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domenica 12 giugno 2016

Brexit: qualche cifra

Il dibattito sulla Brexit sta prendendo toni inquietanti, tali da lasciare nell'ombra i risvolti economici, che qui, come più in generale nel caso del progetto europeo, rappresentano l'aspetto più banale del problema (anche se, per una illusione ottica dettata dal loro carattere "tecnico", sono quelli che catturano maggiormente l'attenzione).

A me sembra che nessuno abbia sottolineato abbastanza qual è la radice del problema, da noi evidenziata qui, ovvero il fatto che assistiamo al miserando spettacolo di massimi responsabili delle istituzioni europee, che in quanto tali dovrebbero essere garanti del rispetto dei Trattati europei, i quali invece minacciano apertamente e con toni inaccettabili ritorsioni verso un paese che intende avvalersi di un diritto (quello di recesso) che gli stessi Trattati prevedono.

Chi non capisce quanto questo sia assurdo è difficile che capisca qualcos'altro.

Ripeto: chi dovrebbe garantire il rispetto dei Trattati minaccia chi intende esercitare un diritto previsto dai Trattati. Se l'andazzo è questo, ditemi voi cosa ci possiamo aspettare da questa unione!

Eppure, molti opinionisti (pagati per non capire) e molti studiosi (che generalmente non capiscono gratis) ancora non ci arrivano. Ieri ho avuto l'onore di partecipare a una tavola rotonda con due studiosi di livello infinitamente superiore al mio: Marti Subrahmanyam, professore di finanza internazionale alla Stern School of Business (quella da dove viene un altro tipo di passaggio), e Joshua Aizenman, della University of Southern California, con un curriculum accademico impressionante: 212 working papers, 158 articoli su rivista scientifica, top 5% secondo 38 criteri bibliometrici, un h-index pari a 55 con 11572 citazioni su Google Scholar. Se lo valutiamo a peso di riviste, valgo meno di un decimo di lui, gli arrivo a malapena al malleolo. Eppure, dopo un primo giro nel quale, sotto la direzione ferma e efficiente di Francesco Nucci, io avevo espresso l'opinione che forse potevamo anche smettere di parlare di euro, progetto morto e sepolto, e darci da fare per pensare al dopo (opinione che scaturiva dal mio intervento, del quale vi parlerò in separata sede), Subrahmanyam ha detto che sì, lui avrebbe voluto essere più ottimista, forse perché si trovava in una città che ama (Roma), ma sinceramente non avrebbe saputo quali dati portare a supporto della sua intenzione, mentre Aizenman ha cominciato a dire che la fine dell'euro sarebbe la fine dell'Europa, e che quindi noi dovremmo esortare (o minacciare, o invitare) la Germania a capire che questo non sarebbe nel suo interesse eccetera eccetera. Cose che qui sentivamo dire quattro anni fa da colleghi che nel frattempo, capito l'andazzo, hanno smesso.

Io ho fatto notare, con molta delicatezza, che siamo sempre allo stesso punto: una unione nella quale devi minacciare gli altri affinché cooperino con te non ha molto senso in termini politici. Qui non solo manca un obiettivo comune: manca una volontà comune, e manca un terreno sul quale confrontarsi, visto che le istituzioni europee non solo sono particolarmente discutibili (in termini di violazione del principio di separazione dei poteri, in termini di rappresentatività democratica), ma addirittura intervengono in aperto spregio dei Trattati per sovvertirne lo spirito e la lettera!

Ma questo ad Aizenman, sepolto dalla valanga delle 360 pubblicazioni prodotte, evidentemente sfuggiva...

E allora parliamo di Brexit, facendo finta che valga la pena di parlarne. Il dato che molti hanno messo in evidenza, e che qui vorrei elaborare un minimo con voi, è che la minaccia di ritorsioni nei riguardi del Regno Unito non ha alcun senso, per il semplice motivo che è il Regno Unito, strutturalmente, a sostenere con la sua domanda di beni il resto dell'Unione Europea, e non il contrario. In effetti, il Regno Unito è un importatore netto di beni del resto del mondo, Unione Europea compresa, il che significa, d'altro canto, che l'Unione Europea nel suo complesso è una esportatrice netta di beni nei riguardi del Regno Unito.

Capite quindi bene che è del tutto assurdo pensare che se il Regno Unito uscisse, l'Unione Europea troverebbe una convenienza economica (sottolineo: economica) nel "punirlo".

Per dirla all'uomo della strada, sarebbe come se il pizzicagnolo sotto casa mi impedisse di entrare nel suo negozio, cioè di essere suo cliente, cioè di dargli (non prendergli: dargli) i miei soldi, perché una volta mi ha visto passare davanti alla sua vetrina con la busta del supermercato! Vi assicuro che i commercianti non ragionano così: nella mia strada ne son rimasti pochi (perché la grande distribuzione si è infiltrata molto bene anche in centro), ma se avessero deciso di "punire" i clienti dei supermercati adesso sarebbero ancora di meno.

In termini più aulici, l'imposizione di dazi è sì prevista dalle norme del WTO, ma occorre che ci sia un motivo. Sarebbe piuttosto strano che a un paese esportatore (che quindi trae vantaggio dal commercio internazionale) venisse consentito di imporre dazi ritorsivi a un partner! Eventualmente, sarebbe l'importatore a doversi difendere con dazi. Ma nel mondo in cui chi difende i Trattati li stampa con la stampante della Merkel, è evidente che i media possono farci digerire qualsiasi assurdità.

Comunque, qualche numero...

Qui vedete l'evoluzione del saldo commerciale (trade balance) inglese, mettendo insieme il totale, e le sue due componenti: quella verso l'UE a 28, e quella extra-UE (i dati vengono da qui):


La sintesi è che ad oggi il Regno Unito è importatore netto di beni dell'Unione Europea per oltre 100 miliardi di euro all'anno. Supponiamo allora che i gegni di Bruxelles decidano di troncare ogni e qualsiasi rapporto col Regno Unito in caso di Brexit (ipotesi già assurda di per sé, perché non si vede come potrebbero impedire a me di bermi un whisky, o a un inglese di comprarsi un vestito di Armani: ma passons...). In termini puramente macroeconomici sarebbe un bagno di sangue per noi, non per loro: vorrebbe dire rinunciare a 118 miliardi di esportazioni nette. Per capirci, il Pil dell'Eurozona a 28 è pari a 14.635 miliardi, e quello del Regno Unito è pari a 2.658 miliardi, per cui il Pil dell'Eurozona senza Regno Unito è pari a 11.977 miliardi. La perdita secca di domanda aggregata per l'Unione Europea sarebbe quindi pari a 118/11.977 = 0.98%. Questo, però, senza tener conto di un dettaglio che sfugge ai grandi economisti: il moltiplicatore keynesiano. Nel 2003 calcolammo con Francesco Carlucci il moltiplicatore keynesiano per l'economia dell'Unione Europea, facendo anche una cosa che i grandi economisti generalmente non fanno, cioè calcolando l'incertezza associata al moltiplicatore:


I numeri sono questi, calcolati come di consueto simulando uno shock negativo dell'1% all'altra componente esogena della domanda (la spesa pubblica). Dopo cinque anni, un taglio di domanda dell'1% riduce il PIL dell'1,62%, con una deviazione standard di 0.11, il che significa che nel 95% dei casi l'effetto cadrà dentro una forchetta che va dall'1,4% all'1,84%. Siccome la legge di Murphy esiste, e se qualcosa può andar male lo farà, questo significa che punire il Regno Unito, escludendolo dai propri partner commerciali, potrebbe costare nel medio periodo al resto dell'Unione Europea una cosa tipo lo 0,98 x 1,84 = 1,8% del suo PIL, con un impatto di circa 1% nel primo anno (nel quale quindi la sedicente Europa, cioè l'Unione Europea, perderebbe un punto secco di crescita economica).

Come si dice, ablarsi i testicoli per contrariare la consorte. Vi sembra ragionevole? A meno che non siate tedeschi, credo proprio di no.

Naturalmente questi calcoli sono meramente indicativi, per diversi motivi, uno dei quali è che nelle stime del nostro modello consideravamo l'Unione Europea compreso il Regno Unito: può darsi benissimo che la risposta dell'Unione Europea senza Regno Unito sia lievemente diversa (ma che il moltiplicatore keynesiano sia un po' dappertutto pari a circa 1,5 mi pare stia emergendo dalla letteratura, ed è quello che in fondo tutti sapevano, tranne chi aveva interesse a ignorarlo, perché da buon garzone di bottega doveva riscuotere i sospesi, come abbiamo dettagliato qui). Esiste poi una letteratura ampia sul fatto che diverse componenti di domanda hanno moltiplicatori diversi (il moltiplicatore di un aumento di imposte è diverso da quello di un taglio di spesa, che a sua volta potrebbe essere diverso da quello di un taglio esogeno delle esportazioni): benvenuti nel meraviglioso mondo dello zero virgola, che non cambia la sostanza di quanto vi sto dicendo, ovvero che imporre sanzioni alla perfida Albione, secondo una consolidata tradizione delle democrazie continentali europee, non solo sarebbe impossibile, ma anche controproducente, perché alla fine ci rimetteremmo noi.

Per dirla come la direbbe un giornalista, che resta pur sempre il miglior amico dell'uomo che vuole informarsi, nella peggiore delle ipotesi ci andremmo a perdere quasi il 2% del PIL, cioè 215 miliardi di euro (al sesto anno), pari a, udite udite, ben 484,69 euro a cranio nel resto dell'UE a 28. Questo, attenzione, in un solo anno, quello di perdita massima. La perdita cumulata sull'orizzonte di un decennio potrebbe avvicinarsi ai 7000 euro, ma il calcolo non ve lo faccio perché è inutile perder tempo dietro a un'idea assurda, e perché devo cambiarmi per andare a TgCom24, dove dovrò, ostentando grande professionalità, parlare di una situazione che, una volta di più, si presenta come grave, ma non seria...


82 commenti:

  1. Ma poi nessun leader europeo che parla. Shauble è il capo indiscusso. Mi viene da vomitare.
    Posso capire che molti non capiscano i meccanismi dell'euro, ma non capisco come possano essere felici di cedere la propria sovranità a organismi di fatto non eletti. Il piddino è contro la dittatura, ma è a favore dell'ue. Anche una persona di media intelligenza si rende conto che a quei livelli non c'è piu controllo democratico, quindi il punto non sono i media corrotti, ma l'intelligenza che scarseggia. E poi non capisco tutti sti "intellettuali" inglesi favorevoli all'ue (dai sondaggi solo i poveri e gli ignoranti sono contrari all'ue). Forse si sentono i vincenti della globalizzazione, ma non hanno capito che i prossimi nel mirino sono loro. Oppure ci sono abituati allo sfruttamento. Tutti gli impiegati di wallstreet lavorano 14 16 ore al giorno. Un mio conoscente piu grande di me che si è laurearo alla bocconi prima della crisi del 2007 è passato per un bel po' di banche internazionali e alcune avevano un turnover di tutto il personale di circa 6 mesi. Praticamente li spremevano finchè non scappavano. Magari prendevi anche i tuoi 10000$ al mese ma per restare a dormire in ufficio anche il sabato e la domenica.
    In Italia ste cose non si sono mai viste, eppure crescevamo lo stesso e l'art 18 in fondo era una garanzia per chi decideva di non volersi massacrare la vita, fare le sue 8 ore di onesto lavoro, prendere meno di stipendio ed essere tutelato.

    Per il cambiamento forse serviranno altri 50 anni. Il calcolo è piu o meno matematico: i millenials di oggi di fatto sono per la maggioranza quelli che saranno piu sfruttati e infatti Sanders becca proprio nella fascia 18-24 anni. Quando la società sarà composta solo dagli attuali millennials e dai loro figli e dai loro nipoti allora le cose forse inizieranno a cambiare. Le vecchie generazioni in tutto il mondo sono state più o meno tutelate dal pericolo del comunismo e in ogni caso la diseguaglianza è andata aumentando via via, quindi molti hanno avuto la possibilità di ottenere un buon posto.
    Ruggero

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    1. Il piddino non si pone il problema della leadership tedesca, anzi la apprezza. Lo fa perchè i tedeschi in Europa sono affidabili, credibili: hanno fatto le riforme, hanno pochi debiti, non hanno la coruzzzzione, lavorano tanto ed esportano tanto. Noi mediterranei non abbiamo diritto di parola.

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  2. Il post più chiaro sul caso Brexit che abbia letto finora.

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  3. Non avrei mai immaginato che in Europa si arrivasse a un tale punto di ipocrisia e di tendenza all'inganno come in questa fase storica.

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  4. Aspettiamo almeno che il governo del paese in questione notifichi al Consiglio l'effettiva volontà (non è il caso oggi) di avvalersi dell'art 50 del trattato di Lisbona...

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    1. Clausola di recesso
      L'articolo 50 del trattato sull'Unione europea prevede un meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un paese dall'Unione europea (UE).
      Il paese dell'UE che decide di recedere, deve notificare tale intenzione al Consiglio europeo, il quale presenta i suoi orientamenti per la conclusione di un accordo volto a definire le modalità del recesso di tale paese.
      Tale accordo è concluso a nome dell'Unione europea (UE) dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo.
      I trattati cessano di essere applicabili al paese interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o due anni dopo la notifica del recesso. Il Consiglio può decidere di prolungare tale termine.
      Qualsiasi Stato uscito dall'Unione può chiedere di aderirvi nuovamente, presentando una nuova procedura di adesione.

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  5. Se burocrati dell'EU avessero lo stesso buonsenso del suo pizzicagnolo non ci troveremo in questa situazione.

    Caso diverso, ma anche per sanzioni contro la Russia l'EU si è dimostrata, dalla parte sbagliata sia eticamente sia razionalmente.
    L'EU non fa che confermare in ogni occasione il deficit di democrazia e di buonsenso economico, imitata da studiosi di cotanta fama.

    Che nostalgia per quel mio primo commento e per la speranza che lagggente potesse capire la logica cristallina della sua risposta (e degli altri post) se solo avesse avuto modo di leggerla.
    Quando sovviemmi di cotanta speme,
    un affetto mi preme
    acerbo e sconsolato,
    e tornami a doler di mia sventura.

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    1. O sinistra, o sinistra,
      perché non rendi poi
      quel che prometti allor? Perché di tanto
      inganni gli elettori tuoi?

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    2. Mi permetto di correggere: ...che lagggente potessero capire...

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    3. bravo Krux, Leopardi è sempre Leopardi....

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    4. A proposito di sinistra :

      All’apparir del vero
      tu, misera, cadesti: e con la mano
      la fredda morte ed una tomba ignuda
      mostravi di lontano.

      Speriamo!

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  6. Bruxelles è un Burosauro...grande Prof!. Ahahaha...

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  7. Prof, è diventato la passione anche della mia signora.

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  8. Così, per curiosità: prendendo per buoni i numeri della UE, se tutto va benissimissimo col TTIP il PIL eurozona aumenta di 0,8% in 10 anni.
    Insomma, fare i cattivi con UK ci costerebbe più del doppio. No comment.

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    1. Che poi e' solo la Germania che mi pare spingere su questa strada punitiva. Credo sia un bluff, a meno che non pensino che una punizione esemplare blinderebbe la EU per sempre, senza altre "rivolte". Della serie: perdiamo il regno unito ma conquistiamo l'Europa. Staranno gia' pensando a modifiche dei trattati. La storia ci insegna che, comunque, alla fine non ce la faranno.

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    2. Sì, però non fare la groupie! Io vi ho detto che questi numeri sono assurdi, sono semplicemente quello che succederebbe se chi semina il terrore con l'ipotesi di fantasiose e assurde ritorsioni riuscisse nel suo intento. Un bagno di sangue per noi. Ma al di là di questo esercizio puramente retorico, questi numeri sono e rimangono assurdi (come i numeri riferiti al TTIP, per altre ragioni che vedemmo a suo tempo).

      Ma il punto è che essendo assurdi, non vale nemmeno la pena di commentarli! ;)

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  9. Ho notato che Magnani non ha saputo astenersi dal rilevare che "un paese con un debito pubblico alto come il nostro" affronterebbe una fase di rischio.

    Tutti, buoni secondi, terzi...centocinquantesimi dopo il Prof. hanno ammesso che non siamo in una crisi di debito pubblico, ma il riflesso pavloviano resta.
    Igor Guerra

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    1. Il tema del debito pubblico è molto caro al prof. Magnani, come abbiamo notato in precedenti occasioni. Noi siamo un pochino più allineati con il gotha del pensiero economico, che finalmente ci ha raggiunto sulle nostre posizioni (ridiventando ortodosso).

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  10. Risposte
    1. Perché, a Bruxelles (nelle istituzioni UE) c'è qualche genio?

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  11. carissimo Alberto, è proprio quello che non riesco a comprendere: come si possa non indignarsi per certe clamorose ingiustizie.
    Quando, discutendo, faccio notare le modalità con cui nel 2011 fu deposto il berlusca, oppure cosa succedeva dietro le quinte dello spread (vedi procura di Trani sui movimenti doiccebank) o semplicemente l'ingerenza di brussel o della signora merkel sugli atti del governo ecc.. cosa ricevo in cambio?? spallucce: "..si ma certo che berlusca era impresentabileeeee!" oppure "ehhh si in effetti bisognerebbe tagliare le tasse su chi offre lavoro!" ecc... ecc... ecc... E questo atteggiamento lo noto soprattutto in persone che conoscono i valori costituzionali e che si sono dati da fare in battaglie impegnate ed importanti!
    Che strana la vita: io che mi sono sempre ottusamente disinteressato di tutto ciò che riguardasse politica, storia, letteratura, cultura, educazione civica, conoscenza della costituzione ecc., e che quindi se non sono piddino non è per merito, ma pé igggnnoranza (vedi, non ricordo come si scrive doppia gn) adesso mi tocca a studiare, leggere, seguire... e cercare di imbeccare persone "sagge".
    pensavo che il contrappasso ci toccasse eventualmente nell'altra vita.

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    1. Siamo stati spinti ad interessarci di questi temi vista la rappresentanza che abbiamo avuto.

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  12. Minacciare gli Inglesi? Direi che Juncker ha spostato sul Brexit moltissimi indecisi!

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    1. Nel mondo dei nostalgici il passo da Juncker agli Junkers 87 è breve.

      Intanto il migliore spot pro-Brexit è proprio SSchauble che minaccia chissà quali Vergeltungswaffen economiche (ma la UE non ci doveva salvare dalle guerre?).
      Avrà avuto un'infanzia traumatica sotto le bombe inglesi e sogna una rivalsa, o gli sarà rimasta nelle orecchie questa canzone? Alle Mädels müssen warten!

      BOMBEN AUF ENGELAND

      Wir fühlen in Horsten und Höhen
      Des Adlers verwegenes Glück!
      Wir steigen zum Tor
      Der Sonne empor
      Wir lassen die Erde zurück.

      Kamerad! Kamerad!
      Alle Mädels müssen warten!
      Kamerad! Kamerad!
      Der Befehl ist da, wir starten!
      Kamerad! Kamerad!
      Die Losung ist bekannt:
      Ran an den Feind! Ran an den Feind!
      Bomben auf Engeland!

      Wir stellen den britischen Löwen
      Zum letzten entscheidenden Schlag.
      Wir halten Gericht,
      Ein Weltreich zerbricht:
      Das wird unser stolzester Tag!

      Hört ihr die Motoren singen "Ran an den Feind!"
      Bomben! Bomben!
      Bomben auf Engeland!
      Hört ihr die Motoren singen "Ran an den Feind!"
      Bomben! Bomben!
      Bomben auf Engeland!


      E anche a casa nostra la nostalgia non manca: nel malaugurato caso di Brexit, il fogliaccio del nostro GUFo ed il Völkischer Beobachter salmonato proporrano una simpatica iniziativa editoriale, una riproduzione di questa spilla da indossare in ogni occasione per dimostrare la vostra incrollabile fede eurista nella vittoria finale.

      Sieg Heil!

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  13. Il tema del brexit,e non solo,ha messo in evidenza il fatto che,per certi intellettuali,la democrazia viene messa in secondo piano rispetto alla finta dialettica politica che c'è nell'attuale situazione europea demonizzando le scelte legittime di un popolo.Questi intellettuali che,teoricamente,dovrebbero essere dalla parte giusta fanno più schifo di coloro che,in conflitto d'interesse(almeno un guadagno diretto c'era per loro),hanno detto scemenze su questioni economiche.È incredibile come venga presa alla leggera il tema della democrazia e meno male che tanti si definiscono antifascisti...

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  14. La situazione grave ma non seria è la preparazione della nazionale maschile italiana di calcio?

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  15. L'argomento cliente - venditore è stato citato anche da Nigel Farage in suo recente discorso proprio per ridicolizzare le minacce di ristosioni economiche da parte del resto della UE (cioè, della Germania). Rivolto al pubblico infatti il nostro ha detto :" guardate nel parcheggio quante BMW, Mercedes ed Audi ci sono. Guardate quanto vino francese c'è al buffet. Noi siamo i clienti e noi abbiamo il potere. Client is king".

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  16. Splendido. Peccato non averti visto in tv.
    Sarebbe stato bello anche che avessi discusso delle minchiate/minacce che hanno sparato, come quella che se si esce dall'UE c'è più rischio di tumori (mi pare che ci fosse stata anche sta sparata)

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  17. C’è del metodo in questa follia.
    I due luminari economici non sono in pensione, percepiscono un
    reddito dall’amministrazione americana e quindi non possono dire cose che danneggiano la politica degli Usa ,( che come sappiamo è quella che fortemente vuole e sostiene l’UE) .pena l’emarginazione dall’insegnamento universitario e dalla carriera accademica.
    Dobbiamo sempre tenere presente che l’Europa è stata causa di ben due guerre mondiali e bisogna quindi tenerli a freno i popoli europei . Se guerra mondiale ci sarà (armata o economica) è meglio che questa sia dichiarata dagli USA e che l’Ue sia con essa . D’altronde la UE è di fatto una colonia americana ,colonizzazione avvenuta subito nel dopo guerra con il piano Marshall e la Nato. Oggi lo stile di vita di un europeo non è distinguibile dallo stile di vita americano ci dividono( o meglio ci dividevano) solo una finanza non totalmente speculatrice e un sistema di protezione sociale ancora saldo. Abbattute queste differenze siamo simili agli americani. Ad oggi che scrivo il rapporto EUR/USD è di 1,12. Quando sarà di 1/1 avere il dollaro o avere l’euro è praticamente la stessa cosa e la UE sarà l’ulteriore stelletta sulla bandiera americana .
    Se l’analisi è giusta QUALSIASI stato dell’UE voglia uscire dalla UE (non dall’euro) è ritenuto dall'America come un potenziale nemico degli USA ,perché potatore ancora dell’ idea dello stato nazionale sovrano che tanti guai ha portato nel mondo.
    Su questa linea si incontrano gli Spinelli e i loro figli con gli Yankee .Questo spiega perché qualsiasi discorso economico sensato è privo di efficacia operativa .
    In questa fase storica è la tanto vituperata politica che ha il guanto di ferro sull’economia .
    Se ne deduce che pensare a come organizzare un Europa post euro è privo di senso non economico, ma POLITICO.
    Ovvero perché mi devo preoccupare di dare soluzioni economiche post euro quando non mi è consentito uscire dalla UE comunque?

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    1. A quei livelli non credo il problema sia quello che indichi, anche perché le due persone che ho citato, delle quali una riconosceva la fondatezza delle mie tesi, e l'altra era un po' "sognatrice", non intervengono molto nel dibattito. Un problema simile potrebbe, paradossalmente, averlo più Stiglitz, che comunque fa opinione, e al quale quindi si può suggerire di farla nel modo giusto.

      Il punto è che gli americani hanno un enorme sfasamento culturale: vivono in una gigantesca nazione, per di più fortemente nazionalista, di un nazionalismo messianico (come dice Gianni Bulgari), che si è proposto come missione l'impianto della propria monocultura nel resto del globo, e l'hanno chiamata Stati Uniti. Non si rendono quindi conto del fatto che non è possibile fare Stati Uniti dove non esiste questa forte identità monoculturale con annesso forte nazionalismo, cioè nell'Europa, il cui successo è stato determinato proprio dal frazionamento politico (fra tanti altri fattori). Non ci arrivano, non è cattiveria. Se sei un martello, qualunque cosa ti sembra un chiodo. Se sei un americano, qualsiasi problema si risolve con gli Stati Uniti. As simple as that. No complotti, no kittipaka, no sciikimiki. Semplice condizionamento culturale (oggettivo: sei condizionato perché nasci in un mondo fatto in un modo, fai studi specialistici, e non allarghi i tuoi orizzonti culturali fino a capire che esistono altri mondi fatti in altri modi).

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    2. A proposito di Stiglitz mi rispose che ormai anche lui aveva smesso di dire "l'euro è cattivo, ma è irreversibile quindi ci vuole più Europa" avendo scritto qualcosa (?) sulla dissoluzione dell'euro (?), ma non ho trovato niente. Si è deciso o no?
      So che non sarà niente di nuovo, ma il suo peso di opinionista potrebbe essere positivo (forse... negli USA alza un po' di polvere, ma non è che poi cambi qualcosa. Qui la maggior parte non sa nemmeno chi sia, ma hanno più difficoltà a liquidarti con "populista" quando dici Nobel , per quanto certe assegnazioni l'abbiano alquanto sputtanato).

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    3. Caro e "claro" professore chiudo parafrasando J.F.K.
      «Duemila anni fa l'orgoglio più grande era poter dire civis Romanus sum. Oggi, nel mondo libero, l'orgoglio più grande è dire "Ich bin ein Amerikanischer" (io sono americano).»

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  18. Il modo migliore per spaventare gli inglesi e farli votare in massa per rimanere nell'EU, é taroccare i sondaggi facendo vedere che i favorevoli all'uscita sono ben dieci punti superiori a quelli favorevoli a rimanere.

    Metodo Austria.

    Ma anche in UK contano i voti per corrispondenza?

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    Risposte
    1. Si, ma il modo migliore per farli votare per l'uscita è farli minacciare da un tedesco.

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  19. Gli impatti economici della Brexit prestano a controversia e senza pretesa di contestare alcunché, proporrei qualche elemento per completare il quadro.
    Oltre a quelli già citati, (per l'UE), certuni inconvenienti sono altresì elencati in uno studio della LSoE che calcola a 9,5% l' impatto negativo sul Pil britannico (causa diminuzione di scambi commerciali)
    e a 3,4% lo shock dovuto al declino (ritiro o rinegoziazione di premi di rischio) degli investimenti esteri in UK.
    È vero che il saldo negativo della bilancia commerciale inglese fa sì che il paese importi dell'Ue più di quanto non esporti ma in cifre secche, le esportazioni verso l'ue rappresentano 13% del Pil britannico e in senso inverso le esportazioni UE verso la Gran Bretagna rappresentano appena il 3% del Pil dell'Unione (spalmato in più fra 28 paesi.
    Sembrerebbe quindi che il rapporto di forza negoziale per stipulare eventuali accordi, tramite adesione post all'EEE non sia troppo favorevole agli albionici.
    Visto così non so chi trarrebbe i maggiori svantaggi da una eventuale separazione...
    Senza infine contare sul fatto che la procedura di ritiro (prevista dall'articolo 50) potrebbe durare almeno un quinquennio con tiremmolla tutt'altro che amichevoli...

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    1. Se e' il 3% del pil dell' Unione, dire che e' da "spalmare" su 28 paesi non mi pare corretto, si fa passare il messaggio che in media per ogni paese sia 3%/28.

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  20. “Supponiamo allora che i gegni di Bruxelles decidano di troncare ogni e qualsiasi rapporto col Regno Unito in caso di Brexit (ipotesi già assurda di per sé, perché non si vede come potrebbero impedire a me di bermi un whisky, o a un inglese di comprarsi un vestito di Armani ...”

    Questa frase tocca un altro nervo scoperto della logica eurista. Quelli che “Bruxelles punirà il Regno Unito in caso di Brexit” sono gli stessi che “il mercato è sovrano al di sopra degli Stati”: se un paese impone una sanzione ad un altro paese, il mercato sovrano si sottometterà a tale decisione o riuscirà ad eluderla?
    Poi ci sono quelli che “i mercati puniranno il Regno Unito in caso di Brexit”. Ma in caso di Brexit, i prodotti inglesi subiranno una riduzione di qualità o un aumento di prezzo? I titoli inglesi smetteranno di offrire un rendimento? Non ci saranno più voli da e verso l'Inghilterra? Ma di che stanno a parlà?
    Dicono che in caso di Brexit ci sarà il “crollo in borsa”. Ma la borsa è fatta per crollare, essendo un mercato speculativo dove spesso si guadagna non attendendo i dividendi futuri ma rifilando il “pacco” ad altri, ad un prezzo più alto rispetto a quello che si ha pagato per acquistarlo.

    Qual è quella cosa: creata dagli uomini; nella quale si è liberi di entrare; una volta dentro non si può più uscire e l'unica scelta è fra sottomissione a vita o morte?
    Due cose presentano le suddette caratteristiche: una è l'UE, l'altra è la mafia. Ma chi ha progettato l'Unione Europea, Spinelli o Provenzano?

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    1. Complimenti Dott. Grande, ottimo addendum alla logica eurista.

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    2. Grande Dott! E' tutto un maligno fiorir di proposte che non possono essere rifiutate...

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  21. Io non discuto nemmeno il merito. Qualunque cosa votino gli inglesi, sono certa che il brexit non sarà consentito. Dalle stesse elites inglesi.

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  22. Ma non hanno imparato nulla dalle sanzioni alla Russia ?

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  23. Senta Prof : vengo da una parentesi vacanziera salentina dove un mio conterraneo romagnolo ha unito il suo destino ad una indigena di " buona famiglia " destrorsa e politicamente attiva a Bruxxeles , ove sono si' consapevoli dei problemi creati da €uro ma apparentemente convinti che NON si puo' uscire chessenno' fulmini saette inondazioni etc etc..

    Preambolo per dire che arrivati a casa dopo quasi otto ore di auto con la primogenita sedicenne scalpitante perche' " reclusa " lontano dai coetanei adolescenti , il secondogenito decenne che infieriva nelle " sclerate " di sorella e madre divisa se appoggiare la durezza imposta dal mio ruolo paterno di " giusto ed equidistante " educatore , infine sfinito ma grato per essere finalmente seduto a tavola per cenare , occhieggio il Telegiornale di SKY ore 20 : parlano della strage di Orlando in Florida , gia' alle radio durante il viaggio me ne ero fatto un' idea : grave , ma pensavo , in un paese dove le armi da guerra sono facilmente reperibili , con gravi contrasti in termini di distrubuzione di ricchezza , neanche tanto sorprendenti .. Ma.ma .. Conto i minuti di occupazione del palinsensto e gli special sfumano dopo 24 ( ventiquattro ) minuti che il Tg durava 30..
    Poi le dichiarazioni di Cameron sul Brexit ..

    Grande nostalgia dell'isolamemto mediatico salentino .

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  24. Gli Inglesi sono "brokers".....qualunque sia l'esito delle votazioni loro avranno ugualmente vinto!

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  25. Bello scambio a TG 24, tra Bagnai e Magnani (simpatico l' atto d' amore di Alberto, nei confronti dei cugini tedeschi), con intervento di Francesco Allegra; ho visto stavolta bene anche Magnani, vedo che si è preparato meglio dell' ultima volta (dove non spiegava le cause della deflazione) e si sta allineando con le posizioni di Bagnai sulle responsabilità della Germania e sui danni limitati per UK e molto più pesanti ad esempio per la Germania. In particolare Magnani, parlando di Bini Smaghi ha paventato turbolenze in prossimità del nostro referendum, dove saremo sottoposti a pressioni analoghe a quelle che oggi subiscono i cittadini UK, cosa che qui avevo anch'io paventato a maggio.

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  26. Come mai nel periodo 2013-2015 mentre il saldo commerciale dell'UK con l'EU diventa piu' negativo, la sterlina si apprezza sull'euro?

    E come mai molti pronosticano una svalutazione della sterlina in caso di brexit considerando che, diminuendo il commercio con l'EU, il suo saldo commerciale andrebbe a crescere verso il positivo?

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  27. Gli inglesi sono noti per il "sense of humor"... chissà quale sarebbe la loro versione di questo?

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  28. Obnoxious, appunto! Io non capisco perche' se ne parli solo ora nel mainstream. Si puo' pensare che sia perche' Juncker gli sta davvero tanto sulle palle e non da ora - e' almeno due anni che si sa che e' un drunkard arrogante, che potrebbe spiegare come mai gli e' 'scappata' questa dichiarazione che potrebbe in effetti backfire.

    L'argomento del Remain camp e' che pur essendo vero che l'UK e importatore netto di beni, e' esportatore netto di servizi (e qui si parla soprattutto di finanza) che e' una grossa fetta del PIL, il che gli potrebbe creare qualche problema in caso di Brexit, secondo questa simulazione:

    https://www.youtube.com/watch?v=aHvrhv2nsSU
    (dal minuto 34:48 al 43:06)

    Poi, si', sono d'accordo, per L'EU sarebbe come darsi la zappa sui piedi, secondo me piu' che per l'UK, e qui e' dove tutto la questione diventa squisitamente politica. Lo capissero i britons! Purtroppo io credo che l'errore, se di errore si tratta (in effetti e' il vero pomo della discordia) da parte dei Brexiteers, e' stato quello di impostare la campagna sull'immigrazione, come Farage che insiste su improbabili storie di stupri di massa da parte di fantomatici immigrati, stile Colonia - e' proprio duro! Questa e' una carta che non si puo' giocare in una societa' multirazziale a multiculturale come quella britannica che ha fatto dell'integrazione un successo (in compenso andra' bene per Salvini :-))

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  29. Il piano Morgenthau non doveva essere interrotto, i tedeschi non cambieranno mai.

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  30. Professore, avrei una questione da sottoporle a seguito del seguente ragionamento.
    Partendo dal presupposto che il Regno Unito sia importatore netto, è arrivato a dimostrare che una sua uscita dall'UE comporterebbe una drastica diminuzione del PIL di quest'ultima. In questa eventualità la Sterlina perderebbe valore nei confronti dell'Euro (come di fatto sta già accadendo) e per lo stesso presupposto di prima si troverebbe nel caso limite per cui sarebbe completamente svantaggioso per il mercato del Regno Unito affacciarsi a quello europeo.
    Se dunque il Regno Unito decidesse di acquistare ancora dal mercato europeo trovandosi in una posizione inferiore a quella di partenza, tutto questo non si risolverebbe a vantaggio dell'UE?
    Se invece decidesse (o le fosse imposto dalla stessa UE) di rivolgersi ad un altro mercato, chi potrebbe chiudere il cerchio?

    Spero il mio sia un dubbio lecito e pertinente. Studio ingegneria e non economia perciò è probabile che magari mi sia sfuggito qualche principio.
    La ringrazio.

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    1. A me pare che sia un discorso puramente teorico. In ogni caso le sanzioni alla Russia hanno mostrato che hanno fatto piu' male a chi le ha promulgate. Non credo che a mosca manchino vino, verdure e altri beni di importazione. C'e' sempre qualcuno pronto a sostituirti o a fare da tramite. Consideriamo poi che dalla UK importiamo cose insostituibili nel breve per molte grandi industrie europee, si pensi all'aerospazio.

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  31. End of EU rule FINALLY in sight:

    A NEW poll has given those wishing to leave the EU a remarkable 19-POINT lead over Remain.


    Effetto Schäuble :-)

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  32. Mi scusi Prof. (e tutti quelli che mi sanno rispondere), perdoni la mia ignoranza, ma sto cercando di capire perché, dal 2009, la sterlina continua a rivalutarsi sull'euro nonostante la sua bilancia commerciale con la UE continui ad essere in passivo. Se dal Regno Unito escono più sterline ed entrano meno euro, quest'ultimo non dovrebbe rivalutarsi sulla moneta britannica?

    La banca centrale britannica sta forse difendendo il valore della sterlina? Se sì, non capisco proprio per quale ragione. O forse è la BCE che continua a svalutare l'euro per difendere le sue esportazioni? Se così fosse, non avrei bisogno di altre spiegazioni. Grazie.

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    1. City di Londra dice nulla? Diciamo quindi che essere una importante piazza finanziaria, in cui in molti investono, aiuta la sterlina a rimanere a galla, al netto della svalutazione strisciante dell'Euro. Per una veloce spiegazione la BBC: "...the deficit had widened because income from the UK's direct investments abroad had fallen, while payments to foreign investors in the UK had risen..."
      Per qualche dato, l'Office for National Statistics da consultare per vedere le varie voci della BoP. Spero d'esser stato d'aiuto.

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    2. Vorrei che fosse così ma, purtroppo, sono ancora confuso.

      Spero di non sbagliarmi, ma secondo quello che ho imparato qui, un saldo delle partite correnti in passivo (la GBR lo ha da anni, e peggiora dal 2011) dovrebbe indicare che dal paese esce più valuta nazionale rispetto a quanta valuta estera entra (che ci sia o meno la City).

      Questo significa che c'è maggior domanda di valuta estera rispetto a quella nazionale, e che quindi il cambio dovrebbe svalutarsi e non lo fa, almeno verso l'euro. E' vero anche che non devo confrontare il saldo CAB complessivo (verso il mondo) con il cambio verso una valuta particolare, ma dai dati forniti dal Prof. risulta che esso sia negativo anche verso la UE (almeno relativamente al saldo commerciale X-M. In effetti non conosco il segno di RNE che magari è molto positivo).

      In più, una CAB passiva dovrebbe far peggiorare la posizione netta con l'estero (anche se non sempre questo avviene immediatamente) ma, dai dati Eurostat che ho visto (vedi collegamento sotto) in questi anni la GBR ha migliorato di molto la sua NIIP.

      http://ec.europa.eu/eurostat/tgm/table.do?tab=table&init=1&language=en&pcode=tipsii40&plugin=1

      Insomma, sono più confuso di prima. Chiedo ancora aiuto!

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    3. Anch'io, stavo cercando di capire questo punto. Credo che la banca centrale possa adoperarsi per difendere il cambio. Magari questo link puo' essere utile :

      https://en.wikipedia.org/wiki/Sterilization_(economics)

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  33. Se non tenessero le redini delle nostre vite, ci sarebbe da ridere. I piagnistei di Junker mi ricordano quelli di mia madre quando dicevo, spavaldo quattordicenne, che non volevo più orari di coprifuoco per le mie uscite serali.

    "Fai come ti pare, ma poi non venirti a lamentare! Ne pagherai le conseguenze!"

    Brava mamma, funziona proprio così: uno cresce, decide con la sua testa e ne paga le conseguenze... se ci sono!

    Non a caso le parole di Junker sono allusive ma tutt'altro che concrete: "can expect no favors", "will not be welcomed with open arms", "won't be handled with kid gloves"... davvero sembra che stia parlando coi bambini...

    L'unica verità mi pare questa: "life in the EU will not go on as before" e non mi sembra esattamente una minaccia verso il Regno Unito.

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  34. Recente intervista del corsera a Farage in vista sia del 19 che del 23 giugno. Sono a digiuno di quotidiani, quindi ignoro la linea attuale del corsera rispetto agli equilibri politici interni: se una delle motivazioni del servizio fosse danneggiare il M5S, non è che la limpidezza dialettica di questo leader liberale(come si autodefinisce)potrebbe invece sortire l' effetto opposto?

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  35. Why German trains don’t run on time any more

    http://gu.com/p/4kqf2?CMP=Share_AndroidApp_Copia_negli_appunti

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  36. Fanciullescamente l'Europa mi sembra organizzata come una fiaba, forse (sicuramente) senza lieto fine, dove possiamo individuare molte delle funzioni descritte dal russo Vladimir Propp. C'è un personaggio-nazione che raffigura l'antagonista, ci sono diversi personaggi-nazione nel ruolo di oppositori (che aiutano l'antagonista), ci sono persino dei personaggi che operano da aiutanti (nel senso che divergono dalle opinioni di antagonista e oppositori ), ma manca l'eroe che riesca a riunire e organizzare gli aiutanti. In tanti non sono d'accordo ma al massimo dicono di non voler più partecipare al gioco, altresì detto brexit.

    E la morale qual'è?
    non fare accordi con chi non ne vuole fare fare con te o che ci sta solo se tu ci perdi e accetti un cambio duemila lire per un euro e lui tranquillamente si "sacrifica" ad accettare un cambio 1 a 1.
    Però devo ammettere che mi sento orgoglioso di sapere che la curvatura del cetriolo è regolamentate in maniera rigida dall'Europa. Devo aggiungere per onesta che pur inorgogliendomi questo fatto, mi è restato oscuro e incomprensibile per tanto tempo, ma poi un giorno ho capito, ho sentito dentro di me la soluzione o meglio ho sentito il cetriolo europeo che si stava insinuando alle mie spalle. Eureka! disciplinare la curvatura e servito a far in modo che io mi accorgessi del cetriolo quando ormai era troppo tardi.

    :-)

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  37. Schäuble minaccia il Regno Unito se deciderà di applicare un'opzione di un trattato. Come succede anche a livello locale, senza che nessuno abbia, oramai, alcunché da ridire.
    Il vero problema, semmai, è che possono minacciare apertamente la Gran Bretagna.

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  38. Nel leggere i suoi post caro prof e i commenti di tanti amici devo dire che la situazione appare desolante e senza possibilità di miglioramento vista la pervicacia con cui le élite perseguono i loro obiettivi e l'insipienza di chi dovrebbe opporsi. Però sono un inguaribile ottimista e vedo all'orizzonte almeno tre appuntamenti che potrebbero cominciare a spostare la situazione.
    Il primo è certamente il referendum nel Regno Unito. Se vincono i sì e la GB esce, si aprirà una bella riflessione.
    Il secondo evento non ha una data precisa, ed è la resistenza dei lavoratori francesi. Se riescono a tenere duro fino al ritiro del provvedimento sul lavoro ... beh, siamo ai limiti delle dimissioni del presidente Hollande, visto che ha messo tutto il suo peso politico ed istituzionale per far passare il provvedimento.
    Il terzo evento è il referendum costituzionale in Italia. Se andrà come tutti su questo blog auspichiamo, ci saranno le dimissioni del premier e una (forse) nuova stagione politica.
    Spero troppo?

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    1. Il nostro premier se perde non se ne andrà.
      Poi deve ancora perdere, ora i sondaggi sono sul testa a testa, ma sul filo di lana possono succedere i miracoli austriaci.
      Magari coi voti dei residenti all'estero.

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  39. Purtroppo il buon senso non abita i palazzi della ue, anche le sanzioni alla Russia sono un ablazione di genitali ma le hanno fatte lo stesso. Vabbè quelle le abbiamo dovute fare perché le volevano i nostri padroni, e quindi forse è un caso diverso.
    Da noi si dice che si fa come il birro, che per far dispetto alle pecore, striscia palle nelle ortiche e fa beeee.

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  40. Qualora in effetti il Regno Unito dovesse perderci qualcosa (spicci), quella attuata dai loro politicanti sembra una vera e propria minaccia nei confronti del popolo, come a dire: "ciò che perderemo lo accolleremo al popolo in termini di tagli pensioni ecc."

    Se perdo 100, posso spalmare la perdita su vari fronti, in maniera tale da tagliare diciamo 10 sul fronte pensioni... Ma se accollo tutti i 100 sulle pensioni, è chiaro che è un ricatto bello e buono!

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  41. In effetti l'Unione Europea assomiglia sempre di più a una qualche setta tipo Scientology. Quando aderisci sei convinto che sia un'organizzazione bellissima, poi iniziano a chiederti sempre più impegno e sempre più denaro, in cambio di benefici sempre più scarsi. E se per caso vuoi uscirtene, passano alle più oscure minacce.
    (e sul fatto che Scientology funzioni così ci sono solo alcune voci, quanto all'UE...)

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  42. Bund decennale in territorio negativo...bene rifugio...

    È così lontano dalla realtà immaginare che Soros e compagni stiano preparando tramite Brexit una maxi speculazione con annessa "perculazione" teutonica ?

    Saluti da Neapolis.

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  43. Comunque, da un continente che applica l'embargo alla Russia ci si può aspettare di tutto...

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  44. Peccato che tutto il post si sviluppi da una premessa palesemente infondata: che le istituzioni o i leader europei abbiano minacciato ritorsioni come la cessazione delle relazioni commerciali...

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    1. Anche a lai va un caldo invito a leggere ciò che pretende di criticare, e a cliccare sulle porzioni di testo di colore diverso, chiamate link (collegamenti). Il punto è un altro (ma a lei, che non è del mestiere pur volendo esserlo, sfugge): se anche avessero fatto minacce concrete (anziché astratte) di escludere il Regno Unito dal commercio con l'UE, non potrebbero tecnicamente realizzarle. Quindi i nostri governanti stanno sragionando. Questo, mi par di capire, non la preoccupa. A me invece preoccupa molto. È più chiaro così?

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  45. Risposte
    1. Se dico che una cosa mi sembra poco probabile...

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    2. Qualche post fa evocò la strategia della tensione. Per chi è prossimo ai cinquanta, è chiaro il senso dell'evocazione. Non complottismo. Ma constatazione delle tante domande rimaste prive di risposte. Una soprattutto. Cui prodest?

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    3. Non sono un complottista (né un economista), ma quando ci sono fatti di sangue di questo genere, mi puzza sempre di complotto (sarà che Cossiga e la storia italiana insegnano). Interessante verificare come evolveranno i sondaggi nelle prossime ore: https://ig.ft.com/sites/brexit-polling/

      Per ora noto como l'omicidio sia arrivato appena dopo un deciso sorpasso del leave nei sondaggi. La coincidenza mi insospettisce..

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  46. Salve,Prof. Bagnai,la seguo attentamente in modo quanto più assiduo possibile. Vorrei chiederle un commento in merito alla citazione del governatore BoE anni '20 sottoriportata, citazione che incarna altresì le idee sulla natura della moneta di Nino Galloni e non solo.

    SISTEMA BANCARIO
    “L’attività bancaria fu fecondata con l’ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo.Se glielo toglierete via lasciando loro il potere di creare denaro, con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualunque modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro.”

    Sir Josiah Stamp, Direttore della Banca d’Inghilterra negli anni venti, considerato a quel tempo il secondo uomo più ricco di tutta l’Inghilterra.

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  47. Cit:In termini puramente macroeconomici sarebbe un bagno di sangue per noi, non per loro: vorrebbe dire rinunciare a 118 miliardi di esportazioni nette....Il regno unito esporta e importa molto vero , tolto il fabbisogno nazionale ( che comunque è alto in quanto non hanno materie prime ne tanto meno prodotti importanti per altre nazioni ) il loro import export è dato da , il regno unito ospita centinaia di aziende estere non UE e UE in quanto lo stato obbliga a produrre ( in realtà la parola esatta è assemblare ) auto etc alle aziende , ma i ''pezzi'' necessari per ''assemblare'' arrivano in buona parte dalla zona UE ( infatti molte aziende Giapponesi e la Ford hanno gia dichiarato che la perdita di valore della sterlina costringerà queste e altre aziende a cambiare nazione , cosa molto gradita ai paesi come Francia e Germania, in quanto non piu economicamente accettabile ) altre forme di export e import provengono in alta parte dai porti inglesi , in pratica la merce cinese e da altre parti ''passa dal regno Unito per poi arrivare nell'area UE e viceversa , anche questo argomanto è molto caro a Germania e Francia gia pronti a sfruttare e ampliare i propri gia grandi porti nazionali per prendere il posto del regno Unito in questo , questi e altre cose compenserebbero in parte agli inizi alla perdita di un sicuro calo di entrate dal Regno Unito , ma ancor piu a lungo termine diverrà un guadagno di posti di lavoro e di Pil di Germania e Francia Belgio etc ( insomma le nazioni che hanno porti non troppo lontani dal Regno Unito

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  48. Mi sono fermata subito, ma poi riprendo giuro. Ecco dove mi sono fermata.
    Premessa: in un mercato, lo scambio avviene tra due, uno che vuole guadagnare di più e l'altro che vuole spendere di meno. L'UK perde i benefici di stare in Europa, tra i quali c'è il libero scambio di merci e persone con l'Europa (perché i sostenitori di brexit non vogliono far entrare europei e vogliono mettere dazi-???-). UK è, dici te, importatore netto di merci europee. Se non c'è più libero scambio, ci sono i dazi. Ora UK ha due opzioni : pagare di più per quello che ha sempre importato. Cercate un altro venditore. Gli converrà comprare da un altro? Costerà di più uguale o di meno? Avrà la stessa qualità garantita? Gli investitori stranieri spenderanno uguale o di più per mantenere le sedi nelle brughiere inglesi o converrà chiuderle e riaprirle in Romania o Repubblica Ceca? I loro dipendenti specializzati saranno contenti di andare a lavorare a Leeds? O preferiranno Praga o Berlino?

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    1. Sara, io ti voglio bene, quindi anch'io riprendo subito a mettere ordine nella macedonia di non sequitur che ci hai fornito (la colpa non è tua, ma di decenni di propaganda). Prima però gradirei che tu ti scusassi per quel "dici tu" totalmente scorretto e fuori luogo. Che UK sia importatore netto dall'UE non lo dico io: lo dicono i dati. Decenni di giornalismo che ha presentato le sue porche opinioni come fatti possono averti indotto a credere che ogni fatto sia un'opinione. La prima cosa da capire è che le cose non stanno così. I fatti sono fatti e hanno la testa dura (infatti stanno sbriciolando i giornalisti). Grazie.

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