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domenica 26 agosto 2012

In viaggio con Goofy parte III

Grazie a Ecodellarete (santo subito dopo), ecco la terza parte della videointervista realizzata al ritorno dall'incontro di Cesena.




Qualche complemento: il ciclo di Frenkel, che spiega il meccanismo delle crisi del 1992 e del 2012,  è descritto in modo più sintetico nella prima parte di "Le aporie del più Europa" o nelle slides di Cesena, mentre è descritto in modo molto dettagliato (ma in inglese) in Unhappy families.

Questa tabella (tratta da Unhappy families) descrive il ciclo di Frenkel che porta alla crisi del 1992:


Partendo dalla fissazione del cambio, la leggete nella riga ITL/DEM exchange rate (lire per marco, un aumento indica svalutazione). Nel 1987 ultimo riallineamento (rivalutazione del marco), seguono oscillazioni intorno alla banda (-0.3% poi 2.1%, ecc.: poca roba). Si tratta del periodo del cosiddetto Sme "credibile", quando l'Italia prese l'impegno di mantenere le parità concordate con gli altri paesi europei senza chiedere riallineamenti.

Nella riga sotto trovate lo spread, calcolato come tasso italiano (Government bond yield) meno tasso tedesco (lending rate) corretto per la svalutazione (perché ovviamente se presti soldi a Ciro, ma Ciro svaluta, ti prendi la sòla...). Vedete ad esempio che nel 1987 il tasso italiano era a 10.6, quello tedesco a 8.4, ma lo spread era di -4 perché il marco si era rivalutato rispetto alla lira (e la lira svalutata rispetto al marco).

Vedete anche che l'anno successivo, con l'aggancio determinato dal cosiddetto "Sme credibile", la lira si rivaluta leggermente, e quindi lo spread passa da -4.0 a quasi 3 punti. Notate quindi che l'aggancio di cambio di per sé fa aumentare lo spread, semplicemente perché elimina il rischio di svalutazione (e quindi di dover "sottrarre" l'importo della svalutazione al rendimento dell'investimento estero fatto dal centro nella periferia; ringrazio Mario Damill per questa osservazione). Gli afflussi di capitale (Financial account balance) quasi raddoppiano (da 1.1 a 1.9 punti di Pil) e il tasso di crescita dell'economia (real growth rate) aumenta. Parte il ciclo.

Il differenziale di inflazione preesisteva all'aggancio del cambio, si riduce leggermente, ma rimane quasi sempre sopra i 3 punti, e quindi il tasso di cambio reale (%change of the reer) si apprezza costantemente (unica eccezione il 1988), cioè le merci italiane diventano più care rispetto a quelle estere.

Di conseguenza il saldo commerciale (trade balance) parte da 0.8 punti di Pil e arriva a -0.2 prima della crisi. Ma, se ci fate caso, il saldo delle partite correnti (current account balance) è molto peggiore; parte da 0.4 e arriva a -2 punti di Pil. Perché? Perché ci sono redditi da capitale negativi verso l'estero, come oggi. Del resto il debito estero (external debt) aumenta costantemente anche lui fino alla crisi.

Notate anche che fino al 1990 l'Italia accumula riserve (change in official reserves è positivo). Perché? Perché i fondi esteri che riceve in conto finanziario sono maggiori di quelli che le servono per finanziare il deficit delle partite correnti. Ma nel 1991 suona la campana a morto, vedete? Le riserve cominciano a scendere, cioè la Banca d'Italia comincia a essere costretta a "difendere" il cambio, perché il deficit delle partite correnti persiste e i finanziamenti esteri si fanno più scarsi.

La parte finale della storia l'abbiamo raccontata anche qui.

Le conseguenze stagnazioniste degli agganci, se volete, potete facilmente intuirle qui:


Sono i tassi di crescita medi di consumi collettivi, G, consumi privati, C, esportazioni, X, investimenti, I, importazioni, M, e Pil, Y (nella tabella c'è un errore, non lo correggo perché ho poca banda: le prime due medie sono su calcolate 70-78 e poi 79-92, cioè vanno dal 70 all'anno prima dell'entrata nello SME, e poi dall'entrata nello SME alla crisi del 92, e poi lo vedete da voi).

Così, per darvi un'idea: ogni volta che si fissa il cambio, il tasso di crescita delle esportazioni crolla... e vedete che nel periodo 79-92 aumenta anche di molto quello delle importazioni. E poi ci sarebbero molte cose da dire, ma non voglio darvi troppo da studiare. Ci dormo sopra.

(La fonte sono i World Development Indicators, serie a prezzi costanti in valuta nazionale).

81 commenti:

  1. Incredibile (mica tanto)! E poi dicono che studiare la storia non serve...

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    1. Da sempre la storia è nemica di ogni autoritarismo. E da sempre ogni regime cerca di nasconderla, riscriverla o delegittimarla.....

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  2. Buonasera Alberto, ho visto il video e mi sono cappottato dalle risate: "il centro dice tante cose insensate esattamente come noi quando cerchiamo di conquistare una donna: liberalizzati!"

    Vorrei solo aggiungere un tocco alla storia d'amore:
    la periferia s'infatua del centro e racconta agli amici di quanto questi sia alto, bello, biondo e con gli occhi azzurri (quindi produttivo). Di quanto la loro storia sia destinata all'eternità e di come non possa assolutamente vivere senza di lui, pena le fiamme dell'inferno.

    Che ne dice? :)

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    1. La versione uncut era un po' più hard, perché il centro prima le dice "liberalizzati", poi la lega col cambio fisso. Pare che a qualche periferia piaccia la rigidità del cambio. Per fortuna Eco mi protegge da me stesso.

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    2. Una passione irrefrenabile, molto ha(za)rd

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    3. Aleardo, è il gemello cattivo di Goofy che ogni tanto appare... quello che avrebbe voluto sottoporre alle cure del divin marchese una lettrice del blog. Purtroppo da un po' di tempo non scrive più, probabilmente perché è anche lui molto impegnato con il libro :)

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    4. Ahahahahah...il gemello cattivo, interessante.
      Quella del divin marchese mi sfugge. Forse una battuta troppo sottile per un rozzo come me. in generale mi astengo dal postare perche' di economia non ci capisco una mazza, pero' ultimamente sto postando un po di piu', ad esempio piu' giu' ho postato De Andre' e Gaber, con i quali (soprattutto col primo) bazzico meglio di Dornbusch & Godley.

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  3. Ed un mese dopo si lasciano malamente mentre gli amici da ambo le parti dicono "te lo avevo detto che non poteva funzionare!" :-)

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  4. ... e dopo il "liberalizzati" arriva puntuale "e adesso péntiti!"

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  5. http://www.informarexresistere.fr/2012/08/27/il-salvataggio-della-germania-e-l11-settembre-2001/#axzz24kFil9xR Richard Koo, capo-economista dell’Istituto di Ricerca Nomura, la più grande agenzia di consulenza giapponese nel settore IT, spiega che la crisi dell’eurozona è nata nel 2000 con un grande bailout da parte della Banca Centrale Europea a beneficio della Germania, che rischiava di essere affossata dall’esplosione della bolla informatica.

    “L’intera Crisi Europea Inizia con un salvataggio della Germania da parte della BCE. Questo non ha funzionato molto in Germania (che è stata colpita da una recessione), ma mandato veramente su di giri le bolle nella periferia, causando il boom delle importazioni dalla Germania, indebitando la periferia, e spingendo il settore delle esportazioni in Germania, salvandola così dallo scoppio della bolla post-tech”



    Tratto da: Il salvataggio della Germania e l’11 settembre 2001 | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/08/27/il-salvataggio-della-germania-e-l11-settembre-2001/#ixzz24kGAROyJ
    - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

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  6. ci sarà una quarta parte? la parte della favoletta mi incuriosisce

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    1. Ce ne sono almeno altre sei. Ma la favoletta la troverai anche nel libro.

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  7. interessante, anzi, interessantissimo!
    mi vien da pensare che l'euro (in cui immagino paghiamo una rivalutazione iniziale netta del 10%) sia servito per rallentare l'entra in crisi (10 anni invece che 5 ma con una rivalutazione maggiore da sopportare).

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  8. rettifico.. il differenziale di inflazione era più elevato.. altro che rallentare la crisi!
    Mi scusi

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  9. Professore sul FQ ci vorrebbe proprio un bel racconto della storia del "Più Europa" dall' inizio!!
    Vorrei proprio vedere che dicono ;-)

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  10. Sempre nel tema del "Più Europa", hai letto il Documento Strategico di Europa2020 ?

    http://ec.europa.eu/eu2020/pdf/COMPLET%20IT%20BARROSO%20-%20Europe%202020%20-%20IT%20version.pdf

    partiamo con un altro ciclo di Frenkel ?

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  11. Il cavatappi è di destra o di sinistra?
    Gentile Professore, essendomi laureato in Economia e Commercio negli, ahimè lontani, anni ’70 e conservando, a dispetto dell’età, qualche nozione a suo tempo appresa sull’economia, non posso che dichiararmi d’accordo con le sue argomentazione ma, quanto al cavatappi, non posso non sottolineare che esso è destrorso e difatti va girato con la destra e verso destra per introdurlo nel tappo.
    Certo è, come insegna il nostro Goofy, il tappo la pensa diversamente forse perché viene penetrato e potrebbe sentirsi quindi antagonista al cavatappi.
    Abbandoniamo le bottiglie, sulle quali sta per piovere un'altra tassa, di cui si sentiva veramente il bisogno.
    Parlando più seriamente vedo che qualcuno inizia a condividere il suo pensiero in merito all’utilità di una svalutazione e del vantaggio che ne trarrebbe la bilancia dei pagamenti e quant’altro; mi sembra però che un aspetto sia poco segnalato e cioè che in presenza di un po’ di inflazione intraprendere o costruire sia più facile e quindi attraente, mentre in un sistema economico a bassissima inflazione o addirittura deflattivo, un investimento produttivo rischia di essere penalizzato e di portare a casa una perdita anziché un giusto guadagno.
    Vorrei quindi sollecitarla a trattare anche questo aspetto e, ove lo avesse già fatto, a scusarmi, per essermelo lasciato sfuggire.
    Con l’occasione vorrei chiederle se m’inganna la memoria nel ricordare che la Casa Reale Inglese ha insignito Keynes del titolo di Lord. Evidentemente questi Bolscevichi riescono a travestirsi anche da Imperatori. A me piace guardare tutte le grandi opere dell’antichità, dalle piramidi al Duomo di Milano ecc.. , come ad un ideale mausoleo del nostro John Maynard Keynes, sarebbe bello che i nostri grandi statisti prendessero atto che la creazione di queste opere è stata temporalmente concomitante con periodi di pace, di prosperità economica e crescita culturale.
    Con stima,
    Fabio Maggiori

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  12. Ma c'è anche la parte IV? Interessante il riferimento ad Umberto Eco.

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  13. Me ne andavo una mattina a spigolare quando vidi Esame approfondito per l'ITALIA - COMMISSIONE EUROPEA - Bruxelles, 30.5.2012 - SWD(2012) 156 final

    E' già noto? Tanto per gradire contiene informazioni del tipo :

    «Il saldo delle partite correnti è passato da un avanzo intorno al 2% del PIL negli ultimi anni 1990 ad un disavanzo pari al 3,2% nel 2011, dovuto soprattutto al deterioramento della bilancia commerciale.»

    «La competitività di costo, misurata al tasso di cambio effettivo reale sulla base dei costi del lavoro per unità di prodotto (CLUP), è peggiorata a fronte dei principali competitori della zona euro nei primi anni della partecipazione alla moneta unica.»

    «In particolare, l’evoluzione macroeconomica nel settore delle esportazioni richiede un’attenzione precipua, in quanto l’Italia ha perduto competitività con l’estero dai tempi dell’adozione dell’euro.»

    «Una nuova disposizione contenuta nel pacchetto di misure economiche e di bilancio approvato dal Parlamento nel settembre 2011 si spinge oltre, consentendo ai contratti collettivi di livello aziendale di derogare al diritto del lavoro.»

    Se 2+2 facesse 4 ... ... ...

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  14. Sono OT, ma ho appena visto un video di Donald che "merita".
    http://www.youtube.com/watch?v=KSEGhvTuoiw&t=1h35m50s

    Ha avuto il coraggio di dire, che una bilanca commerciale in negativo, come quella degli stati uniti, e' una cosa auspicabile e positiva.

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  15. Professore posso farle una domanda che mi sto ponendo da diverso tempo leggendo il suo blog e che mi sembra interessante? (anche se magari un po' OT).
    Sempre parlando di sistemi a cambi fissi come mai il sistema di Bretton Woods non ha causato all'Italia una crisi come quella attuale causata dal cambio fisso dell'Euro? E' stato perchè gli Stati Uniti ci finanziavano con il piano Marshall e altri prestiti e il sistema è saltato prima che arrivasse il "sudden stop"? grazie

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  16. Bene, grazie a questo blog ho trovato conferma scientifica e rigorosa alle mie intuizioni (ebbene sì, lo ammetto, non sono controintuitivo).

    E la cosa più divertente è che da anni combattevo coi piddini che difendono l'euro senza capirne un tubo, ma perché qualcuno gli ha spiegato che l'euro è bello. E qui ho trovato anche la perfetta descrizione del piddino-tipo e del suo armamentario di boiate.

    Grazie a Bagnai la battaglia è diventata più facile. Ma c'è sempre l'irriducibile, che dopo che gli hai smontato pezzo per pezzo tutti i luoghi comuni, conclude con: "tanto è inutile che la nostra moneta si svaluti perché allora lo farebbero anche i tedeschi".

    Concludo con un suggerimento/richiesta. Sarebbe utile raccogliere in una sezione tutti i grafici che le vedo presentare nei suoi speech. Qualcuno me lo sono ricostruito recuperando i dati sul sito dell'OCSE. Ma sarebbe bello averli tutti insieme. Le migliori armi contro il luogocomunismo

    Grazie

    Roberto

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    1. Devo integrare il blog nella mia didattica, ma finché sto lavorando al libro è impossibile.

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  17. Professore,
    nel 2011 il debito greco era di 340 miliardi €.
    Oggi è di 327 miliardi.
    Dopo un taglio di 107 miliardi e dopo 110 miliardi del 1° pacchetto di "salvataggio", il debito pubblico greco è sceso solo di 13 miliardi?
    Non parlo di valori percentuali di debito sul PIl, ma di cifre. Come è possibile?
    Capisco che i soldi siano rientrati nelle banche tedesche e francesi, ma il debito nei loro confronti non avrebbe dovuto abbassarsi?
    Capisco anche che i tagli abbiano affossato l'economia greca, ma la differenza tra 13 e 217 (su un debito totale di 340) miliardi mi sembra un'enormità. Non riesco a spiegarmela.
    Sono forse sbagliati i numeri che ho usato?

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    1. includendo gli interessi la differenza un po si abbassa

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  18. Gent. Prof. Bagnai,
    Da circa 2 mesi seguo il suo interessante blog senza commentare ma condividendo in silenzio le sue argomentazioni sull'uscita dall'Euro.
    Ammetto di esserne sempre stato favorevole per partito preso...poi ho iniziato ad avere dei dubbi qualche mese fa, i dubbi si sono rafforzati grazie ai suoi post e a qualche altro bastian contrario in rete, che argomenta su basi solide, invece dei soliti discorsi PERCHE' SI o PIU' EUROPA...e ho iniziato a condividere le sue tesi.
    Per farla breve segnalo che il 25/8 mentre ero in spiaggia a Caorle (VE) è passato un'aereo da turismo che trascinava la scritta: SENZA EURO L'ITALIA RINASCE.
    Ho cercato nel web e ho trovato il sito: http://www.truccofinanza.it/finanza/senza-euro-litalia-rinasce/
    lei ne sa qualcosa?
    Volevo comunque segnalare il fatto che l'idea di uscire dall'Euro si sta pian piano diffondendo. Continuiamo!

    Un'ultimissima domanda: come singolo cittadino cosa possiamo fare nel nostro piccolo per favorire l'uscita dall'Euro o per accentuarne il crollo?
    Grazie e cordiali saluti

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    1. Io lo so:

      è stata una iniziativa dell'ottimo Giuseppe Trucco di truccofinanza ( http://www.truccofinanza.it/ )

      Iniziativa a cui ha contribuito in solido anche qualche altro utente di cobraf ( www.cobraf.com )

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  19. Scrivo questo commento, un po' OT, perché desidero spiegare le ragioni per cui, da quando ho ascoltato per la prima volta Alberto Bagnai (Chianciano 2011), non l'ho mollato più.

    Ero e sono un ignorante in economia, come in molte altre cose. So anche, però, che la mia ignoranza è veramente poca cosa al confronto con quella che circola, sia in campo economico che in generale. Io me la spiego così: più diventa grande la sfera che contiene le cose che so, più cresce la sua superficie a contatto con l'ignoto. Superata una certa soglia, chiunque dotato di un minimo di umiltà deve riconoscere che l'unico modo di procedere è per successive correzioni dei propri errori, ma questo metodo è condiviso da un'infima minoranza di persone.

    Dicevo, dunque, che non ho più mollato il prof. Bagnai. Perché? perché ho trovato, nella spiegazione che egli ci offre della crisi, alcune qualità che non sono rintracciabili in altre. Ovvero:

    1) coerenza con i dati di fatto
    2) coerenza interna della "teoria goofynomica"
    3) coerenza con la mia "visione del mondo"

    Riguardo al punto 3, è necessaria una nota. Anche un'altra "teoria", quella donaldiana, gode, seppure in misura meno completa, delle prime due proprietà (coerenza con i fatti e coerenza interna), ma parte da una "visione del mondo" che non è la mia, essendo, per tagliar corto, troppo impregnata di complottismo. Pertanto, sebbene nella nostra finitezza di esseri umani che cercano la verità correggendo continuamente i propri errori, non possiamo e non dobbiamo considerare alcuna "teoria" come definitiva, è pur vero che siamo costretti a scegliere tra le diverse "verità" che ci si presentano davanti. Ebbene, fatta la cernita tra le diverse narrazioni dei fatti, e dovendo scegliere tra quelle che sono rimaste perché soddisfano ai primi due criteri, ho sposato il punto di vista di goofy perché soddisfa anche il terzo criterio. Per non parlare del fatto che esiste anche una timeline dei problemi, ovvero prima si correggono gli squilibri commerciali, poi si pensa a come organizzare lo "stato stazionario". Ecco perché sono diventato un goofy-fan. Ovviamente sarei molto contento di trovare il modo di "falsificare" anche questa "teoria", e non mi farei nessuno scrupolo a farlo. Mica sono un credente... ma, per il momento, non non riesco ancora a trovare punti deboli... (mannaggia)

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    1. Carissimo Ecodellarete,
      sono assolutamente d'accordo con te su tutti e tre i punti che sono le stesse motivazioni per cui sono rimasta folgorata da Goofy e ho continuato a seguirlo anche per merito alla tua opera molto preziosa.
      GRAZIE per tutto quello che fai!

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    2. Non so... mi sembra che le folgorazioni siano più adatte ad altri contesti meno scientifici dell'econometria (a meno che non si parli degli esperimenti di Benjamin Franklin).
      Anch'io stimo Bagnai, persona brillante e dal multiforme ingegno. Della crisi ha fornito la spiegazione più convincente, mi trovo spesso d'accordo con quanto scrive, su alcune cose devo riflettere, e in qualche caso non mi è piaciuto.
      Pertanto lo seguo sempre con grande interesse, ma con un buon interruttore differenziale a monte.

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    3. Per me la "folgorazione" - sicuro e ribadisco - è stata leggermente diversa. Come dice Umberto Eco la Verità Ultima può anche eluderci sempre, ma è possibile capire come le cose NON stanno.
      Avevo cominciato a notare come le pagine importanti di economia del gruppo Espresso - Repubblica, per dire, le rubriche fisse a pagina dispari, fossero monopolio di voci "leggermente" di destra (Alesina loda Romney, Romney cita Alesina...) con solo una goccia di Krugman ogni tanto per dare un po' di profumo.
      E poi c'era una GUERRA (cos'altro spiegava le dimissioni di B?), una situazione di EMERGENZA, che richiedeva SACRIFICI... sempre descritta a tableaux e mai inquadrata in una spiegazione soddisfacente o credibile o ripulita da moralismi di bassa lega (quando ci sono posso essere SICURO che mi stanno menando per il naso).
      A margine la politica. Tutto cambiato, sono un vecchio rimbambito, ma tagliare gli stipendi è diventato di sinistra?
      La folgorazione: possibile che tanta stimata gente mi avesse disinformato così bene per tanto tempo? E continuasse a farlo?
      Obtorto collo devo credere di non avere l'alzheimer, e mi sentirei più ottimista se pensassi il contrario. Ma sono qui.

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    4. Ringrazio tutti, ma mi sento molto vicino a Frank. Non c'è bisogno di essere economisti per capire che c'è qualcosa che non va nel racconto ufficiale. Del resto, non vi ho mai nascosto che quelle che chiamate le "mie teorie" non sono mie, e che il mio valore aggiunto è proprio che non sono un economista. Di quelli ne avete quanti ne volete.

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  20. Signore e signori vorrei segnalarvi questo articolo (a tratti sconcertante) sul FQ che sembra scritto nella neolingua di Orwell.
    Qualche stralcio:

    "Perché nel mondo “occidentale” governi e cittadini sono tutti così terribilmente terrorizzati dall’idea di ricevere una missione congiunta degli organismi internazionali finanziari, volta a valutare lo stato di salute dell’economia domestica e verificare l’attuazione delle misure correttive previste?"
    Risposta:
    " la ragione vera è che intimamente siamo tutti [...] gelosi della nostra sovranità e rivendicativi delle nostre capacità, poco disposti pertanto ad accettare consigli dall’esterno"
    E invece:
    Abbiamo "tutto da guadagnare da un supporto esterno che ci detti il ritmo ed il senso di marcia di quelle riforme necessarie e che sono rimaste inevase per trent’anni"(!!)

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    1. Non è a tratti sconcertante ma è del tutto sconcertante!!! in special modo quando afferma:
      """La cosa ancora più irritante è che da sempre siamo compatti nell’appoggiare il lavoro di assistenza che gli organismi internazionali forniscono ai governi dei paesi in via di sviluppo, con sedi di tali organismi distaccate nelle capitali di tutto il mondo e personale degli organismi stessi piazzato in posti chiave dei Ministeri locali nella veste di consulente di alto rango"""
      Ma siamo compatti chi??? Meno male che c'è tanta gente consapevole che i suddetti Organismi Internazionali ( spesso ed ovviamente non sempre) fanno esclusivamente gli interessi dei soliti AMICI interessati allo sfruttamento delle risorse naturali dei paesi in questione. Solo l'articolista non se ne accorge??? forse perchè fa parte del circuito.

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  21. Hai dimenticato il (gran) finale:
    "Non di tratta di mostrarsi deboli agli occhi del mondo, ma dare anzi un segno di maturità riconoscendo i propri limiti di conoscenze ed attitudine verso una materia, la governance dell’economia, dove negli ultimi anni tutti i grandi supposti Soloni hanno mostrato di aver clamorosamente fallito."
    Eh, certo, gli esperti ci mancano... sui successi dell'FMI invece gli farei mettere la mano sul fuoco (a lui però).
    Sul successone dell'Euro invece niente, vero? Mi consolo con i commenti (anche se qualche "perla del..." non manca mai).

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  22. Ma le "riforme necessarie ... che sono rimaste inevase per trent’anni" sarebbero il meno-Stato, meno diritti per i lavoratori, salari più bassi, meno democrazia?
    Non rimane che augurare a queste persone di provare sulla propria pelle quanto prospettano alla pelle altrui.

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  23. visto che si parla di svalutazione del 92 ecco puntuale l'articolo di oggi del FQ:

    http://piemontenews.wordpress.com/2012/08/28/trattati-come-i-grecilargenteria-di-stato-che-vogliono-in-pegno-immobili-e-aziende-dalleni-a-finmeccanica-i-nostri-gioielli/

    cito:

    Ed è ciò che è rimasto dalla prima spoliazione, avvenuta alla fine della Prima Repubblica, in occasione dell’altra acuta crisi economica, quando il governo presieduto da Giuliano Amato fu costretto ad una manovra di correzione dei conti pubblici da 92 mila miliardi di lire, accompagnata dalla ipersvalutazione della moneta e dalla svendita, appunto, dei gioielli di casa.


    crisibruttodebitopubblicobruttosvalutazionebrutto...peccato che la "manovra di correzione" fosse un tentativo di difendere il cambio con la Germania thanks to SME..giusto?

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    1. Indirettamente sì. La "difesa" della parità del cambio aveva spinto il costo reale medio del debito sopra l'8%. Il deficit stava esplodendo. Lo sganciamento fu una scelta obbligata, e in effetto subito dopo il rapporto debito/pil si stabilizzò.

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    2. Prof. mi perdoni non voglio assolutamente distoglierla dal libro ma vorrei che mi aiutasse a capire bene questa dinamica specifica.Suppongo che il ns.deficit strutturale e continuato delle partite correnti compensato dai movimenti opposti di capitali sia indissolubilmente legato alla accumulazione della quota (50 % ) di debito pubblico italiano in mani straniere.Come devo leggere questo dato mettendolo in relazione al fatto che la ricchezza mobiliare degli italiani e' quasi di 8 volte il PIL ? Gli italiani per un importo "residuale"di quasi sette volte il ns.Pil cosa hanno in portafoglio ? C'e' qualcosa che non mi quadra e vorrei capire cosa mi sfugge. Grazie per tutto quello che fa per noi e buon lavoro.

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  24. Prof scusi, scrivereun libro e' impegnativo e "You couldnt care less" come dicono a Tor Vergata... ma -da 'gnurant- provo a seguire il dialogo a distanza tra economisti e farmi un idea di chi-pensa-cosa. Mi sembrava che su Piga si fossero espressi giudizi lusighieri in questo blog, ma poi leggendo qui http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2012/8/25/FINANZA-2-Grecia-Italia-Ue-ecco-la-cura-per-salvare-l-euro/3/314293/

    ho capito di non avere capito nulla... oppure e' il Prof Piga che ha cambiato idea, insomma il richiamo ai Colonnelli mi e' sembrato puro terrorismo.

    Buon Libro

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    1. Si anche io stamattina ho visto Piga a La7 e diceva qualcosa sull'euro che andava tenuto... credevo di non essermi ancora alzato (insomma di avere un incubo).

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    2. A proposito di Piga, volevo segnalare questo articolo dal suo blog - Non serve che gli austeri economisti italiani cambino idea per cambiare idea sull’austerità.
      Mi ha colpito molto il cinismo(?), considerata anche l'attuale situazione economica in UK, di questo economista inglese (con nazionalità greca tra l'altro):
      Costas Meghir, Yale University: "c'è una opportunità gigantesca di avviare progetti infrastrutturali importanti e miglioramenti nell'istruzione. Attualmente c'è tanto capitale e mano d'opera disponibile e a basso costo, c'è poco pericolo di spiazzare l’investimento privato e queste spese, ben progettate, possono avere alti rendimenti…”
      Cioè prima propongono iniziative che creano le condizioni (austerità -> crescente disoccupazione, indebitamento e impoverimento -> abbondante mano d'opera a basso costo) e poi propongono l'affare (per la nazione?).
      In tutto questo mi pare che i cittadini e i loro diritti siano solo una variabile da alzare o abbassare all'occorrenza.

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    3. @503
      Beh... se le cose vanno avanti così in Grecia, l'unico sbocco possibile (considerato il ruolo geo-politico e militare strategico della Grecia all'interno della NATO) mi pare che sia quello dei "Colonnelli", sempre che non si inventino una nuova rivoluzione colorata, ma non li vedo molto i greci ridotti alla fame ad andare dietro a certe operazioni di marketing (vedi lezione dell'Ucraina).
      Se si uscisse dall'euro credo che sarebbe anche nel nostro interesse (oltre che di altri già citati) evitare il collasso della Grecia. Dico questo per i cinici, per altri sarebbero sufficienti (anche ora) altre motivazioni, molto più semplici, demagogiche e populiste.

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    4. Per Piga è già stato auspicato in questo blog un "parce sepultis" :)

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    5. Grazie. Io in genere mi trovo abbastanza d'accordo con Gustavo. L'unica cosa che non capivo bene della sua posizione era come conciliare una politica espansiva (della quale lui motiva molto bene la necessità) con l'equilibrio esterno, se non si recupera autonomia valutaria. Non puoi prendere due piccioni con una fava (teorema di Tinbergen).

      Sull'idea che l'euro preservi la stabilità politica però stenderei un velo, dati i risultati. Certo, il peggio non è mai morto, ma qui ci ha portato l'euro.

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    6. Piga pare (pare) dimenticare costantemente che comunque il fiscal compact l'abbiamo ratificato, il pareggio di bilancio inserito in Costituzione e che...questo è l'euro.
      Insomma, anche volendo, giuridicamente, ormai, politiche espansive, cioè impiego di spesa pubblica aggiuntiva (evidentemente) in investimenti infrastrutturali, per stimolare l'occupazione, come li conciliamo con la bella stabilità austera e sobria dell'euro e gli spread che le polemiche tedesche (e non solo) immediatamente rilancerebbero?
      Lui pare suggerire di finanziarli con nuove ulteriori tasse, contando sul differenziale di moltiplicatore della spesa pubblica e con la spending review, ma insomma non sembra che le prime siano possibili senza gettare nel panico i consumi interni e la seconda si è rivelata, indubitabilmente, una manovra camuffata di tagli...Allora?

      Allora, wishful thinking che dimentica come la domanda interna sia rilanciabile solo a dosi talmente alte (e non omeopatiche) di "trasgressione" dalla linea euro-trattati, mentre la domanda estera-export non sarebbe praticabile in quanto il vincolo valutario e i tassi di cambio reale rimetterebbero in circolo (sul nuovo reddito disponibile, poco, al netto della nuova tassazione) l'importazione di beni...tedeschi

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    7. Allora non è sepultus! :)

      O forse sì? Quarantotto: se il tuo libro è esaurito non è che potresti condividere il pdf? :)

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    8. Il libro è solo su file mio personale (oltre che in mano alla casa editrice)...niente pdf (lo scrissi nel 1997, in epoca clintoniana).
      Ma quando gli sviluppi lo renderanno attuale e opportuno, metterò a disposizione tutti i miei modesti scritti coi relativi files su questo sito, per la "bontà" dei miei amati, mi si "conscienta", compagni di "percorso"...

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  25. buongiorno Prof.

    Come giudica le recenti parole di Draghi? (http://www.forexinfo.it/Draghi-Il-futuro-dell-Euro)

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    1. Ho vinto lo schifo che mi suscita l'entrare nel sito della BCE e ho letto l'intervento in inglese.

      «A new architecture for the euro area is desirable to create sustained prosperity for all euro area countries, and especially for Germany.»

      Vi immaginate se Obama dicesse «dobbiamo creare una prolungata prosperità per tutti, e soprattutto per l'Oklahoma»? Perché l'operaio di Canicattì o il ristoratore di Arles dovrebbe volere la prosperità del dirigente di Düsseldorf?

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    2. perchè altrimenti la Merkel non sarebbe in grado di garantire la pace

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  26. Scusate l'autocitazione. E' da un po' che, seguendo il consiglio di Cesaratto, spacco i maroni alla redazione del ....festo per avere un dibattito più equilibrato su €si/€no. A seguito di un <a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120825/manip2pg/15/manip2pz/327740/>articolo di Burgio</a> ho mandato una letterina in cui mi lamentavo delle responsabilità sempre ignorate degli €architetti, oggi l'autore mi risponde che:

    "Di certo, alla base dell’Unione europea è stata
    messa una bomba a orologeria che la crisi del
    2007-8 ha innescato, con effetti dirompenti. Sarebbe
    finalmente ora di dirlo senza peli sulla lingua,
    sbarazzandosi una volta per tutte di inutili santini."

    Gutta cavat lapidem??

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  27. Segnalo questo articolo che si limita a riconfermare con supporti scientifici dei concetti macroeconomici standard in letteratura ma che disgraziatamente contraddicono la propaganda luogocomunista. Triste leggere commenti sgangherati dominati dai concetti di "stato sanguisuga" e "spesa pubblica improduttiva", trai quali si scorge peraltro anche il germe del fondamentalismo liberista tea-partista secondo cui sarebbe bene non tassare chi "cre lavoro".

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    1. Scusa Marco, l'articolo della Stampa non l'ho trovato, ma tu quali "supporti scientifici" e "concetti macroeconomici standard" hai trovato nel post?

      Io leggo: "se l’aggiustamento è basato “più sugli incrementi delle tasse che sui tagli della spesa, ed è graduale, il debito cala di più e l’effetto sull’economia è meno negativo”."

      Mi sembra di intuire che si stia parlando della riduzione del debitopubblico e che il punto sia decidere se è meglio tagliarsi un braccio oppure una gamba. O magari tagliare la gamba e il braccio di qualcun altro.

      Uscire dall'euro, no?

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    2. I "supporti scientifici" a cui mi riferivo sarebbero il working paper del FMI, i concetti standard di cui parlavo sono gli effetti recessivi di tagli Vs tasse. Mi rendo conto che siamo sempre sulla linea suicida dell'austerità finalizzata a pagare il debito ma solitamente a questo danno viene affiancata la beffa di chi sostiene che è meglio tagliare che tassare, e in questo caso almeno questa presa in giro viene smascherata. Ciò nonostante il lettore medio si indigna farfugliando scompostamente epiteti contro lo stato inefficiente e ladro.

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    3. @Marco

      In effetti lo studio del Fmi citato nell'articolo prende solo in esame le modalità per "risanare" le finanze pubbliche, discriminando una versione "hard" (quella sostenuta da Ti Parti e liberisti alle vongole secondo cui un taglio drastico della spesa pubblica, sempre "improduttiva" e che "nasconde inaccettabili sacche di spesa clientelare", deve essere accompagnata da un altrettanto drastico taglio alle tasse, naturale in quanto verrebbero meno le precedenti esigenze di spesa da finanziare con la tassazione: e via con un boost degli investimenti privati, finalmente torna la fiducia! Chi poi possa comprare merci e servizi non lo dicono) da una più "light" dove appunto la tassazione deve sempre essere superiore ai tagli di spesa per non deprimere troppo l'economia, ma devono comunque accompagnarsi fino al risanamento graduale dei conti (la prospettiva europea è quella del pareggio di bilancio strutturale come fiscal compact comanda, ricordiamocelo).

      Sostanzialmente tratta di riduzione della leva finanziaria pubblica. Citarlo, stando alle intenzioni del blogger FQ, ci sta come i cavoli a merenda mentre il principio costituzionale della progressività della tassazione è invece sacrosanto e qui in Italia non è mai stato applicato: il fatto di uscire dall'euro non esclude il rispetto della Costituzione Italiana, al contrario potrebbe permettere un suo miglioramento e non cacarci sopra come hanno fatto i nostri utili idioti in parlamento con il pareggio di bilancio.

      Non ho il link dello studio Fmi, ma se leggi questo blog avrai sicuramente capito che quel dibattito che ci assilla dal 2008 è in malafede perché non affronta la VERA causa della crisi finanziaria in cui si trova l'eurozona: eccessivo indebitamento estero (soprattutto privato) della periferia nei confronti del centro (propiziato dal sistema finanziario-industriale franco-tedesco+satelliti che aveva bisogno di sbocchi per esportare capitali e merci); il detonatore è stato lo scoppio della bolla immobiliare partita dagli USA con la truffa dei mutui subprime e derivati, crack Lehman. Dopo lo scoppio della bolla è improponibile perseguire il "risanamento" della leva finanziaria dello stato visto che dalla recessione stiamo finendo in depressione stile Grecia, considerato che nelle economie "deboli" la progressiva riduzione del debito pubblico è già in atto dall'entrata dell'euro (e da prima ancora) ma questo non ha evitato gli squilibri e le bolle finanziarie. Il risanamento è solo un imbroglio per giustificare la svendita di ciò che rimane dei beni pubblici e per la riduzione ai minimi termini della spesa sociale, con i grandi gruppi creditori del nord Europa e i soliti noti ammanicati con i partiti nostrani pronti a spartirsi la torta ed entrare negli utlimi mercati protetti ("il quadro del mercato unico europeo da completare" come direbbe Monti...).

      Siccome nel frattempo l'onere di "correggere gli squilibri" viene scaricato sui lavoratori tramite svalutazione salariale e cancellazione di una buona fetta di diritti dei lavoratori (le famose riforme strutturali importate dalla Germania, sai, riduzione della contrattazione collettiva, precarizzazione in entrata e licenziamenti facili, sindacati gialli: il tutto senza però integrazione del reddito con spesa pubblica come in Germania), in quanto abbiamo una valuta vincolata alla rigidità del cambio fisso e non libera di correggere gli squilibri secondo la legge della domanda e dell'offerta, è meglio dire sticazzi alle politiche di austerità deflattiva imposte dall'UE e sganciarci dall'euro-lager prima di fare la fine della Grecia. (se ho detto cazzate i senior del blog mi correggano).

      In ogni caso anche questo dibattito è superato: il punto non è più se usciremo dall'euro (perché stando così le cose prima o poi la Grecia uscirà e la pressione sugli altri paesi diverrà insostenibile), ma chi gestirà l'uscita e come.

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  28. per chi è su facebook e ne avesse tempo, voglia e capacità, forse meriterebbe commentare questo intervento di Carlo Stagnaro (ingegnere e non economista, benchè pontifichi su tutto dalla "cattedra" del Bruno Leoni)che tra l'altro dice che uscendo dall'Euro si rimpiangerebbe l'attuale prezzo della benzina.
    E' la pagina giannina di "fermare il declino", i commenti sono aperti anche a chi non è iscritto.

    http://www.facebook.com/fermareildeclino/posts/455493504483981

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  29. @Marco: ricorda sempre a questi geni che 45 ml di americani non dispongono di assistenza sanitaria.
    sai, non fa male!

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    1. Gli andrebbe pure ricordato che buona parte degli stessi 45 milioni mette insieme l'oggi con il domani solo grazie ai food stamps (buoni pasto) elemosinati dal governo federale... siamo già a 50 milioni di cittadini americani. Quelli che verrebbero automaticamente eliminati se a gennaio 2013, in mancanza di accordo tra le due bandierine al Congresso USA, scattasse il taglio congiunto di spese militari e spese sociali. Mentre la loro oligarchia dell'1% continua ad ingrassare con i tagli fiscali eredità del precedente governo (e lì stanno...), in nome del dogma secondo cui le tasse scoraggerebbero gli investimenti privati e i tagli li incoraggerebbero, e la totale deregulation del sistema finanziario salvato con i soldi dei contribuenti americani - naturalmente per loro la progressiva devastazione "incidentale" del salario reale del ceto medio americano è un fattore indifferente sulla domanda interna. Una società che secondo i dati OCSE è preceduta solo dal Messico quanto a diseguaglianza. Un bel modello da importare in Europa, non c'è che dire, per contrastare la potenza cinese naturalmente, che per farsi integrare nel WTO ha schierato le sue centinaia di portaerei al largo delle coste americane naturalmente...

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  30. Caro Prof., ho appena visto una trasmissione su La7 nella quale l'on. Pini della Lega ha detto che il problema per il nostro paese è l'enorme divario economico Nord Sud, proponendo di conseguenza una secessione del Nord (che rimarrebbe nell'area euro a moneta forte) dal Sud (che a detta sua trarrebbe vantaggio da una moneta debole). Visto che Lei ha sempre sostenuto l'uscita dell'intera Italia dall'eurosistema (in quanto l'Italia tutta trarrebbe vantaggio da una moneta debole), come vedrebbe invece questa soluzione quale soluzione alternativa? Insomma, per farla breve, premettendo che una soluzione del genere mi fa letteralmente allibire, è tecnicamente fattibile che la "Padania" tragga vantaggio dall'essere un satellite della Germania? Cordiali Saluti.

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    1. Magari, Lombardo-Veneto al nord e Liguria al sud

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    2. sinceramente io a priori certa gente la cancellerei proprio, non sono ancora bastati i vari scandali per cancellarli del tutto? L'unica soluzione è far finta che non esistono (tipo nel film freddy vs jason). Come il fatto di parma dove si puntava ad una moneta alternativa o di seconda classe, queste mi sembrano scelte che si deve prendere la nazione e non il singolo (parma fa parte dell'italia, la padania neanche esiste ma il gruppo di regioni fa sempre parte dell'italia).
      Secondo me queste decisioni non fanno altro, come certi gruppi e certi soggetti, di aumentare distacco sociale. Questa crisi secondo me ha evidenziato molto la rivalutazione dei tabù, dicono che "l'euro non si tocca" mentre invece la disgregazione e l'instabilità sociale invece quello non è un problema

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    3. Questa cosa è interessante perchè inzia da un articolo di Tony Barber sul FT, il quale, partendo da un'analisi del tutto standard degli squilibri dell'eurozona, finisce per concludere che, se anche questa dovesse salvarsi, finirà quanto meno per perdere alcuni pezzi.

      Ad un certo punto scrive:

      "For some in EU founder member states, the ideal of unity is not the Roman empire, which included London and Constantinople within its boundaries, but Charlemagne’s medieval empire, consisting essentially of France, the Benelux countries, Germany and northern Italy."

      Fine del riferimento al Nord Italia.

      http://www.ft.com/intl/cms/s/2/be1cd592-b46b-11e1-bb68-00144feabdc0.html#axzz256XWGK1g

      La cosa viene recepita con la consueta obiettività dai giornali italiani in questo modo:

      Il Financial Times dà ragione a Bossi: Europa unita più piccola e solo con il Nord Italia.

      L'argomento viene ripreso in questa puntata di L'ultima parola a partire dal minuto 23:08:

      http://www.lultimaparola.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-67493099-86fe-4e04-bf09-493dec414e6c.html

      in cui si fa riferimento ad una fantomatica cartina pubblicata dal FT (con data 17 luglio), dico fantomatica perchè non ho trovato traccia né della cartina stessa, né di alcun riferimento ad essa al di fuori della citata trasmissione. Anzi, se qualcuno sa che esiste sarebbe gentile a postarlo, mi interessa sapere se queste notizie sono in tutto e per tutto bolle di nulla gonfiate col niente o esiste un minimo di fondamento reale.

      Da quel momento ogni tanto qualcuno torna sull'argomento, ad esempio qui Giannino ne riparla brevemente con un ospite durante una sua trasmissione negli stessi giorni della trasmissione Rai.

      Insomma ecco sfornato un bel tentativo di disinformazione:
      1) l'analisi di partenza del FT era in tutto e per tutto standard ovvero non coglieva i reali squilibri dell'eurozona, pertanto anche se il Nord Italia transumasse dagli "sfigati" ai "sobri", l'unione squilibrata era e squilibrata resta;
      2) l'analisi viene travisata dai giornali italiani per motivi loro. In realtà nessuno in Europa ha convenienza o sta anche solo considerando di accogliere il solo Nord Italia fra gli eletti;
      3) la Lega non coglie più di tanto la palla, il che probabilmente indica quanto sia grave la sua crisi. Requiescat.

      Queste operazioni di "frittura dell'aria" servono a fare in modo che gli italiani, in queste difficili circostanze, finiscano col prendersela con chiunque, anche l'uno con l'altro, invece che con i veri responsabili. Per fortuna questa in particolare non sembra aver avuto grossa presa, pertanto lasciamola cadere serenamente nell'oblio.

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  31. In merito al tema democrazia, tecnocrati, pensiero unico (del WC), e ruolo dell'informazione mi permetto di postare alcuni interventi (musicali e non) di circa 40 e 20 anni fa.



    "voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
    con i pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio
    voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
    per l'Amazzonia e per la pecunia
    nei palastilisti
    e dai padri Maristi
    voi avevate voci potenti
    lingue allenate a battere il tamburo
    voi avevate voci potenti
    adatte per il vaffanculo"

    "la scimmia del quarto Reich
    ballava la polka sopra il muro
    e mentre si arrampicava
    le abbiamo visto tutto il culo"

    La domenica delle salme, Fabrizio de Andre'.
    Quando i cantautoro meritavano tale definizione

    Per chi vuole ascoltare (e vedere):
    http://www.youtube.com/watch?v=bNvHSAy3DQc
    http://www.youtube.com/watch?v=LfMQAfDDQ6A
    http://www.youtube.com/watch?v=zvauPUGSV_U



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  32. Oi Oi, il papero s'e' 'ncazzato

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=427

    Per quanto io ricordi, non ho mai letto cose del tipo "5 sfigati". Questa guerra comunque e' stupida! L'invito alla conferenza e' vero, dimostra appunto, che non li si consideri come sfigati e che si ha l'atteggiamento giusto.

    Paolo dovrebbe darsi una calmata, e smetterla di vendere la MMT come un brand.

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    1. Ma sai qual è il problema? Che purtroppo l'approccio "marketing" gli viene dagli americani. L'analisi dei saldi è contabilità standard, chiunque si occupa di economia internazionale la usa, io l'ho studiata (solo, molto meglio) sul testo di Giancarlo Gandolfo negli anni '80, senza alcun riferimento a Wynne Godley che è un ottimo economista, ma che si vergognerebbe se qualcuno gli attribuisse l'invenzione della ruota! La ritrovi nel testo di Roubini e Backus (certo non postkeynesiani). La ritrovi in tutta la letteratura sul Feldstein-Horioka puzzle (a partire dal 1980) e sui deficit gemelli.

      Ma questi o non lo sanno, o fanno finta di non saperlo...

      Figurati a valle questo povero ignorante come può regolarsi. Ma non dovreste dargli troppa importanza. Alla fine imploderà, o si paleserà per quel fascista che è (or both).

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  33. Sa una cosa?
    Io a Rimini ci volevo andare (a me piace toccare con mano), ma grazie a
    questo articolo non ci vado più.

    Mi creda, non lo faccio perchè sono un fan di Alberto Bagnai (cadrei nel loro stesso errore), lo faccio perchè io sono ateo e, come tutti gli atei, sono allergico agli approcci religiosi. "A da passa' 'a nuttata", diceva qualcuno.

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  34. CRISI,BANKITALIA:INDICE E-COIN CALA A -0,33% AD AGOSTO

    Roma, 31 ago. (LaPresse) - In agosto l'indice della Banca d'Italia E-coin è sceso a -0,33% dal -0,24% di luglio. Lo comunica via Nazionale, sottolineando che "il peggioramento riflette soprattutto il crescente pessimismo di imprese e famiglie, solo parzialmente contrastato dal rialzo dei corsi azionari". E-coin fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro.

    http://eurocoin.bancaditalia.it/

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  35. bellissima quella di Gaber!!!! Quasi non me la ricordavo più! E' di una agghiacciante attualità!
    Merci!

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    1. Si pero' De Andre' ancora meglio, aveva previsto certe dichiarazioni del nostro ex primo ministro riguardo all'appetibilita' del posteriore della Merkel.

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  36. Caro Goofy,
    mi chiedevo se hai voglia di fare un commento alla notizia che l'Argentina (il 4 agosto scorso) ha finito di pagare i suoi debiti, rivendicando le politiche keynesiane che le hanno consentito di farlo, contro tutte le pressioni del FMI che invece pretendeva di imporle le ben note riforme lacrime e sangue.
    (so che ti sei già occupato di Argentina, ma repetita...).

    La notizia (i cui termini sono, manco a dirlo, controversi: l'Argentina ha davvero abbattuto il suo debito, o no?) l'ho trovata qui:
    http://www.linkiesta.it/blogs/nuovo-mondo/l-argentina-cresce-e-salda-i-debiti-ma-europa-ed-alta-finanza-e-falso

    e ovviamente qui:
    http://www.beppegrillo.it/2012/08/assange_e_il_futuro_del_mondo.html

    A presto (e buona scrittura; un assillo che, in questi giorni, condividiamo!)

    Benedetto

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  37. @FrancescoA:
    e sopratutto dovrebbe smetterla di elogiare gli States perché si pagano i debiti emettendo moneta.. molto meglio della Germania quindi che esporta! ahahahha

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  38. una domanda sull'inflazione dell'argentina.. la si può stimare via svalutazione rispetto al dollaro? o potrebbe essere inficiata da aumenti di produttività (o altro, per dire)?

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  39. Professore,

    sarei curioso di sapere cosa pensa del fatto che ci sia l'intenzione di accentrare la vigilanza bancaria sotto la BCE entro il 2014 comprese le banche più piccole.

    A me sembra un passo che renderebbe la struttura della moneta unica sempre più difficile da smontare, e l'autonomia creditizia dei vari stati sempre più illusoria.

    Ho anche sentito che la Bundesbank si opporrebbe perché teme di perdere il controllo sul sistema bancario tedesco (e relativi scheletri negli armadi). Che faccia tosta!

    A parte questa opposizione, che immagino più di facciata che di sostanza, mi meraviglia invece la soddisfazione del governo spagnolo, che per il piatto di lenticchie della ricapitalizzazione delle sue banche in crisi sembra ben contento di questa cessione di sovranità difficilmente reversibile e a mio avviso grave quanto avere la troika in casa.

    Solo che con questa unione bancaria la troika metterebbe un solido avamposto in tutte le economie di tutti gli stati dell'eurozona.

    Controllo sugli aumenti di capitale(di unicredit come del banco popolare dell'Etruria se serve), sull'acquisto di titoli di stato, sull'erogazione del credito, sulle fusioni e acquisizioni, sull'assetto proprietario....etc etc . Il sistema bancario,specie in un sistema bancocentrico come quello europeo è la chiave di tutta l'economia, controllarlo è come avere le mani sul rubinetto della bombola di ossigeno di un asmatico! Si ha potere di vita e di morte!

    Non so se sono come al solito troppo pessimista ma questa unione bancaria mi sembra peggio del fiscal compact e del pareggio di bilancio in costituzione perché la struttura burocratica che comporta è più difficile da smontare (...sa dottore,le avremmo concesso volentieri il fido, ma dall'ufficio di Francoforte non è arrivata l'autorizzazione...ci spiace proprio...). Un altro bel passo verso "più europa" , avanti verso il centro delle sabbie mobili, e non ti agitare che se no affondi solo più in fretta!

    Temo che la notte sia ancora lunga...

    franco

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  40. Lo so che non è bello, ma riporto da Fb un post di "Fermare il declino" sul ritorno alla lira, se qualcuno è in grado di capire che lingua parla...

    Fermare il declino
    Una stima dell'inflazione che si avrebbe con il ritorno alla lira in prima approssimazione dipende dall'aggiornamento dei costi dei beni alla rinormalizzazione della produttività del lavoro tra paesi con diversa moneta ed alla valutazione dell'aggravio di costi delle importazioni. Se usiamo la germania come riferimento approssimativamente la produttività delle imprese italiane è inferiore del 20% a cui aggiungere i costi di approvigionamento di tutte le materie prima di cui l'italia e priva. Con queste considerazioni grossolane diversi istituti di finanziari stimano una diminuzione del potere di acquisto degli italiani dell'ordine del 40% il primo anno. La mostruosa crisi che adesso ci angoscia tutti è relativa ad una contrazione del 2/3 %.

    http://www.facebook.com/fermareildeclino/posts/455493504483981

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    1. Devo trovare un Google translator dal liberalese. Poracci, fanno un po' tenerezza...

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  41. l'ho letta anche io un pò quella discussione, giusto un paio di commenti e ho chiuso la pagina (dato che la maggior parte è assolutamente contro l'uscita dell'euro, anzi se provi a fare due considerazioni volano saette) e purtroppo da come sento in giro lo è il 90% delle persone.. se si prova ad accennare la cosa parte subito il coro "eretico! al rogo!" anche se in giro qualcuno mormora "se stava mejo quando se stava 'peggio'"

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  42. ho risposto a questo che spara numeri.. se si svaluta del 20-30% come si fa a perdere il 40% del potere di acquisto verso l'estero?
    forse voleva dire (E NON LO CAPISCE): noi rimaniamo nell'euro e per svalutare i prezzi del 20-30% dobbiamo segare i salari del 40% (non tutto è costo per il personale!).
    certo, una contrazione del 2-3% non è drammatica.. ahahahhaa

    secondo me questi sono messi lì per dare impressioni differenti della crisi

    ho risposto dicendo che chi se ne frega se le VW ci costerebbero il 30% in più! tanto la benzina la paghiamo in dollari..

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  43. Prof, ma lo sai che ieri notte il post di Donald c'era, e stamattina... come per magia... è scomparso?

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