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domenica 23 aprile 2017

La "political economy" dell'onorevole Boldrini secondo Michéa




"Loro [i migranti] sono l'avanguardia di quello, dello stile di vita che, presto, sarà uno stile di vita per moltissimi di noi".

Ipsa dixit.


(...da Il complesso di Orfeo, scolio D al capitolo IV, traduzione mia dall'originale francese [poi fatevi due risate con la traduzione del traduttore, se vi capita, che sicuramente saprà il francese ma non l'italiano]...)


[D]

[...un'umanità sospinta da un moto browniano perpetuo...]

Al centro dell'immaginario liberale troviamo la celebre massima dell'intendente Gournay (1712-1759) "laissez faire, laissez passer". Una fra le implicazioni logiche di questo dogma fondante è la necessità di riconoscere agli individui dell'universo mondo "il diritto elementare di circolare e installarsi dove desiderano". Diritto "elementare" di cui l'abolizione integrale delle frontiere rappresenta, nel programma liberale, una delle tante applicazioni. Sarebbe evidentemente assurdo dedurne che una società postcapitalista dovrebbe limitare al massimo la libera circolazione delle cose e degli individui, o che dovrebbe fissare per sempre un'attività particolare per ogni cittadino. In realtà, la sola questione importante è sapere se una società che incoraggiasse così il "nomadismo" e la mobilità perpetua (vuoi geografica vuoi professionale) - e nella quale, di conseguenza, il moto browniano degli individui atomizzati sarebbe diventato il loro stato naturale - potrebbe garantire all'insieme dei suoi membri un'esistenza veramente umana (poiché tale è la convinzione di Badiou e di tutti i liberali).

A mio avviso vi sono almeno tre ordini di motivi che invitano a criticare questo principio di una società fondata sull'ideale di mobilizzazione generale (o di "vita liquida", se preferite il concetto proposto da Zygmunt Bauman). Ci sono, innanzitutto, motivi ecologici. Un mondo in cui miliardi di individui fossero presi in un turbine turistico incessante porrebbe (oltre ai problemi logistici, in termini alberghieri e abitativi), un enorme problema energetico. A meno di immaginare che tutti questi spostamenti avvengano in bicicletta (ma mi è difficile immaginare i discepoli di Badiou che vanno in Cina con questo mezzo), è chiaro che le risorse di cherosene (per non parlare dell'inquinamento) sarebbero palesemente insufficienti per alimentare questo balletto fatato in cui milioni di individui si incrocerebbero ogni giorno nel cielo (motivo per il quale ho proposto di chiamare "sinistra cherosene" i difensori di questo nomadismo integrale).

Poi, l'idea così cara a Michel Rocard e Jacques Attali secondo cui, nella società del futuro, ognuno dovrà cambiare dieci volte professione e residenza (privilegiando il più possibile lo stabilirsi "all'estero") ha senz'altro un senso nella logica capitalista dell'impiego, ma non ne ha quasi alcuno nella logica dei mestieri. Questi, in effetti, richiedono un apprendistato tecnico e un savoir-faire pratico che non può essere acquistato senza molto tempo e sforzo, e che presuppongono, di conseguenza, un certo grado di vocazione, di costanza e di stabilità. È senz'altro possibile diventare, dall'oggi al domani, "addetto alle pulizie" a Amsterdam o fattorino per una pizzeria di Dubai, ma è profondamente illusorio pensare, come Michel Rocard, che si potrebbe essere in successione chirurgo a Londra, idraulico a Taiwan, astrofisico a Praga, insegnante di educazione fisica a Nouméa, e, per concludere, viticoltore in Messico. In pratica, un mondo governato dal moto browniano di individui atomizzati sarebbe quindi, salvo che per qualche minoranza privilegiata (quali gli uomini di affari, gli artisti dello show business, o l'élite universitaria), un mondo nel quale predominerebbero necessariamente impieghi precari, junk jobs, e contratti a tempo determinato. Insomma: semplicemente una variante impoverita del mondo in cui già viviamo.

Infine, e soprattutto, una società in cui la condizione di zingari - o di migranti - fosse diventata il modello di ogni esistenza legittima (per quanto romantica possa sembrare questa idea a prima vista) non sarebbe affatto propizia all'esercizio di un vero potere popolare. Ci ricordiamo, infatti, della celebre massima di Abramo Lincoln. È sempre possibile - diceva - ingannare qualcuno per sempre (un individuo, evidentemente, può restare ingenuo per tutta la vita) o tutti per un po' di tempo. Ma - aggiungeva - è impossibile "ingannare tutti per sempre". Il fondamento logico di questa convinzione ottimistica - che legittima il ricorso al suffragio universale - è l'idea che col tempo ogni comunità finisca sempre per accumulare un'esperienza collettiva sufficiente degli uomini e delle cose e che diventi così progressivamente capace di giudicare lucidamente quelli che ambiscono ad essere eletti. Un ragionamento simile poggia tuttavia su un postulato implicito: quello che il nocciolo duro di una simile comunità conservi col passare del tempo (dato che l'esperienza si può, ovviamente, trasmettere di generazione in generazione) un minimo di stabilità. Nell'ipotesi in cui, al contrario, la logica del turn-over permanente diventasse, per un motivo o per l'altro, la norma fondante dell'esistenza di questa comunità (la cui composizione umana - come quella delle grandi megalopoli - non cesserebbe di modificarsi e di allargarsi), è chiaro che la costituzione di un'esperienza politica comune diventerebbe rapidamente problematica e che le possibilità di "ingannare tutti per sempre" aumenterebbero in conseguenza (ne è sufficiente prova il fatto che, in molte agglomerazioni moderne, i politici cinici e corrotti si vedono rieletti indefinitamente).


(...eh già... e ora capite perché chi ci propone questo modello, vuole anche strenuamente censurare i social, invece di preoccuparsi della qualità abominevole dell'informazione mainstream. Quest'ultima aiuta le élite liberiste, di cui la Boldrini è degno rappresentante, nel compito di distruggere consapevolezza. I social, anche loro non privi di deprecabili eccessi, offrono qualche spazio di consapevolezza, come questo blog dimostra. Ecco perché ci si rivolge a "esperti di verità" come il folcloristico Attivissimo per creare ministeri della verità. Ed ecco anche perché, quando allarmato da una tendenza preoccupante che vedevo consolidarsi, parlavo a Fassina e D'Attorre di questo problema, la loro risposta era fra il tiepido e l'inesistente: perché loro sapevano di essere stati cooptati in uno dei ceti che questo modello di società privilegerebbe. Io, da peone universitario, sono borderline. Se mi piegassi, entrerei in business. Purtroppo sono un fautore della rigidità: non del cambio, ma del carattere, ormoni aiutando - e non mi riferisco specificamente al testosterone. Che vergogna, che tristezza, che schifo... Vi lascio, vado alla tavola rotonda di Spazio Ottagoni. Correggete i refusi: poi vi allego la traduzione di un traduttore, così ci facciamo due risate aspettando i risultati del primo turno...)

49 commenti:

  1. Con questo post sono evaporati gli ultimi residui di piddismo latenti. E trovo ottima la definizione di "sinistra al cherosene". Che è molto utile ad individuare i verdi italici.

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  2. Bellissimo post, illuminante . Grazie

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  3. Professore mille grazie, anzi, cinque per mille volte grazie!
    Con più di qualche timore,condito da un sano fastidio,auguro che la onorevole possa godersi appieno in prima persona tutti privilegi dello stile di vita di questo futuro mondo che già nell'immaginario sembra tanto emozionarla.
    Un abbraccio. Angelo Rusalem

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  4. Diffondo subito questo post a tutti i miei sinistrati contatti. Accecati da un potente pregiudizio anti eurocentrismo (che ha una sua forte giustificazione dopo secoli di sfruttamento da parte dell'Europa del resto del mondo).

    Per gli amici cattolici, sinceramente accoglienti, faccio leggere questo invece.

    Ognuno ha le sue lenti idiologiche. E non sa di averle.

    P.s. il mio pregiudizio per esempio è che Paolo Attivissimo stia collaborando con la Boldrini nello stesso spirito con cui per esempio tu, Alberto, vai da tutti quelli che ti chiamano. A me sembra sinceramente animato da princìpi condivisibili: è contrario ad ogni forma di censura, è per la neutralità della rete, è critico col giornalismo superficiale delle grandi testate, e non parla di cose che non conosce. E bastona le bufale dei politici.
    L'unica cosa che gli si può rimproverare, e non è poco, è la scelta delle bufale da sbufalare, che è ovviamente la sua personale linea editoriale. Di economia ad esempio non si vuole occupare. Nel peggiore dei casi terrà famiglia pure lui, nel migliore non si sentirà abbastanza competente.

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    1. Pensa che il primo articolo che scrissi per il Manifesto fu quasi vent'anni fa per esprimere perplessità sul suo modus operandi.

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    2. Se fai così mi fai morire di curiosità! :-)
      Online è sicuramente introvabile. Suoi tuoi PC pure (suppongo)... Ti invito a cena (rigorosamente insalata) e me lo riassumi?��

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    3. Stefano ho davvero difficoltà a capire questo tipo di (pre-)giudizi così favorevoli all'Alacrissimo.

      In Boldrini, bufale e “debunker di stato”: vediamo di capirci, nella sezione Sto prestando il fianco a un attacco alle libertà di Internet? ammette che «i più grandi propagatori di balle sono i media tradizionali, per incompetenza o per calcolo, come ho segnalato tante volte in questo blog».

      Ma quali sono le balle dei media tradizionali che, secondo il suo illuminato giudizio, meritano di essere debunkate? Cito testualmente:

      «Programmi di panzane totali come Voyager o Mistero non sono video fatti da acerbi Youtuber: sono produzioni professionali delle reti televisive mainstream. E raggiungono, ad ogni puntata, un numero di persone che fa impallidire qualunque sito Internet. I siti di giornali come il Corriere ospitano pagine come quelle di Flavio Vanetti, per il quale ogni tafano che passa davanti allobiettivo è un disco volante che arriva dal Pianeta Papalla. Agenzie di stampa come ADNKronos pubblicano idiozie come gli articoli che promuovono il respirianesimo (lidea suicida di vivere senza cibo, nutrendosi solo di aria e sole), dando loro autorevolezza e credibilità.»

      Il respirianesimo! Capito? Quando vedete adolescenti anoressiche non dovete pensare alla pubblicità o all'intrattenimento, che propongono un modello estetico di riferimento assurdo e pericoloso per la salute. No! Sono tutte seguaci del respirianesimo…

      Non parliamo poi dell'allarme sociale creato dalla citata rubrica sul Corriere, che si occupa di UFO: roba che La guerra dei mondi di Welles al confronto fu una timida pernacchia in un'aula scolastica.

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    4. Da wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Attivissimo
      "Successivamente, per motivi di scelta personale e fiscali, come dichiara sul proprio sito[6] si è trasferito nel Lussemburgo, poi nel Regno Unito per cinque anni e infine dal 2005 a Lugano nel Canton Ticino in Svizzera."
      Un " rifugiato fiscale" me lo immagino come uno che si crede troppo "figo" per fare il 740 come gli altri .Sarà un pregiudizio ma da uno così non m' aspetto niente di buono

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    5. Concordo. Infatti ho scritto «L'unica cosa che gli si può rimproverare, e non è poco, è la scelta delle bufale da sbufalare, che è ovviamente la sua personale linea editoriale.»

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    6. Scusami Stefano, insisto: questo personaggio nel Settembre 2004 scriveva:

      «Prima che proseguiate la lettura mi tocca fare una precisazione, nella speranza di evitare il diluvio di insulti che arriva ogni volta che il Servizio Antibufala tocca argomenti politici: la politica italiana non mi interessa, per il semplice fatto che non abito più in Italia. Il mio atteggiamento verso la politica italiana è quel misto di curiosità e orripilazione che si prova quando si passa accanto a un incidente stradale. Non ho una missione politica da compiere o schieramenti da difendere. Sono insomma molto al di sotto di eventuali beghe politiche fra destra e sinistra.»

      La politica italiana non lo interessa, ne ha ribrezzo; però nel 2017, in un momento così delicato, improvvisamente decide di accogliere l'invito a partecipare, molto disinteressatamente (scrive che la Presidenza della Camera non lo paga, vedi suo post citato nel mio commento precedente), a due iniziative anti-bufale della Boldrinova.

      È lui stesso a riconoscere che il momento è delicato (sempre suo post sopra citato): «Non siete i soli a sospettare che si tratti di una manovra per avere consenso popolare per introdurre nuove forme di censura e controllo di Internet, oppure per dare la colpa delle false notizie agli utenti di Internet e distrarre da un fatto fondamentale: i più grandi propagatori di balle sono i media tradizionali, per incompetenza o per calcolo, come ho segnalato tante volte in questo blog.»

      Ma alla fine il problema di fake news (notizie false) dei mezzi di comunicazione di massa tradizionali secondo lui si riduce a quella roba ininfluente elencata sopra.

      Questo è ben più che scegliere, legittimamente, di occuparsi di ciò per cui si ha interesse; questo è fare politica, scegliendo di distrarre l'attenzione da questioni fondamentali per dirottarla sulle cazzate.

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    7. L'argomento di Fassina e D'Attorre per non distanziarsi esplicitamente da roba simile era che la Boldrini non era nel loro partito, quindi loro non c'entravano. Ora, a parte che non credo fosse vero, questo, eventualmente, dava loro mani libere. Se in un partito che non è il tuo ci si comporta così, hai l'opportunità di rivolgerti ai suoi elettori per fargli capire che è piuttosto assurdo che la terza carica dello Stato conferisca "motu proprio" incarichi di questa rilevanza a un personaggio simile! Ma diciamo che questa storia un vantaggio ce l'ha: mi ha fatto definitivamente capire che queste persone non potevano essere parte della soluzione.

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    8. @ Correttore
      Attenzione, perché Attivissimo è la faccia pulita, il debunker della porta accanto, quello che spiega l'inconsistenza delle scie chimiche mentre aiuta le vecchiette ad attraversare la strada.
      La vera eminenza grigia (dall'anima nera) è David Puente. Dovrebbe essere lui a preoccupare davvero.

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  5. Mamma mia , mamma mia veramente , ecco perché voterò per Salvini qui in Italia (da siciliano) senza nessuno scrupolo o senso di colpa , anche perché la battaglia No Euro e UE la condivido totalmente ....
    Questa qui è pericolosa non si rende conto che farebbe meglio a tacere invece di irrorare con l'idrante benzina a metri cubi!!!

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    1. La battaglia contro l' euro è per mettere al servizio del nostro Paese le politiche monetarie,fiscali e industriali, che sono impossibili con la moneta unica che rende insostenibile il vincolo della bilancia dei pagamenti.Ma avere la sovranità su queste politiche serve a realizzare un a società economicamente equilibrata come prevista dai costituenti che diedero alla Repubblica questo scopo :art.3 comma 2"E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."Io voterò chi mi dirà chiaro e tondo che vorrà adempiere a questo compito perchè sopra tutto è utile ,oltre che giusto,per tutta sopravvivenza la nostra comunità

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    2. Intendiamoci in questo momento sceglierei o Salvini o Marco Rizzo , ma sinceramente a questo punto sicuramente toccherà per me a Salvini non perché io sia di destra o leghista , ma perché (mi duole) a questi utili "Idioti"(escluso Rizzo per ora) va inflitta una "Punizione" e si beccassero la "DESTRA Vera" , piddini e strillini, anche se temo che vinceranno loro le elezioni , in ogni caso al governo questi ultimi col mio voto non arriveranno!

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  6. L'integrazione culturale è una forma di violenza: non tutti i principi o fondamenti di culture differenti sono compatibili e non c'è bisogno di farne una rassegna qui. Il "Ministero della Verità" serve a dirci chi dovremmo essere o quantomeno a cosa dovremmo aspirare; il passaggio tecnico è sublimare lo scontro culturale in un totalitarismo dell'informazione regolarmente somministrata a un pubblico definito con lo scopo di educare alla "Verità" che distrae.

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  7. Di recente mi sono imbattuto in Attivissimo, a proposito delle Twin Towers. Ebbene pur non essendo sostenitore della tesi 'complottista' lui è talmente antipatico e privo di sostanza e di argomenti che mi ha fatto diventare simpatici gli antagonisti. Folcloristico è espressione eufemistica per uno così.

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    1. C'è gente, come Mazzucco, che ha studiato l'attentato per 16 anni. Se cerchi in rete i dibattiti tra i due, comprendi l'inconsistenza dello svizzero e il motivo per cui è stato scelto come titolare del Minculpop globalista.

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    2. Onestamente, questo dibattito (che comprendo possa essere appassionante) non mi ha mai appassionato. I fondamentali dicevano che gli USA avevano bisogno di un po' di keynesismo bellico (e fra un po' ci risiamo): come se lo fossero procurato era materia per altri. Confermo però che gli argomenti di Attivissimo, visti da una posizione totalmente agnostica, paiono poverissimi, non all'altezza della sua pretesa di essere integro e onnicompetente. Un personaggio inquietante, a modo suo. Si sono trovati.

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    3. A tutto c'è un motivo: quegli è un semplice Attivissimo, mentre il qui presente prof è Cattivissimo: una semplice consonante che opera una discreta differenza...

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    4. Al contrario io ne sono attratto, da quando un commento sul sito del Pedante, uno dei primi post quindi tempo fa ma non tantissimo, mi ha condotto all'argomento Anzi se, e dico se, Mazzucco e compagnia avessero un decimo delle ragioni che dicono di avere la troverei una cosa terribile. Insomma, non il terrapiattismo, non le scie chimiche, argomenti per i quali non ho neanche il minimo interesse, ma questo delle Twin Towers potrebbe essere una menzogna e un costo in termini di vite umane; e in tale caso sarebbe paragonabile all'euro. Ciò detto ho visto un confronto, a distanza, tra Mazzucco e Attivissimo nel quale quest'ultimo, che vive definendosi e facendo il debunker, non fa altro che invitare Mazzuco ad andarsi a cercare le informazioni, al limite citando testi di n pagine o autori di X libri. Imbarazzante. Se il debunking è questo stiamo freschi.
      Ps
      Per me il vero debunker è Alberto.

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    5. A me, invece, il dibattito sulle Torri Gemelle appassiona, ed ha appasionato, molto. Su quel tema ho molto apprezzato il lavoro di Paolo Attivissimo, onestamente.
      Ha sempre agito come megafono per le opinioni di esperti e tecnici per più competenti di lui; questo per ogni singolo aspetto dell'attentato.
      Può risultare poco simpatico, è vero, ma penso che il suo lavoro abbia contribuito, almeno in Italia, a fare maggior chiarezza sul settembre del 2001.
      Mazzucco è probabilmemte un comunicatore migliore, ma le idee che sostiene non hanno fondamenta oggettive.

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    6. @ Nicola + Aquilano
      Ritengo che l'argomento in sé è una intensissima discussione sul sesso degli angeli: si tratta della solita provocazione che il governo USA ha utilizzato per "aprire" un mercato "ostile" alle sue grandi imprese (ammesso che esista differenza tra uno e le altre).
      In quella tragica vicenda, il Rubicone è stato attraversato dalla stampa, che si è acriticamente appiattita sulla versione del governo: far passare la notizia che si erano conservati i passaporti dei dirottatori in uno scontro in cui erano andate irreparabilmente danneggiate le scatole nere dimostrava chiaramente che sarebbe To stati disponibili a comunicare qualsiasi velina pur di difendere lo status quo.

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  8. E comunque la Boldrini sta male. Ma veramente tanto tanto male.

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    1. Si vede, anche in questo video, un certo disagio, che si traduce in esitazioni, anacoluti... avrà, come ognuno di noi, le sue sofferenze, le sue aspirazioni, i suoi timori. Il punto è che la terza carica dello Stato, dovendo gestire il dibattito parlamentare e rischiando di dover sostituire il Presidente della Repubblica (organo di garanzia), dovrebbe avere la sensibilità di non fare esternazioni che suonino come programmi politici, o lo siano, perché altrimenti si espone all'ovvia suspicione di abusare dei propri poteri indirizzando il dibattito. Io non ricordo una singola dichiarazione di Nilde Iotti. Sono smemorato?

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    2. Secondo me rischiate di sopravvalutare le capacità della Boldrini di comprendere correttamente la natura della funzione di Presidenza della Camera e distinguerla da una di indirizzo politico.

      Gli "inquisitori" del XXI sec. come la Boldrini, che pretendono di avere la verità assoluta in tasca, sono, con un apparente paradosso, i soggetti più inconsapevoli e spesso (e forse proprio per quello, come formalizzato dall'ottimo Carlo M. Cipolla) i più pericolosi. Non capiscono che la (loro) Verità è mediata dalla loro soggettività e che quest'ultima è, essa stessa, un processo in continua evoluzione (come sa bene chi ha aperto gli occhi sull'euro grazie al Prof. Bagnai).

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  9. Fassina e Dattorre si illudono di poter fare parte della nuova elite globalista. Ma in un mondo che centralizza sempre più il sistema di governo a livello mondiale, cosa servono politici locali, per di più appartenenti a un'opposizione ideologicamente indistinguibile dai partiti di governo?

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  10. Finalmente! Grazie. ('Sta cosa mi stava proprio sullo stomaco, per non dire altro).

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    1. Anche a me, ma non capivo esattamente perché. La categoria di "gauche kérosène" elaborata da Michéa me l'ha chiarito, e ho subito condiviso con voi. Vedi che i filosofi servono?

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  11. Non credo occorra essere psicologi per intuire quanto questa signora sia manovrata da certe sue ossessioni (che puntualmente rischiano d’esser distribuite come “dividendo” pubblico; peraltro, per rendere piena giustizia ad un suo vezzo, assai più pedante che invasivo, lo stesso Bagnai dovrebbe presentarsi come “economisto” e “musicisto”…); è pur vero che sia così per chiunque, alla fin fine, e tuttavia il solito Socrate, che ogni tanto s’affaccia tra le righe del presente blog, diede l’esempio di come condurre la partita: a chi gli faceva osservare come i suoi tratti somatici rassomigliassero a quelli d’un satiro ammaliatore (così afferma lo stesso Alcibiade nel “Simposio” di Platone”), replicava che il suo interlocutore avrebbe dunque potuto farsi un’idea di quanto, a lui filosofo discreto che ad altri indirizzava chi gli chiedeva il reperire d’un maestro, fosse costato seguire la strada della virtù e della filosofia (come pratica esistenziale e non mero fanfalucare di parole).
    L’attuale “filosofia” invece è quella del riporre duttilità nelle membra e rigidità alla mente; come a dire: trotta, asinello, trotta! (non sai cosa ti aspetta). Quant’è più vero il contrario; una mente duttile – non necessariamente sinonimo di malleabilità a comando, specie se indotta esteriormente – rende duttile anche il supporto fisico (direbbero i taoisti che diviene fluido come lo scorrere naturale dell’elemento acqua, ed i buddisti zen lo paragonerebbero al muoversi sul fiume d’una palla: un centro consapevole che non si lascia catturate più da nulla). L’unico guaio, a dispetto dei pseudo-spiritualisti-globalisti-inclusivisti-egualitaristi denoantri, è che una mente fluida è libera da se stessa, perciò non offre più nessun rampino su cui appendere le ossessioni proprie, così come quelle d’ogni altro; e corpo e mente fluidi non è un apolide vagabondare da migranti: semmai, proprio il non farsi ingannare nemmeno dalla presunta identità tra un’autentica cultura del nomadismo e un tragico deambulare sradicato.

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  12. Ai seguaci dell’accoglienza ad oltranza e dell’esaltazione dogmatica e insindacabile dei flussi migratori mi piacerebbe chiedere:
    1. Come si può pretendere di assistere diverse centinaia di migliaia di persone e, nel contempo, avere lo stesso livello di risorse da dedicare alla sanità, all’istruzione, alla lotta alla criminalità, alla lotta della povertà, alla prevenzione delle calamità naturali, alla cultura, alla ricerca scientifica,…?
    2. Perché le istituzioni di una comunità non possono dare la precedenza a chi di quella comunità fa parte?
    3. E’ verosimile affermare che i flussi migratori, composti prevalentemente di individui non qualificati dell’Africa Sub-Sahariana, riducono la domanda di lavoro per gli individui non qualificati, che sono tra l’altro già penalizzati dall’innovazione tecnologica e la concorrenza dei paesi in via di sviluppo?
    4. Come pensano che si possano integrare tutti quegli stranieri in contesto impoverito e privo di possibilità, dove nessuno ha un serio incentivo ad abbracciare i valori della “civiltà occidentale”?
    5. Perché continuate a dire che gli immigrati aumentano il Pil, quando il vero indicatore del tenore di vita è il Pil pro capite, che tende a diminuire con un aumento della popolazione?
    6. Per quale ragione i paesi dell’Europa orientale e settentrionale dovrebbero ascoltate le nostre lamentele e quelle di Papa Francesco I?
    7. Perché considerate nazista ciò che fanno paesi evoluti e “liberal” come l’Australia e la Svizzera, che addirittura respinge i minori non accompagnati (l’ho letto su un giornale del Canton Ticino)?
    8. Perché Roberto Saviano afferma che gli immigrati potrebbero innovare la società meridionale, che egli accusa implicitamente di essere primitiva, visto che arrivano da una cultura ancora più “primitiva” della nostra?
    9. Come pensano di gestire il fatto che una quota significativa (anche se minoritaria) degli immigrati, frustrati dalle loro alte aspettative tradite, cominceranno a delinquere, organizzare sommosse, o addirittura compiere attentati?
    10. Perché accogliamo coloro che vengono salvati nelle acque territoriali maltesi e accettiamo un trattato che ci impone di accogliere coloro che vengono salvati da navi battenti bandiera straniera? Perché non possiamo proteggere il nostro confine e dobbiamo difendere quello di paesi come la Svizzera, l’Austria o la Francia, nazione che tra l’altro è responsabile dell’invasione della Libia?
    11. Oggi si parla dei “grandi contributi che la Romania ha offerto all’Italia”, ma quanti operai rumeni possono compensare i danni causati da un solo individuo, come il terribile Igor?
    12. Perché non è stato creato un sistema istituzionalizzato di accoglienza dei profughi, e si è invece preferito creare questa sorta di gara ad ostacoli, che parte dall’Africa subsahariana e arriva in Svezia e di cui noi siamo una scomoda tappa intermedia?

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    1. Arrivassero anche poche centinaia di profughi all' anno avremmo comunque un problema ad integrali dato che gli stessi che ne promuovono l' arrivo hanno rinnegato i valori ai quali i nuovi arrivati dovrebbero conformarsi ,promuovendo il progetto antidemocratico della moneta unica ostile alla norma fondante della nostra comunità nazionale :la nostra Costituzione lavorista e keynesiana

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  13. Da "48 " un pezzo di von hayek : Il potere si esercita in quanto sia costantemente determinato ciò che , gli uomini "debbano credere e ciò per cui debbano affannarsi ", in modo da garantire che le elezioni siano una procedura preindirizzata... Direi che c'è tutto . Si riguardi Prof .

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  14. Il pensiero di Jean-Claude Michéa è particolarmente indigesto per la sinistra al cherosene. Non devono meravigliare eventuali tentativi di mistificazione, tipo quello de Il Repubblichino che titola: Jean-Claude Michéa: "La sinistra deve rifondare l'alleanza illuminista".

    Dalla Prefazione di IL VICOLO CIECO DELL'ECONOMIA. Sull'impossibilità di sorpassare a sinistra il capitalismo, questo è ciò che Michéa pensa dell'Illuminismo (grassetto mio):

    p. 14
    «Il breve saggio che segue ha l'unico scopo di sviluppare nel modo più metodico possibile queste osservazioni di Orwell. Me ne sono però discostato in due punti importanti. Per un verso, come cercherò di chiarire e come lo stesso Orwell riconosce alla fine del suo scritto, il culto del progresso e della modernità, che è il centro di gravità di tutta la propaganda di sinistra, è profondamente estraneo alle versioni originali del socialismo, come sono venute costituendosi in Inghilterra e in Francia all'inizio del XIX secolo.»

    p. 15
    «Il problema è che nella storia delle idee una realtà ne maschera quasi sempre un'altra e gli esseri umani si trovano regolarmente davanti a conseguenze che non avevano nemmeno immaginato possibili, mentre ne sostenevano con il massimo ardore i presupposti. Questa griglia interpretativa, applicata alla filosofia illuminista, cioè al punto di avvio intellettuale della modernità, mi ha gradualmente portato a elaborare l'ipotesi seguente: non esiste, secondo me, che un'unica possibilità di sviluppare integralmente l'ambigua assiomatica dell'Illuminismo, ed è quella dell'individualismo liberale. La traduzione politica più radicale e più conseguentemente logica di quest'ultimo si trova nel discorso sull'economia politica che ha la sua prima versione compiuta nella Ricchezza delle nazioni di Adam Smith. Questo equivale a dire che quella che ancor oggi viene chiamata la sinistra si alimenta esattamente alla stessa fonte filosofica del liberalismo moderno (dopotutto non è affatto assurdo, in linea di principio, affermare che Turgot e Adam Smith fossero, ai loro tempi, uomini di sinistra). L'esistenza di questa matrice originale, comune al pensiero della sinistra e al liberalismo illuminista, spiega secondo me le ragioni che hanno sempre indotto la prima ad avallare lo spirito del secondo sull'essenziale, quantunque le sia capitato spesso (e le capiterà ancora) di volerlo correggere (o regolare) su questo o quel dettaglio specifico. Queste ragioni non riguardano dunque in prima istanza la particolare psicologia della maggior parte dei capi di quel movimento (l'amore per il potere e il senso di tradimento che questo implica), ma sono fondamentalmente ontologiche, cioè attengono alla natura stessa della sinistra.»

    _____________________
    «7. Nella prima metà del XIX secolo (soprattutto negli scritti del giovane Marx) il termine economista solo molto raramente si riferisce a un ipotetico rappresentante di una nuova scienza positiva, mentre si applica più di frequente ai fautori di un sistema filosofico e politico preciso: il liberalismo (o capitalismo). Nella letteratura dell'epoca è anche normale trovare una contrapposizione tra «socialisti» ed «economisti», quali esponenti di ideologie rivali (del resto quest'accezione si ritrova ancora alla fine del secolo negli scritti sorprendenti di Léon Bourgeois). In questo senso va anche inteso il sottotitolo del Capitale: Critica dell'economia politica.»

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  15. Boldrini è,con grande fortuna, ascesa alla presidenza della Camera. È entrata nei salotti buoni , è stata valorizzata da essi . Difende il suo posto elitario
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    1. Questo è il lato evidente della sua "political economy", e anche quello che ognuno di noi condividerebbe.

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  16. Allora Anna pregò: «Il mio cuore esulta nel Signore, la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio. Si apre la mia bocca contro i miei nemici, perché io godo del beneficio che mi hai concesso. Non c'è santo come il Signore, non c'è rocca come il nostro Dio. Non moltiplicate i discorsi superbi, dalla vostra bocca non esca arroganza; perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette. L'arco dei forti s'è spezzato, ma i deboli sono rivestiti di vigore. I sazi sono andati a giornata per un pane, mentre gli affamati han cessato di faticare. La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli è sfiorita. Il Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire. Il Signore rende povero e arricchisce, abbassa ed esalta. Solleva dalla polvere il misero, innalza il povero dalle immondizie, per farli sedere insieme con i capi del popolo e assegnar loro un seggio di gloria. Perché al Signore appartengono i cardini della terra e su di essi fa poggiare il mondo. Sui passi dei giusti Egli veglia, ma gli empi svaniscono nelle tenebre. Certo non prevarrà l'uomo malgrado la sua forza. Il Signore... saranno abbattuti i suoi avversari! L'Altissimo tuonerà dal cielo. Il Signore giudicherà gli estremi confini della terra; darà forza al suo re ed eleverà la potenza del suo Messia».

    Finirà così... perché così è sempre finita, basta aprire gli occhi

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  17. "In realtà, la sola questione importante è sapere se una società che incoraggiasse così il "nomadismo" e la mobilità perpetua (vuoi geografica vuoi professionale) - e nella quale, di conseguenza, il moto browniano degli individui atomizzati sarebbe diventato il loro stato naturale - potrebbe garantire all'insieme dei suoi membri un'esistenza veramente umana"

    Per rispondere alla domanda occorre anche indicare la velocita' del fenomeno e, se per comodita' assumiamo che il concetto di "esistenza veramente umana" richiede come condizione necessaria (ma non sufficiente) l'esistenza di una civilta', allora credo che si possa anche dare una risposta.

    Una civilta' richiede infatti un significativo numero di generazioni - residenti stabilmente in un territorio - per poter maturare/svilupparsi ed oggi possiamo anche affermare che il sorgere delle civilta' NON dipende dalla "razza".

    Le razze non esistono per i motivi esposti nei link seguenti ma non dimentichiamo che ancora nel 1938 Himmler credeva di poter provare l'esistenza della razza ariana...

    https://it.wikipedia.org/wiki/Spedizioni_naziste_in_Tibet

    Tutta l'umanita', alla luce delle attuali conoscenze, sembra discendere infatti da una unica "Eva mitocondriale" e da un unico "Adamo Y-cromosomiale".

    https://it.wikipedia.org/wiki/Eva_mitocondriale

    Gli Europei odierni sono stati anche loro mappati e si e' scoperto che discendono praticamente tutti da solo pochi individui che vissero alcune decine di migliaia di anni fa.....

    http://www.eupedia.com/genetics/

    (per leggere i dettagli della popolazione italiana basta infine seguire uno dei link della pagina).

    Alla luce di quanto sopra direi che la velocita' di immigrazione compatibile col fiorire di civilta' locali non dovrebbe superare 'vuoto per pieno' il 5/10% dei residenti per generazione.

    Probabilmente questo e' l'optimum per la "cross fertilization".

    http://dictionary.cambridge.org/dictionary/english/cross-fertilization

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  18. io ho cmq dubbi sul solo "difendere" la poltrona.
    C'è un libro sulla storia della mafia in cui si racconta come un tizio si presentò un giorno in una questura (o caserma) di polizia o carabinieri per raccontare loro cosa fosse la mafia (all'epoca la questione non era documentata).
    Al di là di tutto, i criteri di selezione erano molto chiari ovvero davano una pistola e chiedevano di ammazzare un tizio.
    Ovviamente alcuni si rifiutavano, altri "balbettavano".
    Alcuni ci trovano gusto ed erano bravi.

    Sicuri che sia solo questione di poltrone?

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  19. Il punto è proprio questo...gli attuatori della "political economy" sono perfettamente consci delle ricadute che i loro comportamenti hanno sulle popolazioni che rappresentano.
    Però se ne "strefregano" per due motivi abbastanza evidenti.
    Il primo è di carattere economico, il secondo (ben più importante perchè contribuisce a mantenere il primo) è di carattere morale/penale.
    In buona sostanza il nostro rappresentante "deviato" sa che il suo operato difficilmente potrà subire un giudizio morale (e quindi neanche penale in giusta misura) perchè in suo suffragio concorre tutto il mainstream sociale che noi ben conosciamo.
    Le sue nefandezze troveranno sempre un appiglio sostanzioso nelle varie "storytellers" che vengono propagate ad arte da media e giornalai di regime, come ben successe con l'avvento del famoso bocconiano.

    Quindi è banale affermarlo, ma ciò ci induce, una volta di più, a ritenere che l'unica possibilità in nostro possesso per sgretolare questo cumulo di menzogne a sostegno di un sistema elitario, è quello di espandere sempre di più la consapevolezza maturata grazie alla rete e soprattutto in virtù di blog come questo che ci ospita.

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  20. Mio dio. Ancora una volta: ce lo dicono. Apertis verbis. In faccia. CE. LO. DICONO.
    E, naturalmente, è una SFIDA.
    Non riesco a capacitarmene, che non ci si renda conto fino a questo punto della gravità di quello che si dice. In fondo è la terza carica dello stato, e annuncia beata la prossima scomparsa della nostra nazione. E non per fare l'Europa, questa volta, come mille altre: no, questa volta è ancora peggio, è per sparire nel nulla, nell'indistinto, nella perdita di ogni identità culturale, nell'impotenza dell'inesistenza politica e sociale, l'impotenza drammatica e totale di chi come unica risorsa si ritrova il fuggire. E questa per lei è l'avanguardia del nuovo stile di vita e lo dice come se fosse una bella trovata, da rallegrarsi tutti e gridare urrà.
    E poi, l'ipocrisia di quel "moltissimi di NOI". Suvvia, signora. Di NOI? Sia più precisa: avrebbe dovuto dire "moltissimi di VOI", perché lei non fa e non farà parte del girone di quelli che fuggono.

    Resto convinta che la grande libertà che si sono presi i privilegiati de sinistra in tutti questi anni, la libertà di poter cianciare di solidarietà e uguaglianza senza il minimo obbligo di coerenza - e senza che nessuno fiatasse - sia il terreno maligno su cui germina ora questo bel raccolto.


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  21. A proposito di cherosene, mi viene in mente un documentario che avevo visto tempo fa in cui facevano vedere tutti gli spostamenti di merci in filiere di produzione dislocate in ogni angolo della terra.
    Non ricordo esattamente i percorsi che avevano usato come esempi, ma dalla materia prima, alle varie lavorazioni, fino all'assemblaggio dei componenti e alla spedizione al mercato di consumo, il prodotto (e le parti che lo compongono) fanno svariati giri del mondo, sempre alla ricerca della competitività, ovvero di stipendi da fame.
    E poi si ergono a protettori dell'ambiente (e dei diritti umani).

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  22. La Francia è una pantera nera con qualche macchia di blù nelle grandi città. Dobbiamo attendere e resistere ancora qualche anno, forse, ma l'UEM per me è un discorso finito.

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  23. quello che leggo qui e da "48" mi hanno riaperto la mente soffocata da anni di menzogne accettate perchè erano "cose 'niente" https://www.youtube.com/watch?v=NxbQ3DSDTEc

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  24. Pare si vada verso il ballottaggio tra Macron e Le Pen.
    A proposito dell'idea [illusoria] "che col tempo ogni comunità finisca sempre per accumulare un'esperienza collettiva sufficiente degli uomini e delle cose e che diventi così progressivamente capace di giudicare lucidamente quelli che ambiscono ad essere eletti." abbiamo una ennesima riprova che così non è proprio con l’ascesa del "predestinato" e candidato ideale dell'establishment €urista Emmanuel Macron : un ex banchiere d'affari presso Rothschild, uno che ha fondato un partito dal nulla (En Marche!), uno che fino ad agosto 2016 era ancora ministro dell'Economia nel secondo governo Valls, uno che è "oltre" la retorica destra o sinistra, uno che dopo la discesa in campo ha raccolto milioni di euro di donazioni private in pochissimo tempo ...
    Per Marine sarà veramente dura.

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    1. Vero e' che al botteghino danno "Harold e Maude" favoriti, ma tutto puo' ancora succedere.

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