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martedì 7 gennaio 2014

Zero trollerance



Una premessa: la crisi uccide

La crisi ha avuto un reale impatto in termini di vite umane, e il dibattito in merito dovrebbe essere noto perché non è particolarmente recente.

Ad esempio, che in Italia i suicidi siano aumentati con la crisi lo attesta uno studio pubblicato nel 2012 sul Journal of Epidemiology and Community Health (rivista ISI, impact 3.39). Il controfattuale prodotto dagli autori valuta in circa 500 fra 2008 e 2010 i suicidi e tentati suicidi in eccesso rispetto alla tendenza naturale. Naturalmente il fenomeno deve essere valutato nel lungo periodo. Da allora sono passati tre anni e sette giorni, nei quali quasi ogni giorno abbiamo assistito a una tragedia. Difficile che il trend si sia orientato al ribasso. Ci sono anche studi più recenti che attestano la correlazione fra i suicidi per motivi economici e il tasso di disoccupazione. Non mi sembra sorprendente, considerando quanto vediamo sui giornali, ma è importante che ci siano studi quantitativi e metodologicamente seri.

La situazione è comune agli altri paesi europei periferici colpiti dalla crisi. Lo attestava uno studio pubblicato nel 2011 da The Lancet (e qui il pedigree non serve), facendo notare che con la crisi erano sì diminuiti i morti per incidenti stradali (chissà perché!), ma in compenso erano aumentati i suicidi.

Nel 2012 il British Journal of Medicine ha riportato la replica di Kentikelenis (Harvard University) alle critiche che Liaropoulos (Università di Atene) aveva mosso con i suoi coautori a un precedente studio dello stesso Kentikelenis (Harvard University) pubblicato su The Lancet, nel quale Kentikelenis (Harvard University) sosteneva che la crisi stava avendo un impatto sul numero dei suicidi in Grecia. Liaropoulos (Università di Atene) sosteneva il contrario, e sosteneva anche di non essere in conflitto di interessi (a differenza di quanto accade in economia, nelle riviste mediche è essenziale dichiarare se si è in conflitto di interessi). Il dibattito è molto interessante, e il motivo per il quale insisto sulle affiliations non è perché io creda moltissimo nei ranking universitari: per dire, ad Harvard insegna Alesina, che nel 1997 era contro l’euro mentre oggi è a favore dell’euro, e a Pescara insegna Bagnai, che nel 1997 insegnava alla Sapienza ed era scettico sui vantaggi dell’euro, mentre oggi... è scettico sui vantaggi dell’euro (come si cambia)! Quello che conta, come sempre, è la qualità degli argomenti. Ora, a parte il fatto che chi lavora in una struttura della sanità pubblica greca ha un ovvio conflitto di interessi nel difenderne la qualità, semplicemente perché da quello che dice dipende quanti fondi riceve (in una situazione come quella greca è abbastanza chiaro che i conflitti di interesse non dipendono solo dal fatto che magari lavori per una casa farmaceutica: potrebbero anche semplicemente dipendere dal fatto che vuoi continuare a lavorare), è la qualità degli argomenti del Liaropoulos che lascia perplessi. Come nota Kentikelenis, sembra strano che Liaropoulos dica che la sanità pubblica in Grecia non rifiuta cure ai pazienti, mentre al contempo afferma che molte persone sono senza copertura sanitaria e che la chiesa ortodossa sta correndo in soccorso degli ammalati. Ma si sa, la coerenza non è la principale virtù degli euristi, quale che sia il loro campo di ricerca.

Va da sé che poi è saltato fuori che Liaropoulos non era in conflitto di interessi, no, non sia mai! Era solo un consulente della troika. Peraltro, suppongo che anche economisti lo siano. Sarebbe utile avere una lista, per motivi di trasparenza. Ma, ripeto, questo problema le riviste scientifiche in economia non se lo pongono, come non si pongono il problema della replicabilità dei risultati empirici (purtroppo, e con rare eccezioni, tipo il Journal of Applied Econometrics che normalmente pubblica i dataset utilizzati).

Una sintesi più aggiornata di questo dibattito si trova nella bozza del rapporto su Sanità e crisi economica dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Con tutte le cautele del caso (considerando che anche i dati epidemiologici, come quelli economici, si “consolidano” dopo qualche tempo, che per pubblicare una ricerca scientifica occorre tempo, che ogni ricerca è soggetta a critiche e revisioni metodologiche, ecc.), il rapporto non nasconde le proprie preoccupazioni. Qualche dato a caso: il rapporto conferma l’inversione di tendenza nei suicidi, che nei paesi in crisi stavano diminuendo prima del 2008 e poi sono tornati ad aumentare; Lettonia, Lituania, Grecia e Spagna hanno visto un’impennata nel tasso della popolazione a rischio di povertà ed esclusione sociale (che non sono esattamente l’anticamera della salute); è stata documentata una relazione fra perdita del lavoro e infarto (in Grecia); sempre in Grecia sono aumentate le infezioni da HIV per la riduzione dei programmi di distribuzione delle siringhe, ma sono anche aumentate del 38% le stillbirth, poetica e pudica espressione inglese (nascite silenziose) che indica i bambini nati morti.

Eh sì, in effetti da morti si sta zitti: è il bicchiere mezzo pieno. Ma in questi casi è difficile evitare che la mente si soffermi sul bicchiere mezzo vuoto.

Se solo i suicidi in eccesso fra 2008 e 2010 nella sola Italia sono circa 500, considerando tutti gli altri paesi e tre anni passati non proprio in modo ameno, anche se alcuni di questi paesi sono di dimensioni demografiche trascurabili (ma la Spagna non lo è), me lo fate dire che la crisi ha preteso un tributo di migliaia di morti (o di non nati)? Posso dirlo? C’è qualche elemento ostativo particolare? Vi sembra una menzogna? Bene: non parlatene con me: parlatene con i referee di The Lancet o del British Journal of Medicine, e soprattutto parlatene con le madri greche dei figli nati morti.

Sed de hoc satis.

Una settimana cominciata bene...

Ricordate Laggente, il simpatico troll che ci era stato presentato da istwine? La settimana era iniziata con questo suo simpatico tweet del 3 gennaio:



il quale mi accusava di falso per il grafico che vedete, proveniente da questo post.

Ah, a proposito: i beoti siete voi, ma nervi saldi, non rispondete.

Ovviamente di falso non c’era nulla, come facevo subito notare. Il simpatico Laggente allora, capiva di aver fatto un passo falso (appunto), perché a fronte di un’accusa di falso scatta la querela, come notava giustamente l’amico Massimo Rocca. Notate che provvedevo immediatamente lo screenshot dei dati, affinché Lapoveraggente avesse modo di ravvedersi, di chiedere scusa. Lapoveraggente a questo punto comincia a preoccuparsi (e infatti il tweet è scomparso dalla sua timeline, ma c’è lo screenshot e ci sono i testimoni, mentre son rimaste le sue simpatiche minacce – ma se non trovate nulla non preoccupatevi!), e quindi ad arrampicarsi sugli specchi, dicendo che io avrei usato la valuta nazionale invece del PPP, e che questi confronti si fanno a PPP. Cosa ne sappia lui di come si fanno i confronti lo ignoro, e se anche avesse avuto ragione si sarebbe trattato di un errore e non di un falso, ma errore non c’era, il contesto del post era inequivocabile: siccome confrontavo la dinamica lituana con quella italiana vista qui, mi occorreva evidentemente usare la stessa unità di misura, ovvero il Pil pro capite in termini reali e in valuta nazionale. Peraltro, avessi usato il Pil a PPP avrei ottenuto praticamente lo stesso risultato in termini di dinamica:


dove l’unica differenza sarebbe stata che invece di sette anni, valutando a PPP la Lettonia ci avrebbe messo solo sei anni a tornare ai livello di reddito pre-crisi, la maggiore rapidità (non particolarmente determinante) essendo peraltro dovuta al fatto che la valutazione a PPP è a prezzi correnti (quindi di per sé si presta a confronti internazionali, ma non a confronti intertemporali). Va da sé che la forte ripresa del Pil pro capite è in entrambe le misurazioni dovuta all’esodo della popolazione, quindi Lapoveraggente sta ridendo su una tragedia umana.

In sintesi, l’obiezione de Lapoveraggente era risibile (oltre che ovviamente infondata e tendenziosa: del resto, chi critica l'euro non ha bisogno di truccare i dati, mentre abbiamo innumerevoli esempi del contrario), resta l’accusa di falso, e l’ilarità provocata dal veder intervenire nel dibattito il dottor Trezzi, che a sua volta mi accusava di aver falsificato i dati perché la Lettonia non essendo ancora nell’euro alla data della pubblicazione dell’ultimo WEO, i suoi dati erano in valuta nazionale e non in euro. Qui ci starebbe bene un doppio mastica, dato che:

1)      ripeto: mi interessava dare una valutazione congruente con quella di questo post, e quindi mi interessava appunto la valuta nazionale: che si chiamasse euro, lat, o ugo, poco cambiava;

2)      il lat è agganciato all’euro dal 2005, come si vedeva bene nel post, quindi, volendo esprimere il grafico in euro-lat, bastava scalarlo di una costante.

Una contrazione dell’asse delle ordinate (il dottor Trezzi, spero, mi capirà) non cambia la collocazione dei punti di massimo relativo di un grafico, no?

Comunque, fatto lo screenshot, e godutami un po’ la surreale bagarre, son passato oltre. 

...e proseguita meglio

Ma la settimana non era finita, eh no! Perché poi, sempre il tre gennaio, son saltati fuori i famosi sette punti di Grillo: i sette punti che lo suturano definitivamente al progetto eurista. Ora, anche qui per voi nessuna sorpresa. Che il Movimento 5 Stelle sia (con buona pace delle tante brave persone che ci militano e che conosco) una colossale operazione di intercettazione del dissenso orientata al mantenimento del sistema eurista qui lo abbiamo detto da tanto tempo, argomentandolo in vario modo, ad esempio qui, qui, qui, qui e altrove, come ricorderete.

Nessuna sorpresa, e infatti il buon Claudio Borghi, letti i punti, riconosceva su Twitter la mia lungimiranza. Ma ci voleva veramente poco: lo spazio riservato alla desinenza in “azzo” non poteva lasciar dubbi in chiunque “del senso suo fosse signore”.

Sintesi: se veramente vuoi fare un discorso critico:

1)      non continui con questa menata del debbitopubblicacastacriccacoruzzione, sulla quale ormai il Movimento 5 Stelle è stato sorpassato a sinistra perfino dalla Bce (che placidamente ammette che la crisi nasce nella finanza privata);

2)      non proponi un referendum completamente campato per aria a una popolazione totalmente disinformata.

Ovviamente, apriti cielo! La dimensione piddina dei tanti onesti seguaci del movimento si palesa nel loro non voler a nessun costo ammettere di esser stati presi in giro. Lo so, è sgradevole, ma che ci volete fare? Sono le cinque fasi del lutto: voi siete ancora alla negazione. Ci vorrà tempo. 

Naturalmente in questo discorso si inserivano i fini politologi ortotteri, i quali portavano avanti un argomento che già era fasullo prima delle politiche, e non lo diventa certo meno ora, prima delle europee! L’argomento è: sì, va bene, l’euro non va, ma non possiamo dirlo direttamente perché perdiamo consenso, quindi intanto mentiamo un po’ (le famose demi-vierges) per arrivare al potere, poi, siccome noi siamo quelli bravi, faremo la cosa giusta.

Io di questo avevo già parlato, come sapete, ribadendo il concetto qui, ma la cosa definitiva mi sembra l’abbia detta Simone Previti. Conciso, lapidario, definitivo. Punto. Discorso chiuso.

Invece no! Perché i fini politologi non ci volevano proprio stare, e uno, in particolare, mi attaccava un pippone allucinante, parzialmente riassunto qui.



Ora, per me “attuare strategia di consenso” significa mentire, se nel farlo dici cose che perfino la Bce smentisce, se proponi soluzioni farlocche dal punto di vista istituzionale, ecc. Significa mentire per raggiungere il potere. Gandhi dovrebbe averci insegnato che si può raggiungere il potere (se lo si merita) senza praticare violenza, e mentire, dire che la colpa è del debbitopubbblico, ad esempio, è fare violenza alla verità, ma non solo a quella. Perché se in base a questa violenza fatta alla verità poi vai a tagliare la spesa sanitaria, il risultato sono i morti, come il rapporto dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità sopra citato dimostra.

Stanco di questo andazzo, di questo buonismo da quattro soldi a supporto di un progetto che perfino Luigi Zingales ha definito criminale, concludevo con una frase lapidaria e bloccavo tutti gli ortotteri (dopo aver bloccato tutti i Laggente):



Inutile dire che il buon Morris proprio non ne voleva sapere, e continuava a simpaticamente seccarmi (diciamo così: cercare il dialogo) sul blog, qui. Contento lui...

Nel frattempo...

Meanwhile... Luigi Bersani aveva avuto un malore, come voi sapevate e ora so anch’io.

Ora, ragioniamo un attimo. Voi sapete che io ho esplicitamente detto di aver iniziato la mia opera di divulgazione perché preoccupato dall’esplosione di violenza che il dilagare della menzogna rende inevitabile. Voi sapete che sono un non violento. Voi sapete che sono molto insofferente verso i sempliciotti che parlano di Norimberghe varie. Voi mi avete accusato (o se non voi altri) di essere un leccaculo del PD (semplicemente perché dico che, anche se il piddino antropologico – l’uomo pseudocolto che sa di sapere e invece nulla sa e nulla vuol capire – merita il nostro disprezzo, rimane il fatto che non puoi cambiare un paese ignorando o ancor meno cancellando il partito di maggioranza relativa).

Voi questo lo sapete bene, e lo sa chiunque voglia saperlo (quindi, ad esempio, dovrebbe saperlo chi "fa informazione").

Sapete anche che per l’uomo Bersani ho sempre avuto la massima simpatia. Lo attesta l’affettuoso soprannome col quale lo abbiamo definito in questo blog: le sue maniche perennemente rimboccate, ad ostentare un improbabile, ma tanto rassicurante, pragmatismo, ci hanno immediatamente fatto pensare alla ‘zdora emiliana che si tira su le maniche prima di stender la pasta. E così, con simpatia, lo abbiamo nominato. Le sue sparate surrealistiche sulla spesa con la carriola ci avevano regalato momenti di ilarità per i quali gli eravamo sinceramente grati: la crisi è talmente tragica, che non si può che povare affetto per chi riesce a strapparci comunque un sorriso.

Quello che non sapete è che io ho il massimo rispetto e la massima simpatia anche per il Bersani politico. Certo! Perché, posto che per ripristinare un minimo di dibattito democratico in Italia occorrerà metaforicamente radere al suolo il PD, come studiosi più competenti di me hanno ben argomentato, dal momento che il PD è l’unica forza che ormai si ostina pervicacemente a negare le problematicità dell’euro, e che per 30 anni ha soffocato il dibattito sul percorso di integrazione monetaria europea (dopo essersi dichiarato contrario ad essa), bene: posto che il problema è questo, Bersani è indubbiamente stato una soluzione. Il suo spectacularly ill-timed endorsement di un sistema del quale tutti ormai contestano non tanto l’assurdità economica (quella, come sapete, è stata fuori discussione fin dall’inizio, anzi, fin da prima!), ma la legittimità democratica, la sua “fedeltà all’Europa del rigore” dalla quale tutti si dissociano, come i bambini quando la mamma entra nel salotto e vede con disappunto i cocci del suo vaso preferito (“Chi è stato? Sei stato tu, FMI?” “Io no!” “Allora è stata la tua sorella BCE?” “No, io no...” “Allora è stata la sorella maggiore: Commissione, proprio tu?” “No, mamma, non sono stata io...”), questa sua sesquipedale goffaggine politica ha contribuito al meritato insuccesso elettorale del suo partito (sì, sì, certo, è stato un successo, infatti ora abbiamo il governo Alfetta, no?), e ai dolori di pancia che hanno portato, in zona Cesarini, all’emergere di un dibattito, e, per dirne una, alle dimissione del da voi (ma non da me) tanto vituperato Fassina, che a Bersani gliele aveva cantate (lui, non io).

Chiunque veda nel PD un problema non può che essere grato a Bersani per aver trovato la soluzione! Certo, la soluzione era a portata di mano. Che il "rigore", l'"austerità" dovesse necessariamente fallire è una cosa che sta su tutti i libri, come ho chiarito in Commissione Finanze, e avevo anche chiarito, in altra sede, che la politica era sbagliata perché lo scopo era ideologico: distruggere lo stato sociale, una cosa non esattamente di sinistra (ma fate voi...).

Quindi, a me Bersani sta simpatico sia umanamente, che politicamente: ha lavorato per noi. Figuratevi un po’ se vado ad augurarmi la morte di una persona (essendo non violento), e per di più di una persona che mi ha fatto un favore simile (aprire suo malgrado il dibattito nel monolite piddino)!

Lungi da me.

E, notate bene, ho iniziato parlando di tanti poveri morti che nessuno ricorderà mai, perché in qualche caso non sono nemmeno mai nati, ma non mi scandalizza affatto che per un malore a una persona si facciano titoloni che nessuno fa per tanti bambini mai nati (chiarisco: mi riferisco all'incremento delle nascite di bambini morti in Grecia). È giusto che sia così. Non sto dicendo che esistono uomini di serie A e uomini di serie B. Sto dicendo che un personaggio pubblico comunque non fa una vita esattamente semplice. Quindi, forse  è anche giusto che nel momento della sofferenza abbia manifestazioni di solidarietà che magari non si riserverebbero ad altre persone, nemmeno se si venisse a conoscere il loro dolore. Piuttosto, a me sembra che invece che a lui, che era sedato e non poteva riceverle, le manifestazioni di solidarietà sarebbero dovute andare alla sua famiglia. Quando uno fa il lavoro che fa Bersani la famiglia purtroppo la vede poco (ne so qualcosa io che faccio un lavoro molto meno impegnativo), ed è veramente triste che in giorni di festa, di riposo, Bersani sia stato sottratto (per fortuna non irreversibilmente) all’affetto dei suoi cari.

Ora sta meglio, e va bene così. Speriamo si rimetta presto, e che possa presto tornare ad aiutarci, suo malgrado, nell’opera di sana disgregazione del suo partito (dove per “disgregazione” si intende semplicemente: apertura di un dibattito).

Un vile attacco

Voi direte: “va bene, siamo d’accordo, ma che c’entra questo con quello che ci stavi dicendo?”

Niente, appunto.

“E allora perché ce ne parli?”

Eh, ve ne parlo perché l’eroe da tastiera di cui sopra, quello che cancella i tweet, usando la solita tecnica dell’estrapolare dal contesto una frase, ne ha dato un’interpretazione tutta sua:


Sì, questa è un'altra cosa che si porta molto: paragonarmi a Toni Negri. Ora, io di Negri so poco, ma una cosa la so: l'euro gli piace. Quindi il paragone è non solo un pochino tendenzioso e molto diffamatorio ("cattivo maestro", "terrorista", ecc.), ma direi del tutto inappropriato.
 
A quel punto partono le squadracce. Comincio a ricevere una valanga di insulti senza capirne esattamente il motivo. Per regolarità formale, a fini giuridici, chiedo conferma. Uno è Tommaso Leso:


poi bloccato.

Un altro è Davide Maria De Luca, che si avventura in un ardito sillogismo, imbeccato dal sagace Laggente, concludendo così:


De Luca non l’ho bloccato, e capite facilmente perché. Essendo un giornalista, dovrebbe essere più responsabile! Uno che si chiede “who checks the factcheckers?” e poi si mette a insultare a destra e a sinistra sull’imbeccata di un fake, senza nemmeno andare a vedere in quale contesto è stata emessa la frase riportata, evidentemente ha bisogno di un richiamo al senso di responsabilità. Peraltro noterete che io gli ho offerto la possibilità di spiegarmi in via amichevole, e lui l’ha rifiutata (una cosa che normalmente in questi casi viene valutata).

Segue un altro operatore dell'informazione:

 
E via così per una mezza giornata. Poi si son calmati, qualcuno si è scusato, io ho una carrettata di screenshot, ora decido caso per caso cosa farci, e poi Dio pensa.

Certo, considerando che dall’inizio dell’anno abbiamo avuto prima questo:


(ah, notate bene: questa è la più leggera delle tante che ho raccolto dal buon Romani, che aveva iniziato qualificandosi giornalista e poi ha modificato il suo profilo), poi questo:


(e anche qui avete la più leggera), poi questo:


e via dicendo, certo, un taglio bisognerà darlo, cominciando, per ovvi motivi, dagli anonimi (chi vuole insultare deve avere il coraggio di metterci la faccia), poi dai giornalisti, e poi da che riveste cariche politiche. I sempliciotti possiamo anche lasciarli stare, forse.

Ah, naturalmente queste cose mi divertono e basta. Sapete, con tutto il rispetto per l'uomo De Luca, le sue un po' improvvide escandescenze mi sembrano trascurabili a fronte della stima di un Marcello Foa (indipendentemente dall'autorevolezza e visibilità dei rispettivi organi di stampa), e con tutto il rispetto per l'uomo Furlan, le sue competenze mi sembrano lievemente inferiori a quelle di Leonardo Becchetti.

Magari sbaglierò: me ne assumo la responsabilità. Ecco, facciamo così: da ora chi sbaglia se ne assume la responsabilità...

La morale della favola

E allora voi direte, come qualche espertone già ha fatto: la colpa è tua, perché tu stai su Twitter e attacchi briga. Calmi. Perché sto su Twitter lo so io, e presto lo saprà anche qualcun altro (un minimo di signaling occorre, non possiamo arrivare fino a maggio così...). E poi, soprattutto, Twitter, che non è una chat, è invece uno strumento molto utile per scambiarsi informazioni preziose.

Ad esempio, voi conoscevate i Trecento?

Eccoli qua:



(con un grazie a Erasmo Partenopeo).

Ora, vedete, se non fossi su Twitter non avrei saputo dell’esistenza di queste persone. O meglio: qui era circolato il bando col quale il PD li reclutava, ce lo ricordiamo tutti. Ma vederli in faccia non ha prezzo! La fisiognomica si riconferma una scienza esatta. Notate con quanta disinvoltura il Leonida di cotanti Spartoni (si chiamano così gli abitanti di Sparta? Non ricordo bene...) ci racconta che lui si diverte a costruire fake. Chissà, magari anche Laggente, o il suo amico DisfareilPD, sono suoi capolavori di arte povera. La curiosità di andarlo a scoprire c’è, e ce ne sono credo anche i mezzi tecnici.

Ma al di là di questi aspetti folcloristici, rimane il dato: persone che si autocollocano fra i buoni, fra gli Übermenschen, persone che poi, c'è da scommetterci, sono della stessa risma di quelle alle quali tante volte io, e anche voi, abbiamo sentito augurare un tumore a Berlusconi (perché siccome siamo moralmente superiori, possiamo permettercelo, pensano loro), candidamente ammettono di fare opera di disinformazione in rete, non si sa bene con quali soldi, a difesa dei valori “democratici”, che poi sarebbero, ad esempio, quell’Europa del rigore per la quale vedi sopra...

Non si sa se sia più lo stupore o il ribrezzo. Anzi, si sa: il ribrezzo. Perché poi, quando questa mattina, prendendo il caffè, devo sentire a PUDE pagina il giornalista di turno che riporta le preoccupazioni per le infami (perché tali sono) manifestazioni di giubilo che pare ci siano state in rete per l’incidente occorso a Bersani, o per quello occorso alla Merkel, quando certe verginelle si stupiscono per tanta violenza, bisognerà pure ricordar loro che chi semina menzogna miete violenza, no? Avete mentito, vi siete costituiti in corpi organizzati per mentire, avete portato la gente allo stremo, e ora giustamente ne deprecate l’esasperazione. La depreco anch’io, non la condivido, ma la capisco, nel senso che ne vedo e ne descrivo le cause. E una di queste cause, cari sepolcri imbiancati, siete voi.

Quindi, per quanto riguarda noi, atteniamoci al nostrodizionario. E per quanto riguarda loro, sarà d’ora in avanti il caso di adottare un atteggiamento di cortese fermezza. Se trovate gente (o Laggente, finché dura, visto che poi i tweet li cancella) che mi insulta, screenshot e email. Non inquinate la discussione sul blog con fetori vari. Ma se si passa la misura avvertitemi.

Vedrete che basterà poco per ripristinare un minimo di civiltà.

70 commenti:

  1. Servisse un contributo per l'avvocato, a completa disposizione.
    La battaglia è appena iniziata.

    Grazie di cuore.

    Davide

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  2. Grazie Prof per il Post. Ieri leggendo i Tweet non ci capivo niente!!

    "Magari sbaglierò: me ne assumo la responsabilità. Ecco, facciamo così: da ora chi sbaglia se ne assume la responsabilità"....

    Cosa che dovrebbe essere normale ma sembra diventata un utopia. Coi social network, nickname, aka, ecc. La responsabilità è diventata virtuale, purtroppo.

    RispondiElimina
  3. Alberto, io lo dico da anni: se un bambino fa troppi capricci, anche uno schiaffo può essere un atto d'amore. Per costoro lo è sicuramente una denuncia con copia conforme al loro provider (da valutare caso per caso, ma c'è la possibilità di invalidare il contratto telefonico, privandoli così della linea internet. E se sono tutti fake manovrati da una sola stanza...). I signori non fanno i gradassi per fiducia, ma per ignoranza, renderli perciò edotti delle conseguenze potrebbe essere un buon modo di ricondurli sulla retta via. Ciò detto, ammiro la tua pervicacia. Io non discuto mai con gli imbecilli, nella migliore delle ipotesi è una perdita di tempo

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  4. almeno facciamoci du(r)e risate con Furio (Verdone) Colombo:

    L’armata Brancaleone che vuole uscire dall’Europa di Furio Colombo | 8 dicembre

    ...Per esempio l’Europa. Si sta creando un corteo (Bossi, Maroni, Salvini, Borghezio alla testa, subito dopo Berlusconi e i suoi economisti Fitto, Capezzone, Santanchè, ma poi tanta gente, tutta diversa e stranamente aggregata) che preme alle porte dell’Unione per uscire. Ma fuori non c’è niente.
    È il primo caso di rivoluzione non per prendere il palazzo ma per abbandonarlo, con l’adolescente incoscienza di chi non si domanda: sì, e dopo? Come garanzia di questa fuori uscita che potrebbe anche rendere insensato il voto (almeno il voto italiano) per il Parlamento europeo, ci sono esperti senza esperienza e scout che non vedono nel buio (e infatti non rivelano e non promettono niente, solo una strana arca di Noè con cui abbandonarsi al destino), perché non ci sono (e nessuno ti promette che ci siano) mappe di navigazione. Hanno argomenti forti (l’Europa è gretta, contabile, forse piegata agli interessi dei più grossi, che sono anche i più prepotenti) ma tutti negativi. E nessun progetto per il dopo abbandono. Per esempio l’euro. Si può capire un tedesco che rimpianga il marco. Ma la lira?

    Qualcuno vuole la lira, quelle palline di carta che ci si scambiava con sfiducia, disprezzo e un po’ di vergogna, se dovevi cambiare all’estero, che erano le banconote da mille lire, pari al valore di quasi niente delle altre monete del mondo, rupie incluse ? Come in un mercatino sempre più mal frequentato, si presentano “nuovi esperti”, economisti dello stesso tipo del dottor Vannoni della cura staminale, dello stesso tipo del mai dimenticato dottor Di Bella, sponsorizzato da An, La Russa, Gasparri (era giusto, data l’incompetenza totale) e ti presentano con fervore non tanto l’opzione di tornare alla lira, quanto la bellezza di uscire dall’euro.

    L’idea è di radunarsi tutti fuori dalla porta, proprio mentre siamo i più deboli, dopo vent’anni di malgoverno (diretto e indiretto ma praticamente mai interrotto, a causa del continuo collaborazionismo di cui il Berlusconi beneficiava da ogni parte, specie dalla sua opposizione). Ma ci dicono di avviarci alla nuova avventura in una compagnia che comprende Lega, Berlusconi e Cinque Stelle. Possibile che Cinque Stelle non veda l’assurdo di una decisione che ti aggrega con ciò che resta dell’ex Berlusconi)? Possibile che la decisione nuova e saggia sia tagliarsi i ponti alle spalle mentre – nel migliore dei casi – siamo un Paese di piccole e medie imprese (a volte geniali) grande turismo, e che, per questo, abbiamo bisogno, come Charlie Brown, di tutti gli amici che riusciamo ad avere, a cominciare dalla vita dentro l’Unione europea che ci aiuta, almeno, a tenere a freno la corruzione?

    Secondo la versione del grande esodo, i nemici sono due: l’Europa burocratica, e il governo Letta-Napolitano. È strano, per quanto riguarda l’Europa, che non si sia mai riflettuto sul presidente della Commissione Barroso, un piccolo uomo di una destra sconfitta che non ha mai e non potrebbe mai rappresentare nulla. Non è l’Europa e non è eterno

    .......

    Ti fa capire che non si può uscire dalla Storia, come in quel divertente varietà inglese di tanti anni fa, Fermate il mondo, voglio scendere!. Una parte di verità ci sarà detta oggi dall’esito (e soprattutto dal numero di votanti) delle primarie Pd. Per esempio si capirà se il governo pietrificato si sta sciogliendo sotto un minimo di calore dei cittadini che partecipano, e non solo non vanno via, ma cercano di contare qui, adesso.

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  5. e questa chicca invece è tratta dalla sua POsta del Cuore, sempre sul FQ 2 gennaio 2013, per iniziare bene il nuovo anno.....

    A DOMANDA RISPONDO: Per l’Europa, contro l’Europa
    lettore: CARO COLOMBO, come spieghi che mezzo milione di persone sono in piazza in Ucraina per invocare l’ingresso di quel Paese in Europa, e almeno altrettanti, in tutte le piazze dei Paesi della Ue sono in rivolta per uscire dall'Europa?

    Arturo

    Colombo: LO SPIEGO con la stranezza dei tempi, che ci dà notizie scorrette o incoerenti, attraverso i mass media, notizie spezzate in frammenti individuali e accostamenti disordinati nella rete, nel disorientamento della grave crisi economica, in cui sono sempre veri gli annunci dannosi e punitivi, quasi mai veri gli annunci di soluzione e di “uscita dal tunnel”, il mentire continuo di coloro che hanno ancora responsabilità di guidare aggregazioni di persone, e ragioni nascoste che i cittadini, coinvolti in proteste contrastanti e disordinate, non vedono o non possono interpretare. Esempio: c’è una differenza tra una cattiva macchina e un cattivo conducente. Ma nel dibattito europeo (va bene, va male, è meglio restare, è meglio staccarsi?) nessuno mette mai in discussione l’incredibile modestia, anzi la totale mancanza di leadership per l’Europa che ha come presidente della Commissione un personaggio inerte come Barroso e i suoi commissari. Noi non sapremo mai se l’Europa può funzionare finché non ci saranno persone capaci di vedere nei punti critici che tengono insieme e devono orientare , se non guidare, l’Unione. L’Europa è un continente abitato da numeri e vuoto di sentimenti, valori, progetti, sogni, obiettivi, programmi. Solo le cose fisicamente misurabili, con misure strette e fisse, hanno un peso nelle decisioni europee. Per il resto puoi diventare fascista e antisemita come in Ungheria, o regredire alla caccia agli zingari come nella Francia di Hollande, o lasciare l’Italia (già gravemente lesa nei suoi valori dalla legge Bossi-Fini) da sola di fronte agli sbarchi e ai morti di Lampedusa, e l’Europa non ha niente da dire. Eppure dovrebbe fare da guida proprio la tenace rivolta di Kiev. Gli ucraini democratici vorrebbero fuggire in Europa per sfuggire alla morsa di Putin, uomo di danaro, potere e di sentenze capitali (a volte eseguite in modo informale) , ma portatore di nessun valore o ideale o progetto che riguardi altro che il suo potere. Gli ucraini pensano all’Europa dell’Unione come a un rifugio. Così come ci pensava probabilmente la signora Shalabayeva, che viveva a Roma quando è stata rapita con la sua bambina e consegnata, senza la protesta di nessuno, al Kazakistan, a cura del ministero dell’Interno italiano - e poi tornata libera per il lavoro silenzioso e tenace di Emma Bonino, per fortuna ministro degli Esteri italiano. Ma questa non è la ragione per non volere l’Europa. È la ragione per cambiarla a cominciare dal senso politico, giuridico e morale dell’Unione. In altre parole, tornando al Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, come raccomanda sempre, da solo, Marco Pannella. Che vuol dire non meno Europa o via dall’Europa, (che giustamente spaventa figuri come Borghezio). Ma più Europa, finalmente.

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    giuro!! lo ha scritto veramente!!!!!

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    1. Mio Dio, che accozzaglia sconclusionata di luoghi comuni senza alcuna relazione, ma anch'io, nel mio piccolo, me la cavicchio e potrei suggerire al dott. Colombo di iniziare i suoi articoli con il seguente incipit: “bene, orbene, dunque, arrivando al dunque, arrivando al sodo, entrando nello specifico sarà d'uopo fare delle doverose premesse nelle quali focalizzare la nostra attenzione su alcuni elementi di particolare rilevanza, la cui comprensione è un presupposto imprescindibile per il prosieguo dello studio che ci accingiamo a compiere, poiché tralasciarle può dar luogo a dei fraintendimenti concettuali che è preferibile prevenire”. Per la cronaca: frasi del genere si trovano in molti testi universitari ed infatti molti studenti cominciano a studiare dal secondo capitolo.

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  6. La disinformazione e' un'arma comunemente usata nel XXI secolo; i cosiddetti "trolls" sono dappertutto, il blog di Marcello Foa e' infestato da questa gente a libro paga (o che non ha niente da fare); sono alcuni dei nuovi "ruoli" "professionali" creati da Internet; per me basta ignorarli e non alimentarli. Le bestie muoiono se non le si alimenta, altrimenti ti fiaccano progressivamente facendo perdere tempo prezioso a chi ne ha pochissimo.

    Bastera' dare un'occhiata alle tasse da pagare quest'anno (Gennaio) per smentire i trolls e i Sacchi vari; i numeri non mentono. Se si paga di piu' e' perche' qualcuno che dice che tutto va bene mente spudoratamente; bastera' controllare bene l'evoluzione del tasso di disoccupazione, comprendendo quelli che il lavoro non lo cercano piu', quante partite IVA vengono chiuse, ecc. ecc.
    I trolls li farei morire di fame.
    La sinistra di questo paese, storicamente, ha tanti cadaveri nell'armadio; nessuno ricorda quali balle raccontava l'Unita' purtroppo....ma Guareschi li prendeva per i fondelli per questo. La sinistra deve ripensare completamente al proprio progetto, e fare ammenda per il dolore e le morti causate, direttamente o indirettamente.
    Mi fanno morire dal ridere commenti dei trolls quali: "Bagnai cerca di creare il nemico esterno", vado a memoria! Ma come! Il grande Gatsby Berlusconi non e' stato il nemico ESTERNO, il grande Satana sul quale incanalare le rabbie, frustrazioni, odi, e invidie del popolino bue?
    Ma la coerenza dove sta?
    Bastava dire: la destra ha fallito come il PD, andiamo oltre! Rifondiamo l'intelligenza e la fantasia che hanno fatto grande questo Paese! E no! Il mantra e' sempre: tutto il bene da una parte, tutto il sudiciume dall'altra.

    E si scordano i Prodi, i Ciampi, i Padoa Schioppa e i tanti altri che hanno finta di non vedere.....bell'esempio di "verita'" o di "pravda"......se preferiscono.

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  7. E' ovvio che non tutti sono economisti, e' ovvio che uno può anche essere pro€uro (ora proprio ovvio non direi....), come è ovvio che offendere gratuitamente e/o dare libere interpretazioni di frasi su una piattaforma pubblica, deve comportarne la piena responsabilità.

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  8. Perbacco Alberto, tempo fa serviva intonacare meglio le pareti, ma qui escono anche dai fottuti pavimenti e dai fottuti soffitti. Bisogna fare un cappotto trollico.

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  9. Lei non si rende conto di quanti insulti ci prendiamo noi, anche dagli "amici", per il semplice fatto di citare lei, o Rinaldi, o Borghi.
    Basta solo dire "perchè non leggi uno dei post?" o "perchè non ragioniamo un attimo con calma?" e giù insulti...
    Ogni tanto vacilla anche l'autostima ma l'istinto mi porta sempre qua.

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  10. È vero, la battaglia è appena iniziata ed è uno spettacolo impressionante. Frequento twitter quotidianamente, come Alberto sa, ma una ridicola offensiva del genere non si era ancora vista. Gli esponenti di FARE ci avevano provato, ma qui siamo a un livello inimmaginabile. Può un partito ingaggiare delle persone con il compito di disinformare, chiamandoli Spartani e richiamando alla memoria Leonida e i trecento al passo delle Termopile? Ma sono tutti impazziti al PD, chi gestisce questa iniziativa dentro il partito? E Bagnai sarebbe Serse? (Nel caso aspiro all'infelice ruolo di Artabano, vedi Erodoto, VII, 1 sgg.). Questo significa certamente che sono molto preoccupati per le prossime elezioni europee, e fanno bene: io, per esempio, non ho mai votato negli ultimi venti anni, ma a maggio sarò al seggio alle ore 7.00. A tutto c'è un limite, l'insulto all'intelligenza è insopportabile: quando scopri, con molto e colpevole ritardo (per quanto mi riguarda), che tutti, ma proprio tutti, sapevano che l'euro era una trappola, beh ci rimani male, ti senti un idiota e alla fine reagisci non proprio signorilmente. La violenza, già. Ma i cantori dell'euro, non i Trecento per favore, ci spiegano una volta per tutte, perché non vediamo una immagine una della Grecia, della Spagna o del Portogallo? Hanno coscienza dell'odio che sta dilagando in Europa, vanificando 60 anni di storia postbellica? Un noto antichista francese, nato comunista, mi ha detto circa un anno fa che tutta la classe lavoratrice francese vota compatta Marine Lepen; e ha aggiunto: "Bisogna capirli, per loro la modernità è miseria". Al contrario uno degli Immortels, a cena, da amici, con fare meravigliosamente pomposo, ma misurato, con accento vagamente alla De Gaulle, mi ha detto: "Oui, c'est vrai, il y'a toujours des gens qui ne sont pas contents de ce qu'on leur offre"! Insomma è un fatto fisiologico che ci siano degli scontenti e come tale va trattato il dissenso. Non guardando le macerie provocate da un progetto dissennato. Che ha tutti i connotati del "complotto". Alberto è sempre molto signorile nei confronti del "complottismo", non ne vuole parlare e soprattutto non ne vuole abusare. Fa bene, perché un ruolo pubblico, come ormai è il suo chiaramente, richiede fermezza, ma anche senso della misura e saggezza. Io invece sono più vecchio e già ormai vagamente paranoico e dunque cedo complotti ovunque, vedo immancabilmente pugnali sotto mantelli appostati dietro le colonne. E ripenso a come prese il potere la prima volta ad Atene Pisistrato (561/0 a.C.), a come fu ucciso Filippo, il padre di Alessandro, e a come si comportò immediatamente dopo la morte del padre il grande futuro conquistatore. Insomma lo spettacolo della storia ci aiuta a diventare paranoici. A volte torna in mente l'incendio del Reichstag.... Dunque dobbiamo credere a Visco (anche perché in antico si diceva che gli occhi sono più affidabili degli orecchi, e Visco ha sicuramente visto). Ma Visco ce lo ha detto solo nel 2012 chiaramente; ma lo sapevamo da molto prima, da un articolo di Alesina sul Corriere della Sera, correva l'anno 1998. La vera ragione, per cui divevamo entrare nell'euro è detta di sfuggita, ma chiaramente, come una stilettata, di cui non ti accorgi ma che ti ammazza: non dovevamo stare fuori e manovrare con la lira. Io ho sicuramente letto quell'articolo, ma non ricordo di esserne rimasto particolarmente impressionato. Ero evidentemente molto stupido. Ora lo sono leggermente meno, per questo ripeto, parafrasando dagli Apophthegmata di Plutarco, che i trecento Spartani PD non torneranno a casa né con lo scudo né sullo scudo. E Alberto fa bene a prendere tutte le misure che ritenga opportune e a tutelare la propria onorabilità nei confronti di chi non sa che cosa sia l'onore. Ci stanno portando a considerare il satiro di Arcore come l'ultimo patriotta, come colui che si è ribellato alla Germania. Roba da pazzzi

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    1. E' proprio questo il punto Celso. Io ho voglia di vomitare, e a Maggio non voglio perdere l'occasione di votare contro chi ha scatentato l'inferno.

      Ma come ho ripetuto sempre fino alla nausea e alla noia: per chi?

      Come ha detto lei/tu, il satiro di Arcore come ultimo patriota???

      E chi altri? Alfano e Letta sono parte della stessa parrocchia, i Grillini sono confusi e disorganizzati.

      E' un marasma completo. Ho amici di tutte le parrocchie: e' incredibile come a sinistra siano di gran lunga piu' ciechi, o complici, di questo gioco al massacro planetario; mi sarei aspettato il contrario per appartenenza "di casta" o "rendita familiare di posizione"; non e' cosi'! Sono piu' aperti e piu' incazzati.

      Non solo, ma se si legge che le municpalizzate a Roma, aziende ultra-decotte, hanno piu' dipendenti della FIAT, cosa bisogna arguire? Che il lavoro e' diventato una merce rara che spettera' solo a quei trolls che si cibano del sistema no? Almeno a me viene naturale di pensarla cosi'.

      Quanti sono? Stimando 1 milione di persone che vive di "falsa politica", cioe' di clientele, e che ottengono per se' e per la loro "famiglia allargata" i "posti", quanti sono? Chi votano? Il PD ci giurerei, e parte il PDL di sicuro; cosa resta del giorno per chi vuole che il lavoro torni ad essere una cosa seria che non appartenga come nel medioevo alle famiglie? Quella dei notari, quella dei politici, quella dei figli di bancari, ecc.; mio figlio sta alle Poste perche' a me e' stata fatta la proposta di lasciargli prima il posto! Mio figlio sta in Banca perche' a me e' stata fatta la proposta....

      E' questo che bisogna combattere, ma non so chi e come potra' raccogliere il mio voto a MAGGIO and beyond.

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    2. Io non mi preoccuperei troppo. Alternative pulite usciranno prima di maggio. Sapete che potete fidarvi, e ovviamente sempre lavorando sull'esistente e lasciando i movimenti "dal basso" agli internisti o ai gastroenterologi (o ai coglioni, va da sé).

      Il "chi votare" non mi ha particolarmente appassionato nemmeno prima delle politiche, figuriamoci prima delle europee! Il modo di dare un segnale si troverà.

      Il M5S per esempio ha preso posizione pro-euro: si sapeva. Chi non se ne era accorto ora si pente di averlo votato, e invece no: ha fatto bene, benone, benissimo! Perché? Perché la spallata che è così stata data al PD ha innescato quel processo che ha portato, in questi giorni, alle dimissioni di Fassina, di fatto all'apertura di un dibattito interno (ovviamente soffocato dalla nomenklatura, va da sé: ma diciamo che per un partito come quello una lieve increspatura nell'unanimità bulgara va salutata così).

      La spallata in questo caso va certamente data al M5S, perché va fatto capire che atteggiamenti opportunistici sull'Europa non pagano. Il modo "pulito" di farlo non mancherà (vedi alla voce "ci stiamo lavorando"). Poi si vedrà alle politiche.

      Se politiche ed europee capitano insieme, allora il quadro è più intricato, in effetti, ma sufficit Diei malitia sua. Direi che di cosa votare possiamo preoccuparci a maggio, no?

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    3. Grazie. La domanda di Persil era quella che avrei volentieri fatto se non mi sentissi troppo nuovo qui per farla. La risposta mi piace, forse perchè ne temevo un'altra (ho detto, sono nuovo). L'analisi sul valore del voto passato al M5S e sul non voto futuro è corretta, anche se temo limitata nei numeri. Le alternative, a tutto, attese con speranza.

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    4. Salve a tutti e buon anno, è la prima volta (seconda compreso un tentativo di stamattina forse considerato off-topic) che scrivo sul blog. Sintetizzo la mia presentazione con un GRAZIE al Professore e a quelli che si sono uniti a lui nella sua opera divulgativa per evitare di essere prolisso.

      La questione che vorrei porre, di natura apparentemente "elettorale" ma di carattere in realtà generale è la seguente: come si coniuga la necessaria sensibilizzazione, e l'opera di democratizzazione della questione "dal basso", con la necessità di "attaccare all'alba" (cfr. Il tramonto dell'euro, pag. 325 ss,), di cogliere "alla sprovvista" con l'uscita dall'euro?
      Una campagna elettorale (o referendaria) per un partito o movimento che dir si voglia che abbia come ragione sociale principale l'uscita dell'euro, non è insanabilmente incompatibile con la necessità di attuazione inaspettata della procedura necessaria?
      In altre parole l'esigenza di segretezza che è stata evidenziata non è incompatibile con l'istanza di democrazia che qui si propugna?

      Grazie in anticipo per le risposte e per il vostro prezioso lavoro

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    5. Buon anno. Lei il libro lo ha letto. Qualche collega mi dice che è troppo lungo, e che quello della Luxemburg è più conciso. Non credo però che ci si possa aspettare troppa sintesi da un libro scritto di getto in due mesi. Se non ricordo male a questa domanda nel libro c'è risposta, e più volte l'abbiamo data nel blog. La questione dal basso riguarda i gastroenterologi, i proctologi, insomma, quella gente là.

      Io faccio l'economista e mi interesso un po' di storia. In questa vesto posso al massimo ricordarle come NON è caduto il fascismo. NON è successo che si sia fatto un referendum sul fascismo, né che un altro partito abbia preso il 51% alle elezioni. Questo sicuramente NON è successo. Quindi occorre che vi rassegniate: l'uscita dal regime sarà gestita dal regime stesso.

      Se non vi sta bene, potete condannarvi all'irrilevanza rivolgendovi ai marxisti dell'Illinois. Io non è che ne sia entusiasta, ma penso che il massimo che posso fare è cercare di non condannarmi all'irrilevanza, diffondere corretta informazione, e pensare al DOPO, che in termini politici è molto più importante del DURANTE e del PRIMA, visto che nel PRIMA non abbiamo in realtà possibilità di espressione politica, il che, peraltro (e qui concludo) dimostra la futilità di chi si balocca con uscite da sinistra o da destra. C'è anche una terza uscita: dal camino.

      La disquisizione quindi mi sembra accademica, e a me questo tipo di disquisizioni stranamente non interessa (diciamo: non quando c'è di mezzo la pelle)!

      Non so se le ho chiarito il mio punto di vista. Qui si tratta in effetti di punti di vista e di analisi induttiva dei processi storici.

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    6. Prof,
      comprendo la sua ritrosia nel non voler dare un'indicazione di voto adesso ( ci vuole del fegato e poco cervello per suggerire di votare Lega Nord, Magdi Allam, Casa Pound, Forza Nuova o qualche insignificante gruppuscolo anti-euro "de sinistra") ma se Lei spera che un improvviso tsunami anti-euro rimescoli le carte "a sinistra", beh...prevedo che Lei rimarrà deluso.

      Se Forza Italia e M5S dovessero prendere posizioni anti-euro più decise, in quel caso Lei potrebbe fare il Montanelli della situazione e suggerire un voto al M5S con il naso tappato.

      Resta comunque il fatto che un voto contro l'€ anche se proveniente da sinistra sarà comunque un voto che aiuterà la destra (ma molti se ne renderanno conto solo quando il danno sarà fatto)

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    7. Prof,
      se "l'uscita dal regime sarà gestita dal regime stesso" è ragionevole supporre che il regime gestirà anche il DURANTE.

      Rimane eventualmente un DOPO ma potrebbe essere un DOPO ingestibile

      Secondo me è meglio fare qualcosa PRIMA che il DOPO diventi ingestibile

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    8. Il mio troll preferito! Per te qui ci sarà sempre un posto, ogni tanto. Be', ma allora di che ti lamenti? Se il voto antieuro aiuta il PD (Partito di Destra), dovresti essere contento. Magari ti fanno un contratto a tempo indeterminato... Senti, sai una cosa? Io comincio a scassarmi un po' di parlare con gli anonimi. Ma è una mia sensibilità personale, non ci far caso...

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    9. Ancora! Ma sei così prolifico. Dunque, parliamo del prima, del durante e del dopo. Mettiamola così. Tu quindi staresti bene col fascismo, no? E dai, a noi puoi dirlo, tanto non sappiamo chi sei! Lasciati andare!

      Vuoi mettere un sano manganello, invece del manganello dello spread! Eh, bei tempi quelli per te. Eppure, anche se ti è toccato gestire la transizione, dopo le cose per un po' sono state diverse. Ora ci risiamo.

      Bene: hai fatto i tuoi due commenti quotidiani. Ora perdonami, ho da fare. È sempre importante poter testimoniare il fascismo intrinseco nel piddino, ma non è poi così essenziale. Mettitelo in testa, Peter: non decido io, ma soprattutto non decidi tu... Rassegnati, vivrai meglio!

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    10. Il libro l’ho letto, certo, così come il blog, e non vorrei apparire troppo enfatico, ma hanno entrambi profondamente inciso sulla mia visione del mondo.
      Ma questo aspetto mi restava poco chiaro. Che sia il regime, il governo “sbagliato” a gestire l’uscita è descritto come un fatto, non certo come un auspicio, per questo la vitale diffusione di consapevolezza sull’argomento –ad esempio nel corso di una campagna elettorale o referendaria– mi sembrava stridente con la necessaria segretezza del piano di uscita.
      Così, leggendo di argomenti “elettorali” in questi commenti al post, ho pensato di porre la questione per chiarire il dubbio. Che si è fatto più pressante oggi, nel mutato contesto politico che vede l’affermazione e la consistente emersione –da lei prevista– delle forze politiche antieuro, e del fatto che il tema sarà centrale nelle prossime elezioni europee.

      Non è che ho bisogno di affidarmi ai marxisti dell’Illinois o a chi per loro, volevo solo capire con maggiore chiarezza il suo punto di vista sulla questione oggi. Anche perché sto utilizzando il suo lavoro per una ricerca in ambito costituzionalistico, che spero di poter condividere presto con lei qui o in altre sedi

      Grazie per la risposta e a presto

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  11. "Gli ucraini democratici vorrebbero fuggire in Europa per sfuggire alla morsa di Putin, uomo di danaro, potere e di sentenze capitali (a volte eseguite in modo informale)"

    Detto da Furio C. !!!!! Putin, volgare uomo del DENARO!

    Grandioso detto dall'uomo di Agnelli nella fottuta capitalista America o nei fottuti soleggiati Caraibi!!!! LUI, che dice: che schifo il denaro.......

    Grande Furio! Vero uomo di sinistra, che non e' mai sceso a compromessi nella sua vita!!! E che abbiamo mai fatto, dicci Furio!, per meritarci uno come TE???

    Beh, che dire, un inizio di anno "scoppiettante" e all'insegna delle grasse risate; e ci voleva in questi anni cupi. Grazie per aver riportato questa CHICCA da appendere sul como'.

    Scusate vado a vom......torno presto....

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  12. Ci sarà un addendum dedicato alla reazione scatenata dalla premessa di questo articolo?

    Tanta baldanza nel negare i dati e il dibattito sulle fonti autorevoli citate, oltre che la realtà che osserviamo intorno a noi, mi... come dire? Disturba lievemente.

    Infine vorrei regale 5 minuti di celebrità a questo omississicchio: nomen omen.

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    1. per rispetto a coloro i quali sono o sono stati coinvolti in tragedie di questo genere, direi che sarebbe meglio tacere.

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  13. Come la penso (posto che a qualcuno interessi...)

    1) Non è vero che il Movimento 5 stelle è schierato a difesa dell'Euro in modo compatto, tutt'altro. A difendere lo status quo è quello stesso soggetto che proponeva Prodi alla presidenza della Repubblica, e cioè GianRoberto Casaleggio. Secondo me le teste dei pentastellati sono meno impermeabilizzate di quelle dei Piddini (non è da prendersi come un gran complimento, comunque...).

    2) Non starei a perder tempo con Tizio Caio e Sempronio, anche se è divertente. Il tempo è denaro, e l'Euro è la valuta del tempo perso.

    3) I giornalisti sono fessi solo fintanto che gli fa comodo. Quando uno dice che le menzonie sull'Euro uccidono dice 2 cose che ai giornalisti non piacciono:
    a) I giornalisti, invece di difendere la verità e la libertà di pensiero, si pongono a paladini del pensiero unico e della censura contravvenendo gravemente alla propria deontologia professionale.
    b) I giornalisti si macchiano di tradimento nei riguardi della nazione..
    Queste 2 "cosette" hanno fin troppo evidenti conseguenze professionali e penali.
    Molti giornalisti e parlamentari cominciano a temere che, in un giorno non troppo lontano, gli si presenti il conto.

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  14. tanto per confermare, questa è la mail di un amico che sa tutto (piddino ovviamente):

    Se lo stato stampa moneta e quella moneta non ha un valore reale, lo stato si indebita con chi acquista la moneta. Se un giorno i debitori chiedono il rientro del valore e lo stato non ha controvalore da dare (es. perchè è in default) puo continuare a stampare moneta ma solo per pulirsi il deretano mentre si troverà con un nugolo di debitori che busseranno alle porte dello Stato ed è possibile che lo stato oltre alla carta igenica debba vendersi anche il deretano che in un semplice eufemismo è il deretano di tutti noi. I debiti in economia prima o poi si pagano sempre è una regola che fino ad ora ha sempre predominato vedi l'argentina o la grecia. Il Giappone e gli USA al momento, calcolato l'immenso debito (pubblico,privato delle famiglie e delle aziende) ancora galleggiano ma presto verrà anche per loro la resa dei conti statene certi tutti. In una situazione di questo genere con l'economia globalizzata per superare il debito si possono fare due cose: una come dice la Naoleoni estiguere il debito attraverso accordi inetrnazionali (quindi facendo dei distiguo e delle regole), due la creazione di zone socio economiche auto sufficienti come dice il Prout e come si sta facendo in varie parti del sud America o in Islanda. Le comunità auto sufficienti se ne fregano delle presssioni del FMI, WTO, BCE, BM vivono e hanno di loro, quindi faffan.... Bisogna porsi una domanda ma allo stato attuale l'italia può considerarsi una zona socio economicamente autosufficiente? Nel Tempo lo potrebbe diventare ma al momento è legata mani e piedi e non credo che il ritorno alla lira possa cambiare tanto. Da mettere in evidenza: i debiti prima o poi, in varie forme, si pagano sempre la storia non insegna altro.

    le politiche basate sul debito sono quelle dei governi come quello di menem o dei generali argentini che ancora pesano sulle scelte politico economiche della nazione e dei suoi cittadini. dimostratemi l'incontrario. I debiti prima o poi si pagano e le politiche basate sul debito monetario e sui suoi artefizi come quella di stampar moneta senza valore si pagano care. La storia ed il futuro delgli USA ci daranno una risposta

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  15. Ho seguito in diretta, ma passivamente, le calunnie del nostro Sherlok-Laggente e di altri arguti commentatori, spesso giornalisti (?).

    Così, ad occhio, mi pare che esistano 5 tipologie di arditi interventisti: i) gli (intellettualmente) onesti; ii) i sempliciotti; iii) i 'free riders'; iv) quelli dall'altra parte; e v) i trolls di professione.

    I primi sono coloro a cui BISOGNA comunicare ed interagire, perché a forza di blogpost, grafici e dati alla fine si 'sPDinnano'.

    I sempliciotti sono una categoria più ardua con cui interagire, entrano nella discussione accusando, ma poi scoprono che non hanno argomenti o che questi non sono poi così fondati e si chiudono o in utopie (come quella neo-Russeauniana della democrazia diretta globale), o si alleano con i 'free riders' e i troll per poter rimanere nelle loro utopie.

    I 'free riders' sono quelli che "ce magnano": insomma, Alberto (scusa se ti chiamo per nome) spopola in questo periodo per ovvi motivi e a loro buttarla 'in caciara' significa farsi un nome, avere visite sui loro profili, blog o siti di terz'ordine. Sono intellettualmente disonesti, ma... c'hanno famiglia, o si devono pagare la benzina...

    Quelli dall'altra parte... sono semplicemente e dichiaratamente dall'altra parte. I vecchi, cari, onesti contendenti politici. Ben vengano.

    Poi ci stanno i trolls, a volte pagati da 'quelli dell'altra parte'! Ah, questi sottili geni, di cui nemmeno Chomsky capirebbe le sottigliezze linguistiche... be', questi sono pericolosi. Utilizzando un meta-linguaggio fatto di parole plausibili, ma concettualmente sbagliate, non permettono alcun dibattito e allo stesso tempo aizzano sempliciotti, free riders, e confondono chi è intellettualmente onesto.

    Questi, vanno identificati e immediatamente ignorati. Non c'è altra possibilità, perché si nutrono di risposte, menzioni e retweets anche contrari.

    Comunque, a qualunque tipologia si appartenga, bisogna volere bene a tutti! Sì, perché il fatto che la tensione si stia alzando è solo una buona notizia per chi vorrebbe che il dibattito sulla moneta unica e la governance UE vada in alto in agenda, sopratutto in vista delle elezioni europee.

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  16. A proposito degli ortotteri :

    L'economia dei Sogni

    E' stato bello crederGLI, come ha giustamente commentato sul blog un mio amico.

    P.S.
    Basta comunque guardare i CV di chi scrive per sapere quali interessi difendono.
    Un grazie sempre al Prof, senza la cui opera mi berrei incondizionatamente queste panzane

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  17. Io continuo imperterrito a scrivere post vari sull'Unità e sul FQ con riferimenti al suo lavoro Prof. e regolarmente vengo ignorato ; la cosa non mi tocca ma non supponevo che questo significasse diventare "partigiano" . Grazie da parte di un umile settantenne di SX che ha cominciato , grazie a Lei ed il suo lavoro, a capire di aver sbagliato con tutti i "compagni" degli ultimi 30 anni.

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    1. Sì, ho chiarito ad alcuni organi di stampa che quello che posso fare io nel mio blog forse non è esattamente il caso che lo facciano loro, anche perché io non pago persone per mettere commenti favorevoli, eventualmente non pubblico insulti o banalità (non è colpa mia se dall'altra parte non può esserci molto di più). Dopo di che "ma perché non scrivi più" ecc. Perché se non potete scrivere voi, allora non scrivo nemmeno io. Oppure cacciate i soldi, e si fa un discorso completamente diverso. È il mercato, bellezza.

      Quindi tranquilli: tutto quello che subite verrà (o è già stato) reso.

      Pax et bonum.

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  18. I soldi per i 300 vengono da qui:
    http://www.fanpage.it/il-bilancio-del-pd-in-rosso-di-7-milioni-anche-se-prende-29-milioni-di-finanziamento-pubblico/
    9 milioni per la comunicazione PD :-)

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  19. Prof.. una cosa: alla fine l'unica cosa che sanno dire è come, con che moneta, ripagare i debiti post uscita. Sono così fessi per cui il 28% del debito ( i titoli dovrebbero essere 1600 mld) farebbe quasi 800... e sono così fessi che nn spiegano che in dollari pagheremmo solonil 10% in più. .con 'sta gente basta continuare solo a divulgare per fargli venire la bile.

    Ps: nn vorrei fossero ancora più fessi contando tutto il debito compreso il privato non tenendo conto dei crediti!

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  20. Personalmente ho cercato per anni qualcuno che mi spiegasse in maniera approfondita le questioni economiche. Questa ricerca nasceva dal fatto che tutte le informazioni raccolte fino a quel punto portavano ad un'unica conclusione logica: siamo spacciati, non c'è soluzione. Eppure ero convinto esistesse una soluzione!
    Quando ho trovato questo blog e gli altri professori è cresciuto in me un senso di tradimento molto vivo e forte rispetto a Grillo. Mi sono limitato al "ma perché Grillo sono 20 anni che la mena con il debito pubblico? Non ha capito nulla o è in malafede?". Poi qui s'è messo in una certa prospettiva il discorso: gate keeper. Probabile, ma di sicuro c'è un punto molto semplice e cioè che se si crea un consenso su idee sbagliate le proposte politiche non potranno essere che altrettanto sbagliate. Abbandonare la nave.
    Alberto ci hai visto giusto, bisogna ammetterlo e il mio senso di tradimento che nutro verso Grillo per quanto mi riguarda ti dà pienamente ragione. Grazie.

    ps: ora se ne sono pure usciti con "la deflazione è bella" roba da matti!!

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  21. E' capitato anche a me citare Bagnai ed essere "aggredito" da Troll. Mi piacerebbe linkare la pagina ma i commenti sono stati cancellati dal Fatto Quotidiano. Vorrei aggiungere un paio di note.

    1) http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/eu/9845442/EU-to-set-up-euro-election-troll-patrol-to-tackle-Eurosceptic-surge.html - L'europa ha gia dispiegato una task force di EuroTroll tale e quale a quella del PD con magari la differenza che sono pagati (Li trovate spesso su Google+).

    2) Ho conosciuto di persona alcuni parlamentari del 5 Stelle e sembrano gente sia idealista e a posto. Li ho votati e spero che non sia nelle intenzioni di questo partito (perché è un partito) di riformare il sistema europa mantenendone la moneta. Per quel che conta sono sulle posizioni dell'inglese UKIP, l'euro è stato e sarà un danno perenne.

    P.S. Grazie per gli articoli, sempre completi e dettagliati. (infatti sono regolarmente ignorati dall'elettore medio)

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  22. Forse non a caso Dante metteva i consiglieri fraudolenti e i seminatori di discordie in due bolge confinanti, l'ottava e la nona, nell'Ottavo Cerchio dell'Inferno.
    (Già, i troll "originali" hanno residenza nelle caverne...).
    Il calunniatore maldicente ha bisogno di urlare e di fare proseliti. Anche un coro di sciacalli può interrompere il silenzio del deserto, il quale però, alla fine, li inghiotte.
    L'importante è aver fiducia in un punto di riferimento che non fa smarrire il cammino verso la destinazione (i Re Magi sono passati giusto ieri, lasciando il troll Erode con un palmo di naso, avendo agito con "santa furbizia"...).

    Nota archeologica per gli amanti dell'Informatica:
    Quando ho cominciato a lavorare, trent'anni fa, il danno maggiore che si potesse fare con un PC (per fissare le idee, un XT IBM o un M24 Olivetti) rimaneva "dentro il PC", ed era l'effetto del comando "format c:\ ", che cancellava tutti i dati dal disco rigido (10 MB: pareva un'infinità). Questa era la cosa "da non fare mai", che mettevo in premessa, quando tenevo corsi di MS DOS (versione 2.0) nelle aziende (lo so, pare l'era dei dinosauri!).
    Vedere questi ragazzotti (i "Treciento") che cavalcano i social network creando credenze fallaci, ma percepibili come "reali", mi fa ancora una volta riflettere che la tecnologia, in sé, non implica progresso, ma bensì può amplificare sia i benefici, che i danni causabili dall'unico mammifero dotato di "intelligenza naturale", il quale, dunque, se cede continuativamente alla volontà di negare la realtà e se stesso, regredisce naturalmente allo stato di bestia, e poi di virus di se stesso, e la sua umanità muore (con qualche sorriso cinico, molto chic, ma anche, inesorabilmente, molto idiota, perché del tutto "fuori dalla realtà pubblica" e molto "privato", come gli idiòtes dell'antica Grecia).

    E a questo punto mi ricollego alla prima parte del Suo post, che è ancora una volta la dimostrazione che qui non si impara solo l'Economia, ma si impara a vivere con onestà e responsabilità, cioè da persone serie, o meglio, da "umani" fra "umani", tout court. Grazie!

    Nota archeologica per gli amanti dell'opera:
    Qualche tempo fa, per far circolare una calunnia, bisognava almeno saper d'Alchimia...

    Professore, mi raccomando, non Si stressi, blindi accuratamente la Sua serenità e il Suo tempo, e detrollizzi senza pietà il Suo spazio vitale!

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  23. Buonasera professore, da elettore M5S, ma non grillino, vorrei che almeno ammettese che un centinaio di persone oneste ce le abbiamo messe. Cosa che al mondo d'oggi non mi pare poco.
    Saluti

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  24. il problema è che ci sono ancora tantissime persone che pensano che se non avessimo avuto l'euro staremmo peggio. hai voglia a spiegarglielo. E non sono GRILLINI. anzi.

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  25. Nausea, vomito, ho soprattutto vergogna...quando vedo i documentari delle morti in Grecia, dell'aumento dei contagi di HIV, quando leggo dei suicidi, dei bambini non nati. Scuoto la testa ... crisi vagale... inizio a non sentire le gambe, ancora nausea. Sempre vergogna. Senza leggere alcun articolo specializzato ci vuole poco a correlare questi fenomeni alla crisi. A volte non è c'è bisogno dello "scientificamente corretto", basta utilizzare quel poco di intuito animale che ci resta, fortunatamente lontano da quel concetto che chiamato 'umanità' mi ricorda quanto sia semanticamente fuori luogo l'uso che si fa delle parole.
    Umanità che evidentemente gli Spartani in guerra, serrati nel loro buco digitale, hanno ampiamente abbandonato. Forse si cibano di transistor e circuiti, ma non sono neppure in grado di fare un semplice riconoscimento specie-specifico: IGNORANTE INDIVIDUI DELLA TUA STESSA SPECIE STANNO MORENDO.
    Certo ... a guardare il video su youtube mi concedo pure una risata, ma c'è da piangere. Il loro compito è raggiunto, attirano più attenzione dei morti.
    E forse ... i troll sono più numerosi dei morti (le conseguenze evoluzionistiche di questa affermazione mi spaventano).
    Ma noi siamo più dei troll.

    Allora voglio ripeterlo: LA CRISI UCCIDE!
    LA CRISI UCCIDE.
    LA CRISI UCCIDE.
    LA CRISI UCCIDE.
    LA CRISI UCCIDE.
    LA CRISI UCCIDE.

    ZERO TROLLERANCE ZERO TROLLERANCE ZERO TROLLERANCE

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  26. Ecchecazzo!

    Uno si assenta un attimo e al ritorno trova post da studiare ed incorniciare..... e quindi ho appena fatto una donazione ad Asimmetrie, per contribuire almeno agli aspetti materiali, visto che non posso fare niente per quanto riguarda l'olezzo che emana dagli oggetti di questo post......

    Buon anno Professore, buon anno a tutti i lettori.

    (che poi un anno sarebbe il periodo di rivoluzione della Terra intorno al Sole, ma vallo a spiegare a questi tolemaici del cazzo, mind my french, che non vedono l'ora di accendere il fuoco sotto la pira, e piuttosto che accettare i dati di fatto "daje de epicicli".... e pure il termine rivoluzione... qui ci vuole un altro termine, ehm... che ne direste di una neolingua?)

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  27. Nel filmato dei 300 c'è una perla. Time 2'29 testuale: "Io sono di sinistra MA do una mano volentieri al PD!" In effetti per uno di sinistra ... dare una mano al PD non si può sentire.

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  28. Dunque, sono passati quasi trent'anni ma mi sento ancora un allievo dell'ANAD "S. D'Amico", istituzione cui devo la mia formazione professionale, che mi consente di vivere (oggi di sopravvivere, ma certo non dipende da essa), e di fare il lavoro che mi piace.
    Un po' di anni fa, mi invitano a iscrivermi a una pagina FB dedicata all'Accademia. Tutto bene, molto carino: vecchi colleghi, scambi informazioni, discussioni su spettacoli, ecc. e un buon gruppo di giovani che chiedevano informazioni.
    Finché non si giunge al periodo degli esami di ammissione. Fioccano le esclusioni, come è normale che sia, e giù con i vari "ci sono i raccomandati", "io ho studiato, ma non sono raccomandato", "è uno schifo, è tutto un imbroglio" e la sequela di improperi contro l'istituzione che potete immaginare.
    Dapprima io, con altri colleghi, con calma a spiegare i meccanismi di selezione o che magari si era pure preparati ma non era stato rilevato un talento (e quello non te lo dà certo lo studio - se fai dieci corsi di pittura puoi non essere alla fine un pittore), o che anche l'Accademia faceva i suoi errori, il più clamoroso della storia, Franca Valeri.
    Niente! Improperi e insulti!
    Allora si è cominciato con azione preventiva: prima delle selezioni "per favore non cominciamo con la solita storia delle raccomandazioni, ecc.". Ma niente niente niente!
    Finché mi hanno girato i cabasisi (come direbbe il nostro vecchio Maestro Camilleri), e con lucida incavolatura ho messo giù un post nel quale spiegavo che offendendo l'Istituzione con tali accuse si offendevano gravemente tutti coloro che ne avevano e ne facevano parte e anche coloro che ne avrebbero fatto parte, che se si avevano notizie di imbrogli si andava dal magistrato, altrimenti sarei passato alla querela (in ciò supportato da altri colleghi) ricordando che FB è un luogo pubblico e non il proprio salotto di casa, per cui BASTA! Era come dire che tutti gli allievi erano raccomandati da Gassman fino a Populizio e con loro i docenti, da Costa fino a Ronconi, cosa assolutamente inaccettabile.
    Pare che abbia funzionato. quest'anno siamo stati tranquilli...
    Quanno ce vo' ce vo'. Anche se quei ragazzi li comprendo. Loro non sono troll ma figli del loro tempo, dove i giovani non sono più abituati a sentirsi dire di NO, e credono nella bufala, anche questa liberista, della meritocrazia (perché mi dovranno sempre spiegare in quel loro sistema libero da tutto chi è che decide e su quali basi chi merita davvero e chi no... CV, tette, simpatia del capo? mah!). Ma gli hanno messo in testa questa idea da "sogno americano" che se vali arrivi senza dubbio... Dove? A Velletri, a Pompei, a Capocotta? Vanno capiti.
    i troll, invece, mi fanno pena: che contratto avranno? 3000 euro al mese a tempo indeterminato? non credo proprio. precari, precarissimi contenti della loro condizione perchè credono di avere un aggancio con il Potere che li salverà sempre, senza considerare che quel Potere li usa, mastica e sputa quando vuole. Schiavi contemporanei, inncosapevoli. i 300 delle Termopili almeno so' passati alla Storia, questi 'ndo vanno?

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  29. al riguardo di questi personaggi proporrei un:
    "non ragioniam di lor, ma guarda e passa".....

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    1. Pensa, Giovanni, quanto sono meravigliosamente sensibili, preveggenti, ma sopra tutto sintetici i poeti.
      Padre Dante scrive questo nel '300 circa. Nel 1967 tre gagliardissimi signori, a Palo Alto, in California, tirano fuori un libercolo di relativa importanza - una robetta da poco che sconvolge la psicologia - nel quale riconoscono, all'interno dei sistemi di comunicazione umana che se rispondi in modo affermativo riconosci l'altro, se rispondi negativamente lo riconosci comunque. La via d'uscita, essendo impossibile non comunicare, come loro dimostrano, è la "disconferma del sé dell'altro". Inviare questo segnale (il "non ti curar di lor..." di Padre Dante) è comminare, come scrive W. James che i tre ragazzi citano (te lo copio perché è troppo bello!), una pena che: "Se fosse realizzabile, non ci sarebbe pena più diabolica di quella di concedere a un individuo la libertà assoluta dei suoi atti in una società in cui nessuno si accorga mai di lui". "Non c'è il minimo dubbio - proseguono Beavin, Jackson, Watzlawick - che una situazione simile porti alla perdita del Sé, che non è niente altro che la traduzione del termine 'alienazione'. La disconferma (che osserviamo nella comunicazione patologica) non si occupa più della verità o della falsità - se ci fossero tali criteri - della definizione che P ha dato di sé, ma piuttosto nega la realtà di P (P=soggetto ipotetico, ndcopista) come emittente di tale definizione. In altre parole, mentre il rifiuto equivale al messaggio: "Hai torto", la disconferma in realtà dice "Tu non esisti" (...)."
      Non male, vero? :-)

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  30. Più vedo questi litigi su Twitter più mi convinco di due cose:
    1. Odio Twitter perché solo i fenomeni delle freddure come Oscar Wilde, capaci di affermare in poche parole condensate un concetto e il suo contrario, ne farebbero buon uso. Bagnai, Simone Previti e pochi altri sono Oscar Wilde. Gli altri sono compulsivi della tastiera.
    2. Il prof. vive in un continuum temporale diverso dal nostro, in cui il suo tempo è dilatato e, mentre noi in quindici minuti ci prepariamo per andare a letto, lui ha aggiornato un post, cercato i link di riferimento, li ha inseriti, ha risposto su Twitter, ha scritto la bozza di un articolo, preparato una lezione, una decina di slides per un incontro in qualche città. L'alternativa è che sia un vampiro che, come da tradizione, non ha bisogno di dormire.

    Ovviamente ammiro la sua caparbietà, perché io ormai mi sono strarotto i camilleriani "cabbasisi" di parlare di economia ed uscita dall'euro a platee assolutamente più interessate ad autoflagellarsi come italiani quando apprendono dei soldi spesi per la ristrutturazione dello studio di Letta.

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    1. Ultimamente tollero poco l'aglio. Sarà quello?

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    2. ahahahaha l'autoflagellazione ... soo true!

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  31. “ma chi sono questi Bagnai & co.? Perchè sono così popolari ?– omissis – ho un sacco di amici che continuano al linkarmeli”

    credo che in questa frase sia la spiegazione di tanti attacchi gratuiti da parte di certi personaggi, personaggi che, tra l'altro, non si disturbano neanche di informarsi e di leggere quello che Bagnai & co. scrivono, prima di dare giudizi così sommari.
    Ma a certuni non interessa cosa hanno scritto o cosa hanno detto i “Bagnai & co.” loro sono più che altro impressionati dal pubblico che li segue sempre più numeroso ogni giorno che passa,
    abituati all'idea che il grosso pubblico si beva qualsiasi cosa venga loro propinata, li sgomenta il fatto che siano in aumento i lettori acritici, preparati, attenti.
    (per esempio, un tale può scrivere sul Fatto un articolo dove fornisce una sua spiegazione di un editoriale di Krugman, ma deve aspettarsi anche che qualcuno si prenda la briga di leggere l'articolo in orignale e verificare personalmente quale era il suo pensiero).
    Ogni giorno che passa diventa sempre più difficile mistificare, manipolare, nascondere o dire mezze verità, e la colpa è anche sua (e dei co.) non la perdoneranno tanto facilmente.

    p.s
    che strano, un tempo l'economia era una scienza seria, da quando è uscita dalle aule delle università ed è cominciata ad andare in giro tra la gente, è diventata una scienza fumosa, quasi una religione, che ha i suoi santoni e i suoi adepti, anche i premi nobel non sono più gli stessi...

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  32. Purtroppo ho assistito a praticamente tutto in diretta visto che stavo oziando su twitter, a De Luca ho anche risposto, perché un comportamento del genere da un giornalista è veramente degradante (per sè stesso, ovviamente).A questo punto mi sorge una domanda:
    -Quanta dinamite le è rimasta?
    Perché ho l'impressione che il livello dell'acqua si stia abbassando (sarà l'avvicinarsi delle europee?!) aumentando il pescaggio dei pesciolini...sarà meglio che faccia la scorta di pop corn!

    "mi raccomando: carini e coccolosi" cit.


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  33. Riguardo agli insetti vari....sono almeno 10 ANNI che l'aggressività di Grillo mi spaventa. Ero ventenne, studentessa ... e il signoraggio andava quasi di moda...Grillo piaceva. A me faceva venire in mente Maria De Filippo. Un buon contenitore da contenimento, appunto, e indirizzamento. Poi si è messo in politica o in "movimento".
    E la paura è aumentata. Non mi è mai venuto in mente di votarlo. Anche non avendo nessuna altra alternativa. E poi odio il chiasso.
    Il M5s non ha alcuna coerenza politica. Apparentemente. Se non una: mantenere lo status quo ed in aggiunta aggravandolo abbattendone nei fatti le residue mura democratiche. Trasuda odio contro lo Stato e le Istituzioni. Propaganda la difesa della Costituzione e contestualmente stilla nell'opinione pubblica l'invidia e la rabbia nei confronti dei principi stessi su cui è fondata. E' un doppio gioco. E' il braccio (destro?) per la realizzazione delle "riforme strutturali" o di tutte le diavolerie a cui danno sempre nomi nuovi ma che definiscono e chiariscono solo e sempre lo stesso modello. Alias: c'è solo il piano A ed io non ne posso più di non poter votare.
    Che tristezza. Voglio il piano B!
    PIANO B PIANO B PIANO B


    Ps: Prof, in bocca al lupo per la 13/A1

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  34. Sono sconcertato, anzi incazzato.
    Questo è fare politica?
    Questo è il partito del nuovo che avanza?
    I 300? Certo, per fare un lavoro del genere bisogna automotivarsi dandosi un nome guerresco e da eroi. Le armate dei dem... la desinenza sceglietela voi.
    Certo avete creato 300 posti di lavoro, non è poco; per una volta (ancora) chi se ne frega del bilancio, se è per una buona causa....
    Colpa nostra, vi avevamo esortato a svegliarvi. Se questi sono i risultati tornate a dormire.
    Ma il problema è Bagnai? Non saranno altri i problemi? Guardatevi in giro e datevi una risposta.

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  35. scrivo e riscrivo (ma non pubblico) ma alla fine non ho da commentare ma solo da imparare. cosa altro ho da dire quando ormai è evidente quello che stà succedendo?
    E' tutto chiaro, magari Lei si sbaglia, ma nessuno dei detrattori porta numeri e cifre come Lei fa. Poche chiacchiere: è una presa in giro evidente, solo che pochi se ne accorgono. Sono incazzato nero perché non si può negare l'evidenza di quello che succede in EU.
    Quando arriveremo al dunque vedremo che succederà.
    Nel mio piccolo faccio quel che posso, non commento perchè c'è chi (all'interno di questo blog) esprime le mie idee e io non ho altro da aggiungere nella sostanza della questione. Quindi godo (purtroppo) quando leggo gli articoli e i commenti.
    In definitiva grazie a Bagnai di scrivere e insegnare. Quello che ho imparato in questi ultimi due anni (circa) non l'ho imparato a scuola (anche perchè non ce lo spiegavano).
    Era un messaggio che volevo comunicarLe da tanto tempo.
    Sono dei vostri.
    juniorGiannini

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  36. chi va per trottelelettare rimarrà trollelettato. Il fumo di un fuoco si disperde nell'atmosfera. Sei una merda perchè eviti la verità e vuoi ricondurla alla tua verità.
    In effetti la sinistra in questo momento è più ottusa della destra ed è ancora convinta di ciò che dice a costo di finire di venderci al Fogno europeo suicida.
    Sono con voi. Se ho detto caz..ate corregetemi. chiudo qui.
    junior giannini

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  37. La gente che mi piace

    Mi piace la gente che vibra,
    che non devi continuamente sollecitare
    e alla quale non c'è bisogno di dire cosa fare
    perché sa quello che bisogna fare
    e lo fa in meno tempo di quanto sperato.

    Mi piace la gente che sa misurare
    le conseguenze delle proprie azioni,
    la gente che non lascia le soluzioni al caso.

    Mi piace la gente giusta e rigorosa,
    sia con gli altri che con se stessa,
    purché non perda di vista che siamo umani
    e che possiamo sbagliare.

    Mi piace la gente che pensa
    che il lavoro in equipe, fra amici,
    è più produttivo dei caotici sforzi individuali.

    Mi piace la gente che conosce
    l'importanza dell'allegria.

    Mi piace la gente sincera e franca,
    capace di opporsi con argomenti sereni e ragionevoli.

    Mi piace la gente di buon senso,
    quella che non manda giù tutto,
    quella che non si vergogna di riconoscere
    che non sa qualcosa o si è sbagliata.

    Mi piace la gente che, nell'accettare i suoi errori,
    si sforza genuinamente di non ripeterli.

    Mi piace la gente capace di criticarmi
    costruttivamente e a viso aperto:
    questi li chiamo "i miei amici".

    Mi piace la gente fedele e caparbia,
    che non si scoraggia quando si tratta
    di perseguire traguardi e idee.

    Mi piace la gente che lavora per dei risultati.

    Con gente come questa mi impegno a qualsiasi impresa,
    giacché per il solo fatto di averla al mio fianco
    mi considero ben ricompensato.

    Mario Benedetti

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  38. Sono stato partecipe in prima persona dell'inasprimeto del clima di Twitter, nei primi giorni dell'anno da parte di questi personaggi prezzolati e ridicoli, mi è capitato anche di fare qualche battuta in merito all'utilizzo sempre più frequente del cronometro "tic tac tic tac"; da subito è stato evidente il cambio di strategia, stanno provocando direttamente delle reazioni per misurare la capacità ed il tenore della risposta, per avere materiale da poter diffondere, magari dopo essere stato manipolato. L'intento è stato da subito evidente.

    Mi sembrava naturale un cambio di strategia "nostro", è avvenuto in maniera sorprendenetemente rapida (nun avevo dubbi).

    Non so se i trecento sono in cerca di lavoro, non riscono comunque a farmi pena; io contro la prostituzione non ho nulla ma contro quella intellettuale qualcosa da dire l'avrei.

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  39. sto cominciando a fare confusione.. allora il pd è pud€ e fin qui non ci piove sopra, ma ci sono filoni politici che ci porterebbero fuori dalla UEM se vincessero?? senza che si aspetti di arrivare al fatto compiuto in cui l'europa imploderà da sola.. e di questi filoni politici quali sono quelli che ricomincerebbero con una politica di destra e quali con una vera politica di sinistra (che io che ho meno di trenta anni forse non ho neppure mai visto?)??

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  40. "Notate con quanta disinvoltura il Leonida di cotanti Spartoni (si chiamano così gli abitanti di Sparta? Non ricordo bene...) ci racconta che lui si diverte a costruire fake."
    Mmm prof, più che di Sparta/spartoni mi sembrano cittadini di Cogliate (Monza e Brianza)/???

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  41. I treciento... nulla di nuovo sotto il sole della lunga tradizione di contrapposizione "democratica" da III internazionale... la consuetudine alla metodologia di controinformazione si ricicla in salsa tecnologica.

    Un dubbio: anche la creazione di questo gruppo di "falangisti" sarà stata parto fervido dell'immaginazione del buon Gotor, geniale spin doctor dell'ultima debacle bersaniana?
    I treciento falangisti di Gotor County... ci si potrebbe fare un hit Southern Rock! :D

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  42. Le implicazioni connesse all'invocazione del "buon senso" sono scarsamente investigate. Nei cinguettii alternati e messi in mostra dal post si "attua la strategia del consenso". Le repliche di AB e SP mettono il punto fermo. Bisogna dare atto che: "... e nel mio piccolo, delle cose le ho capite". Ma la replica è scontata: "... ragiona in termini consenso e poi di buon senso".

    Già, il buon senso ...

    ps con l'occasione: buon anno a tutti

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  43. Ho conosciuto da poco questo blog, la sua persona, la sua attività come divulgatore e il suo libro.
    Volevo semplicemente ringraziarla per tutto quello che fa e per come lo svolge.
    Con 10 persone come lei nei posti giusti l'Italia conoscerebbe un nuovo Risorgimento.
    Se ne freghi dei commenti e degli insulti, il tempo le darà ragione.

    Grazie

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  44. “i famosi sette punti di Grillo”

    Poteva tenerseli per sé. A partire dal manifesto, che sembra il dépliant di un supermarket di periferia.
    Il problema principale dell'elettorato M5s – di questi ne conosco alcuni, parenti stretti compresi - consiste, a mio avviso, nella presunzione di credere che dal momento che in Parlamento siedono nullità come Razzi e Scilipoti, e volponi di lungo corso come Casini e Cicchitto, chiunque sia in grado di sostituirli, a partire dalla “brava massaia che saprebbe tener meglio i conti dei ladri che siedono in Parlamento”. Sarà anche così, ma io, che pure due conti in casa riesco farli, non me la sentirei di amministrare nemmeno un paesino di 2/3mila abitanti. Invece i M5s si sono selezionati sul web facendosi vivissimi complimenti tra di loro per le qualità e virtù che li contraddistinguono, e poi hanno mandato in Parlamento macchiette come Paola Taverna, Crimi, Lombardi, Di Battista, ecc. E se gli fai notare che non sembrano all'altezza del loro ruolo, obiettano piccati “ah, ma allora preferisci i mascalzoni!”, ma non è corretto perché chi non ha votato né scelto i mascalzoni, non crede che sostituire un mascalzone con uno sprovveduto porti di per sé ad un miglioramento dello status quo.
    E va notato che alle “quirinarie” del M5S hanno votato 48000 persone, ossia lo 0,5% del proprio elettorato, e lo 0,1% degli aventi diritto al voto, che erano 47.126.326 alle politiche 2013.
    Pochini, direi.
    C'è poi un difetto nella comunicazione, sia perché Grillo pretende che tutti vadano ad informarsi sul suo blog, incurante del fatto che il grosso della popolazione possa avere altro da fare che sorbirsi litanie quotidiane piene di insulti e strafalcioni, sia perché dopo aver trascorso gli ultimi due anni a mandare a quel paese questo e quello, e a urlare tutti a casa, è rimasto a corto di argomenti.
    Ad esempio, alle elezioni comunali del maggio 2013 il M5s si è affermato solo a Pomezia (63%, pari a 14.144 voti), e ad Assemini (68,21%, pari a 6.884 voti). All'indomani delle elezioni Grillo ha spiegato la tramvata del M5s con un laconico: “la colpa è degli italiani che hanno votato per Pd e Pdl”.

    “per ripristinare un minimo di dibattito democratico in Italia occorrerà metaforicamente radere al suolo il PD”

    Per quello non c'è problema, ci sta pensando Renzi, l'enfant prodige del Pd che ha un'idea risolutiva su ogni branca dello scibile. Sul rapporto deficit-Pil, ad esempio, Renzi ha spiegato che «se all'Europa proponi riforme istituzionali e un Jobs Act che attiri investimenti stranieri, allora in Europa ti applaudono anche se sfori il 3%».
    Ieri sera a 8 e ½, alla domanda se è interessato ad un eventuale rimpasto di governo, Renzi ha risposto che “l’idea che siccome ho vinto il congresso voglio due ministri, un sottosegretario fa tanto vecchio stile io non farò mai una trattativa per due ministri: io voglio cambiare il Paese non il governo”.
    Renzi è impagabile: sembra davvero convinto di poter cambiare d'emblée un'intera nazione, e che, oltre ai “renziani”, ci sia anche chi lo prende sul serio. A me la voglia di ridere è passata definitivamente da un pezzo ma nonostante le preoccupazioni e gli assilli - che sono poi quelli comuni a milioni di persone - Renzi mi diverte molto più che il teatro su Rai5 il sabato sera, con quel suo aspetto alla “Ercolino sempre in piedi”, e quel sorriso ipocrita con cui dissimula la protervia con cui illustra le sue idee bislacche. Per dire, l'altro giorno è intervenuto all'inaugurazione di “Pitti uomo” con tanto di fascia tricolore, e ha intrattenuto gli astanti con un'omelia, a base di aria fritta tipo: “... recuperare i luoghi storici e farli vivere in una dimensione che abbia profumo di futuro...”, o qualcosa del genere.
    Ascoltarlo e comprendere che con lui il futuro del Pd non sarà profumato è un attimo.

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  45. Una volta qualcuno ebbe a dire che nell'attuale democrazia, la cosiddetta "democrazia formale", si è liberi di fare soltanto ciò che viene deciso ex ante fare, una semilibertà quindi.
    Come lo si concilia con l'apparente diritto a decidere tramite rappresentanza? è semplice, basta mettere la sordina alla critica razionale, sia essa scientifica o semplicemente logica, amplificando nel contempo la Voce del Padrone, le spiegazioni pseudologiche et similia.
    Se si gioca Juventus - Inter ed i tifosi interisti sono 20.000 mentre gli juventini 200, sembrerà che anche a Torino siano tutti interisti.
    Quello che ti capita io l'ho vissuto per anni sulla mia pelle da frequentatore di ogni forma tecnica di comunicazione sulla rete dagli albori, a partire da usenet e i primi forum per arrivare agli attuali social network.
    All'inizio il confronto c'era seppure inframezzato dall'intervento di soggetti dall'indiscutibile incultura, era il prezzo da pagare per l'accesso democratico ai mezzi di comunicazione.
    Poi iniziarono ad organizzarsi.
    Tu aprivi un post per spiegare qualcosa ed aprire un dibattito, qualcuno ti faceva un'osservazione non pertinente e ti saltavano addosso in due tre, cercando di attirare quanti più commenti negativi possibili.
    Spuntava sempre fuori l'espertone di altre materie "ma da quello che so io non è così", l'anonimo ricercatore universitario amico degli amici, l'amico del politico, etc, il cui unico scopo era quello di mettere in discussione che 2+2 facesse quattro, ovviamente non riuscendoci affatto.
    A quel punto partivano insulti e minacce, anche pesanti.
    Erano però operazioni estemporanee o pattugliette con l'elmetto come nel video dei giovani pd.
    Adesso invece si stanno organizzando per davvero: http://vocidallestero.blogspot.it/2013/02/lunione-europea-paga-una-pattuglia-di.html

    C'è una brutta notizia. Il web ha la peculiare caratteristica di essere tecnologicamente anarchico e plurale negli assetti proprietari: chiunque può aprire un blog, un sito, un canale televisivo con poco know how e costi bassi, come numerosi videoblogger e blogger di grande competenza e successo hanno dimostrato, quindi non te li puoi comprare mica tutti per aggiungerli al coro dei raglianti...

    RispondiElimina
  46. Hola proffe! :)

    Sa na cosa? La ricordavo meno paziente. Ma le sono venute pure le stigmate ai polsi poi? Ma io mi sarei liofilizzato le gonadi molto prima.

    ...grazie per quello che fa. E non molli. Noi, si fa quel che si può, nei nostri limiti. :)

    Kissing each other hands! (Baciamo le mani :D )

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  47. Sono schifato dalla viltà di ggente molto probabilmente prezzolata.
    Me lo immaginavo: la vicinanza delle elezioni europee avrebbe scatenato una guerra verso gli opinion leader euro critici.

    Da settimane su L'Unione Sarda un Professore ordinario di Economia Politica della facoltà di Cagliari emette editoriali della serie: che senso ha uscire dall'euro ed avere un debito pubblico che rimarrebbe in euro (da ripagare a carriolate di lirette)?
    Il problema non è l'euro ma la spesapubblicaimproduttiva... ecc. ecc...
    Tanta gente lo legge... o forse no... intanto è uno stillicidio continuo.
    Gli ho scritto una lunga mail e mi ha risposto parlandomi di default dell'Italia se si esce dall'euro.
    Allora gli ho citato un lavoro di De Grawue in merito, proprio perché da lui citato in un suo paper... e non mi ha più risposto...

    Insomma, siamo alla battaglia finale ed "il lato oscuro della forza" sta schierando le corazzate/cazzate galattiche.

    Ma alla fine penso sempre ad una cosa che mi rinfranca: la verità vince sempre.

    "Che la forza sia con noi"...

    RispondiElimina
  48. I miei occhi hanno visto scrivere questo orrore: "essere scientemente ambigui è una strategia", questi ominicchi non saranno mai così:

    Da la Pelle di Curzio Malaparte pag 232.


    Alto, magro, il viso bruciato dal solee dal vento marino, Il principe di Candia era un perfetto esempio di quella nobiltà napoletana che, fra le più antiche e più illustri d'Europa, accompagnava agli splendidi modi uno spirito libero, nel quale l'ironia dei grandi signori francesi del settecento temprava l'orgoglio del sangue spagnolo. Aveva i capelli bianchi, gli occhi chiari, la bocca dalle labbra sottili. la sua piccola testa di statua, le sue mani leggere dalle lunghe dita affilate, facevano contrasto con le sue larghe spalle d'atleta, con la sua eleganza virile di uomo forte esercitato negli sport violenti.
    Sua madre era inglese: e dal sangue inglese aveva lo sguardo freddo, la lentezza sobria e sicura dei gesti. Dopo avere in gioventù rivaleggiato, col Principe Jean Gerace nel portare non già la moda di Parigi e di Londra a napoli, ma la moda di Napoli a Londra e Parigi, aveva da molti anni rinunziato ai piaceri mondani per non aver rapporti con quella di uomini rifatti, che Mussolini aveva portato alla ribalta della vita politica e sociale. Per lungo tempo non aveva fatto più parlare di se. Il suo nome era tornato improvvisamente sulle bocche di tutti in occasione della visita di hitler a Napoli, aveva rifiutato di partecipare al pranzo ufficiale offerto in onore del Furher. arrestato, e chiuso nel carcere di Poggioreale, era stao poi esiliato da Mussolini nelle sue terre in Calabria. Il che gli era valso la fama di uomo onesto e di italiano libero, che non erano, in quei tempi, titoli da disprezzarsi, benchè pericolosi.
    E più affettuoso onore gli era venuto, nei giorni della Liberazione, dal suo rifiuto di far parte del gruppo di signori napoletani prescelti per offrire al generale Clark. Del qual rifiuto si era giustificato senza alterigia,con semplice garbo, dicendo che non era costume della sua famiglia offrir le chiavi della città agli invasori di Napoli, e che egli non faceva altro che seguir l'esempio di quel suo antenato, Bernardo di Candia, che aveva rifiutato di rendere omaggio al Re Carlo VIII di Francia, conquistatore di Napoli, sebbene anche Carlo VIII avesse fama di liberatore. -Ma il generale Clark è il nostro liberatore!- aveva esclamato Sua Eccellenza il Prefetto,che per primo aveva avuto la strana idea di offrir le chiavi della città al Generale Clark. -Non lo metto in dubbio- aveva risposto con semplicità cortese il Principe di Candia -ma io sono un uomo libero, e soltanto i servi hanno bisogno di essere liberati-. Tutti si aspettavano che il Generale Clark, per umiliare l'orgoglio del Principe di Candia, lo facesse arrestare, com'era usanza nei giorni della liberazione. Ma il Generale Clark lo aveva invitato a pranzo e lo aveva accolto con perfetta cortesia, dicendosi lieto di conoscere un italiano che aveva il senso della dignità

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  49. Inanzitutto ho sentito l'intervista alla radio delle 13:00. Sempre preciso e chiarissimo in ogni risposta. E' sempre un piacere enorme leggere Goofynomics.

    Ho assistito su Twitter a una piccola parte dei Tweet di Morris Vincent sicuramente un Troll e sicuramente non sembrava un attacco isolato e casuale.
    Ma quello che è incredibile, e ne sono davvero allucinato, è che un Partito che dice di essere Democratico abbia questa, come definirli? Pseudodemocratici personaggi che stanno tutto il giorno sul web sicuramente per attaccare e distruggere chi non la pensa come loro... Questi sono gli stessi che hanno il coraggio di condannare il fascismo, applicando il fascismo come regola.
    L'ho scritto, forse qualcuno dice che sono fissato ma è una guerra, è davvero una guerra, e quando dico che si usano le tattiche di Goebbels (basta controllare come lavorava) forse sembro esagerato, ma purtroppo non lo sono affatto.
    GRAZIE per l'immenso lavoro ONESTO che sta facendo GRAZIE da parte di chi preferisce una verità scomoda a una comoda menzogna.
    Ross.

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    1. Ma povero Morris... Il troll non è lui, che è venuto anche qui a spiegarsi, ma il simpatico Laggente che continua a dire che falsifico dati. Eppure io cito sempre le fonti, e se me ne dimentico io ve ne ricordate voi. Certo, questa cosa alla lunga è un po' seccante. Ma, come diceva il buon Marcello Foa, il modo poi si trova...

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  50. Naturalmente tutti possono pensare che utilizzare la tattica elettorale del PCI(loro la pensano Strategia...), li porterà alla vittoria. Difatti volgendo lo sguardo indietro, la SStoria, ci insegna che il PCI è stato al potere dalla Liberazione alla caduta del muro, giusto? O mi sbaglio?

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  51. Le segnalo un'altra profezia avverata.
    http://www.batifondo.net/svalutazioncina-di-ferragosto/
    Il Ferragosto si riferisce a gennaio, visto che in Argentina le stagioni sono invertite.
    Giovanni Dall'Orto

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