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lunedì 14 dicembre 2015

Stampare moneta, ovvero la convenzionalità del non convenzionale

Scusate, a me sembrate tutti matti.

Ma proprio tutti tutti tutti, a partire, ovviamente, dai miei colleghi.

A leggere alcuni commenti al post precedente, per non parlare poi di quanto si sente nel dibattito pubblico, sembra che finanziare con moneta la spesa pubblica sia qualcosa di inconcepibile, una bestemmia, una prassi non solo e non tanto deprecabile per motivi etici (in quanto svincolando i politici dai mercati sarebbe scaturigine certa di coruzzzzzzzzzione - perché il privato, si sa, moralizza, come il caso VW dimostra...), quanto inesplorata, bislacca, non contemplata dalla teoria economica e in quanto tale fonte di rischi imponderabili, qualcosa di cui non si deve nemmeno parlare; o, meglio ancora: qualcosa di cui, se proprio se ne deve parlare, se proprio non se ne può fare a meno, occorre farlo in termini altrettanto bislacchi, che veicolino l'idea di eccezionalità, di stramberia: helicopter money, unconventional policy, QE for people, e via dicendo.

Quale plastica rappresentazione di sardanapalesca, sterile e iniqua prodigalità, in queste espressioni! Gettare balle di banconote da un elicottero, così, a spaglio, a rischio che cadano nel ben recintato giardino del ricco Epulone, oppure stampare moneta così, per darla alla gente, senza che questa abbia fatto alcunché per meritarsela - incitando quindi il popolino all'ozio, allo scialacquamento, col loro sciagurato corteggio di depravazioni: la lussuria, l'etilismo, la violenza domestica...

Questa è la narraffione (le due "f" sono un errore politico, non un errore di pronuncia) del finanziamento monetario del deficit nella stampa odierna.

Molti di quelli che indulgono in queste (pretese) innovazioni lessicali lo fanno solo perché sono dei dilettanti, privi di esperienza di ricerca e di insegnamento in economia, e vogliono semplicemente fare i fighi. Capiscono che dire "stampare moneta" come un Giannino qualunque è cosa sciatta, da bar di periferia, e si danno una verniciata di professionalità ricorrendo a un lessico un po' più à la page.

Ma così facendo, purtroppo, come tutti i volenterosi neofiti, fanno più danni del nemico.

Cerco di farvi capire perché in tre foto, delle quali non vi chiedo di capire tutto. Voi provate a leggerle. Poi ne parliamo...






Ma...










































Ma...























































Ma...













































Ma...














































"Ma no, dai, Bagnai, te lo sei scritto tu questo testo! 'Il finanziamento con base monetaria', che assurdità! Le scemenze dei noeuro, che cercano di convincerci che il ritorno alla sovranità monetaria avrebbe un senso, anche perché provvederebbe i governi di una forma di finanziamento aggiuntiva oltre al debito, una forma di finanziamento svincolata dal ricatto dei "mercati" perché disponibile a costi sostanzialmente irrisori. Dai, su, che è questa robaccia? Non ha peer review, per fortuna, e spero bene che non venga insegnata nelle università...".

No, non è esattamente così.

Sono le pagine 268-270 di questo libro, che, come sapete, è stato tradotto in inglese dalla Cambridge University Press (con l'endorsement di uno de passaggio, come potete notare...), ed è quindi, con questo, uno dei due manuali di economia prodotti da autori italiani più diffusi all'estero (Acocella è stato tradotto anche in cinese). Casualmente, i due autori sono stati prima miei maestri e poi miei colleghi nel dipartimento di economia fondato da Caffè, che tanti dolori ci ha dato (da Draghi in giù, fino a Padoan...).

Quindi materiale ultraortodosso, tanto valido da essere adottato in università estere, a Atene, ma anche nella patria dell'ordoliberismo, ma anche a Londra, ecc. (per non parlare, ovviamente, di Pescara).

Capito come?

In tutto il mondo si studia, perché si deve studiare, altrimenti non si passa l'esame, che quello con base monetaria, nelle forme istituzionali storicamente e giuridicamente definite, è una delle possibili forme di finanziamento della spesa pubblica, o meglio, di copertura dello scarto fra le voci di spesa e le altre voci di entrata (raccolta fiscale, emissione di debito). Chi non lo sa semplicemente non passa l'esame, perché è materiale banale, ovvio. Non c'è nulla di non convenzionale, non si tratta di tirare a caso moneta dagli elicotteri, ma di scegliere politicamente quale parte di progetti di spesa decisi da un governo democraticamente costituito e soggetto al controllo democratico di un parlamento democraticamente eletto può essere finanziata ricorrendo al principale potere sovrano di ogni e qualsiasi stato: quello di battere moneta.

Non si tratta di chiedere al bancario centrale di dare una mancetta a tutti i cittadini perché la spendano in caramelle. Si tratta di finanziare investimenti, di assicurare l'operatività dei servizi pubblici, comprando benzina per le ambulanze e le volanti della polizia, comprando la carta igienica per i cessi delle scuole, e magari trasformando questi cessi in gabinetti; si tratta di evitare che ogni episodio di maltempo faccia un paio di morti; si tratta, se è il caso, e per tornare alla cronaca del giorno, di salvare istituzioni finanziarie. Nulla che possa essere fatto con un elicottero, o con un assegno staccato all'ordine di ogni cittadino.

Questa è la normalità, questo è quello che viene considerato convenzionale, ovvio, scontato, nei libri di testo undergraduate (cioè del triennio). È una politica assolutamente nota nelle sue implicazioni macroeconomiche, che, come sempre, sono duplici (perché non ci sono free lunch): il finanziamento monetario ha il vantaggio di portarti dal punto A al punto C della figura 11.1, quindi è più espansivo del finanziamento con debito, che ti porterebbe al punto B. Lo svantaggio è che se in B hai piena occupazione, il finanziamento monetario creerà tensioni sui prezzi. Ma ad oggi di "pieno impiego" non ne vediamo, e se ci sono "strozzature settoriali", queste sono determinate solo dal fatto che la deindustrializzazione del nostro sistema economico sta sgretolando le filiere, e così obbliga chi una volta si riforniva dal vicino, nello stesso distretto, a rivolgersi a fornitori o a trovarsi clienti più distanti. Cosa che non sarebbe successa se fin dall'inizio della crisi si fosse intervenuti attivamente, con politiche espansive finanziate anche con moneta.

La più grande vittoria di quello che gli idioti chiamano "neoliberismo" (e che di "neo" ha ben poco, come sa e ci insegna chi invece studia e ricerca: un esempio fra tutti),  è stata quella di averci fatto disapprendere quanto avevamo appreso dai nostri libri di testo (e dagli 80 milioni di morti della seconda guerra mondiale). Tutti, ormai, hanno disappreso la normalità, anche a sinistra, e così si fanno sorpassare a sinistra dagli economisti servi, che tornano alla carica cianciando di "lezioni apprese dalla crisi", quando la crisi non ci ha insegnato nulla che non sapessimo già, che non fosse già nei nostri libri, compreso il modo per risolverla.

E uno di questi modi è, in presenza di calo di domanda e di rilevanti esposizioni debitorie, il finanziamento monetario della spesa pubblica.

Perché non lo si è fatto?

Ma è semplice, lo spiegava l'eterno secondo sul FT di due giorni fa, con riferimento al problema delle banche italiane:

"Resolving a public or private sector debt overhang through money printing is called debt monetisation — and it is strictly illegal under European law.

The central bank is allowed to buy debt instruments but only for the purpose of conducting its monetary policies — not to alleviate anyone of their burden. This opens a large grey area.

The official purpose of the ECB’s private and public sector asset purchase programmes — quantitative easing — is to achieve a higher level of inflation. If this goes on for a very long time — as I believe it will — it may end up as an ersatz debt resolution instrument."

Non lo si fa perché le regole europee lo proibiscono.

E perché le regole europee proibiscono quello che è normale in tutto il mondo, che si studia nei libri del triennio, che si deve sapere per laurearsi, e che nel caso che ci riguarda ha controindicazioni risibili? Perché le regole europee limitano la sovranità statuale ai due poteri residui, quello di imporre tasse e quello di dichiarare guerra?

Bè, voi che siete qui lo sapete, no?

Raccontano che è perché i tedeschi, porelli, hanno tanta paura dell'inflazzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzione, ma noi abbiamo una visione più articolata del problema, sulla quale non torno. Gli ultimi arrivati faranno le loro domande (e riceveranno la risposta di prammatica: RTFM).

Nota bene: il barone di Munchausen dice che di fatto il QE è, o può diventare, appunto un surrogato del finanziamento monetario (ne parla con riferimento specifico alla risoluzione di crisi bancarie). Tecnicamente, il finanziamento monetario richiederebbe l'acquisto di titoli sul primario, e sappiamo che è vietato dal Trattato di Maastricht. Però che sia una cosa normale e che quindi di riffa o di raffa ci si debba arrivare, come vedete, lo ammettono tutti, anche sul FT. In ogni caso, al barone ancora sfugge una cosa che noi qui sappiamo bene, cioè che queste scappatoie sono inutili perché non possono alleviare il problema dell'Eurozona (non mi ripeto). Un finanziamento monetario camuffato, da parte della BCE, oltre a sollevare insormontabili problemi politici, non risolverebbe il problema degli squilibri fra paesi dell'Eurozona. Per risolvere questo problema è indispensabile che ognuno torni ad avere una valuta proporzionata alla forza della propria economia, ed è opportuno che ciò accada quanto prima, perché il passare del tempo non fa che acuire il divario fra le economie e quindi l'entità del necessario aggiustamento.

Ma il punto qui non è questo.

Il punto è che quando sentite qualcuno parlare di politiche "non convenzionali", o di QE for people, o di helicopter money, o di quel che è, i casi sono due: avete di fronte un ingenuo, o un furbacchione. Riconoscere che il potere di emissione di moneta è un attributo essenziale e fisiologico della sovranità statuale (comunque costituita: in forma democratica, o in altre forme), significa distinguere fra un mondo nel quale lo Stato rivendica il diritto di poter agire per il bene dei propri cittadini, disciplinando i mercati, e un mondo nel quale si attribuisce ai mercati il diritto di comprimere la democrazia e il potere regolatorio dello Stato, nell'interesse dei mercati stessi. Se di helicopter money parla un liberista, va bene: è pagato per farlo. Ma se ne parla uno che vuole fare il keynesiano, allora forse dovreste tirarlo da una parte, e fargli capire una cosa che evidentemente gli sfugge: siamo in guerra, ed è una guerra di annientamento dei nostri patrimoni, della nostra civiltà, della nostra cultura. Questa guerra richiede una resistenza anche culturale. Accettare il lessico del nemico (helicopter money), entrare nel suo frame, anche se ammantato di piacevole, vellicante, rassicurante populismo (QE for people) significa aver già perso.

Quello che va capito e rivendicato è che in tutto il mondo il finanziamento monetario della spesa pubblica da parte di una banca centrale nazionale è, o è stato (e comunque tornerà ad essere), una delle modalità ammissibili di esercizio della sovranità economica dello Stato. È letteralmente roba che si studia a scuola, sono lebbasi, le fottute bbasi della politica economica. Qualsiasi artificio lessicale, qualsiasi espressione distolga da questo principio elementare, qualsiasi arzigogolo intenda offuscare quanto vedete nelle tre pagine che ho fotografato sopra per voi, va visto con estremo sospetto, e, nella misura del possibile, cauterizzato con il dovuto garbo.

Perché una cosa è, spero, evidente a tutti voi: chi è parte del problema, non può essere parte della soluzione (per quanto aspiri a candidarsi a questo ruolo).

Da questa crisi non usciremo senza monetizzazione del deficit da parte di banche centrali nazionali.

Un giorno Munchau ce lo spiegherà dal Financial Times.

Voi sarete, come al solito, preparati.

Un semplice grazie non sarà sufficiente: ci vorrà anche un contributo ad a/simmetrie, che sarete fra i pochi a potervi permettere, essendo scampati al sacro macello dei fessi che "l'euro è solo una moneta"...

Good luck (e se passa un elicottero, scansatevi: non sia mai la mancia decidono di darvela in monete da due euro...)!

139 commenti:

  1. Prima di leggere le ultimissime righe del post stavo per commentare con una banale frase di ringraziamento. Del tipo: "caro professore, grazie davvero per questo chiarimento". Mi sa che invece mi toccherà mettere mano al portafoglio...

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    1. ...se sei in crisi puoi anche stamparmi qualche euro. L'importante è impegnarsi.

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    2. Lapalissianamente, si può ben dire che l'EURO è solo una moneta,se fosse solo una moneta.
      E lo sarebbe,forse in un mondo dove uno vale uno,
      due vale il doppio, pi greco vale tre per chi s'accontenta delle ruote tagliate con l'accetta.
      Ma pi greco ha un codazzo d'infinite cifre ostinatamente ed irriducibilmernte perpetuantesi.
      E per fortuna vive nel mondo delle astrazioni matematiche.
      Quindi, siccome siamo sul pianeta dei tulipani,
      oltre che delle pagnotte di Trilussa(avercene di polli,quelli pennuti), e si sa che cosa hanno aizzato a fare nell'Olanda seicentesca, quei bulbi dal fiore stupendo;allora L'EURO è molto più e molto meno che una moneta.
      Dipende solo da chi cel'ha e quanta.
      O mi sbaglio?

      Marco Sclarandis.

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    3. "Ma pi greco ha un codazzo d'infinite cifre ostinatamente ed irriducibilmernte perpetuantesi".
      Nella foga ho scritto perpetuantesi
      invece che permutantesi.
      Cosa molto differente,infinitamente differente.
      Approfitto della autocorrezione per dire che credo che ormai sia inevitabile rendere a Cesare il suo e a Padreterno anche.
      E chi ha la batteria dell'amplifon scarica la metta nuova.
      (di chi è questa effigie?............e allora date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio)

      Marco Sclarandis

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  2. È strano come il comportamento previsto da una regola scritta da chi ci vuole strozzare fosse considerato un "atto sedizioso" da chi governava quando tali regole non c'erano...

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  3. Lebbasi:

    The first difference between the two methods is their cost to the government. Debt financing is obviously expensive. Monetary base financing, on the other hand, is often less expensive or even without costs. 12

    12
    A differential cost to consumers could arise from monetary base financing if this stimulates demand to such an extent as to cause inflation (or higher inflation than debt financing).

    E dato che di inflazione, ora, non se ne vede l'ombra, nemmeno quando il sole è allo zenith, direi che è un "rischio" che vale la pena di correre.

    Buona vita, e grazie

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  4. Una cosa che mi fa andare fuori di testa:

    Perché non si studia la base di questi concetti a scuola? Come parte di educazione civica.

    Veramente dico - si studia la differenza tra decreto legge e decreto legislativo - e non si studia una cosa importante come la spesa pubblica?? Che poi è un concetto semplice. (l'ha capito anche la nonna di PB.) Sarebbe un forte anticorpo.

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    1. Invece, tristemente, anche in questo è guerra - toccano i nostri bimbi, non solo noi:

      Ultimo progetto pilota, firmato dal Governo sull'ora di cittadinanza e costituzione (ex educazione civica) per più europa

      http://www.istruzione.it/allegati/2015/ACCORDO_DI_PROGRAMMA0001.pdf

      ...promuovere, nel contesto del lavoro di cui sopra, proposte e contenuti sui temi ritenuti essenziali per l'educazione alla cittadinanza europea;
      ...il possibile utilizzo del Programma Operativo Nazionale 2014-2020 per la scuola, ai fini del possibile finanziamento di una parte della fase a regime del progetto, nonché assicurare la relativa gestione economico-finanziaria.


      bla bla, pensato a regime per il 2020 - che dite, magari "much ado about nothing"..

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    2. In quale scuola si studia la Costituzione?

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    3. E mi permetto di aggiungere che il vero problema è il riscaldamento globale che Keynes non aveva previsto perché non aveva letto Asimov

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    4. Vi racconto questo episodio perché merita... (spero almeno).

      A metà novembre vado dal gommista a montare le termiche (pirla io che di solito vado per tempo...) e mi tocca aspettare 4 ore.
      Per passare il tempo vado alla Coop a fare la spesa.
      Mentre sto scegliendo frutta e verdura sento un paio di commesse raccontare, in modo ilare, l'esperienza scolastica del figlio di una di loro.
      In pratica, durante un compito in classe alle elementari evidentemente basato sulla geografia viene chiesto: quali sono le capitali dell'Italia e dell'Austria.
      Il bambino (credo potesse avere 7 o 8 anni, non sapendo la risposta scrive: che importa, tanto siamo in Europa...
      La cosa che provocava il divertimento massimo alle 3 commesse è che la maestra gli ha dato un bel 6, sostenendo che l'obiezione del bambino fosse giusta...

      A voi i commenti, io sono rimasto davvero male.

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    5. In effetti l'obiezione del bambino e' sensata nello scenario attuale. E' lo scenario ad essere terribile. La nuova capitale "d'europa", qual e'? Brussels? Berlino? Francoforte? O Washington?

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    6. Il lanciafiamme, questa invenzione così sottovalutata...

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  5. In America hanno stampato tanto, non mi risulta che abbiano risolto nulla, in questi anni. Hanno "galleggiato"un po'di piú rispetto ad altri, e ricordiamoci che hanno l'enorme vantaggio che il commercio tra paesi esteri é in dollari. Semplicemente aspettarsi che la gente, a fronte di prestiti facili, e denaro facile, si metta in testa di investire nella ricerca contro il cancro, inventare nuovi fonti energetiche, é utopistico. Non é mai successo. E'buono solo sulla carta. Quello che la gente fa, o meglio, i governi fanno, a fronte di credito facile, é creare bolle. Ora in America sta per riesplodere la bolla del credito (Shale oil companies, prestiti di oltre un trilione a studenti, automobili con interessi fino al 20% a gente cui le banche non facevano credito).

    Creare credito dal nulla ha sicuramente contribuito a deindustrializzare gli Stati Uniti, agevolando per 30 anni le economie dell'est asiatico. La deregolamentazione finanziaria ha fatto il resto, facendo esplodere le disparitá sociali, in tutti i paesi occidentali, a moneta sovrana e non.
    Il fatto che l'euro sia un disastro non lo nega nessuno: ma qua stiamo davanti ad un cambiamento epocale. L'euro é un fenomeno europeo locale, che ha riproposto su scala minore quello che succede fra Cina e USA: la prima crolla perché tutta votata all'export che pero'rimane invenduto perché gli USA stanno facendo austerity.
    Il target inflazionistico del 2% é irraggiungibile, semplicemente perché la globalizzazione ha schiacciato i salari e ha spostato le fonti produttive all'estero. E finché trovi popolazioni che vivono con 2 euro al giorno, di manodopera a basso costo ce ne é in abbondanza per decenni. Lo sviluppo di robotica e soprattutto telematica non erano previste ai tempi di Keynes.
    Ci sarebbe anche da aggiungere come viene calcolata l'inflazione: ogni Paese ha i suoi parametri. Per esempio se teniamo conto dell'aumento dei costi di affitto in America l'inflazione é alta, se mettiamo in gioco gli stock borsistici, l'inflazione é schizzata alle stelle.
    Ancora, prendiamo UK. Londra sta vivendo una bolla immobiliare spaventosa. Hanno creato miliardi di sterline dal nulla. Stanno meglio? i ricchi che affittano sicuramente.

    Eppure battono moneta. E hanno saputo gestirsela? non mi pare, non per la "classe media", sicuramente.

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    1. Tò! Un gianninizzero! Ci pensate voi? Io preferisco non scrivere a chi non sa leggere...

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    2. (Traccia per chi volesse lavare la testa all'asino: il finanziamento monetario della spesa pubblica non ha niente a che vedere con la deregolamentazione finanziaria. Trascuro poi il fatto che io cito libri di CUP e lui fa il verbale del suo bar Sport, ma questo tanto è un modo di fare col quale dovremo convivere...).

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    3. Ma infatti la cura per il cancro e le altre auspicabili cose che laggente non farebbe.... infatti non le deve fare. La spesa pubblica finanziata in questo modo va diretta verso settori produttivi, ricerca, infrastrutture. Cio' non crea bolle, come non le creava in Italia pre 1981. Le bolle le abbiamo avute con l'avvento dell'euro, e la cattiva gestione era privata.

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    4. https://en.m.wikipedia.org/wiki/Richard_C._Duncan
      ...accidenti...un professore! Interessante anche il punto in cui si parla di modalità di calcolo dell'inflazione, anche se la relazione con gli shock borsistici mi si ripropone un pochino...

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    5. Ora c'è la Cina e se in Italia stampassimo moneta creeremmo solo un'enorme bolla di corruzione

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    6. Che bel trattato di qualuntologia Lorenzo:

      dalla moneta creata dal nulla(anziché sudarsela mandando i minatori su Marte alla ricerca di qualche metallo prezioso e sconosciuto per costituire delle riserve!),alle bolle scatenate semplicisticamente dal credito facile(vuoi rialzare i tassi come fece Volcker? In questo modo pensi che la ggggente investirà in ricerca? Hai mai sentito parlare di "global savings glut", ossia di un eccesso di capitali alla ricerca di troppo poche opportunità positive di investimento? Questo fatto, magari scatenato anche da squilibri tra nazioni e dalla pessima distribuzione del reddito all'interno delle nazioni stesse, non credi che incentivi lo short-terminism, e quindi la creazione di bolle? Pensi che sia positiva la liberalizzazione dei capitali così coe si è sviluppata oggi nel mondo?);

      poi si continua con la Cina "tutta votata all'export"(non ti sei accorto che negli ultimi anni in Cinaa la % sul Pil del current account si è notevolmente ridotta passando dal +10% nel 2007 al +1,9% del 2014? Mi sa che ti sei perso qualcosina), alla stagnazione salariale dei paesi occidentali semplicisticamente causata dai negri e dagli asiatici (la flessibilità e la destrutturazione del mercato del lavoro non hanno avuto nessun peso ?),all'iperinflazione degli USA mascherata dal governo(insomma, il solito delirante cospirazioniso in stile tea party americano).

      Non so che altro dirti, ti auguro di guarire presto.

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    7. @Lorenzo
      Si diceva: abbiamo bisogno di carta igienica, non di elicotteri.
      Tu ci hai detto che con gli elicotteri non si va da nessuna parte.
      Ammetterai però che, per chi è in cerca di carta igienica prima del macello, la tua dissertazione sull'inutilità degli elicotteri potrebbe essere interessante solo in formato cartaceo...

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    8. Non mi risulta che tra Italia e Germania succedano questo tipo di cose da quando c'è l'Euro.

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    9. Dai, pure dopo aver letto TDE?

      Io la metto in aforisma - lì possono battere moneta, qui devono battere cassa.

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    10. @Lorenzo Marchetti
      Ma , ma.....ma Marchetti sai leggere ? il professore ha parlato di monetizzazione guidata dallo Stato non dell'elicottero di zio ginzy (peveraccio) che lanciando a caso dal cielo soldi spera di colpire giusto, senza dimenticare il controllo dei capitali per evitare bolle, e il tasso di cambio questo sconosciuto. Con il giusto tasso di cambio le produzioni estere ci fanno un baffo a voglia a costruire frotte di schiavi nel paese dell'est XXXX. Ca...zo io non sono un economista, almeno le baaasssi le ho capite tu ?

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    11. Caro Lorenzo, il prof intende, credo, che finanziare e regolamentare servizi fondamentali al vivere civile è DIVERSO dal detassare deregolamentare e poi dichiarare "ognuno per sé". Sono due OBIETTIVI DIVERSI che però si raggiungono con il MEDESIMO MEZZO - una banca centrale strumento del governo.
      Tu, per criticare le pistole, contesti l'acciaio in un momento in cui servono bisturi e cemento armato.
      Per criticare la stupidità, contesti l'uso del cervello perché anche i cretini ce l'hanno e lo usano per scrivere cagate.
      Vedi l'assurdità logica ora?

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    12. @Lorenzo Marchetti

      Tu come immagini la crisi del 2008 nel Regno Unito, se fosse stato nell'€? Una crisi di finanza privata e la finanza privata è una delle cose che rimangono al di là della Manica. (Per curiosità: che cosa pensi che avrebbe fatto la Germania nel caso specifico, se il Regno Unito fosse stato nell'€?). Se sono fuori tema, me ne scuso.

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    13. Lorenzo quello che dici non c'entra niente con la spesa pubblica. In tutto il mondo occidentale, il lavoro sta perdendo la battaglia contro il capitale. Cioè dagli anni 80 in poi, i salari hanno smesso di crescere e sono rimasti stagnanti rispetto alla produttività. Siccome il capitalismo si basa sui consumi, o vengono alimentati dagli stipendi o ci si indebita. Quindi negli Stati Uniti e in Gran Bretagna c'è un problema di debito privato. La deregolamentazione finanziaria penso sia servita a supportare questo fatto. La liberalizzazione dei movimenti di capitale invece penso sia servita a far perdere la battaglia del lavoro contro il capitale. Se l'azienda per cui lavori può spostarsi in qualunque momento in Messico, smetti di rivendicare aumenti salariali. Il più delle volte accetti dei salari al ribasso. Penso che in questi paesi la moneta sia stata ""stampata"" per le banche e non per fare spesa pubblica. In Europa per poter fare determinate politiche di distruzione dei salari, dello stato sociale e di tagli alla spesa pubblica si sono inventati la tonnara dell'euro.

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    14. A parte il fatto che gli USA crescono del 2% annuo con tassi di disoccupazione al di sotto del 6% che noi italiani ci sogniamo, quello che auspica il Prof. è che lo Stato, chi lo governa, faccia scelte politiche di investimento "produttivo", di manutenzione del territorio, ecc, finanziando la spesa con l'emissione di moneta (creazione addizionale di base monetaria).
      Proprio perchè, come scrivi tu, "aspettarsi che la gente, a fronte di prestiti facili, e denaro facile, si metta in testa di investire nella ricerca contro il cancro, inventare nuovi fonti energetiche, é utopistico" allora tutte queste cose le deve fare lo Stato, che quindi non si deve limitare a stampare moneta (distribuendola a pioggia con gli elicotteri), ma la deve spendere.

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    15. Hai mai letto niente del Prof. o hai messo mano di getto ispirato da una luce sulla via di Damasco ? I vari QE messi in atto sono esattamente quello che lui dice essere inefficace...l'acquisto di titoli pubblici in US e UK si e' tradotto solo in maggiori riserve dei too big to fail, che quando BCE e FED hanno minacciato di tassi negativi...hanno investito, messo a disposizione per investimenti speculativi. Niente, ma proprio niente, ma niente di niente all'intervento pubblico classico da New Deal di Roosevelt, unica cosa che ha alleviato, storicamente, le deperessioni da caduta di domanda. I soldi, vanno messi in tasca alla gente, dice il Prof., creando lavoro, con opere pubbliche finanziate con una creazione di moneta "Ad Hoc" che le finanzia a basso costo e contribuirebbe, una volta ripartita la domanda, alla creazione di inflazione (che senza inflazionare i salari non avviene...) che renderebbe la parte residua, ovvero il debito, piu' facile da ripagare, e meno costoso. E' tutto gia' scritto, da tempo, gia' scritto...ma le SS del (neo)liberismo resistono ancora a Stalingrado . Occhio a Richard Duncan....che uno che dice a Novembre 2015 che una yuan devaluation e' "likely" quando son 8 mesi che e' cominciata, non deve essere un'aquila imperiale....

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    16. Lorenzo un consiglio spassionato: smetti di ragionare nei termini del grossolano stampare moneta o non ci capirai mai una fava.

      Che la deregolamentazione finanziaria non c'entra con la monetizzazione del debito è stato già scritto; forse confondi la monetizzazione del debito col QE.

      L'allentamento monetario (o alleggerimento quantitativo, quantitative easing (QE)) e la monetizzazione del debito non sono esattamente la stessa cosa, come hanno tenuto a sottolineare alla FED (coerentemente col loro orientamento ideologico) in Is the Fed Monetizing Government Debt? (2013-02-01):

      «What is usually meant by “monetizing the debt,” however, is the use of money creation as a permanent source of financing for government spending. Thus, to ascertain whether the Fed has in fact monetized its purchases of $1.2 trillion in government bonds since 2008, we have to know what the Fed intends to do with its portfolio of assets over time.»

      La conclusione la puoi leggere qui, In-Depth: Is the Fed Monetizing Government Debt?:

      «Conclusion

      So, is the Fed monetizing debt—using money creation as a permanent source of financing for government spending? The answer is no, according to the Fed’s stated intent. In a November 2010 speech, St. Louis Fed President James Bullard said: “The (FOMC) has often stated its intention to return the Fed balance sheet to normal, pre-crisis levels over time. Once that occurs, the Treasury will be left with just as much debt held by the public as before the Fed took any of these actions.” When that happens, it will be clear that the Fed has not been using money creation as a permanent source for financing government spending.
      »

      Poi ancora con questa storia che la moneta causa l'inflazione? Lo leggi Acocella che menziona il pieno impiego quando parla di inflazione? Dove l'hai vista tutta questa inflazione in EZ o negli USA?

      «Since 2008, inflation has averaged less than the Fed’s official long-run inflation target of 2 percent per year.»

      Il documento è del 2013, andiamo a vedere cosa è successo da allora consultando Current US Inflation Rates: 2005-2015, in particolare la tabella Table of Inflation Rates (%) by Month and Year (1999-2015), le medie annuali (colonna Ave che sta per Average, inflazione media):

      2008  3.8
      2009 -0.4
      2010  1.6
      2011  3.2
      2012  2.1
      2013  1.5
      2014  1.6

      Inflazione ben lontana dal rendere necessarie le famigerate carriole.

      L'inflazione viene calcolata in base al Consumer Price Index (CPI) e nel paniere utilizzato per determinare il CPI ci sono sicuramente gli affitti (HOUSING - rent of primary residence, ...), quindi la tua nota metodologica sul calcolo dell'inflazione possiamo considerarla lievemente imprecisa.

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    17. @aquilano Una voce di Wikipedia che è l'epitaffio di un ingengngniere stralunato. Solo un cazzaro può non capire che sto Duncan è un cazzaro. Sento puzza di 11!1!

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    18. Dal commento sembra che il credito facile sia causato dalla creazione di moneta da parte delle BC, che, semmai, ci mette una pezza dopo.

      E invece siamo nella merda perché il credito facile lo hanno concesso istituzioni finanziarie private.

      Il che mi fa pensare a certi film hollywoodiani, dove una marea di soldi vengono creati e prestati dai cattivi che causano le bolle brutte perché, quelli prestati, non sono "soldi veri".
      Morale della favola: stampare è brutto. Le vie del potere sono infinite.

      Notare l'ormai di moda "non risolvi tutto con"
      Prima era "non risolvi tutto con" la svalutazione (e chi lo affermerebbe?), adesso è il turno del "non risolvi tutto con" la monetizzazione del debito e il ritorno alla lira.

      Vorrebbero il modello perfetto.
      Ci dispiace, non c'è, si fa quel che si può.

      P.s.
      C'è da aggiornare il dizionario

      Cauterizzato con il dovuto garbo=mandarlo a fare in culo.

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    19. Lorenzo
      in America hanno stampato tanto, in questi anni, e infatti hanno il tasso di disoccupazione al 6% (secondo me è un po' di più, ma prendiamo per buono quello che ci raccontano i giornali).
      Mentre in Europa abbiamo la Spagna con il tasso di disoccupazione al 22% (il triplo degli Usa), l'Italia con un tasso di disoccupazione del 13% (più del doppio degli Usa).
      Magari potessimo stampare tante LIRE anche noi italiani.
      Magari.
      Attenzione: dico stampare LIRE, non euro, o QE di Draghi che, come più volte ha detto il Professore, sono solo palliativi a breve. E da ultimo, clamorosamente, neanche i mercati finanziari hanno creduto più al QE di Draghi.

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    20. Parecchio suscettibili qua eh?

      vabbé, non vale la pena rispondere: ne ho lette parecchie di castronerie (uso il vostro gergo).

      Comq, giusto per puntualizzare, mi riferivo a quest'altro Richard Duncan.

      https://www.richardduncaneconomics.com/about-richard-duncan/

      Tanto vi dovevo.

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    21. "Non risolvi tutto" con la vita. Infatti c'è anche la morte, per fortuna.

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    22. Lorenzo! Ma per favore! Non è mica colpa nostra se hai sbagliato blog! Qui non siamo abituati a ragionare per "a me sembra" e a citare autori con zero pubblicazioni scientifiche. Ti piacciono i bei tempi nei quali si pagava col metallo giallo? Va bene, ti sono vicino nella tua attrazione (molto femminile) per le cose luccicanti, e quindi rinuncio a spiegarti perché quei tempi sono finiti. Rimane il fatto che tu non hai proprio capito di cosa stiamo parlando qui. Non deporre la tua supponenza: anzi, continua così! Io quelli come te li lascio al mercato, che sa lui cosa fare.

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    23. Ho un nipote che lavora in UK, guadagna nette (primo stipendio) 1900£ che al cambio fanno 2700€, turno centrale, 1 festivo, conosci un infermiere in Italia che pur facendo festivo e notturni guadagni tanti soldi? Quest'anno più di 60.000 italiani si sono spostati in UK, ovviamente perchè gli inglesi non hanno risolto niente.

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    24. Chiedo venia. Ho decisamente sbagliato blog. Si é perso di qualitá in questo ultimo anno. D'altronde scrivere che la deregolamentazione finanziaria non ha nulla a che vedere con la spesa pubblica (chissá a chi paga la FED i profitti, forse al ministero del tesoro? o no?) fa intendere che non si capisce un granché di come nasce la moneta e quali impatti ha nella creazione di posti di lavoro (quindi tasse), di tassi di interesse (impatto sui mutui), di riserve monetarie (con acquisti di asset di altri stati e conseguente calo dei rendimenti) e di aumento di valori degli immobili (quindi tasse sulla proprietá).
      In merito all'euro, mi pare (pare, no?) di aver scritto che ha aggravato la situazione localmente in Europa. Infatti io sono emigrato, consapevole del disastro del manifatturiero in Europa e dello svantaggio di avere una moneta troppo apprezzata in un settore (quello aerospaziale) che ha visto un'imponente fuga di cervelli, di prepensionamenti e di arrivo di management incompetente (ma qua divaghiamo...).


      In merito al prof, quei tempi sono finiti perché i bravi USA dovevano finanziarsi la guerra in Vietnam. Indietro non si puó tornare, come é ovvio perché esistono troppi dollari in circolazione rispetto ad una qualunque commodity presa a riferimento.
      L'unico modo per tenere la baracca in piedi é ormai che la FED stampi ancora e che gli USA riprendano ad avere deficit mastodontici nelle partite correnti. L'alternativa é la recessione.
      Ma dimenticavo: qua si pensa che l'euro é tutto. Nun ce la fate proprio ad allargare di mezzo mm la visuale.
      Chiudo con una chiosa: sono le banche commerciali a erogare la maggior parte del credito, ma se per legge riduci le riserve, se per legge consenti ad una banca di fare sia da banca di investimento che da banca commerciale, alla fine quello che succede é che chi ha asset su cui investire, con credito facile fa piú soldi. Chi non ne ha, e vive di stipendio, sta al palo. Ecco spiegata la morte della classe media. Problema non solo europeo, non solo italiano.

      E il "cazzaro"sarei io? poveracci.

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    25. @Lorenzo

      Direi di sì, perché continui a leggere una riga sì e una riga no, e fare le lezzzzioncine di geopolitica a uno che parlava tre anni fa delle tensioni emergenti fra USA, Germania e BRICS (nel Tramonto dell'euro) sinceramente fa un po' ridere, però a noi piace che qui qualcuno ci tenga allegri. Esilarante la tua spiegazione del declino della classe media, ad esempio. Sai, capisco, tu leggi Duncan, che però non è un economista. Io sono un economista, quindi non leggo Duncan. Tu se convinto che di economia possa parlare chiunque, e va bene così. Ti auguro di non incontrare un medico convinto che chiunque possa fare il medico.

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    26. Un pippone che si potava riassumere in 4 lettere: TINA

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    27. Lorenzo ma secondo te in regime di regolamentazione finanziaria (o repressione finanziaria) le banche centrali (BC) non facevano profitti o non li giravano al Tesoro (in rilevante parte, quando non unico azionista della BC)? Quale sarebbe questo legame inscindibile fra deregolamentazione finanziaria e spesa pubblica?

      È vero invece che deregolamentazione finanziaria e dottrina della banca centrale indipendente hanno inibito la capacità dello Stato italiano (torniamo a noi) di monetizzare il debito (spesa pubblica) ed hanno determinato l'impennata del debito pubblico a causa del forte rialzo dei tassi d'interesse¹.

      Poi la spiegazione del declino della classe media più che esilarante è sbalorditiva, per uno che dovrebbe aver seguito il blog da tempo: L'Italia può farcela è un libro di circa 500 pagine dedicato ad analizzare gli effetti di un ristagno dei salari reali, compresa l'esplosione del credito facile (con gli annessi problemi di azzardo morale o moral hazard), che ha indebitato le famiglie per tenere in piedi la baracca sostenendo i consumi.

      ___________________________
      1. Domanda per Alberto: c'è chi dice che non si poteva fare altrimenti, era necessario alzare i tassi d'interesse perché stavano crescendo in tutte le economie avanzate e quindi i riparmiatori italiani avrebbero smesso di acquistari titoli di stato italiani per rivolgersi a quelli, più remunerativi, di stati esteri.

      Ma è vero? L'acquisto di titoli esteri non è assimilabile a movimento di capitali e quindi soggetto alle restrizioni vigenti in regime di repressione finanziaria (fino al 1990)? A me così pare leggendo, per esempio, Libera circolazione dei capitali, dove si menzionano esplicitamente le operazioni su titoli.

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    28. E insisto...io ho letto il website del Duncan giusto ( si ho del tempo...di notte..) uno che dice che la svalutazione dello yuan e' "most likely" in Novembre...dopo 6/8 mesi che e' un fatto evidente, proprio un'aquila imperiale non deve essere. Oltre che non essere economista....

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    29. L' enorme confusione che ha in testa Lorenzo su Deregulation, spesa, monetizz. del debito e stampa di moneta, CdB ha tentato di fare un po' di chiarezza, ma la situazione è davvero difficile per Lorenzo.



      Dice poi, l' espertone, contraddicendo dalle fondamenta le sue idee:

      L'unico modo per tenere la baracca in piedi é ormai che la FED stampi ancora e che gli USA riprendano ad avere deficit mastodontici nelle partite correnti. L'alternativa é la recessione.

      Insomma prima dice che la medicina non serve e poi ne chiede dosi ancora maggiori;; a Lore' sei un Ingegnere, come me, ma cerca di tenere alto il vessillo, non fare come qualche altro ing. prestato all' economia, cerca di essere scientifico e segui i discorsi di chi è un professionista di materie che chiaramente ignori.

      Bene, ciò da esattamente la prova definitiva che non studiando, Lorenzo, ed essendo un po' presuntuosetto, non può capire che ci sarebbe auna strada diversa, ma lascio a lui la possibilità di redenzione, indicandocela!

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    30. Ecco, io non sono un economista, ma secondo me sulla questione Duncan ci aveva visto giusto MacDuff. Le prove erano ovunque. Poi mi sta bene il discorso sui BRICS, però in tema di pericoli vedo più il bosco di Birnan a dirla tutta. Oggi c'è il bosco di Birnan!

      Posso avere altri due corretti per favore?

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    31. Un giovine Baroni situazionista... A proposito, lei su Twitter come si intitola? Se non interagisco con lei, svariate MILF si preoccupano (spero che questo non preoccupi DiCì: la donna italiana è materna a prescindere, se sa...).

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    32. @ Alberto Bagnai

      Ma io sul serio non sono su Twitter. Il fatto che sia aggiornato su ciò che accade a Fogna Town lo devo al mio potere Jedi, come per il dottor martinet. Solo lui può capirmi. Ad ogni modo, non le nascondo d'essere lusingato dalle premure mostratemi da donne così affascinanti, tuttavia rassicuri i loro cuori gentili: ne ho viste di ben peggiori ( da leggersi con questo tono e sottofondo ).

      PS
      Ecco, infatti non è proprio "materna" il termine che userei con DiCì :)

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    33. E così saremmo attratte dalle cose luccicanti? Quindi, non ho capito: cosa ci differenzierebbe da una gazza ladra? ;)

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    34. Il fatto che alcune di voi sanno distinguere un diamante da un fondo di bottiglia, e il fatto che il vostro canto, anche quando ugualmente ripetitivo, è comunque meno sgradevole. Non è poco!

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    35. Pensavo peggio, è stato gentile...

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    36. Baroni, io non uso poteri della feccia jedi: solo e unicamente quelli dei signori Sith.

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    37. Queste cose me le traduce er Palla.

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    38. Er Palla.... quanto lo capisco. Ho un messaggio per lui: hai presente quella vaga sensazione di falsità su cui poggia l'intero costrutto sociale e umano che ti sta attorno quando esci di casa? È reale. Quindi agisci come stracazzo ti pare ( nel senso di farlo serenamente, tanto tutti agiscono comunque come gli pare), ma concediti il favore di domandarti sempre se lo stai facendo perché lo vuoi veramente. Il problema non è nel cosa si sta facendo, ma nel grado di consapevolezza col quale lo si fa.

      @martinet

      Ahah, mi perdoni, ho cercato la provocazione di proposito. La peggiore tra le provocazioni per un Lord Sith, ne sono conscio. È che lei mi scrive in dialetto dell'Amdo e io poi rimango senza risposta... noi giovini siamo ribelli...

      @ Di Cì e Alberto

      Bagnai misoginoooooooooooo!

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    39. Sono selettivamente misogino. Ad esempio, DiCì mi piace molto.

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    40. Quando hai trovato di meglio avvertici.

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    41. Non serve. Una donna non è proprietà di un uomo.

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    42. Baroni, mi consenta: questo lo sapevamo.

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    43. Sì sì, ci mancherebbe, lo so bene, si figuri. Era affinché fosse chiaro che anch'io la penso a quel modo, se mai ce ne fosse bisogno. Poi un giorno, magari in privato, le devo chiedere una cosa...

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    44. @AlbertoBagnai
      Grazie, ricambio di cuore!

      @Nicola
      Sì dai, nemmeno tu sei malvagio... Poi a casa ti do il cinque

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    45. Lo perdoni, Di Cì, lei sa come son fatti i giovini sensibii, praticano l'understatement per celare la proprio vulnerabilità. Il giovine la adora (o almeno ciò sarebbe razionale da parte sua).

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    46. Eh sì, un giovine davvero indecifrabile..

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    47. Ma scrive anche a te lunghe lettere d'amore? Forse il mistero è meno indecifrabile di quanto appaia... Io comunque ho una regola di condotta ferrea: quelle delle donne vanno a Rockapasso, quelle degli uomini allo staff. Despicable me.

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    48. Lo sa Bagnai che per essere un uomo della sua generazione è davvero atipico? Non parlo dell'aspetto più evidente, parlo dei dettagli...

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    49. Giovine Baroni, però lebbasi, per favore... La mia generazione ha una discreta proiezione temporale, da Esiodo verso l'infinito e oltre. Noi siamo quelli che stanno attenti ai dettagli, appunto. Lei è molto carino ad accorgersene. Quando ci vedremo le spiegherò come si fa.

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    50. D'accordo. In cambio le racconterò di me e Di Ci, senza understatement. Comunque no, ho scritto due lettere sole in vita mia, entrambe a lei. Ma c'era un motivo.

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    51. No, in effetti non mi scrive nessuna lettera romantica.. Però il suo animo sensibile esce da ogni fessura :)
      Concordo, i dettagli sono tutto..

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    52. Mannaggia! Ora che mi si è rotto il PC non lo saprò mai...

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    53. Che cosa ignominiosa per un uomo scrivere lettere d'amore a un altro uomo: non è roba per Sith.

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  6. Grazie ancora professore per il contributo ho già provveduto con soddisfazione , soldi spesi benissimo.
    E presto provvederò di nuovo.
    Grazie ancora .....buonanotte

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  7. Grazie Prof. Cosa sta per rtfm?

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    1. E' un acronimo (inventato nella comunita' hacker USA e poi diffuso in altri ambiti via Internet) che sta per Read The Fucking Manual.

      Sostanzialmente gli esperti di vari strumenti/programmi/prodotti (esperti nel senso che non di rado li avevano scritti o modificati di persona) non avendo molta pazienza con le domande di novellini (anche perche' le domande erano sempre quelle, erano di una banalita' sconcertante e dimostravano che chi le faceva non si era preso la briga di approfondire minimamente la questione, tanto c'era Internet) avevano presto preso l'abitudine di troncare qualsiasi discussione con un invito perentorio a Leggersi Il Fottuto Manuale, appunto.
      Da cui l'acronimo.

      Ti rimando alla voce specifica dell'Hacker Dictionary: http://www.hacker-dictionary.com/terms/RTFM

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    2. O anche RTFB = read the fucking blog

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    3. Sul commento sopra: io capisco il meccanismo psicologico di chi pensa: "stampare" e' brutto perche' il debbito pubbblico poi decolla sul serio come uno Shuttle. E' un riflesso Pavloviano.
      Penso che tu debba capire che non se ne esce di certo con il vincolismo e il rapporto di cambio fisso. Se continuiamo cosi' ne usciremo a pezzi, e lo vedi no? Non esiste un'azienda di peso che non venga annientatata e ceduta e i lavoratori mandati al macello. Non esiste piu' nemmeno un sistema finanziario che non "soffra"; e perche' soffre secondo te?
      Anche se pensi possa essere un male monetizzare il debito, scegli almeno il male minore, o faremo come Thelma e Louise.
      My lira-cent

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    4. @Persil

      Scusate, però bisogna essere ma molto cretini per capire che stampare un BTP non è come stampare una banconota. Magari ingranditevi le cazzo di foto qua sopra...

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  8. Che si possa finanziare la spesa pubblica con moneta mi è sempre sembrato ovvio... ma devo essere un fesso lo stesso perché sfuggire al sacro macello, invece, non mi sembra ovvio affatto.

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  9. I laureati in economia che conosco e che NON mi hanno spiegano il punto o hanno avuto la laurea regalata oppure stanno traendo profitto da questo disastro.

    Fight or flight ?

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    1. Ciò che si studia alla triennale viene sempre sistematicamente rimosso. Alla magistrale poi gli economisti applicati, come pure gli studiosi di marketing, sanno bene che per loro i soldi veri vengono dalle "grandi aziendone" con le "grandi ciminierone" (cit. il video Deficit). Sui manuali di economia applicata quindi si tende a glissare sulle questioni riguardanti il cambio. Sul mio di marketing operativo c'erano per esempio solo due paginette dedicate ai cambi, ma nelle domande riepilogative (scritte dal prof italiano che traduceva il testo orig. USA) era scritto "Spiegare perché il tasso di cambio è soluzione solo di breve termine al problema della produttività". ASSURDO, perché capire bene quella teoria permetterebbe risparmi enormi! Senza contare che le esternalità negative "generali" evidentemente erano oscurate da quelle positive "particulari" consistenti in consulenze e opportunità di lavoro - purtroppo non nelle PMI, che magari saranno miopi affidandosi all'istinto più che all'ufficio marketing, ma non per questo meritano di sparire...

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  10. Sembra che i fondamentali abbiano allontanato tante eminenze grigie per poi riavvicinarle senza però ritornare a pieno titolo nel solco dei testi base. Quando la teoria economica è così lampante diventa di per se rivoluzionaria. Chissà se pensava la stessa cosa il prof. Guido Tabellini nel suo articolo del 1 nov 2015 su Il Sole 24 ore. Qui

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  11. Ma perchè Caffè è sparito ad un certo punto? Forse perchè aveva capito ciò che si andava preparando per l' Italia, come Ettore Majorana nella fisica atomica?

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  12. Da quello che ho capito un 'reddito di cittadinanza' è relativamente inutile. Nessuno da solo si metterebbe sua sponte a tappare una buca per strada. Troppa spesa rispetto al vantaggio ottenuto personalmente. E questo indipendentemente dai soldi che riceve da un eventuale QE4People, semplicemente li spenderà altrove (magari in Germania). L'unico a guadagnarci a tappare la buca è lo Stato inteso come collettività, e nel tappare la buca ci guadagnano tutti. Ora, siccome l'Italia è piena di buche urgentissime da riparare, e non ha i soldi per tapparle nè attualmente ci sono prospettive di recuperarli, l'unica soluzione è finanziarsi dopo aver riacquisito sovranità monetaria. Sarebbe sicuramente un QUALitative Easing, su questo non ci piove.

    Tuttavia, invito a riflettere su un altro argomento. Se è pur vero che lo stato è enormemente più efficiente del singolo nel risolvere i problemi collettivi, è anche vero che il singolo risolve meglio i propri problemi. Dare una piccolo aiuto a chi sta con l'acqua alla gola o rischia di ritrovarcisi da un momento all'altro lo aiuta a stare più sereno e magari anche più produttivo. Anche uscendo dall'Euro non ci sarebbe la piena occupazione dall'oggi al domani, ma ci vorrà del tempo per aggiustare tutto. Un QE for people 'spalmato' equamente su tutti i cittadini e inteso come reddito, altro non sarebbe che un'aliquota 'negativa' per i redditi più bassi, e potrebbe quindi rientrare nello 'stretto coordinamento della politica fiscale e di quella monetaria'.

    Poi per carità, sono io il primo a dire che prima del reddito di cittadinanza è meglio pensare alle infrastrutture e garantire servizi essenziali, ma con la sovranità monetaria si possono fare entrambe le cose, se progettate bene.

    Sarebbe un po' come l'influenza e l'aspirina. Hai la febbre? Assolutamente minestra calda e poi a letto con coperta doppia. L'aspirina non ti risolve il problema. Però riduce il dolore. Certo se poi ti imbottisci di aspirina per andare a fare il tifo al campetto per tuo figlio come nella pubblicità allora te la sei cercata. Ma nessuno ti vieta di stare riguardato e prendere anche l'aspirina.

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    1. Scusa ma per me il reddito di cittadinanza è un'altra cosa:
      Domenico De Simone

      Un milione al mese a tutti: subito!
      Come e perché sarà introdotto il reddito di cittadinanza
      e tutti vivranno felici e contenti

      Malatempora

      (1999)
      https://domenicods.wordpress.com/i-miei-libri/un-milione-al-mese-a-tutti-subito/
      a questo link puoi scaricare il libro in pdf
      in breve quello del reddito di cittadinanza è visto non come un sussidio di disoccupazione ma come un diritto che garantisce la libertà dell'individuo.
      si tratterebbe di cambiare la costituzione, numerose leggi sul lavoro, la struttura stessa dello stato.
      Quello proposto dagli Ortotteri non è un reddito di cittadinanza ma un sussidio di disoccupazione. Nonostante questo ritengo più sostenibile economicamente il reddito di cittadinanza proposto da de Simone che quello che si definisce reddito di cittadinanza e che il prof ha criticato chiamandolo reddito della gleba.
      O perlomeno credo che sia più difficile trovare il punto debole nella proposta di de Simone non fosse altro per il fatto che non abbiamo esempi storici a riguardo. Invece del golden standard (un euro ante litteram)abbiamo i precedenti storici.
      Non mipiace quindi che si parli di reddito di cittadinanza quando invece si tratta di sussidi di disoccupazione.

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    2. Ma il reddito di cittadinanza non è il minijob? Ho capito male?

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    3. Mi permetto di suggerire un aspetto del reddito di cittadinanza che mi pare non venga mai trattato. A prescindere da tutti i pro ed i contro, p. es. sul suo effettivo rendimento, di ritorno per la comunità, di coperture eccetera. Il reddito di cittadinanza, che io istintivamente tendo ad apprezzare come idea, ha un'enorme downside (dai, fatemi gergare anche a me): crea sacche di auto-emarginazione enormi.

      Come? per prima cosa, il reddito di cittadinanza come viene universalmente compreso, forse sbagliando, è uno stipendio percepito a fondo perduto, come pura misura di sostegno sociale. In Germania si definisce come "entrata minima senza condizioni" (Bedingungsloser Grundeinkommen), ed è quindi molto esplicito.

      Questa "entrata" viene da tutti normalmente quasi sempre concepita limitatamente a particolari classi o stati più o meno temporanei (disoccupazione, indigenze varie, invalidità ecc.) e/o limitati a precise classi o gruppi della società. Non viene cioè intesa come una resa da dover "elargire" a tutti. Ecco, limitandola ad un gruppo, per forza di cose, direi per forza delle umane cose, si asseconda indirettamente la quiescenza di quel gruppo dal suo altrimenti fisiologico sforzo di re/inserirsi nel circuito sociale del lavoro, della competizione o del confronto nella società semplicemente.

      Certo alcuni suoi elementi, più o meno consistenti, tenteranno comunque una loro emancipazione, e indubbiamente un aiuto di base, come tale reddito, sarà anche utile e determinante, ma un nucleo forse ancora più consistente si isolerà passivamente, per svariati motivi, incapacità, mancanza di stimoli, competizione. E si consoliderà oltre i confini di una data propria generazione. Potrà avvenire in punti cospicui della società identificati geograficamente o per istruzione o per altre tradizioni e si consoliderà con quei connotati precisi. Avviene così la sua automatica emarginazione ed alienazione. Tentativi simili, a quanto ricordo di aver letto (se mi riesce ritrovo le referenze), in alcuni stati americani un esperimento simile fu fatto: il risultato fu l'accentuazione delle differenze di classe e delle emarginazioni connesse.

      Ma a pensarci bene, senza andare tanto lontano, cosa hanno fatto la Cassa del Mezzogiorno e tutti gli assistenzialismi connessi in decenni?

      Non credo che un reddito di cittadinanza finisca quindi per mantenere quello che promette, in maniera direi abbastanza perversa.

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    4. Molto più banalmente il reddito di cittadinanza è l'ennesima maniera di smantellare il welfare, nei diritti e nelle strutture, oltre che nel diritto del lavoro come fa osservare Celso. Sarà elargito al posto di pensioni, sanità e assistenza, perché no istruzione, per cui non verranno più stanziati fondi pubblici. Con quei soldi i singoli si pagheranno a fatica le prestazioni di ditte private, smantellando di fatto le strutture nazionali private di risorse economiche e di personale, QUINDI riuscendo a convogliare anche quel denaro verso il profitto privato di grandi aziende, se del caso dopo una minima manfrina di "libertà dell'iniziativa privata", che controlleranno sopravvivenza e cervelli: salute, formazione, assistenza, vecchiaia. Magari situate all'estero. Fine del servizio pubblico, fine dei diritti alla sanità e al resto. Il rdc va visto come l'ennesima dimostrazione dell'abilissima capacità comunicativa degli intellettuali al servizio del liberismo, funzionale agli interessi dei grandi investitori (una volta si sarebbe detto più chiaramente organici al grande capitale, oggi non va di moda, ma rimane abbastanza preciso). Costoro hanno saputo stravolgere gli slogan e pure le idee libertarie degli anni'70, a volte dalle radici più antiche ormai dimenticate, facendone meri strumenti di restaurazione dell'Ancien Régime propagandati per il suo contrario. Abilità suprema: vi stanno facendo credere di essere davanti alla realizzazione delle idee di un momento storico ormai defunto che in realtà i loro atti stanno contribuendo a seppellire, gagliardamente aiutati dalla vostra credulità. Tipico esempio lo Stato - socialdemocratico, ma questo non viene mai precisato - come peggiore dei mali ecc.
      Reazioni tipiche dei polli di sinistra: "Ma come non difenderemo mica lo Stato, adesso?" o "Ma come il rdc l'avevamo tanto chiesto, la libertà dal lavoro, l'alienazione... non possiamo mica dire che adesso non lo vogliamo". Polli di Renzi, polli fuori dalla storia. Peccato che noi ci restiamo dentro, anche per la vostra ingenuità.

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    5. P.S.: Del resto era il progetto di smantellamento dietro alla famosa direttiva Bolkenstein di privatizzazione dei servizi pubblici (2006). Fu approvata in parte svuotata dei suoi contenuti, ma l'euro si incaricò di "provocare crisi che ci avrebbero - con alcuni riuscendoci - spinto a fare la cosa giusta" (Prodi docet come qui ben si sa).

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    6. Mi secca ripetermi ma il reddito di cittadinanza è un'altra cosa: poi se volete chiamare reddito di cittadinanza o che venga chiamato reddito di cittadinanza dall'europa qualcos'altro va bene, ma va anche bene che il sottoscritto faccia le sue rimostranze a questo uso non corretto del termine.
      Il reddito di cittadinanza in senso proprio è un reddito che hai diritto di percepire in quanto cittadino: che tu lavori o no che tu sia ricco o povero. Poi visto che si chiama unione europea una cosa che è una comunità di stati indipendenti... Però rendiamoci conto che è proprio con questo uso dei nomi a dog cock (caxxo di cane per i diversamente europei)che ci fregano!

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  13. Il finanziamento monetario della spesa pubblica non è solo sensato ed auspicabile, ma dovrebbe essere dovere delle istituzioni, ed in particolare del governo, perché così c'è scritto nella costituzione repubblicana:

    L'articolo 47 della costituzione recita:
    “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito."

    Cito a tal proposito l'avvocato Marco Mori:
    [...]all’art. 47 Cost. che imponendo la tutela del risparmio eleva il deficit ad obbligo giuridico, posto che il risparmio è matematicamente possibile solo con una politica di deficit nel lungo periodo. Se lo Stato recupera a tassazione tutta la moneta immessa con la spesa pubblica non serve il pallottoliere per comprendere che il risparmio diventa matematicamente impossibile.[...]

    Tratto da:
    http://www.studiolegalemarcomori.it/la-denuncia-contro-le-piu-alte-carico-dello-stato-per-la-cessione-della-nostra-sovranita-scaricatela-e-depositatela-versione-aggiornata-al-maggio-2015/

    Si tratta della denuncia contro le autorità dello Stato da parte dell'avvocato Marco Mori.

    In questa denuncia , che consiglio di leggere perché è veramente interessante e ben articolata, viene dimostrato il carattere eversivo delle politiche europee di austerità e dell'introduzione del pareggio di bilancio in costituzione.



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  14. Ultimamente mi ero un po' calmato, sai com'è, il natale i regali...
    Ma questo post mi fa venire voglia di...
    Lei ha ragione a dire che una guerra mondiale sarà inevitabile, ma avrei un rimpianto: nelle guerre mondiali di solito non periscono classi politiche ignoranti e senza palle, media venduti, intellettuali corrotti, ecc....
    Ma invece ne uscirebbero più forti di prima!
    Ci vorrebbe qualcosa che non posso scrivere.
    Buon Natale a tutti

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    1. Coi Bulava, gli R36 e gli Yars puntati sulle maggiori città, secondo me ci rimetterebbero anche loro...

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    2. @Velo
      Le atomiche non sono indicate per un lustrale bagno di sangue. Cauterizzano invece di lavare, nessuno le userebbe di proposito per l'edificante sterminio di qualche milionata di poveracci.

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    3. Sono ormai giunto alla mesta e paradossale conclusione che l'assunto dei futuristi in merito alla guerra sia stato vero, ma vada letto all'incontrario: ovvero che l' "igiene del mondo" tenda a sottrarre la parte sana lasciando la malata. L'affermazione per cui i soldati possono anche combattere per il proprio paese, ma muoiono sempre e solo per i loro compagni, oltre a essere intrinsecamente "antimilitarista" (nel senso più nobile del termine) c'informa e ci conferma che esista maggior solidarietà al fronte rispetto alla retrovia (da intendersi entrambe nell'accezione più ampia possibile): e chi è fattivamente solidale si espone inevitabilmente.

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    4. Gli usa sono molto piú forti nel convenzionale. Se tirano troppo la corda, non lasciano altra scelta

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  15. Ho appena realizzato che dovrò dare l'esame di politica economica con questo testo: Blanchard-Amerighi-Giavazzi “Macroeconomia. Una prospettiva europea” Mulino 2011........ancora non l'ho acquistato ma il titolo e gli autori non promettono bene! Dice che se chiedo al docente di studiare da quello di Acocella rischio la lapidazione? Grazie mille prof per l'enorme contributo.

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    1. Ma che significa "una prospettiva europea?". La macroeconomia dovrebbe essere la stessa ovunque. Attendiamo i testi di "anatomia. Una prospettiva europea", o di "analisi matematica secondo una prospettiva europea".
      Comunque studialo con coscienza critica, anche se penso che nei libri scrivano cose diverse che sui media...

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    2. Come professore universitario (precario), ti do lo stesso consiglio che do ai miei studenti il primo giorno di lezione (uno dei corsi che tengo è Matematica al I anno).

      Non ti fermare mai a quello che dice il tuo professore. Mettici sempre del tuo, altrimenti la laurea rimane un pezzo di carta. Studia sul libro che ti ha consigliato per superare l'esame, ma, se sei interessato, devi studiare anche su altri, più di uno. E non devi fermarti al programma, devi andare oltre da solo. Ti aiuterà ad avere una visione più completa della materia.

      Considera anche che se non farai ricerca, il tempo per lo studio in futuro diventerà sempre meno, e ti dovrai basare solo su quello che hai studiato in questo periodo della tua vita. Più ci dai dentro ora e meglio è per te, non c'è bisogno di chiedere al docente.

      In bocca al lupo per i tuoi studi!

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    3. "Calcolo infinitesimale. Una prospettiva europea".

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    4. @dargen Il mio professore di dottorato di Linguistica mi diceva sempre: "Si ricordi, dott. ***! I manuali sono come la carta igienica: una volta usati, vanno buttati". Ci sentiamo ancora e lo ringrazio sempre per quel consiglio - e a lui fa ogni volta piacere.

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    5. Comunque è impressionante quanto sia sfacciata la propaganda!

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  16. Con il 5xmille di mia madre, di mia nonna e de mi zia. Oltre al mio dovremmo essere apposto! Mio padre, purtroppo, è disocupato/esodato, ma a quello ce penzo io. Adesso dopo questo "Ritorno al futuro, risalto al goofinomics marzo (il mese) 2012.

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  17. "(in quanto svincolando i politici dai mercati sarebbe scaturigine certa di coruzzzzzzzzzione - perché il privato, si sa, moralizza, come il caso VW dimostra...)"

    Anche voler affidare la produzione di beni e servizi al privato (che ha un solo risultato utile : il profitto) azzerando il pubblico (che ha DUE risultati utili) è pura follia di cui prima o poi si paga la fia.

    ps passatemi la licenza sulla rima...

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  18. Salve a tutti,
    ho visto questa notizia del Telegraph che riguarda l'Italia, ma che in Italia non ha trovato nessuna risonanza sui media. Qualcuno che ne sa di più, sa spiegarmi di cosa si tratta effettivamente in questi negoziati?

    http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/eureferendum/12050253/Italy-publicly-backs-David-Camerons-vision-for-two-speed-Europe-in-new-boost-for-PM.html

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    1. Credo che il titolo de "Il Foglio" sia sufficientemente esplicativo:

      Http://www.ilfoglio.it/esteri/2015/12/15/il-patto-anglo-italiano-contro-la-brexit___1-v-136072-rubriche_c406.htm

      L'articolo del "Tekegraph" e' qui:

      http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/eureferendum/12050576/Britain-and-Italy-stand-together-on-EU-reform.html

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    2. Grazie. Un'iniziativa "appellista", come direbbe il professore, anzi "appellista-ttipista"...la combo! Onestamente dall'articolo che avevo trovato io non mi era chiaro il punto dell'asse Londra-Roma (noi italiani che gli "assi" non sono vincenti proprio non lo vogliamo imparare dalla storia)...l'altro che mi hai linkato dal telegraph è molto più chiaro.
      Ed è anche chiaro che siamo "grandi" negoziatori. Negoziamo che noi continuiamo a rimanere impiccati alla costruzione europea lanciando ogni tanto pro forma appelli inutili. Mentre la Gran Bretagna continua a fare come gli pare..sennò Brexit.
      Evvai. Come direbbe Renzo Mattei: altra grande vittoria del governo!

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    3. Ma il passaggio ancora più forte è, a mio modesto avviso, il seguente, ripreso dall'articolista de Il Messaggero on line: "'Il governo italiano ritiene che gli stati membri dell’Eurozona abbiano diritto di procedere ad una maggior integrazione' scrivono i due ministri, e 'questo percorso può essere seguito in un modo che riconosca il fatto che ci sia piú di una valuta in uso in Europa'". Quindi, anche per Gentiloni, va bene "più di una valuta in Europa".

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  19. Ma porcaccia la miseria, io non sono laureato in economia quindi non ho dovuto studiare questo libro, ma tutti quelli che sono laureati in economia, che hanno fatto l'esame, e magari hanno studiato questo libro, dove sono? Dovrebbero scendere in piazza ogni volta che in TV si dicono delle minchiate (quindi praticamene ogni giorno). Quando gli dici che dovremmo stampare moneta e ti rispondono 'ma dopo si genera inflazione?', ma dove l'hanno dato l'esame? Passi per mia madre che ha la quinta elementare, ma cazzarola un laureato in economia.
    Mi vien voglia di comprare il libro prima per mostrarlo ogni volta che viene detta una minchiata, poi darlo in testa.
    Ora ho capito (meglio tardi che mai) il dramma in cui si trova il prof.

    PS. Ovviamente ho generalizzato con la categoria 'lauerati in economia'.

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    1. Molti laureati in economia (credo la stragrande maggioranza, me compreso) hanno fatto il corso di aziendale e quindi sanno molto poco di macroeconomia. Questa però non è una scusa perché tutti abbiamo passato economia politica (che con il vecchio ordinamento era un esame fondamentale del primo anno, ora non so). Poi, chi ha fatto ragioneria (sempre come il sottoscritto) economia la studia dal terzo anno delle superiori.

      Potrei dire che è colpa della scuola che lo stato ha distrutto negandogli i finanziamenti, come ci ha illustrato il Prof. ma la verità è che non sono mai stato uno studente veramente interessato a quello che i miei insegnanti mi dicevano. Sto cercando di rimediare ora, almeno per quanto riguarda l'economia.

      Secondo me, se ci sta la generalizzazione verso i giornalisti (io sono il primo a farla), va benissimo anche quella verso i laureati in economia. Dopotutto, ce lo meritiamo.

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    2. Ma la tendenza è insita in molte specializzazioni e branche del sapere, il che suggerisce la necessità di rivedere profondamente il senso dell'ultimo verbo-sostantivo. Sostanzialmente infatti, se il sapere suggerisce cosa potere o non poter fare, assistiamo spesso all'inversione del rapporto in cui sia l'utilitarismo estremo a decidere cosa fare attraverso il sapere. E che il sapere sia divenuto ancella dell'agire la dice lunga su quanta poca testa circoli in giro, e quanto poco sapere effettivo esso sia, senza doversi nemmen leggere e intendere tutta la Bhagavad Gita.

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    3. No, mi dispiace, non mi pare la si possa buttare in generale. Lebbasi in altri settori non sono compromesse. La Gravità di Newton non è mai messa pubblicamente in discussione, i fisici non lo tollererebbero, l'algebra di base non è messa in discussione, i matematici non lo tollererebbero.
      C'è un problema grave, come già delineato varie volte su questo blog, e non mi pare sia sapere cosa sia il sapere, ma cosa sia essere intellettualmente onesti.
      E siccome i vari prodi professori hanno contribuito alla catastrofe, anche sulla nostra pelle, come minimo mi associo al porcaccia la miseria, non sono un economista ma.

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    4. Nessuno la butta o vuole buttare in generale, ché sarebbe davvero il massimo dell’approssimazione. Così come esistono i fisici intellettualmente onesti, esistono gli economisti intellettualmente onesti, altrimenti non staremmo a leggere questo blog. Tuttavia, laddove entrambi non lo siano, non si preoccupano tanto di porre in discussione le basi, ma di aggirarle sì, o di considerarle non pertinenti al campo d'applicazione in questione. Al tempo in cui lavoravo in università si pose il problema dell’atrazina in falda; com’è noto, fu risolto innalzandone i limiti di tolleranza (un dì mi venne detto, presso un’azienda agricola, di aver appena bevuto da una fonte inquinata; siccome sono ancora qui, avrei potuto testimoniare circa la bontà del decreto che innalzò i limiti fisiologici). Diventa dialettica verbale modello Juncker; e in nome del sapere, vero o presunto. Gli onesti insorgono, i disonesti minimizzano per interesse. Fotografo una tendenza a crescere dei secondi (senza potermi permettere attendibili censimenti per singolo settore d’attività). Forse sono stordito io nel non aver colto gli euristi a dire che il battere moneta sia di per sé totalmente errato (presenterò le scuse necessarie, se risultato mancante), quanto piuttosto che sia stato superato dalla condizione europea, il che è ancor più preoccupante (perché se l’esperimento tentato al di fuori delle basi fallisce, peraltro essendo stato già predetto, stai due volte nel guano, ma non ci vuoi cascare). Del resto pure il mettere fuori gioco la gravità di Newton affermando che gli oggetti cadano verso l’alto (1) è assai poco agevole; meglio elaborare una teoria che riesca a bypassarne la necessaria considerazione, sempre che se ne abbia poi un utile cospicuo (peraltro la fisica è meno suscettibile di avvicendamenti rispetto alle cose umane).

      (1) Dal Politecnico di Milano si sparse la leggenda di quel professore che, all’esaminando a cui risultava una forza di gravità invertita, lanciò il libretto fuori dalla finestra dicendo: “Vada dunque a raccoglierlo al piano di sopra”.

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    5. A Roma invece il prof. Bordoni di meccanica razionale, lanciava un mazzo di chiavi in anto e chiedeva che tipo di moto è questo? Per non essere da meno, Benvenuti suo alter ego, chiedeva (e lo chiese anche a me) se il corpo umano possa assimilarsi a un punto materiale coincidente con l'ombelico e la forza peso ad esso applicata. Bei tempi

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    6. Se uno non è laureato in economia (per esempio, io) basta che ricorra alla diligenza del buon padre di famiglia caro al Codice Civile, e si chieda: "Affido l'intero patrimonio mio e della mia famiglia a persone che non conosco e non mi conoscono, che abitano a centinaia di chilometri di distanza, che non ho modo di controllare direttamente o indirettamente. Unica garanzia: la loro affermazione, non suffragata da prove, di saperla più lunga di me su quel che mi conviene. Può andare a finire bene?"

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    7. Quello che volevo dire è che se mi spiegano che 1+1=2 e poi un politico mi dice 1+1=3 mi dovrei porre alcune domande. 12-13 anni fa studiai per l'esame di micro-macroeconomia (5 crediti, niente di particolarmente approfondito). Ricordo che mi dissero e capii che l'inflazione era legata alla crescita (mi scuso per la semplificazione). Nello stesso periodo in tv i politici dicevano che bisognava combattere l'inflazione. Io ricordo di essermi posto una domanda: "ma perchè?".
      Poi ovviamente non succede solo con la macroeconomia, succede anche in altri campi medicina (ricordate tutti gli allarmi per le varie influenze?), ingegneria, fisica, ecologia... Nei media vengono veicolati messaggi per fini politico-economici ammantati di una senso di apparente scientificità che ne danno autorevolezza. Mi aspetterei che chi per motivi personali è competente in materia si opponesse, anche semplicemente a tavola in una discussione, invece di cadere trappola di simili menzogne.

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    8. Se sostituisci a "crescita" "eccesso di domanda aggregata" è perfetto. Oggi potremmo crescere con poca inflazione perché c'è tanta offerta inutilizzata.

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  20. Buongiorno a tutti. Grazie al Prof. per la solita interessante lezione di economia. Mi sembra di ricordare che, al contrario di quanto scritto nel manuale sopra citato, che gli economisti monetaristi fossero arrivati a sostenere che il costo di emettere moneta (in termini di inflazione, o di svalutazione?) fosse uguale a quello dell'emissione dei titoli del debito pubblico (in termini d'interesse). Per farlo, se non mi ricordo male, utilizzavano un'equazione che, ça va sans dire, io a scuola non avevo capito (anche perché avevo in ogni caso meno voglia di studiare di quanta ne ho adesso).

    Dopo qualche anno di questo blog, e l'esperienza che stiamo vivendo sulle nostre spalle, lo so che la teoria quantitativa della moneta è "lievemente imprecisa". Tuttavia se qualcuno, o magari il Prof., potesse rinfrescarmi la memoria, gliene sarei grato. Almeno potrei distruggere, anche dal punto di vista scientifico, qualche opinionista pro euro de passaggio.

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  21. Non ricordo se hai già scritto qualcosa al riguardo, forse LBC Sì, e ben mi guardo dal chiederti di farlo, ma va riaffermato il fondamento alla base del post: LO STATO NON È UNA FAMIGLIA! Quindi non solo può ma addirittura deve spendere in beni e servizi più di quanto incassa da imposte e tasse. D'altro canto per la goofynomics quando nasce un bambino ha crediti pari al debito pubblico pro capite.

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  22. Questo post mi suscita un ricordo, la canzone "il mio nemico" di daniele Silvestri:
    "il mio nemico non ha divisa
    ama le armi ma non le usa
    nella fondina tiene le carte visa
    e quando uccide non chiede scusa[...]
    il mio nemico non ha nome
    non ha nemmeno religione
    lui ama la famiglia
    e per questo piglia più di ciò che da
    e non sbaglierà
    ma se sbaglia un altro pagherà
    e il potere non lo logora [...]
    se nessun dubbio ti assale
    perché la sola ragione che ti interessa avere
    è una ragione sociale
    soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare
    non farla nel mio nome[...]"
    E l'uso disinvolto delle parole per plasmare la nuova morale nei regimi dittatoriali liberisti (???) mi ricorda la neolingua di 1984 di Orwell. L'uso della lingua per limitare il pensiero...

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  23. Professore è già rivoluzionario,come Lei ha potuto ravvisare nella sua esperienza divulgativa,se si dice che la moneta causa i prezzi solo quando il PIL effettivo è uguale a quello potenziale(assumendo che la moneta finanzi la domanda),se si dovesse parlare di Kaldor si rischierebbe il rogo.

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  24. Ho letto l'articolo e la proposta principale ( tralasciando la fantasiosa ipotesi che la BCE faccia bonifici sui c/c dei cittadini), è quella che la BCE acquisti titoli perpetui della BEI, che con quei soldi dovrebbe finanziare investimenti pubblici.
    Ma questi investimenti, per permettere la correzione degli squilibri in atto, dovrebbero essere effettuati prevalentemente nei paesi core, con il fine di alzare l'inflazione solo in quei paesi.
    Lo scopo dovrebbe essere, qualora tale meccanismo funzionasse, quello di ridurre la competitività di prezzo dei paesi core.

    Ammesso che questo marchingegno funzioni, avrebbe comunque l'effetto di dare aiuto a paesi che hanno già estratto il massimo beneficio dall’appartenenza all’euro, per via della loro maggiore competitività dovuta al basso REER.

    Qualora gli investimenti vengano fatti pro quota in tutti i paesi, l’effetto sarebbe uniforme e quindi non risolverebbero gli squilibri nell’eurozona. Probabilmente si alzerà l’inflazione e l’euro si svaluterà, cosa che è già avvenuta con il QE ( la svalutazione non l’inflazione).

    Qui si è detto e ridetto che la soluzione è uscire dall'euro, per riguadagnare competitività ed avere una banca centrale non indipendente, in maniera da avere a disposizione tutte le leve, monetarie e fiscali, per agire sul quadro macroeconomico.

    Al momento, avendo rinunciato al governo della moneta, non abbiamo a disposizione neanche la leva fiscale.

    Tabellini non è neanche sfiorato da una simile idea.
    E quindi a che pro citarlo?

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  25. Fatto! E di nuovo grazie per la preziosa divulgazione.

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  26. Caro professore buona sera,
    certi economisti impegnati nel Financial Sector, he Lei conosce bene, stanno riscoprendo Mundell....

    http://cib.natixis.com/flushdoc.aspx?id=88612

    Forse sarebbe il caso di mandare al buon Artus un suo libro come strenna natalizia. Mi sa che lo farò!

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  27. Ma, che sia scritto nei libri di economia, non vuol dire che la stampa di moneta sia mai stata un'opzione praticabile. E infatti non lo è (quasi) mai stato. Un tempo si studiava pure Marx, o Schumpeter (quello bono), figuriamoci; e comunque sempre male e sempre come fosse poesia. Gesell mai, neanche a parlarne; magari solo la versione storpiata da Lord Keynes, lo speculatore di borsa che non ne prendeva una, se non copiava. Poi fece poesia anche lui a Bretton Woods, ma era scena e lui da delegato del governo di sua maestà lo sapeva benissimo. Ma vanesio, ci teneva ad apparir giusto, alle posterità. Adesso queste cose non si studiano neanche più come poesia, e le pagine qui scannerizzate le fanno saltare a piè pari o al limite recitar in concisa prosa, tanto per...
    La verità è che le manovre dei banchieri centrali, quelle raffinate di cui pochi economisti sanno, o capiscono le implicazioni politiche e storiche, nelle università e nei testi di economia semplicemente non ci sono, quindi non si studiano. Non si studia Schacht, né Montagu Norman, non si studia Burns, non si studiano i report della Banca d'Italia, le loro raffinatezze, né quelli della Bis, o i Survey of Current Businnes della Bea; ancor meno si studia la storia monetaria bancaria nel suo concreto dispiegarsi, quella degli yankees di Boston, l'Haute Finance evocata da Polanyi, o raccontata da Alexander del Mar. Piuttosto si fa modellistica su commissione (bancaria quasi sempre), si fanno mappe di una realtà incontenibile, se non da decisioni di chi gestisce le vere leve, quello politico-monetarie-militari-lobbistiche che plasmano e decidono senza alcun ritegno.
    E allora non si comprende la realtà, se si studia l'economia in quel modo, questa è l'amara verità che si capisce dopo aver fatto quel percorso, e poi rifatto alla rovescia; ma solo se si tengono occhi ed orecchie aperte.
    E in ogni caso, certe cose(la stampa di moneta da parte del tesoro come soluzione) on line vengono dette - magari all'amatriciana e senza offesa per la ridente Amatrice - da anni, da dilettanti e molto meglio di sedicenti esperti del nulla, noiosi quanto il mondo a due dimensioni delle loro matrici.
    E tutto questo petulante rivendicare primigenie, avanguardismo, è quanto meno inadeguato e infine semplicemente non corrispondente al vero: come sempre, alla fine, la realtà s'incaricherà di dare a chi spetta cosa.

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    1. Ma caro ultimo arrivato, qui di Gesell e del Mar abbiamo parlato. Tu dov'eri? Nell'ombra aspettando di fare la figura del fesso? Bè, sei un uomo di successo! Intanto, in generale questo blog non rivendica avanguardismi (al contrario, ci siamo distanziati fin dall'inizio dai gegni della spaghetti-MMT, e da molti altri), né promogeniture (siamo partiti dallo snocciolare la lista di quelli che ci hanno preceduto). Questo post, poi, va proprio in direzione contraria: mostra come il finanziamento monetario tutto sia tranne che avanguardistico. Ma tu dovevi fare il fico, e quindi, violando netiquette e buon senso, sei intervenuto senza aver letto bene su un blog che non conosci per nulla. Prendo screenshot per quando saremo tornati alla normalità...

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    2. Ah, ho parlato con un editor della CUP: aspettano il tuo manoscritto. Sulla "raffinatezza" dei banchieri centrali basterebbero i risultati di Draghi, deriso perfino dal FT, senza nemmeno leggersi Galbraith padre. Per favore: collocatevi. È un mondo difficile...

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    3. Quanto a raffinatezze della BI, ne abbiamo parlato qui, a proposito dei report periodici sulle previsioni, in patticolare del pil(ce ne fosse uno azzeccato dal 2010, da quando li seguo, e quelli sulla ricchezza delle famiglie, tutti fasulli da dopo la crisi del 2008. Non è più un Istituto credibile da almeno 3 o 4 anni.

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  28. La libertà non è mai gratis, il prof ha ragione...non mi rassegno però, né razionalmente, né emotivamente a pagare un prezzo tanto alto di violenza e miseria come quella che ci si prospetta. La cosa più importante da fare ora è sostenere asimmetrie. Grazie a tutti x la compagnia

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  29. Noto negli ultimi post un aumento esponenziale di commenti di scienziati dell'economia. Lo faranno gratis?

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    1. No, perché ora li remunero. Stay tuned.

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    2. Alberto, prima sarebbe opportuno numerarli e poi remunerarli.
      Qualcuno potrebbe rifare la coda per arraffare due volte la ricompensa.
      (o sono troppo perfido?)

      Marco Sclarandis

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  30. Per quelli che..."l'inflazzzzzione": "La Repubblica di Weimar cadde soprattutto perché la Grande Crisi rese impossibile mantenere il tacito patto tra lo stato, gli imprenditori e le organizzazioni operaie, che aveva tenuto a galla il regime; gli industriali e il governo capirono che non avevano altra scelta che di imporre tagli economici e sociali e la disoccupazione di massa fece il resto; nel 1932 i nazionalsocialisti e i comunisti totalizzarono la maggioranza assoluta dei voti e i partiti impegnati a sostenere la repubblica furono ridotti a poco più di un terzo" (cfr. Hobsbawm EJ. Il secolo breve. RCS-BUR, ed it. VI ristampa, 2002; 4: 166-167). Ed ancora: "A chi come me è vissuto durante quegli anni resta quasi impossibile capire come le dottrine rigidamente liberiste, allora ovviamente in discredito, possano essere tornate in voga in un periodo di depressione quale quello degli ultimi anni '80 e degli anni '90, nel quale, di nuovo, esse hanno dimostrato la loro inadeguatezza teorica e pratica; tuttavia questo strano fenomeno dovrebbe farci venire alla mente un grande aspetto della storia che esso esemplifica: la incredibile brevità della memoria sia dei teorici sia degli operatori dell'economia; esso offre anche una chiara dimostrazione di come la società abbia bisogno degli storici, i quali assolvono il compito professionale di ricordare ai loro concittadini ciò che questi desiderano dimenticare" (cfr. Hobsbawm EJ. Il secolo breve. RCS-BUR, ed. it. VI ristampa, 2002; 3: 127128).

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    1. @giuseppe vertugno

      Per questo la stanno massacrando, gli storici stessi di professione

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  31. Premessa dovuta: anche da parte mia, per quello che posso (l'equivalente di qualche caffè in meno al mese) un tangibile grazie al prof. Bagnai.

    Il mio dubbio riguarda il cosa si possa effettivamente fare per cambiare la situazione e soprattutto se la situazione possa veramente essere cambiata.
    Il fatto che una minoranza dei cittadini abbia capito rappresenta un cambiamento epocale, sicuramente, oltre che il raggiungimento di un livello di consapevolezza personale che già vale il prezzo del biglietto ...
    Ma di quanto si sono ristretti gli spazi di libertà e le possibilità di azione negli ultimi decenni? Cosa possiamo fare, veramente?

    Elenco, senza alcuna pretesa di completezza, 3 modi in cui, come in una manovra a tenaglia, il Potere ci sta chiudendo in una gabbia da cui combattere la 'guerra' di cui parla il prof. Bagnai sarà assai arduo:

    1) La morte della politica, unico potere democratico.
    L'Unione Europea, certo, e più in generale lo spostamento dei poteri decisionali sul livello internazionale hanno avuto un ruolo importante, ma la politica è stata erosa anche 'dal basso', dal lato della gestione ordinaria. Con la scusa dell’efficacia-efficienza-economicità della pubblica amministrazione, a partire degli anni ‘90 (Legge 241/1990, Legge 142/1990, Leggi Bassanini varie…) si è attuata una sempre più netta separazione tra politica e amministrazione. A parole alla politica sarebbe spettato dettare gli indirizzi, alla burocrazia eseguirli.
    Sappiamo tutti come è finita: sono scomparsi sia la classe politica che la P.A.. I politici sono diventati incompetenti e impotenti, popolari soltanto finché conviene al Potere. Gli impiegati pubblici anch’essi impreparati, intimoriti, privi di una visione d’insieme delle realtà che dovrebbero amministrare, convinti di essere privi di poteri effettivi (qualcuno sa che fine ha fatto la discrezionalità amministrativa che sui manuali di diritto amministrativo occupa interi capitoli?).
    Come risultato, siamo senza difese, macinati da una burocrazia senza faccia, e non possiamo parlare con nessuno, nessun politico o funzionario può fare qualcosa.

    2) La tecnologia realizza i sogni del Potere.
    La totalità, o quasi, degli scambi avviene tramite moneta, e la totalità, o quasi, della moneta è informatica / dematerializzata. Ogni acquisto è tracciato.
    In più, sono o saranno online e dunque “incrociabili” dal Potere non solo gli acquisti, ma ovviamente anche tutto il resto, dalle cartelle cliniche alle dichiarazioni dei redditi, dalle telefonate alle opinioni espresse in rete …
    Ma significa anche che in un futuro prossimo ogni persona poco gradita potrà essere azzerata semplicemente impedendogli di usare i suoi soldi, e per quella persona sarà la morte civile e per fame, perché non esisterà più denaro cartaceo ‘anonimo’ da procurarsi per la propria sussistenza.
    Il potere aprirà e chiuderà, quando vorrà, il rubinetto dell’ossigeno. Per ammazzarci basterà un provvedimento di sequestro cautelare di due righe (si sa, più è grave il reato, minori sono le tutele…).

    3) La cancellazione dei diritti di garanzia.
    Qualche giurista ha riflettuto su quello che è accaduto al codice e al diritto penale (della procedura ne parliamo la prossima volta…) negli ultimi 30 anni? Reati di opinione a gò gò (istigazione a “…” riempite i puntini a gradimento con i reati di opinione introdotti nell’ordinamento, dalla Legge Mancino in poi), un’infinità di reati così mostruosi e così indeterminati (la famosa tassatività del reato…) che ciascuno di noi può, in base a provvedimenti perfettamente conformi alla Legge, diventare un mafioso tramite concorso esterno, un pedofilo informatico, un evasore fiscale, naturalmente in concorso con i suoi degni sodali, che nel neo linguaggio si chiama ‘associazione a delinquere’.

    In definitiva, quanti di noi si ribelleranno e quanti invece chiederanno scusa, pietà e protezione ai nuovi vassalli?

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  32. Buonasera! Non scrivo mai, nonostante legga spesso il blog, perchè non ho competenze in materia economica quindi preferisco tacere e provare a imparare qualcosa. Tuttavia, visto che (forse) stavolta ho capito qualcosa, volevo porre un paio di domande. Forse banali, sicuramente dilettantesche, ma alle quali spero qualcuno degli utenti possa rispondere (il Prof ha sicuramente di meglio da fare):
    1. Cosa si intende per "strozzature settoriali"?
    2. Cosa rappresentano le curve IS e LM?
    3. La "tassa da inflazione" è svantaggiosa per la collettività? Se si, in che misura?
    Grazie in anticipo
    Roberto Orrù

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