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venerdì 22 aprile 2016

La fenomenologia di Maastricht e di Schengen

Nell'analizzare un progetto politico dobbiamo distinguere diversi piani. C'è il piano retorico, cioè quello dei meccanismi di persuasione adottati per raccogliere consenso (sì, in italiano lo story telling si chiama retorica, ma pochi ricordano il significato di questa parola, e si consolano dell'esser pochi col fatto del non essere i peggiori), c'è il piano degli scopi (dichiarati), c'è il piano delle motivazioni reali (spesso non dichiarate, dettate dai rapporti di forza), c'è il piano delle asimmetrie da gestire (che sono intrinseche a ogni progetto politico, che in quanto tale è espressione di poteri egemoni i quali difficilmente operano per indebolire la propria egemonia!), c'è il piano delle criticità...

Insomma: io non sono un politologo, ma Giandomenico Majone lo è, quindi incuriosito dalla sua osservazione che se dovesse riscrivere oggi il suo libro userebbe Schengen come metafora di quello che non va in Europa, ho ragionato sulle affinità strutturali fra i due pilastri liberisti del progetto europeo tanto caro alla sinistra lompo, così avida di garantire la mobilità del capitale proprio (non sia mai che per pagare il taxi che mi porta a place Vendôme io debba darmi la pena di procurarmi un conio alieno), e quella del lavoro altrui (venghino, venghino, siore e siori, che tanto a place Vendôme non c'è sindaco, per quanto "de sinistra", che consentirà mai un'operazione tipo Canal St Martin, anche se al XVI una misura simbolica è stata presa).

Le analogie sono "saisissantes", come diciamo noi europei, e ve le propongo in uno specchietto che mi è stato ispirato dall'opera di un noto ideologo eurista recentemente scomparso (vediamo se c'è qualcuno che si ricorda quale...):


Ecco, diciamo che qui c'è tutto. L'unione territoriale (abolizione delle frontiere interne) di Schengen è sostanzialmente isomorfa all'unione monetaria di Maastricht. Le intenzioni dichiarate sono sempre ottime: aiutare chi è rimasto indietro (inondandolo di capitali: Maastricht) e promuovere la libertà (di movimento: Schengen). Sembrano slogan berlusconiani, e infatti sono slogan liberisti, ma le anime belle "de sinistra" li ripetono a vanvera perché così detta loro la loro appartenenza, e quindi non si danno pena di squarciare il velo della retorica (che peraltro è una garza molto sottile) per individuare la realtà, la struttura economica del progetto, che è quella di consentire alla potenza egemone di fare dumping valutario (svalutazione competitiva attraverso l'indebolimento della moneta comune sui mercati terzi: il marco sarebbe forte, l'euro è debole e questo a un pezzo di Germania fa comodo), e di attirare lavoro compensando uno squilibrio demografico che nel dibattito viene sistematicamente ignorato (ma non da noi).

In entrambi i casi c'è però un problema, che poi, se vogliamo, in termini normativi scaturisce dall'approccio "armiamoci e partite" strutturale alla retorica politica europea (basata su quella che Majone chiama la prevalenza del processo sul risultato, e che a Roma si chiama "dimo famo"): per illudersi di andare avanti basta firmare trattati. Verificarne i risultati, il conseguimento degli obiettivi, è problema che riguarda chi verrà dopo (vedi il post precedente), il quale, a sua volta, se la caverà dicendo che i risultati non ci sono perché non sono stati firmati abbastanza trattati (o fatte abbastanza foto di gruppo in località sempre più remote dal dissenso popolare montante). Un approccio reso letale da alcune dosi di "fate presto", le quali comportano che il cambiamento istituzionale venga realizzato da un lato col metodo Juncker, e dall'altro senza definire esattamente come e da chi dovrà essere gestito (anche perché, e questo è un altro problema, la retorica del metodo "comunitario" si scontra con la realtà dell'approccio "intergovernativo", per cui si sa benissimo che quando i problemi sorgeranno, l'emergenza giustificherà che essi siano gestiti da istituzioni che non hanno alcuna particolare legittimazione a farlo, il che apre ulteriori finestre di opportunità a favore della potenza egemone, come il caso greco dimostra).

Sapete quindi che i Trattati non dicono chi debba gestire il valore esterno dell'euro (si assume che sia la Bce "indipendente" a farlo, ma, come vi ho ricordato, Wyplosz nota che questo non sta scritto da nessuna parte), e ci siamo anche detti che quando Schengen nasce non esiste un organismo che debba gestire la frontiera comune (ora esiste, è Frontex, e non mi è chiaro né quanto stia effettivamente supportando i governi nazionali, né chi paghi...). L'analogia anche qui è fulminante.

In entrambi i casi c'è un'ovvia asimmetria, a danno dei paesi più deboli (per il semplice motivo che se fossero stati più forti sarebbero riusciti a distorcerla a proprio vantaggio!): la moneta comune è troppo forte per loro, il che li rende buoni compratori dei beni prodotti dai paesi forti (da cui il vantaggio per questi ultimi), e il pezzo di frontiera comune da difendere, in assenza di improbabili invasioni vichinghe (ma chi glielo farebbe fare ai norvegesi, che sono al top nella classifica dell'indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, di venire a invadere dei poracci come noi? Son passati i bei tempi...), è quello gestito dai paesi più deboli (lo stato più forte essendosi nel frattempo protetto con una cintura di stati satellite ai quali fa fare il lavoro sporco, quello di selezione dei flussi migratori, salvo poi ipocritamente accusare questi stati di razzismo - del resto, Auschwitz è ancora lì per ricordarci quale popolo - o meglio: quale capitalismo - ha fatto cosa, ma i nostri media se lo ricordano solo in un giorno, che è definito appunto giorno della memoria [selettiva]...).

E, naturalmente, in entrambi i casi c'è una criticità: l'asimmetria determina di per sé squilibri, che la potenza egemone pensa di poter gestire a proprio vantaggio, e in effetti riesce a farlo, ma non per sempre: quando arriva uno shock esterno le cose si complicano per tutti, e l'irrazionalità di un sistema basato sulla pulsione primordiale di una ottusa volontà di potenza si dispiega in tutta la sua letale estemporaneità. Inizia la stagione delle pezze peggiori del buco, quella che stiamo vivendo, e che rapidamente (o anche no) volgerà alla catastrofe.

Altra analogia: lo shock viene sempre dalla potenza più egemone: gli Stati Uniti (perché i tedeschi, che sono egemoni qui, dovrebbero ricordarselo che non sono egemoni ovunque, nonostante quello che hanno messo dietro il loro scudo da 5 euro). Questo anche quando apparentemente la crisi nasce altrove (segnatamente in Siria), come accade per Schengen.

Ma anche qui, come dire, non è cattiveria, è un fatto: una crisi finanziaria in Buthan ci inquieterebbe molto per le sorti di quel simpatico regno sperduto sul tetto del mondo, cui ci sentiamo profondamente vicini in quanto cosmopoliti e internazionalisti (non siamo forse illuministicamente "de sinistra", e quindi internazionalisti col nostro portafoglio pieno, e soprattutto con le altrui terga? Quindi perché non versare una lacrimuccia anche per il Buthan - che, sia detto a beneficio degli intellettuali anime belle avulsi dalla realtà, non produce butano...), ma poi, versata la lacrimuccia, anche sti cazzi, perché se sei lo 0,003% del Pil mondiale è piuttosto difficile che tu possa creare problemi a casa altrui.

Viceversa, se la crisi si presenta in un paese che comanda perché da solo fa il 25% del Pil mondiale (o, se volete, che da solo fa il 25% del Pil mondiale perché comanda), certo che il problema non può restare solo locale!

Bene: nello specchietto sopra c'è tutto, e io da aggiungere non ho niente.

Si apra la discussione...

67 commenti:

  1. TPS, Tommaso Padova Schioppa e' l'ideologo eurista recentemente scomparso?

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    1. Mi perdoni, le mancano un po' di lebbasi, e il suo calendario è diverso dal mio! Padoa Schioppa ci lasciò alcuni anni fa...

      Non hai vinto ma... non c'era nessun premio! Guarda il bicchiere tutto vuoto!

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    2. Ha ha ha!! (per il bicchiere tutto vuoto)

      Sull'approccio "dimo-famo" avrei da aggiungere alcune peerle sull'imminente (e a dir poco precipitosa) applicazione del nuovo Codice Doganale dell'Unione, a partire dal 1 maggio.
      Avevo promesso un modesto e breve contributo, ma proprio per le conseguenze del succitato approccio, che su di me stanno pesantemente ricadendo, non ho il tempo nemmeno di respirare!
      Migliaia di pagine, da circa 800 del vecchio codice a circa 1300, da 2 a 4 regolamenti, la Dogana stessa in evidente difficoltà (si pensi che il provvedimento abrogativo del vecchio codice e le sue disposizioni applicative - risalenti al 1992/93 - è uscito pochi giorni fa), incertezza assoluta tra i lavoratori del settore e sulle conseguenze operative che inevitabilmente ricadranno sul tessuto industriale connesso.
      Non so se sarò in grado di essere interessante, ma sicuramente sarò breve, se riuscirò a completare le due righe che mi sono preparato.

      In ogni caso ti segnalo il Dr.Enrico Perticone come massimo esperto e studioso, tra gli spedizionieri doganali, che ha tenuto un interessante corso sul tema qui a Genova e tanti altri ne ha fatti e ne farà, in Italia e non solo.
      Ovviamente, oltre ad essere senz'altro uno dei più bravi e brillanti, se non il più, tra i miei colleghi, è professore (a contratto) in una certa Università di provincia...

      Cordiali saluti
      Paolo

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    3. Potrebbe essere magari Luciano Gallino, olivettiano di ferro e, quindi eurista...

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  2. Forse dico una cavolata, ma lo specchietto da lei mostrato pare un ottimo cuscinetto di protezione per pochi!

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  3. Martedì ho correlato una tesi (il relatore essendo uno scienziato politico) relativa all'operazione Mare Nostrum (cioè, il dispositivo messo in piedi alla fine del 2013 dall'Italia, proprio per ovviare all'inutile - almeno, allora - dispositivo Frontex). Pare di capire che, in conseguenza al successo di quell'operazione (straordinariamente costosa ed impegnativa) e soprattutto alle successive tragedie (verificatesi e ri-intensificatevi dopo che l'operazione Mare nostrum si era conclusa), Frontex (in particolare, l'operazione Triton) sia stato "rafforzato", con più fondi (avvicinando, senza raggiungerli, i livelli di spesa affrontati nel 2014 dall'Italia per Mare Nostrum).
    La tesi (davvero interessante, sopratutto per i dati riportati) si apriva con la constatazione che l'Italia, nel giro di 100 anni, si era trasformata da paese di emigranti a paese di immigrazione. Ho domandato alla candidata se per caso questa affermazione era ancora valida, dopo lo scoppio della crisi economica, dal momento che 1) i giovani italiani, se possono, emigrano; 2) gli stranieri vengono a sbarcare in Italia (ma sempre più NON per restare in Italia (altrimenti non si capirebbe perchè l'Austria vuole chiudere il valico)...
    Breve sconcerto, di candidata e relatore. Quest'ultimo commentava: si ma, quando sono in mare, e devi recuperarli/salvarli, questa distinzione non puoi farla.
    Appunto (ho chiosato).

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    1. "Per la prima volta negli ultimi 20 anni, nel 2014 i cittadini italiani residenti all’estero sono aumentati più degli immigrati residenti in Italia. Lo rivela il Dossier statistico sull’immigrazione 2015 realizzato dal centro studi Idos, che sarà pubblicato in autunno."
      http://www.corriere.it/cronache/15_luglio_07/nel-2014-italia-la-prima-volta-piu-emigrati-che-immigrati-londra-diventa-tredicesima-citta-italiana-f37cccc6-2478-11e5-8714-c38f22f7c1da.shtml

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  4. Maastricht e Schengen agiscono su 2 fattori diversi ed importanti - monete e immigrazione - e hanno entrambi lo stesso trend. Trend preoccupante che ci avvolge in un abbraccio mortale.
    PS: Prof penso sempre alle parole di qualche post fa, in cui si citavano dei porti franchi (Canada, Nuova Zelanda) su cui attraccare. Sarà davvero questo il futuro per chi voglia salvarsi?

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  5. 4 sono i fattori. Possiamo chiamarli: capitale (o d€naro), lavoro (o persone), merci e cultura. I primi 3 devono circolare nella più piena libertà il quarto assolutamente no.
    Se poi andate a vedere, per gli euromaniaci tra le merci ci sono anche gli esseri viventi, tipo le vacche o le persone, per cui nello schema il fattore lavoro (cioè, il fattore persone) risulta superfluo.

    La liberta di circolazione delle merci però, per quanto ne so, viene da fuori, dal WTO (Schengen comunque ci rientra).

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  6. Ovetto fresco di giornata:

    http://www.lastampa.it/2016/04/22/esteri/un-cavallo-di-troia-olandese-per-tagliare-il-legame-fra-banche-e-debito-CmszeymoThUee0zjUqiPzJ/pagina.html

    "Un cavallo di troia olandese per tagliare il legame fra banche e debito

    Oggi dibattito al vertice di Amsterdam. Al solito l’Italia non vuole, la Germania si

    MARCO ZATTERIN

    CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

    Con la scusa della riunione informale, gli olandesi che guidano sino a giugno l’Unione europea tentano il sorpasso a destra al vertice dei ministri Economici che si tiene oggi e domani nel Museo navale di Amsterdam. Hanno messo in agenda un dibattito (informale) su una proposta (pure informale) che invita al dibattito sul un tema davvero delicato: è il caso di imporre un limite alla quantità di titoli pubblici che una banca può comprare? Il livello di tensione che la discussione può generare sta in due indicatori precisi: gli italiani non vorrebbero nemmeno parlarne i tedeschi non vedono l’ora.

    Per i falchi neerlandesi o alemanni, il legame fra banche e debito sovrano andrebbe reciso con decisione. Vedono il rischio che un paese troppo indebitato fallisca e si tiri dietro nel precipizio gli istituiti di credito, dunque i conti correnti dei bravi cittadini. Per questo pensano che meno titoli di stato si hanno in pancia più si sta sicuri.

    Chi è portatore anche sano di passivo storico tiene invece al legame con le banche. Aiutano i collocamenti, tengono bassi i costi della raccolta. Se limiti la loro possibilità di acquisto, rendi più difficile la vendite delle quote di debito. Dunque ne alzi il costo per lo stato, alzi debito e minacci la stabilità finanziaria di un paese. A quel punto aumenti il rischio di fallimento, e anche la minaccia per le banche, per quanto pochi bond del tesoro abbiano sottoscritto. Certo tutto dipende dalla formula. Gli olandesi hanno astutamente proposto un ventaglio di cinque opzioni, una delle quali consiste nel non fare nulla. Il che non è tuttavia ciò che loro desiderano.

    A Roma c’è chi argomenta che sarebbe meglio impegnarsi a garantire la stabilità finanziaria di un paese, magari attraverso strumenti a sostegno della crescita, invece che fasciarsi la testa (le banche) prima di essersela rotta (default). E’ un discorso che ha senso, ma i dogmi sono i dogmi. Ieri si è scoperto che anche la Bce ritiene che si debbano cautamente mettere le mani al dossier. Il compito spetterebbe al Club di Basilea nel 2017, eppure nell’Ue c’è chi vorrebbe anticipare l’intervento, non si sa mai.

    Il confronto sarà informale, ma non facile. Oggi sui canali di Amsterdam."

    Il sogno: fosse il cavallo di Troia per tornare alla sovranità monetaria?

    l'incubo: sarà l'atto finale e logica conseguenza del pareggio di bilancio?

    Help!

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  7. Non c'entra, ma riguardo all'informazione, giusto per mettere i puntini sulle i, per LEGGE le rilevazioni dell'affluenza ai seggi sono effettuate SIMULTANEAMENTE IN TUTTA ITALIA alle h. 18.30. Dati che sono stati diffusi da tutti i canali che ho potuto verificare come affluenza delle ore 19.00.
    Cambia poco, ma cambia

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    1. O, meglio, mi correggo, la legge dice che l'afflenza si rileva alle h. 12 e alle 19, come potete verificare dalle istruzioni per le operazioni degli uffici elttorali di sezioni a questo link, p. 44.:
      http://elezioni.interno.it/contenuti/normativa/Pubb_02_referendum_Ed.2016.pdf
      Però la prassi è diversa (almeno a Torino). Se vi occorre vi mando copia del foglio di ricevuta firmato dal vigile, che riporta gli orari h. 11.30 e 18.30.

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    2. Farò un post sulla fenomenologia di mastica.

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    3. Io sono Ignorante, conosco la fenomenologia mastica, ma mi pare che sia attinente alla mantica?

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  8. Bello il Marco da 5 Euro: la Merkel farà la stessa fine di JFK? O sarà salvata in cambio del TTIP?

    Arriveremo all’Eurodollaro con tante piccole monete locali a fare da canna dell’ossigeno per i popoli novelli schiavi ordinati come tante matrioske (con i PIGS ovviamente compressi in quelle con gli spazi più angusti)?

    A mettere in fila l’intervento dell’On. Lelio Basso, in merito all'adesione alla NATO segnalato ieri da winston smith, e questo post, mi viene qualche dubbio che un lieto fine sia ancora possibile.

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  9. "noto ideologo eurista recentemente scomparso"

    Luciano Gallino

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    1. Ho pensato anch'io a Gallino,poi mi è venuto in mente Fenomenologia di Mike Bongiorno!

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    1. Non ho tempo di analizzare(sono in tangenziale!),comunque ci sta:

      http://www.linkiesta.it/it/article/2012/01/05/eco-compie-80-anni-rileggiamo-la-fenomenologia-di-mike/2785/

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    2. Bravo. Ora devi dire in quale opera e sbaglierai con probabilità 1.00, perché non è semplice come fare delle battute di a da in con su per tra fra la minchia a Nat. Prova: non vinci niente, ma nemmeno perdi...

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    3. Col cazzo!Mi diverto di più con le battute di a da in con su per tra fra la minchia a Nat!
      Eco,ma anche Proust,lo lascio a voi.

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    4. Deploro vivamente l'essere stata citata nel contesto dell'uso di parole scurrili.

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    5. La fenomenologia di Mike invece a me non dice nulla di particolare (di Eco ho comunque letto molto poco).

      Giampaolo Pansa invece critico' Eco in occasione della ristampa di un suo vecchio libro (che non ho ovviamente alcuna intenzione di leggere).

      http://www.ilgiornale.it/news/cultura/eco-cattivo-maestro-dai-testi-piombo-827822.html

      "Il testo è utile perché rivela la ma­trice di Eco: prima che semiologo è ideologo. Mascherato. Traspare quell’ideologia illuminista radical che traghetta la sinistra dal comu­nismo al neocapitalismo, spostan­do il Nemico dai padroni ai fasci­sti, dal Capitale ai reazionari, in cui Eco include cristiano-borghe­si e maggioranze silenziose. L’anti­fascismo assurge a religione civile, a priori assoluto nella lotta tra Libe­razione e Tradizione, che sostitui­sce la lotta di classe."

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  11. No dai prof, basta discussioni, basta tristezze, basta numeri e tabelle, basta con il grigiore di tutta questa razionalità arida e opprimente… basta, basta, basta… voglio spalancare nuovamente le ali e riprendere a sognare i grandi ideali europei: sì, prof, oggi io intendo gettare ogni ostacolo alle spalle e ritemprare la mia pura fede europeista cantando a squarciagola con mister Bean L’INNO DELLA NUOVA EUROPA.
    (E grazie ancora, Celso: la retorica ha il suo nemico principale nella risata e comunque piangere dal ridere fa sempre molto bene. Sperando nel Brexit, intanto...).

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    1. Bene. Vedo che lo stracazzo di link attivo non funziona, benché lo avessi provato nell’anteprima.
      Ci riprovo, ma se ancora non funzionasse lo metto anche come link non attivo da copincollare: https://www.youtube.com/watch?v=oWGZdYNpaSo
      Oppure andatevene su YouTube e scrivete nella finestrella di ricerca Mr Bean European Anthem (fatelo, merita).

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  12. Non ci crederà, ma giusto stamattina stavo enumerando mentalmente esempi dello stesso tipo (retorica vs scopi reali), a partire dal celebre caso di Monti. Mi sono venuti in mente parecchi esempi, ad esempio su privatizzazioni, "governabilità", tagli alla spesa pubblica, antimafia, "semplificazione amministrativa" (spesso abolizione di controlli senza alcun beneficio per il cittadino)...

    Telepatia?

    O forse semplicemente leggo questo blog da quando è nato, e qualcosa vuol dire.

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  13. Gli egemoni sono tali fino a quando riescono a gestire i flussi (uomini e capitali) traendone vantaggio a farlo, anche l'impero di Roma gestiva le immigrazioni finchè non divennero invasioni barbariche !

    Sempre si ripresenta il conflitto tra individui che cercano speranza e libertà e il mercato fatto dagli uomini, cioè il potere egemone.

    Ancora una volta siamo chiamati a trovare il modo di "lasciare questo mondo" e scoprire l'abbondanza nel deserto ... come sempre una bella sfida.

    Una sfida difficile da vincere e un risultato, ancor più difficile, da difendere.

    Gen 23, 16-20
    "Abramo accettò le richieste di Efron e Abramo pesò ad Efron il prezzo che questi aveva detto, mentre lo ascoltavano gli Hittiti, cioè quattrocento sicli d'argento, nella moneta corrente sul mercato. Così il campo di Efron che si trovava in Macpela, di fronte a Mamre, il campo e la caverna che vi si trovava e tutti gli alberi che erano dentro il campo e intorno al suo limite, passarono in proprietà ad Abramo, alla presenza degli Hittiti, di quanti entravano nella porta della città. Dopo, Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan. Il campo e la caverna che vi si trovava passarono dagli Hittiti ad Abramo in proprietà sepolcrale..."


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    1. Non lo so, in tutta franchezza l'intervento di Berbero non mi convince. Mescola elementi classisti, allora contingenti, e credo abbastanza noti (a' crisi demografica, 'e pesti tipo er Manzoni, latifondisti che "ce vole a manodopera").
      Sorvola sul fatto, su cui insiste però più volte, cioè che effettivamente mancava classe lavorativa, nell'Impero, e ad oggi è in eccesso, ne accenna solo quando narra dello scorno dei cittadini di Reggio Emilia, incavolati perché i "Barbari" erano diventati borghesi come loro e vendevano le robe al mercato (e immagino, sostanzialmente, avessero abbattuto i prezzi delle mercanzie, ma è deduzione mia). Con un finale in "castacriccacorruzione", niente male.
      Il centro del problema (#permeismo) è sempre il quantum produttivo inespresso, che ora c'è, e che prima non c'era.
      (prima, molti dei legionari, quindi la parte più forte della società, si fermava nelle terre sottomesse, a lavorare e produrre).
      Il resto mi pare, comunque, una cosa estremamente, e dico estremamente, interessante e divertente.

      Non siamo, in sostanza, la fine della Storia.

      Sentitevelo, per me vale la pena. Grazie @albertotarabella (qui sopra).
      (il link è sopra, non lo aggiungo).





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  14. Scusate ma non ho capito quale è il problema di aver cercato di creare una maggiore mobilità del lavoro. Credo anzi che, al contrario, sia la poca mobilità del lavoro che ha creato disoccupazione negli Stati periferici. Per quanto riguarda la frontiera esterna ed in particolare quella al sud non c'era certo creata l'Europa. Ce l'avevamo prima e continuiamo ad averla adesso.

    Simone Zanette

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    1. Ah ah ah ah ah ah aaaaarrrrrggggg

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    2. Caro Simone, hai tutta l'aria di non aver ancora capito di essere in una tonnara. Beninteso, fra i tonni. E immagino tu sappia cosa succede in una tonnara ai tonni: non se ne salva neppure uno. Tu non sembri aver colto la ESTREMA gravità della situazione, non solo economica, ma soprattutto democratica. Ti do un suggerimento gratis: leggi un po'. Se vuoi farlo a costo zero, in questo blog, sezione "Per cominciare". Poi i vecchi post.

      Se invece, come me, sei ancora affezionato alla carta, sappi che in Italia, oggi, ci sono quattro libri dopo i quali non è più possibile dire di non aver capito. Tranne ovviamente che tu non sia pagato per non capire: non credo sia il tuo caso, ma renditi conto che chi fa "informazione" in Italia (tra molte virgolette) non è affatto detto abbia interessi allineati ai tuoi. Più probabilmente i suoi interessi sono allineati a chi gli dà la pagnotta.

      I libri sono questi:

      Il Tramonto dell'Euro, di Alberto Bagnai
      L'Italia può farcela, di Alberto Bagnai
      Anschluss, di Vladimiro Giacchè
      La Costituzione nella palude, di Luciano Barra Caracciolo

      Ciao,

      Max

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    3. @Gianluca Festa
      ...cari amici della notte, anche questa notte, come ogni notte. Una notte per scoprire, per studiare, per incantarci. Una notte per domandare; ad esempio:
      un "libbro" serve a leggere, o per leggersi, serve un libro?

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    4. La poca mobilità? Non so se ridere per questo tentativo di comicità o se piangere per questa dimostrazione di cieca assuefazione

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    5. E no eh! Adesso che è arrivato un alieno almeno studiamolo!

      Scusa Simone per l'appellativo "alieno", non voglio offenderti.

      Col permesso del prof. vorrei anzi ti chiedo per favore di esplicitare il tuo pensiero.

      Vorrei insomma che ci spiegassi per bene cosa intendi per: "Credo anzi che, al contrario, sia la poca mobilità del lavoro che ha creato disoccupazione negli Stati periferici".

      Innanzi tutto mobilità del lavoro di chi? Italiani? Stranieri? Tedeschi?

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    6. Aggiungerei "La Fabbrica del Falso" di Vladimiro Giacche'. Che e' un ottimo antibiotico dei germi propa positivi e ganda negativi

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    7. Simone, vuoi anche argomentare che Auschwitz e' in Polonia e quindi non c'entra nulla il capitalismo tedesco?
      Guarda che il livello delle tue argomentazioni e' pressapoco questo.

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    8. Ah, un'altra cosa, Simone: se deciderai di informarti su questo blog, spero noterai che questo, per quel che mi consta, è l'UNICO blog scritto da qualcuno che dimostra e documenta quel che dice.

      Vedi, "io non sono un economista, ma"... sono un Fisico, e QUINDI riconosco quando viene applicato il Metodo Scientifico. Perché il Prof. argomenta a partire dai dati, piuttosto che dalle opinioni. Credo sia questo che lo irrita nei dibattiti televisivi con altri commentatori, che — quando non tirano l'acqua al mulino di chi li tiene al guinzaglio — ignorano del tutto i fatti e si riducono a fare solo chiacchiere da bar, non supportate da alcuna evidenza sperimentale.

      Ciao,

      Max

      PS: Ringrazio Maurizio Moretti per la segnalazione de "La Fabbrica del Falso" di Vladimiro Giacchè. Un libro che mi manca.

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    9. @Emilio Pica: La vita è un fogno o i fogni aiutano a vivere?

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    10. @Simone, il problema fondamentale comunque, caro Simone, è il seguente: a noi di quello che pensi tu cosa dovrebbe fregarcene?

      Senza la minima polemica, delle due l'una: o qualcosa non ti è chiaro e allora formuli una domanda o se proprio pensi di saperla lunga per lo meno prova a articolare un ragionamento

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    11. @Gianluca figurati, era una battuta... ma ci stava col calzante, proprio :-D.
      D'altra parte, meglio calarsi nel Fogno, o continuare a calarsi, senza Fognare?
      Figurati. (posso proseguire settimane, se vuoi, è il nostro scherzo preferito :-), ne ho ad andare...)

      Per leggerCi, serve quakche libro in più. Mi permetto di aggiungere, secondo me, l'immaturo (!) Giacché ne il "Titanic Europa", da Aliberti me pare, credo contemporaneo al "tramonto" (almeno io li ho letti quasi in contemporanea).
      Così abbiamo chiuso il momento "promo".

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    12. Non voglio rovinare le possibilità editoriali di Vladimiro (che stimo e di cui serbo gelosamente una firma) ma "Titanic" si trova anche in una biblioteca a Roma.
      Mavve costa deppiù er bijetto della metro. Compratevelo, vale la pena.

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    13. Il mio pensiero è questo. Leggendo i papers del Prof. Bagnai ho trovato conferma a quello che sospettavo da tempo, vale a dire che una delle maggiori falle dell'Europa "Unita" è quella di aver creato una moneta unica prima di aver creato la necessaria struttura politica ed economica unitaria. Tra queste mancanze vi è proprio la mancanza di un mercato del lavoro unico, rimanendo evidenti disparità culturali (es. idiomi diversi) e contrattuali tra i vari paesi. Questo, ho capito (ma forse mi sbaglio), fa si che gli squilibri di produzione/produttività tra le diverse regioni vengano compensati non tanto da mobilità nel lavoro che andrebbe a trasferire lavoratori inattivi da zone improduttive a regioni dove c'è carenza di forza lavoro, ma da disoccupazione e/o compressione dei salari da una parte (zona periferica) e mancanza di lavoratori dall'altra. Per questo chiedo quale è il problema, almeno in linea teorica, di una mobilità della forza lavoro (tralasciando, per un momento, che ogni Stato membro attua per il proprio egoismo senza pensare ad un Governo unitario ed un bene comune).
      Aggiungevo inoltre la questione delle frontiere che secondo me è un non problema perché il flusso di immigrati avremmo dovuto assorbirlo in ogni modo e non è stata l'Europa a creare la nostra posizione geografica. Casomai è da denunciare il sistema dei due pesi e due misure dell'Europa; condivisione dei problemi e nazionalizzazione dei vantaggi.
      Concludo augurandomi di vedere questa volta risposte a tono a quanto ho scritto, che mi facciano notare i probabilissimi errori che presenta il mio ragionamento. Sarebbe un modo di rendere questo blog istruttivo anche nel dibattito che segue il post del professore e non, come ho visto, limitarlo ad una ridda di commenti autoreferenziali in "difesa del CAPO" che sinceramente non fanno onore alla vostra libertà di pensiero e di critica.
      Ciao
      Simone

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    14. Mi perdoni, caro Simone: se lei sragiona, su un tema che riguarda la vita delle persone, non può aspettarsi tanti salamelecchi. Intanto, lei continua a non volersi documentare. Non mi pare abbia letto né i libri né i post dove il tema è stato ampiamente trattato, e nemmeno questo. Mi pare che lei confonda due problemi diversi, da me distinti, in un'unica melassa buonista che la farà anche sentire progressista (buon pro le faccia), ma che è avulsa da una sia pur minima razionalità.

      Difesa della frontiera esterna. Io non dico che è colpa dell'Europa se l'Italia è a Sud della Germania. Dico che è irrazionale aver stilato un Trattato di gestione della frontiera comune senza aver riflettuto sul fatto che i costi sarebbero stati asimmetrici e senza essersi regolati di conseguenza. Mi sembra che lo dica anche lei, e allora che va cercando?

      Mobilità interna. Che la mobilità dei fattori abbia una funzione riequilibrante è un dogma dell'economia neoclassica (lei è "de sinistra", quindi dirà "neoliberista", parola che per pensatori di sinistra autentici, come Tarizzo, non ha alcun senso, ma sorvoliamo). La mobilità del lavoro non è riequilibrante, in una prospettiva ortodossa (cioè non omodossa, e se non sa cosa significa questa parola allora temo debba studiare un po'), per il semplice fatto che:

      1) le barriere culturali portano l'emigrazione a essere skill-biased con conseguenze avverse per il paese più debole;
      2) il prezzo dei fattori non è necessariamente determinato dalla loro scarsità relativa e quindi le zone soggette a esodo (vedi Mezzogiorno d'Italia) rimangono cronicamente depresse, dal momento che chi se ne va porta con sé non solo la propria offerta di lavoro, ma anche la propria domanda di beni (capacità di spesa), avviando la zona di origine verso una spirale deflattiva.

      Aggiungo che il suo argomento TINA secondo cui "tanto i migranti avremmo dovuto assorbirli" non è molto di sinistra: There Is No Alternative lo dicevano i pinochettiani. Non avremmo dovuto assorbirli se la Merkel non avesse creato in loro illusioni, se Erdogan non avesse capito (grazie alla Merkel) che poteva usarli come arma di ricatto, e soprattutto se si fosse scelto un modello più razionale di integrazione europea.

      Ora, vede, la gente che è qui queste cose le sa, e le sa perché le ha studiate. Che arrivi Simone Zanette, al quale vogliamo tutti bene, e dimostri, con una plateale mancanza di rispetto, di non voler fare nemmeno un centimentro del percorso che gli altri con tanta fatica hanno fatto prima di contribuire al dibattito, è ovviamente cosa che può infastidire qualcuno. Le reazioni, poi, sono determinate da questo fastidio, che, onestamente, comprendo (anche se preferirei che si fosse più concilianti). Sa, da qui sono passate, per poi spiaggiarsi, legioni di troll. Sergio Cesaratto, al convegno di Asimmetrie del 2014, disse che a questo punto chi non ha capito è perché non voleva capire. Una posizione molto rigida, che non condivido del tutto (altrimenti chiuderei il blog). Ma se perfino un economista molto di sinistra e molto dialogante due anni fa (che farebbe 365 giorni moltiplicato due) esprimeva una simile insofferenza, lei capisce che non può aspettarsi molta tolleranza, considerando che comunque la netiquette consiglia quanto meno di leggere prima ciò che si commenta (e anche di osservare per un po' la comunità nella quale si interviene).

      Qui quello autoreferenziale temo sia lei, ma questa è solo una mia ipotesi. Sarà il suo comportamento a confermarcela. Certo che se continua a parlare soavemente di "mobilità dei fattori" senza chiamarla emigrazione l'augurio che le faccio è sperimentarla, così poi saremo lieti di condividere la sua esperienza. Non è turismo, non so se è chiaro. E renderlo obbligatorio è più simile a un vagone piombato che al sol dell'avvenire.

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    15. A lasciare l'amaro in bocca è l'ostilità che mi dimostrate. Se ad una riflessione, dettata anche e soprattutto dalla voglia di capire, questi sono i toni di risposta prendo atto che questo blog è per pochi eletti. Chiedo quindi scusa per averne frainteso lo scopo, credendolo uno spazio a disposizione anche di chi, come me, non mastica economia dalla mattina alla sera (pur non essendone totalmente a digiuno) ma ha il desiderio, tra i mille impegni della vita quotidiana, di informarsi, dibattere, confrontarsi, chiedere e capire all'interno di quella sfera di pensiero che ritiene di riferimento.
      La ringrazio comunque (lo dico senza traccia di ironia) per la spiegazione che, pur se tra qualche sfottò, ha voluto fornirmi nella sua risposta; sarà uno stimolo per approfondire il tema.
      Saluti, Simone.

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    16. Simone: mi sembri una brava persona e mi scuso. Questo blog ha una storia. È tutta scritta. Se ti andrà, capirai anche perché la guardia è alta.

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  15. Posso dirle caro Prof. che dei padri italiani dell '€uro ( vedi per caso .. Prodi ) NON se ne sente la mancanza (anche come clienti ) fra i Bagnini ( maiuscola meditata visto il Complemento ) qua in Romagna : oggi per esempio Colui e' stato citato da,un operatore del settore ( in crisi come qualunque altra attivita' italiana che abbia a che fare con l'economia reale ) cme provvidenziale " assente " nella conta dei Suoi clienti in spiaggia .

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  16. Soluzione:
    Maastricht: si svaluta il lavoro
    Schengen: si svaluta la cittadinanza

    Effetto:
    Maastricht: i singoli perdono dignità e diritti
    Schengen: i popoli perdono dignitià e diritti

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  17. Anche i certificatori dello stato di malessere dell'Italia si preparano a fornire anche loro adeguata dose di malessere:

    http://www.uiltucs.it/gruppo-cerved-dichiarato-lo-stato-di-agitazione/

    Nota: ovviamente, al contrario di quel che si vede nel comunicato, il primo problema non sono le tre settimane di ferie ma i licenziamenti, fatti per "ottimizzare" e magari per trasferire parte delle proprie attivià (recupero crediti) in Romania.

    Sicuramente un messaggio che va fatto passare è che nessuno, sottolineo NESSUNO, si deve sentire al sicuro. E' solo questione di tempo.

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  18. "L'ideologo eurista recentemente scomparso" (Eco, come ha già detto Alliv), ovvero l'intellettuale che eccelleva nello sport di "fare gli intellettuali", come l'ha definito nel suo coccodrillo lo scrittore piacione che traffica con il giovine Holden, ha indossato talmente tante magliette, dal Gruppo 63 in poi, che è difficile tenere il conto, ma tutte invariabilmente della stessa taglia: quella del Potere. Ma a quale tabella comparativa del cosmopolita s'è ispirato, Profe? Perché da divulgatore semiotico-semiologo l'Umberto ne ha fatte tante.

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  19. Se i tedeschi fanno gli Euro-gadget non sarà perchè pensano che tra breve non ci saranno più queli veri?

    P.S.

    Ma poi non era vietato alle BCN battere moneta?

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    1. Alle banche centrali dei vari paesei e' concesso emettere moneta in tagli diversi da quelli di cui ha il monopolio la BCE (che appunto non emette monete da €5); inoltre sono concesse le monete celebrative in quantita' limitate

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    2. Se le stampi come monete commemorative no

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  20. In questi giorni la Bundesbank tedesca sta immettendo in circolazione 2,5 milioni di monete del valore nominale ciascuna di 5 BCE-Euro.
    Di fatto la Germania ha creato moneta in D-Euro, per un valore nominale di 12 milioni di BCE-Euro esattamente come fa una nazione sovrana , dal nulla.
    Questa moneta è , come assicura il ministero delle finanze, mezzo di pagamento su tutto il territorio tedesco.

    Dove sono i fanatici dello "stato-cattivo-che-crea-moneta-dal-nulla"?
    Dove sono gli utili idioti che giuravano che non è possibile la doppia circolazione?
    Non si è sentito alcun coro di protesta, niente.

    La quantità di moneta immessa è tale per cui si potrebbe ancora parlare di cose per collezionisti , però è abbastanza grande per poterla considerare un esperimento significativo.

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  21. scusate l'OT ma ho appena ascoltato il nostro amato prof a TGCOM24. Cosa dire, immenso! Una capacità di spiegare la realtà agganciandola a dei principi essenziali, economici e giuridici veramente unica. Complimenti prof. Storica poi la battuta DRAGHI IMPERATORE D'EUROPA. Una piccola nota di colore: mia moglie si scompisciava dalle risate nell'osservare il suo volto e le varie espressioni mentre ascoltava. Tradotte: quante me ne tocca stà a sentì! Ad maiora prof

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    1. concordo col mio coscritto madmax65, questa intervista è una boccata d'ossigeno puro dopo una giornata passata respirando metano!

      Riporto il link:

      http://dai.ly/x46akqt?start=410

      Colgo l'occasione per ringraziare anche Rekotc per l'ottimo lavoro di raccolta e ripubblicazione dei pochi minuti di informazione che la tv lascia passare.

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  22. Secondo me se si aggiunge una colonna e e la denominiamo TTIP le righe si riempiono da sole...
    Poi magari chiediamo aiuto al Prof. De Arcangelis.

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  23. Il Buthan ha un PIL esiguo, ma lì c'è il monastero di Taktsang Palphug, ove si trova la grotta nella quale Padmasambhava faceva maithuna con Yeshe Tsogyal

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  24. Essendo (Eco) un uomo appassionato di tassonomia e classificazioni varie, di schemi come il suo ne ha fatti migliaia...quindi la sfida si rivela abbastanza sterile...cmq fra le sue fonti di ispirazione citerei lo schema iterativi presente fra l'altro in Apocalittici e int... e lo schema simmetrico (euforico-disforico) presentato nel cap. su Nerval in Sulla Letteratura...

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  25. Finalmente "quarcosa de sinistra". Chissà se Zivago (è una speranza)riuscirà a scendere dal pullman senza stramazzare e a raggiungere la sua Lara.Sono romantico? Fesso? Si. Grazie per questo sintetico folgorante articolo.

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  26. Ultimamente soffro sempre più spesso di una serie di problemi che credo essere di natura psicosomatica: in particolare il comune "groppo in gola" (noto anche come "bolo isterico"), maligno e fastidioso, che non fa che aumentare il malessere e l'ansia che ci (o mi) circonda ...
    Quando leggo un post come questo il groppo diventa subito maggiormente fastidioso e perseverante. E' davvero come avere una spina nel culo che sai di non poter togliere.
    Non so se mi fa bene leggerla, Professore, forse smetterò, e mi sento una merda al solo pensiero, mi deve scusare.
    Auguro a tutti un buon 25 aprile, un buon anniversario della liberazione ... *sigh*

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  27. Premesso che il prof è il "padrone di casa" e quindi è lui che detta le regole di convivialità, ammetto che ogni tanto sia duretto ma..
    ma alla fine a chi nuoce? all'io di qualcuno offeso?
    lo avrò ringraziato mille volte e racconto un aneddoto:
    lo scorso anno penso di aver dato il CF di Asimmetrie a mia madre, per il 5 x mille (lo so, è pazzesco: vivo in Lombardia ma ho ancora la residenza in Sicilia e il 730 lo teleguido).
    Dicevo, pensavo di averlo dato perché nel dubbio.. insomma, niente 5 x mille lo scorso anno.
    Mi sono incazzato come una belva ma.. ma è la mamma, e la mamma ha sempre ragione specie per gli immensi sacrifici di una vita.
    il 5 x mille è una cazzata ma ha un valore simbolico inestimabile: sapere più di prima (LO SENTIVO SIN DA BAMBINO!) e ora con le motivazioni, che questa causa rende accessoria le altre (tipo: donazioni per la ricerca.. se avessimo uno Stato ci penserebbe lui/noi!!!!!!!!!!!!!!!!!).

    Il fatto che il prof sia preso in giro (o peggio) da una pletora di persone (tralascio gli insulti.. pensate che c'è chi ha "criticato" la sua affermazione su "costituzionalità e indipendenza della BC", parlando giustamente di insulto) dovrebbe far capire come possa essere "reattivo" a certi commenti.
    Sono passati ormai 4 anni e 5 mesi dalla NOSTRA (del blog) conoscenza e certi commenti incominciano LETTERALMENTE A FAR GIRARE LE BALLE.
    Normale direi!

    Ed io dico: quando una persona ti ha insegnato qualcosa, ringraziala.
    INSEGNARE è una prerogativa dell'Uomo (umanità), una cosa nobile.

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