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giovedì 30 aprile 2015

Non sono un politico (il mio primo maggio)

(...scusate, mi porto avanti col lavoro, che poi ho l'assemblea e la cena sociale di a/simmetrie...)


Ho sempre detto di non essere né interessato né portato per la politica.

Alcuni di voi continuano a insistere, incitandomi in vario modo a varie forme di impegno, probabilmente tratti in inganno da un dato di fatto: questo blog è da anni l'unico luogo di elaborazione "politica" in Italia. I politici propriamente detti si dividono infatti in due: quelli che obbediscono a Bruxelles (e che in questa veste non hanno alcun bisogno di elaborare alcunché), e quelli che hanno capito qualcosa grazie a questo blog.

Se trovate altre categorie avvertitemi che le metto in elenco.

Tuttavia io non sono un politico: sono un intellettuale che fa l'intellettuale, e sono un povero Cristo come voi assetato di giustizia, che è un nettare delizioso, il quale, però, con il passare del tempo, prende un po' d'aceto, e diventa vendetta.

Ed è qui che si vede il mio non essere un politico. Anzi: scusate: il non essere un politicante

(...perché alla fine politico, se faccio politica, se questo blog è politica, lo sono, ma insomma ci siamo capiti: sopra, quando scrivevo politico, pensavo: politico di mestiere. Quindi, se per voi va bene, possiamo usare per questo mestiere il termine: politicante, così ci chiariamo i dubbi. Guardate, vi faccio un disegnino:

politico, s.m., cittadino che alimenta il dibattito nella polis.
politicante, s.m., cittadino che riceve uno stipendio dallo stato per esercitare una carica elettiva.

Va da sé che le due definizioni possono coesistere...)

Allora, diciamo che non sono, né voglio essere, un politicante, e ve ne fornisco immediata dimostrazione, questa:


Sì, cari amici che mi chiedete di "fare il partito", o cari amici che mi dite di "avere bisogno di me": devo dirvi una cosa che è giusto sappiate. C'è qualcosa che proprio non riesco a fare, ma che purtroppo è presupposto necessario di quello che mi state chiedendo. Per "fare il partito", o per "aderire a un progetto", io prima dovrei vincere il mio ribrezzo verso coloro i quali hanno assistito con acquiescenza bovina, per anni, al massacro dei loro simili, allo sterminio del loro paese, pensando di essere al sicuro, e pensando di essere dalla parte del giusto, e che si svegliano ora, ma naturalmente restando dentro al famoso recinto, cioè non contestando l'euro, che, si sa, è solo una moneta...

Poi c'è anche il problema dei paraculi dell'uscita "da sinistra", ma quello è un problema minore (come numeri).

Ecco, queste persone, un politicante, cercherebbe di lavorarle, di tirarle dalla sua parte, pensando (secondo me erroneamente, ma magari ne parliamo dopo) che la punta del cetriolo possa averle rese meno inerti, meno bovine, meno fasciste, per dire le cose come stanno.

Io non ce la faccio.

Mi spiace, ad esempio, per i poveri insegnanti: era insegnante mia madre, sono insegnanti tanti miei amici.

Ecco, parliamone: per anni i miei amici insegnanti si sono scontrati contro il muro di supponenza, di biasimo, di emarginazione opposto loro dai colleghi ai quali cercavano di aprire gli occhi (come ho fatto io con Iulo, che nel frattempo è andato a fare una doccia): si sono sentiti dare dei fascisti, dei nazionalisti, dei leghisti, solo perché stavano avvertendo i loro colleghi, nel comune interesse, che l'euro stava conducendo verso la Grecia, non verso il Fogno europeo.

Ora arriva il redde rationem, e naturalmente gli insegnanti si indignano e se la prendono, che so, con quel Fassina che però hanno votato e sostenuto mentre appoggiava Monti, Fornero, Bersani che diceva "noi siamo quelli dell'euro", il Fiscal compact, insomma: mentre appoggiava la qualunque venisse da Berlino per distruggere l'economia del nostro paese. Sul perché Stefano abbia fatto questo torneremo, glielo chiederemo quando si sarà posata la povlere della legge Acerbo (e con delicatezza, altrimenti Cate e Cristina mi massacrano). Lui, se vorrà, ci risponderà, ma nonostante lui sia, oggettivamente, più responsabile, alla fine mi fa molto meno schifo. Il carnefice, se ammazza, fa il lavoro suo: è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve per farlo. La vittima, se si lascia ammazzare, va contro l'ordine naturale delle cose.

È tanto ingiusto, da parte di questi insegnanti, prendersela con Fassina ora, quanto era ingiusto prendersela cum pusillis meis prima.

Non so se è chiaro: gli insegnanti che svillaneggiavano, che insultavano i miei amici, i quali cercavano di aprir loro gli occhi, quegli insegnanti, quei fascisti di merda, quei figli della lupa, hanno appoggiato per mera appartenenza la parte politica che in futuro li avrebbe massacrati, come era ovvio che fosse, e quindi a me ora fanno schifo, e non riesco (perché non sono un politicante) a resistere alla tentazione di pensare che si meritino tutto quello che gli sta succedendo.

Cristo: ve lo stavano dicendo che erano quelli del rigore! A cosa pensavate che si riferissero? A una finale di campionato?

Su, diciamolo, a beneficio degli imbecilli che "l'economianonèunascienzaequestaèsolounatuaopinione": che sarebbe finita così era evidente, c'era una ben precisa logica economica. Noi l'abbiamo dichiarata in questo blog fin dal primo articolo, esaminando la famosa lettera della Bce del 2011, giungendo a questa ovvia conclusione:


Ma tutto questo Mirko Solinas non lo sa!

Mirko chi?

Mirko questo:

(qui).

Oh, povero cocco, come siamo tristi per te, cucciolotto pucci pucci...

Mentre gli imprenditori si impiccavano, mentre gli operai, il giorno dopo, per motivi sufficientemente ovvi, trovavano la fabbrica chiusa (e molti seguivano, o precedevano, nell'Ade l'imprenditore), tu eri a casa tua nel PD, vero? Questo mondo a misura di compressione dei diritti economici altrui, il mondo del rigore di bersaniana memoria, ti stava bene, vero? Non era necessario, per te, capire cosa stesse succedendo, non ti disturbava l'urlo nero delle madri e delle spose, non ti turbava il silenzio dei suicidati, più duro di un macigno, non ti crucciava lo sguardo spento dei giovani privati di un futuro, non ti incuriosivano i diktat di chi con la scusa di affrontare un problema di finanza pubblica interveniva massacrando i diritti dei lavoratori, non ti insospettiva questa ansia dichiarata di trasformare il lavoro da un diritto costituzionalmente garantito a materia privatistica.

Eh, no, tu eri a casa tua, cucciolotto pucci pucci...

Fuori grandinavano tagli dei salari, licenziamenti, contratti capestro, ma tu un tettuccio sopra la testa ce l'avevi, e una scodella piena di pappa buona, anzi, buonista: i diritti civili, la superiorità culturale, la buona educazione... "Il problema è il debito pubblico: tagliate i salari". Il non sequitur, tu, cucciolotto pucci pucci, non lo vedevi, vero?


Io non sono un politicante.

Un politicante, Mirko, se lo caricherebbe, come si caricherebbe, del resto, quei colleghi per i quali la svalutazione deprime la quota salari (e continuano a portare in giro sta stronzata in un roadshow che nemmeno la Smart!...).

Io non sono un politicante.

Trovarmi un'email di quei colleghi nella mailbox mi fa lo stesso effetto che trovarmi un'iguana sotto le lenzuola (l'ultima volta ho proprio sclerato, mandando a fare in culo il mondo), e leggere un tweet come quello del cucciolotto pucci pucci qua sopra mi rende tollerante come Cimourdain (googlatelo). Sono queste persone che hanno voluto che scorresse il sangue. Quello degli altri, certo, non il loro. E noi dovremmo, aspirando alla santità, ora che, poverini, posti di fronte al loro inevitabile massacro, cominciano a patire per qualche escoriazioncina, sollevarci dalle tombe dei nostri poveri morti per fare qualcosa di diverso che comprarci un chilo di popcorn e mandarli a fare in culo, le animucce belle che ora si risvegliano, i borghesucci filistei per i quali "io sò io e loro non sò un cazzo"?

Perché?

Perché in democrazia contano i numeri?

Ah, bè, certo, Mirko (per dire) è un numero. Lui si sente il numero uno: è molto educato, e le sue opinioni, s'intende, contano quanto le mie (come da copione):




Peccato però che oggi sta succedendo quello che io, non lui, avevo previsto quattro anni or sono: l'evoluzione in senso autoritario, ovvia conseguenza del fatto che... ricordate?

Ah, non ve lo ricordate?

Bene: vi rinfresco la memoria:


LE POLITICHE DI DESTRA NEL LUNGO PERIODO AVVANTAGGIANO SOLO LA DESTRA.

Si capisce meglio, ora?

Secondo me no.

Perché, vedete, chi poteva capirlo lo ha capito subito. Voi lo avete capito, io l'ho capito, Mirko no, quindi la sua opinione non conta quanto la mia, perché la sua era l'opinione di un borghesuccio egoista, e il mio era il ragionamento scientifico di un intellettuale che metteva in gioco la propria carriera (con grande facilità, perché io, capendo, capivo anche di non avere nulla da perdere)!

Ma voi ve lo ricordate Keynes? Cosa dice ne "Le conseguenze economiche di Mr Churchill"? He who will the end will the means. Vuoi l'euro, Mirko caro? Vuoi la compressione dei salari, vuoi l'incremento della disuguaglianza, vuoi la distruzione dello stato sociale? Non ci sono problemi, siamo in democrazia, se questa è la tua opinione be my guest. Ma allora devi volere il Jobs act e l'Italicum, che sono i means per assicurare l'end che tanto ti sta a cuore: non puoi, in democrazia, portare avanti un disegno che scontenta la maggioranza, se al contempo non comprimi i diritti politici (cioè, in pratica, se non elimini la democrazia)!

Quindi de che stamo a parlà?

Quello che dico è assolutamente ovvio, ed è per questo che il simpatico cucciolotto pucci pucci a un politico è inutile. La sua tronfia supponenza di provinciale sazio gli impedisce di fare alcunché per maturare e far maturare una reale coscienza di classe. Lui, si sa, ha opinioni che valgono quanto le mie. Ma ha anche pubblicazioni? No, ma tanto l'economia non è una scienza...

Persone così possono essere utili solo a un politicante.

E allora, contravvenendo alle regole della casa, lasciatemi concludere con un accorato appello:


Stefano: un consiglio. Io non sono un politico(ante), ma tu sì. Io certe persone vorrei solo vederle galleggiare gonfie nel Tevere mentre faccio i pesi al Flaminio, perché questo mi chiede il mio senso di giustizia e perché se mi lasciano del tutto indifferente gli insulti rivolti a me, per quelli rivolti uno de pusillis meis io chiedo (e avrò) vendetta dal mercato (purtroppo ho lasciato aperta la bottiglia della giustizia, che ha quindi preso d'aceto).

Ma tu devi essere diverso, a questo ti chiama la tua professione.

Quello che io non posso fare, perché non posso non essere me stesso, tu devi farlo, e allora dammi retta: vai alla manifestazione degli insegnanti. Qualcuno ti sputerà in faccia. Portati un ombrello, ma vacci. Perfino un simpatico nullacapente come il Mirko qua sopra riesce a intuire che avete fatto qualcosa "contro", quindi ora margini di manovra ce li hai. Non hai idea di quante tessere PD vengano metaforicamente stracciate su Facebook dagli insegnanti piddini in questi giorni.

Vattele a prendere.






(...e comunque, cari amici che vi svegliate adesso, i casi sono due: o partite da una seria autocritica, ammettete di avere, per egoismo, per mancanza di tempo, per quello che è, commesso un serio errore di valutazione, e vi dissociate preliminarmente dal progetto eurista, o, per quanto mi riguarda, io vi manderò a fare una doccia con Iulo. Non è facoltativo: dovete chiedere scusa, perché ci sono i morti di mezzo, e quei morti sono vittime anche della vostra indifferenza. E comunque, sapete che c'è? Fate un po' come vi pare! Il vostro voto non mi serve, e quello di voi che mi serve - i vostri brandelli, se non vi opponete all'eurismo ora - me lo porterà la SStoria comodamente sotto la vetrata del Flaminio, mentre faccio il "lento avanti". Io appartengo a una élite, io l'euro me lo posso permettere. Voi no...)







(...mi rendo conto che il post è un po' criptico, quindi vorrei aiutarvi a leggere fra le righe. C'è scritto questo:

SONO QUATTRO ANNI CHE VE LO STO DICENDO E SONO QUATTRO ANNI CHE MI INSULTATE E MI RIDETE IN FACCIA.

ORA CREPATE, IMBECILLI!

Che dite, così si capisce meglio? Ah, scusa Mirko, se ho detto una parolaccia. Ovviamente non mi stavo rivolgendo a te, ma agli altri, quegli altri che, per te, non esistono...)

82 commenti:

  1. Non vale la pena Prof. di arrivare a rischiare di perdere la salute (a furia di 'avvelenate' alla Guccini come questa), i vari soggetti che tanto ci fanno incazzare sono in fondo in fondo solo scoregge diverse uscite dallo stesso buco di culo della SStoria (il 'piddinismo').

    Lascio ai lettori giudicare a che tipo di peto corrispondono tutti quelli che ci ammorbano incessantemente con l'elogio dell'odiato conio ed il teologumeno del 'piu' Europa'.

    http://www.magnaromagna.it/satira/testi-divertenti/classifica-peti-da-ascoltare/

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    1. Si vede che non sei del mestiere...

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    2. Mi inchino e riverisco col saltello questo si che è parlar chiaro clap clap clap un applauso forte al nostro caro prof. Se mai le venisse voglia di menare le mani su questi signorini mi chiami che anche se cattolico quattro ceffoni mooolto volentieri li farei volare sul viso di questi bei tomi ..

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    3. Ah dimenticavo ho già comunicato alla commercialista il C.F. di asimmetrie pet me è mia moglie sà è un insegnante poveretta. ..

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  2. Quest'uomo e' stato molto 'in sintonia' col Prof. Paolo Savona (l'anno scorso presentarono addirittura insieme una proposta per la creazione di un fondo misto pubblico-privato per l'abbattimento del debito pubblico).

    http://www.huffingtonpost.it/2013/05/22/debito-pubblico-disinnescare-il-fiscal-compact-alla-tedesca-un-piano-shock-da-1000-miliardi-le-proposte-savona-e-monorchio_n_3317217.html

    Oggi (IMHO pungolato dai pupari della BCE) esce finalmente allo scoperto col suo vero pensiero (cioe' la proposta per la patrimoniale sugli immobili).

    Si tratta ovviamente per noi 'seguaci' di un ennesimo QED.

    http://www.nuovoilluminismo.com/2014/02/monorchio-ipotecare-le-case-degli.html

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  3. Annoto che A/simmetrie si riunisce a ridosso del 1 maggio. Buona festa del lavoro a tutti noi ed un pensiero a coloro in difficoltà che hanno conservato la volontà di capire.

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  4. Correva l'anno 2013, rivolgendomi al mio professore di economia politica:

    io: "ieri sono stato alla presentazione del libro di Bagnai "il Tramonto dell'Euro", organizzato dal movimento 5 stelle. La tesi sostenuta è molto forte ma ben argomentata"

    lui "Bagnai vuole diventare Ministro dell'Economia con i grillini?!"

    A vedere il nostro Padoan ora... ripensaci!

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    1. Un fulmine il tuo professore! Se era preparato quanto informato povero te!

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  5. caro proff, oggi ho letto questo "meraviglioso" articolo ma soprattutto i commenti dei lettori. tralasciando i soliti commenti luogocomunisti, devo dire invece che negli altri invece finalmente c'è emancipazione.. questo è merito suo e di pochi altri che hanno aperto il dibattito e portato consapevolezza.

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    1. Vero, gli equilibri, almeno sul Fatto, stanno decisamente cambiando. E quanto bene si riconoscono, dagli argomenti e dal lessico, quelli che si sono emancipati qui!

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    2. Fin dall'inizio il lessico è stato l'anilina che ho usato per riconoscere le vene carsiche. E trovavo sbocchi impensati. La giovine Olimpia me la sono trovata di fronte in una trasmissione radiofonica ed è amica di un nostro mastino. Non trattatela troppo male: non enim scit quid facit.

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    3. Chiaramente un mastino non addestrato.

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  6. Grande post!!!
    Se i giornalisti avessero scritto articoli del genere sulle prime pagine dei giornali, questi buffoni, millantatori, traditori e voltagabbana da quattro solidi sarebbero già parte della storia di questo paese.

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  7. Non so se condividerà il link qui sotto, ma questo video la dice tutta ....
    http://www.beppegrillo.it/la_cosa/2015/04/28/migliore-il-trottolino-amoroso/

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  8. Ma se chiama Mirko col k???
    E allora che cazzo vuole?!

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    1. Vuole rifarsi una verginità. Ma purtroppo non funziona così.

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  9. Troveranno la giustificazione: i rapporti di forza.
    Avendo rinunciato a modificarli.

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    1. Già sentita. "È andata così? Allora non poteva che andare così"

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  10. "There are two Mays
    And then a Must
    And after that a Shall.
    How infinite the compromise
    That indicates I will! "

    Emily Dickinson, J1618.

    (Alessandra da Firenze. Traduzione e note di Giuseppe Ierolli.

    "Ci sono due Posso
    E poi un Devo
    E dopo ancora un Farò.
    Com'è infinito il compromesso
    Che indica io voglio!" )

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  11. Prof, non mi sbrocchi per cortesia, che ci serve che stia bene, in salute e in forze. Il giro di boa è arrivato, da qui è tutta 'na discesa...

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  12. Prof, sul fatto che non è portato a fare politica devo veramente ma veramente dissentire, perchè la politica è per buona parte comunicazione (e qua mi pare che come comunicazione non ci sia nulla da insegnare a nessuno). Per quanto riguarda la politica come Scienza Politica, o come "lotta di classe", mi pare più che capace (anche perchè ha la cultura e gli strumenti per poter essere un politico efficace - che per essere politici come quelli a cui siamo tristemente abituati forse fa curriculum il NON avere cultura e strumenti).

    Poi, che non voglia fare il politico è un altro discorso e non ho nulla da ridire in merito. Anzi sono d'accordo e spiego anche perchè: in tutta sincerità credo che subito dopo la "salita in campo" ci sarebbe una levata di scudi da quasi 360° all'urlo di "Bagnai arrivista!", "Bagnai ambizioso!", "Bagnai..."
    ...meglio di no. Credo inoltre che il grosso degli aventi diritto si rivolgerebbe sempre ai partiti blasonati per via di quel senso di appartenenza privo di analisi critica che tanto male fa alla democrazia.

    Secondo me, sommessamente, è meglio continuare a cercare di portare i partiti già noti (e quindi con una base di voti sicuri a monte) su posizioni meno PUD€istiche, invece che partire dai prefissi telefonici per poi arrivare forse a una percentuale sufficiente a passare lo sbarramento dopo qualche anno, mentre la gente in giro continua a suicidarsi senza nemmeno capire il perchè delle cose.

    Questo, ovviamente, è il mio pensiero.

    Baciamo le mani!

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    1. Il punto è un altro. La politica è l'arte del compromesso. Chi non sa compromettersi non può permettersela.
      Il giorno che vedrò Bagnai in politica capirò definitivamente di non capire nulla di uomini.

      ... però, ministro tecnico in un dopo euro, i sogni so' aggratise... mi correggo, alcuni.

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    2. Ma io non ho mai affermato che il prof non debba avere ruoli istituzionali che fossero tecnici o politici ma semplicemente che fare un partito PRIMA del botto non è bene.

      I motivi sono molteplici, ne elenco alcuni:

      1) Probabilmente farebbe percentuali basse, non necessariamente sufficienti a superare lo sbarramento;
      2) La Lega Nord sta catturando voti anche da sinistra (quella in grado di usare il proprio cervello nel modo giusto) e un partito ora forse sottrarrebbe più voti alla Lega di quanti ne prenderebbe da quelli che "la Lega non la voterò mai!" o dagli astensionisti.
      3) Creerebbe ulteriore subbuglio nel già frammentario mondo dei "no euro".
      4) Chi finanzierebbe tale progetto in maniera adeguata? Come si dice in lingua, "senza sordi, 'u parrinu 'n canta missa". Ci sono dei finanziatori "importanti"? Io, non lo so.

      Dopo un Governo tecnico, facendo bene come tutti qui ci aspettiamo, presentarsi alle elezioni successive sarebbe tutt'altra storia. E in quel caso io appoggerei (per quanto possa valere il mio IO).

      Per ora è meglio continuare a fare informazione (meglio ancora produrla, tramite a/simmetrie) che mettersi a fare i comizi (di nicchia) in piazza.

      Secondo me.

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  13. Lei prof scrive:
    "LE POLITICHE DI DESTRA NEL LUNGO PERIODO AVVANTAGGIANO SOLO LA DESTRA"

    a me prof ha colpito la dichiarazione di ieri di Bersani:
    "QUELLO CHE VERRA' DOPO RENZI SARA' MOLTO PEGGIO"
    http://video.corriere.it/bersani-che-parlamento-venga-zittito-legge-elettorale-precedente-molto-serio/ea83c2f8-ee92-11e4-b322-fe8a05b45a01

    L'affermazione è giusta per carità! ma manca di coerenza da parte di chi ha contributo a formare e sostenere il governo Renzi! e tutte le leggi porcate che ha sostenuto!!! AZZOO

    AHHHHHHHHHHH ho capito!
    è una questione di coscienza! lo sa bene Bersani che dopo il lavoro di Renzi cè solo la Troika.... MA BRAVO!

    R I T I R A T I.




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    1. Purtroppo Bersani sta cannibalizzando quel minimo di PD che vorrebbe creare una alternativa (al nobile scopo di salvarsi le terga, siamo d'accordo: ma l'importante sarebbe il risultato, no?). Lui potrebbe fare molto se ammettesse di aver sbagliato e evidenziasse la presenza di una nuova generazione in grado di quanto meno individuare l'errore (se non di porvi rimedio). Rimanendo fra i piedi, invece, oltre a creare sconcerto in chi sinceramente non riesce proprio a digerire chi ha rivendicato di essere "quello dell'euro", dà una bella mano di polvere ai giovani della sinistra PD, che quindi sono facilmente classificabili come "vecchi" perché "stanno coi vecchi" (come Prodi e Bersani, per dire). L'ansia di avere un "padre nobile" espone quindi Fassina e D'Attorre a trovarsi dal lato perdente della fasulla dialettica fra vecchio e giovane che nel racconto del pentolaio ha sostituito la (secondo lui vetusta) lotta di classe, o conflitto distributivo che dir si voglia.

      In queste condizioni, senza far nulla per far maturare il sindacato, senza far nulla per agire in termini culturali (nel medio periodo), temo che la vittoria totale di Renzi sia un dato ovvio. A noi resterà l'amarezza di aver capito e di non aver potuto far nulla per cambiare le cose. Tenete presente che per la Grecia prima, e per l'Italia poi, soluzioni di tipo "cileno" non sono da escludere. Se noi siamo il giardino di casa degli USA, e in questo momento gli USA non vogliono disordine nel loro saloon, dato che l'euro è incompatibile con la pace sociale, i casi sono due: o lo si smantella, o si passa alla dittatura. Poi, dopo, fra vent'anni, potremmo ridiventare economie emergenti, come lo sono adesso molte di quelle che gli USA hanno controllato nel Southern Cone. Bersani sta dicendo questo, anche se non se ne rende conto, perché se se ne rendesse conto, e se avesse un minimo di amore per il paese, la prima cosa che dovrebbe fare sarebbe chiedere scusa per le sue parole e andarsene.

      Ma non lo farà, non esiste un politico sufficientemente coraggioso e creativo per fare una cosa simile. Quindi Renzi ha vinto.

      E ora cantate tutti in coro Bella ciao...

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    2. Quello che però non condivido è il rimanere dentro a un partito del quale non si condividono alcuni fondamentali e questo vale sia per i vecchi che per i giovani impolverati. La strategia di fare da minoranza mutilata all'interno del Calderone Unico Nazionale da 55% dei seggi la trovo una strategia poco democratica, che di per sé avvalora proprio la tesi del Partito della Nazione. Abbiamo già avuto una Lista Nazionale e ci è bastata.

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    3. Niccolò caro, non so che dirti. Io non sono un esperto di politica QUINDI. Quindi, capisci, non ma. Quindi. Quindi sto zitto. Non so nemmeno se sono d'accordo con te. Probabilmente sì, più oggi di due mesi fa. Avrei un paio di considerazzzzioni di fare, anche per spiegarti la mia evoluzione, ma magari dopo l'assemblea di a/simmetrie, con calma, e sempre da NON esperto.

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    4. Articolo stupendo, e bel dibattito a seguire. Grazie.

      Vorrei se possibile condividere la sua risposta riguardo bersani e renzi su FB.... fà pensare! me lo consente?

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    5. No problem, neanche io sono un esperto, ma trovo conforto in quanto Tucidide fa dire, se non sbaglio, a Pericle e che suona più o meno così: "in pochi sono in grado di fare della politica, ma tutti siamo in grado di giudicarla".
      Lo so che oggi non si direbbe e almeno andrebbe aggiunto un riferimento alla corretta informazione, ma proprio su questo piano a/simmetrie sta aiutando parecchio. Quindi ogni considerazzzione può essere un valido spunto.
      Buona serata a tutti.

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    6. A proposito di Grecia (e dell'ipotetico piano B), ho provato a guardare oltre il default greco, immaginandomi un paio di scenari opposti. Il primo (A), più ottimista, vede il paese verso un ritorno ordinato alla dracma, magari supportato da nuovi partner economici come Cina e Russia, non troppo ostacolato dalla UE e/o dalla NATO, mentre concorda con i creditori (BCE, FMI e UEM) una realistica ristrutturazione del suo debito, avviato verso la ripresa economica, tenendo grosso modo fede al programma politico di Syriza.

      Il secondo (B), più pessimista, contempla la fine della liquidità nel paese, la chiusura delle banche, l’insorgere di disordini spontanei e fomentati da fuori, la maggioranza politica che si spacca e Tsipras costretto a dimettersi, elezioni anticipate, rischio altissimo dell’affermazione di Alba Dorata, intervento in extremis dell’esercito, utile anche per far ingoiare al popolo greco i diktat della troika, oltre che pentire amaramente di aver votato Syriza.

      Per quale scenario tifereste se foste la BCE, il FMI, la UEM o la NATO? Quale esempio migliore da offrire ai popoli stanchi di austerità recessiva e sempre più recalcitranti alle regole ? Ribellarsi è peggio, perché THERE IS NO ALTERNATIVE.

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    7. @niccolò

      ".....ma trovo conforto in quanto Pericle FA DIRE.....a Pericle". Lasciamelo dire, Niccolò, perché siamo di un'altra scuola di pensiero: Tucidide non FA DIRE, registra, con tutte le difficoltà del caso, quanto FU DETTO. Ciò che dice in 1.20 è esattamente quanto fa durante la narrazione. Naturalmente sono corsi fiumi di inchiostro sul capitolo metodologico e non mi dilungo nemmeno sul perché piace tanto oggi il Tucidide 'inventore' dei discorsi (per quanto possa apparire delirante e un effetto collaterale del clima culturale che ha portato anche all'€!!!). Naturalmente ti diranno che Tucidide non è obiettivo ecc. Tu sorridi e di' che la storia è interpretazione....poi dimmi che cosa ti dicono e ne riparliamo

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    8. piace tanto oggi il Tucidide 'inventore' dei discorsi
      stai forse sostenendo che tutti i discorsi presenti nell'opera di Tucidide sono fedeli trascrizioni dell'originale? No, perchè mi sembra molto poco credibile che, per citarne solo uno, la famosa ambasciata degli ateniesi a Melo si sia svolta nei termini citati e non rappresenti piuttosto l'esplicitazione dell'ideologia di Tucidide...

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    9. Ma "fa dire" non è assimilabile a "inventa"; semmai a "interpreta". In qualsiasi opera letteraria un autore "fa dire" qualcosa a un personaggio o al "coro" per trasmettere un messaggio; quindi il problema dell'autenticità non riguarda la frase detta (che difficilmente è una citazione esatta), ma il concetto che Pericle voleva esprimere. E che, anche solo per il fatto che non vi è una citazione esatta dell'intero discorso, è forzatamente interpretato dallo storico. Quanto poi l'interpretazione sia vicina al pensiero originale di Pericle... Beh, su questo non potete tirarmi in ballo, non ne ho le competenze.

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    10. Guarda che ci pensa lo stesso Tucidide a dirci che i discorsi, anche quelli a cui ha assistito direttamente, non poteva riportarli verbatim (figuriamoci quelli che gli sono stati riportati), ma ci dice anche, sempre in 1.20, che ha fatto tutto il possibile per riportare l'intero svolgimento del discorso (non il nocciolo del discorso, tutti gli argomenti usati, anche se raccorciati o sintetizzati. Dire che Tucidide fa dire significa semplice ribaltare la realtà: che lo storico crea la realtà che racconta (è lo storico che è determinato dalla realtà) e che tutto il dibattito politico nell'Atene imperialista è un'invenzione o una proiezione di Tucidide (per altro tramite Erodoto si può arguire che Pericle disse davvero alcune cose che si ritrovano nel discorso funebre tucidideo del secondo libro, ma non posso dilungarmi ovviamente). Il dialogo tra i Meli e gli Ateniesi certamente non è riportato verbatim ed è influenzato dai dissòi lògoi, ma non c'è niente che impedisca di ritenere che gli incontri si svolsero in maniera riservata (se non ricordo male, anche Canfora non esclude questa possibilità, ma dovrei controllare). Il tucidide inventore dei discorsi che fa dire tutto a tutti (ma che si dicevano allora nelle assemblee ateniesi? Che cosa avranno detto i Corinzi avvelenati contro gli Spartani che avevano lasciato crescere la potenza ateniese?) è una visione ideale, per recidere il legame tra storiografia antica e moderna, per distruggere un legame culturale che nella cultura europea è durato cinque secoli come anticamera della distruzione della storia come l'abbiamo praticata fino a circa 25 anni fa. Cmq sui discorsi si può leggere un eccellente articolo di Leone Porciani su quaderni di Storia, la rivista di Luciano Canfora, del 1999 (se non mi sbaglio)

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    11. @ Celso
      Ecco, oggi il tablet è di umore migliore. Casomai non avessi visto, ti ho risposto in fondo e non qui per motivi... "Tecnici", diciamo...

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  14. Sono d'accordo su tutto, però scusa Alberto, ma in questo post una cosa proprio non l'ho capita: perchè ti ostini a fare i pesi al Flaminio (o il remoerg.)? Prenditi uno skiff e (ri)comincia ad andare sul Tevere. Tra poco certe persone che galleggiano sul Tevere trascinate dalla corrente le potrai vedere meglio. Io ci vado quasi tutti i giorni e aspetto impaziente come te di godermi lo spettacolo.

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    1. Perché una volta col doppio canoino ci sono passato sopra, a un cadavere (questo, nota il nomen omen), e da allora ho deciso che preferivo di no. Per fortuna era a faccia sotto, ho visto solo la nuca, altrimenti credo che non riuscirei a dormire. I morti, quelli veri, soprattutto se sono morti male, non sono belli da vedere, e questo, come voi ricorderete, è proprio il fulcro della mia proposta di riforme strutturali a costo zero.


      P.s.: per te che sei del mestiere: ero in doppio con una ragazza e stavo risalendo lungo il galleggiante dei pompieri. Guardando dietro per imboccare ponte Matteotti vedo un qualcosa di gonfio che affiorava una trentina di metri a monte, a quattro metri dalla riva, e dico alla giovine: "Senti, secondo me è meglio se passiamo in mezzo, con attenzione, perché quello è un cadavere". Lei non se la sentiva (aveva paura che ci venisse addosso qualcuno) e non mi credeva (dato strutturale delle mie previsioni). Io ho detto: "Fai come ti pare", e siamo passati sotto l'arco di sinistra (orografica). Ovviamente era un cadavere (dato strutturale delle mie previsioni) e la giovine ha cacciato un urlo che facilmente immagini. A quel punto abbiamo virato, siamo passati davanti ai pompieri che si erano affacciati, gli ho spiegato al volo la cosa, e mentre passavamo sotto il ponte della Metro vedevo loro che tiravano su la povera Samantha coi raffi. Quella che stava in barca con me, nel frattempo, si era grattugiata tutto il dorso della mano destra con le unghie della sinistra (per motivi che a te non sfuggono).

      That's all.

      Samantha aveva problemi d'amore, a quanto ricordo da altre fonti.Il dato tecnico è che se ti butti a fiume a ponte Milvio, ci puoi mettere più di una settimana prima di affiorare a ponte Matteotti.

      Et lux perpetua luceat ei.

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    2. Quello che dici è vero. Ho fatto la tua stessa esperienza e ci sono stato male per giorni. Il mio era un invito a ricominciare la pratica "in acqua", sicuramente più piacevole della palestra. Per quanto riguarda certe persone, mi auguro di vederle "trascinate via dalla corrente" in senso figurato. Buon 1^ maggio a te ed a tutti.

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  15. Caro Prof, ho una domanda acida da farle. Dopo la falsa partenza per il Jobs Act, con a marzo la disoccupazione che risale oltre 13%, io non riesco ancora a capire come nei sondaggi il PD faccia ancora ad essere il primo partito, dopo aver sostenuto il governo Monti e due governi Letta e Renzi, col record di disoccupazione e altri indicatori economici negativi. Le politiche di destra avvantaggiano la destra e basta, per cui significa che la sigla PD = Partito di Destra.

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    1. Cosa non capisci? In Grecia i pro-euro sono ancora maggioranza... tra la sofferenza e la comprensione spesso c'è un muro. Che poi, più soffri e meno sei in condizione di capire (che è appunto il gioco dell'aguzzino) e se alla fine riesci a ribellarti con violenza, non lo fai per consapevolezza ma per esasperazione.

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    2. Io a questa domanda ho trovato una serie di motivazioni.

      1) Molti elettori Pd sono fortemente convinti che ci meritiamo tutto il male (e anche di più) che ci stanno facendo, perchè siamo brutti sporchi e corrotti come Berlusconi, che ancora adesso (che vale come il 2 di briscola) è l'unico nemico che vedono.
      2) L'idea di avere l'unione europea, anzi il sogno europeo, li sovrasta al punto da indurli a far finta che in Grecia le cose andranno bene dopole riforme o che la colpa sia dei greci se ciò non accadrà. Perchè si sa,i greci sono brutti sporchi e corrotti come noi.
      3) Ci sono tanti elettori ai quali piace l'uomo decisionista, il dittatore moderno, quello del fare. Che poi si tratti di fare danni, poco conto, non bisogna stare fermi, presto che è tardi!

      A questi, non puoi fargli cambiare idea, perchè seppure acadesse, sarebbe una casualità dettata dalla loro imprevedibile inacapacità di comprendere la politica.

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    3. Certo, ci sono ancora i trinariciuti usi a obbedir tacendo e tacendo votar; ma c'è anche il fatto che il PD, come il PS in Francia, sta dando per perso l'elettorato popolare "de souche", e i lavoratori dipendenti, che si sposteranno sulla Lega o nell'astensione, e comunque saranno sempre meno, grazie alla disindustrializzazione. in Francia hanno fatto due conti, e si sono resi conto che conviene stabilire una alleanza di lungo periodo tra i BoBo, i garantiti ad alto e medioalto reddito+cultura desinistra e i miserabili, in primis gli immigrati delle banlieues. N.B.: sanno contare anche in Italia, persino dalle parti di Renzi. Questa la ragione tattica (poi ce ne sono altre strategiche e culturali) dell'introduzione prossima dello ius soli, che si accoppierà logicamente alla concessione del diritto di voto, prima amministrativo poi politico, agli immigrati. Vedi come funzionano le priimarie del PD, con i cinesi e ii peruviani che vanno a votare più volte con tre-cinque euro a voto. L'operazione in corso è lo smontaggio della democrazia rappresentativa+la dissoluzione dei popoli (che della democrazia rappresentativa sono la condizione necessaria) sostituiti da un moto browniano di poveracci che vengono da lontano (dal nulla) e vanno lontano (verso il nulla). La buona notizia e che qui qualcuno comincia a capirlo. La brutta notizia è che capire non basta, e l'operazione sta riuscendo.

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    4. scusi, Simone, ma lei ancora dà il minimo credito a sondaggi che nel giro di 12 mesi hanno cannato di oltre il 10% il risultato del partito più votato alle elezioni politiche e alle elezioni europee? E' vero che l'elettorato italiano è particolarmente mobile, in tempi recenti, ma i sondaggisti sono pagati per capire anche quello, e non per prendere il risultato delle ultime elezioni e aggiungere o togliere 3 o 4 punti al massimo a ogni partito a casaccio...

      X Buffagni: non mi pare che a Renzi freghi niente della quintessenza dei BoBo, che sono i "professionisti" di professioni non scientifiche, ovvero, almeno in Italia, al 90% gli insegnanti.

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    5. @roberto buffagni

      Intervento chiaro, sintetico, profondo. È come dici, lo pensavo il 25 Aprile, festeggiando la liberazione in una meravigliosa casa di una delle più belle zone di Firenze, in cui uno dei partecipanti mi magnificava Renzi. Quando l'alto e il basso si incontrano...e poi ti dà ragione la famosa battuta di Hollande: "perdre les ouvriers, ça n'est pas grave'.

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  16. Caro professore,io mi sono avvicinato all'economia in maniera autodidattica partendo da un'ottima base matematica e da un approccio il più possibile scientifico,tutte le cose che lei dice mi sono sembrate immediatamente ovvie ancor prima che cominciassi a leggere lei,o Borghi,o Galloni o Giacchè o Zezza,come ovvio mi è apparso l'atteggiamento fideistico dei più nei confronti di argomentazioni che a me sembravano palesi idiozie.Nel tentativo di capire come si formino le universali opinioni ho chiesto a mio nonno,probissimo uomo con 35 anni di Fiat sul groppone se fosse il sole a girare intorno alla terra o vice versa.Lui con pazienza e malcelato stupore mi ha ricordato quanto fosse banale la risposta al mio quesito.Allora gli ho chiesto come facesse ad esserne così certo.La sua affermazione è stata illuminante: "Ma è così e basta,lo sanno tutti".Da lì ho capito che se ci si fosse provati a stabilire presso le masse una verità per alcuni così lampante attraverso spiegazioni logico-scientifiche la battaglia sarebbe stata persa in partenza,sarebbe impossibile che mio nonno comprendesse anche lontanamente la fisica che sta dietro ad un tale riconosciuta banalità.Allo stesso modo ho paura che quelle che per alcuni sono ovvietà in campo economico tali non diventeranno mai tra i molti,per insegnanti che siano,finchè non verranno riconosciute dalle elitè.

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    1. Guarda Pierluigi che questo è esattamente il mio approccio e ti ringrazio per aver chiarito così bene i motivi per i quali lo sto seguendo. Quando parlo del successo della mia divulgazione (quello che fa tanto rodere di invidia gli squallidi) ho ben presente che si tratta di un successo circoscritto a una élite, perché a quella ho deciso di rivolgermi. IPF non è Harry Potter, so distinguere i numeri! Rimane il fatto che in un paese dove sei "forte lettore" se leggi sei libri all'anno, e dove i saggi di economia tirano 2000 copie, venderne 20000 (con TDE fino al 2013) o 8000 (con IPF fino a ora) evidentemente è un successo. Questo successo, però, io so calarlo nel contesto, e quindi non mi passa nemmeno per la testa di fondare, propugnare, spalleggiare "movimenti dal basso", per il motivo che hai scolpito: perché le persone non sanno letteralmente per quale cazzo di motivo i loro piedi aderiscano al pavimento!

      Questo rimane un blog di élite, chi lo legge è parte di un'élite, e la risposta che ha ottenuto finora, in termini di minima increspatura del panorama politico, è dovuta a questo.

      Grazie per l'illuminante aneddoto.

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    2. Aggiungerei anche che è un blog di gente che ha voglia di capire e che sa che è necessario leggere e studiare per avere strumenti che ti consentano di leggere la realtà.
      Purtroppo molti reputano inutile fare questa fatica e si considerano esperti perché leggono l Espresso o repubblica ogni tanto.
      Condivido in pieno la conclusione di Pierluigi.

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    3. Purtroppo e' anche peggio di cosi', anche chi in linea di massima avrebbe i requisiti per seguire il discorso del prof. e la capacita' di acquisire (qui soprattutto ma anche altrove) gli strumenti culturali per leggere la realta' (cioe' "unire puntini"), spesso si rifiuta persino di provarci. Vorrebbe dire mettersi in discussione. Succede a pochi, un' elite, che in buona parte si ritrova qui.

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    4. Grazie Pierluigi...questa domanda volevo farla da tempo...non trovavo le parole giuste per comporla...davvero bravo.

      Prof grazie per la risposta (che ovviamente già conoscevo da tempo)...mi permetto di far notare che questo vostro breve scambio (magari messo in evidenza) potrebbe servire come ulteriore chiarimento per coloro che vorrebbero fare "er partito".

      Grazie ancora.

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    5. Pierluigi, la tua spiegazione DEL problema è assolutamente commovente da quanto è perfetta (non a caso ho scelto come avatar le 2000 lire con Galileo...).
      Le masse credono alla doxa (la "verità" percepita, la "narrazzzione" che si adatta e forma il senso comune attraverso i mass-media di regime, quella che il prof. chiama "luogocomunismo"), solo delle élite conoscono (bramano conoscere) l'aletheia (la verità senza veli)...
      Ma una Repubblica veramente democratica dovrebbe tendere a restringere lo scarto tra le 2 verità, o quantomeno ad aumentare la consapevolezza delle masse (farle diventare, da plebe, popolo coscientemente sovrano) attraverso la rete capillare di scuole pubbliche e dei suoi insegnanti, che dunque svolgono un ruolo fondamentale in una vera democrazia. Evidentemente non a caso, 20 anni fa (subito dopo Maastricht) gli insegnanti sono stati i primi dipendenti pubblici a subire la precarizzazione, cioè a poter essere assunti con contratti a tempo determinato (le famigerate supplenze annuali fino al 30 giugno).

      Onorevole Fassina, per favore, ascolti anche questo consiglio del prof...

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  17. volevo fare una domanda sulla strana cosa che fa Berlusconi in questo momento , poi ho letto le considerazione che fa il PROF ( e forse il maiuscolo non basta ) e ho capito , forse non va a mesi , neppure a settimane .... così cantavano

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  18. mi piace questa cattiveria realistica, queste osservazioni puntuali sui disperati che ancora non hanno capito, dopo anni, che cosa sta accadendo in Italia , come sempre un grande Bagnai!

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  19. Va dato a Renzi quel che è di Renzi.
    Prima di Renzi, le politiche pro-élites le attuavano i "padri della patria" (Prodi, Amato, Padoa Schioppa, Monti, Ciampi) con il sostegno dei vari D'Alema, Veltroni, Bersani: legge Treu, riforme delle pensioni di vario tipo, privatizzazioni selvagge, ingresso nell'euro ecc. Ma il popolo ddesinistra non si era mai accorto di nulla.
    Ora c'è Renzi che fa le stesse politiche, ma lo stesso popolo ddesinistra s'indigna perché Renzi è di destra. Il che è vero, ma qual è la differenza con quelli di prima? Se non altro, è palese che Renzi sia di destra, quantomeno è palese per gli elettori della "sinistra" Pd. Renzi non propaganda sé stesso come uomo di sinistra. Se non altro, è un atto di verità che fa chiarezza.

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  20. Grazie ancora prof. per l'ennesima lucida analisi della realtà. Buon primo maggio a lei e ai suoi cari.

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  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  22. Buonasera, sono nuova e non capisco dove sia finito il mio post quindi lo riscrivo. Complimenti innanzitutto per l'onesta' intellettuale che si avverte, secondariamente vorrei mostratle questo, di cui non so se sia a conoscenza. In entrambi i casi le chiedo se lo ritiene meritevole di una seria considerazione ossia se lo ritiene fattibile.. grazie eventualmente per la risposta.

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  23. http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/la-deutsche-bank-e-il-piano-di-dismissioni-per-i-governi-ue/267410/

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    1. Ma e' del 2012! Tra l'altro e' DB che e' in dismissione...

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    2. "[..]Il privilegio attribuito alle banche rispetto ai debitori nella vicenda dei «vecchi debiti», e più in generale la generosità delle loro modalità di privatizzazione (cessione a prezzo di occasione di banche con un portafoglio crediti ingentissimo, per giunta con copertura pubblica sui crediti inesigibili), rappresenta senz’altro il più rilevante sostegno pubblico alle banche della Repubblica Federale prima della crisi del 2008/09. Il denaro speso o impegnato dal governo tedesco per salvare banche e assicurazioni durante la crisi di questi ultimi anni ammonta alla cifra strabiliante di 646 miliardi di euro, una cifra superiore a quanto speso per salvare le banche dal governo degli Stati Uniti (Frühauf 2013). Ma si tratta almeno di un sostegno che, a differenza dei generosi aiuti alle banche tedesco-occidentali dei primi anni Novanta, è in qualche modo giustificabile in base a motivazioni di emergenza.

      L’aspetto in comune tra i due episodi consiste nel fatto che in entrambi i casi si è avuta una gigantesca socializzazione delle perdite, avvenuta marginalizzando il ruolo del parlamento e attribuendo un ruolo spropositato ad agenzie e istituzioni «tecnocratiche», la cui accountability, a sua volta, è stata decisamente insufficiente[..]"

      "[..]Alla luce di quanto si è visto in questo libro può sembrare incredibile, ma è stata la stessa Unione Europea, per bocca dell’allora capo dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, a fare esplicito riferimento alla Treuhand quale modello: «saluterei con piacere il fatto che i nostri amici greci fondassero un’agenzia per le privatizzazioni indipendente dal governo, secondo il modello della Treuhandanstalt tedesca, in cui ricoprissero ruoli anche esperti stranieri»[..] Il «modello Treuhandanstalt» è stato successivamente proposto da esponenti di rango del mondo economico e politico della Germania Federale. A fine settembre 2011 la «Wirtschaftswoche» rivela un piano concreto per riproporre la Treuhandanstalt, predisposto dalla società di consulenza Roland Berger (il cui titolare era già stato coinvolto nelle attività della prima Treuhandanstalt) e sottoposto al presidente francese.

      La stessa testata intervista anche Wolfgang Schäuble, ministro delle finanze del governo Merkel: «il governo greco» – osserva questi con un certo disappunto – «ha sinora attribuito un grande valore all’esercizio dei suoi diritti sovrani»; il ministro prosegue rilevando che non è semplice realizzare in tempi brevi il denaro necessario attraverso le dismissioni, ma poi ammette: «queste riflessioni sono in linea con le nostre» (Handschuch 2011). Il 1° ottobre 2011 il capogruppo della Spd al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier, in un’intervista al «Rheinische Post» è molto più esplicito: «vale assolutamente la pena di riflettere sulla proposta di un modello europeo di Treuhand, a cui apportare il patrimonio statale della Grecia. Questa Treuhand della Ue può privatizzarlo in 10-15 anni. Col ricavato la Grecia potrebbe ridurre il suo indebitamento e finanziare investimenti nello sviluppo» (Steinmeier 1991). Non passa neppure una settimana e il 5 ottobre la Merkel rilancia a modo suo. Siccome si trova alla conferenza regionale della Cdu di Magdeburgo non osa parlare direttamente della Treuhandanstalt, ma gira il discorso in modo più facilmente accettabile da parte dell’uditorio: anche la Grecia dovrà fare i sacrifici necessari senza lamentarsi troppo, in fondo anche la Germania dell’Est ha dovuto affrontare un radicale mutamento strutturale, e anche le riforme Hartz sono state dolorose per gli interessati (Merkel 2011).[..]"

      (da “Anschluss. L’annessione”, di Vladimiro Giacché)



      Che rapporto ci sarà mai tra DB-B(uBa)CE-Schauble-Merkel? Sentimentale? E anche Juncker, quello della rana bollita, mi sembra lo stesso Juncker messo a capo dell'esecutivo unionista per celebrare la Grande Coalizione Europeista. Ma "adesso" è diverso, le banche tedesche navigano in pessime acque DUNQUE roba vecchia? Addirittura del 2011, come il pareggio di bilancio in Costituzione! Stiamo a posto...

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  24. Non essendo io nè comunista nè fascista, magari sono entrambe le cose avendo al tempo stesso votato per la meloni alle europee e per un politico del partito comunista di Rizzo alle politiche del mio comune, rifulgo le appartenenze ideologiche a prescindere, devo ammettere che godo come un riccio quando la leggo accusare, con una luciditá che non lascia scampo, di fascismo i piddini antifascisti anche se poi rilevo che quest'ultimi quando messi alle strette spesso cominciano a latrare e dire siiiii é veroooo sono fascistiiiiiii (sempre gli altri) in un crescendo schizofrenico delirante.

    Senza dubbio un'amara soddisfazione ma sempre soddisfazione resta dopo essere stato accusato per anni di essere grillino, complottista, fascista, pazzo, ignorante anti/€ o nella migliore delle ipotesi uno che si mette a leggere il Pc a tempo perso leggendo "roba" di non meglio precisati "ignoranti" che in quanto genericamente tali parlano male dell'€ che invece ci salva dalla corruzione, dal fascismo, dal fallimento, dalle cavallette, dall'anticristo, dai rettiliani etc.
    Per la serie se fosse cosí lo direbbero alla TV se fosse come dici tu vuol dire che ci mentono e noi siamo stupidi a non capirlooooo e ovviamente sono cose Impossibili quindi lo stupido sei certamente tu.

    Appunto.

    Non é mai servito a nulla citare nel mio personale ordine temporale Savona, Galloni, Amoroso, Bagnai, Borghi e pochi altri, questo attacca con chi ha la mente aperta a prescindere, con la massa che la ha chiusa non li smuove nemmeno il Padre Eterno.
    O meglio é costretto a smuoverli a colpi di iceberg....
    Una cosa io personalmente non riesco a perdonarmi: razionalmente so che non tutti hanno gli strumenti per capire e quindi vanno compresi e perdonati, perché poi ognuno di noi é o é stato piddino in altri campi, perdonare il prossimo vuol dire essere in grado di fare la cosa più difficile per un certo tipo di persone=perdonare se stessi.

    Mi risulta difficile peró resistere al rancore verso varie tipologie di soloni, non hanno nessuna capacità di chiedere scusa per i propri errori ma soprattutto non sono in grado di ammetterli, in essi la mediocre vanitá del proprio orgoglio impera su ogni forma di decenza, per loro, a prescindere, i famosi "fascisti" sono sempre gli altri.

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  25. L'articolo e' del 2012.. sono consapevole dunque che nel frattempo i dati sono cambiati. Tuttavia mi chiedo fin dove vogliono spingersi con la svendita dei nostri "gioielli" (nel documento si fa riferimento a sanita' e acqua), qualcosa che anche alla luce dei fatti drammatici che stanno accadendo a Detroit (gente lasciata morire di sete e al freddo negli appartamenti durante inverni estremamente rigidi), dove l'acqua e' diventata un asset come altri e quindi capitalizzata in Borsa, dovrebbe fare spaventare un intero popolo nei confronti di cio' che sta diventando sempre piu' un piano per la mercificazione della vita.

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    1. e' come dice il post,se si mercifica la vita di un giovane che magari come il sottoscritto che ( ha subito prima da meridionale gli effetti dell' euro italiano [lira]e poi dopo quelli dell' euro al nord Italia )per studiare ha sputato sangue per loro va' bene cosi,importante e' che il lavoro ottenuto (chissa' come) statale per loro resti e viva l' italia (volutamente in minuscolo).Chi non ha mai provato la sofferenza non puo' capirla diceva mio nonno,pero' si ostina a dispensarne a terzi a piene mani (aggiungo io).Saluti prof dal lucano che incontro' a padova

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    2. Non ti preoccupare, hai fatto benissimo a ricordare quello studio. Lo andassero a chiedere al governo greco se è passato di moda...

      Ovviamente è praticabile nella misura in cui si consoliderà lo stato di eccezione in cui gli €uropeisti ci hanno confinato. Dipende cioè da quanto i debitori intendano sottomettersi alla Troika dei creditori, dalla quota di rendita che le oligarchie indigene potrebbero trarre da un'ondata "liberalizzatrice" di quelle dimensioni (pensata principalmente per soddisfare gli appetiti delle oligarchie straniere), dal grado di cattura dei decisori politici da parte delle suddette oligarchie, dal livello di pressione esercitato dai mercati finanziari in base all'evoluzione della crisi dell'euro, dal prezzo richiesto da potenze extra-UE per ottenere protezione, e perché no... per noi italiani da quanti intendano far valere i propri diritti costituzionali, a quattro anni da un referendum che sferrava una pizza in faccia ai soliti gianninizzeri e a due dalla sentenza della Consulta che sul tema rigettava il "fare presto" di Mario Quisling. Consapevoli del progetto generale e non strumentalizzati da opportunisti.

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  26. Off-topic.
    Ci spiega come viene elaborato"l'indicatore composito anticipatore dell'economia italia-na" e che stime risultano per il primo trimestre 2015 dal modello di a/simmetrie?

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  27. li ho avuti sempre sulle palle.. e chiudo l'espressione dei miei sentimenti sui sinistroidi

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  28. Io dovrei rientrare tra gli imbecilli che hanno capito che usciremo dall'euro. Purtroppo temo che ci vorrà ancora tanto tanto tanto tempo che di sangue ne scorrerà tanto tanto tanto. Anche della mia famiglia. Già ferita cristoddio. Come sapete sono laureato in economia e non ci capisco una sega, se non il poco appreso da Alberto; invece di politica proprio non capisco nulla. Resto convinto però che Fassina fino a che rimane eurista rientra nella categoria dei politicanti. Se e quando diventa antieurista automaticamente muore come politicante. Ecco perché credo sia addirittura inutile discuterne. Costruire una coscienza collettiva? Sì va bene. Ma quanto tempo? Quanto? Mi sento oppresso, intendo fisicamente. Mi manca il respiro come neanche durante il terremoto, e non scherzo, questo è peggio! Mi sento perduto, non ho paura per me ma per i miei ragazzi, come mai nella mia vita. Capisco, o percepisco, l'indignazione di Alberto ma l'unica cosa che il mio cervello elabora è: quando? E come? Come? Penso a volte di scappare, anche in questo caso neanche la natura aveva permesso che fossi sfiorato da un simile, aberrante pensiero. Dove? Come? Non posso. E allora quando! Come? Cristoddio!

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  29. Sarfierre, come magistralmente esplicato dal Nostro, prima viene la geografia, poi la demografia, poi l'economia e poi la Storia. E, buona ultima, la Politica.
    Buona vita

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  30. Mio adorato Louis-Auguste,
    l'argomento migliore contro la democrazia è una conversazione di soli cinque minuti con l'insegnante medio o con Mirko Della Kasa (o era del Kazzo?).
    Ma voi lo dite e lo argomentate meglio di Churchill: quando siete così sanguigno mi fate letteralmente perdere la testa.

    Sempre più Vostra Marie Antoinette

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  31. "...Ritengo che nel loro cinismo, nel loro vago ottimismo, nella loro confortante fiducia che nulla di veramente grave possa accadere, vi sia una temerarietà infinita. Nove volte su dieci nulla di veramente grave accade..."

    Proprio in queste settimane sto leggendo "Esortazioni e profezie", e proprio oggi ho finito "Le conseguenze economiche di Churchill" (e alla voce credit crunch gli attuali Accordi di Basilea diventano illuminanti...). Sono settimane perché non trovo il coraggio di leggerlo tutto d'un fiato, come sarebbe necessario per una più accurata comprensione. E' che non trovo il coraggio di conoscere in anticipo quanto sta succedendo oggi e accadrà domani. Ultimamente succede con molti libri, anche inaspettati, mai però con questa dovizia di particolari. Lo ammetto: ho paura non tanto di sapere com'è andata a finire ieri, la SStoria è nota quanto (a posteriori) la pretesa eterogenesi dei fini di chi l'ha evocata, ma della cronaca terrificante, dei mezzi con cui passo dopo passo si è giunti a tale conclusione.

    Anche facendo la tara ai differenti punti di partenza nel considerare certe dinamiche, o agli standard sociali dell'epoca... quei mezzi sono stati i nostri! Stiamo vivendo nell'epoca delle conseguenze, quella delle cause è già finita e Fassina è in ansia perché non sa cosa mettersi...

    Ora si comprende meglio perché davanti a quelli che "le teorie di Bagnai" ("semplicistiche" o "inutilmente complesse" a seconda degli opportunismi) le reazioni del prof siano sempre più malsane. E' ineluttabile, si parte da lontano e si arriva dritti al nodo politico: una volta (ri)disegnati i suoi tornanti d'epoca, imparare dalla storia diventa purtroppo tardivo. Ma se contenere il danno è tutto ciò che il presente ha da chiederci, allora chi occulta o distorce la verità dei fatti (per mero interesse personale o miope contingenza elettorale) attenta materialmente alle già precarie esistenze di milioni di italiani.

    Attacchi che a Costituzione (ancora) vigente renderanno legittima una difesa popolare.

    PS_Ma l'on. avv. Biasco avrà la stessa età cerebrale di Mirko il Senzatetto? Chi l'ha detto che la rivoluzione culturale deve partire dai piani alti, se questa è la bbbase che finora li ha sorretti?

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  32. ... o partite da una seria autocritica, ammettete di avere [...] commesso un serio errore di valutazione, e vi dissociate preliminarmente dal progetto eurista...

    Non ce la fanno. Ieri sera, a Servizio pubblico il sondaggio “compreresti un'auto usata da Renzi?” ha dato questo risultato: NO 69%; mentre invece la maggioranza degli elettori Pd la comprerebbe.
    I sondaggi vanno sempre presi con le pinze, ma in questo caso confermano un semplice dato di fatto, ovvero che il leggendario 40% di cui Renzi si vanta ad ogni piè sospinto (peraltro alle europee e non alle politiche, che sono cosa ben diversa) corrisponde in realtà a soli 11 milioni di voti su 49 milioni di aventi diritto, e quindi si riduce al 22,6%. Gli altri 38 milioni, il 77,4%, di Renzi non sanno che farsene.

    Come ha sintetizzato Fassina nel corso della trasmissione (il cui sunto si trova qui), “è in corso un riposizionamento culturale e politico del Partito Democratico. È un'operazione largamente segnata dal trasformismo". Il che probabilmente avrà come conseguenza quanto ipotizzato da Civati, ossia: "se andiamo avanti così non avremo più il Pd".

    E infatti l'impressione è che dopo l'inevitabile approvazione dell'Italicum Renzi potrà essere “smaltito” in ogni momento per fare posto ad un governo di veri reazionari laddove le circostanze lo richiedano e del Pd rimarrà un mesto ricordo.
    Escluderei, però, una soluzione di tipo “cileno”, come ipotizza Bagnai, sia perché non ne abbiamo tutta questa voglia, sia perché poi sarebbe complicato continuare con la manfrina sull'Europa solidale e garante dei diritti e soprattutto perché fino a quando non si esce dalla moneta unica chiunque vada al governo dovrà mettere la propria faccia su un fallimento garantito.
    In fondo è molto più semplice continuare così: con un ceto politico incapace di capire persino il proprio ruolo istituzionale che lascia gran parte della popolazione senza più alcuna rappresentanza e quindi impossibilitata a cambiare alcunché.
    E nell'eventualità che di tanto in tanto la popolazione mostri di volersi occupare dei suoi reali interessi basta mettere in campo il reparto “black bloc”, le cui gesta dementi vanno puntualmente in onda a pranzo e cena sui tg e ed ecco che l'opinione pubblica si schiera compatta con il governo, qualsiasi idiozia esso ponga in essere, come sta accadendo in queste ore con l'Expo.

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    1. Concordo, non c'è bisogno di Cile. Basta il caos a bassa intensità già presente. Stabilizzare il caos, questa è la parola d'ordine.

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    2. il leggendario 40% ...corrisponde in realtà a soli 11 milioni di voti su 49 milioni di aventi diritto, e quindi si riduce al 22,6%. Gli altri 38 milioni, il 77,4%, di Renzi non sanno che farsene.
      a Renzi non gliene può fregare di meno, ed è proprio questo il fondamento del Pedofilum: far disperdere i voti col proporzionale puro al primo turno (e non a caso, per essere sicuro di avere la massima dispersione, e quindi inevitabilmente abbassare l'asticella per arrivare al ballottaggio, ha diminuito il quorum al 3%), così al secondo, a giocarsi il primo posto e quindi il potere assoluto, rimangono 4 gatti suoi e 3 del secondo partito, con gli altri che diserteranno le urne. Solo che tra il PD e qualsiasi altro partito, il PD partirà sempre avvantaggiato perchè ha uno zoccolo duro di fessi (i vecchietti che votavano PCI che votano Renzi perchè i galoppini di partito vanno casa per casa dai pensionati a dire che Renzi è uno di noi, un vero compagno!) e di cortigiani che nessun altro partito ha-

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    3. magari fossero solo i vecchietti dell'ex pci: molti milioni di italiani voterebbero pd anche se il leader fosse berluscone...

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  33. Gentile Professore, sono un 'insegnante; seguo da tempo l' attività di questo blog e dell' Associazione Asimmetrie.
    Purtroppo, non posso che sottoscrivere e confermare quanto lei dice: " per anni i miei amici insegnanti si sono scontrati contro il muro di supponenza, di biasimo, di emarginazione opposto loro dai colleghi ai quali cercavano di aprire gli occhi (come ho fatto io con Iulo, che nel frattempo è andato a fare una doccia): si sono sentiti dare dei fascisti, dei nazionalisti, dei leghisti, solo perché stavano avvertendo i loro colleghi, nel comune interesse, che l'euro stava conducendo verso la Grecia, non verso il Fogno europeo."
    Ma la cosa che trovo più grave è la Halbbildung imperante fra professionisti che avrebbero dovuto fare della conoscenza la cifra caratterizzante della loro professione: purtroppo, quello che vedo è che si continua a non capire, o a far finta di non capire.
    Le motivazioni economiche rimangono estranee alla comprensione di quanto sta accadendo, e, quando si prova a introdurle, si sperimenta l' emarginazione, lo scherno, l' etichettatura di "fascisti, nazionalisti, leghisti" che lei descrive così bene.
    E condivido la sua indignazione e la sua rabbia verso i suoi colleghi dell' Università, di cui è scandaloso anche solo il silenzio complice.
    L' ideologia, declinata nella sua accezione peggiore - quella del "tanto peggio per i fatti" - sta presentando il conto: ma forse neanche questo basterà per aprire gli occhi. Condivido la sua rabbia quando dice che ce lo meritiamo.
    Mi permetta però di esprimere anche la mia personale rabbia e indignazione: mi sono sempre sforzata di capire; ho affrontato il mio personale fallimento quando, leggendola, ho capito quanto mi avessero fregato; mi sono sforzata di farne partecipi gli altri, il più delle volte invano; adesso mi trovo a subire anch'io le conseguenze di una cecità disastrosa e complice.
    Forse me lo merito, ma posso dire di essere parecchio incazzata?

    La ringrazio e la saluto, con sincera riconoscenza. Buon 1 Maggio.

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  34. Ma dopo che Fassina è andato a prendersi gli sputazzi, noi che ci guadagniamo? Ora che finalmente appare chiaro anche ai più sprovveduti che questo PD, dopo aver rinunciato alla maschera del Nazareno, sta mostrando il suo vero volto di Partito di Destra, si apre uno spazio per una Sinistra realmente antisistema. Ma chi può radunare un coacervo di sigle così confuso e frammentato? Ferrero, Vendola di cui è meglio non parlare, Civati, Fassina, D'Attorre per carità, Landini o Camusso? Grillo? Che dio abbia pietà di noi.

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  35. ahhaah dopo la lettura direi lunedì long euro a mani basse

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  36. @ Celso (scusa se rispondo qui e non sopra, ma il mio tablet ha deciso in modo perentorio che o qui o niente...)

    Ma "fa dire" non è assimilabile a "inventa"; semmai a "interpreta". In qualsiasi opera letteraria un autore "fa dire" qualcosa a un personaggio o al "coro" per trasmettere un messaggio; quindi il problema dell'autenticità non riguarda la frase detta (che difficilmente è una citazione esatta), ma il concetto che Pericle voleva esprimere. E che, anche solo per il fatto che non vi è una citazione esatta dell'intero discorso, è forzatamente interpretato dallo storico. Quanto poi l'interpretazione sia vicina al pensiero originale di Pericle... Beh, su questo non potete tirarmi in ballo, non ne ho le competenze.

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    1. @niccolò

      Capisco che cosa dici e certamente io intervengo secondo una prospettiva interna agli studi antichi. Per intendersi (altrimenti non si capisce nulla): attualmente è predominante una scuola di pensiero, per cui storiografia antica e moderna sono due cose differenti, basate su principi differenti e che quindi non esiste un legame culturale tra le due. I discorsi in Tucidide sono un argomento privilegiato di questa interpretazione, e c'è una scuola interpretativa, di origine americana, che riduce la storiografia a "discorso", cioè una narrazione non cerca di "ricostruire" il passato, bensì lo "costruisce" narrandolo così come fa. È un atteggiamento decostruzionista che distrugge la storiografia riducendola a costruzione retorica. Io faccio parte di una minoranza (la solita minoranza....) che non accetta questa interpretazione e che continua a pensare che esista un legame tra le due storiografie, come lo hanno pensato da Machiavelli in poi per 500 anni alcune personalità non proprio di secondo rango. Non posso dilungarmi sull'argomento per ovvi motivi (ma volendo posso fornire bibliografia opportuna in cui è possibile ritrovare le ragioni che sosteniamo), ma diciamo che io, come altri, rifiuto l'attuale atteggiamento sotterraneamente "positivistico", secondo cui gli antichi non producevano verità storica, mentre noi lo facciamo, perché abbiamo strumenti metodologici adeguati. Ecco, io credo che ciò sia falso: gli strumenti metodologici, che usiamo, ci sono stati forniti dagli antichi (i moderni li hanno allargati e modificati, ma non stravolti), gli antichi dicevano molte falsità, ovviamente, ma i moderni non sono da meno. Nel suo libro "Bisogna uscire dall'euro?", Jacques Sapir a un certo punto dice che, nonostante la Bundesbank abbia RISCRITTO la storia monetaria tedesca negli anni '50 e '60, l'ascesa di Hitler non fu dovuta all'inflazione, ma alle politiche deflazionistiche di Brüning. Come, come? I moderni, con tutti i dicumenti a disposizione, archivi, testimoni oculari ecc ecc, a pochi anni di distanza dai fatti FALSIFICANO il corso degli eventi? Ma come una cosa del genere la fa l'istituzione principe di un popolo virtuoso? Che dire? Dico che Erodoto e Tucidide avevano il coraggio di dire che la tirannide ad Atene era caduta non per mano dei tirannicidi (Armodio e Aristogìtone), ma per l'intervento degli Spartani. Ti ricordo che Atene aveva dedicato statue e una festa annuale ai cosiddetti "tirannicidi". (Non ti ho risposto adeguatamente sui discorsi in Tucidide, magari lo farò dopo, se Alberto ce lo permette, anzi lo ringraziamo per l'ospitalità)

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    2. @ celso

      Ti ringrazio per la panoramica sulla questione, tra l'altro molto stimolante: entra in un ambito di certo delicato, come tutti quelli in cui si discute di "verità". Per mio conto ho affrontato certi studi solo in ambito liceale, quindi a livello risibile rispetto alle questioni universitarie. Per placare le nostre perplessità giovanili su alcuni storici antichi (per dirla chiara: su Senofonte), ai docenti bastava parlare semplicemente di interpretazione, una categoria liquida... E il discorso finiva lì. Scusate l'OT. E grazie ancora, Celso.

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  37. @ celso
    Grazie,troppo gentile. (Ringrazio fuori posto e me ne scuso, ma la funzione "rispondi lassù non va)

    @ amaryllide2
    A Renzi interessa solo Renzi. Però gli interessano anche i prof, che votano PD, e gli fanno propaganda gratis; come gli interessano giornalisti, opinionisti, etc., senza i quali non potrebbe fare quel che fa.

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  38. Il 5 Maggio di Stefano Fassina e alla fin della fiera: "Facciamo camminare il corteo, facciamo camminare il corteo, facciamo camminare il corteo compagna, su!".

    (Alessandra da Firenze. #nonstosutwitterma)

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