MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

lunedì 12 dicembre 2016

Cinquantaquattro

Caro Alberto,

queste poche righe per il motivo che ho sempre condiviso con te un principio di cui non abbiamo mai parlato,cui ti ho visto accennare alcune volte in questi anni:il fatto che avremo il tempo di riposare,quando saremo morti.
Precedendoti di pochi mesi nei cinquantaquattro posso darti il risultato della mia avanscoperta:NON È VERO.
Mi dispiace.È necessario riposarsi prima.Io stesso sono stato costretto da circostanze familiari a viaggiare costantemente al 120% del carico consentito,senza mai dubitare di farla franca,senza chiedermi come.

Pago con una malattia improvvisa e asintomatica di cui non conoscevo neppure l'esistenza,prolasso con successivo distacco della valvola mitrale.Rispetto ad altre patologie cardiache questa presenta dei pro e dei contro.La maggior parte dei pro risiede nel fatto che non viene intaccata la funzionalità del muscolo,in pratica torni come prima,con pochissime limitazioni.
Il contro invece è rappresentato dal fatto che facilmente se ne muore,per soffocamento,mancando il necessario ricambio di ossigeno nel sangue.

Per questione di sopportazione,preparazione fisica,culo,mi colloco come vedi nel numero dei sopravviventi,nonostante il mancato ricovero all'ospedale di Pastrufazio (Km 50) in favore di quello di Terepattola (Km 95+15 extra dati dal fatto che il ponte continua ovviamente a rimanere chiuso).Di questo mi insegni le ragioni.Ora sono in stato di farmacia ambulante,anche se mi si promette un ritorno graduale alla normalità in un arco di tempo tra i tre mesi e un anno.Del pacchetto attuale mi rimarranno a vita l'ora e mezza di esercizio fisico quotidiano (tra camminata veloce e cyclette) che infondo non mi dispiace,ed un farmaco anticoagulante,questo si rognosissimo.Previo colloquio con un cardiologo,al quale sarà detto chiaro che lo scopo primo della mia vita non sarà garantire il funzionamento di una protesi mitralica il più a lungo possibile.

Tutto questo come immagini senza la minima intenzione di essere menagramo,anzi.Ho indicato la via.Non seguirla.Non gettare il cuore oltre l'ostacolo.Prendi il tuo tempo e rallenta.È lunga,ed abbiamo bisogno di te.
Auguri


Va bene, cambio formulazione: spero di dovermi riposare solo dopo essere morto.

Ogni tanto penso: se non avessi iniziato questo blog, forse sarei stato più attento a chi mi circondava, forse avrei un ritmo di vita diverso. La risposta è: no. Questa è la mia natura. Probabilmente mi piacerebbe ancora suonare, ma non è nemmeno detto: diventando una professione, ha smesso di essere un piacere (anche se ora che non ho tempo per studiare è decisamente diventata una sofferenza: e chi mi ha scritto lo sa molto bene. Va anche detto che mi sono goduto molto la prima prova del prossimo disco...). Per il resto mi ciberei di stress, come facevo quando ero consulente, come ho sempre fatto. Ho sempre risposto alla fretta accelerando, alla fatica lavorando, alla stanchezza vegliando.

Non dico che sia sano: è così.

La morale della favola è che noi, come singoli, forse ogni tanto abbiamo bisogno di un vincolo esterno.

Come paese no.


(...ora spedisco il referaggio che il collega brasiliano aspetta da quattro mesi, poi controllo i 1183 messaggi che giacevano non letti da giugno in una mia casella di posta - quella che do a chi me la chiede, e dove quindi finisce la monnezza: perché chi è dotato di pollice opponibile e non è ortottero mi googla e mi trova - e poi provo a dormire, che domani vado a Pescara per l'ultima settimana di lezioni... Poi mi riposo, forse...)

Addendum: caro G., è bene che tu sappia che tu per me sei come un padre: non solo perché sei l'unico seguace che ha avuto il coraggio di venire a un mio concerto e dirmi che avevo suonato demmerda (ed era vero), ma anche perché questa cosa del prolasso della mitrale mi suona molto familiare. La prima volta che andai a Zurigo, città dove poi avrei trovato altro da fare, fu nel 1974, accompagnando mio padre, che a spanna avrà avuto 38 anni, a farsi appunto sostituire quell'importante e misconosciuto mattoncino del carcere della nostra anima immortale. Quarantadue (42) anni dopo è ancora lì (almeno, l'ultima volta che mi ha cercato era questa mattina. A mio fratello dice: "Alberto chi?"...). Quindi, come dire: a me hanno augurato 1936.27 di questi giorni... A te so di poterne augurare almeno 42, che sommati a 54 fanno abbastanza per vedere l'euro scomparire e riapparire un paio di volte. Nel frattempo, ce ne andremo ai Bagni S. Filippo a rilassarci. A scanso di equivoci, aggiungo a beneficio degli altri seguaci e seguacie che per potermi dire che ho suonato demmerda bisogna suonare meno demmerda de me. Più passa il tempo, e meno ci vuole. In questo caso il tempo gioca a mio sfavore. In ogni caso, any one can play accurately, but I play with a wonderful expression.

14 commenti:

  1. "È stata una delle cantanti Jazz piú vere che abbia mai sentito, per me dovrebbe essere trattata come Ela Fritzgerald o Billy Holiday..

    Aveva il dono totale..

    Se fosse ancora viva le direi, Rallenta, sei troppo importante..

    La vita ti insegna come vivere, se riesci a vivere abbastanza a lungo."

    Tony Bennett

    Cari saluti da Napoli.
    Gianmaria

    RispondiElimina
  2. Se riesci la tua oretta di esercizio fisico falla prima che ti venga imposta...tutta salute! E poi non avresti la nostra immensa gratitudine...vuoi mettere. Ciao Prof.!

    RispondiElimina
  3. Prof, mi concede di rivolgermi al suo amico?
    Non posso dare consigli sul prendersi cura di sé stessi, perchè sarei una che predica bene e razzola malissimo, quindi non sarei credibile. Però cè qualcosa che mi sta molto a cuore e questo post mi fa un assist che vorrei sfruttare.

    Caro Amico di Alberto,
    per una volta posso parlare di qualcosa che conosco profondamente.
    Ho letto con attenzione la Sua lettera e il Prof. mi perdonerà se mi rivolgo direttamente a Lei: creda nel suo recupero!
    Da quello che leggo mi pare di intuire Le sia stata sostituita la valvola mitralica con una meccanica, da qui la necessità di un anticoagulante, a vita.
    Mi creda, l'anticoagulante diventerà un'abitudine come lavarsi i denti al mattino. Gli esami per controllare il fattore di coagulazione (INR e PPT) diventeranno sempre più radi nel tempo.
    Se avrà la fortuna di avere un buon medico, o un buon centro TAO, riuscirà a stabilizzarLe la dose quindi potrà avere un piano terapeutico della durata di (fino a) quattro settimane.
    La vita non sarà stravolta. Certo qualche attenzione in più, dovrà averla: faccia attenzione alle lame taglienti ma, per il resto, non avrà grosse limitazioni. Eccetto la verdura a foglia verde, perché deve evitare massicce dosi di vitamina K, antagonista degli anticoagulanti. Andranno limitate, non evitate. Potrà mangiarne anche tutti i giorni, il segreto sta nelle piccole dosi.
    Si prenda il tempo per la fisioterapia riabilitativa (soprattutto quella polmonare, sembra una sciocchezza ma non va trascurata). Il mio babbo fu dimesso dopo solo 10 giorni dall'intervento e rimase ricoverato in tutto 20 giorni, fisioterapia inclusa. Quando uscì stava benissimo. Una ripresa veloce e un ritorno alla vita di tutti i giorni in condizioni perfette.
    E' stato fortunato perché è stato operato da un grandissimo cardiochirurgo che ha curato, oltre al muscolo, anche l'aspetto umano di tutto il percorso. Papà aveva 60 anni. A lui è stata sostituita la valvola aortica ed hanno fatto una plastica alla mitralica per via di un lieve rigurgito. Quando è stato programmato l'intervento, papà era in edema polmonare. Lei è più giovane quindi riprenderà ancora più velocemente, ci creda!
    Il cuore di papà, oggi, sta benissimo. Batte forte.
    Con questo mio racconto, vorrei darLe "speranza", semmai ne avesse bisogno.

    Ho un'unico avvertimento e, mi creda, ci tengo molto. Così tanto da valutare la creazione di un'associazione a tutela di persone come voi che sono in terapia con anticoagulante.

    Nel caso dovesse sottoporsi ad un intervento di chirurgia (maggiore soprattutto), presti molta (moltissima) attenzione alla dose di eparina che verrà prescritta. Non solo, presti altrettanta attenzione al periodo di sospensione dell'anticoagulante e la successiva embricazione della terapia.
    Io non sono un medico, nella vita progetto e scrivo software, quindi non creda a me.
    Ho dalla mia nove mesi di intenso studio dell'argomento specifico su testi di medicina, relazioni di vari studi e molto altro materiale. Protocolli americani, italiani e europei. Con le mie conclusioni mi sono rivolta ad un medico legale.
    Le auguro non succeda mai ma, nel caso dovesse averne bisogno o conoscere qualcuno con la stessa necessità, controlli, verifichi. Esistono protocolli che vanno rispettati nell'interesse del paziente. Per la sua salute.
    Ringrazio Alberto per lo spazio che vorrà dedicare a questa mia.
    Non si crucci, tornerà presto quello di prima: da un'operazione al cuore, si può.
    Da un'ictus no.
    Un abbraccio sincero.
    Laura

    RispondiElimina
  4. Di consigli non ne hai bisogno. Le testimonianze male non fanno. Siamo con te Alberto. Ti abbraccio, Enrico.

    RispondiElimina
  5. Mi unisco agli auguri formulati da Laura all'amico per le sue vicende personali e al Prof. per i suoi 54. Domani sarò a Roma in piazza per uno sciopero indetto per la prima volta dalla mia categoria. Penso non ne sentirete parlare, ma è il segno che pur non avendo capito le ragioni profonde, anche la categoria delle professioni contabili è arrivata allo stremo. Io andrò con alcune risposte ai perché e debbo questa consapevolezza tutta al Prof. a cui va la mia riconoscenza. Lui attraverso questo blog mi ha consentito di unire alcuni puntini a cui molti, troppi di coloro che domani scenderanno in piazza o che rimarranno chiusi nei loro studi non sono ancora arrivati. In fondo è quello che abbiamo da sempre letto nelle sofferenze del Prof. che mi auguro un giorno possano trovare il giusto riconoscimento.
    Buona vita a tutti.

    RispondiElimina
  6. Ti togli, ci togliamo, vi togliete
    cappotti, giacche, gilè, camicette
    di lana, di cotone, di terital,
    gonne, calzoni, calze, biancheria,
    posando, appendendo, gettando su
    schienali di sedie, ante di paraventi,
    per adesso, dice il medico, nulla di serio
    si rivesta, riposi, faccia un viaggio,
    prenda nel caso, dopo pranzo, la sera,
    torni fra tre mesi, sei, un anno,
    vedi, e tu pensavi, e noi temevamo,
    e voi supponevate, e lui sospettava;
    è già ora di allacciare con mani ancora tremanti
    stringhe, automatici, cerniere, fibbie,
    cinture, bottoni, cravatte, colletti
    e da maniche, borsette, tasche, tirar fuori
    sgualcita, a pois, a righe, a fiori, a scacchi la sciarpa
    riutilizzabile per protratta scadenza.

    RispondiElimina
  7. @ Nat
    di chi è la poesia? Nel caso sia sua, complimenti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie. In effetti è mia e nel '96 ho preso il Nobel.

      Elimina
  8. Crepuscolare affresco del Fogno di Eurogiovinia, trovato al Palazzo delle Esposizioni (Quadriennale, ma video del 2014): https://vimeo.com/102998927
    Per gli amanti del genere...

    By the way, auguri prof!

    RispondiElimina
  9. Auguri, e per fortuna che continui a spenderti tanto per la tua professione e per noi.

    Se potessi scovare luoghi come questo dove informarmi ed apprendere gli strumenti per comprendere autonomamente pure su altri argomenti sono sicuro vivremmo in un mondo migliore.

    Ogni tanto mi capita di voler provare a capire quel che accade in Siria, o cosa succede negli Stati Uniti, ma la narrazione, anche li, é talmente inquinata che mi sembra di leggere favole sempre nuove e dal finale diverso persino sullo stesso accadimento.

    Provo un certo smarrimento alle volte se penso a tutto quello che nessuno si prende la briga di spiegare o raccontare liberamente e quindi io mi ritrovo a non poter capire.

    RispondiElimina
  10. Grazie a tutti,grazie a Laura per i consigli e soprattutto grazie a te,Alberto,per avere chiarito a tutti noi che il Problema non è stato causato semplicemente dalle nostre personali mancanze di applicazione,di ambizione,di talento.Per questo non avrò mai parole sufficienti.
    E rimanendo nei ringraziamenti,se posso,in questo stretto luogo pubblico,al
    Professor Giueseppe Davoli,per avermi regalato la possibilità di scrivere questo post.

    RispondiElimina
  11. Auguri di pronta guarigione prof. Si rimetta che a breve dovrà affrontare un Ministero della Repubblica..

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.