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martedì 20 maggio 2014

Regolamento, adesioni, ecc.

Molto rapidamente.

Claudio ha deciso con grande sensibilità di dimettersi dal direttivo di a/simmetrie, mantenendo ovviamente la qualità di socio fondatore, da un lato perché oberato dal suo impegno politico, dall'altro per evitare che l'associazione venisse strumentalizzata. Mi dispiace non averlo accanto, ma è stato meglio così, dato il clima della campagna elettorale italiana, quindi ho (abbiamo) rispettato la sua decisione.

Al suo posto è subentrato per cooptazione Marcello Foa, che è il nuovo Vicepresidente di a/simmetrie, che ci darà una mano, fra l'altro, a definire le nostra strategia di comunicazione e a rafforzare la relativa struttura, attualmente molto sottodimensionata (praticamente, IO).

L'assemblea ordinaria ha approvato il regolamento, trovate tutto sul sito, e il regolamento disciplina anche le modalità di adesione. Chi penserà di poter contribuire al progetto potrà fare domanda.

Tenete presente che la gestione delle domande (e poi dei libri dei soci, delle convocazioni, ecc.) richiede un certo sforzo amministrativo. Ora è possibile sostenerlo perché finalmente siamo riusciti a sdoppiare la carica di Tesoriere da quella di Segretario. In quest'ultima è subentrato il socio Luca Centra (che forse qualcuno avrà conosciuto), mentre il socio Paolo Cianciabella mantiene la carica di Tesoriere.

Si va avanti, con grande fatica, ma costantemente.


Addendum delle 22:11: già qualcuno comincia a chiedere: ma come si spedisce la scheda di adesione? Be', ragazzi, è scritto nel regolamento (art. 5). Tenete presente che dietro a ogni richiesta c'è un lavoro di segreteria non banale. Da qui a luglio riusciremo forse a fare due direttivi, e non so quante domande potremo valutare. Per favore, siate pazienti. Noi siamo qualcosa di più di un'associazione, siamo una comunità, una famiglia. Questo credo dovrebbe bastarci. Personalmente non amo timbri, ceralacche, etichette. Una delle prime persone a perdersi per strada è stata proprio una di quelle che mi chiedevano di fare "qualcosa" perché quando poi lui andava in giro potesse dire di appartenere a quel "qualcosa". Non è un caso che uno che ha bisogno di qualcosa per essere qualcuno si trasformi in nessuno, se non capisce che io qualcosa l'avevo già fatto: dire la verità e suscitare la curiosità delle persone oneste. Il resto, l'associazione, all'inizio l'avevo pensata solo come veicolo per riuscire a organizzare i nostri eventi. È diventato un progetto culturalmente ambizioso che ancora non ha espresso tutto il suo potenziale. Capisco e incoraggio il desiderio di farne parte, ma lo spirito è quello espresso dall'art. 4 del Regolamento, e vi prego di considerare che la gestione dei soci implica un impiego di risorse che semplicemente ancora non abbiamo. Lo "sdoppiamento" di Paolo in Paolo e Luca ci mette sulla buona strada, ma il carico di lavoro è sempre enorme. Quindi non sentitevi esclusi se ci vorrà un po' di tempo. Oltre agli accidenti vari che ci hanno funestato nell'ultimo anno solare, uno dei motivi per i quali non siamo riusciti a partire prima con le associazioni è che io non riuscivo, oltre al resto, a elaborare anche un regolamento e a gestire il libro dei soci. Ora Paolo è di nuovo in forma, e il regolamento l'ha fatto sostanzialmente lui, e ora abbiamo le risorse perché Luca si occupi dei libri dei soci. C'è ancora molta, molta, moltissima strada da fare. Ma se siete qui da un po', non credo mi abbiate mai visto arrestarmi né fare passi indietro. Sento la responsabilità verso di voi, e comunque non sono sportivo: l'importante è vincere! E vinceremo...


(...e ora torno a fare scatoloni: in tutto questo sto anche traslocando...)

51 commenti:

  1. Avevo letto tutto sul sito di asimmetrie.

    In bocca al lupo a Borghi (un signore, niente da dire) e sono contento per Foa che non conoscevo e che mi ha "dato" tanto in questi mesi sulla comunicazione frame spin ecc.

    Grazie caro Prof, tramite lei arrivo a tante persone di qualità (esempi: Barra Caracciolo Rinaldi e altri).

    E grazie pure per questa frase che sembra "normale" ma che purtroppo ultimamente normale non è:
    "Tu preferisci uno che per tattica dice la cosa sbagliata a uno che per tattica dice la cosa giusta. Io ho preferenze opposte."
    (lo faccio qui perché non mi va, sono esausto, di leggere l'ennesima falsa spiegazione ed esaltazione della genialità del ligure)

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  2. Bel colpo Marcello Foa, mi fa molto piacere!

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  3. Peggio delle carriole per la benzina ci sono solo gli scatoloni del trasloco.
    Un pensiero fraterno.
    Marco

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  4. Benvenuto a Marcello Foa, complimenti per lo stile a Claudio Borghi.

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  5. E' O.T. ma secondo me vale una menzione "al volo". Tanto perché sia chiaro a tutti che tutto il mondo è paese e che, anzi, le presunte virtù teutoniche si sciolgono come neve al sole non appena i "crucchi" sbarcano nelle terre del sud, si legga questo: http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-05-19/abbonamenti-non-richiesti-180-micro-imprese-denunciano-antitrust-tre-societa-straniere-multe-650mila-euro--181002.shtml?uuid=AB1ILSJB.
    La Dad, società tedesca con sede ad Amburgo, è stata pesantemente multata dall'Antitrust per pratiche commerciali scorrette in danno di microimprese italiane, peccato che, a quanto pare, sarà difficile riscuotere le somme "data la presenza delle società in Paesi Stranieri". Ma non erano i paesi del Mediterraneo quelli avvezzi al malaffare ed alle frodi? Ma le truffe avvengono anche in Germania?

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    1. E infatti poi tocca sorbirsi propaganda come questa: http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9876

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  6. Dispiace per Claudio, ma farà benissimo al parlamento europeo, ne sono sicuro. Su Foa ottimo "acquisto". Non lo conoscevo prima del 12 aprile, e sono contento di averlo fatto grazie a lei.
    In bocca lupo a tutti.

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  7. Finalmente una bella notizia: benvenuto a Marcello Foa e a Borghi un grosso in culo alla Merk... oooops.... volevo dire alla balena!!!!

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    1. Angela non ne ha bisogno: è già una culona di suo (senza parlar del resto...)

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  8. Un applauso (sincero) alla parola coopatazione.

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  9. Public Policy Brief No. 133 | May 2014
    Dead Economic Dogmas Trump Recovery: The Continuing Crisis in the Eurozone Periphery
    The “happy talk” emanating from eurozone officials regarding the economic crises in the periphery deserves some vigorous pushback. Focusing on the four bailed-out countries of Greece, Ireland, Portugal, and Spain, Research Associate and Policy Fellow C. J. Polychroniou argues in this policy brief that, contrary to the burgeoning optimism in official communications, these countries’ economies are still not on track for vigorous, sustainable recoveries in growth and employment—and that there is nothing surprising in this result.

    http://www.levyinstitute.org/publications/dead-economic-dogmas-trump-recovery-the-continuing-crisis-in-the-eurozone-periphery

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  10. Evvai maestro, l'amicizia con la pasionaria nera ha messo radici profonde !!

    "… vincere! E vinceremo…"

    P.s.: comunque, tocco il bordo dello schermo mentre le scrivo...

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  11. Grazie ancora a lei a Marcello e a Claudio , buon lavoro .

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  12. Anch'io ho "scoperto" Foa solo in seguito ad un suo intervento video con Messora circa un annetto fa, e da allora leggo spesso la sua rubrica sul Giornale; una delle poche firma che vale ancora la pena di leggere. La notizia della "cooptazione" mi sembra ottima!
    Un enorme in bocca al lupo a Borghi, una persona ammirevole!

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  13. Vincere! E vinceremo!!
    Che fa il paio con "molti nemici, molto onore"... (Scaccia & company)
    E anche con "spezzeremo le reni alla Grecia!"... che in realtà non ne ha bisogno perché hanno già provveduto.

    Speriamo che finisca un po' meglio, non vorrei mai circolare in zona Loreto e vederti a testa in giù appiccato per i piedi... :-)

    Battute a parte, buon lavoro...

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    1. Ma l'ho scritto per far scendere una lacrimuccia al compagno Triolo! Ricorda anche che è la Bce che traccia il solco e il PD che lo difende. Tranquillo: la SStoria insegna che saranno gli euristi a capovolgere la propria prospettiva.

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    2. La lacrimuccia mi è già scesa ascoltando Diego Fusaro a Pescara e poi al Tempio di Adriano.
      Come ho avuto modo di dirgli non sentivo un discorso come quello dal... 1919! :-)
      Certo che se io faccio i convegni con Fusaro, Bagnai e Sapir mentre UE e pseudo-Sinistra preferiscono i Naziskin ucraini a Santa Madre Russia qualcosa che non funziona c'è.
      Quanto allo "spezzeremo le reni alla Grecia" Piller&Gumpel risponderebbero: "Perkè spezzare reni quando improtuttifen poterli venderen per ripagare Germanien???"

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  14. EURO La trappola nascosta nel cambio fisso

    di Alberto Bagnai

    ALL’ULTIMO cenacolo della Fulm, animato da Paolo Savona e Giorgio La Malfa, Gianni Bulgari ha fatto un’osservazione che aveva già sviluppato sul Corriere della Sera del 25 marzo, e su cui vale la pena riflettere. Secondo Bulgari, posto che la moneta è una delle espressioni più significative della sovranità di uno Stato, una moneta come l’euro, priva di un’entità statuale di riferimento, nei fatti coincide con un accordo di cambio fisso. Dato che gli Stati Uniti d’Europa, ipotetico “Stato” di riferimento dell’euro, sono un progetto antistorico e quindi destinato al fallimento, il destino dell’euro andrebbe valutato in base alla stessa logica che ha giudicato (e condannato) i precedenti accordi di cambio fisso. Osservazione sensata, da corredare con un dettaglio. In un accordo di cambio, il cambio non è fisso per decreto divino, ma perché le Banche centrali dei Paesi coinvolti intervengono per mantenerlo tale. Se un Paese si trova in deficit di bilancia dei pagamenti, deve fare più pagamenti all’estero di quanti ne riceva: offre molta valuta nazionale per acquistare valuta estera, e la sua valuta nazionale tende a deprezzarsi (legge della domanda e dell’offerta). Perché questo non succeda, la Banca centrale nazionale acquista la valuta nazionale in eccesso di offerta, dando in cambio valuta estera (le riserve ufficiali). Questo meccanismo definisce un segnale di stop loss, mette un termine al tergiversare dei politici: quando le riserve ufficiali finiscono, il cambio non può più essere sostenuto, la politica deve cedere il passo al mercato, che definisce un cambio più in linea coi fondamentali dell’economia. L’euro è un accordo di cambio fisso molto particolare: la parità fra euro italiano ed euro tedesco è uno per definizione, quindi non deve essere difesa drenando riserve. Questo non significa che non ci sia trasferimento di risorse all’estero. Invece dei dollari o dei marchi della Banca centrale, stiamo cedendo all’estero le nostre migliori aziende e i nostri giovani migliori. Il problema è che in questo caso non esiste uno stop loss chiaro, non esistono limiti al male che politici incompetenti e collusi con interessi esteri possono farci. Questo è il motivo per il quale la crisi dura da sei anni. Starà a noi dare lo stop loss alle prossime elezioni.

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  15. Europa, le conseguenze di un ripudio. Del debito
    Il problema dell’Italia è l’elevato livello di debito pubblico, sopra il 130 per cento del Pil. Pensare che uscire dall’euro apra una strada facile per ridurne l’onere è illusorio. Sia il default sia la monetizzazione avrebbero pesanti conseguenze sull’economia reale.
    di Francesco Lippi e Fabiano Schivardi (lavoce.info)
    Il peso del debito
    Tra gli oneri che gravano sul nostro sistema economico spicca l’elevato livello di debito pubblico, al di sopra del 130 per cento del Pil. Alti costi di servizio del debito si riflettono in alta tassazione, con conseguenze negative sull’attività economica. Senza una forte crescita del Pil, ridurre l’onere del debito è difficile. Come per qualunque debitore, esistono due modi per uscirne: stringendo la cinghia oppure dichiarando fallimento, rifiutandosi di pagare. Il ripudio del debito si è verificato molte volte nella storia, generalmente con costi notevoli.
    Molti commentatori a favore dell’uscita dall’euro prospettano la “terza via”: la monetizzazione del debito, cioè ripagarlo stampando moneta. Questa possibilità è preclusa dalla partecipazione all’euro, in quanto la politica monetaria è decisa dalla Bce. Nemmeno riacquistando la “sovranità monetaria” ci riapproprieremmo della possibilità di monetizzare il debito, perché è denominato in euro; ridenominarlo forzosamente in nuove lire (svalutate) equivarrebbe a dichiarare un default sulle obbligazioni precedentemente contratte. Ma anche qualora si riuscisse a monetizzare il debito in euro (per esempio tramite la Bce) sarebbe illusorio ritenerla una intelligente soluzione al problema: la monetizzazione è una forma di sostanziale ripudio e con esso condivide gran parte dei costi. Vediamo perché.
    Le conseguenze di un default…
    In caso di default sovrano, o ristrutturazione, lo Stato annuncia ai creditori che pagherà solamente una parte dei propri debiti. È ovvio che questa politica comporta una redistribuzione significativa di risorse allo Stato da parte dei detentori del debito pubblico. Chi sono i detentori nel caso dell’Italia? Il debito è detenuto da banche e altri intermediari finanziari italiani (circa il 35 per cento), dalle famiglie italiane (circa il 13 per cento), dagli investitori esteri (circa il 30 per cento) e da Bce e Banca d’Italia (un altro 10 per cento, si veda la figura sotto di fonte Banca d’Italia). Rinnegare il debito significherebbe infliggere consistenti perdite in conto capitale a questi soggetti, con conseguenze gravi per tutta l’economia. Rinnegare il debito non vuol direfar pagare il conto a zio Paperone: oggi, meno di un terzo del nostro debito è detenuto da investitori esteri. Significa invece impoverire una parte importante dell’economia italiana, come le famiglie e gli intermediari finanziari. E il fallimento degli intermediari interessa parecchio le famiglie italiane: è presso questi soggetti che detengono la propria ricchezza finanziaria, e se falliscono “le banche” (e le assicurazioni e i fondi pensione, e via dicendo) spariscono gran parte dei loro risparmi e di quelli delle imprese. (1)

    continua...

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  16. Le conseguenze di un default del debito sovrano sono state studiate approfonditamente proprio per la loro pericolosità: quella immediata è il collasso del sistema finanziario, in quanto le banche si ritrovano un patrimonio netto negativo (che, anche in Italia, detengono circa il 30 per cento del debito). Le ripercussioni sull’economia reale dei collassi del sistema finanziario sono state storicamente drammatiche: utilizzando i dati relativi a cento episodi di crisi finanziarie sistemiche si osserva che il prodotto della nazione che ripudia il debito (Pil) cala per un ammontare compreso tra il 10 e il 35 per cento e ci vogliono in media otto anni per ritornare al livello pre-crisi. (2)
    La ragione è facile da capire: un’economia che si ritrovi improvvisamente senza intermediari finanziari, e con il risparmio privato fortemente ridotto, non ha risorse per finanziare l’attività di impresa e nemmeno le comuni operazioni di pagamento. Ne deriva un collasso della produzione e degli scambi. L’Italia sta già attraversando una grave crisi finanziaria, aggiungervi un default sul debito sovrano contribuirebbe a spingere la nostra economia ancora più verso il fondo, per forse un altro decennio, prima di uscire a riveder le stelle.
    …E quelle della monetizzazione
    Monetizzare il debito vorrebbe dire ripagare il debito in scadenza o riacquistare una parte di quello detenuto dai risparmiatori, stampando moneta. Si possono fare diverse ipotesi sui tempi e l’entità della monetizzazione. La più verosimile sarebbe una monetizzazione del debito in scadenza: se il debito venisse monetizzato completamente, ciò porterebbe nel giro di circa sei anni ad aumentare di circa 10 volte la base monetaria: un aumento vicino al 1.000 per cento in sei anni, intorno al 45 per cento all’anno. Ci sono pochi dubbi che l’enorme aumento della massa monetaria condurrebbe a un proporzionale aumento dei prezzi. Storicamente tassi di crescita elevati della massa monetaria si tramutano in uguali tassi di inflazione. In alternativa, si potrebbe ipotizzare una monetizzazione parziale: tassi di inflazione a due cifre per un decennio contribuirebbero consistentemente a ridurre il valore reale del debito pubblico. Il punto fondamentale è che una riduzione sostanziale del valore del debito attraverso la monetizzazione avrebbe effetti sull’economia simili a quelli di un default: forti perdite in conto capitale per tutti i detentori di debito pubblico. Il motivo è semplice: se lo Stato mi deve 100 euro e mi ripaga stampando moneta in una misura tale da raddoppiare il livello dei prezzi (per esempio), mi ritroverò in mano un potere d’acquisto dimezzato. Di fatto questo è un default: è lo stesso che sentirsi dire dallo Stato: dei 100 euro che ti devo, te ne do solo 50 (a prezzi invariati). E, proprio come il default, comporta una riduzione della ricchezza dei cittadini, una crisi finanziaria e un conseguente prolungato periodo di stagnazione.
    Al di là di questa similarità fondamentale, vi sono anche delle differenze tra la monetizzazione e il default. Mentre il default colpisce in prima battuta solo i titolari di debito pubblico, un tasso di inflazione elevato influenza una platea molto più vasta di cittadini. L’inflazione modifica il valore di tutti i contratti di debito stipulati in termini nominali, inclusi quelli fra privati, trasferendo ricchezza dai creditori (che vedono ridursi il valore dei propri crediti) ai debitori. Anche se l’idea di vedere il valore del mio mutuo ridotto dall’inflazione può apparirmi attraente (nel caso abbia un mutuo a tasso fisso), in pratica la riallocazione di risorse che ne deriva costituisce uno shock molto forte per l’economia, che acuisce le conseguenze discusse sopra per il default sul debito pubblico.
    Bisogna inoltre considerare che, in mancanza di un meccanismo di indicizzazione dei redditi, l’inflazione attacca direttamente tutti i percettori di redditi fissi (lavoratori dipendenti e pensionati, ad esempio).

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  17. continua...

    È per questi motivi che, in generale, l’inflazione ha costi sociali notevoli e pochi hanno nostalgia di quella – alta – che abbiamo sperimentato in Italia negli anni Settanta e Ottanta. L’avversione feroce dei tedeschi al fenomeno risale proprio all’iper-inflazione sperimentata negli anni Venti durante la repubblica di Weimar, legata per l’appunto alla monetizzazione del debito pubblico.
    Un’ultima differenza è che il default darebbe corso a controversie legali, mentre la monetizzazione no, in quanto il debito è una promessa nominale, che verrebbe formalmente rispettata stampando moneta. Tuttavia, nel caso di una fuoriuscita dall’euro anche la ridenominazione del debito in lire porterebbe a complesse dispute legali. L’esempio dell’Argentina e del suo debito in dollari insegna molte cose su quanto complessi possano essere gli strascichi giuridici di una ridenominazione del debito unilaterale, con conseguente esclusione dai principali mercati internazionali per anni.
    Non esistono scappatoie indolori
    Il livello elevato del debito pubblico di molti paesi sviluppati rischia di diventare insostenibile se la crescita del Pil non aumenta. Ridurre l’onere del debito attraverso operazioni straordinarie può diventare una necessità. Non esistono purtroppo scappatoie indolori. Pensare che uscire dall’euro apra una strada in discesa per ridurre l’onere del debito pubblico è illusorio. Sia il default che la monetizzazione avrebbero pesanti conseguenze reali, causando una recessione prolungata. Il default avrebbe poi importanti effetti redistributivi fra lo Stato e i detentori del debito (i risparmiatori), mentre una monetizzazione li estenderebbe a tutti i rapporti debitori aventi natura nominale.
    (1) La quantità di titoli di Stato nei bilanci bancari è elevata e in grado di compromettere la loro solvibilità in caso di default perché è elevata rispetto al capitale e alle riserve delle banche (vedi la tavola 2.17 del Bollettino economico della Banca d’Italia).
    (2) Si vedano Reinhart e Rogoff “Recovery from Financial Crises: Evidence from 100 Episodes”, AEA papers and Proceedings (2014) per le fonti e i dati.

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    1. e quindi ? dobbiamo rimanere nell'euro continuare l'attuale recessione e dare in pegno i nostri beni pubblici con l'erf ?

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    2. Il solito articolo terrorista. E mi mantengo leggero.
      Goebbels e il dott. mengele erano anime giocherellone.
      Ovviamente è riferito agli autori dell'art. si laVoce.

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    3. " pochi hanno nostalgia dell'inflazione alta degli anni 70/i80"

      personalmente ho una nostalgia pazzesca
      compravo attrezzature, costruivo capannone nuovo, assumevo gente e molti miei concorrenti facevano lo stesso
      non erano rose e fiori intendiamoci ma chiedo a lorsignori (quelli dellamvoce.info) che nostalgia avremmo di questo periodo quando, fra x anni tutto questa pazzia dell'euro sarà finita...

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    4. E se...si abolisse il divorzio Tesoro Banca d'Italia? E' un'alternativa che i nostri dell'articolo su lavoce.info si sono dimenticati nella penna? E se...il documento di Rogoff e Reinhart fosse quello contestato perché fallato ? (se mi sbaglio perdonatemi). E se...
      Tito

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    5. che bello leggere la disperazione come unica fonte di salvezza .
      che si fa ? si fanno le valigie e si scappa ? che leggendo queste parole sembra proprio l'unica cosa sensata che si possa fare , eppure una soluzione ci dovrebbe essere . Poi una piccola domanda che ho già fatto ad un bocconiano ma mi ha dato una risposta talmente confusionaria che se alla Bocconi riescono a laurearsi dando delle risposte così strambe , a beh allora si capiscono molte cose ....
      La mia semplicissima domanda è
      La MACROECONOMIA è la somma delle MICROECONOMIE ,o sono solo parole senza nessun nesso , domanda semplice , ma non dico la risposta che mi è stata data che è da ignobel .

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    6. ciao a tutti di solito non intervengo perchè siete molto più bravi di me; ma ho letto questo breve articolo e mi sembra intere4ssante
      giovanna
      http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2014/05/una-critica-la-voce.html

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    7. Mi sono sbagliato sul documento di Reinhart e Rogoff: è un altro rispetto a quello clamorosamente "bucato" del 2010. ;a la domada sul divorzio...resta.
      Un abbraccio a tutti
      Tito

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  18. OT - Chi ci ricorda?
    http://www.zerohedge.com/news/2014-05-20/tuesday-humor-first-economist

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  19. Siccome Schroeder ce lo dice apertamente in faccia, marco valerio loprete è costretto a prenderne nota:

    "La moneta unica ha rafforzato il dominio della Germania in Europa contrariamente alle aspettative del presidente francese F. Mitterand"

    Ma non eravamo populisti-complottisti (edizione moderna di marxisti-leninisti?)?

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  20. Ah ok.
    Come ho visto "associarsi" sono stato tentato di chiedere di associarmi così tanto per sentiemi parte.
    Poi ho letto l'art 4 ed ho pensato: ma io concretamente che contributo posso dare?
    Mi limito a fare donazioni che è meglio.
    Grazie Claudio, benvenuto Marcello
    (scusate io uso il "tu" perchè i pompieri in emergenza non si danno del "lei" )

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    1. Ho letto lo stesso articolo e penso proprio di non avere le competenze certificate e comprovate per aderire come socio. Se va bene lo stesso, quando potrò (vista la mia situazione un poco "instabile", andrò avanti a piccole donazione come ho sempre fatto. La cosa importante è continuare ad esserci e dare anche piccoli sostegni: un giorno saranno stati utili tutti. Un abbraccio, Tito

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  21. Auguri al lei ( per il trasloco :D ) e complimenti a Borghi per la "sensibilità"... la classe non è acqua :D

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  22. sto ascoltando Letta a Radio Radicale: qualcosa in quel di San Miniato.
    Da ascoltare, per capire il pensiero "eurista". Trovo molto lunare il tutto, si parla di un Europa che non c' e' piu' o forse mai e' esistita.
    Illuminante, per me agghiacciante; mi ricorda il film "il Ponte sul fiume Kwai".

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  23. Aridatece Chirac(che):

    https://www.youtube.com/watch?v=0bkFV-j3Nz0

    Grazie a Marcello Foa; abbiamo bisogno di esperti di comunicazione, di massaggio/messaggio.

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  24. Mi farebbe ridere, se non ci fosse da piangere chi difende l'euro, ed arzigogola su possibili default e svalutazioni in caso di uscita, e che per questo meglio la pillola amara che stiamo ingurgitando, come spiega questo grande successo?
    E non oso immaginare le altre merci...

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  25. OT - Inizio della fine del petrodollaro?

    “Putin wins (again), Obama loses (again), and the monument to the dollar's status as world's reserve currency gets yet another tarnishing blow.”

    http://www.zerohedge.com/news/2014-05-21/russia-and-china-finally-sign-400-billion-holy-grail-gas-deal

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  26. Ed ecco i primi risultati della nuova "ostpolitik" del genio Barroso, di nome e di fatto*
    ( In Sardegna si definisce così uno spaccamaroni presuntuoso, un arrogante che si da arie... ).
    Complimenti compagno Presidente!

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  27. Complimenti e buon lavoro a tutti!
    Un grazie di cuore a chi ci ha aperto gli occhi e le menti nell'oceano di falsità che ci circonda.

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  28. Il fantastico mondo di Scalfarotto #omnibusla7

    "...negli anni '80 pagavo un ghiacciolo 1.000 LIRE"

    Iper.......LOL++

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  29. Parziale OT, ma ho appena letto il tuo bell'articolo sul FQ e i primi 80 commenti dei 1000 e + che esso riceverà.
    Ebbene, ho chiuso la pagina per disgusto... a parte un mio piccolo e insignificante e assolutamente morigerato commento allegramente censurato dalla redazione.

    E' proprio necessario tenerli aperti i commenti e permettere a tutti di smerdare senza ritengo uno spazio web che dovrebbe stimolare la riflessione?
    Se questi minorati mentali soffrono di incontinenza uro-anale, meglio allargare i cessi nelle stazioni, non trovi? (un po' di spesa pubblica utile)

    Nei manuali di psichiatria di qualche decennio fa si leggeva che l'1% della popolazione è psicotico e un altro 4-5% soffre di varie forme di nevrosi più o meno gravi.
    A leggere certi commenti verrebbe da dire che queste % siano progressivamente aumentate.

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  30. OT - Sul tema "slealtà & ipocrisie"

    Lo spread e i trucchi della Bundesbank

    Interessante, no?

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  31. Oggi non ci siamo fatti mancare nulla...nemmeno Peter Yanez,l'intervista a Casalggio e la sua autocandidatura a ministro per l'innovazione con eventuale inserimento di Grillo in squadra nonchè la sua retorica eurista(tiepidina una corno caro Travaglio!).
    Il PUD€ ce sta a provà,è ovvio a noi,anche coi pentastellini/e.
    Ma quello che veramente ha dato un senso alla giornata in rete,per me,è il suo ottimo articolo sul FQ.it di cui copio questo passaggio: "...la meta del “più Europa” sia così santa da giustificare qualche lieve danno collaterale (che tanto riguarda gli altri), si sbriciola come un wafer contro il granito della logica economica e politica: non si son mai visti dei vinti minacciare credibilmente i vincitori, dopo essersi legati le mani dietro la schiena col cambio fisso." Foruna vuole che c'è Borghi candidato a questo passaggio.Nel mentre gli altri si allenano al "liberi tutti" fanciullesco ma con le mani legate dietro la schiena.Hai visto mai ?

    P.S. Mi complimento con Foa e per la sua cooptazione...la sua professionalità è una garanzia.

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  32. visti da fuori: Il Giornale
    Matteo Renzi:....... E' tutta colpa di quel populista di Bagnai......

    ?!?!?!?!?

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  33. Caro prof, dopo la copertina del cellulare raffigurante la nostra amata lira (l'ho vista al convegno di aprile a Roma) ecco un'altra cosa in comune: il trasloco! Pur non essendo molto competente in materia economica, mi piacerebbe poter dare una mano: ora vado a leggere il regolamento su asimmetrie

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  34. Chapeau a Borghi e benvenuto a Foa (che ho conosciuto anche io solo il 12 aprile)!
    Perdoni l' OT, ma dopo l' insostenibile fetore del PUDE, vengo sul blog a respirare aria fresca. Questa sera su sky tg 24 hanno trasmesso uno speciale su "La fine dell' euro". Ovviamente hanno sciorinato tutte le piaghe d' Egitto (corse agli sportelli come in Argentina, mutui alle stelle, imprese che chiudono per l' insostenibile costo dell' energia, ecc....) e per finire una frase del premio nobel per l' economia Amartya Sen, il quale interrogato sull' euro, pare abbia risposto cosi': " Quando ero giovane salii sulle montagne russe. Le odiai, ma non pensai certo di buttarmi giu'. Quando sei sulle montagne russe ci devi stare fino alla fine".
    Ecco, io allora mi auguro che il giro finisca il prima possibile!

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  35. Prima di versare i 50€, devo aspettare la comunicazione dell'eventuale ammissione, vero? Dopo di che non si devono superare 60 giorni (letto sul Regolamento).
    Perdonate la domanda ovvia, ma preferisco accertarmi di un'ovvietà piuttosto che sbagliare, fraintendere termini etc etc.
    Vorrà dire che, se mi accetterete, divulgherò ovvietà...

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    1. A pagare e a morire c'è sempre tempo. Tu chiedi, e ti sarà dato. Poi se sarai in ritardo ti scriverà il segretario!

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