MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

sabato 19 agosto 2017

Pubblicità legale



Qualche tempo fa volevo invitare a cena un mio amico giornalista. Mi rispose: “No, scusa, non riesco a fare in tempo, devo andare in Tribunale fuori Roma”. E io: “Ma che hai combinato?” E lui: “Ma, non lo so, so solo che è penale quindi devo andare io, e fra l’altro la cosa è strana, perché quando vogliono intimidirti non vanno sul penale, ma sul civile, dove possono chiederti un sacco di soldi”.

La sua frase mi è tornata in mente nell’accingermi a scrivere l’aneddoto che voglio raccontarvi oggi. Vi ricordate questo articolo? Era uscito in edizione cartacea il 30 aprile 2014 (direttore Bruno Manfellotto), con un diverso titolo: “E Bagnai per profeta...” e un diverso occhiello: “In TV è boom di guru contro l’euro. Tra cattedre dubbie, società private e appetiti politici. Ecco chi sono davvero”. In un mondo nel quale si va di fretta, vi lascio immaginare cosa possa aver pensato chi, senza lasciarsi sedurre dalla prosa dell’autore, si sia limitato – come comunemente avviene – a leggere titolo e occhiello! L’intento dell’articolo non devo giudicarlo io: venne inquadrato da alcuni colleghi dell’autore, gli estensori della rassegna stampa del portale Libero, che lo riportarono nella sezione gossip (in italiano potremmo dire: “cronaca rosa”):


(nel frattempo la pagina è stata rasata dalla cache di Google...).


In effetti, a parte lo scoop sul lavoro della moglie di Claudio (che non è esattamente un segreto: ci fa una trasmissione televisiva), e l’apprezzamento (che condivido) per l’eleganza di Francesca Donato, non è che, tolto il titolo, nell’articolo ci fosse molto di più. L’unico argomento di natura economica che mi sia stato dato rilevarvi (e vi assicuro che l’ho letto con molta attenzione, per motivi che passo subito a spiegarvi) era che “tornare alla lira porterebbe iperinflazione”. Perché? Perché lo dicono “i professori delle grandi università”.


Oddio, in quest’ultima asserzione c’è del vero, come purtroppo sapete, e quindi il preconcetto dell’autore sarebbe stato in qualche misura scusabile: quante volte abbiamo sentito ordinari di economia (per lo più senza esperienza di ricerca in economia internazionale) dire che una svalutazione della nuova valuta nazionale avrebbe causato inflazione? Tuttavia, qualche problemuccio c’è. Intanto, questa è una evidente fallacia ad auctoritatem: giudicare un argomento dalla (pretesa) importanza di chi lo propone. Una persona di cultura non dovrebbe cascarci, ma il mondo è un po’ più complicato di così. Un mio altro amico giornalista, un giorno, mi disse: “Faccio un lavoro tremendo: devo scrivere ogni giorno con scadenze strettissime di cose di cui non capisco nulla e sulle quali non ho tempo per informarmi, e devo farlo mantenendo il rispetto per me stesso!” (lui si occupava di rapporti USA-Europa per un quotidiano che ci ha dato altre soddisfazioni). Nella loro amara autoironia, che è sempre un marker di grande onestà intellettuale, queste parole mettevano in luce i limiti di una professione: non quella giornalistica, quella economica! Il giornalista, anche quando sa che non sarebbe il caso, è comunque costretto a rifarsi all’auctoritas di quelli che il grande circo mediatico gli propone come sapienti. E, naturalmente, il suo percorso culturale, che non è quello di un ricercatore, gli preclude una visuale completa del problema. Se ce l’avesse, potrebbe, in un caso come questo, constatare come, nonostante i professori delle “grandi università” italiane (più alcuni studenti di master a Chicago) diffondano la fake news che “svalutazione uguale iperinflazione”, i professori delle grandissime università americane hanno messo su questa scemenza una bella pietra tombale già parecchio tempo fa, chiarendo che le grandi svalutazioni non sono seguite da grandi inflazioni (e spiegando perché). Vorrei rassicurare gli eventuali giornalisti: Eichenbaum e Rebelo sono alla Northwestern (28° università al mondo), Burstein all’UCLA (che è solo 33°). L’università più prestigiosa in Italia è l’Alma Mater, che però a livello mondiale è solo 188° (oggi è facile documentarsi). Ripeto: un giornalista, quand’anche fosse specializzato in macroeconomia (e bisognerebbe vedere cosa lo accrediti come tale), non è tenuto a capire il diverso peso scientifico di un Eichenbaum (62° economista al mondo per rilevanza della produzione scientifica) o di un quidam de populo consigliere del principotto italiano di turno. Anzi: non è tenuto nemmeno a sapere che Eichenbaum esista!

Forse, però, due cose potremmo chiedergliele, a un giornalista, soprattutto quando, come nel caso in questione, ha dato prova, con inchieste coraggiose, di individuare bene e di mettere in luce certi conflitti di interesse e le loro conseguenze nefaste sul tessuto microeconomico di un paese. La prima sarebbe quella di capire che certe reti accademico-mediatiche rispondono, in modo del tutto trasparente, a certi interessi economici. Su quello che certi economisti dicono va quindi fatta una ovvia tara. E invece no: qui si continua a chiedere a Draghi se l’euro è buono! La seconda sarebbe quella di guardare i dati (ma qui già so di chiedere troppo): Burstein, Eichenbaum e Rebelo non sono giunti per insufflazione divina all’intuizione che la svalutazione non causa iperinflazione. Questa volta l’arcangelo Gabriele è rimasto a casa: loro hanno semplicemente guardato i dati, e quelli italiani nel dibattito comunque c’erano, perché ce li avevo portati io qui, come ricorderete.

Il sagace lettore indottrinato, improvvisandosi epistemologo, scoprirà lo Hume che è in lui per dire: “Ma il fatto che una cosa non si sia verificata in passato non significa che non possa verificarsi in futuro!” Una frase, questa, il cui significato regolarmente sfugge a chi la pronuncia, e che comunque non si applica al nostro caso! Infatti, come ricorderete, e come vi ho ricordato spesso, pochi giorni dopo l’articolo di cui vi sto parlando io intervenni sul Fatto Quotidiano per chiarire, more geometrico, che l’euro si sarebbe necessariamente dovuto svalutare: immediatamente dopo l’euro perse il 30%, e questo senza che io telefonassi a Draghi (di cui non ho il numero: ho quello di Monti ma non lo uso mai).

Seguì... “Iperinflazione!” (direte voi): no: deflazione, tant’è che fra una settimana Draghi andrà a Jackson Hole con la coda fra le gambe a dire, con ogni probabilità, che il tapering (la fine del QE) può attendere.

Insomma: né la logica, né la ricerca scientifica di università prestigiose e prive di conflitto di interessi, né i dati passati, né i dati futuri davano ragione all’unico argomento economico dell’articolo, nonostante l’avviso di non meglio specificati “professori di grandi università...”

Cosa restava?

Restava (lo dico serenamente) il gossip, e come tale l’articolo venne interpretato. Nel dibattito nessuno lo citò (sono pronto a scusarmi in caso di smentita), anche perché l’argomento svalutazione = inflazione oltre a essere sbagliato, non era nemmeno originale ed era stato già esposto altrove, mentre sui social una sequela interminabile di persone rilanciarono il titolo dell’articolo, forti, a loro volta, dell’auctoritas della testata, e questo fino all'anno scorso (poi mi sono stancato di controllare):



Essere perfetti, su questa Terra, non paga. Ci è riuscito uno solo e, per non sbagliare, lo hanno crocefisso (vero è che lui aveva un piano B – e questa è l’unica cosa che abbiamo in comune, oltre a una certa antipatia per la finanza predatoria – ma questo è un altro discorso).

Voglio quindi rassicurarvi: non sono perfetto.

Alla fine, in sette anni di dibattito, un errore l’ho fatto anch’io, ed esattamente il tipo di errore che mi somiglia di meno: non ho dato retta a chi ne sa più di me. Quando l’articolo uscì, e prima ancora che io lo leggessi (L’Espresso non è in testa alle mie priorità, e in questo credo di essere piuttosto conformista), un magistrato mio amico mi chiamò per dirmi di sporgere querela. Io non lo feci, e questo fu il primo pezzo dell’errore. Il secondo, altrettanto grave, fu di mettere in evidenza su Twitter che l’autore mancava di competenze macroeconomiche specifiche nel tema che stava affrontando (tre anni dopo credo che i fatti mi abbiano dato ragione...), e aveva fatto accostamenti, diciamo così, fastidiosi (“cattedre dubbie”? In un articolo in cui io ero l’unico docente di ruolo citato?...).

Fatto sta che l’autore dell’articolo si è sentito a sua volta offeso per le mie puntualizzazioni. “Ti avrà querelato!” direte voi. No. Non siamo nel penale, tranquilli! È solo questione di soldi. Questo, fra l’altro, per un semplice motivo tecnico: forse non tutti sanno che la Cassazione Penale, a differenza di quella Civile, in casi come questo ammette la scriminante della provocazione. A prescindere da quanto mi diceva il mio amico giornalista che non poteva venire a cena, in un caso come questo, sporgendo querela, la controparte avrebbe rischiato l’archiviazione, e comunque io avrei potuto resistere in giudizio sulla base del dato di fatto che non ero stato io ad andare a cercare lui, ma lui a venire a cercare me. E perché correre questa alea? Meglio aspettare un po’, e chiedere un sacco di soldi...

Insomma, fatto sta che il 3 agosto 2015, quando era presumibile che l’ateneo dove lavoro sarebbe stato chiuso, i miei legali in vacanza, ecc., mi veniva recapitata in dipartimento un’istanza di mediazione per la somma di 20.000 euro, della quale, per una serie di disguidi, sarei venuto a conoscenza solo più di un mese dopo (non potendo quindi accedere ad essa quand'anche avessi ritenuto di farlo). A questo punto la controparte mi ha citato in giudizio per 40.000 euro di danni (più le spese legali e la pubblicazione della sentenza). Inutile dire che lì per lì la cosa mi ha alquanto preoccupato. Non che quei soldi non ce li avessi, solo che, anche se un giudice avesse ritenuto giusto che io li spendessi così, ovviamente io avrei preferito spenderli in altro modo! Vi risparmio tutte le altre considerazioni: diciamo che mentre riflettevo su quale strada percorrere (decisione complessa, anche per una serie di relazioni personali con cui non vi annoio), ho perso due chili (cosa della quale non posso che essere grato alla controparte: poi li ho ripresi, e ora ne ho persi – meglio – cinque).

Da questa esperienza ho capito molte cose: la prima, è quale fortuna sia stata incontrare una donna come Roberta. Poi, naturalmente, ho capito quanto sia importante vivere un giorno alla volta, quanto siate importanti (e utili) voi per me, e quanto sia importante sorvegliare l’alimentazione e fare sport con regolarità. Fra l’altro, per dirla proprio tutta, di tutte le preoccupazioni che il 2016 ha portato con sé, la peggiore non era questa: l’adolescenza der Palla era su un ordine di grandezza incommensurabilmente superiore (poi c’era l’abilitazione da ordinario, ecc.: diciamo che nel 2016 ho avuto l’imbarazzo della scelta).

Com’è andata a finire? L'abilitazione l'ho avuta (a molti dispiace più di quanto io ne sia lieto, il che mi permette di esserne doppiamente lieto), er Palla si sta tranquillizzando (e questa è la cosa veramente importante)... e il processo?

Al processo ho fatto domanda riconvenzionale, ma la dott.ssa Sperati del Tribunale di Varese ha ritenuto che io non avessi motivo per ritenermi leso dall’articolo in questione, mentre ha ritenuto che io, nell’esporre i miei rilievi, avessi violato il principio di continenza. Sono quindi stato condannato, ma, tant’è vero che siamo in deflazione, i 40.000 sono diventati 5.000 (invece dei 52.000 che forse a Chicago qualcuno si aspettava, dopo la svalutazione del 30%)! La punizione più severa sotto il profilo morale però è senz’altro stata quella di finanziare Repubblica e l’Espresso pubblicandoci la sentenza, che dovrà apparire domani, come mi hanno confermato i cortesissimi dipendenti dalla A. Manzoni & C. (la concessionaria della pubblicità). Ci dev’essere una stagionalità perversa, anticiclica rispetto a quella del Pil, che crea un picco di rogne legali in agosto! Mi è toccato disturbarli mentre stavano chiudendo l’ufficio, ma l’hanno presa con grande professionalità, del che li ringrazio.

Il rapporto che ci lega mi imponeva di informarvi in anticipo, dandovi alcuni elementi per valutare la vicenda, nella quale, evidentemente, non pretendo (né sta a me giudicare) di aver avuto ragione. Se una sentenza mi condanna un motivo ci sarà. Avrei voluto darvi solo un buon esempio, quello del coraggio. Mi è toccato darvene anche uno cattivo, ma vedo il bicchiere mezzo pieno: forse questo esempio da non seguire potrà essere per voi altrettanto e più istruttivo di quello da seguire.

Ora, voi sapete che io amo il mio paese, e la prima forma di amore è il rispetto: nel caso di un paese, il rispetto per le sue istituzioni.

Non solo quindi non commento la sentenza, alla quale mi sono immediatamente conformato bonificando la controparte, ma vi ingiungo di non farlo nemmeno voi. Non c’è nulla da commentare. Ovviamente, il rispetto per le istituzioni comprende anche l’avvalersi di tutte le tutele che queste contemplano. La sentenza stabilisce che la controparte aveva ragione di sentirsi offesa, e da questa sentenza io, come tutti voi, ho solo da imparare. Resta il problema che mi sono sentito offeso anch’io, e quindi andrò in appello. Non ho fretta. Sono curioso di vedere cosa disporrà la corte di appello di Milano fra due o tre anni, quando, come sapete, il nostro vero organo di governo, la Bce, sarà andata in mano tedesca, e quindi qui non ce ne sarà più per nessuno (cioè nessuno, checché ne pensi il mio amico giornalista – quello cui devo una cena...).

Poi, naturalmente, c’è un altro problema, che però non è né mio né vostro.


Per anni ho sopportato un profluvio di insulti di ogni tipo, che voi ricordate e sapete valutare correttamente, ma che molti, capitati magari qui per caso, non ricordano. A questi ultimi magari è opportuno offrirli, come elementi di valutazione del clima nel quale l'episodio si svolse: è stata messa in dubbio la mia competenza scientifica, mi è stato detto che pubblicavo su riviste senza peer review (come questa?),  mi è stato detto che non avevo pubblicazioni specifiche sui temi di cui parlavo (come questa?), sono stato dipinto come un ciarlatano che falsificava i dati (meno male che loro non se ne sono accorti!), e mi sono anche preso del coglione, dell’imbecille, del "professorino fallito di serie C", dell’economista da bettola, ho ricevuto minacce (“uomo avvisato mezzo salvato”), ecc. Non vi annoio riportando i vari screenshot perché, come ho avuto modo di constatare lungo questa vicenda, i vostri hard disk contengono terabyte di insulti a mio riguardo (voi ne sapete più di me), limitandomi a ricordare che in alcuni casi questi gentili appellativi venivano motivati dai risultati dell’inchiesta giornalistica de cujus:



(mi affretto ad aggiungere che l’autore ovviamente non ha alcuna colpa delle esternazioni di questi simpatici maitre à penser, cui ricordo che "la gente" nel mio caso sarebbero il Financial Times, la CNN, Bloomberg, Il Sole 24 Ore, MediasetTgCom24, La7, ecc., senza contare editor e referee di riviste scientifiche - delle quali non gli parlo perché a occhio non credo sia del mestiere: magari si convincessero che sono un cialtrone! Avrei molti meno referaggi da fare...).

Per anni non ho reagito.

Pochi giorni fa la terza carica dello Stato ha detto che non tollererà più insulti. Diciamo che in questo mi sono permesso di precederla: la mia linea del Piave sono stati i famosi 20.000 di cui vi parlavo qua sopra: da quel momento non ho tollerato insulti nemmeno io, e la prima causa andrà presto a processo.


Altre ne seguiranno.


Vorrei, insomma, rassicurarvi: per evitare di essere crocefisso, io non ho alcuna intenzione di porgere l’altra guancia. All’amico di amici, poi, ricordo con rispetto un grande classico della nostra cinematografia: “Io non mi intimido, e sto qua”.


Sto qua con voi, che ringrazio ed esorto alla pratica delle quattro virtù cardinali, sottolineando che siamo sempre meno soli.

A chi, per i motivi strutturali sopra esposti, deve rifarsi all’auctoritas degli economisti bravi (ma solo di quelli italiani), ricordo infatti che anche questi ultimi hanno cambiato orientamento. Basta citare Perotti, che su Repubblica e su lavoce.info ha riconosciuto la validità di molti argomenti messi spregiudicatamente in burletta dalla stampa cosiddetta mainstream, e l’inopportunità di rifarsi all’auctoritas in ambito scientifico, o Zingales, che è giunto alle conclusioni da cui noi siamo partiti: l’euro è un nonsenso economico, il suo significato è esclusivamente politico, per cui l’unica speranza che sopravviva è legata alla lungimiranza della Germania, della quale (aggiungo io) il secolo scorso ci ha dato tante prove. Continuo quindi a sostenere che le linee editoriali di tutti i media italiani cambieranno, e in questo non c’è nulla di insultante: è una semplice constatazione, ed è un fenomeno al quale stiamo assistendo giorno dopo giorno, sia in questo, che in altri dibattiti (avete presente quel canale di Sicilia che nel breve volgere di un giorno si è spostato di alcuni gradi ad est diventando “acque territoriali libiche”? E questo perché? Perché una persona ha avuto coraggio! La fede sposta le montagne e il coraggio sposta i mari...). Lo abbiamo osservato in passato (quanti giornalisti oggi euristi negli anni ’90 si rallegravano per la svalutazione della lira che "faceva volare l’economia?"), lo osserveremo in futuro senza particolare stupore né acredine. Non è un caso se il potere si difende propugnando il diritto all’oblio digitale. Una cosa che certo ha senso, ma che è anche (e forse soprattutto) strumentale a far sì che chi ha difeso a spada tratta e con ogni mezzo un certo progetto, possa sottrarsi alle sue responsabilità (mi riferisco a quelle politiche e deontologiche) dopo l’inevitabile fallimento.

Certo, questo sarà un po’ più difficile in alcuni casi.

Quando questa vicenda, frutto di un clima politico avvelenato dalla campagna elettorale, sarà finita, spero che potremo vederci per parlarne serenamente. Ma, per questo, ci vorrà ancora un po’ di tempo, anche perché sta per iniziare una nuova campagna elettorale, e nulla ci dice che sarà vissuta con uno spirito di maggiore responsabilità.

Io, nel frattempo, vado avanti.

So di avere la vostra solidarietà, e vi segnalo che il modo migliore per esprimerla è gioire anche voi della puerile gioia delle poche decine di troll che infestano i social, senza rispondere alle loro inevitabili provocazioni (sono persone sole, hanno bisogno di attenzione, ma non credo dobbiate proprio prestargliela voi...), non commentare la sentenza né infastidire la controparte, e soprattutto votare questo sito come miglior sito politico-d’opinione ai Macchia Nera Award 2017.

208 commenti:

  1. Ma dunque lei è uno e bino! La sentenza condanna Bagnai Vittorio e Bagnai Alberto.

    Guarda un po' dove si è andata a ficcare la famosa catenella del Gaddus...

    Le auguro di rifarsi N-volte con le prossime cause.

    MSI

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Marco, il trino venne crocefisso. La sentenza contiene un errore materiale che non posso rettificare unilateralmente (anche questo fa parte del rispetto per la sentenza), e al quale non mi sono appigliato per tirarla in lunga (non è il mio stile).

      Elimina
    2. è un lapsus calami molto froidiano

      Elimina
    3. Io non sono uno paicanalista, quindi...

      Elimina
    4. Così, terra terra, Vittorio è uno che vince.

      Vedi mai che, appunto, si tratti dell'inconscio altrui che ti assegna una futura - spero non lontana e francamente lo spero pure per me - vittoria.
      Del resto, Victor è victor cioè vincitore e Victor vince anzitutto
      una vittoria, che scrivo in minuscolo per non dare estro ai "ragazzi del blog", ops, agli anti-KPO, di sfornare facili quanto insulse battute.
      Che sfornerebbero "a prescindere".(Non sono un poco complottista ma un poco prevenuta, il che è uno dei miei scarsi pregi).

      Ma poi, perché attribuisco loro battute "insulse"?
      Se essi sono qui, notare il giusto impiego del pronome:-), trattasi già di persone commendevoli e allora la mia prevenzione cade, sperando non cada l'ultima espressa.
      Insomma, è solo possibile - ma assai improbabile - che essi sfornino etc. etc.
      E così, nel mio piccolo ho appena ovvero testé contribuito alla comprensione universale, all'abbattimento di palesi pregiudizi, alla non discriminazione, nonché a tenere nella debita considerazione chi deve esserne tenuto...-:)

      Questo espresso e altri pensieri non espressi stanno al posto di discorsi reali di tutt'altro genere, cioè peggiore, che è meglio non rigirino in testa tanto prima del tempo.
      Dunque, oltre che istruttivo - parola scomparsa chissà perché - il blog, almeno per me, rimane terapeutico.

      Inoltre, Vittorio-lapsus va a ricordare, pure inconsciamente, ciò che qui si sa consciamente, e lo si sa perché l'avevi detto tu: la tua simpatia per Sgarbi.

      E si capisce che all'inconscio, in ispecie quello altrui, si può far dire molto anche se non tutto.
      E che da tenere a bada c'è già il proprio conscio.

      Conclusione cui si tendeva, benché incongrua:

      FORZA, ALBERTO.




      A Roberta, alta considerazione.

      Elimina
    5. La domanda è: Vittorio può presentare appello al posto di Alberto?

      Comunque io sono terrorizzato, dopo questo episodio, dagli errori banali sulle sentenze. Può capitare qualsiasi cosa a chiunque. Qualche giorno fa ho rivisto il film di Sordi, "detenuto in attesa di giudizio" che uso come riflessione critica sul nostro Paese per moderare il mio patriottismo e debbo dire che tutto può accadere ancora, sia ne penale che nel civile e quando accade, al netto dell'interpretazione del giudice di turno, rischi la follia, come avviene nel film.

      Elimina
    6. Ripeto e continuo.

      Senza contare che Sgarbi è un (altro) vincente, cronologicamente prima di te solo per ragioni anagrafiche che sono, spesso, non-ragioni.


      Ti auguro però di spendere meno di lui,in tribunale - stando alle cifre che talvolta ha comunicate.

      Elimina
    7. Buonasera Prof,
      la seguo in silenzio da svariati anni.
      Stasera non posso non dirle altro che grazie Eroe.
      Solo questo.
      Matteo Codenotti

      Elimina
  2. Chi minchia è Bagnai Vittorio?
    :/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se esiste non c'entra nulla: vedi sopra.

      Elimina
    2. Ottempero all'appello di rispetto della sentenza,ma sottolineo che "ogni etica ha la sua grammatica' cit.

      Elimina
    3. Bisogna rispettare la sentenza: il condannato è Bagnai Vittorio, quindi paghi lui! Anyway alla prossima virgola fuori posto: querela. Suggerisco assicurazione spese legali: costa pochissimo e copre spese legali e processuali. Per il futuro dovrebbe considerarla Prof., se non l'ha già fatto. Un caro saluto. Gila.

      Elimina
    4. Buono che gli fai prendere un colpo! Ho già pagato io, con un sorriso...

      Elimina
    5. Anche la data del post "delusa dall'euro" è cannata. Ue' non ne ha azzeccata una..

      Elimina
    6. Potrebbe esserci un errore materiale in qualche carta processuale. Ce ne erano qua e là, come capita, ma il punto non è questo.

      Elimina
    7. Dopo questo errore, sicuramente sarà più conosciuto Vittorio Bagnai di manfellotto.

      Elimina
  3. Che rabbia mi è venuta leggendo il post.Che dire? Non ho parole.
    Però il 2016 le ha riservato bellissime cose che lei ha ricordato, il bilancio è cmq positivo.
    Un abbraccio ideale.
    Con aumentata stima, la saluto prof.

    RispondiElimina
  4. Tra l'altro mi ricordo bene che lessi quell'articolo perché ero abbonato all'Espresso ( che non ho più rinnovato da due anni) e fu la prima volta che venni a conoscenza della sua persona. Ciò non mi ha impedito di "conoscerla" realmente dopo qualche mese tramite il blog e di diventare un suo "acceso seguacio"...
    Cari saluti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le strategie del sistema sono sempre controproducenti (ed è proprio per questo che non avrei dovuto reagire). Questo blog è stato aperto perché lavoce.info aveva rifiutato quello che poi sarebbe diventato il primo post (e ora questo blog domina la scena). Analizzando chi ha rilanciato l'articolo in questione, si trovano mediamente figuri che è meglio perdere che trovare, ma il "purché se ne parli" è un mezzo potentissimo. Il povero Donald perse metà dei suoi lettori appena cominciò a parlar male di me. Amen.

      Elimina
  5. A parere mio il rispetto di una sentenza è SOLO la sua osservanza. Niente altro.
    Lei ha molti meriti e molte persone che le sono vicino e la stimano.





    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io quello che dovevo fare l'ho fatto, ma poi subentra anche un fatto di stile, e non dimenticate che io ho comunque un magistrato in famiglia e quindi non sono nella posizione migliore per esprimermi. Peraltro, se mi interessasse farlo lo farei, ma il fatto è che non mi interessa proprio.

      Elimina
  6. 'a megghiu parola è chidda ca' nun si dici
    antico proverbio siciliano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo, ma da siciliano (o italiano? o europeo?) non posso esimermi dal ricordare che il diritto di critica sussiste, in Italia (ancora per molto?), anche per le sentenze emesse dai patrii Tribunali.
      Democrazia? Forse, chissà.................

      Elimina
    2. Dati i tempi che corrono, con Ministeri della Verità promossi da chi avrebbe altro da fare, account social sospesi "out of the blue", ecc., non sono più tanto sicuro che Montesquieu sia vivo e lotti insieme a noi. Quindi, nel dubbio, terrei un profilo basso.

      Elimina
  7. Tenga duro prof.
    In compenso ho votato per il suo blog. Mi è dispiaciuto non poter votare sia per Goofynomics che per Byoblu. In fondo è merito del blog di Messora che ho conosciuto il suo.

    RispondiElimina
  8. Al,
    mi hai rovinato la serata e forse di più. Quando vedo che prevale l'ignoranza e la cialtroneria e produce anche effetti di tipo economico o penale su chi ha ragione e tiene alta la scienza, allora mi infurio veramente.

    Propongo anche agli amici del blog due strade contestuali;
    A)Fammi sapere subito, come e dove poter partecipare a formare un fondo tuo personale per utilizzarlo in questi casi anche per coprire spese legali.
    Questo fondo dovrà avere risalto mediatico di rilievo, acquistando una pagina, eventualmente anche su un giornale, incluso l'odiato media di l.go fochetti per amplificare la loro vergogna.
    B)Io personalmente, nei miei giri di amici e parenti, chiederò di non acquistare più Repubblica ed Espresso e toglierò amicizia e allontanerò parenti che scoprissi acquistano quei due media, incluso almeno due persone che mi sono milto care.

    Siamo in guerra e la guerra si deve combattere con tutti i mezzi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avrei voluto prepararvi meglio, ma siete troppi. Non è una cosa piacevole, ma non è penale. Una pagina di quel giornale costa quanto il budget annuo di a/simmetrie, quindi nel dubbio preferisco che finanziate la nostra ricerca piuttosto che i miei errori. Comunque, ci rifletto e vi avvertirò della mia decisione. Sii sereno come lo sono io.

      Elimina
    2. Scusate gli errori grammaticali, ma ho inserito di getto il commento!

      Ok attendo. Ma bisogna far capire a questa gente che siamo un gruppo di tuoi amici, prima ancora che semplici bloggers! E tu te lo meriti, cazzo!

      Elimina
    3. Sono d'accordo con "ALBERTO 49",bisogna far capire a queste persone che non l'hanno colpita,che c'è un esercito di persone pronta a sostenerla:Un pesante schiaffo morale all'editoria di De Benedetti è un'occasione che non si può perdere.
      Cambi idea Dott.Bagnai e ci indichi il fondo(che eventualmente vorrà creare)dove poter donare.Lei merita molto di più di quello che noi le diamo.

      Elimina
    4. Avrà pure guadagnato 5000 soldi, ma manfellotto amici così se li sogna!

      Ok per fondo ;-)

      Elimina
    5. Prof., un gruppo in sintonia difende se stesso e il suo leader. Concordo sulla costituzione del fondo, l'attività di ricerca di A/Simmetrie va difesa anche in questo modo. Un abbraccio.

      Elimina
    6. X Alessandro Ale:Manfellotto era solo il direttore ai tempi,il richiedente danni sarebbe Vittorio Malagutti.
      Non per fare il precisino,ma magari Manfellotto si offende per quello che dici è ti chiede i danni.Occhio,non si scherza più oramai.

      Elimina
    7. Grazie Dajè a piagnè!
      È malagutti.
      Ho letto adesso la sentenza.
      Ieri non ho voluto leggerla perché avevo già la nausea.

      Tuttavia non credo di avere offeso Manfellotto. Oppure si? Basta così poco per una querela?

      Se così fosse, a furia di prenderci insulti quali: razzista, xenofobo, adepti di una setta ecc. ecc. ; Noi diventeremmo miliardari con le querele.

      Oppure no?

      Elimina
    8. Caro Alessandro Ale,io intendevo fare un po' di sarcasmo su certi personaggi,non penso che quello che hai scritto basti per passare guai,ma meglio evitare visto i tempi che viviamo.
      Sul tuo secondo quesito,cosa risponderti? Ma, chi insulta denigra gratuitamente,chi ti dà del razzista e fascista senza sufficienti motivazioni dovrebbe sicuramente pagare pegno,ma io mi vedrei bene dal portarli in tribunale,perché la legge Italiana è troppo spesso vittima di personalizzazioni deleterie da parte del magistrato di turno che(opinione assolutamente soggettiva)è quasi sempre troppo spostato a sinistra.Dato che porteresti in tribunale,quasi esclusivamente,soggetti di sinistra,rischieresti di pagare spese processuali a fiumi,senza che ti venga riconosciuta la ragione.

      Elimina
  9. Io metterei in carattere doppio del normale pure il link che rimanda alla sentenza. Non si sa mai.

    Il resto non lo commento. Proprio non lo commento. Assolutamente non lo commento.



    Sia chiaro che NON LO COMMENTO!


    (GULP! si può dire?)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stefano, detto fra noi: ma di questa storia chennepenZi?

      Elimina
  10. l'espresso-la repubblica ... il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ricorda molto il caso SME.
    Instancabile lettore,la seguo con stima.

    RispondiElimina
  11. 'mazza, ordinanza ex art. 702bis cpc. Manco a cognizione piena. Farà appello?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel post ho scritto così. Tanto per essere chiari: chi si vuole mettere su questa strada con me, sappia che è lunga. Chi invece mi insulta viene querelato, e poi mi costituisco parte civile (con gli altri soggetti eventualmente coinvolti). Sul 702bis cpc non so che dirti, non è il mio campo. Chiederò in famiglia.

      Elimina
  12. Muta sono...sto diventando brava!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alberto, oggi mi hai (bonariamente) cazziato, meno male! Chissà che avrei avuto la tentazione di scrivere per questa storia (ma anche no).
      Il fatto è che mi sento offeso personalmente da chi ti manca di rispetto, mi fa proprio male.
      Comunque messaggio ulteriormente recepito.

      Un abbraccio e buon lavoro.
      Paolo

      Elimina
    2. ...e pensa che manco me lo ricordo!

      Elimina
    3. Mi consolo...sono più avanti di altri, nn insulto

      Elimina
  13. Massima solidarietà, professore. Riguardo i troll su Twitter: non ragioniam di lor, ma guarda e passa... (cit.)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Appunto. Quando vedo che un loro capobranco, persona amabile, è costretto a "likarsi" da solo, penso che la cosa migliore da fare fosse quella suggeritami da Borghi all'inizio: non dargli importanza. Mi dispiace che questo li faccia impazzire di rabbia, ma ho altro di cui preoccuparmi.

      Elimina
  14. Mi dispiace prof., la solidarietà è scontata.
    La sentenza, che giustamente non va discussa, lascia però l'amaro in bocca.
    Siamo tutti testimoni degli insulti e delle denigrazioni subite nel suo impegno.
    D'ora in poi non abbia nessuna pietà, faccia pagare il dovuto a chi sbaglia.
    Io sostengo Asimmetrie, ancora più volentieri.
    Ancora più convinto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Carissimo, se la linea è questa, non ci sono problemi. Ho una lista di persone che mi hanno ingiuriato negli ultimi tre mesi senza alcuna possibile scriminante, più una lista di persone che si sono espresse a sproposito negli ultimi quattro anni. Voglio chiarire che se non ho giocato al massacro non è per paura di perdere, ma per rispetto verso la magistratura, che ha cose più serie da seguire, e perché non ne avevo bisogno. Ora di questi soldi devo rientrare, quindi...

      Elimina
  15. Ma che reato le hanno contestato? Così, per curiosità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedi, caro, io non vorrei dirtelo, ma... tu ti sopravvaluti, ma tanto tanto tanto! Io pubblico un'ordinanza della prima sezione civile del Tribunale di Varese, e tu mi parli di reati...

      Elimina
    2. psicoreato: delitto di eterodossia.

      Elimina
    3. Ma no! È che l'autore dell'articolo, ripensandoci un anno dopo, si è sentito offeso dai miei commenti. Tutto qui. Io tendo a dimenticare ma non cancello niente. Peraltro, se avete incontrato robaccia contro di me dal 2015 in poi, mandate pure che ci rifacciamo le spese!

      Elimina
    4. Fino ad oggi avevo aperto solo cartelle di screen sui vari sfondoni economici pubblicati dai giornali.
      Da oggi provvedo ad aprirne un'altra su offese e possibili denunce.

      Elimina
  16. Sono sgomento, Professore. Per quello che vale, ha tutta la mia solidarietà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È solo roba di soldi. All'inizio ero sgomento anch'io, poi ho capito che i problemi sono altri. Pensa a chi sta per restare senza lavoro...

      Elimina
    2. Vado a bonificare ad Asimmetrie. Grazie per tutto quello che fa!

      Elimina
  17. Per favore, apra un account Paypal, un conto Postepay o qualsiasi cosa simile e facilmente accessibile affinché io ed altri 49 volenterosi la sollevino da questa volgare incombenza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma no! Tranquilli! I conti si fanno alla fine. Se dovessi trovarmi in crisi di liquidità, vi coinvolgerei: ma per ora non è così. Vediamo come vanno gli altri processi.

      Elimina
  18. "Ora, voi sapete che io amo il mio paese, e la prima forma di amore è il rispetto: nel caso di un paese, il rispetto per le sue istituzioni."

    Io amo il mio paese come te e ne rispetto le istituzioni.
    Sai già di avere la mia solidarietà. In questa vicenda posso ribadire questo e so che tu sai dargli il valore che merita.
    Un'altra cosa posso fare, una piccola donazione non prevista all'associazione alla quale mi onoro, oggi ancor di più, di appartenere.
    Confido nell'appello, so che lo vincerai.
    Permettimi di dire lo vinceremo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'appello posso vincerlo o perderlo: lo faccio perché l'ordinamento me lo consente e perché posso permettermelo. Altre cause che ho in corso temo lascino meno margini di interpretazione: sono stato insultato a freddo più volte, e a questo punto non è nemmeno una questione di soldi, ma di mettere agli atti questo semplice dato di fatto.

      Elimina
    2. Quando un amico viene offeso gratuitamente fa male, e tu per me sei un'amico.
      Ho dovuto evitare di evidenziare queste offese perché tu, giustamente, esplicitamente hai detto di non gradire.
      La vittoria nel prossimo grado di giudizio sarà comunque importante,per chi ti vuole bene e per te che spendi gran parte del tuo tempo e della tua professionalità per il tuo paese.
      Mi stupiva che ancora non avessero provato a zittirti in questo modo.
      Osservare l'acqua che scorre nel fiume è un grande esercizio di pazienza e son felice di farlo insieme a questa bella comunità di uomini e donne "di buona volontà".
      Buona domenica Alberto, buona domenica a tutti.

      Elimina
  19. Sarebbe interessante una statistica su quante sentenze di primo grado poi cambiano completamente in appello. Per esperienza di alcuni casi di conoscenti o parenti direi che non è così infrequente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nell'applicazione della legge esiste un elemento di alea, connesso all'imprescindibile elemento umano. Vorrei però precisare che io non sto facendo una scommessa: sto facendo appello.

      Elimina
    2. ora c'è il filtro preliminare della ragionevole probabilità di accoglimento , e quindi già li si vede subito la quale...
      qui alcuni dati che potrebbero interessare :FORO DI MILANO: LE CAUSE DI DIFFAMAZIONE IN APPELLO – Sabrina PERON
      Dopo la pubblicazione dei dati e dei profili più significativi delle cause di diffamazione tramite mass media trattate dal Tribunale di Milano nel biennio 2011 – 2012 (v. New Tabloid nn. 3/2013 sentenze civili e 4-6/2013 sentenze penali), è stata ora pubblicata l"analisi delle cause trattate nel medesimo periodo dalla Corte d"Appello di Milano, sezioni civili (v. New Tabloid nn. 1/2014)

      Tale ricerca rinvenibile anche al seguente link: http://www.odg.mi.it/sites/default/files/tabloid/newtabloid-1-2014.pdf).

      Di seguito una sintesi dei dai più rilevanti emersi:

      Durata media del processo civile di secondo grado: dalla data di notificazione dell"atto di citazione in appello tale a quella di deposito della sentenza civile di secondo grado, trascorrono in media circa tre anni e due mesi (e, più precisamente, 1.170 giorni).

      Mass-media coinvolti: 61% quotidiani nazionali; 8% quotidiani locali; 8% settimanali; 9% periodici;

      Soggetti diffamati (o pretesi tali): 20,65% magistrati; 20,65% persone giuridiche / enti pubblici;15,22% politici / sindacalisti;13,04% privati; 9,78% professionisti; 8,70% imprenditori / amministratori di società; 1,09% giornalisti; 1,09% artisti; 9,78% altre categorie.

      Tipologia degli articoli: nel 44% dei casi resoconti di cronaca, nel 38% dei casi dei casi commenti critici (anche attraverso pezzi "satirici"); 4% dei casi di interviste.

      Esito giudizio d"appello: spiccata prevalenza delle pronunzie di rigetto e conferma sentenza di primo grado (67,1%) rispetto a quelle di accoglimento e riforma (32,9%).

      Per quel che concerne l"entità delle statuizioni contenute nei provvedimenti di accoglimento totale o parziale è emerso quanto segue.

      Con riguardo ai giudizi d"appello introdotti dall"attore in primo grado, ovvero il presunto diffamato che ha riproposto in appello le proprie domande risarcitorie e sanzionatorie rigettate dai Tribunali, in accoglimento delle medesime la Corte d"Appello di Milano ha riconosciuto, in media,

      - risarcimento dei danni non patrimoniali per €. 33.750,00;

      Elimina
    3. In teoria l'appello non valuta il merito, ma la forma, cioè se nella sentenza ci sono errori che possano inficiarne il dispositivo. Per questo i bassi valori di ribaltamento della sentenza.
      Poi, però, il processo è rimesso alla discrezionalità del giudice, per cui non è mai possibile dire cosa valuterà

      Elimina
  20. Risposte
    1. Stavo per scrivere la stessa cosa :in fondo per i liberisti il mercato è un plebiscito "quotidiano"e gli acquisti sono il voto dei consumatori :hanno già perso. .http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/editoria-agonia-vendite-giornali-edicola-dati-ads-gennaio-2017-144384.htm

      Elimina
    2. Dando per scontato che campino con quei due spicci che noi gli diamo. Ma personalmente penso che vengano supportati da qualcuno o qualcosa. Altrimenti non mi tornano i conti. E non solo quelli economici.

      Elimina
  21. Scusi Professore, ma sarebbe interessante conoscere anche la motivazione del Provvedimento, quantomeno per sapere quali sono questi limiti di continenza, in un caso rispettati (ma sarebbe stata opportuna un'indagine sulla veridicità che il rito sommario non ha certo concesso) e nell'altro no.

    RispondiElimina
  22. Mi sveglio, stamattina, in Nuova Zelanda, e mi ritrovo....questo.
    Poi, ho fatto un lungo respiro.....io, di solito, sono aggressivo, non ho pazienza, ma da un po', qualcuno mi aveva detto che il piazzaleloretismo non paga.

    E' vero, questo e' un episodio marginale, anche se, comunque, appena finito qui, passo su a/simmetrie e lascio giu' qualche bel $NZ che sono 10 anni che si rivaluta sull'eurone (o e' lui che si svaluta ? Com'e una discesa vista dal basso ? ), marginale rispetto alla titanica impresa che ho visto, ormai da qualche anno, compiere qui, creare una breccia nel muro della falange dell'"opinione pubblica" manipolata dal potere a suo uso e consumo.

    Credo che adesso abbiano paura, anche se non credo affatto che l'esempio di questa sentenza sia parte di quello, anzi, penso si risolvera' in appello, perche' bisogna credere fino in fondo alle istituzioni, che se smontano "riforme" cervellotiche e incompetenti, tanto male non devono essere.

    Non credo di doverle dire niente, caro Prof. leggo nelle righe la serenita' di chi impugna la ragione e la penna, armi potentissime, per restituire dignita' e ragione per vivere, non per un fine personale.

    La Storia e' lenta...ma arriva.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le istituzioni non sono male, se consideri l'alternativa, e io so aspettare.

      Elimina
    2. Se sul tema "scomparsa delle istituzioni" è arrivato poco fa commento lungo ma inconcluso, così come, pochissimo fa, commento di avviso di eventuale arrivo di commento inconcluso, e anche questo secondo inconcluso, chiedo scusa ma proprio non dipende da me, per quanto poco abile coi minuscoli tasti-icona dello.smart.

      L'elettronica creatura, ancora lontana dall'anno di vita iniziato da nuova, nonché conclamatamente buona, con me non risulta buona per nulla, interrompendo commenti, facendo comparire spesso - e questo lo si deve a Google, l'invito a "dir.qualcosa" - e altre piacevoli e mai patite in assoluto prima d'ora - sorprese.

      In fondo è un bene, perché, facendomi neppur prendere in considerazione una terza stesura del mio piccolo tema, ne ha esentata la lettura almeno al primo destinatario VN, Vittorio Nostro.


      E poi dicono che non c'è la Provvidenza.

      Male che vada, accade qualcosa come se.

      Saluti!

      Elimina
  23. Caro prof.,
    ho passato anch`io alcuni anni di tensione per una causa di lavoro
    Alla fine ho giustamente trionfato su tutta la linea ma,
    quei 3 anni di silenziosa angoscia li ho passati con una lama di coltello che rigirava nello stomaco,
    con la mente che ripassava in silenzio la sequela di infamanti menzogne scritte nella citazione, costruita solo per procrastinare l`inevitabile pagamento per il lavoro eseguito...
    Quindi capisco benissimo cosa tu abbia passato..

    La lezione imparata e`che la vita e`una lotta per la sopravvivenza in cui nessuno si fa problemi a smuovere avvocati e costi legali, pur di fotterti e non dover pagare: ma anche per insegnare a te come si campa..per darti una lezione..o per chiuderti la bocca..

    Ma se si e`nel giusto bisogna lottare per difendere i propri diritti e la propria ragione, anche se costa nel fisico e nell`anima, perche`alla fine i conti tornano ( e torneranno!!), e anche le analisi del sangue....

    Lo dobbiamo a noi, ai nostri figli, alla nostra dignita`umana e professionale, e al nostro amato paese

    Per questo continuo a ringraziarti per tutto quello che hai fatto e continui a fare ogni giorno per noi...

    Antonio

    HOLD THE LINE!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa storia ha avuto riflessi sulla mia salute, ovviamente. Poi ti abitui, passi su un'orbitale più esterno, a più alta carica di stress, e trovi un nuovo equilibrio. È stressante anche fare causa, per dire, ma visto che i fatti mi ci costringono...

      Elimina
    2. Leggerò queste sue sagge parole a una persona che ha una causa civile dal 1992 ancora in corso e ancora da decidere in primo grado. Dove (purtroppo, viene da dire) ha PALESEMENTE ragione. Cosa peraltro chiara fin da subito.
      Il protagonista de Il processo di Kafka in confronto era uno fortunato (a parte le sei zampette... Era un altro racconto? Be', devo essermi confuso... Non devo aggiungere altro.)

      Elimina
    3. Caro Professore, buon giorno . La leggo, a volte capisco, a volte comprendo , a volte vado per farfalle, ma Lei mi piace , è divertente e tagliente, provvidenziale direi .
      Non scriverò mai di economia nè porrò domande , quando mancano i fondamentali sono inutili: la risposta non sarebbe compresa . Se ha intenzione di combattere , noi che beneficiamo del Suo umorismo, abbiamo il sacrosanto obbligo di conservarLa in salute , si apra quindi una pubblica colletta finalmente per una buona causa .
      A presto
      Anita Piromalli

      Elimina
  24. se penso che per stampare l' espresso devono tagliare degli alberi mi si stringe il cuore .

    RispondiElimina
  25. Se penso al concetto di "errore" strettamente inteso, ho in mente più che altro una scelta oggettivamente non adeguata in rapporto ai dati soggettivamente disponibili ex ante. In questo caso faccio quindi abbastanza fatica a considerare erronee delle opzioni di cui, con tutta la dovuta considerazione per i consigli degli esperti, non riesco a cogliere l'inappropriatezza (con riferimento alla scelta di non querelare) né l'ingiustificatezza e la dismisura (con riferimento alla scelta di replicare e alle proporzioni della replica) in relazione a ciò che ne costituiva la premessa.

    In definitiva, errori del genere mi sembrano difficilmente evitabili, e quindi assimilabili più che altro a inciampi in trappole ben nascoste. Non a caso, una volta rivelatisi come tali per le conseguenze (soggettivamente non preventivabili e oggettivamente non scontate) che hanno innescato, generano non tanto rammarico o rabbia (in primo luogo verso la propria incapacità di fare a suo tempo due più due), quanto inquietudine e sgomento.

    Detto in altri termini: per quanto accorti e ben consigliati si possa essere, certe buche si mappano solo cadendoci (o vedendoci cadere qualcuno) concretamente dentro. E registrando bene, a futura personale memoria, la mentalità e il background di chi le ha scavate.

    Un'ultima nota personale: allo sgomento, che condivido pienamente, per quanto mi riguarda si aggiunge come reazione immediata una profonda nausea.

    RispondiElimina
  26. Tutta la mia stima per le Sue virtù che qui posso apprezzare: impegno, perseveranza, fedeltà per i valori comuni, fede nella lealtà e il coraggio.

    RispondiElimina
  27. Alberto, come ha scritto Sergio Panzeri più sopra, questa amara vicenda - e il tuo socratico atteggiamento ... ma fai attenzione alle bevande :-) - mi fa essere ancora più convinto del sostegno che dò ad Asimmetrie. Ti abbraccio.

    RispondiElimina
  28. Mi dispiace molto, ha tutta la mia solidarietà (per quel che vale...)

    Saluti cordiali

    RispondiElimina
  29. Poco più di 30 anni fa ricevemmo con mia moglie un decreto penale (una condanna penale che estingue il reato pagando una sanzione) perché abitavamo nella casa da poco edificata "senza che fosse stata rilasciata la licenza di abitabilità".

    Avendo appena acquistato l'immobile e dovendo ancora pagare il mutuo la cosa ci gettò nello sconforto.

    Il fatto fu conseguenza di un alterco tra un vigile ed un altro inquilino (volarono un po' di schiaffi per una multa ed il vigile ebbe la peggio e non riusci' a trovare testimoni....) per cui il vigile denunciò per vendetta tutto il condominio.

    Ovviamente ci furono parecchie decine di ricorsi fotocopia, noi vincemmo per primi il ricorso e tutti gli altri esibirono in giudizio copia della prima sentenza pretorile.

    Ancora oggi non so se sia mai stata rilasciata l'abitabilita', la domanda giace da qualche parte ed a Roma l'abitabilita' non la hanno neppure i ministeri...

    Tra qualche anno, vinto il ricorso e con le lire in tasca ne rideremo di questa puntura di zanzara.

    Un caldo abbracciò di solidarietà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ho già spiegato, roba simile me l'aspettavo, ma quando capita ovviamente turba. Poi capisci su quante (e soprattutto quali) persone puoi contare, reagisci, e ti abitui. Grazie a tutti voi per la vicinanza.

      Elimina
  30. Tolta la sofferenza che ci viene inflitta,
    resta la felicità che comunque ognuno ha naturalmente dentro di sè.
    Certi tipi di personaggi & Co. sono sofferenza quotidiana.....per chi li legge e li frequenta.
    Da evitare.

    RispondiElimina
  31. Non si può arrivare direttamente alla sentenza, non è una forma di pubblicazione standard, non vorrei te la contestassero

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai visto qual è il termine? Tranquo.

      Elimina
  32. Massimo rispetto per la sentenza (che comunque non ho letto e non leggerò). Incommensurabile stima e gratitudine a Te.

    RispondiElimina
  33. Non commento ma ti resto vicino.

    Comunque quei giornali non li leggo più da anni. Se c'è bisogno, ci sono.

    Che strana coincidenza la sostituzione Alberto /Vittorio , lo faceva anche la mia austera professoressa di greco e latino al liceo quando mi chiamava interrogato. Io la prendevo bene, andavo, ero preparato e rispondevo alle domande. Dopo qualche tempo le dissi: "Professoressa! Io mi chiamo Alberto!" ... da quel momento non ha più sbagliato e sono stato sempre promosso!

    RispondiElimina
  34. Professore, sorvolando sugli strafalcioni materiali dell'estensore dell'ordinanza e non mancando di osservare - anche se si tratta di un'osservazione a caro prezzo- che il presunto danneggiato da un commento apparso su un blog, per effetto della pubblicazione coatta dell'ordinanza che rimanda a quel commento, vedrà amplificato il da lui lamentato pregiudizio, perché molti altri lettori, risalendo a quel commento e cosi', ricostruendo l'antefatto, potranno apprezzarne la sobrietà del contenuto, l'irrilevanza della contestazione e la caducità delle argomentazioni addotte a sostegno di quella, credo di poter affermare che, se é vero che l'autore materiale del commento è Lei, é altrettanto vero che il sottoscritto, avendolo letto a suo tempo, rileggendolo ora e condividendone ora come allora spirito, tono, forma e sostanza, merita di condividerne anche la ricaduta economica. Lasci dunque, Professore, che la solidarietà si traduca in partecipazione solidale di tanti di noi che La seguono e apprezzano e, indipendentemente dal sostegno ad asimmetrie, si costituisca un fondo di solidarietà per aiutarla a rientrare rapidamente dalle spese di giudizio e di ristoro e per supportarla nel prosieguo della lite.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sono "strafalcioni": sono errori materiali che possono capitare, in Tribunali sovraccarichi. La deflazione c'è anche per loro, anche se non se ne sono accorti perché non sono stati toccati direttamente nel portafoglio. Del resto parleremo.

      Elimina
    2. Certamente sono sovraccarichi. E altrettanto certamente la spending review, con accorpamenti, soppressioni e fusioni, ha toccato, pesantemente, l'organizzazione del lavoro dei palazzi di giustizia. Si aggiunga poi il sacro verbo della produttività che impone tempi serrati per riti costruiti per consentire la composizione e che invece sono diventati tagliole. Ma al netto di tutto questo restano l'amarezza e la constatazione di una successione di inesattezze materiali che, forse, non inficiano la sostanza (ma mi è stato insegnato che, nel rito, specialmente in quello civile ed in quello amministrativo, la forma è sostanza), ma lasciano un retrogusto di un dispositivo redatto quantomeno in maniera affrettata. Resistere, resistere, resistere come sulla linea del Piave.

      Elimina
  35. Concordo con Alberto49: siamo in guerra. Siamo tanti e siamo uniti. Sempre con Lei, antipaticissimo Prof.!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Spero che la questione sia portata in Parlamento, dalla Lega e da F.I. come interrogazione al Governo, esattamente nei contenuti "POLITICI" che essa riveste.
      Non dovrebbe sfuggire a tali forze politiche il valore simbolico di questa autentico sopruso ai danni del massimo esponenente scientifico antieuro, perpetrato da personaggi che di scienza economica non sanno un beneamato tubo e scrivono su piattaforme mediatiche che (sempre meno per fortuna) raggiungono il grande pubblico.
      Sarebbe uno spot di notevole efficacia; ovviamente sempre ammesso che Alberto sia d'accordo e che la cosa sia organizzata in modo adeguato, proprio ora che la Boldrini ha sposato la causa.

      Elimina
    2. Ma siamo simpaticissimi noi tutti, eh eh, compresa la SD, Seguacia Distratta e non ancora Distrutta :-)

      Elimina
  36. Amarezza. Grande solidarietà. Esser Signori a volte non conviene, ma pare che uno sia fatto così "geneticamente" e non ne possa fare a meno.
    Ho subito una vicenda simile circa un anno fa per quel libricino che ti inviai. Alla fine il querelante ha avuto torto. Ma è roba che comunque, anche se sai di non aver niente da temere, ti scuote il sistema nervoso e ti ruba tempo prezioso. Se poi finisce pure così... Spero vivamente non sia finita.
    Con affetto.

    RispondiElimina
  37. At pulchrum est digito monstrari et dicier: hic est!

    RispondiElimina
  38. Si, questa è una guerra con i suoi morti (http://www.corriere.it/cronache/17_agosto_04/non-ce-fa-pagare-stipendi-imprenditore-suicida-4b3f5f6c-7915-11e7-9267-909ddec0f3dc.shtml?refresh_ce-cp), in cui Lei rappresenta la prima linea, quella più importante, del nostro fronte. Abbiamo perso una "piccola" scaramuccia (per la quale però ha pagato un prezzo personale e Le do tutta la solidarietà), ma che non dobbiamo sottovalutare. E allora rafforziamo il fronte principale, A/SIMMMETRIE, facendo come l'amico dalla NZ una donazione ad hoc. Penso che questa sia la risposta migliore.

    RispondiElimina
  39. Malagutti Vittorio, click inserito.
    Ma quanto è lunga questa lista...

    RispondiElimina
  40. Professore, dei tanti post che scrivo e non pubblico, uno era dedicato alla difficolta' che hanno le persone perbene a rotolarsi nel porcile che e' la lotta per il potere. At any rate, mi associo ad ALBERTO49, "siamo un gruppo di tuoi amici, prima ancora che semplici bloggers".

    RispondiElimina
  41. Ricordo bene il 2014, le provocazioni erano all'ordine del giorno e gli animi tutt'altro che carini e coccolosi: ho perso e sacrificato molto in quel periodo, me lo sono ripreso cogli interessi seguendo il filo logico e la coerenza appresi qui.
    Ho imparato a desistere dove occorreva; ad annuire sorridendo nei casi curabili solo dalla storia; ho scoperto la sindrome metabolica, l'ho studiata e combattuta a beneficio del mio nucleo familiare e della mia clientela. Ho addirittura appreso che interagire smodatamente sui social network, innalza il livello di ossitocina ( quella che vorrebbero inocularci)molto più di un bacio appassionato: ho optato per il secondo...
    Non c'è nulla da fare: la verità è la coerenza,danno un sapore alla vita che neanche 100.000 € potranno mai comprare.
    #Daje!

    RispondiElimina
  42. Anche io sono rimasto allibito nel leggere il post. Ora, al di la del fatto che ho letto giusto ieri un articolo che, in buona sostanza, parlava di uno studio dove si indicava che le persone, diciamo "stupidine" potrebbero sentirsi discriminate da quelli intelligenti e di come, appunto, l'intelligenza possa costituire una discriminante. Segno evidente dei tempi che stiamo vivendo...
    Comunque, mentre leggevo questo post, mi sono riscordato del perché, alla fine, e nonostante lo volessi, non mi sono mai iscritto a Twitter. Continuavo a dirmi che fosse perché bastano pochi contatti che ti arrivano millemila messaggi al giorno (che è anche vero), ma, in ultima analisi, sapevo e ho sempre saputo il vero motivo. Siccome mi conosco, so che, in alcuni casi non ce la faccio proprio a stare zitto. Sono fatto così. Non sopporto le ingiustizie, e di conseguenza la falsità. E a volta la rabbia per le ingiustizie mi fa diventare un po' volgare... e offensivo. Con uno strumento come Twitter, potete immaginare...

    Ho sempre ritenuto che fosse più onesto ammettere i propri errori, che andare avanti a contar balle.
    E questo l'ho pagato, e lo pago tutt'ora sulla mia pelle.
    Ho molti meno amici di prima. Faccio fatica (a 44 anni) a trovare una compagna. Faccio fatica a farmi strada sul lavoro, nella società ecc.... faccio fatica, ecco.
    Ma quando mi sdraio per dormire, sono a posto con me stesso, e lo so (ne sono sicuro) che prima o poi usciremo da questo incubo 2.0.
    La lettura della biografia di Nikola Tesla è questo, più di tutto, che mi ha dato. Mi ha fatto capire che l'Uomo, quando è messo nelle condizioni di esprimersi, può fare cose incredibili.

    Grazie per tutto. Tenga duro Prof.

    RispondiElimina
  43. Tutta la mia solidarietà ad Alberto e tutto il sostegno possibile, politico, morale, finanziario, a sostegno delle azioni legali necessarie.
    Non saremo certo noi a scomporci, a perdere la calma e rispettiamo le sentenze. Anche quelle che non ci convincono.
    Anzi, saremo ancora più determinati e risoluti nella battaglia asimmetrica contro i media mainstream, responsabili della più grande mistificazione della storia allo scopo di difendere un progetto politico-economico sbagliato e tragicamente destinato alla prossima sconfitta inevitabile. Mi auguro soltanto che a pagare per primi siano i giornalisti servi.
    Boicottiamo con tutta la forza possibile il gruppo Repubblica-Espresso e tutti coloro che lo sostengono direttamente o indirettamente.
    Grazie ancora ad Alberto. La tua determinazione e la tua fiducia nelle Istituzioni è la nostra forza.

    RispondiElimina
  44. E come disse Arcomelo Arimanteo, "Facciamolo grosso"

    (Alessandra/Cassandra da Firenze. Un bacio seguacio, caro Prof)

    RispondiElimina
  45. Un caldo segno di solidarietà anche da me, che seguo lei e questo blog da tempo, e che dai suoi insegnamenti ho ricavato tanto.

    RispondiElimina
  46. Sono anch'io convinta che queste vicende scuotono profondamente il sistema nervoso, angosciano e turbano. Io le reputo "sofferenze non sane" ed è per questo che ieri sera dopo aver letto ho provato molta amarezza e tristezza e mi sono rimproverata di non riuscire ad ironizzare per stemperare, forse queste sensazioni toccano simili esperienze vissute con senso di impotenza. Visto che non ne ha parlato prima, mi auguro che oltra alla sua straordinaria compagna, abbia avuto vicino anche tanti amici perché vivere quei momenti in solitudine è tremendo.
    La forza che prendiamo da Lei le deve tornare da noi amplificata dalla gratitudine.

    RispondiElimina
  47. Caro Alberto,
    vorrei esprimere la mia piena solidarietà non solo con parole consolanti e incoraggianti.
    Ci stai dando molto, moltissimo, e sta a noi ricambiare.
    Qui si fa sul serio e questo ce lo dobbiamo tenere in mente.
    Anche se non è difficile intravedere come andrà a finire ci saranno molte pillole amare da mandare giù.
    Correggo!

    RispondiElimina
  48. Ho avuto a che fare con i tribunali un paio di volte: la prima, da giovane, per un incidente stradale (infortunato io), contro l'assicurazione che doveva (ma preferiva non) pagare; stressante. La seconda per una causa di lavoro (non mi volevano pagare); stressante. Hai tutta la mia solidarietà, e un contributo ad a/simmetrie, che vado a fare subito.

    RispondiElimina
  49. Anche io mi unisco alla solidarietà, umanamente e con la donazione annua ad Asimmetrie che ho appena effettuato. Credo anche io come altri lettori del blog che la cosa migliore da fare sia quella di parlare per articoli accademici, libri divulgativi e questo blog (come fatto finora). Per il resto meglio tenere un profilo molto basso, lasciar ragliare chi ha voglia di farlo ed eventualmente procedere per vie legali, come lei stesso scrive in questo post. Dopodiché capisco l'amarezza di questo momento..Un abbraccio e profonda gratitudine.

    RispondiElimina
  50. Buongiorno Professore, sono rimasto molto sorpreso.Con vicinanza e riconoscenza.

    RispondiElimina
  51. Calma e gesso. Che, detto per inciso, è un po’ diverso dal keep calm e gessetti colorati. Nelle more della pubblicazione delle motivazioni dell’ordinanza, che è pur sempre impugnabile, credo che tutti noi possiamo fare qualcosa di concreto per risarcire per equivalente (tantundem eiusdem generis) chi, rimettendoci in tempo, salute, affetti e ora anche portafoglio, ci ha instradato alla consapevolezza. Che partano i bonifici per asimmetrie, causale “tantundem”

    RispondiElimina
  52. Certo, un po' di fastidio allo stomaco lo avverto. Massima solidarietà.

    RispondiElimina
  53. Con gratitudine e solidarietà.
    Ma quanto è dura tener duro e restare lucidi!
    (e un grazie anche a Rockapasso)

    RispondiElimina
  54. La cosa più fastidiosa è che ora la decisione sarà citata a sproposito dai detrattori che diranno: “Bagnai è un ciarlatano, i giudici gli danno sempre torto e lo condannano”.
    A questo punto bisogna fare numero così da poter dire: “Su 100 processi Bagnai ha vinto 99 volte, quindi 99 volte su 100 dice cose corrette. I processi vinti gli hanno fruttato un milione di euro, l’unico processo perso gli è costato cinquemila”.
    Er Cavajerenero è troppo buono, doveva trafiggere prima.

    RispondiElimina
  55. Caro Professore ottima difesa . Sono anche convinto che da buon toscanaccio Lei recupera tutti i " picci " spesi con gli interessi . Quanto ci ha raccontato è in sintonia con "Alice nel paese delle meraviglie " che è ormai diventata l'Italia . poi

    RispondiElimina
  56. Buongiorno Professore,
    piena solidarietà e sostegno.
    Grazie di tutto, e se ci fosse necessità sa che siamo in tanti pronti ad aiutare, io tra questi.
    Andiamo avanti, insieme.

    RispondiElimina
  57. Chiedo scusa scrivo da un cellulare su un treno che balla la tarantella ed è partito l'invio .
    Comunque volevo concludere che Poi alle politiche faremo i conti finali .
    ciao

    RispondiElimina
  58. Mi unisco alla solidarietà di tutto il gruppo. Un suggerimento per il futuro: mai sottovalutare il consiglio di un magistrato. Il gioco si è fatto duro e hanno paura. Ma questo lei già lo sa. Grazie per l'enorme lavoro che sta facendo.

    RispondiElimina
  59. Piena solidarietà e aggiungo che in casi come questo la rete può dispiegare tutta la sua Potenza perciò non avere problemi a chiedere....

    RispondiElimina
  60. La ringrazio per l'amarcòrd.
    Erano anni che, nonostante le mie origini eporediesi, non leggevo piû un articolo de l'Espresso.
    Passando da quei lidi ho visto che il servizio di testa - in questo momento - riguarda il caso Regeni.
    Quasi quasi me lo leggo.
    Anzi no, vado in spiaggia così mi annoio in maniera piû salutare.

    RispondiElimina
  61. La prima volta che succede è traumatizzante, poi ci si fa il callo. :-D
    Da parte mia piena solidarietà e andiamo avanti, non saranno questi piccoli inciampi a fermare il cammino.
    Sono a disposizione (lo sai come) per ogni evenienza.

    RispondiElimina
  62. Tutta la mia solidarietà (per quel che vale) ma sento la necessità di esprimerla. Sto qui dall'inizio e mai ti ho considerato un guru. 'Sta parola la sento ridicola e offensiva, però un legame qui l'ho trovato e credo si chiami amicizia.

    RispondiElimina
  63. La mia umile solidarietà ed il ringraziamento illimitato per avermi "aperto gli occhi"

    RispondiElimina
  64. I miei avevano un abbonamento inerziale all'Espresso, che ahimè verrà cancellato. Ho spiegato loro brevemente i termini della faccenda, e non è stato difficile convincerli. Ho anche chiesto di specificare bene il motivo della cancellazione, laddove richiesto. Sono piccole rivincite, ma ognuno combatte con le armi che ha.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bel colpo!
      Lo avrei fatto anche io se avessi avuto un loro abbonamento.
      Poco importa. Da ieri ho almeno altri 5000 buoni motivi per non leggerlo.

      Elimina
  65. Buongiorno Professore!
    La lettura di questo post mi ha spaventato e addolorato.
    Desidero esprimerle tutta la mia solidarietà e mi permetto di inviarle un abbraccio virtuale. Concordo inoltre con quanto scritto da Alberto49: ci sono molte persone che sono e si sentono in debito con lei, credo che molti di noi siano disposti a cercare di aiutarla in caso di bisogno.

    Ci tengo a sottolineare come, anche in questa bruttissima vicenda, lei riesca ad insegnarmi qualcosa.

    Fino a poco tempo fa (quando ero più giovine) apprendere quanto le è capitato mi avrebbe procurato rabbia e desiderio ardente di vendetta.
    Con il tempo ho capito che tali sentimenti non portano da nessuna parte: meglio rivolgere le proprie energie per aiutare i propri affetti e per fornire un apporto positivo alla propria comunità.
    Il nemico va combatutto con freddezza, risolutezza e compostezza. Non merita le nostre emozioni, quelle le meritano i nostri amici e compagni.

    Facile a dirsi, complicato da realizzare quando si viene attaccati.
    Lei lo sta facendo e come altre volte in passato ciò è uno stimolo alla virtù. L'esempio che vale più di mille raccomandazioni.

    Grazie Prof.!
    (Anzi per una volta mi prendo la libertà di dire: Grazie Alberto! Non per esprimere meno rispetto ma per cercare di comunicarle quanto affetto io provi per lei)

    RispondiElimina
  66. Leggo solo ora, vicenda francamente allucinante. Massima solidarietà, per quel che può servire, ma d'ora in poi "pietà l'è morta". Saluti.
    Gianpiero.

    RispondiElimina
  67. Coraggio Prof.!

    Per (triste) esperienza so che le sentenze di primo grado a volte sono un po' estemporanee, mentre quelle in appello sono più meditate, per cui c'è sicuramente lo spazio per raddrizzare anche questa.
    Solidarietà soprattutto per la sua salute: sono stress negativi che non fanno bene, sottraggono energie per le cose più importanti e pesano moralmente, ma aiutano anche ad aggiustare il tiro per le volte dopo.

    Dalle mie parti si dice che il Padreterno più paga lungo più paga largo: e a questi elementi, prima o poi, il conto gli arriva, ma non avranno sicuramente il sostegno che sta conoscendo lei ora, per cui il boccone gli tornerà in gola amarissimo e avranno da riflettere su quello che le hanno fatto passare.

    RispondiElimina
  68. Visto che nell'ultimo anno e mezzo le mie fonti serie e attendibili d'informazione economica e politica sono goofynomics e asimmetrie rinnoverò la donazione ed il 5 per mille.

    RispondiElimina
  69. Che storia di mondo alla rovescia!
    Massima solidarietà a lei e alla sua famiglia.
    Coraggio sempre.

    RispondiElimina
  70. Torno a scrivere dopo qualche tempo perché sento di dover esprimere la mia solidarietà ad Alberto spendendo queste poche parole.
    In caso di bisogno, potrà contare anche su un gesto tangibile in moneta legale.

    RispondiElimina
  71. Non capisco la competenza del Tribunale di Varese (fra altre cose)

    RispondiElimina
  72. La saggezza popolare dice che "i cazzi della pentola li sa solo il coperchio", quindi non commenterò la notizia in sé.
    Mi preme, però, ricordare a questi signori che i 5 sacchi tolti al Cavajere Nero non li salverà dalla "durezza del vivere".

    RispondiElimina
  73. Per quello che vale, tutta la mia solidarietà ed ancora una volta GRAZIE: in questi anni da te e da tutta la comunità che intorno a te si è formata molto ho imparato e di molto sono cresciuto.

    RispondiElimina
  74. Ho letto adesso l'articolo da cui tutto è partito e l'ho trovato davvero insultante. O meglio, non lo è ai miei occhi solo perché i giornalisti di carta stampata sono completamente screditati. Non capisco la condanna.
    Non sono una "seguacia", ma vorrei lo stesso esprimerle la mia solidarietà, che sarà anche materiale.

    RispondiElimina
  75. Pardon Prof. Oggi ho commentato Puglisi...
    Ho letto troppo tardi questo post, lo avessi letto prima avrei ignorato il perfido...

    RispondiElimina
  76. Se posso aggingere. Questa sera sono uscito con amico per fare due passi, zona darsena a Milano. Ci sediamo per fare due chiacchiere e una coppia sui 55 attacca bottone con noi. Si finisce per parlare di euro e contorni. Si parla per una mezz'oretta. Scopro che non conoscono A.Bagnai, e neanche A.Mazzalai.
    Forniti link (ho controllato che li scrivessero nello smartphone), mi congendo con un: "leggete i blog, magari riuscite a fare chiarezza..."
    PS
    Se mi state leggendo, si, sono io. Benvenuti!

    Non ha prezzo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi complimento! Ben fatto, è bello quando si trova gente con cui conversare in modo civile e, soprattutto, disposta ad ascoltare qualche idea e consiglio.
      Se mi permette, posto che non lo abbia già fatto di suo, se l'interlocutore è molto ben disposto suggerirei di consigliare subito i libri, qualora invece sembrino più dubbiosi ed essendo il blog immediatamente raggiungibile, consiglio vivamente di indicare la sezione "Per Cominciare" o anche la sezione "Video" che è più facile e di immediata comprensione.
      Qui ci sono sei anni di discussioni che seguono un filo logico ed anche il corso degli eventi, secondo me il lettore che arriva e legge per la prima volta a casaccio, anche se animato da buone intenzioni, rischia di perdersi e abbandonare ritenendosi incapace di capire, anche se non è vero.
      Lo dico per esperienza personale fatta con conoscenti che poi ho recuperato a fatica.
      Comunque ancora bravo, con più gente informata c'è con più il problema potrà risolversi nel modo giusto e meno traumatico. Posto che, in ogni caso, non sarà una passeggiata.
      Sinceri saluti.

      Elimina
  77. Professore, come le avranno detto la giustizia istituzionale è fallibile; in alcuni casi, poi, si discosta da quella sostanziale. Dai pochi elementi a disposizione l'appello non è soltanto un'opportunità messa a disposizione dall'ordinamento ma un atto doveroso, non per le entità economiche in gioco ma per l'ispirazione a veder riformata una pronuncia che si ritiene errata.
    Quel che più conta, tuttavia, è che lei sia sereno. Ha adempiuto diligentemente a quanto disposto nell'ordinanza (gli ha persino risparmiato il disturbo del procedimento di correzione dell'errore materiale), già questo al giorno d'oggi è qualcosa di non troppo ordinario; chi la legge, inoltre, credo abbia compreso i termini della vicenda e apprezzato la trasparenza e l'equilibrio con cui è stata esposta. Direi che può attendere l'esito dell'impugnazione, per la quale le faccio i migliori auguri, continuando con rinnovata energia la sua attività accademica e divulgativa.
    La saluto con, naturalmente immutati, stima e rispetto.

    RispondiElimina
  78. Disse una volta un collega architetto che "oggi se non hai almeno due avvisi di garanzia non sei nessuno".

    Io non ho il desiderio di essere qualcuno ne forse e soprattutto il coraggio necessario per esporsi al rischio di ricevere avvisi o denunce, percio apprrezzo a maggior ragione quel coraggio, necessario per il lavoro immenso di informazione controcorrente che ha fatto, e mi aggiungo agli altri nel rinnovare la mia solidarietà.

    Mi aggiungo anche a chi ha già proposto anche un 'fondo' per ripagarla almeno in modo concreto degli sforzi che ha messo in questa battaglia fatta anche per chi come me non fa altro che leggere da spettatore.

    Un versamento aggiuntivo ad asimmetrie non mancherà.

    In ogni caso la vicenda mi pare mostri un paio di cose. La prima è che evidentemente, strumenti per combattere le 'fake news' ci sono e vengono usate anche senza scomodare 'esperti' o 'ONG'.
    La seconda è che adesso è diventato qualcuno.

    Un grazie ed un caloroso abbraccio.

    RispondiElimina
  79. Ma non ci si può proprio distrarre un momento! D'accordo, le sentenze non si commentano per rispetto alle Istituzioni. Il clima generale però, se consideriamo anche la battaglia sulle presunte fake news, è di evidente intimidazione di chi esprime idee non conformi ai desiderata del potere. Nel dubbio, ho fatto subito una donazione extra ad Asimmetrie. E prima della fine dell'anno ne arriverà anche un'altra. Così imparano. Devono sapere che Lei non è solo. Grazie di tutto.

    RispondiElimina
  80. "...(ho controllato che li scrivessero nello smartphone)..."
    Mi ha fatto sorridere l'immagine, di te che entusiasticamente fornisci il link e controlli la corretta scrittura.
    Hai fatto bene, dobbiamo condividere quel che c'è qui.
    A tal proposito chiedo consiglio a tutti, se vorrete rispondere: capita di parlare di questi argomenti e vorresti far conoscere questo sito per fornire all’interlocutore un ottimo strumento di informazione.
    Indicare il solo nome o il link principale rischia di essere dispersivo: uno arriva qui, vede l’ultimo post, magari non è il più adatto per iniziare e si perde.
    A vostro parere qual è l’articolo più adatto da indicare per chi arriva la prima volta qui?
    Banalmente per me il primo, seguito, se arriva in fondo, dalla sezione “Per cominciare”.
    Con l’avvertenza che le conseguenze possono essere molto serie.

    RispondiElimina
  81. Ma come!
    Era già qualcuno in sé, cioè per il mondo prima dell'eu, ops, del provvedimento - e anche prima dell'€.

    Adesso che è Qualcuno - Qualcuno, vedi mai che adolescente bizzoso diventerà lui, per la sua famiglia naturale, mentre per quella innaturale cioè spirituale cioè qui cioè noi (ho un poco di pudore a dire noi intendendo noi: per l'altro noi cioè me mi vien solo da ridere) mi par diventato più delicato e dolce, nel tempo.

    O forse sono io che voglio assolutamente veder tutto rosa.

    Sarà meglio che mi schiodi dal tavolo, prima di degenerare.
    SD, Seguacia Degenerante nonché SP, Seguacia Petulante.

    Diciamo che questo è quasi l'unico posto dove mi si prende sul serio o si fa finta.

    Buona giornata a tutti ;-).

    RispondiElimina
  82. Solidarietà a lei professore, la sua migliore qualità é il coraggio!

    RispondiElimina
  83. Siccome sono un civilista (non si sa ancora per quanto...) mi piacerebbe leggere la motivazione, se vuoi. Casomai mandamela in privato.
    Apprezzo molto il tuo atteggiamento di accettazione del verdetto, perché dimostra come dici un senso di rispetto per le istituzioni (che sono una cosa diversa dalle persone che ne ricoprono le cariche) e perché giustamente hai notato che il sistema ha in sé tutti gli strumenti per riparare ad eventuali valutazioni erronee, qualora vi fossero state.
    Non sopporto da legale chi si scaglia contro i magistrati e la Magistratura nel suo complesso, pur conoscendone dall'interno i difetti e le carenze.
    Un abbraccio con rinnovata stima.
    P.S. se vuoi rifarti economicamente devi citare un giudizio anche tu civilmente e non penalmente con costituzione di parte civile: al massimo otteresti una condanna generica al risarcimento da determinarsi in separata sede (civile)...
    Consiglio non richiesto lo so, ma abbi pazienza, è un segno di affetto ��

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non voglio rifarmi economicamente.

      Elimina
    2. Quindi la condanna penale, puramente simbolica, visto i margini di applicazione della condizionale, come soddisfazione morale...
      Certo è che certi personaggetti capirebbero solo se gli si toccasse il portafoglio, ma rispetto la tua decisione.

      Elimina
    3. Luigi: le sentenze si pubblicano DOPO. Prima le strategie è opportuno che siano riservate e che siano graduate secondo i casi.

      Elimina
    4. Giusto. Intanto compro i popcorn, il beveraggio e prendo la sdraio da mettere in riva al fiume...

      Elimina
  84. Le esprimo la solidarietà mia e di mia moglie Prof. Restiamo a disposizione per un contributo sul fondo dedicato

    RispondiElimina
  85. Dopo aver letto il post, confesso che la prima reazione è stata di rabbia, incredulità e poi ancora rabbia. Ma poi ho riflettuto e mi è parso un sorriso stretto tra le labbra, amaro, ma pur sempre un sorriso: quello che questa gente non capisce è che il segreto del successo di questo blog oltre alla competenza assoluta, è dato dall'immensa passione civile di chi lo anima e dalla trasparenza che ha sempre manifestato nel relazionarsi con noi. Cioè due realtà di fatto che nessuna sentenza potrà mai anche solo minimamente offuscare. Condivido in pieno la necessità di passare al contrattacco. Se servirà, disponibile a finanziare.

    RispondiElimina
  86. Non è tra le massime che preferisco, ma mi pare adatta alla circostanza: "Fang Chi interrogò Confucio sulla virtù dell’umanità. Il Maestro disse: “A casa essere rispettosi; nel trattare gli affari essere riverenti e nei rapporti con gli altri essere leali. Persino se si vive tra i barbari non si può rinunciare a queste qualità”.
    Con la stima nei suoi confronti in crescita e non a italici tassi.

    RispondiElimina
  87. Non ho mai inviato commenti al Blog. Lo faccio oggi, per la prima volta, per esprimerLe vicinanza e solidarietà in questa brutta vicenda. Poche cose indignano come la condanna di un giusto. Ma tant'è, questi sono i tempi che ci tocca vivere. Nel frattempo, poiché credo nella solidarietà fatta di opere - oltre che di parole - ho effettuato una donazione a favore di a/simmetrie: non una gran cifra, ma sapesse quanto ha fatto bene a me farla! Altre ne seguiranno, perché sono intenzionato a superare la cifra complessiva che ho versato lo scorso anno: la battaglia si fa più dura, lo sforzo per sostenerla deve intensificarsi. Se le circostanze legali lo rendessero necessario non si faccia tuttavia scrupolo di chiedere un ulteriore contributo. Io sono a disposizione, come molti altri. La libertà, come ho letto da qualche parte :), non è gratis. E ci va già di lusso finché resta una questione di soldi... Un abbraccio e grazie.

    RispondiElimina
  88. Prof. apra il fondo. O faccia passare tutto per asimmetrie. Veda Lei. E non lasci più passare niente. Col sorriso, naturalmente.

    RispondiElimina
  89. "Tot capita, tot sententiae". Tradizione libera: "capita di tutto nelle sentenze".

    RispondiElimina
  90. Motivo di più per incrementare il mio piccolo contributo mensile ad a/!

    RispondiElimina
  91. Giorno triste,evito commenti per non essere cancellato.

    RispondiElimina
  92. Solidarietà.
    Chi pugnala alle spalle ha paura.
    Lei è forte e la temono, bene, significa che è nel giusto.
    "non sarà mai solo"
    Un abbraccio
    Fra

    RispondiElimina
  93. Comunque è la dimostrazione che la strada intrapresa è quella giusta e che cominciano ad avere paura.Ci dica cosa possiamo fare per accelerare il percorso.E non si faccia scrupolo di dimenticare di indossare i guanti bianchi.Vanno riposti per migliori occasioni.

    RispondiElimina
  94. Non posso fare altro che esprimerle la mia solidarieta'.

    RispondiElimina
  95. Si è sentito offeso a scoppio ritardato... Un anno dopo!
    D'altronde è una sporca guerra...
    Ovviamente mi associo alla diffusa solidarietà manifestata in tutti i post, so da esperienze personali cosa può comportare avere cause civili in corso.
    E, qualora occorresse contribuire ad un fondo cause per tutelare il commander-in -chief, ci sono.

    RispondiElimina
  96. La mia solidarietà e nervi saldi per tutti! In realtà anche quando rispondo qua e là sulla rete a commenti di gente che "sa di sapere" spesso mi viene un po' il nervoso, ma cerco sempre di tenermi (pure se scrivo con pseudonimo). Irritarsi non serve e spesso utilizzare la pazienza e la calma è un sistema che spiazza e molte persone incominciano a leggere davvero e pensare. Almeno questa è stata qualche volta la mia esperienza. Per certe persone invece servirebbe solo il TSO :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per perseguire quali obiettivi realisticamente realizzabili? Il loro TSO sono Repubblica, Corsera, Sole ecc., li vogliamo pure drogare?
      E farli sentire esseri umani di serie B, sospendendone di fatto i diritti costituzionali, non avrebbe conseguenze contrarie a ciò, che credo, tu vorresti ottenere?

      Elimina
  97. p.s. Perotti comunque è un tantino impreciso in quell'articolo; elencare tutto verrebbe lunga... mi fa molto specie soprattutto che 1) creda che un debito emesso secondo diritto italiano debba essere rimborsato in Euro 2) parli allegramente solo della responsabilità della Lira sull'inflazione a doppia cifra quando un semplice controllo dei dati direbbe che in quel periodo anche il dollaro era parecchio inflazionato - causa crisi Petrolio 3) trascuri sempre sull'inflazione la Scala Mobile, e non menzioni del tutto la disoccupazione (se sale l'inflazione ma il salario anche, be' è molto meglio che avere moneta stabile ma salario che scende - e disoccupazione reale al 30%....)
    Ok lo so che qui non si parlava di questo (ma cmq. è in tema sulle cose che mi fanno venire un po' il nervoso...)

    RispondiElimina
  98. Comunicazione di servizio (almeno lo spero).

    Alberto per l'ennesima volta ci ha dimostrato il suo stile. Poteva chiederci aiuto economico e noi indignati glielo avremmo in massa offerto contenti. Invece non lo ha fatto e non intende farlo.

    Propongo quindi, come già qualcuno qui sopra, di INONDARE di donazioni l'associazione Asimmetrie.

    La nostra contrarietà, la nostra solidarietà, la nostra vicinanza, il nostro affetto possiamo ora dimostrarlo solo con una donazione. Facciamo sentire che ci siamo. Davvero.

    Un pensiero inoltre a Roberta. Che tutto questo sopporta.

    È una domanda ad Alberto: scrivi per favore quale modalità preferisci per segnalarti nel modo migliore possibile chi ti offende sul web.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho contribuito alla eventuale inondazione con molto piacere. Solidarietà ad Alberto e Roberta.
      Donare ad Asimmetrie è salutare.

      Elimina
  99. Sono sinceramente dispiaciuto per la vigliaccata subita.

    RispondiElimina
  100. Prenda un gastroprotettore e tiri innanzi, e la volta prossima quereli

    RispondiElimina
  101. Non commento ma in qualche modo aggia sfugà. I giornali non li compro già da anni e quindi non mi posso vendicare su questo fronte e allora sapete cosa farò? Da ora non accederò mai più ai giornali di regime online. Se il mio click mancante dovesse impoverirli anche di un centomilionesimo di euro avrò raggiunto il mio scopo. Tanto, del resto, le notizie che contano passano per Goofinomics e per giunta me le leggo anche con largo anticipo sui tempi.
    Grazie Capitano per aver scelto senza indugi e da sempre "alla via così", sappia che sul suo equipaggio ci potrà sempre contare, sapremo coprirle le spalle scelga lei se su un fondo o se su Asimmetrie.
    Chi la dura la vince.

    RispondiElimina
  102. Con il 10% degli iscritti al blog, a 20€ l'uno, paghiamo le spese e rimangono pure due spicci per Asimmetrie.
    Ho letto i commenti e ho capito che non vuoi; ma sappi che molti di noi lo farebbero senza pensarci due secondi, mi gioco una palla che li raccogli in una settimana.
    E poi sarebbe pure una piccola soddisfazione: quanti lo farebbero per Malagutti?
    Pensaci.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ok! "Famo". Per quanto mi riguarda:

      5permille + 1 caffè e mezzo a settimana + 20 quellarobalì ad A/simmetrie.

      Votare al MIA e mettercela tutta nella vita quotidiana.

      Ma mica per Bruno o Vittorio, "poverini", a prescindere.

      O di qua, o di là. Io sono piccolo, lo so. Ma se Alberto fosse sostenuto a dovere...tutti noi diventeremmo qualcuno, qualcuno da temere, qualcuno col quale negoziare: popolo sovrano, nella legalità e nella legittimità. Poi lo sai Alberto che, per quanto mi riguarda, puoi mollare quando vuoi: il mio affetto, la mia riconoscenza, la mia stima rimarrebbero inalterate. So che lo sopporti ma, il peso di cui ti carichi, è tanto.

      PS. Ma perchè con un salto quantico aumenta lo stress? A regime non dovrebbe diminuire?

      Ti voglio bene

      Elimina
    2. @ERIK

      Ma dov'eri?

      Transitata alcune volte davanti all'edicola giusta dopo aver chiesto ad altre due, non ho ritenuto opportuno affliggere la signora che vi stava con saluto di-persona-personalmente che le avrei chiesto di farti da parte mia.

      Avrete anche Nicolò dell'Arca, intensamente profondamente osservato di nuovo, nonché un notevole (giudizio mio) Zamboni contemporaneissimo al piano
      terra del Pepoli - info-stimolo criptato per veri curiosi -, ma quanto a reperibilità...

      Se è, come spero, sacrosanto riposo
      o piacevolezza qualsivoglia, ottimo.

      Di persona personalmente, salutino da questi schermi.

      Elimina
  103. Avete fatto incazzare er Cavajere Nero? Auguri!!! Intanto anche quest'anno il mio 5xMille va ad a/simmetrie.
    Forza Profe, qui troverà sempre conforto e una "famiglia" che le si stringe intorno. Un abbraccio, vado a votare per il MNA2017.

    RispondiElimina
  104. Da Lettore Silente quale sono vorrei presentarmi:
    Ogni qualvolta apro il blog, per me è come se entrassi in una aula universitaria: il silenzio è d'obbligo, si ascolta e si tace e si impara. Si impara anche leggendo i commenti di questa splendida comunità.
    Da tre anni leggo avidamente i contenuti del blog e da tre anni il 5 permille mio e dei miei familiari va ad a/simmetrie.
    Qualche piccolo contributo di tanto in tanto (la durezza del vivere ha colpito, conosco la deflazione salariale per il fatto di viverla sulla mia pelle).
    Spesso regalo ai piddini che incontro il TDE e IPF avendo ormai perso ogni speranza di una discussione razionale e non fideistica.
    A seguito di questa vicenda mi riprometto di intensificare le donazioni.
    Egregio professor Bagnai,
    Lei ha tutta la mia stima, come persona e come professore, ricercatore, professionista,musicista, ecc.
    Da questa vicenda lei ne esce ancora più forte. Tutta la mia solidarietà.
    La invito anch'io ad aprire un conto in modo che noi si possa sostenerla tangibilmente nelle querele che deciderà di intraprendere.
    Con stima amplificata alla ennesima potenza,
    Raffaele Poppa
    (Ora ritorno al mio silenzio)

    RispondiElimina
  105. OT - Alessandro Greco è stato vittima di "perspective"

    Si dice che per ora il sistema AI di google lavori solo con la lingua inglese.

    Non è vero, perché in qualunque lingua si scriva google può tradurre in inglese ed analizzare il contenuto con l'applicazione AI "perspective".

    Nel caso dei tweet di grecofficial ho provato a tradurre in inglese sia il post incriminato del bambino col gessetto che altri scelti a caso.

    Molti sono risultati tossici (40-60% di tossicità nella traduzione inglese).

    Per ora suggerisco a chi sta su Twitter di fracassarsi i maroni con questo controllo per evitare la cancellazione, ma è di tutta evidenza che occorre fuggire in gretta da google.

    Non sono un indovino , ma prevedo che alle prossime elezioni ci saranno improvvise cancellazioni di massa preventive....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In preda ad "astratti furori" concorrenziali, allego una breve lista di motori di ricerca alternativi e migliori di Google Search: trovano quello che Google non riesce a trovare.
      Ecosia: https://www.ecosia.org/
      Destina l’80% degli introiti pubblicitari, ottenuti attraverso la navigazione degli utenti, in progetti che mirano a piantare alberi..
      Yippy: https://yippy.com/
      Motore di ricerca che combina i risultai della ricerca in gruppi, permettendo di effettuare una ricerca più approfondita.
      Qwant: https://www.qwant.com/
      Motore di ricerca che rispetta la privacy: non utilizza cookie o altri strumenti per tracciare gli utenti.
      Kiddle: https://www.kiddle.co/
      Motore di ricerca sicuro per i bambini. Il motore di ricerca include quattro categorie: web, immagini, news e video. Kiddle, comunque, non è la versione ufficiale di Google per i bambini.
      Giphy: https://giphy.com/
      Motore di ricerca specializzato in GIF. Giphy permette, infatti, di trovare solo delle immagini animate e funziona inserendo una parola chiave nella barra di ricerca.
      iFind3d: https://www.ifind3d.com/
      Questo è un motore di ricerca davvero particolare, utile per cercare modelli 3D stampabili. iFind3D, sviluppato da un rivenditore di stampanti 3D olandese, raccoglie in un unico luogo circa 750 mila disegni, i quali possono essere salvati oppure scaricati.
      Arianna: http://arianna.libero.it/index.html
      Motore di ricerca made in Italy, Arianna si appoggia alle tecnologie di Bing e supporta tutti i principali assistenti personali: Cortana, Bing e Alexa.

      Elimina
  106. Mandato un piccolo contributo ad Asimmetrie.
    Doveroso, necessario.
    Non contro qualcosa ma per me.
    Disponibile anche ad altre iniziative se ci saranno.

    RispondiElimina
  107. Caro professore, esprimo anche io la mia solidarietà e la mia vicinanza per la triste situazione. Le sentenze non si commentano ma lo stato in cui è caduta l'amministrazione giudiziaria nelle sue varie articolazioni lo meriterebbe. Anche io credo che la libertà non sia gratis pertanto cerco nel mio piccolo di sostenere a/simmetrie (5 per mille ed un caffè al giorno) ma mi rendo disponibile come i tanti amici prima anche a sostenerla in questa battaglia. E' importante che lei senta il nostro sostegno anche materiale, se e quando serve perché: unus sed leo.

    RispondiElimina
  108. Rabbia tanta, nessuna meraviglia, solidarietà e stima per te, caro prof.. Detto ciò questo commento, come altri, verrà considerato, da controparte, come quello del discepolo cui è stato toccato il maestro. Già successo ( post sulla firma di Ascanio........), tanti stupidi e creduloni confusi e affascinati dalle "chiacchiere" del professore in cerca di notorietà. Naturalmente nn è così e la storia lo dimostrerà. Abbiamo il dovere di tenere duro e anche quello di NN DIMENTICARE.

    RispondiElimina
  109. Pagato il meritato Caffé giornaliero anche a Vittorio (fin che si può)!

    Ed ora passiamo all’ intermezzo musicale!

    RispondiElimina
  110. Non commento la vicenda, né la sentenza con l'errore di trascrizione. Capita a tutti di sbagliare, anche nel trascrivere una sentenza. Una volta era importante capire l'errore da una parte e perdonarlo dall'altra. Oggi... non sò.

    Ad ogni modo, una piccola riflessione, su ben altro, dal CIA World Factbook aggiornato al 2016:
    - La Nigeria conta una popolazione di circa 182 mln di abitanti. Le previsioni demografiche indicano che saranno 382 mln nel 2050, più del doppio in circa 30 anni.
    - Il tasso netto di migrazione è di una 1 persona ogni 5000 abitanti, ossia circa 36.400 persone l'anno.
    Da altre fonti usando google: in Nigeria immigrano circa 1,1 mln di persone l'anno e ne partono quasi altrettante, portando il bilancio sostanzialmente in pareggio.
    - La situazione demografica italiana: 83 nascite ogni 10000 abitanti, contro 103 decessi ogni 10000 abitanti.

    - Houston, abbiamo un problema demografico. Come lo risolviamo?
    - Coi migranti.
    - Perchè non incentivando la maternità?
    - Sarai mica matto! In termini di produttività, maternità e paternità costano: un numero maggiore di persone da inserire in turnazione a copertura delle assenze oltre alle assenze stesse. Senza contare l'aggravio fiscale che deriverebbe da un sostegno pubblico, per le famiglie a più basso reddito. E poi, hanno minori pretese, dei chossytaliany. Oltretutto ragiona: da una parte già ci sono le risorse, vista la forte natalità: che ti frega dell'incentivare i choosytaliany e i fess€uropei? Abbiamo manodopera a volontà. Anzi, la donna, si dedicasse alla carriera, anziché ai figli, che poi rompono con la maternità e così via!
    - Hai ragione, Mi sento d'un tratto filantropo e femministO.

    RispondiElimina
  111. Prof., sebbene in ritardo, perché fuori sede e non sempre collegata, ci tengo ad esprimerle tutta la mia solidarietà e la disponibilità a qualunque contributo lei ritenga utile. Sono rimasta davvero amareggiata non soltanto dalla sentenza, ma dalle condizioni al contorno che la hanno prodotta. Apprezzo moltissimo il suo atteggiamento. Sempre grazie per quello che, con accresciuta stima, Silvia Rita Viola

    RispondiElimina
  112. Montanelli diceva che gli italiani sono senza memoria, ma tranquillo prof. Qui ci ricordiamo tutto. Già mi sto gustando i voltafaccia dei piddini che conosco su politica nazionale e migranti quando il totem dell' euro cadrà emergerà la verità su chi lo ha sostenuto e perché. Per chi offende vai avanti con l'aratro se hai bisogno di sostegno siamo qui

    RispondiElimina
  113. Se posso permettermi di unire i puntini: il cammino tortuoso della scienza giusta è pieno di sentenze sbagliate. In un certo senso sono nuovi dati che avvalorano la tesi.

    RispondiElimina
  114. Leggo solo oggi al rientro dalle ferie... Piena solidarietà prof. Ti dobbiamo molto, per questo blog e per a/simmetrie.
    Le ferie le ho trascorse in Galles e sono passato per quel posto assurdo che è Portmeirion, location della serie "Il Prigioniero" che, immagino, anche tu avrai visto da ragazzino... Numero 6 (nel villaggio viene annullata l'identità e si diviene solo un numero), il protagonista, si ribella ad ogni tentativo di piegare la sua volontà da parte dei capi del villaggio dove è tenuto prigioniero... I tentativi di fuga sono vanificati da enormi palloni bianchi (bolle? balle?) che rincorrono il fuggiasco inglobandolo e riportandolo al villaggio... alla fine riuscirà a fuggire capendo che il problema non erano gli ostacoli naturali da superare ma l'organizzazione socio-politica del villaggio che lui riesce a distruggere dall'interno mantenendo la ferma convinzione: "I'm not a number"...
    Avanti così.

    RispondiElimina
  115. Mi ricordavo di quell'articolo gossiparo e mai avrei pensato ad una vicenda processuale come quella che hai subìto, per la quale indignarsi è poco. Mi unisco perciò alla solidarietà già ampiamente espressa da tutti. Questa incresciosa vicenda non meraviglia, dato che ormai viviamo in un mondo alla rovescia. Se può anche latamente consolarti, la disaffezione degli abbonati (quorum ego fino a 4-5 anni fa) e dei lettori a quel settimanale, che non voglio neanche nominare, appare più che motivata e dovrebbe provocare un mea culpa ai signori giornalisti, invece pare che li induca a ricercare fonti di guadagno alternative tramite gli avvocati ...

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.