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lunedì 25 maggio 2015

Clama fortiter, ne cesses! (Isaia a Corinto)

Poveri greci...

La mattina è iniziata a Radio eurobbelloausteritàbbrutta Popolare (qui il podcast).

Inutile dire che son tanto garbati, ma non riescono proprio a capire che parlare di austerità senza nominare l'euro è come parlare di sifilide senza nominare la spirocheta (per gli amici lue, dal verbo lyo, sciolgo, guarda un po', donde il termine "eredoluetico" che alcuni di voi conoscono). Ma a noi piace ricordarli così, i piddini: gente che sta all'economia come i salassi stanno alla medicina, e infatti, non a caso, anche se loro ai salassi (cioè all'austerità) dicono di opporsi, sono quelli che hanno costruito la narraFFione (come oggi si usa dire) che è servita a imporceli. La storia li giudicherà, questi garbati don Ferrante, che però, va detto, oggi, dopo due anni, mi hanno pur dato diritto di parola (per la gioia di Nat, che li vorrebbe più "alternativi". Ussignùr... In piddinitas nulla est redemptio, proprio non vi cape, eh? Sì, qui ci sono dei redenti, ma imparate a non chiedere agli altri quello che chiedete a voi stessi, e vivrete felici - e qui qualcuno chiamerà il fabbro...)

Del resto, avrete notato che nel denunciare lo squallido razzismo dei media italiani ho apposto un "esclusi i presenti" di garanzia. Sono un bravo ragazzo, anche troppo, ma del resto cosa altro potevo fare, nel momento in cui stavo dimostrando, ai compagni, che il Wall Street Journal è leghe a sinistra di loro? Che bisogna rivolgersi al grande capitale finanziario per avere briciole di verità?Questo è il paradosso, un paradosso che abbiamo constatato più volte: è ai carnefici che bisogna rivolgersi: nei giornali che leggono e nei documenti che scrivono c'è tutto, ma proprio tutto (anche se scritto a caratteri piccoli).

Sed de hoc satis.

Poi gambe (squat, leg extension, leg curl...), spalle (alzate laterali, lento avanti...), 'na gricia (accanto alla palestra), e di corsa a TgCom24. Pensavo, speravo, che fosse per parlare di Vanuatu.

Invece ancora una volta la Grecia (qui il video).

Cheppalle!

Torno a casa, incontro Rockapasso, bella come sempre.

(...cosa devo farmi perdonare? Di esistere. Sarà dura, ma alla fine, verso i 99 anni e 364 giorni, ce la farò...)

"Di che hai parlato?"

"Della Grecia, naturalmente."

"E che hai detto?"

"E che dovevo dire? Volevo andare a dire che Tsipras si sarebbe calato le brache, ma sto cialtrone non ha nemmeno aspettato che arrivassi in studio e mi ha spoilerato la previsione. Praticamente, una previsione taxi-avverante"

"Ma tanto l'avevi detto a gennaio!"

"In effetti sì, e anche in diverse lingue. Comunque, oggi secondo Iscariota più che Cassandra sembravo Isaia. Ho dato il peggio di me, poi mi sono anche scusato, ma d'altra parte in questo momento vado poco in video, e quando ci vado tanto vale bucarlo, lo schermo... Che poi su Twitter gli ho pure confuso Isaia con Geremia, se se ne accorge mi percula per tutta la vita...".


Eh già...

Perché questo:

Quomodo sedet sola
civitas plena populo!
Facta est quasi vidua
domina gentium;
princeps provinciarum
facta est sub tributo.

(magari messo così), non è esattamente questo:


Clama fortiter, ne cesses;
quasi tuba exalta vocem tuam
et annuntia populo meo scelera eorum

che poi è quello che sto facendo, come vi sarete accorti. Comunque, visto che ci siamo, a proposito di "quasi tuba", ci sarebbe questo, ma soprattutto, e sopra tutti, questo:





Dedichiamo la Trauermarsch, noi, i veri europei, al povero giornalista greco, che, accecato dal vero nazionalismo, voleva, incurante del sangue dei suoi fratelli, la monetona forte per il suo paese, in base al noto principio "moi je ne veux pas de branche, je veux un pupitre comme tous les autres...".

(...barzelletta francese politicamente scorretta: chi la sa, non la dica. A proposito, l'ho imparata in Suisse Romande, quindi Martinet mettiti la mordacchia...)


Tantum religio potuit suadere malorum.


Eh, sì, signora mia, non ci son più gli esametri di una volta...





(...in effetti, confondere profeti sono errori che un cattolico romano non dovrebbe fare...)

(...Iscariota, se osi dire una sola parola la prossima volta ti porto a cena con Giannino, così ti becchi tutto il trio Los Canos...)

55 commenti:

  1. Le siège de Corinthe (la parte di Cléomène, capo dei Greci, è perfetta per la mia voce)
    https://www.youtube.com/watch?v=HE74Mmw9pQw

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  2. .-.. . / ...- --- --. .-.. .. --- / -... . -. . / .--. .-. --- ..-. -.-.--

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    1. Dal Vangelo secondo san Marconista, suppongo...

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    2. .- .... .- .... . ... .- - - --- !

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    3. ང་ཞེ་དྲག་དགའ་གི་འདུག!
      (tanto non saprai mai che cosa c'è scritto)

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    4. E che cce vo'? Basta chiedere agli amici tibetani...

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    5. tanto non saprai mai che cosa c'è scritto!

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    6. C'è scritto: "la moneta unica coi cinesi ha portato la pace".

      Era un tibetano piuttosto piddino....

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    7. @Il velo di Maya

      con il dialetto dell'Amdo? mmm... difficile...

      tanto non saprete mai che cosa c'è scritto
      (Epimenide cretino)

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    8. Ho fatto una ricerca.
      Ho trovato la prima parte in un altro contesto, tradotta in inglese, e mi sembra di avere capito il senso di quel "gi 'dug" finale.
      Non so però se il significato è più nel "piacere" o "amare" o "essere contento".
      Qualcosa tipo... lo sto amando molto... la cosa mi diverte molto... completamente fuori bersaglio?
      PS.
      Solo curiosità

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    9. Derge non è mica lontano dall'Amdo...

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    10. Ma il mio mistero è chiuso in me,
      la frase mia nessun saprà, no, no...!

      Aria di Martinaf, Principe persico (Filetto)

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    11. Naaaa.... Ritenta, sarai più fortunato (comunque, sì, Norbu lo capirebbe facilmente)

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    12. Come sai, ho ben altri strumenti coi quali intus-ire

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  3. eorum:

    un tempo erano questi (http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Giuda)
    oggi sono, fra gli altri, questi (https://www.agi.it/economia/notizie/grecia_cosa_succede_se_atene_esce_dall_euro-201505251006-eco-rt10056) che poi sono sponsorizzati da questi (http://it.wikipedia.org/wiki/Eni).

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  4. Ego sum qui sum. E Lei, professore, è quel che è. Non tutti hanno le medesime strutture psichiche, non tutti hanno lo stesso coraggio, non tutti la stessa forza. Quel che può fare lo fa, non se ne faccia una responsabilità personale se non riesce a caricarsi il mondo sulle spalle, se in pochi, tra quelli che potrebbero essere più utili, la seguono. E perdoni Celestini. Nonostante tutto.
    PS lo so aveva detto mobbasta e il gentile Marco S. di stare attenti che il blog è un campo minato, ma sono un po’ testardo, poi Lei mi cita i profeti d'Israele, dunque… al massimo non mi pubblica mica me la piglio: sarei sciocco.

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    1. Caro, Celestini e io non giochiamo nello stesso campionato. Lui era perdonato a prescindere, considerando come finirà: sbranato dai coglioni che gli vanno appresso.

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    2. Lo so. Si capisce, per chi vuole capire ( è sempre lì il problema), dalla sua lettera a Iulo. E si capisce, che giocate in campionati diversi, dalla risposta che Celestini ha dato a Lei. E che di fatto non è una risposta.
      La mia voleva solo essere una figurata pacca sulla ( sua) spalla: d’altronde anche Geremia venne lasciato piuttosto solo.

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    3. ...e anche la solitudine, come la vecchiaia, non è così male, se consideri l'altrrnativa.

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    4. E infatti Erich Fromm ( la cui lettura è imprescindibile) diceva che la condizione necessaria ad amare veramente è la capacità di rimanere soli. Devo dire che più passa il tempo e più comincio a comprendere e apprezzare il significato dietro al concetto. La solitudine è una buona compagna, offre occasioni di crescita e molto spesso, cosa non da poco, sta dalla parte di una verità.

      PS Devo capire come mai, specie per chi studia diritto, la psicanalisi susciti tutto questo interesse. Se un giorno dovessi incontrarlo chiederò al dottor Barra Caracciolo se anche per lui è così. E devo capire anche come mai tutte le personalità sensibili alla fine studiano cose che all’inizio non volevano fare, ma è un altro discorso.

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    5. Chi è solo è tutto suo
      (Leonardo da Vinci)

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  5. Io scriverei: in piddinitate nulla est redemptio....

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  6. "Dic ad eos: Vivo ego, dicit Dominus Deus; nolo mortem impii, sed ut revertatur impius a via sua et vivat" Ez. 33:11

    Grazie della meravigliosa musica, prof. Purifica l'aria dai miasmi. Ora mi metto le cuffiette e mi sparo tutta la Quinta.
    (Prof, io che ci posso fa'? So' donna, so' der cancro che siamo materne, so' expiddina, soprattutto... sì, sono un po' tutti lenti di comprendonio, so' di dura cervice proprio proprio come quell'altri... che poi però anche a quei testardissimi là li hanno perdonati...). Comunque stasera su Fb uno si rallegrava che per una volta a Radiopop invece delle solite balle ha sentito Bagnai.

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  7. Al Tgcom24 è stato straordinario. Complimenti!

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  8. Buongiorno professore,complimenti per l'intervento!
    Avrei un dubbio sulla possibilità di dividere l'Europa in due zone , quindi due unioni monetarie.Cercando di mettere in pratica quello che ho capito dal suo primo libro mi viene da dedurre che in presenza di assimmetrie economiche tra nazioni del sud, uno di questi potrebbe diventare la "Germania" della nuova unione, quindi non risolvendo il problema.

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    1. Trovo francamente ridicolo che veniate a farmi la lezioncina su quello che vi ho insegnato. Mentre anelo a ricevere commenti costruttivi, non so cosa fare di commenti che estrapolano un'affermazione dal contesto in cui viene fatta, senza soffermarsi a valutarlo. Peraltro, io ho detto che Zingales e Stiglitz favorivano questa soluzione. So what?

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    2. Chiedo venia!Lungi da me farle una lezione, non ho assolutamente le capacità e la cultura per fare questo.La mia era una richiesta di aiuto per capire una cosa che a quanto pare ho travisato!L'utima riga che ha scritto per me è stata più che esauriente.

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  9. OT - Cosa cambiera' con il nuovo Presidente Polacco?

    Secondo la TASS si raffreddera' il supporto di Varsavia al governo di Kiev e ci sara' un progressivo riavvicinamento a Mosca.

    http://tass.ru/en/world/796621

    Il ricordo di certe stragi del periodo 1943-1945 ha probabilmente pesato sul risultato delle elezioni.

    http://www.volhyniamassacre.eu/history/history

    In questo senso (ma IMHO solo in questo senso) il nuovo Presidente Polacco e' da considerarsi anti-EU.

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    1. Più delle stragi poterono le mele....

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    2. @Tarheel

      Il che dimostra che c'e' apparentemente piu' dibattito, pluralismo e liberta' di informazione in Russia che da noi.

      A me pare comunque piu' realistico il punto di vista riportato dalla TASS (rispetto a quello di RT).

      Polonia ed Ucraina non hanno infatti mai concordato direttamente la attuale linea di frontiera (che fu fissata dalle potenze vincitrici della II GM).

      Anche la attuale 'Germania' non ha mai ratificato un trattato di pace internazionale (con l'accettazione esplicita degli attuali confini per es. con la Polonia).

      A rigore considerare l'attuale 'Germania' come lo stato successore della 'Germania ante 1945' e' pure un azzardo: il trattato di Potsdam (http://en.wikipedia.org/wiki/Potsdam_Conference) e quello del 1990 (http://en.wikipedia.org/wiki/Treaty_on_the_Final_Settlement_with_Respect_to_Germany) non sono mai stati ratificati in una conferenza di pace internazionale.

      A rigore quindi l'attuale 'Germania', non avendo un territorio universalmente riconosciuto da un trattato di pace internazionale, non potrebbe neppure vantare una Costituzione legalmente valida.

      A me fa ridere la storia che alla corte costituzionale tedesca spetta sempre l'ultima parola sui trattati Europei...

      La attuale 'Germania', non avendo un territorio universalmente accettato e fissato in un trattato di pace, non avrebbe potuto sottoscrivere i trattati Europei post 1990, che quindi IMHO sono tutti nulli.

      In Italia, per poter promulgare la Costituzione della Repubblica Italiana, si dovette attendere il ritorno di Alcide De Gasperi da Parigi, perche' in quella sede De Gasperi firmo' per l'Italia il trattato di pace (e quindi solo a valle della firma fu possibile definire legalmente il territorio della novella Repubblica Italiana, come stato successore del Regno d'Italia).

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  10. "#Grecia: default o exit sarebbero devastazione per loro e per UE. Non possiamo consentirlo. Occorre una tassa per la Grecia", ha scritto su Twitter il deputato democratico Giampaolo Galli, ex direttore generale di Confindustria voluto in Parlamento da Pier Luigi Bersani.

    Piccoli collaborazionisti crescono......

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    1. Sinceramente non la metterei così. Voglio dire: le responsabilità di Bersani ci sono tutte e finché non verranno gestite con argomenti non grillini il PD non offrirà una soluzione credibile. Il problema di Galli però non è il collaborare al progetto europeo, ma la distrazione. Non si è accorto che ogni italiano è stato tassato di 800 euro via fondo salvastati per salvare la Grecia...

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    2. arma di distrazione di massa.....

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    3. questa storia che ci siamo accollati i debiti insolvibili della Grecia ha una presa pazzesca sui luogocomunisti: stranamente la capiscono molto meglio che non il cambio reale e quello nominale. forse abbiamo trovato la testa di ponte giusta

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    4. Niente da fare @rossi.
      I luogocomunisti ragionano: "800 euro per salvare la Grecia? Colpa dei greci sporchi e fannulloni. Devono rimanere nell'euro per restituirci tutto!"

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    5. Secondo me, sulla Grecia si metteranno d'accordo, con finti cedimenti e finte tregende e nessun Grexit. E nessuna austerità, più di quella già inoculata. Premesso ciò, che abbia o meno ragione, trovo davvero clamoroso che, a parole, non si consenta ad uno stato quello che serenamente Usa e, oramai, anche tutti gli ordinamenti giuridici europei consentono al quisque del populo: fallire (la bankrupcy, per dirla all'americana) e ricominciare d'accapo (fresh start, sempre all'americana), libero dai debiti pregressi ( in Italia, si chiama esdebitazione). Questo è il vero sintomo che dei debiti veramente non frega niente a nessuno, quello che conta è il giogo.

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  11. Renzi è patetico, addirittura, continua a chiedere a Bruxelles di
    cambiare, alla Germania che ne è l'ispiratrice ordoliberista di
    cambiare; ma è non capire un beneamato piffero di cosa è la Germania, la Germania
    non rinuncerà mai alla sua filosofia economica che è ispiratrice e fondamento della UEM e dei suoi protocolli. Mario Monti li conosce
    bene e lo disse chiaramente durante la presentazione di un libro di Rampini. Basta quindi con gli appelli inutili ed ognuno riprenda
    la propria sovranità e la propria moneta, debole o forte che sia. Non
    si può avere una moneta forte se non te la puoi permettere e parimenti
    non puoi avere il vantaggio di una moneta indebolita se sei forte come la Germania.

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    1. Scusa, ma cosa c'entrano le dichiarazioni pubbliche di Renzi con quello che lui pensa? O con le intenzioni del governo tedesco?
      Renzi dice quello che ritiene utile per mantenere un certo rating nei sondaggi e fa quello che deve per mantenere l'appoggio di chi lo ha messo dov'è.

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    2. Sai cosa pensi Renzi veramente? Se non pensa ciò che dice pubblicamente, e posso concordare con te su questo punto, nel senso che tutti sperimentiamo, ciò non deve impedirmi di rimarcare qui ed altrove la stupidaggine intrinseca delle sue affermazioni in questioni importanti e fondamentali come quelle che evidenziavo.

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    3. E' da prendere in considerazione un'altra possibilità: che Renzi non pensi proprio.

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    4. Qui si impara a riflettere; debbo concordare anche con te citodocal, forse le due cose possono cesistere. La realtà potrebbe essere che nessuno di coloro che lo ascolta, sa cosa pensi veramente Renzi perchè è impossibile mancando il motore primo della funzione. Quindi qualcuno pensa per lui e poi dopo che si è acceso l'e audio, viene trasformato il messaggo al popolo, attraverso un algoritmo sempre eteroprogettato.

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    5. ALBERTO49
      “Qui si impara a riflettere”.

      Il tono del mio precedente intervento era volutamente semi-serio, ma il senso intrinseco assai simile a quello del tuo incipit. Ogni tanto ho come la percezione che ciò che chiamiamo riflettere sia sempre più considerato bene voluttuario o ludico, ritenuto quasi frivolo dall’incalzare delle decisioni. Poiché siamo ospiti di un musicista uso un esempio affine; è noto infatti che per “imparare” ad improvvisare, in musica come altrove, occorre aver macinato, e continuare a farlo, eoni di più o meno noiose scale musicali od elementi propri alla disciplina praticata: per quanto possa apparir essa casuale, l’improvvisazione reale è invece frutto di una scrupolosa e devota, per l’appunto, autodisciplina. Idem per il pensiero. Sicché l’azione diviene efficace e “corretta” allorché, come direbbe un maestro zen o d’arti marziali, non si distingua più il pensiero dall’azione, considerando tale a quest’ultima anche il restar seduti senza fare nulla, ma consapevolmente (v’è differenza tra agire, o avere attività, e semplicemente muoversi anche soltanto con una mente irrequieta). Il senso superficiale del pensiero, così come quello del riflettere, trova ragione nell’etimo del secondo termine, applicato verso il basso: la riflessione intesa come di consueto sta già riportando, “riflettendolo”, qualcosa che, come dici tu, è un algoritmo eteroprogettato, magari inconsapevolmente. In questa spirale involutiva perfino quel che un tempo era considerato “libero pensiero” coincide sempre più con l’opinione o con il liberismo, come se fosse una mera affermazione ed autogratificazione individuale, laddove l’autentico libero pensatore si confronta faticosamente, e spesso con nemmeno troppe gratificazioni, con cose poste ben oltre se stesso. Per molti versi l’essere umano è abbastanza prevedibile, la politica pare non fare eccezione (anzi, sembrerebbe talora voler ulteriormente esasperare questa prevedibilità superficiale, come la pubblicità): più facile che un pensatore si dedichi anche alla politica, o dedichi alla politica delle considerazioni, piuttosto che il contrario, ovvero che dalla politica emergano sottili pensatori (questo giustifica anche il mio parere secondo cui è un bene che il Prof non entri nell’agone dei partiti: può essere più “devastante” come battitore libero). Sicché il pensiero è tanto più “reale” quanto meno rifletta il prevedibile, sebbene lo comprenda, e quanto più invece riesca ad intuire l’ “imprevedibile” e l’ignoto. Figurarsi dunque il caso Renzi (stasera, poi, l’ho intravisto in uno spezzone di qualche decennio fa mentre imitava Berlusconi – sia stato un caso? - in una recita parrocchiale, parodia dell’allora Costanzo Show…).

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  12. Se non lo avesse già fatto qualcuno condivido il seguente link:
    http://vocidallestero.it/2015/05/22/il-new-york-times-lausterita-uccide/

    Il link è sufficiente per sapere di cosa parla. Mi ha sorpreso l'inizio. Leggere per credere.

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  13. Professore, qui in Veneto i Piddini sono proprio fusi. La Moretti dichiara: "Noi parliamo con i numeri e i fatti. Grazie al Jobs Act abbiamo avuto nella nostra regione 54mila nuovi posti di lavoro. Io, se sarò eletta, ai 24mila euro di sgravi alle imprese che assumono a tempo indeterminato, ne aggiungerò seimila: per un totale di 30mila euro." Da dove prende i 6.000? Da nuove tasse? Perchè, come sempre, ce lo chiede l'Europa. Oggi su MilanoFinanza Galli del PD sostiene che ci vorrebbe una tassa per salvare la Grecia, e così noi italiani che siamo esposti sul paese ellenico. Sono senza parole.

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    1. La Moretti è quella del "noi del PD siamo brave ed anche belle", di alcuni mesi fa (roba da far provare un senso di ridicolo perfino ai bimbi dell'asilo). La logica è ancora quella del: io ho aggiustato la caldaia del condominio in un paese che sta finendo il gas.

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  14. Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna di nuovo in corsa: quest'anno il Pil crescerà dell'1,2% dal foglio rosato buono per incartare le triglie........
    scusi ma oggi tra il demente di Galli, il delirio di Visco bankitalia e questi del salmonato è evidente che il martedì esce la "velina" del comintern

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  15. Prof.Bagnai, ho riascoltato il suo intervento a RadioPopolare: le premetto che sono assai felice che lei abbia parlato ad un pubblico "de sinistra" che a tratti non vuol capire e ritorna alla carica con "Più Europa", a tratti percepisce che c'è qualcosa che non va ma non sa cosa, come direbbe mia moglie occorre dare la sveglia a nostalgici vetero-comunisti filoPD o a radical chic che il razzismo è brutto perchè vivi in periferia.
    Detto ciò, mi permetta di aggiungere che la vera e propria confessione di Mario Draghi nel suo speech al BCE Forum di Sintra aggiunge anche che
    1) le riforme strutturali sono necessarie ed efficaci se si adottano misure di flessibilità di prezzo e di salari
    2) come molte ricerche e studi importanti attestano, fare riforme strutturali come riduzione delle protezioni sul lavoro deprime la domanda interna in un periodo di crisi e ne aumenta gli effetti, però abbiamo bisogno di "credibilità" a livello internazionale;
    3) Draghi prende come modello la Germania, in cui si è avuta meno crisi e disoccupazione anche perchè i lavoratori hanno accettato di ridursi lo stipendio in aziende che praticano contrattazioni a livello aziendale, rispetto a Paesi in cui la contrattazione è rimasta a livello collettivo.
    Giovedi ci sarà l'assemblea nazionale di Confindustria in cui si ribadirà che il modello contrattuale vincente (per loro) è quello aziendale, piegando le volontà dei lavoratori a quelli dei grossi potentati industriali, magari con una bella compressione salariale per recuperare competitività.
    C'è ancora chi pensa che il problema non è l'euro.

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    1. Ed infatti il problema non è l'euro. :-)
      In fin dei conti l'euro è solo "l'arma fine di mondo" a disposizione del capitale per distruggere il lavoro, ma l'attacco è partito molto prima, come ha dimostrato il nostro Professore in lungo ed in largo.
      Lo smantellamento dell'euro quindi non può che essere solo il punto di partenza, la chiavetta d'accensione per far partire il cambiamento.

      Il problema non è l'euro, o meglio, non è solo l'euro.

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  16. “L'EUROPA è tornata alla normalità: ognuno per sé nessuno per tutti. Un quarto di secolo fa il Muro di Berlino crollava, la Porta di Brandeburgo veniva riaperta. Di qui conseguiva, stando alle oleografie del tempo, niente meno che la "riunificazione dell'Europa" (il fatto che non lo fosse mai stata pareva trascurabile). Oggi questo continente … appare invece diviso in un arcipelago di isole che alzano ponti e fortificano barriere … Già orizzonte di pace e benessere, l'Europa è ormai associata a instabilità e impoverimento …. E la colpa sarebbe dei "populisti" di destra e di sinistra, da Salvini a Tsipras passando per Le Pen e Iglesias, irresponsabili agitatori che … rovinano il gusto dei frutti dell'albero piantato sessant'anni fa dai padri fondatori. Spiegazione di comodo … era prevedibile, come scrisse vent'anni fa Tony Judt, che l'europeismo di maniera intento a rimuovere la realtà delle nazioni sarebbe diventato "una risorsa elettorale dei nazionalisti virulenti". Ma se a questo siamo arrivati, significa che qualcosa di fondamentale non funziona più nel sistema europeo. Negarlo, come inclinano a fare le cancellerie europee e le cattedre dell'ortodossia europeista, per tacere dell'eurocrazia asserragliata dietro una cortina di acronimi, accelera la delegittimazione delle istituzioni che si intende proteggere. I "populisti" non chiedono di meglio … Esauriti i protettorati esterni e riunita la Germania, tornammo al paradigma del secolo precedente, con Berlino sorvegliata speciale dal resto d'Europa, incapace di evolvere oltre una germanofobia primaria. Chiedemmo allora ai tedeschi di cedere il marco in cambio dell'euro e di diluire il dominio della Bundesbank nella Banca centrale europea. Fatto. Naturalmente al prezzo, non voluto ma imposto dai rapporti di forza, di gestire la divisa comune secondo criteri di austerità cari all'ideologia monetaria tedesca, appena addolciti dalle mosse di Draghi che hanno finora sventato il collasso di questa curiosa area monetaria, smentita vivente (?) d'ogni manuale e di qualsiasi esperienza storica. Trascurammo poi di considerare che, esaurito il consenso di Washington (e di Mosca) - ovvero il protettorato a stelle e strisce di cui abbiamo fruito per quasi mezzo secolo - non c'è consenso di Berlino che possa surrogarlo. Alla Germania mancano potenza e vocazione per egemonizzare l'Europa, cioè per gestirla distribuendo incentivi ai gestiti. Mentre è convinta, con ragione - almeno nel breve periodo - di avere molto da guadagnare e poco da perdere dalla conformazione germanocentrica della zona euro. In questo condominio senza amministratore e senza progetto di convivenza, prevalgono i puri rapporti di forza … Perché le giornate degli europei non sono tutte eguali. Quelle tedesche sono ben più luminose delle nostre, non diciamo delle greche.” Gentile professor Bagnai, In questo post le riporto un pezzo di Luca Caracciolo, che seppure in modo sfumato dice molte angosciose verità per il piddino elettore o in cerca di voti. L’articolo integrale si trova in rete a questo link : http://www.repubblica.it/esteri/2015/05/26/news/spagna_polonia_l_onda_di_populisti_e_indignati_si_abbatte_sull_europa_in_crisi_ma_il_sogno_dell_integrazione_era_gia_anda-115273261/?ref=HREC1-10. A dire il vero Caracciolo (pur tendenzialmente piddino) non è mai stato un euro-idiota e me lo ricordo in molte interviste esprimere un salutare scetticismo sulle sorti e i benefici mirabolanti dell’Unione e della sua moneta. Era ed è rimasto sfumato (mentre la sua Germania sta diventando un MOSTRO) … questo si … ma su “la Repubblica” … il suo parlare MOLTO PIU’ CHIARO forse dimostra che anche gli euro-beneficiati (li si potrebbe chiamare “Kapo” ?) cominciano ad avere davvero paura ... Non molli quindi … non solo i fatti (di marxiana memoria) ma anche il suo lavoro ha la “testa dura” e porta frutti … Con cordialità, Mario Dominici

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