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venerdì 31 agosto 2012

Il Donaldo furioso

Ricevo da un simpatico anatroccolo, col quale sono in corrispondenza, una lettera che mi coglie di sorpresa:


SO CHE SEI IMPEGNATISSIMO CON IL LIBRO, MA COSA POSSIAMO DIRE A BARNARD CHE 
SCRIVE QUESTO:
CIOE', NOI STIAMO CERCANDO DI FARGLI CAPIRE CHE SI E' RINCOGLIONITO E CHE MMT 
HA DEI BUCHI EVIDENTI, MA SAI CI FA PASSARE PER VIGLIACCHI...
TRA L'ALTRO, POTETE INVITARE ANCHE LUI COSI' GLI SPIEGATE QUALCOSA DI 
ECONOMIA? ALMENO I FONDAMENTALI....
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=427


E mo' che è successo? A seguire, mi arriva una lettera di G.Z. (Oggetto: echecazzo) che mi segnala un suo post, nel quale spiega quello che è successo. Sì, in effetti aveva chiesto la mia disponibilità, nominando solo la Kelton (furbo, il G.Z.!).

E a seguire, vedo una lettera di Debbboraaaaah, che mi segnala a sua volta un suo post, nel quale fa un'analisi politica di questa diatriba.

Dal che traggo un paio di conclusioni.

La prima è che ci sono colleghi e amici che danno a Donald più importanza di quanta non glie ne diano quelli che gli vanno dietro.

Questi ultimi, poveretti, spesso sono persone degnissime, e io ne so qualcosa, ma, chissà perché, si sentono attratti da questo dilettante che di economia non capisce una beneamata fava, e per il quale hanno per lo più la stima che l'email sopra riportata evidenzia (vedi alla voce rincorbellito). Perché gli anatroccoli scemi non sono: hanno solo quel problema dell'imprinting, sapete.... la prima cosa che vedono uscendo dall'uovo, per loro, è la loro mamma, anche se invece di essere una papera è un Donaldo furioso...

Poveri anatroccoli: in questo modo fanno due fatiche: gli tocca sopportar lui, non si sa bene perché, e poi sopportare anche me, se vogliono capire qualcosa di quello che sta succedendo.

La seconda conclusione che traggo, quindi, è questa: cari anatroccoli, io non ce l'ho con voi, ci mancherebbe, e ha ragione Debbboraaaah nel dire che siamo dalla stessa parte. Lo saremmo, più esattamente, se non fosse per il fascismo del vostro leader. Quello che voglio dirvi è molto semplice: perché continuate a scrivere a me? Io ho altro e di meglio da fare che seguire il delirio del Donaldo furioso. Se volete, scrivete a lui, che non vi risponderà, e spiegategli che l'ha fatta fuori dal vasino, ma che se fa un piccolo sforzo può rimediare.

Solo che lui non vi starà a sentire.

E allora, forse, conviene che lo lasciate solo nel suo delirio.

Non torno sulle questioni dottrinali. Wray è solo uno che dice Y=C+G+I+X-M, continua a ripeterlo ossessivamente, e ogni tanto si perde. Il suo feticismo per la contabilità è uguale e contrario al feticismo dei rumorosi d'Amerika per i modelli. La sua analisi dell'Irlanda è esemplare in tal senso (anche al netto degli errori sui numeri). Ma a parte questo credo sia un'ottima persona, anche se mi pare non capisca che la unbacked fiat money degli Usa è backed da un bel po' di testate nucleari.

Ma quello non è che non lo capisca perché non lo capisce. Non lo capisce perché non vuole capirlo. A lui sta bene così. E a noi piace ricordarlo così. Meglio un americano che non finge di non esserlo, come lui, che un italiano che finge di esserlo, come Monti!

Ah, se vedete Donald, spiegategli che non è proprio il massimo per un paese trovarsi in deficit di current account... Se ce la fate, spiegategli che non è il massimo nemmeno per gli Usa, nonostante i loro IOUs (come fa fico chiamarli così...). O per lo meno spiegategli che è meglio che non ci si trovi lui: di debiti ne ha già abbastanza (e non parlo di quelli intellettuali...).



P.S.: siccome nel frattempo il guru ha nascosto la mano, dopo aver lanciato il suo sassolino, e siccome è importante, soprattutto a beneficio dei colleghi stranieri, chiarire il contesto nel quale vengono prese certe posizioni, vi riporto qua sotto il capolavoro di arte povera del papero.

Ci sono due livelli di discorso, uno politico, l'altro scientifico.

Bisogna che certi colleghi stranieri riflettano sul significato politico del loro appoggio a certi movimenti che hanno nel proprio manifesto politico dichiarazioni fasciste conto la professione accademica.

Bisognerebbe poi che capissero che se uno mette il proprio brand su tutto, inclusa la contabilità nazionale, poi non può prendersela se qualcuno, ironicamente, e senza voler mancare di rispetto. fa notare che forse non è il caso. Non sono stato certo né il primo né il solo a essere infastidito da certi atteggiamenti.

Le parole del dilettante, qua sotto, non colgono il senso del mio primo intervento sul tema, ma non ho difficoltà a chiarirle: la teoria dei saldi settoriali l'ho studiata nel 1981 a Roma con Giancarlo Gandolfo, in un contesto più ampio, quello della matrice dei flussi di fondi (dove, oltre a estasiarsi sul fatto che i saldi sommano a zero, si va anche a vedere che cosa i settori ci fanno, con il loro risparmio netto). Si tratta della teoria che trovate nel testo di Gandolfo, o in questo mio testo qui, e che non ha nulla, ma veramente nulla, ma proprio nulla, di particolarmente originale. Quindi non rivendico certo io il merito di aver scoperto che Y=C+G+I+X-M!

Insistere nel dire che la MMT è i saldi settoriali (o i saldi settoriali sono la MMT, o comunque una parte integrante di essa) è controproducente perché è falso. Full stop. Ci sono decine di filoni di analisi economica che usano questa contabilità (perché È la contabilità di cui disponiamo) senza tanta prosopopea: dall'analisi dei deficit gemelli, all'analisi del paradosso di Feldstein-Horioka, a tutta la macromodellistica multicountry. Tutta MMT? Va bene, allora facciamo così: decidiamo che l'economia si chiama, da oggi, MMT. Basta saperlo.

Capite, o no, che questo atteggiamento di marketing toglierebbe a chiunque la voglia di vedere se poi c'è anche dell'altro?

Sed de hoc satis.

Per il resto, ognuno si regola come crede, e ognuno appoggia i movimenti politici che crede di dover appoggiare. Ma chi oggettivamente appoggia un movimento politico che parte dall'idea che i docenti universitari sono tutti massoni raccomandati poi non può andare troppo sul sottile se qualcuno qui, con i problemi che abbiamo, e che dall'estero non tutti capiscono, mette i puntini sulle "i".

Lo ha detto questo qualcuno ai colleghi stranieri? Perché forse a loro potrebbe far comodo saperlo, no?

Certo che i problemi li crea il papero, e non io. Ma cosa volete da me? Il papero è un problema per i suoi seguaci (che si lamentano con me), ed è un problema anche per Wray (che si lamenta di me).

Ma perché non risolvono il loro problema? Perché non prendono posizione? Non sono certo io, come i fatti e i dati oggettivi dimostrano benissimo in questa circostanza, quello che si oppone al dialogo. Se non ci credete leggete qua sotto, considerando che io non ne sapevo assolutamente nulla.

Anzi! Sarei proprio curioso di sapere che cosa abbia l'analisi di Thirlwall che non va (a parte avere tonnellate di studi che la supportano empiricamente), mi piacerebbe chiederlo a Wray.

E per questo basterebbe che si facesse un'operazione molto semplice, e non così traumatica: distanziarsi da uno che dice cose simili (e poi se ne vergogna!):


 
La conversione dei tre porcellini.

Annuntio Vobis Gaudium Magnum!! I tre porcellini si sono convertiti.

Mi giunge la gaia novella che i professori Sergio Cesaratto (quello che “Questo Mosler si goda i soldi fatti speculando e smetta di speculare sulla buona fede della gente!”), Alberto Bagnai (quello che Kelton, Auerback e soci sono “5 sfigati” e io sono un fascista) e Gennaro Zezza, hanno scritto ai miei economisti americani della MMT, alla Kelton in particolare, con parole suadenti per convincere proprio Mosler, Kelton e Auerback a tenere un seminario di economia eterodossa a Roma… indovinate quando? Ma sì! Proprio a cavallo fra le due conferenze nazionali MMT di Rimini e Cagliari del prossimo ottobre che ho appena annunciato. Che sorprendente coincidenza d’interessi (finanziari, visto che i tre porcellini non cacceranno un soldo per averli qui, ovviamente si va a scrocco di Paolo Barnard. Cesaratto in una mail ha accennato a organizzare dei sandwich per loro…).

Ma non è meraviglioso? Si sono convertiti! Warren Mosler non è più uno che “specula sulla buona fede della gente”, nooo!, è uno stimato collega ora. Riabilitatio riabilitationis miraculis! (o paraculis forse?). La Kelton e Auerback sono stati de-sfigatizzati , gli hanno tolto il malocchio, ora sono stimati colleghi pure loro. Che trionfo della coerenza, della dignità, della sincerità!

Certo che qualcosa non quadra però. Mmmm….. Ma Mr. Alberto “IO L’AVEVO DETTO PRIMA!” Bagnai non aveva scritto che la MMT è riciclaggio di roba già cotta, già detta (DA LUI!), e decotta? Cosa se ne fa ora dei “5 sfigati” cotti detti e decotti? Misterius cripticus!! Ma Mr Sergio “Warren, la mia era una battuta” Cesaratto non aveva scritto che Mosler è “pericoloso”? Cosa se ne fa ora di tutto quel pericolo? Misterius intensificans!! Non è che per caso (paraculatis paraculandis) ora la MMT sta diventando un pelo imprescindibile? E  quindi ora è proprio l’ora di fare il saltello sul carro della MMT in Italia? Mmmmm….. Mmmmm……

Ma nooo! Che vado a pensare. Quali torbidi pensieri osano macchiare questa lieta conversione dei tre porcellini! Annuntio Vobis Gaudium Magnum!! Si sono convertiti, e questo è ciò che conta.

p.s. che poi sia Mosler sia Auerback sia Kelton abbiano una dignità e che dai tre porcellini non ci andranno, è un'altra storia.


134 commenti:

  1. Sinceramente non sono di una razza che subisce particolarmente l'Imprinting, tant'è che cerco per comprendere al meglio di dare fiducia inizialmente a tutte le teorie (salvo poi scremare), ed a intuirne l'impatto sul mio lavoro e sul mio portafoglio.

    E mi pare che purtroppo di fondo il problema di Donald (non della MMT che puo' essere funzionale o meno, ma non mi pare l'unica panacea per ogni male) è di essere un po' troppo fissato: fra un po' con la MMT ci curerà il cancro, porterà l'acqua nel deserto, e chi più ne ha ne metta.

    Qui invece mi piace il fatto che più che entrare in una setta, ci sia un ambiente in cui cercare di capire il più possibile la crisi e la situazione economica in atto, punto su cui Donald tutto sommato mi sembra lacunoso....

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    1. Ma mi sei un anatroccolo? Mi son covato una serpe in seno?

      Guarda, questa cosa dell'imprinting, oltre che la zoologia, me l'hanno detta molti di loro. Donald ha avuto una sua utilità nello scalfire le certezze piddine, e magari nel sottrarre da gorghi ancora più torbidi (che non nomino) le persone assetate di giustizia. Punto.

      Adesso sarebbe venuto per lui il momento della pensione...

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    2. Scusami Ivan ma sulla MMT ne abbiamo già parlato abbastanza. L'unica cosa che la rende applicabile sono le portaerei e le testate nucleari che portano a spasso. Quanto al ruolo donaldiano non mi vergogno a dire che sono arrivato da Alberto grazie ai link che pubblicavano i ragazzi della MMT su facebook (che quindi tanto fessi non sono). Semplicemente se si ritiene che le certezze "piddine" vadano frantumate con l'ascia del Donaldo furioso poi si deve accettare la conseguente distruzione di un possibile dialogo con chi invece vuole realmente capire. Io di Alberto ho subito "amato" l'uso ragionato del fioretto per spiegare taluni concetti e le punzecchiature di spillo per contestarne altri. L'ascia Alberto l'ha usata solo con chi palesemente ha cercato di sminuire il suo lavoro o denigrarlo. Povero Donald... forse ha capito di essere inutile, che la sua ira fine a se stessa a nulla serve se non ad alimentare le certezze piddine, e ad annichilire tutte quelle persone che assetate di verità e giustizia lo hanno seguito in buona fede e adesso, tradite, non sanno staccarsene. Il pensiero della sua appurata inutilità lo rende così furioso e magari anche qualche debito. D'altronde per quelli pecuniari siamo sempre in tempo, ma per i deficit intellettuali non c'è dottore che guarisca.

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    3. Io mi son fatto l'idea che 'sta cosa è nata da una situazione tipo "volpe e uva". Probabilmente all'inizio lui si sarà anche rivolto a qualche collega, che spaventato dall'approccio folcloristico/complottista ha preso le distanze. Ne è seguita la sparata fascista sul fatto che tutti gli universitari italiani sono massoni raccomandati, e con quello si è fatto del male e lo ha fatto a chi lo segue. Per il resto, parlano gli atti... Esorterei però tutti, cioè, in pratica, solo Debora, che mi pare l'unica che ne ha bisogno, a non confondere economisti con altre categorie professionali. Donald non è un economista, Pallante non è un economista. Ci sono anche dubbi su quanto Wray possa essere ritenuto post-keynesiano, a detta di alcuni post-keynesiani, però lui è un economista. Sarebbe bene fare sempre lo sforzo di chiamare le cose e le persone (e anche le città e gli animali) col loro paese. Un gioco che facevamo alle elementari e che non dobbiamo di smettere di fare ora che siamo grandi, altrimenti si rischia di non comprendersi.

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    4. No no, proprio anatroccolo no, ho velleità ortottere perchè in fondo, sotto sotto i referendum elvetici mi piacciono, ma è un po' che cerco di vedere come evolve.

      Di Donald ho trovato divertente quando ha dato del criminale a Monti, ma a parte questa nota di colore non trovo molta sostanza sotto le provocazioni.

      Ho citato l'imprinting perchè nel web in realtà di vittime di imprintig ce ne sono in tutte le salse. Sarà che la gente non capendo nel marasma cerca santini a cui votarsi :D

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    5. Mica ho scritto da nessuna parte che Donald sia un economista.
      Il mio post parlava di "guru": anche il fruttivendolo può diventarlo, se si rivolge al colto e all'inclita per far conoscere teorie economiche.

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    6. Donald non è un economista ma neanche un guru visto che non ha nemmeno il coraggio di mantenere on line i suoi interventi accusatori. Cliccate sul link cui sopra ed apparirà una bella pagina vuota. Ancora dobbiamo parlare di questo personaggio? Non abbiamo niente di meglio da fare?

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    7. "Probabilmente all'inizio lui si sarà anche rivolto a qualche collega, che spaventato dall'approccio folcloristico/complottista ha preso le distanze".

      Anch'io penso che si tratti della classica situazione "volpe e uva", però penso anche che certi economisti italiani (non i 3 nominati) siano o siano stati codardi indipendentemente dall'approccio complottistico di Barnard.
      Il che ha portato a un forte ritardo nella denuncia e nella divulgazione e ha dato un ulteriore vantaggio alla macchina mediatica dei disinformatori, appoggiata repentinamente da altri "autorevoli" economisti italiani (prezzolati).

      Non saprei dire se Barnard sia o meno fascista nel vero senso del termine, certo è un megalomane egocentrico; probabilmente la frustrazione per il suo licenziamento e per essere stato rifiutato dagli economisti italiani ha esacerbato la sua personalità nevrotica (per Jung la nevrosi è un tentativo di soluzione individuale (non riuscito) d'un problema generale; il risultato di un conflitto tra le pulsioni intrinseche dell'individuo e l'ambiente e il tempo in cui vive).

      Come già ricordato, a lui comunque va il merito di aver portato per primo l'attenzione del pubblico sugli attuali problemi. Anch'io ho già confessato che li ho scoperti grazie a lui, ma l'ho presto abbandonato per il suo atteggiamento e per i suoi comportamenti aggressivi.

      Ma quello che più mi ha dato fastidio è la risposta di Stephanie Kelton all'invito di Zezza (pubblicata nei giorni scorsi da Barnard e ora rimossa, ma il senso del rifiuto è chiaro anche qui: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=428 ).
      Cioè un'economista "di calibro mondiale" rifiuta di confrontarsi con dei colleghi e discutere su tematiche che stanno distruggendo milioni di europei con conseguenze in tutto il mondo per fedeltà a un giornalista!!!
      A meno che questa scusa da asilo nido non nasconda altri motivi per cui la Kelton non vuole discutere la MMT con degli economisti. Le mie conoscenze di economia restano purtroppo limitate però il dubbio (non tanto dubbio) che abbia la coda di paglia è venuto anche a me.

      Tra l'infantile comportamento della Kelton, lo show del Marchese del Grillo, la nevrosi di Barnard e soprattutto tra i ben più pericolosi e potenti euro-psicopatici e euro-integralisti, sono sempre più convinta che ci troviamo a vivere in un autentico manicomio.

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  2. "Ma a parte questo credo sia un'ottima persona, anche se mi pare non capisca che la unbacked fiat money degli Usa è backed da un bel po' di testate nucleari."

    Oh, finalmente trovo scritto da una persona dotata di autorevolezza quello che da mesi scivo a tutti quelli che professano la MMT (GZ in testa).
    La MMT altri non è che una via "politically correct" che gli americani si sono inventati per giustificare agli occhi delle anime belle del mondo, e ce ne sono tante ma proprio tante, il ruolo del dollaro backed dalle testate nucleari equindi la loro possibilità di consumare più di quello che producono.
    Oddio, anche i Romani "backavano" il sesterzio con le legioni e i gladi (altri tempi e altri modi, ma stesso concetto) e non è che poi il loro lascito si possa considerare negativo. Ma anche loro dovettero avere cura delle anime belle del tempo con il concetto di "pax romana". Ma se a qualcuno non stava bene, giù fendenti.
    Per il resto ho letto l'articolo della Billi. Ok, ma perché non si considera, oltre a Keynes e Friedman, anche Mises che forse aveva qualcosa di differente da dire sia rispetto all'uno che all'altro?

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    1. La Billi fa di ogni erba un fascio, ma poi chiederà scusa, lo so, è una brava ragazza. Mises, se è stato dimenticato, un motivo ci sarà. Se vuole le regalo un disco di quartetti di Carl Ditters von Dittersdorf, un altro austriaco ingiustamente dimenticato.

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    2. Non mi nominate gli 'striaci, che non li posso vedé.

      Quanto a Barnard, fa l'errore a cui tendiamo noi umanisti: se troviamo una teoria "scientifica" che ci piace, la abbracciamo acriticamente e ne facciamo una religione. Ma è in realtà è solo gratitudine per averla capita... ;-)

      Per il resto, se mi chiami ancora Debora con tutte quelle "e", "b" e soprattutto la "h", ti mando gli anonymous ad hackerarti il blog.

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    3. Lo vedi che sei pop? Ma che t'ha fatto Mozzzzzart...

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    4. Caro Vincenzo mi togli le parole di bocca. Pur nella mia ignoranza di economia ho avuto gli stessi dubbi dopo le prime letture sulla MMT e sull'interpretazione che ne dà Barnard e anche per questo, credo, sono approdato qui. Non credo poi che esista uno scontro Friedman-Keynes, le forze in gioco in realtà secondo me vanno oltre gli economisti e le teorie economiche; queste contrapposizioni esistevano anche nell'antichità, pur se con sfumature diverse, anche se i metodi di coercizione non differivano di molto, ma non mi dilungo.
      Vorrei saperne di più (economia), in modo da poter non solo capire, ma proporre, ma ahimé non è possibile, così mi limito almeno ad avvicinarmi alla comprensione dei problemi.
      Il dividi et impera è sempre una soluzione vincente, economica e banale, ma vincente.

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    5. Ma questa cosa dello scontro Friedman-Keynes da dove esce? Perché non Ricardo-Sraffa... o Senofonte-Turgot... o Walras-Giannino?

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    6. Siamo tornati a Plutarco si vede... o Leopardi.
      Penso sia un topos letterario.

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    7. @Vincenzo:

      C'è anche chi, in qualche modo legato alla MMT, ha ben chiara la questione del "exorbitant privilege" USA, come Michael Hudson, anche lui della UMKC e del Levy.
      da Wikipedia :

      "Hudson views dollar hegemony as grossly unfair and gives various opinions as to why countries tolerate it: desire to prevent their currency from appreciating, limited options in purchasing alternative U.S. assets, fear of the U.S. military, wanting to be part of the U.S. "orbit", and "lack of imagination". He states the dominance protects the U.S. from austerity that it has subjected other countries to through the IMF and World Bank"

      "Super Imperialism: The Economic Strategy of American Empire, was the first book to describe the global free ride for America after it went off the gold standard in 1971, putting the world onto a paper U.S. Treasury-bill standard. Obliging foreign central banks to keep their monetary reserves in Treasury bonds forced them to finance U.S. military spending abroad, which was responsible for the U.S. balance-of-payments deficit at that time".

      Non voglio certo difendere la MMT, ma piuttosto notare come sia assurdo "dimenticare" la questione dell'egemonia del dollaro e dell'imperialismo USA (o quantomeno relegarla in secondo piano) come fa Wray, quando ci sono perfino suoi colleghi MMTiani, americani, che hanno ben chiara la questione.

      Bagnai, del resto, ne ha parlato tante volte (e meglio) ad esempio qui .

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    8. Quello che è veramente assurdo è non rendersi conto del fatto che quello che vale per gli Usa non ha validità universale. Viceversa, è altresì assurdo non rendersi conto del fatto che quelli che ha validità universale (non ci sono free lunch) vale anche per gli Usa.

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    9. Non ci sono pasti gratis, per nessuno. Magari pasti a "scrocco" per alcuni. Bisogna vedere come ci si divide il conto da pagare. Gli USA possono avere un enorme deficit delle partite correnti grazie al sistema-dollaro, ma devono pagarne il prezzo: instabilità finanziaria, deindustrializzazione, consumi trainati da debito che fa gonfiare bolle, sono alcune conseguenze negative per gli USA. Questo sistema-dollaro è instabile, e genera crisi finanziarie che però, se da un lato costituiscono sicuramente una tragedia per la maggior parte delle persone, possono anche essere occasione di guadagno, acquisizioni in grande stile (come nel settore bancario USA).
      Voglio dire che certi operatori economici tra repressione finanziaria/stabilità e deregulation/volatilità preferiscono la seconda. Meglio le bolle che un mondo di bassi profitti e alta quota salari. Per l'establishment amerikano, a mio avviso, sarebbe poco auspicabile e conveniente la fine del sistema attuale e il ritorno ad un'economia "BOP constrained" come quella degli stati "normali".

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    10. Beh, non è che Mises è stato "dimenticato" per il fatto di essere un po' l'unico che va contro lo strapotere dello Stato, anzi arriva quasi a dire di fare a meno dello Stato?
      Tutti gli altri economisti fondatori di correnti di pensiero, peraltro immagino in assoluta buona fede, attribuiscono in un modo o nell'altro un ruolo importante allo Stato nell'economia.
      E alle elite dominanti, ai politici, ai burocrati statali, tutto ciò risulta estremamente comodo stante il fatto che finiscono per occupare lo Stato, per dichiararsi essi stessi Stato.
      Ho letto e riletto il suo post sul XII capitolo della Teoria Generale di Keynes, mi sono andato a leggere il XII ccapitolo e l'ho trovato di una chiarezza esemplare e totalmente rispondente al vero nell'affermazione che in molte situazioni il privato smette di investire in progetti produttivi per dedicarsi piuttosto alla finanza.
      A quel punto Keynes afferma che deve intervenire lo Stato.
      Beh, giustissimo, ma quale Stato?
      Quello che conosciamo ora che magari cosstruisce cattedrali nel deserto, da incentivi sballati come quelli alle energie alternative che hanno favorito la tessera nurero 1 del piddì, o quelli per i decoder digitali che hanno favorito il ladrone numero 1, o assume forestali senza foreste?
      Fosse uno Stato a democrazia più o meno diretta, come la Svizzera dove si fa un referendum anche per piantare un cartello di divieto di sosta, direi invece di sì.

      P.S. sempre a proposito del dollaro backed dalle testate nucleari, fino a quando ci saranno paesi con enormi surplus commerciali con l'estero, parlo dei paesi esportatori di petrolio insomma come Arabia, Qatar, Kuwait, Emirati, Brunei, purtroppo hoo l'impressione che ce lo dovremo tenere.
      Da convinto sostenitore dell'energia nucleare, pur lavorando da una vita nel mondo del petrolio e avendo una figlia che si occupa di energie alternative, sono convinto che se essa rimpiazzasse il petrolio si assisterebbe a uno sconquasso degli equilibri geo-politici (chissà perché gli USA non sopportano la Francia, o forse è solo perché sono mangia-formaggio). E un minimo di riflessione sugli incidenti che hanno affossato il nucleare nel modo di pensare della gente comune lo inizierei a fare, quello di Chernobyl incluso, tutti arrivati a fagiolo sempre nel momento in cui l'opinione pubblica stava mutando direzione.

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    11. Vincenzo: Mises sarebbe stato ricordato, forse (non lo conosco bene), se avesse spiegato quello che stiamo vedendo tutti i giorni, cioè i fallimenti del mercato dovuti a difetto di coordinamento, all'incapacità del sistema dei prezzi di trasmettere i segnali giusti, alle asimmetrie informative, all'esistenza di beni pubblici, ecc. ecc.

      L'argomento che dobbiamo abbattere lo Stato perché fa schifo vale quanto quello che dobbiamo abbattere il mercato perché fa schifo: solo che quest'ultimo, almeno, avrebbe i numeri dalla propria parte: un solo default privato (Lehman) ha bruciato più soldi di quadi vent'anni di default pubblici, come sai se hai letto il blog (Too much finance).

      Mi sembra molto simile all'argomento (che tu non applichi, mi pare) che ci meritiamo l'euro perché non siamo in grado di governarci da soli.

      Mi dispiace, ma io a questi argomenti non rispondo. Chi si sente nato schiavo si cerchi un paese nel quale esiste ancora la schiavitù e vada lì a dire le sue cazzate. Io mi sento italiano, libero, voglio partecipare al governo del mio paese nelle forme democratiche che me lo consentono, se c'è un problema di carattere penale che riguarda la classe politica desidero che se ne occupi la magistratura, ma questo NON ha NULLA a che vedere con l'assurdità di certe regole macroeconomiche!

      La Francia ha le centrali perché ha la force de frappe. Quest'inverno ha fatto un po' più freddo del solito, e la Francia è stata costretta a importare energia elettrica dai paesi limitrofi, Spagna compresa. La manutenzione delle centrali francesi è data in sub-sub-subappalto a una serie di società costrette a lavorare con vincoli contrattuali estremamente rigidi in termini di profittabilità (cioè devono fare in fretta e farsi pagare poco) e quindi sempre meno rigidi in termini di sicurezza. Il problema è noto a molti in Francia, e fra un po' temo sarà noto a tutti in Europa. Magari, ti do un consiglio, tieniti in casa qualche pasticca di iodio, non si sa mai...

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    12. E' un vezzo della cultura pop attaccare etichette, e l'una potrebbe pure valer l'altra (gia' ci son keynesiani che non hanno mai letto Keynes e probabilmente fan della Chicago School che non hanno mai letto Friedman). Ma l'analisi pop di Debora regge, in quanto descrive grossolanamente quanto succede (in realtà il rapporto tra finanza e impresa è infinitamente piu' complesso, specialmente fuori dai nostri confini e nel caso di public companies). Un esempio lampante lo sta (purtroppo) offrendo il mio settore (farmaceutico):

      http://lifescivc.com/2012/08/big-biopharma-stock-buybacks-are-there-better-alternatives/

      Ovvero, 75 milardi di riacquisti di azioni in un anno (e solo a Wall Street):

      "It’s bigger than the NIH budget for both 2011-2012 by nearly 25%. It’s 4.5x bigger than all of the private venture-backed M&A that occurred in the past 18 months – and that involved over 70 biotech companies. It’s 12x bigger than the sum total of venture dollars invested in biotech in that period. And its nearly 80x bigger than all the capital raised by fifteen biotech IPOs during that period"

      Tra l'altro si parla di un anno di massacri occupazionali (svariate migliaia di posizioni sparite nella ricerca e sviluppo, interi centri di ricerca letteralmente svuotati).
      In fin dei conti non e' precisamente lo stesso mestiere che lo strumento euro e la BCE esercitano nel momento attuale? Quanto dei non piu' molto nominati LTRO è andato a finire a finanziare attività commerciali ed industriali? Da noi molto poco, dato che la stretta credizia non sì e' allentata, anzi... Il sottoscritto e i suoi colleghi (ma anche alcune imprese decisamente piu' grandi) stanno sperimentando ora quello che verra' riassunto dall'usuale statistica a fine anno...

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    13. Non voglio assolutamente entrare nella polemica tra differenti correnti dottrinarie dell'economia, anche perché economista non sono e quindi dopo un po' mi perderei, o forse mi sono già perso.
      Lavoro nell'industria e sperimento nel settore in cui opero lo stesso identico atteggiamento rispetto ai fornitori, peraltro industrie anche esse, che Lei descrive per la manutenzione delle centrali francesi.
      La cosa assurda è che quando siamo compratori ci comportiamo alla stessa maniera, che non ci piace, di come si comportano i nostri clienti quando siamo venditori, cioè con lo strizzamento delle parti basse del fornitore.
      Tutto ciò mi porta a ritenere che il problema più che economico sia culturale.
      Servono sia lo Stato che il mercato (in che dose? boh, non lo so, forse in un momento 20-80, in un altro 80-20 e in un altro ancora 50-50). E scrivendo questo penso di avere scritto della scoperta dell'acqua calda e di meritarmi un'appropriata salva di fischi e sberleffi.
      Ma se lo scrivo è perché torno all'aspetto culturale che dovrebbe muovere le nostre scelte. Concordo in pieno con quello che Lei dice a proposito del disastro dell'euro che ha portato allo sbilanciamento delle conti di molte nazioni.
      Se però ogni persona quando compra la VW invece della FIAT (oddio che esempio, le FIAT fanno proprio schifo, ma ora non mi viene in mente altro) ragionasse come ragiona quando decide se affidare le pulizie di casa a una colf oppure farsele da solo, capirebbe che la sua scelta, a livello individuale vantaggiosa sul momento, si traduce a livello nazionale in un disastro che lo svantaggerà nel futuro. Allo stesso modo lo Stato, l'istituzione, deve capire che assumere qualche migliaio di forestali senza foreste può salvaguardare la pace sociale per un po', può garantire un po' di voti, ma alla lunga si rivela disastroso perché quei tizi non produrranno niente di utile.

      P.S. E' vero che i default "ufficiali" degli Stati sono costati meno del collasso Lehman, ma è anche vero che l'inflazione che gli Stati generano con spese scellerate erode risparmi giorno per giorno. Anche quello andrebbe tenuto in conto.

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    14. intervengo portando un pò di sana ignoranza altrimenti qui sembra quasi un blog colto e di classe e io mi sento fuori luogo..:D visto che l'avete ripetuto in tanti.. ma perchè "il dollaro Usa è backed da un bel po' di testate nucleari"? Questa domanda si ricollega all'altra affermazione fatta dal prof Bagnai sul blog (non riesco a ritrovarla) dove dice, parlando del debito pubblico, che esiste un limite oltre il quale è meglio non andare.. (cioè il contrario di quanto afferma la MMT). Che poi è sostanzialmente ciò che ha scritto anche Brancaccio sul suo blog quando ha discusso dell'MMT, affermando che gli Usa possono stampare liberamente perchè godono di una posizione privilegiata. In pratica la mia domanda è: ma perchè gli Usa possono farlo e noi no?

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    15. intendevo Cesaratto non Brancaccio :)

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  3. Che ridere voi economisti. Così pieni di ego e così fallaci nelle vostre previsioni e nelle vostre "ricette". Ciascuno di voi crede di avere la "soluzione" e ciascuno di voi viene puntualmente smentito dalla storia. cari miei, fatevene una ragione: l'economia non è una scienza esatta. Le vostre equazioni sono intrinsecamente aride e mai potranno "scontare" l'irrazionalità e l'imprevedibilità dell'animo umano.

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    1. Fate anche ridere voi razzisti, con le vostre stupide generalizzazioni. Se mi seguissi da un po' di tempo sapresti quante mie previsioni, fatte senza particolare uso di equazioni, si sono realizzate, e quante no. Torna a specchiarti nell'imprevedibilità della tua splendida e umida individualità, signor Nessuno. E quando passi dicci la tua, ci teniamo...

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    2. @italianthinker
      Mah...io non penso che sia corretto thinkare così: "gli economisti credono di avere le soluzioni, invece fanno ridere". Certo, come tutti gli uomini anche loro sono fallaci. Ognuno ha le sue idee, anche tu immagino, altrimenti non sprezzeresti quella degli altri.

      Hai due strade (forse di più, boh): continui così, facendoti sopraffare dal terrore che ti suscitano argomenti che non mastichi quotidianamente, fai di tutti gli economisti un fascio e li bruci; oppure ascolti, leggi, studi le idee, le "soluzioni" e da buon thinker le confronti e le valuti....come dovrebbe fare ogni buon italian.

      Se hai domande e se usi l'educazione, solitamente qui si risponde. Poi valuti te, se la risposta ti convince, bene! altrimenti educatamente trovi altri lidi.

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    3. @italianthinker
      Sto faticosamente finendo il mio percorso fatto di equazioni, sistemi di equazioni e cose così. E noto una enorme similitudine tra gli argomenti del Prof. Bagnai e la madre di tutte le Scienze: la Termodinamica.
      Ora, se tu (si italianthinker, ti do del tu) pensi che il prof. Bagnai stia dando "soluzioni" ti sbagli. Fondamentalmente il suo scopo divulgativo è paragonabile al concetto di 'rendimento': ti spiega(si, testa di legno, se studiassi le note introduttive al blog solo allora riusciresti a capire...) i flussi. E capisci la natura davvero termodinamica (o geometrica, come in qualche suo video la definisce il Bagnai nazionale) dell' Economia. Però, se fai uscite così a 'faggiano raro' come in questo commento, mi pare evidente che non hai nemmeno provato a studiare. Io gli economisti li odiavo perché non ho mai studiato la loro materia. Ora sto studiando e la cosa si fa interessante.
      Ultima cosa sulle equazioni, tralasciando il fatto che l'imprevedibilità e l'irrazionalità umana sono state già messe in conto matematicamente parlando da Bachalov (Metodi Numerici - Editori Riuniti) e Gnedenko (Teoria della probabilità - Editori Riuniti): se aumenta la domanda, aumenta l'offerta. Stacce, come ho fatto io.

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    4. prezzo...pardon, prezzo! Mi scusi prof! Sono lento e piddino nell'altro senso. :)

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    1. Dai, so' regazzi... In fondo è solo un compagno che sbaglia...

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    2. Se parliamo del Canard, allora direi che è un compagno che raglia

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  5. Chiedo permesso sul blog perchè seguo la MMT (e/ma quindi sono donaldiano?)e so che gli anatroccoli sono sgraditi. In risposta a Vincenzo, vorrei dire che il cartalismo non è un'invenzione solo americana (Knapp era americano? Boh?). Avevo chiesto al prof. Bagnai di esprimere in modo chiaro e sintetico, se possibile, i limiti della MMT (ma per favore, non diciamo che è vecchia, anche la penicillina lo è, ma funziona). Non so se un post in merito è stato pubblicato o meno. Se l'ho perso io, me ne scuso, lo cercherò. Ma è davvero ora che si svolga un dibattito serio sul tema, privo di accuse personali, basato esclusivamente sui dati e sull'essenza delle teorie, con il comune obiettivo del bene dei popoli europei. La MMt non è certo solo Barnard, andiamo, ma è rappresentata da esperti che puntano sulla spesa a deficit, più che sull'imposizione del dollaro. Personalmente mi auguro che vi possiate incontrare. Un saluto a tutti.
    Emanuele Fietta

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    1. Caro Emanuele, non voglio eludere la tua domanda, ma solo farti notare che ho risposto molte volte, e che anche Sergio Cesaratto è intervenuto su questo tema. Non ritengo di doverci fare un post, se lo scrivessi non lo pubblicherei sul mio blog ma su un blog americano. La MMT non è Donald perché Donald non è nessuno, scientificamente. Il discorso che io ho fatto è un discorso diverso, di carattere politico, chi vuole capire ha capito e chi non ha capito non vuole capire (e ha diritto di non volerlo, beninteso)!

      Che il "deficit spending" basti a definire una rivoluzione culturale mi sembra una visione un po' povera. Il primo problema del brand MMT, così come viene proposto dai colleghi americani e soprattutto dal papero, è che sotto il brand non c'è niente, tant'è che nessuno dei seguaci più o meno seri riesce in definitiva a darne una definizione.

      Se permetti, penso che questo non sia un problema mio.

      Io ho studiato abbastanza la sostenibilità del debito da sapere perfettamente quanto possiamo permetterci di spendere in deficit, sono per il pieno recupero della sovranità monetaria con una banca centrale NON indipendente dal Tesoro, ecc. ecc.

      Ma questo non fa di me un MMTers, credo. Altrimenti metà della popolazione terrestre lo sarebbe. Cosa che farebbe molto piacere a Wray, perché allora sì che col merchandising farebbe soldi!

      Caro Emanuele, sei simpatico e in buona fede. Ne parliamo quando avremo esaurito altri argomenti.

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    2. Caro professore, la ringrazio molto. Mi soffermo solo su questo punto: la MMT non è una rivoluzione, nè una novità. La Kelton lo ha detto chiaramente a febbraio, e ciò va riconosciuto. Ma sembra una rivoluzione perchè gli esperti più seguiti e rispettati (area piddinorum) continuano a sostenere il principio che "non ci sono i soldi" (per il terremoto, per la sanità, etc.). Invece ci sono (fuori dall'euro, sia chiaro), e Lei, se mi permette, lo sa benissimo. La MMT è il cartalismo. E sostiene che la spesa a deficit si può fare per risolvere una serie di problemi (che so, rilanciare la domanda?). Si può forse rimproverare ad alcuni MMTers di spacciare per rivoluzione una serie di principi arcinoti. Bene. Ma è un problema così serio? Io credo di no, se l'obiettivo è, tra l'altro, così rilevante. Per convincere gli americani a ricominciare a mangiare le prugne secche si dovettero inventare campagne pubblicitarie retoriche e bugiardelle, ma la salute ci guadagnò. Such a big deal? Mah... Sulle debolezze della MMT mi rifaccio io una ricerca tra i suoi post. Grazie ancora.
      Io continuo a sperare.

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    3. Caro Prof. Bagnai,

      tempo fa avvertii bisogno di capire cosa succedeva nell’paese, in Europa. Non mi quadravano le cose. Mi chiedevo: ma qui in Italia abbiamo dimenticato di lavorare, di essere bravi, innovativi? Sapevo che questo non era vero anche perché nel mio percorso professionale ho avuto modo di conoscere il mondo e di competere con tutti (i tedeschi erano i veri avversari ma credetemi per niente superiori, anzi). Eppure, nel settore, in poco tempo sono rimasti loro i protagonisti e noi molto ridimensionati. Per me era chiaro che il problema vero si trovava al livello macro del sistema economico e così cominciai a studiare la macroeconomia. Li entra in scena Lei con la Sua opera di divulgazione e di consigli di lettura di cui Le sono immensamente grato. Ah, dimenticavo, prima mi sono imbattuto nella MMT e cercando le critiche od altri modi/metodi di vedere ho trovato il Mr. Goofy (sono curioso di sapere che domande fa ai suoi studenti).

      Ho letto tanti lavori dei 5 economisti di cui mi piace di più Mosler e anche i Suoi prof. e trovo molta convergenza, del resto anche Lei lo dice. Però oltre i pregi ci sono i difetti (della MMT):
      - che paese fuori dagli USA può avere la monetasovranafiatcolcambioflutttuante e fregarsene dei vincoli esterni ? (se gli fai ‘sta domanda loro ti dicono che non capisci come funziona la moneta moderna e se gli dici che i paesi in via di sviluppo quasi sempre hanno (perché costretti) in qualche modo il cambio fisso loro ti dicono che possono fare un’altra scelta, col cavolo dico io e lì il Mr. Goofy spiega bene come stanno le cose)
      - Job guarantee programm per dare lavoro da parte dello stato a chiunque lo volesse per fissare il costo minimo del lavoro; bella idea ma in pratica cosa, come, chi ????

      Ma, alla fine, se tutta questa bella sapienza non si traduce in azione politica come se non ci fosse. Non so come reagire in questo senso, ho paura che la situazione si risolverà con violenza.



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  6. Prof. Bagnai,
    Complimenti per il blog che seguo da alcuni mesi.
    In un suo video (Ce lo chiede l'Europa o Ecodellarete di giugno 2012) aveva consigliato 2 libri da leggere e rileggere più volte: Il grande crollo (Galbraith) e uno di M. Keynes che lei riteneva fondamentale per capire certi meccanismi economici.
    Si ricorda il secondo titolo senza che mi debba rivedere tutti i video? Ringrazio anticipatamente.

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    1. Le conseguenze economiche di Winston Churchill (Romano Prodi), che è nella raccolta "Esortazioni e profezie", forse riproposta da poco con un altro titolo (L'inglese è Essays on persuasion) e con prefazione di Emiliano Brancaccio, salvo errore. Vedi un po'...

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    2. il titolo è quello, l'editore è Il Saggiatore collana Maestri del '900. Ci sono diversi saggi molto interessanti. Keynes non lo conoscevo inoltre faccio fatica ad apprezzare l'acume di una persona. ma questi saggi li sto trovando notevoli, Keynes ha una profondità di analisi incredibile.

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  7. Mi autodenuncio. Anche io ho letto le teorie MMT e seguito il sito di Barnard, ho rischiato pure di partecipare al meeting di Rimini, ero quasi convinto ma poi mi sono fermato. Ho pure frequentato blog dove si adora Von Mises e tutta la colpa è del debito pubblico. Ho seguito questo blog qualche mese prima di metterlo come il mio preferito. L'imprinting deviante ci sarà pure stato ma non è stato sufficiente a convincermi quanto invece mi hanno convinto tutte le spiegazioni di Bagnai. Del resto prof, non sarà meglio per lei avere un pubblico che non è qui passivamente perché fuori dal guscio ha visto per primo Goofy, ma gente che ha girovagato in lungo e in largo ed è qui per libera scelta?

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    1. Ovviamente sì. Ma vedi, per motivi che forse sfuggono a te, e certamente alla dott.ssa Billi, questo può accadere solo a me, per quel motivo che espone il Berni quando parla di Michelangelo...

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    2. e' dice cose voi solo parole
      (o qualcosa del genere)

      Ebbene sì.
      Sono ignorante (non solo) di economia (devo sempre riguardare gli appunti tratti da Goofy che porto con me per ogni evenienza), e in cerca di una qualche spiegazione mi sono imbattuta in donaldi, signoraggisti, monetaristi, gomblottisti, ma essendo atea e abbastanza vecchia, ho capito subito, senza nemmeno perderci tempo che quella roba lì era questione di fede. Era Quèlo.
      Poinfondo basta il linguaggio che usano, trattati alla stregua di bimbetti imbecilli come fanno la Merkel e Monti.
      Ho passato giornate e nottate a leggere e rileggere Goofynomics. Sapevo di essere contro questa Europa perché l'hanno costruita contro di me e contro i popoli, ma per anni, nonostante il lento degradarsi delle nostre vite, nessuno sembrava accorgersene. Ci hanno sfilato via un diritto dietro l'altro, in uno stillicidio lento e inesorabile, e rifilato un controllo pervasivo di tutto quello che facciamo.

      Ecco, il prof. Bagnai mi ha dato non le parole per dire, bensì i fatti per dimostrare la guerra che l'Europa (questa dei ricchi e delle elites economiche mondiali con diversi alleati) sta combattendo contro i suoi cittadini. Fatti per cercare di contrastarla. In guerra nessuno può credersi al riparo.

      (Se ci incontriamo porto i brigidini.)

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    3. Io avevo trovato che il realismo di Michelangelo affascinava il Berni per la affermazione delle "res sui verba". Credo che il concetto sia quello. Se siamo fuori strada prego Alberto di illuminarci. Riprendo il concetto, brevemente, dell'essere contro questa Europa. Lo nacqui, ma il mio dichiararmi contro era istintivo, veniva dalla pancia, e non riuscivo a capire i veri motivi e che questi fossero ad un certo modo sostenibili. Alberto credo ci stia fornendo, faticosamente, tutto il materiale per comprendere, senza il quale non andremo mai da nessuna parte. Resta a tutti noi il compito di difenderci e di coinvolgere il maggior numero di persone possibili in un percorso di sviluppo culturale, che sta alla base di ogni eventuale movimento (spero) più ampio.

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  8. Wow prof, ma allora Donald la conosce!

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    1. Il fatto è che, per quanto questo possa sembrare paradossale, io non conosco lui. Mi sono limitato a intuire che operazione sta facendo, e a battezzarlo. Parce sepultis.

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    2. Ma come, prof, sono: Modern + Ammerrrricani + Donald sta in tivvì!!!

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  9. Ma con tutto quello che sta succedendo (in specie le false aperture della merkel, subito smentite dalla rabbiosa reazione dei piddini tedeschi, la pretesa commissione -segretissima- che studia la revisione dei trattati per tirare la volta a monti-pd in chiave elettorale e per fare umanizzazione cosmetica dell'euro), ci dobbiamo preoccupa' pure di donald infoiato?

    Sarà, ma ormai, da quello che sento in giro, Goofy è considerato a ben altro livello (e per questo ben più pericoloso) e ben altri attacchi ma anche spazi di ascolto gli si aprono, per forza di cose.
    Ma un post speciale dedicato al "quadro" delle forze (neo)keynesiane in campo attualmente, esteso almeno all'europa (De Grauwe come lo vogliamo collocare?)? Così almeno si vedesse che non c'è niente di elitario, massonico, e per di più, si tratta di illustri autori che nulla hanno a che fare con le scelte e lo sfacelo attuali...

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    1. Ma sono d'accordo con te, e penso di averlo espresso bene nel post. De che stamo a parla'? Per non parlare della delusione nel constatare come sia facile per certa gente confondere la merda con la cioccolata. E dire che all'inizio, quando tu non c'eri ancora, mi sono messo all'anima il povero Claudio che aveva osato accostarmi a Donald e Preve. E oggi c'è chi m'ha accostato a Donald e Savonarola! Nulla è inutile, 48, tutto serve a capire chi conviene avere intorno in questi tempi difficili...

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    2. Caro Alberto,
      la delusione di essere frainteso, mal accostato e accomunato a chi non ha molto o nulla a che fare con te, la capisco, ti assicuro.
      Ma ti assicuro che, altrettanto, una parte crescente della gggente che pensa, e dico crescente, ormai ha compreso benissimo. E infatti, il tuo pensiero dilaga tra i frequentatori della rete e dei blog. E non sappiamo misurare quanto ciò accada anche al di fuori.

      Certo se aumenta la "masssa", percentualmente e inevitabilmente cresceranno quelli che non "possono" ben capire e si accostano solo all'idea antisistema, controinformativa, liberatoria tout-court della mission (o se vuoi opera divulgativa) di goofy.
      Quindi, ti ritroverai a tornare su certi punti e su certe questioni, perchè si riproporranno passaggi già visti con nuove persone che sollevano problemi vecchi ma, per loro, irrisolvibili. :-)
      Solo che tu sarai sempre più lontano da queste cose perchè sempre più ne avrai altre di migliori (e più appassionanti) da fare (e praticamente già ora è così)

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    3. E ha ragione Quarantotto, ma di che minchia stiamo parlando?

      Nel suo ultimo commento Wray sostiene che ci sia una differenza di approccio teorico. La MMT non è compatibile con l'approccio Kaldor-Thirlwall (che lui sostiene essere roba da gold standard).

      Appurato questo e appurato che io non ho granché interesse per le nuove irrilevanti polemiche, qual è il problema, o meglio qual è lo scandalo nel dire che Wray sbaglia? qual è lo scandalo nel dire che la MMT è dannosa per certi versi (perché ciò che c'è di giusto non è nuovo, e ciò che c'è di nuovo non è né giusto né auspicabile)?

      Non ci si fa problemi a insultare i Rumorosi d'Oltreoceano, o a polemizzare con Brancaccio o Bellofiore (per questioni vere, non per cazzate), e si dovrebbe avere "rispetto" per chi, proveniente dagli USA, nega totalmente i problemi derivanti dal current account?

      Suvvia, questa farsa deve finire.

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    4. Mi stanno chiedendo di scrivere un lavoro scientifico su questo problema. Sai che ci avevo pensato e poi avevo rinunciato per carità di patria e per dedicarmi al libro. Questo autunno ti vengo a trovare e in un pomeriggio scriviamo due righe per risolvere la questione perché ne ho le palle piene. Ripeto: io non voglio entrare più di tanto nel merito delle cose scritte da uno che pensa di essere keynesiano più di Kaldor, non mi interessa. Quello che mi interessava in questo blog era capire bene il significato di una certa esposizione mediatico/politica. Ancora non l'ho capito, e ora non mi interessa più nemmeno questo. Tranquilli, ragazzi, qui non si sta perdendo tempo.

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  10. Caro Professor Bagnai..10 in Economia !!! 3-- in capacità di dialogo... se aspirate a creare un movimento di opinione che coinvolga centinaia di migliaia di italiani...purtroppo non si deve far la guerra con i possibili alleati...Paolo Barnard..con tutti i suoi difetti..però può farsi ascoltare dalla gente comune...quindi..seppellite l'ascia di guerra...non fate i bambini..trovatevi in osteria e davanti ad un fiasco di vino..stringetevi la mano...e creiamo questo benedetto movimento NO EURO (please non lasciamolo alla lega...o al M5S...)

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    1. Caro ultimo arrivato, la tua pagellina arrotolala stretta, così ti farà meno male. Tu non sai di cosa stai parlando. Qui c'è una persona che sta facendo il suo lavoro, e che non aspira a nulla se non a essere capito dai pochi o tanti che possono capirli.

      Dall'altra parte c'è un essere marrone un po' dusturbato, che ha esordito con un attacco di stampo fascista a tutta una categoria, e si aspettava di passarla franca. Lui non andrà da nessuna parte, perché è il niente: non sa niente, non è in grado di trasmettere niente, ma vuole molto(come tutti quelli che non meritano niente). Tu non sei capace di vedere la differenza, ma è un problema tuo... O forse nostro: se in Italia non ce ne fossero molti come te, forse oggi non avremmo l'euro!

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    2. @silvano
      Se Alberto Bagnai si mettesse a fare il politicante credo che perderebbe di botto il 90% del suo seguito (che poi seguito non è... mica siamo pecore), sicuramente perderebbe me come lettore.

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    3. @ivan.. Nessuno ha detto a qualcuno di fare il "politicante".. ma di contribuire alla crescita di un movimento di opinione che possa arrivare ai cittadini che non navigano su internet..e se va bene (o male ?) guardano la tv o leggono lastampa repubblica e corrieredella sera... se poi lo scopo è dimostrare "quanto sono bravo..."..oppure " ve l'avevo detto..."..be complimenti....non c'è che dire..un grosso contributo..@professore...la pagellina la "usi" lei...

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    4. Grazie del suggerimento, vedrò come regolarmi. Nel frattempo ti invito, visto che la cosa sembra interessarti, a ripercorrere le tappe del dibattito. Vedrai che:

      1) quello che ha esordito con un insulto razzista non sono io;

      2) non mi sembra di aver attaccato i colleghi americani, ma solo l'uso che si faceva delle loro teorie qui in Italia (e il fatto che loro parevano non rendersene conto), uso che pareva funzionale a un progetto di disinformazione (e infatti ha creato parecchi disinformati);

      3) grazie a questo blog sono riuscito a raggiungere proprio il pubblico del quale parli tu, ma senza rendere ridicolo il messaggio, come invece fa regolarmente Donald caricandolo di toni controproducenti.

      Sai, non è colpa tua se sei appena arrivato. Ma in ogni blog, in ogni comunità, prima ci si documenta e poi si parla. Non lo hai voluto fare? Amici come prima. Se abbiamo l'euro è anche perché c'è tanta pigrizia mentale in giro.

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    5. @Ivan

      Bene: perderò il 90% se continuo a fare quello che faccio, e il 90% se smetto di farlo. Risultato: siete il 180% di voi stessi. Mettetevi a dieta!

      Il problema sollevato da silvano esiste, ed è quello di individuare una forza politica che si faccia portatrice delle idee giuste. Sai che questo è un mio problema perché l'ho sollevato fin dal mio primo articolo di un certo impatto (quello sul Manifesto). Il problema esiste, è IL problema. Questo non significa fare il politicante, anche perché oggi come oggi implicherebbe creare un partito che non c'è. Un compito decisamente superiore alle mie forze e che esula dai miei interessi.

      Ma il problema esiste.

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    6. Il problema non è chi ha cominciato..ma chi è così saggio da incassare..e fare il primo passo. Qualcosa in comune ce l'avrete..per esempio l'uscita dall'euro..per esempio...sperare che qualcuno mandi a casa la classe dirigente del paese pro-euro (con il voto..sia chiaro..non prendendoli a calci nel culo)...poi le divergenze rimarranno sempre...non credo che tutti i politici del PD (un partito a caso)...si amino alla follia...e ripetano le stesse cose. All'interno di un movimento (o di un partito)..ci sono posizioni diverse..basta che non siano inconciliabili.

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    7. SIlvano, tu sei una bravissima persona, ma ti sfugge che ci sono differenze di metodo inconciliabili. Il metodo dell'insulto e del culto della personalità sono fuori dalla logica democratica. Questo dovresti capirlo. E l'impatto che sta avendo la mia opera di divulgazione non può minimamente essere comparato agli starnazzamenti del soggetto di cui sopra. Prova ne siano le decine di lettere private che ricevo da persone che sono state sì stimolate da certi meccanismi mediatici, ma che poi fatalmente arrivano qui per capire veramente. Se poi i colleghi statunitensi non ci vogliono arrivare, questo è un prblema loro finché stanno a casa loro, ma diventa evidentemente un problema nostro se vengono a casa nostra, dove si sta combattendo ua dura battaglia politica, e come semrpre non tutti quelli che sembrano alleati sono tali.

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    8. '..ma senza rendere ridicolo il messaggio, come invece fa regolarmente Donald caricandolo di toni controproducenti..'

      donald(paoloRB)l'ho sempre difeso -e alberto lo sa- perchè ritenevo che la sua azione di polemista utile dato che in italia c'è quel tipo di informazione e quel livello di dibattito politico che conosciamo...che donald usasse toni enfatici e poco equilibrati potevo sopportarlo...ora pero' sta' strumentalizzando e rendendo ridicoli gli americani della mmt(e loro non lo sanno e non possono saperlo e si fidano di lui perchè parla un inglese madre lingua...) ---e questo non è ridicolo è patetico...aggiungo che dalla caduta di berlusconi ha decisaemente perso lucidita' (sembra homer alla fiera delle caramelle o nel mondo di ciccolata...stessa compostezza e autocontrollo...) ha scritto un post ieri
      di un livello intollerabile (e ora l'ha pure tolto )
      personalmente da quando ha perso lucita' faccio fatica a leggerlo ma sta' diventando intollerabile anche a me che
      lo ritenevo utile come ^catalizzatore^ di idee...per il pubblico che si nutre dell'informazione mainstream e dei giornali (solo pochissimi possono avere la lucidita' la preparazione e l'intelligenza per comprendere
      la realta' come l'autore di questo blog...)
      Quindi per favore non mettete sullo stesso piano Donald(PRB) e Alberto ,perchè evidentemente è offensivo
      (e lo specifico perchè troppi non lo capiscono)

      E con questo non voglio dire che Donald sia il nemico perchè 2 o 3 concetti giusti e importanti che condividiamo li esprime (a presciendere da come vengono espressi ) e il concetto di fondo ,il controllo dell'emissione monetaria e dei tassi da parte dello stato è condiviso e fondante anche per Alberto...

      Detto questo Paolo (Barnard) se continui cosi fai del male
      a chi ti segue a chi ha fiducia in te (gli MMts americani)
      pensaci , prenditi una pausa (o smetti ...)

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    9. Io questa cosa del "politicante" in senso dispregiativo proprio non la capisco. Fare politica è una cosa nobile, significa interessarsi del sociale, della società, e in democrazia tutti dovremmo "fare politica", anche semplicemente interessandoci. L'essere umano per sua natura crea strutture gerarchiche, ma in un sistema che si regge tutti devono fare la propria parte e i problemi nascono proprio quando la base non controlla l'operato del vertice.
      Io capisco che la nostra storia recente favorisce astio e distanza verso chi fa politica, ma è proprio grazie a questo astio che in realtà si veicola un messaggio ben più pericoloso di avversione verso l'istituzione. A me interessa poco se tale Alberto Bagnai da Firenze scende (o sale) in politica sia perché pragmaticamente i tempi sono tutt'altro che maturi, sia perché in fin dei conti sta già facendo politica (come spero la si stia facendo tutti) cercando di divulgare delle informazioni.

      Poi, unicuique suum: si può fare politica anche continuando ognuno con la propria professione e continuando a sollevare IL problema (che sì, effettivamente rimane, ma finché è un problema si presuppone che in qualche modo esista una soluzione) ogni volta che si può.

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    10. Sì, robert, hai ragione, troppi non lo capiscono, ma sono anche persone in buona fede, amici o amiche. Ma nulla va perso: da quello che gli altri non capiscono, si può capire chi sono gli altri. Ripeto: non è colpa mia né vostra: siamo in guerra ed è importante capire da che parte sta la gente.

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    11. @Attilio

      Sottoscrivo pienamente. Certi politici italiani, per motivi che ci sono chiari, hanno dato alimento da un lato, e fiato dall'altro, all'antipolitica. Ma la parola "politica" conserva un significato nobile. Ognuno contribuisce come può alla polis.

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    12. @Alberto Bagnai
      Vorrei precisare meglio.
      Il politicante era riferito a: "non si deve far la guerra con i possibili alleati".
      Mi era parso di capire che a lei delle mediazioni e dei compromessi della politica (in senso lato) interessasse poco. Se un punto di vista è corretto (e io per quel poco che capisco lo condivido), a me non piace l'idea che si debba arrivare al compromesso per cercare "alleati".
      Se lei dice la verità e se lei ha ragione, le verranno dietro e attorno a lei (o meglio alle sue idee, o meglio ancora all'individuazione del problema) qualcuno creerà pure qualcosa, penso che sia naturale.
      Che lei possa avere un ruolo attivo come esterno io lo auspico.
      Ma che lei si debba mettere attorno ad un tavolo per fondare un partito-movimento o per mediare una posizione comune perché la situazione lo richiede (in stile Syriza per intenderci), beh allora tanti auguri.
      Lo so (credo di avere capito) che lei non pensa a questo, però sentire parlare di alleati, di ritrovarsi intorno ad un tavolo per discutere (compromessi? ma che c'è da discutere se ciò che dice è vero e condivisibile? piuttosto il problema lo avrà chi non ha ancora capito).
      Non sottovaluti la forza dell'intelligenza (non mia, per carità, qui dentro penso di essere quello che ne capisce meno di economia) di chi la segue, ma penso che questo lei già lo sa.

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    13. @Attilio
      Certo che la Politica (te lo metto anche con la maiuscola) è importante, e ci mancherebbe, così come la Medicina è importante o l'Economia è importante.
      Il punto è, secondo la mia opinione, che in questo momento c'è innanzitutto bisogno di Verità e non di compromessi.
      Con i compromessi si arriva a Syriza.
      Io ritengo che Bagnai ci stia aiutando a capire la verità (con la minuscola) e questo è tantissimo, ora la Politica dovrebbe mettere in pratica questa verità senza storpiarla o "struprarla".
      Quindi è in quel contesto sollevato da silvano (la cui opinione rispetto, sia ben chiaro) che io ho parlato di politicante.

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    14. @Ivan

      Sai bene che la mia forza, e quello che mi permette di divertirmi, è che non devo chiedere nulla a nessuno.

      Viceversa, mi dicono che la mia intransigenza in politica sarebbe una debolezza, e che la politica è un mestiere che devono fare solo certe persone.

      Di questa seconda asserzione sono solo parzialmente convinto, ma non mi appassiona risolvere i miei dubbi in questo campo.

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    15. Beh almeno, per quel nulla che conta, ha tutta la mia stima.

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    16. @Ivan

      Innanzitutto ti chiarisco che ho sfruttato la parola "politicante" da te scritta per esprimere una visione della res pubblica che mi pare si stia colpevolmente trascurando, in nessun modo intendevo attribuirti altro, anche se ho avvertito un senso di avversione generico alla politica.

      Nella mia microscopica esperienza ho maturato due convinzioni:
      - governare è estremamente difficile, e più sali e più è gravoso di responsabilità e di conseguenza passibile di corruzione (materiale e intellettuale). Per cui non fatico nemmeno a credere che in taluni casi l'interesse personale del politico a scendere al compromesso sia più figlio del bisogno di sgravarsi di certi pesi decisionali, più che frutto di chissà quali ritorni materiali (quanto sono ingenuo....).
      - la politica è un contenitore che accoglie due aspetti, la strategia e i contenuti: a me pare che il nostro attuale palcoscenico sia stato oberato di strategia (alleanze, sinergie e stratagemmi per fottere) e svuotato di contenuti, tappando gli ingressi di questi ultimi dal basso e lasciando che venissero stantuffati dall'alto (vincolo esterno? per esempio...). Forse fra un pò di tempo sentiremo anche il bisogno di una nuova forza politica, ma quello che è più urgente è cercare di soddisfare la domanda di contenuti e per questo apprezzo questo blog, come tanti altri luoghi di scambio, ma soprattutto questo! Per cui sottoscrivo quello che tu chiami bisogno di verità.

      Poi se il prof o qualcun altro decidesse un giorno che è arrivato il momento di provare a prendersi responsabilità crescenti, questo fa parte della libera scelta di ognuno. E questo si, te lo contesto (con affetto): se gli attuali politicanti non ci piacciono, ma non auspichiamo nemmeno l'avvento di altri, dei quali per di più nutriamo stima per la loro onestà intellettuale, forse c'è un problema con l'istituzione (magari lecito).

      Ma insomma, penso che ci siamo capiti :)

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    17. Io sono di un'opinione diversa rispetto a Silvano.
      Fare un partito richiede un impegno enorme e molte delle competenze coinvolte sono piuttosto comuni. Aggiungo che forse un esperto perde, via via che prosegue nel suo cammino di studio, alcune capacità di dialogo con il popolino.
      Ognuno faccia il proprio: analizzare e studiare le dinamiche economiche, soprattutto quando poi si sceglie di accompagnare le 2 attività ad un'opera di divulgazione, è forse anche più importante che fondare un partito.

      Faccio notare anche Krugman nel suo ultimo libro inizia dicendo che il suo obiettivo è informare le persone in modo da creare la giusta pressione mediatica per far cambiare le cose.
      Anche Keynes si proponeva di influire sul dibattito in modo da cambiare l'andamento della politica e della Storia.
      Nessuno dei 2 fonda un partito.



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  11. Ma prof , anche la lettura di un saggio datato come:
    What has Government done to our money? Di rothbard è roba superata? Io l'ho trovato interessante e sicuramente molto più soddisfacente di un editoriale del corriere.

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  12. Alberto, perché ce l'hai con Wray? Che c'entra con Barnard?

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    1. Ma questo dovresti chiederlo a Wray, magari prima che glielo chieda io!

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    2. Ok, glielo chiedo io, tanto oggi non si riesce a lavorare!

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  13. Quel che conta per me è l'ultima frase del post di Debora(con una b e senza acca) "...non litigano mai e sono sempre d'accordo sul gonfiare il loro portafoglio. Forse è per questo che ancora comandano" Per il resto dico solo che il ps. finale del sopracitato post mi inquieta un po'.... spero che G.Z. l'abbia vinta alla fine.

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    1. Debora ha scritto un post buonista nel quale confonde la merda con la cioccolata. Un piccolo incidente di percorso che non ci impedisce di ricordarla con affetto. Sono certo che tu saprai essere più cauto.

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    2. ma infatti mi riferivo all'ultima frase, non a tutto il post! forse mi sono lasciato trascinare nella tendenza (generale) ad essere criptici nei commenti, spero si capisca invece la seconda parte del mio commento....mi riferivo al primo link del tuo post di oggi(anzi ieri) Buonanotte

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  14. Caspita! Addirittura pubblicato!
    Comunque non mi considero un anatroccolo, proprio perchè ho cominciato a non sopportare più Barnard dopo la sua trasformazione in papero. Ma se permetti conservo il ricordo di un uomo lucido e gentile, che rispondeva alle email con cortesia ed umiltà, anche quando non eri d'accordo con lui. Era strano, molto orgoglioso e fiero,a volte spietato, ma gentile e rispettoso. Abbiamo avuto qualche scambio epistolare a proposito di una sua inchiesta, e ti posso assicurare che mi era sembrato sincero nel dimostrare gratidudine per l'attenzione dimostrata al suo lavoro. Ok sono andato a Rimini, lo confesso, non sono particolarmente sveglio, ma mi è bastata una domanda di una persona del pubblico per accendere la luce (la domanda riguardava l'alto debito pubblico giapponese denetuto interamente da residenti, liquidata frettolosamente con " loro hanno moneta sovrana"). Questo è quanto, dispiace , ma alla nostra età, come si dice...

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    1. Io non posso conoscere la storia di chi mi insulta. Posso ignorarlo, ma mi è difficile farlo se in più, disinformando, questa persona mi intralcia nel mio lavoro. Ottimo il tuo resoconto su Rimini, che chiarisce quello che ho detto miliardi di volte: questi qui hanno un problema col current account, non c'è niente da fare! Ed è un problema ideologico.

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  15. ma mi è bastata una domanda di una persona del pubblico per accendere la luce (la domanda riguardava l'alto debito pubblico giapponese denetuto interamente da residenti, liquidata frettolosamente con " loro hanno moneta sovrana")
    ***sara' stata anche frettolosa la risposta , ma di fatto
    il debito pubblico non è mai il problema centrale....
    tanto meno nel caso del giappone che sarebbe da studiare
    e approfondire proprio per come mantiene una classe media
    con una grande capacita' di spesa , tassazione ridicola per
    gli standard europei (5%, anche se vogliono aumentarla...)
    costo del denaro ridicolmente basso per gli stanard europei
    e accesso al credito per le generazioni giovani enormente
    facililitato rispetto agli standard europei...
    il debito pubblico è una problema per il giappone ....?
    si il resto del mondo a quanto crede lo sia ...non certo
    per i giapponesi... dopo il terremoto catastrofico il
    giappone ha incominciato a fare spesa a deficit...
    Poi certo il giappone è molto protezionista in un modo
    diretto o indiretto...


    http://www.gustavopiga.it/2012/lorgoglio-giapponese-e-la-crescita-nipponica-che-ce-stata-malgrado-la-crisi/

    Riporto il link perchè sebbene Piga abbia ancora recentemente
    scritto una cosa come 'l'italia avrebbe dovuto ridurre il debito
    pubblico' (cosa che è accaduta fra l'altro ) in ossequio alla sua
    ortodossia filoeuropeista , correttamente segnala il fatto
    che il giappone non è un basket case nonostante il debito pubblico...(^enorme altissimo^ , ma evidentemente in giappone non c'è l'istituto bruno leoni ,hanno la toyota al posto della fiat e vivono bene anche - e grazie - al debito pubblico...)

    Per cortesia l'ha detto anche il ministro Grilli che il debito
    pubblico NON è il problema ...LA VOGLIAMO FINIRE DI PARLARE DEL
    PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO !? (ed evenutualmente discutiamo
    su come gestirlo o magari ricordiamoci perchè e come è aumentato..)

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    1. PER R, non era mia intenzione parlare di "debito pubblico", solo far capire come anche per uno come me non esperto in materia, la MMT sembrava avere dei limiti evidenti! E comunque una risposta di quel genere aggiunge dubbi invece di toglierli. Cioè: io voglio capire di cosa si parla, non mi va di fare lo zombi divulgatore.

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  16. Salve,
    scrivo per una curiosità:
    vorrei sapere perchè i tecnici (es.Ciampi) nei primi '90 hanno operato verso una scelta di Privatizzazioni che molti non esitano a definire Svendite. Vorrei sapere perchè Prodi nella seconda metà dei '90 ha spinto verso l'euro pur sapendo ciò che avrebbe comportato e che stiamo vivendo. E vorrei sapere perchè tecnici attuali (es.Monti) stanno operando verso il rimanere nell'euro e verso future scelte di Svendite degli asset produttivi nazionali (come suggerito anche dal venduto Giavazzi). La mia domanda è: a prescindere dalle confessioni varie durante gli anni, secondo le quali l'euro è stato un progetto necessario per ottenere poi l'integrazione politica e sociale, quando invece essa la si sarebbe dovuta realizzare prima di quella monetaria; a prescindere dal fatto che si potrebbero realizzare delle misure di integrazione fiscale attraverso le quali il centro aiuta la periferia, che non si realizzeranno mai e questo Prodi e Monti lo sapevano e lo sanno perfettamente; allora, cosa ci guadagnano personalmente Prodi, Ciampi, Monti? Ciampi sapeva di questo disastro, perchè l'ha fatto, essendo un tecnico che non aveva inizialmente,io credo, aspirazioni politiche? Prodi aveva aspirazioni politiche, ma questo disastro porterà a rivalutarlo come un pazzo criminale. E Monti?Perchè lo fa? Davvero non lo capisco. Prima o poi perde e lo sa,allora perchè lo fa lo stesso?cosa ci guadagna.
    Grazie se qualcuno mi può rispondere(possibilmente senza le cagate "è un banchiere,goldman sachs, bablabla").

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    1. Mi sembra ovvio che la risposta non ti piace perché sta nelle categorie che hai battezzato come cagate. Dovresti riflettere sulla stupendamente sintetica frase del post dedicata a Monti che viene definito un italiano che finge di esserlo.

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  17. ♫♪ Ma che ce freegaaa, ma che ce 'mportaa, se Bagnai e Barnard c'han la luuna stortaaa! ♪♫

    Tempus fugit prof, parliamo ora di cose serie? Del tipo:

    Venghino siore e siori, venghino alla festa del Fatto Quotidiano. 7-8-9 settembre, Parco della Versiliana Marinadipietrasantalucca, ricchi premi e cotionnes, venghino ad asistere alle besti feroci che si confronteranno nell'area Teatro l'8 settembre alle 1030 dopo una buona colazioneee.

    "LA CRISI E' DI DESTRA O DI SINISTRA?", eh? avanti rispondete, astanti ignoranti che non siete altro! Su questa domanda cruciale per i nostri italici destini si confronteranno nell'arena... prof Marcooo Pontiii, prof Riccardooo Realfonzooo, prof Sandrooo Trentooo e (rullo di tamburi) in collegamento via scaip da uoscinton ma in realtà dalla cucina di casa sua in Trastevere, il grandee, irripetibilee, immenso nemico della bestia statalee... prooof Micheleee Boldriiin! Domeranno il dibattito Eduardo di Biasiii e Stefanooo Feeltriii. Non perdete questa occasione più unica che rara, più che unica imperdibile, per riempirvi la testa con un po' di sana economia e qualche numero agghiacciante sul debito pubblico, il ruolo della politica nella crisi e soprattutto... le soluzioni per uscirneee. Ah, dimenticavo: lo stato fa schifo.

    Allora, prof Bagnai. Lei ha sfondato il muro eurista del FQ.it, è la rivelazione dell'anno che ha fatto il botto nei contatti al blog, si è attirato sciami di troll che neanche Travaglio... e non la invitano all'unico dibattito sulla crisi finanziaria di tutta la chermess del "suo" giornale? Magari a presentare il suo prossimo libro (che aspetto con grande interesse)? Mi posso permettere una mailbombing per chiedere un suo intervento? Oppure che ne dice di una incursione informatica sulla frequenza Skype del Boldrin? Proprio mentre dal maxischermo rantola contro la spesa pubblica lo sostituisco con la sua frequenza Skype e per qualche minuto potrà parlare alla platea piddina come neanche lo spirito santo. Sarebbe spettacolare!

    Sempre meglio che un'incursione fisica sul posto per contestare con la realtà fattuale l'ennesimo sciampo ideologico su debitopubblico e riformestrutturali... no?

    PS_Lo pubblichi che ci facciamo quattro risate. Tanto l'autorevolezza sua e del suo blog è ormai inscalfibile, glielo posso assicurare. Ampliamo la platea. Altrimenti vorrà dire che non ha il senso dell'umorismo e che è uno sfigato massone in carriera ;)

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    1. Ma guarda, io publico tutto, purché sia divertente. Qui è molto divertente, ad esempio, la tua pretesa di sapere cosa passa per la mia email. Certo che mi hanno invitato, come tutti i blogger e i collaboratori. Non mi hanno invitato come relatore, ma non me lo sarei mai aspettato: mi sono esposto sul mercato italiano da nemmeno un anno, e per loro ho scritto solo tre post. Sarò anche un enfant prodige, come dici tu, ma sono un enfant e chi organizza ha bisogno di adulti. Detto questo, come vedete, sto lavorando solo al libro, e quindi, ad esempio, non sto nemmeno postando sul FQ, né scrivendo per altre testate. Non potrò quindi nemmeno andare a quell'incontro.

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    2. Grazie per la risposta seria, rileggendomi dovevo avere uno stato di coscienza, ehm..."alterato". Certo che intendevo come relatore e mica come blogger; si vuol mettere al livello, che so, di Fabio Scacciavillani? :) D'accordo d'accordo, il Boldrin di persona su Skype incute un certo timore, meglio lasciar perdere il pirata rumoroso nel suo brodo livoroso. Però intanto questi spopolano e il buonsenso latita, la festa del FQ era una occasione.

      Comunque visto che tiene molto alla collaborazione con il Fatto le auguro, per il bene dell'informazione e quindi della democrazia, di poter aumentare la visibilità dei suoi interventi, magari sul FQ cartaceo, magari un po' prima dell'euro break-out day...

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  18. Voci dall'estero: MMT e L'euro .

    IN questo link un interessante articolo in cui si può leggere la risposta di Wray a Cesaratto. Per chi non lo sapesse Cesaratto aveva criticato gli MMTers di non prendere abbastanza in considerazione le differenze di partite correnti degli stati.
    Trovo l'analisi di Wray sulla zona Euro piuttosto centrata, anche lui fondamentalmente mi pare denunciare delle gravi mancanze per essere un'AVO. Mi pare anche che sia d'accordo che l'assenza della flessibilità del cambio porta a svalutazioni salariari ecc... la sua analisi mi sembra buona e fondamentalmente non si discosta troppo dalle analisi che siamo abituati a leggere qui e da altri economisti eterodossi.
    Volendo cavillare mi sembra manchi il lato politico della cosa, non si dice ad esempio che la maggior parte degli squilibri deriva dalla volontà politica di alcuni stati di competere slealmente con gli altri attuando svalutazioni competitive e politiche restrittive della loro domanda interna.
    Infine però una domanda a cui magari qualcuno può rispondere: di questa analisi di wray cosa c'è di MMT? Cioè, non mi sembra figlia di una moderna teoria dire che in un'area valutaria disomogenea riappropriarsi della sovranità monetaria sia la soluzione. Non ci ho trovato niente di nuovo o di moderno, anzi dovremmo riportare l'orologio indietro di 10 anni altro che modernità. Forse il passo successivo al riappropriarci della sovranità monetaria metterebbe in campo la teoria MMT di cui però Wray non parla in quell'intervento. Sì, insomma, mi è sembrato che Wray e gli economisti della MMT siano abbastanza eterodossi e anche preparati, tuttavia forse stanno dando troppa importanza ad una scelta di politica economica che potrebbe essere messa sullo stesso piano di riformare il walfare, fare investimenti in grandi opere o altro ancora.
    Ecco, e concludo, mi pare che oggi, prima di ogni altra teoria, dobbiamo risolvere il furto di democrazia, lo svuotamento politico, il colossale fallimento economico e politico dell'euro, il rischio di svendita di tutto il settore produttivo, la svendita delle proprietà dello stato...

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    1. Per la precisione, MMT non sta per teoria moderna della moneta ma per teoria della moneta moderna :) ... ovvero della moneta come creatura dello Stato come scriveva Abba P. Lerner.

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  19. Scusate il ritardo!

    Dopo l’aneddoto descritto in questo post si potrebbe ben dire QED n° 16

    Ecco un altro tassello della triste storia che va magicamente a posto: siamo giunti finalmente a

    Keynesianielitarisnoblitigiosiegoistichecuranolaloroparrocchiettamentreilmondocrolla

    Che, va da se, naturalmente appoggiano lo

    Statocattivocastacorruzionedebitopubblico

    Con il sostegno plagiato di

    Cittadiniignorantitifosifrustrati.

    Ecco a che cosa è servito Paolino Paperino! A fare di tutta l’erba un fascio di modo che sia più facile “Buttar via il bambino con l’acqua sporca”.

    Fantastico! Che regola di Goebbels era questa?

    Tifosi una sega! E di turarsi il naso, per quanto mi riguarda, neanche a parlarne!

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  20. Non è necessario essere degli esperti per capire che certe persone sono delle esaltate e che portano avanti le loro battaglie come se fossero delle crociate, cioè l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento così delicato. Le difficoltà si superano con la lucidità, non con gli insulti e le risse. Barnard è, in questo senso, pericoloso per se stesso e per gli altri. Questo è quello che ha scritto sul blog di Zezza stanotte (quasi non posso credere che sia stato davvero lui!) http://gennaro.zezza.it/?p=572#comment-245273
    Siamo alla follia!
    Inoltre riporto un mio commento sul blog di Debora: "Vi faccio solo una domanda: ma come si può mettere a confronto un economista (Bagnai o chi per lui) con un giornalista (anche) di economia (Barbard o chi per lui)? A casa mia i giornalisti fanno le domande e ascoltano le risposte, dopo di che scrivono il loro pezzo e, se sono onesti, lo fanno dopo aver confrontato vari punti di vista. Ma è ridicolo che un giornalista diventi improvvisamente un "creatore" di correnti, solo perché si è appassionato a un argomento. Triste dire questa frase, ma siamo sempre lì: SOLO IN ITALIA! Solo in Italia un automobilista può avere la pretesa di spiegare a un meccanico come si aggiusta una macchina!".
    Qui è necessario che ci sia più gente che ascolta e valuta e meno persone che si ergono a protagonisti della riscossa. Ma quale riscossa? Sul piano culturale (e da lì si parte sempre) non ce ne sarà alcuna finché non usiamo l'umiltà come strategia. Tolti i facinorosi, chi ruota intorno a Paperinik (scusa Bagnai, ma l'ho elevato a superpapero, direi che se l'è guadagnato!) cerchi di fargli capire che il mondo non ce l'hai con lui, ma è lui che ce l'ha col mondo. Fly down..... datte 'na carmata!

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    1. Io sto benissimo, ho solo preso un chiletto, per colpa di speck, formaggi, e libro. Dieci ore al giorno seduto... non è che aiutino... Ma vederlo pubblicato mi farà perdere un paio di chili istantaneamente!

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    2. Ho letto l'intervento sul blog di Zezza. Niente da dire, penso che sia partito per la tangente il buon Papero!

      Mi aspetterei un atteggiamento simile al massimo in un enciclica papale sull'uso del preservativo...

      Zezza pentiti che ti riprendiamo in parrocchia!

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  21. Intermezzo (certamente OT)

    Mi è capitato di leggere su "il venerdì" una lettera a Michele Serra :

    «Caro Serra, è di sinistra sostenere mario monti ... tacere sulla retorica vacua del nostro capo dello Stato ... sostenere un governo che ha prodotto centinaia di migliaia di esodati ... avallare il vuoto pneumatico prodotto da violante ... Siete davvero sicuri, voi di repubblica, di essere ancora di sinistra?»

    E la risposta :

    «.. non posso rispondere a nome di "voi di repubblica" ... per quanto riguarda me stesso : no, il governo monti non è di sinistra ... non voterei mai per monti ... »

    Niente di nuovo. Ma, per quel che può servire ...

    ps non c'è bisogno di acquistarlo (eppoi è di ieri), ma in tante biblioteche pubbliche si può trovare "il venerdi"

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  22. Alberto qui c'è posta per tè e Cesaratto da Paolo Barnard.

    http://gennaro.zezza.it/?p=572#comments

    Visto il casino in merito,consiglieri di leggere l'articolo di Abba P.Lerner tradotto da Giorgio.

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    1. La moneta è sempre stata una creazione dello Stato, o dei falsari.

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    2. Finche' dura, il post di Barnard benche' cancellato si puo' leggere sulla cache di Google: http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:VwBdRX_w-ukJ:www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php%3Fid%3D427+paolobarnard+427&cd=1&hl=en&ct=clnk

      Piccola nota OT: mi scuso con il Prof e con tutti i lettori che ci stanno attenti, ma sono un informatico, per lavoro devo avere la tastiera americana e comunque digito senza guardare la tastiera con tutte le dita sulla tastiera americana (quando ho cominciato io era l'unica tastiera disponibile per i computer di tutto il mondo) e sulla tastiera americana le lettere accentate della lingua italiana non ci sono, percio' devo usare le apostrofi (se non voglio premere cinque tasti per ogni accentata). La differenza tra apostrofi ed accenti la conosco, portate pazienza.

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    3. "un coprolalico impazzito per la frustrazione, con una maturità mentale di un bambino di 7 anni". Così Barnard sul blog di Zezza in riferimento ad Alberto. Non sono psichiatra ma avrei una curiosità... come si chiama la sindrome con la quale si accusa qualcun altro del proprio malessere?

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    4. Non so... "donaldismo", o "invidia"... che ne pensi?

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    5. Invidia mi sembra improbabile. L'invidia presuppone l'essere consci dell'altrui superiore condizione. In tutta onestà penso che Barnard sia conscio di ben poche cose che lo circondano, a parte l'enfatuazione per la Kelton(che fra le altre cose lo controlla come vuole con due paroline dolci.. Direi che abbiamo scoperto una nuova sindrome... Il Donaldismo! E vai con le pubblicazioni scientifiche!

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    6. L'accusare qualcuno del proprio "malessere", ovvero riconoscere negli altri in termini penalizzanti esattamente la distonia di cui si è portatori, è pressocchè presente in tutte le forme di disarmonia della personalità.
      Si tratta della sensazione negativa (idea "topica" caratterizzante la generalità dei rapporti col "mondo"), derivante dal conflitto genitoriale "originario" e prevalente (quello che caratterizza la reazione "emotiva" fondamentale dell'individuo, con un senso di offesa irriducibile e caratterizzante).
      Questo conflitto originario e il tipo di comportamento penalizzante del genitore conflittuale, divengono "alimentatore" della personalità e determinano sia il ribaltamento (sono rifiutato tendo a rifiutare, sono trattato con violenza tendo a fare altrettanto con gli altri, e questo fino al narcisismo perfezionista), sia la propensione a "accusare" negli altri i comportamenti che sono nostri "alimentatori" :-)

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    7. "Farò i dispetti a chi sarà cattivo e sarò buono con chi mi dice bravo". Carlo Collodi ha scritto un best seller raccontando questa filosofia. Peccato che questa non sia una favola...

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  23. Questo post e i commenti, variegati, che ne sono seguiti, ha avuto il pregio di evidenziare alcuni aspetti (solo in apprenza scollegati, ma in definitiva emergenti come contigui nell'inconscio collettivo):
    - un giornalista animato da un atteggiamento indubbiamente anticonformista e controinformativo (l che è un pregio nel panorama italiano), "trova" una teoria economica che soddisfa il suo bisogno di denunciare e smascherare la manovra dell'euro (per dirla sinteticamente);
    - siccome è un giornalista, non è in grado di discernere se questa teoria sia l'unica e comunque la più valida ai fini che si propone. Ma visto che ne ricava un grande seguito e una posizione mediatica di crescente notorietà, cioè una dimensione eroica (nulla di male in ciò), si attacca ad essa come a una "rivelazione" e, con la acritica fede del dilettante folgorato dalla scoperta del potere derivante da un nuovo tipo di "conoscenza" (simmetrica a quella altrettanto dilettantesca di personaggi come giannino e i giornalisti "tecnici"- seeee!- di repubblica, corsera e sole24h), ipostatizza le sue acquisizioni.

    -con ciò non solo smette di essere giornalista (la cui opera informativa dovrebbe essere incessante, e testimoniare l'intera variegata realtà che criticamente potrebbe raccontare), ma diviene portatore di un atteggiamento psicologico che jung definerebbe "inflattivo": poichè ho conosciuto, senza essere un "conoscitore" di una certa scienza, alcune delle sue "verità", mi identifico in esse, pur essendo incapace di fronteggiarne la portata sistematica, sviluppando cioè una proiezione tra le "verità" acquisite asistematicamente e la mia dimensione sociale, politica e umana.

    - Accade a persone che si sottopongono a terapia psicanalitica, divenendo, per induzione a-scientifica, convinti di possedere il "mana" del proprio terapeuta...cioè la debolezza (conflitto distonico di base) dell'individuo si "autoripara" (senza risolversi), fino a essere metabolizzata all'interno di un corpo di conoscenze che vengono cristallizzate a livello simbolico, pur rimanendogli "estranee" nella loro essenza oggettiva. Si tratta di una proiezione collaterale al transfer, che denunzia una impossibilità autodefinitoria e una particolare ambizione compensativa del "paziente");

    - quanto a perchè monti faccia quello che fa, problema strettamente collegato, in quanto è alla base della (sana) reazione e del tentativo di presa di coscienza che agita sia i seguaci di MMT che molti lettori di goofy e altro ancora, il problema sta nella sua stessa biografia umana e professionale. Comune, nei tratti essenziali, a molti altri appartenenti alla stessa classe dirigente europea.
    La suggestione dell'elite-tecnocratica che supera la democrazia, per indegnità genetica delle "masse" (parassite, ignoranti e comunque da rieducare senza riconoscerne la capacità di autodeterminazione razionale), è ormai talmente radicata che non è possibile distinguere tra interesse personale (familiare e di gruppo) alla conservazione del vantaggio socio-economico consentito dalla cultura del "creditore" e dei "mercati saturi" (che portano in sè la spinta moralistica a credersi sempre nel giusto) e autentico fanatismo di persone ormai irreversibilmente alterate.

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    1. @Quarantotto
      Non mi cimento con concetti junghiani, ma sto pensando da un po' che la tecnocrazia possa essere descritta come un genere di aristocrazia, con tutte le implicazioni storiche: rivalità locali, accordo globale per mantenere l'egemonia, la divisione settecentesca fra aristocrazie illuminate e no...
      Sbaglio, o stiamo cercando di identificare lo stesso animale?

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  24. @Domenico.
    non direttamente a te ma in generale (a te e agli altri).
    mi pare che i blog, i forumi, i social network siano come le tribù, le comitive e via dicendo..
    e si spettegola!

    ora, io spero che il prof nel suo libro scriva pure di contabilità nazionale in maniera che studiandoselo tutto possa apparire più chiaro e in maniera da avere strumenti per giudizi autonomi.
    ciò premesso:
    il lavoro di divulgazione del prof deve rimanere così, non di stampo complottistico!
    ai complotti, nel discuterci sopra, ci pensiamo noi che possiamo permetterci di farlo!
    però serve sempre l'approccio scientifico per smantellare rigo per rigo, parola per parola le nefandezze di questa gentaglia.

    Su Barnard.. e basta! è di un altro approccio e non ci interessa!
    giusto che faccia storia sui complotti perché è il suo mestiere (è giornalista o no?).
    ma giusto che il prof faccia il prof.

    oh, quindi, meno "da cortile"? per me queste polemiche del cavolo sono sterili!


    PS: con questa gente, con il popolo bisogna discutere con concetti semplici senza gridare al complotto.
    il complotto va spiegato alla fine per dargli una stoccata finale e spiegare la differenza tra il 50-50 e 0-100 (massoneria italiana contro straniera)

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    1. "con questa gente, con il popolo bisogna discutere con concetti semplici senza gridare al complotto.
      il complotto va spiegato alla fine per dargli una stoccata finale e spiegare la differenza tra il 50-50 e 0-100 (massoneria italiana contro straniera)"

      La rete E' la società: lo specchio deforme e amplificato della società libera dalle convenzioni sociali date dal contatto diretto. Ma ti rendi conto del linguaggio paternalistico che stai usando (e ne leggo tanti su questo blog, scusa se lo scrivo a te ma ne ho letti anche troppi, sto elitismo insopportabile)? Chi sei tu, o io, noi, per dire "come discutere col popolo" (sic)? Ecco, fermi tutti popolo informe, arriviamo noi con i concetti macroeconomici semplici spiegati alla nonnina e al netturbino. Sai benissimo che è lo stesso metodo con cui ci hanno venduto l'entrata nell'euro: l'euro nelle scuole medie, la collezione di monete dei 12 paesi regalata ai negozianti, le favole di Prodi, le interviste concordate sui grandi giornali e in tv. Facciamo come il PD che per parlare agli italiani ha introiettato il metalinguaggio berlusconiano fatto di slogan emozionali e paura e ora che il cervello è formattato su questo linguaggio (pro o anti cambia poco) se ne serve per vendere i suoi prodotti scaduti?

      La complessità è complessa ed è giusto che rimanga così, altrimenti non saremmo nell'euro e alle porte di una tragedia sociale. Pensi forse che alle centinaia di migliaia di cassintegrati che stanno per passare dal 50% del salario alla disoccupazione definitiva manchi la semplicità per capire quello che sta succedendo? Agli ingegneri informatici licenziati dalla Siemens Italia perché in India costano meno quale "concetto semplice" vogliamo raccontare? La realtà è già molto semplice, e i "complotti" - naturalmente sempre colpa dei "giornalisti" - li puoi sentir nominare in qualunque sala d'aspetto (perché adesso dire "noi stiamo andando a fondo mentre chi si è arricchito da questa crisi è la finanza" è diventato un complotto?). Certo se parliamo di teoria della parità relativa del potere d'acquisto il 99,9% degli italiani non capirebbe una fava, ma noi molto di più? Reggeremmo al confronto su materie complesse? No, e infatti dovremmo usare "concetti semplici"... scusa ma puzza tanto di propaganda, e non penso sia giustificabile nemmeno per un mitologico "bene superiore" (che noi conosciamo - davvero? - ma il "popolo" naturalmente ignora: per fortuna che ci siamo noi, eh?).

      Se si vuol far capire come stanno le cose bisogna affrontarle nella sua complessità, la capacità del prof sta nel farle capire nel modo più chiaro possibile ma rimangono ostiche e difficili, possiamo noi dire di aver compreso appieno tutta la materia anche solo spiegata in questo blog? Possiamo dire di sì per fargli un piacere ma sappiamo che così non è; perché siamo così pochi tra l'altro? Conosco persone di cultura scientifica e grande intelligenza che la macroeconomia non la digeriscono e fanno fatica a reggere un discorso complesso sulle dinamiche dell'eurozona. Certe cose o si capiscono per quello che sono realmente o rischiano di aumentare la confusione (l'eterogenesi dei fini è sempre dietro l'angolo), materia di cui l'Italia abbonda.

      C'è chi non vuole capire e far capire perché è il suo mestiere, in rete come nella vita reale. Poi c'è chi inganna se stesso per andare avanti nella miseria quotidiana, comportamento umanissimo, al di là del bene e del male. Che dici, sono popolo o plebe?

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  25. @Attilio R
    ma avete (hai) presente cosa significa fare politica?
    forse perché sono cresciuto e vissuto in Sicilia ma te lo dico io: significa essere martiri in base alla tua definizione!
    fare politica a questi livelli significa stringere la mano ad autentici mascalzoni.
    non è facile.. e ti devi vendere!
    devi essere venduto e comprare.

    ovvio che non può che rimanere la divulgazione.. questi ti stendono in due secondi se vogliono

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    1. Si si...
      Ne sono consapevole. O meglio, lo intuisco.
      Sto volutamente assumendo un punto di vista tendente al teorico-ingenuo perchè mi piacerebbe che in senso culturale il significato primordiale di fare politica non venga completamente perso. Tanto se vogliono "ti stendono" anche se fai solo divulgazione.

      E perchè altrimenti non resta che fare politica per fini personali ed essere ognun per se, ma hai perfettamente ragione.

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    2. Un mio amico tanti anni fa, quando eravamo ragazzi, si trovo' a pochi metri da una vecchina nel momento in cui veniva scippata. Senza pensarci comincio' a correre dietro al ladro, e continuo' imperterrito a rincorrerlo mentre quello scappava per le strade di Roma. Dopo qualche minuto di rincorsa il mio amico si accorse che si erano formate due ali di folla che lo incitavano ad acchiappare il ladro; qualcuno applaudiva pure. Ma nessuno pensava ad allungare un braccio per fermare il ladro che passava vicino a loro. Vedendo questo il mio amico si fermo': tutti volevano che lui prendesse il ladro, ma nessuno intendeva aiutarlo. Ecco, non vorrei che il Professore si trovasse nella stessa situazione: si sono formate due ali di folla (di cui una e' anche contraria e lo insolentisce) mentre il Prof corre appresso alla controinformazione economica. Mi piacerebbe tanto allungare un braccio per aiutarlo, ma ne so troppo poco (forse un giorno ne sapro' di piu' e potro' fare di piu'). Ho solo una gran paura che anche il Professore, quando si accorgera' della situazione (ali di folla che non muovono un dito) potrebbe stufarsi (visto che a rincorrere i delinquenti si rischia anche di ricevere una coltellata) e chiedersi seriamente "ma chi me lo fa fare?" Per intanto non ho altro da offrire che la mia ammirazione.

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  26. Dai, torniamo a parlare di economia Prof., questi deliri sono temi di pertinenza degli neuropsichiatri, e lei ha sempre sostenuto di sognare un mondo dove ognuno fa il suo mestiere...che fa ora si contraddice?

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    1. Scusa, il mio mestiere, del quale forse non conosci tutti i risvolti, è anche fatto di proprietà intellettuale. Siccome io non ho mai detto che la proprietà intellettuale della MMT era mia, e sono stato calunniato in tal senso, mi sono limitato a rettificare questo fatto. A latere, ho anche specificato che Donald è un problema per gli anatroccoli, e anche per i re magi, ma se lo devono risolvere loro e non dovrebbero tirarmi dentro. Credo che fosse giusto farlo, poi c'è sempre il mouse... (non Mickey)

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    2. Prof, un po' il mestiere lo conosco, e posso capire che una persona che ha passato la sua vita a fare ricerca e a studiare seriamente sia giustamente stizzito (eufemismo) per essere finito in una specie di tritacerne mediatico, in cui viene paragonato ad uno che ha scoperto Keynes a 50 anni e lo vuole spacciare per l'ultimo ritrovato della tecnica. Ma che ci vuole fare, vuole convincere quelli che professoriuniversitarituttibaronimassonicheraccomandanoifigli? Non credo gliene freghi molto, e vedrà che gli anatroccoli con il sale in zucca piano piano lo scaricheranno, perché se hanno sale in zucca alla fine la spunta chi ha gli argomenti dalla sua, mentre se c'è un piano sul quale non può competere con il papero è quello della rissa, in cui è un vero maestro.

      Saluti.

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  27. Caro professore,

    “i tre porcellini” mi sembra quasi affettuoso... come nella fattoria degli animali però uno dei tre è più uguale degli altri, cioè è diverso, e quello è lei per tanti motivi, primo tra tutti il fatto che ha messo al centro della sua analisi e della sua opera di informazione fin dall’inizio la questione dell’euro (“Soluzioni cooperative non sembrano [...] realizzabili, il che mette una seria ipoteca sulla sostenibilità dell’euro.”) e secondo il fatto che ha consentito ai lettori di avere una comprensione non banale dei problemi economici.

    Quello che però vorrei dire, è che se, come scrive Cesaratto, la contrapposizione è tra "due scuole: Kaldor-Thirlwall per i quali il vincolo della bilancia dei pagamenti è l'ostacolo principale alla crescita, l'altra (l'MMT) secondo cui con una moneta sovrana, oplà, il problema scompare” allora ho l’impressione, che non posso giustificare adeguatamente, che questa contrapposizione non abbia ragione di esistere.

    Se la disoccupazione e la crescita stentata ed ora la recessione in Italia sono l’effetto di due vincoli, uno interno dovuto a una domanda effettiva insufficiente che non può essere incrementata (ad esempio nel modo descritto da Abba P. Lerner, “La finanza funzionale e il debito pubblico”) da uno Stato privo della sovranità monetaria (Cesaratto inizia così: “Of course, the renunciation to full monetary sovereignty is at the bottom of the EZ crisis [...]” ...) o che addirittura deve ridurre il debito pubblico nel pieno di una recessione; e uno esterno aggravato dalla diminuzione della competitività causata dalla rivalutazione reale del tasso di cambio (... e finisce così: “[...] but as I argued in my posts, in the first place from the “external” point of view of the ensuing loss of competitiveness for peripheral countries and not-so-peripheral countries like Italy”), e questi due vincoli diventano sempre più stringenti per la stessa causa non capisco perché non possano essere esaminati insieme, cioè perché non si dovrebbe poter giungere a una sintesi dato che nella realtà gli effetti sono il prodotto dell’uno e dell’altro, e in definitiva della stessa causa.

    In altre parole: se l’attuale crisi è stata causata da un disequilibrio delle partite correnti (“Current Account crisis” dice Cesaratto) dovuto all’euro ciò non toglie che, qualsiasi altra fosse stata la causa della crisi, sempre a causa dell’euro (e prima ancora a causa del divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro e dello SME) lo Stato non avrebbe potuto comunque, come non può, intervenire con una politica economica di sostegno alla domanda aggregata (con buona pace dei sepulti non sepulti).

    Per fare un esempio: lo Stato non riesce neppure ad intervenire per consentire il ripristino dei danni causati da disastri naturali come i terremoti che hanno colpito la città de L’Aquila prima e l’Emilia dopo.

    Quindi non mi pare che le cose stiano come le pone Cesaratto: “Wray and Kelton’s early warnings of a pending fiscal crisis in the EZ must be intended that had troubles arisen from other sources – as they did – then the absence of monetary sovereignty (or of a genuine EZ central bank) would aggravate the crisis.”.

    Infatti Mosler scriveva: “[...] the conditions for a national liquidity crisis that will shut down the euro-12’s monetary system are firmly in place. All that is required is an economic slowdown that threatens either tax revenues or the capital of the banking system… [...] the credit sensitive euro-12 national governments and banking system will be tested. The market’s arrows will inflict an initially narrow liquidity crisis, which will immediately infect and rapidly arrest the entire euro payments system. Only the inevitable, currently prohibited, direct intervention of the ECB will be capable of performing the resurrection, [...]”

    [Segue...forse :]

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  28. [Segue... forse :]

    Piuttosto direi quindi che qualunque sia stata (o possa essere) la causa della (o di una nuova) crisi, il fatto che lo Stato sia stato privato della sovranità monetaria impedisce l’impiego di una politica di sostegno alla domanda aggregata e quindi l’uscita dalla crisi (a meno che il resto del mondo non giunga in soccorso).

    In una battuta: Maastricht ha ucciso Keynes (o forse Keynes e Lerner) ben prima del pareggio di bilancio in Costituzione.

    Non dico nulla di nuovo (e spero nulla di sbagliato :) perché tutto questo è già nel blog ma, appunto, i tre porcellini non sono tutti uguali :)

    P.S.
    A proposito: secondo Cesaratto “each EZ country involved in the crisis is like Anna Karenina’s family, unhappy in its own way”... ma come? Non sa che: “the “Anna Karenina” paradigm is a particular case of the “this time is different” attitude””? :)

    P.P.S.
    Cesaratto cita anche il caso della Francia di Mitterand del 1981. Ma, stando a Sapir, la Francia nel 1981 era come l’Italia dopo il divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro: il divorzio francese è avvenuto nel 1973.

    P.P.P.S.
    Su Donald non dico niente, se non che ho letto il suo libro “Perché ci odiano” qualche anno fa e l’ho trovato molto interessante.

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  29. @Ubercampaagna
    per certi versi hai ragione per altri.. e quali sarebbero le ali?
    hai visto un politico che ha perorato la causa? Purtroppo questioni politiche non possono che avere attori politici e di politici seri in giro non ne vedo.
    nemmeno nei sogni

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    1. Intanto gli attori politici siamo noi: discutere dei problemi della nostra societa', mettere a fuoco razionalmente e cercare razionalmente di trovare delle soluzioni che salvaguardino la dignita' delle persone mi sembra un comportamento eminentemente politico (e da politico "vero", non da politicante cialtrone). Stiamo facendo quello che qualche millennio fa si faceva nelle piazze tra uomini liberi, solo che abbiamo qualche strumento tecnologico un po' piu' avanzato. Siamo anche in tanti, per questo dico che vedo ali di folla. Anche quelli che vengono qui per sbertucciare ci aiutano, perche' ci fanno inquadrare meglio la profondita' degli argomenti contrari alle nostre opinioni. Per i politici seri in giro: non ne vedo neanche io, pero' quelli che ci stanno sono quelli che ci siamo scelti fino ad oggi (o che non abbiamo lottato abbastanza per non fare eleggere, perche' io non ho certo votato per quelli che oggi sostengono Monti, ma non neanche aperto un blog per cercare di convincere gli altri a non farlo, ad esempio). Sulla politica politicante penso essenzialmente tre cose: 1. se aspetto un "politico" che rappresenti integralmente i miei pensieri non lo trovero' mai: mi devo accontentare di quello che ne rappresenti uno o due dei miei assunti piu' fondamentali 2. poiche' la classe politica si modifica su tempi biblici, casomai non ci sia nessuno che vada bene occorre innanzitutto cacciare tutti quelli che ci stanno oggi, sperando che le persone nuove siano migliori di quelle vecchie: se non sara' cosi', tutti a casa di nuovo fino ad imbroccare uno che faccia qualcosa di buono; l'unico strumento che possiedo al riguardo e' il voto (non sono di quelli che invoca la lotta armata...) 3. nel frattempo quando incontro degli amici (o anche degli estranei, come durante la fila alle poste...) faccio finire il discorso sulla situazione economica attuale (guarda un po' interessa tutti) e poi illustro il mio punto di vista con (spero) pacatezza ed educazione: faccio "proselitismo". La domanda e': ma se alle prossime elezioni l'unico che dica "usciamo dall'euro" fosse Berlusconi, che faccio, lo voto? Non credo naturalmente che lo farebbe, anche se fosse nel programma (non ha mai attuato una riga del proprio programma elettorale, come tutti gli altri partiti del resto) ma potrebbe essere un messaggio forte per far capire le priorita' del popolo. Comunque non votero' per chi dice "piu' Europa" e "rimaniamo nell'euro a tutti i costi" ma votero' (non votare mi pare anche piu' stupido); e mi rassereno pensando che al problema ci pensero' seriamente solo quando saremo davvero in campagna elettorale.

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  30. hahahahah Certo che fate ridere assai!!!! E' finita l'era dell'ignoranza, dell' elites che hanno l'esclusiva sulla conoscenza, sulla verità. Ora c'è la "rete" ma soprattutto la nostra testa che ha la possibilità di elaborare, valutare e assimilare svariate notizie e non la solita ciofeca che la dittatura mediatica ci rifila ogni giorno. Chi denigra la MMT, o è in malafede o è un incapace perchè la Teoria della Moneta Moderna è così semplice da capire che l'ha compresa pure mio figlio di 10 anni. In fondo, l'economia e la finanza non sono poi così difficili da capire se si tolgono i paroloni in inglese (alla Monti maniera per intenderci)e le finte giravolte spaziali di ragionamenti masturbatori. Rassegnatevi, ormai, chi ha la possibilità di informarsi, ha capito dov'è la verità!!! (Ale)

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    1. Certo che l'ha capita anche tuo figlio... Attento però, nel paese dei balocchi il giorno dopo ci si sveglia asini.

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    2. Già ora anche il pensionato di 80 anni che non ha mai aperto un libro in vita sua, con il web, due click e tre mi piace, può mandare al tappeto Bagnai su temi di macroeconomia, roba da Marvel Comics.

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    3. Alla fine, gratta gratta, il problema è quello : la verità rivelata. (Mi aspetto l'inquisizione spagnola)

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    4. La "rete" non potrà mai sostituire un concetto essenziale molto semplice: un libro o un ebook o un articolo vanno letti, e poi possibilmente vanno capiti e per capire occorre studiare, e studiare richiede tempo e costanza (e fatica, un po' come allenarsi tutti i giorni per una maratona)... e questo solo per capire i concetti, figurati se ti metti in testa di sapere o di creare.

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  31. Alberto, l'analisi dei deficit gemelli è quella più o meno esposta nel libro il "Il minotauro gigante" di Yanis Varoufakis (se conosci il testo ovviamente..)?

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  32. Non ho capito con chi te la stai prendendo.
    Mi sembra un commento un pò sopra le righe.
    Se pensi di avere capito qualcosa lo devi o agli economisti della mmt o al blog del prof. Bagnai.
    Mi rimane il dubbio che tu abbia capito, altrimenti non si spiegherebbe 'sto post un tantinello delirante.

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  33. @Devil
    Mi hai fatto venire in mente un articolo di Giorgio Bocca di molti anni fa. In pratica se la prendeva con quei testi del tipo "La fisica per tutti". Bocca, in sintesi, scriveva più o meno questo : ma scusatemi, se la fisica la posso imparare grazie ad un libro di 100 pagine, allora Einstein era un cazzone, dal momento che ha impiegato una vita per capirla.

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  34. @Riccardo.
    avrò discusso forse con 1000 persone di questi problemi e nessuno e dico nessuno conosce le cause.
    ovvio che quasi tutti riconoscono la crisi (quasi.. qualcuno no e non mi riferisco a persone facoltose).

    RIpeto: a chiunque spieghi il processo irreversibile dell'euro verso la fine qualcosa rimane! lo capiscono subito.. rimangono sbalorditi dal concetto di concorrenza adulterata e curva di Phillips! come dei cretini! e ti assicuro che 3-4 su 10 rimangono ad ascoltarti


    Paternalista? no, pratico! PRATICO DELLA VITA DI TUTTI I GIORNI!
    Se gridi al complotto la risposta sarà: "tanto, sono tutti corrotti!"
    Sì, alla gente non fotte un cavolo la corruzione.
    non attacca.
    La differenza tra Berlusconi e Prodi (schifo con schifo) la spieghi alla fine con il 50e50 e 100-0 ma ad uno che scassa le scatole.. prima lo asfalti con la logica delle idee e dei fatti esposti in questo forum e poi spieghi il 50-50 e 100-0.
    Ogni tanto però..

    ma prima basta mostrare cosa sia una rivalutazione, e come a cascata produca effetti nefasti, per far svegliare i sensi.
    E questo lo dico perché le persone o:
    1) non arrivano a fine mese (ma lavorano) e quindi sono sensibili al concetto di potere di acquisto (WOW!)
    o
    2) sono disoccupate (concorrenza sleale, non difendersi, curva di Phillips)
    oppure ancora
    3) sono indebitate (ciclo di Frenkel)

    Ma visto che mi provochi ti farò due esempi di vita quotidiana.
    5 anni fa (primavera 2007) litigai (prima volta di una lunga serie) con la mia ex suocera.
    motivo? si avvicina e mi dice: "compratevi la casa!"
    ed io: "non sono scemo!"
    e lei: "solo i pazzi la comprerebbero ora!"

    oh, non ne sapevo le cause ma sapevo (2007...) che eravamo in crisi.
    sai perché? perché avevo visto che le case erano aumentate del 50% rispetto ai tempi della lira ma con stipendi fissi, ancorati alla lira.. e mi pareva logico che prima o poi il valore dovesse e debba ritornare a quello originario!
    TOH!
    cosa c'entra la corruzione? 'na mazza (per lo meno in termini di uso corrente del termine corruzione e qui ritorniamo la discorso 50-50 e 100-0)

    e ancora: ho visto aziende indebitarsi troppo (wow, debito privato!) ed emettere assegni post datati di oltre un anno..
    OLTRE UN ANNO! e ti parlo del periodo 2007-2008..
    quindi, se a queste persone non metti mano ad un foglietto con le tabelline non vai da nessuna parte!
    E I COMPLOTTI e le loro stoerie non funzionano perché sai.. dalle mie parti di non corrotti non ne conosco molti.. e dubito che ce ne siano (per lo meno tra i politici che contano).


    la storia dei complotti può attaccare con persone come me a cui piacciono le ricostruzioni storiche ma non certo al 95% delle persone!

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  35. Una domanda sugli IDE: qual è la differenza tra la favola irlandese e la cronaca cinese? Lei in un post una volta ha accennato alla cosa, spiegando che la Cina ha controllato l'afflusso di IDE, guadagnandoci - e mostrando così che non ogni debito è "cattivo" - con accordi precisi in merito a tecnologia, etc.

    L'accenno però era, appunto, un accenno, quindi non mi è chiaro il carattere degli accordi che la Cina ha preso con gli investitori esteri per non fare la fine dell'Irlanda.
    Si può sperare in un post ad hoc (dopo il libro, s'intende)?

    Schneider (IDEalista?)

    PS: Chiudo con un accenno per il Diavolo. L'era dell'ignoranza non è finita, è proprio vero... Soprattutto l'ignoranza relativa agli accenti (anche delle parole straniere) domina sovrana.

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  36. Mmm, pardon, post sbagliato per una domanda sugli IDE.

    Schneider (si fallor sum)

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  37. In Italia la laurea in "tuttologia" si ottiene molto facilmente e con internet siamo tutti diventati Phd in economia: si leggono un paio di blog, un (mezzo) libro di economia e magari si va ad un convegno, dopodiché saliamo tutti in cattedra a disquisire di economia e finanza. Qualcuno prima inizia a disquisire e poi magari legge qualcosa.

    Purtroppo questo fenomeno non include solo la "popolazione", ma anche giornalisti, personaggi dello spettacolo e politici vari.

    Ma voi vi fareste operare da un autoproclamato "chirurgo" che ha letto un libro e passato qualche ora a guardare dei video? Vi fidereste della diagnosi di un autoproclamato "medico" che ha dato uno sguardo a wikipedia e magari letto un libro sulla salute?

    Perche' il futuro del paese, il benessere di questa e della prossima generazione, dipende da quello che succederá all'Euro da qui a breve ed io cercherei dei veri esperti per essere certo che la strada che si intraprenderá o si sta intraprendendo é quella corretta, che il problema e' capito e la "cura" e' corretta.

    Non capisco come facciano cosí tante persone a non rispettare il lavoro di professionisti come il Prof. Bagnai, la cui storia, il cui impegno di anni profuso nella ricerca e le cui pubblicazioni sono un chiaro indicatore che e' una persona, un professionista, competente proprio sul tema che e' oggi centrale per il futuro dell'Italia.

    Purtroppo di fronte ad un "perché si", o in una gara a chi strilla piu' forte, o laddove ci si ispiri a vaghi ideali che non hanno alcuna relazione con la realtá dei fatti, anche la scienza e la logica non riescono a prevalere.

    Continui cosí Professore, ha tutta la mia stima, non vedo l'ora di poter leggere il libro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie. Sai, la "tuttologia" ha come ovvio risultato quello di fare di ogni erba un fascio, e quindi di accomunare la stessa etichetta persone con percorsi molti diversi (l'operazione merda=cioccolata), che poi è il risultato intenzionale della strategia di disinformazione condotta da alcuni personaggi (come nota sopra molto bene Alex).

      Dispiace che a questa operazione qualcuno ci si presti, anziché smascherarla, ignorando anche un elemento molto importante in ogni ragionamento, soprattutto se scientifico: la scansione temporale degli eventi.

      Ma non preoccupatevi, la logica prevale, e come se prevale. Lo vedete anche voi: oggi siamo 720, domani di più.

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  38. Mi sono imbattuto in Barnard un paio di volte. Ho cominciato a leggere "il più Grande Crimine", ma il taglio complottista mi ha subito fermato. Ormai sono allergico al complottismo, soprattutto dove possono essere raccolti dati e sviluppate teorie.
    Per curiosità ho anche googlato "Paolo Barnard" ed ho trovato diverse cose interessanti. Contribuisce a fondare report, segue indagini economiche ed autore di numerosi pezzi importante. Poi ad un certo punto litiga con la Gabanelli e volano praticamente insulti a senso unico verso "la Milena" che risponde invece in maniera asciutta. Inoltre il Barnard arricchiva la sua narrazione con una vena eroica, "amo a tal punto la verità, non tollero la minima ombra e questo mi ha sempre danneggiato, ma io sono fatto così..", che ho trovato insopportabile e al limite della paranoia: caro, hai lavorato per la Rai, mica per. Senza stare lì a commentare che, in tempi grigissimi per la libertà di informazione, stare lì a prendersela in quel modo con chi si trova sempre sotto accusa e dalla "parte sbagliata" non mi pare proprio costruttivo.
    Vabbeh, insomma. Nonostante la mia ignoranza economica sono riuscito ad evitarmi forse un po' di perdite di tempo.

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  39. Professore, dopo tante amarezze ho una splendida notizia: il palmipede magnanimamente accetta di collaborare con Lei e altri, purchè, naturalmente, Lei a sua volta accetti le sue condizioni:

    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=431

    Non vedo come possa rifiutare un'offerta così generosa.

    A parte gli scherzi, credo che dinanzi ai nostri occhi si stia dipanando una tragedia tipica del nostro tempo: un ragazzino di 15 anni intrappolato nel corpo di un papero, ops, un uomo di 50.

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  40. @volturno.. non ci credo!
    1) "1) perché non capiscono che l’economia NON E’ materia da scrivania, da articoli scientifici, da congressi. E’ UNO STRUMENTO CHE SALVA O DISTRUGGE VITE VERE, persone vere, sofferenze vere. Ecco cosa ho postato sul blog di Zezza pochi minuti fa “Zezza scrive “il mio mestiere è raccogliere dati e produrre analisi, e spero che questo sia utile.”

    ma che significa? qualcuno nega che l'economia si possa piegare per creare povertà, distruggere persone e famiglie?
    ma che facciamo?
    sbraitiamo tutti come lui?

    <>

    ma perché il prof non si è esposto?
    penso che siano più utili i concetti di AVO, curva di Phillips, potere di acquisto quando l'inflazione era elevata, ricerca di Roubini (o come si scrive, chiedo scusa), deficit paralleli, pass through sval-infl, ciclo di Frenkel piuttosto che ricordare chi ha piazzato negli anni 70-80 Monti al ministero..


    <<2) Sono 35 anni almeno che i golpisti finanziari si sono rivelati per quello che sono. Da 35 anni inesorabilmente i diritti, la dignità delle persone e la democrazia sono sotto attacco. Oggi siamo a questa tragedia. Ma c’è voluto un giornalista, un giornalista!, per decidere che l’economia andava portata alla conoscenza dei signori Ugo e signore Piera, dei taxisti Andrea, degli agricoli Biagio e delle commesse Alessandra. Dove eravate voi? Dove siate stati? Cosa facevate? Ricopio qui una testimonianza vera postata da una persona comune su uno dei vostri blog eterodossi: “Nel silenzio più assoluto, ho sentito una voce, quella di Paolo Barnard, dove eravate? Ora mi dite che è uno stronzo e un maleducato… ripeto, dove eravate? perche non vi sentivo? Questo blog non è per me, continuate pure, buon lavoro…” G.S, bracciante agricolo.>>


    bah, su questo non saprei dire.. certamente non è facile e direi che nemmeno i giornalisti scherzano in quanto a "libertà di espressione"!
    E poi per portare l'economia in tutte le case bisogna spiegare i meccanismi di rivalutazoine monetaria ad esempio.. mi pare un po' troppo semplicistica come richiesta



    PS: tralascio il concetto che l'economia non è grafici e convegni.. e cosa dovrebbe essere? nella vita non si diceva che serviva tutto? ahahaha

    RispondiElimina
  41. Non so molto di economia ma ho studiato un poco di storia... vedere "l'autore" svolgere il suo bignami complottardo in minore sul video di presentazione "della più grande fuffa" sul tubo
    http://www.youtube.com/watch?v=LtK6NQD2LBs
    è stato momento divertente e bastevole. 3 minuti di ilare buonumore prima di riprendere con le cose serie della vita.

    Complimenti vivissimi all'autore di questo bellissimo blog e ai vari partecipanti.

    RispondiElimina
  42. @Vincenzo Sangiorgio
    penso che nessuno chieda il comunismo.
    cosa dovrebbe essere pubblico o con finalità pubbliche?
    settore energetico, trasporto, grande distribuzione, sanità, istruzione, credito (per lo meno nella sua regolamentazione fondamentale e non la de-regolamentazione).
    Ciò premesso, come ho scritto alcuni gg fa, nessuno può permettersi di parlare in assoluto di spesa pubblica improduttiva in quando dovrebbero parlare di quella privata (abbiamo un grosso debito verso l'estero per la maggior parte privato)!
    ma nessuno si permetterebbe di biasimare chi acquista VW!

    la svalutazione serve a questo.. a pareggiare!

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