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mercoledì 4 febbraio 2015

Dal meraviglioso mondo della ricerca: due top 25%, e altre frattaglie

(dai, si fa un giro dietro le quinte...)


Bloccato a Pescara da un guasto meccanico, mi perdo un po' di interviste in televisione (Rede Globo, TgCom 24) ma mi porto avanti col lavoro di ricerca (tre referaggi ancora da smaltire, infiniti paper da scrivere: uno sull'energy pricing in Europa; uno sugli scenari di uscita dall'euro; uno sul ciclo di Frenkel nelle economie in transizione; uno sulle contraddizioni dell'Eurozona...) e con altre cosette (devo rendicontarvi il 2014, trovare i soldi per il 2015, insomma, da fare ce n'è).

La nostra amica Svetlana, che ha vinto lo INFER Young Economist Award alla conferenza INFER di Pescara e ci ha dato buoni consigli sul benza paper, ci segnala che il modello di a/simmetrie è nel top 25 dei working paper più scaricati su IDEAS. In effetti, ai primi cinque posti ci sono due working paper di a/simmetrie:


il nostro modello, al secondo posto, e l'articolo di Cesaratto su Lavoie, al quarto posto.

Per essere un'associazione nata da meno di due anni non è male. Intendiamoci: il merito è vostro. Non credo che il nostro paper se lo sia scaricato Blanchard, ovviamente (anche se so che all'ISTAT lo stanno leggiucchiando). È anche probabile che in quei 588 download ce ne siano alcuni che hanno un mero valore affettivo: il famoso beati voi ecc. D'altra parte, però, se un collega vuole andare a vedere cosa c'è di interessante da leggere, ci trova.

Questo per dire, molto semplicemente, che spaccarsi dalla mattina alla sera per avvicinare un minimo di conoscenze scientifiche ai propri concittadini (quel lavoro che non farei se mi chiamassi Bagnay anziché Bagnai) qualche ritorno, insistendo, lo procura, in termini di visibilità scientifica. Immagino anche lo stupore di Energy Policy nel vedere un paper che prima di ancora di uscire è nel top 1% della Altimetric (e anche qui, ri-grazie). Certo, quelle che contano sono le citazioni. Ma se nessuno lo vede, nessuno lo cita. Le citazioni verranno perché il lavoro è buono. E poi, io sono in un settore non bibliometrico (poi vi racconto l'Odissea della premialità: altra cosa da morir dal ridere...).

Quindi, nell'equilibrio di questo porco cosmo, le buone azioni hanno ricompensa prima di tutto in se stesse (perché se uno aspettasse ricompensa dall'esterno smetterebbe subito!), e poi anche dall'esterno.

In settimana pubblico altri due working papers di a/simmetrie. Di uno ve ne fregherà poco (asimmetrie nelle elasticità delle esportazioni indiane), ma l'altro, ne sono certo, vi piacerà molto: è in italiano, è di un amico, e parla dei nostri problemi.

La scienza siamo noi.

Gli altri sono la famigghia...


(...a proposito di famigghia: lo sapete che ho un paper che ha passato la peer review, che l'editor mi aveva detto che sarebbe uscito in autunno, e che non è ancora uscito, né in uscita? Allora vado a controllare, e cosa scopro? Sorpresa! È cambiato l'editor. E chi è il nuovo editor? Uno che farà meglio a non rompere il cazzo al cavaliere nero, va da sé. Avete visto com'è andata con Giannini? Sono anni che sta dicendo lievi imprecisioni. Io colpisco quando so che farò malino - non male, malino. Fra un po' posso fare malino anche all'editor. Per il momento penso bene: quando l'editor cambia, si perde sempre tempo, per ora siamo nella fisiologia. Ma se l'editor perde tempo per motivi non trasparenti, e dalla fisiologia si passa nella patologia, poi perde anche la reputation. Sono sicuro che qualcuno glielo dirà. Il paese è piccolo, e non sfugge nulla, ne sono sicuro, nemmeno questa testolina di cavallo che lasciamo nel letto di...)

(...in ogni caso ora, se devo pubblicare su riviste scientifiche "de sinistra", prima guardo chi c'è nel board. Se devo inviare a riviste "de destra" no. E lo sapete perché? Perché un "bocconiano" - uso questa categoria per semplicità, anche se a me dice poco - magari passerà imperturbabile e presentabile sui cadaveri di migliaia di suoi concittadini, ma non su quello di un buon paper; un economista "de sinistra" invece passerà altrettanto imperturbabile - ma meno presentabile - sui cadaveri di migliaia di suoi concittadini, ma anche su un buon paper, per il semplice motivo che lui non saprebbe scriverlo. Quindi fanculizzo tutte le riviste nelle quali c'è qualcuno che mi conosce, e mi rivolgo a riviste migliori. Quanto è difficile essere progressisti! Lo è molto di più in un mondo progressista che in un mondo reazionario, e credo che non abbiate difficoltà a capirmi...)

9 commenti:

  1. Bedda matri prof, per seguirla mi devo procurare un doppiopetto gessato a righe larghe, un cappello a lobbia e una beretta con fondina ascellare! Per la lupara a canne mozze sto cercando il fabbro per segare le canne. Riverisco e bacio le mani.

    P.s.: se posso suggerirLe una cosa, sarebbe forse opportuno passare dall'asfalto al cemento armato...

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  2. W A/.
    Daje prof!

    Troppo tifoso becero?
    Pazienza ogni tanto è opportuno lasciarsi andare.

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  3. Complimenti Prof. orgoglioso dei soldini (pochissimi purtroppo in questio periodo buio) che investo in asimmetrie. Ho regalato i suoi libri ad un paio di imprenditori... spero di riuscire a convincerli a fare qualche offerta.

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    1. Ran ran ran l'è el malaa che'l porta el san.

      Detto proverbiale milanese che mostra tutta la sua verità…

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  4. Invece io, che sono groupie, devo avere reazioni sobrie - parola trendy, di nuovo - e composte, altrimenti tuttI, comprese tuttE, mi identificano come groupie e ciò non va bene.

    Per essere felicemente groupie dentro, bisogna dissimulare fuori, cioè lasciar trapelare un filo di entusiasmo e di partecipazione, altrimenti il silenzio totale diventa sospetto e urla più di mille parole.


    E poi non posso tralignare dal KPO.

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    1. Si lasci andare signora, è carnevale. Semel in anno licet groupare! E 'fanculo al KPO!

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    2. @ Marco S.

      Ma io faccio parte del KPO!

      Sono una Kompagna che (talvolta) sbaglia...

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    3. Appunto, lo molli e passi al lato gaudente della forza! Poi c'è tutta la Quaresima per tornare all'ovile...

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  5. Lo so che Italia non si dice spesso. In America sì (ma con altrettanta facilità ti licenziano). Comunque: ottimo lavoro, complimenti. Meriterebbe un aumento (quant'é lo scatto per imperatore d'Occidente? Mi sfugge al momento).

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