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sabato 23 aprile 2016

La questione tedesca: alcuni fatti stilizzati

Un amico che stimo, Charlie Brown, biasima spesso le menti strategiche statunitensi per aver riportato di attualità per la terza volta in un secolo e senza che se ne sentisse veramente il bisogno la questione tedesca. Lo hanno fatto (a voi è chiaro) gestendo l'Europa non solo e non tanto nell'interesse degli Stati Uniti (e questo era un loro buon diritto, essendo loro una delle due potenze vincitrici), ma soprattutto a immagine e somiglianza degli Stati Uniti, cioè imponendoci un percorso di integrazione, quello degli "Stati Uniti d'Europa", che era forse funzionale ai loro interessi militari, ma che era del tutto disfunzionale rispetto al nostro percorso storico (oltre ad essere antistorico in senso lato, come Alesina vedeva prima di avere interesse a non vederlo).

Avallando l'euro gli Stati Uniti ci hanno e si sono condannati a una nuova Dresda.

Sarà magari una Dresda in tono minore, grazie a Dio, anche se il motivo per il quale lo sarà non deve essere di grande soddisfazione: se non saremo bombardati, ciò non accadrà perché l'umanità sarà diventata migliore, ma perché l'Europa sarà diventata sostanzialmente irrilevante. Come diceva una simpatica coattella sul 64: "Er peggior disprezzo è l'indifferenza!". Con una ere, ovviamente. Verità da autobus, che possono diventare verità storiche...

Trovo nelle osservazioni di Charlie Brown una certa plausibilità. Del resto, se gli imperi crollano un motivo ci sarà, e magari fra questi motivi potrebbe rientrare anche qualche errore strategico, o, come oggi si dice, di visione (che insieme a narrazione è una delle due parole delle quali avremmo fatto a meno e che fanno rima con chi le usa).

Credo che gli Stati Uniti pensino di poter fare a meno dell'Europa (se non come uno dei tanti outlet per i loro prodotti). Sarà la storia a dire se avranno avuto ragione. Io credo che dell'Europa il mondo non possa fare facilmente a meno: non vorrei che quanto dico fosse interpretato come la rivendicazione di una supremazia che in effetti non ha particolare ragione di esistere e soprattutto non si saprebbe in quale metrica valutare, ma vorrei ricordare che per tanti motivi nell'Europa divisa è stato fatto un lavoro di lettura e interpretazione della realtà del quale oggi ancora tutti possiamo beneficiare. Rinnegarlo, abolirlo, significherebbe perdere molto, col rischio di esporsi a errori strategici.

Pensate ad esempio a quella storia del reale e del razionale, ve la ricordate? Qui trovate una sintetica spiegazione a cura di Diego.

Dice: sò parole...

Eh, sì, sò parole, però servono, se le sai usare, e a usarle per tempo forse qualche lutto ce lo saremmo risparmiato. Possiamo però sempre farne un uso postumo, e ve ne fornisco due esempi.

Esempio numero uno. Nel mio articolo sui paradossi dell'Europa (che è piaciuto molto a Thirlwall, ma naturalmente non posso portare a un concorso) mi pongo la domanda: ma perché i governi europei hanno concordemente avallato un regime nel quale l'unica valvola di sfogo è il taglio dei salari? E la risposta è hegeliana: per tagliare i salari. Il reale è razionale (che poi è quella cosa che Polonio diceva parlando di follia e metodo, come ricorderete...).

Esempio numero due. Ieri, al corso che sto tenendo presso Spaziottagoni, mi sono posto un'altra domanda: ma perché i governi europei hanno concordemente avallato un regime nel quale la disoccupazione, ineludibile conseguenza della necessità di tagliare i salari, può essere alleviata solo facilitando l'emigrazione dai paesi deboli? E la risposta è hegeliana: per facilitare l'immigrazione nei paesi forti.

Naturalmente, se la razionalità del taglio dei salari è facilmente intuibile (comandano i potenti, i capitalisti, che nel taglio dei salari vedono un aumento dei propri profitti, pensando di poter lasciare il cerino del crollo della domanda in mano altrui), la razionalità dell'immigrazione, per essere dimostrata, richiede un passaggio in più. Perché gli immigrati sono diversi, sono brutti (chi è ricco, ben educato, istruito, lavato, sbarbato, profumato, ed esercita professioni ad alto valore aggiunto, fa il turista,  non l'emigrato) e in quanto tali perturbano il paesaggio: non si sa dove metterli. Quindi perché caricarseli? Perché questo sarebbe razionale? In altre parole: Maastricht collima con la razionalità della potenza egemone, ma Schengen?

Bè, qui se ne è già parlato, ma vale la pena di aggiungere un paio di dettagli. Curiosando sul sito dell'Eurostat potrete trovare questa tabella, dalla quale vi propongo un paio di excerpta in forma grafica.

Voi sapete che la Germania è in crisi demografica, e che questo mette a rischio la sostenibilità delle sue finanze pubbliche nel lungo termine. Ce lo ripete ogni singolo anno a settembre la Commissione nel suo rapporto sulla sostenibilità fiscale, dove ogni singolo anno, da prima che venissero perpetrate le ultime riforme, vediamo grafici di questo tipo:


(...nota per gli ignari: S2 è la soglia di sostenibilità a lungo termine, i paesi sotto la linea rossa - Italia e Croazia - hanno finanze pubbliche sostenibili, quelli sopra le hanno insostenibili, l'indicatore è a lungo termine nel senso che tiene conto delle passività per il bilancio statale derivanti dal carico futuro del sistema pensionistico...)

Questi grafici certificano come l'Italia abbia finanze pubbliche sostenibili a lungo termine sia perché ha una posizione fiscale favorevole (siamo in surplus primario da decenni), sia perché la sua evoluzione demografica a lungo termine è favorevole, mentre la Germania è messa nei guai proprio dalla demografia, come la Commissione ogni anno ci ripete:


Questo grafico e questo commento vengono dall'edizione 2015, ma se andate indietro nel tempo troverete che negli anni precedenti le cose erano poste esattamente in questi termini. Ogni anno la commissione fa un copia e incolla di questo paragrafo e di questo grafico dall'edizione precedente, il che non stupisce: le variabili demografiche hanno una certa inerzia, per cui non è così strano che di anno in anno la situazione non cambi radicalmente.

E, del resto, io ricordo distintamente (e vi avevo anche chiesto di cercarmene il podcast) le parole di Quadrio Curzio che, il giorno dopo la riforma Fornero, intervistato in radio, disse: "Questa riforma delle pensioni non era necessaria perché la riforma Dini aveva risolto i nostri problemi, ma abbiamo dovuto farla perché ce l'hanno chiesta i mercati".

[a chi mi trova questo podcast offro due biglietti al #goofy5]

E, alla stessa stregua, ricordo (e quello devo cercarlo io) un occasional paper del Fmi che a metà anni '90, e quindi prima della riforma Dini, già certificava come la sostenibilità del sistema pensionistico italiano fosse di gran lunga superiore a quella dei sistemi dei paesi del Nord Europa, e sempre per il solito motivo: perché "Italians do it better, or at least more often"...

Naturalmente i collaborazionisti locali negano questa evidenza: il loro scopo è infatti quello di spremere a noi risorse (affossando il nostro settore pubblico con la scusa di salvarlo), per trasferirle alla potenza egemone che, come il grafico dimostra, ne ha bisogno. Aggiungo un paio di grafici, tanto per chiarire il concetto. Questo è il tasso di variazione naturale della popolazione (differenza fra nati e morti nell'anno) nei tre paesi più popolosi dell'Europa continentale:


Notate niente? In Francia è positivo, in Germania è negativo, da noi era nullo ma dall'inizio della crisi ha puntato decisamente in territorio negativo.

Ah, queste donne egoiste, che non danno figli alla patria (ma non era Mussolini a ragionare così?), e che, così facendo, rendono necessario l'apporto dei migranti! Oppure le cose stanno in un altro modo? Forse, visto che l'agenda della comunicazione la detta chi comanda, non è poi strano che qui da noi prevalga l'idea che "abbiamo bisogno di migranti". In effetti, non ci sono grandi evidenze che in termini strettamente economici ne avremmo bisogno (il che, lo ribadisco ad uso dei tanti cretini, non significa che si debba lasciar morire la gente in mare), ma ne ha certamente bisogno la Germania, e quindi...

Ma il problema prescinde dalla questione umanitaria (che va gestita con le logiche e gli strumenti appropriati, i quali peraltro vengono a mancare se ci condanniamo da soli al sottosviluppo), e preesiste ad esso. Per capire la logica della costruzione europea, basta osservare cosa è successo al tasso di migrazione (differenza fra immigrati ed emigrati) prima della crisi dei rifugiati, ma dopo la crisi economica:


Si capisce, no, a cosa servono l'euro e Schengen? A trasformare l'intero continente europeo in una tonnara la cui camera della morte è la Germania. È lì, e solo lì, che i lavoratori devono andare a finire quando uno shock colpisce il sistema, a casa della potenza egemone, perché la potenza (localmente) egemone ne ha bisogno. La gestione della crisi da parte del tandem Draghi/Merkel (ora litigano, ma per tanto tempo sono andati d'accordo) ha avuto due esiti evidenti: permettere al governo tedesco di finanziarsi a tassi negativi, e al sistema industriale tedesco di approvvigionarsi di mano d'opera istruita nei paesi periferici, i quali vengono ora penalizzati per aver sostenuto il costo dell'istruzione proprio di quella mano d'opera della quale l'egemone beneficia. Perché, come sappiamo, sono sempre i migliori che se ne vanno (e non mi riferisco tanto alla morte, che ultimamente si sta dimostrando imparziale, quanto al fatto che in presenza di barriere culturali l'emigrazione è skill biased, come vi ho dettagliatamente ricordato qui).

Il reale è razionale.

Ribadisco che il grafico ovviamente non tiene conto di quanto è successo nel 2015 grazie all'oculata gestione della crisi siriana da parte della signora Merkel: le dinamiche che vedete rappresentate sono quelle tipiche di paesi sottoposti al processo di svalutazione interna (cioè di aumento della disoccupazione, con connessa fuga all'estero). Un processo che reca benefici al paese che ha una componente di crescita naturale della popolazione negativa, e che quindi, non a caso, è un acceso fan della svalutazione interna.

Perché con la svalutazione esterna (quella del cambio) il problema si risolverebbe in un altro modo. Verrebbe infatti da dire, ai nostri amici tedeschi: "Fate l'amore, non fate la guerra", o, almeno, tornate in vacanza in Romagna, che se proprio non avete voglia ci pensiamo noi. Ma purtroppo la loro valuta sottovalutata (l'euro), o, se volete, la nostra valuta sopravvalutata (l'euro), impedisce questa piacevole composizione del conflitto, che verrebbe realizzata rimuovendo la principale causa di attriti europei: l'impasse demografica di un paese che da due millenni aspira ad essere una potenza mondiale, e che non lo sarà mai.

E quando dico mai, intendo mai.

Accetto scommesse: hanno cinque miliardi di anni per provarci, anche se, come sapete, sono cinque miliardi teorici, perché potrebbe arrivare Apollo a scombinare le carte.

Ah, per i diversamente astrofili mi affretto a specificare che non mi riferisco al simpatico fondo avvoltoio americano, ma a questo oggetto qui, che, peraltro, se il Signore nella sua infinita lungimiranza e misericordia deciderà in tal senso, potrebbe atterrare anche su Wall Street.

Buona visione (e non dimenticate l'ombrello)...


(...d'altra parte, i tedeschi vanno anche capiti: meglio la svalutazione interna a casa altrui, che le corna in casa propria...)

81 commenti:

  1. Credo di aver trovato il podcast. Clicchi qui, cerchi la puntata del 5 dicembre 2011, nei primi due minuti Quadro Curzio parla della necessità di soddisfare i mercati.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-bdd597f3-5597-4f80-aa21-8a2d6224a89a-radio1.html# non c'è bisogno di Mail, il secondo a scendere cliccare dove c'è scritto podcast.
    Me li sono meritati, ma c'è chi se li merita di più. Scelga lei una coppia :-D (di un evento che, chiaramente, non si svolgerà mai :-D

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    1. In che minuto parla della riforma Dini?

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    2. @Matteo,
      L'intervista di cui parla il prof credo fosse quella a Prima di Tutto del 29 giugno 2012, il giorno dopo l'approvazione della riforma Fornero e poche ore dopo la conclusione del vertice antispreddde fra Barroso, Van Rompuy, Merkel e Monti.

      Il podcast è stato non solo reso irraggiungibile da qui... http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8c12e601-44c2-4891-b2e0-ec9fd470b7e7-radio1.html?page.id=&set.id=ContentSet-e9397e86-3c7e-4557-8e5b-da7d59d80572&set.type=A&set.page=7&item.suffix=-radio1.

      ...ma per buona misura anche il file audio nascosto https://t.co/v8Kh2CrFMz è stato tagliato al primo minuto del programma.

      È probabile che il prof lo sapesse e intendesse, sbeffeggiandoci, darci una lezione: bisogna salvare tutte le prove, su internet il lavoro del Ministero della Verità è diventato davvero troppo facile.

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    3. "È probabile che il prof lo sapesse e intendesse, sbeffeggiandoci, darci una lezione: bisogna salvare tutte le prove, su internet il lavoro del Ministero della Verità è diventato davvero troppo facile."

      Quanto sono somara! :(

      Ho cercato per ore ...

      E nella ricerca mi sono imbattuta in questo:

      https://www.youtube.com/watch?v=JXe3RXHsHmg

      Grazie @elu ei, e grazie Prof. Bagnai.


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    4. Non abbiamo avuto i biglietti ma abbiamo avuto una lezione.

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  4. Ha senso fare un sacco di figli se poi te li ritrovi disoccupati e sul groppone con una pensione continuamente decurtata?

    Caso estremo opposto é il Giappone, dove non solo non figliano, ma non scopano proprio. E la disoccupazione é bassissima.

    In merito alle possibilitá di recupero del Sud Europa: sono a zero.Nonostante una congiuntura favorevole di basso prezzo dell'energia, tassi ridotti ai minimi termini, BCE che compra titoli di stato etc. l'Italia é vicina alla recessione.

    La prossima bomba verrá dagli USA: i tassi di interesse bassissimi hanno favorito il buyback azionari (impedito alla borsa di collassare) e hanno tenuto a galla l'immobiliare. Ora che i tassi finiranno in territorio negativo pure lá, e i prestiti a studenti e per le macchine non verranno ripagati, voglio vedere come se la caveranno.

    Infatti l'oro, reliquia barbarica secondo Keynes, é decollato e le azioni delle compagnie aurifere hanno fatto + 120% da inizio anno.

    Scritto da un emigrato in Olanda :) e confermo: i migliori, quelli con piú capacitá di adattamento, emigrano. Gi altri votano Renzi.

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    1. I migliori dei "migliori", restano, resistono e combattono.

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    2. A proposito di migliori forse c'è ancora qualche speranza.

      L'operato dei governanti italiani però fan veramente cadere le palle per terra. :-((

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    3. Quoto in toto onyrix.

      In quanto alla retorica dei "migliori" che partono, dopo tutti i discorsi fatti penso sia piuttosto chiara la piddinitas in purezza che animava questi migliori (la qualità della vita all'estero(!?), i treni in orario, gli investimentiproduttivi nella ricerca scientifica, etc.).

      Con tanto di ciliegina finale sulla torta del (pur legittimo) conformismo: "Ma che stai a fa' ancora in Italia che ormai è solo un paese per vecchi/furbi/corrotti/raccomandati? Parti, fratello, parti! E salva la tua anima."

      Mi riferisco ai trentenni di oggi emigrati in Germania/Canada/Francia/Danimarca/Regno Unito tra 2010 e 2013: nella media, persone mediamente istruite, ma non necessariamente probi viri.

      Lascerei perciò il linguaggio della sudditanza culturale - i "migliori" - agli MBAers (che non sono giocatori di pallacanestro), alle zie rincoglionite, agli operatori dell'editoria e alle argomentazioni da dibattito televisivo.

      Cordialmente
      Jacopo L.

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    4. Ἀλώπηξ λιμώττουσα, ὡς ἐθεάσατο ἀπό τινος ἀναδενδράδος βότρυας κρεμαμένους, ἠβουλήθη αὐτῶν περιγενέσθαι καὶ οὐκ ἠδύνατο. Ἀπαλλαττομένη δὲ πρὸς ἑαυτὴν εἶπεν· «Ὄμφακές εἰσιν.» Oὕτω καὶ τῶν ἀνθρώπων ἔνιοι τῶν πραγμάτων ἐφικέσθαι μὴ δυνάμενοι δι' ἀσθένειαν τοὺς καιροὺς αἰτιῶνται.

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    5. La storia è piena di migliori considerati tali perché non vollero adattarsi. Chi scappa con successo è migliore a scappare, questo sì. Ogni etica ha i suoi migliori.

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  5. L'ombrello è per la merda in arrivo?

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  6. Primi anni 90, mi ci so fatto grosso sul 64.

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  7. Bellissimo post, prof. E l'intervento di ieri a TgCom24 pure. Lei mi diventa sempre più bravo, prof. Quanto mi fa incazzare quel grafico sopra con i puntolini nun se pò capì (non perché non lo capisca, ma proprio perché lo capisco, per una volta). E IL PIÙ AUTOREVOLE GIORNALE ECONOMICO DEL PAESE HA ULULATO "FATE PRESTO". Io si sa che sono una buonista e una perdonatrice seriale, ma mi viene una rabbia, una rabbia, prof...
    Ultima cosa: la coattella sul 64 è in straordinaria sintonia con Borges ("L'oblio è l'unica vendetta e l'unico perdono"). Er popolo ha quarcosa da di', sempre.
    E ora sparisco per tre giorni, anche per sottrarmi all'orgia di retorica del 25 aprile, quando il fascismo travestito da democrazia si scaglierà sbavando menzogna contro il fantasma di un fascismo che non c'è più.
    Ma buon 25 aprile comunque a tutti: perché noi che siamo consapevoli sappiamo quanto il 25 aprile sia in realtà nostro. Ora e sempre resistenza.

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    1. Ammazza che brava Nat! Quanto condivido....

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    2. Great minds think alike ;-)

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    3. Nat, il 25 aprile è nostro... e poi me chiudi in anglo-americano?
      Vabbe', so' pure io buonista seriale :-)

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  8. Crescita demografica? Credo che l'Italia sia un paese-chimera.

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  9. Ciao Nat da buon Ingegnere sto leggendo contro l´ora di Matematica, sto imparando a memoria Ora e sempre resistenza, qualche altro bel libro da suggerire?

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    1. Flatlandia di Abbott (Adelphi) l'hai letto? Le Cosmicomiche di Calvino (anche Marcovaldo è un piccolo capolavoro, se non l'hai letto)? Se ti piace Calvino, e non hai ancora letto Lezioni americane, leggilo: conduce verso altri libri, ed è una valida guida. E poi, visto il tuo cognome, introduco clandestinamente "Cannoli e polenta" (Flaccovio). Orwell? Già letto 1984? La fattoria degli animali? Non so che lettore sei, non è facilissimo darti consigli. Dai, chiudo con quello che forse è il mio libro più amato in assoluto: Il Maestro e Margherita di Bulgakov (Einaudi, traduzione di Vera Dridso). Non sto a parlarti di Gadda, perché qui se ne è già parlato tanto.

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    2. Orwell e bulgakov già letti per non parlare del collega Gadda, lezioni americane di Calvino invece è una grave mancanza, grazie e buona resistenza ...a tutti

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    3. Eppure, non so perché (ma un giorno lo saprò) nel mio foro interiore Calvino rima con piddino...

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    4. Omnes enim peccaverunt et egent gloria Dei (Rm, 3, 23)

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    5. Sarei molto grato anch'io al letterato che sapesse spiegarmi perché Calvino, che tanto mi piacque, oggi mi pare vuoto. E invece Meneghello, che fino ad anno fa avrei pensato fosse uno sceneggiatore di film che non guardo, sarebbe oggi uno dei pochi autori che vorrei incontrare (giusto per restare tra ex-partigiani).

      [Come ebbi a dire tempo fa, l'unico problema che ho con goofynomics è che non ho mai niente da aggiungere, è troppo per me, ma a volte mi fa piacere dire "ci sono".]

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    6. Stavo pensando la stessa cosa Prof,mentre scrivevo il suo nome non so perché il mio cervello si chiedeva ma se oggi Calvino fosse vivo perché dovrebbe essere diverso dagli altri intellettuali euristi contemporanei?

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    7. Il Maestro e Margherita, che bello!
      Tra l'altro lettura della prima adolescenza, sono bei ricordi per tutta la vita.
      Ogni tanto fantastico sulla 5° dimensione.

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    8. Calvino fa parte del gruppo di letterati (anche Silone, per dire) e intellettuali sostenuto dalla CIA (con i soldi delle fondazioni Rockefeller, Ford, etc.) durante la 'Guerra Fredda Culturale', attraverso il 'Congress for Cultural Freedom'. Notizie qui. Poi, per carità, è tanto bravo...

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    9. "Il senso di Bagnai per i piddini" lo avete letto? Ci hanno fatto un film.

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    10. Non stento a credere che Calvino fosse pagato dalla CIA, ma mi pare poco importante.

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    11. Ho amato e amo i libri di Calvino per molti intrecciati e stratificati motivi.

      Aggiungerei, come motivazione del suo seguito in Piddinia, alle informazioni di Giorgio Bertani, l'ineguagliabile ritratto dell'intellettuale che affascina i moderati magistralmente tracciato da "Il Pedante", alias EuroMasochismo.

      Lo scrittore era persona ben dotata, per sua natura, di quella "qualità estetica" che "l'apparato mediatico" ha potuto sfruttare - con le risorse che ricorda Giorgio Bertani - per i fini che Il Pedante descrive così mirabilmente.

      Devo anche dire, però, che non mi pare di rintracciare, nelle sue opinioni come risultano da ciò che conosco dei suoi scritti, quella "prostituzione intellettuale" così esecrabile negli "altoborghesi" elencati da Il Pedante.

      Ma potrei sbagliarmi.

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    12. @Giorgio Bertani

      L'uomo e l'artista sono due cose differenti, come abbiamo imparato da Proust. Possiamo stilare un lungo elenco di uomini "spiacevoli" che furono grandi artisti.

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    13. A proposito di Calvino e della piddinitas, riporto il consiglio di Giancarlo De Carlo, che di città se ne intendeva: leggete 'Le città invisibili' di Calvino, e poi 'Le città del mondo', di Vittorini...

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    14. Sull'importanza del ruolo della CIA, nei vari campi, compreso quello culturale, riporto un passaggio del testo della Saunders che ho citato: "Doveva fornire un sostegno 'indipendente' agli obiettivi della politica estera americana, che cercava di promuovere un'Europa unita (attraverso l'adesione alla NATO e al Movimento Europeo, quest'ultimo in larga misura finanziato dalla CIA), riunificazione tedesca compresa."

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    15. @Nat
      Il Suo commento del 23/04/2016 alle ore 13.23 mi è caro.
      Un abbraccio :)


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    16. @Celso Stavo riflettendo sul ruolo dei 'testimonials' - in analogia con le tecniche pubblicitarie. Cito sempre dalla Saunders: il ruolo delle operazioni coperte nella 'guerra fredda culturale' era di "guadagnare alla causa americana le classi colte e istruite che, alla lunga, diventano la leadership politica e culturale della comunità". Non sto mettendo in discussione l'artista, sto riflettendo su quanto, in qualità di 'persona colta e istruita' (sono laureato) sono stato 'guadagnato alla causa americana' senza rendermene conto.

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    17. @Giorgio Bertani

      Giorgio, io non vorrei affrontare questo discorso senza ben argomentare, perché altrimenti non si capisce nulla. La mia battuta sull'uomo e l'artista in fondo voleva aggirare il problema. Lasciami fare una battuta (tutti sanno qui quali sono state le mie posizioni politiche passate e non provo timore a difenderle neppure ora): non eravamo inconsapevoli, sapevamo benissimo e sceglievamo con cognizione di causa (almeno fino a un certo momento). Le tecniche "pubblicitarie" esistono, hai ragione, e funzionano, ma, per quanto mi riguarda, sono stato un anticomunista consapevole. Questo può ben applicarsi dunque anche a Calvino (anche se ignoro tutto a questo proposito). Isomma, per dire che dovevamo scegliere dove stare, almeno così mi sembrava allora (come ora del resto), e di fronte a un aut-aut devi decidere risolutamente. Ma preferisco non affrontare seriamente questo discorso, perché qui siamo un gruppo di persone di varia provenienza politica accomunati dal desiderio di emanciparsi dall'€ e dall'€zona; questo è ciò che ci unisce temporaneamente. Quando poi spunterà il sol dell'avvenire, scioglieremo i ranghi e ognuno andrà dove vorrà. Senza rancore

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    18. @Bertani, si viene educati sin da piccoli. Ha mai notato come a nei fumetti di Topolino la moneta corrente fosse il $ e non invece la lira?

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    19. Della serie: "Filologia maestra di vita", o anche: "Dell'orecchio fine di Bagnai":

      Ma naturalmente Calvino non era soltanto uno scrittore popolare. A rileggerne oggi la biografia si ha l’impressione che abbia sempre fatto, per tutta la vita, la cosa giusta al momento giusto. Partigiano nella Brigata Garibaldi; dirigente all’Einaudi tra Torino e Parigi; iscritto al partito comunista fino al 1956, poi solo simpatizzante. Si era occupato di politica, ne aveva scritto, ma era riuscito a tenersi lontano dalla politica dei partiti, non era entrato in Parlamento come avevano fatto altri intellettuali della sua generazione, e non aveva dovuto pentirsene dopo; aveva conosciuto Che Guevara, era diventato amico degli intellettuali francesi in voga ma senza venirne fagocitato, pubblicava quello che voleva, quando voleva, prima sul «Corriere della Sera» poi su «La Repubblica». E poi, naturalmente, era un vero scrittore, capace di adeguarsi ai tempi cambiando stile, temi, punto di vista, sempre con l’ironia di chi non ci crede troppo, di chi passa accanto allemode lasciandosi influenzare ma non catturare: il neorealismo, il nouveau roman, la semiotica, la neoavanguardia, Borges. Calvino, insomma, piaceva.
      Tutto questo va tenuto presente quando consideriamo il modo in cui venne accolto questo suo libro postumo. Dell’accoglienza si occuparono soprattutto gli amici di Calvino, nelle case editrici, nei giornali e nelle università. È possibile che l’amicizia e la commozione abbiano fatto velo a un obiettivo giudizio di merito? Ho conservato l’articolo che Eugenio Scalfari, compagno di scuola di Calvino, dedicò alle Lezioni americane su «La Repubblica», 2 giugno 1988: una colonna in prima pagina e continuazione nelle pagine centrali della cultura (E una sera Calvino, sulle ali di Mercurio...), un rilievo e uno spazio assolutamente eccezionali per una recensione.

      "Accade talvolta che il libro più significativo d’uno scrittore sia l’ultimo e addirittura postumo, poiché soltanto in esso egli raggiunge il culmine dell’opera sua, la pienezza dei suoi mezzi espressivi e si rivela compiutamente a se stesso [...]. Leggendo le Lezioni americane [...] la sensazione è che, al termine della vita, Calvino abbia prodotto il suo capolavoro, superiore di gran lunga alle molte opere di saggistica e di narrativa che pure ne avevano fatto lo scrittore europeo forse di maggiore spicco degli ultimi trent’anni: un capolavoro sopra il quale è morto (credo che quest’ipotesi sia molto probabile dal punto di vista clinico e sia certissimamente esatta dal punto di vista artistico e creativo) per lo sforzo immane di concentrazione cui si è sottoposto per produrlo [...]. Le pagine che Calvino ha scritto a partire dalla sua opera prima, Il sentiero dei nidi di ragno [...], qui, in queste lezioni, raggiungono una compiutezza e un dominio formale non eguagliati da nessuna delle altre [...]. Questo fu il suo modo di difendersi dalla morte. E per questo la morte lo ha colto nel momento in cui l’operazione artistica si è compiuta."

      È difficile negarlo: l’amicizia e la commozione non hanno soltanto fatto velo a un obiettivo giudizio di merito, lo hanno esautorato.

      Qui l'articolo completo, di Claudio Giunta.

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  10. Germogli di speranza in Europa ....

    London (CNN)Not everyone in Britain, it is safe to say, welcomes the intervention of an American president in what's viewed as the internal politics of the United Kingdom.

    In a visit to London, President Barack Obama has argued in an opinion piece that Britons should vote to stay in the European Union rather than pull out. The UK has scheduled a nationwide vote on the issue for June 23.
    And some Britons have reacted to Obama's advice in what they see as an internal British matter in a way that echoes the words of the American author Ring Lardner: " 'Shut up,' he explained."
    London Mayor Boris Johnson, writing for The Sun newspaper, implied that Obama was a hypocrite because Washington would never surrender so much power to Brussels, the EU's de-facto capital.

    Tratto da: http://edition.cnn.com/2016/04/22/europe/obama-british-reaction/

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  11. Mannaggia mannaggia mannaggia! capolavoro, era da un po' che cercavo di capire meglio questi nessi.
    Il problema grosso però adesso è che diventa urgente cercare delle dichiarazioni in cui questa si vede che questa funzionalità, volontaria o involontaria, dell'unificazione per la sostenibilità demografica tedesca, fosse nota da tempo quantomeno ad alcuni nelle classi dirigenti tedesche..
    Benvenuti nel secondo capitolo dell'Anschluss europea

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  12. In questi giorni è uscita la notizia sulla convenienza della laurea sui maggiori quotidiani italiani. Se volete farvi una risata leggetela per esempio qui:
    http://www.repubblica.it/economia/2016/04/19/news/a_dispetto_della_disoccupazione_investere_negli_studi_dei_figli_paga-137982539/

    Allora mi sono posto il problema ed ho notato come in realta' in Italia l'investimento in laurea (costo della laurea + 5 anni in cui non si lavora) non viene mai ripagato. Ovvio che poi uno vada all'estero.

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  13. Scusi professore, la mia domanda non sarà centrata, ma vorrei presentarle un quesito:
    Io lavoro presso un Istituto di credito; ad un corso di aggiornamento di finanza, il relatore, un giovane dottore di economia, ci ha dichiarato che il ritorna ad una moneta nazionale (orrenda teoria populista secondo lui), per l'Italia sarebbe stata un'immane tragedia.
    Alla mia umile contestazione, che in quel caso, secondo la "lex monetae" il debito italiano sarebbe stato denominato nella nuova divisa, egli mi ha detto che purtroppo molta parte del debito è tuttora legata a fonti di diritto estero, i cosidetti Republic of Italy.
    Cosa ne pensa?

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    1. Che è un cretino. Se vuoi ti spiego anche perché.

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    2. Scusi ma ho potuto leggere solo ora la sua risposta.
      Immaginavo che la risposta del dottorino fosse una sciocchezza, ma me ne potrebbe dare la spiegazione?

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    3. Se vuoi citargli il FT fagli leggere questo articolo:
      THE LEGAL ASPECTS AND ABSTRACTIONS OF A EURO REDENOMINATION
      http://ftalphaville.ft.com/2011/11/21/754711/the-legal-aspects-and-abstractions-of-a-euro-redenomination/?Authorised=false&_i_location=http%3A%2F%2Fftalphaville.ft.com%2F2011%2F11%2F21%2F754711%2Fthe-legal-aspects-and-abstractions-of-a-euro-redenomination%2F&_i_referer=&classification=conditional_registered&iab=barrier-app

      Tratta proprio la ridenominazione del nostro debito pubblico

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  14. Immagino che tutto sia riconducibile alla questione del nord vs sud, una matrioska di pesci piccoli che vengono magnati da pesci grandi Nord Italia sud Italia, Europa - Italia, USA - Europa, meno probabilmente Cina - USA? Poi ad un certo punto i pesci grossi finiranno immagino.

    Scusi la provocazione, se un illuminato ed immaginifico primo ministro italiano venisse da lei per dirle: "Bagnai, ha proprio ragione, cosa dobbiamo fare per uscire dall'euro senza venire fatti a pezzi?" Lei cosa risponderebbe?

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    1. Se si riferisce alla sezione "Per cominciare" la lessi anni fa e ci sono tornato or ora.

      Mi consenta di rifurmulare, il problema è convincere una popolazione delle sue tesi, ora mi sembra ben chiaro che non stia del tutto a lei.
      Io andavo domandandomi quali passi suggerirebbe a questo "illuminato primo ministro" per portare dalla sua la maggioranza della popolazione, poiché mi sembra ovvio che l'uscita dall'euro in un ipotetico referendum non verrebbe accettata da nessuno.

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    2. No guardi, mi sa che non ci stiamo capendo. Qui abbiamo ampiamente discusso il perché il referendum non è un'alternativa praticabile.

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    3. Allora la mancanza è mia e provvederò, immagino che la ragione sia l'unica, la politica si deve assumere le responsabilità della consapevolezza che il popolo non ha.
      Non funzionerà mai, in Italia (a sua maniera) il popolo è più consapevole della politica. Me la conceda così com'è, andrebbe spiegata a fondo.

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  15. "Fate l'amore, non fate la guerra", o, almeno, tornate in vacanza in Romagna, che se proprio non avete voglia ci pensiamo noi.
    Bella, io ne sapevo un'altra, quella del bambino italiano e del bambino tedesco sulla spiaggia.
    Il bimbo tedesco si vanta della superiorità industriale alamanna: ”se tu mi dare 1 Kg di ferro, io tedesco fare krande nave”. Il pargolo italiano replica: “se tu mi dare tua sorella io fare equipaggio”.

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  16. Bagnai, ma non sarebbe ora di portare queste idee in un movimento trasversale sinistradestrasinistradestra.. per resistere in modo patriottico e sociale a questo schema? E non mi riferisco né a fascismo né a comunismo.

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    1. Caro, dopo cinque anni posso dire che vi mancano sfere ed emisferi per farlo. Problema vostro. Non parlatene con me.

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    2. @marcos marcos

      Ti ricordo che Noise from America lo fece: si buttò in politica con FARE. senza troppo argomentare, andiamo diretti al risultato finale: lo 0,7%. Bello no? E con un paese immerso in una ideologia e in una propaganda a loro favorevoli. Figurati noi.

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    3. Se parlate di Boldrin e Giannino con un programma così solo pochi liberali lo appoggerebbero. Ci vuole un programma (sto semplificando) che convinca chi voterebbe oggi Lega, Sinistra non-PD, Cinquestelle ecc. Ci siami capiti?

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    4. @marcos marcos vai avanti tu, poi riferisci.
      Forse non ti rendi conto di ciò che dici.

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  17. C'è una conseguenza altrettanto drammatica, almeno per me, nella contrazione del tasso di natalità in Italia: la scomparsa dei nonni! Sono in prossimità d'estinzione, come è successo coi dinosauri, ma stavolta senza l'intervento dell'asteroide.

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  18. La ratio di una parte delle élite tedesca la capisco, anche se le azioni che ne fanno conseguire sono censurabili (e comunque è il vero ostacolo che ci impedisce di precipitare verso il grande fogno-incubo degli Stati Uniti d'Europa). Non è purtroppo ancora chiaro a molti da quelle parti che è arrivato il momento di smettere di tirare la corda e di adoperarsi per smontare un progetto che è si può rivelare disastroso anche per loro.

    Capisco anche la ratio di una parte delle élite statunitensi.

    È la ratio dei federalisti europei (che non sono solo europei) che mi preoccupa: non hanno alcuna intenzione di venire a patti con la realtà, anzi qualsiasi disastro causato dal loro fanatismo imbecille verrà esibito come necessità di procedere verso la federazione.

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  19. Mi piacerebbe essere aiutato a capire esattamente cos'è che giustifica un'aspettativa favorevole per l'evoluzione demografica italiana a lungo termine.
    Grazie.

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    1. http://www.eticaeconomia.it/dal-calo-della-popolazione-al-suo-aumento-una-riflessione-sulle-implicazioni-della-revisione-dei-trend-demografici/

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  20. Si consoli prof: nessun popolo è mai durato più di qualche millennio (per il momento; e poi ci sarebbe da dire che già i Germani di 2000 anni fa erano un altro popolo rispetto a quelli.di oggi...), immaginare i Tedeschi che piagano Alfa Centauri tra 5 miliardi di anni possiamo lasciarlo a qualche scrittore di ucronie distopiche.

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    1. Consiglio la lettura di Tacito (De origine et situ germanorum) che si srotola anche piacevolmente...

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  21. In realtà qui si parla anche e soprattutto di USA. I tedeschi appaiono come piccoli e meschini. Gli USA il vero Luigi XIV. Che dire? Che forse bisogna salvare la pelle. Fa schifo. Ma tant'è. Il problema è la costituzione neurocapitalista della Soggettività che performa il legame sociale. La fede che non ho mi dice però: mai dire mai.

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  22. Secondo ma questo è il miglior post degli ultimi mesi per la sua chiarezza e profondità del discorso. Grazie Prof.

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  23. Il paradosso dei tedeschi è che in essi convivono volontà di potenza ed istinto di autodistruzione. Come ci ricorda Elias Canetti in "Potere e sopravvivenza", esiste un nesso tra potere e morte.
    Francesco Nullo

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    1. Credo che esista anche il nesso opposto, ma con uguale esito, tra apatia e morte. Alberto Monaco

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  24. "... imponendoci un percorso di integrazione, quello degli "Stati Uniti d'Europa", che era forse funzionale ai loro interessi militari, ma che era del tutto disfunzionale rispetto al nostro percorso storico..."

    Cosa pretendere da un popolo parvenu il cui presidente - che vive in un'imitazione kitsch dello stile palladiano nello stato più trash dell'occidente - davanti al Colosseo esclama: "È PIÙ GRANDE DI UNO STADIO DA BASEBALL"

    M.A.

    Come interpreta il terrorismo odierno contro il Brexit? (che penZa?)
    Spero ci regali il consueto post "Il mio 25 aprile" (lungo, lungo, lungo)

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  25. "primo, non c`era nulla di nuovo nel comportamento che stavano combattendo: i mercati finanziari americani sono sempre stati corrotti o propensi alla corrrrruzzzzione....." Michael Lewis #Flashboysrevoltinwallstreet

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  26. Grazie Professore per questo bellissimo post. Leggere il commento di Alesina, 1997, che conclude con queste parole, è impagabile:

    "Alesina agreed wth Collins that the history of performance under the EMS revealed no benefits to member nations, and provided no reason for optimism about performance under EMU."

    Se Alesina era pessimista nel 1997, oggi noi, dopo oltre 15 anni di moneta unica e dopo aver constatato il crollo del PIL pro-capite (al livello del 1999) dovremmo essere ancora ottimisti !
    Mentre scrivo, in TV ad @ottoemezzo sento quel poraccio di Becchetti che difende la politica di accoglienza degli immigrati in Europa. Un vero deflazionista di sinistra, devoto al Papa e alle esigenze del capitale finanziario.
    E' proprio vero quello che diceva Boghetta nel post sul "sinistrismo". Il sinistrismo è davvero il fenomeno di trasformismo politico peggiore e il più bugiardo, mistificatorio, distorsivo che la storia patria ricordi.
    Vi invito a rivedere questo confronto tra due personaggi politici di sinistra e destra:
    https://www.youtube.com/watch?v=gjVO3GnFncE
    Decidete voi chi è sinistra e chi il fascista. Chi dice cose vere e concrete, reali, e chi dice frottole, vende fumo e parole in libertà senza senso e rapporto con la realtà.

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    1. A parte frange marginali di pochissimi irriducibili nostalgici fuori dal tempo e dalla logica, credo che sia evidente la scomparsa della divisione destra/sinistra nell'ambito del proscenio politico
      Credo che se potessimo formulare ad un esponente del PD o di Forza Italia la domanda riguardo a ciò che distingue i loro partiti, non penso che egli risponderebbe, senza prima provare un moto di vergogna, il razzismo per il cdx e l'appoggio al salariato per il csx.
      Magari ci penserebbe un pò e poi troverebbe il modo di esprimere qualche concetto fumoso, ma del tutto privo di significati concreti e soprattutto incapace di differenziare veramente le loro agende.
      Con questo non voglio marginalizzare il ruolo della politica, ma soltanto far notare che ormai essa, sempre di più, dipende dalla governance mondialista, in particolare quella che viene proposta costantemente dal famigerato patto atlantico, come dimostrato praticamente dalla recente assemblea a Roma della Commissione Trilaterale o dalla missione di Obama in Inghilterra.
      Quindi secondo me, l'unica forza politica meritevole del nostro voto, potrebbe solo essere quella che riesce a presentarsi con leader che siano disposti a confutare con abilità e coraggio i diktat imposti dalla governance attuale, in ragione degli interessi della Nazione che governano ed in virtù del mandato di rappresentanza che hanno con i propri elettori.
      Utopia? Può darsi, ma non credo che esistano scorciatoie o compromessi particolari.

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  27. OT - Scusa Francesco
    (e scusi lei, prof, ma dopo aver letto certe cose, in qualche modo dovevo sfogarmi)

    Parodia, caricatura, farsa sono come noto procedimenti caratterizzati dal riproporre elementi di un modello originale stravolgendoli o portandoli all’estremo, con intento più o meno demistificatorio e dissacrante. Il che implica che quello che un esperto in questo campo di studi definiva lo ‘scoronamento dell'eroe’, per essere efficace, presuppone una adeguata conoscenza dell'originale da ‘scoronare’. Se però questo originale esula troppo dall’immaginario base dell’uditorio di riferimento, l’operazione parodistica, per quanto qualitativamente raffinata, corre il rischio di risultare elitaria e, al limite, autoreferenziale. A maggior ragione questo rischio sussiste se l’operazione è veicolata attraverso un media che, come un quotidiano a tiratura nazionale, deve tendenzialmente garantire un’ampia accessibilità di contenuto.

    Per fortuna, tra coloro che, giornalisti e non, si impegnano talvolta in questo non facile cimento, c’è chi non solo è consapevole del rischio ma, con lodevole scrupolo democratico e senza scadere in modalità didascaliche, si premura di elargire con discrezione al destinatario quei riferimenti ‘alti’ la cui indisponibilità potrebbe inficiare il pieno apprezzamento della valenza parodistica del testo.

    Se, volendo illustrare la questione generale con un esempio particolarmente illuminante, il tema-base da elaborare è quello delle “banche centrali che dovrebbero passare dal sostegno indiretto al credito al sostegno diretto ai consumi, con la distribuzione di moneta direttamente ai cittadini europei”, non avrebbe molto senso dar subito libero sfogo a quella che un altro studioso dei processi creativi artistici definiva la ‘vocazione all’irrazionale che libera i contenuti dell’inconscio’, senza aver prima provveduto ad allestire a beneficio dell’uditorio lo sfondo di riferimento su cui per contrasto far convenientemente risaltare la traiettoria di quel libero volo.

    Sfondo che in effetti l’attento artefice dell’operazione qui presa a modello non manca di predisporre, articolandolo peraltro in diversi piani crono-prospettici sapientemente distribuiti e ordinati: da quello più prossimo, che quasi si interseca col punto di osservazione presente (“la Banca centrale si limiterebbe a «produrre» la nuova moneta, consegnando il suo ammontare complessivo ai governi che poi deciderebbero a chi assegnarla”), a quello intermedio, che fa da piano-base scandendo lo sviluppo prossimale e distale della prospettiva cronologica (”l’idea non nuova dell’helicopter money (della moneta che piove dal cielo) ”, a quelli più lontani nel tempo, che danno corpo alla profondità del passato (i “precedenti biblici - la manna nel deserto - e della mitologia greca - la cornucopia dell’abbondanza”).

    [continua - 1 di 3]

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  28. [segue - 2 di 3]

    Certo, a questo punto un osservatore smaliziato e provvisto dei riferimenti pertinenti potrebbe obiettare che espressioni quali “moneta che piove dal cielo”, “manna”, “cornucopia dell’abbondanza” sembrerebbero già alquanto connotate in senso amplificativo, al punto tale da apparire inadatte a rinviare quel termine preesistente e autonomo su cui il processo deformativo/caricaturale dovrebbe applicarsi.

    Ma un’osservazione del genere misconoscerebbe esattamente il punto in cui il tocco di genio dell’artefice è già magistralmente in azione. Nella misura in cui infatti il suo proposito, sotto la spinta dell’urgenza di esprimere un inappellabile giudizio di condanna, è quello di portare alle estreme conseguenze il processo deformativo/caricaturale, l’artefice, specie se come in questo caso consapevole di poter fare affidamento su un processo primario (in senso freudiano) dotato di un notevole potenziale mitopoietico, sa che correrebbe un rischio: quello di produrre un’immagine caricaturale finale che, per eccesso di foga creativa, si discosta troppo dal suo riferimento-bersaglio, risultando in tal modo inidonea alla funzione di evidenziarne gli oggettivi tratti deprecabili. Ed è proprio per questo che, con mirabile perizia tecnica, nella fattispecie si perita di introdurre preventivamente il riferimento-bersaglio in una forma già opportunamente pre-estremizzata, come si evince dall’utilizzo di espressioni chiaramente ‘eccedenti’ come “moneta che piove dal cielo”, “manna”, “cornucopia dell’abbondanza”. Il che, avendo ridotto al minimo il rischio di esiti dimensionalmente incongrui, gli consente poi di assecondare con tranquilllità il libero dispiegarsi del processo deformativo/caricaturale, in un crescendo di figure iperboliche trascinanti e ormai senza tema di smentite:

    Se si accetta che il reddito può essere creato dai banchieri centrali in circostanze eccezionali (da essi e solo essi valutate tali), quale sarà un buon giorno per il ritorno alla normalità, ovvero un giorno in cui un reddito deve essere prodotto e guadagnato lavorando? E se si mette a disposizione dei governi la moderna cornucopia, che cosa impedirà loro - forti del consenso popolare che certamente non verrebbe meno su un’idea di questo tipo - di mettere alla porta un banchiere centrale poco accondiscendente, cioè indisponibile a dichiarare concluso il periodo delle «circostanze eccezionali»? E, ancora, se un assegno di 3.000 euro annuali diventasse nella valutazione popolare insufficiente, quale ragionamento tecnico potrebbe opporre un banchiere centrale di fronte alle manifestazioni di massa dei cittadini europei che si trovassero a Francoforte per chiedere di raddoppiare le risorse necessarie per finanziare un assegno di seimila euro?

    Va da se che questo punto, attivato il canale di comunicazione diretta con il processo primario del ricevente, la trasmissione abbia gioco facile nel proseguire spedita e indisturbata, senza necessità di ulteriori espedienti retorici, fino al suo approdo preordinato, consistente nell’esplicita e veemente formulazione del Giudizio Finale:

    [continua - 2 di 3]

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  29. [segue - 3 di 3]

    È dunque meglio che di moneta dal cielo non si parli nemmeno, specialmente nell’Eurotower. Va riconosciuto che le alternative disponibili alla moneta dal cielo non sono certo indolori. Ma, al netto delle critiche di cui è oggetto, oggi alla Bce non rimane così che procedere sulla strada tracciata in attesa che risalga l’inflazione anche grazie alla stabilizzazione del prezzo del petrolio. Rivendicando di essere l’unica istituzione europea ad aver fatto cose concrete per combattere la crisi. E ricordando anche che - nel frattempo - i governi nazionali hanno rinviato al futuro le scelte difficili sulla riduzione dei debiti pubblici e sull’attuazione di quelle riforme strutturali che sono l’unica garanzia di crescita duratura”.

    E poco importa se da qualche parte, in un punto imprecisato tra la “moneta che piove dal cielo” e la “cornucopia dell’abbondanza”, esiste una realtà che ci parla dei tempi neanche troppo lontani in cui, in presenza di alti tassi di disoccupazione e di conclamate spinte deflattive, una opportuna dose di 'monetizzazione del debito' (orrore!) con acquisto di titoli nazionali sul primario, abbinata a un recupero di competitività esterna tramite rieallineamento del cambio e, ove necessario, con un tempestivo giro di vite fiscale, veniva considerata, oltre che un esercizio standard di sovranità economico-monetaria e quindi democratico-nazionale, come un normalissima manovra di finanza pubblica suscettibile di pacata trattazione nei più autorevoli e diffusi manuali di macroeconomia.

    Per quanto pazientemente e diligentemente riportato alla luce nella sua scarna ovvietà, tutto questo, a valle di un così impeccabile procedimento caricaturale, non potrà sembrar altro che pseudo-tecnicismo capzioso e sterile, a fronte dell’enormità incontrovertibile dei rischi sottostanti. E se anche il prezzo per il ripudio di questa ingannevole normalità fosse un mondo di privazione, angoscia e sofferenza, che sarà mai a fronte delle abominevoli conseguenze scampate, tipo un “consenso popolare” [anatema!] che mette alla porta un banchiere centrale poco accondiscendente, o “manifestazioni di massa dei cittadini europei che chiedono di raddoppiare le risorse necessarie per finanziare un assegno di seimila euro”? Nulla, una volta dimostrata la concreta incombenza di quei rischi, la cui mostruosità giustifica pienamente il fatto di poter conchiudere quel mondo di privazione, angoscia e sofferenza in una semplice frase come: “le alternative disponibili alla moneta dal cielo non sono certo indolori”, e poter affermare con ieratica solennità e la certezza di una incondizionata accondiscendenza da parte di qualsiasi persona sana di mente: “non rimane che procedere sulla strada tracciata”.

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  30. A proposito di Quadro Curzio e di podcast da salvare a futura memoria, ascoltate il concentrato di bestialità che è riuscito a dire in 10 minuti a Radio1 nella puntata di Zapping del 22/4, prima su Brexit dal minuto 17.20, poi soprattutto dal min 24.00 al 34, sollecitato da un ascoltatore, sull'uscita dell'Italia dall'Euro: ..."effetto catastrofale"...

    http://www.zapping.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-34a426f8-3ebc-4ad2-b8d9-404949010ccd.html

    Io il podcast l'ho già archiviato nel mio HD.

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  31. Ho recuperato il podcast della puntata di PRIMA DI TUTTO del 29/06/2012, l'intervento di Quadrio Curzio inizia al minuto 1:08:20 e dura circa 10 minuti. In questi minuti parla effettivamente di solidità italiana e di fuga di capitali verso la Germania con conseguente vantaggio tedesco, la riforma Fornero non viene citata ma il file non mi sembra tagliato, oppure hanno fatto un lavoro molto accurato.
    Trovi il podcast qui http://www.radio.rai.it/podcast/A42476997.mp3

    Se lo ritieni opportuno non pubblicare il commento così non cancellano il file, che comunque si può salvare. Magari mi rispondi su Twitter @spe1977
    :)

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  32. In one vital point, it must be noted, American colonization differed from that of the ancients. The Greeks usually carried with them affection for the government they left behind and sacred fire from the altar of the parent city; but thousands of the immigrants who came to America disliked the state and disowned the church of the mother country. They established compacts of government for themselves and set up altars of their own. They sought not only new soil to till but also political and religious liberty for themselves and their children.

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