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giovedì 16 gennaio 2014

No comment (le conversioni e i giornalisti: non fa rima o forse sì).

Questo è il Fabrizio Goria prima maniera:




e questo è il Fabrizio Goria seconda maniera (oggi):



Questo è il primo post del mio blog (ma potrei tranquillamente risalire al 2010).

Su Twitter ho dovuto bloccare Goria per il suo insulso trollaggio:


Si sa, l'unico umorismo accessibile agli euristi è quello involontario. Mancanza di letture, poverini: tutti squadra del cuore e distintivo. Ultimo romanzo letto? I Promessi Sposi al liceo prima dell'interrogazione...

Ora, però, in effetti il precursore è lui. Il buon Goria, che mi dileggiava in tutti i modi possibili, cerca di rifarsi una verginità dicendo quattro anni dopo le cose che dicevo quattro anni prima, e inaugura così la stagione delle conversioni, che, guarda caso, fanno rima con Barisoni.

E la cosa fantastica è che questa gente che fino a ieri ha mentito non per cattiveria, ma per incapacità tecnica di accedere al dibattito scientifico e per squallido conformismo ideologico, soffocando così un dibattito del quale questo paese aveva ed ha terribilmente bisogno, e rendendosi quindi complice, all'ingrosso e al dettaglio, del furto di democrazia che abbiamo subito, non si è accorta di un dettaglio.

Quale?

Un dettaglio assolutamente trascurabile: il web esiste e non dimentica.

E quindi, le conversioni, oltre che con Barisoni, se non accompagnate da adeguata autocritica, rischiano di far rima anche con qualcos'altro...





P.s.: guardate il nostro dibattito che segue questo post. Poi guardate questa roba qui:



La differenza si percepisce, e spiega molto bene perché siamo nella situazione nella quale siamo. Per oggi ci siamo divertiti abbastanza.

Pp.Ss.: Ok, capisco che siate incazzati per i motivi che enuncia molto bene qua sotto Celso. Però lasciamo la tifoseria agli altri. Non c'è bisogno di creare casi inutili, come dice molto giustamente qualcun altro qua sotto (scusate, non lo vedo). Ho parlato con Fabrizio (naturalmente al telefono ho risposto "Francesco!") e ci siamo chiariti un po' le idee. Chi ha buona volontà avrà tempo e occasioni per dimostrarlo.

146 commenti:

  1. Un altro da aggiungere alla lista della principessina Maria?

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  2. Hai scritto Francesco invece di Fabrizio

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    1. Grazie. Il fatto è che "Goria chi?" attraversa talmente di rado il mio orizzonte mentale, che non ne avevo trattenuto nemmeno il nome di battesimo. Sarà forse perché fino a ieri (o a domani) era così allineato con Giavazzi...

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    2. Più che Francesco, direi Forrest Gump.

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  3. Qualche possibile spunto da sottoporre all'attenzione del Suo, da chi ha competenza di lunga data in materia...

    http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p2s2c2a4_it.htm

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    1. Gentile Alberto Bagnai, mi chiamo Silvia Merler e nella vita studio economia e scrivo di politica economica, con un ruolo di ultimo ordine. Non ho alcuna pretesa di conoscere La Verità, ma mi permetto un commento, dato che uno dei tweet da Lei attribuiti al "Goria della prima maniera" si basa su dati compilati da me per uno studio di qualche tempo fa quindi in un certo senso mi sento un po' chiamata in causa. Non intendo entrare nella sostanza delle argomentazioni, né Sue né di Goria. In effetti, ciò che mi urta non è tanto la sostanza, ma piuttosto il tono. For full disclosure, io non condivido le Sue posizioni in materia di economia (forse non è mistero) ma credo nella libertà di pensiero quindi l'esistenza di opinioni radicalmente diverse dalla mia non mi turba minimamente. Ciò che mi turba, è il fatto che una persona del Suo calibro, con istruzione superiore, che riveste ruoli accademici e che si pone come obiettivo quello di contribuire ad un dibattito di politica economica (o almeno immagino che questo sia un Suo obiettivo, altrimenti perché creare questo blog...) riduca il tutto ad una questione di attachi personali. Purtroppo in Italia manca, a mio modestissimo avviso, la lucidità minima necessaria per poter discutere di questioni di politica ed economia in maniera costruttiva. Il ruolo degli "intellettuali" dovrebbe essere quello di dare il buon esempio, di astrarre dalle polemiche personali e di mostrare come certe questioni vadano necessariamente discusse con un approccio ed un linguaggio superiori e diversi da quelli che dominano i vari talk-show/dibattiti televisivi ecc. Giocare al gatto e topo su querelles personali probabilmente premia in termini di mediaticità, non lo so, ma credo che sia una distrazione dalle domande vere, quelle che richiedono una risposta costruttiva. Fossi in Lei, mi concentrerei sulla sostanza e non sul rumore. Spero che non consideri le mie parole offensive, perché non è mia intenzione esserlo. Le prenda piuttosto come lo sfogo di un'economista frustrata le cui letture vanno ben oltre i Promessi Sposi.

      Grazie dell'attenzione e buona giornata.

      Silvia

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    2. Cara, della sua condivisione, sa, mi scusi, ma ne faccio volentieri a meno, perché già il fatto che lei parli di "mie" posizioni fa capire quanto remota lei sia dal dibattito. Uno dei miei contributi è stato proprio quello di far capire che quello che in Italia persone malate di conformismo intellettuale proponevano come "strampalate teorie" era, in realtà, all'estero, da decenni, lo stato dell'arte.

      La strada dell'aggressività non è stata imboccata da me, ma da altri, forti di avere alle proprie spalle gruppi editoriali di un certo peso, e soprattutto di avere, come dire, lo Zeitgeist in poppa. Cialtroni e vigliacchi, per lo più, che ancora non si sono riavuti dallo stupore di trovare qualcuno che ha osato tener loro testa.

      Se mi precisa cosa significa "studio economia" (anch'io studio astronomia, ogni tanto) e se le interessa entrare nel merito, mi mandi un link al suo studio e parliamo di quello. Altrimenti, mi perdoni, ma qui la questione personale mi pare che la stia facendo lei e in pura perdita. Laddove lei abbia una sia pur minima familiarità col dibattito scientifico, saprà che non è intellettualmente onesto attribuirsi idee altrui, cosa che, a quanto pare, il suo collega ha fatto. Tutto qui.

      Io al dibattito ho contribuito, stia tranquilla. Se oggi in Italia si parla dell'euro è perché il dibattito l'ho rilanciato io, con questo che è diventato il primo blog di informazione economica dopo il Sole 24 Ore, con un libro che ha venduto 20.000 copie, e con la mia capacità di stare in radio e in televisione. Forse lei non lo avrà notato.

      Questo ha vanificato tanti sforzi per soffocarlo, il dibattito, e capisco che dispiaccia. Ma i consigli non richiesti, lo sa, espongono sempre a rischi...

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    3. Ah, aggiungo che le mie proposte e risposte costruttive sono state date da tempo. Non le vede chi non le vuol vedere, e questo non mi dispiace, perché evita a me di doverne certificare la cattiva fede.

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    4. " Fossi in Lei, mi concentrerei sulla sostanza e non sul rumore."
      Mi scusi, Sig.ra Merler, ma di sostanza il Prof. Bagnai ne distribuisce generosamente consentendo a me, che non ho letto neppure " I promessi sposi" di capire molte cose.

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    5. Personalmente non ritengo che il fine giustifichi sempre i mezzi; ma se il fine è di informare l'opinione pubblica su temi di fondamentale interesse e il mezzo è quello di discutere (anche "animatamente") con un giornalista economico che anche a me pare non particolarmente approfondito nelle sue analisi.....allora i mezzi finora usati sono per me giustificati. Inoltre è sempre lecito per un cittadino avere un'opinione, ma quando si è economisti sarebbe meglio anche dimostrare le proprie opinioni; e siccome questo è il contenuto del blog, chi interviene dovrebbe fare altrettanto. Non tanto con lo scopo di confutare o esprimere tesi differenti dalle quelle esposte da Alberto, ma per aiutare i cittadini (il blog è assolutamente pubblico) a capire meglio l'economia.

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    6. @silvia Il suo ragionamento mi ricorda un bue che dice cornuto ad un asino, chissà come mai.

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    7. Be', oddio, un minimo di condivisione degli argomenti di ricerca pare esserci

      http://www.bruegel.org/scholars/scholar-detail/scholar/217-silvia-merler/

      E però questo rende abbastanza incomprensibile il fatto di indicare le tesi esposte nel blog e nel libro come "Sue posizioni" (del padrone di casa, s'intende).

      Personalmente, comunque, apprezzo l'onestà di metterci la faccia, con nome e cognome (diversamente da chi mette il proprio nome sul lavoro degli altri). Chissà mai che non ci sia una folgorazione sulla via di Damasco: in fondo, per restare in tema, "(...) ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione" (Luca, 15,7).

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    8. Un'ulteriore precisazione, che non è necessaria perché il contesto rende molto chiaro a chi mi riferisco. Quando parlo di "cialtroni vigliacchi" non me la prendo certo col buon Fabrizio, il quale (1) non ha un enorme potere alle spalle, e (2) se mi ha provocato, lo ha fatto comunque in contesti nei quali era possibile un contraddittorio.

      Chiaro?

      Bene.

      Concludendo: a voi che vi "occupate di economia" fra un po' non resterà altra strada che fare un "copia e incolla" dei primi post di questo blog (magari cambiando il colore di un grafico, o sostituendo qualche verbo). Va bene così. Io la mia conoscenza l'ho messa a disposizione perché circoli. Il fatto, però, è che chi l'ha messa in circolazione, e chi l'ha ostacolata, si sa. Ergo, pro bono pacis, e soprattutto per il beneficio (che dovrebbe interessare a chi informa) della credibilità, sarà bene che chi intende regolarsi così riconosca i propri debiti intellettuali, così come ho sempre fatto io, fra l'altro, avendo sempre pervicacemente chiarito quanto c'era di originale (poco) e quanto di banale (molto) nella mia opera di divulgazione, senza la quale voi credereste ancora che la Terra sia piatta.

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    9. @tolomeo

      Grazie per aver googlato. L'onestà e il coraggio li apprezzo anch'io. Come giustamente noti, sono piuttosto rari da parte dei difensori del regime, e questo va certamente apprezzato. Tanto più, aggiungo, in quanto abbiamo a che fare con una giovane studiosa che all'Europa deve molto, e che collabora con Jean Pisany-Ferry, un grande economista che all'Europa deve ancor di più, come vi ho ricordato qui.

      Però abbiamo a che fare con una persona che studia e pubblica su temi interessanti. Quello che ha fatto è qui e me lo andrò senz'altro a leggere. Grazie per la segnalazione. Cosa abbia una persona così in comune con il de cujus rimane per me un mistero, ma sarò io che ho dei limiti.

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    10. Gentile Silvia,

      Non reagisca così, la prego, invocando una civiltà di dibattito che mai è stata riservata alle persone come Bagnai. Sa, parlo vagamente per esperienza personale, conoscendo persone "neoclassiche". Mai ho visto altrettanto disprezzo intellettuale e negazione delle buone maniere nel dibattito (enon ho mai visto altrettanta crudeltà sociale...). Sono stato un semplice professore di università, lei ha idea di che cosa ha significato accademicamente per Bagnai prendere posizione contro il pensiero dominante? S'informi, la prego, perché l'ambiente universitario è sempre quello, anzi sempre un po' peggiore, da quando lo vogliono riformare accanitamente. Visto che lei parla di dibattito civile, negli anni '90, a dibattito aperto sull'euro, lei ha sentito parlare spesso in tv gente come Paolo Savona, Giorgio La Malfa, Carlo Pelanda? Qualcuno ci ha spiegato, allora, perché dovevamo entrare nell'euro, come lo ha fatto Vincenzo Visco in una intervista a Il Fatto Quotidiano nel 2012? (Il quale Visco, dunque, ha tranquillamente portato il suo paese, cioè noi, dentro una trappola mortale, perché la Germania aveva "assicurato" che si sarebbe occupata lei dei problemi dell'area euro. Che cosa dobbiamo fare, ridere o piangere?). Lei può capire il senso di liberazione intellettuale che abbiamo provato noi tutti, qui a Goofynomics e prima ancora leggendo Il Tramonto dell'Euro, scoprendo che economisti di livello superiore avevano previsto tutto decine di anni prima? Capisce il senso di liberazione dal moralismo ambiguo e dall'autorazzismo che sono stati la quinta scenica opportuna, per fare a pezzi questo paese? Lei è indignata, e ha manifestato la sua indignazione, per quanto sta facendo il governo per la Banca d'Italia? Lei non è solidale con persone come me che vengono quotidianamente insultate come populiste, se non come fascistoidi? Sa, ho letto Gobetti, Benedetto Croce...devo continuare? Vuole che le racconti che cosa successe in una cena tra amici "democratici" alla fine del 2010, appena dissi che la Spagna era un paese allo sbando e che l'Italia, nonostante tutto, stava ancora meglio (ruby o non ruby)? Vuole che le ripeta i gentili insulti che mi sono preso? Capisce insomma, perché seguiamo con interesse, continuità e direi decisamente affetto Alberto Bagnai? Perché non abbiamo trovato da nessuna altra parte udienza, attenzione, competenza e informazione, come qui. Secondo lei un "puro folle" che si mette contro tutti, soprattutto la gentile stampa nazionale, dovrà o non dovrà essere pronto a reagire come dio comanda per difendersi e per non essere distrutto?

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    11. silvia, o silvia

      ma chi glielo ha fatto fare di lasciare a memento un post simile?
      ma non lo ha riletto prima di pubblicarlo?

      Usa il termine La Verità come se questo fosse un blog di una nuova religione,
      non vuole entrare nella sostanza della materia che è l'unica cosa che ai lettori di questo blog interessa,
      insinua che qui non si parli di sostanza ma si faccia rumore...
      e non proseguo oltre perchè il valore aggiunto di un intervento come il suo ha lo stesso peso delle azioni del gruppo Sole24Ore.

      Ha qualcosa da dire? Lo dica!
      Non condivide qualcosa? Lo dica!!
      Studia economia? Sai che roba, anche noi!

      Guardi, per sua informazione, la avviso che qui non si propugnano strane o non strane teorie economiche (non siamo mica amanti dela MMT...), ma si cerca semplicemente di verificare se quello che ci viene propinto dai media sia coerente con i dati, ma NON con i nostri dati, ma con quelli delle fonti internazionali certamente non eterodosse, ex multis il Fondo Monetario Internazionale.

      Se l'IMF certifica che l'inflazione in Eurozona oggi (come in Italia da 150 anni) non è omogenea, allora significa semplicemente che non basta avere una Banca Centrale unica per governare l'inflazione!!

      Se alcuni stati appartenenti ai PIIGS non avevano affatto un debito pubblico elevato o superiore al 60% sul PIL al momento dell'esplosione della loro crisi, significa che il debito pubblico non centra nulla con la crisi!!

      Se il paper che fissava internazionalmente al 60% sul PIL il limite di warning per i fondamentali economici di una nazione, era sia gravato da errori di calcolo e metodologici sia da inespresse condizioni di causalità, allora il limite del 60% non ha fondamenti nè logici nè fattuali

      e questi sono solo alcuni dei fatti che qui interessano

      Lo capisce? Come direbbe un mio amico, se potesse essere facilmente compreso, non dovrebbe nemmeno essere spiegato.


      Silvia, rimembri ancora
      quel tempo della tua vita mortale,
      quando beltà splendea
      negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
      e tu, lieta e pensosa, il limitare
      di gioventù salivi?

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    12. n'omo na dona...
      ecchevvoi che ce sia?

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    13. Gentile Alberto Bagnai, grazie della Sua risposta. Prima precisazione: ho scritto "Sue" idee, perché scrivo QUI rivolgendomi a LEI. E perciò non mi permetto di tirare in ballo terzi, tutto qui. Con ciò non volevo certo sottintendere che quelle che ho definito le "Sue" idee non siano condivise da tanti altri, italiani e non. Seconda precisazione: ho un BA e un Master in Economia, ho lavorato 2 anni e ora sto facendo un secondo Master all'estero. Ci tengo a precisare che non amo molto sbandierare i miei "titoli", ovvero ciò che faccio/ho fatto, ma Lei giustamente mi chiede su che basi io parli di economia, quindi mi pare doveroso fornire le prove che sì, ho di fatto "una certa familiarità con il dibattito scientifico". Mi farebbe piacere ovviamente continuare la conversazine con Lei in termini più scentifici, ma magari via mail o di persona, perché non credo che il formato commento sia molto adatto.
      Terza precisazione: mi fa piacere che il mio commento abbia suscitato una reazione da parte Sua. Quello che mi dispiace davvero è leggere che Lei della "mia condivisione" ne faccia "volentieri a meno". Non perché io abbia manie di protagonismo (piuttosto il contrario direi, e infatti come si premura di sottolineare anche Lei, io nel dibattito sono "ai margini") ma piuttosto perché da un intellettuale mi attenderei un'apertura mentale assoluta al pluralismo e anche un certo interesse nei confronti delle critiche (ovviamente se costruttive). Soprattutto mi aspetterei questo da chi presenta la propria azione intellettuale come una lotta antidogmatica al "conformismo intellettuale", per riprendere la Sua efficace espressione.

      In ogni caso grazie ancora della Sua cortese risposta.

      Silvia

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    14. ah scusate, non avevo visto i commenti precedenti. confermo che quella del link messo dal signor Tolomeo sono io. Ripeto che l'uso di "Sue posizioni" non era inteso nel senso di "solo Sue".

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    15. Se posso permettermi, professore, non credo si tratti di limiti suoi nello svelare misteri. Penso piuttosto a un forte condizionamento culturale: la generazione di Silvia (da quel che racconta il suo curriculum ci sono un paio di decenni di distanza dalla sua generazione e un decennio dalla mia) è cresciuta nel mito di una certa rappresentazione dell'Europa, e come dice lei all'Europa deve molto (occasioni professionali e di esperienze personali). La vedo un po' come la generazione del ventennio, che nonostante tutto ha creduto alla Repubblica di Salò. Molti però, a quel tempo, hanno saputo liberarsi dal giogo dei condizionamenti e dell'indottrinamento. Per questo penso che ci sia speranza. Se sarà il caso, questo blog avrà guadagnato un'altra mente non ottusa.

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    16. Ma non capite proprio niente... quando scrive "Fossi in Lei, mi concentrerei sulla sostanza e non sul rumore." è un consiglio molto acuto. un semplice monito: evitare Noise From Amerika e andare alla sostanza della questione.

      Bisogna legger tra le righe.


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    17. domanda OT per istwine
      ma la serie sulla moneta endogena non doveva proseguire dopo la seconda puntata ? peccato perché era molto interessante (in particolare le esemplificazioni con i T-accounts che spiegano meglio di molte parole) per uno come me che - partito digiuno - sta seguendo pedissequamente le istruzioni per l'uso prima di esprimere opinioni e porre domande; sono già a buon punto: letto Tramonto, Giacchè, studio Modelli etc

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    18. Cara sig.na, che lei non condivida "le tesi di Bagnai" è più un suo problema dato che "le posizioni del mainstream sono in rapida evoluzione". Al prof mi permetto invece di consigliare di continuare così, se fosse stato "politically correct", il dibattito nemmeno si sarebbe aperto e tanta gente, come noi che la seguiamo, non avrebbe capito la truffa sia mediatica che economica del fogno europeo. La prossima volta non sprechi inutili fatiche dietro a gente insignificante sia intellettualmente che umanamente (non mi riferisco alla sig.na), l'asfaltata a barisoni era più che sufficiente.

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    19. Non voglio interpretare il pensiero di nessuno, ma a me non sembra che la questione sia personale. Il ruolo di un giornalista non è quello di un giardiniere. Chi scrive di argomenti delicati come l'economia e parla di un problema di debito pubblico, può indurre l'opinione pubblica (anche detta "elettori" in democrazia) a certe scelte politiche. Potrebbe significare indurre quelle persone a pensare che tagliare tutta la spesa pubblica sia positivo. Cioè il welfare. Cioè la loro protezione sociale e il futuro dei loro figli. Se non mi ricordo male era: "abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità (intende "vostre" ndr)" e "[…] attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere […]".

      Bene: chi vuole tutto questo lo deve dire molto chiaro a chi lo elegge. Chi informa deve precisarlo, mentre lo sostiene. Altrimenti chi capisce che si sta nascondendo un enorme fallimento del mercato di cui gli elettori non sono responsabili, può provare disprezzo verso ciò che viene detto. Che non è personale, ma verso le opinioni che lei, dott.ssa Merler, ci ricorda essere legittime, ma nemmeno in Voltaire immuni dai sentimenti umani.

      Preciso che scrivo a titolo personale e che è un'esegesi individuale, come il mio commento. Anche io purtroppo ho pensato che chi mi informasse avesse ragione e che la Grecia, in fondo, non poteva che finire così. Quando mi sono svegliato, mi sono sentito complice di ciò che è loro successo, e non posso perdonarlo a chi ha mentito.

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    20. Io non mi occupo di Economia, ma di tutt'altro. ma siccome una nostra grande insegnante di recitazione, che di certo pochi di voi conosceranno, Marisa Fabbri, ci ripeteva che "un attore è prima di tutto un cittadino", mi occupo anche di questo, male certamente, ma me ne occupo.
      Ebbene, il post della dott.a Silvia contiene il grigiore del politicamente corretto che tanti danni ha recato alla nostra società negli ultimi decenni.
      Per comprendere certi "malevoli caratteri" (presunti) serve forse ricordarsi di cosa accadde all'indomani dell'11 settembre 2001 all'uscita de "La rabbia e l'orgoglio" della Fallaci.
      Le idee della giornalista fiorentina potevano certamente essere discusse, ma a mio vedere ciò che si evinceva da tutto il dibattito sul pamplhet era ormai la nostra totale disabitudine a chi diceva ciò che pensava e se ne assumeva in toto la responsabilità. Eravamo un Paese abituato ad accapigliarsi sugli articoli di Sciascia, della Fallaci, di Pasolini o di Montanelli, divenimmo la Nazione del politicamente corretto, che guarda caso è radical chic, che a sua volta, ariguarda il caso, è profondamente piddino.
      Mi pare dunque, cara dott.a Silvia, da non economista, che la ortodossia delle tesi del professore non venga contestata da suoi autorevoli colleghi.
      Sulle sue modalità di comunicazione, peraltro molto raffinate (e questo ad alcuni crea ancora più fastidio), beh, forse dovremo riabituarci al nudo coraggio delle proprie idee, anche se talvolta contro tutto e tutti, caso che qui non appare. Perché questo coraggio, quando non lanciato all'arrembaggio, ma articolato nel suo puntuale ragionamento, può solo che farci bene... come ce ne faceva, creando fruttuose discussioni e relativi dubbi.
      il ruolo degli intellettuali è proprio certa che sia quello di dare il buon esempio? credo dovrebbe essere, invece, quello di scompaginare, di offrire un altro punto di vista, di "unire i puntini" e aprire a possibili nuove prospettive, forse anche quello di scalciare per alimentare il dibattito ("IO SO perché sono un intellettuale...). Tutta roba che si fa con la competenza, non con l'urlo "capra capra...".
      Un amico mi ha raccontato costernato, proprio oggi, di Aldo Busi che in tv (sempre la tv) parlava, a proposito della Di GIrolamo, di moralità, di un Paese che non ha più moralità, e la auspicava. Ma se un intellettuale/artista, continuava l'amico, chiede e invoca la moralità, chi si occuperà più di quella "amoralità" che è stata sempre spina nel fianco per la società e sempre l'ha costretta a riflettere e modificare i suoi riferimenti "morali"? Baudelaire, concludeva l'amico, si rivolterà nella tomba.
      Noi attori onesti (non pretendiamo di essere bravi, ma solo onesti), ci ripetiamo da sempre una cosa: "Se il pubblico esce da teatro nello stesso stato d'animo in cui vi è entrato, hai perso tempo".
      A che mi servono intellettuali che mi rassicurano nel mio "stato d'animo"? non ho tempo da perdere, perché "il tempo sarà anche danaro, ma il danaro non è tempo". che mi è ben più prezioso.

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    21. Cara Silvia,

      non nascondiamoci dietro a un dito (e nemmeno dietro a Facebook).

      L'uso della maiuscola per i pronomi in italiano è un pochino borbonico. Sa di finto rispetto. Evitiamolo e comunque puoi darmi del tu.

      Il "tirare in ballo terzi", come lo chiami tu, noi che (come te) siamo del mestiere lo chiamiamo "References" ed è una cosa che mettiamo in fondo a ogni paper. Pensa, ne ho appena scaricato uno tuo, e vedo che lo fai anche tu. Allora perché chiamare "mie" idee che sono di Meade, Kaldor, Friedman, Thirlwall, Dornbusch, Krugman, ecc.? Escludo che tu non lo sappia, questo, e comunque il ripassino è qui.

      Voglio precisare che a me dei titoli non me ne frega niente. Ho combattuto una battaglia piuttosto aspra contro i tronfi sbandieratori di CV, e non ne sono usciti bene. Mi interessano gli argomenti. Ma tu non portavi argomenti. Portavi una lezzzzioncina di bon ton fatta a uno che viene da anni insultato dalla simpatica tifoseria che ti segue su Facebook, semplicemente per aver detto quello che ogni economista sa anche quando fa finta di non saperlo.

      Ora, io sono una persona educata e tu sei una signora, quindi ti ho risposto. Ma se ti rileggi capirai di essere intervenuta fuori luogo. La maggiore o minore dignità scientifica del tuo lavoro non era in discussione. Era in discussione l'atteggiamento di chi, dopo aver per anni, dileggiando il mio lavoro di divulgazione, difeso una visione completamente falsa dell'origine della crisi, ora improvvisamente si attribuisce la paternità della scoperta dell'acqua calda.

      Io credo che l'economia sia una scienza. Vorrei sapere se una persona con i tuoi titoli in campo medico o fisico si permetterebbe di "non condividere" le intuizioni dei Nobel dei rispettivi settori. Per favore, non derubrichiamo tutto a opinioni, e non facciamo lezioncine di bon ton.

      Tu, perché sei brava, ti sei messa al calduccio in "Europa". Detesto farlo notare, ma qui la situazione è molto difficile, e oltre al fatto che la gente crepa, cosa della quale magari uno può anche legittimamente decidere di non tener conto, visto che le funzioni di utilità non sono cardinali, sussiste il fatto che se da economisti continuiamo a dire che l'acqua asciuga o che l'euro è una buona idea, sicuramente facciamo contenti i nostri datori di lavoro, ma finiamo di sputtanare la nostra professione.

      La tua critica riguardava i miei toni e quindi è smentita dai fatti. Per riaprire il dibattito in Italia ci volevano esattamente questi toni. Lo prova il fatto che sono riuscito a riaprire il dibattito.

      Naturalmente, so esprimermi in altro modo nelle sedi opportune. Se ti interessano occasioni di confronto scientifico, questa è una (guarda le special sessions, ti accordo da ora una deadline extension). Ma a me i confronti "privati" non piacciono. Proprio perché sono aperto alle critiche (che sono una cosa diversa dalle lezzzzioncine), desidero che i dibattiti siano un patrimonio pubblico e che ci si confronti all'aperto, non al chiuso.

      Non è detto che questo debba avvenire a casa mia. Può avvenire da un'altra parte. Ma io sono stanco di incontrare persone che in privato mi dicono una cosa e in pubblico un'altra. Tu, certo, non lo faresti. E allora confrontiamoci in pubblico.

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    22. L'appartenenza al Bruegel basta a fugare ogni dubbio sull'orientamento ideologico della (mal) intervenuta.

      Dice "ma che è 'sto Bruegel?" In gergo è noto come think tank (serbatoio di pensiero). Tra i suoi fondatori troviamo il sopracitato (da Alberto) Jean Pisani-Ferry e Mario Monti, il noto salvatore della Patria (daje a ride, se non ci fosse da piangere), che ne è stato presidente dal 2005 al 2008 ed ora ne è presidente onorario.

      Secondo la classifica del Think Tanks and Civil Societies Program (TTCSP) dell'Università della Pennsylvania, il Bruegel nel 2012 è risultato al primo posto, per influenza, fra i 50 maggiori think tank che si occupano di politica economica internazionale (il link è a un pdf; nel caso non si posizionasse alla pagina giusta, è la tabella 18 a pag. 76). Non male per un'organizzazione che ha solo 9 anni.

      Meno sorprendete se consideriamo chi la sovvenziona: fra questi ci siamo anche noi, a nostra insaputa naturalmente. I rapporti delle nostre istituzioni con questa organizzazione non sono saltuari e superficiali: il vice ministro Vittorio Grilli ne è membro e al Dipartimento del Tesoro, nella Direzione III - Rapporti Finanziari Internazionali, l'Ufficio V ha il compito di tenere, cito testualmente, «Rapporti con l'Associazione Bruegel per i temi attinenti al programma di ricerca». Compito assegnatogli con DECRETO 5 luglio 2012. Individuazione e attribuzioni degli Uffici di livello dirigenziale non generale dei Dipartimenti (pag. 10 del pdf, o -6- per numerazione del documento, seconda colonna in alto) dall'allora ministro dell'Economia e Finanze, nonché Presidente del Consiglio, Mario Monti, come si evince anche dalla firma sul decreto, in fondo al documento (Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale„ n. 205 del 3 settembre 2012 - Serie generale).

      Prendi nota Alberto: se vuoi far crescere a/simmetrie è così che devi fare! Mica puoi andare lontano con gli spicci di quattro straccioni come noi (scrivo noi per solidarietà, ma in effetti io gli spicci non li ho ancora cacciati perché non li ho).

      Per concludere, una semplice ricerca con parole-chiave Bruegel Mario Monti rivelerà, sapendo sfrondare dal gossip un tanto al chilo, delle informazioni interessanti.

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    23. Ho letto e riletto il primo commento in alto ma non ho capito qual è il nesso con Goria, e quindi il motivo per il primo commento.

      Mi pare però che il testo sui sudden stop fosse interessante, e comunque leggendo qua e là il Bruegel, Silvia mi aveva colpito :).

      Quindi: benvenuta Silvia! :)

      P.S.

      Ma un BA e un Master in Economia corrispondono a una vecchia laurea in Economia?

      P.P.S.
      Il mio commento è al livello di quelli di facebook?

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    24. maurizio,

      non dipende da me, io li farei, ma questo qui, questo Bagnai di cui la gente non smette di parlare, è uno che censura, uno da evitare.

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    25. Professore,

      qualcuno disse: “First they ignore you, then they ridicule you, then they fight you, and then you win.”

      Io il blog lo amavo tantissimo nella prima fase delle quattro. I vari "oni" distribuiti fra TV e Radio pontificavano sul "piu' Europa", "la Ciiinaaa", ed "il vero successo dell'Euro"; le varie daddy's girl come la tizia qui sopra scondinzolavano attorno a qualche barone universitario "europeo" nel piu' totale anonimato; si veniva qui la sera, si leggeva, si imparava e ci si divertiva pure. Oggi siamo fra la seconda e la terza, e devo dire che e' molto diverso: e' uno spettacolo "doloroso"; anche se riconosco che forse sia inevitabile.

      Speriamo solo che la quarta fase giunga presto. Nel frattempo le rinnovo la mia ammirazione e gratitudine: il fardello che porta e' molto pesante, non si affanni troppo a reagire alle provocazioni. Se ha tempo vorrei che guardasse questo commercial di un'azienda per la quale ho lavorato. Trovo che si addica molto al suo lavoro scientifico.

      Truth happens.

      http://www.youtube.com/watch?v=2_VFKqw1q2Q

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    26. Cara Silvia,
      perché invece non utilizza questo spazio per confutare il Professore? Io non ho le competenze per verificare se ciò che il Professor Bagnai presenta come principi economici assodati e condivisi sono invece sue opinioni personali. Lo seguo e gli credo perché tutto quello che dice è, oltre che ben argomentato, perfettamente compatibile con la realtà che mi circonda ma anche perché mai nessuno tra i suoi detrattori lo ha mai contraddetto "dati alla mano", mai un grafico confutato, mai qualcuno che contesta l'ortodossia di talune tesi economiche dichiarata dal Professore. Allora se quello che leggo ha una logica inattaccabile, se è perfettamente compatibile con quello che vedo e vivo tutti i giorni, se dà una spiegazione sensata a tutto quello che sta succedendo e in più, nessuno "titolato" contesta con opportune argomentazioni ciò che dice.... beh, mi vien facile credere che non sono opinioni, non sono teorie ma fatti!
      Mi piacerebbe moltissimo leggere qualcuno , titolato come lei, in grado di argomentare che ciò che il Professore sta divulgando come verità economiche sono invece solo opinioni di alcuni, magari espressione di una data scuola economica, ma che ce ne sono altre che hanno adeguato seguito.
      Perché non lo fa?

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    27. Il vecchio Parmie ben conosceva la differenza tra doxa e aletheia. Purtroppo, il rumore fa si che la più parte non riesca a distinguere tra le due, perchè qualsiasi menzogna (o opinione, che dir si voglia), reiterata e reiterata dalla fabbrica di fantasmi che sta, pian piano, soppiantando il mondo reale, diventa verità.
      La tecnica l'aveva scoperta (o forse solo codificata) Edward Bernays, nipotino di Siegmund Freud, il suo primo libro si chiamava Propaganda, da lì la parola che usiamo per descrivere il fenomeno, che fu poi egregiamente applicato da un certo Goebbels (consiglio a tutti di leggere il suo diario che, pur se piuttosto noioso, spiega molte cose anche dell'oggi). Uno dei segreti è quello di insistere sul fatto che tutto ciò che si afferma sia un'opinione, sia detto dai sapienti dalla,"gente grossa"e che, pertanto, tutto abbia lo stesso valore (che,quindi, viene ad essere piuttosto inflazionato). Anche questo simpatico risultato della "Società dello spettacolo" andrebbe profondamente ripensato, perchè la libertà non è quella di Von Hayek, ma quella descritta "qui" da Theodor Wiesengruund Adorno

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    28. Professore,
      la comprenda. E' una giovane ricercatrice, praticamente all'inizio della sua carriera. Ha avuto la possibilità di cogliere la palla al balzo. L'ha evidentemente colta ed é finita praticamente nella stanza dei bottoni del pasticciaccio eurista. Ma sicuramente manca di esperienza (non certamente d'intelligenza). E' ovvio che non ha letto bene questo suo post, nè i precedenti e men che meno le istruzioni per l'uso.
      Da qui l'infelice "Sue" idee/argomentazioni/opinioni/posizioni (si potrebbe discutere a lungo sul differente significato di queste parole) a proposito di un tema affrontato, come più volte sottolineato in questo blog, da economisti che hanno segnato profondamente la storia degli studi economici. Anche da posizioni profondamente differenti.
      Ma anche questa é esperienza. Come lo sarà la ricerca di un nuovo datore di lavoro in un futuro nemmeno tanto prossimo (non auguro a lei di perdere il lavoro, ma spero per tutti noi che in quel luogo non abbiano più il potere di decidere sulla nostra pelle).
      Questo blog é stato costruito dal professor Bagnai proprio sulla sostanza, spiegando una materia sconosciuta ai più (me compreso), con tanto di rimandi bibliografici, link a pubblicazioni ed articoli scientifici, dati direttamente dalle principali e riconosciute istituzioni economiche, nazionali e soprattutto internazionali. Tutto verificabile. Più sostanza di così? E' se c'é voluto anche un pò di buon rumore (e di umore) per iniziare a farsi ascoltare e portare il dibattito al di fuori di questo luogo di alta informazione, ben venga!
      L'aspetto più importante é però quello umano. Il professor Bagnai si é esposto in prima persona per cambiare concretamente lo stato delle cose. Ha fatto e fa informazione quando nessun'altro la faceva (ne la fa tuttora). Ma il nocciolo della questione é la responsabilità che si é onestamente assunto nel condurre questa guerra; quella responsabilità della quale tanti loschi personaggi si riempiono la bocca, ma di fatto ci si puliscono le terga! Chi produce rumore quindi?

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    29. Cara Silvia, permettimi di citarti Pasolini
      "lo non ho alle mie spalle nessuna autorevolezza: se non quella che mi proviene paradossalmente dal non averla o dal non averla voluta; dall'essermi messo in condizione di non aver niente da perdere, e quindi di non esser fedele a nessun patto che non sia quello con un lettore che io del resto considero degno di ogni più scandalosa ricerca"
      La sinistra italiana ha perso l'appuntamento con Pasolini, e con altri "profeti" che parlavano dell'imminente deriva ideologica dell'intellettualismo di regime. Per capire il ruolo autentico dell'intellettuale occorre rileggere gli "scritti corsari" di Pasolini sul Corriere (e altri), quando i quotidiani avevano ancora un loro posto nel processo culturale della società italiana, prima della deriva che tutti conosciamo: quel conformismo ci ha travolti e ci ha lasciati senza difese, non si può oggi far finta che nulla sia accaduto.

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    30. @ Correttoredibozze

      Non si sputa nel piatto in cui si mangia ;-)
      Comunque condivido l' idea del prof Bagnai : ammettere di essersi sbagliati e cambaire opinione è umano (e intelligente), fare finta di non aver mai utilizzato logiche di comodo (magari per ottenere vantaggi personali) è da voltagabbana disonesti.

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    31. @Giorgio

      Dai, Silvia è meglio dei suoi supporter. Verrebbe allora da chiedersi perché accetti di essere sostenuta da loro, volendo NON entrare (come lei NON entra) nel merito degli argomenti economici...

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    32. @Velo di Maya

      Grazie per l'aforisma, che sintetizza il succo di questo post. Me ne son giovato questa mattina per dare, appunto, una risposta...

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    33. @Simone

      Ma guarda che mi rendo perfettamente conto della posizione di Silvia, che è, fra l'altro, certamente una persona intelligente per essere arrivata dov'è arrivata (e lo si vede anche da quello che scrive). Credo infatti che, purtroppo, proprio in virtù della sua posizione, scomparirà dal nostro dibattito, il che sarà certamente una perdita.

      Ho più amici a Bruxelles di quanto lei immagini, quindi come stanno le cose alla DG ECOFIN più o meno lo so.

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    34. @Brughen

      Come sopra. Non credo che la dott.ssa Merler possa troppo esporsi in un dibattito pubblico su questi temi e rispetto la sua sensibilità. Se ci onorerà della sua presenza all'INFER 2014 AC sarò molto lieto.

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    35. Anche io sono per i dibattiti civili e costruttivi.

      In ragione di ciò, mi limiterò -molto sommessamente- a segnalare alla Sig.a. Merler che l'appello strumentale ai principi del dibattito civile e del politicamente corretto per il solo fine di neutralizzare, agli occhi del lettore terzo, la valenza sostanziale delle tesi altrui è mero espediente retorico. Non particolarmente originale -se posso permettermi- e di comprovata inefficacia.

      Mi associo pertanto a Brughen. Qualche argomentazione "ad rem", sarebbe cosa gradita.

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    36. Caro Lorenzo, credo siano intuibili i motivi per i quali ciò che tu auspichi ha una probabilità molto bassa di verificarsi, no?

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    37. Il velo di Maya: Luigi Valli! L'ho scoperto solo tre anni fa ed è stata una vendetta per i miei poveri testicoli, sopra cui il dolce stil novo era passato come la macina di un frantoio sulle olive.

      Un codice, ma certo! L'unica interpretazione sensata di componimenti a volte stucchevoli e/o impenetrabili:

      Sulla traccia delle prime mirabili intuizioni di Giovanni Pascoli si riusciva a ricostruire la dottrina segreta della Croce e dell'Aquila nascosta nella Divina Commedia, e risultava evidente che gli artifici simbolici del Poema Sacro miravano appunto a nascondere una dottrina teologico-politica arditamente originale e, per quanto cattolica nel suo spirito, certo non gradita alla Chiesa del tempo. Si rendeva quindi sempre più verosimile che qualche cosa di analogo si nascondesse sotto quegli evidenti artifici simbolici, con i quali Dante e i suoi amici «Fedeli d'Amore» parlavano dei loro strani amori con tanta cura di nascondere il loro pensiero alla «gente grossa».
      Pertanto, mentre la critica realistica inseguiva invano la realtà di queste inafferrabili donne, mentre la critica estetica doveva metter da parte come artificiose, convenzionali e gelide l'enorme maggioranza di queste poesie che non rivelavano nessuna vera commozione d'amore, mentre restava oscurissimo questo amalgamarsi dell'amore con la filosofia, con la religione e perfino con la politica…


      È vero che non solo alla gente grossa dovevano nascondere il loro pensiero: era un'epoca in cui chi veniva accusato di eresia rischiava di essere processato, torturato e messo al rogo. Però questo vizietto di nascondere la verità a chi viene considerato inferiore intellettualmente e/o moralmente i sedicenti illuminati di turno non l'hanno mai perso: per quanto riguarda l'adozione dell'euro, vi rimando alle parole di Aristide e al teorema della piscina. Evidentemente ci considerano, con disprezzo, degli inutili ciechi guidati da altri ciechi, come nel famoso quadro Parabola dei ciechi, di Pieter Bruegel il Vecchio.

      Che dite? Come il nome del think tank? Ma allora siete complottisti! Voi dovete schiaffarvi bene in testa che il mondo è tutto tutto governato dal caso e dalle coincidenze! Bruegel è l'acronimo di Brussels European and Global Economic Laboratory.

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    38. @ Silvia Merler

      Sono uno a cui l'economia non ha mai interessato molto, finchè la crisi economica non ha preso il sopravvento sul nostro paese e sulla vita di tanti connazionali e quindi ho dovuto, con non pochi sforzi, cercare di approfondire, perchè la conoscenza è ciò che permette di fare le scelte giuste senza affidarsi alla fortuna.

      Ero uno di quelli che, per deduzioni personali fortemente spinte dalle principali notizie del mainstream, vedeva nella corruzione e nell'evasione fiscale le cause primarie di questa sciagurata situazione.

      Questo prima di conoscere Goofynomics.
      Non ho alcun bisogno di sapere se Bagnai sia un economista di fama internazionale o un poco conosciuto professore di provincia, il suo valore è dato dalle informazioni che gratuitamente ha messo a disposizione di tutti.

      Ora conosco benissimo la posizione di Bagnai, ci fornisce grafici, cita fonti e soprattutto ci da gli strumenti necessari a capire cosa sia accaduto e cosa accade ora.

      Ma la sola cosa che conosco di chi ha una posizione contraria è che per loro il problema è uno: "BAGNAI". E cosi come quelli che twittando provano a sbeffeggiare il nostro professore, lei non ci fornisce nulla per poter dimostrare che la sua tesi sia quella giusta, non alimenta il dibattito con dati, argomenti, ma si lamenta del fatto che Bagnai difenda il proprio onore.

      Magari lei apra un suo Blog, inizi a postare grafici, nozioni di macroeconomia, fornisca il materiale necessario al dibattito, dia il suo contributo alla divulgazione, perchè se non lo ha capito, qui si parla di economia anche quando i protagonisti sono i troll che su twitter non riescono a far altro che gettarsi nel ridicolo dopo aver diffuso per anni informazioni fuorvianti.

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    39. Ma caro Mario, la gentilissima dottoressa Merler non può venire qui a confrontarsi. Ha ceduto a un impulso giovanile, si è sentita piccata (non ho ancora capito perché), ed è intervenuta. Poi le hanno tirato le orecchie, facendole capire che, visto che il gioco della delegittimazione non era riuscito nemmeno a Bisin (che un po' più di lei ne sa), venendo qui avrebbe dato a me, e soprattutto a voi, dignità di interlocutori.

      E allora si è ritirata in buon ordine.

      Come finirà lo sappiamo.

      Full stop.

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    40. Però Alberto, il patto era che quando sono così giovani toccano a me. Alla tua età ci fai una brutta figura, lo dico in amicizia. sembri un barone attaccato alla poltrona, allo scranno.

      L'impressione comunque (devo averlo già scritto) è che l'economista italiano moderno ogni volta che entra in una discussione, somigli un poco al famoso uomo che entro nel caffè, che inconsapevole del destino, non fece ritorno a casa*.

      *così pare, benché leggerei con piacere notizie successive al fattaccio. mi piacerebbe saperne di più, intervistare amici e vicini di casa, conoscere qualcosa della sua biografia.

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    41. Più che un commento, un invito o una sollecitazione, quello della Merler mi sembra un'offerta che non si può rifiutare.

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  4. Se possiamo vedere nel futuro: https://twitter.com/spud85/statuses/423749307691327490

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  5. i convertiti tra non molto saranno anche zelanti, perché in fondo è di religione che si parla. A me non fanno e non faranno mai pena, riesco a nutrire solo disprezzo umano e ribrezzo intellettuale, senza alcuna fatica. Non ho simpatia per gli stupidi, gli schiavi e gli invertebrati ..... ad dimenticavo anche per gli "oni".

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  6. a questo punto mi pare di sparare sulla croce rossa.. comunque nel suo articolo Goria parla di debito pubbico GER al 21% nel 95 e ale 38% nel 2000.

    eppure i dati sul public debt credo siano i più accessibili tra tutti i dati economici dei vari stati. vabbeh..

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  7. La vera tragedia non è che Goria le cose le dice con quattro anni di ritardo rispetto a lei; ci potrebbe pure stare, forse. La tragedia è che le dice quasi tre anni dopo di me (e tanti altri me, anzi, IO)! Che di mestiere non faccio né il giornalista che si occupa di temi economici, men che meno l'economista! hey, Goria, qui si viaggia con questa, vuoi un passaggio?

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  8. Porrei l'accento sul "furto di democrazia che abbiamo subito" dove aggiungerei al passato (abbiamo) il presente e se nn ci diamo una bella sveglia, il futuro...molto molto prossimo. Un sincero grazie.

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  9. E quindi, le conversioni, oltre che con Barisoni, se non accompagnate da adeguata autocritica, rischiano di far rima anche con qualcos'altro...

    ... con: i miei "abitanti di Cogliate", I suppose ...

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    1. Come poeta non sei un gran che: cogliatesi non rima con Barisoni.

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    2. Ha ragione! Ma mi ha condotto sulla cattiva strada chi disse che gli abitanti di Sparta sono spartoni ;-)
      P.s.: non c'entra nulla - forse - con l'argomento dei suoi ultimi due post ma nel mio (breve) cazzeggio post prandiale prima di rimettermi a lavorare sono incappato, su un altro blog che parla di tutt'altro, in questa simpatica rima/aforisma del Foscolo, di cui le faccio volentieri omaggio:

      In tempi men leggiadri e più feroci, i ladri si appendevano alle croci;
      in tempi men feroci e più leggiadri, si appendono le croci in petto ai ladri

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  10. P.s.: prof, se continua a togliersi sassolini dalle scarpe potremmo aprire una cava ...

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  11. Su facebook si stanno scatenando in un party di vittimismo e solidarietà nauseante. Spettacolo affascinante, considerato anche che sulle stesse pagine avevano attaccato la sua persona in modo assai peggiore.

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    1. Se Twitter è una fogna, Facebook è una fogna allagata! Tu lasciali parlare, poverelli. Ovviamente se avete screenshot del prima e del dopo (io ne ho) poi li mettiamo in fila e vediamo quali sono stati, a suo tempo, i toni di queste pudiche verginelle, che si adontano di dover pagare il biglietto per salire sul carro del vincitore...

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  12. Non conoscevo 'sto Fabrizio Goria. Googlandolo, scopro che è classe '84. Cioè non ha nemmeno trent'anni. Ora, perché scrivere un post dedicato ad una querelle con uno così, mi domando? ce ne saranno a decine adesso e a centinaia nelle prossime settimane, pronti ad affermare "l'avevo previsto prima degli altri". Chissà quanta immondizia uscirà dal basso quando la marea dei sostenitori dell'Euro inizierà a ritirarsi a partire dalla prossima estate.
    I pesi massimi come Barisoni meritano un posto tutto per sé, ma questi qua? se il prof non lo nominava molti dei lettori di questo blog -me in primis- non avrebbero mai nemmeno saputo dell'esistenza di questo "giornalista". Sai che perdita...

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    1. Perché tu devi sapere che questa persona che poco sa su un social come Twitter "fa opinione". Quindi meglio capirsi subito.

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    2. Però nei commenti si rivede un certo Minosse...
      Testuali sue signorili parole: "Bagnai è un pallone gonfiato. Efficace come blogger quanto irrilevante come economista"
      Ovviamente c'é la fotina.

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    3. @Simone

      Condivido in pieno la valutazione di Minosse. Va anche detto che la sua strenua difesa del fatto che il calo dello spread dipendesse dalle politiche di Monti è stata confutata niente meno che da Blanchard ("it is essential to have a lender of last resort, ready to lend not only to financial institutions but also to governments. The evidence on periphery sovereign bonds in the Euro area, pre and post the European Central Bank’s announcement of outright monetary transactions, is quite convincing on this point).

      Forse è meglio essere irrilevanti e dire cose giuste, che essere rilevanti e prendere sberle simili! Io mi sono sempre espresso con rispetto verso questa persona prima che lui mi attaccasse. Lasciatelo perdere.

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  13. Io sto aspettando con ansia la retromarcia della classe politica, compresi i peggiori tra gli eurolesi, i piddini.
    Che iniziano a parlare di trattati obsoleti (alcuni li hanno firmati solo da un anno, ma si sa l'obsolescenza in politica è una categoria popolare), di rilanci della domanda interna, politica industriale e tedeschibrutticattivi.
    Quanto ci metteranno a dire le due paroline magiche, già proferite da uno di loro?
    Si accettano scommesse, in palio una copia del libro di Letta "Morire per Maastricht" autografato da Gozi.

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  14. Un saluto caro Alberto da GPG e dallo staff di Scenarieconomici.it, ed un buon anno (ritardato). Ti seguiamo sempre con piacere (anche i nostri lettori). A disposizione come sempre. In gamba!
    GPG Imperatrice

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  15. Da un articolo di Sergio Cesaratto - Fra Marx e List- Sinistra, nazione e solidarietà internazionale: "Rifacendoci a uno spunto di Massimo Pivetti sosteniamo che lo Stato nazionale sia lo spazio più prossimo in cui una classe lavoratrice nazionale può legittimamente sperare di modificare a proprio vantaggio i rapporti di forza. Nell'aver sostenuto lo svuotamento della sovranità nazionale in nome di un europeismo tanto ingenuo quanto superficiale, la sinistra ha contribuito a far mancare a sé stessa e ai propri ceti di riferimento il terreno su cui espletare efficacemente l’azione politica contribuendo in tal modo allo sbandamento democratico del paese".
    La riflessione si spinge verso la critica di una economia cosmopolitica o universale. Citando List Cesaratto scrive: "nelle attuali condizioni mondiali, la libertà commerciale universale non porterebbe ad una repubblica universale, ma all’universale soggezione delle nazioni meno progredite alla supremazia della potenza preponderante nell’industria, nel commercio e nella navigazione" .
    Il nostro cesaratto (nostro perché grazie a lui incomincio di nuovo a sentirmi di sinistra) sempre citando List dice che i vantaggi che Smith prospettava a proposito del libero commercio. erano, in realtà, un "cavallo di Troia …per indurci ad abbattere con le nostre stesse mani le mura che ci proteggono".
    Sempre citando List Cesaratto dice che, nello sviluppo economico nazionale, quello che risulta significativo è il fatto che l'interesse privato risulta subordinato a quello pubblico. Ma la cosa particolarmente interessante è l'idea di nazione che viene fuori: "La concezione di Adam Smith – il campione della scuola a cui List si contrappone – secondo cui la società è la somma degli interessi individuali, regolati dalla mano invisibile della concorrenza, è per List assolutamente limitativa: «E’ forse nella natura dell’individuo – egli si domanda – preoccuparsi dei bisogni delle generazioni future, come fanno invece per natura la nazione e lo stato?» Caratteristica del mio sistema, scrive List, «è di essere un edificio basato sull’idea di nazione come intermediaria fra individuo e umanità»
    Mi sembra che in questo modo la nazione, non caratterizzata da una ideologia protezionista ma aperta a possibili integrazioni, risulta diventare una sorta di coscienza sovraindividuale in grado di programmare il benessere anche delle generazioni future, cosa impossibile se questa programmazione viene affidata ad individui che hanno come priorità l'interesse individuale. Per Cesaratto, quindi, "Va osservato come, tuttavia, il nazionalismo di List sia assolutamente democratico e come egli non rinunci all’obiettivo cosmopolita fra nazioni giunte a un medesimo grado di sviluppo. In questo, come alla priorità attribuita allo sviluppo industriale, egli si differenzia dagli ideali nazionalistici dei romantici tedeschi".
    Cesaratto, mettendo a confronto List e Marx alla luce dello svuotamento della sovranità nazionale in nome di un europeismo che è diventato strumento nelle mani delle èlite che governano questo liberismo globale,  porta la riflessione critica su un piano implicitamente radicale,  una svolta teorica di grande portata.
    A questo punto di riflessione critica la sinistra è  arrivata quasi per inerzia, spinta dalla realtà dei fatti ma anche per il contributo  dato dalla "operazione verità" fatta, fin dall'inizio, con intelligenza e con coraggio dal nostro caro Prof.

    http://sinistrainrete.info/marxismo/3330-sergio-cesaratto-fra-marx-e-list.html

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    1. Condivido moderatamente l'entusiasmo di Salvatore. Rilevo che il contributo di Cesaratto è consonante con quello di 48, per il livello giuridico istituzionale, e quello che qui conosciamo per il livello economico. Tranne che nel finale, Ma ci torno.
      Sappiamo che l'euro è una forma di governo sovranazionale, che la costituzione è incompatibile coi trattati europei, ora ci viene, da Cesaratto, ricordato che, secondo List, lo stato nazionale è nato per salvaguardare una comunità dalle altre, quando ostili.
      In questo momento però è l'ultimo baluardo del proletario stanziale sotto attacco del volatile capitale internazionale.
      Cesaratto era visibilmente a disagio, probabilmente sentiva che l'uditorio era distante, ma anche perché la conclusione: -proviamo a cambiare con Tsripas, se è inutile, non resta che un'uscita concordata dall'euro- è debole e tattica.
      Vale la pena però di non lasciar cadere l'argomento.

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  16. Mentre ci sono evidenti segni di apertura delle conversioni, c'e' sempre chi di convertirsi non ne vuole proprio sapere ... ma com'e' che certe figure si condannano cosi' stupidamente al ruolo dell'ultimo giapponese in fondo alla foresta? Lo so lo so, lo pagano bene per difendere l'indifendibile, ma deve essere veramente tanto per fargli abbandonare il suo scranno presso la sicura BdI e paracadutarsi sul bunker del V r€ich mentre i russi sono arrivati ai bordi della citta' ...

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  17. Goofynomics rappresenta un riferimento importante per chi vuole addentrarsi nell'economia monetaria internazionale (ma non solo), e se uno è bravo a spiegare e a divulgare (in questo caso eccezionalmente bravo), la prima cosa da fare è riconoscerglielo. Guardate, cari giornalisti e economisti italiani, fa un po' ridere sentire offese personali o leggere frasi come "non sono d'accordo con le tesi di Bagnai". Può capitare che pure un misero studentello come il sottoscritto si ritrovi a possedere, ad esempio, un libro di Paul De Grauwe, pagato in lire (28.000), dove si analizzavano costi e benefici dell'integrazione monetaria europea prima che si andasse a vele spiegate verso il disastro. Lavoro, questo dell'ultimo dei fessi De Grauwe, nel quale si ponevano quei ragionevoli dubbi che poi il tempo ha ampiamente sciolto (purtroppo per noi). Quindi, non ne uscite bene. Un giornalista in teoria dovrebbe verificare tutto prima di scrivere o diffondere pareri. Un economista dimostrare di conoscere la letteratura economica. Qualcuno si dimentica che, quantomeno, viene dopo M. Friedman, Stiglitz, Krugman etc.

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  18. Professore,

    vuole sapere di un'altra illustrissima conversione? E si tratta di uno importante eh?

    http://rwer.wordpress.com/2014/01/16/larry-summers-joins-the-reality-based-economics-community/

    A me e' venuto da ridere.

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  19. A rileggere bene poi, direi che il prof. ha riconosciuto un ruolo al suddetto Goria, laddove scrive " e inaugura cosi' la stagione delle conversioni".....io penso che il personaggio ripete cio' che hanno cominciato ad ammettere .(sommessamente, in alcuni articoli) il sole e milano finanza... ( verita' non piu' occultabile grazie anche all'opera del prof.....). Il cui lavoro. e' fondamentale a valle con noi, e contribuisce fortemente a monte con quei media ... le mezze tacche beneficiano anch'esse , ma in secondo grado di rimbalzo, cioe' dopo adeguato rito di assimilazione, rigorosamente solo dalla bibbia salmonata....

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  20. Caro Prof. si goda il suo premio e non si curi di chi su twitter "fa opinione".
    Con le opinioni dei Barisoni la pancia non se la riempie nessuno e, alla fine, i nostri scellerati piddini dell'euro e i loro servi dovranno fare i conti con tante pance vuote.
    Dalle mie parti si dice "falli coce co l'acqua sua"
    Complimenti per il premio e, se mi consente un consiglio, non disperda energie e lucidità con gli utili (per l'euro) idioti, le conservi per i suoi studi economici e per chi li apprezza e segue con vivo interesse.
    Cordialità.
    P.M.

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  21. Notare il suo motto...
    http://www.panorama.it/autore/Fabrizio-Goria

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  22. Il Prof. e' oggettivamente avanti anni luce nell'analisi dei fenomeni economici in corso.
    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=5496&pg=6157
    Anche Ambrose Evans Pritcher non e' cosciente del fatto che il limite di inflazione massimo al 2% non e' scritto nei trattati.
    Ho comunque trovato nel testo molto interessante la presunta confidenza di Letta a Mr. Pritcher in cui a domanda risponde di confidare nella 'carita' della Merkel....

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  23. capiscilo, quello fa colazione con lo spritz...

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  24. E su, dottoressa Merler, un po' di senso dell'umorismo! Lei si prende troppo sul serio! Non ha capito che non ha a che fare con un "accademico che si pone come obiettivo quello di contribuire ad un dibattito di politica economica", ma col cavajere nero alla testa del quale noi marciam per conquistare il castello dell'euro!

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  25. e sì, prof. il web non dimentica.
    Era la prima volta che sentivo parlare di uscita dall'euro. fino ad allora l'avevo vista come una cosa strana: i ricchi avevano dichiarato guerra ai poveri, ma non arrivavo oltre...
    Poi, siccome ero un ascoltatore del Baristoni, incappai in questo.
    c'era, nel conduttore, deferenza, e attenzione e ascolto. segno che le cose le sa da un pezzo. forse questo accanimento degli ultimi tempi è dovuto al fatto che le poltrone cominciano a tremare sotto il fondoschiena?
    al minuto 12:00 circa, il 29 marzo 2011, intervista al prof Paolo Savona.
    buon ascolto ai curiosi del web ;-)
    http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&idprogramma=focus-economia&date=2011-03-29&idpuntata=gSLALtRz

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  26. Consiglio per gli investimenti: a capofitto negli allevamenti di vitelli grassi, si segnalano interminabili code al rientro dei figliol prodighi.

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  27. L'ultima di Barisoni alle 17,10....Bagnai studia!!!!

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  28. Sossoddisfazioni.
    Considerati certi livelli fuori casa, è meglio precisarlo.

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  29. ecco, è giovane ed esce dalla Bocconi.. bontà sua.


    PS: mi permetta prof.. ma si può dire "le sue affermazioni".. cacchio, non vorrei che randellasse pure me!
    PPS: però mi permetta.. sarà un'idea sua quella di aver dato un quadro generale della crisi e dello sviluppo tra AVO, ciclo di Frenkel, dinamiche tra produttività e salari reali?
    e va be'.. non se la prenda ma anche Charlie Francis (ricorda Ben Johnson? il suo allenatore che è al netto di tutto, uno dei tre migliori nella storia dell'atletica leggera) aveva preso le idee dagli altri.. ma il mix vincente era il suo!
    secondo me la cosa che noi gradiamo di tutto il suo discorso è che oltre alla teoria economica abbiamo mischiato il tutto con il diritto costituzionale (e amministrativo), con la storia economica, la filosofia (sociale), l'arte, la letteratura..
    e che cacchio!

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    1. ...e mischiamolo anche con la scienza. Osservato dal punto di vista della fisica, l'euro è l'applicazione del diavoletto di Maxwell alla "termodinamica economica" dell'eurozona. Come quella chimerica figura, ma purtroppo con effetti pratici ben più disastrosi di quelli di un innocuo Gedankenexperiment, l'euro ha selettivamente e unidirezionalmente alterato le "temperature e le pressioni" nei vari paesi permettendo afflussi di capitali attraverso frontiere nazionali senza possibilità di riequilibrio. L'instabilità di una situazione del genere a fronte della minima perturbazione (la crisi importata) e il pericolo di forti shock di riequilibrio a seguire non sfugge a qualsiasi studente di scienze. Come vedete, anche l'intuizione fisica porta a darci ragione.
      Questa vi mancava, eh? Lasciatemi scherzare e... nemmeno troppo, in fondo fa il paio con l'esempio del bicchiere rigido portato in altre occasioni dal Professore.

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  30. Prof,
    se l'economia fosse una scienza, il collasso dell'€ potrebbe essere previsto con precisione, non Le pare ?

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    1. Dacci le tue definizioni di scienza e di precisione, che oggi siamo a corto di risate. Una volta avevo un amico che mi aiutava a fare carne di porco di epistemologi da bar come te, poi ha preferito farsi prendere dal suo buonismo del cazzo e crearmi problemi invece di risolvermeli, ma per te basto io. Dai, da cosa partiamo? Da Popper? Da Lakatos? Da Kuhn? Ce li ho tutti a portata di mano.

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    2. @Peter Yanez,
      se esce il numero 6 di un dado dopo 6 lanci consecutivi, quale è la probabilità che esca di nuovo 6 al prossimo lancio?
      .......
      .......
      Te lo dico io: sempre 1/6.

      Sai, anche la statistica è scienza. E pure esatta. Eppure non c'è verso di sapere se uscirà effettivamente 6. E tu vorresti avere la certezza di prevedere con precisione la data di un collasso di un sistema ultraconnesso con milioni di persone dentro?
      Prof. ma perché perdere tempo con questi qua?? Persino la selezione naturale eliminerebbe questi soggetti, però anche in questo caso, solo su base statistica e su lunghe medie temporali.

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    3. Se la medicina fosse una scienza, potremmo prevedere la data della nostra morte con precisione, non ti pare Peter?

      Se la logica fosse logica, sarebbe finita qui, o no?

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    4. OFF-TOPIC: Dopo essersi comprata la Telettra, più altre aziende innovative del settore delle Telecom, la francese Alcatel parla di licenziamenti per tornare competitiva. Acquisizioni da parte di compagnie estere e poi licenziamenti. Solita e ormai stravista storia, che solo gli idioti che ancora credono che chi compra aziende hi-tech italiane lo fa non per eliminare un concorrente scomodo, ma -anzi!- va ringraziato perché salva il lavoro!
      Dedicato a quelli che pensavano che con l'euro e la moneta forte saremmo stati più forti e "competitivi".

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    5. Peter, sei fantastico! Non hai neanche letto il vocabolario prima di scrivere un commento del genere. Dai che ti aiutiamo noi.

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    6. "Ricordo una conversazione con Bohr, nella quale ci dicemmo, sconsolati: E' mai possibile che la natura sia davvero così assurda come ci appare nei nostri esperimenti scientifici?" (Werner Heisenberg, Physics and Philosophy).

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    7. ma il buon Peter e' uno di quelli che crede che gli economisti non sanno e non capiscono quello che sta succedendo! Quando invece Sack-O-Money a.k.a. SaccoDanni straparla di luci in fondo al tunnel, debbbito pubbblico e necessarie svendite di stato, il tutto ha i crismi di scienza pura e cristallina. Elementare Watson!

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    8. Scommetto che il caro Yanez considera la fisica come la scienza per eccellenza, magari una scienza dura, e infatti...
      Ma magari Yanez ignora che la fisica moderna, come la meccanica quantistica non è deterministica bensì probabilistica. Non a caso esiste un certo effetto tunnel, con o senza fotone in fondo...
      http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_tunnel
      Ma questo lo lasciamo alla prossima vita, se crede nella reincarnazione, in questa é troppo immerso nel determinismo....

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    9. Aggiungiamo Feyerabend?

      @ Celso E' bello, per me, frequentare questo blog, perché posso leggere persone come te.
      Una boccata d'aria fresca, e ora posso iniziare un'altra giornata.

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    10. Certo! E se mia zia avesse le palle sarebbe mio zio!

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    11. Ma anche no, se la zia in questione fosse la moglie del fratello di tuo padre (stante la legge vigente che proibisce i matrimoni tra persone dello stesso sesso...). E questo potrebbe servire a Yanez per capire che trarre deduzioni non è sempre così semplice.

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    12. Io Le consiglierei di leggere Dialogo sul metodo di Paul Feyerabend, un autore irriverentemente onesto come il prof. Bagnai.

      PS: la maiuscola per il pronome personale sarà anche borbonica, se usata come forma di rispetto, ma è utile per evitare equivoci (anche se rari nella lingua italiana).

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    13. In medicina si parlerebbe di prognosi riservata... ma anche di accanimento terapeutico.
      Yanez invece più che scienza forse voleva dire dogma, e allora si spiegherebbe il perché l'euro non deve esser messo in discussione.

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    14. Sai, c'è una pesante interferenza da parte di barisoni di Higgs (e particelle similari, tutte quelle dotata di spin doctor eurista). Purtroppo i barisoni di Higgs sono liberi d'affollare in gran numero uno stesso stato quantico, perché per loro non vale il principio di esclusione di Pauli.......

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    15. (povero Yanez! Detto all'autore di un blog e di un libro che pullulano di previsioni esatte... Una sbagliata però c'era, ve la ricordate?)

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    16. Mi ricordo di una scommessa sulla Germania che avrebbe perso il suo bel rating sovrano, mai accettata dal lettore però.. peccato per lui!

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    17. Ragazzi, lasciate i borbonismi ai fautori dell'eurocentrismo!

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    18. Vediamo: aveva previsto che il suo blog sarebbe stato libero da troll, invece - a causa della sua liberalità, ma anche della sua fantasia - ogni tanto lascia che uno di questi si affacci al blog, salvo impallinarlo tipo "orso del tirassegno"... insomma prof, sbagliando (?) questa previsione ha inventato una nuova figura della inter-rete: il troll al guinzaglio.

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    19. Esatto, ha ragione Buzzo. E questo significa che anche quando come economista perdo, so comunque come vincere (visto che l'altro abbandonò il campo). Prendete nota.

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    20. @ Der fliegende Holländer
      "Suck O'Money", prego. L'ortografia è importante

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    21. Per chi ha un pochino di tempo e volesse approfondire le sottili questioni del determinismo nella scienza fisica fondamentale (Principio di Heisenberg, Paradosso EPR, ecc.), consiglio questo interessante video, che non richiede particolari prerequisiti di conoscenze matematiche.
      In particolare, si caratterizza piuttosto bene che cosa si deve intendere come "predicibilità" nella scienza moderna.

      Caveat: gli ultimi 25 minuti del video riflettono una visione un po' "immaginifica" dell'autore.

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    22. Noto che Yanez ha molto seguito quì.
      Ecco perchè continua a spedire post.
      Si vede che gradisce le risposte.
      Non lo ammette ma apprezza
      (e qualcosa impara).

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    23. Caro Bagnai, il governo borbonico aveva un programma automatico di riduzione fiscale in recessione.
      Questo dovrebbe essere noto ad Ella.

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    24. Adesso ho capito da dove ha preso spunto il trollonzo: «Scusi ma di quale verità scientifica parla? Lei crede che in economia ci siano verità scientifiche? Mi fa sorridere. … Ma chi, come lei, per dimostrare un argomento fa ricorso ad autori, nobili certamente, mi ricorda quella Santa Inquisizione che difendeva sacre idee che così vere non erano. …»

      Spassosissimo il richiamo alla Santa Inquisizione! Torniamo qui a bomba su ciò che scriveva Il velo di Maya: «Uno dei segreti è quello di insistere sul fatto che tutto ciò che si afferma sia un'opinione, sia detto dai sapienti [che] dalla "gente grossa" e che, pertanto, tutto abbia lo stesso valore (che, quindi, viene ad essere piuttosto inflazionato).»

      Alberto arrendiamoci all'evidenza: certi (? pochi, tanti - non saprei) tuoi colleghi non hanno alcuna intenzione di difendere l'onorabilità della professione, come i politici del PD non hanno alcuna intenzione di difendere le classi subalterne. Evidentemente si sono dati un'altra missione.

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  31. Scusate mi ero distratto. ma stavo guardando sullo smart phone che sta a 'a fa a Roma... Per chi c'era a Pescara e se ne ricorda.

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  32. Yanez no, Yanez nooo, noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
    non poteva fare questa domanda, no no e ancora no!
    ma significa volersi male, malissimo! peggio, flagellarsi!

    cacchio, tutti i migliori economisti del mondo l'avevano prevista negli anni 90 e.. cavolo, pure Kaldor ad inizio anni 70, per estensione Meade-Mundell e.. cavolo, leggendosi (seriamente) un libro di storia economica e capendo un pochino di trattati e teoria dei giochi, sapendo quali furono le cause della crisi del 29 (sì, ancoraggio al dollaro, libertà movimento dei capitali.. cacchio, la globalizzazione c'era allora, banca universale.. e quindi fallimenti bancari, austerità incrociata bla bla bla bla) ci sarebbe arrivato chiunque (sì, lo ammetto! non capivo come una crisi di liquidità cadesse dal cielo.. tiè!).

    la scienza.. è dura scienza contro chi vuol farsi del male

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  33. Sillogismi ellissoidali

    Eugène Ionesco:
    Socrate è mortale
    il gatto è mortale
    Socrate è un gatto

    Silvia Merler:
    Io conosco l’economia
    Bagnai usa toni polemici
    Bagnai sbaglia teorie economiche

    Vorrei rivolgermi alla carissima Silvia Merler e chiederle, visto che lei è una studiosa di scienza economica e ha letto e legge così tanti libri, come mai, approdata su di un blog da poco tempo (non ricordo infatti di aver letto il suo nome altre volte, ma forse è stata una mia disattenzione) non si è preoccupata di documentarsi, leggendo con cura anche e soprattutto i post che il prof ha scritto nei quasi tre anni precedenti, prima di intervenire a sproposito?

    Infatti il blog, diversamente da quanto lei crede, è molto documentato e qualificato proprio per la cura che indirizza a dati, grafici, e documenti. Silvia invece stavolta non ha letto un bel nulla, cosa grave per una studiosa di economia, e quindi non ha colto la sostanziale distinzione, operata sempre dal prof, requisito fondamentale per uno studioso di scienza economica, tra i fatti e le opinioni, e che permette il giusto approccio riguardo a teorie intellettualmente sostenibili.

    E poi ripeto, se Silvia è un' zelante lettrice ed un'esperta studiosa, come mai non ha ancora acquisito la capacità critica di riconoscere e distinguere tra teorie fasulle, lubrificate da interessi faziosi o paludate dallo Zeitgeist del momento, e teorie attendibili, avanzate non solo dal prof ma anche da premi Nobel dell'economia?

    Mi scusi carissima Silvia, io non studio scienza economica come lei, ma so riconoscere e distinguere a occhio nudo e anche solo a naso una persona onesta da un n€urone (uno solo).

    (O insensata cura de' mortali, quanto son difettivi sillogismi quei che ti fanno in basso batter l'ali! ... diceva uno che di sillogismi se ne intendeva)

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    1. Non mi trattate male Silvia, che in effetti sui sillogismi non è un gran che, ma sull'Unione Bancaria ha scritto cose molto intelligenti (needless to say, quando un eurista decide di usare l'intelligenza che ha, dietro c'è sempre una particolare political economy, e quale sia in questo caso l'ho intuito stamattina partecipando a un incontro con un Commissario Europeo).

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    2. Faccio notare: «[she] graduated in 2011 with a thesis on Current Account Imbalances within the Euro area». A questo punto sono curioso di vedere quanto brava sia una intelligenza eurista ad arrampicarsi sui vetri.

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    3. Correttore, se non ci fossi bisognerebbe inventarti.
      Che un operaio della Degesch potesse anche ignorare tutti i possibili utilizzi dello Zyklon B ci può anche stare.
      Ma un laureato in chimica che avesse prodotto una tesi sugli effetti di tale prodotto per la salute dell'uomo e che, per giunta, collaborasse con l'azienda produttrice, potrà mai dire al prossimo (ma soprattutto a se stesso):"Credevo servisse per le zanzare".

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    4. Mi sa che Rosanna è un po' gelosa...
      Scherzi a parte, la dr.ssa Silvia Merler mi pare sveglia, con le palle e ambiziosa (a meno che non sia capitata da queste perti in missione per conto di dio, ma non lo credo).
      E' giovane, con quel che ne consegue e di cui si è già detto. Secondo me questa per lei potrebbe essere un'occasione, se ha il coraggio di rinnegare il regime prima che sia troppo tardi.

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    5. Ma... oggi a Roma c'era il buon Olli...

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    6. Già. E ci siamo fatti una bella chiacchierata, parlando di standard retributivo e di external compact. Vedi com'è piccolo il mondo? E com'è paradossale? Di certe cose è più facile parlarne con Rehn che con Ferrero. Per fortuna quest'ultimo non conta un beneamato cazzo, il che rende meno gravosa l'elaborazione del lutto.

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    7. @tolomeo

      Sì, ho notato anch'io. Ha preso d'aceto appena ha visto il profilo della dottoressa Merler.

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  34. Sfortunatamente per questi personaggi la memoria degli italiani farà anche schifo ma quella del web invece è ottima e li punirà.

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  35. Chiamasi "LE FOLGORAZIONI SULLA VIA PER STRASBURGO".

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    1. Sono le conseguenze della liberalizzazione a livello europeo del mercato dell'elettricità, come la storia insegna gli investimenti in sicurezza sono i primi ad essere tagliati....

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  36. Io ho più o meno capito cosa non funziona e via dicendo. Quello che non ho riesco a capire è perché, esclusa malafede e disonestà intellettuale, vi sia ancora qualcuno convinto che l'euro ci abbia portato o ci stia portando o ci porterà chissà quali benefici.

    In tutta onestà e ignoranza, non capisco quali siano stati, quali siano attualmente e quali saranno questi prodigiosi vantaggi che dovrebbero quantomeno essere visibili nei fatti.

    Cioé, dobbiamo portare il costo del lavoro ad essere competitivo con economie arretrate per poter esportare pure lì? In tutta onestà, mi porgo umilmente dinanzi a queste persone di superiore intelligenza e conoscenza e mi dispiace che il mio poco sale in zucca non mi permetta di vedere quali mirabolanti prodigi si nascondano dietro ciò che "l'uomo mediocre" vede e vive come la distruzione di intere nazioni e vite spezzate offerte in sacrificio affinché i nostri figli possano star meglio di noi.

    [IRONIC MODE OFF]

    Di certo, se ci fossero stati tutti questi mirabolanti prodigi, le posizioni contro l'euro e, cosa ben più grave contro l'idea di Europa, sarebbero poche voci isolate animate da forti pulsioni nazionaliste.
    Invece, grazie all'euro, non solo si è realizzato l'incocepibile nei paesi più gravemente colpiti, ma si è creato un clima di diffidenza che ci porta molto più vicini al ripetersi di un conflitto che a quella buffonata del nobel per la pace.

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    1. Non bisogna essere così pessimisti, l'euro non è un disastro in assoluto. La cancelliera Merkel ha ottenuto quasi un plebiscito alle ultime elezioni. La Germania è l'unico paese dei medi o grandi dentro l'euro in cui si è verificata questa circostanza e non ci sono movimenti nazionalisti, secessionisti o populisti in ascesa. Questo dovrebbe essere già sufficiente a persone un minimo attente per giudicare la moneta unica.

      Sembra che l'abbiano capito anche altri all'interno del Consiglio d'Europa e che abbiano gentilmente chiesto alla cancelliera di ripassare a giugno con i suoi contratti e la sua unione bancaria. Notare che i soldi sarebbero europei, ma i contratti andrebbero firmati con la Germania. Non penso che tutto questo sia accettabile neanche per i nostri politici: ne vedremo di tutti i colori.

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  37. Credo che mai come in questa occasione il moderatore del blog abbia dovuto fare il doppio turno...

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  38. Caro prof Bagnai,

    vorrei chiederle se il ragionamento che riporto quà sotto è corretto oppure no.
    E se non lo è, se gentilmente mi può spiegare dove sbaglio.

    Leggo un po ovunque che il Fiscal Compact ci obbligherà a trovare 50 miliardi all'anno per ridurre il debito pubblico...

    Se faccio due conti, a me risulta che il Fiscal Compact se fosse in vigore già nel 2014 ci impegnerebbe a ridurre la nostra spesa di 150 -170 miliardi il primo anno.

    Vorrei che qualcuno mi dica che quà sotto ho scritto un sacco di cazzate.

    "Vi spiego perchè, secondo me, l'unica nostra possibilità di salvare il Paese è quella di uscire dall'Euro.

    Parliamoci chiaro, l'unica possibilità per non far fallire le aziende e i cittadini è quella di far fallire lo Stato con una moneta sovrana, o provare a non farlo fallire con una moneta sovrana.

    Nel 2013 grazie alla riduzione delle tasse (ringraziamo Letta per la buona volotà) il debito pubblico è aumentato di 115 miliardi. D'accordo paghiamo poche tasse, ma il debito però aumenta.
    Le soluzioni per diminuire la spesa dello Stato sono molto semplici (a dirsi) ma nonostante siano spesso inserite nei programmi elettorali, ad oggi sembra che qualcosa le renda impossibili da attuare.
    Persino Monti, con le sue riforme percepite come “lacrime e sangue”, ha fallito la missione di ridurre la velocità di accrescimento del debito.

    Ammesso che finalmente si riduca la spesa pubblica, bisogna anche fare i conti di quanti miliardi ciò andrà a ridurre il Pil, e quanti miliardi si trasferiranno dalla voce “stipendi” alla voce “assegno di disoccupazione”, e nelle casse vuote dell'Inps quanti miliardi oggi versati dallo Stato come contributi verranno a mancare (oltre a quelli già menzionati che se ne andranno in assegni di disoccupazione).
    Considerando che il mercaro del lavoro è saturo di disoccupati, sperare che anche uno degli ex statali trovi un nuovo impiego (un lavoro vero, con datore di lavoro, produttività ecc ecc) è molto improbabile. Se fossimo in un periodo di crescita a 2 cifre sarebbe ovviamente diverso.

    Lo stesso discorso (ovvero fare un calcolo dell'impatto che avrà sul pil) si deve fare anche per tutti i risparmi per lo Stato che si pensa di attuare.

    Poi abbiamo il Fiscal Compact.
    Ridurre di un ventesimo la parte di debito eccedente al 60% (coi dati attuali) prevede un impegno di oltre 58 miliardi all'anno. Che ovviamente si devono aggiungere a quelli NECESSARI A NON FAR AUMENTARE il debito (un centinaio di miliardi, visto come è andata nel 2013).
    Quindi per rispettare il Fiscal Compact lo sforzo dello Stato lo calcolo in circa150 170 miliardi.

    Questi 150 miliardi che lo Stato in qualche modo risparmierà è probabile che riducano la capacità di spesa di cittadini e imprese, riducendo il PIL di una frazione di quella cifra, che non saprei quantificare, ma se fosse solo il 20% sarebbero circa 30 miliardi di minor Pil l'anno successivo. Corrispondenti a 2 punti di pil.
    2 punti di pil in meno, corrispondono ad un aumento del rapporto debito-pil di quasi 3 punti...
    A questo punto il cane si è già mangiato tutta la coda e anche un pezzo di culo..."

    Negli ultimi 6 anni, nonostante le tasse stratosferiche che paghiamo, IL DEBITO E' AUMENTATO MEDIAMENTE DI 83 MILIARDI ALL'ANNO.

    QUINDI OLTRE A TROVARE IL MODO DI FAR A MENO DI QUESTI 83 MILIARDI, DALL'ANNO PROSSIMO DOBBIAMO CALARE IL DEBITO DI ALTRI 58.
    La somma da 141 miliardi di minor spesa statale.



    Quante vaccate ho detto?


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  39. il Grullo pentastellato non viene qui apprezzato per tutta una serie di "lievi difetti" qui ben discussi. Ciononostante puo' aver incidentalmente (?) aver squarciato il velo sulla bugia eurota piddina: il PD (e le sue ancelle NCD,FI UDC e Sc.Civ.) non solo vogliono morire per Maastricht, ma manco vogliono squittire sulla strada del patibolo.
    Ma se sanno, ed e' oramai evidente che sanno, cosa sperano di poter guadagnare politicamente gestendo l'agonia del nostro paese?

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  40. Vedo che su facebook si stanno divertendo anche Bisin e Minosse. Sinceramente sononstucchevoli: le cose ripoetate le hanno scritte loro, non vedo perché debbano sentirsi offesi, in fondo é palese come stiano aggiustando il tiro. Speravano nessuno notasse? É troppo per il loro ego ammettere che forse forse qualche scemenza di troppo l'avevano pure detta?

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  41. Ho appena scoperto qualcosina su youtube che potrebbe interessarla. Digitando il suo nome e filtrando per data di caricamento ho scoperto che negli ultimi 3 giorni sono stati caricati diversi video di interventi parlamentari di esponenti del m5s taggati anche col suo nome. Ora non ho indagato più di tanto sul contenuto degli stessii,ma sicuramente lei non è un simpatizzante loro,per cui deduco abbiano utilizzato il suo nome per farsi pubblicità diciamo. Spero che già lo sappia comunque e non gliene importi nulla. Mi sono permesso di dirglielo semplicemente perchè,a prescindere dalla mia stima nei suoi confronti,a me infastidirebbe parecchio diciamo...
    Complimenti per il suo lavoro di divulgazione...continui così!!

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    1. Se fosse vero lo troverei veramente un espediente un po' triste. Qualche link?

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    2. Si tratta di un malcostume piuttosto diffuso che ha lo scopo di migliorare la visibilità dei video all'interno della piattaforma di Youtube. Non credo che ci sia un intento specifico nei confronti del prof., e presumo nessuno da parte del M5Stelle, semplicemente si utilizzano le keywords di maggior tendenza.
      Un video a caso

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  42. Nuove regole contabili in vista.
    Saremo piu' ricchi (e meno indebitati) per decreto.
    http://www.ilgiornale.it/news/interni/ue-rivede-calcolo-pil-litalia-pi-ricca-decreto-983347.html

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  43. ... ma dov'è finito il caro Yanez? ...
    lascia così?

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  44. Complimentoni! Comunque dopo 2 anni passati a consigliare il libro, regalarlo ai compleanni e a natale, addirittura arrivare a prestarlo!!, vederlo vincere un prestigioso premio, mi creda, sso soddisfazioni anche le nostre!!

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    1. Soddisfazione che pagherò a caro prezzo partecipando a una serata nella quale si parlerà di Madame Bovary chiedendosi se l'assunzione di arsenico sia veramente dannosa per la salute! Io sosterrò che nel dubbio sia meglio astenersi. Naturalmente ci sarà un dibattito, e spero che molti decidano con la propria testa!

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    2. Personalmente, spero che Paolo Attivissimo e Piero Angela vogliano provare, per verificare scientificamente.

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    3. Piero chi? Quel galantuomo che recentemente ha sfornato questo capolavoro di propaganda: Superquark Speciale - uscire dal tunnel? Con una chicca: un frammento da un'intervista d'annata a Giorgio Napolitano.

      Quello che nel 1986 scrisse questo altro tomo imprescindibile: Quark Economia? Scritto con l'ausilio di alcuni esperti come Tommaso Padoa-Schioppa, quel grande progressista che ha scritto queste indimenticabili parole:

      «Non restavano che le riforme strutturali, eterno ritornello di quelle che Luigi Einaudi chiamava le sue prediche inutili: lasciar funzionare le leggi del mercato, limitando l'intervento pubblico a quanto strettamente richiesto dal loro funzionamento e dalla pubblica compassione. Nell'Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev'essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.»

      Insisto su questo punto, perché è cruciale: QUESTE SONO LE RIFORME STRUTTURALI CHE VENGONO INVOCATE DA PIÙ PARTI.

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    4. Proseguendo con il ragionamento poi si può anche travalicare: se la qualità è la forza, perché non usarla? Mi preoccupa molto che questo modo di ragionare di fatto sta più che rafforzando la criminalità organizzata e non, un po' per necessità, un po' per la progressiva erosione di certi valori.

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    5. Agghiacciante.
      E questi sarebbero i padri nobili pubblicamente celebrati?
      Non ricordavo l'intervento (ai tempi ero anche più beato di adesso), e ringrazio CorrettoreDiBozzi.
      Ma che discorso è?
      Per estremizzare il ragionamento, che facciamo, chiudiamo gli ospedali e aboliamo l'arte (arte, non scienza...) medica e la farmacologia?
      Il risparmio di spesa pubblica sarebbe evidente, e i riflessi della selezione sulla razza umana anche... Ma...
      Come dice? Sì, ha ragione, non è una buona idea perché in questo modo si perde il pil prodotto dall'industria farmaceutica e dal suo indotto, questo è il problema...
      Come dice? Basterebbe privatizzare tutto?
      Be', effettivamente... Ma con la selezione della razza umana come la mettiamo?
      Cosa? Una guerra, dice? Ma lei ha pensato proprio a tutto!

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    6. @ Ivan Il Mazzo

      E non è nè strano nè incoerente: l'ambiente criminale è infatti molto competitivo, selettivo e meritocratico, essendo frequentato da gente che si fa pochi scrupoli a far la pelle (non solo in senso figurato) ai propri concorrenti.

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  45. Come sempre CorrettoreDiBozzi (16 gennaio 2014 19:09) fornisce ottimi punti di riferimento. In particolare, il link al Bruegel permette di ipotizzare che i membri del think tank presieduto da Monti stiano leggendo con estrema attenzione questo blog, e si stiano rendendo conto che qualcosa non torna nei loro granitici convincimenti.

    Questo perché il rigore metodologico di Bagnai, unitamente alla sua onestà intellettuale, evidenzia inesorabilmente le storture della moneta unica, rendendo al contempo evanescenti le certezze di continua a sostenerne l'ineluttabilità.
    Così come accadde dopo la pubblicazione delle opere di Nicolò Copernico, il Commentariolus del 1513 e il De revolutionibus orbium celestium del 1543, quando cominciò a prendere corpo e attendibilità scientifica l’insieme delle teorie eliocentriche, destinate a rivoluzionare i fondamenti dell’astronomia e non solo, anche i sostenitori dell'€ saranno costretti a far i conti con la realtà.
    Nel frattempo, mezza Europa è costretta a subire inutilmente le conseguenze pratiche delle teorie elaborate al Bruegel.

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    1. Al Bruegel devono quindi aver preso atto di quello che diceva la buonanima di Aldo Fabrizi:
      "C'avete fatto caso che, se a una cosa che non c'avevate fatto mai caso, ve ce fanno fà caso, poi ce fate sempre caso? Fatece caso." (Aldo Fabrizi).

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    2. Ahahaha, fantastico!
      sapete come la chiamano 'sta cosa i tipi seri che fanno pzicologia? Fenomeno Baader Meinhof .
      Al solito, i tedeschi sono molto bravi ad ammantare di serio la più ridicola supercazzola sulla quale noi ridiamo...
      E vabbè. Volendo spingerci oltre, nella neurolinguistica la chiamano "spostamento del focus".
      Cosa non si fa per suonare fichi davanti ad una donna....

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  46. Non toccate il soldato Yanez!! Anche all'informazione scientifica serve del sano umorismo.

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  47. Eh, ma come, nei commenti della tifoseria avevo finalmente trovato LA PROVA della sua malvagità in questo link... e poi va a finire che é un twit con la solita accusa? Mi toccherà seguirla ancora (e magari rispendere per un altro libro!). Vuoi vedere che devo credere che la situazione sia questa?
    p.s.: non capisco dove trovi la pazienza di riesporre lo specchietto dell'economia europea, sempre da capo, ad OGNI trasmissione nella quale é ospitato! sappia che anche gli studenti non paganti, come me, perlomeno ne traggono un grande profitto.

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  48. Anche Rampini ha scritto che il problema nasce dal debito privato.
    Nel suo libro di denuncia contro i banchieri però non spende neppure un capitolo sull'euro, anzi lascia intendere il suo eurismo. A quando il ravvedimento?

    Professore, so che la sua linea è un'altra, ma non ce la faccio a perdonare.
    Non voglio vendetta né maxiprocessi, semplicemente non posso dimenticare loro, le loro malefatte e/o menzogne e i loro nomi. Mi toglie ogni speranza pensare che all'ultimo si ravvederanno e continueranno come prima mentre tutti avranno dimenticato il loro passato.

    Vorrei che sparissero tutti, dal più piccolo e insignificante cameriere al più potente regista di questa dittatura, vorrei che sparissero dalla sfera pubblica e che non avessero mai più alcun potere sul nostro futuro.

    E alla dottoressa mia omonima vorrei dire che non sopporto la correttezza formale quando ha il solo scopo di celare la scorrettezza reale.
    Pensava di rifilare la sua suppostina politically correct a noi e soprattutto al professor Bagnai? Per di più inquinando con l'ipocrisia l'unica oasi dove si è realmente aperto un dibattito serio e costruttivo?
    Che figura di merda!!!! Certo che la presunzione rende ridicole le persone con qualità inferiori al loro smodato ego...

    Mi correggo, sarebbe ridicola se non stesse al Brugel, se avesse la licenza di V elementare e non avesse mai letto un Topolino. Invece è preoccupante.
    Più conosco i personaggi che popolano le varie istituzioni, più crescono l'incredulità, lo sconcerto e il pessimismo.

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    1. Miiii, quanto sei acida oggi. Dai, su, sii anche tu carina e coccolosa. Per il resto, vedi sopra. Passato il momento del politically correct, ovviamente è arrivato dall'alto l'ordine di non legittimare gli interlocutori (visto che delegittimarli è ormai impossibile).

      Posso dirlo?

      Mastica.

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  49. R&R hanno sbagliato a digitare su Excel; Goria ha sbagliato su Word.
    Ecchesarammai!!

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