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mercoledì 9 maggio 2012

Consigli di lettura

L'unico risultato del post precedente è stato quello di spostare le (gradite) richieste di approfondimenti dalla coda di moderazione del blog alla mia email personale. Il che mi ha ricordato due personaggi importanti nella mia Bildung: M. de Tréville, il capitano dei moschettieri (nei Tre Moschettieri, appunto), e Renato il vinaio.

M. de Tréville riceve il suo compaesano D'Artagnan con un cordiale: "Hâtez-vous, mon temps n'est pas à moi." Parole il cui senso, quando le lessi, mi era meno chiaro di quanto non mi sia oggi.

Renato il vinaio... Quando avevo abbastanza tempo da non capire cosa volesse dire M. de Tréville, andavo quotidianamente a trovarlo nella sua bottega a Prati, l'unica che avesse resistito all'ondata di restyling che aveva travolto tutto il quartiere. Una bottega, diciamo così, multiforme: un po' vinaio, un po' centro sociale (albergo di una variopinta umanità), un po' ufficio notifiche (per mancanza di portieri nei dintorni), un po' reception ("Rena', 'a maghina sta qua davanti, te lascio 'e chiavi"), un po' di tutto. Un customer care che se ce l'avessero certe compagnie telefoniche (che non nomino), "staressimo tutti meglio" (come avrebbero detto certi suoi clienti, o forse dovrei dire pazienti...).

Condividevo con Renato un certo interesse per la montagna, più quello specifico della sua professione, e quindi si chiacchierava un po' su come si sale al Terminillo d'inverno, o magari su quale birra fosse più adatta per l'estate. Conversazioni continuamente interrotte ("Digaaaa!? Che è sua 'a Punto in doppia fila?"). E quando rientravamo in argomento, Renato, con un sorriso ammiccante, diceva falsamente sconsolato: "La mia non è una vita: è una missione..." (abbracciando con lo sguardo l'eletto manipolo di alcolisti professionisti e dilettanti che intasava la sua angusta bottega).

Bene: ora capisco anche questa, di frase. E visto che sono diventato missionario malgré moi scrivo once and for all quali sono i miei consigli di lettura.

(1) A chi di economia non sa proprio niente, suggerisco di dare un'occhiata a questo testo, scritto per chi di economia non sa proprio niente. Lo ho scritto tenendo ben presenti le immortali parole di Lady Bracknell: "ignorance is like a delicate exotic fruit; touch it and the bloom is gone". Possa il lieve tocco dei primi sei capitoli di questo testo far sfiorire la vostra ignoranza (e ricordate: "the line is immaterial..."... ma non nel senso di Euclide, Marco... ma tu che ne sai, che leggi Céline...).

(2) Poi, a uno stadio evoluzionistico superiore, consiglio "La politica economica nell'era della globalizzazione" di Nicola Acocella, Roma: Carocci Studium. Ve lo consiglio perché parla delle cose che ci interessano oggi, e lo fa in un modo che rischia di essere comprensibile, soprattutto se prima siete passati al punto (1) per capire bene cos'è la bilancia dei pagamenti. Claudio lo ha letto e si è trovato bene.

(3) Se l'interesse per la politica economica è più generale, allora consiglierei di aggiungere gli "Elementi di politica economica", stesso autore, stessa collana.

(4) E naturalmente chi si ricorda le tabelline potrebbe utilmente saltare il primo passo, rivolgersi direttamente al punto (2), e da lì passare ai "Fondamenti di economia internazionale" di Gandolfo e Belloc. Ma qui si va veramente sul tecnico.

Circa i testi (2) e (3), vi segnalo quanto mi ha scritto la gentile e professionale responsabile delle adozioni della casa editrice Carocci:

ha fatto bene a scriverci, il volume in realtà è regolarmente disponibile ma come la maggior parte dei libri di Nicola Acocella, fa parte di una collana particolare, studium, che non passa per la distribuzione nazionale ma viene fornita direttamente alle librerie in contrassegno e senza diritto di resa. Per questo, fino ad oggi, i librai si sono procurati le copie richieste dagli studenti o quelle che hanno ritenuto di poter vendere. I Fondamenti fa parte di un’altra collana, motivo per cui viene proposto dal libraio in sostituzione.
Facciamo intervenire il promotore che segue Pescara per il suo corso, in modo da sensibilizzare e informare le librerie. Per i lettori del suo blog, che immagino sparsi per l’Italia, le soluzioni sono: l'acquisto presso l'editore (tramite il nostro sito internet: http://www.carocci.it/  o l’ufficio clienti: 06/42019000 - clienti@carocci.it) oppure la prenotazione presso le librerie (nella speranza che queste prendano la prenotazione e lo richiedano all'editore).
Sappiamo che la soluzione è più complicata del solito, ma si tratta di accordi editoriali presi a suo tempo con l’autore.
Rimango a disposizione per qualsiasi cosa e complimenti per il blog, una bella iniziativa.


Speriamo, e lo dico sinceramente, che da questa bella iniziativa almeno loro ci guadagnino qualcosa!

E tanto per farvi capire che non vi sto consigliando "er libro de 'n'amico mio", segnalo che chi volesse leggerseli in inglese può ordinarli ad esempio qui, o qui. Non credo sia usuale che i libri di testo di un docente italiano vengano adottati da università estere. A quelli di Acocella e Gandolfo è successo. Sono stati prima miei insegnanti e poi miei colleghi (indegnamente per me) presso il defunto Dipartimento di Economia Pubblica dell'Università di Roma "La Sapienza", dove insegnava anche il mio maestro, del quale, comunque, vi ricordo nuovamente "L'Italia in ristagno". Un quarto consiglio che mi sento caldamente di darvi.





Vedi che strano: l'ufficio editoriale di Carocci risponde, la redazione di Megachip no. Poveri cerchiobottisti screziati di fucsia: la pattumiera della Storia vi attende. Lei, la Storia, le buone maniere le insegna come sa e come può: con la rude e sbrigativa efficacia di chi sa che il tempo non le appartiene. Statemi bene!

(Astenersi difensori d'ufficio: so che è sbagliato farsele girare per una sola cosa storta, ma io son fatto così e non mi cambierete certo voi. Del resto, di questi tempi, è importante capire subito a chi rivolgersi e soprattutto a chi non rivolgersi. Lasciamoli al loro appassionante e democratico dibattito interno... Scommettiamo che verrete a dirmi che avevo ragione? Qualcuno è già venuto. Dai, un giro da Renato: offro io!).

24 commenti:

  1. Dal prof. Santarelli: "spread 408, supermario beep" (al posto del beep c'è un termine gergale che indica il naturale congiungimento dell'uomo con la donna, ovvero il peccato tanto rimproverato al precedente presidente del consiglio, alle cui intemperanze le piddine di ambo i sessi attribuivano la catastrofe del nostro spread).

    Se ne deduce che forse dovremmo riservare ai presidenti del consiglio lo stesso destino che si riservava in tempi non meno civili ai migliori allievi delle scholae cantorum: così come quelli venivano castrati perché cantassero meglio, così i nostri candidati premier forse dovrebbero sottoporsi a questa operazione per evitare che il peso degli interessi sul debito ci stermini.

    Oppure il problema è un altro, ed è quello del quale ho parlato (da solo) qui.

    Buoni, tornerò presto a pubblicare i vostri commenti. Intanto leggete...

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    1. buongiorno,

      rileggendo dei vecchi post del blog mi è sorta una domanda: ma cosa vuol dire avere differenziali dei tassi di debito pubblico tra i vari paesi euro con moneta comune?

      non vuol necessariamente dire "possibilità di rinegoziazione del debito" e quindi più o meno "fallimento possibile"?

      questo poiché il differenziale non può essere dovuto alla diversa inflazione della moneta nei diversi paesi.

      mi pare che "moneta comune" con "debiti pubblici nazionali" porti già in sé un vizio di forma insanabile.

      non capisco però se ho scoperto l'acqua calda o se ho preso una gran cantonata..

      con stima,

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    2. Mi indichi un post che ha promosso questa tua riflessione? Il fatto è che non capisco bene. Stiamo parlando di differenziali fra i tassi di interesse nominali sui vari debiti nazionali, giusto?

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    3. effettivamente il gerundio ha più valore temporale che causale. intendo quindi che la mia riflessione non è nata direttamente da un vecchio post.

      comunque, il mio linguaggio è impreciso, ma potrei riformulare così:

      i differenziali tra i tassi d'interesse nominali sui vari debiti nazionali dipendono:
      - dai diversi "rischi paese" (che sono comunque rischi di insolvibilità, no?)
      - dalle diverse inflazioni tra i paesi, che incidono sul valore "reale" dei vari debiti pubblici (poiché tali valori sono correlati al valore della moneta in cui sono contratti).

      ora, nel caso europeo abbiamo una sola moneta, in cui sono contratti i vari debiti pubblici nazionali.

      che senso ha quindi il differenziale tra questi debiti?

      per forza deve essere un riflesso del "rischio insolvibilità" dei vari paesi.

      voglio quindi dire che a un differenziale tra i tassi deve necessariamente conseguire l'insolvenza di un paese, visto che questo differenziale non può essere compensato dall'inflazione.

      in altre parole, se l'Italia sconta un tasso sempre più elevato della Germania, vuol dire che ha sempre una possibilità maggiore di essere insolvente. e se questa condizione si prolunga troppo a lungo l'Italia sarà insolvente.

      il mio ragionamento tralascia un po' di sfumature (ad esempio le "possibilità di insolvenza" sono relative e non assolute) però mi sembra che metta in evidenza una contraddizione implicita dell'unione monetaria.

      ma probabilmente è solo acqua calda.

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    4. Per capire: non è che stiamo dicendo che moneta unica implica inflazione unica? Perché altrimenti il differenziale in termini nominali potrebbe anche essere spiegato dai diversi tassi di inflazione, no?

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    5. non credo.

      prendiamo l'italia ante-euro: era un solo paese con una sola moneta ma con due inflazioni diverse tra nord e sud.

      poniamo che avesse emesso due debiti pubblici: uno emesso dalle regioni del nord, uno da quelle del sud (ma entrambi emessi in lire).
      intendo: pensiamo lo stesso stato che abbiamo conosciuto ma con la sola differenza di due debiti pubblici regionali.

      i due tassi di interesse sarebbero stati diversi a causa dell'inflazione?

      non credo, poiché la lira fluttuava sui mercati secondo quanto succedeva nell'italia "media", sintesi di nord e di sud.

      per un acquirente estero il deprezzamento della lira rispetto alle altre monete agiva nella stessa maniera sui debiti delle regioni del nord e del sud, poiché erano contratti nella stessa moneta.

      quindi l'eventuale differenziale avrebbe implicato solo un rischio diverso tra le due macro-regioni.

      e se l'italia del nord avesse smesso di trasferire fondi al sud, e quindi avesse iniziato a vederla come parte separata da se (un po' più di quanto abbaiava la lega) non penso che avremmo dubbi che il sud sarebbe fallito.

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    6. Non riesco proprio a capire cosa vuoi dirmi, magari qualcuno può chiarirmelo. Va da sé che il tasso di interesse incorpora un premio per il rischio. Ma va altresì da sé che il problema dell'Europa è stato avere convergenza dei tassi nominali CHE IMPLICAVA DIVERGENZA DEI TASSI REALI. Sulla sostenibilità del debito influiscono tanti fattori...

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  2. Buttiglione proclamava nel settembre scorso.... "Il peccato del presidente ci costa 200 punti di spread!". http://www.vernacoliere.com/locandine/2012.php
    nella locandina di gennaio 2012 del vernacolo satirico di livorno è spiegato l'arcano!!! Abbiamo cambiato premier ma il peccato è sempre lo stesso.
    Comunque professore la ringrazio perchè da quando ho cominciato a leggerla è come essere appena tornati dall'oculista.... prima si vedeva tutto sfuocato e nebbioso adesso invece tutto assume contorni delineati e precisi. Credo di non aver mai visto bene così. Adesso basta ciance che con questi nuovi occhiali devo capire ancora tante cose. A presto.

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  3. "poveri cerchiobottisti screziati di viola" è fantastico

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    1. Ma no, dai, il viola porta male: sono screziati di fucsia, il colore preferito dalla mia Uga (Giulia): un rosa un po' più carico di quello dei sellini (non delle biciclette, si intende), e ovviamente di quello delle piddine, ma sempre rosa...

      Sono, a modo loro, verlainiani (beninteso inconsapevolmente): "pas de couleur, rien que la nuance!".

      E lo sono anch'io (beninteso consapevolmente): "L'art, mes enfants, c'est d'être absolument soi-même". Certo, un "soi" però ci deve essere, altrimenti è tutto più difficile...

      E con questo temo di aver definitivamente rotto (o meglio: ri-rotto) con la mia deliziosa ex! Amicus Plato, sed magis amica veritas.

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    2. Fucsia, è vero. Gaffes. E dire che non hai visto il peggio...

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    3. Ma la mia immaginazione è fervida. Narcotizzo i figli e la applico a qualcosa di più interessante. Mabeuf sta seguendo gli insorti, e Grantaire è al bistrot. Dovrei fare tante cose, ma, chissà perché, mi interessano solo quelle che so come vanno a finire: l'euro e i Miserabili.

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  4. ...Prof, a volte le coincidenze... Giusto un quarto d'ora fa son passato da Renato a chiedere se per caso ci fosse qualche atto notificatomi presso il mio vecchio studio, che l'Impareggiabile continua a ritirare senza dichiarare che mi sono trasferito 500 metri più in là, in un'altra via. Era un mesetto che non ci passavo e l'ho visto davvero abbacchiato. Sarà il caldo o forse perchè è totalmente consapevole del momentaccio che attraversiamo (approvata la legge golden share con cui Monti s'appresta a svendere ai crucchi quel che rimane dello stato imprenditore). Del resto in vino veritas

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    1. Ma dai... anch'io ci son passato, ma senza entrare, la settimana scorsa (ero co 'a creatura). L'ho visto sì un po' invecchiato (ma dopo 15 anni mi sembrerebbe fisiologico, solo Andreotti e Giuliano Amato sono inossidabili), ma riconoscibile. Salutamelo molto.

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    2. Giuliano Amato si difende col tennis e forse per questo è bel dritto. Comunque, appena posso le saluterò Renato per quanto temo d'arrivare in ritardo. Mi sa che mi ha prevenuto lei, dato che mi pare d'averla intravista in una nota caffetteria di Via Fabio Massimo. Lei usciva (co'a criatura) ed io entravo e la lengua mi divenn tremando muta ma l'occhi ardiron di guardare. Non l'ho importunata perchè comprendo gli onori ed oneri del pater familias. Ma la tentazione era forte, dato che ai miei colleghi di studio ed anche ai praticanti appena un minuto prima avevo stramazzato gli zebedei con "Ma hai letto Bagna?...come dice il Prof Bagnai il problema è il debito privato estero mica quello pubblico...Ma ti pare sensato che in un unione di Stati ognuno dica ma noi mica siamo la Grecia! Che razza d'unione è? Guarda che prima o poi facciamo la stessa fine. L'hai letto Bagnai su costituzionalismo.it? E Guarino?"... Prima o poi se continuo così temo che mi esilieranno da Renato a scolarmi un ltro.

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    3. In effetti ero io, mi sono appena finito il gelato (però lo zabaione è superiore in una nota gelateria di via Duse...). Be', te potevi fa' riconosce', io sai, per riflesso condizionato, quando sono in compagnia di una donna non volgo gli occhi in giro, sono stato educato così (Sitz! Platz!). E poi la mia creatura l'occhio lo attira (per ora quello paterno). Alla prossima...

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  5. Visto che siamo in tema di letture consigliate, ne propongo una pure io:

    L'APPELLO
    Il federalismo che può salvare l'Europa
    di GIULIANO AMATO, JACQUES ATTALI, EMMA BONINO, ROMANO PRODI

    http://www.repubblica.it/esteri/2012/05/09/news/appello_attali_e_altri_per_mercol_mattina-34735625/

    Imperdibile, davvero! :)

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  6. Salve prof.,
    Corriere della sera di oggi, capo della Bundesbank:"Se (la BCE) agisse da prestatore di ultima istanza per i governi, ridistribuirebbe i rischi di solvibilità fra i contribuenti nazionali - senza avere una legittimazione democratica - cosa severamente proibita dai trattati della UE"
    Mi piacerebbe leggere un suo articolo che chiarisse le differenti implicazioni macroeconomiche e redistributive di "matrimonio" e "divorzio"

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  7. Salve a tutti e in particolar modo a lei professore!

    Non trovando un indirizzo e-mail nel quale notificare un problema che ho riscontrato spero che informare attraverso questo post non lo sia altrettanto.

    In questo post (http://goofynomics.blogspot.it/2012/02/come-uscire-dalleuro.html) il link che reindirizza all'articolo di "investire oggi" è scomparso.

    Trovandomi a dover rispondere alla domanda sulla gestione dei mutui privati in caso di un ritorno alla moneta nazionale avrei bisogno di reperire informazioni al riguardo.

    Grazie!

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  8. Peccato che poi quando uno scrive a Carocci proponendosi interessato ad acquistare il volume per la rivendita su un sito di commercio elettronico, questi nemmeno si degnino di rispondere... e poi si lamentano delle libreria da sensibilizzare... guardi... lasciamo perdere...

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  9. Caro Prof. Bagnai a lei che di favori ce ne sta facendo tanti, ne chiedo un altro:
    inizi ad usare le ETICHETTE!!!
    Ha inserito nel blog il pulsante "cerca nel blog", è utile ma se io, ad esempio, digito "inflazione" trovo tutti i post in cui la parola cercata compare non quelli che, più o meno estesamente, hanno per argomento l'inflazione.
    Le etichette, se non troppo fantasiose e cervellotiche, sono utilissime a chi legge per orientarsi nel blog.
    Rietichettare tutti i post finora scritti penso le farebbe perdere troppo tempo ma potrebbe iniziare con i nuovi.
    Spero che legga e che concordi, se non vedrò risposta a breve andrò ad aggiungermi alla schiera dei questuanti-scocciatori via mail.
    Grazie ancora per il suo lavoro.

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  10. Gentile prof. Bagnai dunque lei vede e provvede: grazie!!!
    A dirla tutta, seppur conscia di indisporre il cavaliere nero, le faccio notare che manca il gadget "etichette" sul blog; ma fa niente, va benissimo anche così.
    Grazie ancora.

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Prof. Bagnai, mi potrebbe suggerire qualche saggio divulgativo sull'economia Keynesiana? Ho paura di fare da me e perder tempo dietro qualche scemenza che si fregia del titolo "keynesiano" ma che di Keynesiano (almeno per quello che ho capito io) non ha niente.

    P.S. Mi sono ripromesso di leggere dall'inizio alla fine "Modelli empirici di aggiustamento e crescita - Appunti per un corso di macroeconomia dello sviluppo" ma ancora è presto :)

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