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martedì 17 ottobre 2017

Miracolo a Lisbona

(...vi farà piacere sapere che l'asfaltatore è stato asfaltato: Rockapasso, indignata: "Hai trattato male anche Alberto49!" Eja ergo advocata nostra! Gli è che lei si prende a cuore tutte le persone, tranne una. Non sto a dirvi quale. Ora, vedete, dai post precedenti - o meglio: dalle vostre discussioni - emerge che io e voi abbiamo due nozioni totalmente incompatibili di cosa sia inammissibile. A voi sembra inammissibile che Giuliano Amato faccia Giuliano Amato. Io, questo, sinceramente non lo capisco! Nessuno riesce a far tanto bene Giuliano Amato quanto Giuliano Amato: magari potrà non piacere il personaggio, ma l'interprete è ottimo, e noi, che siamo tutti di passaggio su questa terra, più che il personaggio, che non ci scegliamo, dovremmo giudicare l'interprete. Fuor di metafora: a me che una persona visibilmente, platealmente schierata col capitale appoggi il capitale - che per questo le è riconoscente - non mi scandalizza né trovo che sia censurabile. Il problema non è che il capitale trovi chi lo rappresenti. Il problema non è nemmeno che il lavoro non lo trovi. Il problema sorge quando chi ostenta di rappresentare il lavoro porta acqua al mulino del capitale. Lì il gioco diventa falsato, e a me non diverte giocare con un mazzo truccato, anche se so che vincerò comunque io. Quindi, scusatemi, ma pathos dei vostri commenti precedenti non lo capisco. Presumo, quindi, che simmetricamente non capirete perché quanto sto per raccontarvi manda invece in bestia me. Credo si chiami "appartenenza", quel cancro fottuto dal quale in sei anni non sono riuscito a liberarvi. Alla fine, Amato è "nemico", mentre le persone delle quali vi parlerò, in fondo, "amiche", e voi da questo schema non uscite, non ce la fate proprio. Dovremo abituarci a convivere coi nostri rispettivi limiti. Non sarà facile...)


In quanto intellettuale di sinistra, ci sono due cose che proprio non mi vanno giù nei miei cosiddetti simili: la prima è il loro vizietto di giudicare i libri, illustri o meno illustri, dalla copertina anziché dal contenuto; la seconda è la strabiliante leggerezza con la quale si bevono qualsiasi panzana venga defecata dagli organi di stampa "ufficiale". Sul primo vizietto scrissi un post qualche anno fa, a seguito di una delle giornate più pesanti della mia vita recente (e remota): questa. Sul secondo, che, come forse ricorderete, ho deprecato dalle auguste pagine di Micromega, vorrei intrattenervi oggi, parlandovi del miracolo a Lisbona.

Premessa
Prima di farlo, però, aggiungo una breve premessa. Una premessa personale, che, mi rendo conto, nonostante sia a mio avviso utile per inquadrare nella corretta prospettiva politica gli elementi tecnici che vi fornirò, potrà sembrare superflua a molti, e sgradevole ad alcuni, ma dalla quale non posso prescindere. Perché, vedete, domani, quando saremo liberi, e la vita normale sembrerà normale a tutti, tutti vorranno far credere di essersi sempre opposti alla perversione neoliberista nella quale stiamo vivendo, e nessuno vorrà ammettere di aver messo attivamente i bastoni fra le ruote a chi stava cercando di svegliare le coscienze sopite dalla propaganda. Sarà un generale "scurdammoce o passato", accompagnato da costruttivi inviti a volgere lo sguardo al futuro, in avanti, e a ritrovare un rinnovato senso di solidarietà.

Solidarietà un cazzo (mind my French)!

Chi è stato parte del problema non credo potrà essere parte della soluzione, e se in alcuni casi occorrerà giungere a una mediazione, in altri credo che se ne potrà tranquillamente fare a meno. Un esempio fra tutti: gli uscisti da sinistra. Qualche giorno fa, su Twitter, uno chiedeva: "ma che vuol dire uscita da sinistra?" Mi sono così reso conto che un pezzo di memoria storica del dibattito era già andata smarrita. Ma se verba volant, scripta manent. Partiamo dagli scritti, e in particolare da quanto scrivevo a p. 296 e 297 del mio libro del 2012 (dicesi duemiladodici):



Come vedete, non solo proponevo, a seguito dell'uscita, l'immediato ripristino di meccanismi di indicizzazione, ma chiarivo anche perché questa fosse la scelta più razionale proprio per disinnescare le aspettative di inflazione create dalla criminale cialtronaggine di chi straparlava e ancora straparla di inflazioni "argentine", e fornivo una serie di riferimenti alla letteratura scientifica sulla relazione (assente) fra indicizzazione e inflazione.


Oggi ce lo siamo dimenticato, ma quel testo, Il tramonto dell'euro, riaccendendo il dibattito sull'appartenenza dell'Italia all'eurozona, dette fastidio a molti, soprattutto a sinistra. Non furono i Micossi o gli Amato ad alterarsi: loro, a quell'epoca, non potevano vedere quello che io vedevo, cioè che le loro banche (certo non le mie, che non ne avevo!) sarebbero state sbriciolate, e che quindi sarebbero stati costretti ad addivenire a posizioni più critiche. Dal loro iperuranio di princisbecco non avrebbero degnato considerarmi come interlocutore: semplicemente, giocavo (come tuttora gioco) in un altro campionato (resta da vedere quale farà più raccolta pubblicitaria, ma questo è un altro discorso). Quindi gli attacchi non venivano (e, credetemi, nonostante le apparenze tuttora non vengono) da quelli che ritenevamo nostri avversari, bensì da quelli che alcuni di voi, e all'epoca anch'io, consideravano alleati. Il motivo era semplice. Il mio testo metteva in evidenza il dato che sapete e che qui ripetiamo ossessivamente: in quanto strumento per scaricare sul mercato del lavoro gli shock esterni, l'euro non poteva certo essere considerato "di sinistra". Anzi! Era uno strumento di lotta di classe al contrario (se a qualcuno non è chiaro può rinfrescarsi le idee qui), e in quanto tale non si capivano gli accorati appelli da sinistra a modificare l'Europa per salvarlo! Con quegli appelli ci si voleva salvare la coscienza, ma la battaglia da combattere era un'altra, e il mio libro aveva il grave torto di dimostrarlo more geometrico, mettendo i sedicenti "buoni" di fronte alla propria ipocrisia.

Ora, voi potrete capire il mio sbigottimento, la mia delusione, dopo aver scritto nel 2012 (dicesi duemiladodici) le parole che vi ho riportato sopra, nel leggere il tredici gennaio duemilaquattordici (2014) una roba del genere, dove non solo si rivendicava come idea originale quella che di fatto era una mia proposta (come vi ho documentato), ma in più mi si dava del "gattopardo" (rigorosamente senza far nomi, anche per evitare che l'originalità della proposta potesse essere messa nella corretta prospettiva)! Un attacco sleale, ingiustificato perché privo di qualsiasi base documentale (come vi ho mostrato), e a tradimento perché proveniente da quelli che speravo potessero aiutarmi, da quelli che non potevano non sapere (e lo avevano anche larvatamente dimostrato), e soprattutto da quelli che se si fossero espressi avrebbero consentito alla critica all'Europa di prendere a sinistra quel piede che ha preso a destra, cioè (con tutto il rispetto) dalla parte sbagliata (perché la Storia ci dimostrerà che una battaglia a difesa del lavoro deve essere combattuta da chi difende il lavoro). Bè, insomma, potrete capire che questi atteggiamenti suscitassero in me un lieve disappunto (quel lieve disappunto che vedete esternato nel video citato sopra, girato il 18 gennaio 2014 - cioè cinque giorni dopo questa scoperta dell'acqua calda di sinistra).

Questo sì che mi mandò in bestia: certo non i sorrisetti dalle Vero, poverina, che alla mia domanda sul perché Monti abbia fatto salire il debito non sapeva rispondere altro che le scemenze infantili su "autteità bbona" e "autteità attiva" (una persona che su Scholar compare tre volte, di cui due nei ringraziamenti per la sua research assistance... Ma l'avrà mai passata una peer review? Qualcuno sa dirmelo?). Mi mandò in bestia, e mi ci ammalai (ma lì l'errore fu mio) il fatto che gli estensori di cotanti appelli a difesa dello status quo spendessero tante energie non per aiutarmi, ma per banalizzare il mio messaggio, dandomi, contro ogni possibile evidenza (ma sapendo di poter contare sul fatto che a sinistra si leggono le copertine e non i libri), del fascioleghista che faceva il gioco del capitale (per fortuna a Radio Onda Rossa non se ne sono accorti), che  proponeva una strategia di uscita tale da penalizzare senza scampo le classi lavoratrici, perché la svalutazione che io proponevo come una panacea (?) avrebbe eroso la quota salari, aumentando la disuguaglianza e il disagio degli umili. Se proprio di uscita si doveva parlare, era a loro, ai Licurghi e Soloni col marchio Sinistra DOP (Denominazione di Origine Piddina), che bisognava rivolgersi, perché loro sì che sapevano come fare: bisognava proteggere i salari dall'inflazione con una nuova scala mobile!

Idea che, come vi ho appena mostrato, a me proprio non era venuta, due anni prima che a loro.

O no?

E poi, dopo tutto questo, io dovrei incazzarmi per Benny Della Vedova, con uno che non ha idea di quali siano i tassi di crescita dell'export italiano prima e dopo l'adozione dell'euro!? Per carità, con Benny ci possiamo, anzi: ci dobbiamo fare una risata, e ce la faremo. La sua sesquipedale ignoranza dei fatti stilizzati più rilevanti nell'economia del paese che contribuisce a governare, il suo adamantino permeismo, la sua totale impermeabilità a qualsiasi ragionamento poggiato su basi scientifiche forse meritano un commento (o forse no, visto che sono così platealmente evidenti). Ma non c'è alcun motivo di volergli male: Benny danni non ne fa se non a se stesso, quando parla (visto che ci tenete, lo metterò nero su bianco). C'è chi ha fatto molto più danno, scippando alla sinistra una battaglia che era in primo luogo sua, e bloccando una riflessione trasversale sulle criticità dell'Eurozona in nome di una becera reductio ad Salvinum. I miei ultimi interlocutori, che tanto vi hanno indignato, avranno certo i loro limiti analitici, ma non sono mai arrivati con me a un simile livello di slealtà. Magari non ci sono arrivati perché non hanno ritenuto di doverlo fare: non fa nulla! Quando lo riterranno sarà troppo tardi: non potranno più far danni. Altri sono intervenuti volendo fare danno, e ci sono riusciti. Se le politiche di destra nel lungo periodo avvantaggiano solo la destra, è anche perché gli intellettuali di sinistra sono sempre lì, pronti a dare una mano. Quelli di sinistra, capite? Questo mi manda, e dovrebbe mandare voi, in bestia, anche e soprattutto se siete di destra. Certo non Della Vedova che tira l'acqua al suo mulino, ma chi, per narcisismo, per tutelare la propria fottuta quota di mercato, ha reso impossibile un dibattito, ha ucciso la democrazia, usando argomenti falsi e sleali.

Ma voi, se vi fa piacere, continuate pure a prendervela con Micossi...

(...non commento nemmeno la minchiata dei fire sales, cioè l'idea che l'"euro forte" ci avrebbe difeso dall'acquisizione delle nostre imprese da parte di capitalisti esteri. Abbiamo visto quanto questo ragionamento si sia rivelato fallace in pratica, e lo era perché si basava su una teoria a sua volta fallace: ma non ci perdo tempo, questo lo sapete...)

Ora voi direte: ma questo con Lisbona che c'entra?

E ora ve lo spiego.

Compagni (?) che non (?) sbagliano
Da qualche mese circola sui media "mainstream" una simpatica fiaba a lieto fine: quella del Portogallo che, citando un componente del comitato scientifico di a/simmetrie:

"fa scuola: governo di sinistra che rilancia la crescita da dentro l'eurozona... E' la prova che le politiche di stimolo alla domanda "a saldo zero (o costante)" (redistributive) funzionano, magari dopo un'abbondante 'svalutazione interna'?"

(...questo tanto per dirvi che nel comitato idee ne scambiamo, e anche che non sempre siamo d'accordo...)

Insomma, pare proprio che a Lisbona governino dei bravi compagni, che sono riusciti a fare un vero miracolo: far ripartire la crescita "da sinistra" (cioè, prendendo come criterio quello degli uscisti da sinistra DOP, tutelando la quota salari), pur restando dentro la zona euro. Un'operazione che sul piano economico equivale alla dimostrazione dell'ultima congettura di Fermat su quello matematico: la mente vacilla, e così come io, digiuno di curve ellittiche, mi accontento di credere a Fermat, del quale mi sento, in fondo, un contemporaneo (ascoltiamo la stessa musica), a fronte della storiella del governo di "quelli buoni" che riescono a fare il bene dei lavoratori dentro l'euro mi potrei anche trincerare dietro un comodo credo quia absurdum, nel timore di affrontare una sfida che, oltre ad essere superiore alle mie capacità intellettuali, mi esponesse nella mia gattopardesca ipocrisia di fascistello che la fa facile per fottere i lavoratori (come disse senza dirlo quello che lancia il sasso e nasconde la mano).

Scoprire che dentro l'euro un governo riesce a tutelare la quota salari sarebbe in effetti la prova provata, la smoking gun che paleserebbe il mio callido intento di guidare i lavoratori fuori dall'euro per attirarli in una imboscata, in una trappola dalla quale uscirebbero con il salario decurtato da un'inflazione galoppante. Sarebbe dimostrare che ho torto nell'affermare che dentro l'euro non ci sono gradi di libertà per rilanciare l'economia tutelando i diritti dei lavoratori.

Eh, avere torto, si sa, è una bevanda amara per tutti (anche se io è da un po' che non la assaggio...).

Tuttavia... tuttavia... c'era qualcosa che non mi tornava...

Sarò malizioso, ma... se fosse stato veramente vero, verissimamente verissimo, che i "bravi compagni de sinistra" di Lisbona erano riusciti a far ripartire l'economia "da sinistra", cioè, ripeto, senza sacrificare la quota salari, come mai tutti, ma dico tutti, e ribadisco tutti i giornali del capitale ne avrebbero tessuto le lodi? Insomma, ce lo siamo detti mille volte, e non è una cosa così difficile da capire: i media costano, e chi li paga non vuole certo usarli contro i proprio interessi! Ora, aumentare la quota dei salari vuol dire diminuire quella dei profitti. Siamo proprio sicuri che giornali come Il Post, o La Stampa, o Il Sole 24 Ore, farebbero l'elogio di un governo che avrebbe "sfidato la Germania sull'austerità" per rilanciare la crescita nell'interesse di lavoratori, cioè diminuendo la quota dei profitti?

Sicuri sicuri?

Sicuri sicuri sicuri?

Sicuri sicuri sicuri sicuri?

Io sono pressoché sicuro del contrario: se i giornali del capitale elogiano un governo "socialista", è perché questo governo ha venduto i lavoratori. Solo idioti accecati dalla logica dell'appartenenza (io sò dde sinistra, quello è dde sinistra, quindi è bravo) possono prendere per buone, senza verificarle, certe favolette morali. Eppure verificarle è cosa immediata. Basta andare a vedere i dati, come abbiamo fatto tante volte, ad esempio per la Lettonia, poi per Irlanda e Ungheria, e infine per la Spagna.

In Portogallo le cose si presentano, in effetti, in modo del tutto diverso, cioè così:


Visto?

Mentre in Lettonia, Irlanda, Spagna, la quota salari è diminuita, in Portogallo invece, siccome ci sono quelli bravi, che fanno le cose da sinistra, la quota salari è diminuita!

"Volevi dire aumentata?"

Eh... sì, io avrei voluto dire aumentata, però io non sono del tutto di sinistra: lo sono fino a quando non urto contro i dati, e secondo me 44.2 è minore di 46.2. Quindi in Portogallo la quota salari è diminuita di un paio di punti in seguito alla crisi. L'avere un governo di sinistra a nulla è servito: o meglio, è servito a ciò a cui servono i governi socialdemocratici: a far stare cheti i lavoratori, mentre si infligge loro lo stesso trattamento che negli altri paesi... e questo non (solo) per cattiveria, ma (soprattutto) perché dentro una unione monetaria non ce n'è un altro disponibile (i dati sono qui).

Ma la famosa sfida all'austerità? Chissà che prodigalità avrà dimostrato il governo portoghese, che politica di bilancio aggressiva, che interventi di spesa a sostegno dei redditi (come sembra di cogliere nel resoconto del Sole o della Stampa - ma non li ho letti con attenzione, sapendo che non la meritano, quindi potrei sbagliare)!

E va bene, andiamo a vedere:

Per confronto ho riportato i dati italiani: si vede benissimo come il governo dei compagni socialisti in Portogallo dal 2015 con grande coraggio aumenta... "la spesa pubblica sociale!" (direte voi): no, il surplus di bilancio! "Ma... Ma... Ma... Ma almeno lo avrà fatto tassando i brutti ricchi cattivi!"

(...lo so, lo so, sono cattivo...)

E vediamo anche questo, tanto è gratis:

...ma... ops! Da quando arrivano i compagni bravi, in effetti, lo scarto fra entrate e uscite si riduce, solo che... entrambe diminuiscono, ma le uscite, la spesa, molto più delle entrate!

E a questo punto, se sapeste cosa vogliono dire, ripetereste le parole di Tamino! In effetti, un po' di Heuchelei è nell'aria... O, magari, quelle di Verlaine: quoi? Nulle trahison?


Ecco, queste forse sono un po' fuori luogo, perché di trahison in effetti ce n'è molta: e pure di austerité...

Come!?

Una politica di bilancio fatta diminuendo la spesa e anche le imposte (ma non a saldi invariati, anzi, con un aumento del surplus primario), e, quindi, una diminuzione della quota salari... e questo sarebbe un miracolo di sinistra!?

Eh, ma aspettate, perché il meglio deve ancora venire! Vogliamo parlare dell'incidenza del precariato, misurata come percentuale di contratti a termine sul totale? Aumentata:


(in parallelo con Italia e Spagna, e partendo da valori superiori a quelli italiani - alla faccia del miracolo).

Vogliamo parlare della popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale? Aumentata:


(come in Italia, meno che in Spagna).

E la disoccupazione? E daccela 'na soddisfazzzione, dai!

Sì, ve la do: la disoccupazione in Portogallo è a due cifre:


...e su livelli quasi italiani!

Ma... ma... ma... direte voi: però almeno è diminuita in fretta: nel 2012 era quasi al 16% e ora all'11.2%, ha perso quasi cinque punti, mentre da noi è aumentata...

Sì, naturalmente, cari, però vi dimenticate sempre un dettaglio, quello sgradevole dettaglio "de sinistra". Guardate un po' le quote salari di Italia e Portogallo:


E quindi?

E quindi il grande miracolo portoghese "de sinistra", come era facilmente prevedibile a chi del senso suo fosse signore, è consistito nell'assumere un po' più di persone pagandole un po' di meno. Voi mi direte che non è un miracolo, e non è di sinistra. Certo. Aggiungo però che questa è l'unica soluzione possibile nel meraviglioso mondo dell'euro: non potete pensare di fare politiche "di sinistra" in un mondo di destra, di fare politiche keynesiane con istituzioni liberiste, di sostenere i redditi dei lavoratori dove questo significa automaticamente deprimere la competitività del paese.

Più andiamo avanti, insomma, e più ci rendiamo conto di come il ruolo dei politici di sinistra sia, ovunque nei paesi avanzati, quello di rendere politicamente accettabili dai ceti subalterni politiche che li danneggiano, e il ruolo degli intellettuali di sinistra sia di sparare fumogeni (fire sales, uscita da sinistra, ecc.) al solo e unico scopo di nascondere questa amara verità. Eppure, avete visto come è facile smascherare simili favolette? Basta ripartire dalle basi: basta capire che un capitalista non finanzierà mai un giornale per fargli raccontare una cosa che vada contro i suoi interessi. E l'interesse del capitalista è quello di tenere alta la quota dei... dei p... dei pr... dei pro... dei prof... dei profi...

Dai! Ancora non avete capito!?

Non sarete mica lettori del Manifesto?

Concludendo
L'argomento rozzo secondo cui la sound money, sound finance che tanto piaceva ai monetaristi sarebbe un presidio delle classi lavoratrici mostra una volta di più la corda. Dovremo pensare che chi continua a portarlo avanti, più che i lavoratori, vuole difendere la sound money, e comunque, indipendentemente dalle sue intenzionalità, nei fatti la difende. Anche perché se andiamo a vedere cosa succederebbe alla quota salari in caso di dissoluzione dell'euro, i risultati che troviamo finora su rivista peer reviewed ci dicono che nei primi due anni, in effetti, questa fletterebbe di 0.7 punti, ma poi ricomincerebbe a crescere, e su un orizzonte di cinque anni si troverebbe 2.3 punti al di sopra (non al di sotto) dello scenario di base (quello senza uscita; hint: come vi ho mostrato qui, la quota salari è data dal rapporto fra salari reali e produttività del lavoro, per cui per capire come evolve la quota salari potete considerare la differenza fra il tasso di crescita dei salari reali e quello della produttività del lavoro. Se prendete i numeri della Table 2 e fate lo scarto cumulato, ottenete il numero che vi ho fornito).

Non è così strano, no? Se sappiamo, perché lo sappiamo, che il vincolo esterno, insomma: l'euro, è servito a piegare i lavoratori (non vi rifaccio tutta la litania degli autori che ce lo hanno detto, da Dornbusch a Featherstone), perché mai dovremmo trovare strano che uscirne non danneggi il lavoro?


D'altra parte, che il potere per difendersi ricorra a strategie "sofisticate" comincia a essere ormai evidenziato anche a sinistra: avete letto l'articolo di Counterpunch sugli antifa? Sinceramente, resisto con difficoltà alla tentazione di ravvisare molti isomorfismi fra movimento antifa e uscisti da sinistra. Isomorfi negli strumenti (demonizzare l'avversario, impedire il dibattito), e nei risultati (fare il lavoro sporco per il capitale).

E poi io dovrei prendermela con Amato!?

Secondo voi, io, o anche voi, siamo stati danneggiati di più da chi come Amato era nostro avversario politico, o da chi, dicendo di essere nostro alleato, ci ha attivamente impedito di organizzare una resistenza? Il nostro avversario cosa doveva fare, se non nuocerci? Era nella sua natura. Ma chi ha impedito ai nostri potenziali alleati di unirsi a noi, ecco: quello sì che ci ha danneggiato...

Ora capite un po' meglio perché ho trovato fuori luogo la vostra vis polemica? E capite perché non ho nessuna difficoltà a confrontarmi con un Amato, con un Tremonti, laddove essi benignamente accettino il confronto, mentre ne ho molte, moltissime, enormi, insormontabili, nel confrontarmi con un Fassina, o con un uscista da sinistra?

Magari sbaglierò...

Spiegarsi era obbligatorio (lo dovevo, più che a voi, all'advocata vestra).

Capire no.

Anche questa è un'asimmetria. Ma, se volete un consiglio, in questo caso uno sforzo fatelo: è nel vostro interesse...


(...io in teoria avrei un ottimo carattere. Però quando qualcuno è lievemente scorretto con me tendo a non dimenticarmene. So che è un errore. D'altra parte ho anche tante virtù. Anzi: una sola: i giornali del capitale li leggo rigorosamente al contrario. Me l'ha insegnato la mi mamma, che tutto sommato, nonostante credesse che Napolitano fosse "tanto una brava persona", un pochino di sinistra, a modo suo, lo era. Fate così anche voi, o magari fate meglio: non leggeteli. Viceversa, se dei libri, oltre alla copertina, leggerete il contenuto, magari imparerete qualcosa: dopo di che, da veri intellettuali di sinistra, potrete rivendervi alla prima bancarella...)

58 commenti:

  1. Ma cara Roberta, ti adoro! Alberto è come un figlio per me, ormai, e come tale mi prendo tutte le contumelie che accetto solo da lui e da mio figlio e lui lo sa. In ogni caso lui è un bravo ragazzo, intelligente, preparato e con un carattere fortissimo, ma ancora deve fare tanta esperienza di vita!

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    1. Indubbiamente. Peccato che tu, con il tuo piazzaleloretismo, non possa aiutarmi, anche perché questo atteggiamento circoscrive per te il concetto di vittoria alla situazione in cui qualcuno viene appeso per i piedi, e quindi ti espone allo sconforto.

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  2. Bagnai la fa facile!
    Amato rinnegò Craxi, dunque fu di sinistra e giammai un nemico dei lavoratori!

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    1. Da profilo di Amato su Wikipedia

      Amato
      Deputato della Repubblica Italiana
      Legislature IX, X, XI, XV
      Gruppo
      parlamentare Partito Socialista Italiano (IX, X, XI)
      L'Ulivo - Partito Democratico (XV)

      Non c'è poi tutta questa differenza con Fassina, sono entrambi rappresentanti di una sinistra più a destra della Meloni.

      Per cui, condivido tutto il contenuto del post, non le critiche ad Alberto (Alberto49, ovviamente).

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    2. Se non ricordo male, caro Stefano, tu sei un ex ortottero o similare. Fai spesso interventi a sproposito, ma come si fa a prendersela con te?

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    3. Quello stesso Craxi che esautorò Lombardi, Giolitti (non Giovanni, il nipote) e De Martino, tagliando allegramente i punti dell'indennità di contingenza e sdoganando il mito di un socialismo da bere (e in realtà bevuto).

      Amato tradì Bettino, vero, ma solo dopo il tradimento di Craxi alla storia e alla tradizione del Partito Socialista Italiano.

      La SSSSStoria non perdona

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    4. @ Mario Salvatori
      Ho l'impressione che Craxi continui ad essere utilizzato come capro espiatorio dagli eredi di quegli stessi destri e sinistri,che allora, lo avversarono concordemente e che adesso, sempre concordemente, sono favorevoli all'EU, all'euro ed al neoliberismo.
      A me risulta, invece, che fu uno dei pochi politici che considerava foriera di disastri per il nostro paese l'entrata nel sistema eurista della moneta unica, che avversò apertamente.
      Con tutto il rispetto per Amato e per Salvatori, ritengo assurda, ai limiti del ridicolo, la frase "A.rinnegò Craxi,dunque fu di sinistra e giammai un nemico dei lavoratori."
      Tralascio poi,per carità di patria, ogni paragone
      con gli altri odierni "amici dei lavoratori".

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  3. Secondo me l'errore (in cui inizialmente con Brancaccio sono incorsa anch'io) è pensare che il comunismo sia di sinistra.
    Forse sarebbe più corretto dire i comunisti, non il comunismo.





    O forse no.

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    1. Se il tema ti appassiona (in effetti è appassionante) ti suggerisco la lettura di Michéa. Lì c'è tutto (e infatti in Francia lo hanno massacrato ex utroque).

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    2. Anche Robin, "La sinistra del capitale", che da Michéa prende a piene mani.

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  4. Per una volta, ho la soddisfazione di dire:

    GLIELO AVEVO DETTO
    .

    Non solo. Gliel'ho ripetuto e riripetuto.
    Ad esempio questa mi è rimasta nel cuore:
    ACCORATO APPELLO A FURFARO
    SI - CAMPO PROGRESSISTA E GIOVANI SCIANTOSETTE TUTTE


    Io sto con Roberta per simpatia e con Alberto49 per coscienza di classe (lettori bistrattati).
    Nulla di personale, è una rivendicazione politica.

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  5. Da lettore antico, ricordando quel famoso incontro-confronto a Napoli, rimasi meravigliato delle accuse (non erano certo critiche) di cui eri stato fatto bersaglio. Allora rimasi stupito, anche se avevi anticipato che ti aspettavi qualcosa, soprattutto ricordando ciò che avevi scritto sul TDE e che tu stesso avevi ricordato a chi al momento sembrava un lettore molto superficiale.Su Amato sappiamo chi è, cosa ha fatto e d'altronde lui stesso ha ammesso come il percorso verso la moneta unica, di cui fu protagonista, era attraversato da "forzature e da illusioni". Hai ragione farsela con lui che senso ha? Sicuramente altri sono i falsi "amici" o alleati da smascherare per il loro atteggiamento fin qui mostrato. Sul Portogallo come sempre fai parlare i dati che azzerano le tante chiacchere di contorno.

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  6. Stanno meglio di noi, la quota salari è comunque 5 punti superiore alla nostra e a parità di costanza di quota salari dal 2013, per entrambi, se ho capito bene, loro la realizzano con un aumento di occupati, che guadagnano un po' meno, noi con una diminuzione di occupati che guadagnano un po' di più. Si comprende come il rischio di esclusione e povertà sia leggermente migliore del nostro; ovvero la redistribuzione funziona anche se la torta diminuisce. Il sogno dei veri amici dei lavoratori alla Bersani/Cuperlo!

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    1. Il punto è che comunque ridistribuire di meno a più persone maschera il fatto che ... stai ridistribuendo di meno e quindi non c'è nessun miracolo!
      Il miracolo sarebbe ridistribuire di più!
      Fu fatto anche qui coi voucher e facendo rientrare nel numero degli occupati chi ha preso almeno un voucher, ma quelli non sono occupati. E' sempre il gioco delle 3 carte.
      Stanno meglio di noi? E' solo un illusione.
      Stanno esattamente come noi, in ginocchio.

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  7. Tenere alta la quota dei profiterole, I suppose?

    Bàideuèi, a che pro guardare i campioni del Capitale se ci si fa il sangue amaro? E poi, che mai potranno dire che non si sia già sentito? Le solite cose, manco il brivido friccicorino della novità.
    Se proprio abbiamo voglia di ascoltare qualcuno di costoro, almeno godiamocela con i poppicorni in mano: nulla è meglio delle demi-vierges piddine a la Marattin (pron. Marattèn), o del mai abbastanza rimpianto Taddei, consumati attori dai perfetti tempi comici e con un repertorio di facezie che si rinnova di continuo. Avercene!

    Peraltro, idea per una nuova trasmissione di economia che spacchi (pron. spakki), come dicono i gggiovani: ripescare il format di "Match", trasmissione "arbitrata" da Arbasino a fine anni 70 e ricordata soprattutto per lo scontro Monicelli-Moretti*, e riproporlo declinandolo in duelli tra soli economisti o sedicenti tali. Grosso problema: trovare il conduttore.

    *lo so, sono didascalico.

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  8. Lei è troppo colto per essere di sinistra.

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    1. Questa è un'osservazione interessante, e un altro lutto da elaborare. Una volta, nel pacchetto del "sentirsi dalla parte giusta della storia", era compresa, oltre alla superiorità morale ("noi non siamo corrotti come i democristiani") ed etica ("noi non siamo fascisti come i fascisti") anche quella culturale ("noi non siamo incolti come quelli di destra"). Fatto sta che ultimamente a sinistra incontro solo imbecilli fradici di sottocultura US (con le note eccezioni, quasi tutte coinvolte nel progetto). Credo sia l'influsso di Uolter: il chennedismo poraccio di una sinistra atlantico/europeista che ha allontanato dai libri senza figure e dalla pratica delle arti i giovini ram-polli di buona famiglia, ai quali, con la coscienza della loro superiorità, è stata legata anche la certezza del non dover fare alcunché per dimostrarla (mi sembra una buona definizione di egemonia culturale, ma gli esperti siete voi).

      Risultato? Il deserto, l'incapacità di decidere da soli quanto faccia due più due, e però l'insigne benefit di potersi contrabbandare per colto appiccicandosi in testa la recensione dell'ultimo Nobel azero pubblicata nel paginone dell'infausto defecatore di fake news. Un bel risparmio di tempo, da dedicare a...

      A cosa?

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    2. "ma anche" Uolter, la dichiarazione esplicita di stare da tutte le parti e da nessuna (e quindi di essere a completa disposizione di chi comanda).

      Allora cominciai ad aprire gli occhi.

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    3. Questo invece è un commento pregnante (l'invece ve lo attaccate alla coda di paglia, ma attenti che scotta...).

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    4. "...i giovini ram-polli di buona famiglia..."... includiamo anche costui di sciolta civica (ex)?

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    5. Lo schifo nutrito dalla sinistra verso la cultura classica mi ha sempre impedito di votarli, pur essendo io assolutamente statalista.

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    6. In sintesi: il sei politico.

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    7. Uolter sta a Kennedy come Jovanotti sta a Bob Dylan

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    8. @Vishnu: lo schifo tipo quello di Canfora al goofy, o di Armando Petrucci, certamente. Avere metà della loro cultura, classica e no, sarebbe ancora troppo per una testa sola.
      @Silvia: Canfora è un comunista d'antan, annessi e connessi, per dire.

      La sbobba cui si pretende di ridurre tutto questo, per livore odierno o per antica inimicizia, manifesta solo la terribile coda di paglia di chi lo fa. E in fin dei conti non si allontana affatto dal metodo con cui ci si è fatto inghiottire per decenni il mantra UE: lo si sta solo sostituendo con altro ossessivamente martellato da parte di chi è ansioso, nella propria mai doma arroganza troppo sovente di classe, di prendersi una rivincita facile facile grazie all'esasperazione di masse ridotte alla miseria dal tradimento del ceto dirigente che ha abidcato alla propria funzione. La mancanza di rigore di simile operazione è totale quanto sfacciata.

      In entrambi i casi, l'importante è non far prendere coscienza dei saldi settoriali del caso. L'opposto di quel che qui si è tentato di fare, che è, oltre a ristabilire la verità economica (e la bellezza musicale), tentare di insegnare ai lettori l'importanza del confronto con i fatti e del ragionamento rigoroso. Come fa anche Sapir, altro schifiltoso marxista che certo non ignora la cultura classica per quel che inerisce al suo mestiere, per quanto ne sia forse meno cultore rispetto ai primi.

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    9. e poi quest'altro ancor:
      https://it.wikipedia.org/wiki/Santo_Mazzarino

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    10. Quegli studiosi che cita sono totalmente di un' altra generazione. La generazione dopo ha fatto veramente pena. Io ci vivo in mezzo, con tristezza.

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  9. ...ma non era chiuso per Napoli?
    Grazie per la sorpresa prof, ero venuto a curiosare sulla TL convinto che non ci fosse nulla di nuovo.
    Buon concerto!

    E che le fastidiose contratture muscolari al trapezio stiano lontane dal clavicembalista...

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    1. Le contratture ti vengono se hai una tecnica demmerda. Io per ora non ne ho avute.

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  10. Per capire mi bastò vedere la puntata di Omnibus (se non sbaglio) in cui si confrontò con Monti. Gli disse tutto, ma col sorriso sulle labbra. Memorabile! Sarà comunque il capitale, a modo suo, a gestire la situazione. Non certo gli uscitisti da sinistra. Tanto vale dibattere con il capitale.

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    1. Eh, ma anche lì, che due coglioni! "Non sei stato abbastanza incisivo, Bagnai ruffiano, ecc." Sinceramente, credo che alla fine mi stancherò, spegnerò la lampadina, e voi tornerete al buio. Poi andrete a cercare, a tentoni, quelli che la lampadina me l'avranno fatta spegnere. Perché le critiche ovviamente sono lecite e utili, ma dopo aver fatto un minimo sforzo per contestualizzare, e per evitare di ripetere sempre, sempre, sempre, sempre le stesse cose... Se vedo che più si va avanti, e più stiamo allo stesso punto (con gli argomenti di uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette anni fa) lasciar perdere diventa un imperativo razionale, no? Quindi facciamo un po' finta tutti di aver imparato da questo percorso insieme, perché abbiamo imparato, e molto. Solo che siccome l'apprendimento è stato graduale, guarda caso per molti è passato inosservato. Ed è un vero peccato!

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    2. La capisco. E mi piacerebbe sapere quanti di quelli che "non sei stato abbastanza incisivo, etc." sono stati in grado di portare il loro incisivo messaggio in sedi altrettanto importanti.

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  11. Al riguardo del tradimento dei media e degli intellettuali, vi segnalo questa intervista di uno dei fondatori del gruppo Kairos, Guido Brera, che ieri a Radio Capital ha candidamente ammesso che (minuto 23) "Monnait disse che intanto bisogna partire con l'euro e poi TRAMITE LE CRISI l'euro si sarebbe formato [...] siamo partiti un po'forse dalla fine. Però ormai è inutile che ne stiamo qui a parlare: ormai ci siamo e bisogna andare avanti[...]La Germania ha contravvenuto a tutti i patti di Maastricht [...] La Germania è un paese nato per esportare, attua una politica mercantilistica, ha fatto una svalutazione interna [...] che ha distrutto gli altri paesi". Insomma ha riassunto in tre minuti tutto quello che lei aveva scritto nel 2012, arrivando a conclusioni diametralmente opposte, cioè che non dobbiamo riacquistare strumenti legittimi di difesa da politiche aggressive di sopraffazione economica. Questo mentre i due giornalisti (?!) conduttori annuivano con serenità. Come ha detto nel post, io non mi sorprendo che Brera difenda l'euro, immagino sia un esimio rappresentante della cosiddetta finanza globale. Però spero che altri ascoltatori siano rimasti sconvolti come me dalla facilità con cui ormai si enunciano metodi di governo paternalistici e antidemocratici anche sui media da sempre considerati 'progressisti'.

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    1. Radio Capital è del gruppo Espresso-Repubblica, quindi è il principale house-organ dei metodi di governo paternalistici e antidemocratici. Tutto il contrario di media "progressista". (direttore Zucconi, che altro aggiungere?)

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    2. E' l'attitudine del servo, che considera le decisioni del padrone alla stregua di leggi di natura. Natura matrigna, ma che ci possiamo fare? Bisogna andare avanti...

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  12. Buongiorno Professor Bagnai
    Torna utile ricordare la massima " Dai nemici mi guardo io . Dagli amici (de sinistra) mi guardi dio " Per la logica dell'appartenenza invece vale l'ordine Credere . Obbedire . Combattere . Che dispensa dalla faticaccia di verificare i dati . Sul senso di appartenenza si sino costruiti gli Imperi . Per non parlare del buonismo . I buoni sono sempre ben visti perché sono facilmente controllabili e con scarsa fantasia .
    C'è Un solo modo per non tradire il partner . Ma se vuoi farlo si aprono sterminate praterie . E usare la fantasia è l'equivalente di studiare grafici . Delenda PD .tu

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  13. «Nessuno riesce a far tanto bene Giuliano Amato quanto Giuliano Amato».
    Mi sia permessa una boutade: sebbene nel mondo politico italiano i comici abbondino, pare che solo il vero talento riesca nell'impresa di apparir (se non di esser) diverso da se stesso.

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  14. Ho un caro amico, musicista, professore di musica, amante della storia del ‘900 e di sinistra.
    Quando gli chiedo di spiegarmi (perché proprio non lo capisco) come sia stato possibile che un partito di sinistra possa aver attuato ed approvato riforme a danno dei lavoratori come l’abolizione dell’articolo 18 o la cosiddetta buona censura contro le fake news, seraficamente mi risponde “ma quella non è la sinistra”.
    Non sarà quella la sinistra ma se era Marx che spiegava cosa fosse l’EIR che questa sinistra sta importando, è un fatto che è la destra che sta difendendo gli operai (o almeno che dice di volerlo fare, vedremo poi nella prova dei fatti).
    Il tutto condito nel nome del fogno europeo.
    (per i diversamente europei riporto qui l’ennesimo appello, che mi pare tuttavia di buon senso:
    https://thetrueeurope.eu/uneuropa-in-cui-possiamo-credere/)
    Ora: se l’ideologia e la realtà politica si dice siano cose diverse, la coerenza non è e non può esserlo. E quest’ultima manca ormai da troppo tempo.
    E mancando di coerenza questa sx ha tradito, oltre se stessa, tutti noi, lasciandoci senza la protezione di uno stato vigile. Questo l’ aspetto più grave che io non posso (e non voglio) perdonarle.
    il mio nemico è chi non fa l’ interesse del cittadino: in questo caso questa sinistra che tradisce due volte perché è (o dovrebbe essere) nella sua natura intrinseca quella di difendere il popolo.
    E a differenza di chi (sicuramente in buona fede) asserisce che questa non è la sinistra ma guai a votare la destra, chiedo di valutare i programmi, e scindere temporaneamente l’ ideologia dall’attuale realtà.
    Io sono figlia di due operai del pubblico impiego, ora in pensione, che lavorando tanto e onestamente (dato di fatto, non virtù eccezionale), hanno cresciuto due figlie garantendo loro istruzione, e acquistando due case. Per la sanità non si pagava nulla o quasi, se stavo male di notte il medico di turno veniva a casa, mia madre non mi mandava a scuola con la carta igienica (come io devo fare ora con mio figlio perché c è la buona scuola).
    Io rivoglio quello stato ed appoggio chiunque sia in grado di restituirmelo: dai messaggi che arrivano da sx non credo saranno loro.
    Non commento la situazione portoghese: so per certo (grazie ai suoi libri) che dove c’è l’euro i salari sono inferiori alla produttività, e l’ austerità espansiva è una solenne sciocchezza.

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    1. Sono totalmente d’accordo, e mi dispiace per il mio babbo buonanima che si rivolterà nella tomba, ma le nomenclature che tanto ci erano care non corrispondono più alla realtà. Forse dobbiamo smettere anche di nominarla, la sinistra. Ogni volta dobbiamo scontrarci col tradimento, l’inettitudine, la falsità... basiamoci sui requisiti minimi, come a scuola agli esami di riparazione. Per tornare a quello stato che anch’io come Mary ricordo con nostalgia, serve di uscire dall’euro il prima possibile. Chi ha questo punto nel programma come priorità? Chi ha reali possibilità di arrivare a una percentuale di voti da avere un peso significativo, anche se solo all’opposizione? Non è che ci sia tanto da scegliere, si entra nel seggio, si fa una croce al posto giusto senza tentennamenti e poi si vedrà. Con la coscienza a posto.

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  15. Capisco e condivido il discorso, ma avendo avuto poche esperienze politiche non provo la stessa frustrazione, frustrazione che però provo (dato che ho avuto più contatti) nel sentire i discorsi di persone appartenenti alla sfera religiosa che nel migliore dei casi sono neutri di fronte al progetto €uropeo (almeno loro si presume siano ignoranti in tema economico).

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  16. Io invece me la prendo con gli imprenditori che non capiscono che i loro dipendenti sono i loro clienti. Un imprenditore dovrebbe essere contento di poter pagare di più i propri operai e impiegati proprio perché così può garantirsi la continuità dei suoi profitti.Pensando invece solo al profitto anche a scapito dei salari sappiamo che prima o poi quel profitto potrebbe improvvisamente azzerarsi perché il banco salterà.

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    1. Non hanno capito nemmeno (o non hanno voluto capire) che quando lo stato investiva nella spesa pubblica, di fatto, finanziava loro (come una banca) ma a zero interessi. Le “riforme strutturali” hanno incominciato ad imporcele gia trent’ anni fa.

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  17. Grazie Alberto....

    Beh è bello vedere come i sinistri DOP del governo portoghese abbiano "cambiatoverso" alle politiche dell'autteità butta in terra lusitana... ma si capisce subito dalla prima tabella... dove "Compensation per employee" parta da 81 ed arrivi ad 84 nel 2010, per poi crollare nuovamente ad 81 nel 2011 ed addirittura 74 (!) nel 2012...
    Mentre "Taxes on production/ imports" passi da 25 a 27... alla faccia della reflazione...

    Ah, in merito ai fire sales chissà pensano ora i sinistri DOP del "piccolo" caso ILVA... prima rifiutano a pie' pari ogni intervento statale, poi si affidano al privato e, quando quest'ultimo annuncia 4mila esuberi e riassunzione dei superstiti con contratti jobs act, fanno le tigri (di carta)... ma prima questi qui, quando firmavano i contratti, dov'erano? Ar cesso? Senza parole...

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  18. Solo per riallacciarmi al tema dell’occupazione/ disoccupazione..
    Draghi afferma che le riforme ci hanno fatto bene… infatti dice: "Diversi Paesi hanno realizzato negli anni recenti riforme che hanno aiutato a ridurre la disoccupazione - in maniera più visibile Spagna e Portogallo, ma anche l'Italia"… OK. Difatti il Portogallo ora come ora è il paradiso dei sinistri DOP... o no?....

    Dall’altra parte OCSE dice che l’Italia, sostanzialmente, sta passando dal “non è un paese per giovani” e/o “non è un paese per vecchi” al “non è un paese per gli Italiani”: “L'Italia è uno dei paesi più vecchi dell'Ocse … segnala che i giovani italiani sempre di più sono intrappolati in lavori "non standard" e trovano difficoltà ad avere un lavoro stabile nel mercato.” . Quindi Draghi dice che la disoccupazione sta calando ma l’OCSE certifica che questo calo praticamente è dovuto a contratti a termine, aiutati dalle stesse riforme EQUE di cui ha parlato Draghi… le stesse messe in pratica in Grecia immagino, dove grazie all’austerità espansiva “che tanto bene fa” (citofonare cittadini greci) Fs si sta pappando pezzi delle ferrovie locali per un tozzo di pane:” "In Grecia c'è molta voglia di far ripartire il servizio ferroviario e ci aspettiamo sviluppi interessanti… stiamo partendo con la gestione di Trainose (rilevata lo scorso 14 settembre, ndr) e valutiamo se portare a casa altri pezzi" dell'azienda ferroviaria greca "smantellata in 4 parti dopo gli accordi con la Troika".

    Che dire, è proprio vero. L’euro permetterà (LORO) di lavorare un giorno in meno guadagnando come averne lavorato uno in più (NOI). E’ proprio questo il grande successo della moneta unica.

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  19. Sono certa che lei abbia un buon carattere, perchè spesso, pur parlando di fatti dolorosissimi, riesce a fare battute pregnanti che fanno sorridere, battute degne di una persona colta ma anche straziata.

    Quella pseudo sinistra di cui lei tratta è il risultato di oltre 40 anni di OMOLOGAZIONE CULTURALE, quella che per primo Pasolini individuò.

    Pasolini scrisse un articolo denominato "Studio sulla rivoluzione antropologica in Italia" del 10 giugno 1974. Ho estratto queste frasi, perchè attengono a quanto da lei scritto oggi:

    "I ceti medi sono antropologicamente cambiati. I loro valori positivi non sono più quei valori sanfedisti e clericali ma i valori dell’ideologia edonistica del consumo e della conseguente tolleranza modernistica di tipo americano."

    "Il Nuovo Potere attraverso lo “sviluppo” (n.d.r. non il progresso, proprio lo sviluppo che poi segue la crescita indiscriminata del cancro) della produzione di beni superflui, l’imposizione della smania del consumo, la moda, l’informazione (soprattutto, in maniera imponente, la televisione - e n.d.r. adesso dovremmo dire l’eccesso di informazione dei social, che dall’inizio della presidenza Trump inondano di fake) ha creato tali valori, gettando a mare cinicamente i valori tradizionali e la Chiesa stessa, che ne era il simbolo."

    "L’Italia contadina e paleoindustriale è crollata, si è disfatta, non c’è più, e al suo posto c’è un vuoto che aspetta probabilmente di essere colmato da una completa borghesizzazione, del tipo che appena accennato (modernizzante, falsamente tollerante, americaneggiante ecc.)."

    "Tale salto 'qualitativo' riguarda dunque sia i fascisti che gli antifascisti: si tratta infatti del passaggio di una cultura, fatta di analfabetismo (il popolo) e di umanesimo cencioso (i ceti medi), da un’organizzazione culturale arcaica all’organizzazione moderna della 'cultura di massa'.

    "Nel comportamento quotidiano, mimico, somatico non c’è niente che distingua – ripeto, al di fuori di un comizio o di un’azione politica – un fascista da un antifascista (di mezza età o giovane: i vecchi, in tal senso possono ancora esser distinti tra loro). Questo per quel che riguarda i fascisti e gli antifascisti medi. Per quel che riguarda gli estremisti, l’omologazione è ancor più radicale."

    Sperando di non aver fatto un intervento ripetitivo, la saluto e la ringrazio per i suoi post. Intervengo pochissimo perchè nel settore economia posso solo imparare.

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  21. Spero di non dire una sciocchezza, ma l'Italia ha una quota salari inferiore al Portogallo, o no?
    2007. 38,34%
    2016. 39,85%

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  22. A me pare che l'aspetto più rilevante dell'invito al convegno di Amato sia...l'invito stesso! Indipendentemente dai relatori presenti e dalla qualità dei discorsi fatti (ma vi aspettavate qualcosa di diverso?) rimane il fatto, per me enorme, che il prof è considerato un degno e rispettabile interlocutore anche dai "mammasantissima" dell'eurismo, e questa non credo sia una cosa secondaria; in questi anni ho avuto modo di assistere ad una crescita costante, mai un passo indietro, e se tanto mi dà tanto un bel giorno vedremo il prof in qualche posizione di rilievo, e magari penseremo a quanto potevano essere futili certe discussioni...

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    1. Oh, e meno male che qualcuno se n'è accorto! Avete sentito l'intervista di stamattina a Radio Anch'io?

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  23. A me me pare che "giuliano amato fa giuliano amato" col culo degli altri.

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  24. Leggendo autori che hanno una Weltanschauung tra il reazionario e qualcosa come il prodotto di un delirio psicotico, non posso che prender coscienza del fatto che i pasdaran del conservatorismo - tanto quanto i balilla al loro seguito - non si mettono sempre al servizio del potente per semplici motivi di prestigio o di carattere economico. Ogni tanto lo fanno anche con un accanimento e una convinzione che sembra nascere da un profondo odio verso l'ipocrisia del moralismo "di sinistra". Quel moralismo piccolo-borghese adornato di cristianesimo di princisbecco.

    La sinistra gesuitica, quella che Pareto definiva con sprezzo "democristiana" e che era composta da certi agitati che non potevano mai aver letto "il Marx", essendo che gli ultimi due libri del Capitale erano allora da poco pubblicati...

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  25. "We cannot leave the politics of identity to the right. If we do that, we will get fascism" - Professor Paul Collier - L'ha detto a #EuropeTogether (aargh)

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  26. Si. La nobile stirpe incalzata da un “si ma Bagnai dice”.
    Se accettano il dialogo, finalmente possiamo cominciare a pensare (liberamente) tutti noi.

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  27. Vorrei far notare che il governo Socialista si è insediato nel 2015 quindi confrontando i dati del 2016 con i due precedenti si evince che a fronte di un aumento di PIL si è verificato anche un aumento della quota salari. Cioè è cresciuta la torta e il pezzo che tocca al lavoro. Il tutto con un miglioramento della bilancia dei pagamenti. Certo, c'è stato un aumento di contratti a termine però nel complesso disoccupazione e il rischio povertà sono diminuiti. Concordo con lei, che nel medio termine dentro l'Euro si muore. Inoltre, probabilmente, un'analisi sull'operato del Governo Portoghese fatta sui dati di un anno, come ho appena fatto, non è da ritenersi soddisfacente. Forse, tra un paio d'anni di potrà dare un giudizio più completo. Ad oggi, comunque, dati alla mano, non si può non dire che il governo stia migliorando le condizioni economiche del paese.

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    1. Ne hai facoltà. In effetti, questa inversione di tendenza si nota anche dal relativi grafico, che consente di metterla in prospettiva. Un altro grafico mostra come il surplus pubblico vada aumentando. Sono assolutamente d'accordo sul fatto che occorra analizzare dati su un periodo più lungo, e in effetti questo mio post, se vuoi, puoi interpretarlo come un educated guess su cosa i dati ci diranno fra due anni. Siccome il tuo è ortogonale al mio, sarà facile vedere chi avrà avuto torto o ragione, anche perché, applicando la tua stessa logica, potrei dirti che in questo momento il governo "de sinistra" si sta intestando i benefici effimeri delle politiche "de destra" fatte negli anni precedenti (le uniche fattibili nell'Eurozona). Lasciamo lavorare il tempo, e poi, se per una volta ho sbagliato, sai che non avrò difficoltà ad ammetterlo.

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  28. http://www.qzone.it/index.php/q-themes/marco-fascina/359-sono-un-populista-idiota-e-nefando

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