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lunedì 12 settembre 2016

#goofy5


La verità.

Scritta su un documento ufficiale della Commissione Europea, il rapporto Employment and Social Development in Europe 2013.

Correva l'anno 2014, e, come potete facilmente immaginare, non ho proprio idea di come il team di economisti coordinati da László Andor fosse giunto a simili conclusioni. Vi prego solo di apprezzare la differenza fra un post-Keynesiano e un neokeynesiano. Quello che il post-Keynesiano Andor affermava, anche se a noi può sembrare banale (e a molti di voi solo con il senno di poi, e solo perché mi avete incontrato), non era una cosa così ovvia da dire nel 2014, in piena campagna elettorale per le europee, rivestendo la posizione che Andor rivestiva (Commissario per l'Occupazione, gli Affari Sociali e l'Integrazione), e partendo dalle premesse ideologiche dalle quali Andor partiva: quelle della sostanziale giustezza del progetto politico cui egli ha convintamente partecipato. Nulla a che vedere con la tardiva resipiscenza del neokeynesiano Joe, che fra l'altro, come previsto, non mi pare stia dando un enorme impulso al dibattito: dal letame può nascere un fiore, ma dalle banalità può nascere solo altra banalità.

Dire l'ovvio in ritardo, sotto l'ombrello di un prestigioso riconoscimento ottenuto per altri meriti intellettuali (see below), senza rivestire alcuna carica politica (esplicita), non è un particolare segno di coraggio intellettuale, a mio avviso. Se posso capire le reticenze dei politici, non posso capire quelle dei miei colleghi, il cui compito avrebbe dovuto essere quello di dire chiaro e forte, il più tempestivamente possibile, che questa cosa non poteva funzionare. L'ingegnere che aspetta il crollo per dire che i piloni sono di argilla va a processo.

Di ben altra caratura l'integrità e il coraggio intellettuale di Andor, che pur essendo "unionista" (ora come allora), non rifuggiva dal mettere in luce con estrema precisione le criticità del progetto in cui credeva e crede, nel quale era coinvolto, e che tuttora difende.

Forse questo enorme spread intellettuale dipende dal fatto che l'Europa non ha una sola grande isola, l'Inghilterra. Ne ha due, e la seconda, come sa chi ci abita o ha avuto comunque la fortuna di soggiornarci, è l'Ungheria. Un'isola, certo, non in senso geografico, ma culturale: da qui una certa indipendenza di giudizio dei suoi abitanti, che per questo vengono diffamati a man salva dai nostri media conformisti, come abbiamo avuto modo di deplorare in altre occasioni. Forse dipende dalla differenza fra post- e neokeynesiani, laddove i secondi sono, di fatto, economisti ortodossi la cui raison d'être è intrinsecamente disonesta, perché consiste nel giustificare, adottando i metodi del mainstream, la tesi del mainstream secondo cui la Teoria generale di Keynes sarebbe in realtà un caso particolare del modello "vero" del mondo, il modello di equilibrio economico generale: quel caso particolare in cui i prezzi sono rigidi (per una somma di motivi) e quindi purtroppissimo il sistema dei prezzi non può condurci verso un'allocazione delle risorse efficiente e di piena occupazione.

Il mattoncino messo dal partigiano Joe a questo muro di menzogne è quello per il quale è stato debitamente ricompensato (a pari merito):

cioè l'idea che purtroppissimissimo, signora mia, il problema della disoccupazione è che i salari non possono raggiungere il loro livello (basso) di equilibrio, quello al quale tutti sarebbero occupati, e non possono farlo perché ad alcuni imprenditori conviene pagare un po' di più i dipendenti fannulloni per incentivarli a lavorare bene, anziché sostenere costi di monitoraggio per individuarli (sarebbe l'ipotesi del cosiddetto salario di efficienza). "Asymmetric information", nel caso in specie, significa questo: che il dipendente sa se ha intenzione di lavorare sul serio, mentre il datore di lavoro (il master, per dirla con Smith) non conosce le intenzioni del proprio dipendente. Apprezzerete la finezza con la quale si dà per implicito che il dipendente sia un lazzarone: molto gianniniana, non trovate? Con queste premesse, la scelta individualmente razionale di usare un "extra-salario" (extra rispetto al livello di equilibrio economico generale walrasiano) per incentivare i propri lavoratori fa sì che a livello macroeconomico il salario sia troppo alto, il che, per Giannino come per Stiglitz, è la radice del problema. Insomma: per questi due intellettuali, il problema della disoccupazione sarebbe immediatamente risolto se gli uomini potessero leggere nel pensiero.

Peccato che in tal caso avremmo ben altri problemi (a partire da un'ondata di omicidi passionali...).

Ma questo, lo capite, non ha nulla a che vedere con Keynes.

Il ragionamento keynesiano è un altro, ed è quello che Andor ha avuto il coraggio di applicare (e, fra gli altri, Flassbeck vi ha illustrato con chiarezza ammirevole al precedente #goofy): il mercato del lavoro non è come quello delle patate, perché sul mercato del lavoro il prezzo, cioè il salario, è una componente della domanda aggregata, cioè della capacità di spesa complessiva dell'economia, e quindi è illusorio pensare, come Stiglitz o Giannino, che il problema della disoccupazione si risolva facendo scendere il salario (scivolando verso il basso lungo la curva di domanda, per gli alfabetizzati), perché questo scivolone ridurrà inevitablmente il fatturato delle imprese (dato che i dipendenti/clienti non avranno di che spendere), e quindi porterà a maggiore, non minore disoccupazione.

Questo significano le paroline: "the negative demand effects of wage containment precede the positive effects of improved exports performance", che poi sono anche le paroline che ci spiegano perché, pur avendo come paese un sostanzioso surplus di bilancia dei pagamenti, come individui non arriviamo alla fine del mese...

Il coraggio e l'onestà intellettuale di Andor si vedono anche nel fatto che lui, a differenza di altri, ha accolto il mio invito ad aprire i lavori della quinta edizione della conferenza internazionale Euro, mercati, democrazia, che si svolgerà a Montesilvano il 12 e 13 novembre prossimi, pur sapendo perfettamente che la mia opinione sul significato complessivo del progetto unionista diverge totalmente dalla sua. Non vi annoio su come un commissario europeo abbia contezza delle farneticazioni di un oscuro economista di provincia.

Vorrei ora tornare sulle parole dell'amico Claudio Borghi, quelle con le quali aprì, in modo dialetticamente molto efficace, il suo intervento all'ultimo nostro convegno annuale: parole che reputai e reputo appropriate, condizionatamente alla veste in cui Claudio interveniva nel dibattito, che era quella di uomo politico (anche lui, come me, ha una doppia o tripla vita...). Una cosa del tipo "siamo qui a celebrare il nostro fallimento". Ora, io posso anche essere d'accordo sul punto politico, che va però riferito a quali obiettivi uno si sia posto (more on this later). Fatto sta che come comunità e come associazione culturale, posto che sia importante dare un segno di apertura al dialogo (e entro certi limiti lo è), capite bene che poterlo fare con un personaggio della statura di Andor rappresenta comunque un momento di forte crescita, soprattutto se riandiamo col pensiero a certe deludenti esperienze del passato.

Spero quindi che questa notizia vi inorgoglisca, come deve.

Prima di annunciarvi il resto, torno su due punti politici: gli obiettivi, e il dialogo, per chiarire quali sono, a mio avviso, due cose inutili (e quindi dannose).

Circa gli obiettivi, credo che i fatti abbiano dimostrato a sufficienza quanto da sempre ho cercato di portare alla vostra attenzione. L'obiettivo "no euro" è un non obiettivo politico, non solo perché ogni messaggio negativo è intrinsecamente perdente, ma anche per il motivo implicitamente delineato da Claudio, e esplicitamente delineato da me in mille altre occasioni. Un movimento "trasversale" costruito con lo scopo di abbattere l'euro cesserebbe di esistere il giorno dopo l'inevitabile caduta dell'euro. Porsi questo obiettivo condanna alla morte politica (il che, ovviamente, è un problema non per me, ma per chi vuole avere una vita politica), esattamente come non porsi questo problema condanna Renzi a un prepensionamento molto anticipato ai giardinetti di Rignano. Il fatto è che l'obiettivo della mia divulgazione, e quello della mia attività di ricerca, e quello per il quale ho costituito e vi ho chiesto di sostenere a/simmetrie, è lievemente più ampio, e meno sterile. Non si tratta di abbattere un nemico di paglia come l'euro, che l'amico amerikano ha già deciso di togliersi di torno. Si tratta di riflettere su come mediare fra gli interessi delle tante forze sane del paese (dove per "sano" intendo "non completamente asservito al capitalismo estero"), su come proporre soluzioni costruttive per smussare le tante asimmetrie economiche, che non sono solo quelle sulle quali il partigiano Joe ha costruito il suo impero intellettuale, sul quale non tramontano mai le sòle. Si tratta di ripensare profondamente il rapporto fra Stato e Mercato, ma anche quello fra Democrazia e informazione. Si tratta di temi che possono forse sembrare astratti a chi non ci ha seguito nel corso degli anni, ma che voi, la mia comunità (lo dico con orgoglio), riuscite a seguire nelle loro articolazioni concrete.

Sì, anche questa è un'idea profondamente keynesiana: l'idea che "practical men, who believe themselves to be quite exempt from any intellectual influence, are usually the slaves of some defunct economist".

E vorrei qui spendere una parola anche sul dialogo. Continuo a ritenere sostanzialmente inutile il dialogo fra tolemaici e copernicani nell'A.D. 2016 (come già lo ritenevo quando iniziai la mia battaglia, nell'A.D. 2010). A questo principio sono evidentemente ammesse delle eccezioni, che non sono di natura intellettuale (discutere sul fatto se la Terra sia piatta ascoltando tutte le opinioni per poi decidere con la propria testa è, come sappiamo, roba da insetti: forme di vita che personalmente ammiro, ma alle quali non affiderei il mio futuro politico), ma di natura etica e politica. Detta in termini molto crudi: dialogare con un disonesto che non conta nulla anche no. Farlo con una persona onesta che comunque ha rivestito ruoli di responsabilità, perché no?

Il programma del convegno vi riserva altre sorprese, spero piacevoli. Avremo con noi Kelly Greenhill, l'autrice di Armi di migrazione di massa, o meglio di Weapons of mass migration (visto che, con mio grande stupore, non sono riuscito a trovare tempestivamente un editore italiano per un libro che è già uscito in edizione tedesca e che si venderebbe come il pane, perché lo merita: ma io ora devo risolvere i problemi miei, che sono tanti, e ai problemi degli altri ci pensino un po' loro...). Kelly, che tengo costantemente aggiornata (grazie a voi) sugli sviluppi del simpatico gioco di ruolo fra Recep e Angela, ci parlerà del suo ultimo lavoro.


Il tema principale del convegno, comunque, è quello di come si possa far parte dell'Unione Europea gestendo una propria valuta nazionale. Caratteristica questa che accomuna tante esperienze di successo, a partire da quella della Repubblica Ceca, tutte rappresentate al convegno. Naturalmente la porta è aperta al prof. Reichlin, laddove voglia porre a qualche funzionario di banca centrale le domande francamente sconcertanti che gli ho visto articolare qualche tempo fa su un giornale che non nomino (fondate sull'idea veramente bislacca e drammaticamente sbriciolata dall'evidenza empirica secondo cui "se vuoi avere il diritto di esportare negli altri paesi europei devi anche accettare di entrare in un qualche accordo di cambio, anche se meno rigido di quello attuale"). Magari Mojmir Hampl (un liberista che non si nasconde dietro un dito) potrà spiegargli come fa un paese libero a gestirsi in coerenza col principio di autodeterminazione dei popoli, quel principio che qui da noi gli ex-comunisti e la loro progenie non condividono più nemmeno a chiacchiere...

Non è però questo solo un convegno di apertura, di dialogo.

È anche un convegno di chiusura, di protesta, e voglio rendere esplicita e condividere questa scelta che credo trasparirà dal programma. Abbiamo scelto di non invitare né politici né giornalisti italiani. Al netto del fatto che le generalizzazioni (cui loro ci hanno abituato) espongono al rischio di razzismo (che loro hanno praticato nei nostri confronti), credo di interpretare un sentimento diffuso se dico che i politici e i giornalisti italiani, come professione (o corporazione, o casta) ci hanno profondamente deluso (con le debite eccezioni). La loro subalternità assoluta e totale, la loro radicale incapacità di difendere i nostri interessi ce li rende, più che sgraditi, superflui. D'altra parte, la nostra dimensione è quella internazionale, non quella provinciale dei vari "oni", "ini" e "ino" (ma anche "ina"). E di questo, dopo cinque anni di tentativi, bisognerà pure rassegnarsi a prendere atto. Certo, questo comporta un costo aggiuntivo: il convegno si svolgerà quasi tutto nella lingua del padrone. Ma, come sempre, forniremo traduzione simultanea, e fra voi sarete liberi di parlare in italiano...

Bene.

Ora sta a voi dimostrare se gradite l'iniziativa, e se la sostenete. Siamo sempre di più, nonostante qualche dolorosa perdita, come quella di Felice, che chi ha conosciuto non può dimenticare, e il posto però è sempre quello: non me la sono sentita, in un periodo di deflazione, di imporvi un aumento dei costi.

La pricing policy è piuttosto chiara, quindi, come dire: datevi da fare...

(...nota:contrariamente al solito, questo post contiene una menzogna...)

84 commenti:

  1. Leggendola mi è sorto un penZierino che le giro: non è che gli economisti che partono dal presupposto che il dipendente tira a fregare sempre e comunque il datore di lavoro sono vittime (?) di un classico caso di proiezione?

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    1. Bè, nel caso nostrano, visto che i titoli vantati non esistevano, direi che abbiamo motivi per presumerlo.

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    2. Il dipendente medio "tira a fregare" quando non puo' altrimenti difendere i propri leciti interessi. Il termine appropriato diventa "suddito" - il cui unico margine di manovra e' il sotterfugio. I re sono comunque sempre piu' fragili, vedasi http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/11/fiat-su-marchionne-non-si-puo-scherzare-allora-je-suis-pomigliano/2986719/

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    3. Sull'argomento, visto che avete citato Giannino, vi dono questa perla : su radio24 affermava di essere stato licenziato senza giusta causa e di essere andato dal giudice a farsi reintegrare. Ma ci vuole proprio il muso come il deretano per dire una cosa del genere e appoggiare l'abolizione dell'art 18.

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    4. @Marco Lorieri:

      Il bidello dell'istituto Bruno Leoni è la dimostrazione vivente del teorema di Scanavacca.

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    5. Ci ho messo un attimo a capire, ammesso che abbia capito.
      Cioè, a parte i post tipo DGP davanti ai quali desisto consapevole dei miei limiti, per il resto mi sforzo di capire e il gioco delle 3 carte di Stiglitz (o di Giannino) all'inizio mi ha confusa.

      Cioè, nonostante la fiducia, professore, mi piace capire quello che leggo (e che lei scrive).
      Il mio dubbio era questo:
      non è equivalente, in termini di domanda aggregata,
      pagare una media di 1.000 euro a 10 milioni lavoratori con 1 milione di disoccupati
      oppure
      pagare una media di 910 euro a 11 milioni di lavoratori con piena occupazione?
      Naturalmente i numeri sono cifre tonde a puro titolo esemplificativo per facilitare i conti.

      Alla fine credo di aver trovato la risposta, che ai più sarà sembrata banale, ma magari può essere utile a qualcuno tonto come me, o se non fosse giusta, magari qualcuno potrà aiutarmi a capire meglio.

      Se la domanda aggregata è sempre uguale, nessuno assumerà nessuno per produrre di più (dal momento che non si potrà comprare di più con gli stessi soldi quindi la domanda non aumenterà).
      Quindi a breve termine il vantaggio va solo agli imprenditori che tagliano i salari senza assumere altro personale, ma in questo modo la capacità di spesa cala, quindi cala la domanda quindi le aziende chiudono o si riducono.

      So che dovrei venire al Goofy e invece neanche quest'anno ci sarò. Forse l'euro me lo merito. Scusi.

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  2. Meraviglioso Prof.!
    Come gli anni scorsi seguirò i lavori via streaming, non prima di aver pagato ad asimmetrie una quota per il "biglietto".
    L'assenza di politici e giornalisti combinata ad una ricca presenza di relatori internazionali sono ottime notizie.
    Personalmente ricordo ancora l'intervento di Peter Oppenheimer come uno dei più gustosi mai ascoltati (anche per merito del suo meraviglioso accento).

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  3. Buongiorno professore,

    ho di recente rinnovato il mio modesto contributo ad Asimmetrie, non potrò purtroppo partecipare al Goofy 5, ma ci sono. Leggo, vi seguirò in rete e naturalmente sarò felicissimo di venirla ad ascoltare quando passerà da Parigi.

    Buon lavoro,

    M.

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  4. "Abbiamo scelto di non invitare né politici né giornalisti italiani."

    Ottimo, in caso di eventuale interesse potranno sempre iscriversi pagando la relativa quota di iscrizione.

    Nel caso invece di Claudio Borghi Aquilini immagino che parteciperà in qualità non di politico ma di membro della direzione di a-simmetrie.

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    1. Che la menzogna fosse relativa proprio alla presenza di Claudio ?

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  5. Che poi la teorie neoclassica e neokeynesiana, non spiegano affatto come si pagano i debiti pregressi, i quali col calo dei prezzi aumentano in termini reali, facendo scivolare una regione o area o paese/i nella deflazione da debito. O cala tutto o nulla.
    Ma forse è proprio qui il "gioco", ovvero nel calo generalizzato dei prezzi a rimetterci sono inizialmente solo i più deboli e i meno tutelati, avvenendo un enorme trasferimento di ricchezza dal basso verso l'alto.
    Peccato che chi è più alto di noi non capisca che prima o poi vengono a prendere anche lui.

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  6. I biglietti li acquisto stasera e, come in passato, partecipero' con piacere al #Goofy5. Sempre che possa rientrare per tempo dal Texas. :| ;)

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  7. I biglietti li acquisto stasera e, come in passato, partecipero' con piacere al #Goofy5. Sempre che possa rientrare per tempo dal Texas. :| ;)

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  8. I biglietti li acquisto stasera e, come in passato, partecipero' con piacere al #Goofy5. Sempre che possa rientrare per tempo dal Texas. :| ;)

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  9. Andiamo Bagnai, non voglio fare il guastafeste, ma non siamo mica nati ieri!
    La menzogna contenuta nel post è questa:
    "[...] questo post contiene una menzogna..."
    ;-)

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    1. A me sembra che la menzogna siano dieci eurini, che saranno con fierezza spesi.

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  10. Sono tremendamente dispiaciuto di non poterci essere quest'anno dopo le partecipazioni degli scorsi.
    Purtroppo per me la crisi quest'anno si è presentata sotto le sembianze di un'automobile tedesca (vedi le casualità della vita!) che ha avuto un alterco con la mia gamba risultandone vincitrice!
    Auguro ai partecipanti tutto il meglio per un goofy sicuramente interessantissimo e confido nella diretta streaming.

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  11. A "ma che voi, la mia comunità (lo dico con orgoglio), riuscite a seguire" mi sono commosso.
    Ci si vede al #Goofy5 se l'interdizione ai "politici" non riguarda anche la platea ed i soci di #Asimmetrie.
    In ogni caso lancio la campagna: #AccogliIlCompagnoTriolo!
    Se è titolo preferenziale posso sempre presentarmi a mezzo barcone (le caratteristiche somatiche ci sono tutte). :-)

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    1. E soprattutto ripudia il compagno-della-troika Ferrero per cui nonnsi può tornare indietro perché la storia è come il.dentifricio e non si può rimettere nel tubetto (cit.)
      Sigh!
      E se fosse come il cetriolo
      Che si puo ricacciare dentro molte volte consecutive?

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    2. Bisognerebbe spiegare a Ferrero, ammesso che non sia tempo perso, che sia possibile cambiare tubetto, o marca del dentifricio.

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  12. "... se dico che i politici e i giornalisti italiani, come professione (o corporazione, o casta) ci hanno profondamente deluso (con le debite eccezioni)."

    Prof,
    ci dia un ragguaglio sulle "debite eccezioni" che riguardano i politici.

    In democrazia il voto non serve a nulla ma un segnale lo dà e quindi puo' essere utile sapere qual e', secondo Lei, il segnale da dare prossimamente.

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    1. Io fossi in te voterei Civati.

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    2. Signor Yanez scopro adesso che ha aperto un blog, in contrapposizione a questo. Scorrendo ho trovato molto originale la sua posizione, Lei è contro coloro che sono pro-euro e contemporaneamente contro i no-euro. Lei è contro. Che spirito nobile!! Noto altresì la sua aspirazione a divenire guru. In un periodo ormai lungo di crisi e sconforto generale non è impresa impossibile. Gli esempi sono molteplici. Basterebbe essere in grado di basare il "gurismo" su spiegazioni oggettive degli aspetti pratici stanno apportando tanta sofferenza ai popoli del sud Europa: il connubbio tra politica, media, economia e lobbies. O più in generale su € e UE. Invece la trovata originale è fare il contro-guru (perché contro è bello!) di Bagnai. Tra l'altro con scarsissimi risultati. Sarà anche vero che stiamo tutti male, ma evidentemente c'è chi sta peggio. Le consiglio di dedicarsi a qualcosa di più serio o in alternativa di iscriversi ad una scuola per l'infanzia. Un abbraccio da un suo mai più lettore

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  13. Ma che davéro i giornaloni che noi portiamo nel cuore perdono non meno del 30 % di copie vendute dal 2013? Forse perché ci si rende conto, tra i più confusamente, che non spiegano una beneamata fava, anzi fanno il megafono di chi ci affossa da 30 anni? Del resto se io m'imbatto in un pezzo che titola " AVREMO LA PENSIONE TAGLIATA DI UN QUARTO. COLPA DELLA CRESCITA ZERO" e poi al suo interno mi devo cibare tal Paolo Mauro, economista tornato al FMI dopo un lungo periodo al Peterson Institute, spiegare che " Siamo tutti più poveri (tutti?nun t'allarga'....) di quanto pensassimo, non resta che tagliare la spesa pubblica per evitare gli errori del passato. Se la crescita è più bassa e lo sarà a lungo, siamo meno in grado di raccogliere tasse e dunque dobbiamo spendere di meno. I tassi di interesse bassi aiutano ovviamente (ehhhh come no...)ma potrebbero salire prima che la crescita si rinforzi", posso esse un po' incazzato?
    Paolo Mauro c'avrà pure lavorato al Peterson Institute, ma a quanto pare non si è mai filato il suo Principale

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    1. Scusate, link : http://vocidallestero.blogspot.it/2013/09/ft-la-germania-verra-schiacciata-dalla.html

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  14. Davvero l'opinione di Andor sul significato complessivo del progetto unionista diverge *totalmente* da quella di Bagnai?

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  15. La menzogna sono le "debite eccezioni"...(Aaaa Piiiiteerrr!)

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  16. Possiamo partecipare anche noi pernullaesperti in economia?

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  17. Cit: in un periodo di deflazione, di imporvi un aumento dei costi.bugia

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  18. Yanez continua a sparare un po'così, vedo.
    Non coglie, proprio gnaafà...
    È laterale e divertente, direbbe qualcuno.
    A me pare tangenziale e divergente. Ri-boh!

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  19. L'ultimo dato della ricchezza delle famiglie italiane pubblicato da bankitalia nel 2015, dati totali aggiornati al 2013 perchè non viene aggiornato al 2014 quello delle attività reali, appunto, da una ricchezza netta (secondo me molto sovrastimata per le attività reali) pari a 8730 miliardi a prezzi correnti di euro (TAV. 1 A). Il dato relativo al 2007, nella stessa tabella è pari a 8818 miliardi. Dato che il deflattore tra 2007 e 2013 è pari a 110 circa, il valore del 2013 a prezzi 2007 diventa 7936 miliardi, dal che risulta una diminuzione netta della ricchezza pari a (8818 - 7936)= 882 miliardi che fanno in termini di pil circa 50 punti. A me sembra una cosa spaventosa, superiore di 40 punti ai 10 punti di pil perduti dall'inizio della crisi. Perchè ho fatto questo ragionamento ve lo dico subito, secondo me se le famiglie italiane non avessero dato fondo alle loro sostanze, perchè le avevano, in questi anni, oggi saremmo a livelli forse peggiori dei livelli greci. La domanda sorge spontanea, soprattutto per i polici che ci legano ancora al vinolo esterno, quanto ancora resisteremo?

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  20. Girandoingiro ho trovato questa mappa . Magari qualcuno l'aveva già pubblicata ma tant'è.

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  21. Che bello. Potrei farmi un bel regalo di compleanno (sono nata l'11/11) :)
    Spero non emergano trasferte di lavoro perché mi dispiacerebbe tanto.
    Intanto cerco di convincere il fidanzato a partecipare... Quattro orecchie sentono (e forse capiscono) meglio di due!

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  22. Caro professore, sarà che sono distratto, che il mio QI si è perso tra le code di una gaussiana, ma mi pare che per la prima volta vedo enunciato un obiettivo, dico in modo così circostanziato. Continua a rimanermi oscura ed aliena la modalità, il terreno di scontro ed alle volte anche le forze in campo. Ma sono paziente e 'coccione', ci arriverò.
    Intanto ti ringrazio, anche stasera hai allietato la mia giornata, perché non solo ho capito tutto (come spesso accade leggendoti, il tuo modo di semplificare le cose come stasera con l'asimmetria informativa è folgorante, sei stato programmato per insegnare!) ma perché leggerti è un vero piacere, leggere uno che scrive 'avrebbe potuto essere' quando ormai 'sarebbe potuto essere' è divenuta la norma, leggere unionista anziché europeista come avrebbero detto tutti vale tutto il tempo che gli si dedica. E oltre.

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  23. Risposte
    1. Ore 21.17 conclusa operazione.
      Ci vediamo al Goofy5, il mio primo Goofy.

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  24. Acquistato il biglietto con grande piacere ed orgoglio.
    Non vedo l'ora.

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  25. Preso! Bigliettino goofy5 in saccoccia. Arrivo Venere 11 e partenza lunes 14. Weekendone da sciuri.
    Saluti a tutti.

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  26. PS ti porto una bottiglia di Champagne... il mio preferito.

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  27. Auguro a tutti voi un Felice Goofy5.

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    Risposte
    1. Mi dispiaccio della sua assenza.
      Sua eccellenza il Giovine Baroni, Principe di Giovinia, non apprezzerà.

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  28. Mia moglie si è finalmente decisa ad accompagnarmi. Acquistati due biglietti.

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  29. Biglietto fatto, poi vediamo se riesco a venire....

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  30. Bella Albè!
    Biglietto acquistato e pronto a partire.
    Per il libro di Kelly sarei disposto a raccogliere un po' di soldi (1.000€?) da dare ai ragazzi di Vocidallestero per farlo tradurre, ma non so se sia una cosa possibile e legale.

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  31. O.T. anche Esselunga pronta. Letto oggi che Citygroup ha ricevuto mandato per raccogliere "manifestazioni di interesse". Un altro pezzo made in Italy prossimamente in mano straniera. Fortuna che l'eurone ci protegge.

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    Risposte
    1. Qui conta anche la saga familiare, certo l'euro non ha aiutato.
      Peccato, una bella realtà italiana in grado di resistere al vilconio, alla concorrenza estera e a quella interna ("Falce e carrello" scritto da Caprotti racconta i retroscena del suo scontrarsi con giunte di sinistra che gli impedivano di aprire attività in concorrenza a cooperative di distribuzione) ceduta a stranieri per meschini conflitti di eredità.

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    2. Possibile che l'unica alternativa alla linea ereditaria sia il diluvio-dopo-di-me? Sono cosi' accentratori da non voler far crescere una manciata di manager a cui lasciare almeno parte delle quote? Certo i dipendenti staranno tremando, come minimo li ridurranno ed in compenso estenderanno gli orari di apertura, per far felici quattro pensionati accidiosi. Quanta inutile sofferenza.

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    3. @Sergio Panzeri

      Sergio, quando si sfascia il paese, si sfasciano (più facilmente) anche le famiglie

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    4. @Celso
      Il clima che si respira nel nostro paese è pesante, sono (quasi)tutti con i nervi a fior di pelle.
      Pesano i problemi economici e l'incertezza del futuro.
      Nel caso citato non penso a cause economiche ma, in generale hai perfettamente ragione, i rapporti sociali e familiari sono sempre più guasti.

      @ a perfect world
      Nella mia cittadina (7/8mila ab.) c'è un supermarket a marchio locale recentemente affiliato ad una multinazionale francese.
      Hanno introdotto l'orario 24/24 7/7.
      Ma che senso ha? In una città forse (ma forse) può essere utile, ma in un paese mi sembra fuori luogo.
      Va bene ampliare l'orario, apertura dalle 6 fino alle 22/23, ma obbligare i dipendenti a turni di notte in questo contesto è assurdo.
      Hanno deciso così, spero vivamente che nessuno usufruisca di questo servizio per indurre a recedere da quel che ritengo un inutile sacrificio per i dipendenti.

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  32. Non potró esserci per mancanza di ferie. Ma devolveró l'equivalente del biglietto a a/simmetrie e poi guarderó lo streaming rosicando. :-)

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  33. Risposte
    1. @Nat

      Nat, siamo felici di conoscerti.

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  34. Ragazzi: tanti auguri, bravi, sono con voi e vvb. Mi fate venire voglia di tornare.

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  35. Fatto. Se riesco a convincerla porto pure la consorte. Ora mi lancio alla ricerca di due pernotti (forse tre)

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  36. Penso che i neokeynesiani siano il peggior esempio fi economisti, in quanto intellettualmente profondamente disonesti e cerchiobottisti. Inoltre usano il nome di Keynes per confutare le sue tesi, loro che non sarebbero nemmeno degni di lustrargli le scarpe. Scusate se non sono politicamente corretto, ma quando ci vuole, ci vuole.

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    1. Ma loro non confutano: loro microfondano. Per il resto, sono d'accordo.

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  37. Caro Alberto, hai letto il recente articolo Alternatives
    économiques
    , tradotto da VoxEurop,
    sullo “scontro a distanza” tra Stiglitz (pro euro-exit) e Guillaume Duval? Davvero deboli le contro osservazioni del francese, in larga misura basate sul “chi non è di questa terra non può capire, e stia zitto”; al limite del fazioso, quando evita di replicare sul punto “servirebbe una politica monetaria che si preoccupi di più di lavoro, crescita e stabilità e non soltanto d’inflazione”. Credo che Duval non abbia mai letto le altre "farneticazioni di un oscuro economista di provincia"!

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    1. Duval chi? È un ingegnere, non molto brillante.

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  38. Spunto per un ragionamento:
    -Puerto Rico fa parte degli USA e usa il USD ed e' in default (non e' uno stato e pertanto FED non interviene come per gli altri )
    -Repubblica Dominicana ha il DOP , si fa i cavoli suoi, non ha banche estere (se non Latino-americane e di paesi vicini) ed e' governata da sempre da questo signore:
    https://es.wikipedia.org/wiki/H%C3%A9ctor_Valdez_Albizu
    I dati si trovano anche qui:
    http://www.bancentral.gov.do/
    Dove si trovano tutte le informazioni necessarie a valutare la politica monetaria e di bilancio.

    Il raffronto vale in quanto lingua, popolazione, clima ecc sono praticamente gli stessi.

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  39. Presi anche io 2 biglietti!!anche quest'anno questo sarà il regalo del mio compleanno :-)

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  40. Mi sono appena iscritto. Nonostante le Distruzioni per l’uso su twitter le chiedo umilmente di sbloccarmi. Un’Indulgenza solo per oggi. Prometto di non dirlo a nessuno. @WalterKowalsky1

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  41. Ammettilo Bagnai, hai dei ghostwriters. Non è possibile che in ogni singolo commento ci siano nuove arguzie e battute (di solito sotto forma di insulti). O tutti i Fiorentini sono così?

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    1. Il Prof. e' prolifico e lucidamente spaventoso come Stephen King!

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    2. 4 risposte a un totale di circa 55 commenti.
      Gengiss, forse conosci poco l'italiano oppure ti sei abituato troppo alle generalizzazioni (perché non troppo in fondo ti si addicono).

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  42. Fatto, due biglietti.
    Ora spero di riuscire a venirci..
    almeno la domenica.
    Altrimenti rosico.

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  43. Aldor ha avuto coraggio. Però rimane convinto di questa costruzione europea. E quindi?

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  44. Premesso che l'euro inevitabilmente non durerà, per tutti i motivi pazientemente illustrati dal Prof Bagnai (che ringrazio x avermi dato la spiegazione scientifica sulle cause del disastro che tutti, eccetto i piddini vediamo crescere attorno a noi).
    Ciò che non ho capito (pur auspicandomi che dall'euro si esca presto) è come sarà gestito il dopo. Come cioè , dei partiti di destra (che stanno chiedendo una cosa di sinistra, per manifesta incapacità della sinistra nominale), potrebbero gestire in un futuro non troppo lontano, una ripresa basata sull'idea(le) della piena occupazione.
    So che il chenepenZa non è molto gradito (e per questo ho sempre evitato di chiederlo) ma da un po' mi chiedo se il Prof. vedrebbe di buon occhio ricreare l'IRI o qualcosa che gli somigli

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  45. Due curiosità: dei post-keynesiani fanno parte anche i neo-ricardiani? E Graziani era post-keynesiano anche lui?

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  46. Fatto stamane, prima cosa, ancora dal metrò. Ora il lavoro è sconfiggere gli imprevisti...

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  47. Sfortunatamente non saro' in Italia per l'occasione. In ogni caso mi ritengo fortunato di vivere questo momento storico e di osservare con i miei occhi questa guerra in corso tra i mainstream media e i nuovi media e di capire cosa stia succedendo (perche' i piddini, laureati in XYZ hanno occhi ma non vedono, orecchie ma non ascoltano) e mi compiaccio del fatto che i nuovi media stanno vincendo, e' del tutto evidente. Ovvio che Goofy faccia parte dei nuovi media e stia vincendo (battendo il quotidiano di Confindustria), ma anche quello che sta succedendo negli USA su YouTube e su Twitter e' incredibile, per la disparita' di mezzi e di fondi. Mi spiace solo che negli USA a svegliarsi siano stati solo i conservatori, i piddini Americani non sono migliori di quelli Europei. Ma i numeri parlano chiaro, certi show su YouTube hanno piu' contatti di tradizionali show in TV, certi blog hanno piu' contatti di siti tradizionali. E la ragione e' una sola: dicono la verita', almeno espongono i fatti, poi magari sull'analisi ci possono essere dei disaccordi, ma c'e' spazio per i fatti.

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  48. Grazie per il suo lavoro, pur non riuescendo a venire al goofy5 il mio piccolo contributo ad asimmetrie continuerò a darlo.

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  49. Acquistato il biglietto per il goofy5 (il mio quarto). A presto!

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  50. chicche di rai news24 appena dette
    il debbbito italiano al 130% sta per esplodere , preparatevi .
    Italiani state facendo come l'argentina e si sa dove si va a finire .
    Le banche hanno guadagnato molto prima e ora è giusto che tirino la cinghia .
    Bisogna continuare con questa austerità per avere poi espansione economica .
    Il più europa è assolutamente necessario per rimettere in moto l'economia .
    L'unico problema grave sono gli immigrati e non si può che Austria o Germania debbano proteggersi alzando i muri
    Alla deflazione ci pensa Draghi e si inventerà qualcosa .
    I paesi tipo Spain che hanno sforato il 3% si lasciano sforare , ma loro non hanno il nostro debbbito pubblico .
    Non spendere oggi per investire domani come fanno tutte le aziende , e la chicca finale
    se superi il 130% del debito pubblico è cosa acclarata che più nessuno ti compra il tuo debito per cui non potendo più finanziarti fai la fine della Grecia così sta scritto .
    Peggio dei generatori di frasi , dopo 15 anni sempre le stesse parole , una noia . Però il giornalista della Merkel ha detto che con in tassi bancari bassi ci rimettono i clienti perchè le banche non guadagnando si fanno pagare le operazioni bancarie , FENOMENALE !!!

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  51. Saranno disponibili le videoregistrazioni delle presentazioni?

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  52. Biglietto preso

    Vi ricordo il MIA16

    Oltre al voto per il padrone di casa, due suggerimenti: "Il Pedante" come miglior sito, e "Feudalesimo e Libertà" come miglior pagina FB. Vorrei che i ragazzi di FeL incontrassero il Prof :-)

    Occhio: dovete scegliere almeno otto categorie affinché le vostre scelte siano valide.

    C'è tempo fino a domenica 18 settembre

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    1. Be', possiamo distribuire più o meno equamente le scelte tra le varie categorie.
      Per esempio io ho votato Borghi come miglior tweeter

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  53. Ciao Alberto,
    Ho acquistato il biglietto, quest'anno ci sarò anch'io (belin alua!).
    A presto e buon lavoro.
    Paolo.

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