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domenica 11 maggio 2014

Agli Übermenschen (dalla Corea con furore...)

mikez73 ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Meritocrazia (by Roberto Buffagni)":

Tra l'altro, una pietra quasi tombale sulla presunta spiegazione "culturalista" del differente sviluppo economico delle nazioni si può leggere nel capitolo 9, "Lazy Japanese and thieving Germans", del libro "Cattivi Samaritani" (pubblicato in Italia dalla Bocconi - DAR!) dell'economista coreano Ha-Joon-Chang, che 48 giustamente non si stufa mai di citare.
A mo' di introduzione:

The British used to say similar things about the Germans. Before their economic take-off in the mid-19th century, the Germans were typically described by the British as ‘a dull and heavy people’. ‘Indolence’ was a word that was frequently associated with the Germanic nature. Mary Shelley, the author of Frankenstein, wrote in exasperation after a particularly frustrating altercation with her German coach-driver: the Germans never hurry’. It wasn’t just the British. A French manufacturer who employed German workers complained that they ‘work as and when they please’.
The British also considered the Germans to be slow-witted According to John Russell, a travel writer of the 1820s, the German were a ‘plodding, easily contented people . . . endowed neither will great acuteness of perception nor quickness of feeling’. In particular, according to Russell, they were not open to new ideas; ‘it is long before [a German] can be brought to comprehend the bearings of what is new to him, and it is difficult to rouse him to ardour in its pursuit. No wonder that they were ‘not distinguished by enterprise or activity’, as another mid-19th century British traveller remarked. Germans were also deemed to be too individualistic and unable. to co-operate with each other. The Germans’ inability to co-operate was, in the view of the British, most strongly manifested in the poor quality and maintenance of their public infrastructure, which was so bad that John McPherson, a viceroy of India (and, therefore, well used to treacherous road conditions), wrote, he found the roads so bad in Germany that I directed my course to Italy’.[…]
British travellers in the early 19th century also found the German dishonest— ‘the tradesman and the shopkeeper take advantage of you wherever they can, and to the smallest imaginable amount rather than not take advantage of you at all. . . This knavery is universal’, observed. Sir Arthur Brooke Faulkner, a physician serving in the British army.
Finally, the British thought the Germans to be overly emotional. Today many British seem to think that Germans have an almost genetic emotional deficiency. Yet talking about excessive German emotion, Sir Arthur observed that ‘some will laugh all sorrows away and others, will always indulge in melancholy’. Sir Arthur was an Irishman, so his calling the Germans emotional would be akin to a Finn calliug the Jamaicans a gloomy lot, according to the cultural stereotypes prevailing now.
So there you are. A century ago, the Japanese were lazy rather than hard- working; excessively independent-minded (even for a British socialist!) rather than loyal ‘worker ants’; emotional rather than inscrutable; light-hearted rather than serious; living for today instead of considering the future (as manifested in their sky-high savings rates). A century and half ago, the Germans were in- dolent rather than efficient; individualistic rather than co-operative; emotional rather than rational; stupid rather than clever; dishonest and thieving rather than law-abiding; easy-going rather than disciplined.
These characterizations are puzzling for two reasons. First, if the Japanese and the Germans had such ‘bad’ cultures, how have they become so rich? Second, why were the Japanese and the Germans then so different from their descendants today? How could they have so completely changed their ‘habits of national heritage’?

Postato da mikez73 in Goofynomics alle 11 maggio 2014 13:48




(...dedicato ai porci autorazzisti che inquinano il dibattito con le loro stantie chiacchiere da bar. Non vi piace l'Italia? Nessun problema. Prima lasciamo che le cose vadano come devono andare, e poi un bel foglio di via non si nega a nessuno...)

77 commenti:

  1. Grazie mikez73! Come ho scritto in un post precedente, situazioni di arretratezza economica e culturale non sono irreversibili, ma persistono se le condizioni che le causano non sono modificate. Questo vuol dire che invece di autoflagellarci e deprimerci con l'idea della nostra presunta inferiorità, noi italiani dovremmo interrogarci sulle cause che determinano in noi l'emergere dei peggiori tratti, non direi della nostra natura di italiani, ma della nostra natura di esseri umani, perché tali tratti negativi emergerebbero anche in altri popoli se fossero soggetti alle stesse condizioni in cui ci troviamo noi. E le cause di questa involuzione antropologica dell'italiano (Pasolini docet!) le ha implicitamente indicate Prof. Bagnai nel suo libro, che ha secondo me una dimensione non solo economica ma anche antropologica.

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  2. Come dire che, a seconda delle epoche e del mainstream o altro non ben definibile, le mode e i modi si ripetono, e certi modi vegno attribuiti a popolazioni diverse da popolazioni diverse.
    E pensare che nella Francia del Basso medioevo gli abitanti del sud compresa l'Aquitania, cioè quelli di lingua d'oc - e forse anche DOC, ma non sono in grado di confronti - venivano considerati chiassosi nel parlare e colorati nel vestire da quelli del nord, che si esprimevano in lingua d'oil.
    Ignoro se a tale identificazione, che qualcosa di vero avrà forse avuto boh, fosse annesso un significato dispregiativo.
    In linea di massima, ricordare che il sud è sempre il nord di qualcuno, come il nord è sempre il sud di qualcuno. Nulla so dei parametri di un nord più alto di dove volano le aquile e di un sud più a sud di dove razzolano i pinguini.
    Ma forse non razzolano e rimane pur sempre tutto tutto ma tutto da rifare.
    E se poi consideriamo che "nel loro piccolo anche le formiche" eccetera...
    A proposito, a sud di quale nord si situano le formiche?

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  3. "Quotiens bella non ineunt, non multum venatibus, plus per otium transigunt, dediti somno ciboque, fortissimus quisque ac bellicosissimus nihil agens, delegata domus et penatium et agrorum cura feminis senibusque et infirmissimo cuique ex familia; ipsi hebent, mira diversitate naturae, cum idem homines sic ament inertiam et oderint quietem."


    p.s. come era rovesciato il mondo all'epoca dell'impero romano, eh?! Se eri greco o spagnolo eri a posto, invece se eri tedesco... Certo che, leggendo ciò che ha scritto il francese Tacito, si coglie subito quanto fosse "semiperiferica" la Gallia e come la sua situazione di allora sia molto assimilabile a quella dell'Italia di oggi: "parlar male del paese periferico di turno per illudersi di essere cooptati dal centro".

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    1. A proposito dei Germani e, dunque, di come cambiano le mode e i parametri, ci ricordiamo che Cesare nel De bello Gallico in cui anche dei Germani parla, dice che sì, sono valorosi e forti, ma non possono vincere perché tanto tanto disordinati nella (non) arte militare e che, invece, i Romani - sotto la sua guida, beninteso, e questo è il "frame" sotteso, mica lui lo svela - i Romani.....oh, sì, tutto ok.
      Non so, anziché OK si sarà detto OB, nel senso di omne bonum (est) ciò che i Romani fanno, dicono e vogliono?

      E, al di là del fatto che le caratteristiche storico-economico-militari mutano e, di conseguenza (???, qui c'è da andarci cauti) quelle temperamentali e le mentalità, tener presente che il mainstream - che era, è e probabilmente sempre sarà - ora gira in un modo ora in un altro a seconda del volere e degli interessi delle élite, meno, direi, a seconda della "verità" sostanziale, reale, apparente, alternativa, reale, ideale o che.
      Sallustio all'epoca sua, e Tacito poi, sostenevano che la società contemporanea loro era in decadenza ecc ecc.; decadente o no, mi pare durata ancora parecchio e con notevoli momenti di vitalità e di espansione, quell'espansionismo che non ci piace ma che, di fatto, è indice di forza non decadente.
      Il discorso è, in senso stretto e largo, perfino banale: attenzione, attenzione al mainstream che dice decadenza e debolezza anche quando altro comprova che di ciò non si tratta - e quindi attenzione attenzione quando parla di caratteri immutabili, o parla come se affermasse immutabili certe caratteristiche di un popolo solo perché ne parla al passato per giustificare il presente o al presente come fosse eterno forse per giustificare il futuro - sospettosa, sono - e a chi ha interesse a presentarlo in una maniera piuttosto che in un'altra.
      Dove sta, allora, la verità?
      Ma non possiamo occuparcene dopo, dato che ora abbiamo analisi, dati, corrispondenze, evidenze, prove e perfino ammissioni di quelli che a lungo hanno praticato le omissioni?
      Senza contare che, mainstream o no, l'assiologia - cioè scala dei valori, ed era tanto che non scrivevo quella paroletta narcisa - è ondivaga: venisse di moda e lodato l'ozio, quelli che ora rimproverano agli altri ozio e pigrizia si darebbero da fare a dimostrare che veramente, in realtà, a ben guardare, loro e solo loro sono migliori oziosi degli altri e che oziosi così proprio non ce n'è.
      Ricordare che chi determina la "struttura" decide anche la "sovrastruttura", di cui fanno parte, appunto, i valori dominanti - che sono quelli della classe dominante - (oh, signor G nel senso di Gramsci) come le mode, i modi, i media, i discorsi e bla blì e bla blà.
      E allora?

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  4. Questo rende giustizia della storia, quella vera. Non esistono popoli geneticamente inferiori o superiori, ma tutto dipende dagli eventi e dalle condizioni a cui sono sottoposti.

    Un pensiero che mi è venuto in mente leggendolo, ma che non sono in grado di dimostrare perché non studio il periodo: se le dittature nazionalistiche che hanno avuto questi stati avessero contribuito ad un maggior sviluppo sociale e lavorativo, influendo sugli aspetti sociali suddetti? Mi sembra una spiegazione plausibile, ma bisognerebbe approfondire la questione.

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  5. E' il mio primo intervento, anche se seguo il blog da sempre. Invio la traduzione in italiano del post, sperando sia gradita.

    Gli inglesi dicevano cose simili riguardo i tedeschi. Prima del loro decollo economico a metà del 19° secolo, i tedeschi erano tipicamente descritti dagli inglesi come “persone grasse e indolenti”. Il termine “indolente” è stato frequentemente associato alla natura germanica.
    Mary Shelley, autrice del Frankenstein, in un momento di esasperazione dovuto ad un alterco particolarmente frustrante con un autista tedesco, disse che: “i tedeschi non hanno mai fretta”.
    Non erano solo gli inglesi [a pensarla così]. Un industriale francese che impiegava lavoratori tedeschi lamentava che: “essi lavorano solo come e quando a loro piace”.
    Gli inglesi pensavano che i tedeschi fossero anche lenti di comprendonio. Secondo John Russell, un autore di libri di viaggio del 1820, i tedeschi erano persone grevi, facilone, senza volontà … tarde sia nella percezione che nei sentimenti.
    In particolare, secondo Russell, non erano aperti alle nuove idee: “ci vuole tempo per far loro comprendere i fondamenti di ciò che è nuovo, ed è difficile infonder loro un po’ di ardore nel perseguimento delle novità”. Non c'è da stupirsi, quindi, se venivano considerati indolenti e con uno scarso spirito d’iniziativa – come aveva osservato un altro viaggiatore inglese a metà del 19° secolo.
    I Tedeschi erano anche considerati troppo individualisti ed incapaci a cooperare tra loro. Quest’incapacità si manifestava più fortemente, a giudizio degli inglesi, nella scarsa qualità e nella mancata manutenzione delle loro infrastrutture pubbliche, che erano malridotte al punto tale che John McPherson, un Viceré dell'India [quindi ben avvezzo a cattive condizioni stradali], ebbe a scrivere di esser stato costretto a dirigersi verso l’Italia.
    [ ... ]
    I viaggiatori inglesi del 19° secolo trovavano che i tedeschi fossero disonesti: “i commercianti ed i negozianti approfittano di voi ovunque sia possibile e, piuttosto che rinunciare del tutto, lo fanno anche per gli importi più piccoli da immaginare” … “Questa furfanteria è universale” osservava Sir Arthur Brooke Faulkner, un medico al servizio dell'esercito britannico.
    I Britannici, infine, pensavano che i tedeschi fossero eccessivamente emotivi. Molti Britannici, oggi, sembrano pensare che i tedeschi abbiano un deficit emotivo quasi a livello genetico. Eppure, parlando dell’eccessiva emotività tedesca, Sir Arthur osservò che “alcuni rideranno di tutti i dolori, mentre altri indulgeranno sempre alla malinconia”.
    Sir Arthur era irlandese, ragion per cui definire emotivi i tedeschi equivale a che un finlandese definisca i giamaicani come persone molto tristi, secondo gli stereotipi culturali che prevalgono in questo momento.
    Così stanno le cose.
    Un secolo fa i giapponesi erano considerati pigri e svogliati; di carattere troppo indipendente [persino per un socialista britannico!], e non delle fedeli "formiche operaie”; emotivi, piuttosto che imperscrutabili; di animo leggero e poco serio; portati alla quotidianità invece che al futuro [come dimostrato, in effetti, dal loro altissimo tasso di risparmio!].
    Un secolo e mezzo fa i tedeschi erano considerati indolenti e non efficienti; più individualisti che portati alla cooperazione; più emotivi che razionali; più stupidi che intelligenti; più disonesti e ladri che rispettosi della legge; più tolleranti che disciplinati.
    Queste caratterizzazioni sono sconcertanti per due ragioni. Se i giapponesi ed i tedeschi avevano delle culture così negative, com’è che sono diventati così ricchi? Perché i giapponesi ed i tedeschi, in secondo luogo, erano così diversi dai loro discendenti di oggi? Com’è possibile che abbiano potuto cambiare le loro abitudini e la loro eredità culturale in modo così totale?

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    1. Grazie! Che tu sia lodato!
      Noi diversamente europei, possiamo sputar sangue (con alterne fortune lo ammetto!) per sforzarci di capire le tabelle e le formule, ma non chiedeteci di tradurre un testo di questa lunghezza!!

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    2. Grazie! Personalmente ho gradito molto!

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    3. Direbbe un piddino: ...però loro hanno fatto le riforme...
      ahahah!!!

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  6. Sono autorazzista se penso che in un paese normale non avrebbe senso fare certe considerazioni?? Basta pensare al rinascimento, il quale prefisso dovrebbe rendere un po' insensato il commento: "eh, ma quelli erano altri tempi....."

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  7. E dovremmo cominciare a cercare, e se non ci sono a inventare, i nostri prussiani, o i nostri Meiji.

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  8. Sul dibattito culturale-religioso-economico, che distingue un popolo da un altro, terrei in debito conto la anche la religione.
    Ma, dalla lettura del "Tramonto dell'euro", mi sembra chiaro il messaggio di Bagnai: i tedeschi, fin dall'inizio del '900, provano a fare i furbi.

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  9. Quanto sopra letto, non mi meraviglia affatto. Vivo quotidianamente tra la gente, non arroccato in una torre d'avorio.
    Non esistono situazioni socialmente irreversibili, almeno nel lungo periodo, e rimuovere le condizioni che ci fanno stare male. deve essere un dovere di ognuno di noi, se crediamo e pensiamo di voler vivere in un consesso civile degno di questo nome.
    Il problema è farlo capire alle teste di c..o che stanno a Roma.

    .

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    1. Il problema è sostituirle, le teste di che stanno a Roma. Vaste programme, ma bisogna pur cominciare.

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  10. E meglio che si rassegnino tutti gli imperi del mondo,abbiamo vissuto e vivremo di rendita del nostro passato per sempre,l'Italia e' il Belpaese,è tale rimarrà'.
    Gli stranieri dovranno pagare un caro biglietto per calpestare il nostro suolo,sempre se lo vorremo,in fondo siamo una democrazia matura.

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  11. Ah prof. quando lei parla di conformismo al main stream ed il vivere di rendita di certi personaggi...
    Ad agorà su rai 3 senta cosa dice il parac..arro di zingales! ( non so se l'ha gia visto, minuto 13 e 50"")










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  12. E' notizia di qualche ora fa, Homs è stata liberata e questo indica il collasso del fronte libanese e di quello turco da cui provenivano mercenari ed estremisti islamici. A questi assassini travestiti da milizie di combattenti il governo siriano con sorprendente generosità ha concesso un nullaosta e li sta accompagnando al confine con dei pullman. Homs era centrale nella campagna di liberazione del paese da queste orde che hanno assediato per tre anni la popolazione siriana. Una popolazione che ha dimostrato grande coraggio e che nonostante i massacri perpetrati con lo scopo di diffondere il terrore e la rassegnazione non si è mai arresa. Da oggi si può sperare che l'intero piano della NATO e dei partner arabi per il Medioriente sia arrivato al tracollo.
    Intanto nel sudest dell'Ucraina il referendum ha visto una enorme affluenza nonostante i tentativi dell'esercito e delle milizie di destra di fermarne lo svolgimento con attacchi armati ai seggi. Ora anche se dice di non riconoscerne la validità, la comunità internazionale dovrà per forza di cose tenere conto dei risultati.

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  13. Sarebbe bastato citare (tutto) il Simplicius o qualche aforisma di Nietzsche.

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  14. E una delle più gettonate spiegazioni culturalist qual è? Castacriccacorruzione. Da pag. 171 dello stesso libro: "Moreover, they [i Bad Samaritans: il FMI, la Banca Mondiale, la Troika...] are increasingly using corruption as an ‘explanation’ for the failures of the neo-liberal policies that they have promoted over the past two and a half decades. Those policies have failed because they were wrong, not because they have been overwhelmed by local anti-developmental factors, like corruption or ‘wrong’ culture (as I will discuss in the next chapter), contrary to what is becoming increasingly popular to argue among the Bad Samaritans." Insomma, l'ennesimo format.

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    1. Ma certo. A naso, stai citando dal capitolo 8 dello stesso libro. Da cui proporrei un altro paio di frasi illuminanti (purtroppo ho a disposizione solo l'edizione tascabile in inglese, quella italiana l'ho regalata, inutilmente, e non ho mai avuto modo di controllare come fosse la traduzione):

      - "Most of today's rich countries successfully industrialized despite the fact that their public life was spectacularly corrupt".

      - "Unfortunately, New Public Management-inspired reforms have often increased, rather than reduced, corruption."

      Quest'ultimo mi sembra uno splendido caso di iatrogenesi, cioè di "cura" che in realtà è la vera causa della malattia che dovrebbe curare. Mi sembra che di esempi del genere ne possiamo fare a iosa (Monti e il debito pubblico; l'Euro e l'ombrello di Cipputi etc.)

      E poi le politiche neo-liberali non falliscono mai, per definizione. Hanno solo un fine diverso da quello dichiarato. A fine anni '80, ero un ragazzetto, ho vissuto per qualche mese in Zimbabwe (DAR!) visto che mia madre lavorava per una ONG in ambito sanitario. Per chi lavorava in quel settore, e in quei paesi, il FMI era visto come il fumo negli occhi, cioè come una merda, visto che a fronte dei suoi presunti servigi imponeva sempre tagli al welfare. Privatizzare, privatizzare, privatizzare. Cazzo vuoi tagliare in Africa? Vuoi mettere quanta ciccia in più c'è da noi…

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  15. Professore, premetto che io sono una nullita' e pertanto non conto nulla; inoltre apprezzo molto la sua chiarezza e la passione con cui ha concesso a tante persone (me incluso) di aprire gli occhi. Sono uno dei tanti "de' sinistra" che grazie a lei hanno capito in che trappolone ci hanno fatto cadere. Pero', per quanto mi sforzi al massimo, fatico molto a comprendere come una persona con il suo profilo possa volontariamente associarsi - o comunque in qualche modo stabilire un certo grado di correlazione - con esternazioni di questa fattura:

    https://www.youtube.com/watch?v=SsWv0zbXRBU&feature=player_detailpage#t=154

    Se l'obbiettivo e' quello di cambiare la sinistra "dal di dentro", non esiste secondo lei il lievissimo rischio che questa associazione comprometta l'obbiettivo? E' solo un dubbio eh, la prego non s'incazzi:-)

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    1. La conclusione, come logica vuole, è contenuta nelle premesse...

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    2. ...si è incazzato...( giustamente )

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    3. Scusa, ma qual'è il problema? Ha detto che quei poco di buono di Prodi e c. ci hanno imposto l'euro dicendo che era il nostro bene e sappiamo che cosi non è. Il problema è Borghezio? Il problema è il suo linguaggio? Io non penso, Borghezio è ha detto una cosa sacrosanta e se non lo si riconosce si è disonesti. Preferisco un becero che dice una verità a tutte quelle verginelle disoneste che ci sodomizzano con un linguaggio corretto.

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    4. Una tesi, se è vera, non perde la sua forza. I politici seguono il vento, sentire un leghista che dice di voler liberare "l'Italia" la dice lunga. L'importante è non ragionare per appartenenza e neppure per non-appartenenza (o meglio per ribrezzo). Più la lega prenderà voti grazie alla campagna basta-euro ma mantenendo un profilo come quello del video, più in teoria dovrebbe emergere un partito votabile alle politiche.

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    5. Mi scusi, Sig. Costante, quando hanno chiamato PIIGS i paesi quali l'Italia, ha provato stizza/rabbia o la prova solo nell'ascoltare Borghezio? Abbiamo sperato in una soluzione di "sinistra", ma saranno le destre populiste a risolvere la questione.

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    6. Borghezio e' stato eletto in parlamento in Italia nel 1992, e vi e' rimasto ininterrottamente sino al 1999, quando e' stato eletto al parlamento europeo; negli ultimi 15 anni e' sempre stato a Bruxelles come europarlamentare nelle varie legislature fino ad oggi. Lasciamo perdere per un attimo la collezione delle sue esternazioni che possono essere reperite facilmente su Youtube - che francamente parlano da sole; io sollevavo solo dei dubbi sul fatto che il suo sdoganamento come paladino anti-euro possa contribuire alla giusta causa di divulgazione del Professore; inoltre, per rispondere al tuo punto, secondo me il rischio concreto che anche il becero ci sodomizzi - o comunque sfrutti una battaglia giusta per banali ragioni di soppravvivenza politica esiste eccome. Tutto qua'.

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    7. Giulio, io la vedo così: Salvini è una brava persona. Ma anche fosse un dittatore sarebbe metà del problema. Perché sarebbe il risultato di chi demicraticamente (ah ah ah) ha deciso che dovevi beccarti l'euro è la crisi. Meglio Birghezio che dice figli di mignotta a prodi che dice che grazie a lui e al suo euro avrei lavorato un giorno meno e guadagnato come un giorni di più. Al contrario anche del prof che ha provato a dialogare con la sinistra, come si dice a Roma, non me li copro de pezza, e sino un operaio. Tu mi rovini? Allora tanti saluti.

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    8. Su qui e qua l'accento non va. Ogni tecnica rinvia a una metafisica, e ogni ortografia a una lezzioncina di politica, evidentemente. L'argomento secondo il quale siccome prima sbagliavano adesso non dobbiamo votarli è molto sensato. Ha come logica conseguenza che dobbiamo continuare a votare chi continua a sbagliare. Complimenti! Ho già chiarito che io voto Claudio Borghi e ho spiegato perché. Che Borghezio non sia il mio ideale politico (e quindi, ad esempio, che non lo voterei alle politiche né credo lo voterò alle europee) è chiaro a chiunque sia alfabetizzato e in buona fede. Quale di queste due caratteristiche manca al simpatico Costante?

      LA SINISTRA NON VA CAMBIATA: VA DISTRUTTA. Chiaro così? Se non hanno capito in quattro anni significa che non vogliono capire. E allora guerra di annientamento sia. Dalle sue ceneri forse nascerà qualcosa, ma prima la priorità è terrorizzare Bruxelles.

      Punto.

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    9. :D Concordo al 1000%

      "ASINI-STRA" DELENDA EST.
      E per "asini stra" s'intende, obiously, anche tutto il perenne markettame chic dei vari Flores D'Arcais e di tutti gli altri schiavi repubblichini del grande imbonitore svissero Sor Sorgenio.

      Vota Borghi, Vota Borghi... Italiano, vota Claudio Borghi (e non la solita trippa)

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    10. Non sono de sinistra ma anche io farò come lei sperando che anche i vari partitini liberali pro-euro implodano con l'euro. Nel mio piccolo anche io sono stato insultato e trattato come un eretico (la cosa mi lusinga d'altronde). Mobbasta di vedè gente che si tappa occhi e orecchie davanti a tutto.

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    11. ci stiamo già distruggendo da soli, non so se vale la pena impegnarsi ulteriormente: Mi sono riacvvicinato alla politica da poco, e ho la netta sensazione di ritrovarmi come in quel vecchio film di fantascienza: " L' invasione degli ultracorpi"

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    12. x Giulio Costante.

      Credo sia la vecchia logica del votare "turandosi il naso". Però se prima era sufficiente un semplice fazzoletto, adesso è indispensabile la maschera antigas.

      Personalmente la ammetto ma non posso condividerla.

      Anche perchè ritengo che per cambiare le cose non sia indispensabile votare ( ed anzi credo che la democrazia - legittimata dal nostro voto - sia solo una sottana sfilacciata e bisunta messa lì ad arte per coprire innominabili vergogne).

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    13. @Giulio Costante: vogliamo davvero chiudere gli occhi sullo spregio che le istituzioni europee riversano verso la "loro plebe"? Borghezio è quel che è e sinceramente spero che faccia una qualche evoluzione, ci farebbe un gran favore. Ma questo non toglie che mentre il disprezzo di Borghezio va verso le minoranze quello dell'UE va verso interi popoli. E lo stiamo vedendo in diretta. Cos'altro ci serve?

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    14. Quoto in toto l'intervento seguente di Antonio Crosignani, anche se io a sinistra non ho mai votato. Sig. Costante: hai capito perchè il Prof. è alterato (per parlar forbito)? Sinistra, destra,sù e giù, Lega o no, il punto è un altro: chi ha risposto all'appello? Dopo il 25 Maggio sarà un altra storia e seguiremo solo chi dirà cose giuste. Per noi beninteso.

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    15. Sergio, l'obiettivo non è cambiare la sinistra "dal di dentro", come solo la Puppato può pensare, quando chiede di iscriversi al PD per cambiare il PD.

      L'obiettivo è per molti estremamente chiaro ed unico: SOPRAVVIVERE.
      Poi ci possiamo dividere sull'idea di come sopravvivere:
      - resistendo, mi pare chiaro quale sia il riferimento.
      - Attendendo gli eventi, cioé facendo come i timorosi gattopardiani, i sinistri riformisti del di dentro, gli ortotteri referendumisti o l'associazione di battitori di pugni sui tavolfiori di Bruxelles: gli ignavi danteschi.
      - Alleandoti coi colonizzatori, va da sé che pur essendo su sponde opposte, si sa almeno chi sei e cosa vuoi.

      Capisci da te che se scegli di resistere a qualcuno più forte, non so quanto lungimirante ed intelligente sia rifiutare delle alleanze funzionali con chi dice di avere il tuo stesso nemico in comune. Lo capisci che NON SIAMO in una posizione di forza, vero? Se non l'hai capito beh, che Dio te la mandi buona!

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    16. xSergio: anche se c'è il tuo nome, il mio post era ovviamente in risposta a quello di Giulio.

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    17. Francesco, guarda che sono d'accordo con te, è il Sig.Costante che fà il difficile, lo capisco, beninteso, ma date le circostanze non facciamo gli schizzinosi perchè hai ragione, non siamo in una posizione tale da permettercelo. I Borghezio di ogni partito non sono evitabili (e non ditemi che non ne esistono, magari sono meno grossolani ma più pericolosi perchè nascosti da una parvenza di rispettabilità).

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    18. ma qui stiamo già alla lira a due velocità per vedere di riequilibrare la situazione nord-sud e ancora parliamo di borghezio e di quello che magari diceva 10 anni fa. c..o, ma è come quelli che la colpa è di berlusconi...
      vabbè, proviamo con un altro esempio (ma è l'ultimo perché io francamente me so stufato e il professore ci ha una pazienza che giobbe è una creatura!): siamo in guerra, anzi ci hanno dichiarato guerra.
      o la pillola rossa o la blu.
      l'opzione mezza rossa/mezza blu è come il tavolo: non c'è!

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  16. Sono quasi perfettamente d'accordo con quello che dici: se l'obbiettivo FOSSE quello, allora...
    E questo è uno dei motivi che mi fanno stimare e apprezzare il Prof.

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  17. buongiorno Prof e buongiorno goofyners.
    avrei un quesito riguardante proprio Ha-Joon Chang.
    tempo fa comprai e lessi il suo "23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo" che mi piacque soprattutto perché mi svegliò da alcuni luoghi comuni (in particolare su Stato e mercato).
    poi, su twitter, venni a conoscenza di questa nuova opera ("Cattivi Samaritani" appunto) ma lessi alcuni commenti negativi sul lavoro di traduzione che poteva essere stato fatto dalla Bocconi.
    magari erano malignità o battute, c'è qualcuno che può "rassicurarmi" sul lavoro di traduzione? o che conosce, effettivamente, alcune sviste e mancanze?
    grazie in anticipo.

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  18. Sono romano, disprezzo la lega perché amo profondamente l'Italia (unica e indivisibile) il mio Paese, il mio orgoglio. Alla europee voterò Borghi Claudio per un semplice motivo: perché amo profondamente l'Italia, il mio Paese, il mio orgoglio...

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    1. Guarda che Borghi è uno di quelli che vuole dividere l'Italia, informati meglio.

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    2. Dai Pedro, vai a giocare da un'altra parte. Il web è tanto vasto e puoi trollare in moltissimi altri luoghi (ah, già lo fai...).
      Su quello che dice Borghi, informati meglio, piccolo imberbe bimbominx.

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  19. Potessi votare le idee economiche di Borghi senza votare il suo partito e il resto delle cose che dice, sarebbe bellissimo davvero. Ma non si può, per cui a questo giro scheda bianca.

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  20. Ubi maior minor cessat.
    La sostanza è superiore alla forma e quindi adesso va benissimo anche la Lega.
    Lo sappiamo bene tutti che certe istanze leghiste e certi loro modi di proporsi non fanno figo. Ma sapete che vi dico : ne ho gli zebedei pieni della sinistra intellettualmente superiore e tanto tanto politically correct che però ci ha portato al massacro col sorrisino che dice "io so come vanno le cose al mondo e tu no" ( confesso che un po' ragionavo così anch'io...)
    E ve lo dice uno che a sinistra ha sempre votato.
    Comunque, non so se da qualcuno è stato già detto...LE EUROPEE NON SONO LE POLITICHE ( ma se i piddini vanno avanti così temo lo diventeranno presto ).

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  21. By Ha Joon Chang:

    Bad Samaritans:
    PDF:
    http://www.scribd.com/doc/20987474/Ha-Joon-Chang-Bad-Samaritans
    EPUB:
    http://bookos-z1.org/book/1235799/fe0f49

    Kicking away the ladder:
    PDF:http://bookos-z1.org/book/1126349/f09eea

    23 Things They Don't Tell You About Capitalism
    PDF:
    http://bookos-z1.org/book/1263571/c78a43
    EBOOK:
    http://bookos-z1.org/book/1650750/377382


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  22. Però, in tutto questo, non ho capito se la Corea è un gigante come la Cina o un nano come il Lussemburgo

    Mah, probabilmente la verità sta nel mezzo... (non in senso anatomico)

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  23. Più passa il tempo e più sono convinto di una cosa: chi ancora pone dei "ragionevoli" dubbi nel dare il proprio consenso ad una forza politica che proponga seriamente l'uscita dall'euro e che candidi persone di indiscutibile serietà e onesta intellettuale, ma che si porta dietro qualche scheletro nell'armadio, probabilmente deve ancora acquisire qualche puntino, o gli manca qualche lineetta di collegamento.
    Io faccio fatica a capire cosa vi possa essere di peggio di una situazione nella quale il proprio paese viene costantemente svenduto, i giovani fuggono, la gente perde il proprio lavoro e non ha più nemmeno la possibilità di fuggire.

    Sono dieci anni che per andare al lavoro percorro la Zona Industriale di Padova. La attraverso tutta, cambiando alle volte strada o viale per scansare il traffico.
    Vi posso assicurare che la situazione è tragica e lo è da pochi mesi: c'è stata un'accelerazione nel declino che non è più possibile nascondere.
    E' tutto un proliferare di epigrafi con la scritta VENDESI o AFFITTASI.
    E si capisce perfettamente che sono dei vendesi da sconfitta: lo si vede nell'erba alta e incolta ai bordi dei muretti o lungo il perimetro degli edifici, dalla condizione degli intonaci e delle vetrate, insomma dal degrado...
    Ed è incredibile il contrasto con quelle aziende che sembrano non risentire minimamente della crisi, che hanno il parcheggio pieno di dipendenti, gli spazi curati e le vetrate pulite.
    Forse sono state più fortunate o più competitive, non lo so. Certo è questo che vuole l'Europa. La morte di molti per fare la fortuna di pochi. Ridurre la dimensione della torta ma assicurare fette più grandi a chi ce la fa.

    Ora...anch'io prenderei volentieri a ceffoni un Borghezio che spruzza del disinfettante in treno, dopo che una persona di colore ha lasciato il posto.
    Ma a chi ha causato tutto questo disastro, purtroppo, non credo mi accontenterei di dare dei ceffoni.

    E' una questione di ordini di grandezza. PUNTO.

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    1. @CP
      GIUSTO!
      I compagni (che hanno sempre sbajato e sono sempre animelle belle) si dimenticano di quando Togliatti, da capo del Komintern, firmava gli ordini di deportazione di comunisti non russi in Siberia.

      E poi, quali sono i valori permanenti del divenire storico?

      Perchè le stronzate del santino di Vent. hanno attualità storica? E perchè i due vecchi malvissuti quasi coetanei non ritengono più che quello che dicevano nel '78 sullo SME, non ne abbiano alcuna?

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    2. Cari CP e Il velo, io sarei più pragmatico, scusatemi: prima ci difendiamo da chi ci sta ammazzando, DOPO, quando ci saremo tolti il cappio dal collo, regoleremo i conti con Borghezio. Fare un tratto di strada insieme non mi impegna ad avere gli stessi gusti, le stesse idee. La libertà non ha prezzo, e non guarda in faccia nessuno.

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    3. A settembre dello scorso anno ho chiamato un imprenditore del Veneto, di mia conoscenza per ragioni di lavoro, in quanto, nonostante le precedenti promesse di collaborare, non lo avevo più sentito. A quel tempo non conoscevo ancora Bagnai e la natura diabolica della moneta unica, ma avvertivo la crisi. L'imprenditore era un di quei simpaticoni, allegroni ed un po' guasconi, ma in grado di fare un buon prodotto di qualità. Il tono dell'imprenditore al telefono era completamente diverso da quello che gli conoscevo e mi disse: "le cose non vanno bene, non si vende più e molti nel mio settore hanno già chiuso. Io ho sei mesi o al massimo un anno di autonomia: se non succede qualcosa di buono subito chiudo anch'io e licenzio i miei operai." Inutile dire che non ho avuto più il coraggio di richiamarlo.

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  24. E' vero le europee non sono le politiche...però è innegabile il fatto che "queste europee" nel contesto temporale in cui ci troviamo...abbiano una importanza non indifferente, almeno sul piano "psicologico"...

    Capisco la scelta di Borghi e "l'appoggio" offerto dal Prof. Bagnai...Vedo l'entusiasmo di 2 scienziati e studiosi che cercano di tirarci fuori da questa brutta situazione...

    Probabilmente si tratta solo di strumentalizzazione da parte della lega...ad ogni modo spero che Borghi possa entrare nel parlamento europeo.

    Speriamo che questa scelta (lega) in qualche modo non vi si ritorca contro...

    off topic
    da cittadino medio e poco informato quale ritengo di essere...ad un eventuale referendum sull'euro...voterei per uscirne...

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  25. Ci sono notizie che alimentano il desiderio di vendetta.
    Ma noi siamo persone razionali ed amiamo i piatti serviti freddi....
    http://www.repubblica.it/economia/2014/05/12/news/grilli_assunto_in_jp_morgan-85917615/?ref=HRLV-3

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    1. La notizia non mi sorprende, anzi ci avrei scommesso! Il meccanismo delle porte girevoli è ben oliato ed in funzione a pieno regime; spero non vada fuori giri con tutta la gente che spera di farne uso...

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  26. È utile ricordare (agli smemorati) che il prof si era rivolto PRIMA alla sinistra, quindi le paternali sono del tutto gratuite. Ha già fatto notare, inoltre, che non è il momento di indugiare: la casa brucia. Pensiamo a uscirne vivi, poi troveremo il piromane (che già conosciamo) per impedirgli di appiccare nuovamente l'incendio. Infine: è peggio il becero razzismo leghista o il criminale auto-razzismo de sinistra? E che dire del folle moralismo dell'ERF, dove "R" sta per "redemption"?

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  27. Secondo me, bisogna capire due cose: a) che cosa ci sta succedendo; b) che la situazione è grave. A questo punto, sai che cosa devi fare.
    Rem tene, verba (et acta) sequentur.

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    1. Perfetto. Più chiaro e semplice di così non si poteva dire!

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  28. .....il generale Géraud Réveilhac, nei primi mesi del 1915. Di fronte alla ritrosia dei soldati nell'uscire da una trincea nell'ambito di un attacco senza possibilità di successo,ordinò di aprire il fuoco sulle proprie truppe a mo' di sprone.
    Ci sono troppi Generali Broulard e Mireau che vogliono spingerci nel "formicaio" (orribili metafore di politici italiani).Borghi fa la sua battaglia (che è anche la nostra) e la vuole portare nell'emisfero strasburgico.
    Ma con chi altri poteva candidarsi? Qualcuno me lo spiega?
    Fate un po' come se fossimo in un collegio uninominale secco e votate la persona con un po' di pragmatismo.
    Salvini ha avuto poco tempo a disposizione dalla sua presa di coscienza no euro e non mi sembra strumentale.Si vedrà in futuro come evolverà la situazione.
    Con tutti gli altri ci finiamo dritti al formicaio.

    P.S. Molti ci sono già finiti.

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  29. C'è il rischio, secondo voi amici blogger, che dopo le elezioni europee avvenga un calo di attenzione, da parte del grande pubblico, verso il tema euro sì, euro no ?

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    1. Sì, dai, speriamo, così ci fa ancora uno di quei post bellissimi di musica?

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    2. Noto che le lamentele arrivano da parecchia gente...dalla vecchietta, al panettiere, al salumiere...ecc ecc...che vorrebbero la lira...e ne rimango sorpreso, perchè spesso questo tipo di pensiero arriva proprio da persone che non ti aspetti...

      Che male c'è nel rendere consapevoli i cittadini dei danni che l'euro ha fatto e che continua a fare? e che uscirne non è tutto questo dramma?

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    3. A me invece, caro Prof., dispiacerebbe.
      Perché piano piano mi accorgo che anche all'interno della sinistra i tempi stanno diventando maturi.
      Nel Suo libro si dice, giustamente a mio avviso, che nessuno della classe dirigente vuole rimanere col cerino in mano, e quindi nessuno vuole assumersi la responsabilità di dire ABBIAMO SBAGLIATO.
      Ma, in fin dei conti, anche a sinistra è difficile andare più in basso di adesso: per questo credo che potrebbero aprirsi delle opportunità, in termini di vantaggio competitivo politico ovviamente, per coloro che uscissero allo scoperto serenamente e facessero mea culpa.
      Mi sembra che Stefano Fassina non sia così distante da tale posizione, ma ho la concreta impressione che ce ne siano molti altri. Nel Partito Democratico, intendo. :-)

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    4. Mi sa che il 12 aprile a Roma non c'eri e non hai assistito alla tavola rotonda.....

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    5. No Francesca, il 12 aprile a Roma non c'ero. E' accaduto qualcosa di significativo ?
      Scusa la mia ignoranza, sai, ma mi hai messo la pulce nell'orecchio :-)

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    6. Ha fatto una delle sue periodiche marce indietro, nel posto e al momento sbagliato. Sbagliato dal nostro punto di vista, si intende: magari lui avrà avuto leciti motivi tattici, dipendenti da dialettiche interne al suo partito, per dire che la sovranità monetaria è una puttanata pazzesca. O magari lo crede. Sai che non mi interessa più tanto?

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    7. Il match tra il Prof. e Fassina e' stato esilarante! C'e' sicuramente lo streaming da qualche parte in rete ( perdonami se non ti fornisco un link ma non sono brava con queste cose :-( ) e merita di essere visto ma ancor di piu merita il video sulla Grecia!

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    8. Allora aveva ragione Renzi a dire "Fassina chi" !
      E' proprio un politicante di basso pregio.
      Evidentemente Fassina, dopo le sberle prese in politica, aveva deciso di buttarsi nell'economia ma, a quel che mi dite, è stato rincalcato bene bene anche lì :-)
      Applausi !!!

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  30. A proposito di razze ed abitudini dal punto di vista lavorativo.
    Sono un piccolo imprenditore del Tessile-Abbigliamento, e ho a che fare da molti anni con committenza nordeuropea in generale e tedesca in particolare. La mia esperienza mi fa sorridere quando sento parlare di una presunta superiorità delle suddette popolazioni nei nostri confronti. I tedeschi, per esempio, sono atterriti dai problemi e dagli intoppi che, lavorando, possono sempre accadere. Se ti vuoi fare nemico un tedesco, presentagli un problema. La loro convinzione, forse derivante da Hegel riadattato (tutto ciò che è razionale è GIA' reale) è che basti una feroce programmazione perché le cose siano realizzate. Obiettivi e risultati, e ciò che sta in mezzo sembra infastidirli, mentre spesso per noi italiani la bellezza del lavoro è proprio lì, nell'uso quotidiano delle nostre abilità e nell'assaporare ciò che si costruisce.

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  31. Per rassicurare la coscienza di tutti coloro che sono in preda al rimorso, dovendo votare il "leghista Borghi", riporto il testo di una frequentatrice di twitter (non ho approfondito la notizia, ma possono farlo altri in questo momento): "La procura chiude 2 circoli del PD: erano in mano alla 'ndrangheta". Mantova, sospette infiltrazioni della 'ndrangheta: due circoli PD commissariati. A Viadana e Cognozzo-Cicognara, nel Mantovano, inchieste della procura e strani episodii di cronaca nera portano i vertici democratici ad azzerare due sezioni".
    Bisogna naturalmente approfondire, e naturalmente non si può fare di ogni erba un fascio, tuttavia sembrano lontani i tempi di Ludovico Grossi. Vero, Alberto?

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  32. Non capisco la ritrosia di alcuni a votare Lega, nel doverlo giustificare a tutti i costi con la presenza di un candidato meritevolissimo e determinante come Claudio Borghi o di infarcire la scelta con distinguo di ogni tipo. Fate finta di prendere un autobus e quando sarete stanchi dell'autista, prenoterete la fermata e scenderete. È solo un voto, non un matrimonio indissolubile come vorrebbero fascistoidamente imporci dall'altra sponda al grido "L'euro è irreversibile". Lega sì, Lega no? Io dico sì, mi basta il coraggio della disperazione oltre alle razionali valutazioni politiche sempre espresse in queste pagine.

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    1. Sottoscrivo al 1000%!
      E come giustamente ha detto Rinaldi al Bastaeuro tour di Roma, per la prima volta voto la persona che voglio davvero!
      Al momento abbiamo solo due armi per difenderci in questa guerra ma entrambe potenti:
      1) VOTARE LA LEGA ALLE EUROPEE
      2)CONTRIBUIRE ECONOMICAMENTE SU A/SIMMETRIE
      Dovremmo essere orgogliosi di poter fare qualcosa per il nostro paese e non perderci in troppe seghe mentali.

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    2. Francesca, per il punto 1 ho deciso di prendere spunto dal voto di scambio di Renzi. Non prometto 80 euro, ne assicuro 100 al mese ad un familiare in difficoltà in cambio del voto a Borghi ed altrettanto faccio, anche se in misura minore, con i miei genitori. Sono 4 voti, di più non posso fare perché gli amici sono irrecuperabili...troppo a sinistra. Per il punto 2 provvederò entro la fine del mese nella misura in cui consigliava il professor Bagnai per i non imprenditori.

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  33. Mi permetto di segnalare questo articolo:

    http://www.zerohedge.com/news/2014-05-11/angela-merkel-ledge-not-fair-i-am-not-going-commit-suicide
    Zerohedge riprende un reportage del Financial Times, e svela il retroscena della caduta del governo Berlusconi e della messa in pilota automatico dell'Italia, comprese le lacrimucce della Merkel per il suo potenziale suicidio politico. A suicidarsi invece sappiamo bene in questi 3 anni chi sono stati, e non politicamente ma purtroppo sul serio: piccoli imprenditori, persone che hanno perso il lavoro, pensionati che non arrivano a fine mese ecc.

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  34. Qualcuno ha letto questo paper pubblicato dal FMI qualche giorno fa sull'Italia?

    http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2014/wp1479.pdf

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  35. Credo utile riproporre un commento che avevo postato a settembre del 2013:
    "Non sono vecchissimo, sono sulla sessantina, ho percorso anch'io un pò di strade tutte però sul versante, nel mio piccolo, dell'"impegno sociale" come si diceva una volta. fin da ragazzo mi sono impegnato nel movimento studentesco, poi nella cultura fondando insiema ad altri un circolo arci, poi con un esperienza breve ma intensa nel comparto alimentarista della cgil per una lotta, dentro le fabbriche di conserve alimentari dell'agro nocerino, al capolarato. Io mi sento di sinistra, ma la vivo, ormai, come una identità molto più ampia che abbraccia l'umanità delle persone al di là della ideologia, paravento per le scelte dei partiti della sinistra che di sinistra hanno mostrato ogni volta di non avere più niente da quando hanno abbracciato la globalizzazione liberista, svenduto i beni dello stato e ceduto ad altri la nostra sovranità e via di questo passo per partecipare poi alla costruzione della grande e ipocrita messa in scena della guerra al terrorismo, per la difesa di una democrazia che maschera gli interessi di una elitè finanziaria che produce armi , che si impossessa delle fonti energetiche, che gestisce il commercio alimentare e impone ai contadini del mondo le sue sementi, che sottrae autonomia e sovranità con istituzioni sovranazionali che ci ingabbiano con le loro regole. La sinistra vera c'è ancora ma non ha più etichette. Ha invece il volto semplice di chi ha i piedi per terra e non nega per partito preso la realtà dei fatti, di chi concretamente guarda all'interesse generale e tende la mano al di là degli steccati".

    La sinistra è morta perchè ne hanno ucciso l'anima, è rimasta solo una maschera e anche quella è troppo logora per riuscire a nascondere la verità che dietro di essa è in agguato un nuovo fascismo. Ad ulteriore prova di questo ci sono gli eventi ucraini. Il nostro PD non si è fatto scrupolo di sostenere  il colpo di stato condotto dalla destra nazionalista a dal partito neonazista Svoboda che ha come nume tutelare uno dei più efferati criminali che la storia abbia mai conosciuto.
    Nemmeno spaventano le dichiarazioni di chi nel governo fascista dice di voler procedere ad una pulizia etnica. Sono d'accordo con il prof, quello che resta della cosiddetta sinistra non reggerà ancora molto, il suo destino è segnato.

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