giovedì 14 giugno 2018

Aquarius e fake news

(...dal nostro amico giurista Guidubaldo, che l'ultima volta - salvo errore - si era fatto vivo qui,  ricevo e doverosamente condivido. Consoliamoci! In tutta evidenza i nostri politici non sono fra i peggiori in circolazione…)


Caro Alberto,

Solo per segnalarti un simpatico caso di fake (legal) news che sta circolando indisturbato sui nostri media. Il Ministro (Ministra?!) della Difesa spagnolo Dolores Delgado (che dovrebbe essere per giunta un Pubblico Ministero...) ha dichiarato a Radio Cadena Ser che la gestione della vicenda Aquarius da parte dell’Italia potrebbe comportare “responsabilidades penales internacionales” per violazione di patti e convenzioni internazionali e che la vicenda è una questione di “derecho humanitario”. Si tratta di una serie di non sequitur colossale.

Intanto, la responsabilità penale può solo essere personale e dunque non ci vuole un’aquila per capire che uno Stato in quanto tale non può in alcun modo essere soggetto a una giurisdizione penale, nazionale o internazionale che sia. Che si fa, si processa la bandiera? E chi si mette in galera in caso di condanna? Mistero...

Anche volendo provare, per assurdo, a ragionare di responsabilità individuali (del Ministro? Di chi altro?), non sussiste nessuno degli elementi di contesto che possano configurare crimini internazionali come, ad esempio, il crimine contro l’umanità di deportazione. Il richiamo poi al "diritto umanitario" è una scemenza da bocciatura all’esame di diritto internazionale. Esso è il diritto che si applica in costanza di un conflitto armato e la cui violazione può, a certe condizioni, configurare crimini di guerra. Non mi risulta che ci sia in atto un conflitto armato tra Italia, Spagna, Malta o chi altri (per ora…).

Se invece la ministra si riferisce alla responsabilità per la violazione di trattati internazionali in tema di diritti umani, quali ad esempio la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo o il Patto sui diritti civili e politici, credo che parimenti non ve ne siano - allo stato dei fatti - gli estremi e comunque potranno occuparsene in prima battuta e se interpellati i giudici italiani e/o spagnoli ed eventualmente la Corte di Strasburgo. Quella stessa corte che lo scorso ottobre ha accertato all'unanimità la violazione da parte della Spagna del divieto di espulsioni collettive per fatti avvenuti a Melilla nel caso N.D. and N.T. v. Spain (nos. 8675/15 and 8697/15), ora al vaglio della Grande Camera…da che pulpito!

Non che la leggerezza e la doppiezza morale dei politici spagnoli, unita a quella dei nostri giornali che gli danno seguito, mi stupisca. Anche considerata l’operazione di maquillage del nuovo governo spagnolo tanto filo-UE e rosacomenonmai era il minimo che ci si poteva attendere…

Per il nulla che conta la mia opinione, sono dell’idea che l’atteggiamento tenuto dal Governo italiano in questa vicenda non sia ovviamente risolutivo del problema più ampio della gestione degli sbarchi e dei flussi migratori, ma abbia senz'altro dimostrato che la solidarietà se non arriva in modo spontaneo, può arrivare in modo “spintaneo”. Vedremo se ciò basta a far capire che l'Italia non è più disposta a farsi prendere in giro da quella autentica barzelletta di Stato che è Malta, o dalla retorica irresponsabile degli altri sedicenti partner umanitari a corrente alternata.

Un caro saluto e come sempre un augurio di buon lavoro!


(...cosa vuoi aspettarti da chi sugli immigranti spara? Che faccia una lezzzioncina sbagliata a chi li accoglie! Vi ricordate quando pubblicai la mia risposta alle corbellerie di Moscovici sul deficit italiano? Bene. Mi sembra di poter dire, con grande soddisfazione, che sto diventando inutile: ora c'è chi risponde meglio e più autorevolmente di me agli attacchi dei farisei europei. Era ora, nell'interesse di tutti. Mettere le cose in chiaro è il primo passo verso un rapporto costruttivo. La filosofia politica della subalternità totale, impersonata dal PD, ha distrutto il paese: ora basta! Domani, a Bolzano;



aleggerà fra gli astanti il ricordo del momento più abietto di questa subalternità: quelle riforme del sistema bancario a trazione UE il cui risultato (e verosimilmente il cui obiettivo) è stato spossessare il paese della parte più sana e più italiana del proprio sistema bancario, incuranti dei danni collaterali che ne sarebbero derivati in termini di esproprio dei risparmi, vite distrutte, e collasso del credito...)

13 commenti:

  1. Una prece: bloccatela la riforma delle BCC, stanno creando dei giganti con i piedi di argilla (non c'è una governance adeguata) che attuerà dei rigidi protocolli standardizzati (addio al rapporto con il territorio) e resteranno schiacciati dalle regole Basilea sul rafforzamento della base patrimoniale, aprendo buchi nei bilanci delle singole BCC, mettendosi nelle mani della sorveglianza BCE (auguri...). Confido in questo governo.

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  2. Non si meravigli Guidobaldo, la pochezza dei giuristi spagnoli, a tutti i livelli, e' pari solo alle loro (frustrate) ansie egemoniche, lontano ricordo di un impero che fu.
    Quanto alla vicenda faccio eco ricordando sommessamente, che i principi del diritto internazionale del Mare, sanciti dalla Convenzione di Montego Bay, prevedono che uno Stato sovrano possa rifiutare il transito nelle sue acque interne (incluso dunque l'attracco in porto) se la navigazione del natante non e' da intendersi come pacifica. Fra le ipotesi tipiche di atto non pacifico vi e' la violazione dell'ordine pubblico dello Stato. E come violazione dell'ordine pubblico dello Stato la Convenzione specialmente prevede lo sbarco di persone in violazione delle leggi sull'immigrazione (art 2, 17, 18, 19).
    I "salvataggi" in questione non sono realmente tali perche le ong che li compiono si pongono il fine strategico di realizzare un trasbordo dato che si dirigono volontariamente a ridosso delle coste libiche a tale scopo, in questo modo peraltro rendendosi complici di favoreggiamento al reato di sfruttamento dell'immigrazione illegale.
    Ad altro titolo la Convenzione SAR sui salvataggi in mare prevede la consegna a un porto sicuro. Ora non si capisce perche detto posto sicuro debba sempre trovarsi in un paese europeo, e non piuttosto nella stessa Libia o altro paese, specialmente se si tratta del paese di imbarco e a maggior ragione per questioni di prossimita, di quello nelle cui acque territorriali sia avvenuto il "salvataggio".

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    1. Completamente d'accordo. Peraltro, da questi dati di fatto scaturisce che il racconto (scusate: narraFFione...) predominante, cioè "salvanovite", è orwellianamente opposto alla realtà: questi criminali le vite le mettono in pericolo. Quali ne siano i motivi (se semplicemente venali, o "politici") non abbiamo per ora modo di appurarlo, ma che lo facciano è deprecabile.

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  3. Mi viene da ridere a pensare che se questo fosse successo anni fa sarei stato travolto dallo story telling emozionale che vuole un governo fascista lasciar morire in mare persone che scappano dalla miseria. Grazie alla tua attività la realtà ora è chiara, sarà una battaglia lunga e difficile, non ci resta che vincerla.

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    1. Sarebbe successo anche a me, penso. Puoi anche avere un buon orecchio musicale, ma se la musica è una sola non hai modo di sentire le stonature.

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  4. Non ho molta familiarità con l'inglese per cui mi viene spontaneo di parlare di cake-news così ben esplicitate dal giurista Guidobaldo a proposito della vicenda Aquarius, che mi ha dato l'impressione di un reality televisivo con pseudo giornalisti che si agitavano indefessi sulla nave fra una folla ordinatissima di persone per comunicarci la drammaticità della situazione per cui mi aspettavo di vedere inquadrature di sepolture in mare ecc. ecc.poi collegamenti tv, collegamenti radio commentate dai soliti noti italiani che continuano, dalle cattedre dei talk, di come sono cattivi i nostri ministri mangiatori di bambini e via dicendo. La grancassa mediatica continua imperterrita sulle sorti dei migranti inframmezzata da dotte discussioni sulla capacità del primo ministro di esprimere un indirizzo politico non avendo alcuna esperienza pregressa. Renzie è emigrato in una galassia lontana lontana, se no mi sarei aspettato un esplicito consiglio al prof. Conti di chiedere un ciclo rapido di lezioni private al suddetto midimettoforsedopooancheprima. Dopo questo sfogo non so se pubblicabile sul blog di un Senatore della Repubblica vorrei esprimere una preghiera in relazione al dibattito sulle banche: cercate di ripristinare le vecchie regole del Sistema Bancario, adottando casomai un sistema simile a quello delle Landesbank, oppure quello delle Sparkasse!

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    1. La mia impressione è che dovremmo, per una volta, fare come la Germania. Strano che ci consiglia sempre di fare come lei, proprio in questo ci consigli di fare come la Francia. Mi chiedo quale sia il motivo di questo misterioso comportamento, ma comunque ci sarà tempo di valutare e decidere nell'interesse supremo ed esclusivo della nazione.

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  5. Non sono un economista, tuttavia desidero esprimere la mia soddisfazione per questa new version della nostra Italia che su piú fronti, nuova visione della gestione immigrazione e configurazione economica del nostro paese in anbito UE, riesce ad alzare la testa e ad iniziare un nuovo cammino con titolarità e fierezza.
    Enrico Petrucci, chitarrista

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  6. La questione migranti è una delle più pressanti che il mondo della globalizzazione si trova a dover affrontare. Per me sarà un tema fondamentale che continuerà almeno 50 anni (non esagero). Gli squilibri economici e demografici nel mondo sono enormi. I governi devono prendere decisioni cruciali e non lasciarsi forzare la mano da organizzazioni poco limpide come queste ONG che sembrano voler agire per fini propri, al di là della retorica. Faccio un collegamento: alcuni mesi fa i migranti ospitati nel sovraffollato centro di Cona in Veneto fecero una marcia che durò giorni per chiedere di essere ricollocati in un altro centro. Sono rimaste alcune foto di quelle marce: decine di bandiere, tutte uguali dello stesso sindacato, che aveva la regia della marcia. Alcuni vedono queste masse di disperati come un terreno di proselitismo per scopi di rivolta sociale. Se non c'è più un proletariato nazionale disposto a fare la rivoluzione, allora lo importiamo. Ecco che allora il ruolo di queste ONG diventa più chiaro, visto anche il loro orientamento politico che è emerso con chiarezza negli ultimi giorni.

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  7. http://www.largine.it/index.php/marcello-agostinelli-non-ho-paura-dei-migranti-ma-delle-multinazionali/

    qui un operaio di una multinazionale che ha chiuso lo stabilimento spiega bene alla politica cosa dovrebbe fare. E' vero e toccante. Forte contro i forti e tollerante con i deboli, questo dovrebbe essere il ruolo di un politico.

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  8. Non volendo andare OT in altri post, visto che alla fine si parla di misgranti, scrivo qui.
    Buonasera Prof,
    dopo aver chiesto il permesso, inserisco il link di un bell'articolo che pur partendo da un argomento diverso (la grandinata di venerdì scorso) descrive l'atmosfera di degrado intorno alla stazione centrale di Milano. Ovviamente i piddini nei commenti non mancano anche li...

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