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mercoledì 24 luglio 2013

...e ai marxisti dell'Illinois

Botta e risposta.





(povero compagno M! Con la "m" di meringa, chiederete voi? No, non esattamente, risponderò io. Conti troppo poco perché possa ora perder tempo a dimostrare l'inconsistenza e la slealtà delle tue becere scempiaggini, dettate solo dalla paura di essere definitivamente spiazzato nel tuo patetico e inconsistente anelito verso il potere politico, nonché la dilettantesca e opportunistica approssimazione degli strafalcioni profferiti dal tuo nuovo guru. Quando lo farò ci divertiremo. Noi. Tu continuerai a ragliare di uccisione di padroni nemici del proletariato nel tuo blog che nessuno legge. Mi metti una grande tristezza. Intanto, come dire, la Storia va avanti. Piccoli ortotteri crescono. Starà a loro decidere se continuare ad avanzare, o fare, come tante altre volte, i due rituali passi indietro. Fondamentalmente è un problema loro: ognuno si suicida come crede. L'unico che non può farlo sei tu, Ars Longa, cialtrone cuor di leone, perché tu, politicamente, sei nato morto. Lo sei se gli ortotteri decidono di fare la cosa giusta, ma lo sei anche se decideranno di fare la cosa sbagliata, perché quale sia la tua iniziale gli italiani lo hanno capito, e di quella roba lì non ne vogliono più. Anche tu potevi fare la cosa giusta: stare al posto tuo, piccolo imbonitore di provincia! Hai fatto la cosa sbagliata. Mi dispiace).

(registro con disappunto la caduta di stile di sinistrainrete. Qui non si tratta di animare un dibattito. Si tratta di dar voce agli attacchi diffamatori di squallidi dilettanti. D'altra parte, se la sinistra in Italia è stata ed è tuttora complice di un progetto fascista e antidemocratico, occorrerà pure che chi a questo progetto aderisce faccia coerentemente disinformazione, non vi pare? Guarda un po'! Smette il Sole 24 Ore, e cominciano loro. Viene da dire che è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo... Occhio però, perché gli italiani cominciano a riconoscerne cause, significato ed effetti. Non è una minaccia, va da sé, quelle le lascio a voi. È una promessa, che manterremo).



38 commenti:

  1. Già...questioni sofisticatissime che richiedono visione d'assieme; competenze politiche di livello sopraffino.
    Suvvia, stiamo parlando di politica; degli Stati Uniti d'Europa; del sempiterno fogno della sinistra italiana.
    E che sarà mai la distruzione dei diritti individuali; delle pensioni e dei salari di fronte a quefto fogno ?!!
    Pur con tutto il dovuto rispetto Prof. Bagnai, una delle cose che non condivido del pensiero che lei esprime in maniera così chiara e spesso con sarcasmo ( anche se del suo libro non ho capito proprio tutto ), è la speranza o lavisione di una situazione che " si risolva da se ".
    Tutto indica che non succederà; non diranno mai " scusate abbiamo preso un abbaglio ".
    Ho il grande timore che la situazione si trascini fino ad un punto di non ritorno e sono , umanamente parlando, angosciato !

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    1. Eccone un altro che ha letto un altro blog e un altro libro. La disponibilità dei coglioni ad ammettere di essere coglioni è totalmente scorrelata dalla insostenibilità di ciò che è insostenibile. Non capisco proprio il senso della tua osservazione. E guarda il bicchiere mezzo pieno: quando queste merde avranno portato l'Italia sull'orlo della guerra civile (perché questo stanno facendo), poi dovranno anche avere una mira migliore dei loro avversari. E su questo, sinceramente, ho dei forti dubbi.

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  2. "Alla Germania interessa l’Unione Europea e non l’Euro. Gli italiani vogliono far saltare la moneta unica? Magari! Sai che festa a Berlino."

    Più che di sinistrainrete parlerei di "sinistra nella rete", in trappola oramai.

    Che triste il compagno M. Neanche ricorda, lui, quello che Marx disse, e cioè che: "La coscienza non può mai essere qualcosa di diverso dall'essere cosciente." Imprigionati dal loro inganno e privati della consapevolezza delle proprie azioni i nuovi marxisti de' noantri procedono impavidamente verso un suicidio certo e meritato. Perciò, a questo punto, è giusto che finisca così (speriamo il prima possibile).

    Le risposte (di sinistra) sono altrove...

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  3. Inizio a capire la rudezza di alcune risposte del professore.... a essere presi di mira così, senza senso alcuno, non deve far proprio piacere (per usare un eufemismo). Prof. Bagnai, le lanciano addosso equivoche accuse di ignoranza ("Questa è storia e dovrebbero conoscerla anche gli econometristi di Pescara.") senza poi argomentare se non il nulla. E senza il coraggio di chiamarla per nome. Che "stile" che sfoderano, non c'è che dire. Forse che Ars Longa rifacendosi ad Ippocrate non si è accorto che Seneca citando il motto di Ippocrate si riferisce allo spreco di tempo in inutili occupazioni. Esattamente come lo scrivere quell'articolo!

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  4. Attenzione! Citazione! Abbiamo aperto una breccia nei cuoricini dei grillini?! http://www.beppegrillo.it/2013/07/il_diavolo_veste_merkel.html

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  5. Ho letto l'articolo sul Sole citato, che dice:

    "Chi ci giudica sembra non aver capito che è stato proprio per "tenere sotto controllo" a modo loro i conti pubblici – in realtà già sotto controllo – che a partire dal 2011 abbiamo fatto crollare l'economia. Dovevamo solo cambiare presidente del Consiglio e Governo. Non modificare in modo radicale la nostra politica economica e imboccare una china ateniese."

    Ma il "Fate presto" in prima pagina a 9 colonne sul Sole che ci fece imboccare di corsa e con grande entusiasmo la china ateniese chi ce lo mise? Che razza di ipocrisia da voltagabbana e' questa?

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  6. il post sul blog ortottero è vero ? non ci posso credere . senza dubbio verrà fagocitato da immediati 9000 post ininfluenti su terrazzamenti ecodestrutturanti bioassimilanti , florearomaterapia , cacciaviti autoavvitanti e viti autocaccianti .
    a parte la facile ironia , mentre leggevo il post mi sembrava di venire preso a sberle dalla realtà . una bella ma sconcertante sensazione

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  7. Mi viene in mente un pezzo di Trilussa: "Inchini e inchini: ha fatto sempre un'arte! Che novità sarà pe' quela schina de sentisse piegà dall'antra parte!

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  8. Prof, il tuo miserando stato di *econometrista* di Pescara non ti consente di apprezzare l'ampio affresco della Storia e l'afflato dello Spirito che dialetticamente la forgia e la indirizza: a stare con la testa china sui numeri si fa il mestiere del contabile, e la contabilità nazionale è di destra, fascista, autoritaria...

    Ormai fanno solo pietà questi residuati bellici, pronti ad applaudire Alesina e Giavazzi quando dipingono l'inflazione come il male assoluto, ossessionati dalla perdita di mezzo punto percentuale sulla quota salari, abbarbicati al Fogno Europeo incarnato dall'unione monetaria.
    Non dovrà essere dimenticata la responsabilità politica di chi discettando di uscita da sinistra nei fatti invita gli altri a rimanere a novanta gradi per facilitare il compito a chi di dovere...

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    1. Questa responsabilità a un nome e un cognome. Il nome è quello di un rivoluzionario. Il cognome è quello di un teatro. Il risultato è una farsa. Ne parleremo.

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  9. La sinistra italiana è sempre stata politicamente dipendente dall'ideologismo, se posso usare un neologismo.
    Non l'ideologia, come sarebbe stato facile argomentare, parlando dei tempi in cui esisteva un partito che si rifaceva alla cultura comunista, ma dell'ideologismo, come ha scritto il professore nel suo libro, ossia dell'impalcatura politologica americana per la quale il rappresentante del popolino deve vendergli un'idea che faccia sognare il popolino medesimo, che lo sollevi dagli affanni e lo consegni, seppure restando confinato nella fantasia, ad un futuro migliore e desiderabile.
    Nulla importa che questo "sogno" sia realizzabile o meno o sia addirittura nefasto.

    Essi sono molto peggio dei clericali che culturalmente hanno fatto finta di avversare, poichè essi credono in un dogma, l'euroassioma, al quale è indispensabile aderire esclusivamente per fede e celebrano i sacrileghi rituali religiosi dell'austerità che risana e del battesimo del tasso di cambio fisso che disciplina, oltre la confessione dei peccati al cancelliere tedesco di turno.
    Tutto ciò ha sostituito la liturgia socialista dell'egualitarismo centralizzato, del materialismo storico inevitabile marxiano.

    Essi sono i nuovi fedeli dell'euroreligione, nemici della verità scientifica e del progresso materiale dei popoli, oscurantisti e settari, sostenuti dall'inquisizione mediatica.

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    1. Bisognerebbe prima mettersi d'accordo su cosa si intende per sinistra. Il PD non credo abbia nulla in comune con tale termine. Lo dimostra la totale abnegazione con la quale sostengono con forza politiche economiche di stampo neoliberista.

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  10. Scusate l'ignoranza, non conoscevo "sinistrainrete": qualcuno mi dice CHI è ? ... intendo quello con la "m" di meringa ...
    Grazie
    Ah dimenticavo: comunque "lo ringrazio dell'osservazione".

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  11. Cito dall'articolo del Sole 24 Ore: "È indubbio che il debito pubblico italiano sia troppo alto e che vada ridotto attraverso tagli ormai più non rinviabili alla spesa e agli sprechi. Ma è impossibile migliorare il rapporto debito/Pil, che sembra essere l'unica bussola con cui, bene o male, i mercati giudicano i debiti sovrani, se l'eccessiva austerità uccide la crescita."
    Ma come si fa a sostenere contemporaneamete la necessità di ulteriori tagli alla spesa e la necessità di rallentare le politiche di austerità? Siamo alle solite: siamo ancora alla Supply side Economics...

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  12. Molti di questi soggetti sono mossi dalle motivazioni che elenchi. Nel mix ci sono palesi cazzate che possono indurre a credere si tratti solo di dilettanti.

    Però nel sistematico stravolgimento delle tue argomentazioni scorgo un metodo (Goebbels: ripetere sempre le stesse falsità). Confrontiamo ad esempio questo passaggio (e periodi seguenti) dall'articolo del grande capo Lungo Culo

    Magari se la fanno saltare [N.d.CdB: l'eurozona (EZ)] senza predisporre quelle due o tre cose di base che ancora Brancaccio sottolinea (indicizzazione dei salari, ripristino temporaneo dei controlli amministrativi sui prezzi “base”, politiche di limitazioni degli scambi) anche meglio.

    … con la "agenda Bagnai", Anni buttati, sul reddito, le considerazioni sull'uscita dall'EZ in questo commento di Lorenzo e alcuni passaggi tratti da Il tramonto dell'euro (i numeri di pagina si riferiscono all'edizione cartacea) per il solo tema dell'indicizzazione salari:

    Quelli che "l'inflazione è la più iniqua delle imposte…"

    p. 212 La favoletta luogocomunista quindi non funziona (né ce lo saremmo aspettato). In realtà, tassi d’inflazione relativamente sostenuti sono spesso associati a tassi di disoccupazione contenuti e quindi a posizioni di forza dei lavoratori nelle contrattazioni sindacali, a beneficio del mantenimento della crescita dei salari reali, e della quota dei salari sul prodotto. Il processo di disinflazione compiuto negli anni Settanta, viceversa, ha eroso (via disoccupazione) le posizioni contrattuali dei lavoratori, favorendo lo smantellamento dei presidi del loro potere d’acquisto (meccanismi d’indicizzazione del salari) e quindi, inevitabilmente, riducendo la quota dei salari sul prodotto.


    L'iperinflazione distruggerebbe la nostra ricchezza!

    p. 296 Quest’ultima misura, in effetti, può sembrare contraddittoria rispetto all’obiettivo di contenimento dell’inflazione, almeno se la si valuta alla luce del racconto che ci viene fatto abitualmente, secondo cui il meccanismo della “scala mobile” sarebbe stato fra i principali responsabili dell’inflazione sperimentata in Italia fra la metà degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta (ricordate le parole dell’onorevole Andreatta? “Il demenziale rafforzamento della scala mobile…”). Il fatto è però che gli studi scientifici non sono così univoci nel concludere che l’indicizzazione dei salari (cioè l’aggancio automatico dei salari all’evoluzione del costo della vita) porti necessariamente a una maggiore inflazione. Holland (1995) per gli Stati Uniti, Banca nazionale belga (2008) per il Belgio, eccetera, non trovano relazioni evidenti fra la presenza di indicizzazione e l’intensità dell’inflazione.

    p. 297 Se le valutazioni di Nuti sono corrette, in caso di euroexit converrebbe senz’altro ripristinare qualche meccanismo di indicizzazione, per il semplice motivo che l’inflazione che ragionevolmente ci possiamo attendere (a spanna, fra il 5 per cento e il 9 per cento, vedi sopra) è di molto inferiore alle aspettative di inflazione criminosamente alimentate da chi parla di iperinflazione di tipo argentino, a due o tre cifre. Ripristinare un meccanismo di indicizzazione sarebbe il modo più efficace e razionale per disinnescare i potenziali danni creati da aspettative così distorte.

    … e quando non stravolgono commentano frasi fuori contesto.

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    1. Sono dei fascisti che usano le tecniche di Bisin. Del resto, in Italia, l'odio per la verità e per le PMI accomuna, stranamente, spaghetti-liberisti e marxisti dell'Illinois. Io, ahimè, faccio ombra a entrambi, perché non sono fascista (ed entrambi lo sono, nella loro difesa dell'euro), e in più mi capita di essere più economista di molti spaghetti-liberisti (senza titoli, senza conoscenze di econometria, senza rudimenti di economia internazionale) e molto più a sinistra dei marxisti dell'Illinois, per i quali i problemi si risolvono uccidendo il padrone, o rimuovendo la metastasi delle PMI.

      Questa feccia è nemica dell'Italia, è vostra nemica.

      Sapete dove abitano, ma vi esorto a dimenticarlo. Lasciate che se ne occupi la SStoria.

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  13. Non si firmano neanche con nome e cognome.

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  14. Anch'io aggrottavo le ciglia leggendo il passo riportato da Gaetano ... che sia un passo piu' o meno occulto per cambiar parte e dire dopo che l'avevano detto?
    Il pezzo di Ars Longa e' costernante, la faziosita' evidentemente non e' confinata alla politica. Almeno la premiata forneria A&G sforna retoriche migliori, questa e' veramente insfangabile.
    Quello che continuamente mi stupisce di questo blog e' come definizioni e metafore originali ma magari non estremamente sofisticate siano applicabili e continuino ad essere applicabili. Per esempio Ars Longa ce lo vedo benissimo come marxista dell'Illinois ... ma pare che siano o tanti, o duri di comprendonio, o entrambi: ne saltano sempre fuori di nuovi, e quelli vecchi mica s'arrendono!

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    1. Infatti è uno di loro, ed è anche riconoscibilissimo, povero idiota. A proposito, visto che è anonimo, posso dirgli che è una vera merda d'uomo, giusto? Tanto mica lo diffamo: il suo nome (che io conosco, e anche voi) non appare. Sì, amico, so chi sei. Ma tranquillo, non mi interessi. Mi occuperò, nel tempo libero, dell'armata Brancaccioleone. Preparati, dai, schiuma, sputa il tuo torbido livore, facce ride, povero scemo...

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  15. Buongiorno proffe

    questa mattina ho buttato nel cesso una mezzora di tempo poiche`, avendo notato che sinistrainrete riposta articoli di altri blog, ho voluto cercare l'originale (irradiazioni) per dare un'occhio ai commenti: ne e' uscito un quadro desolante sul/sugli autore/i del blog... un branco di psicopatici con i quali non vale la pena di perdere un solo minuto a discutere...
    Basta guardare cosa scrivono nel link alle note sull'autore del blog:

    "[...] Per lo più questo blog si occupa di temi economici e politici, perciò una regola di buona prudenza è quello di non dilungarsi troppo sui particolari biografici dell’autore.

    PS. Principalmente il gruppo di autori che posta sul sito non ha intenzione di diventare famoso, di andare in televisione, di candidarsi a qualche carica politica. Perciò [...] la firma collettiva del blog rimane “Ars Longa”. [...] Inutile quindi manifestare dissenso in merito che non sarà pubblicato."

    E con questo abbiamo detto tutto... complimentoni a sinistrinrete per il livello delle loro scelte editoriali...

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    1. sinistrainrete si è resa complice di una squallida aggressione fascista, perdendo qualsiasi autorevolezza, se mai ne ha avuta una. Ma questo rimane un problema suo. Quando le cose saranno andate come sappiamo, certo, ci saranno tante persone da andare a trovare, per ricambiare una visita di cortesia. Non vedo prioritaria una visita a questi mentecatti. Se sarà il caso, con calma, risponderemo.

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  16. Innanzitutto l'impressione è che l'articolo non lo abbia scritto Grillo. C'è troppa differenza tra il suo abituale parlare a vanvera e l'articolo in questione, che palesemente è stato redatto ricalcando pari pari le tesi esposte nel “Tramonto” - la stessa operazione l'aveva già compiuta, con alcuni distinguo, a metà giugno, e ad inizio luglio Vito Lops sul sole24Ore.

    Detto questo, il fatto che Grillo metta in risalto il lavoro di Bagnai non convince perché il suo ruolo è stato quello di annichilire il Pd, e rendere al contempo ingovernabile l'Italia. Come effettivamente è accaduto. Sul Pd è inutile perderci tempo. Così com'è oggi può solo scomparire e sarà meglio per tutti. A condizione, però, che parallelamente si costituisca una forza realmente di sinistra a fungere da contrappeso a ciò che, come si può ben vedere, è ormai un governo mono-partito a guida tedesca - di peggio c'è solo il governo dei preti come in Iran.
    Semplificando, tutto ciò che Grillo tocca si trasforma in qualcos'altro, ecco perché il suo accostarsi al lavoro di Bagnai mi preoccupa e non mi convince.

    Voglio comunque precisare che non vedo un nemico in coloro che hanno votato M5S. Sono convinto che gli elettori M5S siano persone in buona fede consapevoli della necessità di riformare il sistema politico. Per dire, se il M5S la pianta con le storie sulla corruzione e gli stipendi dei parlamentari, e comincia a lavorare sui temi reali, a partire dal riequilibrio del potere d'acquisto di salari e pensioni, la prossima volta lo voto anch'io – tanto non tardiamo molto – ed eventualmente mi cospargo il capo di cenere. Ma per il momento il principale difetto del M5S, oltre a riconoscersi in un individuo che spesso e volentieri parla di cose di cui gli sfugge il più, è quello di pretendere di essere in grado di realizzare il cambiamento da solo, e per di più nel breve termine.

    Infine, visto che si sta squarciando il velo sull'Ue, sarebbe il caso di fare un ulteriore sforzo per comprendere che cosa ci stanno preparando i nostri amici d'oltreoceano.
    Già, perché rischiamo di trasformarci nei “vassalli dell'America”, ovvero di una nazione in procinto di asfaltarci con l'accordo di libero scambio commerciale Usa/Ue, senza che nessuno sollevi il minimo interrogativo (mentre il trattato analogo TPP sta suscitando le proteste di «una varietà di gruppi di cittadini in quasi tutti i 12 paesi - Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Stati Uniti e Vietnam -, che sono attualmente parte del processo di negoziazione»), le cui agenzie di rating ci stanno “fottendo a rating unificati”, e i cui servizi segreti ficcano il naso negli affari altrui, fermamente convinti che il “destino manifesto” dell'America consenta loro di comportarsi come meglio credono.
    Sullo Spiegel online di ieri si legge tra l'altro:
    “Molte aziende ora temono che i servizi segreti non vogliano solo spiare i terroristi ma soprattutto i loro segreti aziendali. Temono per il loro vantaggio in termini di know-how rispetto ai concorrenti americani, inglesi e francesi. E si sono improvvisamente rese conto che devono cominciare a fare qualcosa contro il furto organizzato di dati”.

    E in Italia?

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    1. Dallo stile del post sembra abbastanza chiaro che ci sia stato uno "sforzo" nell'esprimere un messaggio chiaro, conciso e formalmente non troppo dissonante da quelli passati. (L'apparente esterofilia e la satira caustica sulla corruzione hanno fatto sempre parte del personaggio dai tempi di Fantastico e del CAF: elementi che sono stati caratteristiche fondanti della sua estrema popolarità).

      Sicuramente, in quest'ultimo anno, la pressione esterna che ha preso lo staff intorno a Grillo è stata notevole sui temi macroeconomici: le voci che sussurrano in quelle orecchie sono sicuramente tante e una è quella che speriamo tutti abbia preso il sopravvento (è inutile fare gli struzzi, quel counter a lato pagina è asintotico al numero di attivisti ortotteri presenti nel web). Inoltre ci deve essere stata un minimo di pressione interna, se così non fosse Vito Crimi non si sarebbe mai presentato a Pescara.

      In una buona PESTEL non si può poi trascurare che attualmente ci siano anche le condizioni politiche per prendere determinate posizioni.

      Uno spunto di riflessione su come sfruttare la struttura del M5S per la viralità del messaggio, che dalla rete piomba nel mainstream, può essere considerare come sembrano coordinarsi le tecniche di comunicazione.

      Le scelte tendono a conciliare due aspetti:

      1 - ciò in cui Grillo crede personalmente e che nei comizi trasmette direttamente con "la pancia" al target prefissato.

      2 - i temi che invece propone lo staff che sonda costantemente con indagini il sentiment del web, campione statistico da cui si può evincere la dinamica dell'opinione pubblica.

      Non mi ha mai stupito che colui che finisce per "azzo" sia finito a pontificare sul primo blog d'Italia (e fra i primi dieci nel mondo) è stato il blogger che parlava di temi economici in lingua italiana più popolare per molto tempo. Punto. Non credo a nessuna dietrologia.

      Le leggi che governano il mercato della comunicazione in Internet non sono facilmente influenzabili: a differenza che in altri mercati, la "mano invisile" di Smith funziona (ad es. i costi di transazione e di agenzia non sono significativi). L'informazione (che tecnicamente è un bene pubblico) viene distribuita (e quindi venduta) solo se credibile.

      Il M5S non è stato altro che la formalizzazione e la "marchiatura" di un movimento culturale esistente che, nei suoi vari comitati e community, condivide alcuni valori di base (le N stelle?). Un movimento che, tra l'altro, è transnazionale nelle sue peculiarità per area geografica e culturale: spunto che potrebbe essere interessante per le analisi che fai a livello internazionale.

      Poichè alla base esiste un movimento, come tale, dati certi principi di partenza, potrà prendere "aleatoriamente" diverse direzioni. Contano gli influencer.

      Se queste premesse fossero reali, è chiaro che il vertice è una minaccia in quanto "single point of failure" ma anche opportunità in quanto spin doctor de facto.

      Ci sono due scenari assolutamente compatibili: il circolo virtuoso di questa dinamica o quello vizioso, in funzione della bontà dei messaggi passati a monte.

      Un altro spunto può essere la comprensione dei principi su cui Casaleggio lo ha organizzato e di cui c'è ormai una vasta letteratura in merito. Questi principi hanno assolutamente trovato un terreno fertile in un terrorio che presenta aree con la propensione al volontariato più elevate del mondo.

      Ciò che è eterodosso oggi non è detto che non sia ortodosso domani.

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    2. Sbaglio, o lei è quello che ha redatto il post di cui stiamo parlando?

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    3. Oggi mi ha dato del "lei" anche una bellissima ragazza e questo mi sta facendo fare delle serie riflessioni sugli anni e sull'età. Ma lascio ripensamenti e perplessità a Settembre.

      Quindi "LEI" potrei essere io, il Bazaar :-)

      Escludo che il post "di cui stiamo parlando" sia la perla del marxista dell'Illinois visto che la tastiera si sarebbe rifiutata di dare un output in terza persona singolare.

      Rimane proprio quello del capo ortottero e in tal caso ne dedurrei:

      1 - non sono convincente;
      *ma*
      2 - non parlo a vanvera.

      Generalmente ho un'attitudine particolarmente sbilanciata verso le GET rispetto le POST.

      E comunque sono eterottero (anche se non ho nulla contro gli omotteri con cui condivo il trauma di essere nato rincoto).

      Probabilmente mi sfugge qualcosa e ciò non si addice a chi si vende come osservatore.

      p.s.

      Un segnale dall'Alto: prima del click su "Pubblica" mia moglie è intervenuta mostrandomi il suo regalo per me. Una crema anti-rughe.

      Sto tramontando insieme all'Euro.

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  17. anche io vorrei sapere chi è il meringa su sinistrainrete non trovo il chi siamo.

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  18. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  19. M'incurisisce il tipo "M", perché sembra addentro le segrete cose (ma se c'è, c'è dalla parte sbagliata, consapevolmente sbagliata), però si vive lo stesso senza soddisfare questa curiosità, e ci se ne fa una ragione
    (posted by Anima Bella)

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  20. Mi dicono che sono diventato monotono e noioso.
    Ormai parlo solo di euro e di attività fisica: ma le due cose sono connesse, sempre della mia salute e sopravvivenza si parla...
    Stile di vita, direi.
    Ma quanto mi trovo di fronte un amante del McDonald o uno stupido piddino, sfodero la mia arma migliore: lo guardo in silenzio, basito e sorpreso, bocca semiaperta, e resto lì, proferendo le seguenti parole...

    Come Briatore, te ne andrai così come sei venuto, senza un perché....

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    1. DELIZIOSA: SE NON C'E' COPYRIGHT, L'USERO'.

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  21. Ma uno che scrive, riferendosi all'Economist, in risposta a uno che gli fa notare che i dati son quelli del FMI, non dell'Economist:

    "Ma definire poco affidabili i dati che fornisce dal 1843 è accettabile soltanto in un’ottica da troll o, appunto, da sprovveduti."

    cosa gli si vuol dire? A prescindere dal caso specifico, uno così non è proprio competente. Anzi, mi sembra un po' scemotto. Senza contare che fa il solito miscuglio, mette Bagnai, Barnard, antieuro, tutto assieme, per poi dire: io (con Brancaccio) invece ho capito.

    Ha ragione quel tale, questi li fanno con lo stampino, e hanno tutti lo stesso metodo, incredibile. Falsificare ciò che dice l'interlocutore e poi attaccarlo.

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  22. Prof, era già agli atti la confessione del pezzo grosso? Ci sono talmente tante confessioni in giro che ormai faccio confusione. Chissà se si può ancora parlare di confessione poi, vista la sicumera con cui costoro ci spiattellano continuamente i loro piani…
    Certo, finché ci saranno certi paladini della sinistra a spiegarci la Storia, Schäuble e compagni possono dormire tra due guanciali!
    In ogni modo, visto che l’autore di sinistra cita Schäuble dando una interpretazione “che pure a Pescara dovrebbero conoscere” dei piani di costui per l’Europa, facciamocelo dire direttamente da Schäuble quali siano questi piani. E che sorpresa: Certainly Don't Want to Divide Europe!

    L’intervista al solito Spiegel è l’ennesima esposizione di quello che il prof. Bagnai denuncia da sempre come il “metodo euro”, ovvero usare la crisi come grimaldello per costringere i popoli a fare quel che vogliono le élite strasbattendosene di quel che vorrebbero loro (il tutto già ampiamente ammesso da Prodi, Monti, Juncker e chi più ne ha più ne ha più ne metta).
    Se dunque qualcuno a sinistra non è d’accordo con Bagnai, in compenso è d’accordo Schäuble.

    L’articolo è tutto da leggere ma estrapolo alcuni passi particolarmente significativi. Schäuble inizia spiegando come si arrivò alla decisione di introdurre l’euro pur mancando l’unione politica necessaria a renderlo sostenibile.

    Schäuble: …But it's clear that we wanted a political union at the time, but it wasn't possible… …As such, we faced a fundamental question: Do we introduce the euro without having the necessary political union, and do we assume that the euro will bring us closer together, or do we abandon the idea?

    Indovina un po’ quale fu la scelta? Citazione dal solito Juncker: “l’euro dimostrerà di essere il padre dei futuri sviluppi europei”.

    Quando l’intervistatore fa notare che Schäuble parrebbe quasi aver auspicato la crisi in modo da poter finalmente correggere i difetti di nascita dell’euro, questa è la risposta.

    Schäuble: Well, it isn't quite that bad, especially since I don't have a propensity for despair or even resignation. But the more people see what's at stake, the more they are willing to draw the right consequences.
    SPIEGEL: What are the consequences that Europe now has to draw?
    Schäuble: We need more and not less Europe.
    SPIEGEL: You are clearly an advocate of the bicycle theory: Those who don't move fall over.
    Schäuble: Yes, of course.

    Capito il messaggio? Hai voluto la bicicletta dell’euro? E mo’ pedali!

    Dopodiché il nostro si lancia in progetti fantapolitici su come pensa di farci diventare tutti lebensraum della Germania: bontà sua il termine Stati Uniti d’Europa non gli piace (meglio IV Reich?), notevole anche la sua idea di implementazione di democrazia dall’alto: un po’ più di poteri al Parlamento qua, un po’ più di Commissione là, elezione diretta del Presidente ed eccoti un’Europa democratica ex post.
    Quando l’intervistatore gli pone la domanda che leggendo credo ci siamo fatti tutti, ovvero se ritiene ci sia davvero da parte delle nazioni dell’Eurozona più volontà adesso di cedere sovranità di quanta non ce ne fosse negli anni novanta, Schäuble risponde in modo inequivocabile.

    Schäuble: The recognition that this is necessary, and the willingness to do so, has certainly grown due to the crisis , and not just in Germany. I would much prefer that we not have so many crises, and particularly not such severe ones. But every crisis also includes the opportunity to recognize what is necessary . That's what led to the fiscal pact, in which 25 EU countries pledged to improve their fiscal discipline. And that's also how the new Europe will come about .

    “Ed è anche il modo in cui la nuova Europa si realizzerà”, più chiaro di così, ma che ci devono fare, il disegnino?

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  23. Straw man come se piovesse, e mica solo loro, gli omini di paglia ormai son come il prezzemolo.

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  24. Seguendo le orme di un nostro ex (che tanto si era prodigato per diffondere i suoi video e interviste) ero approdata a sollevazione.
    Stessi insulti e anche peggio... non lo legga non ne vale la pena. Stesso anche il livore.
    Gente che gode a vedere le PMI chiudere, senza rendersi conto che più le piccole e medie aziende chiudono, più aumenta la disoccupazione, più le grandissime aziende potranno abbassare i loro stipendi.
    Nemici del piccolo-medio capitale (solo a sentirlo nominare gli va il sangue al cervello) favoriscono l'accrescimento del già gigantesco capitale (e potere) nelle mani di pochissimi.

    E i loro guru, alle dipendenze di queste élite, sanno benissimo quali tasti toccare per far montare l'invidia e il livore e farli agire contro i loro stessi interessi.
    Una volta provavo una certa coprensione e compassione per loro, ora penso che ognuno ha quello che si merita. Peccato che siamo sulla stessa barca.

    E il grande guru economista è il più fetente di tutti. Come lei ha scritto più volte "meglio un nemico di un traditore". Non mi dilungo, sa già che ho il dente avvelenato e non voglio causarle problemi.

    Cerchiamo di vedere l'aspetto positivo: se si affannano tanto a diffamarla vuol dire che sanno di avere i giorni contati. Ce l'hanno con lei perché ha svelato il loro miserabile gioco.

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    1. Non preoccuparti, Greta, facciamo tutto un conto. Anche tu hai il diritto di avere qualche soddisfazione. Ho visto come hai perso tempo col compagno Meringa (o era Cioccolata?), e te ne sono grato. Tutta gente che non sa che sul web le cose restano, e hanno una data. Sono talmente scemi che, se da un lato uno potrebbe pensare che sia meglio non far loro pubblicità, dall'altro, purtroppo per loro, anche facendogliene resterebbero quei quattro gatti che sono. Non c'è quindi nessun particolare problema ad asfaltarli. Appena avrò un po' di tempo, tornato dal concerto in Francia, schiaccerò queste viscide serpi sotto il mio augusto tallone. Sarà divertente, perché naturalmente l'umorismo di un povero campagnolo roso da una autolesionistica invida sociale non arriverà mai alla potenza distruttiva di quello di un homme de qualité.

      Come dire: Donald, in confronto, o Boldrin, si riterranno fortunati.

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  25. I marxisti hanno fatto talmente tanti danni, iniziando quando il fondatore della ditta era ancora in vita, che lui stesso ebbe a dire di non ritenersi marxista. Poi all'interno della categoria si può trovare un pochino di tutto, dai meccanicisti adoratori della "Legge" della caduta tendenziale del saggio di profitto, in messianica attesa dell'"inevitabile" crollo del capitalismo e del conseguente avvento del socialismo ad altri che individuano nel "metodo" del materialismo dialettico un ottimo strumento per l'analisi delle relazioni sociali e delle loro contraddizioni.

    Fatta questa premessa mi permetto di argomentare che, con quanto visto in questi ultimi tempi in alcuni blog, la presunta appartenenza ad una ispirazione marxista c'entra poco.

    A mio parere è più pertinente la questione messa in evidenza dal post successivo. Ovvero la straordinaria popolarità che Alberto si è guadagnato in questi ultimi due anni e la sua capacità di saper chiarire a moltissimi, che già lo avevano intuito, quanto le attuali politiche fossero, ancorchè presentate come necessarie e inevitabili, frutto di una scelta lucida di favorire alcuni interessi a discapito di altri. Ai miei tempi si sarebbe detta lotta di classe.
    (A tal proposito, visto che festeggiamo i 5 milioni di contatti e i quasi due anni di Goofy, racconto anch'io come sono venuto in contatto con le tesi propugnate da Alberto: era l'estate del 2011 e, sul manifesto, si pubblicavano interventi nel presunto dibattito sull'euro e la crisi in Europa. Anch'io, come Bellofiore, rimasi colpito dal fatto che l'unico articolo, tra quelli pubblicati, in cui il sostantivo classe non fosse accompagnato dall'aggettivo dirigente fosse proprio il suo.)

    La forza divulgativa del lavoro di Alberto è stata appunto questa: smontare con argomenti scientifici, supportati dall'evidenza dei dati, la costruzione ideologica mainstream che supporta il teorema neoliberista. Il tutto servito con un linguaggio comprensibile anche a chi fosse digiuno di economia e con una dose di arguzia, ironia e cattiveria che fanno parte del suo modo di essere.

    Ora questa popolarità è sicuramente la causa di questi attacchi. La rete è un grandissimo strumento e permette ad ognuno di presentarsi in maniera paritaria. Chi è alla ricerca di facile popolarità non trova di meglio che scagliarsi contro qualche influencer con molto seguito per attirare su di sé l'attenzione. Tanto meglio se l'attacco produce un bel flame war con risposte e controrisposte ed il coinvolgimento di altri.

    Qui mi taccio sulla questione, anche perchè di comunicazione, su vecchi e nuovi media, ci capisco poco.

    Su un aspetto relativo alle critiche lette mi voglio soffermare. Da più parti ho visto rimproverare ad Alberto una critica: quella di essere interclassista e di proporre soluzioni alla crisi che non siano, tout court, la fuoriuscita dal capitalismo. A queste critiche che, secondo la mia esperienza, un qualche ascolto potrebbero trovarlo in settori che invece avrebbero tutto l'interesse a fare una battaglia chiara e netta per la fuoriuscita dall'euro e la riconquista della sovranità economica, risponde lucidamente Marino Badiale nel suo blog.

    Un saluto a tutti.

    P.S.
    Albe', ultimamente mi hai appellato come ex comunista. Volevo rassicurarti. Comunista lo sono sempre, nel senso, questo si marxiano e non marxista, di "movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti". Magari è la categoria di "sinistra" quella in cui non mi riconosco più.

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  26. Diceva Spengler che la sinistra fa sempre gli interessi del grande capitale, a volte senza saperlo...

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