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giovedì 1 maggio 2014

...e il vostro primo maggio (l'area del trapezio).

Davide Berolani ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "La vita è come un albero di Natale (il mio primo m...":

Io,oggi,vorrei ricordare mio padre e mia madre,non l'euro.Mia madre ha cominciato a lavorare a 9 anni nelle risaie ferraresi.Mio padre era contadino sempre in quella zona.
Per loro la lotta contro il capitalismo,anche se mezzi analfabeti,era fonte di orgoglio e di impegno costante contro il sopruso del padrone.Conoscevano Portella della Ginestra e sapevano,non immaginavano e basta;sapevano anche se non riuscivano a calcolare l'area di un trapezio.
Oggi non è una festa ma un giorno della memoria.L'Italia era tanti mio padre e tante mie madri e a loro dobbiamo non solo la grazia di averci messo al mondo ma anche quella di aver fatto di tutto per dare il meglio ai loro figli.Erano persone che non potevano pagarsi il dentista perchè lo stipendio non bastava.Erano i classici proletari.E ne vado orgoglioso pur ammettendo che i problemi in famiglia erano enormi.
Quando mi sono soffermato su questo blog per la prima volta ho avuto la sensazione che il Prof.Bagnai,con la sua lotta sacrosanta e solitaria,rappresentasse un poco,ma anche tanto,tutto ciò che mia madre e mio padre cercassero di capire.Un qualcosa che va oltre l'euro bensì un senso civico e morale indistruttibile per una vita più equa e migliore per tutti.
E non credo di essermi sbagliato caro Professore!

Postato da Davide Berolani in Goofynomics alle 01 maggio 2014 21:05 




 (...questo non lo so, ma in effetti, come quello lì, che ha fatto una brutta fine, ci sono tante cose che io so. So solo che al piano di sotto mi aspetta il tesoriere, col quale stiamo cercando di capire se ci bastano i soldi per fare quello che vorremmo fare. So solo che Malagutti e Ruffini insultano i vostri e i miei morti, e che di questo non vale la pena che ce ne occupiamo noi, perché qualcuno o qualcos'altro se ne occuperanno. So solo che i ragionieri con l'Edipo irrisolto che storcono il naso quando pubblico lettere come queste hanno il fiato corto - un altro QED - e dimostrano la propria nullità culturale nel ritenere interessante un dibattito che tecnicamente è nato morto - ah, sì, certo, il Target 2... So solo che la lotta contro l'ingiustizia, l'iniquità, non sarà mai vinta e quindi sarà sempre combattuta. So che il problema non è tecnico: solo una persona priva di cultura può non capire che il problema è culturale, è di rovesciamento di un paradigma. E anche quelli che si preoccupano perché il torio sta finendo sono fuori strada. Qui è finita una materia prima molto più importante: il buon senso. E la miniera nella quale l'umanità è andata a cercarla ha, purtroppo, da sempre un nome tremendo e funesto: guerra. Poi, forse, ha ragione Marco: siamo tutti anestetizzati, non succederà niente. E ha ragione il preside di Rouen: stiamo andando verso un nuovo feudalesimo. Forse.

Se ti sei sbagliato su di me lo saprai solo quando sarò morto, supponendo che io ti preceda. Ma a quel punto se tu lo capissi non potresti comunicarmelo, giusto? Solo Prodi comunicava coi morti, mi dicono. Però a me di aver ragione sinceramente non interessa poi molto. Oggi è un giorno della memoria. Vado a lavorare perché questa memoria non si perda...)

90 commenti:

  1. Non tema, ci diremo tutto "di là". Per ora bisogna solo pedalare...

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    1. Prendetevi 10 minuti e guardate questo http://www.youtube.com/watch?v=R2om29K6-uc. Forse c'è un alleato anti€uro ed era proprio da lui.

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  2. Stamattina mi sono divertita a scovare cosa diceva Malagutti dell'euro nel 2011, ma forse lo immaginate già. Parlava di incubo...

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    1. Dal minuto 6:40 capisce che per la Germania l'euro A forte è uno svantaggio ma non vede per l'Italia i vantaggi di un euro B debole. Conclude che l'euro è un incubo...

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  3. Nooo, Zingy non si smuove. Poco fa, a "Servizio pubblico", ha ribadito: "La svalutazione è come una droga, abbiamo fatto bene a precludercela, va usata con molta parsimonia, ma adesso la paghiamo, come se il dentista ci facesse un'estrazone senza anestesia". E ancora ha paragonato l'adozione dell'euro all'episodio di Ulisse con le sirene, dicendo che, come Ulisse, ci siamo legati stretti all'albero germanico e abbiamo messo della cera nelle orecchie ai rematori, abbiamo fatto bene perché legandoci alla Germania abbiamo ottenuto credibilità e beneficiato del vantaggio dell'euro, ma questo beneficio lo abbiamo dissipato e adesso come cicale andiamo a dire alla formica che è colpa sua se ci troviamo così.
    L'anfibologia nelle parole di Zingy va a nozze, e l'ambiguità va a braccetto con le mezze verità.

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    1. “I would have liked to see a more symmetric adjustment in the euro area,” he said, when asked about Germany’s large current account surplus.
      The finance minister also warned that eurozone deflationary pressures as well as the strength of the euro could prove stumbling blocks on the way to a recovery. “A lower exchange rate would be useful in the same way that higher inflation rates would be useful,”
      http://www.ft.com/intl/cms/s/0...

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    2. Zingales cerca di arrampicarsi sugli specchi, nemmeno fosse un geco... Daverio che per risolvere la crisi vuole puntare tutto su cultura e turismo. Tanto a che servono le industrie che deturpano...? Operai che giustamente s'incazzano, ma votano PD... Discuto in rete con un tizio per cui i problemi economici dell'Italia sono da ricondurre all'indefinita mancata rivoluzione della rete... Siamo al grottesco.

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    3. A vostro parere ci sono arrivati da soli o qualcuno (che rompe i coglioni) li ha aiutati fornendo alla nostra attenzione gli strumenti per valutare? Aspettiamo una replica altrettanto ricca di dati (astenersi cazzolai e luogocomunisti). Aspettiamo fino al 24 Maggio.

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    4. Servizio Pubblico.... se fosse uno strumento finanziario sarebbe sempre più "short selling" (Auditel).

      Orcoboia cosa aspetta ad intervenire la CONSOB!

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    5. Zingales chi?
      quello che se l'italia esce dall'euro i CECI costerebbero tra il 30 e il 50 % in più???
      Ma perchè pure i CECI importiamo??? :-o ahahahahahahahaha
      Sembra sia nelle sabbie mobili.. Più parla più sprofonda nel ridicolo..

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  4. Sapesse quante volte ho sentito la frase
    "Oggi siamo colti e intelligenti, non possono più succedere certe cose".
    Il che la dice lunga su quanto ne sanno di cultura e intelligenza...

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    1. Sai, Silvia, se a questi colti chiedi di scrivere un contrappunto doppio, o di calcolare un integrale, o di leggere in partitura, o di leggere la letteratura europea nelle lingue europee, o qualsiasi altra cosa, non ce la faranno. Il problema non è la cultura, ma l'intelligenza. Chi ha poco della seconda tende a sopravvalutare la sua dotazione della prima. Ma sono triviali (nel senso che al quadrivio non ci arrivano).

      Non denigrate la cultura. Se loro non ci arrivano, non è colpa sua.

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    2. "Così spetta agli uomini vigilare che non sia fatto del male agli uomini.
      Quando si fa del male a qualcuno, in lui penetra realmente il male; non solo il dolore, la sofferenza, ma altresì l'orrore stesso del male. Così come hanno il potere di trasmettersi vicendevolmente del bene, gli uomini hanno pure il potere di trasmettersi del male. Si può trasmettere del male a un essere umano blandendolo, fornendogli del benessere, dei piaceri; ma il più delle volte gli uomini trasmettono il male agli uomini facendo loro del male.", (Simone Weil, La Persona e il Sacro). Varrebbe la pena ricordare che la Weil, filosofa di formazione, tra le varie attività che svolse andò a lavorare in Renault come operaia, poiché sosteneva che anche e soprattutto l'intellettuale dovrebbe conoscere sulla propria pelle la fatica prettamente fisica, che moltitudini di persone vivono per l'intera loro vita: ella riuscì a reggere la fabbrica per circa un anno, dopodiché la sua cagionevole salute la fece ammalare. Dirà inoltre: "Quelli che credono sapere meno si troveranno forse alla fine a essere stati quelli da cui gli altri avranno più appreso.".

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    3. Esperimento interessante quello della Weil,ma incompleto.Puoi veramente comprendere la vita altrui solo quando non hai scelta.Fare l'operaio quando sai che puoi uscirne ti fa avvicinare ma non comprendere.Sono tanti gli operai,anche donna, che nonostante il lavoro usurante e l'età avanzata non possono smettere quando vogliono.Quello che ti uccide non è la fatica fisica,ma la mancanza di alternativa,la consapevolezza di essere solo un pezzo di ricambio,di non avere un "mercato".Di questi tempi devi pure essere soddisfatto,perchè ce l'hai un lavoro,e qui entriamo in un campo che fortunatamente,per ora,non posso comprendere...bisogna viverlo.

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    4. @ Marco Lombardi
      Esperimento per esperimento, la Weil partecipò anche alla guerra civile spagnola e digiunò durante la seconda guerra mondiale come segno diretto e fattivo di solidarietà e vicinanza nei confronti dei soldati in prima linea, poi lavorò in una fattoria francese: morì a 34 anni di tubercolosi, probabilmente aggravata dalle privazioni cui si era sottoposta – il tempo per scegliere o non scegliere se l’era mangiata, a conseguenza delle scelte fatte. Non era detto che ogni volta avrebbe potuto trovare in seguito un lavoro "intellettuale" - e visto il carattere che possedeva, di certo non sarebbe scesa a compromessi, e tanto meno lisciato il fondoschiena di turno. Come Diogene, cercò di vivere un'esistenza che non fosse soltanto "vendere" le proprie idee e ricavarci (di fatto le sue opere vennero pubblicate da terzi dopo la sua morte); non mi par cosa da poco. Non sono esperimenti quindi, sono esperienze; e la differenza la fa l'intensità con cui partecipi totalmente alla circostanza, senza diaframmi o filtri d'ogni genere: ti immedesimi coi fatti in quel che vivono gli altri e per qualche istante o periodo di tempo diventi quegli altri stessi; dipende da te annullare la distanza che separa lo sperimentatore, l’esperimento e la cosa sperimentata, ciò che invece nel laboratorio (politico o scientifico che sia) resta rigorosamente e asetticamente separato. Senza questa capacità di comprensione per empatia – dunque priva d’intellettualismi d’ogni tipo - saremmo solo bruti, più o meno intelligenti e colti. In ogni caso sarebbe egualmente impossibile poter vivere integralmente la vita d'un altro, a quello sostituirsi; del resto, nemmeno può accadere tra coniugi o compagni, o familiari stretti. Di più non si può fare, dal punto di vista esistenziale, ed è sempre meglio che sparlazzare di diritti civili per acquisire un profilo sociale di prestigio e andare a stringere la mano a un operaio perché il bel gesto procura voti e notorietà (ma poi, magari, nettarsi il palmo di nascosto come fanno molti radicals, col conto corrente ben pasciuto).

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    5. Non era una critica alla Weil che non conoscevo e dalla breve descrizione della sua vita che ha tracciato era sicuramente una persona straordinaria.Superficialmente ho dato per scontato che fosse solo un esperimento e che un intellettuale come ci è entrato in una fabbrica ne possa anche uscire. Probabilmente nel suo caso ci sono ragioni più profonde,ma anche in caso contrario non era mia intenzioni fare moralismi.Esperimento o esperienza che sia,da come l'ha descritto e non ho ragione di dubitarne,è un passo verso la comprensione delle classi subalterne forte e sincero.A caldo mi sono permesso di dire che l'empatia è un "arte" molto difficile da praticare:solo quando hai le spalle al muro sai di essere veramente con le spalle al muro.Se con la coda dell'occhio vedi la via di fuga non è la stessa cosa.La lascio con il testo di una canzone di gaber che mi è venuta in mente mentre scrivevo,forse non centra niente,ma forse si.


      Al bar Casablanca
      seduti all'aperto
      una birra gelata
      guardiamo le donne
      guardiamo la gente
      che va in passeggiata
      con aria un po' stanca
      camicia slacciata
      in mano un maglione
      parliamo parliamo di proletariato
      di rivoluzione.

      Al bar Casablanca
      con una gauloise
      la nikon, gli occhiali
      e sopra una sedia
      i titoli rossi dei nostri giornali
      blue jeans scoloriti
      la barba sporcata da un po' di gelato
      parliamo, parliamo di rivoluzione
      di proletariato.

      L'importante e che l'operaio prenda coscienza. Per esempio i comitati unitari di base… guarda gli operai di Pavia e di Vigevano non hanno mica permesso che la politica sindacale realizzasse i suoi obiettivi, hanno reagito, hanno preso l'iniziativa! Non è che noi dobbiamo essere la testa deli operai. Sono loro che devono fare, loro, noi…

      Al bar Casablanca
      seduti all'aperto
      la nikon gli occhiali
      e sopra una sedia i titoli rossi
      dei nostri giornali
      blue jeans scoloriti
      la barba sporcata da un po' di gelato
      Parliamo, parliamo di rivoluzione, di proletariato…

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  5. Si può dare il 5 per mille ad asimmetrie?

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    1. E 2, lo hai chiesto nel post precedente ti ha risposto in modo ironico/circostanziato. Vuoi farti morsicare dal crotalo tu.

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    2. Ma sai che pensavo non fosse partito il messaggio? sono gli imprevisti dell'età, molti neuroni mi muoiono ogni giorno e non vengono sostituiti

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    3. Info che potrebbe essere utile: ho constatato più volte che dal mio smart non parte il messaggio.
      Smart decisamente PUDE.
      O sarà solo la punizione perché si tratta di smart plebeo e non di iPhone?
      Nel caso, la punizione è di provenienza PUDE.

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    4. Comunque, mediamente se ne usa circa il 3%, quindi v'è una certa resilienza, non ti preoccupare
      (poi, visto quello che c'è in giro, tra -es, -ani e -nzi, con 2 o 3 neuroni, ci fai la figura di John Holmes in un asilo giapponese)

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  6. Il messaggio di ZInghy che sta spopolando ,lo sento ovunque : italianicorsaglisportellibanchefallitecrackpaesebrutto

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  7. La Stampa, nello speciale del 16 gennaio 2014 sulla Grande Guerra, pubblica un'intervista a Carlo d'Asburgo, nipote dell'ultimo imperatore d'Austria, figlio di Ottone (presidente dell'unione pan-europea internazionale).

    Intervistatrice: "Suo padre operò come un roboante paneuropeo. La Storia ha confermato il suo entusiasmo per una grande Europa?"
    Carlo: "Sono contento che lo sviluppo dell'Europa sia andato nella direzione che lui aveva pensato. La UE è, con altri mezzi, il proseguimento dell'antica idea sovrannazionale dell'impero. Esattamente ciò che ha visto e voluto Otto d'Asburgo. Le condizioni sono cambiate, ma noi continuiamo a lavorare all'idea di un ordinamento giuridico sovrannazionale e sul principio di sussidiarietà." [...] "L'idea di Stato nazionale appartiene al secolo passato."

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  8. Da Santoro, maxi-scontro fra Landini, Zingales e Daverio (il critico d'arte).
    La polemica se l'Italia debba avere una politica industriale (Landini) o INVECE una vocazione soltanto turistica (Daverio) viene condita col cinismo del "vincolo di bilancio" e dell'auto-castrazione programmata dell'Italia (Zingales).

    Sono presenti alcuni lavoratori dell'acciaieria Lucchini di Piombino (Dio li benedica!):
    Si alza una donna fra il pubblico, che difende il suo diritto a vivere e a lavorare senza dover ricevere elemosine (reddito di sussistenza o cittadinanza).
    L'amico di Ulisse e delle sirene insiste.
    Lei sbotta:
    "E ci torni, a Chicago!".
    Uragano di applausi in sala (e Santoro si rende conto che la situazione può sfuggirgli di mano).
    ******
    L'unico che difende il "concetto" di lavoro è Landini.
    ******
    Per Daverio dovremmo essere tutti cuochi, camerieri, guide turistiche, e restauratori (che pure servono, ma mi sembra non lavorino tutti nemmeno loro).
    Si alza un operaio: "Io sono lo chef dell'acciaio".
    Altro uragano.
    ******
    SIGNORI MIEI, qui il 25 prossimo il segnale deve essere alto e forte.

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    1. Quelli del turismo e dell'enigastronomia non hanno capito che ai nostri chef toccherebbe cucinare spaghetti & meatballs, macaroni & cheese, e compagnia bella perché i turisti ignoranti si aspettano le pietanze stereotipo estere. Ah dimenticavo la pizza col salame chiamata pepperoni. Attenti a ciò che si desidera....

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    2. L'aspetto interessante è che a forza di dire cavolate per evitare le cause reali del problema, gli opinionisti ed esperti pude stanno inconsapevolmente aumentando il dissenso. Direi che questo è solo positivo.

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    3. Ho visto anche io quel pezzo.

      Quando dico che Zingales è un pallone gonfiato....
      E' bastata una umilissima moglie di un umile operaio per sgonfiare il pallone gonfiato.
      E Zingales l' ho visto in altri dibattiti prenderle persino da Cirino Pomicino....per dire.

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    4. Vi siete accorti che Zingales e Daverio ripropongono all'Italia il modello di sviluppo prospettato più volte da quel gran simpaticone di Tobias Piller: fossi in voi, mi preoccuperei del turismo che l'anno scorso è andato male. Visto che abbiamo Farinetti, che cosa aspettiamo? Non vorrete mica perdere tempo e danaro con l'acciaio, le auto, la meccanica di precisione ecc ecc?

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  9. "Per loro la lotta contro il capitalismo, anche se mezzi analfabeti, era fonte di orgoglio e di impegno costante contro il sopruso del padrone (...) e sapevano (...) sapevano anche se non riuscivano a calcolare l'area di un trapezio."

    Ho 25 anni. Leggo e ripenso ai miei compagni di liceo, poi di università, a me stesso e a tutto il tempo perso - il tempo che abbiamo perso a credere che il meglio fosse necessariamente già passato, a pensare che il mondo ci chiedesse solo di competere (gli uni contro gli altri ovviamente) e di accaparrarci qualcosa prima che lo facesse qualcun altro (il vicino di banco, o l'immigrato, o magari la Cina).

    Che l'euro fosse una sòla lo intuivo anche prima di scoprire il perché su questo blog (mi bastava aver visto che c'era un mondo anche fuori dall'euro, e che c'erano europei anche fuori dall'UE).
    Ma qui ho trovato molto di più. La cosa che più mi ha travolto è stato il senso concreto dell'espressione "lotta di classe" (prima l'avrei trovata folkloristica, giusto per ridere; poi è diventata la matita con cui ho unito più puntini).
    Con ciò ho trovato ben più di una spiegazione dei meccanismi dei cambi fissi e flessibili; ho visto indicata un'identità.

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  10. Di queste merde si può dire quel che disse un giorno di tanti anni fa Franco Fortini di Umberto Eco: sono "addetti alla cancellazione delle tracce".

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    1. Un bel "mi piace" per questa citazione non te lo toglie nessuno

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    2. Noto un persistente e malcelato fastidio tutte le volte in cui il nome di Eco venga evocato (beninteso, dal poco letto di lui, a me pare un soggetto che sappia unire benissimo i puntini col righello, senza poi riuscire a vedere l'immagine reale che ne venga fuori...).

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    3. Per niente malcelato, anzi, piuttosto manifesto, se non ostentato
      E' lungo da spiegare, ma il nostro è stato il protagonista della lunga operazione di maskirovaniye della cultura italiana che è sfociata nel pattume dei nostri amici piddini e repubblichini: ha equalizzato tutto verso il basso, mettendo sullo stesso piano Abulafia e il pop. E' stato anche uno dei maggiori responsabili dell'ostracismo di cui fu oggetto Zolla tra la metà gli anni '60 e il 1990.

      U.E. pure le iniziali mi stanno sul cazzo

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    4. A me Eco ha sempre dato quel senso di non so che... fasullo... poi Costanzo Preve mi ha fatto capire il perché .

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  11. con delicatezza si introduce la parolina guerra... del resto siamo, in Europa, circondati, guerre a bassa intensità... per chi sta al centro, fin che regge

    favoletta
    accade ai confini
    dalle mani del tempo
    colano guerra e rancore
    i sovrani del centro
    riempiono il forziere
    armano i cittadini
    si divorano i deboli
    come i lupi gli agnelli
    e l'orco i suoi bambini

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  12. Ragazzi. Guardate che quei contadini e operai comunisti ora votano Renzi. E' cambiato tutto.

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  13. :D Grande, il Prode che parla coi morti!

    Attenzione: Adesso, Zingy played the economy and the spiders form €uro chez Po-Po su radio angle noi...

    Con Bini-Smaghi... entrambi "presentano" i loro libri... XD

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  14. La solita trasmissione truffa del prode Po-Po a radio anghe io...

    on-stage, now.

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  15. "L'europa è nata in funzione di anti-contenimento tedesco" !

    Lapsus froidiano di Zyngy "played the economy" :D

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  16. Ora Zingales fa il paragone fra unificazione Italiana-costruzione europea... il sud Europa come Sud Italia... disastri, povertà e d emigrazione... :D

    Ha letto per mesi e mesi il blog e adesso raccatta qua e la? XD

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  17. Comunicazione di servizio:su radio anch'io (con ruggero pude) puntata sull'euro con zingy e binismaghi.

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  18. ho postato sul blog

    "ma non capisco tutto sto uscire o stare nell'€uro , è solo una questione di scelte , vuoi stare nell'€uro , bene vai a vivere in un paese che non pensa minimamente di uscirne fuori ( ormai sono pochi ma ci sono ... ), vuoi stare senza €uro in tasca ? ( e qui tanti ormai volenti o nolenti di €uro in tasca non ne hanno più) vai a vivere in un paese a cui l'€uro non è mai piaciuto , semplice no ?
    se la grande finanza di cui scacciavillani è un notevole esponente vuole il mantenimento dell'€uro, ne avrà le sue ragioni o no ? ma certamente , se io prestassi soldi a qualcuno , più sono in valuta stabile e più sono tranquillo che il valore prestato non varia, mentre nel caso di una valuta più ballerina devo tutelarmi.
    Comunque resta il fatto che i senza reddito o i disoccupati o gli alla fame, nonostante tutte le cose che si sono fatte per migliorare la situazione , sono in deciso aumento ed aumentare la produttività con il 13% di sola disoccupazione documentata e poi c'è quella non documentata , facciamo che arriviamo a 15% ? bene la produttività è quello che si produce in beni diviso il numero degli addetti ,ora rispetto ad uno stato senza disoccupazione gli occupati devono produrre il 15% in più per pareggiare il semplice conto matematico ( è una cosa un po' empirica , ma penso renda bene l'idea ) ora qualcuno mi spieghi come fare avendo la stessa moneta a compensare questa piccola cosa ."

    Fabio Scacciavillani • 14 ore fa
    E con la Bungalira invece come si farebbe?


    io potrò aver scritto delle cavolate da osteria ma uno che si ritiene economista e che terrorizza le persone sull'uscita dall'€uro e che da una risposta del genere .... oltre tutto RISPONDE a quattro righe strampalate del genere , mi vengono molti dubbi

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    1. L'intelligenza di una persona si vede anche dal suo senso dell'umorismo e Bungalira non fa ridere, almeno non qui Italia, forse nel sultanato dell'Oman...

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    2. Tino, ma dai un bel CLICK a questo "Scacciavillani e spaventapasseri" starring in "Le figuracce della domenica sera" by Claudio Borghi on Storify.

      P.S. dalla slide 25 allontanate i bimbi

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  19. Ascoltare per l'ennesima volta la panzana della nascita dell'EU come disegno conforme agli ideali rossiani e spinelliani quando anche i sassi sanno che quegli stessi ideali furono soffocati sul nascere con la formazione delle varie CECA , da un ventennio di puro business agricolo-caseario fa un certo effetto...
    Sentire Zingales impappinarsi sui motivi che avrebbero spinto i tre porcellini a coalizzarsi col lupo tedesco per limarne definitivamente i canini è stato poi abbastanza ilare ed illuminante... Il messaggio, alla fine della giostra è il classico "era tutto sbagliato - lo avevamo anche detto noi :D economisti, ma il vero dramma dell'Italia è stato sprecare il "vantaggio" di essere nell'euro..." insomma avremo continuato a fare i piccoli pigs cicaleggiando in ogni dove... l'uscita uni-laterale sarebbe "un disastro perché bla-bla... fuga verso i titoli tedeschi bla-bla... inflazione a doppia, tripla cifra, ma sì abundantiam ad abundandum - facciamo vedere che non siamo tirchi - inflazione a progressione logaritmica, caos bla-bla... attacchi agli sportelli bancari... bla-bla..."
    "Certo un uscita concordata sarebbe altra cosa..."
    Sipario.

    Bini-Smaghi, ultimo difensore della "Fede", colpito e affondato dall'ottimo parlamentare europeo di AN, unico intervenuto dal fronte no-€uro: concetti semplici e chiari, messaggio diretto e vincente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma, a scavar bene, gli ideali rossiani e spinelliani non sono così limpidi come sembrano...
      Non è ancora stata fatta un'adeguata ermeneutica dei santini di Ventotene (un buon inizio si trova su Orizzonte48)

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    2. Ahahah dopo la storia del crollo della vendita di caramelle nei supermercati è la cosa più comica che abbia ascoltato in questi giorni

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  20. Queste sono le serie storiche della disoccupazione sul sito del ISTAT.
    Quella in alto lo scarichi a http://www.istat.it/it/files/2014/04/201403_serie-storiche.zip?title=Occupati+e+disoccupati+%28mensili%29+-+30%2Fapr%2F2014+-+Serie+storiche.zip ed é pubblicato il 30 aprile 2014.
    Quello in basso lo scarichi a http://www.istat.it/it/files/2014/04/serie-storiche.zip?title=Occupati+e+disoccupati+%28mensili%29+-+01%2Fapr%2F2014+-+Serie+storiche.zip ed é pubblicato il 1 aprile 2014.
    Vedete che dalla serie in basso a quella in alto la disoccupazione di gennaio 2014 é stata abassata da 12,9% a 12,7% e quella di febbraio 2014 é stata abbassata da 13% a 12,7%.
    Quindi la disoccupazione di febbraio 2014 é stata abbassata di 0,3% che non é poco. Qualcuno sa spiegare perché?

    SERIE PUBBLICATA IL 30 APRILE
    Periodo,,Tasso di disoccupazione
    2014,Gennaio,12.7
    ,Febbraio,12.7
    ,Marzo,12.7

    SERIE PUBBLICATA IL 1 APRILE
    Periodo,,Tasso di disoccupazione
    2014,Gennaio,12.9
    ,Febbraio,13.0

    RispondiElimina
  21. “... ho avuto la sensazione che il Prof.Bagnai,con la sua lotta sacrosanta e solitaria,rappresentasse un poco,ma anche tanto,tutto ciò che mia madre e mio padre cercassero di capire.Un qualcosa che va oltre l'euro bensì un senso civico e morale indistruttibile per una vita più equa e migliore per tutti”
    È la mia stessa impressione. Impressione che in questi due anni si è rafforzata.

    Piuttosto, è un po' fuori tema ma neanche tanto, vista la posizione ufficiale dell'Ue sulla vicenda: questa mattina il governo golpista di Kiev ha avviato le operazioni militari per riprendere il controllo della città di Slavyansk, ma le cose hanno preso da subito una piega sfavorevole. I filo-russi sono intenzionati a mantenere le posizioni e per non dare adito ad equivoci hanno abbattuto quattro elicotteri. Un leader delle forze di autodifesa di Slavyansk ha detto a Russia Today che “i militanti di Pravý Sektor, le truppe e dio sa che altro stanno cercando di raggiungere il centro della città. Abbiamo intenzione di trattenere il nemico. Tutto qui. Nessun combattimento finora".
    Un altro esponente delle forze di autodifesa di Slavyansk ha riferito all'agenzia di stampa russa Ria Novostiche «le truppe di autodifesa hanno captato con i walkie-talkie conversazioni in lingua inglese tra coloro che stanno partecipando alla "operazione speciale" in corso da parte dell'esercito ucraino nella città orientale di Slavyansk, sostenendo che questo è "la prova diretta della partecipazione di cittadini stranieri nella spedizione punitiva in corso in Slavyansk."». Che poi sarebbero i mercenari della Blackwater o come si chiama adesso.

    Come al solito l'inviata di Rainews24 Lucia Goracci racconta una realtà inesistente avendo cura di tenersi alla larga dai luoghi pericolosi. Fa una certa impressione osservarla mentre commenta alcune immagini prese dalla tv Russia 24 traendone conclusioni del tutto opposte a quelle dei commentatori russi.
    Comunque, l'impressione è che con questa operazione destinata ad un doloroso fallimento Yanukovic si è giocato sia la carriera che l'intera Ucraina dell'est che a questo punto chiederà in blocco di entrare a far parte della Federazione russa.
    Bisogna a questo punto considerare che Washington tenterà il tutto per tutto per cercare di ribaltare a proprio favore la disastrosa situazione che ha creato, costringendo Mosca a prendere adeguate contromisure. Apparentemente Putin non ha fretta di risolvere la crisi, ma i segnali inequivocabili che sta lanciando all'occidente guidato da Washington sono riassumibili in un semplice concetto: tirate la corda ancora un po' e avrete la nostra risposta. Che non vi piacerà.
    In parole povere, per ora i russi mantengono un basso profilo in attesa che il governo Yanukovic imploda, cercando nel frattempo di impedire con ogni mezzo che l'Ucraina scivoli nella guerra civile.
    Però, se continuiamo a provocarli si innervosiscono. Poi menano.
    Io non li provocherei, ma i leader europei sembrano del tutto incapaci di comprendere la gravità del momento e continuano a rilasciare dichiarazioni tra l'assurdo e il ridicolo, imperniate prevalentemente sulle minacce di sanzioni alla Russia. Persino Renzi, inspiegabilmente ormai convintosi di essere il miglior statista del secolo, si è sbilanciato in questi giorni per sostenere le “sanzioni contro la Russia”, senza avere la più pallida idea delle pesanti conseguenze negative che tali sanzioni potrebbero avere, non già per l'economia della Russia, ma per quella europea, Germania in primis.

    In questo contesto fanno un po' tenerezza i vari Zingales ed equipollenti impegnati a difendere una costruzione che sta franando sempre più velocemente, insistendo sulle virtù intrinseche dell'€ mentre la popolazione dell'est Ucraina ribadisce armi in pugno che non vuole entrare a far parte di questa Europa.

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    1. Altro che sanzioni, si e' passati agli incentivi diretti....
      http://www.zerohedge.com/news/2014-05-01/imf-warns-ukraine-fight-east-or-no-money

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    2. @kthrcds
      Renzi non ha (ancora) proclamato pubblicamente di essere il miglior statista del secolo, ma, appunto, forse ne è cosi convinto da non avvertire neppure il bisogno di dirlo.
      E con ciò supererebbe di gran lunga l'affermazione di noto predecessore che era, a suo dire, "il miglior presidente del Consiglio degli ultimi centocinquant'anni".

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    3. Solo un appunto: il governo attuale filo-occidentale è quello di Yatsenyuk, non di Yanukovic come scrivi più volte; Janukovic era il precedente primo ministro filo russo eletto in elezioni regolamentari, scappato da Kiev prima che i neonazi prendessero il potere e tutt'ora irreperibile (si presume sia in Russia sotto protezione di Putin)

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    4. @ Saint Simon (2 maggio 2014 19:25)

      Grazie, molto gentile, non mi ero accorto di aver scambiato Yatsenyuk con Yanukovic.

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  22. Prof,
    ma lei questa faccenda del senato 'non elettivo' non lo vede come un altro tassello de 'il popolo non sa ciò che è meglio per lui ma noi sì e glielo imponiamo' ??

    Solo io ci vedo forti affinità con l'antidemocrazia dell'Euro ?

    E poi perchè se il senato è 'non elettivo' dovremmo risparmiare ?
    Ci docono che la democrazia è salva perchè pur essendo non elettivo ogni senatore dovrà avere almeno uno zio del cugino dell'amico che una volta è stato eletto... Bah..
    Ci dicono che tanto il Senato non avrà poteri a livello centrale... e allora a che serve ?

    Su 150 senatori 21 saranno scelti dal Presidente della Repubblica. Immagino come questi 21 la penseranno sull'Euro.....

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  23. Mah, Zingales, Bini Smaghi, l'unertraegliche Gruber, tutto questo stravagante caravanserraglio, su cui aleggia minaccioso la fine dell'euro, mi fa sempre più venire in mente, per clima e personaggi, Le grand macabre di Ligeti (soprattutto Nekrotzar e il capo della polizia segreta Gepopo). Consiglio l'ascolto di questo esilirante capolavoro del musicista ungherese.

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  24. Due grandi verità in un post solo:
    "So solo che la lotta contro l'ingiustizia, l'iniquità, non sarà mai vinta e quindi sarà sempre combattuta".
    "Qui è finita una materia prima molto più importante: il buon senso. E la miniera nella quale l'umanità è andata a cercarla ha, purtroppo, da sempre un nome tremendo e funesto: guerra".
    Con la prima trovo conferma di una mia profonda convinzione scettica (forse poco in sintonia con l'utopia del sole dell'avvenire), ovvero che le diseguaglianze sono ineliminabili. Quindi, piuttosto che sperare di eliminarle è molto più sensato capire come gestire le asimmetrie (meglio far funzionare un sistema imperfetto che cercare di realizzarne uno perfetto verosimilmente irrealizzabile).
    Con la seconda mi spiego perché sono qui. Questa sembra rimasta una delle ultime oasi di buon senso, e il buon senso non è né di destra, né di sinistra. Sul fatto che l'anestesia determini l'assenza di qualsiasi reazione non sarei così sicuro. Chiederei a Velo di Maya che mi dà l'impressione di intendersene, ma gli effetti dell'anestesia prima o poi finiscono, e la natura umana non cambia. La diffusione della sensazione di non aver nulla da perdere crea una miscela esplosiva, che può conservarsi per un lungo tempo e ha solo bisogno di un innesco per esplodere (magari non necessariamente correlato alla situazione che l'ha generata). Ora probabilmente siamo ancora nella fase in cui si deve raggiungere il livello di concentrazione necessario.

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    1. @tolomeo
      Concordo con l'attribuzione delle due grandi verità. E concordo moltissimo sul fatto che le diseguaglianze siano ineliminabili. La pretesa che lo siano, appiattisce alla lunga perfino le differenze sostanziali ed essenziali che caratterizzano e contraddistinguono ciascun essere umano, unico e irripetibile. A mio avviso il totalitarismo ha cambiato verso, ma egualmente procede nella stessa direzione (secondo il senso dato ai termini dalle caratteristiche dei vettori nella fisica): i vecchi totalitarismi si esplicavano discriminando sulla differenza, ora lo fanno sull'eguaglianza, sicché i primi espellevano le differenze o le annientavano, i secondi invece le inglobano, obtorto collo, disattivandole entro le eguaglianze (che così divengono sempre più conformità e omologazione), e dunque sono più subdoli e micidiali, poiché si ammantano di un umanesimo (ora ce lo chiede Chiara…) che invero non possiedono, tacciando del contrario l'antagonista. Corretto quindi il cercar di comprendere le asimmetrie (ogni uomo è asimmetrico rispetto a ogni altro uomo, perfino morfologicamente in se stesso, secondo la parte dx e sx del corpo - e stiamo parlando soltanto dell'aspetto più denso), nonché apprendere a gestirle per il bene comune, dovendo considerare pure la variabile inquietante per cui, a detta d'alcuni, la democrazia stessa, intesa in un certo modo, può diventare la dittatura della maggioranza (e visto come si possa anche ottenere una maggioranza, c'è poco in cui sperare...). Vale l’esempio semplice, ma fondamentale dal punto di vista biologico, che mi folgorò a suo tempo: la clorofilla, in virtù della quale le piante fissano l’energia solare convertendola in sostanza organica (la base del cibo!!!) è una macromolecola complessa la quale, senza la presenza grosso modo al suo centro d’un solo, semplice, banale e fottutissimo atomo di magnesio (quantitativamente minoritario e qualitativamente differente dai restanti atomi), non serve a un tubo.

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  25. IL MITO DELLE AUTO TEDESCHE

    Parlando con un amico ed alcuni conoscenti, della presunta superiore qualità dei prodotti tedeschi, il discorso è scivolato sulle auto da loro prodotte, dove alcuni ne magnificavano l'affidabilità ed interni meglio rifiniti.
    Avendo una passione per le auto, ma ancor di più per i motori, spiegavo ai miei interlocutori, che la superiore qualità delle auto alemanne era solo presunta, motivando la mia affermazione con diversi casi concreti, tipo l'elettronica e la meccanica sulle mercedes ( su tutte la classe A 1^ serie ), oppure sul motore 2000 tdi da 170 cv e i noti problemi di affidabilità delle testate, che si spaccavano per lo stress alle alte temperatura a causa di un errore un sede di progettazione. Oppure dei numerosi casi di rottura delle turbine su alcuni modelli di bmw, in misura superiore alla media considerando le altre auto turbocompresse. Vi invito a frvi un giro sui fari forum di discussione, sulla strafottenza de
    Così come cercavo di far capire la genialità del motore fire di origine fiat ( un capolavoro di tecnologia per quei tempi ), oppure del fatto che ora anche le auto del gruppo vag ( vw ) adottano pure loro sui motori turbodiesel il sistema di alimentazione “ common rail “, più compato, economico e meno costoso dell'iniettore pompa di origine tedesca. E, questo tralasciando le moto, e i marchi di prestigio, quali la ferrari, la lamborghini. Per non parlare del design italiano, Pininfarina e Giorgetto Giugiaro ed altri designernostrani, meno conosciuti.
    Aggiungevo, a corredo, che numerosi meccanici sparsi per l'Italia, a causa del mio lavoro e coi quali mi trattenevo a parlare di motori, mi hanno spiegato che tutta questa superiorità non è affatto vera, e che anzi le riparazioni erano solo più costose per mezzo dei pezzi di ricambio.
    Per non parlare del gap che hanno colmato i coreani con le loro auto, affidabili ed economiche e dal design accattivante.
    Tutto questo, non per fare una schifezza le auto tedesche ma solo per dire che molte asserzioni sono solo luoghi comuni, inculcati nella mente di persone che non capendo un cazzo di quello che parlano, sono razzisti nei confronti del loro paese, e d anche per ricordare ai vari “les”, “ini”, “in” e compagnia cantata, di non sparare cazzate su argomenti che forse non conoscono nemmeno.
    Non so il perché di questo pregiudizio italico verso “le tedesche”, per me è un mistero.

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    1. Puoi aggiungere alla lista i problemi alla catena di distribuzione del motore BMW N47 (in pratica, il 2.0 turbodiesel in alcune declinazioni di potenza) e al cambio DSG 7 rapporti con doppia frizione a secco VW (anche se a onor del vero il cambio non è di produzione tedesca).
      Questo per dire che di scheletri nell'armadio ne hanno tutti.
      Dopodiché, le finiture Audi e la qualità della BMW serie 3 (specie la E90) su strada non si discutono.

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    2. Le tedesche hanno vinto per abbandono. Finche' i prodotti italiani esistevano (Uno, Delta, Croma/Thema, fino alla Alfa 156 direi), i tedeschi non sfondavano di certo. Poi non sono certo in grado di stabilire causa/effetto del nostro declino, se l'Euro, se una certa incapacita' di organizzarci in grandi strutture, non so. I miti, purtroppo, hanno sempre una base di verita', quando le Tipo e le 145 perdevano letteralmente i pezzi, abbiamo perso tutto il resto. I re dei dettagli (sovente inutili) hanno vinto, insieme alla continuita' di prodotto - sono sempre uguali...

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    3. Grande Gianni!
      E' la "qualità percepita". insomma, la propaganda fondata su radicati (e poco solidi) luoghi comuni...ricorda qualcosa?

      Infine:
      Quante Audi turbodiesel si vedono e si sono visti sui camioncini gialli con scritto "ACI soccorso stradale"?

      I motori Fiat danno la m*** ai crucchi da illo tempore.. In casa VW si vendono ancora dei 2000 diesel da 110 cv, roba che in Fiat hanno smesso di fare da 20 anni , a parte i veicoli commerciali.
      Vogliamo parlare della mitica insonorizzazione/confort? Vogliamo confrontare, tanto per fare un esempio il peso di una VW Tiguan e quello di una Subaru XV?

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    4. Di problemi alle auto potrei elencartene una caterva, ma il punto come hai inteso è un altro,è culturale. Molti qui possono testimoniare il fatto che molte persone dicono che "si i tedeschi hanno i loro difetti, ma fanno le cose come si deve!". E' proprio questo modo acritico di sposare realtà, che non si conoscono, che non tollero.
      Poi, nel caso da me elencato, quando parliamo di catena del valore e di qualità complessiva prodotto/servizio, non c'è una grande differenza tra le varie case, e ti assicuro che nel mio approccio, in questo caso, non c'è alcun pregiudizio.

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    5. Il downsizing è un'arte, nella progettazione e realizzazione di un motore, ed è una cosa molto più difficile e complicata, che fare un motore potente ad alta cilindrata. Non so se mi spiego.
      Ebbene l'Italia, ha da sempre avuto questa capacità che pochi sanno apprezzare e riconoscerne il giusto merito, invece senti spesso dileggio per piccoli capolavori della tecnologia.
      L'esterofilia acritica, è una brutta malattia che affligge molti nostri compatrioti, e questo ha lungo andare ha procurato e procura problemi non da poco nelle menti dei semplici.

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  26. Questo per dire che i tedeschi hanno bisogno di noi italiani, e che vendere più prodotti dei tuoi concorrenti, non significa per forza maggiore qualità di un prodotto, in quanto ci sono in gioco diverse variabili, tra cui oggi il cambio fisso.

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  27. A me pare che i tristi personaggi principali di questa vicenda, coloro che continuano a negare l'evidenza complicando la vita al prossimo e negandogli perfino la possibilità di sussistenza come se non ci fosse un domani, stiano cominciando seriamente a pensare - ed è già un passo per molti di loro più lungo della gamba - che un domani c'è sempre, c'è davvero.
    Il domani dell'euro è già l'oggi del disoccupato che invece di lavorare viene pestato in piazza, della madre di famiglia che rovista nei rifiuti la mattina presto per non farsi vedere, della coppia di precari che non può abbandonare la casa natale per avere un proprio autonomo nucleo familiare, del ventenne che vede preclusa ogni possibilità di pianificare il futuro.
    Negli occhi di tutti costoro c'è il futuro dell'euro, che è la liberazione dalle sue catene e la consacrazione del suo diniego e del monito alle future generazioni in nuove norme fondamentali, per un nuovo patto sociale che impedisca di dimenticare e perpetrare di nuovo questo orrore in futuro.
    E non è e non sarà mai la trasformazione militare dei paesi in aree pianificate dirigisticamente misurate da tragedie umane e raccontate da fraudolente bugie, come vorrebbero ancora fare coloro che si volgono con arroganza incurante e infondata ad oriente, perchè i popoli europei non possono essere cancellati con un tratto di penna come pretendono i neosavoia fascisti, perchè non già tra dieci anni, tra un anno ma domattina saremo sempre qui a testimoniare la barbarie umana e tramanderemo questa cultura, intesa qui in radice nel suo più nobile senso come atteggiamento umano, ai nostri figli e ai figli dei nostri figli in eterno.
    Exegi memoriam aere perennius.

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  28. Straordinario: Zingales ha aperto un blog (e pubblicato un libro) denominato "Europa o No". Le ragioni del blog le spiega egli stesso così: "Nel dibattito odierno si passa da una fideistica idealizzazione del sogno europeo ad una demonizzazione dell’euro, come causa di tutti i nostri mali. ... ho deciso di creare questo blog, che vorrei far diventare un autorevole punto di riferimento del dibattito sull’Europa. Cercherò di illustrare i fatti, radunare opinioni diverse, e rispondere a quesiti".
    Nel blog, tra i link riservati alla rassegna stampa consigliata, troviamo una recensione del Foglio di Giuliano Ferrara del 24 aprile scorso a firma di M.V. Lo Prete. E' interessantissimo: nel ricordare a tutti che la lettura è proposta da Zingales stesso (riconoscendo quindi l'autenticità dell'interpretazione) vi troverete: "Pragmatismo vuole, però, che il governo italiano prepari un “piano B” per uscire dall’euro, come da anni suggerisce per esempio l’economista Paolo Savona: perché o l’Eurozona si autoriforma “nei prossimi 18-24 mesi – conclude l’economista di Chicago – oppure i costi di rimanere cominceranno a eccedere i benefici e l’uscita diventerà il male minore”."Le riforme europee non più rinviabili sarebbero essenzialmente tre: una Banca centrale europea interventista e che soprattutto privi gli stati nazionali della possibilità di intervenire per salvare le banche provate; una forma di mutualizzazione dei debiti pubblici, quantomeno per una quota di debito fino al 60 per cento del pil; un sussidio di disoccupazione comune fra tutti i paesi che funzioni come un “meccanismo di stabilizzazione automatica” per gli choc economici regionali, sul modello di quanto avviene negli Stati Uniti. Vaste programme per i prossimi 18-24 mesi, al punto che il “nì” di Zingales all’euro rischierà presto di trasformarsi in un ponderato “no”.
    A dispetto di quanto dice alla radio o in TV Zingales si lascia interpretare dai giornalisti amici più o meno così: se l'Eurozona, entro un breve lasso di tempo, sarà oggetto di interventi di fiscalità redistributiva tra paesi ricchi (Germania) e paesi poveri (PIIGS) sul modello Statunitense allora Egli rimarrà pro-Euro, diversamente il suo attuale "dubbio" circa la convenienza se restare nell'area Euro diventerà un "NO" (cioè Egli si schiererà dalla nostra parte, dalla parte dei "poveri"). Ma, si badi, a quel punto il Suo NO non sarà un NO qualunque, sarà, invece, un NO "ponderato", un NO che non deriva come il nostro da una "fideistica" presa di posizione, da una rozza aprioristica adesione ad una tesi che ci è di vantaggio. Sarà, il Suo, un NO ben più pesante perché sarà quello di chi ha prima riflettuto, quindi provato a cambiare (fare per fermare il declino), quindi ancora agito (CdA ENI) e spiegato ai più (il Blog "Europa o No"), ed infine scelto: MEGLIO USCIRE DALL'EURO!
    Con ciò il lucidissimo professor Bagnai vede trasformarsi le proprie "temerarie" congetture (tutti i "non-idioti", con una scusa o l'altra, rinnegheranno l'Euro) in validata Teoria: è il potere scientifico della "predizione", la capacità di fare predizioni sperimentali corrette (l'Euro presto salterà) evitando quelle sbagliate (la responsabilità del tracollo verrà comunque attribuita ai veri colpevoli, ovvero alle destre ultra-liberiste che hanno governato l'Europa negli ultimi vent'anni).
    E' così che Einstein divenne "Il più Grande di tutti", riuscendo a fare predizioni precise riguardo ai risultati di osservazioni future ritenuti altamente improbabili (quando la luce passerà vicino al Sole la sua traiettoria sarà deviata).
    Che un'eclissi "monetaria" disveli la correttezza delle predizioni del Bagnai, come quella solare del 1919 disvelò la "elasticità del Tempo".

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  29. Che poi detto onestamente: se entro i prossimi 18-24 mesi la Germania accetterà di fare quello che Zingales nel Suo libro "Europa o No" ritiene ormai improcrastinabile: 1) una Banca centrale europea interventista e che soprattutto privi gli stati nazionali della possibilità di intervenire per salvare le banche provate; 2) una forma di mutualizzazione dei debiti pubblici, quantomeno per una quota di debito fino al 60 per cento del pil; 3) un sussidio di disoccupazione comune fra tutti i paesi che funzioni come un “meccanismo di stabilizzazione automatica” per gli choc economici regionali, sul modello di quanto avviene negli Stati Uniti, potremmo tutti iscriverci beatamente al PUDE! O no?

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    1. Prova ad aiutare un ingegnere: se il problema consta nel differenziale di inflazione, come può una banca centrale con qualunque potere ovviarvi? E se il debito condiviso abbassa i tassi ovunque, questo non permetterà ancora di aumentare il debito privato?
      Cito: l'unica BCE buona ė quella morta

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    2. @prospier,
      concordo in pieno.
      Ma credo che il male fatto non potrà essere dimenticato.
      E' come sposare una donna che ti ha tradito, funzionerà, ma se non l' avesse fatto sarebbe stato meglio, o no.....
      Se poi sposi un tedesco, dopo aver vissuto tu questo periodo, e i tuoi nonni quell' altro, poi hai sulla coscienza quello che accadrà ai tuoi figli. E' un pò come se scopri, dopo aver sposato quella donna, che anche dopo il matrimonio ti ha tradito.

      Faccio una citazione, tratta da Natural Born Killers (Oliver Stone)
      Una vecchia, raccoglie un serpente malato, lo porta a casa, lo cura e il serpente guarisce. Decide di liberarlo, ma subito il serpente la morde.
      La vecchia chiede - ma perchè a me che ti ho curato?-
      E il serpente alla vecchia morente - Stupida vecchia, lo sapevi che ero un serpente- "


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  30. Tutto ciò che non stà in piedi prima o poi viene giù, è solo questione di tempo.
    A prescindere da ciò che dicono Zingales and company,

    Perciò bisogna prepararsi di conseguenza; dopo aver informato a dx e a manca ora rimane sopratutto questo da fare: sopravvivere.

    Non posso pensare che un mondo in cui comanda INESORABILMENTE SOLO la finanza speculativa, che opera LONG e SHORT, pure il leva, le cose possano rimanere "stabili ancora per molto" anche ai più alti livelli, presto vedremo i frutti di 30 anni di Deregulation e di Finanziamento - Indebitamento da parte degli stati per sostenere le lobby Finanziarie too big to fail.

    Non esiste in tutto l'universo che per sostenere il sistema attuale l'unica possibilità sia svalutare il costo del lavoro, ipertassare i cittadini comuni e di conseguenza andare a cercare paradisi felici, chissà dove, dove vendere i propri prodotti.

    Siamo in guerra, solo che purtroppo i più non se ne rendono conto o se se ne rendono conto continuano lo stesso a seguire le indicazioni di chi ci ha condotto in questa situazione.

    Solo le nuove generazioni troveranno la forza di ribaltare il tavolo attuale, anche perchè loro arrivati a questo punto avranno sempre più poco da perdere.


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  31. Barbara Spinelli: "Torno a Ventotene, lì mio padre scrisse il Manifesto"
    ( http://youmedia.fanpage.it/video/al/U2FxoeSw8Wwbn4Sf )

    Ecco brava, tornaci, cosí magari capisci l'abisso tra tuo padre e Padoa Schioppa, mentre con la vostra bagnarola Tsipras ci affondate (lo, so é di cattivo gusto polemizzare usando i morti... farci campagna elettorale invece é da buongustai)

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    1. Ho letto alcuni pezzi del manifesto di ventotene e lo trovo impressionante, è reazionario e fascista. A me ha fatto una bruttissima sensazione.
      Sono pronto a scommettere che in Italia siano stati in pochissimi a leggerlo, tantomeno nel pd.

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    2. @Il velo di Maya
      no, non credo che tu sia l'unico, ed anzi ti dirò che se qualcuno qui lo legge, sarà d'accordo. E' solo un po lungo e palloso.

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    3. Concordo che sia un testo sconosciuto ai piú (anche a chi vi fa riferimento), ma non sono sicuro riguardo al "fascismo" insito in esso.

      Sono un buonista (e malgrado questo non ho nessuna pietá per chi scrive in modo giusto cose "sbagliate") e vi ho trovato una critica profonda allo stato nazionale e una spinta all'autodeterminazione dei popoli.
      Non é detto che questa debba sfociare in una guerra civile, vedi tutsi contro hutu, se non vi sono potenze estere a soffiare sul fuoco
      In questo, un'europa federale potrebbe essere d'aiuto, in pratica non so come, ma in principio dovrebbe impedire ingerenze russe o americane o cinesi o quant'altro.

      Comunque il fascismo nel manifesto di ventotene mi pare molto piú sottile del fascismo insito nell'euro ... e malgrado tutto nel manifesto di ventotene non si parla di moneta o abbattimento delle barriere per la circolazione dei capitali (o ricordo male?).
      Con che faccia si possa comunque difendere questa €pa, facendo riferimento a chi pensava un'europa unita completamente diversa (e trasformandolo in un feticcio) non lo capisco ... butterei via l'acqua sporca (chiunque citi il manifesto di ventotene per difendere l'assetto europeo attuale) ma sul bambino (il manifesto stesso) non sono cosí sicuro sia da buttare. Avete qualche lettura da consigliare?

      Ps:

      Questo http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Spinelli é uno squallido esercizio di appropriazione indebita ... bella gente, comunque

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  32. A quanto pare anche in Spagna danno fastidio certi economisti. E solo per il fatto di aver criticato le stime sulla ripresa.
    http://www.espiaenelcongreso.com/2014/04/29/el-regimen-condena-5-economistas-por-decir-la-verdad-sobre-las-finanzas-espanolas/

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  33.  E' quello che ho già detto mille volte: noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo vincere. E' il potere che vince sempre; noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, noi vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare.F. Basaglia

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  34. caro Davide hai ragione. Anche mia madre iniziò, come la tua, nel ferrarese e fece poi la metalmeccanica tutta la vita. Non so come definire quel sentimento esistenziale che si respirava in sua compagnia che tu bene esprimi (giustizia, difendersi dai padroni, libertà dalle necessità anche per i non possidenti, senso del dovere, voglia di vivere repressa, frustrazione, fatica, violenze psicologiche), ma anch' io ho trovato in questo blog quello stesso sentimento, ed è quel sentimento che mi lega a tutti voi.

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    1. Devo ringraziare il Prof.Bagnai innanzi tutto per avermi dato l'opportunità di riempire un vuoto culturale enorme tramite questo blog e Il tramonto dell'euro.
      Non immaginavo di finire in "prima pagina".Ma d'altronde si rievoca la memoria e si rielabora a fronte di nuove conoscenze,in questo caso economiche e storiche.L'impatto emotivo è inevitabilmente forte.
      Dopo il suo articolo sul Fatto Quotidiano ho aperto il libro a pag. 122-123.Son soddisfazioni anche queste.

      Qui è finita una materia prima molto più importante: il buon senso. E la miniera nella quale l'umanità è andata a cercarla ha, purtroppo, da sempre un nome tremendo e funesto: guerra.

      Questo è un pensiero che caccio spesso;rendersi conto che è una tragica probabilità mi incita a proseguire umilmente nel fare il possibile per divulgare quel che ho appreso soprattutto quì.

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  35. OT ma non troppo.

    Oggi a Genova CLAUDIO BORGHI, Palazzo Ducale ore 16.

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  36. Questa la segnalo, perchè è veramente troppo, troppo grossa. A Odessa le milizie pro-Kiev danno fuoco al palazzo dei sindacati, dove si erano rifugiati i manifestanti federalisti (non pro-russi, perchè non vogliono l'annessione ma tutele federalizzazione). Muoiono 38 poveracci disarmati.
    L'Unità titola: "incendiata la sede dei sindacati, messa a fuoco dai separatisti filorussi".
    Leggere per credere: http://www.unita.it/mondo/kiev-assalto-slavyansk-abbattuti-elicottero-filorussi-carriarmati-osce-osservatori-trattenuti-missil-1.566631

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  37. Andrò forse controcorrente ma leggere di operai metalmeccanici che lottano contro i padroni, quando proprio essendo operai producono automobili, lavatrici etc che arricchiscono gli azionisti, mi sa di visione un po' limitata.
    Il senso del dovere al lavoro viene proprio instillato da chi gestisce il lavoro per far lavorare di più il sottoposto, senza alzargli lo stipendio. Dignità sul lavoro? in che senso? Al limite onestà sul lavoro. Insomma, a me questi concetti -sui quali i miei genitori, peraltro, hanno tanto insistito- mi sanno di un piatto preparato per altre generazioni e che a me hanno rigirato riscaldato.
    I"padroni" o come li vogliamo chiamare (azionisti di maggioranza? finanzieri?) hanno una visione del "sistema" molto più profonda, che piaccia o meno. E usano gli insegnamenti che noi ingenuamente abbiamo dato "100% guaranteed" quali

    -immigrazione bella perchè i popoli sono fratelli (mica dire immigrazione controllata)
    -tutte le culture sono uguali (certo,come no, vedi l'ISLAM: le persone sono uguali, non le culture, per quanto mi riguarda l'illuminismo c'è stato solo in Europa)
    -uniamoci tra poveri perché siamo più forti contro il nemico esterno (ma abbiamo capito QUALE nemico e in quale epoca e in quale contesto geografico?)

    per farsi i fatti loro sfruttando queste mortali falle ideologiche per piegare politica e masse e farsi le leggi a loro uso e consumo.
    A me hanno detto "studia e laureati" così poi avrei lavorato in una bella azienda, fatto carriera, mutuo, figli, debiti, macchina etc. Quindi sono proprio gli stessi insegnamenti che a loro volta i miei nonni hanno ripetuto ai miei genitori. Control C, Control V, copia-incolla. Come nell'era agraria, zappa la terra all'epoca, fai il bravo impiegato oggi. Sempre a beneficio di qualcun altro, ovvio.

    Siamo finiti in questo pasticcio dell'euro, dell'immigrazione incontrollata con lavoratori a basso costo su larga scala, proprio perchè gli insegnamenti "ideologici" dei ns genitori non contano più un cazzo. Sono sbagliati. E' il caso di essere pragmatici. Occorrono altri insegnamenti, non gli slogan del '68. Slogan che altri hanno utilizzato per infilarci nel culo l'euro, immigrazione incontrollata (tanto se lo scrivi sei razzista, quando in realtà PROVI a parlare di un sistema che semplicemente economicamente non regge), la decrescita felice, la desovranizzazione in nome del bene massimo comune, et similaria.

    Quindi, pensare a come stavano meglio i ns genitori, più poveri ma con più spirito, quando ci hanno insegnato loro a calcare quelle orme, per me è un continuo guardare al passato che non serve a niente. Occorre investire su se stessi, liberi da conformismi e vecchi insegnamenti. Che ci hanno condotto dove siamo ora.

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    1. Nella sostenza sono d'accordo, ma non confondere gli "eterni" insegnamenti perbene (zappa la terra e paga i debiti "secondo le usanze" - ma questo pezzetto lo si è scordato) con gli slogan permale del '68.
      L'idea di lottare contro il padrone, che voleva dire lottare per una diversa divisione dei profitti, è diversa da quella di ubbidire, parlare cortesemente e pulirsi i piedi prima di entrare. (La Boldrini non ha ancora riscoperto le pattine, che hanno rotto più femori di tutte le piste da sci, ma non siamo lontani.)
      In questo senso fascismo e nazismo erano assai più volgari, le loro camicie (nere o brune) puzzavano un po' di sudore. Cose "del secolo passato", la proposta è di ritornare a un mondo popolato - direi meglio: "ornato" - di gente bella, pulita, colta, piena di decoro. Anche ricca, ovviamente, ma di certe cose non è fine parlarne in giro.
      E gli altri stiano a casa o al lavoro e non si facciano vedere se non alle celebrazioni comandate (mettetevi il vestito buono e lavatevi almeno una volta, caspita!).

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  38. La comparsa della mutazione "pop" di Zingales mi ha fatto pensare al passaggio del libro dove il professore spiega che l'euro è uno strumento di governo per raggiungere determinati risultati (privatizzare tutto, deregulation, libertà di movimento capitali...). Questo simpatico supply sider così pragmatico, cosi anglosassone è la personificazione della posizione atlantica "cara Italia a noi dell'euro frega poco se proprio non riuscite a starci se ne può anche uscire basta che vi anglosassonizzate in tutti gli aspetti per il resto lo potete fare nella moneta che preferite". Dice Zingales: "ci stiamo togliendo un dente senza anestesia" traduzione: le riforme sono ineludibili ma noi anglosassoni abbiamo almeno il buon senso di farle in combinazione con una banca centrale che stampa come se non ci fosse un domani. Sostanzialmente quello che ha fatto l'Inghilterra con un discreto successo. Per un verso il fenomeno Zingales è positivo perché significa appunto che la fine del progetto euro si avvicina per un altro verso è un fatto negativo perché dimostra che anche se si esce si rimarrà comunque sempre nella cornice "privato/monetarista/offertista". Divertentissima l'arrampicata sugli specchi relativamente all'inizio del declino 96/97 si preferisce una debole ipotesi offertista: "gli italiani litigano con la tecnologia tutti in un anno e tutti in alcuni settori" ad una più credibile ipotesi domandista illustrata dal professore. La verità è che chi ha i soldi può comprare professori, scuole di pensiero e intere ideologie.

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    1. Spesso penso che i tipi come zingales, di tecnologia ne capiscano ben poco, se continua a dire che da un momento all'altro siamo noi italiani, diventati meno produttivi. E' nella terra dei nessuno, quella di mezzo, nella quale giustamente dici, un domani potrà dire che lui l'aveva detto.

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    2. La delicata operazione che cerca di compiere Zingy si chiama spieghiamo agli italiani che l'euro è parte del problema senza dare ragione a Bagnai. Il pensiero del professore nella forma del libro e del blog è un pericoloso ordigno che va disinnescato con molta attenzione. Un lettore occasionale potrebbe pensare che dopotutto se il professore ha ragione sull'euro forse ha anche ragione su tutto il resto (!).

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  39. A proposito di lavoro, il pd è soprattutto questa.
    Il disprezzo per le persone non riescono più a nasconderlo. Che schifo!

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  40. Ah che bello avere amici in giro. Sopratutto se di mestiere fanno gli scaricatori di porto a Marsiglia (mestiere dignitosissimo ad averlo). Sanno tutto di tutti.

    Così ho chiesto se avessero delle news sulle elezioni prossime venture circa tre staterelli, Italia, Francia e U.K. Da bravi "camalli" mi hanno mandato questo quì.

    Dicono che le quotazioni della mercanzia si riferiscono a fine aprile. Per quanto riguarda "noialtri" sembrerebbe che per Scelta Euro non ci siano speranze mentre gli ortotteri e la Le Pen in France...

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