MIA15 - Vincitore   La libertà non è gratis: sostieni questo progetto contribuendo ad a/simmetrie.
Puoi anche destinarci il 5x1000 (CF 97758590588): non ti costa nulla, e qui ti spieghiamo come fare.

mercoledì 29 giugno 2016

Monti (fact checking)

Questo post consta di due parti. La prima riporta dei freddi dati statistici. La seconda è una delle tante lettere che quotidianamente ricevo. Come sapete, post hoc ergo propter hoc è una fallacia logica. Vi invito ovviamente a non esserne vittime.

I dati
Mario Monti (Varese, 19 marzo 1943), oltre a tutte le cose che sapete e che potrete facilmente reperire in rete, è stato primo ministro del nostro paese dal 16 novembre 2011 (data di apertura di questo blog per i motivi qui ricordati) al 28 aprile 2013. Vorrei farvi un succinto riassunto dei risultati di questi 529 giorni di governo limitandomi ad alcuni fondamentali macroeconomici, con l'osservazione preliminare che, come credo sappiate, la maggior parte dei dati macroeconomici non sono ovviamente disponibili a cadenza giornaliera. Non sarà quindi sempre possibile riferire il loro andamento all'esatto intervallo temporale di governo del prof. Monti, se non per approssimazione o per difetto, cosa della quale mi scuso fin da ora con voi, e naturalmente anche con l'interessato.

Va ricordato il contesto nel quale il governo Monti si insediò: quello di una forte turbolenza finanziaria, che i giornali di allora attribuivano al debito pubblico italiano. Sappiamo però che già all'epoca la Banca Centrale Europea aveva chiarito nei suo documenti tecnici che la crisi cosiddetta dei "debiti sovrani" non dipendeva dal debito pubblico, come specificato in questa slide:


dove si evidenzia il periodo nel quale il saldo del settore privato del Sud passa in deficit, mentre il deficit pubblico del Sud sostanzialmente si riduce (la fonte è questa).

Eh già, non era una crisi di debito pubblico...

Nel 2012 ce lo ribadiva la Commissione Europea, che nel suo Fiscal sustainability report chiariva come l'Italia non avesse mai avuto problemi di sostenibilità del debito di breve periodo (tradotto: il pagamento degli stipendi e delle pensioni pubbliche non era mai stato a rischio, con buona pace dei gazzettieri), e ce lo mostrava con l'indicatore di sostenibilità di breve periodo S0:


(vedete che il nostro paese era sempre stato al disotto del livello di guardia). L'Italia non aveva nemmeno problemi di sostenibilità del debito nel lungo periodo (leggi: problemi di sostenibilità del sistema pensionistico), e ce lo mostrava l'indicatore di sostenibilità di lungo periodo


(vedete che il nostro paese, anche qui, era praticamente l'unico sotto al livello di guardia, insieme alla Lettonia, cui vogliamo molto bene, ma che non rientra fra i paesi più significativi in termini di dimensioni - anche se certo non disconosciamo il suo contributo alla cultura europea).

Il motivo di questa collocazione, che sarà parsa strana a tutti, ma non ai miei lettori, era che:


Eh già! Non era una crisi di debito pubblico...

Nel 2013 lo confermava Vitor Constancio, ad Atene, in un discorso celebre, mostrando una slide celebre, questa qui:


(che poi è una versione ripulita del primo grafico di questo blog). Non credo di dovervela spiegare.

Non era una crisi di debito pubblico, in effetti: era aumentato solo in due dei cinque paesi in crisi, e aumentato di meno in quello che era più in crisi (la Grecia).

Mentre il debito privato...


Nel 2014 il discorso di Constancio diventava un articolo scientifico.

Nel 2015 ci arrivava anche Giavazzi (not a public debt crisis), e io salutavo la sua tardiva conversione con viva cordialità.

Oggi credo che tutti capiscano dov'è il problema: nelle banche, cioè nei debiti dei privati (famiglie e imprese), che, strozzati dalla crisi, non riescono a restituire alle banche i soldi che devono loro. Cosa che qui ci eravamo detti niente meno che il 20 novembre 2011.

Sì, proprio nei giorni in cui il professor Monti era alacremente intento a curare una crisi di debito privato come se fosse una crisi di debito pubblico, cioè tagliando i redditi dei privati (via aumenti di imposte e tagli di prestazioni sociali), per risanare le finanze pubbliche, con il risultato però di dissestare quelle private, e quindi, a valle, le banche.

Ah, che il legame fra dissesto dell'economia reale e dissesto delle banche esista non lo dicevo solo io nel novembre 2011: lo ha detto anche l'ABI nel dicembre 2015:


C'è chi parla perché ha coraggio, e c'è chi parla perché ha paura. Indipendentemente dalle motivazioni, alla fine la verità viene a galla.

Ora voi mi direte: "D'accordo, avevi ragione tu e te lo dicono ormai tutti (i dati, i colleghi, la stampa finanziaria internazionale...). Mancano all'appello i gazzettieri, ma datti una calmata! In fondo, che male c'era nella fissazione del professor Monti per il debito pubblico? Un eccesso di debito pubblico è comunque un problema, no? Ci hai fatto una tesi di dottorato, dovresti saperlo? Quindi, che problema c'è se il professor Monti si è adoperato per ridurlo? Va bene: ammettiamo pure che abbia amplificato i problemi dell'economia reale e quindi delle banche - nel grafico dell'ABI si vede che le sofferenze si impennano dal 2011 - ma almeno avrà risolto l'altro problema, no? Quindi?".

Ecco, in effetti l'altro problema, quello del debito pubblico, quello che l'austerità avrebbe dovuto risolvere, non vorrei sembrare irrispettoso, ma a me non pare sia stato risolto.

Il fatto è che nel periodo del governo Monti il debito pubblico ha continuato a crescere come se niente fosse (con buona pace degli aumenti di imposte e delle sforbiciate varie). Lo vedete qui:



(dove vi ho evidenziato il mese di presa di servizio e quello di fine servizio). Una performance non esaltante, in termini di contenimento del debito, aggravata dal fatto che i tagli su qualcosa avevano avuto un impatto. Indovinate un po' su cosa? Bravi, sul PIL:


che inizia a scendere nel trimestre precedente all'arrivo di Monti (il terzo del 2011), ma poi mica smette, anzi: continua la sua caduta libera e si stabilizza, casualmente, solo quando Monti se ne va (dal secondo trimestre del 2013). Questo è il Pil reale, ma a quello nominale (a prezzi correnti, che quindi incorpora l'inflazione) non è che sia andata meglio:


La flessione è meno evidente (per forza! C'era un po' di inflazione...), ma anche il Pil nominale diminuiva. Ora, dato nel rapporto debito/PIL il numeratore cresceva, ma il denominatore diminuiva, cosa pensate che sia successo al rapporto stesso? Pensateci un po' su, non è difficile...

È successo questo:


Monti lo ha trovato attorno al 116%, e ce lo ha restituito attorno al 131% (la serie trimestrale è costruita dividendo il valore del debito nell'ultimo mese di ogni trimestre per la somma mobile del PIL nel trimestre e nei tre precedenti, e quindi coincide alla fine di ogni anno col valore annuale del rapporto debito/Pil).

Chiaro, no?

Cosa poteva determinare una politica di tagli così severi?

Bè, ce l'immaginiamo un po' tutti. Intanto questo:


Nessuno si sarebbe mai aspettato che politiche procicliche potessero arrestare la crescita della disoccupazione (a dire il vero già iniziata da due trimestri). Monti l'ha trovata al 9% e ce l'ha restituita al 12%. Con quali conseguenze? Quelle viste sopra: una perdita di prodotto (perché se non si lavora non si produce), ma anche con quelle che vedete qui:


Monti ha trovato un'Italia con un milione di famiglie povere, e ha lasciato un'Italia con 1.6 milioni di famiglie povere, pari a 4.4 milioni di individui in povertà assoluta (erano solo 2.6 quando è arrivato).

Insomma: quando Monti è arrivato l'Italia aveva una gamba malata (la finanza privata) e una gamba relativamente sana, anche se un po' zoppicante (la finanza pubblica). Per non sbagliare Monti ha "curato" la gamba sana. Naturalmente ora l'Italia non cammina meglio, ma consolatevi: poteva andare peggio.

Se non ci credete, leggete l'aneddoto.

Un aneddoto

Gentile Professore,

vorrei rubare un po’ di tempo per raccontarle un'esperienza che è, a mio avviso, emblematica di ciò che tutti i giorni stiamo vivendo e combattendo.

Mia mamma è scomparsa il 31 marzo del 2015 per un infarto non diagnosticato.

Viveva in un paese di provincia dove fino a 7 – 8 anni fa esisteva un ospedale dotato di reparti di medicina, chirurgia, cardiologia, ostetricia, ginecologia e un pronto soccors; servizi rivolti ad un bacino di utenza di circa 25 – 30 mila persone.

L’ospedale è stato ridimensionato, per via delle politiche di cui sappiamo, fino ad eliminare tutti i reparti fin qui descritti; sostituiti con un reparto di geriatria, dei laboratori analisi ed il primo soccorso.

La mamma il venerdì sera ha accusato i primi malori e il sabato pomeriggio l’abbiamo accompagnata al primo soccorso del paese per dei controlli.

Dopo alcune analisi, tra cui un tracciato cardiologico, mia madre veniva  tranquillizzata dal medico responsabile sul fatto che si trattava di dolori reumatici. Rimandata a casa imbottita di antidolorifici e con il consiglio di sentire un medico remautologo.

Dopo quasi 3  giorni da quella visita mia madre è morta di infarto.

L’elettrocardiogramma segnava un infarto in corso ma era stato letto da un urologo che, evidentemente, non aveva gli strumenti professionali adeguati per valutare un tracciato cardiologico.
Sarebbe bastato non tagliare i reparti ospedalieri del paese per avere mia madre ancora viva.
Sarebbe bastato uno studente di cardiologia per salvare la vita di mia mamma.

Abbiamo intentato una causa civile all’Azienda Sanitaria Locale. Prima di andare in giudizio l’Ufficio Legale della ASL  ha chiesto una transazione, pagano pur di non finire in Tribunale.
Ma mia madre non me la restituisce più nessuno.

Però  la cosa che mi ha spinto a scrivere sul blog è stata un'altra. E’ stata la chiusura del cerchio avvenuta qualche giorno fa.

Guardando su twitter mi sono imbattuto in un intervista di R. Prodi che diceva: “Ci siamo illusi che la gente si rassegnasse a un welfare smontato a piccole dosi, un ticket in più, un asilo in meno, una coda più lunga...” ho tremato pensando: un reparto di cardiologia in meno …

Rassegnarsi ….

Ho pianto di nuovo, come se mia madre fosse morta un'altra volta. Ho pianto come non piangevo dal suo funerale.

Ho pianto perché la mamma e il babbo, che spiritualmente è morto insieme a lei,  hanno sempre sostenuto Prodi in tutte le campagne elettorali. Stravedevano per Prodi.

Ho pianto di rabbia per il tradimento di questa gente.

Quanto dolore inutile.

Grazie per il blog, dove a volte ho commentato anch'io, per i suoi libri e per l'attività di divulgazione e libertà che sta facendo.

Un caro saluto.

P.S. : se vuole pubblicare la lettera sul blog La prego di escludere la firma e il nome di mia madre.

Conclusioni


- In che posso ubbidirla? - disse don Rodrigo, piantandosi in piedi nel mezzo della sala. Il suono delle parole era tale; ma il modo con cui eran proferite, voleva dir chiaramente: bada a chi sei davanti, pesa le parole, e sbrigati.
Per dar coraggio al nostro fra Cristoforo, non c’era mezzo più sicuro e più spedito, che prenderlo con maniera arrogante. Egli che stava sospeso, cercando le parole, e facendo scorrere tra le dita le ave marie della corona che teneva a cintola, come se in qualcheduna di quelle sperasse di trovare il suo esordio; a quel fare di don Rodrigo, si sentì subito venir sulle labbra più parole del bisogno. Ma pensando quanto importasse di non guastare i fatti suoi o, ciò ch’era assai più, i fatti altrui, corresse e temperò le frasi che gli si eran presentate alla mente, e disse, con guardinga umiltà: - vengo a proporle un atto di giustizia, a pregarla d’una carità. Cert’uomini di mal affare hanno messo innanzi il nome di vossignoria illustrissima, per far paura a un povero curato, e impedirgli di compire il suo dovere, e per soverchiare due innocenti. Lei può, con una parola, confonder coloro, restituire al diritto la sua forza, e sollevar quelli a cui è fatta una così crudel violenza. Lo può; e potendolo... la coscienza, l’onore...
- Lei mi parlerà della mia coscienza, quando verrò a confessarmi da lei. In quanto al mio onore, ha da sapere che il custode ne son io, e io solo; e che chiunque ardisce entrare a parte con me di questa cura, lo riguardo come il temerario che l’offende.
Fra Cristoforo, avvertito da queste parole che quel signore cercava di tirare al peggio le sue, per volgere il discorso in contesa, e non dargli luogo di venire alle strette, s’impegnò tanto più alla sofferenza, risolvette di mandar giù qualunque cosa piacesse all’altro di dire, e rispose subito, con un tono sommesso: - se ho detto cosa che le dispiaccia, è stato certamente contro la mia intenzione. Mi corregga pure, mi riprenda, se non so parlare come si conviene; ma si degni ascoltarmi. Per amor del cielo, per quel Dio, al cui cospetto dobbiam tutti comparire... - e, così dicendo, aveva preso tra le dita, e metteva davanti agli occhi del suo accigliato ascoltatore il teschietto di legno attaccato alla sua corona, - non s’ostini a negare una giustizia così facile, e così dovuta a de’ poverelli. Pensi che Dio ha sempre gli occhi sopra di loro, e che le loro grida, i loro gemiti sono ascoltati lassù. L’innocenza è potente al suo...
- Eh, padre! - interruppe bruscamente don Rodrigo: - il rispetto ch’io porto al suo abito è grande: ma se qualche cosa potesse farmelo dimenticare, sarebbe il vederlo indosso a uno che ardisse di venire a farmi la spia in casa.
Questa parola fece venir le fiamme sul viso del frate: il quale però, col sembiante di chi inghiottisce una medicina molto amara, riprese: - lei non crede che un tal titolo mi si convenga. Lei sente in cuor suo, che il passo ch’io fo ora qui, non è né vile né spregevole. M’ascolti, signor don Rodrigo; e voglia il cielo che non venga un giorno in cui si penta di non avermi ascoltato. Non voglia metter la sua gloria... qual gloria, signor don Rodrigo! qual gloria dinanzi agli uomini! E dinanzi a Dio! Lei può molto quaggiù; ma...
- Sa lei, - disse don Rodrigo, interrompendo, con istizza, ma non senza qualche raccapriccio, - sa lei che, quando mi viene lo schiribizzo di sentire una predica, so benissimo andare in chiesa, come fanno gli altri? Ma in casa mia! Oh! - e continuò, con un sorriso forzato di scherno: - lei mi tratta da più di quel che sono. Il predicatore in casa! Non l’hanno che i principi.
- E quel Dio che chiede conto ai principi della parola che fa loro sentire, nelle loro regge; quel Dio le usa ora un tratto di misericordia, mandando un suo ministro, indegno e miserabile, ma un suo ministro, a pregar per una innocente...
- In somma, padre, - disse don Rodrigo, facendo atto d’andarsene, - io non so quel che lei voglia dire: non capisco altro se non che ci dev’essere qualche fanciulla che le preme molto. Vada a far le sue confidenze a chi le piace; e non si prenda la libertà d’infastidir più a lungo un gentiluomo.
Al moversi di don Rodrigo, il nostro frate gli s’era messo davanti, ma con gran rispetto; e, alzate le mani, come per supplicare e per trattenerlo ad un punto, rispose ancora: - la mi preme, è vero, ma non più di lei; son due anime che, l’una e l’altra, mi premon più del mio sangue. Don Rodrigo! io non posso far altro per lei, che pregar Dio; ma lo farò ben di cuore. Non mi dica di no: non voglia tener nell’angoscia e nel terrore una povera innocente. Una parola di lei può far tutto.
- Ebbene, - disse don Rodrigo, - giacché lei crede ch’io possa far molto per questa persona; giacché questa persona le sta tanto a cuore...
- Ebbene? - riprese ansiosamente il padre Cristoforo, al quale l’atto e il contegno di don Rodrigo non permettevano d’abbandonarsi alla speranza che parevano annunziare quelle parole.
- Ebbene, la consigli di venire a mettersi sotto la mia protezione. Non le mancherà più nulla, e nessuno ardirà d’inquietarla, o ch’io non son cavaliere.
A siffatta proposta, l’indegnazione del frate, rattenuta a stento fin allora, traboccò. Tutti que’ bei proponimenti di prudenza e di pazienza andarono in fumo: l’uomo vecchio si trovò d’accordo col nuovo; e, in que’ casi, fra Cristoforo valeva veramente per due.
- La vostra protezione! - esclamò, dando indietro due passi, postandosi fieramente sul piede destro, mettendo la destra sull’anca, alzando la sinistra con l’indice teso verso don Rodrigo, e piantandogli in faccia due occhi infiammati: - la vostra protezione! È meglio che abbiate parlato così, che abbiate fatta a me una tale proposta. Avete colmata la misura; e non vi temo più.
- Come parli, frate?...
- Parlo come si parla a chi è abbandonato da Dio, e non può più far paura. La vostra protezione! Sapevo bene che quella innocente è sotto la protezione di Dio; ma voi, voi me lo fate sentire ora, con tanta certezza, che non ho più bisogno di riguardi a parlarvene. Lucia, dico: vedete come io pronunzio questo nome con la fronte alta, e con gli occhi immobili.
- Come! in questa casa...!
- Ho compassione di questa casa: la maledizione le sta sopra sospesa. State a vedere che la giustizia di Dio avrà riguardo a quattro pietre, e suggezione di quattro sgherri. Voi avete creduto che Dio abbia fatta una creatura a sua immagine, per darvi il piacere di tormentarla! Voi avete creduto che Dio non saprebbe difenderla! Voi avete disprezzato il suo avviso! Vi siete giudicato. Il cuore di Faraone era indurito quanto il vostro; e Dio ha saputo spezzarlo. Lucia è sicura da voi: ve lo dico io povero frate; e in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno...
Don Rodrigo era fin allora rimasto tra la rabbia e la maraviglia, attonito, non trovando parole; ma, quando sentì intonare una predizione, s’aggiunse alla rabbia un lontano e misterioso spavento.
Afferrò rapidamente per aria quella mano minacciosa, e, alzando la voce, per troncar quella dell’infausto profeta, gridò: - escimi di tra’ piedi, villano temerario, poltrone incappucciato.
Queste parole così chiare acquietarono in un momento il padre Cristoforo. All’idea di strapazzo e di villanià, era, nella sua mente, così bene, e da tanto tempo, associata l’idea di sofferenza e di silenzio, che, a quel complimento, gli cadde ogni spirito d’ira e d’entusiasmo, e non gli restò altra risoluzione che quella d’udir tranquillamente ciò che a don Rodrigo piacesse d’aggiungere. Onde, ritirata placidamente la mano dagli artigli del gentiluomo, abbassò il capo, e rimase immobile, come, al cader del vento, nel forte della burrasca, un albero agitato ricompone naturalmente i suoi rami, e riceve la grandine come il ciel la manda.
- Villano rincivilito! - proseguì don Rodrigo: - tu tratti da par tuo. Ma ringrazia il saio che ti copre codeste spalle di mascalzone, e ti salva dalle carezze [4] che si fanno a’ tuoi pari, per insegnar loro a parlare. Esci con le tue gambe, per questa volta; e la vedremo. Così dicendo, additò, con impero sprezzante, un uscio in faccia a quello per cui erano entrati; il padre Cristoforo chinò il capo, e se n’andò, lasciando don Rodrigo a misurare, a passi infuriati, il campo di battaglia.


(...questa la conclusione morale. La conclusione tecnica è che Monti ci ha lasciato con tre monti: un monte di debiti pubblici, un monte di disoccupati, un monte di poveri. Res sunt consequentia nominum...)

125 commenti:

  1. Visto lo sguardo che Monti gli ha lanciato mentre si sedeva nello studio di Omnibus ho provato più gusto nel leggere il suo post. Cordialmente

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avrà pensato "Oddio ma è Bagnai?"

      Elimina
  2. Mi stringo vicino al cuore dell'autore e rabbrividisco al pensiero di cosa sta andando incontro la nostra generazione Alberto, se non si riesce a cambiare il corso delle cose. Anche dalle mie parti stanno facendo di tutto per peggiorare il servizio sanitario pubblico. Aggiungo che mi sento particolarmente vicino a chi ha scritto la lettera che hai pubblicato perché snche io nel 96 avevo tanto gioito per la vittoria di Prodi. Per fortuna grazie a questo blog ho potuto rinsavire. Sono così precario che anche pochi euro sono uno sforzo, ma, a parte il 5 x mille (già destinato), sarò orgoglioso di spiegare a mia figlia il perché alla sera non mangio il gelato con lei, sono destinati ad un bravissimo maestro che insegna agli adulti (lei fara la terza elementare).

    RispondiElimina
  3. Non so perchè, ma ieri, dopo tanti tanti anni (dal quinto superiore), ho ripreso il libro dei Promessi Sposi e ho iniziato a leggerlo, saltando per fortuna gli 'esercizi' di fine capitolo che tanto odiavo.

    E, prima di andare a dormire, stavo proprio leggendo quel passo.... immagina la mia sorpresa a rileggerlo oggi qui sullo schermo!

    Certe cose non sono casuali....

    RispondiElimina
  4. Non ci sono parole. Raggelante.
    In una discussione su facebook dove spiegavo i rischi di queste politiche mi sono sentito rispondere da un fan di Bruxelles: ma io mi preoccupo per voi, per questo voglio un'Europa unita. Io non ho figli, ho 35 anni, sono laureato con 110 e lode in Ingegneria ed ho un lavoro in un'azienda solida che va bene (una partecipata).
    Che dire... se non che un po' di durezza del vivere farebbe bene anche e soprattutto a loro.

    PS non c'entra nulla col post e spero non ti faccia arrabbiare. Oggi Severgnini ha pubblicato un'editoriale dove parla degli insulti ricevuti a seguito dei suoi tweet sul Brexit.
    Spiega che siamo matti, fascisti, esaltati e si preoccupa del futuro.
    Tante volte è stato detto: cerchiamo di essere sempre educati e di non offrire un comodo fianco per alimentare facili etichette date da questi soggetti. Inoltre mettiamo in cattiva luce il grandissimo lavoro fatto dal Prof, da Claudio, da Vladimiro, ecc.
    Un saluto a tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi piace l'espressionefan di Bruxelles
      Saluti.

      Elimina
    2. Purtroppo ho letto l'editoriale. A me più che i Monti o i tre monti fanno paura questi personaggi. Come si può non vedere che con la povertà é arrivato un mondo più violento, più vocino alla guerra e più tentato dal fascismo?

      Due giorni fa ho perso in ottimissima occasione per copulare. Facendo presa con il mio fascino da pizzaiolo globalozzato, ho attaccato bottone fino a che la vittoria dell'Islanda con l'Inghilterra mi ha portato ad una infelice battuta:"Adesso scrivo ai miei amici inglesi che sono proprio fissati con 'sta Brexit!".

      Probabilmente la mia dolce compagnia mi ha preso per qualche decelebrato difensore dell'Europa unita, attaccandomi un pippone a cui ad un certo punto ho rabbrividito. Il senso era:"Su queste cose la gente non dovrebbe votare, perchè poi sbaglia."

      Queste parole dette da una ragazza che mi era sembrata sveglia, con un lavoro interessante, una vita piena ed una personalità assai gradevole mi hanno portato ad uno sconforto tale da non riuscire a trattenermi.

      Le dissi:"Guarda, non saprei ma se dobbiamo togliere altri spazi alla democrazia e non rispettare le conseguenze delle consultazioni, tanto vale cercar in giro un duce ragionevole che ci rappresenti."

      Dopo un paio di minuti di silenzio e qualche frase di circostanza per disimpegnarsi è scomparsa dalla mia vista, lasciandomi incerto se sentirmi soddisfatto o un perfetto idiota.

      Però quella frase sull'inedeguatezza dell'elettorato di decidere per il proprio bene mi rimbomba in testa ormai dal dopo voto, sentirla in televisione fa un effetto decisamente diverso.

      Elimina
    3. Tipico caso di "communicatio praecox".

      "Primum facere deinde philosophari".

      Elimina
    4. Due giorni fa ho perso...
      Ivan il Pazzo

      Elimina
  5. Le faccio veramente i complimenti, è riuscito a oggettivare una delle peggiori pagine di storia del nostro povero paese.
    Sono convinto che il tempo sia galantuomo e riuscirà a ridarci ciò che ci è stato tolto, ma, ahimè, la nostra permanenza è relativa...
    Grazie!

    RispondiElimina
  6. Quanta rabbia, quanto dolore gratuito per omaggiare il capitale, mi fermo qui, è meglio.

    È stato interessante il dibattito su La7, pare che la riprogrammazione post-euro viaggi ad alta velocità. Ci raggiungerà.

    Invito tutti i Goofyamici a sostenere a/simmetrie tramite il 5X1000 in dichiarazione dei redditi, è nel nostro interesse e Giugno pare sia il mese adatto :)

    Grazie, scappo che ho appuntamento col fiscalista. Saluti da Napoli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se si riferisce a "La Gabbia" di ieri sera con Paragone, ne ho visto solo un pezzo alla fine ma è stato veramente sorprendente: da Prodi a Monti a Renzi praticamente insultati in trasmissione senza tanti giri di parole. Mettendo insieme all'intervento di D'Alema su Ballarò, a Renzi hanno dato il preavviso...
      La mia paura è che abbiano deciso di perdere una battaglia (il referendum di ottobre) per vincere la guerra; in successione:
      - vince il no al referendum;
      - Renzi si dimette;
      - si scatenano i "mercati" come nel 2011;
      - arriva un D'Alema (persona fidata: certi favori come le basi per bombardare la Serbia non si dimenticano...) o chi per esso
      - il D'Alema o il chi per esso, di fronte alla nuova emergenza ed al conseguente "fate presto", apre la porta alla troika.

      Spero sia solo un incubo, ma temo di no.

      Elimina
    2. Ho capito ora che si riferiva a Omnibus di questa mattina: questa sera me lo vedo sul sito di LA7. Certo che LA7 ha fatto una giravolta in 24 ore pari solo alla cessione di Cerci l'ultimo giorno di mercato 2 anni fa: deve essere un vizio di Cairo (ma con chi sta questo? non l'ho ancora capito).

      Elimina
    3. Useranno la paura ancora una volta, e noi (purtroppo) saremo facili prede. Come ha scritto l'autore dell'aneddoto, la gente ha votato (e vota) ciecamente, per fede: l'abito fa il monaco (anche se si sa che non è vero). E sì che ce lo insegnano da bambini: il più pericoloso è quello che NON ci fa paura...

      Elimina
    4. il "chi per esso" essendo Di Maio.

      Elimina
  7. Senza parole.
    Anzi, senza parolacce.

    RispondiElimina
  8. Grazie Professore.
    Stamani è stato gigantesco. Gigantesco.
    Credo che Monti non avesse idea di dover ingoiare così tanti rospi, e non penso ci fosse un altro modo per costringerlo a ingoiarli.

    Avanti così... e speriamo che in Venezuela ci sia la banda larga.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non c'è banda, né larga né stretta, non c'è energia elettrica, né medicine, né generi di prima di necessitá....In pochi anni hanno ridotto questo povero Paese al livello della Somalia (con tutto il rispetto).

      Elimina
  9. ho fatto una piccola vittima , un ragazzo della Bocconi appena laureato , ha letto un po di lezioni qui e ha semplicemente detto che a suo avviso semplicemente non le insegnano o se lo fanno lo fanno in modo da non far comprendere , del resto in dittatura è così , lo dimostra il fatto che per sapere notizie della francia devi averle da stuart di aerei , che manco su internet circolano a meno di cercarle con il lanternino , l'ho già detto e lo ripeto , sulle domeniche del corriere datate 1943 c'era più obbiettività di quanta che sia ora sui giornali ormai di chiaramente di regime . A chi afferma che questo non è un regime perché i regimi scaricano i prigionieri in mare , beh ci sono tanti modi di far morire le persone , dalla polvere da sparo a shock molto ben nascosti , basta avere una buona base scientifica e scegliere il più elegante .

    RispondiElimina
  10. Se invece di inseguire i peli pubici delle amichette del Capo per incastrarlo alla maniera della Čeka d'antan ci si fosse preoccupati di cosa architettavano all'estero grazie alla complicità interessata dell'ineffabile ex commissario al mercato interno e dell'Augusto Imperatore di Capri, "brit-communist prêt-à-porter" non ci saremo confermati quale paese principe dell'operetta leggera.
    Io non capisco... la procura di Terni, opportunamente, ha istruito un' indagine... esiste la famosa "obbligatorietà dell'azione penale" che tutto permea e giustifica... cosa si aspetta ad arrivare a trarre logiche conseguenze? Non abbiamo bisogno di processi a posteriori, sulle macerie... se avessero a cuore veramente le sorti di questo disgraziato paese...
    XD ma dimenticavo, MD... la nascita delle correnti, tutto il dibattito su "Legge per e del popolo" Vs Legge "contro il popolo"... La UE è per molti di loro niente più niente meno della riedizione del "Sol dell'Avvenir"... brrr... a questo punto, veramente, Dio ci aiuti.

    RispondiElimina
  11. Il post più struggente che abbia potuto leggere in tutti questi anni per la verità nuda e cruda raccontata.
    Grazie!

    RispondiElimina
  12. Scusi prof, famo a capisse. Lei c'aveva detto che lo scopo VERO di Monti era il riequilibrio della bilancia dei pagamenti da ottenere mediante taglio dei redditi quindi taglio dei consumi quindi taglio delle importazioni e che risultato era stato ottenuto con tutti i "danni collaterali" a cui abbiamo assistito e a cui assistiamo. Di fatto, quindi, a Monti, di ridurre il debito pubblico, non gliene fregava niente, ma ne utilizzava lo spauracchio per perseguire il suo vero scopo. Leggendo questo post sembra invece che Monti abbia semplicemente sbagliato. Veramente, non ho capito.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prova a leggere questo... http://goofynomics.blogspot.it/2014/12/il-costo-di-monti-kpd6.html

      Elimina
    2. Mauro parla proprio come un certo servo di una certa banca sull'orlo del fallimento che incontrai tempo fa. Come finirà il servo lo so: scatola di cartone stile Lehman. Come finirà Mauro non lo so. Vediamo se capisce dove ha sbagliato...

      Elimina
    3. @mauro

      In questo post c'è scritto che Monti mente.

      Elimina
  13. Si potrebbe aggiungere l'addio a Monti.

    Addio, Monti deambulante sull'acque, ed elevato al cielo; cima ineguagliabile, nota ai morti di stenti...

    Grazie di tutto, di cuore.

    RispondiElimina
  14. Quando Monti ha detto a Omnibus che "l'austerità non è stata una buona idea" io ho avuto un sussulto, senza avere ancora letto la testimonianza del lettore di questo blog, perchè ho pensato a quante vite sono state sacrificate in nome di questa austerità che, in fondo non era una bella idea, ma che è servita a non fare crollare il sistema euro, perchè era quello in pericolo nel 2011, non certo gli stipendi degli italiani come si continua a dire ancora oggi.
    Nella parole di Monti io ho letto un qualcosa di indefinito che mi suggerisce che la fine dell'Europa è vicina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso anche io così, soprattutto per il sistema Euro (moneta). La troppa confusione farà saltare tutto, anche perchè ci sono troppi stati che hanno qualche interesse ad uscirne il prima possibile e ne basta uno.

      Il segnale più forte lo ho avuto da Tremonti. In un'intervista ha sostituito, in un lapsus, Euro con bitcoin (!!) (cercate 'tremonti bitcoin'). Ho anche la sensazione che la parola 'Euro', intesa come moneta, venga pronunciata/scritta sempre meno, come per allontanarsi dagli effetti della sua prossima detonazione.

      Credo nell'uso della parola come meccanismo rivelatore dei nostri pensieri. Il lapsus è l'inconscio che viene fuori.

      Elimina
    2. diversamente da prodi il quale , con la sua faccia da imbecille bonaccione e i suoi modi alla buona viene scambiato per una persona affidabile e in buona fede anche se ti porta diritto al cesso, monti è personaggio più ambiguo e nei suoi occhietti, dietro il suo aspetto serio compassato diplomatico intravvedi, se guardi bene la coda rossa della volpe ; in realtà pratica il doppiogiochismo ; e infatti eccolo ammiccare e toccare e ballare il valzer dell’ io non potevo fare altrimenti : ha cercato di giustificare il suo operato facendo intendere di aver agito , seppur male , per evitare il peggio cioè la venuta della troikaa ; ha cercato di attaccare renzi ( vigliaccamente perché ora è assai facile e, non facesse schifo farebbe quasi pena ) dando l’idea che allora l’intervento a favore delle banche italiane non fosse necessario e enfatizzando il fatto che la germania potè dare quei 250 miliardi in pasto alle sue banche perché ce li aveva grazie al suo surplus e grazie ai conti pubblici sani , dimenticando però scientemente di dire che quel surpus abnorme e quei conti se li era truccati con un cambio a lei favorevole e strangolando i salari con la riforma del mercato del lavoro insomma giocando sempre d’anticipo e scorrettamente, specie nei nostri confronti ; ha cercato di scaricare su draghi una parte di responsabilità delle politiche austeriane sibilando che quello per primo le aveva abbracciate per lusingare il tedesco ; e ha tirato in ballo lo spauracchio del debito pubblico quando il bagnai, citando consstancio & c gli diceva ch’era quell’altro , il privato , il problema ; eppoi di nuovo ha attaccato la manfrina retorica dei padri fondatori etc…; insomma non un personaggio da operetta come prodi abete renzi e compagnia , ma un pericoloso tecnico , che si avvita sulle sue stesse cognizioni per opportunismo e credendo di essere più furbo … mi sarebbe piaciuto che qualcuno, invece di trattarlo coi guanti, gli avesse chiesto se ritiene ancora che la grecia sia stato il più grande successo dell’euro

      Elimina
  15. Già, si, e, però, il rospo che ci dobbiamo comunque ingoiare noi, è di dover avere con stipendio a vita, gente come Monti. Ma "così va spesso il mondo ... voglio dire, così andava ai tempi di Napolitano" .....

    RispondiElimina
  16. Mi sono commosso anch'io a leggere la lettera.

    La prima parte non l'ho letta e non la leggerò.

    L'ultima l'ho già letta.

    RispondiElimina
  17. Sperando che "Lucia" incontri, e apra il cuore dell'Innominato.
    Prof.Bagnai credo che lei sia una persona elevata spiritualmente. Ed è importante nella condizione in cui spiacevolmente riversiamo, avere lei come punto di riferimento.
    Perché nel mio piccolo (istruzione media, lavoro medio) ho come l'impressione, che ci voglia una conversione morale, ritornando ai famosi Sposi, di una classe che ancora può cambiare lo spartito.

    Non ho le competenze per parlare di economia, ma lei va al di là, cercando di diffondere buon senso.

    Grazie per la speranza che ci dà.

    RispondiElimina
  18. OT:
    Buongiorno, fatto or ora una piccola donazione ad a/simmetrie.
    Poi, appena prendo lo stipendio, reitero.
    Purtroppo con questi chiar di luna non posso fare una donazione fissa, ma mi impegnerò a fare del mio meglio.
    Grazie Prof.

    RispondiElimina
  19. Certi uomini "secernono il male come le api il miele" (cit. William Golding)

    RispondiElimina
  20. ormai questa è una guerra tra noi e Loro, quindi o qualcuno che ha le basi culturali si mette a tavolino a costruire una forza chiusa in se stessa con una forte disciplina interna ed un obbiettivo chiaro, oppure Loro ci spazzeranno ,anzi ci stanno già spazzando, come foglie al vento, tanto che nemmeno fiumi di inchiostro saranno sufficenti ad arrestare il Loro progetto; alcuni esperti sostengono che siamo già giunti al punto di non ritorno

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il punto di non ritorno NON ESISTE, basta volerlo. Il Brexit non ha insegnato nulla?

      Elimina
    2. Non ritengo plausibile l'uscita dall'euro con un referendum: subito dopo (ma probabilmente anche prima) verremmo attaccati sui mercati senza aver ancora preparato la nuova moneta e le istituzioni di contorno: la Gran Bretagna avendo la sua moneta fa (ha fatto) storia a sé.

      E anche in caso di una forza politica che presentasse l’uscita dall’euro come programma elettorale, il paese sarebbe attaccato appena questa uscisse vincitrice dalle elezioni, senza avere il tempo di preparare alcun piano di uscita.

      L'unica possibilità, ripetuta qua molte volte, sembrerebbe essere uscire in un weekend, mantenendo prima il riserbo più assoluto. Tuttavia un governo deve avere avuto un mandato elettorale preciso per fare una scelta del genere.

      Vedo la situazione davvero complicata.

      Elimina
  21. Il post di oggi è bellissimo ma purtroppo mi sono perso il l'intervento in TV.
    C'è qualcuno che mi può dare il link?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. www.la7.it/omnibus/rivedila7/italia-germania-scontro-sulle-banche-30-06-2016-188887

      Elimina
  22. Prof., manco da un po', avevo deciso di non intervenire più, certo che nessuno dei miei commenti avesse fatto avanzare di un millimetro la discussione e la conoscenza. Erano sfoghi, o autodafé per la vergogna del mio recente, schifoso passato da piddino. Continuerò a tacere e a studiare i suoi post e, se eccepisco oggi, è solo per scusarmi del ritardo con cui mi accingo (questione di giorni, problemi tecnici) a contribuire ad a/simmetrie, non bastandomi il 5 per 1000 già devoluto. Cercherò anche di trattenere la rabbia, per due motivi: per non danneggiarla, e perché quella rabbia dovrei rivolgerla anzitutto contro me stesso, con un atto inutilmente autolesionistico. Non sempre ho saputo trattenermi: lo farò, mi creda. Ultimo: sin dai banchi di scuola mi interrogavo perplesso sull'atto d'ubbidienza di Cristoforo (certo, Ludovico, il suo passato... come no?). Immaginavo un piano B, gli facevo svestire l'abito. Da civile avrebbe potuto ancor meno che col saio, ma tanto, anche da Rimini... Almeno avrebbe impoverito l'Ordine. Via tutti i degni come lui, non vi sarebbero rimasti che tanti cloni del Generale: la charitas di Cristoforo avrebbe cessato di emendare la fama di quella mafia. Manco di fede, lo so, ma di questo tempi è già tanto non sporcarsi: lo fece, il frate, di fatto colluso nel troncare, sopire (obbedendo), per fede nella Provvidenza e per non smentire la propria metanoia. Se funzionasse a dovere, la Provvidenza, temo non sarebbero necessari gli economisti (quelli seri) e post mortem... saremo tutti morti! Basta. Non interverrò mai più, ma la leggerò finché vi saranno post qua dentro. Grazie, prof.!

    RispondiElimina
  23. quando la cura è peggiore del male...

    RispondiElimina
  24. dal dibattito su omnibus di stamattina intuisco dove si andrà a parare : se volete salvare i risparmi che avete in banca votate sì al referendum/il mainstream suggerirà che sevince il no l'italia va gambe all'aria : l'impoverimento contro i rentiers miopi sostenuti da ogni tipo di paura.

    RispondiElimina
  25. Prima ero una capra. Prima di incontrarla sui libri, su questo blog, e da due anni su Twitter. Ho imparato molto e moltissimo dovrò ancora imparare e capire. La ringrazio più di ogni altra cosa per questo: per aver permesso a tanti come me di percepire la crudeltà che si cela dietro a quello sdrucito linguaggio di frantumi acustici, di astratti fonemi e di menzogne travestite che i media ci propinano. Buon lavoro.

    RispondiElimina
  26. Questa mattina lei caro professore sembrava Nedo Nadi quando dava quelle leggere e precise stilettate di fioretto. Da buon Siciliano, abbiamo una sana cultura basata su di essa, amo molto la sua ironia in questi due ultimi anni mi diverto a leggerla tra le righe, saranno forse le decine di video che continuo a vedere e a rivedere, forse esagero, ma come tutti i gentili utenti di questo blog ho fame di sapere. Ora sono più sciolto quando parlo con dei negrieri di Palermo che hanno fatto la fortuna sfruttando la gente a 2.50 euro in nero all'ora e non parlo del negro che scende dal barcone parlo di una prassi consolidata da decenni. Quando lei parla di abbassamento-stagnamento dei salari con tutte le ripercussioni che lei ripete giustamente in continuazione io ho sempre un riso amaro. Ogni tanto venga in Sicilia a svegliare qualche milione di siciliani morti. Cordialmente e che Dio la benedica come io desidero.

    RispondiElimina
  27. Citazione da Guido Ceronetti, "Albergo Italia".

    "Leggo per cinque ore la biografia di Cadorna di ***. Cadorna, un porco."

    RispondiElimina
  28. "Al posto degli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l'assillo dei riequilibri contabili."(Federico Caffè)
    Pace all'anima sua.

    RispondiElimina
  29. Gentile Professore, purtroppo non sono in grado di arricchire il dibattito, mi rendo conto che non posso permettermi una segretaria e sono curioso di vedere se e come mi sfanculera' (è sempre e comunque un piacere andarsene affa quando sai di meritarlo); ciononostante non resisto e mi confesso: non ho capito quali sarebbero le controindicazioni per l'Italia in caso di uscita dall'euro e/o dalla Ue. Mi affido alla clemenza della Corte e di eventuali volenterosi.
    Un grazie per tutto, senza pacche sulle spalle.

    RispondiElimina
  30. Chissà se Monti leggerà davvero questo post, soprattutto la seconda parte.
    Grazie Prof.

    RispondiElimina
  31. Premetto che non sono un ricercatore nel campo dell'economia nè ho un'istruzione in questo ambito tale per cui io possa parlarne con coscienza.
    Detto questo vorrei esprimere la mia opinione sull'inutilità di questo post.
    Con il termine 'inutilità' faccio riferimento alla mancanza di effetto che ne consegue, non di certo alla brillantezza dell'analisi che è tipica di quelle da lei condotte.
    Il post comincia riportando documenti antecedenti il governo Monti in cui già si prevedeva il fallimento della politica che avrebbe intrapreso (o per lo meno la non fodatezza delle premesse da cui sarebbe partita).
    Forte dunque delle analisi della comunità scientifico-economica, Monti decise comunque di intraprendere una strada già solcata che non avrebbe portato ad alcun miglioramento e così è stato.
    Il risultato, dal solo punto di vista economico, sono stati 3 anni di mera osservazione degli effetti. Certamente è stato utile analizzare quale area è andata peggio sapendo che tutto sarebbe andato male, ma qui arriva il punto centrale del mio discorso. Dal punto di vista teorico è compito del ricercatore ipotizzare delle teorie, supporne gli effetti e analizzare l'evoluzione del modello creato. Se gli effetti vengono verificati ne consegue la gloria del ricercatore. Se il modello viene poi applicato alla realtà o prevede miglioramenti o non si danneggia nessuno o si è in malafede.
    Dal 2011 al 2013 il ruolo dell'economista è dunque stato inutile, nel senso che gli sono state tarpate le ali, perchè ha potuto solamente osservare ciò che aveva predetto mesi prima e soprattutto perchè quello che aveva predetto avrebbe portato ad effetti negativi (altra cosa sarebbe stata se gli effetti fossero risultati positivi, allora ci staremmo chiedendo il perchè e staremmo facendo ricerca attiva).
    E prima del 2011? Qual è stato il ruolo del ricercatore? Se la comunità scientifica si era esposta, ma non è stata ascoltata da chi doveva farlo, qual è stata l'utilità delle sue ricerche? (Non ne metto in dubbio l'utilità nell'analisi teorica).
    Mi rendo conto che sia una questione più filosofica che altro, ma credo sia importante rifletterci.
    Questa critica non è rivolta a lei o alla comunità scientifica, bensì a chi non l'ha ascoltata.
    Potrei spostare la questione su una domanda personale, ossia: da ricercatore, prova più piacere nel vedere che il suo modello è stato confermato anche dalla realtà oppure è più rammaricato del fatto di non essere stato ascoltato?
    Se Monti avesse seguito la strada che era stata invece indicata, che tipo di ricerca si starebbe conducendo? Di certo non saremmo impantanati sull'osservazione di ciò che è andato male e che già si sapeva.

    Come ingiustamente si fa, concludo il commento con la captatio benevolentiae.
    La ringrazio per quanto fa con questo suo blog e per avermi fatto aprire gli occhi su quanto ci accade intorno. La seguo con piacere e trovo i suoi post e le sue parole brillanti e comprensibili. Complimenti.



    RispondiElimina
  32. Ma è stato quando ha detto a Monti:
    < Quando lei prese "servizio" come Primo Ministro > e le è pure scappato da ridere, che ho cominciato a rotolarmi per terra ...

    RispondiElimina
  33. La Sardoni che invita Bagnai, e per di più nella stessa puntata in cui è invitato Monti… con tutti i miei complimenti per l'ottima perfomance dialettica sulle questioni di merito, a ben interpretarla forse la vera notizia (intesa nella sua valenza di segnale indiretto) è un’altra. A volte basta un non so che di diverso nell’odore dell’aria a suggerire che sta cambiando la circolazione delle correnti in alta quota.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. caro Fabrizio, conosco troppo bene i giornalisti (a cominciare dal mio vecchio padre) per non sapere che il loro peggior difetto è la supponenza. Credo che la Sardoni, brava persona (o donna d'onore, scegliete voi), abbia pensato, perché lei è fuuuurba, data la brexit, di prendere un paio di "rappresentanti del gruppo no euro", nello specifico bagnai/bechis e di piazzargli contro le batterie da 90!, alias monti/feltri/fabbri, così "una volta per tutte gliele spieghiamo le cose a questi qui!". Ma siccome "è donna d'onore"... la trasmissione le è scoppiata tra le mani, e pure lei a un certo punto ci ha capito più nulla.
      Si aspettava che monti asfaltasse "i dissidenti"? non è accaduto. Si aspettava che scoppiasse un po' di caciara che fa sempre audience? non è accaduto. Si aspettava che il giornalista di Limes magnificasse le nuove posizioni italiche? non è accaduto...
      I punti più belli della trasmissione per me sono: 1 - bagnai che chiosa fabbri con un "non gli ho scritto io il testo"; 2 - monti che indispettito augura a bagnai di divenire presidente del consiglio e relativa risposta del Maestro, con chiusura "le chiederò il numero di telefono..."; 3 - monti all'ultima domanda che chiede "posso parlare anche di questo?".
      Hai ragione su di un fatto: il parterre di ospiti evidenzia che l'aria sta cambiando. Sì, ma che c'è voluto!...

      Elimina
    2. Adesso il Prof. piace a tutti perchè sostiene, giustamente, che lo stato italiano debba farsi carico del salvataggio delle banche italiane. Contestualmente i giornalisti cominciano a dire qualcosa di vero ed i tedeschi cominciano a non essere più tanto belli ed efficienti. Passata la bufera, ammesso che passi, si ritornerà ai vecchi spartiti.

      Elimina
  34. Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que' monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno!

    RispondiElimina
  35. Quando Monti “intervenì” pensava: “I mercati hanno torto, ma ci sono”, che rimarrà sempre una bella cosa da poter mettere avanti, all'occorrenza, non vi pare?
    Il diavolo si nasconderà pure nei particolari, ma se le regole son regole allora si devono applicare, costi quel che costi , abolendo le irregolarità.
    1) Povero Manzoni!
    2) Traduzione logica della frase di Monti: I mercati hanno torto, dunque hanno ragione. Ovvero, traduzione alternativa: I mercati non ci sono, dunque ci sono.

    Quando Monti pervenì dalla Bocconi, divenì premier e convenì di adottare l'innovativissimissimo rimedio della politica fiscale restrittiva, mai sperimentato in precedenza ma soprattutto molto consigliato dalla teoria economica in caso di recessione, decise di distruggere la domanda interna e prevenì così tutti quelli che non volevano dar ragione ai mercati che non ci sono.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Monti ha ragione a dire che, anche se hanno torto, i mercati esistono. Dimentica soltanto di aggiungere che il fatto che abbiano torto non significa che non abbiano una loro logica. E che mettere un paese nelle condizioni, in caso di crisi, di consegnarsi alla loro logica, non è facilmente ascrivibile a merito. Perlomeno nell’ottica di chi ne subisce le conseguenze. Ma siccome la ragione è anche una questione di punti di vista, dal suo Monti ha doppiamente ragione. Ha ragione ad aver comunque ottimamente eseguito, pur in assenza di possibilità di svalutazione, una manovra keynesiana di riequilibrio delle partite correnti quando la logica dei mercati la imponeva con priorità rispetto alla stabilizzazione del rapporto debito/PIL. Ma soprattutto ha ragione ad aver fattivamente contribuito, fin dai tempi in cui, da tecnico della Banca d’Italia, ne pilotò divorzio dal Tesoro, a realizzare quelle condizioni (di cui sopra) che gli hanno consentito di far culminare la sua brillante carriera come tutti sappiamo. L’errore semmai l’ha commesso dopo, quando ha creduto di poter volgere i suoi successi privati in quel tipo di fortuna politica che non è facilmente conseguibile del tutto al riparo dal processo elettorale. Ma, francamente, mi sembra un errore del tutto veniale (e molto più scusabile) rispetto ai successi conseguiti. E grazie al quale in fondo, diciamocelo, ne ha anche guadagnato in simpatia (sia pur con il fattivo aiuto di qualche adorabile cagnolino).

      Elimina
  36. Corollario geopolitico della prima legge della termodidattica: Se l'occidente potesse capire che sta vivendo il suo 1989 l'occidente non starebbe vivendo il suo 1989.

    RispondiElimina
  37. RENZO - il problema sono le banche, chi c'era prima non se n'è curato
    MARIO - le banche allora stavano bene
    MARIO - il problema era il debito pubblico
    ALBERTO - la commissione diceva privato
    MARIO - ..può darsi, ma i mercati dicevano altro!
    ALBERTO - cosa dicevi dell'euro che ci protegge?
    MARIO - non stavamo parlando di banche?
    ALBERTO - quelle che ora sono piene di inesigibili per via bomba prociclica che c'hai sganciato perchè non ervamo credibili?
    MARIO - cazzo! Spread!
    ALBERTO - ??
    MARIO - no mio nipote, esce ora da scuola! scusa devo scappare!



    flashback..


    "sono rassicurato! interessante vedere lo spaccato generazionale, sembra che i giovani votino per restare, non so cosa i più anziani credano ci sia fuori dall'eu, forse il vecchio impero britannico?"
    M. Monti



    PS
    grazie



    RispondiElimina
  38. La terza causa di morte nei paesi occidentali, dopo cancro e malattie cardiovascolari, sono gli errori medici. In Italia, dopo vent'anni di numero chiuso alla facoltà di Medicina, è capitato che un medico di un ospedale pubblico non abbia saputo leggere un elettrocardiogramma, ovvero l'ABC. Una gravissima responsabilità individuale che naturalmente chiama in causa anche l'ente per cui questo medico lavorava e che ne doveva garantire la competenza. Ma fino a che punto si può risalire con la catena delle responsabilità? Si può davvero arrivare con i rapporti causali di questo singolo evento fino a teorizzare che un battito d'ali di Prodi faccia morire le persone dell'estremo opposto della scala sociale? Tutti, penso, abbiamo aneddoti di malasanità, con finali lieti o tragici. Se dobbiamo buttare tutto in macroeconomia dovremmo allora controllare le statistiche dell'efficienza dei piccoli ospedali e dei grandi ospedali, regione per regione in base alla spesa sanitaria pro capite, eccetera.
    Personalmente il taglio dei piccoli ospedali l'ho risolto, quando è stato il caso, ignorando il primo soccorso del paesello e fiondandomi nel pronto soccorso del grande ospedale con i grandi medici e i professoroni. Ebbene: non hanno capito che trattavasi di ulcera perforata con paziente senza più un goccio di sangue e con la pressione a zero, che fu rimandato a casa con una pacca sulla spalla: “stia tranquillo”. In questo caso finì bene grazie a una seconda “irruzione” in pronto soccorso nella nottata e la faccia feroce.

    P.S.
    Ditemi, ad esempio: il divario nella qualità dell'assistenza sanitaria tra nord e sud Italia come lo risolviamo? Con più finanziamenti a tutti gli ospedali dell'ex regno borbonico?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serendippo is the new Yanez (che ha perso smalto). Oltre alla tua boriosa sicumera, hai altre fonti?

      Elimina
    2. ma certo che si può risalire alle responsabilità "politiche"!!!
      Se un ospedale c'è o non c'è, se ci sono strutture dotate del personale adeguato allo scopo, etc., tutte queste sono scelte (organizzative) di carattere eminentemente politico.
      ("E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese")

      Elimina
    3. Il regno borbonico è ex a causa dell'Anschluss. Per dire.

      Elimina
    4. Senti, mentecatto, chiariamo una cosa: chiudere gli ospedali pubblici è una scelta politica, chiaro?! Questa scelta la fanno i politici perchè aderiscono a dei programmi fatti da mentecatti sociopatici.
      Se i politici non avessero chiuso il reparto di cardiologia dell'ospedale di paese, perchè l'austerità ce la chiede l'europa, sicuramente ci sarebbe stato un cardiologo al leggere l'elettrocardiogramma di mia madre e, probabilmente, sarebbe ancora viva. Chiaro?!
      Poi tu sarai anche il più furbo di tutti in questo orsù di mondo. Tu saresti andato all'ospedale grande e avresti fatto la faccia cattiva. Grazie per la lezioncina, come dice il prof., ma arrivi tardi.
      Sai com'è? capita di fidarsi delle istituzioni e del prossimo. Poi, purtroppo solo dopo, ho scoperto che il mio prossimo molto spesso sono quelli come te.

      Elimina
    5. È veramente un mentecatto. Scusami se te l'ho inflitto, lui e le sue leggende metropolitane.

      Elimina
    6. Al netto di censure più che legittime in un blog “privato” mi sembra di avere il diritto a una replica, perché io non spaccio leggende metropolitane: sul BMJ è stata pubblicata, in un recente articolo, una delle poche statistiche riguardo gli errori medici come cause di morte
      http://www.bmj.com/content/353/bmj.i2139.
      Riguarda gli Stati Uniti ma ha me sembra che, con tutte le differenze tra i nostri sistemi sanitari, si possa considerare valida anche per l'Europa (in cui queste statistiche non ci sono, ci sono invece le statisriche della mortalità in ogni ospedale relativo ad ogni tipo di intervento terapeutico ma sono rigorosamente riservate).
      Egregio P.M. Mi spiace e anche mi irrita che lei non abbia capito il senso del mio post. Mai mi sognerei di dare lezioncine, ho invece evidenziato un altro errore medico che per puro caso non è finito in tragedia in un ospedale che è considerato uno dei migliori in Italia.
      Mi sorprende che lei non se la prenda, anche con istinti omicidi più che comprensibili, con il medico responsabile meteriale dell'errore. Sono colpevole io, si sente colpevole lei, è colpevole Prodi e tutta la classe politica ma il medico abilitato alla professione che per negligenza e incompetenza ha commesso un erorre esiziale no. È ben strano il mondo. C'è qualcosa che mi sfugge ma è qualcosa di molto personale che riguarda lei e che è ben lontano dai temi economici che stiamo trattando. E do colpa a Bagnai – che Dio mi perdoni – che mischia livelli così differenti. Amen.

      Elimina
    7. Caro, cosa faccio io nel mio blog non ti riguarda e se non lo capisci me ne faccio una ragione. La tua cultura medica viene da Google (chiunque può verificarlo) e assimilando il sistema sanitario americano a quello italiano non ne esci benissimo. Però è una scelta tua.

      Elimina
    8. Eccerto... la colpa è del medico che non aveva l'esperienza per leggere quell'elettrocardiogramma, non di chi l'ha messo da solo a fare quel lavoro per cui evidentemente non era preparato, nè di chi non ha predisposto che fosse affiancato da qualcuno di più competente in quel campo (ed in altri), e neppure di chi ha posto le basi economiche (leggi tagli alla sanità, meno personale, aumento della turnazione, etc.) per tutto quanto sopra, no... mi sembra giusto...

      Poi naturalmente li si può chiamare "errori sanitari" (o in altri campi "errori umani") e ci si lava la coscienza.

      E magari dopo si può anche dire "Vedete? la sanità pubblica non funziona, passiamo alla sanità privata".

      Elimina
    9. Questo non lo so. Sicuramente la colpa è di chi scrive nè invece di né, perché così facendo dimostra di non leggere molto, e i risultati si vedono in commenti come questo: un monumento al non sequitur.

      Elimina
    10. Oppure non rileggere quello che scrive.
      Mea culpa

      Elimina
    11. Lei, Professore, non ha bisogno di scusarsi con me per ciò che gli altri pensano. E poi si ricordi che io sono in debito con Lei per questo spazio di conoscenza, libertà, cultura, rigore scientifico e buonsenso che è il blog.

      Al signor Serendippo, al quale consiglio vivamente di leggere i veri dati sulle cause di decesso pubblicate dal prof. Bagnai, rispondo che io non ho istinti omicidi nei riguardi del mio prossimo.
      Infatti, come da Lei ammesso, le sfugge qualcosa del mio ragionamento: il fatto io non mi abbasso alla stregua di chi, il Don Rodrigo di turno, considera la vita altrui un proprio capriccio.

      Se Lei che frequenta questo blog, sig. Serendippo, non ha ancora capito il filo che unisce: l’errore del medico non competente in materia, i tagli dei fondi agli ospedali e la relativa chiusura dei reparti, la volontà politica di fare questi tagli al fine di privatizzare e mercificare servizi essenziali quale è la sanità, io non posso aiutarla. Però le auguro buona fortuna.

      Mi scuso con tutti i frequentatori del blog, non è mia intenzione fare polemica in questo “luogo virtuale” che è deputato ad altro.
      Pertanto chiudo qui questo botta e risposta, vorrei aggiungere un ultima cosa: yanez era più divertente.

      Elimina
  39. Va bene, poi son i sozzi, vecchiardi albionici a non aver capito XD : c'è la mettono così, papale, papale... è possibile che nessun esteta del pensiero chic a là Bernard-Henry sappia documentarsi prima di dar fiato alle trombe della chiacchiera pseudo-filosofica? "Schäuble's Secret Brexit Plan"
    ... "secret", seee, come no. XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dice: i super giovani hanno votato per restare nell'UE, lo scorno dei matusa per uscire.
      Dico: il voto è segreto, non sapremo mai chi ha votato per restare e chi per uscire.
      Dice: secondo i sondaggi, i super giovani hanno votato per restare, i matusa per uscire.
      Dico: i sondaggi possono anche sbagliare previsione: prima del voto, un sondaggio dava vincente il remain 52 a 48.

      In un tripudio di miccette il governo UE esplode e i suoi brandelli in cielo compongono la scritta brexit, che sta a significare lo scorno dei matusa mentre i giovani erasmus limonano felici esaminando giornali tipo Repubblica (Lando era meno spinto).

      E non è finita: per festeggiare, offro cocacola con l’aspirina a tutti.

      Elimina
  40. Ma poi, in privato, glie l'ha detto come si fa a "premere di piu' sulla Germania, in maniera intelligente?"

    RispondiElimina
  41. "Ah signora mia... i mercati! Lei non sa cosa significa, sapesse lei... Se fosse stato al mio posto... Vorrei vedere!"

    Eh! Come è difficile il mestiere di chi è stato chiamato ad eseguire sentenze, quando i condannati cominciano a capire che i colpevoli non sono loro.
    E quando gli eventi si svolgono esattamente come non avrebbero voluto, proprio a causa delle loro azioni.

    RispondiElimina
  42. Professor Bagnai, desidero, come tanti altri prima di me, ringraziarla personalmente. Se non fosse per Lei e pochi altri, in Italia il dibattito su determinate tematiche sarebbe ancora fondamentalmente inesistente.
    Spero che un giorno avrà la possibilità di fare qualche conferenza o incontro nella mia regione, il Friuli Venezia Giulia, perché qui (come da molte altre parti purtroppo) l'opinione media sulle cause di come la nostra economia sia in perenne difficoltà e sui meccanismi che governano l'Unione Europea è completamente priva di spirito critico, intrappolata nel solito incessante gioco di cortine fumogene propinato da giornali e tv.
    E mi permetto di approfittare di questo spazio pure per ringraziare il buon Mario Monti, secondo il quale qualsiasi decisione non si prende in base a valutazioni razionali, bensì per accontentare i mercati. Ennesima lezione preziosa, che si aggiunge a quella per cui non bisogna abusare della Democrazia. Che gran Premier che abbiamo avuto.

    RispondiElimina
  43. Ciao, premesso che: non sono un addetto ai lavori, però mi è bastato poco per essere assolutamente scettico verso l'euro (Grazie Prof etc.) e che i miei interlocutori su cui fare "opera di convincimento" sono altrettanti non addetti ai lavori economici(più o meno il 99,9% della popolazione) in questa fascia di persone, sfido chiunque a verificarlo, c'è un'ostilità violenta verso la sanità pubblica. Il leitmotiv è sempre il medesimo: tutta colpa degli sprechi, dei raccomandati, della corruzione, dell'inefficienza. I lavoratori della sanità pubblica sono visti con un odio che fa rabbrividire. Ognuno ha delle storie dell'orrore su malasanità, pigrizia, inefficienza, eccetera. Il mantra è sempre il medesimo: auspicare tagli e licenziamenti. Mentre sul lato crisi economica qualcuno che concordi sulle colpe dell'euro e delle politiche di austerità, qua e là lo trovi (forse due o tre su cento, poiché anche lì domina "casta e corruzione") sulla sanità c'è un plebiscito. Nonostante gli incartamenti logici, dove molti dicono (per esempio): gli esami ci vuole così tanto tempo perché la gente poi va a farli a pagamento da un privato (questo esempio lo fanno tutti, senza considerare l'illogicità che più si taglia, più i servizi diventano inefficienti). Altro must: le siringhe al sud costano il doppio, perché c'è corruzione e inefficienza. Insomma, quei piccoli tagli progressivi al welfare di cui parlava Prodi sono avvenuti col consenso unanime della popolazione che ha introiettato da molto tempo gli slogan di attacco ultra liberisti alla sanità pubblica. Io non ricordo nessuna protesta anche solo di una capannello di 10 persone perché stavano smantellando un reparto cardiologia. Servirebbero delle "Sanità for dummies" o qua nessuno alzerà un dito e gli ulteriori massacri avranno una loro legittimazione popolare, così com'è sempre stato finora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. C'é anche la versione Pomicina "si l'euro ci ha rovinato perché era sbagliata la conversione a 1927 lire"

      Elimina
  44. RETROSCENA DEL RETROSCEMO

    Sè fosse vero, l'Italia è in mano ad una banda brancaleone.
    Apparte che andare a chiedere il permesso ad un paese straniero, per attuare un intervento statale in un momento di crisi acuta che può mettere in serio pericolo la tenuta del paese è un assurdità.

    RispondiElimina
  45. Come non condividere la rabbia di chi ha perso qualcuno nel nome del "glorioso processo di unificazione"?

    Mio padre oggi probabilmente non ci sarebbe più lo stesso, colpito da uno di quei mali che se ti va bene (e ti prendono in tempo), poi ti rimangono da goderti un paio di anni o poco più.
    Peccato che quel paio di anni in un paese come l'Italia, se ti va bene, ma hai più di settanta anni, diventano regolarmente otto mesi (e così è stato per mio babbo).
    E non perché si era in un paesino sperduto o in una regione "canaglia" (a meno che Bologna e l'Emilia Romagna abbiano cambiato ranking).
    E non perché a decidere la tempestività e la regolarità di un protocollo fosse un geriatra piuttosto che un bravo oncologo.
    Ma sa...75 anni...la chemio la si fa solo se motivati... sa... tra l'altro costa sia in termini di tempo (suo) che di risorse (nostre)..è sicuro?

    I farmaci di ultima generazione?
    Quello che lei mi dice?
    Sì...con le nanoparticelle adesso si hanno risultati veramente sorprendenti...quindi meglio usarli come seconda linea d'attacco (...il famoso "attacco al cazzo").

    Facciamo un controllino tac...sì vabbè c'è da saltare un ciclo di chemio, forse due, ma non è importante, non si preoccupi, non c'è fretta.

    E arriva la seconda linea, ma del farmaco efficace niente, ma chissà perché iniziano stranamente tutti a darti del tu.

    Dai! Non usiamo quello con le nanoparticelle, ne usiamo un altro!
    è bbbuuono!
    Lo facciamo proprio qua nel nostro ospedale!
    Lo usiano da 30 anni e non è mai morto nessuno (del farmaco...ma della bestiaccia che crepavano tutti e in fretta).

    Dai! vediamo, intanto ti affido ad un hospice per la terapia del dolore...noi ci vediamo fra tre mesi.
    E tu paziente ti chiedi "perché? crepa anche l'oncologo?"

    E così il paziente X (ciao Babbo, di Babbo X ce n'è uno solo) se ne va in meno della metà del tempo.
    Guardiamola positivamente, almeno così si potranno destinare le risorse a pazienti più giovani e forti.

    Chissà... magari è giusto.
    Se mio padre avesse duvuto giocare a chi crepa prima...un vecchio pensionato e un giovane disoccupato, probabilmente si sarebbe tirato volontariamente fuori dal gioco a vantaggio del secondo.

    Ma ho paura che il gioco non si limiti solo a due pazienti, perché dopo poco anche i giovani vengono trattati come i vecchi.
    Chiedete ai nostri amici greci, forse loro un'idea se la sono già fatta e sono già ad uno schema ancora più avanzato.

    Grazie Prof. per il post.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. L'anno scorso mio padre,81,viene colpito da ischemia cerebrale.
      Mi precipito a Roma,dove si ostina ad abitare da solo;il pronto soccorso lo accetta,ma dopo 48 ore me lo rimettono in mano con una diagnosi di dementia senior,pregressa,che consente alla struttura di lavarsene le mani,il che è la consegna.

      Lui non si regge in piedi,letteralmente.Non mi resta che ricoverarlo in una Misericordia privata,dalle mie parti,per avviare nel frattempo le pratiche per la residenza e l'inquadramento nel sistema sanitario della Regione Toscana,dove risiedo per un chilometro e per un tiro di dadi.

      Nel possibile la storia finisce bene,mio padre ha riacquistato salute ed è relativamente presente a se stesso.È ricoverato in una RSA eccellente,temevo di metterlo in carcere e me lo ritrovo in albergo,il bicchiere è pieno ben più della metà.
      Ma nella vicenda ho comunque azzerato il conto in banca e perso il poco lavoro che avevo.La pensione del babbo copre a stento la parte di retta RSA a carico del ricoverato,il suo appartamento di Roma,in pessime condizioni,paga comunque 3500 l'anno di tasse comunali essendo diventato seconda casa,e molti eccetera.

      Il mio ed il suo 5/1000,striminziti,ad a/simmetrie.
      Il senso di questo post,aiutare qualcuno,se possibile,anche solo a prevenire.In tempi e venture simili non ci si può aspettare soccorso se non dai rapporti personali.

      Il terzo reich fu l'incubo di un criminale,il quarto è il quello di un contabile.

      Elimina
  46. I ragionieri le aziende le sanno solo chiudere .
    Un ragioniere con gli steroidi chiude uno stato .

    RispondiElimina
  47. Euro delendum est.

    Ho appena visto lo scambio di cortesie tra lei e il sig. Monti.
    Mi spiace dirglielo, ma lei, prof., ha sbagliato carriera. Non doveva né fare l'economista, né il musicista.

    Avrebbe avuto un futuro da leader mondiale come judoka.

    Non scherzo. La sua capacità di utilizzare gli argomenti e la forza dell'avversario per metterlo al tappeto è qualcosa che suscita ogni volta la mia più profonda ammirazione.

    Non imparerò mai, probabilmente. Ma quando la sento mi pare di essere un perito chimico con un armadio pieno di alcooli e reattivi di Grignard...

    Buona vita
    Guglielmo

    RispondiElimina
  48. Ho ancora le lacrime agli occhi per il dibattito con Monti. Poi quando gli ha chiesto il numero di telefono nel caso diventasse Presidente del Consiglio ho rischiato lo svenimento. Grazie Prof! L'ha umiliato col sorriso sulle labbra. Per Donald, che ha ripreso a starnazzare a tutto spiano, solo questo sarebbe impossibile...

    RispondiElimina
  49. Morale della favola, espressa in soldoni: sono tutti europeisti, con gli Euro degli altri.

    RispondiElimina
  50. Il popolo vuole Dario Fabbri al goofy5

    RispondiElimina
  51. Ho letto che qualcuno spera in un cambiamento del mainstream televisivo che sarebbe cominciato da La7.
    Indubbiamente Paragone ha del coraggio e Cairo non lo blocca più di tanto.
    Però ricordiamoci che su quella emittente c'è anche un'assidua frequentatrice di strani ed esclusivi salotti ed un Direttore che a volte è quasi commovente per l'abile uso "linguistico" che adotta, come si può evincere da questo simpatico video di 10 minuti:
    http://www.dailymotion.com/video/x4i6pfi_enrico-mentana-a-monti-sono-un-suo-sincero-ammiratore-per-quello-che-ha-fatto_news

    Ovviamente un altro stile rispetto al nostro Prof, che oltretutto ha avuto anche l'onore di avere offerta una bella mela dal serpente tentatore, neanche assomigliasse minimamente ad una Eva dei tempi nostri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusate: siamo ancora a "Paragone è contro il mainstream"?

      Elimina
    2. Paragone è il barista che ogni potere vorrebbe. Aggiungere tre cose giuste in un cocktail di cazzate et voilà: una bevanda fresca che accontenta pecore e lupi. Ma i lupi se la godono di più.


      Elimina
    3. @Elgrigio.
      il mainstream avrà molti più problemi a cambiare schema della politica. dai tempi di Vespa-terza camera, con alter ego Santoro-Samarcanda, si è capito che questa nuova politica poteva trasformare i dibattiti televisivi in macchine per far soldi.
      ti dirò di più: la prima a non volere cambi nella politica è proprio la televisione e i giornalisti. il dualismo alimenta il dibattito, il dibattito alimenta lo scontro, lo scontro la caciare, la caciara la rabbia del telespettatore, il telespettatore rimane incollato al programma... risultato? PUBBLICITA'! ma alla fine di che si è discusso? NULLA.
      Il nodo della faccenda si chiama "tempi televisivi". costringere una cosa così importante per la vita collettiva come l'informazione al "tempo televisivo", ha trasformato appunto la politica in talk SHOW. Spettacolo.
      L'offerta è ampia: si va dalla caciara perfetta di del debbio, alla raffinatezza di Santoro o Mentana, che all'inizio ti danno spazio e ti lasciano parlare, poi, man mano, serrano i tempi.
      Paragone somiglia un po' al Santoro degli anni d'oro di Vespa: l'alternativa. Ma non è diverso. Cairo lo lascia fare perché fa ascolti e vende pubblicità. Se fossi al posto di cairo farei lo stesso.
      Siamo noi che dovremmo interrogarci sulla reale valenza in quanto informazione di certi schemi.
      Vedi, è un po' come nel mio lavoro, dove in troppi confondono "il ritmo" con la velocità. Ma il ritmo (e so che il prof/musicista capisce benissimissimooo!) è solo l'ordine del moto. ora, non volendo i monologhi, se uno ha bisogno di quattro minuti per svolgere un ragionamento sarebbe buona cosa concederglieli, anche ricordandosi che la soglia di attenzione è a venti... Più che un'ansia da prestazione possiamo chiamarla ansia da vendita pubblicitaria.
      Sperando di essermi spiegato, vi lascio, con un abbraccio a Bagnai grande come le cose lette qui e sentite a La7, e facendo anche io pe na vorta 'a citazione corta, la più bella definizione di ritmo che conosco: "Ritmo: relazione semplice tra il percepire e il produrre" (P. Valery)

      Elimina
  52. Galli Della Loggia se l'e' cantata:


    "Quello di Lévy è solo un esempio tra i moltissimi. In tutti gli anni trascorsi, infatti, troppa parte dell’intellettualità europea, e proprio quella più autorevole o legittimata — a cominciare dal giornalismo e dall’intellettualità economico-giuridica, in mille modi legata a filo doppio al potere politico-statale e alle «occasioni» offerte da Bruxelles — ha chiuso gli occhi o ha troppo debolmente eccepito sulle incongruenze o sulle vere e proprie forzature che hanno caratterizzato il cammino dell’Ue. Ha fatto proprio con troppa docilità il politicamente corretto che faceva tutt’uno con l’europeismo ufficiale, spesso, tra l’altro, largamente foraggiato dalla stessa Bruxelles.
    E’ accaduto precisamente così che l’ insoddisfazione che andava crescendo nell’opinione pubblica di molti Paesi del continente, vedendosi impossibilitata ad accedere al circuito della discussione pubblica qualificata e ostracizzata dai media ufficiali, vedendosi regolarmente ridicolizzata e pubblicamente apostrofata con i peggiori epiteti, sia andata sempre più radicalizzandosi, sempre più caricandosi di astio , diciamolo pure, spesso sempre più incarognendosi, dando vita alla difficilissima situazione attuale. Con l’Unione a pezzi, i sistemi politici di mezza Europa alle corde, le loro élite boccheggianti e delegittimate. Non c’è che dire: gli aedi della democrazia possono essere soddisfatti."

    http://www.corriere.it/cultura/16_giugno_30/gli-intellettuali-europei-lontani-dall-opinione-pubblica-e9661446-3e20-11e6-8cc3-6dcc57c07069.shtml

    RispondiElimina
  53. Questa elite ha chiuso,non è piu'credibile e non ha nessun futuro.La domanda è quanti danni gli permetteremo ancora di fare ?

    RispondiElimina
  54. ALBERTO UN GIGANTE! OGNI COSA CHE TOCCA DIVENTA SCIENTIFICA, MIGLIORA ANCHE GLI ALTRI SOTTO QUESTO PROFILO. NON FINISCE MAI IN CACIARA E NON SI DICONO BALLE. GRANDE!

    RispondiElimina
  55. Mr. Monti è stato solo l'esecutore(ben remunerato con Pensione a Vita da Senatore e prebende varie) al soldo di chi ha ordinato l'approvazione di leggi volte al saccheggio della ricchezza delle famiglie e delle imprese italiane: il PD, ormai Partito-Stato, referente politico di quella parte della società italiana che vive esclusivamente sui denari provenienti dal Bilancio dello Stato e che quindi considera la tassazione strumento di approvvigionamento del proprio reddito e ricchezza: assistiamo alla ridistribuzione della ricchezza dal lavoro alle classi che controllano il potere fiscale e all'utilizzo del fisco come arma di appropriazione indebita.
    Coloro che detengono il potere (ormai non più democratico) lo esercitano con piglio tecnocratico e letale per la qualità della vita di chi non è protetto dall'appartenere alla cerchio magico del Bilancio Statale, Regionale, Provinciale, Comunale e della Miriade di Enti Pubblici vari.
    Lor Signori stanno saccheggiando la ricchezza dell'Italia a scopo di arricchimento personale. Amano il denaro sopra ogni cosa e sono disposti a tutto pur di ottenerlo: anche a lasciar morire la gente.
    Mr. Prodi esprime plasticamente il tipo di personaggi che appartengono e ruotano intorno alla Galassia PD, prossimo Partito della Nazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. POTERE TECNOCRATICO DEL PARTITO-STATO E SUOI SCHERANI:
      Il Rettore umanista: non voglio più vedere un foglio di carta all'università. La carta è antiecologica!
      Aboliamo il libretto, aboliamo i registri. Un bello schermo con verbalizzazione elettronica che la metà delle volte non funziona. Siamo liberi di scegliere? No, assolutamente.
      Ma il computer da smaltire non è meno ecologico della carta? Boh, chissenefrega, l'importante è comprarlo.
      Ma come giustificare i voti scomparsi dal registro elettronico? Non si deve sapere.
      Gli studenti protestano? Noi facciamo finta di niente.
      Non avremo più la storia delle materie, non potremo più sfogliare un registro, ricordare chi il 15 dicembre 2014 un nostro studente aveva dato quel tal esame ...
      Beh, a cosa serve conservare la memoria?

      Elimina
    2. La questione di come i dati informatici potranno resistere al passare del tempo è estremamente interessante. Un libro puo resistere anche 200 anni, cosa ne sarà di questo blog tra 200 anni? Pensa che sensazione potrà avere un ragazzo che collegandosi a internet vedrà un video che è li da ben prima della sua nascita.

      Elimina
    3. Come funziona il registro elettronico ?
      Ha un database di memorizzazione dei dati accessibile a studente e docenti ?

      Elimina
    4. Noi lo apriamo con una chiamata su cellulare. Spesso non funziona. Gli studenti possono visualizzare e stampare i voti, ma a volte non li trovano. Hanno chiesto più volte di riavere il libretto cartaceo, ma il rettore ha già fatto smontare il macchinario che lo stampava. Il tutto deciso da consigli sempre più ristretti. Vi ricorda qualcosa?

      Elimina
  56. Per chi se la fosse persa, la puntata di Omnibus La7 del 30/6 è sul canale YouTube di Voci dall'Estero https://m.youtube.com/channel/UCM_bqulfog0U5jZIPue0shg

    RispondiElimina
  57. Complimenti Bagnai, pensavo avrebbe preso a insulti Monti il quale invece le ha anche toccato il gomito...Ho apprezzato molto il suo intervento, assertivo e documentato. Brava anche la giornalista.

    In merito a Fabbri, mi dissocio un po'dall'entusiasmo che regna nei commenti: a uno che dice che la Germania fa il 40% del PIL con le esportazioni, dovrebbe solo essere ricordato che quello che conta é la bilancia commerciale, che é l'8% del PIL per la Germania, come lei ha spiegato mille volte, in particolare della frazione con l'eurozona.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lorenzo, quando Arberto comincia lisciandoti... te devi preoccupa'! :-)

      Elimina
    2. La germania esporta il 47% del suo pil. Non è sbagliato quello che dice Fabbri.

      Elimina
  58. Finito ora di seguire il dibattito Bagnai-Monti (anche interessanti gli altri ospiti e il giornalista da Bruxelles): ma meglio che a teatro!

    E il vezzo impagabile di parlare di lui e a lui come "Presidente Monti", e neppure calcando il tono di un millimetro.

    Poi, certo, "premere sulla Germania in maniera intelligente" (vado a memoria), anzitutto, dice chi lo dice che chi c'è ora non ha successo, con la Germania cioè con la Merkel, perché non mette in atto maniere intelligenti, inoltre pare parlare un gergo allusivo ad altro.

    Vuoi vedere che si stanno gettando le basi di un kamasutra di politica economica?
    Altro che quella Sara...

    RispondiElimina
  59. Alberto piacere, la prima volta che scrivo. Se posso, in privato cosa vi siete detti? Nel senso..ha qualche segnale di redenzione?

    RispondiElimina
  60. Ad ulteriore prova che il problema non era il debito pubblico ma quello privato, ci sono i dati relativi ai nostri soldi pubblici versati da dicembre 2011 ad Aprile 2013 ai fondi salva (banche) stati EFES e ESM. Nel supplemento del bollettino statistico di finanza pubblica nr. 4 del 2014 emesso da Bankitalia (qui https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/finanza-pubblica/2014-finanza-pubblica/index.html ), si vede chiaramente che sotto il governo Monti sono stati versati circa 33,5 miliardi di euro ai suddetti fondi; più precisamente si è passati dai 13,1 miliardi versati al EFES al dicembre 2011, ai 46,6 miliardi dell'aprile 2013 (rispettivamente 38 miliardi per l'EFES e 8,6miliardi per l'ESM). I dati si trovano nel grafico a pagina 3 e nella tabella 12 a pagina 18.
    E per un paese che secondo Monti stava fallendo e che non avrebbe potuto pagare stipendi pubblici e pensioni, sono una bella cifra.

    RispondiElimina
  61. OT - La lotta alla corruzione e agli sprechi, come il liberismo, prima che una dottrina economica è una tesi morale, e come tale non ammette subordinate. Quindi la corruzione e gli sprechi vanno debellati, costi quel che costi. D’altra parte, il miglior modo per debellare qualcosa di intollerabile è estirparne le cause alla radice. Dal che la domanda: nel caso del fenomeno in questione, qual è la radice? La ovvia risposta sta in una banale considerazione macroeconomica: se è vero che ogni spesa è anche un reddito, è anche vero che ogni reddito è una spesa. Risultato: tout se tient.

    RispondiElimina
  62. Ho visto il video di Omnibus e devo dire che sentire Mario Monti ammettere che "Il Fiscal Compact NON E' STATA UNA BUONA IDEA" , quando sappiamo tutti che al governo nel 2012 c'era proprio lui, mi ha fatto, come dire.....aiutatemi voi con le parole giuste, perchè a me scappano solo bestemmie. Chiedo scusa.

    RispondiElimina
  63. Ho visto due volte la trasmissione di ieri, segnandomi i passaggi cruciali.
    Il primo punto affrontato è stato quello della condizione bancaria in riferimento alle frasi di Renzi in cui dice che bisognava immettere denaro nella banche nel 2011.
    Questa affermazione è stata ridimensionata da Monti che ha spiegato come il sistema bancario non avesse quelle necessità e che è possibile farlo attraverso il debito pubblico (operazione "one off" permessa dalla ue) oppure attraverso l'europa che ci offrì i soldi per un salvataggio (non per le banche ma per lo stato italiano) ma che aveva paura di accettare in quanto questo salvataggio avrebbe immesso una liquidità inferiore a quella necessaria (preoccupazione condivisa dalla Lagarde) e quindi tagliando l'accesso al mercato (e poco denaro per salvarsi) ci si sarebbe trovati in una situazione allarmante. In questo contesto si è inserito Bagnai facendo notare come l'Italia nel 2011 non avesse un problema di debito publico ma di debito privato, che all'inizio ha trovato in disaccordo il Monti (" si ma il settore pubblico era quello con difficoltà") ma alla constatazione del Bagnai di un aumento esponenziale del debito privato nel corso degli anni, anche Monti ha detto "Giusto".
    Il secondo punto quando Bechis ha spiegato che l'idea di caricare il bilancio bancario di titoli di stato italiani non sia stata una grande mossa, Monti ha spiegato che era una prassi comune ai governi precedente e Bagnai ha spiegato che le regole europee hanno incentivato questo tipo di acquisti.
    Il terzo punto è stato lo scontro sulla frase di Bagnai (ed è quì il succo del discorso) in cui afferma che "i mercati vanno governati " e Monti si è detto d'accordo ma che attualmente non viene fatto..e bagnai "ma l'Unione europea non è nata per difendersi dai mercati?".
    A questa domanda è seguito il silenzio di Monti a cui sono seguiti attimi di sincerità quasi da conversione sulla via di Damasco : "il fiscal compact non è stata una buona idea ma l'Italia fu costretta dai mercati e da Draghi che in quel momento per accreditarsi agli occhi tedeschi divenne più falco della Merkel".
    Dopo questo dibattito una domanda sorge spontanea, è possibile governare i mercati? La risposta di Monti sembra essere che i mercati governano le scelte di un paese (senza aver nessuna correlazione con il mercato reale) e che " la stampa rappresenti lo specchio dell'anima della popolazione" (affermazione subito smentita dal giornalista bechis).
    Mi dispiace che non si sia parlato (Bagnai l'ha fatto ma gli altri no) della flessibilità del cambio e dei salari (discendenti).
    Grazie professore di questo grande servizio al paese.

    RispondiElimina
  64. Monti ha fatto la stessa profezia con Lei che Fassino ha fatto con Appendino............

    RispondiElimina
  65. Avvertite Junk-er che sta arrivando, dal cuore del Sacro Romano Impero Cermanico invece che dalla perfida Albione, il redde rationem per la sua schiatta di nobili eroi... "ls sont fous, ces Autrichien !" XD
    finirà infine la Junk-era?

    RispondiElimina
  66. Ma poi, Senatore Monti, l'ha iniziato a leggere questo blog? Ci faccia sapere....Grazie!

    RispondiElimina
  67. E intanto un altro bel pezzo della nostra industria migliore se ne va:

    http://www.lastampa.it/2016/07/01/cronaca/la-sandretto-di-pont-in-liquidazione-pstmCZbqhCURW6JEDX0xeP/pagina.html

    http://www.sandretto.it/

    RispondiElimina
  68. Scusate la pignoleria, non voglio fare il prodiano della situazione e ho massima considerazione del dolore di chi ha vissuto un doloroso caso di malasanità. Però ho l'impressione che la frase di Prodi non sia né una rivendicazione né un'assunzione di responsabilità. Usa la prima persona plurale ma come (brutto) vezzo retorico, non credo proprio si riferisca ai suoi governi ma a quelli che lo hanno succeduto.

    RispondiElimina
  69. Mi permetto solo di segnalare questo esemplare e breve pezzo di Paolo Cardená sul Brexit e sul "presunto impoverimento dei poveri inglesi".

    http://www.rischiocalcolato.it/2016/07/brexit-quanto-sono-diventati-poveri-gli-inglesi.html

    Piú chiaro di cosí.

    RispondiElimina
  70. Monti cerca sempre di difendere le sue scelte, ma nessuno deve dimenticare che è stato messo li non dico "guidato da qualcuno" ma di sicuro non ha fatto proprio quello che serviva al paese.In fondo io non capisco gran che di economia ma è da un anno che seguo il professore che oltre a stimarlo dal punto di vista della preparazione (che però di sicuro non è tutto )lo stimo ancor di più dal punto di vista umano, ed è proprio l"aspetto umano e i bisogni reali delle persone che non si guardano più.Poi tornando su Monti i suoi sbagli li ha fatti, ma come ha evidenziato e cè lo dobbiamo mettere in testa come dice Bagnai nessun governo nessuna persona che salga a governare può far nulla perchè non ha gli strumenti.Purtroppo io vedo in atto un processo di monopolizzazione del mondo a guida statunitense che non può andare bene per mille motivi.In europa se è vero che l"unione monetaria si è rivelata un fallimento è anche vero che ogni nazione ha una sua economia basata su bisogni diversi, e quelli che fanno l"esempio degli stati uniti facendo un esempio banale gli stati uniti hanno una squadra di calcio che rappresenta tutti gli stati, noi non l"avremo mai una squadra che chiameremo europa. per non parlare della lingua e tutto il resto.Il paradosso che si fa l"incontrario di quello che si dovrebbe fare almeno cercare , Monti è stato l"esempio lampante di tuttu e per quanto lui ne può dire ci sono i dati che evidenziano che con lui il paese è peggiorato.Poi mi ha dato fastidio una frase che a me non mi è scesa giù detta in un altro programma, che non si devono lasciare certe scelte tecniche al popolo, volendo dire che chi ha fatto scegliere al popolo riferendosi alla Gran Bretagna ha sbagliato e che lui facendo parte dell"elitè sa cosa è meglio per tutti.Il popolo nella storia avrà anche scelto Barabba è vero, non sa cosa succede nella stanza dei bottoni e quali reali scopi ha l"euro ma i cittadini inglesi e cosi dovrebbe funzionare in tutti gli stati realmente democratici che la maggioranza se si trova in disappunto e non sta più bene per come viene governato di poterlo esprimere attraverso il voto.Se è stato giusto o sbagliato cè lo dirà la storia , ma di sicuro se le cose non funzionino è giusto che in qualche modo i cittadini attraverso il voto si fanno sentire per cercare di far capire a chi ci governa di cambiare registro.

    RispondiElimina
  71. Io sono pessimista , ma se il livello della vulgata locale più vicino a me è del tono seguente "Lo Stato è un'azienda e deve pagare i debiti senza fare storie e smetterla di indebitarsi ulteriormente" allora , cari xxxxx vi meritate il "Fascismo" che ritornerà di moda e vi mi meritate la morte economica che purtroppo danneggerà anche noi :( :( :( !!

    Sempre attuale un vecchio proverbio siciliano
    "u sceccu siddu un voli viviri su dui i casi:
    - o iè u patruni chi un sa fida a farlu vivire
    - o iè u sceccu ca iè cretino e un voli vivire"
    Tradotto :D
    "Se l'asino non vuole bere sono due i casi:
    - o è il padrone che non riesce a farlo bere oppure
    - è l'asino che è cretino (o testa dura) e non vuole bere."

    RispondiElimina
  72. Grazie allo spunto letterario, sono andato a rileggermi il passo dei promessi sposi e l'ho trovato molto interessante e attuale. La riflessione che ne ho tratto è la seguente: il potere cerca di accreditarsi come il protettore degli oppressi che contribuisce ad opprimere, e questo gli permette di avantaggiarsi a scapito dei più deboli attraverso un uso menzognero della parola. La religione è importante perché serve proprio a smascherare e smitizzare l'utilizzo violento del potere per risolvere i conflitti in favore dei potenti. Quel "Verrà un giorno" pronunciato da fra cristoforo è un giudizio chiaro sul destino delle dittature, ma il suo intervento vuole anche far riflettere sul modo di opporsi alla prevaricazione: non certo con le stesse armi dei violenti, nemmeno facendosi operatori di una giustizia sommaria. Ma attraverso la comprensione.
    Scusate l'intervento fuori tema.
    Stefano

    RispondiElimina