MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

lunedì 31 ottobre 2016

Dal Brasile con riconoscenza (tutto il mondo è paese)

(...perché dopo aver parlato di chi vi ha tradito, per par condicio vi parlo di chi non vi ha tradito. Del resto, si sa, adoro parlare di me...)

Dall'altra parte dell'Oceano ricevo e volentieri pubblico (dato il contenuto informativo):


Egregio Professore


Sono [Paolo Rossi (o Mario Bianchi)] e sono un dottorando in [patafisica] dell'Università di Buopoli. Le scrivo per ringraziarla di avermi fornito finalmente degli strumenti per leggere la realtà, o almeno per provarci. Ho scoperto il suo blog e di conseguenza i suoi libri circa sei mesi fa. Essi mi hanno fornito finalmente un'analisi dell'attuale situazione nazionale e europea di cui sentivo fortemente il bisogno. Da vari anni il pensiero più o meno unico di gazzette e gazzettieri mi lasciava sempre perplesso: soluzioni contradditorie, considerazioni qualitative miste ad una certa banalità non mi convincevano mai del tutto, anzi mi davano la sgradevole impressione che l'economia non fosse nemmeno lontanamente paragonabile ad una Scienza. Poi è arrivato lei. Come ha scritto meravigliosamente ne 'Il Trotzkista e il Liberista' : "Perché se quando parli, o quando suoni, ti capita (e può capitare) di entrare in contatto con la verità, allora scopri l’immenso potere comunicativo e persuasivo che la verità, la semplice verità di una melodia, o di un ragionamento, esercita sugli astanti, e li senti con te." Tutto finalmente era chiaro, avevo finalmente degli strumenti e l'Economia poteva finalmente tornare nel mio personale olimpo scientifico. 


Perchè le sono particolarmente grato per avermi fornito strumenti di analisi? Da quasi un [po' di tempo] ormai mi trovo in Brasile per un periodo di 'internazionalizzazione'  e anche quì la situazione non è florida. Ciò che ha iniziato a disturbarmi dopo aver letto i suoi libri è stata la straordinaria somiglianza delle ricette proposte per 'risollevare il paese': austerità, pareggio di bilancio, lotta alla corruzione, privatizzazioni. Il tutto però in una situazione di bilancio pubblico assolutamente non disastrosa, molto diversa da quella degli anni '80 e '90. Altra nota stonata era la presenza nei mezzi d'informazione di un'unica visione della crisi, la solita statocastacriccacorruzzioneblutta. Memore dei suoi insegnamenti ho fatto allora una verifica semplice: ho cercato sul sito della banca centrale il famigerato 'conto corrente'. Di nuovo un barlume di Verità. Successivamente seguita da scoperte di articoli come questi dell'economista Felipe Rezende (che riporta un'udienza alla commissione affari economici brasiliana!), accompagnati ad articoli e video del professor Jesse Souza (che lei ha già indicato anche su Goofynomics), ad esempio questo.


Come in Europa in sintesi scopro che il problema è il debito privato, problema perfettamente diagnosticabile dall'analisi della bilancia dei pagamenti (non la ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto scoprire la 'stregoneria' di questo strumento così semplice ma così chiaro nella sua essenza meramente fenomenologica) in cui la passività del conto corrente era drogata da un cambio assolutamente fuori dal valore di equilibrio (come lei mostra anche nell'ultimo post del suo blog, il Brasile è terzo in quanto a sopravvalutazione). Questo in un contesto di disuguaglianza estremamente accentuato dove le elite economiche usano l'informazione e l'uso strumentale della corruzione per rovesciare i governi meno asserviti. Il pareggio di bilancio così diventa di nuovo lo strumento di compressione salariale (tra cui il mio) per ripagare i debitori esteri, magari uccidendo il paese. Sempre il solito canovaccio.


Insomma la ringrazio immensamente. Anche se non cambierà nulla in nessuna della due sponde dell'atlantico almeno grazie a lei sono diventato meno stupido e, forse, meno preso per i fondelli.


Cordiali saluti
Un Espatriato


P.S. Mi dispiace non poter venire quest'anno al 'Goofy5' dato che la mia partecipazione alla 'generazione Erasmus Mundi' per la costruzione degli Stati Uniti della Terra finiràl'anno prossimo. Cercherò assolutamente di rimediare l'anno prossimo.


(...lo sappiamo, no, che quello brasiliano è il solito golpe colorato, vero!?...)

(...la cosa che più mi ha fatto piacere di questa lettera è l'essere riuscito a difendere ed affermare la dignità della mia scienza di fronte a un giovane studioso di scienze "dure", e questo contro il debordante delirio dei miei colleghi che "la svalutazzzzzzzione...." o "ildebbitopubblico". Ne vedremo ancora, di questi fenomeni, non dubitate. Ma ogni giorno che passa c'è una persona in più che è in grado di "irridere" - parola di Fabio Petri - questi "cialtroni" - parola di Gennaro Zezza. E già il fatto che io non sia più solo a chiamarli cialtroni, e a sottolineare la necessità di seppellirli con una risata, può essere considerato una vittoria e un punto di svolta importante, come ho evidenziato sabato a Corviale...)

26 commenti:

  1. Perchè l'Italia entrò nell'Euro ?
    perchè l'allora Cancelliere della Germania Helmut Kohl pose come condizione alla creazione dell'Euro la presenza dell'Italia. Kohl stava facendo gli interessi delle aziende tedesche ben sapendo che imponendo una valuta a cambio fisso alle Aziende del Paese diretto Concorrente della Germania, la Germania si sarebbe tutelata dalle svalutazioni Competitive che l'Italia ha sempre praticato con grande terrore delle aziende teutoniche. Prodi & Co. invece stavano facendo solo gli interessi della Classe Politica iTaliana che vive del Bilancio Pubblico; l'obiettivo era di consentire un più agevole finanziamento del Debito Pubblico: minori interessi ma soprattutto maggior garanzie agli investitori esteri (le Grandi Banche Internazionali e i Fondi Sovrani) che compravano Titoli di Stato Italiano in Euro, ora non più soggetti al rischio di cambio. Letta con gli occhi di oggi l'ingresso nell'Euro dell'Italia è stata per una classe politica italiana la "soluzione magica" da propinare agli italiani inducendoli a credere che con una nuova valuta i problemi italiani si sarebbero risolti come per magia; invece fu un progetto di sottomissione di una Economia, composta per la maggior parte da piccole e medie imprese, non certamente allineate a sinistra, agli interessi economici di PD e Investitori Esteri. Il PD combatteva anche economicamente quella parte di elettorato con vocazione politica avversa ad esso. I Gruppi Finanziari Esteri vedevano finalmente la possibilità di prestare denaro senza il rischio di svalutazione del cambio e così fu fatto.
    Poi la Crisi Lehmann Brother ha fatto esplodere le contraddizioni di una Bilancia dei Pagamenti con saldo delle partite correnti(import-export di beni e servizi) tendenzialmente negativo e saldo finanziario tendenzialmente positivo: ossia il fatto che l'Euro per l'Italia era una moneta troppo forte per poter essere fisiologica alla sistema produttivo italiano gravato da una serie di fattori penalizzanti: tasse più alte, costo dell'Energia più alto, costo dei trasporti più alto.
    Come si è cercato di risolvere il problema?
    Precarizzando il lavoro, anestetizzando il Sindacato, e (come disse Mr. Monti nella famosa intervista alla CNN) distruggendo la domanda interna(i consumi) mediante consolidamento fiscale(aumento delle tasse). Però subito dopo Mr. Monti che non è un incosciente, Si poneva però il quesito che è fondamentale per Noi Tutti: questo tipo di Politica Fiscale sarà sostenibile nel lungo periodo ?
    Ben sapeva che la distruzione dei Consumi Interni avrebbe fatto fallire migliaia di aziende che vivevano sui consumi degli italiani, eroso la base imponibile e in definitiva compromesso in misura maggiore le prospettive economiche: senza consumi non può esserci aumento del PIL perchè da essi dipende anche parte degli investimenti delle aziende. La Crisi Bancaria è anche conseguenza delle Politiche Fiscali scellerate dei Governi Italiani. Solo modificando la Politica Fiscale in senso espansivo è possibile restare nell'Euro; non basterà la liquidità monetaria della BCE e la Sua politica monetaria dei tassi negativi per pareggiare i conti. Dobbiamo essere un Paese che funziona economicamente. Questo lo si può fare solo risolvendo il rebus fiscale italiano: abbiamo una pressione fiscale che mediamente è il 10-20% più della Germania. Abbiamo aliquote IVA superiori alla Germania del 3% (7% e 19% contro 10% e 22%), abbiamo tasse patrimoniali(IMU E TASI) sulle aziende, cosa che in Germania non esiste, abbiamo costi dell'Energia, dei Rifiuti, dei Trasporti più alti di Europa, abbiamo i Costi per le connessioni informatiche più alti d'Europa, una rete digitale penalizzante. Come possiamo concorrere con chi è "migliore" di Noi in tutti questi aspetti se non contando sulla possibilità di svalutare ? ma l'Euro ce lo impedisce......

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissimo, con grande delicatezza e affetto ti segnalo che questo tuo pistolotto diversamente ortografico nel quale ci vieni a dire quello che sappiamo è tanto irritante quanto off-topic. Ci siamo? Questo è il colpo di avvertimento. Ora il selettore è a raffica, perché a me hanno insegnato così.

      Elimina
    2. Hai dimenticato: abbiamo la rogna...

      Elimina
  2. So per certo (ne sono venuto a conoscenza in modo per così dire accidentale: non fate domande stupide, grazie) che i nostri servizi hanno operato (e immagino stiano ancora operando) in quel Paese.

    Mi piacerebbe tanto sapere da che parte stanno (ma anche stiamo: a nostra insaputa) in quel golpe colorato, pur se temo di conoscere la risposta.

    RispondiElimina
  3. Bollettino dal fronte:
    Il fatturato della Gdo torna a scendere (-0,24%)

    Coraggio Frojo! Che dalla prossima settimana mettiamo tutto in conto al terremoto. :-D

    RispondiElimina
  4. Quest'anno sono approdati nella mia scuola, nell'ambito del famoso "organico potenziato" voluto dalla Buona Scuola alcuni colleghi insegnanti di diritto ed economia, discipline che non sono mai state praticate nel nostro liceo. Naturalmente sono stati subito organizzati interventi e corsi pomeridiani riguardanti le più elementari tematiche giuridiche ed economiche, per le quali i nostri studenti avevano più volte manifestato interesse. La mia reazione è stata positiva, ma quando il prof. Bagnai parla dei suoi colleghi cialtroni mi prende la paura.
    In passato mi è capitato di discutere coi miei studenti, che manco a dirlo non facevano che ripetere luoghi comuni su svalutazione, inflazione, corruzione ecc., su argomenti riguardanti la crisi economica in Grecia o la Brexit. Facendo leva sulla fiducia che mi hanno sempre dimostrato, esponevo loro quello che avevo capito anche grazie al professor Bagnai: mi sono accorta che, anche se sono solo un'insegnante di storia dell'arte, riuscivo a convincerli, o almeno a suscitare in loro qualche dubbio, magari proprio perché mi esprimevo con semplicità e, credo, con convinzione, cercando di dare un ordine logico alle mie argomentazioni. Ma adesso ho paura di quello che questi colleghi, con l'autorevolezza a loro conferita dai loro studi, possano raccontare agli studenti, visto che economisti di rango propalano inesattezze e mistificazioni che oramai perfino io riesco a smascherare. E mi sento incompetente per controbattere in maniera valida.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io riporto un'esperienza analoga a quella che ha appena descritto. Io mi sono diplomato qualche anno fa al Liceo Scentifico, prima della caduta di Berlusconi, e il mio docente di italiano e latino era un grande sostenitore dell'unione europea, perciò era un piddino convinto e un antiberlusconiano. Purtroppo con il suo importante ruolo di insegnante e autorevolezza era riuscito a convincerci di quanto fosse importante la permanenza dell'euro per l'Italia e che i nostri mali erano tutti da impotare a Berlusconi.Questo insegnante ha influenzato per molto tempo le mie opinioni e quelle dei miei ex compagni di scuola, infatti ancora oggi molti di loro continuano a ragionare in questo modo. Per fortuna oggi io non ragiono più così grazie a questo blog e purtroppo, dopo questa esperienza, ho le tue stesse paure. Per correttezza devo riconoscere che non tutti i miei insegnanti del liceo erano così, anzi molti di loro hanno cercato di farci ragionare sul perchè delle cose e non ripetere i concetti come pappagalli.

      Elimina
    2. Grazie, Gustavo, per avermi dato l'occasione di mettere a verbale la mia personale esperienza in materia, che e' stata in qualche modo opposta alla tua.
      Io pero' ero piddino dentro, e quel professore l'ho capito solo molti anni dopo, dopo aver letto questo blog.
      Correva l'anno 1996, ero all'ultimo anno di liceo ed avevo appena mandato Prodi al governo, votando Ulivo alle politiche.
      Per farla breve ometto i tripudio di bandiere rosse e pugni alzati i giorno dopo a scuola.
      Al suo ingresso in classe, il mio leggendario prof di filosofia ci richiamò all'ordine così: "capisco l'entusiasmo per aver "azzeccato" un'elezione. Quello che non capisco è la vostra eccitazione per la vittoria di una destra tecnocratica e liberista su di una destra populista e statalista".

      Io li per li il colpo lo accusai, infatti mi ricordo quest'episodio come fosse ieri. Però ci ho messo 20 anni a capire cosa volesse dire...

      Elimina
    3. @Aldo
      Felice che il tuo approdo a questo blog ti abbia portato a interpretare correttamente la montagna di menzogne che ci sono state e continuano ad esserci propinate dai media e dai dotti medici e sapienti che abbiamo avuto la sfortuna di incocciare nella nostra vita.

      La tua testimonianza, unita a quella della prof. Zecchini, mi fa comunque riflettere su un punto che il prof. Bagnai ha sempre messo in evidenza.

      Quando le cose sono semplici, e vengono dette in modo semplice, la gente capisce.

      Ti rendi conto del livello di mistificazione che è stato necessario mettere in atto per far credere a milioni di italiani che Romano Prodi (no, dico, Romano Prodi) fosse il paladino della sinistra, da salutare con sventolio di bandiere rosse e salve di pugni alzati?

      Se qualcuno nel '96 ti avesse fatto osservare che Prodi

      * era un democristiano di ferro, scelto nell'82 da De Mita come presidente dell'IRI...
      * ...che come tale ha distrutto la capacità di intervento diretto dello Stato in economia, svendendo ai privati le migliori aziende del gruppo a partire da Alfa Romeo per finire con Banca Commerciale Italiana e Credito Italiano
      * è colui che più di chiunque altro a partire dagli anni 80 ha teorizzato e realizzato di persona l'impoverimento dello Stato (cioè nostro) a vantaggio del "salotto buono" dell'economia privata italiana stracciona e opportunista

      avresti mai votato per lui? Avresti mai potuto credere alla fola di un Prodi alfiere con bandiera rossa?

      Eppure sono tutte cose che chiunque sapeva senza bisogno di Google, come si fa a dire che nessuno le sapeva? Io nel '96 ne avevo 36 e queste cose ce le avevo chiarissime, e niente e nessuno mi avrebbe potuto far credere agli asini che volano, perché purtroppo questo è il livello di menzogna che ci siamo dovuti sentir raccontare.

      Il tuo leggendario prof. di filosofia è uno che sapeva già nel '96 quello che è un intellettuale del calibro di Noam Chomsky ha detto nel 2008, ovvero che siamo governati dal partito unico del business

      Elimina
  5. È vero, e il ventennio socialista non si cancellerà facilmente. Non si sentirà più parlare di sinistra a lungo in Sudamaerica.

    RispondiElimina
  6. Visto che l’intervento di Corviale ritorna spesso negli ultimi post, di seguito gli ultimi 4 minuti dell’intervento del Professore:
    Adesso sono sotto lo choc della presentazione di un libro, che già dal titolo mi faceva un pochino girare “Rottamare Maastricht”, rottamare è un verbo renziano quindi io tenderei ad evitarlo, se volessi far finta di essere di sinistra, e uno degli autori è intervenuto, nella presentazione del suo libro, dicendo una cosa del tipo – ho ancora 4 minuti – perché io quando dico mi avvio a concludere vuol dire che c’ho pensato prima, sappiatelo, mi commuovo di fronte alla mia professionalità così disconosciuta[risate in sala] come diceva sempre il mio maestro di flauto.
    Visto che abbiamo iniziato parlando di politica, finiamo parlando di politica. È inammissibile che un intellettuale di sinistra profferisca la seguente frase: “io non ritengo la battaglia contro la moneta un obiettivo politico” che cosa non capisce uno che sragiona così, non capisce quello che per esempio Luciano (Barra Caracciolo n.d.r) cerca da anni, esaurendosi, di farci capire, che una moneta è una Istituzione. Non è una merce.
    Questi pensano di dire, io non concepisco che la battaglia contro la moneta sia un obiettivo politico perché pensano in realtà, dentro di se, in cuor loro, questo l’ho capito leggendo Shrek (?!?!),che la moneta sia una merce e come dire io non capisco la battaglia contro lo zucchero raffinato come un obiettivo politico, anche se fa male alla salute come sapete, ma questo è un altro discorso, non capisco la battaglia contro i cavalieri dei convegni (prende in mano un cavaliere appoggiato sul tavolo n.d.r ) che sono una merce, la moneta non è una merce, non lo è mai stata, è abbiamo fatto un grandissimo e faticosissimo lavoro,bisognerà vedere i risultati,a giudicare dai miei lettori, scusatemi cari, 0 virgola, studiate, anche quelli qui, tutti, cazziatone indiscriminato per tutti, bisogna capirlo che la moneta è una istituzione, per esempio alla presentazione di questo libro “e perché l’euro è tanto antidemocratico signora mia”,tutte le cariatidi col capino che facevano “sì sì certo è tanto antidemocratico”, ma qualcuno che avesse detto perché, perché scusate, l’esempio c’è, cosa è successo in Grecia, Draghi ha chiuso il rubinetto. Chi è Draghi? Chi lo ha eletto?Che diritto aveva di mettere al collasso il sistema bancario di un paese. Si può dire questo? Vogliamo farlo dire a Salvini?
    Allora parliamo di quest’altra cosa, perché se noi ci facciamo soffiare i temi politici, perché i temi non sono delle persone che ne soffrono ma delle persone che ne parlano, e allora possiamo andare a fare un altro lavoro, non abbiamo neanche il diritto di essere politici, di esporci in un dibattito pubblico, bene questa è la situazione disastrata nella quale siamo a livello di classe dirigente.
    E questo penso di poterlo dire, senza fare nomi e cognomi e senza volerlo coinvolgere, Sergio è libero di smarcarsi, questa cosa Sergio con me la condivide, cioè condivide la sofferenza profonda di vedere una classe politica che si circonda di nullità ed è quindi incapace di elaborare un messaggio chiaro e rivoluzionario, che è il messaggio del quale ci sarebbe bisogno adesso, e sapete perché questa classe politica non elabora un messaggio chiaro e rivoluzionario? Ve lo dico io, perché pensa che voi siate dei coglioni che non sareste in grado di seguirli, voi vi riconoscete in questo? Se vi riconoscete in questo fate un bel’applauso ai nostri politici [qualche applauso dalla sala e risate]. L’intellettuale deve mettere in evidenza le contraddizioni del sistema, troppi applausi avete fatto a chi pensa che siate dei coglioni, adesso cambiamo storia [grande applauso in sala].
    (Testo di Bagnai, la punteggiatura a caso è la mia, Shrek non so chi sia)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Streeck, Wolfgang Streeck. "Why the euro
      divides Europe"
      , New Left Review 95, September-October 2015
      .

      (ovvero della sinistra sottomissione al dogma dell'indipendenza del banchiere centrale... se consapevole o meno, dopo tutte ste infamie e tragedie e morti, anche mastica)

      Elimina
  7. Ci salverà la le pen...anche se cercheranno in ogni modo di sabotarla., è la sinistra sarà in prima fila. Gianni z.

    RispondiElimina
  8. A Paolo Rossi [alias Mario Bianchi] e/o (rivendico un moderato diritto di barra) a chiunque fosse inavvertitamente sfuggito, risegnalo questo succoso articolo di Franklin Serrano e Luiz Eduardo Melin sulla provvidenziale svolta neoliberista in Brasile, proposto di recente sul blog del prof Cesaratto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qui un video sulla prima svolta liberista in brasile con FHC perche i brasiliani non sono poi cosi diversi dai cugini argentini a pesci rossi https://www.youtube.com/watch?v=A8As8mFaRGU

      Elimina
  9. Sì, un caso da manuale.

    (neanche più i golpisti di una volta, questi spiattellano tutto e subito)

    Il frame "castacriccacorruzione" era stato confezionato due anni fa in occasione del Mondiale. A giustificare le manifestazioni di piazza, la Rai aveva allestito un bello spettacolo a base di "paese cresciuto molto ma attanagliato dalla corruzione clientelare del Partito (IL partito), urge rinnovamento perché i brasiliani chiedono responsabilità, servono riformestrutturali d'altra parte anche in Italia...". Il resto è attualità.

    In occasione delle recenti Olimpiadi in quel di Rio, a golpe ultimato, il cambiamento di frame è stato particolarmente rivoltante: non più conflitto tra classe media e Partito corrotto, è arrivata la pacificazione liberale, per quanto la disorganizzazione figlia della "gestione precedente"... (così definiscono i cambi di regime, con lessico aziendalista). Subito fatto proprio dalla Rai: l'apologia delle favelas di Rio, con il suo "povero&felice" ripulito (ma soprattutto rimesso al posto suo, nella cuccia), aggiungeva alla propaganda quel retrogusto di merda inconfondibile. Pizzao&Mandolinao.

    L'austera moralità di chi si accontenta, godendo un pochettino, ma sempre lottando per affermare se stesso nella jungla del merito... e una ciotola caritatevole a chi non ce la fa. Un quindicennio stracciato.

    RispondiElimina
  10. Quando qualcuno ti ha dato un punto di vista fondamentale non puoi mai ringraziarlo abbastanza; puoi solo cercare di trasmettere ad altri quel dono.
    In ogni caso, ancora grazie.

    RispondiElimina
  11. 1) Un Espatriato dice quello che penso, meglio di come l'avrei potuto dire io.

    2) Un OT dalla Sfizzera:
    http://www.rts.ch/info/suisse/8069976-impots-de-la-classe-moyenne-les-deux-visages-de-la-suisse.html
    Dati molto interessanti sulla diversa tassazione nei diversi cantoni. Purtroppo il commento piddino non fa loro giustizia. Mi paiono però interessanti, i dati, perché sembrano mostrare come certe politiche siano state prontamente importate nella confederazione (colpiamo la classe media per fare l'austerità, a meno ovviamente di non essere i pezzi grossi, economicamente e geograficamente). Mi ha fatto anche riflettere sul blaterale di internazionalismo proletario dei radical chic, mentre in realtà esportiamo "democrazia" e "ricchezza" già subito fuori casa.
    Non perdetevi il gran finale austero, che genera ilarità o ulcera, oppure entrambe.

    RispondiElimina
  12. Vivo in Brasile da 21 anni e posso solo concordare col compagno di (s)ventura espatriato. Vorrei appena aggiungere una notizia e una barzelletta. La notizia é che con le ultime elezioni amministrative di domenica scorsa il PT non é riuscito ad eleggere nemmeno un sindaco in cittá espressive. E´andato quasi tutto in mano ai tucani (i liberisti). Persino il PCdB (il partito comunista che ha sempre contato meno del pc di Ferrero in Italia) ha piazzato almeno un sindaco. Si avvia cosí a termine il remake perfetto di un pezzo di storia Italiana: Car Wash nel ruolo di Mani Pulite, il giudice Sergio Moro nel ruolo di Di Pietro, Temer in quello di Amato, Il PT al posto del PSI, INSS come INPS, Petrobras in quello dell´ENI, Corrupção interpretando Corruzzione. Vi anticipo il finale di Lula (spoiler): fará la fine anche fisica di Craxi. Davvero un brutto film.
    La barzelletta é che la professoressa Janaina Paschoal della universitá di San Paolo (USP) ha dichiarato su Twitter che il Brasile sta per essere attaccato da Putin, che si appoggerebbe per sferrare il colpo su una base militare in Venezuela. Questa professoressa non é una scema qualsiasi, ma una delle principali relatrici del processo di impeachment di Dilma Rousseff.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi sento meno solo, pensavo di essere l'unico italiano in brasile a leggere questo blog e invece siamo almeno in tre! io vivo a Rio de Janeiro, e voi (Federico, Paolo Rossi/Mario Bianchi) ed eventuali altri???

      Elimina
  13. Buon giorno prof: stavo ripassandomi un po' di esercizi sui saldi settoriali, usando in questo caso il Brasile. Per controllare che dati e conti sono presi bene sono andato a rivedermi il post sul rating della Francia per usarlo come modello, e mi sono accorto che la serie del CA del WEO di ottobre 2016 dal 1997 in poi è abbastanza diversa da quella che ha postato e usato lei. A iniziare dal 1997 i saldi delle partite correnti francesi diventano:
    3,697 3,669 4,203 2,629 2,847 2,108 1,567 1,126 0,477 0,450 0,093 -0,941 -0,832 -0,836 -0,989 -1,221 -0,874 -1,065
    l'ultimo dato è del 2014. La serie di T-G è uguale, invece.
    Ho girato un po' per il sito ma non sono riuscito a capirci molto. Potrebbe aiutarmi, se non la disturba, a capire come mai nell'arco di un anno i dati della serie sono cambiati così tanto?

    La ringrazio molto, buon lavoro.

    RispondiElimina
  14. Mi accodo ai ringraziamenti nei confronti del prof (nonché il fatto che ho sempre riconosciuto la cosa).
    Al di là di ricordare, ognuno per sé, il proprio percorso che ci ha condotto in questo ambito, in questa discussione
    (nel caso mio vedevo che qualsiasi "teoria" sulla crisi tipo debito pubblico, spesa pubblica, corruzione aveva dei controfattuali talmente potenti che qualche dubbio me lo fece venire. E poi mi sono ricordato di quel "famoso" art. del prof del 2010)
    vorrei raccontare una cosa che mi sta succedendo.
    Dovendo partecipare ad un corso (non chiedetemi il motivo), tra i tanti (tra cui meditazione..) ho scelto quello sul self coaching.
    Bellissimo direi (idee che ho maturato tra le altre cose da ragazzino, quindi non una novità in sé) ma ho osservato una cosa particolare: TUTTO E' INCENTRATO SU SE STESSI.
    aver scoperto e assorbito questo blog (leggasi: un certo pensiero di come va e come potrebbe andare il mondo) significa avere anche una coscienza sociale diversamente sviluppata, ovvero vedere i problemi (dai più piccoli ai più grandi) con lenti differenti.

    MANCA UNA COSCIENZA SOCIALE!
    hanno praticamente raso al suolo questa cosa, puntando tutto sull'individualismo (per carità, per come la vedo io, il self coaching è il 50% della soluzione.. 50% mica il 5%! ma manca appunto l'altro 50%).
    "tutto dipende da te".. e siamo fottuti. si parla di meritocrazia (tema che da noi, in Sicilia, è argomento vecchio.. dato che in mancanza di lavoro non ci sono opportunità e quindi l'unico comportamento plausibile è quello di essere predatori o scappare) ma un mondo creato sull'individualismo, che limita le opportunità per definizione non può essere meritocratico (senza voler evidenziare un livello assoluto, sia chiaro).
    E le persone soffrono! le vedi che soffrono e sono depresse! e partecipano ai corsi pensando che ciò migliorerà loro stessi perché impareranno a vedere se stessi in una diversa ottica! ma è un'ottica individualista e quindi unilaterale.
    Un'ottica che non tiene conto della scarsezza di opportunità, di ciò che comporta questo (le poltrone "costano" e vanno mantenute e quindi la cattiveria emerge più facilmente) e del fatto che siamo guidati così dal puro caso. Che chi ha successo lo avrà per puro caso, perché tra i tanti ha la "fortuna" di azzeccarla, perché muove le pedine giuste etx etc.
    Sta diventando un mondo di "marketing" e di assolutismi.

    Ok, il ns amico ha scoperto la bilancia dei pagamenti (meglio tardi che mai.. noi lo abbiamo fatto nel 2011), alcuni pirla parlano della svalutazione della sterlina come conseguenza del "brexit" (quindi nelle discussioni aziendali non esiste la svalutazione ma il brexit.. DAR!).

    Grazie ancora Prof

    RispondiElimina
  15. Dimenticavo una cosa, sperando di non indisporre.
    Sembra che, guardando a questo individualismo sfrenato, la soluzione migliore per ognuno di noi DEBBA (gioco forza) condurre ad un mondo migliore.
    Così come in macroeconomia, ciò è falso!
    E' falso perché non guardare all'insieme, alla società nel suo complesso e di come le dinamiche individuali possono influenzarla, significa avere una visione parziale dei problemi, una visione non di insieme.
    Ovviamente LORO vogliono questo, un mondo spacchettato (sotto l'egida della globalizzazione.. con la globalizzazione intesa anche come pensiero unico) senza valori e principi (salvo quelli della jungla) che è più facile da controllare e governare (per assurdo, il caos serve a questo, a perdere l'identità sociale).

    RispondiElimina
  16. Quanto e difficile far capire ai brasiliani che li stanno prendendo per i fondelli e che e tutto scritto tanto che il loro DiPietro tale Moro ha studiato su mani pulite qui in allegato un documento https://jornalggn.com.br/sites/default/files/documentos/art20150102-03.pdf

    RispondiElimina