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sabato 25 giugno 2016

Brexit e sterlina: il "minimo storico"

(...o anche "la caduta libera"...)


Il grafico mostra la media mensile del tasso di cambio sterlina/dollaro quotato incerto per certo (cioè costo di un dollaro in sterline, ovvero quantità di sterline necessaria per acquistare un dollaro) dal 1971 ad oggi. Per il mese corrente, al posto del dato medio, uguale a 0.69487, ho messo il valore attualmente quotato, pari a circa 0.73 (e quindi un po' svalutato, nel senso che ci vogliono più penny per un dollaro):

(fonte dei dati).

Appare del tutto evidente che per un inglese i dollari non sono mai costati così tanto... dal luglio 2014 (quando il cambio era a 0.58)!

O no?

Ah, per i diversamente economisti (quelli della generazione Erasmus) qui vi metto il grafico della quotazione certo per incerto (dato che, fra l'altro, la sterlina è sempre stata quotata così, mentre noi questa quotazione la adottiamo solo da quando siete nati voi, perché ha molto meno senso per motivi detti e stradetti - a proposito: chi se li ricorda?):


La fonte è la solita, e in questo caso il minimo lo vedete appunto come un minimo, perché questo grafico rappresenta il costo di una sterlina in dollari (e quindi se scende la sterlina vale meno). E anche qui, come vedete, è evidentissimo che la sciagurata Brexit ha portato la sterlina al suo minimo storico.

O no?

E con questo mandiamo un gran ciaone a chi ci dovrebbe informare ma non si attiene a un minimo di deontologia, mentre io, col vostro permesso, devo correre a cena: il mio peso corporeo è ai minimi storici e sono seriamente preoccupato. Ma un motivo c'è: sono appena stato in bagno. Ah, scusate, avevo omesso un dettaglio: il mio peso è sì ai minimi storici, ma da un quarto d'ora fa. D'altra parte nel mondo della globalizzazione il tempo corre più in fretta, e un quarto d'ora oggi vale come un decennio negli anni '70, quelli della generazione Beatles di vecchi ignoranti bifolchi illetterati egoisti buzzurri che hanno rovinato l'Inghilterra, portando la sterlina in territori mai esplorati prima.

Un po' come i nostri giornalisti, non trovate?




(...ricevo e pubblico:

zapoi67 ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "La semplice macroeconomia del Brexit":

Probabilmente avrò capito male io, ma:

Coffee Break del 24.06 : 0.69 GBP per 1 EUR il 18 luglio 2015... era un massimo e non un minimo per la sterlina (ora è sullo 0.81, cioè bisogna pagare 0.12 sterline in più per comprare 1 euro).
O sbaglio ?

Postato da zapoi67 in Goofynomics alle 25 giugno 2016 19:29 


Gentile amico, può anche darsi che abbia sbagliato io. Come avrai visto, ero impegnato in una piacevole conversazione con una persona gradevole in privato ancora più che in pubblico, e quindi potrei essermi distratto. Domani lo vediamo. Ma il punto è che la discussione in studio si riferiva evidentemente al cambio sterlina/dollaro - quello citato dal Financial Times, fonte autorevole secondo gli astanti, il cui parere io non metto in dubbio. Quindi intanto goditi questi dati, e verificali pure con la tua lodevole acribia. Poi domani ci vediamo l'altro minimo storico, quello sull'euro, che ci riserverà altre risate.

Va bene?

Grazie per lo stimolo...) 

109 commenti:

  1. Ma cosa successe nell'aprile dell'85'??

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    1. Ah, per questo devi rivolgerti a uno storico specializzato in UK. Ne ho conosciuto da poco uno simpaticissimo e siamo subito diventati amici. Se vuoi ti metto in contatto...

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    2. Va cambiata la prospettiva. Era il dollaro che stava ai suoi massimi storici su tutte le altre valute, non solo la sterlina. Stavolta storici per davvero, non con dati alla ad catzum dal Financial Times.

      http://www.macrotrends.net/1329/us-dollar-index-historical-chart

      Il perché é presto detto: la FED, per combattere l'inflazione, aveva alzato i tassi portandoli all'8%, mentre il resto del mondo (Giappone e Germania) stavano sotto al 5%. Quindi ci fu una fuga di capitali verso gli USA, tutti a comprare asset denominati in dollari.
      Purtroppo, ma manifattura statunitense si schiantó, con le esportazioni che toccarono il minimo di tutti gli anni '80 (basta dare un'occhiata alle partite correnti US di quel periodo)
      Di corsa la FED corse ad abbassare il costo del denaro, ecco perché le fluttuazioni storiche di quel periodo sono cosí violente.

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    3. Non sono uno storico ma, per la Gran Bretagna, quelli furono anni turbolenti: dagli Hunger Strikers (Bobby Sands in testa) alle Falkland, da "I want my money back!" sino agli scioperi di minatori e portuali. Poi non so se nel quadro internazionale abbia pesato altro.

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    4. Secondo me la domanda giusta è "cosa è successo al dollaro nel 1985" dal momento che la stessa dinamica si osserva su tutte le monete. Così ho chiesto a Google.
      IL DOLLARO TRAVOLGE I MERCATI EUROPEI ANCHE IERI UN RECORD A QUOTA 2.0
      LA LOCOMOTIVA DI REAGAN E I GUAI DEGLI EUROPEI

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    5. Lorenzo, io apprezzo il tuo desiderio di farti pubblicità, ma le lezzzzzioncine (ancorché corrette) di un ingengngniere expat su cose che qui abbiamo detto mille volte anche no. RTFM

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    6. Ho linkato 2 volte lo stesso articolo
      IL DOLLARO TRAVOLGE I MERCATI EUROPEI ANCHE IERI UN RECORD A QUOTA 2.0

      Non so se diano la spiegazione sia corretta, sono articoli di Repubblica...

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    7. X Silvia: Grazie,molto interessante.

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    8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Gentile professore, colgo l'attimo per ringraziarla del suo lodevole e sempre interessante lavoro di smascheramento di tutte le favole che i politicanti di turno ci propinano sull'Europa bella, simpatica, generosa e conveniente.
    Le ho scritto per chiederle quanto segue: nella puntata Coffee Break del 24.06 lei ha citato un autore circa le guerre che sarebbero scoppiate a causa del cambio fisso. Potrei chiederle di ripetermi l'autore ed eventualmente il testo dove posso approfondire ciò?
    Mi scusi per il disturbo.
    Distinti saluti

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    Risposte
    1. Caro Andrea, googla "NBER Fetters of gold and paper". Lettura molto interessante...

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    2. Mi permetto di aggiungere che accanto all'autore citato va posta anche l'analisi di uno storico marxista che dovrebbe essere noto ad Andrea Romani - uno il condizionale perché i piddini sono allergici alle tesi marxiste, o per lo meno a quella gran parte delle tesi marxiste contrarie alla vulgata di cui si sono innamorati - : parlo di Eric J Hosbawn. Questi, in un testo che pure dovrebbe essere noto, e cioè "Il Secolo Breve", afferma: “Gli ambienti economici e i governi si aspettavano che, dopo il grande scombussolamento causato dalla guerra - la prima guerra mondiale, n.d.r. -, l’economia mondiale sarebbe ritornata ai bei tempi di prima del 1914, che essi consideravano come normali. […] Il mondo anglosassone, i paesi che erano rimasti neutrali durante il conflitto e il Giappone fecero tutto quello che potevano per deflazionare, cioè per riportare indietro le loro economie ai vecchi e saldi principi di cambi monetari stabili, garantiti da una solida politica finanziaria e dal modello aureo, che si erano dimostrati incapaci di resistere alle tensioni provocate dalla grande guerra. E più o meno vi riuscirono tra il 1922 ed il 1926. […] Accadde però che dopo pochi anni, l’economia mondiale si trovasse nuovamente in difficoltà. [...] La Grande Crisi - quella del 29, n.d.r. - confermò negli intellettuali, in chi era impegnato nell'attività politica, nei comuni cittadini l'opinione che nella realtà sociale in cui vivevano ci fosse qualcosa di fondamentalmente sbagliato. [...] Gli Economisti che suggerivano di non intervenire in economia e i governi che, seguendo il loro primo istinto, restavano fedeli a una dottrina finanziaria tradizionale e, a prescindere dalla difesa del sistema aureo con politiche deflative, si limitavano a tenere i bilanci in pareggio e a tagliare le spese, non riuscivano evidentemente a migliorare la depressione. Così, perdurando la depressione, si cominciò a sostenere a gran voce da personaggi come J.M. Keynes - che divenne perciò l'economista più influente nei quarant'anni successivi - che tali politiche tradizionali peggioravano la depressione. [...] Forse niente dimostra sia la globalità della Grande Crisi sia la profondità del suo impatto più […] degli sconvolgimenti politici pressoché generali che essa produsse in un arco di tempo assai breve, misurabile in pochi mesi o in solo anno, dal Giappone all’Irlanda, dalla Svezia alla Nuova Zelanda, dall’Argentina all’Egitto. […] Fu una catastrofe che distrusse tutte le speranze di restaurare l’economia e la società del lungo diciannovesimo secolo: il periodo 1929-33 fu una specie di canyon che rese un ritorno al 1913 non solo impossibile, ma impensabile. Il liberalismo tradizionale era morto o sembrava destinato alla rovina. Tre eran allora le opzioni in campo per l’egemonia culturale e politica. Una era il comunismo marxista […]. La seconda era costituita da una capitalismo sfrondato dalla fiducia nella superiorità ottimale del libero mercato […]. Una teoria alternativa alla bancarotta dell’economia fondata sul libero mercato era solo in gestazione. La Teoria Generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta di J.M. Keynes che fu il contributo principale a questa nuova teoria, non fu pubblicata fino al 1936 […]. La terza opzione era il fascismo, che la crisi trasformò in movimento mondiale”. (Hosbawn EJ. Il Secolo Breve. Ed. Bue, 1997; 111-113, 127 e 131-133).

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    3. Vi è poi un ulteriore aspetto che, a mio giudizio, oltre alla scarsa comprensione (è un mio eufemismo) delle leggi dell'economia denunciata dal Professore, giustifica la propensione della sinistra italiana, non solo del PD, ma anche della gran parte delle forze di sinistra che, pur dichiarandosi alternative al PD, di fatto finiscono per sovrapporsi a quello, a negare la realtà dei fatti. Il meccanismo è ben descritto da Domenico Losurdo: "Di tutto ciò non sembra preoccuparsi troppo la 'sinistra' imperiale, ma questa sciagurata spensieratezza è paradossalmente legittimata da una sinistra 'radicale', secondo la quale nel mondo di oggi a una borghesia sostanzialmente unificata a livello planetario, si contrapporrebbe una 'moltitudine' essa stessa unificata dal dileguare delle barriere statali e nazionali; obsoleta sarebbe divenuta la questione nazionale e coloniale e sostanzialmente privo di senso sarebbe preoccuparsi per i pericoli di guerra tra Stati e nazioni ormai di fatto scomparsi" (Losurdo D. La sinistra assente. Carocci ed, 2014; 272). Inutile girarci attorno: la sinistra, avendo rinnegato le sue radici, si è sganciata dall'analisi dei fatti reali; semplicemente li rifiuta, arroccata a modelli interpretativi buoni per l'iperuranio. Siccome ci sarebbe la globalizzazione - perché invece negli anni 20 la diffusione della radio e dei primi voli transoceanici che cosa produssero? -, allora non ci sarebbero più gli Stati: poi però un popolo va alle urne e...ooops..., ma guarda un po', lo Stato esiste. Per radicale che pretenda di essere, un progetto di trasformazione che non prenda le mosse dalle 'lotte reali' è incapace di incidere concretamente sulla realtà. Ecco perché interi settori che storicamente avrebbero dovuto guardare a sinistra, da tempo ormai seguono le indicazioni, più concrete, di chi, per lo meno, si confronta con temi 'reali'. Eppure Marx, citato in Losurdo (op. cit., pag. 272), non avrebbe potuto essere più chiaro: "Non affronteremo il mondo in modo dottrinario, con un nuovo principio: qui è la verità, inginocchiati. Noi non gli diciamo: abbandona le tue lotte, sono sciocchezze; noi gli grideremo la vera parola d'ordine della lotta; noi gli mostreremo soltanto perché effettivamente combatte, perché la coscienza è una cosa che esso deve far propria, anche se non lo vuole (Marx, Engels, 1955-1989, vol. I, p. 345)". E' esattamente l'opposto di quello che si legge e si osserva in questi giorni, dove intellettuali e esponenti delle forze di sinistra si affannano a dare dello sciocco al popolano, vecchio, operaio, illetterato che non la pensano come loro, senza chiedersi la ragione per cui ciò si sia potuto verificare. Anziché occuparsi delle lotte reali, blaterano di vuote ciance o bofonchiano borborigmi incomprensibili alla maniera di quell'Andrea Romano, ospite così insofferente della trasmissione Coffee Break.

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    4. Nel primo commento, Hosbaw:
      "il periodo 1929-33 fu una specie di canyon che rese un ritorno al 1913 non solo impossibile, ma impensabile"
      Giudico dal quel poco che hai citato: ma cosa ci sarebbe stato di auspicabile a tornare nel 1913? Impossibile? Impensabile? Ci hanno impiegato qualche anno, ma infine ce l'hanno fatta!

      Nel secondo commento, Marx:
      "Non affronteremo il mondo in modo dottrinario, con un nuovo principio: qui è la verità, inginocchiati. Noi non gli diciamo: abbandona le tue lotte, sono sciocchezze; noi gli grideremo la vera parola d'ordine della lotta; noi gli mostreremo soltanto perché effettivamente combatte, perché la coscienza è una cosa che esso deve far propria, anche se non lo vuole"
      Dove è stato mostrato quello per cui hanno combattuto? Quando?
      Anch'io come @erne.1947 (più sotto) e come Giordano (EURSS) vedo delle similitudini tra l'ideologia marxista e il dogmatismo EU: entrambe idealizzano qualcosa che non esiste e tendono a porsi moralisticamente e paternalisticamente come bene supremo.
      Nella fantasia sogni bellissimi, nella realtà fallimenti senza appello.

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    5. Silvia, quanto al primo passaggio, ho riportato stralci di un capitolo da cui si evince come, secondo la ricostruzione offerta dall'autore richiamato, il sistema dei cambi fissi abbia portato alle guerre (il 1913 è, per l'appunto, un anno prima dello scoppio della cd. grande guerra).
      Quanto al secondo passaggio - ho letto i commenti di erne.1947 e Giordano -, non voleva essere un peana al pensiero di Marx: qui sono un ospite e non mi passa affatto per la testa di approfittare dell'ospitalità per mettermi a professare il mio credo. Ho solo voluto offrire uno spunto per un'ulteriore spiegazione della evidente cecità dell'interlocutore piddino durante il dibattito nella trasmissione Coffee Break: una spiegazione infatti è quella che tu, erne ed altri sostenete e che poggia sul parallelismo tra ideologia marxista e dogmatismo EU, ragion per cui uno come Andrea Romano avrebbe soltanto sostituito una religione con un'altra. La spiegazione che cercavo di portare avanti con la citazione fatta del Moro di Treviri è che invece Andrea Romano e i suoi compagni della sinistra, imperiale o radicale che sia, seguitino a commettere lo stesso errore che Marx riconosceva essere potenzialmente insito nella prassi rivoluzionaria: quello di non fare i conti con la realtà.

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    6. Scusa Giuseppe, la prima voleva essere una battuta: l'anno vigilia di una guerra mondiale non mi sembra una data desiderabile per chi voglia riportare indietro l'orologio.

      Di Marx invece è quello che penso, ma a parte questo Romano si dichiara marxista? Come storico conoscerà (?) certamente Marx e avrà capito il riferimento di Bagnai, ma non mi sembra che sia mai stato ascrivibile all'area di estrema sinistra o comunista.
      "Dal 1994 al 1996 è iscritto al Partito Democratico della Sinistra sposando la linea politica socialdemocratica, blairiana e liberale del segretario di allora, Massimo D'Alema"
      L'ho letto su Wikipedia perché all'epoca non conoscevo neanche la sua esistenza... però lo ricordo con Monti.

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    7. Scusa Silvia se rispondo solo ora, ma mi ero ripromesso di ritornare a postare commenti solo dopo aver onorato l'impegno di sostenere asimmetrie (nel mio piccolo) con una donazione.
      Ed eccomi qui per riprendere l'argomento "Andrea Romano" per invitarti a riflettere sul fatto che proprio i pochi cenni biografici stralciati da Wikipedia rivelano quale sia il grado di mutazione genetica che ha trasformato la sinistra italiana in un organismo maleficamente modificato: una linea politica che sia ad un tempo socialdemocratica, blairiana e liberale non è una linea politica marxista, non è neppure una linea politica socialista, è invece la dimostrazione del fatto che la sinistra è assente. Non a caso, oltreManica, dopo il Brexit, un frammento di sinistra che sta facendo i conti con i rigurgiti del blairismo, è riuscita a portare a casa l'esito di una commissione d'inchiesta sulla guerra in Iraq che consegna Blair ed il suo modello alla dannazione della memoria.
      Uno come Andrea Romano ha trovato casa nel fu PdS proprio perché quel partito, erede di una tradizione storica comunista e socialista, rinnegò le sue radici per abbracciare un modello di solidarismo compassionevole antitetico agli ideali di un tempo.
      Quale sia stata la ragione, beh sarebbe troppo lungo. Mi limito qui ad affermare che la spiegazione per cui la sinistra italiana sia sempre stata vittima delle sue fascinazioni, un tempo l'URSS, oggi l'Euro, per quanto plausibile, sia un po' troppo semplicistica e rischi di scambiare il sintomo per la malattia.

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  3. Chissà se il professor Bagnai ha preso atto che il paradigma dei populisti è cambiato. Non più "uscire dall'Euro" ma "uscire dalla UE"; è più facile, c'è l'articolo 50.Cosa ci dice a proposito la scienza economica?

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  4. Riemergo ora dalla lettura di 2-300 post sul Brexit da un blog UK.

    Premetto che il blog era ed è fondamentalmente anti-Brexit - riporto quanto ho messo assieme sugli esiti del Brexit visti da "dentro" - spero siano di interesse.

    1) Il Referendum su questo tema è stata una idea di Cameron per contenere Boris Johnson - suo rivale alla segreteria del partito Conservatore e per tenere a bada l'UKIP
    2) Il fronte del NO dava per scontata la vittoria, e si è impegnata al minimo sindacale.
    Per Cameron il risultato 52-48 (ovviamente con 52% per il NO) sarebbe stato ideale: a <a href="http://www.consilium.europa.eu/en/policies/uk/2016-uk-settlement-process-timeline/>Febbraio</a> l'UK aveva ottenuto ulteriori "privilegi" dall'UE, un Referendum sul filo del rasoio sarebbe stato strumentalizzato per alzare ancora la posta in futuro.
    3) I giornali (soprattutto i nostri) hanno buon gioco a dire che i "SI" sono tutti anziani e/o poco scolarizzati: il punto è che a tutti i giovani scolarizzati pareva talmente evidente che era meglio rimanere che non si sono preoccupati di spiegarlo agli altri, e in molti casi non si sono preoccupati nemmeno di votare.
    3.b) Nessuno dei commentatori ha citato l'omicidio di Jo Cox come un tentativo estremo di rimettere il treno sui binari per il fronte pro-EU.
    4) Praticamente tutti quelli che scrivono nel blog sono costernati per le conseguenze nazionali di quella che doveva essere solo una lotta interna per il controllo del partito Conservatore- prevale anche un certo pessimismo su come vadano le cose dopo. Danno praticamente per scontata la separazione della Scozia (finora osteggiata molto da Francia e Spagna per non dare fiato alle proprie minoranze).
    5) Si parla molto di un secondo referendum. Una mozione popolare sul tema ha già superato le 100.000 firme necessarie per richiederne la discussione in Parlamento. Il Referendum tecnicamente non è vincolate per il Governo, anche se il rispetto per le forme democratiche in UK rende praticamente impossibile che venga semplicemente ignorato.
    6) La procedura di uscita dall'UE prevede che sia il governo del paese uscente che comunica l'inizio delle trattative per l'uscita (invocando appunto in forma ufficiale l'articolo 50) - per cui si spera che il Governo prenda tempo per trovare un modo di cancellare politicamente il risultato del referendum stesso, al limite rassegnando le dimissioni, indicendo nuove elezioni e mettendo in programma un secondo referendum.
    7) Questa tattica non è ben vista (eufemismo) dalla UE. Per questo si sono giù levate voci "autorevoli" che chiedono al Governo Britannico di attivare la procedura di uscita quanto prima possibile: la paura per i vertici UE è che se l'UK riesce a trascinare la questione per mesi (anche se dichiaratamente per annullare il Brexit) altri stati membri potrebbero mettere in agenda analoghe iniziative referendarie per fare pressioni sulla UE (senza mai veramente rischiare di uscire davvero).
    Per cui almeno "pubblicamente" la posizione UE sarà: "fuori prima di subito, se intanto ci ripensate farete nuovamente richiesta di ingresso" (cioè dovrete accettare Schengen e l'Euro, stavolta).

    Insomma la sensazione è che la cosa sia completamente scappata di mano, e che ora ci si affanni a trovare il modo di rimettere il genio nella lampada... si noti che anche UKIP e il fronte del SI sembrano terrorizzati dalle conseguenze, anche perchè pare abbiano fatto molta propaganda sul tema che i soldi spesi "per l'UE" sarebbero stati rimessi a disposizione di sanità e sussidi (pensioni etc.) - citando purtroppo cifre fuori dalla realtà.

    Detto questo, sono tutti piuttosto pessimisti sugli sviluppi quanto meno nel breve e anche se si trovasse un escamotage per annullare il referendum l'UK ne esce male comunque.

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    1. Scusa, scusa, hanno fatto tutto questo casino "per caso" pensando ad una gita a Granaglione con assaggio di birra alle castagne? E non hanno votato "perché tanto"... I maggiori gruppi editoriali, la BBC, la City, tutti i partiti...

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    2. Cerco di spiegarmi meglio: per quanto riguarda "non hanno votato" mi sono spiegato male, complice la fretta e il fatto che il post stava diventando troppo lungo. Ho trovato molto irritante questo articolo e ci tenevo a sottolineare che di sicuro i "giovani istruiti" potevano sbattersi un po' di più' se volevano conservare tutte le mirabolanti conquiste dell'EU.
      Il fronte del Remain ha peccato di presunzione, e ha fatto poca informazione (anche perchè, a quanto pare, volevano davvero un risultato sul filo del rasoio per sfruttarlo in sede negoziale con l'UE).

      Il problema vero, comunque, è che davano talmente per scontato l'esito che hanno colpevolmente omesso di tracciare una strategia nel caso di Brexit. Visto che il referendum lo ha messo in piedi Cameron, avrebbe dovuto dire non solo "In/Out" ma anche " e in caso di Out il partito farà X & Y" (ovviamente se vince il Remain non c'è da fare un tubo).

      Specificatamente avrebbe dovuto dire qualcosa riguardo:
      - eventuali dimissioni
      - eventuali nuove elezioni
      - escludendo dimissioni ed elezioni, avrebbe dovuto dire "e mi impegno a negoziare come restare nell'Area Economica Europea, come la Norvegia - tenete presente che pagheremo qualcosa di meno all'EU ma dovremo accettare le loro regole senza poterle discutere" piuttosto che
      d attivare immediatamente l'articolo 50, " piuttosto che
      "e mi impegno ad attivare subito l'articolo 50 con uscita quanto più possibile immediata, rinunciamo all'AEE, chiudiamo le frontiere e quant'altro."

      In questo modo la gente, anche quella favorevole all'uscita, avrebbe avuto modo di capire un po' meglio per cosa votava. Magari i risultati sarebbero stati diversi.

      La cosa paradossale è che gli accordi di Febbraio 2016 avevano come "prerequisito" alla ratifica il voto sul Brexit. Per cui anche se alla fine ci si accordasse per l'opzione Norvegia, che è la meno penalizzante almeno nell'immediato, in termini di risultati pratici il fronte del Leave porterà a casa meno che se avesse votato Remain...

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    3. Indipendentemente dal giudizio che uno può avere sul Brexit (qui siamo credo tutti favorevoli), quanto riportato da PaMar non fa altro che confermare che i politici competenti e responsabili sono merce rarissima e che siamo governati da apprendisti stregoni superficiali e confusi.

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    4. Grazie a PaMar per l'utile e ben formulato resoconto: oltre a fornire un interessante e non scontato quadro del punto di vista interno, contribuisce a distinguere meglio tra le implicazioni politiche interne dirette e quelle più generali (naturalmente anche queste con potenziali risvolti interni, ma in modo indiretto e in un termine di tempo plausibilmente più lungo).

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    5. Scusate ma le continue discussioni su " i giovani hanno votato remain", " i vecchi per la Brexit", " gli ignoranti per uscire ma gli acculturati per rimanere", " a Londra per rimanere mentre nei sobborghi ex industriali e contadini per uscire" mi sanno tanto di divide et impera.
      Mettere gli uni contro gli altri per mantenere lo status quo.
      Ovviamente c'è un paese diviso, la percentuale di differenza è minima, comunque anche a Londra i 40 e oltre percento ha votato per l'uscita non è' stato un plebiscito neppure lì'.
      Quindi c'è una grande puzza di bruciato.

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    6. @Pamar Non mi pare che non si siano impegnati abbastanza. Sui media c'erano sempre loro e lo spreco di fantasia nel dipingere Brexit come un armageddon è stato immane. La critica sull'impegno profuso è una lotta interna ai piddini-uk che stanno cercando di far dimettere Corbyn. Una decina di componenti del governo ombra legati al remain si sono dimessi e tutto il vecchio apparato (gli ex di Blair, quelli che sull'EU hanno puntato tutto) vuole che Corbyn si dimetta perché non si è impegnato abbastanza. Il fatto è che prima di diventare, quasi inaspettatamente, leader dei Labs, Corbyn era contro l'europa. http://www.theguardian.com/politics/2016/jan/20/labour-eurosceptics-accuse-corbyn-reversing-position-eu-referendum
      Io credo che si sia convertito al remain solo per mantenere la leadership, sacrificando così le proprie idee (e la propria nazione). Sicché durante la campagna, forse perché ancora non ha "imparato" a mentire spudoratamente, il nostro se ne è venuto fuori con slogan contraddittori e quasi masochistici, tipo "I am 75% convinced (for remain)" and "EU is not democratic but it is better to fight it from inside". Comunque, visto che la nazione ha detto NO, a me pare molto grave che lo si accusi ora di non aver detto un SI abbastanza forte. Altro punto negativo è l'occasione persa da Corbyn stesso. Corbyn e il suo shadow treasury minister sembrano avere le idee chiare ("austerity is a political choice"), ma di fatto ora la loro posizione è estremamente debole. Se invece avesse detto quello che pensa e si fosse schierato per il brexit ora avrebbe il partito in pugno e probabilmente anche la vittoria in tasca alle prossime elezioni. Chissà se Fassina e altri lo capiscono ...sto fatto.

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    7. @pezzulli. No. E non è un'illazione. È un fatto.

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    8. @Sergio Pezzulli - non ho capito se contesti che si sia speso poco Corbyn oppure se parli di Cameron etc.
      Io mi limito a riportare quello che e' stato segnalato nel blog citato. In particolare mi e' sembrato significativo che a Cameron facesse politicamente comodo un risultato quasi pari e ci sono comunque testimonianze dirette che dicono che mentre i Leave hanno fatto propaganda anche nei distretti rurali del centro-nord (coi famosi pullman tipo questo) la propaganda pro-Remain si e' concentrata di piu' nella capitale e suoi media.

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  5. "...la sterlina è sempre stata quotata così (certo per incerto), mentre noi questa quotazione la adottiamo solo da quando siete nati voi, perché ha molto meno senso per motivi detti e stradetti - a proposito: chi se li ricorda?):"

    Scartabellando trovo: "per una piccola economia aperta la valuta estera normalmente è una risorsa scarsa, per cui ha senso chiedersi quanto costi in termini di valuta nazionale".

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  6. Io sono senza parole. Scorrevo la home page del fatto quotidiano e mi chiedevo: ma davvero tutti (tanti) hanno tanta voglia di finire sotto il tallone di Berlino, ormai palesemente la vera e unica capitale europea? E davvero la Gram Bretagna ha questo terrore che il continente non voglia negoziare? È davvero gli americani sono così scemi da non capire che che non è nel loro interesse costruire la GrandeGermagna?

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    1. L'UE è un progetto USA per tenere sotto controllo geopolitico tutta l'Europa. Comunque l'uscita del Regno Unito per loro non sarà un problema, dato che sono dei fedelissimi.
      Se uscisse la Francia invece...

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    2. zapoi67
      Penso che proprio perché sono "fedelissimi" gli USA desideravano che l'UK stesse dentro l'EU; è solo la mia opinione, eh.

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    3. Ma infatti tutti gli strilli e le falsità che vengono sparsi a piene mani in questi giorni hanno proprio lo scopo di disorientare e impaurire, per impedire un discorso politico serio e razionale leave/remain non in UK, ma soprattutto negli altri paesi della UE. Dopotutto che può fare il lettore del quotidiano italico rispetto al voto britannico? Non moltissimo, ma se cominciasse a pensare persino lui che fuori dall'UE c'è vita, allora diventerebbe un rischio serio.
      Non è escluso che venga imposto un altro voto all'UK, del resto non sarebbe la prima volta in merito a referendum pro UE, ma di certo oggi prendere spunto dal loro referendum per parlare apertamente altrove di uscita anche solo dall'UEM è praticamente impossibile, dato il baccano di balle, demonizzazioni, assurdità, terrore intimidatorio che viene costruito attorno al risultato britannico.

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    4. Nell'aprile del 2014 al parlamento UE, Farange chiedeva: Chi vi dà il diritto di dettar legge al popolo italiano? Forse un giorno un politico italiano farà(nge) lo stesso per il popolo italiano.

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    5. @Pellegrina: tutto giusto. Proprio per questo è il caso di dire:
      Keep Calm and Carry On

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  7. Sempre più convinta che qualunque cosa votino gli inglesi, la loro classe dirigente non lo consentirà veramente.
    Di uscire. Spero di sbagliarmi.

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    1. La questione è estremamente complessa, tento un riassunto: nel blog è stato citato che ci sono complessissime questioni procedurali (ricordiamoci anche che in casi estremi la Regina può ancora apporre il veto ad una decisione del Parlamento) per cui sulla carta ci sono probabilmente un paio di modi per rendere nullo il referendum che comunque, per l'Ordinamento Britannico, può benissimo essere ignorato dal governo.

      Il problema è duplice:
      Chiunque si prenda la responsabilità di fare un gesto del genere praticamente si autodistrugge come partito. Non come singolo Primo Ministro o come Deputato. Come partito. Nessuno dei membri del partito conservatore prenderebbe più un voto manco alla riunione di condominio. Anche il veto della Regina è un potere limitatissimo da usare per scenari tipo "dichiarazione di guerra". E comporta, in termini di check&balances, che a cose fatte potrebbe persino portare come conseguenza alla abdicazione forzata e alla destituzione della Corona.

      L'altro problema è che appunto, il Referendum è stato usato strumentalmente come elemento di pressione sulla UE: "Concedeteci questo quello e quell'altro, che se no a Giugno vince il Brexit".

      Ora è vero (lo riconoscono anche molti dei commenti che ho letto) che alcune delle cose spiegate qui (Sterlina come bene rifugio, scambi commerciali UK/UE, etc.) sono argomenti validi, e ne terranno sicuramente conto entrambi, ma la UE non può permettersi la figura della tigre di carta.
      Ovviamente non può trattare la UK come la Grecia, ma non può nemmeno far vedere che alla fine ha talmente paura di perdere i pezzi da mandare giù qualsiasi cosa pure di tenere la barca a galla.

      Il problema non è consentire o meno di uscire, ma come fare a evitare di perdere completamente la faccia.

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    2. Esatto. Per non perdere la faccia si sarebbe dovuto mostrare ragionevolezza.

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    3. Ma dal loro lievemente distorto punto di vista, mostrare ragionevolezza sarebbe già significato perdere la faccia.

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    4. Francamente mi stupisco dello stupore (ho vinto anche 5 euro ad un amico cattedratico:)). Brexit è perfetta conseguenza di quanto accaduto dal 2009 in poi. Remain sarebbe stato antistorico. UK, PL e UKR sono una terza europa alternativa a quella tedesca. Brexit è un passo sulla strada del prossimo conflitto russo/polacco/tedesco. Fanno ridere poi gli italioti che sostengono che x brexit hanno votato solo le parrucchiere, faccio solo tre nomi: Mervyn King ex governatore BOE, John Major e l'ex cancelliere dello scacchiere Lawford. Buonanotte Severgnini:)

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    5. @Andreac

      Un'Europa alternativa con... l'Ucraina???? You're kidding, hopefully.

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  8. Ricordo la battagli su Twitter dove la differenza fra il cambio incerto per certo vs certo per incerto aveva mandato in tilt quelli che "non si può svalutare oltre il 100%". :-)

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  9. Vorrei porre (retoricamente) una domanda:
    ha vinto la brexit e ora qualcuno vorrebbe rifare (daje a ride) il referendum perchè ... boh! forse gli inglesi avevano bevuto troppo. Capovolgiamo la situazione e supponiamo che avesse vinto il "remain". Cosa scriverebbero i beceri quotidiani se i perdendi avessero chiesto un nuovo referendum con annessa raccolta di voti?
    E' raccapricciante quello che leggo (poco) dalla stampa italiana, il popolo inglese si è appena espresso e qualcuno dice che non va bene, non è vero, rifacciamolo da capo. ???
    E' come se in una partita a carte il perdente chiedesse di rifare l'ultima mano perchè... perchè? Gli inglesi hanno scelto. punto. Ognuno è libero di scegliere il proprio destino. punto.
    (Io mi Bagnai e continuerò a Bagnarmi in queste chiare acque che diradano i dubbi e tolgono lo sporco dalla mia pelle)

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    1. A dirla tutta, si leggono parole che hanno un sapore di sostanza organica di colore marrone (ma non è cioccolata). Ex Presidenti della Repubblica che sermonano sui pericoli del suffragio universale. Direttori di giornaloni che paventano i pericoli di maggioranze di elettori ignoranti, sporchi, poveri, vecchi e pure rincoglioniti dall' Alzheimer. Gli stessi direttori che avevano precedentemente pontificato la saggezza, lungimiranza e la sapienza di un novantenne rieletto capo dello Stato.
      Guardate, io una proposta ce l' avrei.
      Facciamo così: si vota, nel caso di risultato non gradito alle elite finanziarie e ai mercati, al meglio delle 3 o 5 elezioni/referendum, come nei play off.
      Ma se anche così vincono gli avversari dell' UE si rivota fino all' esito contrario. Vi piace vincere facile, eh?
      Va bene così ?
      Giuro che nella mia vita non mi era mai capitato di leggere e ascoltare parole così insensate, irrazionali e pericolose per la democrazia e la pace. Davvero oggi temo molto per le conseguenze terribili, ma facilmente prevedibili, che questi gruppi dirigenti criminali stanno preparando per il Continente e per il mondo intero.

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    2. @Claudio Luppi
      Ma te credo! er vin-culo esterno poi che fine farebbe?

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  10. L'articolo 50 della ... costituzione? europea, asserisce che un paese dell'Eu può uscire dall'Eu. Quindi? Mi sembrano il marito che non si rassegna alla moglie che lo lascia e poi l'ammazza perchè l'amava.
    (se mi cancella non me la prendo)(scrivo solo quando bevo)

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  11. Secondo me, forse sbaglio, alla regina la UE non e' mai piaciuta; ha dovuto accettare di entrare durante la guerra fredda per ovvi motivi, ma oggi ha motivi validi per uscirne; magari un giorno si scoprira' che dietro a Farage c'era lei.... chissa', magari prima di abbandonare questo mondo voleva fare questo per la propria nazione.

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    1. GStQ? Che favola. Sarebbe il monarca più grande dai tempi della sua omonima. Mi pare che abbia chiesto nel 2010 durante una visita alla London School of Economics perché non avessero previsto la crisi. Non le piaceva nemmeno la Thatcher, del resto. Onore al merito.

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    2. Forse, e lo dico con estrema cautela, perché una monarchia è oramai il solo esempio di élite ancorata ad un territorio e ad una popolazione anziché denazionalizzata.

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  12. Le tragedie della Brexit:

    1) i calciatori inglesi diventeranno extracomunitari
    2) bisognerà esibire i documenti per andare a Londra
    3) bisognerà calcolare il cambio lira-sterlina, pardon euro-sterlina.
    4) bisognerà rifare tutte le badiere con una stellina in meno.

    Sono fatti preoccupanti, che ti stravolgono la vita.

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    1. Hai dimenticato il rischio di non poter più vedere Games of thrones!

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    2. Veramente il cambio bisognava calcolarlo anche prima visto che essi il brexit lo hanno potuto iniziare proprio perchè non hanno l'euro.

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    3. Per alleggerire un po' vi segnalo ulteriori problemi al cambio della sterlina consiglio anche la lettura dei commenti!

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  13. torno dalla germania e la stampa tedesca è in lutto stretto , erano molto più allegri dopo gli attentati a parigi e bruxelles , i centri di potere in germania non sono molto diversi dai nostri evidentemente

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    1. Con la differenza che in Germania c'è un motivo perchè sono in lutto, in Italia no. Stampa italiana è semplicemente un copia è incolla della stampa tedescha.
      Le multinazionali tedesche è l'export tedesco su qui si basa l'economia tedesca sono i principali perdenti in caso di UE/Euro break-up.

      La stampa tedescha naturalmente sostiene al 100% i sostenitori del remain.

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  14. Yanukovich annuncia che l'Ucraina rimanda i colloqui per entrare nella UE , parole di K.Ashton: "Aspettiamo, vediamo cosa succederà nei prossimi giorni". L'attendismo tra i politici inglesi e della Merkel preannuncia una rivoluzione colorata nel caso non venisse annunciato un referendum conciliatore (i media, parlando di precedenti, pare stiano indicando la loro futura linea editoriale a riguardo) o comunque il governo Cameron non sbugiardasse l'esito delle votazioni? Non sarebbe questa una grande preoccupazione per il partito conservatore, tanto poi ci saranno i giovani a spiegare ai vecchi la "vera" convenienza (Erasmus e vomitate libere in Campo dei fiori) e le grandi opportunità di Remain, mica solo in Italia esiste il popolo gregge.

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    1. Mi accodo al pensiero finale del tuo intervento per sottolineare, specialmente ai tanti malati di demolizione sistematica dell'Italia e degli Italiani, che noi cittadini europei siamo tutti nella stessa barca. A chi sperava di vivere in un paese particolarmente mal informato, direi anzi disinformato sistematicamente in modo criminale, sono sotto gli occhi le reazioni della stampa e dei media di tutta europa, UK compresa. Ormai è chiaro che non vi è eccezione, il cancro attanaglia anche i paesi che abbiamo sempre considerato democraticamente più avanzati del nostro e di maggior senso civico. Gli USA hanno fatto una vera e propria scuola del controllo dell'opinione pubblica a mezzo stampa e tv, e visto che funziona alla grande l'hanno esportata con successo. Controllare pochi punti nevralgici per influenzare tutto il resto. il 24/06 ero moderatamente ottimista, ora, nell'osservare le reazioni del mondo della politica e dell'informazione, si sta facendo largo una moderata depressione, visto lo 'smontaggio' sistematico che stanno operando in coro quasi tutte le forze politiche e gli organi di disinformazione. La moderazione viene dal fatto che una via d'uscita, quella mai auspicabile della violenza, c'era prima del voto sul brexit e ci sarà anche dopo, comunque andranno le cose. Ma diventa sempre più flebile la speranza di una soluzione diversa. Le uniche certezze che ho sono la consapevolezza che non smetterò in ogni caso di lottare contro la falsità nè di pensare con la mia testa. Frequentare questo blog è una linfa vitale della quale ringrazio il prof. e tutti coloro lo animano con i loro interventi, non smettete perché mi fate sentire meno isolato, e mi fate pensare che nel momento della verità ce ne saranno altri che come me non hanno la minima intenzione di arrendersi.

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  15. C'è una cosa che non sto capendo, perdonate il livello, ma lo 0.58£ per 1$ di luglio 2014 perché non è un massimo della sterlina ma un minimo? Il minimo non dovrebbe essere quello di febbraio 85 a circa 0.91£ per 1$?

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    1. Mi unisco alla domanda. Guardando il grafico GBPUSD direi proprio che "un dollaro non è mai costato cosi tanto dall'85/86", visto che prima si pagava sempre meno del valore attuale (0.73£).

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    2. Sentite: questo è un blog per persone critiche e intelligenti, che sanno le quattro operazioni e non hanno bisogno del banner "attenzione ironia". Per favore non fate domande che diano ragione a quelli che "laggente sono troppo stupidi per votare". Lo riduco a prova di Matteo (spero). Se parlo di un minimo "storico" che tale non è, evidentemente è ovvio che lo confronterò antifrasticamente a un MASSIMO LOCALE (per "antifrasi" consultare un buon dizionario). Certo, caro Matteo: lo 0.58 di luglio 2014 è un massimo. È il massimo LOCALE rispetto al quale il dato attuale è un MINIMO LOCALE. Quale siano il massimo e il minimo storico lo vediamo tutti, tranne i giornalisti. Chiaro? Chiaro qui qual è il problema? CHE LA STAMPA (INTESA COME I MEDIA) MENTE SISTEMATICAMENTE EQUIVOCANDO SUL CONCETTO DI "STORICO". È una nota tecnica di manipolazione: selezionare "ad hoc" il campione di riferimento. Mi spiace se il mio linguaggio è troppo complesso: puoi giovarti del più piano Repubblica.it. Chiaro?

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    3. Abbiamo dedicato decine di post al tasso di cambio. Chi mi costringe in questi giorni aripetere l'ovvio è un troll e verrà segato senza pietà (dopo essere stato deprecato con educazione). I pinti qui sono due:

      1) L'UNICA DEFINIZIONE DI "STORICO" CHE OGGI ABBIA UN SENSO È "DAL CROLLO DI BRETTON WOODS" (inizio dell'attuale sistema monetario internazionale);

      2) IN QUESTO CAMPIONE, I VALORI ATTUALI NON SONO ESTREMI (quindi né massimi né minimi)

      Ergo chi parla di minimi storici MENTE SU UN FATTO. Punto.

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    4. Chiaro.
      Mi ero fossilizzato sui titoli che indicavano il minimo da 31 anni.

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    5. Grazie Matteo. Scusa se sono così rude. Si apre un periodo molto difficile. Vedo grande esultanza e piccola consapevolezza del fatto che siamo solo all'inizio (forse). La qualità dell'informazione che riceviamo è indicativa della sempre più probabile deriva autoritaria del progetto. Comincio a preoccuparmi.

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    6. Di questo purtroppo credo che -qui- ne abbiamo consapevolezza e condividiamo la preoccupazione. È per questo che -o meglio, poiché- siamo -appunto- qui.
      Grazie a lei.

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    7. i giornalai hanno mandato titoloni assurdi, "al minimo storico dall'85!" una volta esaurito lo spin delle prime ore, il verso cambia, "svalutazione simile a quella dell'85".
      Che schifo.
      Ma poi una persona sana di mente non lo capisce che la monenta forte non da pasti gratis? Non serve essere economisti perchè, se cosi fosse non capisco come mia tutto il terzo mondo non si "marchizzato" o dollarizzato. Avrebebro avuto tutto gratis. Avrebbero smesso di lavorare, no? Sarebbero piovute BMW e Audi dal cielo per decreto. Questo dubbio non è venuto mai a nessuno? Soprattuto a quelli che forte è bello debole è brutto.

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  16. Gentilissimo Professore,
    mi scuso per il fuori tema, ma è troppo importante.
    Vi prego, se credete, di firmare il seguente appello, contro i progetti di Giovanni Berlinguer per snaturare il liceo classico.
    Ricevo e inoltro questa petizione. Ritenendo fondate le ragioni che hanno indotto a prendere questa iniziativa e condividendo nella sostanza il testo del documento l'ho firmato e chiedo a chi è d'accordo di sottoscrivere la petizione.

    taskforceperilclassico.it

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    1. Una iniziativa in difesa del liceo classico che si chiama "task force" ha person prima di cominciare.

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    2. Leggete piuttosto il link. Bello e importante discettare di economia, però le lingue classiche sono un patrimonio da tutelare non meno dell'occupazione o del pil. Credere nella formazione dei giovani è un dovere di tutti noi.
      Ancora grazie al prof. Bagnai.

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  17. Caro professore, io sono disorientato: in un'intervista del Corriere anche Amartya Sen parla di "crollo storico" della sterlina e aumento della disoccupazione dopo la Brexit. Lo pensa veramente o i furboni del Corriere glielo fanno dire?

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    1. Questa è la tipica domanda da troll e su Twitter ti sarebbe costato il blocco. Io non leggo il pensiero: io leggo i dati. Di cosa pensi l'indiano non mi curo, e come lavori il Corriere lo so. Quindi cosa vuoi esattamente da me?

      Per cortesia: mi sorvegliate questo gentile utente?

      Ci sono altre sue perle?

      È identificabile un suo bias?

      Grazie.

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    2. No, mi scusi: l'ultima volta che ho scritto su questo blog, le cui tesi condivido in pieno, risale forse al 2014. Non ricordo. La mia era una domanda per nulla provocatoria: mi serviva davvero per chiarirmi le idee e per capire perchè Sen si sia ridotto a sparare quella che io credo una panzana.
      Se ho infastidito, mi scuso. Ma non sono un troll, nè ortopiddino.

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    3. Non ti fidi delle parole del Corriere, che ti disorientano? Google è tuo amico, verifica da te.

      I dati sono i dati. Puoi illuminarli da diverse angolazioni per mettere in risalto quello che più ti fa comodo dire, ma a prenderli nudi e crudi sono solo dati.

      Esempio:
      http://it.investing.com/currencies/gbp-usd

      Sono gli stessi dati postati dal professore, con lo svantaggio che non arrivano così indietro nel tempo (max 2006-2007), ma con il vantaggio che sono interattivi e puoi ingrandire la finestra temporale che ti interessa.

      Se clicchi '5H' c'è un grafico delle ultime settimane... effettivamente pare che il brexit sia stata una catastrofe.

      Ma se clicchi '1M' c'è il grafico degli ultimi 10 anni. Le cose cambiano. Pare che la sterlina abbia avuto momenti più turbolenti. Inoltre, il piccolo calo 'dovuto' al brexit si inquadra perfettamente in un trend decrescente che dura ormai da due anni. Insomma niente di strano.

      E' ipotizzabile che il piccolo 'salto' del brexit altro non sia che un naturale aggiustamento, dovuto soprattutto al fatto che i mercati avevano scommesso contro l'uscita del Regno Unito e sono rimasti disorientati/sorpresi.

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    4. Dall'intervista apparsa oggi:
      "Credo che la Ue in passato abbia fatto molti errori, incluso quello di adottare l’euro prima di avere un’unione fiscale e politica. La moneta unica non è stato un buon modo per iniziare a unire l’Europa. Ma su questo ritengo che non si possa tornare indietro."
      "Senza Londra l’Unione sarà più debole. Economicamente e politicamente. E comunque la non collaborazione del Regno sull’euro è stata una scelta illuminata."
      Non è mai stato un leone, un colpo al cerchio e uno alla botte.
      Ma i passaggi economici, cioè tecnici, sono molto chiari.

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    5. Buongiorno,

      Sto leggendo questo blog con molto interesse. Ho una formazione giuridica e solo in parte economica. Penso che il servizio reso da questo blog sia notevole per cui troverei francamente spiacevele se, a una innocente domanda di chiarimenti, mi sentissi rispondere di essere un malefico troll per il solo fatto di aver posto la domanda.

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    6. Prof...se condo me merita di essere redento...che perla la parola "ORTOPIDDINO"...dai :-)

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  18. Mica solo i "nostri" giornalisti, http://www.spiegel.de/wirtschaft/unternehmen/brexit-populisten-bringen-den-westen-an-den-rand-des-scheiterns-a-1099788.html "Dass das Pfund am Freitag auf den tiefsten Stand seit Jahrzehnten fiel, dürfte die Brexiteers nicht weiter beeindrucken. Fuck the facts, enjoy the ride!" Cioè qualcosa come "Il fatto che venerdì la sterlina abbia raggiunto i minimi degli ultimi decenni non consente di impressionare ulteriormente i Brexiters." e ci hanno pure aggiunto "Fuck the facts, enjoy the ride!".

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  19. Vorrei fare una riflessione OT su una frase che ha detto a Coffe Breack (che ha già più volte spiegato su Goofynomics).
    "Quello che ha provocato le forti tensioni economiche alla base delle guerre mondiali è stato il Gold Standard con la necessità di scaricare sui salari tensioni macroeconomiche perché c'era un regime di cambi fissi che è quello che l'eurozona sta riproducendo".

    Penso che la faccia e la pochezza di Romano esprimano bene il problema.
    Della prima quasi non ci si ricorda, mentre per la seconda quasi tutto è stato ridotto a un pazzo razzista criminale.
    Non voglio sottovalutare la gravità dell'Olocausto, ma è una conseguenza non una causa. Come ora odi intra ed extracomunitari sono il risultato delle dissennate politiche dell'EU: loro sono i responsabili.

    Il nazismo è stato il prodotto di un insieme di follie economiche, da Versailles al Gold Standard alle politiche liberiste oltre che essere stato sovvenzionato dalla finanza occidentale. L'avelo nascosto indica la deliberata e premeditata volontà di rimanere liberi di fare le stesse cose sotto nomi, bandiere e ideologie diverse.

    Penso che neppure chi la guerra l'ha vissuta abbia capito molto sul perché è scoppiata. Come ora pochi sono capaci di dare la giusta interpretazione dei fatti attuali. Da una parte evocano solo la xenofobia del nazismo per continuare a fare le stesse scelte politico/economiche di allora protetti da un ostentato ideale di uguaglianza e fratellanza dei popoli (che poi nei fatti è continuamente tradito) con cui tentano di soffocare ogni critica.
    Dall'altra, gli stessi movimenti critici evitano l'esame delle cause, quindi potrà cambiare forse il percorso, ma anche questa volta la storia è destinata a ripetersi.

    Non voglio certo fare la lezioncina a lei che queste cose me le ha insegnate,
    volevo solo fare un apprezzamento sui suoi continui tentativi di dare una profondità storico-economica ai fatti attuali.
    Purtroppo i tempi televisivi dei talk show e la conformità propagandistica dei mass media impediscono che il telespettatore/lettore comprenda l'argomento, così come le logiche di convenienza lo evitano ai politici.
    Lei ha fatto 77 volte 7 quello che si poteva fare, vado a dare il mio contributo purtroppo minuscolo alla causa, comunque non ci sarebbe cifra adeguata.

    ps
    Il 5x1000, oltre che arrivare tardi, è una cifra irrisoria e comunque non è un atto di generosità, dato che non si può trattenere... chi può e non fa di più è solo un free rider, anzi un Ponzio Pilato.

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    1. Al di là dell’aspetto economico, per certi versi il nazismo ha esplicitato una valenza culturale maggiore e più marcata rispetto all’attuale liberismo; scontato il ribadirne con chiarezza cristallina e netta il carattere completamente aberrante, e tuttavia una posizione “pulita”, in quel delirio, c’era, e paradossalmente il “coraggio” di dichiarare che la propria visione passa attraverso l’annientamento fisico e culturale di intere comunità ed etnie acquisisce una valenza più marcata e identitaria rispetto all’ipocrisia buonista e progressista del liberismo. Per esempio, mi preoccupa maggiormente che ci si scandalizzi e indigni per le ristampe del “Mein Kampf”, che non per il fatto che sia stato scritto (“Che orrore! Che orrore!”, fa dire Conrad al suo Kurtz morente, in “Cuore di tenebre”: ed è il grido di un travolto, non di un indignato); la compilazione dell’opera di Hitler è dimostrazione e monito di quanto in là possa spingersi la follia umana, sicché anche il volerne consegnare ricordo e testo effettivo all’oblio, o al volgare disinteresse, è un’altra versione della medesima follia. Sulla stessa onda, dovremmo allora evitare di studiare la mente dei serial killers, o tutto quel che appartiene alla psicopatologia umana.
      Dopotutto il nazismo non voleva creare un modello sociale e culturale tranquillizzante, bensì uno continuamente teso a qualcosa di trasfigurante, in ciò assumendo, in maniera tragicamente distorta e completamente aberrante, elementi idealistici e religiosi, fondati peraltro su una simbologia ortodossa pre-esistente; il liberismo invece sì, vuol proprio essere rassicurante e universale, facendo propri i tratti lusinghieri di quel Princeps Tenebrarum ch’è pur sempre il Primo Angelo decaduto, il quale ama mostrarsi raggiante di luce: e ciò rappresenta esattamente il suo “in cauda venenum”.

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    2. Citodacal
      condivido al 100% ma la domanda è: l'ideologia nazista avrebbe trovato terreno fertile in una situazione economica diversa? In una nazione non tanto umiliata e penalizzata? Se non fosse stata ignorata da alcuni e finanziata da altri in funzione anti-sovietica o anche solo per convenienza?
      Se Hitler fosse nato per esempio a Londra (o altrove), avrebbe pensato e scritto Mein Kampf? Sarebbe nato il nazismo?

      L'ipocrisia buonista e progressista dell'attuale liberismo non è da paragonare in linea diretta a Hitler, ma alle condizioni che l'hanno generato.
      Dagli ancora qualche anno, quando i fatti faranno crollare completamente la facciata rassicurante e universale del liberismo, vedremo cosa nascerà.

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  20. Dalle mie parti abbiamo assistito alla pesca a strascico nel mare dei risparmiatori vicentini della BPVi e il Sig Doris ha concorso a far switchare 9 MLD di depositi dai c/c dell'istituto berico (BPVi ne presta 28... non so se mi spiego...) presso altri istituti (soprattutto quello da lui presieduto) avendo tappezzato da città di manifesti che davano conto della solidità di Banca Mediolanum.
    Un volpone, ma anche uno che non racconta fandonie e lo dimostra questo video in cui dopo tanto tempo si sente un banchiere dire parole di buon senso. parole sante

    Anche se ogni tanto tira l'acqua al suo mulino almeno non dice scemenze. Ve lo consiglio sono solo 5 min

    Disclaimer

    Il presente post non è in alcun modo sollecitazione del pubblico risparmio o consulenza all’investimento.

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    1. Conoscendo personalmente la famiglia di questo signore posso solo confermar ne la serietà' .
      Certo, business is business .

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  21. Vogliono rivotare. In effetti domani inizia Wimbledon, perchè non fare un più divertente e spettacolare referendum ai 3 set su 5?

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  22. Buongiorno Professore
    Mi presento.. sono Italiano precisamente Sono nato e vivo in Sardegna, il mio reddito è per il 90% frutto di una micro attività in Repubblica Ceca,i miei clienti sono sparsi un pò in tutto il centro Europa e negli anni con alcuni ho stretto rapporti che vanno oltre i rapporti lavorativi.
    Una cosa che noto ogni volta che mi capita per le mani un quotidiano estero noto che a differenza dei nostri le discussioni sull'argomento Euro/Europa sono o almeno sembrano, comunque tener conto anche di opinioni divergenti dalla linea UE e questo si lo noto anche in Germania.
    Qui invece sembra quasi che l'Euro sia l'ottavo sacramento il cui per ragioni di dottrina non si può mettere in discussione, pena la scomunica e il pubblico martirio con la conseguente marchiatura ad "eretico"
    Scusate il facile sarcasmo, ma quando vedo la quasi totalità dei nostri organi di informazione presentare dati all'opinione pubblica
    palesemente errati e che chiunque abbia una connessione a internet possa andare a verificarne l' inesatezza,rabbrividisco..
    Tutto questo mi ha aperto la mente a una riflessione..
    Ma se ci sarà realmente un effetto domino (cioè altri paesi che decideranno di uscire dalla UE) visto la tenace difesa di questo sistema, trasversale da parte della nostra stampa e i nostri eruditi politici...
    Non è che quel famoso cerino in mano rimarrà proprio a noi?

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    1. Mica vorrai alzarti dal tavolo, quello su cui sbattere i pugni, prima di esserti scolato pure il gusano... il meglio è sul fondo. E con l'andar della bottiglia, la compagnia restante sarà sempre più lucida. Sarà proprio una bella nottata.

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  23. Sui giovani (pseudo-categoria sociologica che nulla significa), ma anche no.
    Chi è nato in una gabbia, sarà indotto a pensare che quella gabbia è il mondo. Già Platone aveva raccontato una storia del genere. Che è sempre la stessa, nei secoli. Per poter cambiare modo di pensare, bisognerebbe far sì che nessuno in futuro nasca in una gabbia.

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    1. Sarebbe impossibile il farlo e, dopotutto, anche poco educativo. Per certi versi, si nasce sempre in una gabbia; la cosa migliore quindi rimane il raccontare sinceramente di esserci già oppure, nell'eventualità remota ed improbabile di non esserci, insegnare che vi si può finire, e suggerire alcuni modi per poterne venir fuori. Esiste un detto orientale: "Per poter uscire da una trappola bisogna prima entrarvi". Sembra banale, eppure non lo è: lo stesso Platone non prevede nascite al di fuori della caverna (non che la cosa dipenda da lui...), ma prese di coscienza dello stato in questione e metodologie per uscirne.

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  24. Mica male il Doris: discorso sensato di una persona intelligente, sicuramente più libero dei tromboni e delle trombette che stanno seminando terrorismo psicologico a piene mani. Già il padre ci aveva ammonito: l'Italia è il secondo paese al mondo per richhezza diffusa, e loro lo sanno... Impossibile non cogliere il passaggio "se qualcuno si indebolisce qualcun altro si rafforza": deve avere letto i pensieri di Pippo e averci capito qualcosa.
    Possono piacere o non piacere, ma questi sono capaci.

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    1. Oppure gli immobili nel Regno Unito adesso costeranno meno.

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  25. Questa di Barenghi però è davvero bella:

    Dio

    L’Europa riabilita il radiocronista fascista Mario Appelius: “Dio stramaledica gli inglesi”.

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  26. Questo blog è fantastico, grazie professore ! Sto leggendo quì la spiegazione dell'incerto per certo http://goofynomics.blogspot.it/2012/05/persona-dalla-limitata-capacita-di.html e cito "Sapete che alla svalutazione le persone dalla limitata capacità di comprensione attribuiscono un valore morale negativo. Le stesse persone, che generalmente sono maschietti, attribuiscono viceversa all’erezione, al fatto che qualcosa si alzi, un valore positivo."
    Poeta mancato ma per fortuna economista!

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  27. Secondo me il riferimento dovrebbe essere non il fascismo, ma l'Unione Sovietica. Essa esisteva per il bene dei popoli che ne facevano parte. Solo coloro che erano pazzi non vedevano che essa era il vertice della libertà e del progresso dei popoli. Tuttavia neppure allora si pensò alla follia di un'unica moneta.
    Quella che la UE sta applicando è semplicemente la dottrina Brezhnev sulla sovranità limitata. Tutti sappiamo come andò a finire.....dovrei dire che i sicofanti prezzolati non mi stupiscono, ma non ci riesco. In verità mi danno la nausea.

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    1. Tutta l'Unione Sovietica aveva il rublo sovietico come valuta.
      Force faceva riferimento al COMECON o al Atto di Varsavia ?

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    2. Credo si riferisse al blocco del patto di varsavia. In effetti persino loro non arrivarono a tanto, e dire che la moneta unica, secondo alcuni, dovrebbe "affratellarci".

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    3. I sordi nun hanno mai affratellato nessuno...

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    4. Il rublo circolava in Russia, anche adesso, in Polonia lo zloty, anche adesso. In Ungheria c'era il forint e c'è anche adesso e così via. Che queste valute avessero un cambio fisso col rublo è irrilevante dal momento che esisteva un doppio mercato, quello ufficiale e quello nero.....

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  28. Intanto la Scozia si mette di traverso.

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    1. Avrebbero dovuto votare diversamente al loro referendum.

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  29. Un articolo notevole di Pergiorgio Gawronski, che non conoscevo, sul sito del Fatto.
    Riporto il finale:
    L’Europa come golpe. Un’Europa che è l’opposto di quella immaginata negli anni ’50 e costruita, con entusiasmo e partecipazione, negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso. Il punto non è se sia meglio ridurre le tasse e le spese pubbliche e i diritti dei lavoratori o piuttosto fare il contrario, se affrontare la disoccupazione o meno, ecc.; Il punto è che anche queste decisioni sono state sottratte alla sovranità popolare da (presunte) regole europee, fatte senza la partecipazione, il dibattito, la volontà e il voto della gente, immodificabili. Da questa arroganza sono fuggiti gli inglesi. I c.d. ‘populisti’ non sono la causa della crisi democratica dell’Europa: ne sono il frutto e gli interpreti.

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    1. Ne ho abbastanza di questi sostenitori "critici" che non spiegano come pensano di fare accettare alla Germania di condividere il debito, rinunciare al surplus e agli enormi vantaggi dell'euro.
      Come Acocella, Stiglitz ecc. ecc.
      E con il Brexit aumenteranno.
      Una dittatura non si può cambiare dall'interno con strumenti democratici. Chi non lo capisce è un utile idiota solo più GNE GNE GNE degli altri.

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    2. Non ho avuto l'impressione che questa sia la posizione di Gawronski.

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    3. Armando, non è una questione di impressioni, ma di fatti.
      Dove Gawronski ha dichiarato di essere favorevole allo smantellamento dell'euro?
      Se me la indichi mi fai felice.

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  30. Chiedo la ripetizione di USA 94. Inoltre il Regno delle Due Sicilie ha già iniziato le trattative per l'adesione all'area di libero scambio dell'impero Inca (IZ o IncaZone). Non possiamo permettere che il miope e livoroso voto di alcuni disinformati vecchi italiani pregiudichi la nostra partecipazione al grande sogno di progresso della casa comune Inca.

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  31. io resto per il "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa "...

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  32. Altra informazione propagandistica che è stata riportata ampiamente sui giornali è quella relativa al grafico Google Trends che riporta "l'esplosione" di ricerche su Google in UK relative a "cosa è l'UE?",
    "cosa comporta uscire dalla UE?", "quali paesi fanno parte della UE?" etc. Tutto ciò al fine di presentare il popolo inglese come incosciente e disinformato. Ora per lavoro mi occupo di web marketing e posso garantirvi che su Google Trends non è possibile capire il reale volume delle ricerche ne chi ha effettuato quelle ricerche.
    Le ricerche possono essere 1000, 10.000 o 1.000.0000 ma non ci è dato di saperlo perchè il grafico segnala solo dei valori percentuali rispetto a delle ricerche che prima non erano state effettuate.
    Inoltre non ci è dato di sapere neanche chi ha efettuato quella ricerca. Potrebbero essere giovani o immigrati di altri paesi che non potevano votare ad esempio. Ignorante è sicuramente chi usa dei grafici senza comprenderli, per non dire di peggio.

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