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domenica 26 gennaio 2014

Scusate! Posso? È una crisi economica. Punto.

(condivido rapidamente e serenamente con voi una risposta che ho appena dato a uno studioso che mi ha sottoposto questo articolo, che, lo confesso, ho letto una riga sì e tre no, che è il massimo che posso fare in questo momento. Mi scuso quindi in anticipo con il suo autore se il mio giudizio suonerà liquidatorio e sono fin da ora disposta ad ammettere che il limite sia mio e non suo, ma...)


Scusate, non conosco l'autore, ma a me pare semplicemente che riprenda le tesi più volte espresse da Guarino. So che sembrerà fastidiosamente settario da parte mia, ma se avessimo una crisi botanica o filatelica o giuridica io starei zitto. Purtroppo la crisi è economica. Ora, caso vuole che purtroppo spesso le regole vengano a valle dei rapporti di forza, e che questi ultimi siano dettati da dove va il soldo. Il che, all'atto pratico, significa una cosa sola: che chi si preoccupa tanto delle vie "giuridiche" di uscita da questa situazione non ha chiari gli attuali rapporti di forza, e non ha una memoria storica sufficiente.

Quando le leggi dell'economia avranno fatto strame di questo sistema (come prima del sistema di Bretton Woods, e del gold standard, e dell'Impero Sovietico), stamperemo su uno stesso rotolone Regina sia i Trattati europei che le analisi dei giuristi che ci hanno spiegato come e perché essi non erano legittimi: è successo con il Trattato di Versailles, e con quello di Westfalia, e con l'editto di Nantes, e via risalendo, fino all'albero del bene e del male: tutti patti sui quali gli uomini hanno serenamente tirato lo sciacquone.

Prima della crisi le analisi di questo tipo, secondo me, sono sostanzialmente inutili (fatto ovviamente salvo il potere persuasivo che possono esercitare presso un pubblico un po' distratto). In ogni caso, come ammesso dalla stessa BCE, la Convenzione di Vienna sui Trattati internazionali sarebbe uno strumento giuridico sufficiente a toglierci questo casino, se esistesse una volontà politica (cioè un assetto dei rapporti di forza economici) sufficiente a rendere questo esito possibile.

Voi me l'avete chiesto, e io ve l'ho detto!

Buon lavoro.

Alberto

P.s.: just in case: sto organizzando un convegno piuttosto articolato sul piano B a Roma per il 12 aprile. Se siete interessati siete anche invitati!






(...sì, d'accordo, Athanassiou fa tutta una supercazzola per cercare di dimostrare che non si può fare. Ma è pagato dalla Bce, cosa volete che dica! Però leggete pagina 14 del suo working paper - citato nel Tramonto dell'euro: "As for the fundamental change of circumstances doctrine, which is accepted however reluctantly by most jurists, the consensus is that, whether in the context of the treaties or in connection with any other international agreement, its practical utility as a ground for withdrawal is limited to exceptional circumstances". Tradotto: la maggioranza dei giuristi concorda nel fatto che circostanze eccezionali possono giustificare l'applicazione della clausola "rebus sic stantibus". In altre parole: "A sora spo', quello che c'è nun se po' nasconne...". Capisco che a un greco, se sufficientemente ben pagato, quello che sta succedendo in Grecia possa non sembrare eccezionale. A un macroeconomista, però, o anche a una persona di buon senso, dovrebbe essere facile capire che abbiamo a che fare con una distruzione di ricchezza che nella storia recente non ha eguali nemmeno in periodi bellici. Quindi, cari amici giuristi: de che stamo a parla'? Forse dovremmo ricordarci le immortali parole di Corrado Guzzanti nei panni di Rocco Smithersons: "È inutile fare leggi speciali: prima pensiamo a non applicare bene quelle che ci sono già!")


(...circostanze eccezionali? Forse non è chiaro: se Fermi e Oppenheimer non avessero inventato la bomba atomica, noi saremmo già in trincea, perché tensioni economiche come quelle che stiamo sperimentando oggi raramente si son presentate nell'ultimo paio di secoli, che pure di crisi finanziarie ne ha viste alcune decine...)

101 commenti:

  1. L’Italia del futuro prossimo venturo

    (non ho fatto in tempo a bere un caffè che avevi pubblicato un altro post ...)

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    1. Chiariamo un concetto: il tuo commento è molto pertinente, perché fra un po' metteremo una dogana. Solo gli utenti "premium" avranno la possibilità di commentare a raffica. Agli altri daremo tre commenti al giorno se ce ne ricordiamo!

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    2. Come si fa a diventare utenti "premium" ?

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    3. Quindi mi sa non sono un'utente premium...però 3 commenti al giorno mi bastano.

      PS Ha visto il sondaggio dell'ortottero?
      http://www.beppegrillo.it/sondaggi/cause_declino_italia.html

      1° posto!!!!!!!!
      Che dice possiamo ritenerci soddisfatti un pochino?!

      Questo commento non ha bisogno di essere pbblicato.

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    4. Speriamo che la gente capisca che andare contro l'euro significa andare contro politiche economiche sbagliate. Se no siamo punto e a capo.

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    5. Peccato che a quel sondaggio c'è stata gente che ha votato più del cabibbo alle primarie di Renzi.

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    6. tanti delusi 5s, come me, non hanno votato. Ora vediamo come funziona la democrazia diretta.

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    7. @chiara ped

      Ma cara! È ovvio! Dipende da chi la dirige. E se la dirige Casaleggio temo funzioni poco bene...

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    8. Comunque il popolo è meno bue di quello che normalmente si pensa. Hanno individuato effettivamente le prime tre cause della crisi: il partiti si sono fatti corrompere (dai boss della finanza) per farci entrare nell'euro.

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    9. Ah... preciso il commento di prima: anche secondo me l'euro è uno strumento, non una causa. Come già detto più volte da Bagnai e da Borghi (e da Giacchè nel sul ottimo "Anschluss"), l'euro è uno strumento di governo. Scelto da alcuni oligopoli con il fine di spostare il potere economico e politico nel centro Europa. I partiti che hanno scelto per noi di aderire a questo progetto lo hanno fatto, penso, per diverse forme di corruzione: corruzione economica... corruzione per desiderio di partecipare alla spartizione del potere... o anche solo corruzione del concetto di democrazia (hanno scelto per noi un determinato progetto di società, nascondendoci gli effetti, e deformando tutto lo scenario mediante una studiata campagna di disinformazione, ritenendo che questo fosse il nostro bene).

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    10. @chiara ped
      Non mi sembra molto serio, soprattutto in questo momento delicato, mettersi a fare sondaggi sul blog, utilizzando tra l'altro strumenti che, come dice Giorgio sono facilmente aggirabili (è semplicissimo votare più volte, non occorre essere ing. informatici, ma è sufficiente riavviare il router ed eventualmente cancellare i cookies)... e non lo è ancor più ora dopo aver preso milioni di voti.
      C'è una cosa però che non capisco. Non capisco per quale motivo agli aventi diritto di voto sul "sistema operativo" di Grillo (che non è un sondaggio), non interessi avere un sistema di voto trasparente... proprio non lo capisco. Io ho sempre inteso che a democrazia diretta debba corrispondere una votazione palese e trasparente... senza necessità di "certificatori" esterni o altro.
      Tra l'altro questo sistema semplificherebbe di molto la gestione e l'accesso al voto. Per fare ciò occorrerebbe rendere palesi i voti (nome e cognome di chi vota, e il voto espresso), in modo che il controllo venga effettuato direttamente dagli stessi votanti, ma con quali garanzie? Utilizzando un indirizzo PEC associato inequivocabilmente ad un codice fiscale, e con l'invio a votazione avvenuta di un messaggio sulla casella PEC (se questa non è valida si annulla il voto... se si usa un codice fiscale duplicato, ad esempio perché uno registra più PEC, si annullano i voti duplicati, se uno non riconosce il proprio voto o sa di non avere votato, tramite invio PEC può annullare il voto).
      Quanto alla certificazione del votante, sarà chi emette la PEC a certificare l'identità della persona.
      Tutto sarebbe trasparente, non cervellotico e gestibile in modo da non generare dubbi o malpensieri.
      Mi pare invece che molti eletti preferiscano qualcosa tipo il "televoto"... e pensare che sarebbero il "nuovo", quelli che "usano" le nuove tecnologie.
      Pensare che un solo soggetto possa gestire (e magari lo fa anche nel modo più corretto possibile, ma non è questo il punto) un sistema chiuso, non trasparente, sa molto di "vecchia" politica e di certo quell'odore che sento non appartiene alla "democrazia diretta".
      IMHO

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    11. Sarà un caso ma quando è stato postato qui l'opzione € era terza con distacco (…) !

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    12. @Hilda: Si, tutto molto bello...
      Ma avete guardato bene il grafico che riassume i risultati quali percentuali riporta? Se fate la somma si totalizza il 291.56% dei votanti.... un bel risultato non c'e' che dire. Ma per i loro sondaggi si affidano a Loreal (quelli del 33% di capelli spezzati in meno nella spazzola)?

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    13. invece io conosco tantissimi delusi da altri partiti che stavolta votano m5s alle prossime elezioni...è chiaro la propaganda e le cose personali descrivono il m5s come qualcosa di fuori dal mondo la verità è che sta facendo miracoli:difeso la Costituzione, fatto decadere Berlusconi, messo gente onesta che rinuncia all' 80%dei soldi, chiarito che siamo unici a non avere reddito minimo e prova a gestire una piattaforma elettorale spesso difettosa ma che sta prendendo piede.

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    14. Ah, adesso capisco il perché del tuo esser colloso, caro Giannini: sei un ortottero! Be', solo uno che crede che Grillo voglia uscire dall'euro può credere che io sia qui al suo servizio... Sei fuori, caro...

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    15. @Marco
      Ho l'impressione che il M5stelle stia per pupare (sesto senso forse) ... ma non mi è ancora chiaro che cosa uscirà dalla crisalide... se un Tea Party o qualcosa di molto diverso da quanto vediamo oggi (anche numericamente). Ovviamente c'è anche l'altra possibilità (il sogno raccontato dalla narrativa del movimento), ma non riesco a crederci sul serio.
      Problemi miei, giustamente.

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  2. Prof, ma se io dicessi che, delle tre entità che reggono una società civile; politica, economia e giustizia, in questo momento storico è l'economia quella che "dirige l'orchestra", quella a cu i poteri ei le maggioranze si rivolgono direi una verità (pur se banale)?

    No perché sarebbe più facile far capire, una volta distrutto il sistema politico con la propaganda, chi prenderà il posto lasciato vacante.
    A quel punto si dimostra cosa l'economia "libera" fa sistematicamente alle società e solo i soliti non capirebbero.

    Posso proseguire?

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  3. Sono d'accordo al 65% (virgola tre). I rapporti di forza sono fatti anche di buoni argomenti e non solo di cannoni (più o meno metaforici). Persino il buon carletto spese tutta la sua vita a produrne. E lo stesso fa lei, professore. Se la forza fosse muta a nulla varrebbe parlare. Il discorso del diritto (con il suo ancoraggio nella morale e nell'etica -distinzione habermasiana-) ha molta più forza di quanto sembri. E, poi, professore, con tutto l'enorme rispetto che provo per il suo coraggio e valore (e condividendo lo scopo, innanzitutto di liberazione e disvelazione dei rapporti di forza e sopraffazione nascosti in discorsi che sono obiettivamente inascoltabili) la crisi è sociale e politica, prima che economica. Quindi è una crisi di razionalità (del discorso pubblico). O meglio, sono etichette. La nostra società si sta disgregando sotto al spinta di forze enormi, e non riesce più a generare forme di governo e razionalità pubblica robuste e resistenti alle pressioni. Questo ci lascia inermi ai gruppi di pressione organizzati che ci sono sempre stati, ma da tempo prendono il sopravvento. Una crisi simile va vista, come un prisma, da molti lati. Come lei ripete sempre (e fa benissimo) uscire dall'euro è necessario, per rimuovere un vincolo macroeconomico e giuridico ingiustificabile nelle condizioni date, ma poi bisogna rovesciare la piramide (che ora è sula punta). Con stima (mi perdoni lo sfogo se può).

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    1. Concordo perfettamente, la disgregazione sociale e' una fase delle civilta', quella terminale. Poi arrivano i barbari, e si ricomincia. L'unica speranza e' che i gruppi di pressione medesimi si rendano conto che la china distruttiva potrebbe nuocere anche a loro. La Grande Illusion.

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  4. ...e se USA e URSS non avessero vinto la IIGM, se l'URSS non fosse implosa, non avremmo questa UE, che è oggi il principale strumento di neutralizzazione politica dell'Europa e di asservimento delle nazioni e dei popoli europei.

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  5. interessatissima al convegno del 12/4, e a questo proposito farò ulteriore donazione ad Asimmetrie.

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  6. Mi permetto, sommessamente, di dissentire da questa posizione che minimizza eccessivamente - a mio parere - l'importanza della questione giuridica nell'analisi delle possibili vie d'uscita dalla crisi economica tramite l'uscita dall'Eurozona.
    Sono ovviamente d'accordo sul fatto che si tratti di una scelta politica, e che finché mancherà la volontà politica di porla in essere, ogni disquisizione sia inutile.
    Ma ritengo che, quando (ce lo auguriamo) tale volontà si concretizzerà, come espressione di una pressante richiesta del popolo, ovvero a seguito di elezioni democratiche, o perché imposta dalle circostanze socioeconomiche in costante peggioramento, chi si troverà al governo e dovrà attuare tale scelta, dovrà fare i conti con l'aspetto giuridico della questione. Ciò per diversi motivi: 1) perché è improbabile che sul punto si prospetti una convergenza del consenso da parte dei vari governi nazionali europei, o ancor più, degli organi sovranazionali UE; 2) perché all'interno del nostro stesso contesto politico, non mancherà un fronte di opposizione a tale scelta, benché pretestuosamente motivato; 3) per una questione di immagine e di equilibri politici a livello internazionale extraeuropeo.
    In parole povere: se si decidesse di attuare l'Eurexit con uno "strappo", ovvero con un'azione non sostenuta da dei presupposti di legittimità giuridica inoppugnabili sia nell'ambito della normativa comunitaria che in riferimento all'ordinamento interno, il Governo in questione verrebbe immediatamente osteggiato su tutti i fronti, e sarebbe gioco facile per gli oppositori accusarlo di violazioni di ogni sorta, di illegittimità della scelta operata e conseguente sanzionabilità della stessa.
    Diversamente, avere ben chiaro il quadro normativo di riferimento, in modo da poter giustificare la scelta anche in base al rispetto anche formale delle normative vigenti e potersi muovere nel solco dalle stesse tracciato, qualificherebbe in maniera molto diversa l'operato del nostro Governo, sia agli occhi dei Cittadini, che di quelli degli spettatori esteri.
    Non dimenticherei, quindi, che l'azione politica si attua sempre attraverso le leggi, ed il presunto contrasto di queste ultime con l'ordinamento in cui ci si muove non è scevro di conseguenze, specialmente laddove ci siano potenziali (e potenti) soggetti controinteressati.
    Il conforto della legittimità giuridica della scelta di uscire dall'euro, in qualsiasi forma si sceglierà di attuarla, è pertanto - a mio avviso - fondamentale per il raggiungimento concreto e rapido del risultato primario e per consentire poi, al Governo che la attuerà, di adottare tutte le altre misure necessarie ed utili alla gestione politica-economica delle criticità che già ci sono e di quelle che si profileranno.
    I fondamenti economici di queste scelte, grazie a questo blog ed al lavoro encomiabile svolto dal suo autore e dagli altri attori del cambiamento, sono ormai sempre più evidenti ed immediatamente percepibili anche all'uomo della strada, mentre quelli giuridici non lo sono altrettanto e quindi è utile che vengano spiegati ed illustrati, nelle sedi adeguate, a tutti coloro che si interessino al tema nella sua completezza.
    Francesca Donato

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    1. Full disclosure: Avv. Francesca Donato.

      Non è che i conflitti di interesse ce li abbia solo Berlusconi! ;)

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    2. Il diritto arriva sempre dopo, quando i rapporti di forza hanno già ristabilito un nuovo ordine. Se un soggetto o ente ha la forza di fare una cosa per in tanto la fa, poi si troverà ex post una legittimazione di qualche tipo..

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    3. Temo, invece, che l'unica imprecisione in questo post sia in: "se Fermi e Oppenheimer non avessero inventato la bomba atomica", perché essi la "costruirono", non la "inventarono", e a parte questa sola parola, tutto il resto è marmo.
      L'attuale distruzione della ricchezza prevede solo la trincea come soluzione per l'umanità. Azzeccagarbugli, come si evince dai fatti, può far ben poco su questo. E anche il Conte zio, ovviamente.
      Chi sembra non accorgersi delle motivazioni dei conflitti degli ultimi anni probabilmente, invece, la sa parecchio lunga. Purtroppo, il programma nucleare concesso all'Iran la dice ancora più lunga sui limiti che costoro pensano di imporsi.

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    4. ....Non dimenticherei, quindi, che l'azione politica si attua sempre attraverso le leggi.......

      ad una frase come questa, in questo frangente, il mio amico Giorgio risponderebbe con foga " ..STO CAZZO ! "

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    5. Gentile Francesca,

      Se non ricordo male, prima della seconda guerra mondiale gli antichisti, soprattutto tedeschi, hanno discusso dottamente del rapporto stabilito da Alessandro Magno con le città greche d'Asia: erano entrate nella Lega di Corinto, erano libere ecc. lunghe discussioni dunque relative allo stato giuridico delle città in questione. Poi entra nella discussione un grande antichista, Elias Bickerman, il quale se la ride di tutte queste discussioni e afferma una semplice verità: tutte le città, anche quelle greche, sono soggette ad Alessandro, se si comportano bene, possono essere autonome, se sgarrano vengono punite, come quelle asiatiche. Naturalmente semplifico molto e metto in burletta una discussione complicata e capziosa fino all'eccesso. Semplificare non è sempre una virtù, ma in alcuni casi è risolutivo: ciò che lei chiama 'volontà politica' è superiorità egemonica, è 'forza', è 'dominio'. Sarebbe l'ora di chiamare le cose col loro nome. Quando Hitler sconfisse la Francia in pochi giorni nel 1940, rispolverò il vagone su cui venne fatta la pace alla fine della prima guerra mondiale e impose dure clausole agli sconfitti. Alessandro non avrebbe fatto diversamente. Quando Marine Lepen dice: 'Se vinco io, questa musica finisce. Che cosa fanno ci mandano i carri armati' coglie esattamente il punto della questione, al dominio ci si può solo ribellare. E lei non immagina quanto poco ami padre e figlia Lepen.

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    6. Buonasera,

      rispondo celermente all'Avv. Donato. Spero la fretta non sia per me cattiva suggeritrice.

      Una riassetto ordinato e concordato è ovviamente auspicabile. Le forze e gli interessi che hanno portato alle odierne tensioni economiche, sono state più volte sollecitate ad un ravvidemento: l'adesione al buon senso comune del manifesto di solidarietà europea ne è testimonianza. Purtroppo ciò che governa tali forze e tali interessi appare più che mai irrazionale. Per questo anche Stefano Fassina arriva ad asserire che "L’alternativa alla svolta nella rotta di politica economica è, per noi, la rinegoziazione, fino ad arrivare alla revisione unilaterale, degli impegni sottoscritti".

      [ http://scenarieconomici.it/stefano-fassina-titanic-europa/]

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    7. Il link all'articolo di Fassina andrebbe messo tra i commenti al post del Modus Piddinus, in quanto lo esemplifica perfettamente.

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  7. Il diritto è la nota a margine della storia. Questa fa quello e non quello questa.

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  8. "Quando le leggi dell'economia avranno fatto strame di questo sistema" ??!!

    Prof,
    quando avverrà ? Non ci lasci in ambasce : quand'è che le ferree leggi dell'economia determineranno il crollo del sistema ?

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    1. Se la resistenza che dovessero incontrare è simile alla tua dipenderebbe solamente dalla tempra dell'organismo.

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    2. Sbaglio o lei è quello delle previsioni? Che numeri mi consiglia per la prossima estrazione al superenalotto?

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    3. Lo sai solo tu Peter.Dato che cercano di rientrare dai crediti Il piu possibile,manca ancora Il tuo pizzo alle classi dirigenti del Nord.Quando paghi peter?Non tenerci sulle spine..

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    4. Non so quando. Ma spera presto.

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    5. Peter, un consiglio a te come ai molti troll che si incontrano nella rete. Se cerchi di infastidire dal basso della tua superiore arroganza, almeno usa la punteggiatura corretta per la lingua italiana. Altrimenti ti scoprono subito e non c'è alcun divertimento. Non ridurre la tua utilità: nell'era dell'euro dobbiamo essere tutti molto produttivi.

      Personalmente non so se chi non conosce la dattilografia sia in grado di discutere di economia. È sbagliato giudicare le idee dalla correttezza della scrittura. Nel tuo caso però, bastano i contenuti.

      Una risposta sulla fine esatta dell'euro è molto complessa, ma ti può aiutare questo video. Loro vivono nel futuro e lo sanno. Tu ora sei vicino all'opinione del crostaceo, a quanto pare.

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    6. Carissimo P(ersistent) Y(akker), cambia le tue brutte abitudini,pensa ad altro, puoi farcela!

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    7. Daje co sto' determinismo! T'avemo già detto che la natura oltre a esse' matrigna é anche pro-ba-bi-li-STICA

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    8. Non è casa mia, e fosse per me negherei il cibo alle (poco) simpatche creature della mitologia nordica che si incontrano negli spazi virtuali, a costo di farli morire d'inedia. Ma siccome il padrone di casa ha deciso di tenerti, credo per il pubblico sollazzo, ne prendo atto e mi adeguo.
      Han provato a spiegartelo (inutilmente) in tanti modi.
      Provo con il mio.
      Sai bene che la tua esistenza terrena (come l'esistenza terrena di tutti noi) avrà un termine. Te lo dice l'esperienza; te lo confermano la medicina e la biologia. Ne puoi star certo. Ora, forte di questa certezza, vai dal tuo medico e chiedigli "Dottore, quando? Mi dica quando!" Sai cosa ti risponderà? Prova a immaginarlo... E d'altra parte la sua risposta non toglierà una virgola all'ineluttabiltà dell evento.
      Fattene una ragione.

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    9. Provamo co' Epicuro, che è più semplice:

      «Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi.» (Lettera a Meneceo).

      Quindi, nun te preoccupà e salutace Sandokan!

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  9. Caro prof.
    alcuni mettono in discussione la possibilità dell'uscita dall'euro rifacendosi a quello che sta accadendo in Argentina in questo periodo (le invio un articolo). Quanto secondo lei c'è di vero?
    http://www.soldionline.it/notizie/economia-politica/argentina-sull-orlo-di-una-nuova-crisi

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  10. Caro Alberto,
    se me lo concederai, mi piacerebbe avere (poi) uno spazio (funditus) per illustrare come il problema "giuridico" non differisca molto, in concreto, da quello economico.
    Ed infatti, le mie analisi (economico)giuridiche, divergono da quelle qui citate. (segue...per necessità)
    Ma per ragioni che sono di impostazione generale della rispettiva analisi, nota bene, esattamente come accade tra gli economisti.

    Più in dettaglio, una volta individuati i problemi-fatti correttamente (in pratica: perchè abbiamo una crisi economica con recessione-deindustrializzazione che consegue a decenni di sostanziale stagnazione), l'analisi giuridica interagisce con quella economica, nei sensi da me richiamati più volte (anche con un apposito capitolo del libro), ed evidenzia come certi fatti economici siano contrari a diritto.
    Ma solo se il problema dei "fatti rilevanti" viene correttamente impostato.

    E non potrebbe essere diversamente da così; per farla breve, una truffa o l'usura implicano la rilevazione e l'esatta misurazione di uno squilibrio economico, perchè la norma che prevede tali reati ad esso rinvia come "elemento costitutivo della fattispecie".

    La differenza poi diviene operativa: uno squilibrio economico grave, da "errore" può imporre politiche economiche correttive opportune, e implicare ovvie responsabilità politiche (almeno la perdita delle elezioni auspicabilmente); mentre uno squilibrio economico giuridicamente rilevante impone conseguenze anche giuridiche. Cioè obblighi di intervento a carico di chi deve assicurare il rispetto delle norme: europee e costituzionali.
    Ed è questo il caso dell'attuale situazione europea.

    La tesi di Guarino e quelle connesse, non sono errate dal punto di vista giuridico: sono "parziali" in fatto, o più esattamente, disomogenee rispetto all'analisi economica, perchè NON PRENDONO IN ESAME specifiche NORME SUGLI SQUILIBRI ECONOMICI E SULLE CONSEGUENZE DELLE POLITICHE ECONOMICHE normativizzate rispettivamente in Costituzione e nei Trattati stessi.
    Questa considerazione in realtà, proprio in termini costituzionali (incompatibili con la costruzione europea), l'ho trovato solo in voci di economisti: Carli (ebbene sì), Maiocchi (a suo tempo), Graziani, Sarcinelli, Barba.

    RispondiElimina
  11. Le analisi dei giuristi in questione, invece, sono essenzialmente basate sulle regole (formali) del "sistema delle fonti" e dei limiti della normazione derivata europea, senza mettere i discussione la sostanza dei principi economici dei trattati (che sono "norme"), dati come scontatamente compatibili col diritto costituzionale.

    In particolare, prescindono dalle clausole fondamentali della Costituzione che ci consentono di aderire alle organizzazioni internazionali (art.11 Cost.) e delle altre che stabiliscono gli obblighi delle istituzioni della "Repubblica" rispetto a piena occupazione, risparmio, moneta e in generale intervento pubblico a tutela dell'indeclinabile interesse generale.

    Ma per rilevarlo, occorre avere presente un diverso ordine di fatti, appunto economici, nel caso "macro". Se non si fa ciò, cioè non si va sulla sostanza delle clausole generali "fondamentali" costituzionali e, rispettivamente, dei Trattati, l'analisi giuridica va fuori dalla sfera di soluzione dei problemi "reali".

    Quanto poi alle vie d'uscita, le conclusioni non differiscono molto: ma perchè si tratta di "strumenti" comunque applicabili anche a diversi presupposti, rilevabili su fatti non coincidenti.
    Il problema, piuttosto, , come si suol dire, è un altro.

    RispondiElimina
  12. OT - Ho ricevuto una comunicazione da UNICREDIT che mi informa che a seguito di una non meglio precisata disposizione della Banca d'Italia (per effetto della legge di stabilita') non e' piu' possibile disporre on-line operazioni di importo superiore a 5.000 Euro.

    Per effettuare operazioni di importo superiore a 5.000 Euro occorre dunque recarsi personalmente in Agenzia muniti di documento di identita' e riempire un questionario volto ad accertare che (testuale) "l'operazione sia effettivamente svolta per conto proprio e non per conto terzi".

    Osservo che in pochi anni (intendo da prima del 2008) siamo passati (per le operazioni on-line) da nessun limite (purche' si rimanesse entro la disponibilita' del conto e comunque con la segnalazione automatica alla Banca d'Italia per operazioni di importo superiore a 9.999 Euro), poi a 9.999 Euro (mi pare intorno al 2011) fino agli odierni 5.000 Euro, con buona pace dei principi liberali del diritto alla riservatezza del cittadino.

    Di fatto non si puo' piu' comprare legalmente neppure una utilitaria pagando con moneta fisica!

    Non sono certo che la limitazione riguardi pure i giroconti (ma credo proprio di si).

    Chi i soldi non li ha potrebbe giustamente dire: 'mastica'.

    Ma il fatto credo sia importante per un altro motivo.

    Dopo la marginalizzazione definitiva del circolante (cioe' della moneta fisica, il cui utilizzo e' vietato per i pagamenti della Pubblica Amministrazione e pure per il pagamento di un affitto tra privati), l'introduzione dell'obbligo di utilizzo della moneta bancaria anche per i 'piccoli pagamenti' (col conseguente obbligo di avere un conto corrente), il censimento automatico di tutta la ricchezza posseduta (totale di cc + conto deposito + deposito titoli) ai fini dell'esproprio del 2 per mille annuo, ora si tende a censire ed 'immobilizzare' ogni consistenza.

    Perche'? Secondo me (che non credo alla favola della lotta all'evasione fiscale) si tratta di necessari provvedimenti 'dual use'.

    1) Si sta gia' preparando il terreno per l'attuazione del Piano B (che da questi segni non deve essere molto distante nel tempo), cioe' per quel giorno in cui per effetto del ritorno alla Lira verrano istituiti limiti giornalieri al prelievo di contante (diciamo 100 Lire/giorno) e non sara' piu' possibile disporre trasferimenti verso l'estero per mesi (se non anni);

    2) Ci si prepara ad una mega-patrimoniale (i.e. esproprio) ai danni degli Italiani per prolungare l'agonia del neuro.

    Tertium non datur.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le due opzioni non sono mutualmente esclusive.

      Elimina
    2. Ahaha, bel paradosso; la deregolamentazione dei grandi capitali porta alla capillare regolamentazione di quelli piccoli.

      Potremmo chiamarla: La legge di goofy. :-)

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    3. Carissimo, purtroppo il terzo è dato e credo sia molto peggio di ciò che paventi. E, come sottolinea Daniele, può includere entrambe le tue ipotesi.

      La crisi economica sappiamo essere strumentale a delle riforme socio-politiche come palesato più volte da Marietto Monti, legato americano in Europa. (Se no perché mai avrebbero lasciato andare a ramengo la L. B.?)

      Il pianeta è dollaro centrico. Da Paypal a Visa passiamo dai server USA.

      Ma adesso stanno per infilare una chicca che neanche ad un Orwell in preda all'acido lisergico poteva concepire...

      Chi conosce la materia sa bene che la moneta è stata immessa nel circuito hacker da un anonimo non-hacker, che ha presentato questo paper alla community. Secondo l'anonimo matematico, "l'ispirazione" gli è venuta dopo lo shock Lehman, per sfuggire alla "tirannia delle banche".

      Bene: che proprietà ha la moneta? Deflaziona ed è denazionalizzata.

      (Altro che economia neo-classica che non funziona: questi sanno quello che fanno. Ha ragione Alberto: l'economia neoclassica funziona benissimo: per loro)

      (Carissimo 48, è chiaro che i riferimenti "ordoliberisti" sono puramente casuali :-) )

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    4. dal citato articolo Hayek realised: The Rise Of Bitcoin riprendo la bellissima citazione principale:

      “He who controls the money supply of a nation controls the nation.”
      - James A. Garfield, 20th President of the United States

      cos'altro aggiungere?

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  13. Ab ovo (usque ad mala): Mah, quest'idea che l'EU è stata voluta allo scopo primario d'armonizzare lo sviluppo dei paesi e dei popoli europei (a cui mi pare indulga anche l'articolista, salvo poi riconoscere il suo fallimento-illegittimità) la trovo un tantinello imprecisa e mainstream, a fronte del fatto che essa è stata voluta, a partire dalla CEE del 1957, come "organo di controllo" da parte soprattutto francese sui tedeschi - a cominciare da quello del carbone e acciaio, materie prime (allora) per l'industria bellica (poi il tempo ha rovesciato la situazione) -, come sostiene questo articolo
    http://www.conflittiestrategie.it/uscire-dalleuro-e-dalleuropa-ad-ogni-costo-di-l-polastri

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  14. Prof,
    avendo più tempo libero di te ho letto tutto l'articolo e la mia impressione (magari sbaglio) è che si tratti dell'articolo di un ex Pudista che con l'approssimarsi della fine dell'euro si prepara a salire sul carro"No Euro"
    Infatti l'autore dell'articolo mi sembra l'ennesimo Fognatore degli USE, e pertanto dice che "questo Euro" non funziona ed è illegittimo perchè non rispecchia l'idea del Fogno originale di Delors.
    Ovviamente NON fa alcuna menzione al fatto che la zona euro non ha la benché minima parvenza di un'OCA, e che quindi non aveva e non ha nessuna possibilità di riuscita, e sfruttando "l'assist" dell'illegittimità dell'euro, elogia il modello tedesco (e di conseguenza bacchetta chi non l'ha imitato) ed infatti scrive :

    " La debolezza delle istituzioni comunitarie, e particolarmente della Commissione europea, ha fatto perdere agli Stati membri preziose opportunità negli anni ’90. Invece, quelle opportunità furono colte autonomamente dalla Germania guidata dal riformista socialdemocratico Schroeder che trasformò profondamente il Paese rendendolo più competitivo."

    ED ANCORA :
    "Il ciclo di crescita e di espansione economica degli anni ’90 avrebbe permesso di realizzare quelle riforme strutturali che erano necessarie e propedeutiche perché potesse esistere l’Uem prevista dal Teu." L'IDEA PUDISTA IN QUESTO PASSAGGIO MI SEMBRA MOLTO EVIDENTE, NIENTE RiformeStrutturaliBellle, NIENTE SUCCESSO ECONOMICO.

    E PER FINIRE :
    "I fattori geopolitici esogeni all’Europa (fine della Guerra Fredda; guerra in Jugoslavia; creazione dell’Omc) non furono sufficienti a far cambiare di passo ai politici degli Stati membri delle Comunità europee che, sostenuti dalla fede nel roboante mercato finanziario della new economy (le valorizzazioni stratosferiche delle società dell’indotto informatico e Internet), speravano di evitare scelte politiche impopolari come le riforme strutturali. Insomma, la politica di tutti i paesi europei, fatta eccezione per la Germania e il Regno Unito, era tranquillamente adagiata aspettando la “copertura” americana mentre continuavano business as usual.
    L’euro che era stato approvato con il Teu non è mai esistito, ma al suo posto, con il regolamento 1466/97 si è introdotta un’altra moneta, anch’essa denominata “euro”, che, pur volendo credere alla buona fede di chi l’approvò, ha contraddetto il Teu perché ha anzi tempo imposto i cambi fissi con l’elusione delle verifiche e delle convalide necessarie, preventive e propedeutiche che la Commissione avrebbe dovuto condurre." INSOMMA, SECONDO 'AUTORE L'EURO È ILLEGITTIMO ED HA FALLITO IL SUO PRESUNTO COMPITO, NON PERCHÈ È UNO STRUMENTO DI LOTTA DI CLASSE PER DISCIPLINARE I SALARIATI E AZZERARE LA DEMOCRAZIA E LE COSTITUZIONI NAZIONALI, MA PERCHÈ NON RISPECCHIA IL PROGETTO DEI FOGNATORI ORIGINALI E A CAUSA DEGLI STATI MEMBRI CATTIVI (AD ECCEZIONE DELLA GERMANIA OVVIAMENTE) CHE NON HANNO FATTO LE FAMIGERATE RIFORME STRUTTURALI.

    E sempre a mio parere, nella parte finale dell'articolo, il fatto di citare i nomi di Guarino, di 48 e le responsabilità della sinistra, mi sembra il sintomo evidente della salita sul carro No Euro, ovviamente trattasi di un "Novello No Euro" che dopo l'Eurexit continuerà ad invocare le RiformeStrutturaliBelle, le PrivatiZZZZazioni, e ad evidenziare le colpe della SpesaPubblicaImproduttiva e della tremenda CastaCriccaCorruZZZZione!

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  15. Professore una domanda inedita (visto che vorrei diffondere questo spreco).
    Se nel 2011 (o 2012 0 2010 o 2013) avessimo avuto un tetto massimo dell'1% all'emissione dei titoli oltre il quale la bce facesse da acquirente residuale (sul mercato primario quindi) quanto avremmo risparmiato in miliardi più o meno l'anno sugli interessi?
    Non è per maleducazione ripetere questa angosciosa domanda ma ho una intervista in radio e vorrei parlarne: target l'euro.
    Cordialità

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    1. Cesaratto, Borghi e De Cecco mi hanno risposto.
      Cordialità.

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    2. E chi se ne frega! Si vede che hanno altro da fare. Io non sono qui al tuo servizio, caro egocentrico. Vuoi andare in radio? Studia. Io non ho tempo da perdere.

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  16. Prof,
    ma come Le è saltato in mente di scrivere che "stamperemo su uno stesso rotolone Regina sia i Trattati europei che le analisi dei giuristi che ci hanno spiegato come e perché essi non erano legittimi" ?

    48 c'è rimasto malissimo ed ha voluto subito precisare la differenza tra le sue analisi economico-giuridiche e le analisi puramente giuridiche di altri autori

    Non vorrei che a forza di menare a destra e a manca Lei rimanesse solo soletto

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    1. Pietruccio, sai com'è, qui non c'è disciplina di partito. Noi non siamo come voi piddini, abbiamo un dialogo, una scambio di vedute.Luciano è uno dei giuristi più aperti all'economia, e io uno degli economisti più aperti al diritto, poi ovviamente ognuno la pensa come crede e ci si confronta.

      Te lo dico in un altro modo: quando io sarò capolista del PD alle politiche, tu mi voterai, Luciano no, ma io sarò sempre suo amico, e continuerò a disprezzarti.

      As simple as that!

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  17. Questa e' una novità'!
    http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=53836&typeb=0&Europee-Tsipras-scompiglia-le-idee-alla-base-di-Sel

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  18. @ Francesca Donato
    Come si può non essere d'accordo con le considerazioni di Francesca: "Non dimenticherei, quindi, che l'azione politica si attua sempre attraverso le leggi, ed il presunto contrasto di queste ultime con l'ordinamento in cui ci si muove non è scevro di conseguenze, specialmente laddove ci siano potenziali (e potenti) soggetti controinteressati".
    L'unico problema a mio avviso è nella natura del movimento che questi potenti soggetti controinteressati stanno adottando.  C'è una prassi  che sta prevalendo nei rapporti tra gli elementi in gioco, sia a livello locale che internazionale. Una prassi politica che si muove fuori dalla  logica giuridica e che non tiene conto del diritto.

    Partiamo dal nostro territorio con un esempio: a Napoli, un decreto del ministero che sottoponeva gli enti lirico-sinfonici in dissesto ad un piano di salvataggio, viene imposto al teatro San Carlo che, come da norma, era libero di non accettare in quanto da due anni ha il bilancio in pareggio. Il sindaco, intuendo la motivazione di fondo, mette a disposizione del teatro 40 milioni di euro a fronte dei 15 previsti dal decreto ma non è bastato.
    lo scopo del decreto, come ben aveva capito il sindaco era il commissariamento camuffato e   indolore  se il comune non si fosse opposto,  poi, invece, imposto con violenza  per tagliare corto sulla prerogativa del CDA e del suo presidente  di esercitare la propria autonomia nelle scelte della Fondazione.   

    Ora diamo un occhiata a quello che succede in Ucraina: mentre la UE impone condizioni capestro per l'entrata nell'unione e il FMI rifiuta il prestito di cui l'Ucraina avrebbe bisogno per evitare il collasso economico, Putin  propone al governo ucraino un prestito di 15 milioni di dollari e il dimezzamento del costo del gas di cui la Russia è fornitrice. Sembrerebbe fatta , è tutto alla luce del sole, si tratta di una "proposta d'affari" più conveniente fatta ad uno stato sovrano che dovrebbe avere la libertà di scegliere se accettare o meno. Invece arrivano in Ucraina esponenti della UE e degli USA per fomentare i rivoltosi i quali possono contare solo su una minoranza di opinione pubblica pro UE e pro occidente  per opporsi alle scelte del governo, una minoranza che aveva dato corso ad una delle tante rivoluzioni colorate "ispirate" dall'occidente. Minoranza che, con molta probabilità, si sarà ulteriormente ridotta  dopo gli accordi presi con la Russia.  

    E' sotto gli occhi di tutti la violenza con cui questa opposizione eteroguidata stia decidendo, per procura, delle sorti di un paese sovrano.
    Se consideriamo anche l'approccio che l'occidente ha avuto finora con i paesi del medio oriente allora salta agli occhi come, la prassi che stiamo subendo, si stia muovendo in una logica di egemonia tout court. Qualcuno ha detto che "bisogna aspettarsi di tutto in politica, dove tutto è permesso, fuorché lasciarsi cogliere di sorpresa" ma qui siamo andati oltre….

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    1. Mi scuso, il prestito a Kiev, come era intuibile è in miliardi non in milioni.
      Per completezza il CDA della fondazione San Carlo, conseguentemente alla proposta di ricapitalizzare l'ente con i 40 milioni, ha dato le dimissioni senza motivare nel merito e lasciando solo il sindaco.

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  19. A causa delle mie "incertezze" con i computer, non so se sono riuscita a postare il mio commento, sicché ci riprovo, utilizzando maggiore sintesi: d'accordo con il prof Bagnai, non mi appassionano le questioni giuridiche connesse all'euro exit (nemmeno quelle relative alla bce ed ai trattati, se è per questo); volevo solo qui ricordare il famoso dialogo dei Meli e degli Ateniesi di Tucidide....

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    1. Se solo facessero leggere un po' più gli storici antichi! Ma ormai gli stessi antichisti non li considerano loro 'colleghi'...(definizione di una comicità involontaria straordinaria).

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    2. Nel caso specifico degli Ateniesi e dei Meli, riferimento che rendo esplicito per mio piacere personale e scusandomi se qualcuno l'ha già fatto, i primi sostengono che i Meli hanno torto perché essi Ateniesi sono più forti.
      Facile!
      Non risulta che i poveri Meli abbiano avuta l'opportunità di qualche τράπεζα (tavolo, tràpeza, di allora) su cui trattare.

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  20. alla fine di questo articolo che ho letto (http://www.wallstreetitalia.com/article/1661175/schaeuble-eurobond-sarebbero-la-fine-delle-riforme-strutturali.aspx) c'è questa frase:
    -- Guardando poi all'area euro Schaeuble ha poi rilevato che avere una politica monetaria unica ma 18 diverse politiche economiche e di bilancio "rende le cose un po' complicate e bisogna evitare gli incentivi sbagliati. Perché la tentazione di non rispettare gli impegni presi sui conti pubblici è molto elevata". --
    Penso che chi dice di andare a battere i pugni su un tavolo che non c'è, come fanno i bambini che hanno fame ma non sanno ancora parlare, serva a ben poco e faccia meglio a rendersi conto in che europa e area valutaria viviamo. E aggiungo, la stessa europa e area valutaria che ci impongono vincoli e leggi che ci cascano addosso come macigni direttamente proporzionali alla nostra situazione, più siamo messi male più i macigni sono grossi.

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  21. Ma minkya non sapevo che Spaventa diceva le STESSE COSE che dice lei, solo che nel 1978!:
    - "Terrorismo Ideologico Europeistico"
    - "Vincolo Esterno"
    - "ASIMMETRIE" (!)
    - Austerità Obbligata
    - "un accordo rigido di cambio, più rigido di quello di Bretton Woods"
    e il bellissimo:
    - "Infatti, signor Presidente del Consiglio, non sembra mutato l'obiettivo di fondo della politica economica tedesca: evitare il danno che potrebbe derivare alle esportazioni tedesche da ripetute rivalutazioni del solo marco, ma non accettare di promuovere uno sviluppo più rapido della domanda interna."
    Da ciò deriva un sacrificio per i paesi più deboli, che potrebbe essere evitato con generale vantaggio se si instaurassero regole efficaci di simmetrie e di obblighi, ma tali regole sono state rifiutate

    Lei è veramente l'uomo più privo di fantasia che esiste nel mondo dei blogger. E del resto pure.

    ps. questa però è una BELLA DOMANDA (che non ha copiato, almeno non paro paro):
    -Perché mai, altrimenti, i costi che ci si chiede di sopportare dovrebbero essere solo i nostri, mentre non paiono esservi costi per i paesi più forti?
    Amen
    -E perché gli amici europeisti non si battono, piuttosto che per la moneta europea, per l’unificazione delle politiche di bilancio, che sarebbe ben più vigorosa per controllare la nostra spesa pubblica e sarebbe ben più equa per la Comunità?
    DoppioAmen e colpo di scena:
    -Perché ogni richiesta di modificare la politica agricola comune, in modo da consentire una protezione non solo ai prodotti forti dei paesi forti, ma anche all’agricoltura nascente dei paesi deboli, viene accantonata?
    Triplo Amen e libidine triste:
    -Perché già si prevede, nelle inchieste condotte dal Governo federale tedesco, che l’ingresso dei paesi mediterranei, da noi desiderato e da noi favorito, si risolverà in una guerra tra poveri, non essendo disposti i paesi ricchi a ridurre alcuno dei loro privilegi?
    e concludo:
    lo status symbol dell’appartenenza ad un club: non basta il pagamento di una quota di abbonamento assai salata per ottenere la vera eguaglianza con gli altri membri.

    Comunque DA LEGGERE!!!!!

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  22. Mala tempora currunt... Ora, anche i sassi s'accorgono che Bagnai, Borghi & Co. avevano con "discreta" lungimiranza preconizzato la fine inevitabile della faccenda...

    I nostri piccoli Colbert di Bruxelles, con gli intendenti locali sguinzagliati a far danno tra mediterraneo e mar cantabrico, pensavano di aver inaugurato una nuova età dell'oro, la pan-demo-mercatocrazia EU centrica ... :D
    Si ritroveranno con una scalcinata Società delle Nazioni imbelli da una parte, tanto peltro in mano e qualcos'altro di molto meno nobile e puzzolente ad inseguirli. Speriamo solo che il rancore non generi la stessa risposta che Vittorio Emanuele Orlando e compagni seppero mettere in campo dall'alto della loro sapienza.

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  23. OT - "8% GDP current account deficit" in Turchia, pare proprio che il 'romanzo di centro e periferia' abbia gia' colpito pure nell'oriente piu' ansioso di entrare in Europa.

    http://www.zerohedge.com/news/2014-01-21/here-are-350-billion-reasons-why-banks-want-you-ignore-turkeys-turbulence

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  24. Il XXI secolo è iniziato male e ciò che abbiamo visto sinora è nulla a confronto di ciò che vedremo nell'immediato futuro. Gli Usa hanno iniziato il secolo scatenando la “Guerra al Terrore”, che, come si ricorderà, doveva rendere il mondo più sicuro, e sconfiggere definitivamente il “terrorismo islamico”. Per dimostrare che facevano sul serio hanno demolito l'Afganistan e l'Iraq, ma a oltre dieci anni di distanza non è stato raggiunto nessuno degli obiettivi annunciati. In compenso, secondo uno studio dell'Università di Washington a Seattle, «Sono state 405.000 circa le vittime del conflitto in Iraq fra il 2003-2011, ma quasi metà di esse, il 40 per cento circa, non è imputabile direttamente ad atti di violenza, ma al crollo del sistema di infrastrutture del paese. In particolare, appaiono legate alla crisi del sistema sanitario nel far fronte allo stato di guerra, all'interruzione della distribuzione delle risorse e al crollo delle infrastrutture destinate a garantire la salubrità dell'acqua e degli alimenti e alla gestione dei rifiuti, dell'energia e dei trasporti».
    Successivamente si sono messe in scena le “rivoluzioni” in Libia e Siria finanziando e mettendo in campo svariate migliaia di terroristi provenienti da mezzo mondo, occidente compreso. Che poi sarebbero quelli che Washington doveva combattere e che invece ora sta attivamente finanziando assieme a Uk, Arabia saudita e Qatar per sbriciolare la Siria e aprirsi un varco verso il prossimo delirio dei “falchi dalle ali di pollo”: l'attacco all'Iran. L'Iran non è, però, un obiettivo alla loro portata, e questo ci dice che al Pentagono il livello di demenza ha raggiunto livelli preoccupanti.
    Per ora la Siria resiste, ma ad un prezzo altissimo, parte di cui sta pagando anche il Libano, che negli ultimi mesi è stato devastato da una serie di attentati diretti contro Hezbollah, per il ruolo svolto a sostegno del regime di Assad.
    Il nord Africa è stato stravolto da improbabili “primavere arabe” che hanno peggiorato la situazione, in particolare in Egitto, dove «almeno 49 persone sono morte nelle ultime 24 ore, i feriti sono centinaia. Scontri di piazza e attentati scuotono il Paese, dal Cairo ad Alessandria. Il ministero dell’Interno parla di oltre mille arresti.
    [...]
    Tre anni dopo la cacciata di Hosni Mubarak, il Paese è quindi ancora costretto a fare i conti con battaglie nelle strade, attentati e attacchi nel Sinai».

    Anche parte dell'Africa centrale sta progressivamente andando a fuoco sotto la spinta di quella parte di occidente impegnato ad impedire che la Cina abbia accesso alle materie prime indispensabili per lo sviluppo dell'economia.

    A fine 2013 due attentati sono stati compiuti a Volgograd con l'evidente intento di mettere in difficoltà il governo russo durante lo svolgimento delle prossime Olimpiadi invernali.
    A Kiev da ormai due mesi alcune migliaia di mercenari provocano scontri e tensioni allo scopo di delegittimare il governo ucraino reo di aver rifiutato l'accordo capestro con l'Ue e di aver accettato l'aiuto di Mosca.
    Tra i capi degli “europeisti” figurano l'ex pugile Vitaly Klitschko, che negli anni novanta era sodale del boss della mafia russa Viktor Ribalko, e Oleh Tyahnibok, leader del partito Svoboda (Libertà), già militante nel Partito Nazional Sociale dell'estrema destra ucraina. A lui fanno riferimento i dimostranti armati di spranghe e bastoni – alcuni, come si vede qui, sono armati - che in questi giorni stanno devastando Kiev, e che sono responsabili dell'uccisione di un poliziotto e del ferimento di un altro agente con una coltellata.

    Ecco, temo che in trincea ci siamo già, e non ne usciremo indenni.

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  25. Potrei sembrare banale ma, pur avendo pieno rispetto del piano giuridico e, soprattutto, costituzionale nella lotta per far finire l'insostenibile, rimane comunque un problema di ordine pratico per il comune cittadino.
    Ora...se il vicino di casa nel parcheggiare mi riga la macchina, posso provare a rivolgermi ad un giudice di pace, tra i tanti disponibili sul territorio, per avere giustizia.
    Se non ottengo giustizia e sono di natura rompicoglioni vado in tribunale e continuo implacabile il mio iter, spendendo quanto una mezza dozzina di carrozzerie nuove.
    Se il mio problema è che, invece, vengo "deflazionato" o, peggio, licenziato, in perfetta ottemperanza alle leggi amministrative statali (ovviamente non di quelle costituzionali, ma quelle chi se le c...), potrei trovare enormi soddisfazioni nel sapere che sia nel TUE che nel TFUE tutto ciò che mi sta capitando è illegale.
    Bene.
    A chi mi rivolgo? Alla Corte di giustizia europea? Ben sappiamo come tale corte abbia a cuore le istanze dei propri cittadini quando toccano mamma UE.
    Certo...so già la risposta: devo aspettare che nasca una forza politica che prenda a cuore le mie istanze e in sedi legali opportune impugni i trattati europei e mi renda giustizia.
    Nel frattempo, però, sappiamo già cosa ne pensava Keynes riguardo all'attesa e al futuro.

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  26. OT - http://www.beppegrillo.it/sondaggi/cause_declino_italia.html
    Fino a sabato il neuro oscillava tra il terzo ed il quarto posto.
    Ma poi ha superato quota 50%.

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  27. Toh, chi l'avrebbe mai detto!
    http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-01-27/electrolux-gruppo-svedese-propone-forte-taglio-salari-153728.shtml?uuid=ABQ4LYs
    Nei commenti all'articolo, un lettore cita la cosa come prevista dal prof. Bagnai ne' il tramonto dell'euro....ragazzi: diamoci da fare oltre che qui nel blog, dobbiamo intervenire sempre a commento in questi giornali......

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  28. Segnalazione: dossier "sulla fine dell'euro" a cura del Front National. L'ho appena scorso, mi pare ben fatto. Lo si trova qui:
    http://www.frontnational.com/pdf/fin-euro.pdf

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  29. Scusi Prof. Bagnai, anche se fuori tema qual'è a suo avviso il reale tasso di disoccupazione negli Usa?.

    Grazie.



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  30. va bene, calma, due ore di relax con l'unico Attanasio possibile
    http://youtu.be/zPZXF0EOmQ4
    poi si riprende :-)

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  31. La limitazione si riferisce a operazioni effettuate per conto terzi (senza maiuscola).

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  32. Il punto è saper distinguere tra macro e micro. Come la fisica tradizionale non risponde alle leggi della fisica quantistica (almeno così si dice), anche la macroeconomia non segue le leggi della microeconomia e infine, anche diritto internazionale e nazionale funzionano in modo differente. Quindi aggiungerei qualche neurone in più al conto di quelli necessari per distinguere tra euro, Europa e EU.

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  33. Esempio svalutazione interna

    [img]http://www.lettera43.it/upload/images/07_2012/l43-electrolux-120723193901_medium.jpg [/img]

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  34. L'Unità stamattina scopre il significato di "svalutazione interna". "Sporco ricatto" lo chiamano!

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  35. L’insostenibile peso del Peso che ha ri-affossato l’A rgentina

    LA MONETA ERA TROPPO FORTE E ORA VA SVALUTATA.
    UN PARAGONE CON L’I TA LIA

    di Alberto ‍Bagnai

    La svalutazione del peso, che avevamo previsto nel mese di luglio, si è presentata puntuale all’appello, seguita dalla solita grottesca commedia degli equivoci: “Hai visto? Meno male che l’euro ci protegge! Pensa se avessimo fatto come l’Argentina...”. Gli equivoci sono due: il primo è che in effetti noi stiamo proprio facendo come l’Argentina; il secondo, che l’Italia non è l’Argentina. Nonostante gli eroici sforzi dei mezzi di informazione per farci credere che una moneta si svaluti quando è “debole”, un minimo di logica basta a capire che le cose stanno al contrario: una moneta tende a svalutarsi quando è troppo “forte” per il paese che l’adotta, cioè quando è sopravvalutata.
    LA QUOTAZIONE del peso argentino era destinata a cedere proprio perché sopravvalutata rispetto al valore di equilibrio. Cosa determina questo valore? La teoria economica non ha risposte univoche, ma tutti ammettono che uno dei parametri più importanti è senz’altro l’inflazione interna. Se questa è superiore a quella dei principali partner commerciali del paese, i beni interni vanno fuori mercato, e quelli esteri diventano più convenienti. Il paese comincia così a indebitarsi con l’estero per comprare beni esteri (che non può più finanziare esportando), a meno che il cambio, troppo forte, non ceda, cosa che alla fine immancabilmente fa, nel qual caso i creditori esteri sopportano il rischio di aver incautamente finanziato un paese a rischio. Da quando siamo entrati nell’euro, anche noi abbiamo una valuta “forte”, e anche noi siamo entrati in crisi. Può sembrar paradossale, ma per gli economisti è chiaro che è proprio la “forza” dell’euro a renderci simili all’Argentina, mettendoci su un percorso di crisi. Lo aveva detto Nouriel Roubini nel gennaio 2006 su lavo-ce.info, e lo ha ribadito Romano Prodi sul Mattino del 20 gennaio scorso, specificando che avremmo bisogno di una svalutazione dell’euro di almeno il 15% (con buona pace di Rajoy che ha sottolineato l’importanza di avere “un euro forte”).
    ALTRO DETTAGLIO: l’Italia non è l’Argentina, non solo perché gli Appennini non sono le Ande, ma soprattutto perché i motivi che spingono i due paesi a “difendere” un cambio insostenibile sono diversi. Da noi, si sa, ci sono i Trattati. Circa l’Argentina, le risposte non sono univoche. Alcuni economisti, come Roberto Frenkel, attribuiscono la politica del “cambio forte” alla volontà del governo di domare l’inflazione, alimentata da una spesa pubblica eccessiva. Un’interpretazione che contrasta col fatto che dallo scoppio della crisi il deficit pubblico argentino è stato in media del 2,8 per cento del Pil (valore identico a quello della virtuosa Austria, per fare un esempio). Altri, come Roberto Lampa, chiariscono che in paesi come l’Argentina, esportatori di materie prime ma dipendenti da beni di consumo importati, una svalutazione ha effetti regressivi, colpendo di più le classi meno abbienti (quelle con maggiore propensione al consumo). La Kirchner avrebbe quindi “difeso” il cambio per non vanificare gli effetti delle sue politiche redistributive dai redditi alti a quelli medio bassi prima delle elezioni, rischiando di perderle. Passata la festa, gabbato lo santo.

    continua...

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  36. ...continua

    Difficile capire da qui chi abbia ragione, perché tutti concordano sul fatto che i dati statistici ufficiali sull’Argentina sono inaffidabili. Ad esempio, il fatto che il dato “ufficioso” sull’inflazione sia circa il doppio di quello ufficiale spiega come mai gli osservatori si aspettano che la brusca svalutazione dell’8 per cento in un giorno, che ha portato il dollaro a costare 8 pesos, non sia sufficiente a ristabilire un equilibrio. Una conferma indiretta arriva dal cambio sul mercato nero (attorno ai 12 pesos per dollaro). Un fatto però emerge, ed è che nel nostro paese gli effetti regressivi li sta determinando il cambio forte. Mentre in Argentina fra il 2001 e il 2010 l’indice di disuguaglianza di Gini pare sia sceso di quasi 9 punti, in Italia è aumentato di due punti, meno che in Germania (+4), ma più che in Inghilterra (-2). Un dato da sottoporre a chi ci racconta che in Europa il cambio fisso sarebbe “di sinistra”.

    Il Fatto Quotidiano 28-01-2014

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  37. Scusate anche se è OT. ARRIVANO I PRIMI SCHIZZI DI SANGUE SUL GREMBIULE ROSSO: Il piano Electrolux per l'Italia:
    "Salari dimezzati agli operai"
    Il gruppo svedese minaccia di tagliare gli investimenti e chiudere gli stabilimenti nella Penisola. Per non farlo i salari dovrebbero scendere da 1400 a 700-800 euro, avvicinandosi agli stipendi polacchi dell'azienda.
    Mi domanda: perchè dobbiamo avvicinarci agli stipendi dei polacchi e non a quelli della Svezia?

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    Risposte
    1. perché il capitale si muove dove conviene di piu'.
      (comunque so che lo sai anche tu...)

      riusciranno i nostri eroi ad aprire gli occhi e capire che l'euro e' lo strumento che permette la cinesizzazione dell' EZ?

      Elimina
    2. Le multinazionali ragionano in dollari.

      1400 euro al mese con l'euro a 1,40 significano 2000 $ al mese.
      In Polonia il salario è 1.200 $
      Possiamo arrivarci o abbassando i salari a 800 €, o abbassando il valore della moneta.
      Già con l'euro a 1.1 il salario dell'operaio italiano sarebbe 1500 $. Un risparmio del 25% potrebbe essere accettabile per l'azienda.

      Qual è la soluzione piu' indolore? E quale invece quella che sceglieremo noi?

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    3. Si sta avverranddo tutto. .. pauroso; onestamente a chi è giovane l'unica cosa che mi sento di dire è andatevene; venite qui, in cina c'è più possibilità di un futuro migliore per chi ha studiato da noi

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    4. ....la sua è una domanda geografica? Attento che la risposta potrebbe essere dello stesso genere.

      Comunque questo è il problema di avere aziende in Italia con investitori esteri.

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    5. Perché siamo cattolici come i polacchi. Niente da fare, ci è mancata la riforma protestante...

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  38. Perche' non va a mestre a spiegare ai lavoratori dell'electrolux casa sta accadendo, che si sapeva sarebbe successo, e quello che accadra' a tutti nei prossimi anni?
    A spiegare che non c'e' alternativa nota (a parte incamminarsi verso l'ignoto, il ritorno alla lira) e che bisogna accettare quei 700 sporchi e subito.

    PS1
    Ma non e' che il governo italiano potrebbe intervenire rilanciando: "ma quali 700, noi offriamo di piu': 400 al mese, proprio come i primi della classe".
    PS2
    Ci sara' inflazione interna anche per il professori universitari?


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  39. Ho scritto questa lettera al Presidente di Federmanager (l'associazione di categoria a cui sono iscritto).

    Gentile Presidente,

    Innanzi tutto mi presento.
    Sono un maturo dirigente, in servizio presso una azienda aerospaziale (ex PMI, il cui controllo e’ stato acquisito da Airbus Defense & Space nel 2012), laureato in Ingegneria Elettronica (1984).
    Leggendo gli ultimi numeri della rivista ‘Professione Dirigente’ sono rimasto molto colpito dall’apparente distacco con cui vengono elencati i dati del disastro economico in corso.
    Dati impressionanti come
    - calo del 10% l’anno degli iscritti,
    - espulsione dal sistema produttivo di 5000 dirigenti l’anno,
    - dati provvisori 2013 previsti in linea con quelli (terribili) del biennio 2011/2012,
    non mi sembra abbiano stimolato particolarmente l’interesse di Federmanager per lo studio approfondito sulle vere cause dei fenomeni di de-industrializzazione, caduta del PIL, deflazione salariale, caduta dell’occupazione e caduta della produttivita’.
    Mi sono detto, possibile che possa essere tutto dovuto alla casta, alla spesa pubblica, alla corruzione ed al debito?
    Il dubbio mi e’ venuto solo perche’ non mi e’ mai sembrato che la “moralita’ degli Italiani” sia mai cambiata negli ultimi 50 anni (quelli di cui ho memoria diretta)!

    ......continua

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  40. ....... segue post precedente

    Possibile che dal 1947 al 1985 si sia cresciuti mediamente di oltre il 3,5% annuo (In Italia), di oltre il 2,5% in Europa, passando indenni attraverso ben due shock petroliferi e la fine degli accordi di Bretton Woods (convertibilita’ aurea del $) e che solo dal 1995 sia caduta’ prima la produttivita’ Italiana, poi abbia smesso di crescere il reddito medio pro-capite ed infine siamo caduti in recessione?
    Sono convinto che come Italiani noi siamo quello che siamo, nel bene e nel male, e non vedo motivi per nutrire alcun senso di inferiorita’ verso il modello Tedesco tutto (presunte) virtu’ civiche, buona amministrazione ed onesta’.
    Per capire di piu’ mi sono quindi studiato l’ABC della macroeconomia, che non conoscevo (aree valutarie ottimali, identita’ contabili ex-post nei bilanci statali, deficit gemelli, curva di Phillips, equilibrio delle partite correnti e dinamiche del debito nei modelli macroeconomici utilizzati dal Fondo Monetario Internazionale, ciclo di Frenkel).
    E cosa ti scopro?
    Che praticamente tutti i guasti sono riconducibili (in termini di connessione causale, non in termini di mera correlazione):
    1) alla sconsiderata adesione Italiana alla Unione Monetaria Europea (cambio fisso, Maastricht 1996),
    2) alla perdita di sovranita’ monetaria (adesione al sistema Europeo delle Banche Centrali anche detto Banca Centrale Europea).
    Riguardo il punto 1) (vedi R. Mundell) si e’ sempre saputo che l’Eurozona non e’ una area valutaria ottimale (vedi anche recenti dichiarazioni di Amato & Prodi, che evidentemente cominciano a sentirsi in colpa per le conseguenze delle loro politiche sconsiderate e temono la ‘damnatio memoriae’ come Caligola) e che in caso di shock esterno (come successo nel 2007) si sarebbe accentuata la divergenza tra centro e periferia (altro che la convergenza sognata dai Trattati Europei).
    Si sapeva anche (vedi De Grawe, Krugman, Bagnai) che le politiche di austerita’ non solo sono pro-cicliche, ma che sono necessarie SOLO per tenere in vita l’Euro!
    Oggi assistiamo nell’Eurozona a distruzioni economiche superiori a quelle di una guerra convenzionale, alla fine del sogno di integrazione Europea, ma nessuna associazione professionale (in primis Confindustria, in secundis anche Federmanager) ha il coraggio di puntare il dito contro la causa prima del disastro: l’EURO.
    Addirittura l’ultimo “Quarterly Report on the Euro Area” (pubblicato in questi giorni dalla EC ISSN 1830-6403) prevede il ritorno nell’Eurozona ai livelli di PIL del 2007 SOLO NEL 2018/2019 e prevede ‘sic stantibus rebus’ che nel 2023 il reddito medio pro-capite dei cittadini dell’Eurozona scendera’ fino a raggiungere il 60% di quello dei cittadini USA (cioe’ un ritorno al divario esistente negli anni sessanta)!
    Ammettono quindi che non solo abbiamo buttato venti anni, ma che occorrera’ buttarne altri dieci per tenere in vita questo aborto di Unione Monetaria!
    Mi attendo quindi che nell’immediato futuro ci siano riscontri puntuali da parte di Federmanager a quanto esposto sopra e che venga promosso un dibattito serio tra gli iscritti.
    In caso contrario mi vedro’ costretto a lasciare l’associazione.
    Morto per morto preferisco morire con onore.

    Cordiali Saluti
    Ing. Luca Cellai

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  41. Egr.gio Professore,
    mi accodo alla lista di quanti le avranno linkato il problema Electrolux. Dal mio punto di vista finalmente qualcuno è uscito allo scoperto, ha messo le carte in tavola e ha dimostrato, senza se e senza ma, quanto lei e altre menti a cui lei spesso fa riferimento cercano di dire da molti anni. Hanno fatto fare il lavoro sporco ad un'azienda straniera, che ha sede nel favoloso mondo del Nord. Naturalmente sul main stream si notano tsgli diversi per la stessa notizia. Nel mio piccolo ho pubblicato la notizia sul mio profilo FB per vedere qualche commento, ho cercato anche di essere critico per vedere se si fosse accesa un po' di discussione ma nulla. Questo NULLA è forse più drammaticamente pericoloso della notizia in sè.
    Tagli Electrolux da Il Sole!

    Electrolux TGCom

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  42. Secondo il principio dei vasi comunicanti, i vostri risparmi sono il contenitore pieno, i debiti (di stati, banche ecc. ) sono il contenitore vuoto

    Ormai Renzi non perde occasione per ribadire che parte della sua ricetta di politica economica e fiscale per “rilanciare” il paese, si fonda anche sull’innalzamento della tassazione delle “rendite” finanziarie, oggi al 12.5% per i titoli di stato e al 20% per le altre attività finanziarie (obbligazioni, conti correnti, azioni, ecc ecc).

    Poche sere fa è stato ospite della trasmissione di Rai2 Virus, condotta da Nicola Porro, e ha ribadito che sarebbe sua intenzione innalzare il prelievo al 28%. Sulla tassazione delle “rendite” finanziarie, giusto per far comprendere quanto potrebbe essere distruttiva l’ipotesi avanzata da Renzi, vi sottopongo un breve ragionamento dal quale è assai facile comprendere l’assurdità di una proposta del genere.

    Se si dispone di 100 mila euro investiti in obbligazioni che, ad essere generosi, offrono una cedola del 3% all’anno, ci si porta a casa 3 mila euro all’anno lordi, ai quali va tolta la ritenuta fiscale. Siccome Renzi dice che vorrebbe alzarla al 28%, ciò significa che la cedola annua lorda subirebbe una tassazione di circa un terzo, ed esattamente 840 euro. Ecco quindi che la rendita finanziaria si ridurrebbe a 2160 euro.

    Ma non finisce qui. Perché il patrimonio finanziario di cui si dispone subisce un’altra aggressione fiscale per via dell’imposta di bollo calcolata sui 100 mila euro, che da quest’anno è stata elevata allo 0,20%, strutturalmente, salvo ulteriori inasprimenti. Quindi altri 200 euro, che fa diminuire la rendita ottenuta dall’investimento a 1960 euro netti. Poi c’è il discorso inflazione.

    Ecco quindi che, a fine anno, si sarà ottenuto un rendimento reale negativo, che andrà ad erodere il patrimonio di circa 600 euro all’anno. A questo si dovranno aggiungere anche i costi di intermediazione della banca, gli oneri riferibili alla tenuta dossier titoli e le commissioni di gestione del conto corrente agganciato al dossier. Quindi, in soldoni, il rischio è che i 100.000 euro di patrimonio finanziario, a fine anno, diventino quasi 99.000 euro reali, con una perdita reale di valore di circa 1.000 euro. E questo se si capitalizzasse la cedola netta ricevuta, cioè se non la si spendesse. Perché, altrimenti, il saldo sarebbe anche peggiore, è ovvio.

    C’è da aggiungere che il patrimonio risparmiato (100.000 euro), magari è stato accumulato in età lavorativa grazie ai flussi di reddito, sui quali sono state pagate le relative tasse ai livelli stratosferici a tutti noti.

    Se non lo avete capito, per il momento sono riusciti a distruggere l’impresa e il lavoro. Ora cercheranno di distruggere l’ultimo baluardo rimasto: i risparmi degli italiani. Il concetto potrebbe anche essere espresso prendendo in prestito dalla fisica il principio dei vasi comunicanti. Secondo questo principio, un liquido contenuto in due o più contenitori comunicanti tra loro, in presenza di gravità, raggiunge lo stesso livello dando vita ad un’unica superficie equipotenziale. Cioè, i liquidi, sui diversi contenitori, raggiungono lo stesso livello.
    Ecco: applicate questo principio all’economia e comprenderete quel che sta accadendo e quel che accadrà ai vostri risparmi, se ne avete. Detta in parole più semplici, i vostri risparmi sono il contenitore pieno. I debiti (di stati, banche ecc ecc) sono il contenitore vuoto. Basta collegare i due contenitori e i livelli dei liquidi (in questo caso debiti e crediti) tenderanno a compensarsi, posizionandosi su uguali livelli .

    E quale sarebbe il collegamento che permette una simile compensazione? Che piaccia o no è l’autorità che ha lo stato di imporre espropri, confische e nuove tasse, colpendo materia imponibile, qualsiasi essa sia, nelle forme più fantasiose possibili. Patrimonio e risparmi compresi.

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  43. Ecco perché stando nell’Euro, l’impoverimento e’ inevitabile

    Abbiamo parlato tantissime volte della CRISI dell’EURO. C’e’ una correlazione incredibile tra l’andamento di tutte le variabili macroeconomiche, a partire dalla Produzione Industriale, e l’andamento del CLUP (Costo del Lavoro per Unita’ di Prodotto).

    In estrema sintesi, coi cambi fissi, vince chi svaluta il COSTO DEL LAVORO. In Germania vi fu un imponente svalutazione del CLUP, in particolare tra il 2004 ed il 2008. E’ in quegli anni che la Germania e’ passata dall’essere il “GRANDE MALATO D’EUROPA” all’essere locomotiva. La Compressione del CLUP avvenne attraverso le riforme Hartz IV, creando un enorme esercito di sottopagati (circa 7 milioni).

    L’operazione costo’ 3-4 anni di sforamento del Deficit sul parametro del 3%, amplio’ i margini aziendali, e le aziende tedesche simultaneamente ridussero gli investimenti: il tutto si tradusse in una compressione della domanda interna, ed un ampliamento epocale dell’attivo della Bilancia dei Pagamenti, essenzialmente a spese degli altri paesi europei. In pratica fecero una sorta di “Svalutazione Competitiva“.

    La Crisi dell’Eurozona fu indotta da una crisi esterna, ma fu fortemente alimentata dalla politica Tedesca degli anni precedenti.
    La Spagna tra il 2008 ed il 2013 ha reagito alla crisi, e l’ha fatto attuando una politica similare. In 5 anni ha dimezzato il differenziale di CLUP con la Germania. L’operazione e’ stata possibile grazie al fatto che la Spagna ha un Mercato del Lavoro abbastanza flessibile, ed aveva un Debito Pubblico non elevatissimo. In sintesi la Spagna ha espulso dal mercato del Lavoro 3,5 milioni di persone. Ciò ha consentito di contenere il CLUP.

    Tale politica (in parte voluta, in parte causata dagli eventi) ha causato una forte compressione della Domanda interna, ed i Conti Pubblici si sono fortemente deteriorati (e lo sono tutt’ora).

    Ma se, in un SISTEMA A CAMBI FISSI, la CHIAVE per una politica di ripresa e’ LA RIDUZIONE DEL CLUP, come e’ possibile ridurre il Costo del Lavoro per Unità di Prodotto?

    Ovviamente in un sistema a cambi variabili, basta svalutare. Ma nell’Ipotesi di restare nell’Euro, serve ridurre il divario di CLUP con la Germania (il gap cumulato e’ del 22-23%). Come? Ci sono 3 modi:

    A) RIDURRE IL NUMERO DI LAVORATORI sia nel sistema pubblico, che privato (per l’Italia, per colmare il Gap, significa ridurre di 5 milioni il numero di lavoratori, passando da 22,5 a 17,5 milioni)
    B) RIDURRE I SALARI sia nel sistema pubblico, che privato (per l’Italia, per colmare il Gap, significa ridurre del 22-23% i salari)
    C) RIDURRE DRASTICAMENTE IL CUNEO FISCALE (per l’Italia, per colmare il Gap, significa ridurre gli oneri sulle Imprese per 150-170 miliardi; in sintesi concentrare le riduzioni fiscali e contributive su IRAP, tassazione Utili aziendali, oneri a carico delle Imprese, in primis contributivi) …

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  44. Possibile divorzio tra le due Ucraine

    L’Ucraina si dividerà in due? I dubbi sui moti di protesta in Ucraina e la lotta per il predominio globale: le prossime olimpiadi di Sochi saranno un evento epocale PRODUTTIVITA’, PREDE, SOVRANITA’ E BIONDE: benvenuta Ucraina nella tela del ragno.

    In realta’ bastano poche mappe per capire la questione. Attualmente il presidente e’ filo-russo e l’opposizione e’ filo-occidentale. Partiamo dalla mappa etnico-linguistica: si nota che l’ovest ed il centro-nord del paese vedono una predominanza di popolazione di etnia Ucraina o che parla Ucraino, mentre il Sud e l’est hanno una maggioranza russa o russofona.

    Altro mappa interessante e’ quella dell’Emigrazione: le aree di fortissima emigrazione sono quelle filo-occidentali. Il paese e’ passato in pochi anni da una popolazione sopra i 50 milioni di abitanti, a meno di 45 milioni oggi. Ed eccoci alla Mappa dei Gasdotti: l’80% del Gas esportato dalla Russia in Europa passa dall’Ucraina, e ben sappiamo di varie crisi negli ultimi anni, e tentativi della Russia di aggirare l’ostacolo.

    L’Ucraina resta dipendente dal Gas Russo, la Russia dai gasdotti in Ucraina. Per cui spesso ci sono contenziosi. Conclusioni: il punto e’ semplice; in Ucraina convivono 2 nazioni, una con una storia intrecciata a quella della Polonia e della Lituania, che guarda Mosca con sospetto, e che vuole agganciarsi all’Europa, l’altra abitata da molti Russi e Russofoni, che vuole sostanzialmente agganciarsi a Mosca. Il tutto in un quadro demografico ed economico terrificante. Per ora le 2 fazioni si sono alternate alla guida della nazione, senza però risolvere questo dualismo. Prima o poi, i nodi verranno al pettine, e le 2 Ucraine probabilmente divorzieranno.



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  45. Il segretario comunista, cattolico, omosessuale, pacifista, amante della letteratura sudamericana, wagneriano, che cosa ha detto del caso Elettrolux?

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  46. TRE NOTIZIE CHE SPIEGANO PERCHÈ SIAMO UN PAESE GIUNTO AL CAPOLINEA DELL’EURO 2. PER SALVARE LA PRODUZIONE IN ITALIA GLI SVEDESI DI ELECTROLUX VOGLIONO CHE GLI STIPENDI CALINO DA 1.400 A 800 EURO AL MESE. IL COSTO DEL LAVORO NEGLI STABILIMENTI DEL NORD EST DEVE ALLINEARSI IL PIÙ POSSIBILE A QUELLO DI POLONIA E UNGHERIA 3. AUMENTANO I POVERI E UN ITALIANO SU SEI VIVE ORMAI CON MENO DI 640 EURO AL MESE, MENTRE LA BUNDESBANK TEDESCA VORREBBE IMPORCI UNA TASSA PATRIMONIALE 4. ABBIAMO ACCETTATO L’IDEA TEDESCA CHE IL DEBITO PUBBLICO SIA IL MALE ASSOLUTO E NON CI POSSIAMO SALVARE PERCHÉ NON ABBIAMO SOVRANITÀ MONETARIA, NON POSSIAMO APPLICARE DAZI, NON POSSIAMO FARE DUMPING FISCALE (ANZI, DOBBIAMO SUBIRLO), NON ABBIAMO PIÙ LA STRUTTURA INDUSTRIALE PER VIVERE DI ESPORTAZIONI
    Preso da Dagospia - oggi

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  47. La Berlino del 1900 a colori

    Un video interessante della Berlino del 1900: una città ricca, colta, elegante, ma militarizzata …

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  48. Senta, si faccia un bel "controllo sintetico" prima di parlare... (ne sintetizzano di sempre nuove...)

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  49. Ho sentito in diretta a radio1 il responsabile sindacale che ha parlato di un taglio quantificabile in 150€ circa al mese.
    Forse han sparato grosso prima di modo che il cetriolo non sembri così grosso ora.

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  50. In conclusione, mi sono fatto questa idea:

    (1) Il Tramonto è il LIBRO della "diagnosi" (ormai condivisa da qualunque bipede pensante) e della "terapia" (e bisogna tenersi pronti ad attuarla).
    (2) Il libro di Barra Caracciolo è quello del "vaccino", affinché, con l'analisi dell'assetto dell'economia e dei trattati internazionali rispetto ai nostri diritti e doveri costituzionali, non si ripeta mai più la pandemìa in cui siamo caduti.

    Tutto il resto (vizi formali, ecc.) è interessante, ma ha un ruolo meramente "ad adiuvandum" (come direbbe un legale), e servirà come ultimo "aiutino", se del caso, al politico di turno che dovrà operare lo "strappo". Ma non basta certo a trasformare palle di gommapiuma in palle d'acciaio.

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