerci come un partito di maggioranza assoluta, un partito al 51%, che dico, al 100%, al 1000% dei consensi, per poi poter presentare come sconfitte i nostri risultati. Questi, certo, non sono sempre pienamente conformi a quanto magari avremmo desiderato ottenere (siamo in coalizione, e lo stesso vale per i nostri alleati): ma, soprattutto, i nostri risultati non sono quasi mai conformi a quelli che avrebbe auspicato il PD (che, non dimentichiamolo, ancora esercita sui media una determinante egemonia culturale). Non è strano che il PD, pardon: i media, li dipingano come nostre sconfitte: perché sono sconfitte loro!

Insomma: i giornali battono la grancassa, per motivi tanto leciti quanto evidenti, ma i nostri amici tuttosubitisti si bevono la qualunque, a testimonianza del fatto che non hanno letto questo blog, ma un altro, che l'Alberto che hanno seguito non era il mio, ma il loro.

Se avessero letto questo blog, narraFFioni come quella del "momento Tsipras" incuterebbero in loro un certo sospetto, mica per altro: per chi le diffonde! In effetti, i lettori di un blog che dal primo articolo ha smascherato la fallacia delle politiche montiane (ricostruendone le intenzioni redistributive) e per sette anni ha evidenziato le bufale dei giornali, forse non dovrebbero prendere troppo sul serio quanto dice Monti su un giornale (e soprattutto su Il Giornale). In questo, come in tanti altri casi, più che chiedersi che cosa stia dicendo il pensatore di turno, occorrerebbe chiedersi perché lo stia dicendo, e perché ora. Ma il tuttosubitista è deluso: ultimo esemplare di quella lunga teoria di amanti tradite che ha punteggiato col proprio isterico starnazzare le pagine di questo blog, ulcerato dalla perdita delle sue illusioni, il tuttosubitista prorompe in strepiti e improperi: "Hai traditoooh! Volevi solo la poltronaaah! Caporettoooooh!"...

E questo perché?

Perché con il 17% dell'elettorato, di cui si stima che solo un terzo ci abbia scelto per la nostra motivata critica del progetto europeo, quindi, di fatto, con uno 0.3x0.17=0.051=5.1% dell'elettorato, non abbiamo ancora realizzato una cosa che non è nel contratto di governo per i noti motivi!

Povero tuttosubitista! Gli siamo vicini nell'elaborazione del suo lutto, ma non possiamo fare a meno di constatare che le sue illusioni perdute sono, prima di tutto, illusioni ottiche. La Lega, unico partito che avesse messo in programma un serio ripensamento del progetto europeo, ha il 17%, e in Parlamento lavora (bene) con quello, non con il millanta per cento che i giornali e la percezione distorta dei boccaloni che ancora li leggono gli attribuiscono. Diciassette per cento significa un sesto degli elettori, di cui forse il 5% (che significa un ventesimo) ha una qualche consapevolezza delle dinamiche che vi ho descritto fin qui. Notate bene: è un risultato enorme, epocale! In nessun altro paese europeo esiste una minoranza così forte da aver portato in Parlamento tante voci critiche e consapevoli. Ma ai tuttosubitisti questo non basta: invece che l'inizio di una lunga guerra di indipendenza, lo considerano, per motivi strumentali, o semplicemente per mancanza di tempra, una sconfitta definitiva...

Ora, vedete, il dato politico è che stiamo parlando di quattro gatti: i tuttosubitisti sono un sottoinsieme degli zerovirgolisti! Appartengono cioè a quello che il violoncellista neoborbonico, amico degli amici del blog, chiama il PIP: "Partito Italiano Prefissi". Sì, insomma: quella coalizione in cui ricade chi ottiene risultati con uno zero davanti... Quindi, in effetti, visto che la politica si fa coi numeri (e magari anche col cervello) gli scleri di queste persone sono totalmente irrilevanti, se non per chi, come alcuni futuri Pulitzer (ricordatevi la scatola di cartone, amici...), esercita il lavoro pagato (ancora per poco) di grufolare fra queste pagine per redigere simpatici articoli di colore su giornali la cui rilevanza è anch'essa da prefisso telefonico.

Voglio essere più esplicito. Due giorni fa su Twitter ho segnalato un dato che a me sembrava paradossale:


Vi esorto a cliccare qui per seguire la discussione che ne è seguita e capire come siamo messi. Una estenuante maratona di scemenze e luoghi comuni, ma anche una sbalorditiva, disarmante incapacità della stragrande maggioranza di quella esigua minoranza che ha capito qualcosa (o crede di averlo capito) di argomentare nei riguardi di chi non ha ancora capito niente. Esattamente quello che mi aspettavo.

Ora, quello che speravo di avervi trasmesso, in tanti anni, era anche e soprattutto il senso di quanto profonde siano le radici del male, di quale battaglia sia necessario combattere sul piano culturale, prima ancora che politico, per costruire un minimo di coscienza dei processi in atto. Essere riusciti ad arrivare dove siamo è il primo passo per l'affermazione di un minimo di pluralismo nel dibattito. Ma un dibattito vero ancora non c'è stato: ne stiamo appena costruendo le premesse. Il fatto che alcuni di voi, nel loro eguccio più o meno ipertrofico, siano profondamente convinti di qualcosa che nella maggior parte dei casi, peraltro, non hanno nemmeno capito perché non riescono a ripeterla in modo convincente, non fa di essi una maggioranza. Essere convinti delle proprie idee è condizione necessaria di un'azione politica, ma è largamente non sufficiente. In politica non basta che siamo convinti noi: occorre che siano convinti anche gli altri!

Che i fascisti di Casapound, nel nobile intento di salire dallo 0,x% allo 0,y% (con y poco maggiore di x) urlino e strepitino che noi abbiamo traditooooh, che siamo diventati europeisti, e che quindi bisogna votare per loro perché sono puri e duri, io, questo, lo capisco, e lo guardo (dall'alto, perché ora sono in alto) con simpatia e umana solidarietà. Ma, appunto: loro sono fascisti! Da loro, certo, mi aspetto che ragionino come un federalista qualsiasi, come uno dei tanti (Albertini, Prodi, Spinelli, Padoa Schioppa...) che hanno apertamente teorizzato la necessità che la maggioranza sia guidata da una eletta minoranza. Casapound è il degno pendant di quegli intellettuali di princisbecco che oggi ci spiegano come la democrazia, signora mia, sia tanto sopravvalutata: quindi, averli contro non mi preoccupa!

Mi preoccupa di più chi dice di aver aperto gli occhi grazie a questo blog, ma poi viene qui a esprimere la sua frustrazione perché la Lega non ragiona come Aristide!

Ci dispiace, cari "tuttosubitisti non di Casapound" (posto che ve ne siano): non siamo fascisti come Casapound, e non siamo fascisti come la sinistra: per noi la democrazia esiste, e quindi la maggioranza va rispettata, come va rispettato il suffragio universale, nonostante ci veda al 17%, non al 100% (dove ci dipingete voi per i vostri ovvi motivi tattici). Ci dispiace molto anche per il prossimo lutto che dovrete elaborare, il più doloroso: perché tutto questo strepito, frutto di poca intelligenza o di molta furbizia, il cui unico esito dovrebbe essere quello di indebolirci nel momento in cui, in effetti, sarebbe più razionale rafforzarci (visto che qualcosa stiamo facendo, e altro faremo), avrà un diverso risultato: quello di mettervi per l'ennesima volta di fronte alla pochezza dei vostri numeri. Mentre voi sbraitate, spostando al più decimali come un volenteroso carnefice di Bruxelles, nel restante 95% degli italiani, quelli che ancora se ne strabattono del tema Europa, perché non lo capiscono, perché nessuno (tanto meno voi) è stato in grado di presentarglielo, o perché a loro sta bene così, cresce il numero di quelli che sentono parlare Garavaglia o Molinari e si dicono che in fondo noi leghisti non siamo così male, considerando l'alternativa.

Quindi, cari tuttosubitisti, le vostre grida dicono molto di voi, e poco di noi. Purezza e durezza sono due qualità insidiose, soprattutto la seconda! C'è il forte rischio che dalla coscienza si trasferisca al cervello: la cloaca di Twitter pullula di esempi! Io, qui, ho esercitato il massimo sforzo per farvi capire che la democrazia conta, e democrazia significa anche reciprocità. Quelli per cui la democrazia funziona solo quando va come dicono loro, ve lo ricordo, sono i piddini. Noi siamo diversi. Dobbiamo convivere col fatto che la maggioranza degli italiani non ha votato per noi, e continuiamo a portare avanti un'azione politica coerente con il nostro disprezzo verso un progetto che disprezza la democrazia: coerenza quindi vuole che non siamo noi stessi i primi a disprezzarla.

So che vi sembra difficile: alcuni di voi sono tecnicamente fascisti, quindi se non ci arrivano sono giustificati. La democrazia non è affar loro, e va bene così (soprattutto perché non hanno i numeri per cambiare le cose). Altri, semplicemente, non sono molto brillanti. Una di quelle che sbraita di più su Twitter in questi giorni credo di averla conosciuta a un mio incontro pubblico. Mi ricordo che dal pubblico strepitava a ogni intervento del mio interlocutore, mettendomi in seria difficoltà: interrompendo il mio avversario mi faceva perdere il filo, impedendomi di confutarlo, oltre a screditarmi facendomi passare per il guru di una setta di invasati privi delle più elementari nozioni di civiltà e di buona educazione (uno spin che piace alla stampa che piace... solo a se stessa!). Non sono stupito che ora continui a fare sostanzialmente lo stesso lavoro nella piccola bolla di Twitter (che, vorrei ricordarvelo, non è il mondo reale).

Allora: si è fatto tardi, nel frattempo è iniziato l'anno nuovo, e vorrei riassumere: qui il problema da risolvere, a monte, non è se vi piaccia o meno l'Europa, ma se vi piace o meno la democrazia. Se il vostro rifiuto dell'attuale progetto europeo deriva, come il mio, dal vostro amore per la democrazia, allora cercate di essere coerenti con voi stessi, e invece di interrogarvi su come realizzare contro la volontà della maggioranza progetti politici più o meno fondati, o sul perché avendo il 17% dell'elettorato non abbiamo realizzato una cosa che non è nel contratto di governo (risposta: perché non è nel contratto di governo e perché non siamo al 51%), cercate di sostenerci nel nostro sforzo di incidere sul dibattito culturale e politico, cosa che con il nostro 17% stiamo facendo con qualche risultato.

Altrimenti vorrà dire che non sono riuscito a farvi capire niente, ma va bene così: tutti siamo utili, ma nessuno indispensabile.

Neanche voi, nonostante siate non il 17%, ma addirittura il 100%... di voi stessi!

Buon anno!


(...a proposito: come vi sembrano, ora, le interviste di settembre?...)

(...sono troppo stanco per rileggere: rileggete voi. Anzi: rileggeste voi...)

187 commenti:

  1. La démocratie est un bâton que chacun prend pour battre son voisin, et dont il ne se sert jamais pour lui. Buon anno.

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    1. Sono d’accordo in linea di principio: è proprio quanto volevo esprimere, espresso meglio. Aggiungo però che quando chi (non) impugna questo bastone ha percentuali da prefisso, magicamente il bastone si trasforma nella bottiglia di Tafazzi, e l’antidemocraticità diventa autolesionismo.

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    2. C' è in realtà una coerenza forte nella filosofia di governo di Augusto.
      Che da monarca militare decide, consspevolmente e liberamente, di farsi principe, distanziandosi implicitamente dalla filosofia di governo di Cesare, del padre adottivo di cui pure, nella lotta per la conquista per il potere, aveva seguito fedelmente le orme. Nelle Res Gestae (che non so cosa siano NDR) è evidente un ' intenzione di rendiconto, di documentare con precisione scelte e finalità da cui scaturisce un' originale concezione di governo. Parlare in proposito di "propaganda", un concetto generico e implicitamente svalutativo in particolare nell' usooghi corrente, appare riduttivo perché si rischia di sottovalutare la coerenza di un progetto che maturò nel corso del tempo e che si fondava su un originalestrategis comunicativa per propiziarne l' accettazione oltre che la sua concreta realizzazione[...]

      Augusto decise di non governare l' Impero in modo arbitrario e autocratico, come nel 30 avrebbe potuto fare.È una scelta che ha puntuali riscontri a vari livelli. Il rifiuto di un culto esplicito della sua persona, in particolare di derivazione orientale, è coerente con questa scelta. Vero è che la nozione extra-costituzionale di auctoritas (questa la conosco NDR), da Augusto cosù valorizzata a giustificazione della sua azione politica, possiede indiscutibilmente una valenza di natura religiosa. Proprio la trasmissibilità a eredi, scelti l' altro all' interno della propria famiglia, di una prerogativa di questa natura, priva di fondamento legale, rappresenta una delle contraddizioni irrisolte del regime augusteo.

      Arnaldo Marcone Augusto 2015 p.10-12 ediziobe 2018 Corsera.
      In tutte le edicole euro 1,90 affrettatevi.

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    3. Organizzatevi per il calcetto

      @

      Davise Falcheri Vittoerio Banti

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    4. Erik: ci sono più di trenta tuoi messaggi in coda. Ti sembra normale? A me no. Non puoi intasare così la coda di moderazione del blog. È un atto oggettivamente ostile. Siccome so che queste non sono le tue intenzioni, te lo segnalo.

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  2. Buon anno professore e grazie per aver pensato a noi anche in questa notte particolare. Ho appena letto le due interviste....ma sono talmente dense di spunti per capire ancora di più l'azione di governo (lo so...lei è al parlamento..ma con l'espressione "governo" intendo la squadra)che dovrò rileggerla più volte per non perdere nessun prezioso dettaglio. Ci ha chiesto cosa ne pensiamo e quindi mi permetto di riferire la mia impressione. Quello che mi ha maggiormente colpito, considerando che era settembre, è che niente di ciò che è stato realizzato è stato lascia al caso. La "squadra" sa benissimo qual'è la meta, la strada che inevitabilmente occorre percorrere per arrivarvi, conosce i compagni di viaggio e tutti gli altri fattori. Mi è piaciuta molto la spiegazione sul reddito di cittadinanza, che non va banalizzato, come spesso si sente, a mero esistenzialismo;è una misura coerente con l'obiettivo di aumentare la domanda interna. Sono totalmente negata per l'economia...però certi concetti chiave è riuscito a trasmetterli anche a me: spero che questo le procuri un minimo di soddisfazione. La mia conclusione dopo queste letture è che quello che dobbiamo fare noi che non siamo in politica (almeno io parlo per me) è sostenervi strenuamente fino alle europee perché questa è davvero una fase delicata. Buona notte Professore. Buon anno a Lei e alla sua famiglia

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    1. Devo ricordarmi di chiedere a Chiara se lei le ha lette, le interviste.

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  3. Buon anno professore e grazie per aver pensato a noi anche in questa notte particolare. Ho appena letto le due interviste....ma sono talmente dense di spunti per capire ancora di più l'azione di governo (lo so...lei è al parlamento..ma con l'espressione "governo" intendo la squadra)che dovrò rileggerla più volte per non perdere nessun prezioso dettaglio. Ci ha chiesto cosa ne pensiamo e quindi mi permetto di riferire la mia impressione. Quello che mi ha maggiormente colpito, considerando che era settembre, è che niente di ciò che è stato realizzato è stato lascia al caso. La "squadra" sa benissimo qual'è la meta, la strada che inevitabilmente occorre percorrere per arrivarvi, conosce i compagni di viaggio e tutti gli altri fattori. Mi è piaciuta molto la spiegazione sul reddito di cittadinanza, che non va banalizzato, come spesso si sente, a mero esistenzialismo;è una misura coerente con l'obiettivo di aumentare la domanda interna. Sono totalmente negata per l'economia...però certi concetti chiave è riuscito a trasmetterli anche a me: spero che questo le procuri un minimo di soddisfazione. La mia conclusione dopo queste letture è che quello che dobbiamo fare noi che non siamo in politica (almeno io parlo per me) è sostenervi strenuamente fino alle europee perché questa è davvero una fase delicata. Buona notte Professore. Buon anno a Lei e alla sua famiglia

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  4. Quindi insiste prof con questa lettura. E mi domando perché.
    Quando su twitter l'ho intuita la prima volta non ci credevo. Accusare di essere non democratici quelli che lei ha voluto radicalizzare come "tuttosubitisti" ha del comico.
    Chi sarebbero i tuttosubitisti?
    Chi ha letto il suo post sui "numeri surreali" della manovra e si domanda (con lei sembrerebbe) perché la montagna ("noi non recederemo di 1 millimetro", "abbiamo vinto" dal balcone, prima gli Italiani e l'Europa non si permetta) ha partorito un topolino?
    Nel suo ultimo discorso al senato ho apprezzato la critica all'Europa e all'ipocrisia delle opposizioni che, per dirla chiara e senza vergogna alla Fiano rimproverano ora addirittura il governo di non essersi inginocchiati subito com'era loro consuetudine e tardando, con l'inginocchiarsi, di ridicolizzare ancora di più quel sempre più simulacro della democrazia che è il Parlamento.
    Un bellissimo discorso il suo contro le opposizioni, ma rivolto al passato perché diciamolo gli Italiani hanno già votato per renderle tali, minoranza.
    Un bellissimo discorso in cui si è ben guardato dall'affermare che è stato fatto con la manovra il lavoro che era stato promesso: creare le condizioni fiscali per fare finalmente vera robusta crescita.
    La maggioranza al governo non sarà no euro (ma Salvini ha fatto un ottimo lavoro sull'immigrazione attirando consensi al governo perché ha detto no all'arroganza dell'Europa e dimostrato che si può essere sovrani in casa propria) ma rappresenta la maggioranza degli elettori che chiedono un cambio di politica economica RADICALE.
    Questi elettori non sapranno di cambio in entrata e politica monetaria ma è grave ignorare la loro domanda di cambiamento. E ce l'ha insegnato lei (non l'Alberto dei tuttosubitisti) che nell'euro è IMPOSSIBILE fare le politiche economiche che servono al Paese: questa è l'ottima occasione per dimostrarlo no? ma come farete se continuate a sostenere che tutto sommato è una buona manovra e una vittoria su Bruxelles? (Ma lei che sa l'ha scritto, e detto al Senato, che si poteva fare di più.)
    Ci sono degli elettori molto delusi per la resa del governo, perché è stata una resa, si spera con motivazioni strategiche che lei saprà meglio di me, ma disposti a capire se/che qualcosa è andato storto e a sostenere il governo nella prova europea (che mi sembra di capire serva più a ridefinire il peso della Lega nel governo da uno dei suoi ultimi twit in cui ricordava ai tuttosubitisti che la Lega ha preso solo il 17%). Elettori che lei accusa addirittura di essere non democratici? Agli stessi che hanno avuto la capacità di comprendere che in questi mesi il governo ha dovuto dichiarare causa spread che dall'euro non si esce, che si vuole rimanere nell'euro, che si conta addirittura di risolvere le asimmetrie causate dall'euro ridiscutendo i Trattati: A NOI ora rimprovera che siamo antidemocratici perché la gente non sa, non capisce, non vuole uscire dall'euro?

    Bastava dire: ora non eravamo pronti per lo scontro. Se invece si vuol dire altro lo si dica chiaro (che cecche' ne dica Mattarella anche a Capodanno abbiamo ben chiaro che gli Italiani non hanno "liberamente scelto" l'euro, a proposito di democrazia, e che ricordiamo bene che quando la casa brucia il pompiere trae in salvo le persone, non fa un referendum prima )

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    1. Va bene, Chiara, proviamo con la maieutica, ma prima una domanda: ci siamo mai incontrati? Quante volte? Dove?

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    2. Sì ho partecipato al goofy 2 e 3, e ho avuto il piacere di ascoltarla a Rimini e a Padova, e proprio perché la seguo da anni non capisco perché non si possa dire semplicemente (anche per omissione) che per motivi X (forse lei li saprà io no) dopo aver Salvini e Di Maio caricato a mille le aspettative degli elettori e lo spread hanno deciso di non andare allo scontro con l'Europa licenziando una manovra inadeguata alle necessità del Paese.

      Perché si scelga invece di inventare e attaccare questa strana categoria dei tuttosubitisti che hanno la colpa evidentemente di voler vedere anche il bicchiere più che mezzo vuoto, visto che esiste, MA non hanno la colpa di remare per i partitini nè di volerne fondare, e sono proprio per questo piuttosto consapevoli che se è la forza in seno al governo che è mancata alla Lega l'unica strada è dargliela riconfermando il voto alle europee, non lo capisco.

      Perché se si ammette che qualcosa è andato molto storto e va "riparato" alle europee si spiega anche perché ad esempio Conte abbia dato l'adesione dell'Italia alla riforma del esm che va mi sembra nel senso tutto contrario alla ridiscussione delle regole europee della proposta di Savona.
      Ecco, vorrei essere sicura che il mio voto alle prossime europee (che non faccio mancare alla Lega dalle europee del 2014) venga letto nel modo corretto, non avanti così che va bene ma:
      delusa dalla manovra licenziata nonché dalle modalità con cui ci siamo arrivati, do tutto il mio sostegno perché al prossimo ce lo chiede l'Europa Salvini abbia la forza necessaria per dire NO.

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    3. Grazie per la risposta. Questa volta comincio dalla fine, poi eventualmente torniamo indietro, e ti chiedo: altrimenti?

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    4. Non c'è un altrimenti. Questo almeno è chiaro.

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    5. cara chiara,
      Io capisco il suo risentimento ma non vedo la tragedia: gli equilibri politici hanno imposto per un ora un atteggiamento meno aggressivo- in attesa delle elezioni europee- ma questo non toglie che la manovra avrà un effetto espansivo sull'economia che, rispetto all'alternativa di una stagnazione per l'austerity, è e rimane un ottimo traguardo.
      Purtroppo, quello che molti devono capire è che i tempi della politica non sono i tempi a cui noi siamo abituati, sono molto lunghi.
      Comunque, se la vuole confortare, c'è un altro effetto espansivo di cui nessuno parla(mi corregga, professore, se dico il falso): se macron farà una manovra veramente così espansiva in francia, questo avrebbe un minimo effetto positivo anche sull'economia italiana che potrebbe beneficiare di un maggior dinamismo del mercato francese ergo non v'è solo la manovra italiana da prendere in considerazione.

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    6. Anch’io sono fortemente deluso dall’esito delle trattative con la Commissione.
      Però, ritengo che i professionisti della politica, necessari come in ogni altra professione, intendano e sappiano interpretare i segnali, nonché capiscano quanto si può continuare a trattare e quando ci si debba fermare.
      L’11 dicembre, qualcuno ha suonato la fine della ricreazione. Il presidente Conte non sarebbe stato intelligente se non fosse tornato subito in classe.

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    7. NOn sono ferratissimo in macroeconomia, ma partendo dalla premessa di uno 0.8% iniziale puramente recessivo, con il fatto di essere arrivati a 2.04% (SENZA procedure di infrazione) con l'aria che tira nella BCE attuale, e' come lamentarsi di avere vinto 3 a 1 in trasferta, invece che 4 a 0. Tafazzismo puro.

      Io, da votante PD ormai totalmente scettico, trovo invece notevole come questa compagine m5s-lega, per quanto improbabile date le premesse, stia riuscendo a funzionare e a portare a casa risultati interessanti.
      Certo, c'e' un serio problema di democrazia mancante internamente al m5s e un serio problema di decentramento a nord della Lega, ma tutto sommato i fatti portati a casa sono quelli che servivano al paese, e con tanti saluti al "Ducetto in sedicesima" Renzi

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    8. cari tutti, il modo migliore per iniziare il nuovo anno è analizzare i cambiamenti in atto, dato che il consuntivo di bilancio per il 2018 lo ha già fatto il Guru.
      E fra i cambiamenti più notevoli desidero sottolineare proprio quella sui tagli ai finanziamenti pubblici dell'editoria che per anni hanno permesso la sopravvivenza di testate che non solo non applicavano a sè stesse quelle regole del mercato che predicavano per tutti noialtri, ma che per di più trasmettevano sistematicamente notizie false per inquinare il processo democratico, e a cui i cittadini si erano ribellati con il boicottaggio che predicava lo stesso Gramsci.
      Oggi dicevo, 2 di gennaio 2019 il più atlantista degli aedi del pensiero unico globalista e sovrannazionale, Federico Rampini, se ne esce scoprendo la dimensione nazionale della democrazia, il paradosso della irresponsabilità degli organi della UE, e il vuoto di disegno politico (condito da un pianto di circostanza antiausteriano) dei progetti di governance sovrannazionali.
      È successo alle 14.30 all'anteprima ti Tagatà.
      A me però piace ricordarlo nei suoi momenti migliori, quando ci regalava perle vome questa: "Noi europei al bivio: o ci uniamo o non contiamo più" (Limes, 29 settembre 2009), oppure: "L'America ci guarda e ride" (ibid. 29 aprile 2010): http://www.limesonline.com/autori/federico-rampini
      Sì, è proprio vero: le cose dette su questo blog condividono tutte una certa proprietà.
      E a dispetto di Rampini, internet ha memoria

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    9. Cara Chiaraped,per comprendere la differenza di metodo fra i tuttosubitisti (che per me non è una offesa alla categoria dei delusi dei verdegialli) voglio consigliarti un libro da leggere,se non lo hai già letto : Diario di un seduttore di Søren Kierkegaard. Leggendolo ti sarà facile capire la differenza fra un comune spasimante e un seduttore, che è poi la stessa differenza che in politica c'è fra un tuttosubitista e un politico avveduto.
      Buon Anno.

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    10. Mi par di capire che in questa legislatura di sicuro, e forse neanche in questa vita, l'uscita dall'euro non la vedremo.
      Sono quindi un tuttosubitista?

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    11. Chi vuol esser tetro sia
      Del doman non v’è certezza.

      Non so che cosa vi ho insegnato, ma cosa avete imparato è evidente…

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    12. Un orizzonte temporale di massima farebbe comunque piacere, la parabola della Lega 1.0 non è un bel precedente.

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    13. Non c'è niente da fare: siete proprio allergici all'onestà intellettuale! Viene da dire che vi meritate tutto, e in effetti se fosse possibile l'applicazione "selettiva" del tutto, vi lascerei al vostro mondo. Purtroppo l'applicazione selettiva non è possibile, e quindi se avremo successo, di questo successo beneficerete anche voi. Una delle tante asimmetrie nelle quali ci siamo imbattuti in tanti anni.

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  5. Oltre alla sua cultura, apprezzo la sua umanità. Grazie

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    1. Ti ringrazio, consapevole del fatto che potrebbe essere una intelligentissima presa in giro. Umani lo siamo tutti. Qualche volta è un prolema, qualche altra volta un'opportunità.

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  6. Buon Anno Prof! Donazione ad Asimmetrie rinnovata, ora più che mai!

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  7. Caro professore, per quanto mi riguarda non si tratta di essere lettore empirico o lettore analitico, ma di essere prossimo disoccupato.
    Sappiamo tutti che il 2% di debito non cambiera' la situazione Italiana. Lei potra' ribadire che bisogna guardare da dove partivamo, ma il punto e' che per come si e' svolta la "tenzone" con gli eurosauri alcolizzati, quel numerello il governo l'avrebbe spunto senza lo scontro.
    Soprattutto, perche' quando si va in battaglia bisogna aver coscienza che se non si ha possibilita' di vittoria, il nemico si dimostrera' ancora piu' imbattibile.
    Inoltre, per quanto osservo (o meglio percepisco)sembra che da parte del governo, non ci sia il desiderio di rimuovere il deep state. Come ricorda Belloc, questo e' il punto per cui ogni rivoluzione si ferma e si trasforma in status quo. Se, invece, si guarda al riformismo, di riformisti sinistri ne abbiamo avuti fin troppi, quindi, quelli di destra non hanno asilo.
    Potrebbe dirmi che dopo l'Europee ci sara' qualcosa di diverso. Francamente, ho viaggiato molto e per quanto ho notato , non c'e' persona piu' ottusa di un nord europeo quando ci si mette di buona lena.
    Da elettore continuero' a votare Lega, se non altro per far venire il mal di fegato ai minimi locali, per citare la sua battuta, tuttavia, mi sto seriamente domandando se ci sia speranza per me e la mia famiglia, in Italia almeno.

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    1. La tendenza alla disgregazione del sistema è oggettiva e dipende, fra l'altro, proprio dalle caratteristiche dei nostri fratelli del Nord che tu lucidamente descrivi. A differenza degli euroscemi, non ti sto dicendo che le europee "ci daranno la pace" (loro lo dicono dell'Europa, contro ogni evidenza). Ti sto dicendo che si creeranno equilibri diversi. Migliori o peggiori non lo se perché (sorpresa!) dipende dai numeri veri, non da quelli dei sondaggi. Quello che voi percepite come un nemico "ancor più imbattibile" perché Monti vi chiede di vederlo così, e voi obbedite (bravi!), nella stampa internazionale è visto come un sistema che ha mostrato le proprie fragilità proprio perché ha riservato una incredibile disparità di trattamento a Francia e Italia, giustificandola in modo risibile. E se invece di attaccare noi, attaccaste loro, nei vostri discorsi? Quello che posso dirti si ferma qui. Auguri!

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  8. .. come sempre !!!!

    grazie e Buon Anno tosto: premesse, pensieri e proiezioni non mancano, che Dio ce la mandi buona ..

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  9. Caro Senatore , essendo Io parte convinta di quel 5,1 % di elettori della Lega che l’hanno votata come risultato della presa di coscienza degli assetti Socio,cultural economico che ci stanno portando nella Gabbia chiamata Euro ,rinnovo la mia stima e fiducia per il lavoro incredibile che state facendo : portare il Partito dal 4 al 17 % , essere riusciti a convincere i “ragazzi” del M5s a costituire un Governo di coalizione mettendo il PD all’opposizione e infine scrivere una Legge di Bilancio finalmente sbilanciata a favore del lato della Domanda e tutto questo in un “Ecosistema “ che grazie al Blog e alla Community di intellettuali che abbiamo conosciuto ai Goofy tutti i “Tuttosubitisti” ben dovrebbero conoscere .
    Invito pertanto i lettori a tornare alle fondamenta della costruzione filosofica alternativa necessaria a garantire la propria “Stella Polare “ per tracciare la rotta , ai Costanzo Preve , Alain de Benoist , Jean Claude Michéa e ai nuovi epigoni come Fusaro: questo basterebbe a chiarire l’enorme difficoltà e complessita’ del tentativo di cambiare i paradigmi della “Costruzione Liberista “, tentativo che Noi elettori italiani abbiamo delegato politicamente ad alcuni politici che orgogliosamnte abbiamo contribuito a fare eleggere come Lei e Claudio Borghi , ma anche Luciano Barra Caracciolo e Foa .
    Buon 2019

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  10. Auguri prof., Per quel che vale concordo al cento per cento.

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  11. Carissimo prof,
    Non so quanti siamo a essere consapevoli dei limiti che la realtà pone piu ai progetti utili che a quelli deleteri, di sicuro non pochissimi, anche se sicuramente non abbastanza.
    Io faccio il medico e ho presente il motto fondante della mia professione "ars longa, vita brevis", motto che rappresenta tutte le difficoltà nell'apprendere e nel praticare cio' che serve a curare i malati, nonché l'ansia di non riuscirvi.
    Lei, per le vicende che ci ha riassunto si è assunto il compito, immane, di curare un paziente estremamente difficile: l'Italia.
    Per curarla bisogna padroneggiare tutte le arti e tutte le tecniche, e conoscere il meglio possibile la fisiologia e la patologia.
    In medicina ormai l'approccio, data l'enorme quantità delle competenze richieste nei casi gravi, sta diventando sempre di più multiprofessionale, e il chirurgo ha bisogno di tante altre figure per intervenire e tante altre figure professionali dovranno intervenire dopo per proseguire la cura.
    Intanto lasciamo che l'ascesso maturi in attesa del momento di incidere con il bisturi.
    Non la invidio Prof, il suo e' un paziente veramente difficile, non solo per la gravità del suo male ma anche per la confusione di sentimenti con cui affronta la propria malattia, e di conseguenza il proprio medico.
    Continui la sua opera di sincerità, Prof. sin dalla sua fondazione questo paese e' sempre stato affetto da una sua cronica carenza... e poi, le assicuro, che i pazienti apprezzano i medici sinceri.

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    1. La metafora terapeutica mi sembra molto calzante. Le interviste di settembre alludevano, fra l'altro, proprio a questa maturazione. Altro è stabilire se l'azione del governo sia sempre sembrata coerente con questo approccio: ma io sono solo un parlamentare di maggioranza, non sono nè IL governo né AL governo, non detto la linea da solo e non posso giudicare i motivi di certe scelte di sostanza e soprattutto di comunicazione perché non ho informazione completa. Però la direzione è quella, ed è comunque imposta dalla logica degli eventi. Per il resto, sono seguito da molte persone più brave di me, almeno a parole, come sicuramente vedrai da altri commenti in questo post. Sta a te decidere se rammaricarti che esse non siano al posto mio (rectius: nostro), o se rabbrividire all'idea che ci potrebbero essere. Vedere "dal di dentro" (che sia la politica, o un corpo umano) è sempre un'esperienza formativa...

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    2. Non credo che siano molti i pazienti che una volta trovato il medico che ha fatto la diagnosi giusta poi deciderebbero di affidarsi per la terapia a un altro medico, anche perché chi altri saprà riconoscere il momento di affondare il bisturi per far fuoriuscire il pus europeista? Se l'ascesso non è maturo il pus non uscirà, ma se non si interverrà al momento giusto la malattia si diffonderà. Intanto bisognerà fare in modo che il sistema immunitario sappia reagire. Sarà un gran lavoro per Lei. Non demorda.

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  12. Sempre con lei. Occorre studiare tanto ma per i figli i sacrifici si fanno. Buon 2019 e grazie di tutto. Stefano

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    1. Che occorre studiare lo ricordava anche Gramsci. La sinistra lo ha dimenticato. Il grado di ottundimento delle loro coscienze è tale che chi ancora chiama gli imprenditori "padroni" (senza distinzione) non si rende conto di ripetere a vanvera esattamente gli stessi fattoidi e gli stessi preconcetti economici che i giornali dei padroni diffondono. Ogni volta che un piddino, ma soprattutto un intellettuale della sinistra "de sinistra", apre la bocca un libro di Gramsci va in autocombustione. Guardate che anche se io ora sono "di destra" questo resta un problema anche per me! Non è possibile lavorare con un'opposizione così sgangherata... Però, se proprio vogliono portarci al 51%, io non è che mi tiri indietro!

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    2. Puntate sugli insegnanti. Attendono con ansia pulizia del miur.

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  13. Io sono uno che ha votato lega perché tu ti sei presentato in questo partito. Non mi sembra che il governo in carica abbia la possibilità di confrontarsi con la UE, perché Di Maio e Salvini non hanno la statura politica per potersi confrontare, ed anche perché oggettivamente le condizioni politiche ci sono sfavorevoli. Spero con tutto il cuore che qualcosa di imprevisto riesca a rompere gli equilibri di potere che reggono la UE. Oggi continuo a votarvi solo perché non vedo alcuna possibilità alternativa.

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    1. Carissimo, la maggior parte di noi si è fatta bastare per anni il TINA neoliberista. Proviamo per un anno con un altro TINA. Possiamo anche metterla così. Quanto a Di Maio e Salvini, sinceramente non so se sia un problema di "statura", e non lo dico per una difesa d'ufficio. Il 5 Stelle, qui e soprattutto in Europa, ha molte meno riserve di noi sul progetto europeo, e per chi legge questo blog questa non è una sorpresa (basterebbe vedere il modo in cui per anni la grande stampa internazionale li ha presentati...). Salvini intanto non ha i numeri. Per capire se manca la statura, suggerirei in questo, come in altri casi, di aspettare un attimo. Di "tunonsaifarepoliticaperchéseitropponarcisistaenoncapiscichelapoliticaèlartedellamediazione", ad esempio, abbiamo riempito diverse fosse nel corso della vita di questo blog. Ora sono in Senato, faccio politica, e mi viene generalmente riconosciuta capacità di mediazione (anche con una certa incredulità, dovuta al fatto che i cretini, fra le tante caratteristiche, hanno anche quella di alzare la voce, così qualcuno inevitabilmente li ascolta). Quindi la statura di Salvini la misureremo dopo, col metro delle prossime elezioni politiche.

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  14. Nota:

    "Poi, come ricorderete, nell'agosto del 2011 scrissi per il Manifesto/Sbilanciamoci un articolo che svegliò molti di voi."

    I link al file PDF dell'articolo manca dell'estensione ".pdf", che consentirebbe di darlo in pasto al visualizzatore opportuno, mentre ora
    per visualizzalo necessita svaricarlo e rinominarlo "a mano" aggiingendovela.

    PS: Buon anno prof. ,e GRAZIE..! (y)

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    1. Credo sia un problema del tuo browser. Con Chrome il link funziona, con Firefox no, ma non saprei spiegarti perché in questo momento. Qualcuno può approfondire?

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    2. Funziona con tutti e tre i browser più noti : Chrome,Exploer e Firefox. Questa è la URL : http://www.sbilanciamoci.info/content/pdf/9821

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    3. La risposta del server alla url del link non contiene, nell'Header, il "Content-Type" opportuno, che per i pdf di solito è "application/pdf". Il Content-type dice al browser come trattare il contenuto che il server sta restituendo. Mancando il content-type, il browser non sa che il contenuto che sta processando è un pdf, anche perchè la url non termina con estensione .pdf. I browser moderni sembrano tuttavia in grado di capirlo (a me il link viene aperto correttamente anche da firefox e pure da microsoft edge).
      Riassumendo é un problema del server www.sbilanciamoci.info che non crea gli Header opportuni nella risposta.
      Per chi ama approfondire, con F12 (in windows) si accede agli strumenti di sviluppo del browser (firefox/Chrome/Edge)

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    4. Ottimo @marco68.
      Infatti. E' solo con Firefox per Android che non va. Firefox per PC e gli altri lo riconoscono nonostante il content-type mancante.
      Ad ogni modo, specificare l'estensione ".pdf" negli URL è buona paratica e spazza via ogni possibile ambiguità. (y)

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  15. Questa volta sarà davvero un anno di speranza, anche se ho iniziato a costruire la mia speranza (e la mia consapevolezza) quando ho iniziato a leggere questo blog: correva l'anno 2012.
    Buon 2019 a tutti i lettori del blog e, soprattutto, tanti auguri e buon proseguimento di lavoro al Prof.

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    1. Personalmente vi invito a non farvi eccessive illusioni: non esiste vittoria definitiva, e non esiste sconfitta definitiva. Bisogna lottare, acquistando consapevolezza. Il mito del Piave lo lasciamo agli amici un po' ingenui. Sono anni che ricevo telefonate allarmate: "Alberto, non sai cosa sta succedendo, è finita...". Ma invece non è finita: continua. Così come sono anni che ricevo telefonate euforiche: "Alberto, abbiamo vinto (ad esempio: il referendum contro Renzi, Ndr), ora possiamo finalmente far nascere un movimento che bla bla bla...", ma poi non nasceva niente perché chi combatteva contro Renzi non necessariamente combatteva per la democrazia (mi riferisco ai vari costituzionalisti dai nomi esotici, ad esempio).

      Quindi, calma. Il nemico lavora per noi meglio di quanto noi possiamo ragionevolmente pretendere di fare col 30% del 17% degli elettori. Aiutiamolo nel suo lavoro.

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  16. Vedo il tuttosubitismo come un'espressione dell'idea base del consumismo: si può avere tutto e subito, basta comprare il prodotto giusto.
    Idea insensata ma così radicata che pochi, ad oggi, sono riusciti a ripulire la propria mente fino a quel livello profondo.
    Perdona l'ironia: anche da chi ti "segue", non si può avere tutto e subito. Il "subito", per esperienza personale, si misura in anni; far aprire gli occhi è un lavoro immenso perché aprirli è difficilissimo (sempre che capire si possa .. ). Eppure siamo qui e quel ch'è stato fatto era, poco tempo fa, inimmaginabile.
    È ancora piccola, ma la palla di neve ha cominciato a rotolare.
    Buon anno a te e a tutti noi.

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    1. Giusto. Però sette anni non sono esattamente “subito”! Credo che il problema in alcuni casi possa essere inverso: sono così tanti che qualcuno si è dimenticato la premessa fondamentale del mio intervento nel dibattito. Spero che ricordarla sia servito a qualcosa.

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  17. In una oretta di lettura mi sono convinto che quello che (non) state facendo ossia non forzare la mano con UE e' giusto non farlo. Bisogna aspettare per forza che il progetto faustiano (come diceva Amato) dell'Euro gli scoppi in faccia, e fare in modo che non possano attribuirne le colpe ad altri, in modo che possano finire impiccati in piazza, piu' o meno metaforicamente. Tanto li' ci porta il pilota automatico che hanno progettato.

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    1. Scusami, sono un po’ prolisso, ma tanto la maggior parte dei miei lettori… non mi legge!

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    2. Scusate ma, pur consapevole del fatto che prima o poi il progetto gli scoppierà in faccia, non stiamo dimenticando che mentre attendiamo ci sono persone che perdono il lavoro, altre che pur lavorando non riescono ad avere un tenore di vita decente, che rinunciano a curarsi perché la sanità pubblica può andar bene solo se devi curare un raffreddore ma se hai un tumore per una TAC devi aspettare mesi?
      Sarà anche la strategia che espone meno, che permette di ottenere il risultato politico senza sporcarsi le mani con uno scontro duro con le istituzioni. Ma, visto che "nel lungo periodo siamo tutti morti", dobbiamo aspettare di morire per vedere un risultato? Se la nave euro sta affondando, non devo certo essere io a ricordare che l'Italia è una parte immersa già da molti anni e che quando l'acqua arriverà a lambire anche il ponte di comando e la Germania ordinerà di lanciare le scialuppe di salvataggio noi avremo già pagato un tributo fin troppo alto.
      Fra il tutto e subito e l'aspettiamo che il fiume ci restituisca il cadavere dell'euro c'è un mondo di azioni che si possono intraprendere.

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    3. @Gamon …e lei sa di sapere che non ne stiamo intraprendendo alcuna, perché sa di sapere che il modo migliore di giocare una partita così complessa sia spiattellare le proprie mosse sui social! Questo spiega molte cose, non crede?

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  18. Caro Alberto,

    Innanzitutto perdona il "tu" ma leggo il tuo blog dal 2012 ed é come se conoscessi te, Roberta, Uga e Er Palla. Lo ho sempre letto in maniera silenziosa dedicandomi esclusivamente al ripercorrere i miei studi in economia mettendo da parte il fanatismo "leuropeo" di cui erano intrisi. La tua chiarezza negli spiegoni (inclusi i post tecnici) mi ha risparmiato il bisogno di farti domande. Ora pero, per la prima volta, mi sono deciso a commentare nella speranza di riuscire ad incoraggiarti in vista delle battaglie che stai combattendo per noi tutti.
    Io credo (ma non ho i dati quindi mi improvviso permeista) che di lettori silenziosi che abbiano letto il blog (non necessariamente dal primo all'ultimo post come me) e l'abbiano capito ce ne siano tanti. I tuttosubitisti, oltre a cadere in errori banali da ultimi arrivati nel dibattito, sono rumorosi e buoni solo a fare perdere tempo a te e Claudio, cioè alle due persone grazie alle quali noi tutti siamo qui (anche se non già "li") e in cui dunque noi community abbiamo risposto fiducia. Quest'ultima deve indurci a portare pazienza soprattutto in vista delle europee e delle conseguenti ripercussioni.
    Chiudo di dicendo che da 8 mesi, dopo stage post laurea a rimborso spese in Italia, lavoro in Germania e che se mai potrò tornare in patria sarà grazie a te, a Claudio e a chi vi ha scelto. Anche in questo caso non sono tuttosubitista e aspetto, nel frattempo grazie per ciò che fate e che ancora farete considerando quanto ancora c'è da fare.
    Buon lavoro e buon 2019!
    Edoardo

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    1. Caro Edoardo,

      la migliore risposta ai tuttosubitisti sarebbe il silenzio, o almeno un messaggio proporzionale alla loro rilevanza numerica. Basterebbe la classica faccina con la risata. Ma i lettori sono come il maiale: non si butta nulla. Il rigurgito tuttosubitista della gentile Chiara è stata gradita occasione per rimettere alcuni puntini sulle "i" e chiarire qual è stata e quale continua ad essere la motivazione fondamentale del mio impegno: difendere la democrazia dai piddini (che sono tanti), e quindi anche dai tuttosubitisti (nonostante siano pochi).

      Che esiste una maggioranza silenziosa lo supponevo. Entrare in politica me lo ha confermato. Tutti i miei 57 colleghi in Senato, che mi hanno accolto con una cordialità e una familiarità veramente toccante, mi richiedono nei loro collegi, perché ognuno ha, qualche volta anche in famiglia, o nel proprio consiglio comunale, o nella cerchia dei loro amici, qualche mio lettore. La penetrazione di questo lavoro quindi c'è stata, al punto che perfino i colleghi di opposizione mi cercano per lo stesso motivo.

      Ma... attenzione: siete pur sempre una maggioranza silenziosa di una elettissima minoranza: quella delle poche persone (uno zero virgola) che in Italia hanno deciso di abbandonare Etarcos...

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  19. Purtroppo la percezione dei cittadini tuttosubitisti è pesantemente influenzata dalla televisione ancora nelle mani della sinistra europeista:
    non pretendo l'impiccagione immediata dei 1700 giornalisti rai schierati contro l'Italia, ma se in sei mesi non è cambiato nulla ho il ragionevole dubbio che almeno in rai nulla cambierà entro le prossime elezioni europee.
    E la magistratura è ancora quasi tutta schierata.

    I risultati positivi sono stati moltissimi se confrontati con i governi precedenti e oggi posso dichiarare che la politica italiana è migliorata al punto da rendermi fiero di essere italiano e di aver votato Lega (da cui sinceramente a marzo non mi sarei mai aspettato tanto).

    "al caval che meglio tira tocca le peggio scudisciate"
    se i tuttosubitisti scudisciano prendiamolo come un complimento e stimolo a fare persino meglio (e diamo un bacione ai rosiconi in via d'estinzione)

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    1. Per esempio, a quelli che pretendono l'epurazione, mi andrebbe di chiedere: "A voi farebbe piacere essere epurati?". Non importa quanto abbiano lavorato male i giornalisti del servizio pubblico (alcuni hanno lavorato malissimo e gli sarà ovviamente contestato nelle sedi opportune!): il loro contratto va comunque onorato, hanno diritto, come voi, alla loro pensione, e hanno anche diritto di cambiare idea, quando avranno capito che gli conviene (e non tutti saranno così ottusi da non capirlo: del resto, ne avete già avuto prove a sufficienza, e ne avreste anche di più se io avessi tempo e voglia di andare in televisione). Sono francamente scocciato da chi cerca vendetta e non giustizia: con i proclami roboanti non si risolvono problemi, li si creano a chi sta lavorando. In Rai, intanto, c'è un palinsesto che è stato deciso dal precedente consiglio d'amministrazione e che non può essere cambiato senza violare una quantità enorme di contratti, inclusi quelli pubblicitari. Quindi aspettate il prossimo palinsesto prima di esprimervi.

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    2. puff puff... non so da quant'è che leggo.
      Interessantissimo come sempre, ma tutto fortunatamente a me già noto e ragionevole.
      Finalmente arrivo qui e trovo qualche info che cercavo: Foa che fa?
      Mi chiedevo appunto: se il male sono i media cosa aspettiamo con la rai?
      Arriverà in tempo per le europeee sto palinsesto?

      Immagino che il materiale goofylast non venga pubblicato per non fomentare premi Pulizer... me ne farò una ragione.

      Augurissimi e grazie. Fino a che Lei sarà in Lega voteremo Lega e finanzieremo a-simmetrie.
      Marco Torri

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    3. Sì, chi paga il canone e lo vede usato contro la nazione avrebbe diritto di vedere l'epurazione oppure meglio ancora di essere lui stesso epurato dalla lista dei paganti canone che è attualmente obbligatorio:
      il contratto giornalisti non include propaganda pro nemici ma tanti doveri fra cui il rispetto della deontologia professionale che prescinde dalle idee politiche giustamente libere cioè non solo i cialtroni mistificatori raccomandati andrebbero licenziati ma pure rimossi dall'albo (di origine fascista e che io abolirei subito).
      Sono francamente scocciato da chi cerca un complice perdono e non giustizia.
      Il palinsesto è irrilevante ai fini del pagamento del canone.
      L'informazione è il primo problema, e il tempo gioca contro di noi perché gli avversari non sono quattro politicanti rosiconi allo sbaraglio ma una lunga fila di volponi nascosti dietro e che non si fanno scrupoli a commettere nefandezze di tutti i tipi pur di raggiungere i loro scopi.

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    4. In effetti il tuttosubitismo applicato a Foa, colpevole di non aver già fucilato tutti i giornalisti Rai, è quello che fa comprendere plasticamente il tuttosubitismo come fenomeno (infantile). Ricordo che già Trump è stato vittima del tuttosubitismo de noantri. Grazie a Lei, a Borghi, a Foa, ed a Barra Carracciolo per il vostro lavoro e soprattutto grazie a Salvini che vi ha messi nelle condizioni di poter fare qualcosa. Buon Anno a tutti i lettori.

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  20. Abbiamo subito talmente tanto il deficit di democrazia in questi anni che forse alcuni di noi ne hanno dimenticato l'importanza del suo rispetto oltre alla potenza delle conquiste realizzate tramite essa e non scavalcandola (come con l’euro).
    Abbiamo tutti, più o meno, subito una crisi che oltre di democrazia è più concretamente economica e sociale, forse per questo tutti vorremmo fare presto ad uscire dall'incubo.
    Ma vi invito a rileggere questo sopra, che è uno splendido riassunto di questi anni, di questo coraggioso e inevitabile percorso iniziato con coraggio e determinazione dal prof. e al quale ci siamo agganciati in molti, ognuno con le proprie paure, speranze, capacità, perché semplicemente avevamo bisogno di questo luogo che non esisteva.
    Rileggere il riassunto di 7 anni, rileggere anche questo riassunto più breve di Giuseppe Liturri che riassume la genesi di questa manovra e, pur con tutti i vostri problemi, frustrazioni e in qualche caso anche mere e squallide ambizioni, ricordate dove eravamo e cosa ci poteva aspettare in alternativa.
    Grazie prof., buon lavoro e buon anno.

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  21. Come al solito dimostra grandi difficoltà quando si tratta di capire la natura umana (legata forse a una incomprensione di se stessi? Sovrapposizione direbbe la psicoanalisi tra ciò che si è dovuto essere nel rapporto mamma-figlio e le proprie spontanee esigenze) pazienza sono gli effetti della così detta “civilizzazione” atto violento, forzato all’origine di ogni malattia e violenza tra gli uomini. Ma andando nel merito, quello che le sfugge è che nell’analisi della popolazione (ammesso che sia stata fatta) insieme a quelli che hanno un’idea “democratica” come la definisce lei e che poi è la sua, insieme a quelli che gli va bene così perché non se la passano male e a quei fascisti piu’ o meno consapevoli che vorrebbero educare il popolo, la stragrande maggioranza degli elettori sono persone che non hanno opinioni approfondite su quasi niente, non sanno neanche quale sia la differenza storica e la concezione dell’uomo che ha avuto la destra e quale la sinistra, non sanno che peso dovrebbe avere l’economia nell’organizzazione sociale, credono che l’economia sia una cosa a se stante… tutta via questa stessa maggioranza oggi avverte delle crepe nel discorso mediatico e se pur restii ad approfondire rimangono sempre persone che quando si avvicinano le elezioni sentono l’esigenza di far per lo meno finta di informarsi un minimo, e in questa circostanza il gruppetto che lei chiama del prefisso, dello zero virgola ha un peso maggiore di quello che si immagina… capisco che la politica nel solco di quella cultura “de sinistra di disprezzo per le masse e la loro umanità” si fa con i numeri e che la considerazione la si deve solo a questi e non agli zero virgola ma le faccio notare che sta applicando il medesimo metodo, ed è un’approccio fallimentare privo di empatia, le ricordo che da dopo Lorenz l’aritmetica non paga in nessun sistema complesso, tanto meno in quello umano. La sua idea di popolo è molto, molto astratta lei umanamente sembra un misantropo,un po’ altezzoso e questo mi dispiace molto, ma credo che se ne farà come al solito una ragione, ciò non toglie il grande valore di divulgazione tecnica e storica che ha questo blog e il suo lavoro.

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    1. Ho proprio difficoltà a capire cosa tu voglia dirmi, credo anche a causa di un uso non molto corretto della punteggiatura. Temo di essere di fronte a un fenomeno spesso osservato: qualcuno legge quanto scrivo col paraocchi della sopravvalutazione di se stesso. Sono però aperto al dubbio. In particolare, dopo quale Lorenz "l'aritmetica non paga in nessun sistema complesso"? Sai, quando vedo persone semplici (a giudicare dalla punteggiatura) parlare di sistemi complessi, istintivamente porto la mano alla classica, metaforica fondina. Ma non per questo non voglio darti modo di elaborare. Peraltro, che la stragrande maggioranza degli elettori sia sostanzialmente disinteressata al tema è proprio quello che ho detto io, aggiungendo che occorre rispettarla (anche perché fare diversamente è impossibile), quindi, carissimo, cosa vai cercando?

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    2. Edward Lorenz,
      cosa vado cercando? Vede le persone non si muovono in funzione nè dei concetti né di ciò che dicono, non è la validità di una tesi a renderla perseguibile… le persone si muovono in funzione di quel mondo che nei suoi discorsi non compare, ciò di cui gli italiani avevano bisogno era, ed è, di un contenuto emotivo identitario, qualcosa in cui identificarsi, qualcosa sostanzialmente di affettivo… la battaglia culturale sulla comprensione delle ragioni è fallimentare, le basta accendere qualche minuto la TV per capire che chi sa comunicare non comunica con ragionamenti ma con emozioni, le stesse emozioni che quello zero virgola esprime e che sarebbero dovute essere il vostro canale di diffusione, per una comunicazione emotiva, dare contenuto umano alle ragioni. Ma voi considerate questa minoranza folclore numericamente irrilevante ed è qui che sbagliate, perché la convinzione e il contenuto emotivo che quelle persone mettono nel discorso avranno un grande peso nell’influenzare, in periodo elettorale, tutti gli altri. La mia punteggiatura poi è questa e di sicuro se non le è chiaro quello che ho scritto non è per via di essa, l’importanza dei contenuti emotivi è che sono essi i veicolatori di un significato e non il contrario, quello che viene trasmesso con le emozioni è una uno stato di coscienza, un’intera visione del mondo in pochissimi istanti, capisco che uno che passa la vita a studiare economia non abbia gran voglia di entrare nel mondo dell’empatia e questo si è molto “da semplici”, ma non esistono altri mondi per un essere umano a meno che si preferisca essere degli alienati o ritenere il suo collega Mario Monti un essere vivente, lei se fa politica ha a che fare con esseri umani non verità logiche e contenuti culturali. Basta vedere come viene usata la sua amata economia piegata inginocchiata alla volontà di chi detiene la narrazione, ed è una narrazione non logica ma emotiva, attraversata dai piu’ antichi sensi di colpa, il peccato/debito.. stanno usando contenuti appartenenti alla religione. Ascolti meglio lo zero virgola e impari a utilizzarlo o alle prossime elezioni non avrete il PD come nemico ma una destra radicale che piu’ sarà inascoltata e piu’ crescerà, nel caso abbia strani pensieri io sono un esule di sinistra, ma al mio paese manca una identità “appagante” con quel minimo di orgoglio e rispetto di se, che possa farci risentire appartenenti alla nostra Nazione ed è questo che consapevolmente o meno tutti vogliono e chiedono.

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    3. Voglio accordarti il beneficio del dubbio: hai meno di 25 anni e studi in una facoltà che comincia per “scienza della”?

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    4. dubbio?

      no, ne ho 45, ho studiato filosofia, mi piacciono i monasteri buddhisti e insieme alla politica ultimamente ho una grande passione per la psicologia e ancor di piu' per la psicoanalisi, ma il mio lavoro è tutt'altro.. quindi non ho uno skill sufficientemente coerente per esprimere contenuti?
      Non capisco.. Anche perché qualche volta si sbaglierà anche si “sente” se qualcosa è puramente astratta quindi falsa o se ha un minimo di realismo, perché reagisce in noi, i Troll in genere sono fastidiosi perché critici ma anche totalmente privi di contenuti.
      Nonostante noti una certa misantropia reale e una filantropia astratta in lei, non le ho scritto per infastidirla, ma nell’intenzione di mettere un po’ a fuoco qualcosa che vedevo sfuocato, mosso dall’interesse generale, dopo tutto il miracolo di Salvini è stato proprio questo, la comunicazione emotiva, solo che lui parla a una parte dell’elettorato, a quella invece che porta avanti il dibattito sull’€ in strada come nei media o nelle scuole stavate parlando voi…

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    5. Ho studiato filosofia anch’io, ma poi mi sono laureato in economia con tesi in econometria e sono diventato ricercatore in economia matematica, quindi percepivo un certo livello “Focus” nei tuoi riferimenti alla complessità. Comunque, con questo cv, mi dispiace, ma non sei scusabile. Parere conforme a Unknown. Visto che sei così bravo a comunicare, apriti un blog e diventa mio collega! Ah, una cosa: io non sono Fassino. E non solo perché non sono sottopeso…

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  22. Io sono preoccupato non del tuttosubitismo, personalmente sono disposto a passare sopra evidenti contraddizioni e forse evitabili misure. Ma il consenso, purtroppo, non dipende da ciò che pensiamo né io né te caro Alberto. Il problema sarà l'alternativa che nella testa delle persone si concretizzerà.

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    1. Tu sei tuttosubitista, piazzaleloretista, forcaiolo, da tempi non sospetti, ma sai che ti voglio bene perché conosco bene l'origine della tua giusta esasperazione. All'alternativa non lavoriamo solo noi: lavora anche l'avversario, che ha (ancora) mezzi potenti per imporre la sua propaganda. Torno a dire che nel 1600 ci vollero trent'anni per liberarsi dall'Impero (liberarsi, poi, per modo di dire). Non siamo migliori dei nostri antenati: quattro secoli sulla scala del tempo biologico sono niente, e su quella del tempo politico sono molto poco. Quindi, mi dispiace, ma le alternative che avete sono due: o avere pazienza, o soffocare l'unico tentativo di cambiamento. Certo, potreste proporne anche altri: per ora nessuno ve lo impedisce e noi stiamo lavorando per difendere la vostra libertà. Ma... perché di tutti i blog di economia aperti solo questo ha avuto tanto successo?

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    2. Nota a piè pagina: ho scelto male il termine. Più che "soffocare" avrei dovuto dire "pretendere di soffocare", perché se qualcuno ci soffocherà, non saranno i tuttosubitisti, per i motivi ampiamente esposti.

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    3. Ho sperimentato personalmente che la propaganda dell'avversario è costruita con la sabbia, non regge e credo anche che il lavoro fatto qui sia stato basilare per consentire alle persone di non farsi fregare dalle puttanate dei media e non solo. Comunque, ad un certo punto, credo già da quest'anno, diventerà chiaro che certe contraddizioni dovranno trovare uno sbocco politico inevitabile.

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  23. Fiuuu, per fortuna so bene quanto Laggente sia antropologicamente legata alla "moneta forte" e pure che usciremmo sconfitti da un ipotetico voto "UE si/UE no", così ho evitato il tuttosubitismo (anche se devo ammettere che bazzicare sempre un "certo ambiente" condiziona e che sarebbe stato facile caderci, ma ho respirato a fondo per 2 min e poi ho cercato di avere un quadro generale dal quale trarne le giuste intuizioni - cui lei, come al solito, ha dato spessore e senso).
    Pero devo anche dire che mi ha fatto incazzare parecchio l'essersi presentati col 2,04 (tralascio valutazioni sullo 0.4) di propria spontanea volontà, un 2,2 non avrebbe certo compromesso le trattative (considerando ciò che stava accadendo e accade in FRA).
    Non tanto per le grandezze in sé, ma piuttosto per cercare di tenere le braghe ben abbottonate prima (a sbottonarle ci si fa sempre tempo) e dimostrando anche una certa coerenza coi proclami, ma tant'è e attendiamo fiduciosi.

    Le auguro buon lavoro e stia bene.

    p.s mia figlia ha monopolizzato PC
    Sandro Ceccato

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    1. Eppure, proprio per il fatto di aver accettato quello 0.04 la Commissione attuale ha dimostrato di essere una accolita di cialtroni e si è attirata gli strali di commentatori autorevoli come Ashoka Mody. Nella mia dichiarazione di voto in Senato avevo detto che accondiscendere a queste richieste avrebbe indebolito non tanto e non solo l'Italia, quanto l'Europa, nella percezione di molte persone. Credo che sarebbe più costruttivo lavorare in questa direzione, no?

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    2. MA INFATTI! E la stessa cosa che ho pensato. Una mediazione perfetta (noi italiani siamo ottimi in questo). In una ottica win win: noi abbiamo "win" perché dopo anni ed anni abbiamo invertito la rotta (Un miracolo col 17% ed un alleato di governo che forse è funzionale al globalismo checché ne dica..); bruxelles invece ha ribadito il suo peso in Europa costringendoci a una piccola revisione.... direi che non abbiamo vinto molto mentre l'Europa ha vinto proprio poco facendo anche una becera figura, ma la cosa importante ora è quella di aver aperto una crepa che col tempo potrebbe diventare una bella falla... per usare una metafora un Po sempliciotta ma chiara

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  24. Caro professore, cocente è stata la delusione per chi (come l’Alberto che in me alberga) credeva nell’opportunità dello scontro con una debolissima commissione da cogliere al volo, provocando la procedura d’infrazione e ridicolizzandone quotidianamente urbi et orbi l’assurdità e la disparità di trattamento coi cugggini, ma, a mente fredda, comprendo che, per andare alla guerra, occorron le armate (democratiche) compatte e motivate, che devono essere ancora radunate e istruite.
    Buon lavoro e buon anno, dunque, al tuo e al nostro Alberto.

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    1. Bisogna inoltre ricordarsi che gli ostacoli non sono solo a Bruxelles, sono anche in casa, al Quirinale.


      Mattarella (lo stesso che si è rifiutato di nominare Savona al MEF) si sarebbe sicuramente rifiutato di firmare una manovra economica fatta in procedura d'infrazione...

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  25. Mi ha convinto. Mi accompagnerò a TINA per un altro biennio. PS SENZA FARLO SAPERE A TINA, QUANDO SMONTERETE IL PARGGIO DI BILANCIO IN COSTITUZIONE?

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  26. Grazie per gli enormi sforzi che ha fatto. Registrare un'inversione di tendenza è già molto più di quanto non si potesse sperare fino a due/tre anni fa. Auguri per tutto.

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  27. Inizio il commento con i migliori auguri per tutti noi,ovvero quelli che come me la seguono lungo la via, non del tutto facile in verita', dello svelare le malefatte di certi personaggi pro €. Auguri anche, e soprattutto, ai "tuttosubitisti" che vanno girando di bar in bar declamando la loro delusione perche' la Lega doveva portarci fuori dall'€, perche' riescano a togliersi i paraocchi (e paraorecchie)ristudiando un po' di Storia (quella romana, per esempio); nessuno ha la proprieta' di un interruttore che in 5 millisecondi commuti le coscienze (ottenebrate ad arte) illuminandole delle conoscenze, neanche se da domani i giornaloni cambiassero i loro titoli al contrario di quel che urlano oggi. Sono convinto che occorra tempo, lavoro costante, diffusione delle informazioni da parte di chi la segue verso tutti coloro con un minimo di onesta' intellettuale: non e' facile visto lo squilibrio del V potere che stravince in tutti i notiziari, e "laggente", si sa, crede solo a quel che sente in TV o legge sui giornali. Il lavoro non e' semplice, ed occorre che tutti noi che la seguiamo, invece di sentirci "illuminati" a nostro esclusivo orgoglio, ci adoperiamo per spiegare, a chi e' disposto ad ascoltarci, al meglio delle nostre possibilita' quanto sta accadendo in questo momento storico. Ho appena terminato il suo libro "l'Italia puo'farcela", dopo il "Tramonto dell'€" letto anni fa. Non sono un sincero ammiratore di Salvini (anzi) ma la mia personale stima per Lei, Borghi, Romani ed altri Economisti che la pensano come voi mi fa sentire di essere sulla strada giusta; lavorero' per "noi", come detto con pazienza e tenacia, contro i mulini a vento, sostenendo che la manovra fatta e' un primo passo: spero solo che la voglia di raggiungere il 100% dei consensi non spinga il capitano a prendere decisioni affrettate, tipo far cadere il Governo. Il (gran) lavoro che state facendo DEVE continuare. Un forte augurio personale, grande Prof!

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  28. Caro Bagnai,
    prendendo spunto dalle tue parole "..voi credete di seguire me, ma in realtà seguite, inevitabilmente, voi stessi: quel pezzo di voi stessi che è il vostro "me",
    posso dire ,per quanto mi riguarda,che quel pezzo di me dormiva un sonno profondo che hai risvegliato con la tua sagacia.
    La parte economica, utilissima, che hai sapientemente ed ironicamente divulgato tramite Goofynomics è stata solo l'innesco.
    Perciò Buon Anno 2019 , ad maiora e Grazie a Dio,ed anche a te, per quello che fai.

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  29. Buon anno Prof. Bagnai,
    il suo post è come sempre illuminante.
    (Proprio oggi che ricade un anniversario importante per l'Euro)

    Purtroppo penso che anche in questo caso i tuttosubitisti difficilmente potranno leggerlo tutto e capirne ogni sfaccettatura ... magari delusi di non trovare la verità finale in poche righe.

    Poche persone in Italia hanno il merito di aver acceso un faro su tematiche fondamentali sul nostro futuro, lei certamente è una di quelle. Io ringrazierò sempre, in primis tre persone: lei, Borghi e Rinaldi. Avete portato avanti il mio pensiero maturato durante gli studi universitari e poi confermato dalla crisi iniziata con qualche avvisaglia "estera" nel 2007.

    Le future generazioni italiane vi ringraziano. Perché avete aperto le menti dell'Italia migliore. Perché ci avete dato gli strumenti per capire e controbattere ogni distorsione della realtà. Perché siete la nostra cassa di risonanza all'occorrenza, contro le cessioni di sovranità e a presidio dei diritti di un popolo intero. Perché siete una delle ultime speranze, prima che il paese finisca definitivamente telecomandato da un ente sovranazionale estero (vittime peraltro di un sentiero vorticoso di globalizzazione e capitalismo sfrenato).

    Ma il vento è ora cambiato, il suo articolo intero ne è la prova.

    Il mio "occhio" è prevalentemente focalizzato sulle tematiche finanziare per ovvie "deviazioni professionali".
    Poco avremmo potuto fare con una speculazione sempre più alimentata da più parti e con un braccio di ferro con la Ue a livelli più accesi. (Oltre al contesto mondiale fortemente mutato, pieno di insidie e incertezza recessiva)
    Saggiamente avete optato di procedere per gradi, iniziando a portare a casa i primi frutti. Avete salvaguardato indirettamente tutto il sistema, in primis il motore dell'economia cioè il credito/le banche.

    Come l'anedotto raccontato da Borghi a Firenze, penso anche io che ce la faremo. Spero non diversamente dalle vostre stime, ma riusciremo certamente nel nostro intento.

    Sarei felice di poterla seguire nuovamente su Twitter, dove da anni sono al fianco di Borghi e Rinaldi. Collaboro con lo stupendo gruppo di Lega per la Sovranità e con la Lega di Formigine / Sassuolo.

    Con profonda stima e affetto (anche perché sull'immagine del mio profilo Twitter ho anche una sua immagine).

    Alessandro Braglia
    @Braglia Alle

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  30. Ben scavato vecchia talpa.
    E nella sicurezza che continuerete a scavare Le auguro un 2019 carico di energia (mi pare ce ne voglia una caterva per fare quello che fa (fate)).

    Dal canto mio mi auguro di evitarmi per il futuro personali scivolate tuttosubiste.
    Da emigrato con la pensione ormai all’orizzonte spesso ahimè finisco vittoma delle mie paure e condizionamenti.

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  31. "per noi la democrazia esiste"
    tant'è vero che due paragrafi sopra gioisci del fatto che avete appena ammazzato la stampa. LOL

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    1. Ah, perché per te la stampa borghese (come la definiva Gramsci) sarebbe amica della democrazia?

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  32. Un grande maestro sufi ( vissuto nel Medioevo ) disse che vi era una categoria ( alquanto nutrita) di fedeli che si avvicinavano al maestro per lo piu' ottenere il "miracolo". Se questo non arrivava "subito" si adombravano e lo rimbroveravano poiche' secondo loro un santo era "obbligato "(in quanto santo )ad operare miracoli a.... breve termine.
    Gli esseri umani non cambiano, pero' c'e' sempre la Speranza che la corretta informazione aiuti a sollevare il grado di presa di coscienza della nazione

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    1. Perché i sufi Salvini e di Maio hanno lasciato intendere, appunto, il miracolo subito.
      (Non arretreremo di un millimetro ecc....), un pochetto se la sono cercata.

      Personalmente seguo il Prof dal 2012 e da lui non mi sono mai aspettato i miracoli, anche perché lui non ha MAI promesso di fare i miracoli!
      Poi, come molti qui nel blog, la prima fase della incazzatura e del tuttosubito l'ho passata ed elaborata già da qualche anno.

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  33. Ma lei durante il Capodanno stava scrivendo questo testo?

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  34. Un grato ringraziamento e tanti auguri di buon anno!

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  35. Severo ma giusto. Avanti tutta e sinceri auguri di buon anno a lei ed ai lettori di Goofynomics.

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  36. Buon anno Prof.

    Per dirla in modalità setta: non avrò altri Alberti all'infuori di te ;-)

    A parte gli scherzi, in questi anni mi hai aiutato in un percorso di crescita personale molto importante, insufficiente per ciò che è richiesto, ma per me importante.
    Tu e la squadra avete la mia fiducia senza se e senza ma.

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    1. Giochiamo a Calcetto Davide?
      Ti prego ti prego ti prego

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    2. Ecco.. abbiamo una rivoluzione in corso, il nemico straniero è pronto a rastrellare interi quartieri e questi pensano a giocare a calcetto.. bah!

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  37. Avanti zio can! Non fermiamoci, ogni anno sarà migliore! Io ci credo.

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  38. Prima di tutto auguri a Lei e famiglia e grazie sempre grazie perché non dimenticherò mai che senza la sua divulgazione, per me,non sarebbe stato possibile "capire". Non sono in grado di fare discorsi raffinati, ma leggendo questo post mi sono venuti in mente due episodi.
    1)Vivo in terra di Lega, per intenderci zona del povero Buonanno, circa 3/4 anni fa il sindaco leghista del mio paese non sapeva chi fosse, il da me decantato, Claudio Borghi.

    2)Prima delle elezioni dal mio parrucchiere, con mia grande sorpresa,sembravamo un covo di sovranisti rivoluzionari, tutti a votare lega, chi da destra chi da sinistra (veramente da sinistra solo io). A Novembre il mio parrucchiere e le sue lavoranti appena metto piede in negozio:- Ma non è che adesso questi ci fanno uscire dall'euro? E i nostri risparmi?- La preoccupazine delle lavoranti per i risparmi mi sfugge, comunque le mie semplici parole sono:cerchiamo sempre di osservare la realtà.
    Io che sono 64 anni che ho pazienza, già mi sembra un miracolo.
    Auguri a tutta goofynomics.

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  39. Buon anno a tutti,
    sono una delle tante persone che ha sperimentato sulla propria pelle
    i salvataggi che non ci hanno salvato e la durezza del vivere di Montiana memoria. A distanza di tanti anni, 10 per l'esattezza, mi chiedo e vi chiedo come si fa a dar peso ad un teorico del precariato
    a vita che si è fatto nominare senatore a vita? Come si fa a dar credito a chi, da 10 anni, scrive di sondaggi fondati su telefonate ai propri parenti e previsioni mai avverate? Come si fa a dar credito a chi vuole moralizzare la tua vita, non riuscendo mai a moralizzare la propria, a chi ti incolpa per colpe che non sono tue? Come si fa a spendere un euro
    per comprare giornali il cui scopo unico è farti sentire una merda?
    Perchè chi ti ha preso per il culo per 10 anni ora dovrebbe fare i tuoi interessi? Perchè col tuo stipendio non riesci a vivere quando tuo padre, col suo, ti ha mantenuto agli studi (per alcuni con scarso profitto)?

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  40. Auguri Professore. E in bocca al lupo. Solo.... fate qualcosa per sti vaccini, se potete. Lì davvero non c'è tempo. Quanto al resto ed anche a questo :) ...grazie di esserci.

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  41. Più che un bastone la democrazia è un boomerang, arma antica, difficile da maneggiare, che presuppone in chi la usa un minimo di destrezza e consapevolezza. E' la dotazione di un uomo che ha di fronte a se un mondo infido e crudele. Ma che ti lascia un margine di manovra: colpire l'avversario, avendolo riconosciuto come tale.

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  42. Professore, buon lavoro e Buon Anno a lei e a tutta la sua famiglia.

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  43. Va bene. Io mi fido di te e di Claudio e di tutti gli altri, ma soprattutto di voi due. La manovra non mi soddisfa appieno perché avrei voluvo tutto e subito più che altro perché ne ho le balle piene di incontrare persone che non trovano lavoro... con tutte le cose che ci sono da fare è un bestemmia contro l'umanità, però so che l'orizzonte temporale della politica non può essere immediatamente reattivo al solo variare della maggioranza soprattutto in assenza di sovranità monetaria e in presenza, nei gangli della burocrazia, di infiltrati sempre pronti a remare contro. Perciò il mio augurio non può che essere questo: buone pulizie di primavera! Ad maiora 💪💪💪

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  44. Speriamo che Voi tutti (Lega e M5S) siate quella nuova classe politica di cui l'Italia è alla disperata ricerca da dopo il crollo dei partiti di massa storici.

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  45. "l'inizio di una lunga guerra di indipendenza" e tu non sarai mai solo. La strada è lunga, l'esercito deve via via ingrossare le proprie fila e col tempo Verità e Consapevolezza ci faranno riconquistare la nostra Libertà! Buon 2019 Bagnai, sempre al tuo fianco!

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  46. In altre parole, piuttosto che niente (il PD) è meglio piuttosto (il Salvimaio).
    Tuttosubitisti vs. Piuttostisti.
    La battaglia non è più contro gli euroinomani.

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    1. Perché tanti ex euroinomani ed ex battipugnisti adesso sono diventati tuttosubitisti, oltretutto senza neppure rinunciare alla dose quotidiana di propaganda.
      Lo riscontro tra i miei amici.

      I piddini fanno sempre danni, sia se sono nelle fila nemiche, sia se sono in quelle amiche.
      Comunque fanno solo casino!

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  47. E’ molto chiaro il suo argomento. E ha profondamente ragione quando descrive la difficolta’ che si incontra, nonostante si siano letti con apparente attenzione e profondita’ , i suoi libri e articoli, ad argomentare in modo costruttivo e convincente le tesi che lei sostiene. Mi scontro giornalmente con questa criticita’ che rende critica la posizione del 5%. Le auguro tutta la pazienza del mondo per il 2019

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  48. Che dire ?
    Perché diciamo di avere pazienza e perseveranza?

    Perché in genere tutti noi (erroneamente) siamo portati a "sovrastimare" gli obiettivi di breve termine e a "sottostimare" quelli a medio-lungo termine. In tutti i campi della vita.

    Qual'è l'obiettivo ultimo che ci siamo dati? L'ha descritto Lei molto bene in questo post.... il resto sono tappe intermedie....

    Bene, tenendo fisso l'obiettivo ultimo(la meta finale) e alzando lo sguardo sul medio termine abbiamo, step by step:

    2019: nuova Rai ed elezioni n€uropee;

    2022: elezione del Presidente della Repubblica (altra tappa fondamentale sottostimata da tutti i n€uroaculatori precoci di turno...) ed elezioni Presidenziali Francesi....

    Il tutto in 3 anni da oggi !!!

    Faccio infine notare che i sondaggisti (o meglio manipolatori) che danno la Lega al 34% (!) oggi sono gli stessi che "prevedevano" un governo FI+PD come "unica soluzione": tutti, ma dico tutti, attribuivano i seggi maggioritari delle regioni meridionali a Forza Italia. Del resto Renzusconi aveva scritto la legge elettorale su quello. Invece li ha presi tutti il M5S(tranne 2 mi pare). Amen.

    A Maggio ci potrebbero essere ulteriori "sorprese"...per i "boccaloni" di turno, ovvio....

    Auguri di buon anno a tutti... a breve, medio e lungo termine....



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    1. mah... In base alle mie informazioni, per il 2022 la Germania sara' fuori dall'europa e la EU stessa sara' di li a poco una cosa del passato... Spero che per allora il governo abbia tenuto in serbo un piano C

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  49. Mi ha rincuorato leggere che comprende le difficolta’ di chi, pur avendo letto con attenzione i suoi libri e i suoi articoli, non riesce poi ad essere efficace nella trasmissiine del messaggio e nell’argomentazione delle tesi. E’ una criticita’ in cui mi trovo quotidianamente e mi fa sentire stupida. Bisognera’ prepararsi meglio e avere pazienza.

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  50. Per dirti che secondo me hai ragione su tutta la linea, dovrei scrivere un lunghissimo faticoso commento, come appena fatto altrove, di cui non avete bisogno né tu né Borghi né altri conosciuti tramite il blog e ora faticosamente operanti in sedi e compiti assai grevi.

    Mi limito ad augurio e fiducia, non rinnovata perché è sempre la stessa, Buon Anno, buon lavoro a te e a tutti.

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  51. Buon anno prof! Buon lavoro. E grazie, grazie, grazie!

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  52. Buon anno, prof. E buon anno a tutti i fratelli in Goofynomics. Per me tutto bene, non ho nulla da eccepire, non mi aspettavo né “tutto” né “subito”, e inoltre mi sembra che quanto sta avvenendo sia TANTO; a dire il vero ultimamente ho provato più che altro ammirazione per il suo coraggio (il cui contrario, ricordiamolo, non è la paura, ma il conformismo).
    E quindi #daje, prof.

    (Anche quest’anno, il primo gennaio verso orgogliosamente la mia quota associativa ad Asimmetrie per il 2019)

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  53. Buon anno Professore, la leggo con piacere dal 2012, mi colpì la narrazione della crisi nel post :Il romanzo di centro e di periferia. Lei,in questi lunghi sette anni, ha fornito a noi, suoi lettori, gli strumenti per cercare di capire gli avvenimenti storici ed economici che hanno influenzato la nostra vita di cittadini di questa Paese. Le devo confessare che anche io sono stato preda di smanie tuttosubitiste, placate da un'attenta lettura dei post del sempre ottimo On. Borghi, di quelli prodotti da lei, da Bazaar e da altri, @giuslit in testa o il pesante. In tutti i post era sempre presente il richiamo alla democrazia come espressione della volontà popolare oltre al fatto che non é possibile fare tutto e subito, neanche avendo la maggioranza assoluta. Sono contento che lei abbia trovato il tempo, spero non sottraendolo alla famiglia, per scrivere questo post. Le auguro un buon lavoro in commissione ed un 2019 pieno di soddisfazioni.

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  54. Non sono un tuttosubitista.
    Quello che lamento e' che la pressione del "fate presto" ha , come sempre , prodotto una normativa spesso deludente .
    Per esempio: WEB TAX copiata dal documento europeo :
    "DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa al sistema comune d’imposta sui servizi digitali applicabile ai ricavi derivanti dalla fornitura di taluni servizi digitali"
    Documento prolisso, ripetitivo ove si e' inventato il concetto di "interfaccia digitale" con e senza "multilaterale" senza definirlo chiaramente.
    Questo testo meriterebbe una disamina psicoanalitica sul blog di Orizzonte48.
    Letto il testo sul maxi-emendamento di recente approvato dal parlamento italiano successivo alle parole :
    c) dopo il comma 29 inserire i seguenti
    .......omissis........
    Ove viene descritto cosa e' la tassa sui servizi digitali, la cui base imponibile e' concretizzata da:
    -la veicolazione su interfaccia di pubblicita'
    -la messa a disposizione di una interfaccia digitale multilaterale
    -la trasmissione di dati raccolti da utenti generati dall'utilizzo di una interfaccia digitale .
    La parte ha anche un evidente difetto di giurisdizione:
    le aziende senza base in italia "devono fare richiesta di un numero identificativo" per pagarer la tassa in quanto le sanzioni sono gestite in analogia a quanto previsto "in materia di imposta sul valore aggiunto" (ve li vedete i cinesi di tudou.com che si iscrivono ? )
    Non penso funzionera' ma non mi dilungo a spiegare perche': ci penseranno i fatti .
    Ecco come io lo avrei scritto, pensando all'Italia :

    29-bis) E' istituito il demanio dei dati dello stato Italiano , esso parte dal primo router posto nel territorio dello stato anche gestito da privati e comprende i pacchetti di dati IP (IPV4 e IPV6) circolanti su tutti gli apparati connessi nel territorio dello stato (il riferimentto e' al livello 3 dei livelli ISO-OSI) .
    29-ter)Tutti i pacchetti generati da IP posti nel territorio dello stato sono esenti da imposta
    29-quater) Tutti i pacchetti provenienti da sorgenti con numero di IP riconducibile a reti o sottoreti che ICANN riconduca ad una registrazione con indirizzo fuori dal territorio dello stato pagheranno una imposta come dazio di transito . L'importto e' di ????? euro/cent per MB (GB/TB ..) di carico utile di livello 1 ISO-OSI.

    E' facile da implementare tecnicamente anche per superare i casi di mascheramento (DNS-over-HTTPS e simili) inoltre il testo approvato mi pare in conflitto con la convenzione fiscale Italia Usa del 1999 ratificato dall'Italia nel 2009 in quanto sottoporrebbe a doppia imposizione parte del fatturato di un soggetto USA .

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    1. Aggiungerei che la ratio dell'imposta e' immorale: un sito pornografico russo/cinese/ecc non pagherebbe , la pubblicita' di prodotti italiani fatta attraverso Google in tutto il mondo pagherebbe una imposta del 3% , che Google (come chiunque altro) ribalterebbe sul prezzo.

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  55. Buon anno senatore, ovviamente grazie, continua così, lunga vita a te con la speranza che tu possa rappresentarci per i prossimi trent'anni. Grazie anche per questo post che ho letto a mattinata inoltrata mentre ora ho iniziato i commenti. Mi sento parzialmente chiamato in causa, per il fatto che numerosi punti mi avevano già costretto ad interrogarmi. Anche sulla democrazia, con scarsa competenza e pochi strumenti. In realtà questo ė l'interrogativo più datato che per questioni di tempo ad opportunità non ho mai affrontato. Da questo ovviamente scaturivano gli altri: sono fascista?, sono solo imbecille? A scanso di equivoci non mi pare di essere un tuttosubitista anche se approdato su quest'isola le mie prime domande furono bene o male quando e come. Il quando l'ho capito. Il come mi costringe ad interrogarmi da tempo e come dici tu, di più sul punto più avanti.
    Credo che tu lo scrivesti anche nero su bianco che in buona sostanza qui con le dovute eccezioni c'è una minoranza, una élite culturale. Piccolo passo indietro, anche laddove io rappresentassi una eccezione qui dentro, debbo comunque mio malgrado dire di avere un livello culturale medio alto. Se io, laureato in economia vecchio ordinamento, ho faticato a capire che la stampa di moneta non implica necessariamente inflazione, e neppure ci sono arrivato da solo ma ho avuto bisogno del tuo aiuto (sempre grazie), come facciamo a convincere 'democraticamente' la maggioranza che Leuro è brutto? Semplice. Non possiamo.
    Ora tu che mi stai 70 passi avanti avrai già capito dove stavo andando, sono fascista? Francamente non credo. Sono andato fuori tema? Non lo penso. Io NON sono un tuttosubitista. Fremo, certo. Non sto più nella pelle, chiaro. Ma ho ben capito che sarà lunga e dolorosa. E infinita. Credo anzi che il tema del blog, la democrazia, è qualcosa che capisco poco e male ma che mi appartiene molto più di quanto non appartenga ai fottuti pidioti italici, loro sì fascisti.
    Ho provato a scriverlo anche su Twitter. Non ė che tutti possiamo capire tutto. Moltissimi argomenti di economia mi sono definitivamente alieni, non sono un fisico, neppure ingegnere e neppure costituzionalista. Se volete fare una riforma della Costituzione io posso leggere LBC o Bagnai, ma se non capisco, E
    NON TUTTI POSSIAMO CAPIRE TUTTO, io posso solo fare atto di fede. Siccome mi fido di te io ti voto.
    Dicevo il come. È chiaro che la maggioranza vuole Leuro. Non c'è bisogno che tu lo dica, l'hai già detto ma basta parlare con gli altri. Occupi la tivvù, la tivvù dice al popolo che Leuro ė brutto, usciamo da Leuro. Ricostruzione fascista. Direi di sì. Però verosimile.
    Ti ringrazio per leggermi, credo di aver rappresentato la 'mia' realtà in modo accettabile, confido che tu possa ben valutare la mia buona fede, e resto in attesa della bocciatura che ho sempre rimandato evitando l'argomento ma che comunque sarà per me motivo di riflessione e di crescita. Ubi maior...

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  56. Un bellissimo viatico di Buon Principio, che spero sia fonte di riflessione per i molti che - scusi guru la superbia - di politica non capiscono un kaiser, a parte forse qualche capopopolo che abbisogna di strapuntino e sa come crearsi la claque.
    Grazie mille, e mille auguri.

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  57. PS: Le interviste sul Mattino e sulla Verità sono davvero ottime e illuminanti. Mi toccherà riprendere a spendere qualche lira per un quotidiano.

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  58. Spesso ci si dimentica del fatto che l'Italia, praticamente dalla sua nascita (ma anche prima), è sempre stato (a parte qualche breve parentesi) un Paese a sovranità limitata, un campo di battaglia di altre grandi potenze; accusare Bagnai, Borghi o chicchessia di non fare abbastanza per renderci indipendenti, senza tenere conto della nostra storia, delle nostre condizioni, del ruolo che in concreto hanno, è una follia, oltre che profondamente ingiusto. In questi giorni sto leggendo un bellissimo libro sul Risorgimento italiano (questo per gli interessati) e mi rendo conto della sequela di fallimenti e cocenti sconfitte che i nostri Padri hanno dovuto subire prima di raggiungere il traguardo dell'indipendenza, traguardo che peraltro molti immaginavano certamente molto diverso. Questo per dire che se adottiamo una prospettiva "storica", ci rendiamo conto di quanto sia assurdo chiedere a due/tre persone di fare ciò che in passato è stato fatto in decenni, con risultati che non sempre erano quelli auspicati. L'importante è combattere, rimanere in piedi di fronte alle sconfitte, e provare, per quanto umanamente possibile, a raggiungere l'obiettivo; ma questo non può farlo una persona, ci vuole una classe dirigente, una nuova élite, che riesca a prendere il potere e mantenerlo nel tempo. La questione riguarda tutti noi, non è una battaglia del prof o di pochi altri, questo dobbiamo mettercelo in testa.

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  59. buon anno professore,
    concordo con lei: il ragionamento fatto da coloro che criticano in maniera così forte la lega è asimmetrico in quanto questa severità nessuno l' ha notata nei confronti dei precedenti governi.
    Una cosa, però, la voglio dire, a loro discolpa: penso che 10 anni di crisi e 25 di propaganda europeista abbiano naturalmente inciso rendendo difficile, se non impossibile, impostare un dialogo sereno e oggettivo con queste persone. Quindi capisco la loro obiettiva difficoltà. Penso inoltre, se mi permette, che questa difficoltà derivi dal narcisismo: essi preferiscono preservare la loro immutabile ''superiorità'' che la sinistra e le persone di sinistra si attribuiscono piuttosto che riconoscere le colpe della stessa. In fondo, è psicologicamente più conveniente mentire a se stessi che sentirsi dire ''hai sbagliato''. D'altronde però è peccato non solo mentire agli altri ma anche a se stessi.Guardi, io sono uno studioso di teologia politica e, se non le irrita, vorrei aggiungere un piccolo pezzo alla sua riflessione. C'è un famoso passo della bibbia ove si dice che il peccato rende schiavi : essi, infatti, sono schiavi della loro narcisistica immagine alla quale hanno immolato la verità pur di sentirsi ancora superiori rispetto alla putrida e poco ''aristocratica'' destra. In fondo, sono schiavi del loro sentimento di superiorità e, dicendo che la sinistra renderebbe liberi dai padroni, vanno in contraddizione con se stessi: perchè, se tu stesso sei schiavo dei tuoi sentimenti, come puoi rendere liberi gli altri dal proprio padrone? Naturalmente non puoi. Li renderai schiavi al pari della schiavitù che i militanti di sinistra hanno verso se stessi.
    Un saluto, da Salerno(p.s. spero lei venga una volta a salerno. sarei ben lieto di poterle porgere i dovuti omaggi che merita)

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  60. Grazie da un operaio lo so'lei ora si definisce di destra ma sono anni che argomenti simili non ne sento dalla pseudo sinistra auguri e buon lavoro

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  61. Hai scritto:

    "All'alternativa non lavoriamo solo noi: lavora anche l'avversario, che ha (ancora) mezzi potenti per imporre la sua propaganda."

    Ecco secondo me questa è la cosa che sfugge più di tutte al "tuttosubitista in buona fede" (... mah... va be'...)

    Perderanno, sì, per i tanti motivi già detti tra cui io metto in primis l'ottusità mediocre ed autoriferita che gli impedisce di scendere a patti con la realtà (la rana e lo scorpione); ma non presto e non certo perchè resteranno lì fermi a farsi allegramente sparare addosso come delle anatre nel laghetto.

    In altre parole, per quanto inevitabilmente destinati alla sconfitta rimangono, oltre che stronzi, pesantemente armati, pericolosi e tutt'altro che passivi.

    Quindi, poiché a stringere il coltello impugnato ancora dalla parte della lama, (non è bello a dirsi ma è così), ci si fa male...

    «Fabio aveva deciso di non esporsi al rischio e di non venire a battaglia [con Annibale]. [...] Inizialmente tutti lo consideravano un incapace, e che non aveva per nulla coraggio [...] ma col tempo costrinse tutti a dargli ragione e ad ammettere che nessuno sarebbe stato in grado di affrontare quel momento delicato in modo più avveduto e intelligente. Poi i fatti gli diedero ragione della sua tattica.»
    (Polibio, III, 89, 3-4.)


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  62. Buon anno, professore, Lei e "la squadra" siete la nostra speranza.

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  63. Sono compiutamente conscio del fatto che, in democrazia, per incidere su un sistema complesso come il governo di una nazione ci vogliano tempi lunghi e grandi capacità di utilizzarli al meglio per costruire la necessaria consapevolezza nel necessario numero di elettori (se poi si vuole "fare presto" c'è sempre la strada del "golpe", ma allora non siamo più in democrazia,giusto?).
    La squadra che si "allena" in Asimmetrie è una élite selezionata e veramente temibile per i nostri avversari, che l'hanno prima ignorata, poi ridicolizzata. Ora siamo alla fase del combattimento, e prima o poi arriverà quello della vittoria.
    La trincea è stretta e fangosa, il filo spinato è ovunque, ma ogni volta che si fanno due passi avanti e mezzo indietro si è un passo e mezzo più vicini alla meta.
    E parlando di consapevolezza dei tempi necessariamente lunghi, voglio sognare

    * a breve termine, che l'attuale governo venga prima rafforzato alle prossime europee con una avanzata in termini di percentuale aggregata, e che all'interno della coalizione il peso di Lega - Salvini Premier superi quello del M5S

    * a lungo termine, che si possa arrivare con tali equilibri a marzo 2022, in modo da poter eleggere finalmente un Presidente della Repubblica estraneo alla linea pro-europa,in discontinuità con la triade Ciampi - Napolitano - Mattarella.

    Spero di poter vedere tutto ciò accadere in un clima di serrato ma civile confronto democratico, anche se temo che anche questa cosa possa accadere solo se i paladini della rettifica delle asimmetrie saranno in grado di compiere il proprio lavoro.

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  64. Ho fatto bene a passare e leggere i commenti: mi sono ricordato che voglio confermare il supporto ad a/simmetrie anche per quest'anno. Buon lavoro!

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  65. Quanta pazienza, caro Senatore! E che purezza di combattente, come S.Giorgio, per combattere il drago dell'ignoranza come della saccenza, della presunzione come della falsa modestia. La leggo da pochi mesi, ma nel mio piccolo sono già riuscito a convincere altri due pensionati come me, che le misure sulle pensioni sono opportune e compatibili con "le condizioni al contorno". E non disperi per il feed-back del suo lavoro: Viresque acquirit eundo.

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  66. Buon anno Professore, a lei e alla sua famiglia.
    E grazie per tutto cio' che fa.

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  67. Auguri a tutto lo Staff di Asimmetrie.
    Grazie della vicinanza.

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  68. Esimio senatore, vedo che ha ricevuto istruzioni per trasformare la Lega nella nuova D.C. Cosa non del tutto negativa, peraltro. Solo che, noto, lo sta facendo piddinizzando i suoi followers, per meglio dire facendoli rimanere tali, col solito sistema dell'autoritarismo paternalista, di chiaro stampo democristiano: “...noi siamo i buoni padri di famiglia... ” od “ io non sono cambiato, vi educherò ”. Sì, professore, con la bacchetta sulle manine o con la verga sulle chiappette! Sa, a loro piace così. Probabilmente avrà ragione lei, o vero coloro che le hanno dato le istruzioni, in puri termini elettorali. Resta il rammarico che chi vi ha votato lo ha fatto in un ambiente di, ahimé presunta, confidenza. Vabbe', la politica funziona così. Lei ha dimostrato molta umiltà nei confronti del partito che la ha accolta nei suoi ranghi, riprendendo invece l'antica arroganza nei confronti dei suoi elettori o simpatizzanti (mi passi il termine). Come economista la sua arroganza rimaneva nel tratto personale, come politico le cose cambiano. Evidentemente un nuovo Bagnai non è possibile e le ferie le fanno male. Ma tutti sono inutili e nessuno indispensabile.
    Due cose prima della fine dei nostri rapporti di corrispondenza, i quali credo le interessino come la pelle d'un fico secco.
    La prima è che a mio parere la democrazia non funziona come lei dice, ma: il popolo elegge dei rappresentanti che a loro volta eleggono, attraverso il voto di fiducia, un governo: non c'è tutta questa distanza fra maggioranza e governo per cui se questi rompe troppo lo si manda a casa. Siamo una repubblica parlamentare. Dipende tutto da quello che decidono al partito, se conviene andare o no alle elezioni. E se conviene per avere una maggioranza del proprio partito che può dirsi concorde con quello che si intende fare. Non c'è la distanza fra maggioranza parlamentare e governo che lei sembra sottendere. Dovrebbe ricordarsi e riflettere sui ' bei ' tempi dei governi democristiani.
    La seconda è che c'è un refuso in uno dei suoi commenti: lei afferma: “ la maggior parte dei miei lettori non mi legge ” dovrà dire: “ la maggioranza dei miei elettori non mi legge ”.
    Ora, in futuro voterò Lega come ho fatto pensando a un rapporto finalmente nuovo con un partito? Forse sì, forse no, dipende da come mi converrà: i miei interessi non coincidono necessariamente con quelli nazionali. Ed è iniziato un anno nuovo. Ma non sarà comunque ' per ' la sua presenza politica. Forse lo sarà ' anche '. Le rimangono senza dubbio i meriti, che per altro si prende tranquillamente da solo, della sua attività tecnico divulgativa.
    Da giovane non votavo D.C. perché mi faceva schifo e non votavo P.C.I. perché mi faceva schifo. Spesso non votavo, come anche lei ha confessato. In futuro dipenderà da come mi girerà in quel momento. In fondo conto solo un voto, no?
    Come saprà, se avrà avuto il tempo e la bontà di leggere i miei insulsi commenti, non sono un 'tuttosubitista', vocabolo che vi siete inventati per far finta che nulla sia successo, perciò non la metta su questo tono ché non è pertinente. Rimane piuttosto un senso di “ ragazzo, lasciami lavorare... ” che speravamo di non dover condividere con i nuovi partiti al potere, non essendo la gran parte di noi educati nella Unione Sovietica.
    Le auguro buon lavoro e le trasmetto i sensi della miglior (al momento) cordialità dei miei saluti,
    dott. arch, Renato Pagnoncelli.

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    1. Pensavo fossi un ingegnere! Per il resto, direi che il tuo contributo si commenta quasi tutto da solo con le parole del noto capo indiano, che tu stesso evochi (perché hai fatto le scuole alte quando erano tali!). Avrei due cose da dire, ma ne dico una sola: è esattamente il fatto che il nostro rapporto non sia cambiato a costituire la vostra garanzia. Al vostro posto sarei molto più infastidito e preoccupato se il vostro Alberto ora cominciasse a strisciare piatendo il vostro consenso, che non ha mai voluto prima (perché bastava la forza degli argomenti) e non ricerca dopo (perché basta la forza di un progetto politico del quale ho intuito le potenzialità nel 2011, quando mi preoccupavano). Ma, appunto, il vostro Alberto a qualcosa serve: somiglia a voi e racconta voi, non me. Tu faresti così, non io. Viva la diversità!

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    2. Sprovveduto. Non vede al di là del proprio eguccio.

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    3. Non hai capito niente, forse non hai nemmeno letto, e offendi. E questo è proprio il ' tuo ' Alberto. 'Sticazzi a questo punto lo dico io.

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  69. Buon anno Alberto.
    Condivido in toto il post, effettivamente su Twitter quando fai notare che con il 17% dei voti la Lega non ha la maggioranza e che il contratto di governo non preveda l'uscita dell'euro (per fare un esempio), vari tuttosubitisti iniziano a sbraitare :)
    E sempre loro credono a qualsiasi fregnaccia leggano sui giornali, facendoci anche una sorta di rassegna stampa (Musso buon anno anche a te).
    Come si dice in Abruzzo, "in cu... si, in testa no!"

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  70. Mettiamola cosi: io tendo ad essere molto indulgente con la parte politica che voto, e questa volta non faccio eccezione! La nostra consistenza numerica non ci consente ancora battaglie in campo aperto sul "tema dei temi" mentre, dove possiamo, abbiamo già scavato un vallo definitivo (vedi immigrazione clandestina)
    Tornerei al "tema" introducendo una variabile che mi è familiare: i mercati finanziari. Siamo prossimi allo scoppio della più grande bolla di sempre! Se è vero, come è vero, che ci troviamo in una economia dominata (come non mai) dalla finanza e dalla mala finanza delle banche centrali...beh abbiamo davanti a noi una crisi epocale innescata del rialzo dei tassi da parte della Fed. Tardivo, insufficiente ma comunque in grado di far esplodere la bolla costruita sul debito. Questo fatto, unito ad un ciclo americano oggettivamente maturo, nonostante gli sforzi straordinari del compagno Donald, renderà la prossima recessione mondiale molto dura. E arrivo alla domanda chiave: non sarà questa devastante recessione a fare in colpo di grazia all'euromostro? In pratica: quando tra un anno l'Europa si troverà in recessione, sarà chiaro il fallimento della BCE che, partendo da tassi già a zero, dovrà riconoscere la propria impotenza. Morta la politica monetaria, rimarrebbe solo quella fiscale...cioè quella che per il verbo europeista può essere solo pro ciclica...detto in un altro modo: con un PIL il calo, i deficit necessari a supportare l'economia salgono e diventano pure incompatibili con il mantenimento del debito PIL. A quel punto di tensione estrema, cosa faremo noi (i buoni) e cosa faranno Tutti gli altri?

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  71. Condivido fortemente la posizione di Chiara. Fra i tuttosubitisti e gli avversari del governo esiste una terza categoria: quella di chi, avendo votato Salvini per il suo programma radicale, comprende la necessità di manovre tattiche e ritirate strategiche ma a patto che vengano presentate come tali: come mezzi in vista di un fine, non come obbiettivi acquisiti.

    Se l'idea è quella di portare avanti una guerra di logoramento contro i poteri euristi contando sul progressivo indebolimento dell'avversario (crescita dei movimenti/partiti antisistema, elezioni europee, progressiva infiltrazione nel deep state e nella RAI, fine del mandato di Mattarella, inversione dei rapporti di forza coi 5 stelle) lo si dica - esplicitamente o almeno implicitamente - anziché colpevolizzare chi si trova sconcertato dall'eclatante cambiamento di toni e di indirizzi verificatosi nell'arco di pochi giorni.

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  72. Personalmente anche se era già tutto molto chiaro è sempre un piacere leggerla. Quindi confermo la mia fiducia, se ce ne era bisogno, all' uomo, all' economista e al politico. Stasera rinnovo il contributo annuale ad Asimmetrie. Un augurio di buon 2019 a lei e a tutta la comunità.

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  73. Belle le invenzioni del "Tuttosubitismo" e delle numerosissime e distorte interpretazioni personali dell'Alberto che "voi vorreste" come prossimo nemico da combattere.
    Temo che si inceda pervicacemente nella strategia dialettica che credevo peculiare di certi ambienti... non sò, magari mi sbagliavo.
    Buon anno a tutti

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  74. Credo che il governo abbia fatto bene ad adoperarsi per evitare la procedura d'infrazione perchè le tensioni "politiche" che ne sarebbero conseguite avrebbero indotto i mercati (fatti da uomini fallaci con grosse responsabilità di gestione finanziaria)ad innalzare ulteriormente lo spread e, probabilmente, le agenzie di rating a declassare il nostro debito pubblico fino al livello spazzatura. In politica, come in guerra, bisogna avere intelligenza e pazienza. Alcune curiosità: adesso che la manovra è legge e dopo che le riforme fondamentali (RdC e quota 100)verranno dettagliate nei provvedimenti attuativi a che livello dovrebbe attestarsi lo spread e quanto rapidamente? Ai mercati basterà questo o vorranno vedere i primi dati sulla crescita? Spera concretamente che in Europa si possano modificare i parametri fiscali e la politica monetaria entro il 2019, in modo da permettere una revisione delle clausole di salvaguardia sull'IVA del 2020 e 2021?

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  75. Buon Anno a Lei e a tutta la setta. Ad maiora
    Luca Torresan

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  76. anche kutuzov era circondato da tuttisubitisti, per fortuna della russia li ignorò...

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  77. Buon anno senatore! Io sono un "tuttosubitista" essendo una persona di natura impaziente, lo sono in tutti o quasi gli aspetti della mia esistenza. Mi rendo però perfettamente conto che con il 17% la lega ha compiuto un piccolo miracolo con questa finanziaria che e un importantissimo passo verso l'indipendenza da un sistema che ormai ha messo radici molto profonde. Bisogna confidare nella vs capacità e coesione nel fare i passi giusti al momento giusto. Speriamo che questo sistema imploda, speriamo che salti l'asse Franco tedesco, un rapporto contro natura che neanche le piu moderne ed "avvincenti" teorie gender possono spiegare! Speriamo di uscirne nei prossimi 10 anni. Buon lavoro senatore

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  78. Buon anno, Alberto, e buon anno a tutti. Resistere, basta anche un solo giorno più di loro.

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  79. Il mio professore di filosofia del diritto soleva dire che la comunicazione è un miracolo: il fatto che una persona possa veicolare concetti complessi attraverso parole o segni e che queste vengano correttamente interpretate e contestualizzate, dovrebbe riempirci il cuore di meraviglia. In questo senso, mi permetto di dissentire dalle sue conclusioni, perché ritengo che in molti qui abbiano compreso e le siano riconoscenti, e questo non è poco.
    I miei migliori auguri, felice di vedere che trova ancora tempo e gusto di lasciarci qualche benevola e salutare punzecchiata sul blog.
    Leonardo

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  80. Buon Anno!

    La storia del cambio a 1.000 lire è una cialtroneria che però si è radicata nell'immaginario collettivo ed è veramente bizzarro come tra tutte le cose realmente nefaste dell'Euro molta gente si sia fissata invece con l'unico aspetto ininfluente di tutta la nefasta storia.
    Il problema è però che la massa non comprende i meccanismi di una economia aperta verso l'Estero e guarda alle transazioni spicciole domestiche per cui pensa che a 1.000 lire i prezzi dal fruttarolo non sarebbero raddoppiati. Ignora totalmente che con tale conversione, stante ferma quella del Marco sull'Ecu, al 1 gennaio 1999 una VW tedesca sarebbe costata in Italia instantaneamente il 48% in meno e l'Italia sarebbe stata invasa dalle esportazioni tedesche...

    La massa ignora totalmente che la bolla immobiliare sia stata una diretta conseguenza dell'adozione dell'Euro, come se fosse normale che in meno di 10 anni un bilocale da 80 milioni di Lire arrivasse a costarne 200 di milioni.

    E questo deriva dalle modalità di entrata nell'UE e nell'Euro con la stragrande maggioranza della popolazione (anche laureata) che non sapeva cosa fosse l'ECU, di cosa fosse stato lo SME e come fosse disfunzionale una unione valutaria tra paesi poi fiscalmente e politicamente indipendenti.

    Io personalmente credo che gli italiani agli inizi dei 90' erano talmente sprovveduti e rincretiniti che si sarebbero fatti imporre tranquillamente anche unione fiscale e politica senza colpo ferire, per cui non capisco la necessità del salasso eurista teorizzato da tal Aristide.

    Cmq quello che manca al momento al dibattito per fare massa critica è un programma televisivo nazionale apertamente e squisitamente sovranista nel quale si faccia approfondimento di parte (con un uso sapiente dell'info-grafica) nei tempi giusti, libero dai condizionamenti del contraddittorio degli attuali talk-show che sono i primi responsabili della confusione.

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  81. Caro prof sen,
    auguri (in ritardo, ma vabbè).

    Davvero mi è difficile comprendere come tanti (troppi?) non capiscano due cose elementari (elementari in quanto non si tratta di questioni tecniche come il regime di cambio fisso, o quale sarebbe stato il cambio ottimale, ma di puro senso comune):
    - se Roma non è stata costruita in un giorno, il suo abbattimento non può essere fatto in una notte. A meno di non amare gli esplosivi, i bombardamenti e le ovvie macerie che ne conseguono. Per uno smantellamento ottimale ci vuole tempo. Chi preferisce l'abbattimento immediato e senza mezzi termini o è un cretino che si ritroverà a piangere sotto le macerie, o è un provocatore figlio di buona donna che delle macerie se ne frega perché non ha casa a Roma ma nelle Hamptons (per restar nella metafora). I cretini non sono i benvenuti, e nemmeno i provocatori figli di buona donna.
    - l'orizzonte temporale di questo governo sono i 5 anni di legislatura, checché ne dicano e scrivano i nostri intellettuali da riporto e i pennivendoli di risulta, perché questa è la volontà politica (a prop. di volontà politica, cfr. "Le mani sulla città", regia di Francesco Rosi). Quindi le somme andranno tirate nel 2023, e nel frattempo ci saranno state: le europee, la conclusione della questione Brexit, alcune elezioni politiche qua e là in Europa (probabilmente con esito pari a un terremoto), il secondo mandato per Trump, l'elezione di un presidente della Repubblica meno impregnato di retorica da tinello, piccole cose di cattivo gusto, esibizione di buoni sentimenti giulebbosi e di finte lacrime che seguono sempre la corrente.

    La guerra (parlando per metafore politiche) è appena iniziata, queste sono solo le prime scaramucce, e prima di vincerla (perchè le guerre è sempre meglio vincerle, De Coubertin in questo caso non vale) ci vorrà del tempo.
    Per adesso è inverno (in senso figurato), occorre resistere in trincea, affilare le baionette, lubrificare fucili e pistole e prepararsi all'insurrezione in primavera. Chi esce dalla trincea prima del tempo non è un coraggioso, è un pirla velleitario che ci rimette la ghirba. Il primo scontro campale sarà con le europee. Stiamo calmi e concentrati, perché fino a maggio gli euroinomani le proveranno tutte per far cadere il governo e/o descriverlo come una banda di nazisti, nemici dell'orfano e della nonnina.

    È il momento di essere compatti. Gli individualismi sono controproducenti.

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  82. Aspettavo questo suo post. Quando scrisse che con il 17% dei voti si fa quel che si può,mentre con il 71% si fa quello che si vuole mi son detto: ma avranno capito i lettori del blog quello che significava nelle sue ripercussioni politiche questa affermazione? Mi risposi di no. E non mi sbagliavo. Navigando nel mare magnum dei vari blog è tutto un piangersi addosso per non avere giocato al rialzo,o aver difeso il 2,4 con le unghie e con i denti.Ovviamente il grande accusato è Lei. Pochi si sono resi conto che se anche ci fosse una discrepanza fra le sue precedenti affermazioni e le odierne ,ora dalla Montagna dello scranno parlamentare che occupa l'orizzonte può apparire più ampio e diverso.
    Da Polibio :Ma a Roma e tra le file dell'esercito la prudenza di Fabio venne interpretata in modo errato. Fu persino sospettato di voler prolungare la guerra di cui avrebbe potuto mantenere il comando, di viltà, di inettitudine e perfino di tradimento, quando Annibale incendiò i terreni circostanti, risparmiando i poderi di Fabio, per far cadere su di lui il sospetto.Fabio aveva deciso di non esporsi al rischio e di non venire a battaglia con Annibale. Inizialmente tutti lo consideravano un incapace, e che non aveva per nulla coraggio, ma col tempo costrinse tutti a dargli ragione e ad ammettere che nessuno sarebbe stato in grado di affrontare quel momento delicato in modo più avveduto e intelligente. Poi i fatti gli diedero ragione della sua tattica.
    Buon Anno Senatore Bagnai

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  83. Condivido in toto il post e sono soddisfatto dei risultati fin qui ottenuti dal Governo. Confesso per per un attimo la tentazione del "tuttosubitismo" mi ha artigliato la gola cercando di trascinarmi con sè. La consapevolezza che non è possibile ne auspicabile far cambiare improvvisamente direzione ad un sistema molto complesso come è l'organizzazione e l'amministrazione di uno Stato, mi ha però subito ricondotto sui giusti binari.
    Questa consapevolezza nasce, oltre che dall'esperienza personale, anche dalle letture fatte in tanti anni su questo blog, dall'aver "annusato" il nostro Alberto tramite i suoi scritti e dall'essermi "svegliato" proprio grazie a questi, dal torpore piddino in cui fino al 2012 mi ero crogiolato.
    Capisco però chi invece si è lasciato prendere dalla tentazione "tuttosubitista", che come le sirene di Ulisse ha per taluni un canto irresistibile, sopratutto dopo anni e anni di attesa. Capisco perchè faccio anche mia quella che ritengo essere poi la principale critica rivolta da chiaraped:

    " non capisco perché non si possa dire semplicemente (anche per omissione) che per motivi X (forse lei li saprà io no) dopo aver Salvini e Di Maio caricato a mille le aspettative degli elettori e lo spread hanno deciso di non andare allo scontro con l'Europa licenziando una manovra inadeguata alle necessità del Paese."

    A mio modesto avviso c'è stato un errore comunicativo iniziale, commesso forse per troppo entusiasmo, che ha elevato troppo le aspettative degli elettori.
    Chiaramente, ragionando razionalmente, poi ci si rende conto che il "tuttosubitismo" è una cazzata, ma quando si parla sopratutto alla pancia (vuota) della gente prospettandogli la tavola imbandita con ogni ben di Dio e poi gli si fa trovare un brodino, qualcuno inevitabilmente se ne risente.

    Un buon 2019 a tutta la community di Goofynomics.

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  84. Buon anno, prof.

    Avevo scritto un lungo e articolato commento di oltre 6000 caratteri, troppo lungo per un singolo post e troppo modesto per due.

    Quindi chissenefrega. I dati fondamentali sono chiari - siamo minoranza nella Lega, figurarsi nel governo, e la Lega di base è un partito liberista pro-business con vene leniniste ma affatto marxiste. Ma tanto TINA, quindi entri in campo il grande capo indiano e continuiamo a bere dalla pozza d'acqua sporca per attraversare il deserto: questo è lo scenario, piaccia o meno. Tenendoci la speranza che cambi, lo scenario, prima che il viaggiatore muoia o la pozza evapori.

    Almeno all'interno della maggioranza abbiamo un'ottima squadra che mette pezze dove può, nonché la soddisfazione di sentire risuonare in Parlamento quello che lei dice, e solo questo vale il prezzo del biglietto.


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  85. Buon anno Prof. Senatore. Ci vuole un'immensa pazienza. Come sempre con questo post ha posto un paletto importante. Non c'è spazio per gli impazienti, è necessario che si rendano conto che il 17 per cento non è il 51%.

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  86. Buon anno Professore, e grazie per questo post che ritengo fondamentale per una visione chiara e complessiva di quanto Lei, i Suoi Colleghi di partito e il nostro Governo avete fatto, in appena sette mesi.
    Pretendere di più, dopo i tanti "pozzi avvelenati" lasciati dagli esecutivi precedenti (alcuni anche dopo il 4 marzo) sarebbe pura follia; dobbiamo ancora ascoltare i Vostri pregevoli interventi solo perché ogni tanto vengono linkati (come in questo post) o perché qualche amico su twitter li condivide.
    La quasi totalità della cosiddetta "stampa" continua la sua insensata battaglia nel descrivere scenari inesistenti e mistificare la realtà.
    Ed è quindi una vera battaglia cercare di discernere la pula dal grano (cit.), forse i Carbonari faticavano di meno.
    Lo scenario nel quale nacque il vomitevole fate presto dovrebbe far riflettere i "tuttosubitisti" per evitare, quantomeno per reazione, che lo si utilizzi ancora.
    Tuttavia voglio davvero sperare che la vergogna della fattura elettronica non produca i danni da noi paventati (il Collega @giuslit docet) perché, e glieLo dico con il cuore in mano, il rischio è serio e reale e tra tutti i pozzi questo è davvero il più letale.
    Per le nostre piccole imprese, per noi professionisti e per chi non ha potuto (?) o voluto disinnescare questa bomba a orologeria, forse messa lì apposta per farla esplodere al momento giusto.
    Con rispetto.

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  87. Auguri Prof. La ringrazio per tutto quello che fa e scrive/dice.
    Il suo post non fa una grinza, però un appunto io me la sento di farlo.
    Ho seguito i dibattiti virtuali, soprattutto su Twitter, di chi aveva voglia di commentare la manovra di bilancio e i tuttosubitisti non erano gli unici che affermavano di non capire cosa il Governo abbia intenzione di fare. C'era gente che esprimeva confusione, ma non perché si aspettasse l'uscita immediata dall'Euro, così come non me l'aspettavo io stesso, ma semplicemente perché non è chiara la strategia a lungo termine.
    Insomma Paolo Savona ha proposto delle modifiche ai trattati europei e nessuno degli eurinomani l'ha voluto ascoltare. Adesso si sposta la "deadline" alle europee, dove si spera di non vedere più il PSE in maggioranza del Parlamento Europeo.
    Per carità, si vuole tentare la via della democrazia, così come ha voluto sottolineare dall'inizio alla fine di questo post, e con le motivazioni più alte. Ma se non si raggiunge l'obiettivo? Dovremo attendere altri 5 anni?
    So che lei non è nel governo e quindi magari non ha tutte le informazioni, ma sicuramente ha più informazioni di noi. Io personalmente, come credo altri, vorremmo conoscere, anche vagamente, quali siano le intenzioni nel caso non si vincano le europee. In fondo la situazione rimane preoccupante nonostante si sia arrivati al governo, proprio perché, come ha scritto lei nel post, hanno deliberatamente progettato l'impasse in modo tale da vietarci di uscirne grazie alla democrazia. Quindi se entrare nella maggioranza europea non potrà essere una strada percorribile, può esserlo almeno raggiungere la maggioranza (anche solo relativa) italiana?

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  88. Ehm, sinteticamente, come sto andando a ripetere ormai da qualche mese, ci sono due categorie di persone tra i tuttosubitisti:

    quelli che non hanno capito un cazzo, e si tacciono costernati

    quelli che non hanno capito un cazzo, ma rompono i coglioni.

    Purtroppo i secondi esistono essenzialmente perche una figura catastrofica, il Giacinto Auriti, esperto di diritto della navigazione internazionale, all'improvviso e per chissa quale motivo decise che "sapeva" di moneta!

    Se notate, i tuttosubitisti al 99% sono seguaci dell'esimio professore, esperto di diritto della navigazione internazionale e, purtroppo, assai "incompetente" in campo monetario. Ah, l'ignoranza quanti danni puo fare....

    Vabbe, la guerra è ancora lunga e le battaglie ancora tantissime. Questa primavera noi ci batteremo per le Europee, ma Voi, professore, Voi li a Roma OCCHIO ALLE BANCHE! Perche oggi è partito l'assalto ai nostri risparmi.

    Ah, a proposito di feichnius, ieri sera al servizio sui vent'anni dell'euro leconomista di turno intervistato al TG2 ha esordito con:

    "innanzi tutto l'Euro ci è stato utile perche ci ha permesso di far scendere i tassi d'interesse..."

    Il mio vicino è venuto a chiedermi perche sbraitavo come un pazzo contro Foa, i giornalisti del TG2 e bestemmiavo in 4 lingue... E niente, la narraFFIone continua imperterrita...


    BUON ANNO A TUTTI!

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  89. Buo anno a tutti! Leggere i commenti è una grande emozione: sembra di essere tornati agli albori del blog, con una grande differenza : tuttosubitisti o meno siamo proiettati verso la vittoria, consapevoli che il traguardo è in salita (che vista dal basso, è sempre una discesa)!

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  90. Caro Alberto

    penso che solo chi in un'arte, uno sport, una professione, si sia cimentato in prima persona con situazioni "eccheccevò" (questo è un esempio musicale meno conosciuto) possa arrivare a capire la complicazione del lavoro che stai facendo adesso.

    Con gli altri ci vuole l'infinita pazienza (inscindibile dall'infinito amore) che hai mostrato in questi sette anni.

    L'augurio dal profondo del cuore è che non sia necessario un multiplo biblico di sette... :-)

    Un abbraccio, Enrico

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  91. A volte faremmo bene (io prima di tutti) a ricordare che solo un anno fa eravamo in trincea a lottare mentre ora abbiamo dei rappresentanti in parlamento. Dire che quello che conta è il governo significa arrampicarsi sugli specchi perché nel governo ci sono 3 partiti e non 2. E di questo dobbiamo avere contezza.

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  92. Questo post non l'ho capito mica, ma forse sono semplicemente un po' rincoglionito. La Lega vuole uscire dall'euro per fare ripartire l'economia? Nelle prossime elezioni europee, la Lega farà campagna elettorale per l'uscita dall'euro?
    Per quanto riguarda il voto e la democrazia mi rileggerei il teorema del l'impossibilità di K. Arrow.
    Buon Anno a tutti.

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  93. Caro Professore

    Salto gli auguri di rito e mi permetto di dare una interpretazione dell'origine del "tuttosubitismo"; termine che non mi piace molto, preferirei semplicemente parlare di delusi dall'azione di governo non sufficientemente energica.

    Non mi iscrivo tra questi ultimi, tuttavia provo un certo "disagio da dichiarazione" causato dalla comunicazione governativa e della maggioranza.
    Mi piacerebbe che fosse ripetuto e messo in chiaro che l'obiettivo di lungo termine e' e resta l'uscita dall'Euro e lo smantellamento dell'UE (da rimpiazzare con qualcosa di radicalmente diverso, ma anche no, vederemo) ma che, per ragioni di opportunita' politica e per il rispetto delle regole democratiche, oggi non e' possibile.
    Mi piacerebbe che fosse chiarito che oggi siamo ai primi passi di un percorso che probabilmente sara' lungo e complesso.
    Mi piacerebbe che fosse Salvini a farlo in maniera chiara ed inequivocabile, tale da non poter essere travisato nemmeno dalla stampa di regime e magari creare un po' di maretta.
    Nella trattativa con Bruxelles questo elemento sembra essersi perso e la linea politica sembra cambiata di molto.

    Ecco, forse allora ci sarebbero meno "tuttosubitisti", che oggettivamente non aiutano nessuno.

    Con grande cordialita'

    Roberto Seven


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  94. Il linguaggio della politica non è il linguaggio dell'arte. Questo è difficile da cogliere ma l'antica Grecia può aiutarci: i Greci avevano dodici divinità (per citarne solo le maggiori), ognuna delle quali governava un ambito, un'esperienza umana; pertanto gli Dei non parlavano tutti lo stesso linguaggio.
    Noi abbiamo conosciuto, su questo blog, il Bagnai artista (che parla il linguaggio delle Muse), ed il Bagnai tecnico (che parla il linguaggio chiarificatore di Apollo); ma in politica si parla il linguaggio di Atena, la Dea della persuasione; la Dea che utilizza il linguaggio per mediare, non per ispirare (le Muse), non per infiammare (Ares, con cui, tra l'altro, Atena aveva un pessimo rapporto).
    Questo per dirle che effettivamente ci sono diversi Bagnai, ma non nel senso di identità multiple o identità fake, ma nel senso che ogni ambito della nostra vita necessita di un proprio registro e di un proprio linguaggio. Per civiltà politeistiche, come gli antichi greci, questo era scontato; noi siamo monoteisti e facciamo fatica a capirlo.

    Buon anno e in bocca al lupo!

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  95. In breve:

    "Il nostro gusto deve pur valere qualche cosa anche sui pareri avvolpacchiati dei critici moderni alla Gramsci"

    Auguri e avanti tutta con l'esperimento!

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  96. "L'evoluzione deve ancora trascendere quella semplice barriera"



    Buon anno a Tutti, e grazie al Sen. Prof. Bagnai.



    [INTERSTELLAR - alla scoperta del bluff del piano A – salvare la Terra]



    Murph: [regsitrazione ...] Era tutta una finzione. Ci avete lasciati qui a soffocare, a morire di fame. [Piangendo] Lo sapeva anche mio padre? Papà, voglio solo sapere se mi hai lasciata qui a morire. Io questo lo devo sapere...

    Amelia Brand: Cooper mio... mio padre ha dedicato tutta la sua vita al piano A. Non... non ho la minima idea di cosa stia parlando.

    Dr. Mann: Io sì.

    Cooper: Non ha mai nemmeno sperato di portar via la gente dalla Terra?

    Dr. Mann: No.

    Amelia Brand: Ma sono quarant'anni che vuole risolvere l'equazione dei campi gravitazionali.

    Dr. Mann: Amelia, tuo padre ha risolto l'equazione ancora prima che io partissi.

    Amelia Brand: Allora perché non l'ha usata?

    Dr. Mann: L'equazione non concilia la relatività con la meccanica quantistica. Non basta.

    Cooper: "Non basta". Che altro serve?

    Dr. Mann: Altri dati. Bisogna guardare dentro un buco nero. Le leggi della natura proibiscono singolarità nude.

    Cooper: Romilly, è la verità?

    Romilly: Se il buco nero fosse un'ostrica la singolarità sarebbe la perla all'interno. La gravità è talmente forte che la lascia confinata nell'oscurità dietro l'orizzonte. È per questo che parliamo di buco nero.

    Cooper: Ok... Se vedessimo oltre l'orizzonte?

    Romilly: No, non possiamo, Cooper.

    Dr. Mann: Ci sono cose che non ci è dato conoscere. Tuo padre doveva trovare un altro modo per salvare la razza umana dall'estinzione: il piano B, una colonia.

    Amelia Brand: [Piangendo] Ma perché non dirlo alle persone? Perché quelle maledette stazioni?

    Dr. Mann: Lui sapeva quanto sarebbe stato complicato far lavorare insieme le persone per salvare la specie invece che loro stesse o i loro figli.

    Cooper: Stronzate.

    Dr. Mann: Non sarebbe venuto se non avesse creduto di poterle salvare. L'evoluzione deve ancora trascendere quella semplice barriera. Noi possiamo provare un bene profondo, disinteressato, per quelli che conosciamo, ma è raro che quell'empatia si estenda oltre il nostro sguardo.

    Amelia Brand: [Piangendo] Ma quella bugia... Quella mostruosa bugia...

    Dr. Mann: Imperdonabile. E lui lo sapeva. Era pronto a distruggere la propria umanità per salvare la specie. Ha fatto un sacrificio incredibile.

    Cooper: No! No, il sacrificio incredibile lo stanno facendo le persone sulla Terra che moriranno! Perché nella sua fottuta arroganza le ha considerate irrecuperabili!

    Dr. Mann: Mi dispiace, Cooper. Loro sono irrecuperabili.

    Cooper: No... No...

    Dr. Mann: Siamo noi il futuro.


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  97. Egregio Professore, ho l'impressione che molti non si siano ancora resi conto che la battaglia che si vuole intraprendere ha proporzioni colossali. Siamo Davide contro Golia, un Paese come il nostro indebolito in 30 anni perché privato di importanti risorse e ridotto nella sua autonomia decisionale, non può sperare di vincere scagliandosi a capofitto contro l'intero sistema di poteri sovranazionali. Credo che quanto dico esprima l'agire del governo attuale e mi corregga se sbaglio. Occorre dare segnali netti di discontinuità, facendo quanto ora possibile e nel contempo attendere i tempi giusti per agire con maggiore fermezza, senza rischiare di schiantarci.

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  98. Napoleone diceva: "mai interrompere il nemico mentre sta facendo un errore"...
    Bene! l'euromostro È un errore e bisogna lasciarlo fare ancora per un po'(poco) La storia, politica ed economica, ha bisogno ancora di almeno due tappe per compiersi:
    1) un ribaltamento di equilibri post elezioni europee
    2) la imminente devastante recessione mondiale da scoppio della bolla monetaria

    Entrambe arriveranno del 2019, cioè quest'anno! Che senso avrebbe avuto sparare tutte le cartuccie ora, con il rischio di bruciarsi, quando la meta comincia ad avvicinarsi? Salvini non sarebbe il raffinato politico che è se avesse connesso un errore del genere. La stessa lungimiranza che ha dimostrato non "passando alla cassa" quando il governo stava nascendo ed i sondaggi già ci davano al 30%. Quelli che oggi lo criticano, già allora cominciarono a perdere la pazienza...

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  99. Carissimo professore, le volevo innanzitutto augurare un buon anno e ringraziarla per le sue riflessioni, così come per il link alle interviste e all'articolo di Gramsci. Ho letto tutto con piacere, nonostante nel paradiso ultra liberista in cui mi trovo le vacanze di Natale siano praticamente inesistenti... una piacevole pausa (in più tempi) insomma :)
    Lei sta parlando con una platea di persone ("il mondo") cresciute negli anni del cosiddetto "edonismo raeganiano" e a cui, poco tempo dopo, hanno dato in mano un Twitter. Il "tuttosubitismo" secondo me ha qualcosa a che vedere con questo.
    Però credo anche che parte di questa categoria abbia solo delle legittime differenze strategiche rispetto a lei od alla linea "ufficiale". Che esista un dibattito del genere - quando è costruttivo e quando non provoca divisioni nel partito (qualunque esso sia) - è sicuramente un bene. Mi riferisco a quando non ci si divide sul dove andare o a quando si dubita della buona fede, ma a quando si ragiona con rispetto reciproco sul come, per poi mantenersi uniti nella linea politica decisa a maggioranza. Credo tra l'altro a questo proposito che la Lega sia l'ultimo partito di certa importanza con una struttura leninista.
    Le strategie politica ed economica, scelte, e che lei illustra nelle due interviste sono raffinate, scacchistiche. Piene di buon senso. Però sicuramente qualcuno dei suoi (e)lettori avrebbe preferito più decisione nell'ultimo negoziato, approfittando magari della pressione sociale e politica causata dai gilet gialli. Qualcun altro magari sarebbe andato ancora più lontano (soprattutto con la sua mente, perché essere "lì" è diverso). Qualcuno ha fretta, qualcuno non ce la fa più.
    Quelli sopra sono semplicemente esempi. Anche se personalmente penso che il 17%, possa avere paradossalmente lo stesso peso del 33% se entrambi hanno bisogno l'uno dell'altro per "apparare" 50 (come si dice dalle mie parti.
    Ovviamente sono semplicemente un infiltrato nel dibattito: vivo in un paese a 10.000 km e milito in un partito altrettanto distante dal suo, per cui il mio "voto interno" non conta. Il succo del mio discorso è che dentro della minoranza dei "tuttosubitisti" forse quelli che si sono bevuti lo "Tsipras moment" sono essi stessi un'altra minoranza. Cioè che lei non è affatto un incompreso che parla al vento come a volte, senz'altro un po' scherzosamente, si dipinge.
    Per cui, forza e coraggio per l'anno nuovo che c'è un sacco di lavoro da fare :) E grazie per le ispirazioni che continua costantemente a darmi - pur dalla "altra parte della barricata" - nelle piccole battaglie politiche che provo a fare nel mio piccolo.

    P.S.: Scusi per la punteggiatura e per la mancanza di sintesi. Entrambe insopportabili. Per l'anno nuovo ci lavorerò :)

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  100. "Allora: si è fatto tardi, nel frattempo è iniziato l'anno nuovo, e vorrei riassumere: qui il problema da risolvere, a monte, non è se vi piaccia o meno l'Europa, ma se vi piace o meno la democrazia."

    E la democrazia purtroppo costa: rammento ai seguaci che è giunto il tempo di rinnovare il sostegno ad a-simmetrie...

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  101. Beh,
    innanzitutto buon lavoro anche per quest'anno, e grazie per l'impegno!
    Detto questo io tendo ad essere concreto.
    Direi che riassumendo possiamo individuare due fronti.

    PRIMO l'azione di governo: anche dando per buono che ci possiamo fidare, è comunque nostro diritto e dovere essere di pungolo :-) (tenendo presente che potremmo essere sfiancanti e più di danno che di vantaggio, qualche volta! Quindi occhio).

    SECONDO, e qui è una cosa che possiamo far tutti, chi più e chi meno, cercare nel quotidiano di portare noi quella informazione che manca (garbatamente e riflettendo, lasciamo ai religiosi dell'Euro l'insulto e lo slogan), perché i nostri concittadini, amici, parenti possano anche loro capire (e qui sono dell'idea che servirebbe una sezione di questo o altro sito che riassumesse organicamente la ventina di luoghi comuni che colpiscono sempre come il discorso 1euro = 1000lire e con grafiche accattivanti ecc ecc ).
    Ovviamente poi una vera TV di Stato farà anche lei stessa la seconda parte. Una RAI al servizio della Nazione e dell'informazione come negli anni '60 io continuo tuttora a sognarla: è una cosa che si può fare. E che si deve fare, il più velocemente possibile. Basterebbe tra l'altro ritornare alla RAI fucina di nuovi talenti invece che iperstipendiare vecchi Faziosi.
    Non si può fare tutto subito, ma dirigenti accorti e con polso possono fare la differenza (e qui mi viene sempre in mente Enrico Mattei).

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  102. Solitamente trascorro i capodanno in luoghi rustici di borghi autentici dell’appennino meridionale, ma quest’anno c’è stata la strana eccezione: cenone in città in hotel-ristorante 5* .
    Età media dei commensali 35 anni. Alla mia destra un giovane e simpatico investment banker presso Intesa-SanPaolo di Milano per il quale “l’italia è in deficit di bilancia commerciale da 15 anni”, “l’€uro è irreversibile” , “bisogna fare Leriforme”, “l’€uro ci ha salvati” , “lo spread è causato dall’instabilità politica”, “il deBBito pubblico brutto”, ecc…
    E’stato uno spasso! :D
    Dopo il brindisi gli ho fornito il kit di sopravvivenza composto dai LINK necessari.
    -→> http://goofynomics.blogspot.com/p/blog-page_18.html

    Spero mi stia leggendo in questo momento.
    Ciao Vincenzo! Come promesso, ti presento il prof. Bagnai ;)

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  103. Buon anno senator Bagnai, sempre un piacere leggerLa, ma che fatica! link di qua link di là.....che poi non ce la faccio, quando vedo la parolina blu la devo cliccare è più forte di me. Ma ha mai pensato di quanta gente in più la seguirebbe (ho detto potenziali elettori?) con post più leggeri? quest'anno dispenso consigli....ma sa che forse sono leggermente tuttosubista?

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  104. Quanto al "tentativo orwelliano di riscrittura del passato messo in opera per controllare il futuro", esso mi pare si fondi essenzialmente sulla necessità di una nuova narrazione che hanno i servi di ogni potere, necessità che nasce non tanto per soggiogare gli altri, quanto per sè stessi, per quietarsi la coscienza. Tale necessità è ovviamente tanto più grande quanto più il potere è perverso e distorto.

    Ora, se dovessimo dare per buona la premessa: "A me sembra di avervi voluto dire in questi sette e più anni due sole cose". Tenuto conto che ha scritto oltre 1000 pagine di libri e quasi 2000 post (oltre a twitter e altro che non leggo), beh, può farsi iscrivere al "Guinness world record" come l'uomo più prolisso del mondo, e noi evidentemente passiamo tutti per deficienti.

    In questo post, io ci vedo un po' di riscrittura e per ammettendo che di Alberto Bagnai non ce n'è uno, il suo Bagnai personale, almeno quello "ufficiale che non esce dalla righe nè da sopra nè di sotto nè di lato" si sta decisamente restringendo e asciugando (Non è però detto che sia un male. Ma forse sì. Un domani si vedrà).

    In ogni caso, è un fatto che, anche se aveste il 100% dei consensi, non avreste neanche un terzo del potere (perchè ci sono altri poteri, dai CdA al controllo dei grandi enti pubblici alla magistratura alla Nato, e in ogni caso l'italia non è una democrazia compiuta e il denaro conta più del numero dei deputati) e certamente avete spazi di manovra limitati e i maggiori limiti non vi vengono e non vi verranno certo dal M5stelle. Oltre al fatto che non c'è niente di male in una ritirata tattica, quando non si hanno forze sufficienti ad affrontare l'avversario. Per cui le rinnovo la fiducia.

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  105. Mi paiono parole piene di saggezza e di equlibrio quelle del post ... ovviamente concordo sull'approccio molto concreto

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  106. ...il problema di Salvini è la felpa (NO-EURO) con la quale ha girovagato per il Belpaese negli ultimi due-tre anni

    ...il problema suo, Professore, è sperare di poter cambiare le cose dall'interno

    ...ciò detto, pur deluso, mi astengo dal criticare o dileggiare e credo proprio che sosterrò la Lega, come già fatto, alle prossime €uropee

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  107. Caro Professore, la conosco, la leggo e la seguo da poco, ma lei incarna il mio pensiero al 100%, mi aiuta a comprenderlo e mi rende fiero delle mie intuizioni. Dico mie, ma penso siano molto diffuse, molto piu' diffuse del 5% di cui lei sembra essere convinto. Buffo che il suo partito, che sono fiero d'aver votato tanto quanto convinto di rivotarlo senza il minimo dubbio sia spesso etichettato dai media come fascista, populista, estremista o qualsivoglia. Chi legge il suo pensiero non puo' che sentirsi quotidianamente preso in giro dalla stampa, dagli esperti e dai vari sistenitori di questa nauseabonda rumorosa minoranza. Finche' vedo persone come lei nella Lega sono piu' che convinto che non sia quella da votare perche' le alternative sono quelle che sono, ma perche' voi siete cio' di cui il nostro paese ha bisogno. Continuero' a seguirla con grande stima ed interesse. La ringrazio per questo spledido articolo, un bel regalo per cominciare l'anno con un pizzico d'ottimismo nonostante le nubi globali all'orizzonte

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  108. PARTE 1/2 (Purtroppo non riesco ad inviarla tutta)
    Gentilissimo Professore,
    Con colpevole ritardo le auguro di ricevere il meglio personalmente, prima, e politicamente, poi, parlando da questo nuovo anno.
    Ho letto con attenzione il post, approfittando dell'interminabile rotta che sto percorrendo da Nocera, mia città natia, a Torino, città in cui vivo da ormai due anni per studio. Inutile nasconderle che la lunga parte iniziale della sua trattazione, in cui ha messo in luce il filo conduttore che da sette anni ad oggi l'ha condotta fin qui, mi sia apparsa - in numerosi punti - una sorta di autobiografia. Il puro sentimento di odio per un sistema totalmente antidemocratico, meglio ancora "fascista", perpetrato dal peggio di quella che ancora oggi - ignobilmente - si attribuisce l'appellativo di "sinistra", ha pervaso ogni singolo antro della mia coscienza sin dal momento in cui Lei e chi, come lei, col proprio operato ha contribuito a lacerare il velo di Maya che copriva "una realtà che ci è stata messa davanti agli occhi per nascondere la verità" ed indurci a "fare la scelta giusta". Giusta sì, ma per chi?
    E da qui parte la mia riflessione. Un sistema democratico rappresentativo, e non puramente oligarchico tipico delle tecnocrazie stile UE, pone le proprie fondamenta - differenziandosi da quest'ultimo - sull'accoglimento di quelle che sono le istanze e le reali necessità del singolo cittadino, attraverso i meccanismi di partecipazione passiva e attiva (con voto e non), o rispondendo alle esigenze della "maggioranza" della popolazione. Chi, per contro, si assume l'onere e l'onore di farsi carico di queste istanze, si assume al tempo stesso anche una responsabilità. Responsabilità che richiede in assonanza tutte quelle caratteristiche fondamentali per una democrazia rappresentativa: capacità di mediazione, necessaria, forza di volontà, ma soprattutto competenze tecniche. Conosciamo, tuttavia, la triste storia delle "(in)competenze tecniche" prestate al mondo della politica, in Italia.
    Questo tuttavia è un discorso a parte.
    Il punto è che per compiere determinate "scelte" in nome della maggioranza, e quindi secondo i principi della nostra democrazia, sia di fondamentale importanza che chi sceglie di intraprendere quel tipo di percorso abbia le conoscenze teoriche del "campo" da poter applicare al contesto reale.

    Detto questo, vengo ora al nodo focale del mio pensiero.
    La maggioranza della popolazione, con le ultime elezioni politiche, ha di fatto abbandonato il percorso dei partiti "mainstream", chiedendo a gran voce - col voto al M5S o alla Lega, entrambe forze apparentemente di rottura - un cambiamento radicale. Il cambiamento - considerando le mosse dell'attuale governo - parte dal paradigma della spesa in deficit al fine sostenere la domanda interna ed una simil-ripresa del denominatore nel rapporto deficit/pil. Questo, come da lei insegnato a noi profani dell'economia (in senso stretto nel mio caso, essendo io uno studente di ingegneria), è fondamentale soprattutto in periodi di congiuntura economica recessiva, simile a quello che sta per profilarsi negli ultimi tempi, per evitare "catastrofi" in un Paese. Ma per fare ciò, occorre tuttavia una spesa in deficit decisamente più robusta rispetto a quella attuale e Lei, in tutta la sua onestà intellettuale, l'ha ammesso senza peli sulla lingua nel suo intervento in Senato. Ma tralasciamo questo discorso, perché quanto ottenuto non è di certo per sua volontà, non essendo appunto Lei nè PARTE DEL Governo né IL Governo.
    [CONTINUA 1/2]

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  109. PARTE 2/2
    Ritorniamo al discorso del cambiamento. Dicevamo che uno dei paradigmi fosse quello della spesa in deficit. Ma, come ci ha spiegato in questi anni, il problema alla radice risiede altrove. La spesa in deficit in periodi recessivi è solamente un placebo, un palliativo. In un modello di Eurozona come quello attuale, ovvero quello di un'area valutaria non ottimale, l'esplosione delle crisi e delle asimmetrie è (volutamente) all'ordine del giorno. Quale strada perseguire, allora, per risolvere questa incombenza? E' chiaro che o si riforma in senso stretto la zona Euro verso la tanto decantata "Più Europa", oppure si rompe questo meccanismo.
    Ed è proprio qui il nocciolo della mia critica.
    Lungi da me volermi iscrivere nella lunga lista dei "tuttosubitisti". E' evidente che sia necessario attendere e studiare attentamente ogni singola mossa in questa complessa scacchiera monetaria. La mia preoccupazione, però, è che il proseguire lungo la strada della "riforma" o della "rinegoziazione" di parametri fiscali e monetari - quella di cui insomma lei parlava nelle due interviste a "Il Mattino" e "La Verità" - possa inevitabilmente condurre verso quella "scelta giusta" di cui parlava "Aristide". Non esiste un'idea di "altra Europa", proprio perchè questa è esattamente quella progettata a partire dalle più bieche intenzioni dei suoi padri fondatori. Un'idea che contrasta con quella di democrazia. Quindi, qualsiasi mossa volta a "riformarla" rischia di portare ad un'avvicinamento al "Più Europa" nelle intenzioni degli ideatori, perché necessita di un cedimento delle residue istanze di sovranità (e quindi di democrazia stessa) ancora garantite dalla nostra costituzione. Insomma, la classica carota dopo la bastonatura.
    Ed ecco il perché del mio discorso iniziale sulle competenze tecniche di chi fa politica. Il compito dell'esponente democratico, rispetto a quello del politico oligarca, è quello di farsi carico delle istanze della maggioranza della popolazione e tramutarle, attraverso le personali competenze tecniche, in azione concreta che vada a soddisfare proprio quelle richieste.

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    1. Passi il commento a puntate. Domanda secca (dopo aver ringraziato per i complimenti): i miei due saggi li hai letti?

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    2. Ahahahah ha ragione, mi scusi, Professore!
      Purtroppo ho dovuto farle questa (ahimè lunga) esposizione per farle comprendere a fondo il mio pensiero e i miei "timori".
      Non ho ancora letto "L'Italia può farcela" (ma me lo sono ripromesso una volta terminato l'altro), invece per quanto riguarda "Il tramonto dell'Euro" (a causa dell'attuale e ultima sessione d'esami magistrali) mi sono fermato a poco dopo la metà, ma conto di riprenderlo entro un mesetto, il tempo di concludere il tutto.

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    3. E se saltasse fuori che con questo tuo feuilleton abbiamo perso tempo in due, perché la risposta è già stata data (a chi può capirla)? Sai, quando ho fatto la mia domanda, da bravo studente sapevo la risposta…

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    4. Vuol dire che non appena arriverò a quel punto (supponendo di riuscire a capire la risposta) potrò fare addirittura duplice ammenda. Per il momento mi scuso per aver esposto (in maniera grossolana) alcuni miei timori infondati, ma comprenderà che sono pur sempre un "novizio".
      P.S. Ad ogni modo lungi da me voler polemizzare con lei (mi riferisco anche ad alcuni miei post/mail non molto lontani nel tempo), visto che la considero un mio punto di riferimento culturale (sul piano economico e non solo) e politico. La stimo profondamente!
      Un abbraccio.

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  110. PARTE FINALE (Aggiuntiva)
    In estrema sintesi:
    1) Gli italiani (almeno la maggioranza) hanno chiesto un cambiamento radicale, e vi appoggeranno (TRA CUI IO) anche nel discorso europeo;
    2) Il cambiamento, in nome di quei valori che ci legano, Professore, deve essere volto a garantire le istanze democratiche della popolazione e che essa stessa ha chiesto di salvaguardare. L'idea del "Più Europa" affrancata da un progetto "riformista" o "rinegoziatore" COZZA con questa aspirazione;
    3) Il meccanismo democratico ha conferito il mandato alle forze del "cambiamento" di provare tutti quegli espedienti in grado di migliorare l'attuale conformazione del disegno europeista. Questo deve avvenire "a partire da" e "secondo quelle che sono" le VOSTRE competenze tecniche. Se oggi sappiamo che l'unico modo in extrema ratio per far cambiare REALMENTE rotta al paese sia quello di "rompere" il sistema di cambi fissi, allora voi avete pieno mandato di poterlo realizzare (secondo le dovute tempistiche e secondo le, ovvie, personali considerazioni politiche).
    So che verrebbe da dire "ma se vale questo ragionamento per chi ci ha votato oggi, valeva anche per chi ha votato i Prodi vari e che voleva l'Euro e l'Europa". La differenza, tuttavia, rispetto ad allora è sostanziale. Ed è in ciò che tra le righe fu detto da "Aristide": "Il sistema è stato volutamente costruito secondo determinate contraddizioni, ma il tutto è stato abilmente nascosto al fine di ingabbiare la volontà popolare lungo una direzione". Il vostro compito, adesso, è invece di fare il contrario di ciò che fu fatto allora, alla luce del sole, informando chiaramente tutti noi (e non al buio delle "stanze dei bottoni") proprio perché VOI (e noi) sostenete e credete in un reale progetto democratico.
    La ringrazio per la pazienza che ha avuto nel leggermi fin qui, caro Professor Bagnai. Spero che capisca che la mia vuole essere una critica costruttiva, proprio perché credo in lei e nella sua battaglia volta al rispetto dei nostri diritti inalienabili, tra cui - secondo la dichiarazione di indipendenza USA - quello alla ricerca della felicità.
    "La democrazia è conflitto. Quando il conflitto cessa di esistere, quello è il momento delle oligarchie. In sintesi, la democrazia è lotta per la democrazia, e non sono certo coloro che stanno nella cerchia dei privilegiati quelli che la conducono" (Gustavo Zagrebelsky).

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