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lunedì 13 giugno 2016

Destra e sinistra

A destra nessuno ha rifiutato il confronto, o mi ha censurato, perché avevo parlato con persone "di sinistra", forse perché a loro sembrava normale che lo avessi fatto, sapendo che sono di sinistra. A sinistra molti hanno rifiutato il confronto, o mi hanno censurato, perché avevo parlato (o semplicemente supponevano che fossi disposto a parlare) con persone "di destra".

A destra qualcuno ha letto i miei libri. A sinistra nessuno ha letto i miei libri.

Né a destra né a sinistra li hanno capiti.

Ma questa, evidentemente, è colpa mia.

In ogni caso, questi sono i fatti, e a voi sono noti (accetto rettifiche ed esempi del contrario). La differenza antropologica fra destra e sinistra in Italia è tutta in questi fatti. Evidentemente per chi è "di sinistra" accettare il confronto sugli argomenti, anziché sulle appartenenze, significa essere di destra, e possiamo intuirne le ragioni. Parafrasando un altro toscano amante ricambiato del periodare simmetrico: "Il y a toujours eu du je ne sais quoi en toute la gauche italienne. Elle a voulu se mêler d’économie, dès son enfance, et dans un temps où elle ne protégeait pas les petits intérêts, qui n’ont jamais été son faible ; et où elle n’avait pas été achetée par les grands, qui, d’un autre sens, n’ont pas été son fort".

Poi ci sono le opinioni, delle quali, semicitando l'ispettore Callaghan, vi evidenzio che esse sono come le palle: ognuno ha le sue. L'ispettore Bagnai aggiunge che molti non le hanno proprio, e nel caso delle opinioni si limitano a usare quelle altrui (con le palle risulta più difficile).

Questa non è una novità. L'ispettore Flaiano l'aveva ben detto: "i giovani hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui" (e infatti sono prevalentemente euristi).

Se qualche fesso qua sotto intendesse uscirsene con la stantia chiacchiera da bar ortottero "destra e sinistra non esistono più" sappia che verrà stroncato. Destra e sinistra esisteranno sempre, non solo nella loro dimensione antropologica (descritta nel caso italiano da quanto precede), ma anche e soprattutto nella loro dimensione strutturale, economica (che non coincide con quella antropologica, nel senso che persone antropologicamente "di sinistra" possono facilmente essere, e anzi generalmente sono, strutturalmente di destra, come moltissimi hanno notato prima e meglio di me). La dimensione economica è molto semplice da definire: è di destra (Pasolini avrebbe detto: è fascista) chiunque crede che il mercato si autoregoli, e quindi in re ipsa delegittima lo stato democratico nel suo ruolo di mediatore del conflitto sociale. Quindi, ad esempio, è di destra chiunque difenda i Trattati europei e l'ideologia ad essi sottostante (nonostante sia associata al polveroso santino del liberista Spinelli). Il liberismo è intrinsecamente autoritario e illiberale, perché, come dice il Pedante, per imporre lo stato minimo ci vuole lo stato onnipotente.

Non a caso, per dire che il liberismo ha fallito, il Fmi comincia con l'elencare i suoi pretesi successi partendo dal Cile di Pinochet (sono i dettagli che fanno la delizia dell'intenditore).

Keynes era un liberale, anche se i gianninizzeri non lo capiscono.

Ma questa, evidentemente, è colpa loro.

131 commenti:

  1. Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.
    Mahatma Gandhi.

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  2. Segnalo un refuso al sesto rigo, Alberto.

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    1. Scusa, ero in macchina e con il riflesso del sole si lavora male. Grazie per la segnalazione.

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    2. Dal punto di vista storico destra e sinistra non sono mai esistite. Il potere, è intrinsecamente autoritario.

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    3. Chiedo scusa, non voleva essere una risposta, ma un commento generico al post.

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  3. Il problema è proprio quando uno è di destra su temi etici (o, perlomeno, deve guardare "a destra" per difendere alcuni valori che la sinistra ha deciso dagli anni '60 che sono di destra e non degni di confronto, appunto) e di sinistra su quelli economici ed è costretto a vivere una perenne schizofrenia politica.

    Ed il secondo problema (sempre che in Italia ci fosse veramente una) è che servirebbe usare la destra per ri-appropriarsi della sovranità nazionale, ma poi la stessa destra la userebbe per fare in piccolo le stesse politiche economiche che vengono imposte ora.

    Aridatece lo spauracchio dell'Unione Socialista Sovietica ai confini che faccia da moderatore...

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    1. Concordo con l'analisi e l'auspicio.

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    2. Penso che ci sia una differenza ad essere dentro una botte di merda come l'euro-zona a trazione tedesca, senza bancha centrale è senza una propria moneta, dove il governo italiano è in perenne modus di "paese sotto osservaziane speciale" è che praticamente non decide più un cazzo, ma esegue solamente i dettami deliranti di 4-5 cialtroni seduti a brüssel è dove i posti che contano sono occupati quasi tutti da tedeschi è un governo sovrano italiano anche se è liberale.


      1° Un governo sovrano (liberale) ha a dispostizione la SUA bancha centrale ed ha una sua moneta sovrana che può sempre adoperare in caso di crisi come ultima ratio, in altre parole più gestire la crisi come cazzo vuole senza dover dare un esame di coscenza a quelle merdacce id Brüssel.

      Poi un governo sovrano, anche se è liberale risponde solo è solamente al suo popolo non a dei imbecilli che siedono a Brüssel che del Italia se nè fragano è che non hanno nessun legame con l'Italia. Già visto un commissario UE che si preocupa per il disastro umanitario in Grecia, io no, anzi mi sembra quasi che godano.

      Un governo italiano sovrano, anche se ultraliberista non avrebbe mai potuto fare quello che hanno fatto monti, letta è che stà facendo attualmente renzi.

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    3. Siamo ovviamente daccordo che un governo sovrano (oso dire, pure se fosse del PD) sarebbe meglio comunque.

      Rimane il fatto che i nostri partiti storici (degli ultimi 20 anni) hanno fatto, in economia, sostanzialmente la stessa politica (e non poteva che essere così, dovendo comunque rimanere entro li stessi limiti) e non sono sicuro di voler vedere cosa farebbero i grillini.

      Che poi è normale: i parlamenti storicamente nascono come strumenti di imposizione fiscale, controllo della spesa e (dopo) ridistribuzione della richezza.

      Se il target fiscale te lo impongono da fuori e la spesa non la puoi quindi decidere tu, i partiti posso azzuffarsi sullo "0," da togliere a questo e dare a quello, che per questo e quello magari sono botte e regali notevoli, ma nel panorama generale sostanzialmente stiamo li.

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    4. Non sono d'accordo per niente sul fatto che un governo ultraliberale sovrano possa fare meglio di monti letta e dell'attuale imbecille.
      Sicuramente non avremmo subito il furto di sessanta miliardi destinati al mes, quaranta dei quali definitivamente inesigibili, ma la politica ultraliberale è sempre ultralibererale.
      Ricordiamoci che la Thatcher ha distrutto il welfare inglese solo per ideologia, in Inghilterra sono tuttora fissati col contenimento del deficit e il debito pubblico pur avendo sovranità monetaria, quindi discorsi senza particolare senso nella loro condizione.
      Da qui il fatto assodato che per noi, l'uscita dall'euro è una condizione assolutamente necessaria, ma per niente sufficiente.

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  4. Io mi auguro che un giorno si ritorni a Destra e Sinistra (quale che siano le loro naturali collocazioni). Perché almeno ci sarà un dibattito che sfocerà in un indirizzo che coinvolgerà la società. Ovvero ci sarà nuovamente spazio per una cosa strana che si chiama democrazia, che non è altro che la mediazione più o meno conveniente, pacifica, utile (mette voi l'aggettivo adeguato) del conflitto di classe che deve esistere per poter affermare di vivere in uno stato, democraticamente libero. Un fogno, un rimpianto dei bei vecchi tempi? Non lo so. Ma i tempi che stiamo vivendo ora, dal mio modesto punto di vista di occidentale, non sono tanto sereni e pacifici.

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  5. Quindi, ad esempio, è di destra chiunque difenda i Trattati europei e l'ideologia ad essi sottostante (nonostante sia associata al polveroso santino del liberista Spinelli): il PD è brutalmente di destra.

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    1. Il PD dalla fine del PCI è diventato progressivamente un partito di fascio-piduisti-massoni iperliberisti,per cui sarebbe quantomeno opportuno che cambi simbolo e programma esplicito.

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    2. Per mè il PD è il nulla totale, esegue ordini dal loro dio merkel è basta. È il sindacato è della stessa identica sorte. Lo scopo è fare bella figura davanti alla merkel per ricevere una bella pacca sulla spalla della merkel che li fà andare in estasi.

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  6. E’ tutto molto vero. A un livello più basso del suo, sto facendo anch’io questa osservazione nel corso delle innumerevoli “pizzate di fine anno” che si sono susseguite nell’ultimo mese. Ci si trova tra genitori che spesso hanno in comune solo il fatto che i figli frequentano la stessa classe o giocano nella stessa squadretta. Ambiente socialmente misto come pochi: non ci si conosce e si finisce a parlare di come vanno le cose. Si formano sempre gli stessi schieramenti: quelli che dovrebbero essere di destra, cioè i piccoli e i medi borghesi sono tutti contro il jobs act e quantomeno critici verso l’Euro e le istituzioni europee; quelli che dovrebbero essere di sinistra, cioè gli intellettuali (giornalisti e professori universitari) e i poveracci che campano di lavori precari sono tutti schierati come un sol uomo contro i “fannulloni”, a favore del jobs act, dell’Europa che "sta facendo pagare le sue colpe a questo popolo di merda” e via delirando. Quella che lei chiama “destra antropologica” è ormai naturaliter sinistra economica perché la classe media, ritenuta oggi parassitaria dalle èlite che l'hanno abbandonata, sta divenendo classe oppressa.

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  7. ..quanto non sopporto la presunzione intellettualoide sinistrista mascherante un totale conservatorismo e forse in fondo in fondo un profondo totalitarismo di regime dove "chi è con noi è nel giusto"...ma io sinceramente questa appartenenza non ho mai capito dove si "aggancia"...ho sempre cercato di capirlo parlando con quelli de sinistra...non ci sono mai arrivato. Le mie ipotesi: nostalgia partigiana, romantico slancio verso un passato che non s'è mai realizzato come si avrebbe voluto, fogno di unioni universali popolari e fratellanze con afflato pseudo-cristiani ...boh aiutatemi voi...

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  8. Aggiungo che quando la destra solleva un problema (euro, immigrati), la tematica non diventa più un problema di cui parlare per la sinistra.

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  9. Le due macrocategorie destra-sinistra possono, molto a soldoni , a loro volta, essere divise in 2 censi: destra-mediobassa / destra-medioalta e sinistra-mediobassa / sinistra-medioalta.
    Verso l’argomento EURO-EU si pongono mediamente in tale modo:
    destra-mediobassa è molto critica e a volte tenta di informarsi.
    sinistra-mediobassa trema , ha paura di ogni cambiamento e si affida a repubblica.
    destra-medioalta osserva pensosa.
    sinistra-medioalta sghignazza con repubblica sotto ascella.

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  10. Gentile Professore,

    per quel poco che so della storia del fascismo, mi sembra impreciso associare "in maniera suriettiva" quest' ultimo all' autoregolazione del mercato.
    Le politica economica durante del ventennio si divide in varie fasi e, per esempio, l' istituzione dell' Iri e la legge bancaria del 1936 credo vadano in direzione opposta all' autoregolazione dei mercati.
    E ciò, nel mio modesto parere, non fa altro che rimarcare il concetto del post, ovvero che esistono (almeno) due piani distinti su cui possiamo distinguere destra e sinistra, uno "tradizionale-ideale" e uno economico.

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    1. Per quel poco che so di storia di questo blog, trovo estremamente irritante che tu arrivi qui catapultato dal nulla a farci una lezioncina che oltre a dirci cose delle quali qui si è parlato migliaia di volte con dovizia di particolari è anche in tutta evidenza incoerente con le categorie analitiche proposte, o del tutto pleonastica. Sì, lo so, non sono molto simpatico. Ma secondo me "me ne frego!" è, oggi, un motto di sinistra...

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    2. Semplicemente non capisco la specificazione "Pasolini avrebbe detto: è fascista" in quella frase.
      Chiedo scusa se le ho fatto perdere tempo.

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    3. Ciao Aristarco! Un paper spacciato di nascosto nei vicoli oscuri del web da Bagnai, intitolato "The Guardians of Capitalism: International Consensus and Fascist Technocratic Implementation of Austerity", di Clara Elisabetta Mattei, è particolarmente illuminante a riguardo. Si trova nei peggiori bar di google, credo. :)

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    4. Caro A. Ristarco (parente di A. Ristotele?), non devi scusarti. Se non hai letto Pasolini è normale che il mio riferimento sia per te criptico, nel qual caso suggerirei una capatina da queste parti, così tutto diventerà più chiaro. Tuttavia, credevo fosse chiaro che il riferimento alla definizione di fascismo data da Pasolini servisse a storicizzare e contestualizzare il concetto. Ogni capitalismo ha il suo fascismo al guinzaglio, e naturalmente c'è chi preferisce i dobermann e chi i pitbull. Poi però c'è anche la continuità storica, sulla quale in effetti il lavoro citato da Gianni potrebbe fornire utili e forse folgorantisullaviadidamasco intuizioni a quelli che "la destra sociale" (caso mai tu faccia parte di questo club).

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    5. ...ah, e comunque io mi chiamo fuori: quella roba la spaccia Gianluca Abbadessa, che è un tipo poco raccomandabile (è pure ortottero)! ;)

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    6. Ringrazio entrambi per i titoli suggeriti, mi spenderò.

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    7. e te pareva che adesso la colpa è pure mia...io almeno Scritti Corsari l'ho letto per davvero ;)
      Anche Carlo Cafiero, nonostante fosse anarchico ovvero e non riconoscendo la dicotomia classica destra-sinistra facendo le dovute differenze rispetto al periodo in cui viveva (seconda metà Ottocento), è stato uno dei più importanti studiosi e divulgatori del pensiero marxiano, quindi dal punto di vista dell'analisi storico-economica si collocava a sinistra.

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  11. ..tuttavia oltre le mille maschere come dice il prof Bagnai lo spartiacque per capire chi è di destra(o sinistra) è capire il suo favore o meno verso un libero mercato che si autoregola...ma da qui alle infinite sfumature che si interpongono tra la realtà e le convinzioni sognanti di quelli de sinistra ce ne vuole. Anche perché tale coltre di pseudo cultura appiccicata maschera proprio l'identità di chi sta da una parte o dall'altra. Ma il problema fondamentale è che gli stessi soggetti non sanno la loro identità e pensandosi di sinistra sono di destra e viceversa...e tutto perché magari hanno un slancio nostalgico verso il Che...o verso i film di Moretti...o la russia Leninista... tutto ciò è pazzesco perché permea la cultura Italiana molto profondamente e dal dopoguerra senza che buona parte degli italiani capiscono su cosa si fondino realmente queste convinzioni.

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  12. ..e c'è di più..la sinistra in fondo dovrebbe essere quella parte che difende il lavoro..come ben sappiamo , eppure anche in questè non c'è chiarezza. Il lavoro inteso non solo come diritti del lavoratore ma anche come capacità di creare ricchezza e novità. L'artigiano nella sua capaità di impresa e creativa dovrebbe essere difeso nella sua unicità produttiva. Questo è il compito della sinistra. Invece l'artigiano o anche il piccolo imprenditore è sempre stato visto come chi lede il diritto dei lavoratori mescolato con la visione del capitale che sfrutta il lavoro.... tant'è che questi presunti de sinistra stanno difendendo a spada tratta il capitale che si specchia perfettamente dell'euro. Confusi da anni di malintesi e incomprensione dei veri motivi che avrebbero dovuto muoverli (si, diciamo che l'unico motivo che hanno avuto negli scorsi 20 anni è la lotta contro Berlusconi, proprio lui che evidentemente non ha ancora capito nulla di quello che gli è capitato nel 2011), quelli de sinistra, sono diventati complici della mentalità di destra più estrema ..l'euro. grazie professore!

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    1. Esatto! Il paradosso è che se la sinistra fosse scomparasa del 1997, oggi non saremmo in questo schifo. I sindacati hanno distrutto il paese quando hanno cominciato a combattere la guerra sbagliata contro gli imprenditori. In una unione monetaria l'imprenditore lo devi aiutare perchè se lo strozzi con gli aumenti salariali poi chiude e tu vai a casa. A sto punto posso apprezzare Hollande: se l'euro è un dato esogeno, a questo punto si facciano le riforme prima che sia troppo tardi. Perchè se si aspetta la crisi ci perdono tutti e di piu i poveri. Perchè l'imprenditore che non fallisce la bmw se la può permettere anche se guadagna la metà. Quindi il costo del riaggiustamento sta tutto sulle spalle dei poveracci. Il poveraccio che senza lavoro non si puo piu permettere neanche di andare al LIDL. E chiaramente questo è colpa dei sindacati. O si opponevano all'euro tout court o se la dovevano piantare. Invece in Italia abbiamo dovuto aspettare che scoppiasse la bomba. Ma vedo che il viziaccio di essere stupidi i sindacati non se lo levano. Infatti vedi i vari ritornelli "no loi travail - si euro" "no austerity - si euro" e via dicendo. E' meglio che per un certo periodo scompaiano e che si facciano rivedere tra qualche decennio quando avranno le idee un po' piu chiare, per evitare di fare altro danno. Ruggero

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    2. @aaa!

      Quindi, se capisco bene, in questi indeterminati decenni ci teniamo misuratamente rassegnati la deflazione salariale?

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    3. La mia è una critica alla gestione del nostro ingresso nell'Euro. Il cancelliere schroeder ha perso le elezioni per fare la riforma del lavoro. Prodi, che al contrario di B.(e ricordiamo che b. Ci ha provato a fare saltare l'art 18, ma invano) sapeva che ci sarebbe stata la crisi, perché non l'ha fatta lui la riforma e ci evitata due bei problemi 1. La deflazione 2. Il debito estero.
      Non l'ha fatta perché voleva essere rieletto. Prodi ha fatto entrare l'italia nell'Euro e poi ha abbandonato la nave quando avrebbe dovuto pagare elettoralmente le necessarie conseguenze. Mi ricordo solo che nel 2007 iniziò un programma di austerità, e quelle furono tasse che Berlusconi vinse col 40%. Ma ovviamente l'austerita é una pezza che metti al problema, perche quandi arrivi a quel punto sei già cotto. Prodi non è un traditore della sinistra, prodi è un traditore della nazione tutta. Se avesse fatto quello che ha fatto hartz non avremmo le banche fallite, non avremmo 6 mln di disoccupati e scoraggiati, non avremmo un paese straniero pronto a cannibalizzare le poche imprese d'eccellenza e lasciarci in mutande alla prossima crisi. Di che parliamo? In germania i sindacati hanno perso onorevolmente e hanno aiutato il loro paese a sfasciare i concorrenti. I nostri che hanno fatto? Vabbe dalla Camusso e Landini che ti aspetti.
      Ruggero

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    4. @aaa!

      Ho capito bene, stai dicendo che ci sono mancate le riforme di Peter Hartz? Devi solo aspettare qualche mese, poi arriveranno i 5s e ti accontenteranno definitivamente. Una domanda indiscreta: ma tu perché frequenti questo blog, perché vieni a dire queste cose qui proprio ora?

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    5. Ti rispondo con un'altra domanda. Tu vorresti più tutele, più aumenti salariali e più spesa pubblica...Nell'Euro? Ruggero

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    6. @aaa!

      Ti rispondo con un'altra domanda: ti piacciono i 5s?

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    7. in ogni caso, per chiarire quello che ho detto, se non si fosse capito. Se non esci dall'euro, SE NON ESCI DALL'EURO, allora dal momento che la germania ha fatto le riforme non si poteva non farle. E colpevole è stato chi sapedolo non si è assunto la responsabilità di farle. Il costo che stiamo pagando di non averle fatte è maggiore di quello che avremmo pagato se le avessimo fatte subito. Il risultato è che tali riforme si stanno facendo, ma in una situazione molto peggiore e con effetti molto peggiori di quelli che avrebbero prodotto se le avessimo fatte al giusto tempo. Mi sembra una deduzione logica, non c'è niente di politico nel mio discorso. Se tutti avessere fatto le riforme, allora l'europa (germania inclusa) sarebbe sprofondata nella deflazione subito, invece nella deflazione ci stiamo sprofondando solo noi. L'euro debole ingrassa solo le esportazioni tedesche, metre se avessimo fatto le riforme ne staremmo beneficiando pure noi, per non parlare appunto dell amontagna di debiti che abbbiamo sulle spalle e del patrimonio aziendale distrutto o ceduto ai nemici. Ma a senso un euro così? no, ma visto che ci siamo entrati...

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  13. Certo che "destra e sinistra esisteranno sempre nella loro dimensione strutturale, economica", come sono sempre esistite, assumendo nomi diversi nel tempo, patrizi e plebei, nobiltà e servitù, padroni e schiavi, borghesi e proletari. Oggi semplicemente ricchi e poveri.

    Semmai sono i partiti che in democrazia dovrebbero rappresentarne le istanze, soprattutto quelle dei ceti meno abbienti, che hanno tradito la loro ragion d'essere. In questo senso è anche comprensibile la vulgata che "destra e sinistra non esistano più".

    Gore Vidal affermava che gli USA hanno un sistema politico con due partiti di destra, uno dei quali un po' più moderato. Vent'anni fa mi sembrava eccessivo, poi ho visto che anche in Europa stava accadendo lo stesso fenomeno.

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    1. Oggi direi che uno dei due si occupa anche di diritti cosmetici, mentre l'altro no.

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    2. Stava accadendo ed ormai è compiuto.

      Abbiamo partiti che devono favorire il capitale e basta e partiti che devono favorire il capitale, ma regalano il gaymonio, il multiculti e i reati di opinione (che poi possono sempre tornare utili) per distrarre un po'.

      Tutto ciò già da 3 lustri, con la novità dell'ultimo'ora che larga parte del primo partito alla fine sono anche loro per le distrazioni, e neanche l'originalità di trovarne di proprie, propongono direttamente quelle degli avversari "ma più moderatamente".

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    3. Sarà perché rappresentare e difendere pubblicamente gli interessi di ricchi e potenti è un po' ignobile, ai politici sinistri (come al clero) conviene di più predicare bene e razzolare male. In fondo, agevolare gli interessi di ricchi e potenti può essere molto gratificante (vedasi alla voce oligarchic capture). Occorre solo dissimulare e confondere il popolo bue.

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  14. Caro prof scusi se sono della vergine cioè pedante -non mi stronchi. L'unica cosa che m'è parsa comprensibile (e interessante) del libro di Bobbio su dx e sx è la precisazione metodologica iniziale, secondo la quale non ha senso assegnare un valore "assiologicamente" positivo a una posizione e negativo all'altra. Apparole mie, se da una parte ci sono i buoni e dall'altra i cattivi è inutile tirar fuori altri termini. In un mondo normale (non questo) il linguaggio si riappropria dei termini giusti e solo tra i "buoni" vanno cercate dx e sx. Cioè sia destra che sinistra, dette così, senza precisare, deve significare, destra e sinistra democratiche. Altrimenti gli diamo implicitamente un aurea di legalità che fa molto comodo a loro ma ovviamente non meritano. Questi personaggi camuffati da destra o sinistra (cioè piddini e tutto il fronte europeista) semplicemente non condividono i valori della Repubblica e se ne devono andare in quel posto. Restando al livello da bar (perché non vi conosco abbastanza) in un mondo normale le persone di destra somigliano a Borghi e quelle di sx a lei. O almeno così mi viene da pensare, ma non è neanche detto. Bisognerebbe vedere proprio nei dettagli cosa fareste voi due dopo che moneta, Banca e legalità in generale sono state ripristinate. Per es. io immagino lievissimi scostamenti sui target di inflazione e disoccupazione tra voi due, ma lievi! E non è neanche detto che il segno degli scarti sia quello che prevedo io o che siano tutti univoci. Insomma, in un mondo normale la differenza tra dx e sx è importante ma ci camperemmo tutti, compresi gli ultimi. E noi cittadini normali potremmo anche fregarcene bellamente come successe a me (e da come racconta anche a lei (ma ci credo poco)) negli anni d'oro della Repubblica.

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  15. In effetti il discorso che destra e sinistra non esistono più non ha senso. Semmai è la sinistra che non esiste più o, almeno, è scomparsa in ambito parlamentare, mentre la destra è più viva che mai. I voti di sinistra ci sono sempre, sono quelli che seguono la logica di appartenenza ma sono sprecati per illegittimi rappresentanti.

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    1. Concordo con Massimo.
      Domanda e Offerta/Consumo e Produzione;i beni di consumo sono il nostro vivere quotidiano( che la televisione ci impone secondo le norme della produzione creatrice di benessere e infatti lo vediamo su noi stessi, frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d’animo collettivi
      Il proletariato va in giro con l'iphone, si vergognano della loro povertà e della loro ignoranza!
      Destra e sinistra chi le conosce più?

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    2. La sinistra è ben scomparsa e fa di tutto - vedi articolo 18 e jobs act - per ricordarcelo.

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    3. Mi spiegate una cosa: se la sinistra non esiste più e solo la destra ìmpera, come si potrebbe applicare la democrazia?

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    4. La democrazia rinascerà quando i poveri cominceranno, sotto la spinta di qualcuno(nuova elite di sinistra, con le palle, per rimanere in tema con il post?) che li guida, a ritrovare le ragioni dei propri interessi economici.
      A quel punto la dialettica democratica risorgerà, naturalmente non prima di un duro scontro tipo guerra civile.
      Però potrebbe anche darsi il caso che in mancanza delle condizioni per la nascita di questa elite, tutto si protragga per un lungo tempo, tipo limbo, in cui il nuovo feudalesimo imperverserà indisturbato.

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    5. 2 commenti al volo:
      uno per Gianni: il problema è che un po' tutto il Paese ha una cultura "gerarchizzata" e quindi poco di sinistra. Faccio l'esempio della mia città natale, nota per aver dato la nascita a quello che era il partito di Sinistra (con la S maiuscola). Un vecchio proverbio locale dice: "meglio puzza' di m...a che di povero". Se un detto di questo genere è sorto e diffuso in una città considerata proletaria, comincerei a preoccuparmi. Essere operai, o persone umili è considerato come motivo di vergogna, da nascondere e cambiare in fretta. Pur non lavorando in fabbrica (anche se da giovane, ho come direbbe Padoa Schioppa assaggiato la durezza del vivere) ma in un più comodo ufficio, conservo come una reliquia la tuta blu del nonno e ne sono pienamente orgoglioso. A dir la verità, quando devo fare qualche lavoretto non la uso per paura di sciuparla. Purtroppo, l'ambito culturale è questo: nascondere la povertà o l'umile origine perché fa troppo "morti di fame". Non mi sorprende che i "sinistri" rappresentanti siano i pasdaran del capitalismo...
      A Battista rispondo in modo molto semplice: qualcuno vuole cambiare la costituzione? Ok, via il quorum e democrazia quanto più diretta su tutto; sembra un provvedimento un po' ortottero ma è quello che responsabilizza il cittadino in modo maggiore. La legge elettorale e la riforma costituzionale di Renzi sono solo un evoluzione prettamente fascista del sistema di governo: il cittadino elettore vota una lista precompilata scelta su basi non democratiche e di fedeltà servile dove un partito con il 20% può arrivare al governo del Paese. Può essere che molti a sinistra non abbiano capito che cosa sia l'€ e gli intrinsechi meccanismi di compressione salariale. Di certo, l'informazione non è stata chiara ed i mass media erano tutti schierati ma accettare delle modifiche come quelle costituzionali e l'italicum è così insensato da evidenziare la completa malafede. La sentenza è inequivocabile: i rappresentanti del popolo sono traditori.

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  16. Le lascio un link dove, se vorrà, potrà leggersi i commenti rappresentativi del sinistrato medio sedicente acculturato.
    Qui uno rappresentativo:

    "Silvia Sighieri
    Laure in Economia e Commercio

    Non è questione tanto di ricchi o di poveri quanto di istruzione, cultura e capacità critica cose che spesso si accompagnano con la possibilità economica di studiare più a lungo e meglio e di livello culturale in famiglia che i figli assimilano fino dall'infanzia.
    Don Milani diceva che il ricco conosce mille parole, il povero cento e per questo lui, di famiglia ricca, faceva il doposcuola ai più poveri.
    Da lì l'ignoranza delle "ruspe" per li diverso e l'illusione che essendo B. ricco sarò ricco anch'io, cose che non hanno incantato fin qui chi ha votato a sinistra. "

    La cosa più schifosa di questo commento è la supponenza che trasuda da ogni parola di questa persona "che siccome c'ho la laurea" (in economia per giunta!) allora c'ho la cultura e sono 1 c. e mezzo sopra il popolino.

    Mi ricorda una frase di Pasteur che diceva "poca scienza allontana da Dio,molta scienza avvicina a Dio"
    Nel nostro caso "poca istruzione avvicina all'europa molta te ne allontana". Il punto è che i poco istruiti si sentono invece dei grandi geniacci.

    Http://m.huffpost.com/it/entry/7669204/comments

    Ruggero

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    1. Scusate, ma 'sta roba è da vomito. Ma non si rendono conto di quanto è palese l'inferiorità a fare certi discorsi? Questi si fanno forti in gruppo... Il clou: "Da lì l'ignoranza delle "ruspe" per il diverso e l'illusione che essendo B. ricco sarò ricco anch'io, cose che non hanno incantato fin qui chi ha votato a sinistra. ". Invece a sinistra hanno votato bene... ma vààààààààà!!!!!!! Pagliacci.

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    2. Mi sono dimenticato una cosa importante: ha la laurea in economia? E'un'aggravante, visto che pur essendo di sinistra non ha capito un cazzo!!!!! Di sicuro ha la laurea in economia, il "master" e magari si vanta pure di lavorare (o aver lavorato) a Londra. In compenso l'unica cosa che saprà fare è schiacciare tasti su un PC, che poi se sbaglia fa "buchi" colossali e si prende la colpa...
      http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/sono-banche-casino-truffa-mld-che-rischia-affondare-29798.htm

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  17. "Il liberismo è intrinsecamente autoritario e illiberale, perché, come dice il Pedante, per imporre lo stato minimo ci vuole lo stato onnipotente.

    Non a caso, per dire che il liberismo ha fallito, il Fmi comincia con l'elencare i suoi pretesi successi partendo dal Cile di Pinochet (sono i dettagli che fanno la delizia dell'intenditore)."

    Si discute della definizione e dell'attribuzione di cosa e chi è destra e cosa e chi è sinistra.
    Nel frattempo si continuano a eliminare diritti e libertà ad opera di quell'organo, molto somigliante ad un regime, che è l'UE.
    Di questo fatto grave non si preoccupano minimamente i media che non pongono l'adeguato risalto a questo deficit crescente di democrazia.
    Un episodio:
    Qui il prof. cercava con insistenza di porre la discussione, ignorando opportunamente la domanda con preoccupazione visibile sul volto del conduttore, su questo grave problema ma è stato bloccato (forse esagero, ma l'impressione era quella).
    Certo i tempi della trasmissione erano limitati, gli ospiti erano più d'uno, ma il "taglio" mi ha lasciato un po' di delusione.
    Comunque beninteso va ringraziato TgCom24 perché concede spazio ad un'opinione che riequilibra la discussione.
    O almeno ci prova.


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    1. Ho avuto la stessa sensazione.
      Il prof.ha toccato un nervo ed immediatamente un anestesista molto volenteroso si è premurato di sedare il paziente.
      In realtà la cosa che più dovrebbe turbare gli ascoltatori di Tg com,sempre ringraziando la testata,è questo enorme deficit di democrazia,ma parlando con parenti,amici colleghi ho la sensazione che non ci sia questa percezione,forse le rane son lesse.

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  18. Mi sembra però che questa definizione di destra e di sinistra possa trovare applicazione in Italia solo da una trentina d'anni a questa parte.
    Nessun politico italiano della Prima Repubblica (a prescindere da PCI DC e MSI) si sarebbe mai sognato di mettere in discussione lo Stato imprenditore e dirigista.

    Oserei dire che questa definizione di destra e di sinistra ha cominciato ad essere applicabile in Italia dal momento in cui l'UE ha cominciato ad esercitare la sua influenza sulla politica nostrana. Da quel momento, l'Italia da che era un paese di sinistra è diventata un paese di destra.

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    1. direi proprio che invece le vere convinzioni e le false con l'euro si sono rivelate nella loro profondità...e quelli di sinistra che inrealtà difendevano il capitale si sono mostrati in tutto il loro "fulgore",,,

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  19. A sto punto aggiungo anche che Keynes é stato un sostenitore dell'oro all'inizio della sua carriera, un brillante consulente per l'oro a metá carriera (Churchill non gli diede retta e l'Inghilterra finí in pesante deflazione dopo la Prima Guerra Mondiale) e un sostenitore dell'oro alla fine della sua carriera (solo che a Bretton Woods lo misero all'angolo).

    A Bretton Woods Keynes propose una nuova forma di valuta chiamata Bancor, predecessore teorico degli attuali SDR del Fondo Monetario Internazionale. Il Bancor doveva essere coperto da un paniere di commodity che includeva l'oro.
    Gli USA avevano quasi tutto l'oro del mondo, stavano vincendo la guerra, erano i mega creditori del mondo, e poterono imporre il "dollar-gold standard".

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    1. Lorenzo, a parte il fatto che forse sarò strano io, ma non capisco assolutamente cosa c'entri questo tuo commento con il contenuto del post, mi permetto di sottolineare però quanto esso evidenzi quello che veramente pensava Keynes (cosa che sa chi Keynes lo legge leggendo Keynes e non dei blogghetti austriacanti di questo paio di pareri): che l'attrazione per l'oro fosse un fenomeno freudiano e che l'era della moneta merce fosse finita. Nel 1930. Fai una cortesia: ogni tanto, anche tu, clicca su quelle porzioni di testo di colore diverso (vedi sotto).

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    2. Eccheccappero qua Keynes é un totem, non lo si puó nominare se non sussurrandolo, poi facendosi il segno della croce tre volte pena l'intervento della polizia del pensiero!

      Augh, mi sono fatto prendere la mano quando ha scritto "Keynes era un liberale".
      In merito all'attrazione Freudiana, é una gran cazzata (capisco che Freud vede piselli e vagine dappertutto e quindi pure le attrazioni..all'epoca di Keynes andava di moda): l'oro é l'unico, ripeto, l'unico elemento della tavola periodica ad avere TUTTE le caratteristiche per essere usato come moneta sin dall'epoca antica. In merito alla bellezza, io trovo il mercurio il piú bello di tutti gli elementi.
      Avessero avuto la tecnologia gli antichi, avrebbero probabilmente usato anche il palladio, il platino, il titanio, che peró hanno il problema di essere rarissimi, sono stati scoperti solo recentemente e alcuni come il titanio sono durissimi e ad alto punto di fusione. Insomma, difficili da lavorare.

      Le suggerisco il seguente link (non in blu).

      http://www.npr.org/sections/money/2011/02/15/131430755/a-chemist-explains-why-gold-beat-out-lithium-osmium-einsteinium

      Ci sarebbero anche le terre rare ma hanno comportamenti molto simili e sono difficili da distinguere l'una dall'altra.

      Nulla accade per caso, specie se qualcosa ha funzionato per migliaia di anni...

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    3. La moneta merce per eccellenza non può e non sarebbe potuta che essere l'oro, in qualsiasi cultura del mondo.

      - E' della giusta rarità: molto raro ma non troppo. Per quanto raro, ognuno di noi ha una fede, o una catenina regalata al battesimo, o qualche moneta eriditata dal nonno.

      - E' uno dei metalli più longevi in quanto meno ossidabili, associato all'eternità. La parola gold deriva dala radice indoeuropea ghel- = splendere (come l'eterno giallo sole). Anche il più italiano oro ha una analoga etimologia.

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    4. Ma lo leggete quello che scrivete? Lorenzo caro, qui non si tratta di avere metus reverentialis. Si tratta di non essere disonesti, e tu lo sei stato mettendo in bocca a Keynes cose che non ha detto. Il problema non è che "Freud vede cazzi dappertutto" (complimenti per la sintesi)! Il problema è che Keynes vede cazzoni fra i feticisti della moneta merce. Opinione che condivido (niente di personale). dargen lo teniamo con noi perché è folcloristico. Il suo concetto di metallo "della giusta rarità" è uno psichedelico dadaismo mendelev-mengeriano che nemmeno l'autore del buon soldato Sc'vèik avrebbe saputo tirar fuori dalla propria penna.

      Ora però basta. Questo è comunque un blog tecnico. Vi leggete Keynes, se non è chiaro chiedete, ma non vi allargate!

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    5. Euro delendum est.

      "La moneta merce per eccellenza non può e non sarebbe potuta che essere l'oro, in qualsiasi cultura del mondo."

      La conchiglia cauri fu la prima moneta internazionale della storia umana.

      Ci sono più cose tra cielo e terra di quante non ne contempli la filosofia austriaca.

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    6. Beh, la conchiglia è piccolina e passa facilmente di mano, potrebbe ancora dare l'idea che l'oro, il relitto barbarico, funzioni meglio come moneta per via di sue presunte proprietà materiali, o magiche. Più divertente, e "disturbante", scoprire che come moneta va benissimo anche una pietra massiccia il cui diametro può arrivare fino a 3 metri, con un foro al centro in cui si può inserire un palo, che sia abbastanza grosso e robusto per permetterne il trasporto, ma che in realtà, affinché questa pietra svolga la sua funzione monetaria, non sia necessario né possederla né scambiarla effettivamente.

      È il caso della moneta "fei", dell'isola di Yap, nel Pacifico, come raccontato dall'antropologo Furness in un libro pubblicato nel 1910:

      "C'era nel villaggio una famiglia la cui ricchezza era indiscussa - riconosciuta da tutti - benché nessuno, nemmeno la famiglia stessa, l'avesse mai vista con gli occhi né toccata con mano; essa consisteva in un enorme fei, la cui grandezza è nota solo per tradizione; poiché da tue o tre generazioni esso giaceva, e tuttora giace, sul fondo del mare!"

      "Le pratiche moderne relative alle riserve d'oro hanno molto da imparare da quelle ben più logiche dell'isola di Yap." JMK

      Biblio:

      W.H.Furness III, The Island of Stone Money: Uap of the Carolines, Washington Square Press, Philadelphia, 1910.

      e ovviamente

      J.M. Keynes, The Island of Stone Money, "Economic Journal", 1915, n25(98), pp. 281-283

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  20. Grazie Professore, come sempre le sue riflessioni sono illuminanti,ma mi permetta questa volta un piccolo appunto, non credo che la citazione riguardi il l'Ispettore Callaghan, ma penso che si riferisca al Serg. Hazard personaggio del film " Gardens of Stone " di F.F.Coppola " LE OPINIONI SONO COME IL BUCO DEL CULO, OGNUNO HA IL SUO " grazie ancora per il suo splendido lavoro per il Secondo Rinascimento Italiano, un suo affezionatissimo ortottero !!!!!!! SPACCAGIO

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    1. Gentilissimo, la ringrazio dell'affetto e dell'incoraggiamento. Guardi, le spiego una cosa: quelle porzioni di testo di colore diverso si chiamano link! Ci clicchi sopra, scoprirà un mondo...

      D'altra parte, mi sono sempre chiesto, fin dall'inizio della mia partecipazione nel dibattito, come mai di tutte le persone che mi rompevano i pareri per invitarmi a dibattiti, solo gli ortotteri venissero da me a chiedermi di scrivergli su un pezzettino di carta il mio indirizzo email. Per un movimentodarbasso nato dalla rete non è un buon esordio. Ma forse sono io che non (mi) capisco...

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  21. Lievemente OT ma neanche tanto.
    Signori tirate fuori dal freezer una doppia razione di ottimismo della volontà. Il tempo stringe. Il titano barcolla ma non molla. Siamo letteralmente sul Volga.
    Come contribuire:
    1) Donare ad asimmetrie

    2) Registratevi su twitter e facebook se già non lo siete e seguite/condividete/mettete like a tutti gli interventi del Professore. (Google usa indirettamente questi dati sulla condivisione all'interno del suo algoritmo, condividendo otteniamo due effetti moltiplichiamo la forza mediatica del movimento e segnaliamo a google che il professore è una figura interessante e/o di autorità)

    3) Ripetere il passo precedente per tutti i social network che potete immaginare. Si anche quelli semisconosciuti. Google vede tutto credetemi.

    4) Contribuite a qualsiasi attività organizzata dal Professore o da altre figure importanti nella nostra area (48, Borghi, Pedante...)

    5) Questa è una guerra non c'è tempo per spiegare, se il professore dice fate A o sotenete B voi fate A e sostenete B.
    La rapidità è cruciale, perdere tempo nel dibattito fa il gioco del nostro avversario (vedi punto 6). Il professore sta dalla parte giusta ed è molto informato se decide qualcosa qualsiasi cosa c'è un preciso motivo anche se al momento non lo capite non lo potete capire. Ad ogni modo DOPO ci sarà tutto il tempo per capire e dibattere.

    6) Tanto più il movimento diventerà grande e/o capace di produrre effetti concreti tanto più diventerà bersaglio di operazioni miranti ad infiltrare, manipolare, disarticolare, confondere e neutralizzare. I famosi troll. Possono anche essere manovre molto più raffinate e elaborate: finti attivisti che per mesi seguono e commentano e poi cercano di sabotare dall'interno diffondendo falsità insinuando il dubbio ed in poche parole cercando di demoralizzare il movimento. Imparate a riconscerli. Per capire di cosa stiamo parlando: COINTELPRO Methods

    Segnalo infine che ho creato un blog aggregatore su tumblr che aggrega alcuni blog di area (ogni post è religiosamente linkato all originale sia all'inizio che alla fine): keynesisbackmotherfuckers.tumblr.com
    Sono tornato su twitter con un profilo parodia: @partitofaraonic

    Qualsiasi cosa succeda e per quanto buia possa essere la notte noi prevarremo per il semplice ma cruciale motvio che siamo politicamente/storicamente/economicamente/culturalmente e, per chi ci crede, escatologicamente dalla parte giusta.
    Stampatevi questo mio pensiero e attaccatevelo bene in vista da qualche parte in casa o in macchina.

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    1. Tanto per cominciare, proprio oggi ho dato disposizioni per far pervenire il mio (misero) 5 per mille ad a/simmetrie. Non prævalebunt.

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    2. @Daniele: faro' anch'io come dici, sottoscrivo ogni parola

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    3. Ha ragione il Prof., mille volte ragione, destra e sinistra esisteranno sempre almeno fintanto che esistera' il conflitto distributivo (che non si vede perche' poi dovrebbe cessare) cioe' in saecula saeculorum.
      Del resto lo disse e lo scrisse piu' volte perfino un senatore (ex) PD (Carlo Galli) sia pur argomentando piu' politicamente che economicamente (http://www.rivistailmulino.it/journal/articlefulltext/index/Article/Journal:RWARTICLE:28645).
      Interessante anche la citazione di La Rochefocault: e' un autore che tutti dovrebbero leggere e tenere presente, specialmente le Massime e specialmente dove descrive con finissima psicologia il perenne riaffiorare dell'ego in ogni occasione, anche a dispetto delle intenzioni soggettive, come farebbe bene rammentare a quelli che come dice il prof. "sanno di sapere".

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    4. FATE PRESTO! (quanno ce vo', ce vo'...)

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  22. La democrazia, la "società liberale" hanno fallito, ma non vogliamo prenderne atto. Questo trambusto che viviamo sono solo le "doglie del parto" di un cambio di regime.
    Colpa nostra che abbiamo creduto alla democrazia "liberale". Nei fatti è impossibile che un tale sistema possa governare degli stati.
    il problema è che siamo degli esteti e ci piaceva questa cosa così carina....

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    1. "Democracy is the worst form of government except all the others that have been tried".
      E' facile riconoscere la citazione di Churchill, uomo certamente non di sinistra, ma un liberale, che lascio' il passo ad Attlee, il creatore dello Stato Sociale inglese, dopo aver esaurito il suo compito.
      Compito di rispondere, alla societa' tedesca che gli che " societa' liberale" e democrazia avevano fallito e che per governare gli stati serviva "l'uomo forte" con la frase : We shall go on to the end. We shall fight in France, we shall fight on the seas and oceans, we shall fight with growing confidence and growing strength in the air, we shall defend our island, whatever the cost may be. We shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender.
      Mi pare ancora la miglior risposta a quelli che la "democrazia liberale" ha fallito ( come se ce ne fosse mai stata un'altra...).

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    2. @Maurizio

      Sarebbe utile mettersi d'accordo sulla definizione opportuna di "liberalismo".

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  23. Girovagando in cerca di risposte ho trovato questo, a mio parere, interessante sintetico saggio del 2002 sulle differenze tra liberismo e liberalismo.

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  24. Questo qui è di sinistra. Ricordiamocelo, credo che fra poco balleremo di brutto!



    "Romano Prodi in prima persona, nel corso del 2006, incaricò tredici personalità di spicco del mondo della cultura e della politica (Rita Borsellino, Liliana Cavani, Donata Gottardi, Roberto Gualtieri, Sergio Mattarella, Ermete Realacci, Virginio Rognoni, Michele Salvati, Pietro Scoppola, Giorgio Tonini, Salvatore Vassallo, Luciano Violante, più Giorgio Ruffolo che abbandonò in corso d'opera la stesura del testo per contrasti col resto del gruppo di lavoro) di redigere un Manifesto per il Partito Democratico, utile a enunciare i valori del nuovo soggetto politico, e possibile bozza e base provvisoria per un futuro manifesto di valori da redigere successivamente la nascita del partito."

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    1. Per Romano Prodi non è colpa della Germania se è così brava a fare i propri (ottusi ndr) interessi ma dell'Italia e degli altri che non sono capaci di fare i propri.
      La realtà è che ci proibiscono di farli: ogni volta che uno stato ha cercato di fare i propri interessi é stato dapprima minacciato e intimidito con propaganda terroristica e spread manipolati dall'azione della BCE e quando non è stato sufficiente hanno fatto cadere governi e in Grecia hanno chiuso le banche prima del referendum che poi non hanno minimante considerato.

      In un'altra trasmissione su Rai 3, Plateroti sosteneva che l'EU è brutta perché vuole tenere dentro l'UK perché é ricca, ma voleva buttare fuori la Grecia perché é povera. Ma a me non risulta che la Grecia sia stata cacciata: questo è un lager, non esce nessuno, soprattutto se ha l'euro.

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    2. @alberto49

      Ma Giorgio Ruffolo quello della parte di testo evidenziata in blu?
      Sinceramente, la line-up non mi pare il gotha del pensiero occidentale. Utile per capire, ma se scambi un paio di nomi con nomi di fantasia, secondo me nessuno se ne accorge (sarei curioso dei motivi di discordia di Ruffolo, senza nessun tipo di polemica: perché non era uno scemo, per niente, ma è una mia opinione poco suffragata, ho letto solo il libro linkato).

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  25. Euro delendum est

    @georges
    Forse, e può essere che mi sbagli, la democrazia è un equilibrio, difficile ed instabile e - soprattutto - dinamico. Mentre noi la confondiamo con un equilibrio statico. La differenza tra andare in bici e una pietra sulla collina.
    Andare in bici è più difficile, ma anche più divertente.
    Secondo me.

    Quanto al fallito, dato che i giovani amano citare le frasi altrui, "La notizia della mia morte è alquanto esagerata".

    Buona vita
    Guglielmo

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  26. Per prima cosa vorrei chiedere se esiste una traduzione in italiano di "Essays in Persuasion" (un pdf, o anche un libro da comprare).

    Secondo me le élite ultraliberiste non credono e soprattutto non desiderano affatto che il mercato si autoregoli. Questo è quello che vogliono far credere agli ingenui mentre manovrano quel residuo di stato-minimo-fantoccio che hanno mantenuto affinché regoli il mercato a loro esclusivo favore, ma sotto una parvenza di democrazia.

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    1. Esortazioni e profezie. Keynes. Il Saggiatore, 2011 (Tascabili 228. Maestri del '900). Euro 13,00

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    2. Ciao Silvia. Esiste in italiano " Esortazioni e Profezie"nella collana il Saggiatore edito nel 2011.
      Puoi andare anche su google e digitare Esortazioni e Profezie
      e scegliere l'offerta migliore fra le varie case editrici.

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    3. "[...] having public debt levels that are sufficiently low in good times that they can rise in bad times [...]"

      Mario Draghi ad Helsinki.

      http://www.suomenpankki.fi/en/suomen_pankki/ajankohtaista/muut_uutiset/Pages/uutinen_141127_draghi2.aspx

      Giusto per dire che "non è un secondo te", è proprio così.

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    4. "Esortazioni e profezie", editore "il Saggiatore"; con uno scritto di E. Brancaccio.

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    5. Grazie a tutti!
      volevo aggiungere che il tradimento della destra è speculare a quello della sinistra perché ha ripristinato non solo i privilegi " oligarcici" che Adam Smith voleva eliminare ma anche lo statalismo che Hayek avrebbe voluto abolire (utilizzandolo a suo favore).
      Insomma, meritocrazia e libero mercato sono parole buone solo per raccogliere i voti dei poveri fessi.

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  27. Il mercato si autoregola benissimo, ma lo fa in base alla distribuzione del potere d'acquisto; meglio che sia il voto a regolarlo, la sua distribuzione é più uniforme.

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    1. 2 righe che condivido ma cambiando la parola distribuzione con distruzione.

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    2. Per la cronaca oggi il bund decennale è al minimo storico sotto lo zero(come Svizzera e Giappone), la mia paura è che entro fine anno arrivi il Suppostone.
      Altro ot: Renzi, le banche sono vittime ecc ecc

      http://www.movimentobaseitalia.it/index.php/2016/06/13/renzi-le-banche-vittime-degli-artigiani-delle-famiglie-non-pagano-debiti-non-pagano-puntualmente-le-rate-dei-mutui-cialtrone-ignobile-peche-non-pagano-chiuder/






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    3. E'del senatore della Lega Nord Tosato la dichiarazione su Renzi riguardo le banche vittime degli artigiani,delle famiglie ecc ecc.
      Scusate ma prima non ho avuto il tempo di controllare.

      http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2016-06-09/banche-platea-si-allarga-e-piu-tempo-i-rimborsi-225312.shtml?uuid=ADVqPMZ

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  28. Sarebbe forse lecito interrogarsi sulla valenza operativa di destra e sinistra cioè sulla loro manipolabilità per ottenere consensi.
    Vedremmo allora che questo potenziale è ormai svincolato da questioni puramente ideologiche e tiene piuttosto alla forma più o meno polarizzata del contesto sociale.
    Per esempio in una società fortemente polarizzata come gli USA (ricchi-poveri, colti-ignoranti, comunitarista e identitaria, la dicotomia funziona socialmente e geograficamente e Sanders e Trump sono chiaramente identificati come portatori di un progetto progressista o reazionario, di sinistra il primo, di destra il secondo.
    Ma in una società post ideologica, corporatista e frammentata come la nostra, con un livello educativo medio basso, con una esposizione alla tecnologia a macchia di leopardo (35% di collegamenti fissi ad Internet contro per ex 75% in Francia) con micro identità quasi campanilistiche, la dicotomia ha perduto ogni senso.
    Oggi aldilà delle dichiarazioni di principio, Renzi, Grillo e Salvini potrebbero sottoscrivere parti significative di entrambi i candidati americani senza per questo pensare di venir meno al loro posizionamento ideologico.

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    1. Nelle colonie bisogna raccontare che non esiste più “destra e sinistra” (rectius la disuguaglianza ed il conflitto distributivo). Nei luoghi dove invece si decide, la differenza fra destra e sinistra si conosce benissimo.

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  29. Se volete rifarvi (moralmente intendo):
    http://www.italianosveglia.com/napoli_carta_igienica_con_politici-b-94193.html
    SEMPLICEMENTE FANTASTICA!!!!!

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  30. Non è colpa loro: è che a Bruxelles li fanno quadrati, mentre il mondo è rotondo

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  31. Dimenticavo il fulcro della trasmissione di cui sopra, ovvero l'affermazione detta e ripetuta più volte - non mi ricordo se da Guiso o da un altro ospite - che mentre la Gran Bretagna può sopravvivere benissimo senza Europa perché ha una classe dirigente capace, per l'Italia non è in alcun modo possibile. In sostanza, l'Italia è un paese che non può e non deve esistere come entità indipendente perché non è in grado di governarsi. Poi ci si stupisce che l'estrema destra arrivi, come in Austria, al 50% dei voti...

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  32. Rimane il fatto che destra e sinistra sono punti di riferimento relativi.
    Si poteva ragionevolmente ritenere, negli anni '70, che l'italia non dovesse ulteriormente procedere verso sinistra.
    Non dovesse cioè aumentare ulteriormente il peso della presenza pubblica nei principali settori economici del paese. Un pensiero del genere, quaranta anni fa, poteva essere condivisibile e razionale.
    Da allora però ci siamo spostati moltissimo verso destra, lo Stato è arretrato ed è indebolito al punto da essere un attore economico marginale e privo di reale autonomia, sicchè la destra moderata di ieri oggi è collocata molto più a sinistra dell'attuale governo di sinistra (o meglio, sedicente tale...).
    E se continuiamo sul sentiero tracciato andremo ancora più a destra, con la progressiva estinzione delle pensioni, la privatizzazione di scuole e ospedali, l'ulteriore aumento della diseguaglianza e ulteriore crisi economica, fino a... (guerra?).
    Da cui, anche chi è di destra da trent'anni, potrebbe un minimo fermasi a riflettere su quanta strada ha percorso, e se sia il caso di procedere ancora o magari di fermarsi, o tornare un po' indietro.

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  33. Il liberismo è intrinsecamente autoritario e illiberale, perché, come dice il Pedante,per imporre lo stato minimo ci vuole lo stato onnipotente.

    Ho sempre avuto la malsana curiosità di chiedermi quale volto possa avere l’ onnipotenza del liberismo: se quello simile ad un gruppo di persone riunibili attorno ad una tavola, oppure se più simile ad un insieme di innumerevoli azioni quotidiani disseminate e inarrestabili .
    Sarebbe cioè possibile per esempio che in una cena, le 10 o 20 persone capaci di controllare la maggior parte della liquidità mondiale possano decidere di cambiare il corso delle cose ? O è invece più realistico pensare che anche queste, nonostante una parvenza di cambiare il corso degli eventi, si sentano alla fin fine dentro un meccanismo di causa ed effetto superiore al loro arbitrio?
    Io francamente non saprei dirlo anche se tendo a ipotizzare che il corso economico degli eventi che scivola verso la creazione inesorabile della diseguaglianza, stia diventando più “liquido”,più diffuso, disperso, più annidato in certe nicchie di ciò che è rappresentato come normale, ovvio, come per esempio l’incalzare delle invenzioni tecnologiche, ma anche le necessità ambientali, ambigue spesse, nella conoscenza, sotto il grande cappello dei diritti umani di uguaglianza etc…Non è difficile pensare come fate spesso la sinistra faccia delle sbandate così clamorose e disastrose come quelle fatte negli ultimi anni. D’altra parte, a sentir loro, è più nemico Berlusconi che una Mondelez, o una IBM ! Già, perché lui è un sessista, mentre gli altri hanno le HR e i criteri metodologici tecnicamente egualitari di gestione del personale ! E financo un codice etico ! Fa nulla poi se quando arrivi ai vertici, dietro ai consigli di amministrazione e alle assemblee trovi una combriccola di ladroni come par di vedere ogni tanto in certi bar di periferia . E’ questo che inganna i piddini? O li attrae il profumo inebriante di santità delle sagrestie?

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  34. OT
    Altri lettori più svegli di me la conosceranno già, invece io ho scoperto adesso, tramite Luca Fantacci, l'esistenza di una finanza "islamica" che si basa su una partecipazione ai profitti e alle perdite e sembra più equa e meno speculativa di quella occidentale.
    La cosa mi incuriosisce, la approfondirò, ma la cultura occidentale e la sua presunzione di esportare democrazia e civiltà - con metodi già di per sé discutibili - mi dà sempre più il voltastomaco.

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    1. Cultura occidentale... chiamala USA. Che altro?...

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    2. LA FINANZA ISLAMICA di KAOUTHER JOUABER-SNOUSSI Edizioni O BARRA O edizione italiana. Interessante

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    3. Buona sera Silvia, per ulteriore approfondimento o comparazione potresti trovare parallelismi con alcuni concetti a fondamento della "finanza islamica" anche nei "monti di pietà" e che in via principale erano erogatori di microcredito su base locale (es. http://www.ibs.it/code/9788874028023/di-mauro-nicola/monti-pieta-nel.html).

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    4. La finanza islamica é una patacca moralistica. Non ti posso prestare i soldi perché la religione vieta gli interessi? Bene ti vendo il bene che dovevi comprare e me lo ripaghi a rate senza interessi. (Solo che il prezzo è ovviamente rincarato degli interessi in modo occulto). Sta storia degli interessi era pure dei cristiani solo che poi hanno smesso di seguire la regola quando gli ebrei si sono fatti i soldi essendo gli unici a poter fare i banchieri XD. RUGGERO

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    5. vediamo se una qualsiasi di queste affermazioni vi suona realistica:

      La finanza islamica :
      - funziona così bene che ha creato vasti imperi commerciali nei secoli
      - funziona così bene che ha contribuito all'accumulo di capitale nei paesi islamici
      - funziona così bene che ha sostenuto un ceto impreditoriale nei paesi islamici sin dall'VIII secolo
      - funziona così bene che chiunque ha i soldi nel mondo islamico fugge dale istituzionali finanziarie occidentali e li affida alla finanza islamica
      - è così equa che il coefficiente di GINI nei paesi islamici è notoriamente prossimo a 0




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    6. La finanza islamica, già come nome, mi convince poco.
      Faccio presente, inoltre, che dire "la cultura occidentale mi dà sempre più il voltastomaco" è sullo stesso piano di "noi italiani facciamo schifo".

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    7. Intanto ho precisato che sulla finanza islamica non so niente e che mi informerò, tuttavia se il professor Fantacci sostiene che "si basa su una partecipazione ai profitti e alle perdite" penso sia vero, almeno dal punto di vista teorico. In pratica sarà pure uno schifo, ma come modello non è certo espressione di una civiltà inferiore.

      A Guido rispondo che l'accumulo di capitale non è esattamente un buon obiettivo. Se gli islamici ricchi si rivolgono alla finanza occidentale avranno i suoi validi motivi ma non certo quello di trovare un sistema finanziario più equo ed equilibrato. E neanche così efficiente poi dal momento che ha generato crisi globali e ancora l'ultima non è passata perché sta continuando a fare le cose sbagliate. Tra cui proprio accumulare capitale.
      Gli USA hanno coefficiente Gini più alto dei paesi islamici (pervenuti). E per un paese così ricco ed evoluto tecnologicamente, che si propone come modello di democrazia, mentre spadroneggia tutto il globo e non ha ancora uno straccio di sistema sanitario, francamente è inqualificabile.
      Comunque non ho sostenuto che i paesi islamici siano un modello politico, ma che esportare "democrazia" con le guerre è peggio.
      Infine è difficile che un paese si evolva democraticamente subendo per secoli le pesantissime ingerenze/colonizzazioni/saccheggi dell'occidente (prima stati europei e poi USA).

      Ad Ale vorrei invece dire che ho invertito le parole cultura e civiltà. Nonostante aspetti positivi, la civiltà occidentale (modello USA) è vergognosamente incivile quando impone in modo ipocrita, presuntuosamente superiore, autoreferenziale, guerrafondaio, ultraliberista e imperialista le sue istanze "democratiche" ad altri paesi.
      Mi sono riferita espressamente a questa sua peculiare "esportazione" che comporta il suo ritenersi acriticamente superiore. Ribadisco che questo mi dà il voltastomaco: tra autocritica e autorazzismo c'è una differenza che forse non hai capito.
      Ed essere poco convinti di una cosa solo perché affiancata dall'aggettivo "islamico", invece, su quale piano sarebbe?

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    8. Gentile Silvia come non essere d'accordo sugli obbrobri perpetrati dall'Occidente... ma nella storia, chiunque abbia avuto un vantaggio se ne e' servito per asservire gli "altri". In buona approssimazione, chi comanda e' superiore. Questo fatto va accettato, perfino da me cresciuto in area di sinistra, nonche' geneticamente allergico alle gerarchie. Possiamo disquisire su civilta' e valori, ma tutti i giusti del mondo, tutte le piu' raffinate civilta' soccombono all'arrivo del piu' forte. La civilta' occidentale e' da difendere e migliorare, la' fuori non c'e' nulla, purtroppo.

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    9. a perfect world
      se la mettiamo in questi termini non ho nulla da eccepire se non che il nostro sistema finanziario (e anche quello politico) sta mostrando in questi anni la sua debolezza più che la sua forza.
      Magari un po' di autocritica per capire come rimediare e migliorare sarebbe più saggio che fare i prepotenti con i deboli (stranieri ma anche occidentali) e arrivare alla guerra, ma magari sbaglio perché non vengo da un ambiente di sinistra.
      Il modello ce lo abbiamo e non mi riferisco alla finanza islamica (che comunque sembra in teoria più keynesiana di della nostra attuale).

      - - - - - - - - - - - - - - - -

      Sulla logica eurista: gli €peisti che ci danno degli hooligans xenofobi e ruspisti sono gli stessi che hanno costruito l'Islam cattivo - Isis e adesso anche "cani sciolti" - che possiamo sconfiggere solo restando uniti (perché su tutte le altre cose siamo separati). Ma come cazzo fa ad integrarsi adesso un poveraccio di origini islamiche? Anche quelli che erano già integrati o semi-integrati saranno guardati con sospetto o odio.

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    10. Gentile Silvia, nulla da eccepire. L'Islam cattivo lo e' per la miseria, nelle nostre citta' marocchini ed egiziani ci sono dagli anni '60/'70, lavoravano come tutte le persone per bene che ne hanno l'opportunita' e l'accesso alla classe media confinava la religione nel folklore. Adesso si intuisce come il laicismo aka consumismo abbia buttato via con l'acqua sporca del bigottismo anche etica e coscienza di se', lasciando spazio al deserto piddinico e/o ciellino.

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  35. OT:

    Un po'di banalità economiche. Ho visto il grafico del saldo Target2 sul blog di Bruno de Giusti

    https://vaev1ctis.wordpress.com/2016/06/14/ultima-chiamata/#comment-24

    Ho una curiosità. Ma come ha fatto il Portogallo a mantenere un saldo attivo più o meno stabile dal 2010. Ok l´austerità ma mi sembra comunque strano.
    Any explanation?

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  36. Premessa logica:

    "Un'idea non è di destra né di sinistra. È un'idea. Buona o cattiva"

    by Gianroberto Casaleggio, imprenditore italiano, co-fondatore del MoVimento 5 Stelle (14 agosto 1954, 12 aprile 2016)

    E infatti, ad esempio, chi l'ha detto che la difesa dell'ambiente è di sinistra? Chi l'ha detto che ordine e sicurezza sono di destra? Chi l'ha detto che evadere le tasse è di destra mentra pagare le tasse è di sinistra?
    Chi l'ha detto che la difesa del matrimonio tradizionale è di destra mentre le unioni civili fra Lgbt, utero in affitto e adozioni per Lgbt sia di sinistra? Chi l'ha detto che una politica veramente seria e selettiva sull'immigrazione è di destra e invece una politica dell'accoglienza a cuor leggero è di sinistra?

    Ecc. ecc...!!

    Ergo, sorge spontanea una domanda!!

    Domanda:

    stringendo il succo del succo, chi la distribuisce l'etichetta di ciò che è di destra o di sinistra?

    Risposta:

    i politicanti stessi si danno il loro patentino di destra o sinistra e i giornalisti ( una sottospecie, per non voler infierire troppo sulla categoria!! ) che fanno propaganda gli reggono il mocco schierandosi dove più gli conviene personalmente, o a destra o a sinistra!!

    E guarda caso, che strana coincidenza, molti giornalisti che si definiscono di sinistra lo sono solo a parole ma poi nella realtà sono con il portafoglio a destra e politici che si dicono di destra nel libero mercato non ci hanno mai lavorato ma hanno campato sempre tramite denaro pubblico,ecc. ecc...!!

    E un sistema del genere che risultato produce?

    Il seguente:

    "La politica è l'arte di far si che la gente non si occupi degli affari propri" by Paul Valery, scrittore francese

    E guarda caso, che strana coincidenza, la Svezia è in Top 5 nell'Indide di Prosperità perchè finora ha saputo effettuare una sintesi virtuosa del meglio di ciò che tradizionalmente si definisce di sinistra e del meglio di ciò che tradizionalmente si definisce di destra!!

    Eccola:

    http://www.linkiesta.it/it/article/2012/09/30/ne-liberista-ne-socialista-e-la-svezia-la-vera-terza-via/9485/

    La top 5 ( 2015 ) della Svezia nell'Indice di Prosperità:

    http://www.prosperity.com/#!/ranking

    Cordiali saluti.

    Fabrice

    PS ovviamente non avevo bisogno di Casaleggio per capirlo, per esperienza personale mi sono trovato ad avere a che fare con dei fanatici di sinistra ( che con la cosiddetta sinistra avevano ben poco a che fare!! ) e con dei fanatici del libero mercato ( gente cosiddetta di destra ) che invece vivevano di comode rendite!!
    Poi c'è anche Aristotele e la virtù della via di mezzo come Golden Rule, ecc...!!

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    1. E certo! Tu non avevi bisogno di Casaleggio per capirlo, perché tu sei fuuuuuuuuuuuurbo! Tanto furbo che non hai capito nulla né di quello che ho scritto, né di questo blog, che non è un bar. Però siccome resta un luogo aperto al pubblico, come vedi ti ho fatto entrare per dire la tua opinione. Diciamo che esprimendola hai insultato (da solo) la tua intelligenza, e ci dispiace per te, anche perché nel farlo ci hai fatto un enorme favore, dandoci una ulteriore conferma della natura profondamente reazionaria di quella strana operazione culturale chiamata "ermovimento". Noi invece vorremmo andare avanti...

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    2. "Un'idea non è di destra né di sinistra. È un'idea. Buona o cattiva"

      E' il format di tutti "patsy" per il capitale.

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    3. Semmai questo blog sta cercando di restituire un significato alle parole destra e sinistra, ripartendo dall'economia. Il contrario del preteso superamento pentastellato. Proprio l'opposto. È per questo che ci piace.

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    4. Buongiorno Prof. Bagnai,

      non mi aspettavo sinceramente una reazione così veemente da parte sua e se l'avessi immaginata non avrei mai scritto quel post per svariate ragioni!!

      Comunque, visto che lei parte dal seguente presupposto:

      "La dimensione economica è molto semplice da definire: è di destra (Pasolini avrebbe detto: è fascista) chiunque crede che il mercato si autoregoli, e quindi in re ipsa delegittima lo stato democratico nel suo ruolo di mediatore del conflitto sociale."

      le ricordo che quelli della cosiddetta destra che credono in teoria che il mercato si autoregoli, poi nei fatti si devono comprare i politici per fare passare determinate leggi e per mantenerle in vigore!!

      Ecco qua un esempio storico in tal senso che ha portato enormi disastri nel settore finanziario del mondo occidentale!!

      When did Wall Street deregulation begin?

      Here is the answer:

      Wall Street deregulation, blamed for deepening the banking crisis, was aggressively pushed by advisers to Bill Clinton who have also been at the heart of current White House policy-making, according to newly disclosed documents from his presidential library.

      The previously restricted papers reveal two separate attempts, in 1995 and 1997, to hurry Clinton into supporting a repeal of the Depression-era Glass Steagall Act and allow investment banks, insurers and retail banks to merge.

      A Financial Services Modernization Act was passed by Congress in 1999, giving retrospective clearance to the 1998 merger of Citigroup and Travelers Group and unleashing a wave of Wall Street consolidation that was later blamed for forcing taxpayers to spend billions bailing out the enlarged banks after the sub-prime mortgage crisis....

      http://www.theguardian.com/world/2014/apr/19/wall-street-deregulation-clinton-advisers-obama

      Come invece si è arrivati in Italia al modello di banca universale:

      https://it.wikipedia.org/wiki/Banca_mista

      In questo caso la pesante attività di lobbying dei gruppi privati bancari assicurativi ( fra quelli della cosiddetta destra che credono nelle virtù autoregolatrici del mercato!!) è avvenuta originariamente a livello di comunità europea e in entrambi i casi ( USA e nel caso specifico Italia ), ironia della sorte, si sono serviti di politici del cosiddetto centro sinistra!!

      E visto che il fallimeto del business model della banca universale è sotto gli occhi di tutti, guarda caso, che strana coincidenza, il M5S è in prima linea sia a livello europeo che a livello nazionale nella campagna per la separazione bancaria per reintrodurre una legge sulla separazione bancaria sul modello del Glass-Steagall Act!! Eccola:

      http://movisol.org/la-campagna-per-la-separazione-bancaria/

      Proprio dei reazionari come dice lei questi del M5S......!!!

      E comunque, a parte tutto, le auguro un ottimo proseguimento per il suo prezioso e virtuoso lavoro!!

      Fabrice

      1PS "La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso" by Albert Einstein

      E se uno guarda con il solo occhio destro o con il solo occhio sinistro, il percorso della ricerca della verità diventa molto più complicato con tutte le conseguenze negative del caso!!

      2PS non sono mai stato un attivista del M5S e molto probabilmente mai lo sarò, so solo che in politica ci sono sempre in ballo interessi di potenti gruppi privati vs l'interesse del comune cittadino ( lavoratore subordinato o lavoratore autonomo ) che lavora onestamente e paga le tasse!!



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  37. OT
    ho creato con la collaborazione del sig. Pedante un bot su twitter che risponde con frasi tratte da facciamocome.org.
    Il bot è @FacciamoComeBot.
    L'utilizzo è semplice: twittate al bot il nome di una nazione o uno dei tag presenti qui (in fondo alla pagina) e lui risponderà con una delle frasi di facciamocome.org a tema.
    Esempi di tweet:
    "@FacciamoComeBot Namibia" twitta
    "@FacciamoComeBot Borghi" twitta
    "@FacciamoComeBot Euro" twitta
    E così via.
    Fatevi quattro risate.

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  38. per imporre lo stato minimo ci vuole lo stato onnipotente

    …e ci stanno lavorando alla grande:

    "Fermiamo chi sfascia l’Unione

    LA STAMPA DEL 15/06/2016
    STEFANO STEFANINI
    Gli antichi Greci interrompevano le guerre per le Olimpiadi. Oggi, dietro la facciata di normalità serale degli Europei, la Francia è sotto un doppio assalto: dell’incoscienza sindacale che rigetta qualsiasi tentativo di riformare un sistema del lavoro sclerotico; del virus terrorista insinuatosi nella società. Garantire la sicurezza degli stadi e del pubblico, compresa la violenza gratuita degli hooligans inglesi e russi, è impresa di non poco conto. Prevenire il terrorismo «fai da te» di Larossi Abballa è impossibile.

    La differenza fra Magnaville e Orlando è nei numeri e nei mezzi (le armi da guerra non sono liberamente in vendita in Europa). Stessa genesi, stessa strategia volta a seminare paura e insicurezza nel pubblico, a fare proseliti e ispirare emulatori. Isis si è subito appropriato di entrambi gli attacchi: non è pianificazione o addestramento, è efficace propaganda. Omar Seddique Mateen e Larossi Abballa erano probabilmente illustri sconosciuti a Raqqa; si sono tragicamente guadagnati sul campo i galloni dello Stato Islamico.

    Da un anno e mezzo la Francia è sotto attacco terrorista. Questo non ha impedito a Parigi di ospitare la Conferenza sui cambiamenti climatici (Cop21) a dicembre e adesso i Campionati europei di calcio.

    Coraggio e orgoglio gallico non bastano se l’irresponsabilità dei vecchi, anagraficamente e ideologicamente, sindacati francesi, mette i bastoni fra le ruote della società civile. Lungi dall’essere il motivo di tregua, gli Europei sono un bersaglio per terroristi e oggetto di ricatto per una Cgt corporativa.

    La Francia è nell’occhio del ciclone. Potrebbe toccare a qualsiasi Paese europeo, proprio mentre intorno a Brexit si sta cementando la solidarietà trasversale anti-sistema e anti-politica. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. L’eterogenea combriccola di simpatizzanti di Brexit è uno spaccato delle correnti di populismo e d’insofferenza che attraversano l’Europa e si saldano con le pulsioni d’isolazionismo nazionalista in America, cavalcate e stimolate da Donald Trump.

    L’entusiasmo per Brexit accomuna i Tories ribelli del governo britannico, Nigel Farage, Beppe Grillo, Matteo Salvini, Martine Le Pen, gli hooligans inglesi discesi a Marsiglia, l’emergente opportunista Boris Johnson, i tabloid londinesi. Se ne vadano pure, ha scritto «Libération», tempio autorevole quanto polveroso del socialismo francese. Vladimir Putin tace, ma fa intuire che non gli dispiacerebbe; un cuneo nell’unità occidentale è un punto a favore della Russia. E ci penserebbero da soli gli europei a realizzare il sogno di generazioni di strateghi sovietici che volevano dividere l’Occidente e allargare l’Atlantico. Perché no, dice Donald Trump, come se la spaccatura dell’Ue non riguardasse il futuro Presidente americano che spera di essere.

    .../...

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  39. .../...

    Ci si comincia a domandare cosa succederebbe al resto dell’Europa se Londra se ne va. Fanno bene Francoforte, Bruxelles, Berlino, Parigi, a prepararsi al giorno dopo. Roma deve fare il possibile per essere pienamente inclusa nelle consultazioni. Bisogna però aver anche chiaro chi vince se il Regno Unito sceglie Brexit. Non sono necessarie analisi sofisticate: basta guardare alle tifoserie. Quella pro-Brexit è un’accozzaglia di personalità emergenti e opportuniste e di movimenti di opinione pubblica che fondono protesta, insicurezze, qualunquismo e nostalgia, fino a sentimenti di violenza xenofobica e fine a se stessa.

    Oltre Manica la campagna si è accesa con gli ultimi sondaggi che danno in vantaggio il partito dell’uscita. I Brexiters sentono la vittoria a portata di mano. Chi vuole rimanere in Europa - la maggioranza dell’establishment politico ed economico, i leggendari mezzi d’informazione come l’«Economist» e il «Financial Times» (la Bbc si dibatte nella camicia di forza di una rigorosa, salomonica, imparzialità), gli strati professionali e cittadini, la fascia degli elettori più giovani (il problema sarà di portarli tutti alle urne) - darà fondo a tutte le risorse di cui dispone. Mancano otto giorni. In volata tutto può succedere.

    Il referendum britannico è una torturata quanto fuorviante ricerca identitaria. Ancora più preoccupanti per l’Europa sono le simpatie trasversali che Brexit coagula. Al di là del cattivo gusto dei tabloid e della volgarità degli hooligans, c’è una visione strategica del distacco del Regno Unito dall’Ue come grimaldello per minare le fondamenta dell’integrazione europea. Tre giorni fa Farage lo ha detto a Aldo Cazzullo: «Insieme a Grillo faremo saltare questa Europa. Avremo un effetto domino». Grillo non lo ha smentito.

    Non meravigliamoci se i leader di un’alleanza che ha ben poco di santo faranno quello che dicono di voler fare, approfittando delle fragilità che la tempesta francese sta rivelando. Non diamogli questa possibilità."

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    1. Un perfetto esempio di propaganda, parte dal calcio per dar contro agli scioperanti, assimilando chi lotta per il futuro dei propri figli a chi lotta perche' non ha piu' niente per cui lottare. Il bello e' che Bava Beccaris non tirera' sugli hooligan, che comunque muovono il mercato...

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    2. Bene. Hai svolto, male, il compitino che la propaganda eurista ti ha assegnato. Gli oppositori della #Brexit sono hooligans, il sindacato francese che resiste, contrariamente al nostro paese, è corporativo e vecchio, populisti antisistema e via cazzeggiando.
      Non ti viene il sospetto, all' ottavo anno della peggiore e più duratura crisi economica dell' ultimo secolo, che siano i cittadini a sentire sulla propria pelle i sacrifici imposti da questa unione monetaria sbagliata e fallimentare i tagli al welfare, la disoccupazione, il crollo dei redditi ?
      L' Unione Europea, fondata su trattati ad impronta hayekiana ultraliberista e sul monetarismo di Draghi e c., sta crollando sulle proprie fondamenta di cartone e menzogne, lasciando un cumulo di macerie, di popoli impoveriti e umiliati, come in Grecia, di democrazia ferita e sotto attacco.
      Se non lo capisci sono affari tuoi. Ma almeno risparmiaci i tuoi indigeribili pistolotti ripieni di luoghi comuni, perché noi su questo blog siamo andati oltre la propaganda. Abbiamo cercato di studiare e approfondire.
      E soprattutto non citarmi Cazzullo, perché il solo vederlo mi fa incazzare.
      Se poi hai immondizia da scaricare, ti invito ad usare un cassonetto: ma ti raccomando, occhio alla differenziata.
      Noi siamo persone educate e rispettose.

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  40. Destra e sinistra non esisteranno più quando nel mondo non ci saranno più disuguaglianze. Finché ci sarà il conflitto distributivo, finché chi riceve di più vorrà conservare la propria posizione e chi riceve di meno vorrà un cambiamento delle regole, queste istanze contrastanti dovranno essere mediate a livello politico.
    “La più grande astuzia del diavolo è farci credere che non esiste.” (Charles Pierre Baudelaire), la più grande astuzia del capitale è farci credere che non esista più “destra e sinistra” (rectius la disuguaglianza nel mondo). La stantia chiacchiera da bar ortottero "destra e sinistra non esistono più" è un discorso di destra (discorso di chi riceve di più dal conflitto distributivo e vuole negare che ci sia disuguaglianza nel mondo).

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    1. A proposito di chi vuole negare le disuguaglianze, capita a fagiolo questo altro capolavoro di disinformazione criminogena, sullo stesso giornale che nell’articolo postato precedentemente ha messo sullo stesso piano chi protesta contro la “loi travail” con terroristi e hoolignas (trasposizione a livello continentale della strategia della tensione):
      “Se Londra uscirà dall’Europa il mondo non sarà più lo stesso”
      Il Nobel Angus Deaton: «A pagare il conto saranno i più poveri. E l’aumento dei disoccupati farà esplodere le diseguaglianze»


      LA STAMPA 15/06/2016
      SANDRA RICCIO
      ISEO (BRESCIA)
      Se vincerà la Brexit il mondo non sarà più lo stesso». Lo scozzese Angus Deaton, Premio Nobel per l’economia 2015 per i suoi studi su diseguaglianza e povertà, in questi giorni si trova in Italia, a Iseo, per la Summer School, il corso di studi che ogni anno riunisce oltre 70 giovani laureandi da molti Paesi del mondo per assistere alle lezioni di diversi Premi Nobel. La possibile uscita di Londra dall’Ue lo preoccupa.


      Come cambierà il mondo con la Brexit?
      «Negli ultimi 40 anni il mondo è diventato più uguale. Le diseguaglianze si sono ridotte e una grande fetta delle classi più povere è ascesa a classe media. Questa evoluzione però non è dovuta alle decisioni della politica ma è un effetto della crescita economica e della globalizzazione. Ora lo sviluppo economico sta via via perdendo velocità. Allo stesso tempo stanno aumentando le diseguaglianze all’interno dei singoli Paesi. È un paradosso. E la Brexit aumenterà maggiormente le disuguaglianze nei Paesi».

      Che cosa succederà dopo il 23 giugno?
      «Difficile fare previsioni. Tanto che non ci sono piani specifici dei governi sullo scenario di una possibile uscita inglese. E’ pensabile che l’economia della Gran Bretagna rallenterà con un conseguente calo dell’occupazione. A rimetterci saranno probabilmente le classi meno agiate che soffriranno decrescita e disoccupazione».


      A votare per la Brexit sono soprattutto i meno abbienti. Quali sono le loro ragioni?
      «Chi vuole l’uscita dalla Ue lo fa perché non ha visto un miglioramento nella propria condizione economica e avverte un disagio per la diseguaglianza. Pagheranno con il portafoglio il loro voto. La Brexit potrebbe paradossalmente peggiorare questo quadro. Le ragioni del rifiuto per l’Europa vanno però anche cercate nella delusione per la politica tradizionale che non ha saputo trovare risposte giuste su temi come la crisi economica e l’immigrazione. Non sono però soltanto le classi meno agiate che vedono con favore un addio di Londra alla Ue. Il malessere è in tutti gli strati della società. Domina la paure per il futuro e i timori per le incertezze su quello che sarà il domani dei più giovani».

      Si deciderà una partita importante per l’idea che abbiamo dell’Europa. Che futuro vede per l’euro?
      «Penso avrà una chance soltanto se ci muoveremo verso gli Stati Uniti d’Europa ma per arrivare a questa tappa occorre che i Paesi siano disposti a rinunciare a parte della loro indipendenza. E in questa fase non sembra sia così».


      Cosa cambierà nelle politiche di Londra in caso di Brexit?
      «Di sicuro il governo britannico acquisirà più controllo sulla questione dell’immigrazione. È un tema che spaventa molto e che chiede risposte immediate».

      Qual è il rischio più grande che corre l’Unione Europea ?
      «C’è un susseguirsi di eventi che potrebbe derivare dall’addio di Londra. All’uscita britannica potrebbe seguire una separazione dall’Unione anche dei Paesi del Nord, quelli scandinavi in particolare. A questo si aggiunge la possibile elezione di Trump in America che porterebbe a un mix pericoloso. Il rischio peggiore per l’Europa è di fare un rovinoso salto indietro fino agli anni ’30 del Novecento, quelli che hanno preceduto l’avvento di Hitler e la Seconda Guerra Mondiale».

      (...)

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    2. Verissimo il conflitto c'è e purtroppo noi, cioè i più e, anzi ultimamente... praticamente tutti, stiamo beccando 2, 3 o forse anche 4-0 (quella dei salari è l'unica secular stagnation..). Un distastro che è insostenibile e contro il patto sociale che è fondamento costituzional della Repubblica. Se vogliamo definire "destra" quelli che vogliono aumentare il divario, ebbene, non sarebbe meglio chiamarli semplicemente dei fuorilegge, criminali, assassini, terroristi eversori ecc ecc? Non capisco perché bisogna dare loro un "nome" apparentemente rispettabile.

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    3. Maurizio 59
      oggi al bar ho avuto un terribile incontro: la copia cartacea della Stampa.
      Volevo postare anch'io l'intervista a Angus Deaton, mi hai anticipata quindi ho aggiunto sotto il prezioso contributo di un lettore e quello di Stefanini, giusto per fare una panoramica.

      Però certe cose dette da un premio Nobel fanno rabbrividire.

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    4. La Stampa è roba per stomaci forti, molto più che Repubblica, Corriere e Sole 24 Ore, in quanto piena espressione dello stile dei suoi "padroni", fermamente convinti di essere gli unici furbi nella misura in cui pensano di poter prendere tutti gli altri per scemi (e con il Torinese medio, tutto perbenismo allineato e coperto, purtroppo ci prendono abbastanza...).

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  41. L'editoriale dei lettori (de La Stampa)

    "FERMIAMO I POPULISMI
    Gentilissimo Direttore,
    [...] Chi avrebbe detto che ci saremmo ritrovati a guardare al PD - simpatizzanti a parte - come argine contro l'invasione dei populismi e dei movimenti anti-sistema (e anti-europei)?
    E a dover riprodurre da destra e da sinistra, quel che Montanelli suggerì in tempi lontani nei confronti della DC, un voto utilitaristico con turamento di naso?

    Per la stabilità del Paese, il PD di Renzi appare come l'unica sentinella possibile a difesa della deriva qualunquista (e soprattutto anti-europeista) che ci porterebbe fuori da quei meccanismi comunitari che finora ci hanno salvato dal default (magari non solo economico). E la tenuta della diga non è una cosa scontata. [...] "




    E l'editoriale di S. Stefanini
    Fermiamo chi sfascia l’Unione
    "Coraggio e orgoglio gallico non bastano se l’irresponsabilità dei vecchi, anagraficamente e ideologicamente, sindacati francesi, mette i bastoni fra le ruote della società civile. [...]
    L’entusiasmo per Brexit accomuna i Tories ribelli del governo britannico, Nigel Farage, Beppe Grillo, Matteo Salvini, Martine Le Pen, gli hooligans inglesi discesi a Marsiglia, l’emergente opportunista Boris Johnson, i tabloid londinesi.[...]
    Bisogna però aver anche chiaro chi vince se il Regno Unito sceglie Brexit. Non sono necessarie analisi sofisticate: basta guardare alle tifoserie. Quella pro-Brexit è un’accozzaglia di personalità emergenti e opportuniste e di movimenti di opinione pubblica che fondono protesta, insicurezze, qualunquismo e nostalgia, fino a sentimenti di violenza xenofobica e fine a se stessa. [...]
    Ancora più preoccupanti per l’Europa sono le simpatie trasversali che Brexit coagula. Al di là del cattivo gusto dei tabloid e della volgarità degli hooligans, c’è una visione strategica del distacco del Regno Unito dall’Ue come grimaldello per minare le fondamenta dell’integrazione europea."

    Professore, hooligan le mancava.

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  42. Se è vero che chi difende l'euro è di destra, altrettanto vero è chi ne vuole la fine non sia necessariamente di sinistra... Direi che vista la attuale scena politica europea, mancando una reale proposta politica di sinistra, chi ha maggiori possibilità di portarci fuori dall'euro sia purtroppo proprio la destra!

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  43. Ho sempre trovato affascinante la mancanza di un parallelo fra i termini liberalismo e liberismo in inglese, per loro liberism è la traduzione di un termine di derivazione italiana (secondo wiki in eng, al quale vengono dedicate poche righe).

    Quindi neoliberismo si traduce in neoliberalism e Friedman da liberista diventa "liberal", come anche la scuola di Chicago.

    La semantica uccide neh.

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  44. In politica, la discriminante tra destra e sinistra, cercata in chiave sociologico-emotiva è riconducibile a due ossessioni:

    - la prima (il tormento della destra) è la fobia verso gli elementi percepiti come incompatibili con i modelli in uso nella società;

    - la seconda (l’assillo della sinistra) è l’intolleranza nei confronti dei modelli che appaiono imposti dalla società.

    Per afferrare il significato di queste righe, occorre spiccare un salto indietro negli anni, ricordandoci le principali inquietudini che ci hanno assalito durante il processo d’inserimento nella società, quando, da bambini, abbiamo intrapreso a frequentare la scuola, meglio: la classe.
    Proprio all’interno della classe abbiamo avuto a che fare con un compagno fonte di un certo disagio: era il “cattivo Giannino”, lo scolaro dall’atteggiamento irriguardoso e dal profitto non proprio brillante, l’alunno seduto all’ultimo banco che quasi certamente ti rubava la merenda, l’abituale ritardatario munito di un solo quaderno, deformato dalle innumerevoli orecchie e zeppo di orribili scarabocchi, il delinquentello dal quale era meglio tenersi alla larga, se non volevi ritrovarti con qualche livido o col grembiule strappato. Ancora: l’irrecuperabile discolo che aveva l’impudenza di mostrare il pistolino alla compagna del secondo banco e che, al rientro dal gabinetto, emanava un terribile odore di sigaretta.
    Certamente il “cattivo Giannino” ha costituito, per chi più e per chi meno, un cruccio all’interno della classe/società. Non dobbiamo però scordarci di un altro compagno, origine di angosce forse più devastanti, era il “bravo Pierino”, rampollo di buona famiglia: lo scolaro che occupava il primo banco, attento alla lezione, rispettoso verso gli insegnanti, premuroso nei confronti dei compagni indigenti, beneducato, vestito in modo consono con l’ambiente frequentato, mai spettinato, provvisto di libri foderati e disposti bene in ordine. Quello che riponeva con cura le matite nell’astuccio dopo averle usate, che eseguiva con diligenza i compiti assegnati, nella cui pagella erano riportati i voti più alti, che tutte le mattine sostava davanti al portone della scuola per almeno cinque minuti, nell’attesa della campanella d’ingresso.
    Un modello da imitare, la pietra di paragone quando percepivamo l’ansia di non essere all’altezza nella competizione sociale, e ogniqualvolta il rimbrotto del genitore, o l’osservazione dell’insegnante, facevano riferimento, più o meno sottinteso, a quella figura.
    Era proprio il “bravo Pierino” che ci turbava particolarmente, soprattutto quando lo avvertivamo imposto dalla società come modello comportamentale.
    E’ di fondamentale importanza rimarcare che il “bravo Pierino”, nei propositi della presente “trattazione”, non è da considerarsi bravo in senso assoluto, ma come modello di riferimento che la società, a volte sbagliando, valuta positivamente, ma soprattutto che pretende di imporci. Analogamente il “cattivo Giannino” non va inteso come sicuramente riprovevole, ma come elemento che la società, cadendo non di rado in errore, considera negativamente.
    Si può osservare come il disagio generato della figura del “bravo Pierino” prevalga nelle persone emotivamente a sinistra, mentre la fobia nei confronti del “cattivo Giannino” sia una peculiarità della destra.

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