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martedì 20 ottobre 2015

"La Spagna sta bene"

(...io sto meglio. Meglio della Spagna, e meglio di prima. Ma ci vuole veramente poco. Ho imparato che le vacanze servono, e anche lì, dopo tre anni, era facile prevedere una elevata produttività marginale. Ho imparato che non posso lavorare ogni sera fino all'una, quindi mi spiace per chi si è drogato di blog: cambiate pusher - anche perché i più "a ròta" sono, come da copione, i meno consapevoli, e hanno bisogno di questo blog soprattutto come luogo per leccarsi le ferite quando soccombono meritatamente negli scontri col piddino di turno. Ho imparato che il Signore manda avvertimenti: ha avuto la bontà di ricordarmi che ho dei parametri sballati, scegliendo, per delicatezza, quello meno letale, cosa della quale gli sono immensamente grato. Ora, quando incontro micuggino, parliamo delle nostre esperienze coi medici, e c'è da farsi delle gran risate: nella professione medica il piddinismo è almeno tanto diffuso quanto in quella insegnante - per non parlare dei miei amici di sempre, gli ingengngnieri! Ma i medici hanno sugli economisti il vantaggio del corpo a corpo... Comunque, grazie a roberto b anche i diversamente europei possono godersi il post di Agenor...)



In Spagna più nessuno si azzarda a utilizzare in modo esplicito lo slogan con cui José María Aznar pretendeva di mettere a tacere qualsivoglia voce critica sul suo governo, proclamando che "la Spagna sta bene", punto. Nonostante ciò, è questo il messaggio che esplicitamente si cerca di vendere in questi mesi che s'avvicinano alla campagna elettorale per le elezioni politiche di novembre. Il dibattito sull'economia sta diventando più animato, ma non più informato. La Spagna è il paese nel quale si parla di meno del problema fondamentale dell'economia europea: l'unione monetaria, la sua instabilità, l'inefficienza e la difficile sostenibilità.

Sette anni dopo la sua caduta in recessione, il paese non ha ancora recuperato il livello del PIL che aveva nel 2008. Nella sua storia non ha mai vissuto una recessione così lunga. Il paese che più ha sofferto gli eccessi e i difetti di questo sistema monetario è anche quello che sembra meno disposto a metterlo in discussione. Basterebbe domandarsi perché la Spagna ha sofferto, e ancora sta soffrendo, una perdita di ricchezza, di occupazione e di diritti maggiore di quella degli altri paesi

Dal momento in cui è stata decisa la moneta unica, eliminando il "rischio di cambio", i flussi di capitale all'interno dell'unione monetaria sono schizzati in alto, crescendo del 500% in 6 anni. La maggior parte di questi flussi erano diretti in Spagna, Sarebbe molto bello pensare che lo facevano perché questo è un paese meraviglioso sotto molti aspetti e offriva le migliori opportunità di investimento. Disgraziatamente però la "scienza triste" ci spiega che che tutto ciò era dovuto ai differenziali di inflazione, i quali facevano in modo che lo stesso tasso di interesse nominale fissato dalla BCE, si traducesse in minor tasso di interesse reale nei paesi ad alta inflazione, come la Spagna, e maggiore in quelli a inflazione più bassa, come la Germania. Questo ha prodotto un circolo vizioso di più capitali, più domanda, più inflazione, minor tasso di interesse reale, che a sua volta attirava più capitali, ecc.

E tutto ciò andava avanti di fronte all'indifferenza o, peggio ancora, alla compiacenza dei regolatori nazionali, ma soprattutto europei. I primi pontificavano che "la Spagna va bene", i secondi che ciò era la prova che l'integrazione economica europea funzionava. Nessuno si preoccupava del fatto che squilibri così enormi nella bilancia dei pagamenti delle economie avrebbero potuto esplodere mandandole in rovina.

Quando il panico ha pervaso i mercati finanziari, dopo il fallimento della Lehman, il giocattolo europeo s'è rotto e paesi come la Spagna si sono trovati di colpo con deficit di conti correnti senza precedenti. Tutti i capitali che erano entrati in forma così massiccia per sostenere quel deficit hanno smesso di farlo. Questo è il momento tipico in cui avvengono le crisi della bilancia dei pagamenti: il paese che ha accumulato un deficit commerciale perde la fonte esterna che lo sosteneva e ha urgente bisogno di recuperare competitività e assorbire il deficit. Invece il paese che ha accumulato un surplus di conto corrente non ha alcuna urgenza di assorbirlo in modo altrettanto rapido. In questi casi la ricetta standard, quasi sempre applicata dal FMI, prevede tagli fiscali per moderare la domanda interna e svalutazione monetaria per recuperare la competitività con l'estero. Il problema della Spagna è che, senza uscire dall'unione monetaria, non ha potuto disporre della seconda misura.

Come si può dunque recuparare rapidamente competitività relativa, persa in un decennio di differenziali di inflazione, senza poter disporre dello strumento standard del tasso di cambio? Ovviamente con la deflazione salariale. Quantunque si travesta da inevitabilità tecnica, questa è una decisione politica. In un primo momento, milioni di lavoratori vengono espulsi dai settori prima sostenuti da quei capitali che adesso sono spariti. Il che di per sé aumenta la pressione su coloro che lavorano accettando un salario più basso. E se ciò non basta, si introducono dure riforme della legislazione sul lavoro al fine di abbassare ulteriormente il costo del lavoro e ridurre la protezione giuridica dei lavoratori. I milioni di disoccupati che desiderano il tuo posto ti convinceranno ad accettare di venir pagato di meno per lavorare di più e con meno diritti.

In teoria la spesa pubblica per la sicurezza sociale potrebbe giocare un ruolo di compensazione, ma così non è stato. Si parla molto di "austerità", ma non è proprio corretto dire che in questi anni i governi spagnoli abbiano praticato l'"austerità", intesa nel senso del taglio alla spesa pubblica e della riduzione del deficit. Piuttosto, è avvenuto l'opposto. All'inizio della crisi, la Spagna partiva da un livello di debito pubblico tra i più bassi di tutto il mondo: 35% del PIL nel 2007. Da allora ha avuto un deficit medio annuale dell'8% del PIL, livello praticamente unico in tutta Europa, ben superiore al limite del 3% e a qualsivoglia criterio che possa definire una politica di consolidamento budgetario.
La Spagna ha triplicato il suo livello di debito pubblico, però questo non ha aiutato a diminuire la disoccupazione, semmai è avvenuto il contrario: nello stesso periodo in cui il debito pubblico triplicava, anche il tasso di disoccupazione triplicava. A fronte d'uno stimolo fiscale medio dell'8% nel corso degli ultimi 8 anni, una crescita media negativa (vale a dire la recessione) è veramente rabbrividente. Il fatto che quest'anno l'economia torni a crescere, a fronte di uno stimolo fiscale di quelle proporzioni, non è sufficiente per considerarsi fuori della crisi. Se si guarda la situazione con un minimo di freddezza, si vede la storia d'un fallimento macroeconomico.

Dal punto di vista dell'aggiustamento macroeconomico, in Spagna sono successe fondamentalmente due cose. Primo, il debito pubblivo ha sostituito l'enorme debito privato degli anni precedenti la crisi. Questa enorme quantità di spesa pubblica non è stata diretta verso l'economia reale, bensì a tappare i buchi delle banche private.



Figura 1: Indebitamento pubblico e privato, annuale in % del PIL.




Ma attenzione. non delle banche spagnole che agivano da semplici intemediari, semmai delle banche di altri paesi della zona euro, la cui esposizione verso la Spagna e verso la sua bolla  immobiliare ha raggiunto livelli senza precedenti nella storia europea. All'inizio del 2008, l'esposizione delle banche di altri paesi della zona euro verso le banche spagnole, ossia i capitali privati che entravano nel paese, era uguale alla metà del PIL della Spagna, La metà di questi capitali, corrispondenti alla quarta parte dell'intero PIL spagnolo, proveniva da banche tedesche. Il che significa che la bolla immobiliare spagnola è stato il piatto ricco in cui tutte le banche della zona euro, e in particolare di altri paesi, mangiavano.

Una volta scoppiata la crisi, queste banche, soprattutto quelle tedesche, sono state di fatto salvate con denaro pubblico spagnolo, che è servito a tappare i loor buchi passando attraverso le abnche spagnole, che sono state unicamente degli intermediari. Se non si capisce questo processo, si continuerà a fomentare una sterile guerra interna alla Spagna, in cui i cittadini accusano i politici dei tagli, i quali accusano le banche dei tagli e chiedono ai cittadini maggiori sacrifici per essere più competitivi, senza rendersi conto che il bottino è finito all'estero.

Il risultato è l'enorme zavorra di un debito pubblico triplicato in 7 anni, che a partire da adesso i cittadini spagnoli dovranno sopportare e cominciare a pagare (non fa differenza se tutti assieme o divisi, se parti del territorio proclamano o meno la loro indipendenza...). Qualunque sia il governo che uscirà dalle elezioni, non avrà altro rimedio che iniziare ad aggiustare i conti e, a fronte di tassi di crescita che non potranno mai compensare l'indebitamento medio degòli 8 anni precedenti, dovranno tagliare in modo significativo ogni tipo di investimento pubblico e aumentare le imposte. In Spagna la vera austerità deve ancora arrivare.

Il secondo processo è stato un brusco aggiustamento della bilancia dei conti correnti del paese. Questo aggiustamento è stato realizzato comprimendo la domanda interna, deprimendo l'economia e distruggendo il potenziale di crescita. La pressoché perfetta simmetria tra l'output gap e la bilancia dei conti correnti ci dice che questo aggiustamento è stato soltanto ciclico e non strutturale.





Figura 2: Bilancia dei conti correnti e output gap, annuale in % del PIL. 





Questo cosa significa? Semplicemente che non è cambiata la capacità strutturale di migliorare a livello internazionale la  produttività relativa della Spagna, che la sua bilancia commerciale continua a dipendere unicamente dal livello di reddito della popolazione, che il suo deficit di competitività estera continua a essere lo stesso, legato soltanto alla capacità e alla volontà politiche di impoverire i cittadini affinché abbiano minor potere d'acquisto, quindi si importi meno. Come conseguenza, la posizione di investimento internazionale netto della Spagna peggiora anno dopo anno ed è già la seconda peggiore dell'intera zona euro.

Nulla è cambiato in Spagna né nell'unione monteraria in modo tale che possa rendere più sostenibile la permanenza del paese nella zona euro. Rifiutandosi di mettere in discussione la permanenza del paese in questa unione monetaria, l'attuale classe politica spagnola nella sua totalità sta oggi assumendo una tremenda responsabilità. Nessuno è disposto a guardare al cuore del problema, ad aprire un dibattito sui costi e benefici xella permanenza nell'unione monetaria, e il livello della discussione economica è veramente lamentabile. Tutto questo non è di buon auspicio per le prossime elezioni politiche né per il futuro del paese.

Non volendo ammettere che questo sistema di cambi fissi sta strangolando il paese e i suoi cittadini, nei prossimi decenni la Spagna sarà costretta ad affrontare periodiche crisi di perdita di competitività, che potranno essere risolte unicamente con maggiore svalutazione interna, maggiore disoccupazione, maggiori riduzioni di salari e diritti, maggior impoverimento e maggiore immigrazione forzata dei suoi giovani migliori. Non vedere questa chiarissima prospettiva in forza d'una qualunque arma di distrazione di massa (che sia la corruzione, o la questione territoriale, o il racconto che la "Spagna va bene") è la ricetta perfetta per condannarsi a essere un paese in via di sottosviluppo.

Agenor




(...con un caro saluto al nostro amico Furbini, che è anche lui una creatura di Dio...)

183 commenti:

  1. Un debito che costa zero non conta nulla

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    1. Posso chiederle di elaborare?

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    2. E se un domani i detentori di quel debito decidessero di considerarlo rischioso e per rifinanziarlo chiedessero un prezzo molto più alto (è già successo...), a fronte di una economia non strutturalmente competitiva e dell'impossibilità di svalutare la moneta di conto? Quanto conterebbe quel debito?

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    3. un debito di 1000 miliardi a tassi del 5% è molto peggio di un debito di 3000 miliardi al 1%. i tassi resteranno bassi per lungo tempo.

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    4. @Alberto Bagnai
      Per un disguido, sicuramente tecnico dal momento che considero la mia risposta a pigreco san pienamente rispondente alla netiquette del blog, non ho visto pubblicata la stessa.
      Provo quindi a ripostarla, come atto di non reticenza dovuto al Sig. pigreco san, che ha avuto la gentilezza di rispondere alle mie domande.

      @pigreco san
      Sulla sua prima affermazione non mi soffermo in quanto evidentemente lapalissiana. Sulla seconda, al netto dei vari QE temporalmente e quantitativamente non infiniti e dei vari differimenti di hiking-rate da parte della FED, non mi pronuncio in quanto sprovvisto della classica sfera di cristallo, nonché consapevole di dovermi addentrare in un campo minato come quello delle previsioni a breve-medio-lungo termine sull'andamento dei tassi di cambio.
      In sostanza non sono in grado di quantificare l'aggettivo "lungo" da Lei utilizzato, ed anche leggendo un poco di stampa specializzata sull'argomento vedo che sono in buona (o cattiva) compagnia.

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    5. Guadagni, con la prima parte del commento già mi hai fatto subito incazzare. Vuoi venire tu a fare l'una di notte leggendo le minchiate dei vari Derossi e pigreco san? Lo dico molto serenamente. Qualsiasi forma di recriminazione, anche civile (la civiltà me l'appendo al cambio) qui è fuori luogo, e se uno non capisce perché non merita che glielo spieghi. Mi perdonerà la franchezza, gentilissimo lettore, ma questa è l'unica cosa non negoziabile e che sono disposto a difendere a costo della (vostra) vita: la mia salute, che alla causa, fino a prova contraria, serve più della vostra.

      Non c'è risposta.

      Per il resto, pigreco fallo parlare. Quando uno non sa cosa dice si vede, ormai, il che rende del tutto inutili correzioni o confutazioni.

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    6. Capisco!
      Ma non volevo recriminare alcunché e probabilmente non mi sono espresso al meglio. Comunque non era mia intenzione farla incazzare.
      Ha ragione: se ritiene alcune risposte inutili agli scopi del blog, allora è solo tempo perso e non voglio essere proprio io quello che glielo fa perdere o lo perde. Dio solo sa, sopratutto alla nostra età, quanto sia prezioso il tempo.
      E sopratutto si riguardi, se può, in quanto la salute è basilare per qualsiasi impresa. Ma lei questo già lo sa. È solo da applicare... In bocca al lupo!

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    7. pigreco san21 ottobre 2015 12:27

      Carissimo, dopo i millemila post di questo blogghe e le centinaia di paggine stampate in libri, saggi, articoli, interviste… FORSE potrebbe farsi ANCHE questa domanda: "un debito denominato nella moneta governata da chi?"

      Ossequi.

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    8. a tutti i catastrofisti euroscettici al posto mio ha risposto Draghi.
      QE infinito per lungo tempo

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    9. ...e a tutti i cojoni come te ha risposto il mercato: deflazione. Senti, te lo dico con affetto: vattene su noisefromamerika, che li saranno tutti d'accordo con te. Qui ci atteniamo ai fatti. I tuoi discorsi sono scuciti e scollati dalla realtà. Però noi ti vogliamo bene. Tu ascolta Draghi e vai avanti tranquillo, non fare caso a noi.

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  2. Quart'ultima riga: "maggiore emigrazione forzata dei giovani migliori".

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  3. Ho appena parlato con un'italiana che vive da più di vent'anni nel centro di Barcelona. Si è lamentata soprattutto dell'immigrazione: "Dove abito io sono ormai circondata da musulmani" (alla faccia di Isabella di Castiglia). In compenso, dice che sta aumentando sempre di più la presenza della polizia per le strade (da noi è il contrario, con le forze dell'ordine che diminuiscono di organico).
    C'è anche una forte immigrazione italiana, soprattutto di piccoli imprenditori della ristorazione che ancora riescono ad aprire qualche locale, a differenza di ciò che accade loro in Italia. Insomma c'è percezione di crisi ma assieme alla sensazione che si stia peggio in Italia. In ogni caso ci si rende conto che è una crisi che nasce da un problema comune, in Italia come in Spagna.

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    1. si sta sicuramente peggio in Italia che in Spagna.
      Per chi la Spagna l'ha vissuta negli ultimi due anni è chiaro.

      stipendi bassi ovunque, precarietà generalizzata ovunque, problemi simili ma per qualche motivo non ci sono i prezzi da distretto finanziario di wall street che ci sono in Italia.

      le cose di tutti i giorni, casa esclusa, costano un buon 20% di meno. e questo fa la differenza a fine mese.
      oltrechè nelle grandi città i trasporti pubblici sono effettivamente efficienti (metropolitane capillari, autobus a iosa) e permettono di vivere anche senza auto.

      Vero anche il discorso sulla polizia.

      L'unica cosa a favore dell'italia sono i patrimoni dei 50-60 enni....che sono più consistenti. Difatti se l'Italia non fosse partita da un livello di benessere molto più alto negli anni 80 oggi altrochè Spagna. Questo consiste a molti 30enni italiani di vivere vite che sarebbero impensabili per un 30enne che parte da zero.
      Ma infatti la distruzione del paese Italia va avanti da 25 anni mentre in Spagna da neanche 10. la differenza c'è e si vede.



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    2. Ho vissuto in Spagna da ragazzo, durante il passaggio da Franco alla democrazia. I prezzi "calmierati" c'erano proprio con Franco, il pane costa pochissimo, la gente non si ribella. Poi, a differenza degli italiani, gli spagnoli non sono autorazzisti, e di conseguenza sono meno individualisti. Hanno un minimo senso di collettivita', al pari dei francesi. Hanno sovente posizioni politiche ben definite, da noi tira-e-molla sarebbero considerati estremisti fanatici!

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    3. Peccato che in Spagna possano dire di stare meglio che in Italia (forse, perchè oltre ad avere i prezzi più bassi credo che in Spagna abbiano anche le retribuzioni un po' più basse, specialmente dal 2008 in poi...) quelli che un lavoro ce l'hanno... Gli altri (cioè ad occhio e croce circa un quarto della popolazione attiva) direi che non possono proprio dirlo...
      In più questo sentimento "unitario" professato dagli spagnoli e le posizioni politiche "definite" (sul sentimento unitario ho molti dubbi, viste le forze centrifughe non indifferenti dall'unità dello stato spagnolo) hanno un feroce rovescio della medaglia: e cioè che se si va nella direzione sbagliata SI VA TUTTI INSIEME FELICEMENTE AL MASSACRO... E il "non ribellarsi" diventa anche il motivo per cui si accetta un taglio drastico delle retribuzioni.
      In fondo non assomiglia un po' alla rigidità tedesca di "remare tutti insieme"? Che va bene finchè si rema più o meno della parte "giusta", ma se si rema da quella sbagliata abbiamo già visto cosa succede...
      Noi italiani siamo dei tira-e-molla? Forse, ma forse proprio grazie a quello non vedo molti altri paesi come l'Italia in cui il dibattito sull'uscita dall'Euro abbia preso una simile importanza e tutto sommato anche legittimazione scientifica. In Spagna no di certo.
      Non credo abbia molto senso dire che "si sta meglio in Spagna che in Italia", a parità di condizioni medie generali di vita si starà meglio di qua per certi aspetti, peggio di là per altri.
      In fondo oggi come oggi, anche se è paradossale, finchè si sta nell'Euro mi pare molto più prudente l'atteggiamento dell'Italia di limitare al massimo il deficit, piuttosto che allargarlo, per non ritrovarsi rapidamente in una nuova crisi di bilancia dei pagamenti, che è ciò che invariabilmente colpirà la Spagna prossimamente, ma stavolta rispetto al 2008 noi siamo un po' su un'altra barca.

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    4. Questi ultimi commenti (in Spagna e' meglio, tutto costa meno) mi ricordano il famoso video del ragazzone che faceva la spesona al supermercato tedesco con pochi eurini...
      Non conosco la situazione spagnola ma i numeri della disoccupazione sono terribilmente alti... Boh!

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    5. vedo la gara a compiacersi delle disgrazie altrui.

      ci sarebbe di qualche sollievo poter dire con certezza che in spagna va peggio che in Italia? boh...onestamente a me no.

      Ad ogni modo le retribuzione in Spagna sono leggermente più basse è vero. ma una cena fuori costa 15 euro. contro i 25 dell'Italia. mentre lo stipendio medio PER CHI E' SOTTO CONTRATTO REGOLARMENTE è di circa 1100 euro mentre in Italia stiamo ai 1200.
      fate un pò voi.

      paragonatemi pure a Lampredotto.

      Ricordo inoltre che se in Spagna la disoccupazione è al 26%, questo è perchè in Spagna ESISTE UN SUSSIDIO per cui conviene iscriversi alle liste.
      In Italia no.

      il dato italiano del 12% è una presa per il culo colossale. la disoccupazione reale, come ha scritto anche Rinaldi, è più che doppia. e basta farsi un giro in periferia di una qualunque città per accorgersene.
      Come basta farsi un giro a Barcellona per vedere che si vive meglio che a Roma.

      mal comune non è mezzo gaudio. mi limito a riportare la realtà.
      La Spagna è messa male...ma il contesto generale mette l'Italia già oggi in una situazione oggettivamente peggiore....e in prospettiva molto peggiore. perchè in Spagna alcuni investimenti esteri stanno ancora affluendo e, sebbene riportino squilibrio, SONO COMUNQUE REDDITO OGGI. in Italia siamo ancora sottoposti a delocalizzazione di massa.

      Non sono un anti italiano. sono una persona che conosce abbastanza bene la Spagna e che vive in Italia. e che prova sulla propria pelle l'ingiustizia del mondo del lavoro.

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    6. La situazione economica pre-euro tra Spagna è Italia era completamente diversa.
      Il settore industriale italiano "era" (secondo mè ancora oggi) molto sviluppato. Tra il 1960-80 L'industria automotiv italiana dava lezioni ai tedesci, specialmente nei campi "motori" è naturalmente "design".
      L'italia era l'unico paese in Europa che produceva personal computer (olivetti) anche l'industria chimica era al avanguardia.
      Nei settori alimentari è moda c'è poco da discutere, era leader assoluto in Europa, ok nella mode forse insieme ai francesi.
      Poi venne il golpe politico del 92 con politice economice distruttive senza precedenti.
      In poche parole la Spagna entrò nel euro in condizioni economice completamente diverse del Italia.

      Poi l'Italia è un contributore netto nel EU, la Spagna no.
      Questo non è da sottostimare.

      La situazione italiana è più paragonabile a quella francese, con la differenza chi i francesi non hanno subito un golpe politico è hanno una classe politica decisamente più nazionalista che l'italia.
      I socialisti francesi parlano del più Europa, ma quando un impresa di un paese del EU vuole comprare un impresa francese sono molto nazionalisti,stessa roba vale per la spagna è per la germania.
      L'italia è forse l'unico paese dove i politici applaudono quando stranieri si comprano imprese italiani. Un atteggiamento difficilmente spiegabile per mè.

      Mah, vedremo come andrà a finire, semplicemente non posso credere che possa continuare di questo passo. La reppressione politica, economica, fiscale è sociale in Italia incomincia ad avere qualcosa di maniacale.




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    7. @Luca Tonelli

      Scusami, Luca, vorrei capire: allora hanno ragione coloro che dicono che in Spagna si vedono gli effetti positivi delle politiche adottate?

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  4. Grazie per questo post, che qui cade in un terreno concimato a dovere da anni, ma che sarà utilissimo come lettura, cui rimandare i tanti amici, che, entisiasti, vanno in Spagna a cenare alle ore 23.00 pieni di entusiasmo e di ammirazione per un paese, che possiamo solo invidiare (come mi disse un amico).

    p.s. Ormai penso che il Piddinentum sia una categoria dello spirito atemporale che si adegua alle varie circostanze temporali.

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    1. Il che - se mi permetti d'intervenire Celso - conduce ad un ordine di preoccupazioni - perlomeno le mie - non tanto circa il possibile esito violento dell'intera situazione quanto più sul chi, come e su che base verrà gestito il poi. Scopro una mia carta ( capirai :) eheh): onestamente non penso e non ho mai pensato che anche un progetto serio e ben difeso come quello del dott. Bagnai potesse riuscire ad influenzare l'esito di un meccanismo troppo grande, troppo complesso - e a proposito mi sento di dissentire totalmente da chiunque, come tino più sotto, ritenga la questione riducibile ad un semplicistico Noi e Loro, buoni e cattivi, pecoroni e intelligenti, poiché un po' troppo superbo e sappiamo bene tutti che fine hanno fatto Niobe e figli - da poter essere fermato. Piuttosto mi sembra di scorgere più possibilità a valle di una tragedia: nel "poi"; non perché lo voglia io, chiaramente, ma perché proprio la Storia pare quasi suggerircelo. Lì credo che il lavoro del mestatore di Pescara ( semicit.: avevamo quello di Dronero, abbiamo quello di Pescara :) ) avrebbe maggiori probabilità di essere quantomeno ascoltato. Di più: nell'approcciarmi al blog ero piuttosto convinto che fosse anche il pensiero del suo Generale, ma magari vaneggio ( Martinet direbbe "questi giovini.." ) o manco di considerare alcuni elementi e la mia valutazione storica risulta monca, non so.

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  5. Gli straordinari non retribuiti, che in Spagna sostengono l'incremento della produttività, sono oramai la norma anche in Italia ed in molti settori, anche in quelli ritenuti storicamente privilegiati. In alcune banche, per esempio - e parlo con cognizione di causa - lo straordinario è stato in larga parte "tecnicamente soppresso"; allo stesso tempo, tuttavia, i bilanci disastrati dalle sciagurate pregresse gestioni manageriali avrebbero indotto gli alti dirigenti ad applicare una robusta cura dimagrante all'organico (leggi 'prepensionamenti e mancate assunzioni'). Sicché dipendenti e quadri, per sbrigare un non dissimile volume di lavoro (sostanzialmente sono diminuiti gli importi più che il numero di transazioni finanziarie e similari), sono in pratica costretti ad effettuare straordinari pressoché quotidianamente, mentre la relativa retribuzione extra viene riconosciuta solo eccezionalmente ed a fronte di dimostrazioni degne di una Corte Marziale. In questo modo, lo straordinario non retribuito è già una regola nel panorama bancario, fenomeno di cui la dirigenza è ampiamente a conoscenza ed a cui si attinge a piene mani per mandare avanti la baracca. Ed al solito, i costi delle scellerate scelte strategiche effettuate dagli alti papaveri (profilo di impieghi e soprattutto acquisizioni scriteriate) sono - oltre che sui contribuenti, per il tramite del Debito Pubblico - scaricate sul personale comune, che poche o nessuna responsabilità decisionale ha condiviso con i funzionari e tanto meno con i relativi consigli di amministrazione nell'innesco della crisi finanziaria (perché ricordiamoci che questa è nata innanzitutto come crisi finanziaria e soltanto in un secondo momento è divenuta una crisi economica).
    Che poi questi stessi impiegati bancari - e ve lo garantisco per recidive esperienze dirette - non siano minimamente consapevoli del macroscopico contributo maligno apportato dall'Unione monetaria e della deriva fascista che questo strumento di governo dei popoli implica, è tutta un'altra storia...

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    1. C'e' qualche speranza che "il personale comune", che non ha mai scioperato, si dia una svegliatina? No, rispondo io, sono bloccati dal "senso di colpa" per gli anni buoni, in cui si lavorava poco e gli aumenti arrivavano comunque.

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    2. Il personale comune è 'folla' e in quanto tale è improbabile che si svegli. Più che gli straordinari non pagati i bancari soffrono di deflazione salariale dallo sciagurato rinnovo contrattuale del 1993. E in seguito si è riusciti anche a fare peggio. Oltre che chiaramente di stare sotto scacco da parte di un management imbarazzante.
      Il brutto è che sono tutti convinti per ignoranza e perché glielo dice un sindacato cialtrone, idiota e corrotto, che non si può fare altrimenti. E certo, bisognerà pure conservare qualche denaro per i cojoni figli di papà da promuovere dirigenti. D'altro canto qualcuno dovrà pur firmare le concessioni milionarie agli imprenditori del quartierino e compagnia...

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    3. "Il personale comune è "folla": tre parole che distruggono tutti quelli che "proletari di tutto il mondo unitevi"! Purtroppo hai ragione, ed il "management imbarazzante" ce lo siamo pure meritato.

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    4. straordinari non retribuiti....o forfettati al ribasso....stage a 450 euro al mese (di cui 120 effettivamente a carico dell'azienda) segnati come occupati nelle statistiche...contratti di lavoro visionati e firmati DOPO L'ESSERSI PRESENTATI per il primo giorno di lavoro....

      pochi paesi occidentali vantano delle condizioni di lavoro VERGOGNOSE come quelle italiane.

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    5. Upton Sinclair ha detto più o meno che è difficile far capire qualcosa a qualcuno quando il suo lavoro dipende dal fatto di non capirla. Credo sia adattabilissima ai bancari. Purtroppo i bancari, tra i quali io, sono una massa informe di ignoranti (basta guardare come scrivono, si ringraziano i ministri dell'istruzione tutti...), aziendalisti abituati ad attaccare l'asino come il padrone comanda, sia esso il capoufficio di turno, sia il dirigente, il consigliere, il presidente della Fondazione, il sindacato venduto.
      Andate a leggere i nomi dei consiglieri seduti nei cda.
      I delinquenti in Italia vestono in giacca e cravatta. Io mi professo anti euro in ufficio sì ma non in banca, mi sembra piuttosto chiaro. Neppure lo faccio con il mio nome, e anche in questo caso mi sembra piuttosto chiaro ed evidente. Io prendo uno stipendio più basso di quanto non fosse nel 2008 nonostante credo due rinnovi contrattuali entrambi con aumenti di salario (?!?!?!?!).
      Ho le idee confuse, forse addirittura più di prima di Goofynomics, però una cosa la pensavo e non ho cambiato idea. Non è dal basso, non è dal popolo che partirà il cambiamento. Anche qui non siamo popolo e neppure folla. Siamo una elite con tutte le differenze che pure esistono. Come upper class, culturale almeno per quello che voglio dire qui, è il padrone di casa.
      La folla, il popolo, sta davanti ai tiggì, o allo stadio, e non glie ne frega niente di niente. Di me. Dell'euro. Di Bagnai. Fanno finta di partecipare alla 'vita economica sociale e politica del paese' (stramaledetto secondo comma articolo tre costituzione) guardando 10 minuti di Porta a Porta. Punto.

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    6. @Luca Tonelli

      Scusa, Luca, c'è un documento di qualche associazione cattolica spagnola (scusa il vuoto di memoria) che afferma che in Spagna è in aumento povertà e malnutrizione. Il governo, adontato, ha detto che non è vero. Ha ragione il governo?

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    7. @Luca Tonelli

      Ah, ecco l'ho trovato

      http://www.internazionale.it/opinione/martin-caparros/2015/10/15/spagna-fame-governo

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    8. @Luca Tonelli

      Prima di rispondermi, Luca, dai per favore un'occhiata anche a questo intervento, grazie.

      http://vocidallestero.it/2015/10/26/antoni-soy-la-crescita-della-diseguaglianza-in-spagna-dallinizio-della-crisi/

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  6. Al di là della correttezza dell' analisi c'è un concetto che non riesco a focalizzare o che perlomeno sfugge alle mie limiate facoltà mentali. Ma questa crisi e sopratutto queste presunte ricette per uscirne sono pianificate per uno scopo ben preciso o siamo di fronte a pura incapacità delle elite finanziarie a gestire i casini che hanno combinato. Quanto credono di andare avanti ad "ammazzare" intere popolazioni prima che scoppi qualche focolaio di rivolta? Storicamente sappiamo che c'è un limite a quanto si possa spremere un popolo, prima o poi arriva qualcuno che si incazza. Se io distruggo la capacità di acquisto delle famiglie chi comprerà i prodotti delle industrie, chi potrà accendere un prestito? Io credo che prima o poi, volenti o dolenti un equilibrio tornerà perchè è nella natura delle cose cercare e trovare un compromesso tra distruzione e creazione.

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    1. Però in 1300 post questa domanda è stata posta 3900 volte e il suo (non)senso sviscerato in due libri per complessive 800 pagine. Posso dire RTFM?

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    2. Quando proprio tutto il limone é spremuto allora una bella guerra aggiusta tutto. Era così in passato e lo sarà in futuro.

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    3. Basterebbe citare l'aneddoto dello scorpione e della rana...

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. Sinceramente parlando, io sono contenta che tu non scriva più molto.Ho ricominciato a leggere tutti i tuoi post fin dall'inizio e, al momento, sono solo a gennaio 2012.
    Cerca di stare bene. Ci servi vivo :) :)

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    1. Mi associo al senso della considerazione di PYNA. Mi sono più volte chiesto, per quanti soggetti che considerano Bagnai un antipatico e inopportuno rompicoglioni, quanti invece lo ritengano il salvatore da mandare avanti, perché risolva la situazione e faccia ritornare tutto come prima (sul mantello da supereroe volante ci mettiamo la B o la C der Cavajerenero???), restando tuttavia essi in un limbo asettico e inconsapevole su come le cose possano ripetersi più volte e in maniera analoga, ma formalmente mai eguale (ma che importa? si mette la marcia indietro e il Bagnai di turno sposta l'autobus...). A un tale che mi diceva "L'umanità ha superato guai peggiori, supererà pure questo" ho già risposto che non solo "umanità" è un termine piuttosto vago in un simile contesto, ma anche se avesse egli almeno una vaga idea dei numeri occorsi per averlo fatto, di quelli per farlo nuovamente adesso, e di quale numero della "lotteria" - che in questo caso, più del lotto evoca la lotta - avesse lui stesso nella tasca.

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    2. Anche questa storia riconferma un mio vecchio pensiero: saranno i pochi a salvare i molti, e non ne riceveranno i giusti applausi.
      E resterà sempre lo stesso dilemma: conta che sia finita o tavolta i pochi dovrebbero pretendere il dovuto?

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    3. anch'io d'accordo! di materiale ormai ce n'è tantissimo e purtroppo perché l'€ si risolva c'è solo da aspettare. sono molto contento per il successo del blog e del professore, che sarà anche acido, ma col blog ha dimostrato una proporzionale pazienza. una sana dose di cazzi propri fa sempre bene! se li goda! ora prendo esempio da lei e per disintossicarmi dal blog mi dedico alla laurea, che forse è il caso.

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    4. @citodacal Grazie. Io non avrei saputo dirlo così.

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    5. @Alfonso Liguori

      La storia della Battaglia d'Inghilterra, stigmatizzata nella celebre frase di Churchill, si ripete? Vi sarebbe da rifletterci su alquanto... anche perché gli aviatori polacchi che vi presero parte, a fine guerra ricevettero bastonate nelle gengive dall'isola sui cui aerei piegarono la Luftwaffe.

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    6. Effettivamente a quelli del giorno di san quintino andò un po' meglio... almeno un po'.

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  9. Gli Spagnoli sono stati ipnotizzati da tempo col mantra: voi siete inferiori e sudici esseri del sud europa e solo con l'euro sarete redenti; ma anche in Italia gli Italiani sono ipnotizzati da Matteo Ponzi, il "re del lordo" :-)

    http://phastidio.net/2015/10/20/la-magica-finanziaria-di-matteo-ponzi/

    Il "bello" e' che anche coloro che potrebbero capire al volo tacciono; magari basta un commercialista!

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  10. La mia domanda è terra terra e riflette la mia vasta ignoranza in materia economica (per cui in caso di risposta prego di non andarci troppo pesante).
    Dai suoi post precedenti mi sembrava di aver capito che gli investitori esteri erano stati attirati dai maggiori tassi di interesse dei paesi della periferia, causati a loro volta da un'inflazione maggiore.
    Questa frase mi ha messo in difficoltà:
    "tutto ciò era dovuto ai differenziali di inflazione i quali facevano in modo che lo stesso tasso di interesse nominale fissato dalla BCE, si traducesse in minor tasso di interesse reale nei paesi ad alta inflazione, come la Spagna, e maggiore in quelli a inflazione più bassa, come la Germania".
    Ha a che fare con il fatto che non ho inteso bene la differenza tra tasso nominale e reale?

    Fabrizio

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    1. È facile confondersi fra due fenomeni diversi - ma correlati - che coinvolgono il differenziale di inflazione:
      Poniamo un inflazione stabile Germania al 2% e Spagna al 4%.
      - Competitività. I prezzi interni aumentano per i lavoratori spagnoli più che per quelli tedeschi. Essi dovranno essere pagati di più (senza contare gli aiuti ted. di stato in "deroga" alle regole), poniamo il 2% in più all'anno. In dieci anni il fenomeno causa una perdita di competitività dei beni spagnoli pari a quel tasso cumulato.
      - Dinamica del debito. Poniamo che i tassi di interesse nominali siano al 3% in G e al 6% in S. I tassi reali sono quelli meno l'inflazione, quindi all'1% G e 2% S.
      I capitali si muovono liberamente, vanno quindi in Spagna, gonfiando il pil, ma attenzione retroagiscono anche sull'inflazione; essa aumenta di più in Spagna quindi diminuendone la competitività.
      Tutto ciò poteva essere evitato con cambio flessibile e limiti al movimento di capitali - sopportando alcuni trade-off.
      Spero di essere stato chiaro e non aver detto "lievi imprecisioni"... :)

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    2. Fabrizio, se l'interesse sul denaro preso in prestito è uguale in tutta l'eurozona, nei paesi con maggiore inflazione l'interesse reale risulta minore.

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    3. Fabrizio, minor tasso di interesse reale significa, se ci pensi, che è più conveniente prendere denaro in prestito. Dove l'inflazione è più alta, a parità di tasso nominale, dovrai restituire un valore reale più basso. Quindi, in Spagna, c'era molta più gente disposta a indebitarsi selvaggiamente e che ha trovato finanziatori stranieri disposti a prestare forti della protezione del cambio fisso. Torna?

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    4. Fabrizio, quelli che contano sono i tassi reali.
      Ma prima di risponderti,è tuo interesse leggerti questi post, poi ne parliamo.
      Hai letto i 2 libri, Td€ e IPF? E come stai messo a macroeconomia?

      http://goofynomics.blogspot.it/2014/01/53-anni-di-spread.html
      hhttp://goofynomics.blogspot.it/2011/11/i-salvataggi-che-non-ci-salveranno.htmlttp://goofynomics.blogspot.it/2014/01/un-dubbio-sullo-spread.html

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    5. Ho capito cosa volete dire ma il problema sta a monte (cioè sono io) perché pur avendo capito cosa dice Enrico Pesce e cosa dice il prof. commentando la figura 4 in questo post
      http://goofynomics.blogspot.it/2012/02/chi-si-e-arricchito-con-la-grecia-e.html
      non riesco a collegare le due cose.

      Ps per Gianni
      Sono uno studente di ing.chimica sotto tesi con un diploma da perito chimico quindi ti lascio immaginare il mio background macroeconomico.
      Da quest'estate seguo questo blog e pensavo di aver cominciato ad ingranare ma a quanto pare mi sbagliavo.

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    6. Ecco dai foindamentals :

      http://www.costituzionalismo.it/articoli/406/

      Nota 36 ma vado a memoria.

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    7. Prova con questo post, c'è un esempio proprio sul caso spagnolo http://goofynomics.blogspot.it/2012/11/il-romanzo-di-centro-e-di-periferia.html

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    8. Fabrizio, credo che la tua confusione nasca dal fatto di confondere due termini: il tasso di interesse nominale fissato dalla BCE di cui si parla in questo post e il tasso di interesse che una banca tedesca pratica alle famiglie in Spagna. Il fatto che in un paese l'inflazione sia più alta spinge i privati a indebitarsi a tassi più alti di quelli che le banche possono praticare in un paese dove l'inflazione è bassa e questo a parità di tasso nominale BCE, che vale per l'intera Eurozona. Quindi alle banche, che si finanziano al tasso BCE, conveniva prestare in Spagna piuttosto che in Germania. Esattamente quello che dice la fig.4 che citi. Ecco i capitali stranieri che vanno dove l'inflazione è alta e dove la richiesta di mutui, proprio per questo, è elevata.

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    9. Ci rifletterò sopra grazie a tutti per la disponibilità!

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    10. Anche per me l'argomento tasso interesse-inflazione è particolarmente ostico. Però ora forse è chiaro e provo ad interpretarlo così (mi hanno aiutato anche i 2 commenti di Enrico qui sopra):
      Il post si riferisce al tasso nominale BCE; da questo derivano 2 tassi nominali differenti applicati dalle banche: tasso nominale del 13% circa verso le famiglie greche, del 9% verso le famiglie tedesche (fig. 4 del post http://goofynomics.blogspot.it/2012/02/chi-si-e-arricchito-con-la-grecia-e.html).
      Il fatto che la Grecia (o Spagna) abbia un'inflazione più alta fa sì che i privati siano più propensi a chiedere prestiti (perchè la più alta inflazione ne erode il valore più velocemente. Ciò equivale a tassi reali di interesse più bassi), inoltre di accettare di pagare tassi nominali di interesse più alti per ottenere quei prestiti.
      Il guadagno delle banche tedesche invece non subisce perdita di valore, in quanto viene riportato dalla Grecia (o Spagna) in Germania dove c'è infazione bassa.

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  11. Girata l analisi di Agenor e il sito di Asimmetrie ai miei partners commerciali spagnoli

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  12. Side Note:
    elegante e intelligente l'uso dei complementari nel primo grafico (giallo-viola)! è voluto?

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  13. Caro Professore, nonsotante lei spesso non abbia capito alcune mie critiche che volevano essere esclusivamente costruttive nell'ambito di una sostanziale accordo sulle sue idee di fondo, le ho sempre dato atto del coraggio di andare controcorrente e adesso le do anche atto che lei è "sinceramente" di sinistra e come tale oltre dovrebbe fare qualche sciocca polemica in meno e qualche cosa di di più concreto a livello politico come ha fatto Borghi che "ci ha messo la faccia", solo che ha sbagliato partito, ma apprezziamo il gesto. .
    Perciò ho appena scritto a Civati di reclutarla come responabile economico del suo nascente partito.
    Immagiono che lei declinerebbe trovando una qualche ragione che quelli di sinistra sono sempre costituzionalmente buoni a trovare per rimanere divisi (me compreso): non mi paice perchè x, y, z etc. ).
    Ma non ha importanza. Alla mia morte io voglio andare in paradiso quindi in vita devo fare le cose giuste; se poi il risultato non si ottiene non ci posso fare niente, io la mia parte l'ho fatta.
    Ciao

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    1. Caro Luigi, ti ringrazio per l'intenzione e le critiche, che apprezzo. Civati lo chiameremo noi, quando ne avremo bisogno.

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    2. Ora si distribuiscono pure le patenti qualificate "di sinistra", con suggerimento al ricevente di quel che dovrebbe fare, essendogli stato certificato lo status.

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    3. Direi che Claudio Borghi non ha sbagliato partito, proprio perche' non e' mai stato di sinistra. Quindi ha logicamente scelto l'unico partito anti-euro a destra (Anzi, l'unico in generale). In attesa di un barlume a sinistra...

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    4. Forse ho letto male io, ma a quanto mi consta qua nessuno ha mai sputato su una parte politica in base a logiche di appartenenza. Qua si è sempre fatta una sola distinzione, per altro sufficiente e necessaria: quelli che hanno capito, e quelli che sono pagati per non capire. Coi primi si parla, i secondi li si sfancula

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    5. Interventi interessanti, soprattutto per gli psichiatri ai quali suggerisco caldamente di rivolgersi.
      @citodocal: sulla base di quello che uno scrive si capisce se è di sinistra o meno, io ho riconosciuti al prof. di essere "sinceramente" di sinistra (e non solo nei talk show come quelli del PD) e ho auspicato (ingenuamente) un impegno di politico diretto. Mi sembra una attestazione di stima. Se non lo capsici non è perchè sei scemo ma perchè hai bisogno appunto dello psichiatra, cosa che suggerisco anche Nicola Strada, dal momento che considera quelli che la vedono diversamente da lui come gente "pagata per non capire" e quindi da sfanculare quando è più civile ed efficace "contestare" (le teorie sbagliate). Ecco questo lo considererei un atteggiamneto di destra o più precisamente fascista.

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    6. Mi sa che ti sei perso un passaggio: il risultato della somma di due elementi con altri due non è un opinione, perciò se uno "pensa" faccia 5 non è un opinionista, è un coglione. Per il resto se ti prendessi la briga di leggere le discussioni vecchie scopriresti che sei in ritardo di (a spanne) un paio d'anni sul dibattito circa il futuro di questa community. Fidati, fai un respiro, togli le dita dalla tastiera, lurka per un po' (come netiquette vorrebbe) e poi, se vuoi, ne riparliamo. E a proposito di netiquette: il tuo si chiama necroposting, ed è scortese

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    7. Vediamo se così si capisce cosa si sta cercando di fare qui, visto che ancora a qualcuno non è chiaro:
      “NUOVI SFRUTTATI, NUOVE CRISI
      La vitalità del capitalismo — che é giusto continuare a ritenere una forma storica e non un dato metafisico e assoluto inerente alla natura umana — si è rivelata di gran lunga superiore a quanto gli artefici dell’Ottobre (tutti afflitti da una cultura eurocentrica) immaginassero. Ma il passato ci aiuta ad avere uno sguardo lungo.
      [..]
      Ciò che [..] era parso un dato di natura, finendo, si rivelò ancora una volta non più che un momento, un capitolo, ancorché lungo, della storia. Cosi sarà del capitalismo;
      [..]
      Ma attenzione. Il capitalismo ha una forza plasmatrice immensa che nessun sistema economico-sociale precedente (a noi noto) mai possedette. Ha coinvolto nella sua macchina manipolatrice delle coscienze anche le parole eversive per eccellenza: la liberta, per esempio. Di fatto è un sistema oligarchico ma vive e gode ottima salute perché è riuscito a snaturare e fare suo il meccanismo democratico. Diversamente da altri sistemi economico-sociali già sperimentati, esso è pronto anche ad infliggere all’umanità intera una fine da Tallone di Ferro: mi riferisco al libro più bello e più significativo di Jack London, considerato all’epoca futurologia negativa, che invece rischia di assomigliare sempre più al nostro presente.
      [..]
      Come uscirne oggi?
      [..]
      E‘ necessario lavorare, nel cuore del “primo mondo” ad una comprensione aggiornata del meccanismo capitalistico del tempo presente.
      [..]
      Ora [..] ci accorgiamo più che mai dell’urgenza di questo sforzo (che forse, se compiuto per tempo, avrebbe favorito esiti differenti).
      [..]
      E’ il ceto intellettuale quello che fa funzionare i centri nevralgici del mondo egemone. E quel ceto che va conquistato alla critica. Urge una nuova critica dell’economia che spieghi ai ceti decisivi del primo mondo che sono anch’essi degli sfruttati. E che lo sono in primo luogo in quello che è da considerarsi il massimo dei beni: nell’intelligenza. E’ dal cuore del sistema che verrà la nuova crisi: in un tempo lunghissimo e dopo lunga ricerca. Non è importante esserci, è importante saperlo.”

      Luciano Canfora – Critica della retorica democratica – Laterza (consiglio di lettura!)

      P.S.:
      Luciano, io comunque io preferirei esserci, possibilmente…..

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    8. @Luigi Derossi

      Io dico invece che ci si può fare un’idea di chi possa essere un soggetto per come si comporta, e non per quello che scrive; se dunque la "sinistra" si limita a scrivere, e a scrivere anche attestati su chi è o non è di sinistra, ce ne faremo una ragione e ci rivolgeremo altrove (con o senza psichiatra, perché invocare l'insania mentale dell'interlocutore è l'ultima spiaggia di chi non ha più argomenti). Derossi, ma lei si rilegge e si comprende ogni tanto? Il suo tono ricorda quello di un commissario di partito che intenda segnalare il compagno geniere tenente Bagnaiev al compagno generale Civatskjy, perché venga "reclutato" (parola sua), magari a sacrificar la propria vita nell'allestire le difese di Leningrado, e perché? perché lei lo ha riconosciuto sinceramente "di sinistra" (oh, grazie), pertanto idoneo al reclutamento (salvo poi accorgersi delle carenze che il soggetto mostra nella mediazione; pazienza... tanto morirà in combattimento). Siamo ancora laggiù? Continui a credere di riconoscere le persone per quel che scrivono (magari "lunga vita al compagno Stalin" o "più Europa" e amenità simili, che fanno tanto identità "politica"), e mentre distribuisce attestati d'appartenenza e fogli di reclutamento con la stella rossa, a piallarcelo altrove ci pensa nel frattempo qualcun altro che non dorme sul bagnato. E soprattutto continui col suo sterile, ma evidentemente per lei gratificante, esercizio tassonomico su cosa sia di destra e di sinistra, usando la lente d’ingrandimento diafana che impedisce di vedere il bosco attorno all’albero: per lei un tale di nome Gaber è passato invano.

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  14. La salute è costantemente sotto attacco se si combatte il luogocomunismo. Penso che la biografia di Keynes possa essere di insegnamento. Da qui l'assoluta importanza del riposo.

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  15. Caro A., come avrai intuito da alcuni miei precedenti interventi, saprai che sono un medico e che mi occupo di psichiatria. Ho fatto qualcosina in termini di ricerca in passato, ma – devo confessarlo – senza eccessivo investimento, ciò a causa degli scarsi incentivi economici e – a maggior ragione in seguito alla riforma Gelmini – delle scarse prospettive di lavoro (la storia sarebbe lunga e credo che tu conosca meglio del sottoscritto certi ambienti universitari). Sicché, complici peraltro alcune questioni personali e considerazioni del tutto soggettive dipendenti dal mio non accomodabilissimo carattere, ho dovuto desistere e mollare così ogni ambizione accademica giovanile. In quel contesto, mantenere la pervicace ostinazione che avevo tenuto durante il corso di laurea mi sembrava in effetti un atteggiamento quantomeno irrealistico, se non francamente auto-lesionistico. Quindi, mi sono dedicato full-time all’attività clinica, ovvero al non meno importante compito di curare gli ammalati. Certo, sono un libero professionista ed in quanto tale, da questo lavoro traggo un inoppugnabile beneficio economico. Tuttavia, credo di esercitare questo mestiere – a volte anche sbagliando – con il dovuto impegno, sia professionale che umano – a volte anche troppo, ché sarebbe più appropriato non farsi coinvolgere eccessivamente dalle vicissitudini emotive dei pazienti. Ebbene, nell’arco di oltre quindici anni di esperienza clinica, dall’epoca del mio iniziale praticantato (ho avuto i miei primi colloqui con gli ammalati in regime di ricovero ospedaliero nel 1999), ho notato un incontestabile fenomeno. Per quanto io sia un fermo sostenitore della scuola di psichiatria biologica (ebbene sì, sono uno sporco materialista) ed in quanto tale convinto dalla pratica clinica e dall’inoppugnabile evidenza dei fatti che i disturbi mentali abbiano genesi endogena e che le implicazioni psicologiche siano conseguenza e non causa dei disordini emotivi, non posso d’altro canto negare che, almeno sul piano fenomenologico, ovvero delle manifestazioni raccolte in anamnesi (i sintomi che lo psichiatra raccoglie dalla narrazione del paziente, ché in questa specialità non può essere sostituita da esami ematochimici o diagnostica per immagini di sorta), i temi del lavoro – che non c’è – della precarietà, della povertà e dell’assoluta mancanza di prospettive, sono purtroppo divenuti argomento centrale. La nefasta ricorrenza di queste problematiche durante i colloqui psichiatrici, è quasi tale da aver snaturato il mio mestiere, che sembra mutato nello “sportello di ascolto” di uno di quegli inutili centri per l’impiego. Inutili – e ve lo dico con rassegnata certezza – perché oramai non servono neppure a collocare quei miei pazienti relativamente più impegnati dalla malattia, che hanno la “sventura” di usufruire dei benefici previsti per le categorie “protette”: più frequenti revisioni della patente – a pagamento nel settore pubblico, s’intende – e “per il lavoro le faremo sapere, grazie”.
    Intanto mi ritrovo a fare da collettore di un nubifragio di frustrazione. Racconti di sconfitta professionale, di colpa addirittura, perché il mercato del lavoro – in perenne ricerca di persone più competitive, più preparate ed ancor più a buon mercato – scarta inesorabilmente coloro che hanno già prodotto il loro meglio e consumato in fretta, spesso senza congedarli con una pensione che sia dignitosa per crepare. E sempre più frequentemente – lo comprendo – questi sfoghi vengono scaricati per telefono, ché la perdita del posto di lavoro od i magri guadagni non consentono loro di fissare le sempre più sporadiche visite di controllo.

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    1. Se vuoi essere vicino ai tuoi pazienti basta farli pagare poco. Una delle tante cose sconvolgenti di questo paese è la schifosa casta medica che hanno creato col numero chiuso.
      Nel merito è ovvio che la mancanza di lavoro crea disagio. Quello che mi fa paura in questo momento è che quel po' di ripresa che avremo come frutto della compressione dei dirtti dei lavoratori farà pensare che questa è la "ricetta giusta". Cioè gli stessi precari si convinceranno che la via alla ricchezza è il precariato a vita.
      Questo è agghiacciante. per questo invitavo il generoso gestore di questo blog ad un impegno diretto assieme a quelli che vogliono creare (o almeno ci provano) un mondo fondato sulle garanzie e sui dirtti e non sull'aumento del PIL.

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    2. Derossi, sei piddino, non è una colpa, però renditi conto che qui siamo su un altro piano. Civati non può volere niente, perché niente ha capito di quanto sta accadendo. Fai prima a votare Renzi, te lo assicuro. Ma tu vuoi "cambiare le cose" (tenendo l'euro...).

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    3. Mai votato PD. Renzi mi è più antipatico di Berlusconi che almeno da destra faceva cose di destra (oltre ai suoi interessi beninteso). Se Civati non ha capito tutto (ed è possibile) glielo si fa capire. Altrmenti si può continuare ad ululare su questo blog.
      Si tratta di sfruttare i talenti o meno.
      Comunque ripensandoci ho detto un cazzata. La vedo poco portato per la politica che è anche mediazione. Forse è meglio che continui così.

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    4. Derossi, non è che siccome lei non vede quanto sto facendo, io non faccia niente. La sua presunzione è stellare, ma naturalmente lei preferisce che non glielo si faccia notare. Allora stia a casa sua. Qui siamo a casa mia e mi regolo come credo. Civati è irrilevante.

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    5. Caro Luigi, la bella lettera del medico non merita questa risposta. Stare vicini a malati difficili non e' certo un lavoro da poco che non merita di essere retribuito. Il problema semmai sono i continui tagli alla sanita' pubblica che dovrebbe consentire a tutti un accesso a cure di alto livello. Non e' piu' cosi', anche e soprattutto per i motivi che su questo blog vengono discussi.

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    6. Il punto è che chi non è irrilevante in questo dramma?
      Berlusconi è una mummia che viene tenuto vivo per tenere fermo un buon numero di voti che se spostati in altri luoghi potrebbero nuocere, la lega non vincerà mai da sola per ovvie ragioni.
      A sinistra tutti si lamentano ma eseguono come sempre.
      Resta renzie che è furbo e pesca sia a destra che a sinistra e ha appoggio dei media che leccano sempre il sovrano di turno.
      Detto questo tutti insieme contano zero perche chi decide non sono sicuramente quelli che votiamo quindi la parola irrilevante è da allargare a molti concetti e personaggi.
      Lei non è irrilevante per quello che ha fatto.
      Troppo poco per salvarci ma abbondante per poter dire di averci provato.
      Non avranno nessuna pietà di nessuno, meglio mettere in chiaro questo concetto altrimenti ci si illude che il boia possa piangere e ripensarci.

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    7. Scusi Derossi,
      posso chiederle cosa ne pensa della questione fondamentale se sia o meno riformabile l'euroarea?

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    8. @Orazio Cavezza sui tagli alla sanità pubblica siamo perfettamente d'accordo. E' natruale che un professionista che lavora deve essere adeguatamente retribuito. Noto solo come gli ammessi alla facoltà di medicina sono molto pochi rispetto alle necessità di una società che invecchia e ha sempre più bisogno di medici. Ne che consegue che i medici sono in una condizione di oligopolio per cui fanno i prezzi che voglionio tantio tu se stai male e non vuoi aspettare mesi da loro devi passare. Ora francamente che un medico specialista in una pomeriggio-serata di visite privatre metta insieme 800 € (beninteso oltre il lavoro mattutino in ospedale), che è lo stipendio di una cassiera, io, come uomo di sinistra, trovo che gridi vendetta al cospetto di Dio, perchè il tizio in questione non rischia capitale proprio come un imprenditore. Uno stesso professore d'università tipo Bagnai, queste cifre se le scorda.
      In alcuni miei precedentio post cercavo di dire proprio questo: va benissimo il ritorno alle monete nazionali ma attenzione che di problemi ce ne sono tanti altri e le disuguaglianza escono dalla porta e rientrano dalla finestra.
      Quanto a Civati io non so quanto sia bravo, d'altrone non si è mai vantato di essere un economista.
      Prendo atto che (come anche Fassina) ha fatto un atto di coraggio pagando un prezzo personale quando il PD si stava spostando ormai sfacciatamente a destra e per me tanto basta.
      Tutti i capponi di sinista (non parlo di Bagnai ma in generale) invece di sfuttare questa scinitilla per aggregarsi e trasformarla in un falò, continuano a beccarsi tra loro. Lo stesso Fassina, che pure apprezzo per lo stesso coraggio che ha avuto, si è guardato bene dall'avvicinarsi a Civati, fanno solo i convegni insieme. E continueranno a fare solo convegni. Della parcellizzazione delle foze di sinistra se ne vedranno bene i poteri forti. D'altronde lo schema è sempre quello da decenni.

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    9. Caro Derossi,

      lei mi ricorda un altro, che bloccai tempo fa, il quale identificava la sinistra con l'invidia sociale, ed era come lei sgrammaticato. Magari siete la stessa persona. Per evitare la stessa (meritata) fine, vorrebbe avere la cortesia di rispondere alla domanda di Alberto49? Basta dire: riformabile sì/riformabile no. Poi capiamo se e come andare avanti. La ringrazio per la sua collaborazione a una discussione ordinata e costruttiva.

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    10. Bravo alberto49, bella domanda alle volte ci si perde nei rivoli collaterali e si perde di vista il pensiero principale.
      Io penso che l'Euro ha senso se si fanno gli stati uniti d'europa perchè è un non senso avere politiche economiche fiscali del lavoro diverse incappiandosi tutti alla stessa moneta.
      Gli stati uniti d’Europa non solo non ci sono ma non è credibile che ci siano in futuro se non altro per il problema delle lingue diverse (cui naturalmente si aggiungono altre cose). Lo spiega bene Tringali in un video su youtube.
      Però non credo che ci sia stato un complotto a monte, i complotti si fanno su meccanismi più semplici, tipo un cartello sui prezzi. E’ solo un esperimento fallito pensato però in buona fede (sarò ingenuo ma la vedo così). Anche adesso penso che i difensori dell’Euro non sono (almeno non tutti) in mala fede.
      Andrebbe solo creata una area di libero scambio coi cambi flessibili.
      Detto questo però va aggiunto che non possiamo sganciarci dall’Euro per vivere di svalutazioni. Abbiamo in Italia una serie lunghissima di inefficienze ed iniquità anche esse causa della crisi e completamente indipendenti dall’Euro. Se Bagnai ha fondamentalmente ragione, ha torto quando (anche involontariamente) lascia credere che il problema è solo l’Euro. Poi va messo mano ad una serie di altre cose che sarebbe troppo lungo dire qui. Altrimenti facciamo un passo avanti e 10 indietro. Lo sfruttamento del lavoratore può esserci anche col cambio flessibile.
      Anzi qualche passettino in avanti in questo senso ce l’ha fatto fare proprio l’Europa perchè se aspettavamo la nostra classe politica buonanotte (lo steso rispetto del deficit del 3% è qualcosa che comunque ci ha vincolato altrimenti dai ad alimentare clientele a debito pagate con le tasse dei lavoratori ....
      Sono stato chiaro?
      Dove invece sono più incerto è sui rapporti commerciali con i paesi emergenti. Secondo me andrebbero frenate le importazioni (dazi) perchè quelle aziende comprimendo i diritti dei lavoratori fanno una concorrenza sleale alle nostre.
      Ma di questo non parla nessuno. E’ un po’ quello che dicevo prima. Va bene togliere l’Euro ma se poi continuiamo a subire l’export cinese le nostre aziende chiudono lo stesso. Su questo però non ho le idee chiare ed accetto suggerimenti.
      Poi ho sentito un tale (mi pare che si chiamasse Galloni ex dirigente del min. del lavoro) che parlava di monete locali in aggiunta all’Euro. Non entrava nel dettaglio ma comunque mi sembra una scemenza.
      @ Bagnai scusi ma per lei che vuol dire essere di sinistra? Se io che ho una laurea di 4 anni guadagno 2600 € al mese e vedo un medico con una laurea di 6 anni che guadagna 10.000 € al mese, mi incazzo, si chiama invidia sociale ? Se un lavoratore che guadagna 1.200 € al mese vede il proprietario-amministratore della sua azienda che a fine anno ne prende 300.000 e quindi avanza rivendicazioni salariali, è invidioso?
      Attenzione, io non discuto che ci sia gente che fa lavori con più responsabilità professionalità di me venga retribuita meglio di me. Questo è nella natura delle cose. Ma questa differenza non può superare certi limiti di decenza che nei paesi occidentali, non solo in Italia, è ampiamente superato. Possiamo discutere su quanto deve essere differenza (2 volte? 3? 4?) ma che ci sono limiti di decenza insuperabili lo dicono anche i liberisti.
      Non ha sentito che Valletta, durissimo AD Fiat negli anni 70, prendeva 20 volte lo stipendio di un operaio, Marchionne 400 volte. Posso considerarla una degenerazione sociale e culturale?
      Altrimenti cosa vuol dire essere essere di sinistra?

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    11. A posto, questo bestemmia in Chiesa

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    12. Ho pensato la stessa cosa, però sono piacevolmente colpito dal fatto che il commento sia passato ugualmente. Male che vada nessuno gli risponderà. Io per primo penso che la sua analisi sia fondamentalmente errata e manchevole, ma mi spiacerebbe che questo blog si avviasse a diventare "settario" come molti ritengono. E il fatto che tu lo abbia definito una "chiesa" forse non è del tutto casuale... Se le opinioni di Derossi verranno considerate superate o sciocche, sarà semplicemente ignorato.

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    13. E' di sinistra chi difende il lavoro (che oggi include anche la piccola e media industria, di norma), e' di destra chi difende il capitale.
      La differenza e' che mentre difendere il lavoro non ha mai portato il capitale al suicidio ed i capitalisti in coda per un piatto di minestra; l'opposto ha mietuto morti e causato sofferenze infinite.

      Roberto Seven

      PS: se qualcuno mi dice che l'URSS e' un esempio opposto rispondo che in quel paese non si e' mai difeso il lavoro, ma si e' ugualmente oppresso il lavoratore.

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    14. Comunque sì, si chiama invidia sociale il non comprendere come tu, il medico, l'operaio e l'imprenditore siete tutti parte dello stesso gruppo sociale dei salariati, e il vostro problema non sono gli altri salariati, ma, se mai, coloro che possiedono la pecunia e non intendono sganciarla. Veramente, è tutto qui. Non c'è nient'altro da capire. Devi solo rimettere ordine nei tuoi schemi che mi sembrano un pelino confusi

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    15. Con tutto il rispetto De Rossi, penso che lei non abbia proprio capito molto (e non e' un male se ci si impegna poi a capire; io fino al 2011 non avevo capito un tubo; poi sono capitato qui!).

      Puo' per favore leggere quello che e' successo nei posts dal 2011 in poi? Mi creda, NON e' tempo perso, perche' lei non lo ha proprio afferrato.

      Le etichette destra e sinistra sono "misleading", direbbero a Frascati. Ecco per una volta concentriamoci sul nocciolo del problema; a chi e cosa e' servito il progetto Eurista e se ci conviene continuare a morire per l'euro (come Letta implora di fare nel suo "libro").

      Basta questo per capire che lei e' fuori strada; usi il navigatore gentilmente offerto dal padrone di casa agggratis:

      "Detto questo però va aggiunto che non possiamo sganciarci dall’Euro per vivere di svalutazioni."

      P.S. Puo' anche leggere 2 libri 2 del costo di pochi Euro l'uno scritti da qualcuno di cui non ricordo bene il nome

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    16. Wow!
      Juliette, ovvero illuminismo e morale
      Quella che il reddito proporzionale alla durata del corso universitario, è la prima volta che la sento.
      Per la verità, un amico (ordinario) che dirige un centro trapianti di una grande città (chirurgo tra i più eccelsi), di euri ne prende 5000 ( mi mostrò la sua busta paga).
      Però al mondo ci sono tanti cuggini, pertanto le informazioni possono essere lievemente difformi.
      E poi, se fa piacere che luminari della chirurgia, (che sono quelli che dovrebbero curare noi in caso di necessità), guadagnino molto meno che un gestore di un bagno in una località turistica, chi siamo noi per opporci?

      Ps. Oligopolio? L'italia è in testa alle classifiche mondiali per numero di medici per abitanti : 1 ogni 240. Preceduta solo da Grecia, Russia e Turkmenistan con 1 ogni 230 e dal Belgio con 1 ogni 220. Primo assoluto è Cuba con 1 ogni 170 abitanti

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    17. @ Derossi la conseguenza logica del tuo ragionamento è ciò che ci sta succedendo e che viene raccontato come doloroso e inevitabile, tutti i giorni , al TG1 , TG2, TG3, TG4, TG5, TG6 , TG7, SKYNews24 ... etc, etc

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    18. Amen, @ Luigi Derossi.
      Tu sai di sapere. Capita.

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    19. @mayala

      Non mi dilungo sulle relazioni fra sellino e anatomia umana. Taccio riverente.

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    20. @ Nicola Strada. Vediamo se ho capito bene. Quindi io vedo uno che guadagna 20 volte più di me e 40 più del povero disgraziato che va a spaccarsi la schiena in campagna grazei al fatto che è riuscito a ficcarsi in una casta chiusa di quelle che in Italia abbondano devo sentirmi affratellato a lui perchè apparteniamo allo stesso "gruppo sociale dei salariati". Magari se trovo un farmacista cha ha ereditato dal padre la farmacia la cui licenza vale 2.000.000 € perchè è una forma di monopolio (e adesso si lamenta pure perchè la regione gli dà in ritardo i suoi 30.000 € al mese) gli offro un bel mazzo di fiori e lo spiegherò al disgraziato che lavora 8 ore al giorno sul cantiere edile a 1.200 € al mese. Basta con l'invidia sociale, che l'amore trionfi. D'altronde l'inviia fa pure male alla salute ed è un vizio capitale. Grazie per aver portato ordine nella mia confiusione mentale.

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    21. Professore ma lei non è imabarazzato dal livello e dalle affermazioni dei suoi seguaci? Le sembra normale che uno dica che per capire il mondo bisogna venire su questo blog? Un conto è essere d'accordo con le sue tesi o una loro parte (e fin qui lo sono anche io) un conto essere dei fanatici arroganti aggressivi patetici e cretini che rispondono a delle argomentazioni con degli atteggiamenti fideistici di supponenza comica e penosa.
      Lei è un insegnante e gli insegnanti creano delle persone capaci di farsi idee proprie non un gregge di imbecilli che ha bisogno di un pastore. O l'intento è proprio quello? Posso assistere ai suoi esami?

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    22. Derossi, ti sospendo per eccesso di poraccesimo. Abbiamo capito cosa vuoi dalla vita. I soldi. Se li volessi di meno ne avresti di più. Ti auguro di averne, e di spenderli tutti con Velo di Maya.

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    23. Oserei dire che, più che le relazioni anatomiche, sono interessanti i rapporti dinamici

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    24. Da molti dati raccolti per caso in anni di lettura qui, capisco di essere una dei più vecchi del blog e tra le donne forse la più vecchia.

      VECCHIA VECCHIA VECCHIA.
      Chiaro?

      E pure laureata.
      Dunque: vecchia e laureata da tanto, con una laurea di quelle VECCHIE (uhhhhhh, si chiama "vecchi ordinamento", sic) e con alcuni esami non trascurabili superati molto bene con professori dai grandi nomi.

      VECCHIA e laureata da tanto: in proporzione, quanto stipendio dovrei rivendicare?
      Ops,ho una di quelle lauree "inutili", in materie già considerate inutili da molti nella scuola superiore, figuriamoci poi e ora e in futuro negli studi universitari.
      Sarà che mi piace l'inutile, perché mi rammarico di aver rifiutato un ruolo (uno dei due rifiutati da co****na) per tenermi quello per cui lavoro, e tutti conseguiti con concorsi separati, non quelli col sistema 3x1, se proprio vogliamo cavillare...(non si offenda qualcuno di guardia ancor più vecchia quando c'era tale sistema, perché so bene che si trattava di concorsi durissimi; parlo dei veri 3x1, master, mister e scorciatoie varie).

      Ultimamente ho conseguito da VECCHIA un misero B1 in Inglese, misero perché il parlato è stato solo suff e nell'ascolto non ho capito proprio nulla e ho messo sul foglio crocette a caso, ma il resto era più che buono, insomma, proprio una cosa da VECCHIA italiana di LETTERE poco incline alle lingue (io che dico che lingue sono le lettere di qualcun altro) un poco stonata di voce, nella mente non so, e forse non perfettamente udente.

      E' la seconda volta in serata che scrivo più o meno di scuola, sempre tra il brioso e l'inca e solo in maniera estemporanea - di cui mi rammarico non per l'argomento ma per me fuori dall'argomento - questo il vero outing o coming out.

      Anch'io non posso non notare vistose disuguaglianze - e non faccio nemmeno il discorso della laurea e nemmeno dell'età, fatti entrambi per outing o coming out - eh sì,i miei sono, smodatamente fuori moda, questi
      e neppur dico di non essere un filo invidiosa di gente più capace di me, soldi o meno, più simpatica, più colta ,più in salute, più bella (per l'ultimo punto ci vuole poco: outing o coming out anche questo: alla faccia), ma ritengo che ora Ora ORA non sia proprio questo il tema del giorno e di molti anni.

      Dopodiché sembrerò un'incosciente e sia: possiedo mezza casa, ho un lavoro ora esposto a colpi di sventura, stante #buona scuola che destabilizza tutto (no graduatorie, no punteggi, calo delle iscrizioni in certi inutili istituti chiamati licei, quello in cui sono è il tipo considerato meno inutile e speriamo), non ho avute eredità e neppure un marito ricco, presente o presunto.

      Non mi sono nemmeno proclamata "seguacia", dovrei ristudiare i due libri Libri LIBRI e invece guardate qui che cosa sto a fare, con qualche pallido tentativo di grado zero della scrittura in realtà troppo curata e caratterizzata per aspirare al grado zero, nemmeno questo.

      Insomma, boh, che fallimento.


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    25. Derossi, posso anche lontanamente capire l'invidia sociale, ma questo sito ha nell'intestazione gia' tutte le risposte. Se il professionista incassa tot, e' perche' il cliente e' disposto a spendere tot. Poi possiamo farci il pippone sulle caste, grandi classici tassisti e farmacisti, ma i fondamentali si spostano poco o punto. Suggerimento: se le persone comprassero solo medicine "vere", le farmacie come le intendiamo oggi sparirebbero. In una societa' dove ci si indigna per 150 euro di una visita specialistica, e poi se ne spendono cinquecento per un cellulare, cento per entrare a Gardaland e cosi' via, beh lasciamo stare. Manca solo l'appello ai musei gratis, per completare il quadro. Solo una piccola riflessione: impoverire una categoria non ha mai arricchito nessun'altra categoria - che non fosse ovviamente gia' ricca!

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    26. Derossi, glielo dico con calma e cortesia,
      lei non ha risposto, ed è chiaro il perchè; il motivo è, prima ancora che per altri motivi non chiaramente evidenti ma perfettamente intuibili, che lei non ha seguito questo blog ed in particolare i libri di Bagnai, oltre che, almeno parzialmente, l' immensa documentazione che li precedono e qui esposte doviziosamente, pertanto non ha acquisito gli elementi fondamentali che le eviterebbero di rivolgere certe domande non banali nel 2011 ma che oggi lo sono, soprattutto se poste qui e le cui risposte è cosa banale, andarsele a cercare nella succitata documentazione o lei pensa che ogni volta che arriva qualcuno qui a porre le domande, sia possibile che Alberto o altri le debbano rispondere banalità a banalità? Qui, la questione che le ponevo, è dirimente, punto n° 1, nel senso che chi sta qui deve averla da tempo risolta nel senso che l' eurozona è irriformabile; l' appellismo suo e di Civati, come di tanti altri, non ci interessa e ci fa perdere solo tempo. Punto n° 2 le questioni che lei pone sono state poste ciascuna, almeno dieci volte su questo blog e pluritrattate con ampia e documentata analisi che ha risolto le questioni a favore dell' impossibilità di una riformabilità dell' eurozona e della certezza che il disegno dell' eurozona fu scientemente voluto e scientemente disegnato per distruggere le garanzie e i livelli salariali dei ceti medi in particolare e smantellare lo stato sociale, cosa che stiamo osservando da quando è iniziata l' esperienza, e contestualmente distruggere progressivamente, in particolare, la capacità dell' Italia di utilizzare tutti gli strumenti concessi alle possibilità di manovra della nostra economia attraverso la sovranità monetaria e della sua Banca Centrale. Questa assoluta verità è stata addirittura ammessa da Zingales nel 2010 ed il processo di distruzione è iniziato scientemente nel 1981 con Beniamino Andreatta, che diceva che la Lira era una moneta "chiacchierata" oltre che un altro enorme cumulo di altre idiozie, che ancora vengono proposte dai suoi numerosi emuli e proseguita poi attraverso tutte le altre fasi che hanno condotto alla moneta unica e alle successive azioni concatenate.

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    27. @Christian

      Scusami tanto: possiamo fottercene di chi ci considera una "chiesa". Mi sono rotto i coglioni della retorica del dialogo e della dialettica. Fammi la cortesia di leggerti la fabbrica del falso e di capire, dette da uno che ti parla dalla tua parrocchia, cose che sono peraltro evidenti. Mi diverte vedere il povero Derossi spurgare come una lumaca il suo squallido e impotente livore sociale, ma rivendico il diritto di NON perdere tempo con materiale umano di questa qualità, che NON aggiunge nulla al dibattito, e che se vuole può aprirsi un suo blog. In altre parole, hai commesso un altro errore NON negoziabile: quello di adombrare un concetto del tutto insensato, la "censura" in un blog. Questa non è una cabina elettorale, questa non è la posta del cuore, questo non è un bar, questo non è un telefono amico. Questo è il mio blog. Chi non lo capisce capisce troppo poco per restare qui. Meglio di così non lo so spiegare, per cui arrivederci.

      Al povero Derossi hanno risposto altri, che non hanno capito che se Derossi potesse capire, non ci sarebbe nulla da spiegargli. La risposta migliore per me è quella di Alberto49, che ha subito chiesto al pisquano da quale parte del confine sta. Derossi sta dalla parte degli antidemocratici (Pasolini avrebbe detto fascisti, ma lasciamo perdere). Voi volete parlarci con uno così? Io no. Non nel 2015.

      Chiaro?

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    28. E poi c'è sempre la vecchia storiella dell'ingegnere, che può fare l'operaio, ma l'operaio non può fare l'ingegnere. A meno che non fosse l'ingegnere che si era messo messo a fare l'operaio. Entrambi però, potrebbero fare il CT della nazionale. Come del resto ogni italiano che frequenti un bar.

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    29. Gentile Derossi, anche se temo di essere fuori tempo massimo, se il padrone di casa me lo concede provo a inquadrarle il problema di fondo attraverso una semplice analogia. Faccia conto di essere costretto a partecipare a oltranza a dei campionati di box in cui, su dieci partecipanti più o meno forti e con i guantoni più o meno ferrati, ce ne siano sempre due che, oltre a essere sempre teste di serie, abbiano la prerogativa di poter sempre combattere con l’avversario di turno legato mani e piedi alle corde del ring. Faccia conto di far parte del gruppo degli otto privi di questa simpatica prerogativa. Secondo lei, per avere qualche chance non dico di arrivare in finale, ma almeno di non essere ogni volta massacrato di botte prima di non arrivarci, su che cosa dovrebbe impegnarsi propedeuticamente a lottare, insieme agli altri sette e a prescindere dai singoli match dei singoli campionati? Bene, quello che credo dovrebbe cercare di chiarire meglio a se stesso è la traduzione del concetto di ‘combattere mani e piedi legati alle corde del ring’ in termini di implicazioni concrete, per le classi lavoratrici e per la possibilità di una loro partecipazione effettiva alla dialettica distributivo-democratica, di una moneta unica sovranazionale (sovrademocratica) combinata con l’indipendenza (dalla democrazia) della relativa banca centrale. Riconosco che come esercizio di traduzione non è banale, ma le assicuro che su questo blog e attraverso questo blog troverà, se lo cercherà, tutto quello che le occorre per portare a positivo compimento questo utile esercizio. Se poi si è già cimentato nello stesso e i risultati son quelli che abbiamo potuto rilevare dai suoi precedenti interventi, non si scoraggi e riprovi con più attenzione e impegno: magari le è sfuggito qualche passaggio esplicativo cruciale che a un tentativo successivo le risulterà più perspicuo. Se invece i tentativi sono stati già convinti e ripetuti, forse si tratta proprio di un tipo di esercizio non fa per lei. In tal caso si rassegni pure e torni a preoccuparsi di aggiungere ferro nei suoi guantoni: se nel frattempo qualcuno riuscirà a modificare in un senso un tantino più equilibrato le regole del gioco, con i suoi guantoni iper-rinforzati lei farà sicuramente faville.

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    30. Ehi, ma ci siamo dimenticati la corruzione! Molti soldi corrompono, ergo chi ne guadagna molti è corrotto, che ne guadagna pochi no. Glieli togliamo per il tuo e il suo bene: però non li diamo a te, altrimenti diventi corrotto anche tu e siamo daccapo.
      Ce li teniamo noi che siamo incorruttibili, come dimostra il fatto che tu, povero e nemico della corruzione, voti per noi. Ciao.

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    31. A doverosa integrazione di @Adriana 21 ottobre 22:51 e soprattutto per rispetto a quelli di cui in parentesi, non più molti, che si sono fatti fior d'esami nelle facoltà umanistiche con esercitazioni che erano esami negli esami e tesine in itinere che erano già specialistiche, quando i trenta volavano altissimi e i trenta e lode ancor di più , e si son fatti i concorsi 3x1 quando era difficilissimi quattro traduzioni, due da e due in, ed esami di università e di concorso con traduzioni all'impronta, come si diceva, di brani peregrini e tosti: insomma, a quella generazione che ora ha da circa ottant'anni in su, a tutti quelli di cui non sarei nemmeno scolaretta - salvo qualche sonoro impreparato anche tra quelli.

      Per rispetto e reale riconoscenza INTEGRO quel che è rimasto nelle intenzioni e non nella terza parentesi:

      ("......parlo dei veri 3x1, NON dei master, mister e scorciatoie varie").


      Fatto.
      Preferisco sembrare esagerata a molti vivi piuttosto che essere irriconoscente, ohimé in memoriam, ad alcuni pochi conosciuti e a molti altri che non ho avuto la fortuna né di conoscere né di leggere.

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    32. Prof, temevo di aver esagerato, ma credo tu abbia capito e questo mi dà una notevole sicurezza.

      La mia "notte brava" sul blog è stata laboriosa e lenta e non poteva che finire qui: ho girato intorno a questo punto finché non ci sono arrivata e ora quieto.

      Ci vediamo (forse).

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  16. Certo, sarebbe assurdo se mi spingessi ad affermare che i suicidi possano costituire la conseguenza di un licenziamento o di un fallimento imprenditoriale. Sarebbe un’insostenibile eresia, perché di fronte ad una qualunque catastrofe economica, una persona del tutto sana di mente non può ragionevolmente pensare di trovare sollievo nella morte autoinflitta. Per il soggetto dotato di un normale equilibrio emotivo, infatti, lo scoglio dell’istinto di sopravvivenza è fortunatamente troppo aspro da scalare. Ma, per coloro cui la malattia, magari ad uno stato latente – anche una semplice familiarità – abbia decretato un difetto di tale istinto, od al contrario il potenziamento degli impulsi negativi, certi avvenimenti possono rappresentare un potente detonatore, il cui innesco, purtroppo, è nelle mani della nostra sciagurata classe dirigente.

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    1. @Nicola Mosti

      C'è una cosa che non riesco a capire, possibilmente per mia inadeguatezza: perché certe vicissitudini, soprattutto se reiterate e magari con frequenza ravvicinata, non possano intaccare un normale equilibrio emotivo, senza peraltro renderlo patologico, il quale, proprio perché emotivo, è soggetto a perturbazioni della stessa natura e dunque suscettibile perfino di autoinfliggersi un danno, percepito come il male minore in quel contesto. Perdoni la banalità dell'esempio, ma viene alla mente una bandiera esposta al vento: esiste un limite fisico di sopportazione, ma se il vento risulta eccessivamente ed improvvisamente impetuoso strappa la bandiera senza troppe storie, e senza che lo strappo debba essere attribuito a un cedimento illogico, o a una perturbazione nella qualità dell'oggetto strappato: diventa semplicemente una prova insostenibile alla norma del materiale in oggetto. Mi risulta che in guerra siano stati condotti studi sul morale dei soldati e si sia giunti a quantificare addirittura quanti giorni occorrano mediamente perché un soggetto, benché dotato di normale equilibrio emotivo, o addirittura superiore, possa cedere nel morale a seguito di un accumulo di eventi traumatici, raggiungendo il cosiddetto e assai temuto "punto di rottura"; in alcuni casi ciò può succedere anche ai più induriti veterani. In merito al suicidio non come atto di disperazione o perdita della salute mentale, ma come scelta consapevole ed estrema, la stoa greca e il bushido giapponese mostrano come sia possibile compierlo, senza tuttavia andare ad alterare l'equilibrio emozionale, il quale invece viene probabilmente trasceso nell'atto medesimo; certamente, si potrà obiettare, non è qualcosa per cui ci s'improvvisi...

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    2. La questione è complessa, ma voglio risponderti con un esempio paradigmatico: che cosa ci può essere di più angosciante per un genitore della perdita di un figlio? Credo niente altro al mondo. Eppure, fortunatamente, la massima parte di queste persone riesce col tempo a rielaborare il lutto ed in qualche modo, attraverso un nuovo reinvestimento emotivo (nuovi scopi), a superare la tragica scomparsa. A fronte di una così immane disgrazia, la perdita del lavoro od un fallimento imprenditoriale, eventi certamente importanti, anche se in grado di minare la sicurezza dell'individuo e di minacciarne l'autostima, sarebbero tuttavia ben poca cosa. Ed in effetti, la più ampia maggioranza dei soggetti sottoposti a tali prove, com'è auspicabile, non giungono mai a concludere che il suicidio possa rappresentare una soluzione alle personali problematiche economiche. Soltanto alcuni mostrano segni e sintomi ampiamente codificati in letteratura (ad es. alterazioni protratte dell'appetito, disturbi del sonno, deficit dei livelli di energia fisica, inibizione dell'iniziativa, scadimento delle capacità attentive e delle performance più in generale, rallentamento psicomotorio, compromissione dei processi di infuturazione, alternanza diurna circadiana dei sintomi, etc...) che depongono inequivocabilmente per una malattia. In questi soggetti, costituzionalmente predisposti (e questo oggi è oramai considerato un dato acquisito e consolidato, tanto che si parla addirittura di una ereditarietà del suicidio), gli eventi vitali stressanti (tecnicamente abbreviati in EVS), agiscono da innesco delle manifestazioni psicopatologiche, in medichese da "fattori di rischio" per lo sviluppo dei disturbi mentali. In altri termini, in questi soggetti, sul piano biologico, è alterata già di base, anche se allo stato latente, la reattività emotiva agli eventi, che poi si manifesta sul piano comportamentale con i tentativi di suicidio (i cosiddetti TS dello psichiatra, che non vanno confusi con i TSO, ovvero i Trattamenti Sanitari Obbligatori, questi ultimi invece utili a ricoverare i membri del PUDE, evidentemente afflitti da un delirio collettivo cronico).

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    3. Gentile Nicola, grazie per gli spunti davvero interessanti. C'e' un aspetto del "rovescio economico" che e' importante, ovvero la sostanziale responsabilta' - almeno percepita - dell'evento. Non e' una malattia, non e' un incidente, ti hanno licenziato perche' TU sei insufficiente, prova ne e' il fatto che gli ex colleghi lavorano ancora. I parenti, i conoscenti pensano di te esattamente questo. Ci vuole una bella autostima, un'invidiabile equilibrio emotivo e tanta, tanta salute per uscirne. E parenti intelligenti...

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    4. Ricordo di quando una persona particolarmente disprezzabile noto sul suo blogghetto da quattro soldi che io non aiutavo gli italiani quando spiegavo che la colpa non era tutta e solo loro. Questa assoluzione (che, come sapete, nel mio caso non è esattamente tale: è semplicemente un invito a valutare le dinamiche individuali nel contesto collettivo), secondo l'opinionista di turno, era diseducativa. E ho detto tutto. La crisi uccide, amici cari, ed è inutile girarci intorno. Cioè gli uomini uccidono altri uomini. Vi sembra una novità?

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    5. Sono allibito. Come si può anche minimamente pensare di bollare come patologia il suicidio?
      Che arroganza si cela nel giudicare il modo con cui una persona reagisce alla disperazione?
      Che ne possiamo sapere della vita di un altro, se a malapena conosciamo noi stessi?
      Figliolo, tuo babbo si è suicidato perché era un malato di mente, ma non ti preoccupare, il tuo dolore non durerà a lungo : è ereditario.
      Sminuiamo pure la disperazione cieca di chi si toglie la vita, tanto è una malattia genetica.
      "Ma si, c'è una crisi dellamadonna, ma se fossero stati normali queste persone non si sarebbero suicidate"
      D'altra parte marchiare come patologia un comportamento 'anomalo' è un 'classico della risata'
      Negli States ci sono medici che cercano di guarire i gay, visto che l'omosessualità secondo loro è una malattia.

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    6. @Stefano Cortesi
      Negli States il matrimonio di persone dello stesso sesso (gay non e' politically correct) e' legale.
      http://www.bbc.com/news/world-us-canada-33290341

      Cosi' come e' legale la marijuana in 4 stati (per adesso)
      "It is legal to purchase marijuana in four states — Alaska, Colorado, Oregon, and Washington"
      http://www.usatoday.com/story/money/business/2015/08/18/24-7-wall-st-marijuana/31834875/

      Sono un po' stufo di leggere di accuse di bigottismo generico senza considerare i fatti.

      (Evito di parlare di pagliuzza e di trave in questo contesto, perche' potrebbe essere strumentalizzata....)

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    7. @ nicola mosti. Quindi uno che perde il lavoro si suicida solo in quanto già biologicamente malato? Interessantissimo.... Quindi dopo 6 anni di laurea e 5 o 6 di specializzazione uno arriva a queste conclusioni? ma è una tua conclusione o lo scrivono pure i libri?
      Forse non lo sai, perchè magari guadagni qualcosina di più (ma solo qualcosina) dei tuoi pazienti ma uno che perde il lavoro non ha mezzi di sussitenza, non può fare la spesa, non è che "non riesce ad elabarorare" la situazione o che pensa di risolvere il problema col suicidio è che proprio non riesce ad abadre avanti capisci la differenza (se hai finito di controllare l'estratto conto)? Quindi che ad un certo punto si stanchi di vivere della carità del vicino o della madre io lo trovo perfettamente "sano", anzi in un certo senso è un gesto di dignità davanti al quale tutti dobbiamo solo tacere e portare rispetto senza che adesso arrivi il professorino a dargli pure del malato biologico.

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    8. Caro Stefano Cortesi (?). A me sembra che il dott. Mosti sia stato piuttosto chiaro: non ha parlato di suicidio come stato patologico in senso denigratorio, ma in quanto prodotto dell'inibizione di una funzione biologica (l'istinto di autoconservazione) che ha causato danno all'organismo. Che poi questa inibizione sia stata scatenata da fattori esterni, ecc. ecc., ciò è assolutamente pacifico. Ha solamente sottolineato che, a parità di condizioni, normalmente l'istinto di autoconservazione è sufficiente a salvarci la pellaccia. Quando non basta c'è qaulcosa che non ha funzionato, ovvero una condizione patologica in senso squisitamente scientifico.
      Non capisco davvero l'indignazione. Nel caso dell'omosessualità è evidente l'assenza di patologia, visto che non si configura alcun danno (e spero che Il Velo di Maya non legga mai questo post) per coloro che la praticano. Se a uno piace pigliarlo in luoghi ad altri utilizzi deputati buon per lui (e mi si perdoni l'espressione scurrile, di cui mi scuserei ma che in fondo mi sembra assolutamente innocua), ma se uno intende ammazzarsi una mano gliela vogliamo dare?

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    9. Ragazzi, state tutti calmi. Quando vi capiterà, come a me è capitato, di sentire uno che dice che si suicidano perché non hanno voglia di lavorare, allora potrete tirargli un piatto come ho fatto.
      Mi è solo costato un servizio da sei ricomprato per la padrona di casa.
      Ma che rumore meraviglioso ha fatto quel piatto rotto. Peccato che non l'ho preso in testa!!!

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    10. Il lancio del piatto, o meglio disco, rievoca meravigliose statue classiche. In aggiunta, dove sta scritto che non aver voglia di lavorare sia sbagliato? Se nasci e cresci fortunato, accederai a "lavori" interessanti ed al calduccio. Tutto il resto son lavori non solo oggettivamente duri, ma anche bistrattati socialmente. E il capo non ti chiede per favore, bensi' urla.

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    11. @a perfect world
      Appunto: dove sta scritto? Premesso che l'attuale visione sclerotizzata del lavoro differisce assai da altre rinvenibili in talune culture del passato (saranno stati tutti lavativi - e soprattutto i Greci, visti i pronipoti -, anche se poi hanno lasciato acquedotti, ponti, cattedrali e templi che sono ancora lì dopo qualche migliaio d'anni), è tuttavia ormai la logica per cui prima devi lavorare come un somaro e poi, eventualmente, chiederti conto dell'effettiva utilità del lavoro compiuto, anche nei termini di valorizzazione umana, e non solo economica, dell'individuo, ma solo come sfizio personale. D'altronde due sere fa ho udito il venditore di pentole rignanese affermare qualcosa del tipo: "Qualcuno potrà dire che queste riforme non sono state fatte bene, però sono state fatte!". Cioè, la logica del "pensa a costruire il pilone dell'autostrada" o l'asilo nido, e solo in seguito - ipoteticamente - rifletti su quanto cemento e tondini andassero effettivamente messi (e su chi ha lucrato nel non metterli).

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    12. "...in una notte senza luna / truccò le stelle ad un pilota
      e quando l'aeroplano cadde / lui disse è colpa di chi muore
      e adesso è ora che io vada
      ed il pilota lo seguì / senza le stelle lo seguì
      sulla sua cattiva strada..."

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    13. @perfect
      Ma quale discobolo, fu una roba da orrido teatro iper realista americano, il cui unico risultato fu farmi sentire in colpa per settimane.
      Confermo e straconfermo: il gesto eclatante serve a un cazzo!

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    14. @Tiziano Diamanti. L'esistenza di associazioni negli States per la ricerca e la terapia dell'omosessualità, a cui aderiscono anche medici e psicologi, è, un fatto. Questo a prescindere della politica USA sui matrimoni. Poi che siano bigotti o no, io non lo so, ma neanche m'interessa. Mi spiace ti sia sfuggito che il mio commento non riguardasse il bigottismo. Anch'io sono stufo di chi fa i processi alle intenzioni su quello che scrivono gli altri senza considerare i fatti, cioè quello che hanno scritto. Il perché poi secondo noi l'hanno scritto, chiediamolo, come ha fatto Alberto49 ad altri, prima di esprimere stufezze inappropriate

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  17. Ma quante cose si imparano su questo blog. Grazie a tutti

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  18. Egregio professore, con il massimo rispetto per quello che dice e riconoscendole una non comune capacità di analisi del contesto socio economico e politico in cui viviamo, resta il fatto che non si sono realizzate alcune sue principali previsioni (uscita dall'euro prossima ventura) e/ o aspirazioni ( risveglio della sinistra o parte di essa). Quanto al primo punto, al di là delle ragioni tecnico economiche che non ho competenza per discernere personalmente (a parte un mio personale persistente sospetto sul l'esigenza di ingenti finanziamenti internazionali a supporto del paese che esce, dal che discende la mia difficoltà al completo disprezzo di tsipras), mi è sempre parso chiaro che Essi non lo avrebbero permesso, a costo di arrivare a forme di miserabili elemosine quel tanto che basti ad evitare sommosse popolari. Quanto al secondo punto, io non ho mai avuto fiducia sull'autoriforma (o autocoscienza) dei partiti al
    potere: chi comanda, anche come semplice intermediario di terzi, perché dovrebbe rinunciare anche solo alle briciole che il potere consente? (A parte le citate questioni sui prestiti internazionali).Mi resta una domanda, vera, non retorica: che fare? Forse l'idea del CNL non era male, anche se utopistica (persone di diversa estrazione sociale e politica, accomunate da un unico sia pure temporaneo obiettivo) Magari il gruppo non avrebbe immediatamente raccolto un successo elettorale, ma con tempo poteva costruirsi un consenso, diretto ad una proposta concreta. In assenza, trovo francamente inutile incontrare persone di "destra", quella destra che men che meno rispetto alle "sinistra" ha l'intenzione di uscire dall'euro e soprattutto di abbandonare il metodo di governo che l'euro garantisce. In assenza, trovo pure che la sua incredibile opera di divulgazione abbia raggiunto il suo massimo e di più non possa fare (e chi altri più e meglio di lei possono?) :del resto, ci sono cose che se volessero essere capire non ci sarebbe bisogno di spiegarle, no? Cordialmente, e sempre consapevole dei propri limiti di analisi e comprensione, Andrea

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    1. Perdonami: "essi" è un market molto evidente... Detto questo: Fassina e D'Attorre sono usciti dal PD, il 31 a Roma si riuniscono pezzettini di sinistra (e sono costretti a chiamarmi: il melanzanismo mostra la corda), durante l'ultima crisi Schäuble ha parlato esplicitamente di uscita... Quindi le cose si stanno muovendo, no? Dopo di che: l'euro si è andato qualificando come progetto di matrice ideologica statunitense e funzionale ai loro interessi, cosa che nelle mie analisi anche solo di due anni fa non mi era evidente. Poi ho recuperato, capendo prima di altri che Tsipras ha deciso di essere il fantoccio dei loro interessi per interposta Bce (aiutato dal fatto che il melanzanismo, cioè l'idea che un'altra Europa sia possibile e se del caso bisogna uscire da sinistra, è una evidente pustola ideologica, messa a foglia di fici di questo atteggiamento), e da qui ovviamente il mio disprezzo. Quells degli "ingenti finanziamenti" è un cosa che se non studi è inutile spiegarti (Tsipras è un traditore, cazzo c'entrano i finanziamenti!?): è riuscito a farsi rifinanziare l'Ecuador! Bisogna avere pazienza. Visto che sei una crisalide tsipriota, sarai stato una larva movimentodalbassista. Aspettiamo l'angeluca farfalla. I famosi "essi" complottistici, se esistessero, avrebbero già decretato la fine di un esperimento nel quale stanno per gettare un pozzo di soldi. Il problema, appunto, è che non esistono! Quello che so è che la consapevolezza sta crescendo, lentamente, ed è necessaria, "essi" o non "essi", per farsi meno male. Il resto è questione di tempo. Se hai fretta, accomodati...

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    2. Scusa: non avevo visto che citavi il mio primo articolo: quindi per te, tanto per citare alcune previsioni di agosto 2011, Berlusconi non è stato sostituito da un governo tecnico, la Le Pen non è avanzata, e la Germania non sta segando il ramo su cui è seduta? E allora di che ti preoccupi! Scendo al Pescara: vado ad attingere un bicchiere di latte e miele...

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    3. Egregio professore, le avevo già preliminarmente riconosciuto una capacità di analisi non comune, quindi avevo già preso atto di tutto quanto mi rammenta....
      Osservavo semplicemente che: a) l'euro non è crollato; b) la sinistra non si è risvegliata ed entrambe le cose non mi sembrano nemmeno prossime. Quindi, mi sembrava che anche lei, come me, e pur sapendo che non funziona così, ogni tanto sia influenzato dall'idea che " il reale e' razionale" : l'euro è una costruzione irrazionale, pertanto crollerà e l'euro non è di sinistra, pertanto la sinistra cambierà.
      Poi, ammetto che si, avevo sperato in Tsipras, dopo che aveva indetto il referendum. Sul movimento dal basso, la mia posizione temo - non ne sono compiaciuto - sia molto simile alla sua (sempre per la faccenda della razionalità). Infine, no, non ho mai creduto ai complotti, al più ad una comunanza occasionale di interessi da parte di alcuni soggetti "sociali", anche molto diversi fra loro e magari impegnati a perseguire un proprio "particulare", che però passa attraverso p.es. l'euro. Sono comunque certo - mi lasci sbagliare l'ennesima previsione - che l'euro non crollerà e la sinistra (o pezzi rilevanti della) non cambierà. La Germania seghera', inoltre, il ramo su cui è seduta, ma giusto quanto basta. Però, se lei riesce anche solo a fare andare a sinistra la sinistra....chapeau (ed è un eufemismo). Il mio riferimento al CNL lo consideri pure velleitario. E' solo la mia reazione piccata alla constatazione che " capire" non vuol dire "cambiare" le cose (e questo anche se sono in tanti a capire)......l

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    4. Scusi Granata,
      come potrebbe non prevedere la fine dell' euro, più volte arrivato in prossimità del capolinea, uno che come Bagnai tratta la sua materia, ovvero la Politica Economica, con particolare riguardo per la Politica Monetaria in modo del tutto professionale e rigoroso, cosa che nessuno oggi fa in Italia al suo livello anche divulgativo, come ormai universalmente riconosciuto?
      E' solo questione di tempo, la certezza che la baracca venga giù al prossimo forte colpo di vento è un fatto e non una opinione, lei cosa ne pensa? Non mi sembra che ne sia così certo, perchè altrimenti non rimprovererebbe a Bagnai di aver diagnosticato una morte che è certa ma soggetta a variabili complesse e che Bagnai non si è mai azzardato a prevedere in maniera deterministica, nel senso di dare un limite temporale certo.
      Il resto, ovvero la Germania che sega il ramo su cui siede è cosa del tutto evidente, pensi solo alla situazione esplosiva del suo maggiore gruppo bancario e ultimamente i nodi venuti al pettine, della sua maggiore industria manifatturiera e prima in Europa, nodi che dipendono strettamente dai meccanismi di (non)funzionamento delle regole dell' Unione monetaria sia nel campo delle regole di mercato assenti, che in quello dell' inaridimento delle regole della concorrenza. Queste cose sono foriere come sempre avvenuto, di catastrofiche conseguenze per chi se ne serve in primis e purtroppo gli effetti verranno risentiti anche fuori dalla Germania; più a lungo dura il mostro e più gravi saranno le conseguenze, ovvero in ultima analisi, si arriverà alla guerra, con la certa fine dell' euro.

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    5. L'idea di distinguere destra e sinistra è piuttosto ingenua, come faceva notatre qualcuno più preparato di me, per un fatto semplice:
      La destra nasce come partito della Nobiltà. Diventa poi il partito dei Ricchi quando il diritto di voto viene esteso sulla base del censo (suffragio al 2%). In una democrazia con il diritto di voto esteso a tutti, questa destra, che difende gli interessi della antica nobiltà e/o dei molto ricchi non può avere spazio, perchè manifestamente difende gli interessi di una risicata minoranza dell'elettorato, ed è quindi condannata ad essere una minoritaria e, seppur folcloristica, marginale opposizione (Tipo: i Repubblicani o i Liberali ai tempi dei pentapatiti).
      Quindi, i nobili/ricchi (e ricordo che, Forbes esclude dalla sua classifica degli uomini più ricchi del mondo le famiglie reali) per vincere e governare hanno solo 2 possibilità:
      cambiare le regole del gioco o barare. Hanno scelto la seconda.

      Per cui, rivolgersi a destra o a sinistra non importa, purchè il referente accetti la più palese e primaria regola della democrazia che è questa: occorre che il governo operi nell'interesse della maggioranza dei cittadini (purtroppo esclusi i bambini, che non votano).

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    6. @Alberto49
      Ho detto che sono certo che l'euro non crollerà, anche se la "politica monetaria" professionale e rigorosa lo considera un obbrobrio.
      Vorrei sbagliarmi, perché, a scanso di equivoci, pure io ho capito che è un obbrobrio e che, comunque, non è nel mio interesse. Consideravo mestamente che non basta che qualcosa sia un obbrobrio affinché muoia, se serve agli interessi di qualcuno che ha la forza di tenerlo in vita ( e non necessariamente si tratta di un complotto). Ho un personale debito di gratitudine nei confronti del prof. Bagnai (e di chi me lo ha fatto scoprire) e non c'è bisogno che spieghi perché.

      @Stefano Pepino
      Se non ho capito male il suo pensiero, basterebbe rivolgersi a chiunque faccia l'interesse della maggioranza. Ma come si decide, in base a quali valori e categorie, qual'e' l'interesse della maggioranza? Ed in caso di conflitti fra più interessi, tutti " della maggioranza", come si decidono, ad es., le priorità? Anche solo per questo, la distinzione fra "destra" o "sinistra" non mi pare troppo ingenua.
      Comunque, io alla distinzione ci tengo, così come ci tengo alla mia vecchia Costituzione di sinistra, che così poco piaceva alla Morgan & Stanley o chi per essi.



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    7. @Andrea granata
      Scusami, ma a sapere cosa vuole la maggioranza non ci vuole poi tanto...
      Prova a risponderti da solo:
      Secondo te la maggioranza vuole una buona sanità pubblica oppure no?
      Vuole delle buone scuole per i propri figli oppure no?
      Vuole tanta disoccupazione, oppure poca?
      Vuole che la disparità sociale cresca o diminuisca?
      Vuole una gradualità della tassazione che faccia pagare di più i grandi ricchi e le grandi imprese oppure vuole accollarsi maggiori oneri fiscali per consentire una maggiore redditività alle multinazionali (per lo più straniere...)?
      Secondo me puoi farcela...
      E fidati, queste cose interessano anche chi vota a destra.
      Che poi i cittadini vengano in vario modo circuiti e raggirati, è proprio quello che dicevo prima, perchè la scelta dei plutocrati (che son fatti di carne e sangue, con buona pace di quelli che: "i mercati...", "il capitale...", "la finanza mondialista..." e i vari altri gholem per ideologi da bar...) non è quella di cambiare il sistema di governo, ma di barare.
      Come? Principalmente attraverso la disinformazione. Infatti con cittadini ma le informati, la democrazia rassomiglia assai ad una mummia egizia, che mantiene l'aspetto esteriore immutato per secoli, ma di dentro è stata svuotata di tutti gli organi vitali.

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    8. @ Granata,
      io credo che non si possa giocare all' infinito con l' utilizzo di errati e abominevoli meccanismi economici che non stanno in piedi a livello scientifico e nemmeno a livello di sotenibilità sociale, come accaduto nel '29. Qui siamo di fronte a qualcosa di peggio, nel senso di insostenibilità scientifica e di più macroscopico dimensionalmente, nel senso di coinvolgimento di classi dirigenti e di stupidità di massa e forse di ancor più idiota come comportamenti delle istituzioni politiche e monetarie. Richiamandomi a B & B (Babson & Bagnai), e dopo almeno due capolinea quasi raggiunti a fronte di avvisi relativi, il terzo capolinea sarà definitivo con le conseguenze spaventose e forse peggiori del '29. Cerchi pertanto di allinearsi come mentalità a questa certezza, perchè almeno potrà dire: "ero fra coloro che prevedevano la catastrofe, perchè gli elementi che ne preannunciavano il verificarsi erano evidenti ed era folle e altamente stupido non porsi tra quelli"

      Vede qui non ci troviamo su un blog generico ma su un blog professionale e quindi venire qui, significa porsi in modo non generico ma scientifico, per quanto ci è concesso; lo dico soprattutto per mio promemoria.

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    9. intanto si sta ragionando di un sistema complesso, quindi per dare una stima attendibile dei tempi un approccio più corretto sarebbe ragionare, nel momento in cui ci si lancia in previsioni, e le variabili sono troppe per dare una stima attendibile del tempo. non cosi sulle dinamiche e sulle fasi di sviluppo di una crisi sistemica. ritorniamo al 29 solo perchè è chiamata in causa dall' ultimo intervento (ma il discorso vale per tutte le crisi sistemiche, crollo dell' URSS, crisi del III secolo dc, crisi del I secolo ac, rivoluzione francese, ecc scegliete quella che preferite) 1920-1929 il mercato ci darà ogni cosa 1929 ops 1929-1932 per uscire dalla crisi bisogna continuare nella direzione precedente, anzi se possibile accellerando 1932 secondo shock 1933 New deal, Hitler, guerra civile spagnola ecc oggi: 1973-2006 il capitalismo avanzato ci darà ogni cosa 2006-2008 ops 2008-2015 per uscire dalla crisi.... tra il 2016 e il 2020 (voto ma è un tirare a indovinare seconda metà 2016) secondo shock: l' impensabile diventa realtà per una gran parte della popolazione l' euro, la classe dirigente, non solo politica, che l' hanno sostenuto ecc verranno spazzati via e perderanno ogni residua credibilità. L' incognita è cosa peschiamo dal cilindro dopo il secondo shock. (ovviamente è una semplificazione e banalizzazione, per approfondire ci vorrebbero volumi). mi permetto inoltre di dissentire sulla tesi di fondo del blog: l' euro è una conseguenza della crisi sistemica, che ne peggiora le dinamiche e accellera la conclusione, non una causa.

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    10. Come tutti gli espertoni, ti riempi la bocca di paroloni per travisare il pensiero altrui. Difficile che chi banalizzi sia profondo, però aspettiamo fiduciosi i tuoi volumi. I #bagnailafafacile sono in estinzione: considerati specie protetta. Se leggi L'Italia può farcela e torni a chiedere scusa ti risparmi una figuraccia (vedi come sono accomodante?).

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    11. Andrea Granata è il tipico marxista dell'Illinois di ritorno. È certo che l'euro non crollerà? Finalmente una buona notizia!

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  19. Un collega spagnolo a cui ho segnalato la versione spagnola di questo post mi risponde:


    I am not sure I agree with the conclusion (which presumably is the important part): the article seems to argue against monetary union and suggest that Spain (or in fact, most EU countries) should exit the Euro. However, perhaps I am naive, but I do not see such a big difference between being in the monetary union or outside, except of course for the way people perceive it. Devaluating the currency and lowering the salaries seem to me to be very similar in their effect. Basically, if you devaluate, things become more expensive (you get inflation), so you can buy less with your salary. If you stay within the monetary union, to achieve the same effect you have to lower the salaries. The result is the same: you can buy less with your salary.

    In Spain, before the Euro, we had many devaluations and we know about inflation. What is definitely true is that putting inflation in the system is certainly (at least at first) less painful than reducing salaries, but I would think you end up paying the same price.

    I guess in the end, either we are happy with having less, or we simply have to work hard and produce better products and services, and sell them. I suppose that is where Spain (and Portugal, and Greece, and Italy, ...) need to improve?


    Ho risposto come segue (sperando di non aver sbagliato troppo e di aver centrato il cuore delle argomentazioni che penso di aver appreso seguendo Alberto da diversi anni - se sbalio mi corigerete). Lo condivido qua perché magari può essere utile (certamente a IO per capire se ha capito bene)


    Revaluation/devaluation of a currency and inflation/deflation of prices are two different phenomena.

    Devaluation occurs in the ratio between two currencies and it's a standard market reaction. If everybody wants good A, its price increases: you buy less of A with the same amount of your currency. If everybody wants currency A its price increase: you buy less of A with the same amount of your currency X. Currency A revaluates and currency X devaluates.

    Either side of the revaluation/devaluation phenomenon is neither evil or good. It's just a law of the market, as fundamental (almost) as a law of physics.

    Inflation occurs because one (or more) of the elements concurring to define the price of a good increase. The typical example is the increase in the price of the oil which increases the pump price of gasoline. (Note that, at least in Italy, a 100% increase in the oil price would translate just in a 30% increase in the pump price, ceteris paribus, see http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S030142151400682X)


    Devaluation of the home currency may cause inflation in prices but:

    - dynamics of price changes of goods is much lower than the dynamics of exchange rates of currencies

    - in some cases it has happened the devaluation of a currency without an inflation (or viceversa)

    A graphics showing the trend of devaluation (SVAL) and inflation (INFL) rates for italian currency since 1959 is here. You can see that until 1971 (the year when Nixon breaks the Bretton Woods agreements on fixed exchange rate between currencies) SVAL is flat (as it should be) while INFL goes up and down.


    Relation between devaluation and inflation and workers income is explained in this post.


    (continua nel prossimo commento)

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  20. (continua dal commento precedente)


    Now, coming back to your viewpoint, of course in both cases you can buy less with your salary. But, considering the price of gasoline and assuming the same amount X% for devaluation and salary decrease, in the latter case you can buy exactly X% less, while with devaluation you buy only (0.3X)% less. That is, the two approaches are not equivalent, and a worker is protected more by a devaluation than by a salary decrease. And of course the more what a worker buys is produced in her country the less a worker is hit by devaluation.

    But that's not enough.

    Let's consider things from a country-wide viewpoint, say Italy, and go back to the good old pre-euro times. There are two principal components in the price of Italy's products in the international market. The price of a product in itself and the price of Italian currency on the international market.

    If the Italian currency devaluates, its product will cost less, the market will buy more of it, Italian currency (by the fundamental market law) will revaluate, and equilibrium will be re-established. In this process workers (and country economy) will have suffered less than with devaluation. Simmetrically, if the Italian currency revaluate.

    But within Euro there is not such possibility for adjustment. And since one fundamental determinant for the price of a product is the price of labour required to make it, within euro, the only choice a country has to sell more of its product in the market is the pay less its workers. But this process is more painful for workers (the X% loss is entirely passed to them) and makes situation only temporarily better. In fact, money earned by workers contribute to the well being of the national economy (since it is spent mostly in the same country) and if you pay less you workers (austerity) after a temporary improvement the economy will start again nosing down.

    That's the core of the explanation why the two approaches are not at all equivalent.


    The fact that main stream media, in all countries, tells a different story, is (in a highly compressed form) explained by graphics like the one in this post, relating improvement of productivity and increase in workers salaries. It is just one of the (not so many, indeed) places discussing this fact (just to provide you with references to other authors beyond Alberto).



    La sostanza della mia risposta è praticamente finita.

    Nel cercare qualche ulteriore post da potergli segnalare in spagnolo ho trovato questo che è la traduzione dell'indimenticabile romanzo di centro e periferia.

    Vi chiedo se ce ne sono altri (in spagnolo) o se Antoni Soy ha un blog.

    Ho trovato (nel cercare materiale per il collega spagnolo) anche molti post di Alberto in inglese e francese. Li esporrò in un prossimo commento, ritenendo che possano essere riferimenti utili per "rivolgersi all'Europa" come auspicava Alberto nei commenti al precedente post di Agenor. Inoltre, in attesa di traduzioni in inglese dei libri di Alberto, c'è qualcosa da poter segnalare ai diversamente italiani?

    Grazie, Enrico.

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  21. Dei salari decrescenti

    Il calo della produttività marginale del capitale estero investito in Spagna è stato inversamente proporzionale all'aumento della metratura della Bastiglia di Francoforte.

    "Un giorno ci sarà una crisi", e l'euro lo strumento con cui governarla. Solo una moneta...

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  22. La stessa cosa sta accadendo in Italia, con lo stipendio degli statali bloccato, l'eliminazione dell'articolo 18, la nuova offensiva per eliminare i contratti collettivi. Peccato che molti piddini e anche non piddini non l'abbiano ancora capito.

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  23. Sono sicuro che qualcuno ha letto l'ansa , dice che le direttive UE sono di abbassare le tasse sul lavoro ma aumentarle su redditi, proprietà e consumi ..... il Prof 'comunista' aiutato da qualche amico ing. dovrebbe incominciare a tenere corsi su come aumentare l'energia cinetica del piombo come soluzione finale e mi taccio .

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    1. La metodologia comunemente adottata prevede come passi intermedio la trasformazione in energia cinetica dell'energia potenziale chimica contenuta in una miscela di zolfo, salnitro e carbonio (ai bei tempi, oggi sono sicuro che ci sarà di meglio). Tuttavia, come sai, le soluzioni "finali" non sono parte della nostra etica, quindi apprezzo che tu ti taccia. Intanto, solo nel prossimo mese ho ben due incontri organizzati "a sinistra" (PdCI e SEL), il che significa che nonostante il melanzanismo ("Bagnai leghista brutto che vuole uscire a destra"), il wuminkismo ("Bagnai nazista imbecille"), lo sbilifestismo ("il neoeuro che neounisce i neoproletari contro il neoliberismo"), e le consimili pustole infette del pensiero, piano piano quelli che avrebbero dovuto prendere in mano la situazione quattro anni fa (quando glielo chiesi pubblicamente) o cinque anni fa (quando altri glielo chiesero riservatamente) lo stanno facendo. Ci risparmieranno la violenza, questi tardivi risvegli? Non lo so e non lo credo. Però, col tuo permesso, sul piano delle idee io sono e sarò sempre all'attacco. Su quello della violenza fisica posso essere solo alla legittima difesa. Spero di essere stato chiaro.

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    2. Chiarissimo come sempre , nemmeno io sono per le soluzioni definitive , ho solo sempre il dubbio che non lo sia la parte avversa visto che per loro far morire una persona forse non lo fanno , ma a sopprimene migliaia non è che se ne accorgono nemmeno , immersi nel loro benessere .
      Le auguro con tutto il cuore di far ragionare gli irragionevoli , anche se su questo temo che la lunga permanenza nei loro ambienti li abbia resi perlomeno ignavi e stiano li a sentirla più per loro intima discolpa che per riprendere a lottare .

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  24. Un vero guru che si rispetti dev'essere inamovibile, inalterabile e indistruttibile. Nell'invitarLa ad adeguarsi ai parametri (minimi) richiesti, ricordo anche che ci sarà tra non molto il GOOFY4, per il quale è atteso in perfettissima forma.

    Per cui FORZA PROFESSORE!

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    1. Se ti dico che son salito a stazzo Vallone Rosso con un attacco di gotta ti accontenti? Poi vi racconto, ci sono utili lezioni da trarre. L'acqua delle Canarelle è miracolosa (anche se è costata la vita al povero cervo). Il tuo guru ha un motto: non frangar, neque flectar. Poi ovviamente un giorno dovrò adattarmi. Seguiranno dettagli, ma per ora sono preso da una relazione sulla riforma della costituzione che devo presentare il 5 novembre a un convegno di federalisti europei in Francia (e in francese). Poi tornerò a Parigi il 21 novembre per parlare del tradimento degli economisti, ecc.

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    2. P.s.: cosa fare lo so da me. E sono fermamente deciso a non farlo (vedi il motto), quindi non ditemelo.

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    3. Professore, in questo periodo sto preparando l'esame di geografia dell'impresa, e la cosa incredibile è che la letteratura scientifica vede nela piccola e media impresa un modello positivo di crescita e sviluppo dopo la crisi del taylorismo.La cosa strana è che gli economisti ortodossi ed eterodossi criticano questo modello in quanto i primi danno la colpa al solito stato,burocrazia,riforme mentre gli eterodossi sostengono che questo modello nasce da un decentramento produttivo sostenuto a danno dei lavoratori.In quest'ultimo caso ho letto un articolo di Vladimiro Giacché(non voglio fare polemica,forse lui avrà rivisto le due posizioni) in cui scrisse,riferendosi all'euro, che" non aver capito che questo nuovo vincolo costringeva a cambiare gioco costituisce uno dei più gravi errori strategici compiuti dall’imprenditoria italiana".Come Lei ha sostenuto più volte negli ultimi trent'anni si è cercato di "attaccare" le pmi,con l'ingresso nell'euro, sostenendo una centralizzazione dei capitali ma la beffa è che l'Italia ha perso le grandi imprese pubbliche e private mentre quelle piccole sono riuscite a resistere e stanno sostenendo questo paese nonostante tutta una serie di politiche sbagliate.

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  25. Buongiorno profe,
    commento poco (anche perchè se dice che non è originale quello che dice lei, figuriamoci quello che dico io), ma leggo molto.
    Intanto mi scuso ma mi sento di doverle dirle che mi pesa al momento non poter contribuite alla "giusta causa"; ho dato il mio 5x1000 ad Asimmetrie, ma ho letto che non arriverà a breve. Spero tanto (per me ovviamente) che se andranno in porto certi progetti la mia situazione cambierà, e in tal caso farò la mia parte per aiutarla nel suo.
    Detto questo mi è venuta in mente una nuova voce per il suo Dizionario. Detto "Carissimo, che piacere rivederla", la traduzione corretta è "Datti fuoco!".

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  26. Prof ma ha letto qui? Quasi cascavo dalla sedia...Cioé Rinaldi e Majone...Se davvero i grillini hanno capito non lo so ma pare che abbiano preso una decisione. http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamentoeuropeo/2015/10/domani-saranno-prese.html

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    1. È un panel molto variegato, e il lancio contiene alcune lievi imprecisioni. Non mi sembra estremamente rilevante, anche se naturalmente è un'iniziativa da accogliere con favore.

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    2. Preciso: rilevante rispetto a "i grillini hanno preso una decisione". Su questo possiamo mettere una bella croce sopra, almeno in base alle mie informazioni. Poi, sono sempre lieto di sbagliarmi. Notate sempre il traino opportunistico, per cui appena porto una voce nel dibattito, chi vuole ostentare posizioni di buon senso la coinvolge. Ma sono episodi effimeri (purtroppo, aggiungo), per motivi che ricadono nella prima legge della termodidattica.

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    3. Ero al convegno di Scenari una decina di giorni fa e c'era Sorial: impreparato, imbarazzante e subissato di fischi. Poi uno sente il loro eurodeputato Valli a Imola e pare impossibile siano parte dello stesso gruppo per quanto invece questo parli con chiarezza e proprieta'. Va bene che i gruppi politici hanno correnti di pensiero ma non ricordo una tale schizofrenia politica su un tema cosi centrale.

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    4. Carissimo, ci sono distinzioni da fare, a diversi livelli, e non solo dal lato politico. Ricordi "divisi si vince"? Fatti un giro per la rete, leggi quello che la gente scrive, dove e come lo scrive, ecc. Tutto qui. Che questo sia un mercato ancora sostanzialmente "bullish" e molto volatile è un fatto: la domanda c'è. Fatti qualche domanda sull'offerta, e datti le risposte che credi.

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    5. Purtroppo, per come la conosco io, la "cultura diffusa" all'interno del Movimento 5 stelle è in larga maggioranza decrescista e basata sullo slogan "non si può crescere per sempre". La mia opinione è che su queste basi è difficile lavorare, il danno fatto ha un inizio troppo lontano nel tempo e non so quanto sia possibile fare per cambiare le cose. Anche perché prendere coscienza appieno del problema significa anche capire che Grillo per anni ha raccontato una favoletta priva di spessore e persino falsa in tanti suoi tratti. Questo non è un punto da poco, vuol dire distruggere nella sua essenza la credibilità del Movimento che vive della credibilità di Grillo.

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    6. Diego, scusami la domanda e senza alcuno spirito polemico: conosci davvero la "cultura diffusa" all'interno del Movimento? Sei un iscritto, partecipi alle iniziative ed eventi di natura economica organizzati dai meetup? Per personale esperienza visto che ne ho organizzati alcuni come questo con Vladimiro su Anschluss oppure su Costituzione contro Trattati Europei organizzato insieme a Dario Tamburrano, deputato EFDD del M5S Europa. Per non parlare degli eventi che il prof. Bagnai ha organizzato con i meetup di alcune parti di Italia e dei libri che sono stati diffusi in lungo e largo grazie a questi momenti culturali.
      Da parte del M5S da sempre c'è stato una critica reale al modello della crescita (in questa fattispecie con il pensiero della decrescita), ma conosco bene anche la criticità di tale approccio.
      Non sai la fatica che si fa per chi ci crede veramente, nel divulgare al lavoro, con le proprie compagne o mogli, con gli amici ed amiche argomenti ostici che il più delle volte ti fanno sentire un disadattato o una persona sola, come diceva qualcuno qui "la cosa più brutta quando ho cominciato l'opera di divulgazione è stato il silenzio assordante.."
      Credo fermamente che persone come Marco Valli e Marco Zanni siano i veri arieti del Movimento sui temi dell'europa e dell'euro in Europa ed in questo momento la paura, non l'opportunismo, ha la meglio sulla verità dei fatti che puntualmente in questo blog vengono esposti.
      La comunicazione politica su temi delicati come l'Europa che i cittadini in maggioranza non capiscono o non percepiscono come fondamentali va cambiata sicuramente ma scambiare l'analisi economica reale con la visione di Grillo che racchiudo in "Vorrei un mondo migliore", secondo me è profondamente sbagliato.

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    7. Ciao Gianluca,
      ho fatto parte anche io del movimento come candidato a livello locale. Pianezza per la precisione. Ho avuto anche modo di affrontare una certa fluidità organizzativa che ha reso impossibile portare avanti il lavoro a livello locale aumentando anche il livello di sfiducia in una struttura politica destrutturata.
      Detto ciò la mia posizione non vuole essere una condanna definitiva per il movimento. Non sono sicuro che la mia idea sul movimento sia giusta, così come potrebbe essere che le analisi di Bagnai sul movimento stesso non siano perfette. Vorrei capire però una cosa: dal '94 sento Grillo dire che il problema è il debito pubblico e sono abbastanza certo che grandissima parte degli elettori abbia fatto propria questa convinzione e "consapevolezza". Come facciamo a veicolare il messaggio giusto agli elettori del movimento senza far perdere loro fiducia nel movimento stesso? Mi ricordo in maniera molto vivida la sensazione di profondo tradimento nei confronti di Grillo mentre studiavo i post di goofynomics. Non è successa la stessa cosa a te? Forse sono io che tengo troppo alla verità, non so.
      Il problema rimane: la moneta della politica è la credibilità, se quella del Movimento passa per Grillo e lui, abbiamo scoperto, non ne ha, come facciamo a lavorare per il movimento? Me ne sono tirato fuori, stare a raccontare la cosa giusta dentro un treno che sta andando a schiantarsi non è la mia massima aspirazione.

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    8. Vedi Diego, quello che tu chiami tradimento denotando una volontà di mentire in modo cosciente e lucido da parte di Grillo, io la chiamo mancanza di conoscenza della realtà fattuale e dei meccanismi dell'economia.
      L'idea che la "credibilità" di Grillo come uomo fuori dal sistema abbia ingannato i cittadini che lo hanno votato la respingo in modo netto.
      Grillo parlava del problema del debito pubblico nel senso di come viene creato addebitando in modo ingenuo ed errato tutto alla corruzione, quindi ancorava la creazione del debito, passami il termine a fenomeni di malcostume presenti in tanti altri paesi del mondo.
      Ti ricordo che una volta dentro le istituzioni la credibilità la deve conquistare un Sibilia o un Sorial o un Di Maio quando parlano di euro ed economia, per questo ti dico che parlare dei temi "europei" dovrebbe mettere gli eletti nelle condizioni di segnare un discrimine tra i collaborazionisti e i sovranisti, per dirla facile tra i ProEuro e i NoEuro. Quando Grillo parlava durante le elezioni del 2013 di Fondo Salvastati, LTRO e indipendenza della Bce non lo faceva nessuno e forse è mancata la continuità di metterlo in cima al dibattito politico, ma adesso ti assicuro al 100% che la consapevolezza sta maturando soprattutto dopo la vicenda greca che ha accelerato questo processo. In Commissione Affari Economici e Monetari gli Euroscettici siamo solo noi, la Lega non ha portato nessun parlamentare dentro quindi mi chiedo come puoi fare pressione e portare alla ribalta tale discussione se non fai un benedetto evento di divulgazione o non porti i tuoi dentro i luoghi preposti?

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    9. Ma scusa, Grillo non ha sempre avuto a che fare con le migliori menti del pianeta? Mi sembra impossibile che abbia sentito e appreso solo una parte del discorso. E comunque tanto peggio, se arrivi dove è arrivato lui e per una vita racconti fesserie più stai lontano da me e meglio è: perché sei un cretino, e di quelli della peggior specie, i cretini pericolosi. Agganciare il debito pubblico alla corruzione dati alla mano è totalmente sbagliato.
      Il problema che pongo però è molto semplice: togliamo Grillo al Movimento, togliamolo oggi. Quanto prende alle prossime elezioni? Secondo me poco, pochissimo. Quindi i voti sono "suoi" e lui è anche tutto quel bagaglio di errori e interpretazioni sbagliate.
      Di Di Maio e Di Battista preferirei non parlare, ho letto e sentito davvero troppe fesserie da loro, in ambito economico.
      Ti prego però di prendere questi miei interventi come le opinioni di uno che ha letto sia grillo che goofynomics. Non voglio accusare nessuno, soprattutto chi ci mette tutto il proprio impegno in buona fede.

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  27. Dite che è inutile che qualcuno gli scriva a questi che stanno a gioca' ai paladini del cadavere?

    http://ilmanifesto.info/la-peggiore-riforma/

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  28. Professore, ma nel post sul pakistan chi ha vinto?

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  29. Intanto su "La Gabbia", mentre i tele-imbonitori s'accapigliano sull'inefficienza, gli sprechi dello Stato e l'evasione dell'ortolano, un Ferrero-Tafazzi ripropone la ricetta della patrimoniale ai ricchi (nella sua visione della società, tutti quegli sporchi capitalisti che non mangiano alla mensa della Caritas). Sicché la pantomima funziona di nuovo, metter disoccupati, operai, dipendenti pubblici, partite iva e piccoli imprenditori gli uni contro gli altri, eppoi vai con un altro giro di valzer...

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  30. Passano i secoli, ma il "divide et impera" resta un inossidabile cavallo di battaglia...

    P.S. Quanto ad alcuni commenti sui miei precedenti interventi (insulti disarticolati animati da ingiustificato risentimento e soprattutto da un'ignoranza arrogante - direi pure carichi di un oscurantismo antiscientifico, la qual cosa pure mi sorprende su questo blog), lascio correre. Sarebbe come discutere coi piddini incalliti: tempo sprecato.

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    1. Non devi stupirti. L'operazione che sto facendo dovrebbe essere evidente: mettere questa comunità di fronte all'estensione della propria ignoranza (dopo anni di miei sacrifici, cui è corrisposto dall'altro lato un impegno singolarmente scarso sotto ogni profilo). Sarà un modo per eliminare feccia (ogni tanto ce n'è bisogno) e per dare a chi resta la cognizione di quanto sia difficile il tanto lavoro che resta da fare. Ne parleremo.

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  31. Adesso invece, Alberto, non prendermi troppo sul serio: quanto alla paternità dell'aneddoto che vuole i grembiuli rossi più idonei a dissimulare gli effetti della macelleria sociale, sono quasi sicuro di averlo sentito - o letto, non ricordo - altrove e molto prima addirittura. Dev'essere una di quelle cose innate, come quando ti chiedi chi ha scritto "Johnny be good" dopo aver visto "Ritorno al futuro";)

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    1. Se trovi la fonte mi fai una cortesia. Ho scoperto, per dire, che la parola luogocomunista era stata coniata da almeno un'altra persona prima di me. Ma anche la parola merda preesisteva a Cambronne.

      Io mi diverto, ma non sto giocando. E tu?

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    2. Se è per questo anche il noto pensiero di Pippo preesisteva a Pippo :)

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    3. Bentornato, Baroni. Martinet si stava preoccupando...

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    4. Jhonny B.Goode E' il nome del ragazzo di campagna che nella canzone diventerà famoso. Credo sia un pezzo autobiografico, infatti viene citata la strada dove nacque Chuck Berry: Goode Avenue a Saint Louis.

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    5. Non ci credo neanche se mi pagano. Comunque sia, se proprio si deve, preferirei non essere pagato in Euro, per evidenti motivi; piuttosto Grossi Veneziani o meglio ancora Testoni Fiorentini, quelli di Alessandro de' Medici. Ho letto che li incise Benvenuto Cellini. Cioè mica cazzi, questi - cioè noi italiani - facevano incidere le monete ai grandi artisti, altro che Draghi :)
      Cito C. M. Cipolla ( a proposito grazie dell'imbeccata prof. ho scoperto un mucchio di cose divertenti su quel libro):
      " [...] Significativa è la testimonianza del capocontabile Matthäus Schwarz della potente compagnia dei Fugger il quale racconta così la sua storia: " la contabilità è paragonabile ad un salvadanaio ed è un'arte operativa, raffinata, ordinata, corretta, divertente, bella e succinta per le attività di mercanti ed è stata inventata dagli italiani. Ma quest'arte che rende ricchi è poco apprezzata da noi tedeschi e specialmente da coloro che ritengono di poterne fare a meno". [...] "

      Ancora: " [...] Circa il debito pubblico c'è da ricordare che l'antica Roma e l'antica Grecia non conobbero questo tipo di trasferimento di reddito o di ricchezza. Il debito pubblico fu una invenzione delle città-stato italiane del Medioevo. Venivano chiamate "prestanze" [...] "

      Ancora:" [...] Col sorgere dei Comuni si diffuse la pratica dei maestri salariati col "denaro pubblico" [...] La rivoluzione comunale dei secoli XI - XIII aprì una nuova epoca con l'istituzione di scuole pubbliche e lo sviluppo dell'istruzione elementare nei secoli XIII e XV [...] Si giunse così a stipendiare medici, chirurghi e maestri con il " denaro pubblico" affinché qualsiasi malato, anche se povero, potesse ricevere le cure ritenute necessarie e affinché anche i figli della gente comune potessero andare a scuola [...] " poi " [...] Il catasto fiorentino del 1427 fu modello insuperato in materia [...] "

      " [...] Il fatto è che noi siamo figli di una cultura che nacque e si sviluppò nelle città medievali. Fu quella cultura a determinare il nuovo corso della storia europea. [...] Nei secoli dal XII al XV gli Italiani furono all'avanguardia non solo del progresso economico, ma anche tecnologico. [...] Nel 1607 Vittorio Zonca pubblicava in Padova il suo Nuovo Teatro di Machine includendo [...] la descrizione grafica di uno di quegli intricatissimi mulini da seta di origine bolognese per cui l'Italia andava meritatamente famosa. [...] Negli anni 1716-17 un certo Thomas Lombe [...] camuffatosi da operaio riuscì ad introdursi in una fabbrica di seta e lì nel corso di due anni " trovò modo di impratichirsi del macchinario" [...] "

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    6. Poi siccome uno dei problemi legati alla stagnazione dell'economia dell'Europa pre-industriale era dovuto alla mancanza di istituzioni volte alla raccolta del risparmio per convogliarlo verso scopi produttivi ecco che scopriamo chi le ha inventate: " [...] Nell'Europa dei secoli V-XI non esistevano praticamente meccanismi di mediazione finanziaria per facilitare la trasformazione del risparmio in investimento. Nel mondo comunale, una serie di nuove tecniche d'affari rese possibile la raccolta e l'attivazione del risparmio a scopi produttivi [...] Man mano l'economia europea andò sviluppandosi ed evolvendo in forme complesse, un sistema monetario consistente in una sola denominazione era destinato a dimostrarsi sempre più inadeguato [...] Il momento magico comunque occorse nel 1252 quando Firenze e Genova emisero una moneta d'oro puro pesante circa 3,5 grammi. Fu un colpo magistrale. Il monometallismo [...] fu rotto e sostituito con sistemi bimetallici. [...] In ogni angolo d'Europa ci si sforzò di seguire l'esempio fiorentino e genovese battendo pezzi d'oro [...] "

      " [...] L'analisi economica corrente tende a mettere sempre più in rilievo l'importanza del fattore umano. [...] Governi e Principi del tempo si diedero da fare per attirare artigiani e tecnici o per impedirne l'emigrazione. [...] Nel 1230 il Comune di Bologna varò una precisa politica di "sviluppo economico" [...] Il caso di Bologna è particolarmente interessante per l'epoca cui si riferisce [...] "

      Potrei citare all'infinito

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    7. Rockapasso può confermare.

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    8. E meno male che ci si ostina a considerare il Medioevo come l'epoca cupa e oscurantista, di cui si ricorda soltanto la vergine di Norimberga, detta anche vergine di ferro... era proprio un bel vincolo esterno, ma almeno si entrava uno alla volta.

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    9. Resta peraltro dubbio se la suddetta "creatura" fosse davvero d'origine medievale; alcuni ne attribuiscono l'origine al secolo diciottesimo.

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    10. e soprattutto si poteva uscire...

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    11. @Baroni
      Ma non di propria volontà, in pessime condizioni e solo dopo aver versato il proprio sangue in nome della presunta virtù (vergine, ma assassina) tedesca (di Norimberga). Un bel simbolo avete trovato!

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    12. Scusate il volo spaxioporsle, mannaggia Marino sto su n sutobus, qui tocca inventà subito a' machina drr tempo cosi pijamo du piccioni co' na fava!
      A

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  32. Io? Spaparanzato sul divano, sto leggendo una copia de "l'Italia può farcela" che ho rubato in un chioschetto alla Versiliana qualche settimana fa...;)

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    1. Tu hai difficoltà col concetto di thread. Comunque, il gestore di quel chioschetto era il sorello della mia bersaniana preferita. Sarai denunciato alla COOP competente.

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  33. Un nanetto, della serie "non si finisce mai di stupirci", sulla misteriosa, al limite dell'imperscrutabile, mentalità piddina. Stamani, tra una sofferenza e l'altra, stavo parlando del più e del meno con la mia igienista mentale quando, a un certo punto (è stata lei la prima, lo giuro!), mi domanda indignata: "Ha visto che scandalo alla volkswagen?". Io ne approfitto allora per allargare il tiro sulla virtuosa Germania, citandole la situazione esplosiva alla BuBa, la corruzione teutonica ai mondiali di calcio del 2006, l'ammissione di Hartz d'aver corrotto i sindacati, la corruzione Siemens ecc. ecc. Lei se ne sta in silenzio per un po', poi mi fa: "Io quest'estate in un'isola delle Baleari ho conosciuto una coppia di coniugi tedeschi, bravissime persone, sempre gentili con tutti, educate...". Io ho borbottato un: "Be', un conto sono i tedeschi, un altro quello che i loro governanti gli fanno credere...", e intristito ho riaperto la bocca al dolore.

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    1. Errata corrige (almeno per ora...): igienista Dentale

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    2. Che decadenza dalle igieniste dentali d'antan, per esempio Nicole Minetti...

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  34. @Diego Meloni
    ciò che vedo è quel "vizio" atavico di appartenere all'elite, essa sia quella effettiva oppure qualcosa di altro (non pervenuto).
    Da questo punto di vista non vedo tanta differenza tra un piddino e un pentastellato

    Esempio di un ex piddino (quel famoso amico mio dei "tagli".. lasciamo perdere) con una cosa che mi disse quasi 20 anni riferendosi ad un operaio che stavo lavorando in strada:
    "ma ti pare giusto che il suo voto valga quanto quello mio?"
    Ovviamente io gli ho risposto con una smorfiona..
    E va bene.

    I pentastellati sono quelli della purezza e poi non importa che vanno in giro a dire che sono gli unici che votano in una certa maniera!
    E cacchio, mettigli pure la lega visto che in quei voti anche loro hanno votato allo stesso modo!
    questa è disonestà!

    Poi ti dirò, come movimento che ce ne fossero come loro in quanto si sbattono per mille cose: ma come movimento!
    come partito ovvero come capacità di avere una visione d'insieme dei problemi e di un sistema, beh, sono poca roba!
    Non può esistere un partito che si dice contro il pareggio di bilancio e poi nel suo programma (scritto in contemporanea) si afferma che bisogna che le uscite abbiano le proprie coperture!
    Scusatemi: cazzo!
    Vuol dire che non hai proprio idea
    a) di cosa sia una Costituzione seria
    b) di quanto faccia 1-1

    E va bene..

    PS: il loro slogan poi.. quello della democrazia dal basso.
    Impazzisco perché penso: "ma c'è pure quella dall'alto? a destra? sinistra? centro destra con parte in alto?"

    Ma dico, se c'è quella dal basso significa che pure quella dall'alto (a prescindere dal significato che ne dai) è democrazia.. quindi la legittimi.
    quindi sei fesso.
    Quindi come fesso meriti meno rispetto politico!

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  35. Da un quotidiano spagnolo di oggi (tradotto da me, mi perdonerete la mancanza di stile giornalistico).

    RAJOY LASCIA DISOCCUPAZIONE E OCCUPAZIONE A LIVELLI BRUTTI QUANTO QUELLI DI ZAPATERO
    La disoccupazione si abbassa nell'ultimo trimestre, ma il bilancio di 4 anni è molto negativo. In Spagna ci sono 150,000 disoccupati in meno che nel 2011, ma tutti gli altri indicatori sono peggiorati: 440,000 persone in meno occupate, meno contratti a tempo indeterminato, i disoccupati di lungo periodo passano da 1.2 a 2.1 milioni...

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  36. E il Portogallo come sta?
    Appena sentito la corrispondenza da Bruxelles di un certo David Carretta su Radio Radicale parlare del partito socialista ( arrivato secondo alle elezioni di domenica) che vuole allearsi con i partiti di sinistra no euro ( chiamati populisti, of course) per andare al governo tipo Syriza.
    Quanta confusione in questa Europa.

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  37. "E' davvero una cosa triste e demenziale che per essere persone perbene oggi sia necessario proclamarsi rivoluzionari."
    David Harris

    http://laschiavitudellavoro.blogspot.ch/2015/10/chi-sono-gli-uomini-pecora-e-come.html

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  38. Più Europa, per tutti, "con i nostri soldi" (Rizzo, Stella, dove siete?), là dove non sorge più il sol dell'avvenire ma in compenso le 12 stelle non hanno intenzione di tramontare, costi quel che costi:

    Da questa fonte scopro che esiste una "
    Evropeyskaya Pravda, an EU-financed online newspaper founded ahead of the Maidan revolution".

    "Evropeyskaya Pravda", fantastico.....

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  39. "...la rana in Spagna gracida in campagna..."


    (Alessandra/Cassandra Lupa ululante da Firenze e, a breve, Eliza Doolittle nel senso di fioraia. Ma questa è un'altra storia lacrimevole che vi risparmio. References George Cukor, 1964, "My Fair Lady" da G.B. Shaw, "Pigmalione")

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