MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

mercoledì 1 aprile 2015

KPD8: l'IMF e il moltiplicatore della Grecia

(...lo volevate il post tecnico?)

Ma come sarà venuto in mente al Fondo Monetario Internazionale di ipotizzare per la Grecia un moltiplicatore di 0.5?


Quando lo hanno fatto? Tre anni or sono, nel definire il programma al quale la Grecia si doveva piegare per ottenere un'estensione dei finanziamenti del Fondo.

E perché questa ipotesi è assurda? Ne parliamo subito, ma prima vorrei ricordare a chi si fosse messo in ascolto in questo momento che una discussione tecnica di cosa sia il moltiplicatore si trova qui e nei precedenti numeri della serie KPD (Keynesianesimo Per le Dame: googlate e vi sarà aperto...).

In estrema sintesi, il moltiplicatore è un numero che esprime l'impatto che una manovra di spesa pubblica avrà sul Pil. Moltiplicatore di 0.5 significa che un aumento di spesa pubblica di un euro incrementa il Pil di 0.5 euro, e naturalmente (moltiplicando per meno uno), che una diminuzione di spesa pubblica di un euro decrementa il Pil di 0.5 euro.

I motivi politici della palese sottostima del moltiplicatore greco da parte del FMI sono quindi evidenti, e per voi non sono certo una sorpresa (e non sono certo io il primo a evidenziarli: sicuramente qualcun altro lo avrà fatto). Nel momento in cui il comitato d'affari dei creditori internazionali aveva bisogno di estrarre risorse dal popolo greco (aumentando imposte, diminuendo spese) per ripianare i problemi delle banche del Nord, era essenziale insufflare l'idea che questi tagli non avrebbero danneggiato "troppo" l'economia greca. Nota bene: che questa fosse una valutazione prettamente politica, volta a far accettare al governo greco misure estremamente pericolose (come poi i fatti hanno provato), e sostanzialmente errata dal punto di vista tecnico, il FMI ovviamente lo sapeva, e, come ogni buon operatore finanziario, nel momento in cui ti tira il pacco, lo aveva anche scritto nel "contratto", ma... in caratteri piccoli!

Non ci credete? E allora andate a p. 2 del documento che vi ho linkato. Ci troverete questo:


"Nel caso che il moltiplicatore fiscale sia più grande il risultato più probabile sarebbe una recessione maggiore e un rapporto debito/Pil più alto"... La dott.ssa Arcazzo andrebbe in estasi, leggendo questo disclaimer.

Chiaro, no? Come al solito, chi ci massacra non solo sa quello che sta facendo, ma ce lo dice anche (se pure in corpo 7). Il punto, spero lo afferriate, è che lo stesso FMI ci dice che l'ipotesi di considerare un moltiplicatore di 0.5 per valutare l'impatto del "programma" (e quindi per prevedere le future traiettorie del rapporto debito/PIL), non era un'ipotesi prudenziale, ma anzi era sbilanciata nel senso di fornire una valutazione eccessivamente ottimistica del programma stesso, cioè della riduzione del rapporto debito/PIL che l'austerità avrebbe provocato. E infatti, come ora tutti sappiamo, le valutazioni emesse all'epoca furono clamorosamente toppate. Il debito sarebbe dovuto andare al 167% del Pil nel 2013 per poi diminuire, e invece andò al 175% del Pil per poi restarci (l'ultima valutazione che ho per il 2014 è di 174%).

Ma... attenzione!

Non ci sono solo le cose scritte in caratteri piccoli!

Siccome loro sapevano che il "programma" avrebbe fallito rispetto agli obiettivi dichiarati, che cosa fecero, nella parte scritta in caratteri grandi? Semplice: diedero in anticipo la colpa alla vittima:


"Eh, certo, cari greci, che se l'austerità è incompleta, se non ne fate abbastanza, se non privatizzate abbastanze, se ritardate le riforme strutturali, il programma non funzionerà, ma la colpa mica è nostra - che usiamo un moltiplicatore visibilmente sottostimato! - ma vostra, che siete dei lazzaroni!"

Bello, vero? Eh, sono sempre i dettagli che fanno la delizia dell'intenditore, e voi che mi seguite ormai camminate in un giardino incantato, dove ogni recesso offre interminate scaturigini di diletto...

Ora voi direte: ma non potrebbero essersi sbagliati per motivi non politici? In fondo, chi lo sa quant'è il moltiplicatore greco?

Eh, qui appunto casca l'asinello...

Perché, insomma, voi mica crederete, come il nostro amico Michele, l'intenditore, che la Grecia sia un paese tutto feta e distintivo? Ha le sue università, la sua banca centrale, i suoi economisti, ai quali l'economia del loro paese interessa, e che quindi la studiano. Ne consegue che al tempo in cui i nostri amikoni del FMI emettevano la loro valutazione dichiaratamente non prudenziale e assolutamente scissa da qualsiasi analisi dei dati, esisteva un profluvio di letteratura più o meno aggiornata che forniva stime basate sui dati. Una piccola sintesi, dovuta all'alacre Christian, la trovate qui:


E allora, cosa si sapeva del moliplicatore fiscale in Grecia, all'epoca in cui il FMI lo stimava imprudenzialmente a 0.5? Si sapeva, dalla letteratura scientifica, che era mediamente tre volte tanto!

Chiaro adesso perché parlavo di ipotesi assurda?

Attenzione. Non tutti questi studi hanno passato una pirreviù, questo va detto (per i cretini). Non l'ha passata questo, ad esempio, ma questo sì, e se Papadimitriou (che poi sarebbe il coautore di Gennaro Zezza) è un pericoloso estremista postkeynesiano, Sideris e Zonzilos, per i quali il moltiplicatore è il triplo che per il FMI, sono funzionari della Banca nazionale. Nessun cherry picking: rossi, neri, gialli, verdi, quale che sia il loro colore, quali che siano i dati, quali che siano i metodi, quale che sia la data di pubblicazione, tutti questi studi dicono (cioè dicevano) che la stima del FMI era distorta al ribasso e quindi estremamente poco prudenziale.

Ci siamo?

E noi che diciamo? Be', noi diciamo questo:


cioè questo:


col nostro modello (in costruzione). Se ci fate caso, anche a noi i dati dicono quello che dicono ai colleghi (esclusi quelli profumatamente pagati dal FMI): il moltiplicatore oscilla fra 1.4 e 1.6 (nota che noi stiamo usando dati trimestrali non destagionalizzati, perché quelli destagionalizzati fanno pietà e misericordia, e quindi il moltiplicatore risente della variabilità stagionale). Se i dati dicono a tutti la stessa cosa, vuol dire che quella cosa non ci si riesce proprio a non fargliela dire...

Poi, se ho tempo, vi faccio vedere anche le elasticità sottostanti, entriamo nel tecnico, in modo tale che chi ritiene di divertirsi così possa divertirsi. Ma per concludere, mi permettete di richiamare la vostra attenzione su un dato evidente? La vita e la dignità di migliaia di nostri simili sono state schiacciate in base alla scelta di un numeretto che ad addetti ai lavori non poteva non sembrare palesemente assurdo. Nessuno studio empirico supportava una scelta simile, e anche quelli che la compirono, questa scelta, sapevano quanto fosse tendenziosa ed errata, tant'è vero che lo scrissero pure (non sia mai gli venisse fatto notare in seguito che erano stati poco scrupolosi), ma a caratteri piccolini.

Ecco.

E ora un piccolo sforzo di immaginazione...

Pensate alle madri separate dai figli, e poi pensate a quattro pirla che viaggiano a 15000 dollari al mese esentasse.

Il mondo è bello perché è vario.




(...ovviamente, se avete letto fra le righe, la buona notizia è che cominciano ad arrivare le domande giuste. Le risposte le danno i dati...)

40 commenti:

  1. A proposito di moltiplicatore, se non ricordo male da qualche parte (forse proprio qui?) leggevo che i moltiplicatori sarebbero almeno due: uno per gli aumenti di spesa pubblica e uno per le diminuzioni. E che quello per i casi di riduzione normalmente è più grande.
    E' corretto?

    RispondiElimina
  2. Se dico che non sono un addetto ai lavori poi lei tira fuori la sua adorata Luger e mi fa secco come Terminator, ma quanno ce vo' ce vo' :-)

    Da non addetto ai lavori mi chiedo (ad un economista doc!): ma questo maggggico moltiplicatore che mi dice che se aumento la spesa pubblica di 1 punto, mi fa aumentare il PIL di 1,5 punti (molt. a 1,5), come diavolo funziona? Si, lo so, mi mancano le fondamentali fondamenta, ma...ci sono decinaia e decinaia di modi di fare spesa pubblica o no? Potrei decidere di spendere in musei che si occupano solo del famoso ornitorinco e dei suoi trastulli, o in ricerca e innovazione su nanotech e biotech (che mi sembra leggermente piu' ganzo dell'animalone), ecc.

    Ergo, come puo' il moltiplicatore, di suo, indicare che il PIL crescera' dell'x% in piu' a prescindere, come direbbe Toto', dalle destinazioni di tale spesa?

    Exeunt (mi cospargo il capo della sostanza che tanto piace ai Franzosen)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Colgo l'occasione per ricordarti che il testo che appare in blu (o in ocra) è un link, e che cliccandoci sopra vai su un'altra pagina dove qualcuno (cioè io) ha risposto alla tua lecita domanda. Domandare è lecito, rispondere è cortesia, non studiare fa male a te e a chi ti sta intorno.

      Elimina
    2. mannaggia, so' cecato....vado a studiare

      Elimina
    3. In sostanza deriva dal fato che il dipendentepubblicocorrottoeimproduttivo i soldi che piglia non se li tiene in tasca: ci va a mignotte. A loro volta le mignotte ci comprano il pane. Il fornaio ci compra il giornale, il giornalaio... Insomma, hai capito, fa girare l'economia.

      Elimina
    4. Quando arrivano le domande giuste (e dalla parte giusta) il prof. diventa pure sereno, e non asfalta chi non studia, come avrebbe fatto un tempo.... :-)
      Fanno sempre piacere le buone notizie! Anche se bisogna leggerle tra le righe.... Speriamo in un prossimo futuro di leggere un post tecnico sulla elasticità delle esportazioni dell'Italia (rifatto con il modello di Asimmetrie e gli ultimi dati....:-)

      Elimina
    5. Prof bagnai,io devo sostenere l'esame di macro, con il professor Sardoni, essendo di scienze politiche e relezioni economiche l33, che libro mi consiglia il manuale di blanchard o quello di krugman?

      Elimina
    6. Un dubbio che sempre avuto: sono nata dopo il boom economico, già in fase discendente. Perché quando ero piccola c'era la cultura del risparmio? Non dico del risparmio finalizzato a qualcosa (ad esempio per cambiare macchina o acquistare casa) ma proprio del risparmio fine a se stesso, come norma di vita e comportamento virtuoso a prescindere.
      E non solo in famiglia, soprattutto ricordo certe letture sui libri di scuola.
      Perché boicottavano così il consumo?

      Poi vorrei aggiungere una curiosità: Precious Ramotswe in un racconto giallo diceva che in Zimbawe uno che guadagna abbastanza da poter pagare una cameriera o un giardiniere e non dà loro lavoro, è considerato uno spregevole spilorcio (non ricordo le parole esatte).
      Non ho idea di quanto Alexander McCall Smith sia fedele alla mentalità e alla cultura locale, però mi piace di più questo modo di pensare soprattutto perché era raccontato più come condivisione (di guadagno e di fatiche) tra (quasi) pari piuttosto che come la servitù di Paperone.

      Elimina
    7. Silvia.
      Beh, il Dalai Lama la mette cosi:

      “Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi. perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.»

      Elimina
    8. @ Silvia @ bargazzino

      Alcune fonti che non riesco a reperire ora (ma vale come esempio la tradizione vedica) indicano come, in una civiltà tradizionale, il compito dei mercanti – la classe indù dei vaisya, includente anche artigiani e contadini - fosse quello di fornire la popolazione del loro fabbisogno, e come questo compito fosse primario rispetto al profitto derivante. Non che il profitto non ci dovesse essere, ovviamente, ma la preoccupazione “dharmica” (per restare con il Dalai Lama) del commerciante, e il suo significato sociale, era quella di riconoscere entro se stesso l’utilità collettiva del suo lavoro, ancor prima del profitto che ne sarebbe stato lecitamente tratto, nel senso etico e sovrasostanziale del termine (ma tutto questo è stato derubricato a moralismo; permane ad esempio, nell’ebraismo e nell’islamismo come ciò che è “kasher” e “halal”, soprattutto se riferito al cibo): era perciò motivo d’onore individuale e coerenza esistenziale da perseguire (quant’anche d’ordine trascendentale), e non di mero prestigio sociale od economico, quello di fornire la società dei beni necessari, secondo la cognizione del giusto prezzo, del giusto impiego e del giusto bisogno, per mantenere sia la coesione sociale, che quella culturale e tradizionale della comunità stessa. Prima del soldo tal quale, l’identità sacrale-esistenziale del commerciante consisteva dunque nel sostentare la società, entro la quale riceveva a sua volta protezione, amministrazione e saggia visione rispettivamente dalla classe guerriera e da quella veggente-sacerdotale (gli kshatriya e i brahmana indù, per intenderci). Infatti prima che negli stessi kshatriya montasse l’arroganza del potere, era compito loro il difendere e custodire le classi “subalterne” (vaisya e sudra, ma anche gli stessi brahmana, da cui ricevevano ispirazione – nella cultura celtica l’equivalente erano i druidi): e infatti a morire in battaglia andavano gli kshatriya, non i vaisya o i sudra (visto che cade il centenario della Grande Guerra, le ossa che ancora giacciono sepolte naturalmente sul Carso, nonché quelle nei sacrari, appartenevano in stragrande maggioranza a gente che aveva scarsa o nulla attitudine all’arte della guerra, essendo essi soprattutto contadini, operai, artigiani e quant’altro, mandati al massacro per difendere la patria – scrisse un fante francese: “Sfido chiunque a passare più d’una settimana in trincea senza finire per odiare la propria patria”). Ora sembra proprio che le cose si siano del tutto capovolte.

      Elimina
    9. Forse prof. quello che incosciamente chiedeva Persil e che le chiedo ora anch'io è un'altra cosa.

      Diamo per assodato che a livello macro spendere 10 mld per una TAV che dovrebbe costarne 5 o spendere 10 mld dei quali: 5 mld per una TAV e 5 mld per 5 superstrade da 1 mld l'una produca lo stesso effetto sul PIL.

      Quello che cambia però è la produttività.

      Nel secondo esempio ho 5 superstrade che favoriscono la circolazione delle merci, che diminuiscono i costi di trasporto, che diminuiscono i prezzi del prodotto finale, che aumentano la domanda, che aumenta la produzione, che aumenta l'occupazione, che migliora la bilancia commerciale,che .... etc. etc.

      Questo alla fine nel sistema da 140 equazioni cambierà qualche parametro si o no?
      Potrebbe renderci edotti, grazie?

      Elimina
    10. @ bargazzino @citodacal

      Grazie per le risposte, sono cose che non lo sapevo, molto interessanti.
      Abbiamo la presunzione di considerare le altre culture primordiali e meno evolute, invece ci sarebbe tanto da imparare in termini di umanità (specie in questo ultimo periodo).
      Però continuo a non capire perché fino a qualche decennio fa spingessero tanto il risparmio in una economia basata sul consumo di massa (e con fase di boom già terminata).

      Elimina
    11. Mah, in verità il risparmio è sempre stato più o meno "spinto".
      D' altronde è il fondamento di ogni sistema capitalistico. Anche oggi. Pensa alla fisima degli "sprechi".

      Nel periodo in cui tu eri bambina, diciamo gli anni '70? (se ho capito bene), era più "spinto"? Può darsi.
      Perché?
      La spiegazione ufficiosa, per così dire, dovrebbe essere che era allora necessaria una fase di maggiore accumulazione dei capitali, il che non sarebbe poi sbagliato se i presupposti fossero un eccesso di domanda sull' offerta. Cioè, se l' aumento dei salari fosse andato oltre all' aumento delle produzioni.
      Ma così non è, come abbiamo appreso dal profe.
      E allora?
      E allora era solo la solita scusa per spostare i redditi dal lavoro al capitale, cioè dai poveracci e dal ceto medio verso lor signori.

      Elimina
  3. Le domande giuste spero arrivino anche direttamente dalla grecia.
    Ho una curiosita', ci sono paesi con moltiplicatore molto inferiore a uno? Fatico ainfatti a comprenderlo un moltiplicatore cosi' basso. Se ci sono paesi di quel tipo potrei forse comprenderne il motivo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Temo che tutto quello che ci viene proprinato da questa splendida europa di burocrati non abbia nessuna correlazione con la realtà sia essa economica o di semplice buon senso. Ma se lo dice (e lo nega) l' FMI.....

      Elimina
    2. Se un paese è molto sbilanciato sulle importazioni rispetto ai consumi interni puoi avere un moltiplicatore inferiore ad uno. In questo caso, una politica espansiva del governo si traduce in un aumento di reddito per il resto del mondo (da cui si importa) maggiore del reddito nazionale.
      I soldi che ti da lo stato vanno a finire quindi nelle tasche di qualche azienda estera.

      Elimina
    3. Se al tempo non avevo orecchiato male moltiplicatori inferiori a uno erano adeguati per paesi in via di sviluppo.
      Un famoso (?!) riquadro di Blanchard riportò un paio di anni fa valori più aderenti a quelli indicati nel post.
      In fin dei conti non ne inzeccano una neanche per sbaglio. Perché ora la Grecia somiglia sempre più ogni giorno che passa a un pvs. Sbaglio?

      Elimina
    4. http://it.sputniknews.com/italian.ruvr.ru/2013_06_14/La-Grecia-non-e-piu-paese-sviluppato/

      A te sembra di aver fatto una battuta.
      Ma c' e' chi lo ha certificato (Morgan Stanley)
      La Grecia quest' anno e' passata da paese sviluppato a paese in via di sviluppo (ma direi piu' sottosviluppo, io)

      Elimina
  4. Caro Prof. Bagnai se ho letto bene tra le righe qualcuno nella terra patria della nostra cultura ha trovato la diritta via. Sono in buonissime mani. Amo quella terra e quelle isole e la gente che ci vive (male per ora). Una osservazione "tecnica" modestissima. La ragione era sempre quella, ovvero stop agli acquisti dall'estero per recuperare i pregressi, giusto ? So che è una affermazione forte ma è roba da Corte dell'Aja.

    RispondiElimina
  5. Io ho il sospetto che un moltiplicatore di 0,5 nella realtà non s'è mai visto, o forse si è visto UNA volta, e viene preso regolarmente ad esempio ma solo quando fa comodo.... sbaglio?

    RispondiElimina
  6. Che lo 0,50 di moltiplicatore fosse un falso a questo punto lo sappiamo tutti, gli addetti ai lavori e anche i non addetti che frequentano questo convivio online. Ora... Non parlerò di piazzali Loreto ma. Se un ingegnere sbaglia i calcoli di un ponte in modo tanto grossolano e il ponte ammazza qualcuno, l'ingegnere va in galera. Stesso vale per un medico. Come la mettiamo con gli economisti?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gnente nun c'è pprobblema perché… leconomianonèunascienza (cit. pirl.). Dice fa dice, la ggente mòre? Cazzi sua, la morte fa parte della vita (semicit.). Distruggi una nazione? E cche 'tte freca? Tu magni, bevi, cachi, dormi, fotti, una intervista, un laticlavio, un articolo e via. Tutto bene. Anzi il disastro è un successo, il più grande successo (cit.).





      Finché dura… e finché dura so' cazzi nostri (belli duri e nodosi…)

      Elimina
    2. Io che non sono un esperto di economia avevo perfettamente capito che erano fandonie all' epoca.
      E lo sai perche'? Oltre alla logica elementare, alla portata financo di un non esperto e non particolarmente intelligente come me, c' era il fatto che questi son trent' anni che "si sbagliano". La Russia di Eltsin, l' Argentina di Mennem, ecc. Ecc. Ecc. Ecc.
      Ma vedi. Da loro vige la meritocrazia (l' han sempre per la bocca sta parola, faxci caso). Che e' esattamente questa roba qui.

      Elimina
    3. Ah, e considera che ci va ancora bene, perche' e' l' innovazione "morbida" o "democrarica" , perche' prima, quando la gente era meno tonta (e rintontita, soprattutto) gli erano necessari direttamente i colonelli e gli squadroni della morte (in Argentina, in Grecia, a San Salvador, ecc. Ecc. Ecc.).

      Gli obiettivi erano sempre quelli:
      1) gerarchizzare la societa (la "meritocraazia")
      2) immiserire le masse popolari (funzionale all' obiettivo 1)

      Elimina
    4. Quando uno si sbaglia sempre, e il risultato dello sbaglio è sempre che lui ci guadagna e tu ci perdi, se ne può concludere che a sbagliarsi non è lui.

      Elimina
    5. E infatti gli economisti seri s'incazzano.

      Elimina
  7. A tutti quelli che "la Grecia ha truccato i conti".

    RispondiElimina
  8. Questo post è come ghiaccio: cristallino, tagliente e raggelante. È molto chiaro, squarcia la coltre di menzogne. E quello che è successo e succede in Grecia - e come - mette i brividi (del resto è di pochi giorni fa la notizia che ormai nelle farmacie mancano insulina e antibiotici).
    Mi ha fatto venire in mente due cose, mentre pedalavo alacremente lungo la Martesana per tornare a casa (ascoltando lo Stabat Mater di Pergolesi, anche se purtroppo non interpretato da Vivica).
    Una è la pestilenza del 1630 a Milano, come la descrive Manzoni nei Promessi Sposi, con la colpevole negligenza e cecità delle autorità che avrebbero dovuto proteggere la popolazione (e i pochi che lanciavano avvertimenti, perseguitati fino a rischiare il linciaggio).
    L'altra è una frase di Claudio Borghi al convegno di aprile scorso a Roma: "Se quello che diciamo è vero, tutto quello di cui si parla oggi in Italia è inutile". È una frase che mi torna in mente quasi ogni volta che accendo la radio o apro un giornale.
    Mi ricordo che l'avevo tuittata, allora, questa frase, e un piddino tuittarolo - che sosteneva di conoscermi e apprezzarmi per certe mie cosucce - si era detto mortalmente addolorato per quella che riteneva una mia deriva leghista. Al che, con gentilezza eccessiva, l'avevo invitato a non ragionare per appartenenze e a venire a leggere qualcosa su Goofynomics. Qualche tempo dopo ebbe la presunzione idiota di dirmi che questo blog "non l'aveva indotto ad approfondire la questione". Al che ho avuto buon gioco a chiudere con un "Ecco, vede, io invece ho preferito approfondire" (del resto alla fine è diventato talmente importuno che l'ho bloccato).
    Scommetterei che ora va dietro a Landini, l'ultimo fuoco di paglia buono ad arrostire falene.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pedala lungo la Martesana?!? Ma ha una camera iperbarica a casa spero?! :-)))


      P.s.: ai ratt gli spara con la pistola o col fucile?

      Elimina
    2. I bravv donn dan minga tra' i sproposit ;-)

      Elimina
    3. HAHAHAHAH!!!



      P.s.: secondo me mancano una "n" e due "a" (e una u al posto di una o)

      Elimina
  9. Er post tecnico ha sempre un suo fascino.
    Certo che chi ti chiede cosa è andato storto in Grecia e perché, oltre ad aver preso definitivamente coscienza del problema, deve essere anche molto preoccupato per la sua cadrega.

    RispondiElimina
  10. Eh eh eh... caro Bagnai... Anche tu sei incorso in una grave sottostima... i quattro pirla guadagnano ben di più di quei "miseri" 15000$ al mese!

    RispondiElimina
  11. Pronto a essere lapidato pongo una domanda perché non mi torna una cosa. Abbiate compassione, non ho studiato economia e quindi ignoro sicuramente qualche fondamentale ....

    se il moltiplicatore keynesiano è 1/(1-c) , dove c è la propensione al consumo che dovrebbe variare tra 0 e 1, dire che il moltiplicatore è inferiore a 1 equivale a dire che la propensione al consumo è negativa, è possibile? In particolare moltiplicatore 0.5-->c=-1
    Cosa significa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao alessandro. Non dimenticare le importazioni dello stesso paese.
      Nel senso che se il paese dipende molto dalle importazioni dall'estero, quest abbassano il moltiplicatore.

      Infatti: 1/(1-c+m), dove m rappresenta la propensione all'importazione del paese preso in considerazione.
      Comunque, se cerchi nel blog trovi post che spiegano benissimo la cosa.
      Il prof. , tra l'altro, ne ha linkato uno.

      Colgo l'occasione per augurare a tutti buona pasqua.

      Elimina
  12. Molto chiaro, grazie. Sapevo che mi doveva sfuggire qualcosa.

    RispondiElimina
  13. Penso non stoni in coda ai commenti l'aggiornamento della faccenda: E ora lo ammettono anche loro...
    Che immane tristezza però, e che rabbia!

    RispondiElimina
  14. Quale software di stima avete utilizzato Prof. Bagnai?

    RispondiElimina

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.