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sabato 4 gennaio 2014

QED n. 26

...devo scriverlo? Non credo proprio! Fate voi...

64 commenti:

  1. Fassina si è dimesso. I tempi si fanno complicati per i sacerdoti dell'austerità del dio BCE

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  2. Merita rispetto. C'è bisogno di persone come lui

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    1. IO credo che si sia dimesso per salvare il cuculo...

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  3. Grecia: confisca di case e beni a chi non paga le tasse
    Portogallo, il governo decide il “prelievo forzoso” su tutte le pensioni
    Un Paper del FMI lancia l'allarme sulla necessità di 'tassare il risparmio' e tagliare il debito dei paesi occidentali, ai massimi da 200 anni

    Ma con quali armi si può combattere questa atroce dittatura ?

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  4. Si accettano scommesse sul QED 27?
    Il corso degli eventi procede, speriamo bene.
    Grazie di tutto.
    Antonio Faglia

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    1. Il QED 27 è stato rivisto da Brigitte Granville e ora è in revisione linguistica. Io sto preparando il commento musicale.

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  5. Fassina le cose le sa. Le sue dimissioni per me sono un bene.

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    1. Fossero anche un bene solo per lui, è comunque un miglioramento paretiano.

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  6. Non so quanto tu abbia influito su questa decisione, ma una cosa la so di sicuro. Non e' per Renzi che Fassina si e' dimesso.

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    1. Zero carbonella. Ci siamo salutati il giorno del convegno linkato nel post, con l'idea di organizzare forse un'iniziativa di approfondimento tipo quella (e io un'idea precisa ora ce l'ho e vi piacerà molto). Io poi non ho disturbato perché immaginavo fosse nei casini. Ora, calmate le acque, mi faccio vivo e chiedo se la cosa interessa. Altrimenti trovo altri partner per organizzarla. Tutto qui.

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    2. Scusa, mi sono espresso male nel commento precedente. Non intendevo dire che tu abbia spinto per le sue dimissioni :) Magari i confronti avuti di recente con te lo hanno spinto a fare delle riflessioni piu' profonde sul suo partito.
      In ogni caso che Fassina fosse a disagio ultimamente si vedeva lontano un km.

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    3. Sì, almeno da febbraio scorso.

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    1. Io lo definirei meglio un ortottero rettiliano piddino, una forma di vita molto simile alla muffa ...

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    2. E forse Fassina non lo è più....

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  8. Contemporaneamente Renzi dice:"Draghi condottiero che ha domato tempesta spread".

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    1. L'affar non può andar meglio. Non vi avevo detto che da delfino sarebbe diventato tonno nella tonnara dell'euro? Ecco fatto. Ora il cerino ce l'ha in mano lui. Somiglia di più a una granata senza sicura...


















      Bum.

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    2. Bravo, bravo, arcibravo! (come diceva il buon Giovannino al servo Leporello...)
      Devo dare comunque dare atto all'on. Fassina che non ha fatto la parte dell'ultimo giapponese (cit. La Gabbia) e che da allora ha avuto un notevole scatto di orgoglio, lanciando molti segnali inequivocabili negli ultimi 10 mesi: non l'hanno ascoltato, anzi l'hanno sfottuto, e ha avuto la coerenza e l'onestà intellettuale di andarsene, non è da tutti

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    3. La "Camerata Fiorentina" vuole partire in tromba, ma ha studiato poco l'armonia delle valute.
      Prevedo che il recitar cantando che proporrà produrrà molti mottetti (di spirito), ma poco "temperamento" (equabile) delle dissonanze (economiche) che ci assordano (ma ci lasciano co' pochi sòrdi).

      Fassina è, per lo meno, uscito dal coro.

      All'Euro: "Tutto a tue colpe è poco!".

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  9. Renzi è Don Abbondio.

    PS:Mi perdoni Manzoni.

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  10. Manca solo il tasto per l' avanzamento rapido, se ci fosse ancora mio nonno, prigioniero di guerra, sentenzierebbe come tutte le sere davanti alla tv:" l' ho già visto questo film, son tutti uguali...".

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  11. Altro che umile economista, la lucidità politica del prof Bagnai fa impressione. La protervia della destra liberista italiana, clintoniana e blairiana, ha appena fatto fuori una delle sue teste pensanti e tiepidamente critiche. Prova muscolare del Pude o dimostrazione di debolezza?

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  12. Fassina si è dimesso, e lascia spazio all'entourage di Renzi. Il quale è stato lesto a presentarsi, prima di diventare segretario, alla Merkel, a metà del Luglio scorso; non solo, è fermamente convinto, per bocca del suo più importante consigliere economico, Yoram Gutgel, di proseguire nel sogno europeo. Testuali parole :
    " L’euro, invece, è stata una fantastica ancora di salvataggio, ed è impensabile uscire dalla moneta unica. Molti di quelli che sostengono certe tesi dimenticano che rischieremmo di tornare esattamente dove eravamo prima, cioè ad un tasso di inflazione alto e interessi sul debito alle stelle. E chiuderemmo bottega il giorno dopo."

    Gutgel potrebbe essere il prossimo sostituto di Fassina.

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    1. Gutgeld, che vuol dire moneta buona. Questa secondo me è un'ottima notizia. Perché?

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    2. Azzardo: perché la moneta buona scaccia quella cattiva.

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    3. Ops, oppure è la moneta cattiva che scaccia quella buona?
      G. scaccia l'€ o l'€ scaccia G.?
      Sarà che non riesco a vedere "buono" nessuno dei due...

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    4. Visto da prospettiva Alamanna (sono loro che intendono Gutgeld come "moneta buona", e poi sono secchioni, e almeno fino a Gresham ci arrivano):
      la moneta cattiva (la liretta) scaccerà senz'altro la Moneta buona, per la legge di Gresham, e l'euro salterà. Ma questa volta noi Germanici usciamo prima: non sia mai che ci facciamo tradire dagli Italiani una terza volta!

      Da chi assimila Debito e Colpa in una sola parola ci si può ben aspettare questo nomen omen.

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    5. Oppure: la moneta cattiva, cioè l'€, scaccia la moneta buona, cioè il duo Gutgeld-Renzi, nel senso che scoppia fra le mani a loro (v. sopra Bagnai 4 gennaio 22:04) e a tutto l'apparato PDino-piddino.

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  13. Le dimissioni di Fassina, a suo dire causate politicamente dalla vittoria di Renzi (del quale spero che oltre che sbruffone sia anche qualcosa di più utile per gli Italiani), mi sanno tanto di resa o di pilatesca decisione per evitare in parte responsabilità piddine nel non rinnegare l' euro. Magari mi sbaglio (spero) e domani Fassina, per citare il Prof., sarà di quelli che: "Cazzo, ditelo!!!"

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    1. Scusate, a me pare che Fassina sia stato abbastanza chiaro.

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    2. Ha ragione, l'intervento del link è stato chiaro, gli và dato atto (anche se in altri interventi, tipo da Santoro, se ne è uscito con qualche mantra piddino, ma non sottilizziamo)
      In un monolite come il PD non è cosa da poco dichiararsi anche solo leggermente critici verso la linea. Va comunque appoggiato e speriamo che continui con più coraggio.

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    3. anche qui (3 gennaio) http://t.co/4oaFEQCDXv è stato abbastanza chiaro: e (come nel convegno) dice esplicitamente:
      1) il "più europa" (trasferimenti fiscali) ha poche possibilità di passare
      2) va apprestato "un piano B" per "ridefinire gli impegni sottoscritti".

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    4. Adesso vedremo come continua. Perlomeno ha preso una decisione dopo aver proposto una visione diversa ai suoi. Se comoda o no lo stabiliranno le sue mosse successive. Non è un leader, ma è preparato è può dall'interno dare la scossa per correggere il tiro e gli errori commessi. Non sarà facile ammettere e soprattutto far ammettere di aver sbagliato, soprattutto per di chi lo ha fatto sapendolo.

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    5. Analogia storica. Galeazzo Ciano, Ministro degli Esteri e genero di Mussolini, dopo essere stato uno dei principali sostenitori dell'alleanza con Hitler, dopo una serie di incontri al vertice con i dirigenti tedeschi si rese conto che a) la guerra come la intendevano loro non era una guerra "normale", ma una guerra tendenzialmente illimitata e rovinosa b) che nell'alleanza, l'Italia non avrebbe avuto voce in capitolo. Di conseguenza, cercò di impedire l'entrata in guerra dell'Italia. Nel giugno 1940, però, non si dimise. Le sue dimissioni avrebbero impedito all'Italia di entrare in guerra? No. Il suo posto sarebbe stato preso da qualcun altro, in linea con la decisione di Mussolini? Sì. E infatti, queste furono le ragioni che addusse per motivare il suo comportamento, in un colloquio con l'amico Curzio Malaparte. Malaparte gli rispose: "Sì, sì, tutto vero: però ti dovevi dimettere."
      Fassina si dimesso. Ha fatto bene.

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  14. per i diversamente colti (come lo sono io!)

    Miglioramento paretiano
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Il miglioramento paretiano è un concetto economico introdotto da Vilfredo Pareto.
    Consiste in una riallocazione delle risorse che migliora la condizione di almeno un individuo senza peggiorare quella di altri, producendo quindi un aumento dell’efficienza complessiva del sistema. È strettamente connesso al concetto di ottimo paretiano che descrive la situazione in cui non è più possibile produrre miglioramenti paretiani.
    La teoria economica classica sostiene che un'economia di mercato è caratterizzata dal fatto che ogni transazione economica costituisce un miglioramento paretiano, perché siccome ogni scambio è volontario si suppone che sia l'acquirente che il venditore ne ricavino beneficio. Il miglioramento paretiano non implica infatti l'equità della transazione, ma soltanto il fatto che questa, nel momento in cui viene effettuata, apporti beneficio ad una delle parti senza danneggiare l'altra.

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    1. Wikipedia Italia, come al solito, in economia fa schifo ai vermi, perché il concetto di miglioramento paretiano NON implica che entrambe le parti stiano meglio, ma solo che nessuna stia peggio. Notate che viene prima data la definizione corretta, poi, sotto un'interpretazione ideologicamente distorta da spaghetti-libberista. La voce deve essere stata scritta da qualche avvocato dell'istituto Adam Smith. Suggerisco sempre la versione inglese.

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  15. Fassina, che non è del tutto intellettualmente disonesto, conserva per me la colpa di non parlare chiaro. Dimettendosi, avrebbe dovuto spiegare in che cosa la linea politica di cui egli si ritiene espressione differisca da quella di Renzi, considerando che non risulta stato mai, in concreto, distonico rispetto al suo ministro ( e al Bersani dei tempi) e, quindi, rispetto al vincolismo. Magari poteva anche tratteggiare un'alternativa, chissà. Allo stato degli atti, le dimissioni mi sembrano piuttosto frutto di una resa dei conti interna. Ma vedremo.

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    1. Sarei curioso di sapere chi fra i leader politici di nuova generazione - non anagrafica, ma politica- italiani parli chiaro in tema di appoggio all'attuale euro o meno. Grillo è una trottola, a seconda di come fai l'istantanea su un suo giro, fotografi un'idea differente; Renzi è un funambolo; solo il leader della Lega, Salvini, ha detto chiaro e tondo come la pensa: uscire e basta.
      In quanto al PD, Renzi è il canto del cigno. Se il fiorentino sopravvive politicamente, sarà perchè promuoverà un nuovo partito.

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  16. Appena ho letto la notizia ho aperto goofynomics....Chi crede che Fassina si sia dimesso per una battuta od un mezzo "mobbing" da parte del partito è nella migliore delle ipotesi ingenuo. Il mantra EURO nel PD non si può toccare e nemmeno discutere....Però, ingenui loro, queste epurazione l'hanno fatta troppo velocemente e bruscamente....lo stile gli manca proprio in tutto...

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  17. Se ho capito bene lo sbandieramento dell'abbassamento dello spread e' sol un sintomo ex ante di quello che l'austerita' provochera' ex post. Le maggiori imposte e i tagli di bilancio pubblico hanno riportato "temporaneamente" a una situazion in cui non c'e' un'immediata esigenza di ricorrere a prestiti tramite titoli di stato di contro questa politica restrittiva del pubblico ha ridotto le risorse sul mercato, la conseguenza e' una tendenza deflattiva dovuta a un calo della domanda che portera' a una diminuzione delle entrate fiscali, un incremento del tasso di disoccupazione una picchiata della curva dei redditi ed eventuali interventi di politica monetaria non farebbero altro che alimentare la trappola della liquidita' dietro l'angolo. Questa politica ha quindi aggravato la recessione?

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    1. Io inizierei a stilare una classifica delle best-words pseudo-economiche più ripetute nei talk show.
      753 a.C --> 2010: debito pubblico
      2011: spread
      2012: austerità
      2013: competitività

      azzardo quella del 2014: fiscal compact

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    2. Aggiungici sempre stabilita', che per una qualche logica non meglio identificata, servirebbe a garantirle via via tutte............

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  18. Massimo rispetto per la scelta di Fassina (credo che traballasse dal vostro primo incontro da Santoro). Per quanto riguarda Renzi credo che sia quello che a Caramanico definiamo un Furbo Stupido, per tempismo e scelta di pessimi consiglieri, la sua disfatta (e quella del PD) sarà eclatante.

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    1. P.s.: ovviamente, concordo al 100% quanto a Fassina. Finalmente un bocconiano che si fa onore !! Un bel Giamaica al nuovo capo del piddinume è il modo migliore per inaugurare il 2014.

      P.p.s.: quanto a Renzie, che dire ... ricordo che nei mitici seventies, quando la RAI trasmetteva Happy Days, circolava la battuta che Fonzie - l'idolo del Renzie - fosse il re degli . . . . . . . (invece di unire i puntini, come qui si fa di solito, vi invito ad associarli ciascuno ad una lettera; anno nuovo, gioco nuovo!)

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  19. Ho visto e ascoltato Fassina alla direzione del pd. Deduco che analizza correttamente i problemi. Non capisco le proposte " per un' Europa o un Eurozona diverse", ma forse non conosco abbastanza il dibattito interno al partito. Osservo che i suoi tormenti interiori non si sono mai tradotti in pubbliche dichiarazioni contro le politiche del suo governo o del suo ministro e per pubbliche dichiarazioni mi riferisco a qualcosa di diverso dagli "interna corporis" del suo partito. E del resto come sarebbe stato possibile, rimanendo all'interno della compagine governativa? Ovviamente, le pubbliche dichiarazioni me le aspetto in caso di dimissioni, giusto per non sprecare il beau geste....se non arrivano, o sono apparentemente incentrate su un problema di equilibri interni, della serie "parlare a nuora perche' suocera intenda", non so cosa pensare.

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    1. Non è semplice cercare di cambiare la linea del PD.
      Avesse esplicitato i suoi tormenti troppo apertamente, dopo un ovazione qui, sarebbe stato silurato dal suo partito e cosa avrebbe ottenuto? Poco di utile.
      E' un politico e come tale, con diplomazia, deve comportarsi se vuole ottenere qualcosa di concreto. Come gesto eclatante, per oggi, le dimissioni sono sufficienti.

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  20. Cambio argomento: avete ascoltato l'intervento di Fusaro? Straordinario, in 34 minuti dice tutto quello che c'è da dire, e che nessuno dice! Il bello è che non si capisce se sia di destra o di sinistra, cita contemporanemanete Gramsci e Gentile, Marx e Pound

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  21. Fassina, qui non si danno poltrone né prebende, ma un ascolto e una pacca sulla spalla li troverai sempre, dopo una sana e chiara autocritica, naturalmente.

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  22. Piccole grandi soddisfazioni. Scoprire, al termine del convegno del 7 dicembre a Roma, di aver maturato con l'Autore la stessa intuizione sul personaggio di che trattasi. E dopo un mesetto, un bel QED...lassame canta' 'sto stornelletto...

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    1. Nei giorni in cui Fassina covava le proprie dimissioni, su molti quotidiani nazionali affioravano rilfessioni preoccupate sulla "svalutazione interna" e più o meno pessimistiche sulle prossime mazzate del fiscal compact incombente. Il politico ha fiutato l'aria e ha capito che:
      - non avrà alcuna sponda in Renzi
      - non ha più un minimo margine di azione in un governo con minimi margini di azione
      - non è il caso di rimanere con il cerino in mano quando l'unanimismo nei confronti dell'euro comincia a mostrare qualche "cavillatura" ( = lieve crepa) anche tra i settori più "moderati" della società civile (labuonaebravagentechenoncredeagliestremisti)
      Conclusione: ha fatto bene.

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  23. Non poteva reggere il peso delle menzogne.

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  24. mi fa piacere averne azzeccata una in due anni e mi riferisco a Fassina.. obiettivamente si vedeva che è un politico con una coscienza

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  25. Confesso di aver sottovalutato Fassina: non ostante i suoi incampi linguistici e la sua ridicola frangetta, ha dato prova di coraggio e di dignità. Ha agione il prof. (ancora...): Fasina è uno che ha capito e sta cercando di creare le condizioni politiche all'interno del PD per discutere seriamente dell'uscita dall'euro ed evitare che, in mancanza, il partito venga travolto. Arduo compito! Adesso il PD è in mano ad un giovanotto ignorante e supponenete, a cui qualcuno mette in bocca citazioni ed articoli di Giavazzi ed Alesina, che invia ai talk show belle ragazze che sparano cazzate in progressione geometrica (d'altronde anche lui...) e sembrano più preoccupate degli affitti delle ville a Sabaudia che delle condizioni di vita dei lavoratori o dei disoccupati. Come disse Cadorna a proposito di Badoglio, "l'è plen de vod", è pieno di vuoto (non sono tanto sicuro della citazione ma la trovo pertinente).

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  26. Ufficialmente Fassina si è dimesso a seguito della battuta di Renzi al suo indirizzo nella conferenza stampa di ieri, in realtà perché con l'avvento di Renzi nel Pd sono bandite le posizioni critiche, o anche solo “scettiche”, sulle politiche europee.

    Intervistato da Il Foglio nel giugno 2012, Renzi illustra la sua idea di “rinnovamento” del Pd, e si propone tra l'altro di dimostrare “che non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra, e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore”.

    In cosa consista il “cuore” lo spiega Davide Serra, uno dei suoi consiglieri, secondo il quale “la cosa bella è che dall'anno prossimo noi dobbiamo trovare questi 50 miliardi”, riferendosi agli impegni insiti nel Fiscal compact, ossia la riduzione del debito a tappe forzate. Riduzione che avrà come prima conseguenza lo smantellamento di tutto ciò che va sotto la definizione di servizio pubblico, a partire da scuola, sanità, trasporti, ecc., e come seconda un disastro sociale paragonabile solo a quello del dopoguerra.

    Ovviamente le dimissioni di Fassina non produrranno alcun cambiamento nella linea del governo. Più interessante sarà invece osservare il rapido processo di sfaldamento del Pd, a seguito dell'elezione a segretario di un arrivista democristiano non molto intelligente ma abbastanza “furbo” da abbindolare quella parte di elettorato piddino sempre smaniosa di avviarsi sull'ennesima strada sbagliata.
    Senonché, l'Italia è notoriamente un paese di “furbi”, e quello che Renzi non capisce è che in un paese siffatto c'è sempre uno più furbo di te alle tue spalle. Ma non tarderà molto a rendersene conto, in particolare quando tutte le sue proposte, una dopo l'altra, verranno silurate ora dal Nuovo centro destra (o quello che sarà domani), ora da Grillo, ora dallo stesso Pd. Sarà un inverno tragicomico, questo. Ne avremmo fatto volentieri a meno, ma tant'è. Assisteremo ad un turbinio di aria fritta, ad un rimescolio di dichiarazioni a vanvera, di vuote promesse e di patetiche auto-celebrazioni, come quella messa in scena ieri da Letta sulla diminuzione dello spread, segno, a suo dire, “che l'Italia è sulla giusta direzione, il frutto di un lungo lavoro che va perseguito”, mentre in realtà è dovuto alla circostanza che «il rendimento dei titoli di stato tedesco è decollato salendo ad un livello tale che ha annullato da solo oltre 60 punti di spread
    [...]
    Se ad aprile o maggio emettere un titolo di stato a 10 anni obbligava lo Stato ad offrire un rendimento del 3.95 % a gennaio 2014 non è cambiato nulla ovvero lo Stato deve continuare ad offrire il 3,95 % perchè cosi chiede il mercato.
    Nel frattempo però la Germania, che sui minimi di aprile/maggio offriva rendimenti del 1,2 % circa sulle emissioni a dieci anni, oggi è costretta a pagare quasi il 2 %, il che significa che lo spread che non è altro che la differenza tra quello che i due stati sono obbligati a pagare sui titoli a dieci anno, è sceso solo perchè i rendimenti del bund tedesco sono saliti.
    Dimostrazione è che pur con uno spread sceso dal livello di 300/240 punti in cui ballava tra aprile e maggio sotto 200, il rendimento è lo stesso, nulla è cambiato e quindi anche il costo del debito rispetto ad aprile e maggio quando il governo Letta si è insediato».

    Ma il premier non sembra farci caso, e annuncia trionfalmente che “oggi c'è la condizione perché il Paese riparta”. È la variante del “vedo la luce in fondo al tunnel” di Monti, del “si vedono i primi segnali di una timida ripresa...” di Emma Marcegaglia.
    Routine, insomma.

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    1. A me piace molto Mazzalai, ma in questo caso devo dissentire.

      C'è un vizio logico nel dire che lo spread è diminuito perché il suo benchmark (il tasso privo di rischio) è cresciuto. Lo spread, in linea teorica è il il differenziale di tasso, che misura la maggior rischiosità dei titoli del debito sovrano di un paese "rischioso" rispetto a un paese ritenuto "sicuro". È (in teoria) quello che si chiama "premio per ilo rischio" (risk premium). Se lo spread è 3 e il benchmark 2, il paese rischioso ha tasso 5. Se il benchmark (tasso del paese privo di rischio) passa a 4, il paese rischioso ha tasso 7. In altre parole, non è perché diventa più rischioso il paese benchmark che lo spread si riduce (come mi pare dica Mazzalai, o forse glielo fate dire voi).

      E questo tanto più in quanto, a rigor di logica, il debito italiano è diventato molto, ma molto più rischioso (pur restando perfettamente sostenibile) di quanto non lo fosse quando lo spread era a 500!

      Rispetto ad allora abbiamo avuto:

      1) un aumento di più di 10 punti del rapporto debito/Pil
      2) una situazione di conclamata instabilità politica
      3) la necessità di sovvenire agli obblighi del Fiscal compact (necessità puramente teorica, son d'accordo, ma comunque dobbiamo far finta che non lo sia)

      Quindi il nostro spread dovrebbe aumentare, indipendentemente da come sta messa la Germania (che sta messa sempre peggio).

      Perché invece non aumenta?

      Credo che sia per il solito motivo. Perché in pratica (prima ho detto in teoria, ricordate?) lo spread misura il rischio di "euro breakdown", di crollo del sistema. Ora, è chiaro a tutti che da qui a maggio nessuno vuole che il sistema crolli. Se poi si riuscirà a non farlo crollare è un altro paio di maniche. Io credo di sì, ma who knows?

      Il punto è che esattamente come per mandar via Berlusconi è bastato un giro di telefonate per dire "vendete titoli italiani", per tenere in piedi la baracca (e quindi basso lo spread del paese più politicamente sensibile, che è in questo momento l'Italia), basta un giro di telefonate per dire "non vendete titoli italiani". Full stop. Non è complottismo: è come funzionano mercati oligopolistici fortemente concentrati e in grado di catturare, tramite un'azione di lobbying, i decisori politici. Ed è anche una cosa molto più semplice: il comportamento razionale e non necessariamente coordinato (se preferite) di agenti economici indipendenti gli uni dagli altri i quali razionalmente prevedono che la baracca starà in piedi fino a maggio e si regolano di conseguenza.

      Ergo, se il tasso tedesco scendesse a 1 prima delle europee, credo che i nostri tassi scenderebbero. Se invece si allargasse di nuovo lo spread, avrebbe ragione Mazzalai e sarei lieto di ammetterlo. Occhio a cosa ho detto, però!

      Mazzalai avrà ragione se prima delle europee lo spread si allargherà a fronte di una discesa del tasso tedesco che lasci invariati i tassi italiani. Se invece lo spread si allarga perché i tassi italiani crescono a tassi tedeschi costanti (o magari crescenti), allora vorrà dire che ho ragione io e che i mercati avranno deciso di chiamare il bluff del "whatever it takes".

      Chiaro? Disegnino? Ci faccio un post?

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  27. "Fassina, e liberati!": forse questa esortazione ha avuto effetto

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  28. "Chiaro? Disegnino? Ci faccio un post?" Non troppo. Aiuterebbe. Magara !

    "Se poi si riuscirà a non farlo crollare è un altro paio di maniche. Io credo di sì"
    "Io credo di sì" nel senso che RIUSCIRA' a NON farlo crollare; oppure "Io credo di sì" nel senso che CROLLERA' ?

    Comunque, grazie in anticipo E della risposta E del disegnino E del post... E soprattutto del tempo che ruba alla sua famiglia per starci dietro!

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  29. http://www.youtube.com/watch?v=0sql33zi-qE
    il presidente dell'Institute for Strategic Studies di Londra si esprime chiaramente sull'euro.

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  30. Bellissimo video, con un Inglese perfettamente pronunciato e intellegibile (non sto scherzando affatto, dato che l'origine dei due interlocutori è francese).

    L'ospite intervistato è François Heisbourg, autore di un saggio intitolato "La fine del sogno europeo", in cui si presenta l'Euro come un incubo.

    Nell'intervista televisiva (dI France 24) si ritrovano (e non potrebbe essere diversamente!) molte argomentazioni del nostro Professore, compresa la problematicità del concetto di "competitività" a livello Paese, con annesso esempio della Spagna, "poster child" (cioè "esempio emblematico") di competitività e di virtù, prima della crisi, ed ora "piled on" (cioè "crocifissa") da tutti e "torn to tatters" ("ridotta a stracci").

    In sintesi, dice: "Different countries have different business models" e, aggiungo io, "must keep the liberty to pursue them as their peoples like to".

    Allora, gente: qui si fa l'Italian Way (quello vero, non il Made in Italy delocalizzato), o si muore.

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  31. A me inquieta soprattutto Fassina quando definisce il recupero della sovranità nazionale e monetaria come una "deriva nostalgico romantica da Piccolo mondo antico". L'"unica dimensione possibile è sovranazionale", convinzione così drammaticamente in antitesi con la democrazia e la difesa dei diritti del popolo da svuotare completamente l'idea stessa di Sinistra, che d'altro canto rischia in alternativa l'estinzione per colossale "sconfitta storica". Se ce ne sono tanti come lui bisognerebbe trovargli una credibile via d'uscita (l'antirenzismo non pesa) altrimenti, finchè si dibattono, nonostante i tempi "drammaticamente brevi per cambiare rotta" , ci schianteremo. L'esito potrebbe essere non la dimensione sovranazionale ma anzi la frammentazione della Nazione. Qui in Veneto la nostalgia cova...

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  32. Sto diventando cinico?

    Da fine novembre abbiamo assistito alle dimissioni dei sottosegretari forzisti, dopo l'uscita dell'esercito di Silvio dal governo Lettano (che sta per Letta+Napolitano, questo è un governo di sinistra ricordatevelo...) e dai ranghi di quella scatola vuota che era il Pdl.

    Oggi, con Fassina, sono i ranghi expiccini a levare le tende (e, c'è chi potrebbe raccontarlo, al cambio dell'azionista di riferimento meglio "dimissioni anticipate" che umilianti licenziamenti coatti - benché le buonuscite...).

    Causa pavidità o rigor mortis, dubito nell'atto vitale di una vera opposizione da parte dei suddetti in formalina: ma se fosse, addaveni' pure lo scioglimento anticipato del Partito Deodorante! (magari a febbraio, così mi faccio anch'io il mio queddino politico completo a un anno dalle politiche - meglio che un Negroni dopottutto...)

    PS_Si aspettano motivazioni Consulta su bocciatura legge elettorale e poi accelerano o decelerano per decidere se questa nave governativa (?) affonda o avanza di un altro paio di kilometri verso l'iceberg (grande margine di manovra!).

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