sabato 2 maggio 2026

Cedola

Scusate, incoraggiato dai vostri ottimi suggerimenti sul sottotitolo (devo ancora rispondere a tutti), vi chiedo un altro aiuto: per andare in libreria a ottobre bisogna presentare il testo alla rete di vendita entro maggio. A tal nobile scopo occorre un breve testo che spieghi alla rete (che immagino piddina, ma venale) perché mai dovrebbe esporre nelle sue librerie il libro, e il motivo principale resta che se lo esponesse lo venderebbe, perché questo libro è stato molto significativo per una delle prime, più significative e più nutrite comunità digitali (e analogiche): voi!

Ricordiamoci infatti che la prima volta il libro non venne venduto solo da chi non lo proponeva! La prima stampa andò esaurita prima che il testo fosse disponibile su Amazon (e tenne la testa della classsifica generale per settimane), ma l’editore non stampava! Il nuovo editore sembra consapevole, e la tecnologia nel frattempo ha fatto progressi, ma la rete potrebbe non essere altrettanto accorta, perché la storia di questo libro, come quella di tutti i libri veramente scomodi, gli operatori informativi (quelli che hanno promosso il generale, per capirci) non l’hanno mai raccontata…

Sarebbero 1250 caratteri, trattabili fino a 1300.

Chi vuole cimentarsi?

La vera difficoltà è dare la misura e il significato di un’esperienza unica, per evitare che gli operatori editoriali vengano per la seconda volta colti di sorpresa…

11 commenti:

  1. Temo possa essere esagerato, ma nessuno vede il tramonto dell' euro; "il tramonto dell' Europa" invece è evidente a noi della community quanto a qualsiasi europeista, per quanto acritico... (Ora è l' europa che deve fare le riforme, anche per i piddini nel mio paniere statistico personale) Lo si vuole vendere anche a loro questo libro, oppure no?
    "Come impedire il suicidio di una civiltà" potrebbe essere il sottotitolo.
    Ps: capisco di aver alzato troppo il tiro...
    Ps2: era stato preparato per rispondere a "sottotitolo" ma capita a fagiuolo

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    1. Mi ero posto il problema anch’io, non tanto per un’esigenza di coinvolgimento degli scarti di un’antropologia minore (ormai ho perso qualsiasi speranza in tal senso), quanto per un dato di verità: nella prima battaglia dell’euro siamo stati sconfitti, e il risultato è che ha perso l’Europa, che di conseguenza sta declinando, tramontando. Ho poi deciso di mantenere il titolo, ragionando sul fatto che una seconda edizione di un’opera deve comunque avere il titolo dell’opera. Tuttavia il tuo suggerimento è già incorporato nella seconda edizione, ma per sapere dove devi aspettare ancora un po’.

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  2. Era il 2012, lavoravo in banca e un giorno un dirigente mi chiamò e mi chiese: dobbiamo mandare qualcuno negli Istituti di scuola Superiore a parlare ai giovani studenti di educazione economica e finanziaria, so che ti piace studiare, ti va? Accettai senza sapere da dove iniziare. Cercai testi sulla rete che parlassero di temi di economia in modo da coinvolgere i giovani su argomenti di attualità. Acquistai vari libri e tutti mi offrirono buoni spunti di riflessione. Ma non ero soddisfatto. Quando successivamente incontrai ”Il Tramonto dell’Euro” ne fui subito incuriosito. Dopo averlo acquistato, lo sfogliai con grandi aspettative e notai che vi erano molti grafici e tabelle. Intuii che ero sulla strada giusta. Lessi le prime pagine e fui rapito dal raffinatissimo e divertente uso delle parole con le quali l’autore, da una parte ridicolizzava il pensiero dominante ma dall’altro poneva in maniera chiara, colta e scientifica le basi per una comprensione profonda di ciò che avrebbe spiegato nei capitoli seguenti con l’ausilio di teorie scientifiche e soprattutto di fonti (con tanto di indicazioni e riferimenti bibliografici). Un libro di rara chiarezza ed efficacia didattica che ancora oggi custodisco gelosamente nei miei 100 libri più formativi. Non so se corrisponde alle aspettative o se sono fuori tema, ma è anche il frutto del mio apprezzamento per questo libro importante per la mia formazione.

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  3. Ma nell'immaginario comune euro ed Unione Europea sono sinonimi, anche se tecnicamente si dovrebbe parlare di sineddoche o metonimia. E proprio perché oggi l'UE è ancora più pervasiva nella nostra quotidianità rispetto a quattordici anni fa, un libro con questo titolo può essere accattivante. Banalmente, ogni volta che ho a che fare con un tappo di plastica maledico i burocrati decerebrati di Bruxelles. Senza l'euro non ci sarebbe l'UE e tutti i problemi o anche solo le complicazioni che crea ai cittadini, pure a quelli che i soldi dall'UE se ne prendono a palate. Comincia ad essere sempre più evidente lo scollamento tra i bisogni dei cittadini europei e le scelte degli psicopatici di Bruxelles, in ogni ambito della vita umana. Per questo un libro come Il tramonto dell'euro continua ad essere quantomai attuale.

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    1. “Senza l’euro non ci sarebbe l’UE” tecnicamente è scorretto.

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  4. questa motivazione è geniale:

    il libro è un percorso di consapevolezza su cosa è successo in questi anni con numeri grafici ma soprattutto gigantesco amore per questa italiana meravigliosa fatta di piccoli comuni regioni con posti incantati vicoli che mi viene voglia di correre con mauro cassano quei boschi da lasciarti a bocca aperta quei piccolissimi luoghi di gioia che inebriano la serenità 🥹😌

    gli editori l'ameranno immensamente quanto la amo io

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  5. Discusso, ironico, sferzante, amato, odiato, ma mai banale. Torna, integrato ed integrale, il libro 'scandalo' non del 2012, ma dal 2012. Alberto Bagnai è spesso ospite in TV, sui social e nelle pubbliche piazze. Ma è con la parola scritta e stampata, con tanto dj grafici a prova di bomba, che dà il meglio di sé. Professore discolo, rigoroso nei contenuti ed estremamente politically scorect. Da leggere e meditare. Si può discutere con lui, ma non se ne può fare a meno.

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    1. Interessante! Un focus sull'autore e con una citazione di quel simpatico senatore a vita che la vita ce l'ha assai peggiorata, almeno mi pare che fosse lui che se ne uscì con "discolo".

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    2. Scrivi bene! Forse però questo approccio è più adatto per rivolgersi ai lettori che per rivolgersi a una rete vendita. Ti metto qui una proposta standard:

      =======
      Nel 2012, nella temperie della crisi che avrebbe ridefinito le coordinate politiche non solo in Italia ma in tutta l’Eurozona, veniva pubblicato un libro, scritto da un professore di Economia, destinato a porre una discontinuità nel dibattito pubblico: un prima e un dopo. La lettura che di quella crisi veniva data, guardandola in faccia – anzi, le facce, dato che parlava di una moneta –, avrebbe messo sottosopra tutte le altre. Non ennesima ricetta per salvare l'euro da se stesso nella cucina dell’avvenire, ma primo passo per porre un problema non più rimandabile: salvare i cittadini medesimi, e quindi il Paese, dalla moneta unica.
      Oggi Il tramonto dell’euro di Alberto Bagnai ritorna sugli scaffali in una nuova veste aggiornata, approfondita e contestualizzata alla trasformazione della crisi nel nostro presente, alla luce degli ultimi quindici anni di vicende in cui «lavoro della talpa» non è mai venuto meno, e anzi, si è reso visibile e patrimonio di sapere collettivo. Sfondando la barriera dei luoghi comuni, questo libro illustra ancora il legame fra l'euro e la disintegrazione economica e politica dell’Europa, le modalità e le conseguenze pratiche di un eventuale percorso di uscita e, infine, la direzione lungo la quale riprendere un reale percorso di integrazione culturale, sociale ed economica continentale. Un altro euro non è possibile, anche oggi. La sua fine segnerà l'inizio di un'altra Europa, possibile e desiderabile.
      ======

      dove svariate cose non mi convincono e altre cose secondo me mancano. Ci provo a lavorare, provateci anche voi…

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  6. Avevo una bozza ma l'ho riaggiornata tenendo conto dell'esempio qua sopra
    (Comunque io integrerei parte del suggerimento di Cocco bill...):

    'Un testo che ha cambiato il modo di guardare all'economia.

    Nel 2012, nella crisi che ridefinì la politica in Italia e in Eurozona, usciva Il tramonto dell’Euro. Andò esaurito in poche settimane e restò in testa alle classifiche generali per giorni, a testimoniare un'interesse crescente per un tema profondamente sentito ma non del tutto compreso dal pubblico italiano.
    Non era un manuale economico, né una ricetta per salvare l’Euro, ma un’analisi rigorosa delle sue asimmetrie, scritta con la chiarezza, profondità e ironia del blog Goofynomics (nato nel 2011), già punto di riferimento per migliaia di lettori, e diventato laboratorio collettivo di presa di coscienza delle contraddizioni della moneta unica.
    Il libro ha segnato un prima e un dopo: guardando in faccia la crisi della moneta, ha capovolto le narrazioni ufficiali, ponendo il problema di salvare cittadini e Paese dall'Euro.
    Oggi ritorna aggiornato, alla luce di quindici anni in cui il “lavoro della talpa” è diventato sapere collettivo. Illustra il legame tra Euro e disintegrazione europea, le vie di un’eventuale uscita e la strada per una vera integrazione continentale.
    Un altro Euro non è possibile. La sua fine segnerà l’inizio di un’altra Europa, possibile e desiderabile.'

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