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venerdì 17 gennaio 2014

Il mistero della sinistra scomparsa

(da Guido Ortona, Università del Piemonte Orientale, ricevo e volentierissimo pubblico...)





1. Il mistero. Nessuna componente del PD sta mettendo al centro del suo programma  politico delle proposte per uscire dalla crisi. La cosa è tanto più strana, almeno a prima vista, perché nella cultura economica della sinistra queste proposte invece non solo esistono, ma sono ovvie; e non solo sono ovvie, ma sono ancorate molto solidamente alla teoria e alla storia economica. Questa clamorosa assenza deve essere spiegata. Non è sufficiente invocare la stupidità, la corruzione e l'ignoranza dei politici del PD, che sono peraltro sotto gli occhi di tutti.  Perchè come vedremo essere ignoranti e stupidi può essere non tanto un caso quanto una scelta, come lo è ovviamente essere corrotti.

Cominciamo però dalle ovvietà storiche ed economiche. Eccole:

1. Non credo si sia mai dato il caso di una economia capitalista non minuscola che si sia sviluppata puntando solo sull'efficienza dei mercati. È sempre (o forse quasi sempre) stato necessario un massiccio intervento dello stato.  Questo vale, a fortiori sul piano teorico e con tutta evidenza su quello storico, per l'uscita da situazioni di gravi crisi[1].

2. L'intervento dello stato a fini espansivi richiede l'uso della politica monetaria (espandere l'offerta di moneta e/o operare sui tassi di cambio) oppure della politica fiscale (espandere il debito pubblico e/o trasferire redditi mediante politiche redistributive); oppure, naturalmente, di entrambe.

3. Una politica monetaria espansiva è resa impossibile dalla partecipazione all'euro; una politica fiscale espansiva dal livello del debito pubblico. Un trasferimento di reddito sarebbe possibile, ma è evidentemente un tabù. Su quest'ultimo punto torneremo.

4. Quindi non si può uscire dalla crisi. Anzi, la crisi è destinata ad aggravarsi, perché ogni anno lo stato sottrae alcune decine di miliardi al circuito economico per pagare gli interessi sul debito. "Sottrae" perché la maggior parte del debito è sottoscritto dal sistema bancario internazionale; solo per un settimo circa è in mano alle famiglie italiane. Ciò significa che gli interessi pagati non stimolano la domanda italiana se non in minima parte, a differenza per esempio del Giappone, dove il debito è quasi tutto in mano a cittadini giapponesi, e quindi il pagamento di interessi si traduce quasi solo nella trasformazione di domanda pubblica in domanda privata.

Se preferite: chi nega quanto sopra sostiene che è possibile uscire dalla crisi (o addirittura che lo stiamo già facendo) riducendo la spesa pubblica, senza fare alcuna politica monetaria, e pagando ogni anno una tassa di alcune decine di miliardi senza che in cambio ne venga quasi nulla.

2. Gli indizi. Dato che nessuno può sostenere quanto sopra in buona fede, abbiamo un primo indizio per risolvere il mistero: in realtà il PD non vuole uscire dalla crisi. Ma perché? È evidente che chi avesse il coraggio di proporre delle soluzioni serie alla crisi avrebbe un cospicuo vantaggio elettorale; e tanto più se queste soluzioni implicassero una seria politica redistributiva ai danni di una minoranza e a favore di una maggioranza. I ricchi in Italia non sono mai stati così ricchi: difficilmente una politica di perequazione sarebbe impopolare. Senza entrare in dettagli, un'imposta dell'1% sulla ricchezza finanziaria dei ricchi basterebbe a risolvere il problema della povertà. Non solo non lo si fa; non lo si dice nemmeno. Abbiamo allora un ulteriore indizio per risolvere il mistero: non si vuole redistribuire il reddito mediante politiche fiscali. E poiché è ovvio che questa sarebbe una politica possibile e popolare, è evidente che il PD come partito di governo è disposto a rinunciare a massimizzare il consenso. A riprova di ciò, il colossale trasferimento di voti ai 5 stelle non ha destato particolari preoccupazioni.

Gli indizi cominciano ad assumere una direzione precisa. È evidente che se un partito politico non ha più come obbiettivo quello di massimizzare i voti è perché ne ha qualche altro. Quale può essere? Qui salta fuori un altro indizio. Abbiamo detto che i ricchi non sono mai stati così ricchi. Il nocciolo della nuova classe ricca sono i padroni della finanza. Una volta il sistema finanziario funzionava sostanzialmente così: un imprenditore aveva bisogno di soldi per investire. Gli operatori finanziari glieli imprestavano. Se l'impresa andava bene, l'imprenditore rimborsava il debito più gli interessi. Se andava male falliva e i soldi prestati erano perduti.   

Negli ultimi decenni si è creata un'enorme massa di titoli finanziari, praticamente senza rapporto con l'economia reale, i cui titolari vogliono essere pagati anche se l'economia reale non rende, e hanno il potere necessario per esigerlo. Non è solo potere di ricatto ("too big to fail"). È anche potere vero e proprio: i padroni del Monte dei Paschi hanno sperperato miliardi; ma ogni euro sperperato da qualcuno è un euro guadagnato da qualcun altro. E quei miliardi erano sicuramente abbastanza per creare un enorme sistema di potere. Non solo Mussari e compagni: un sacco di gente ha bisogno che i crediti del sistema bancario vengano pagati. È una lotta di classe. Da una parte i padroni della finanza, e i loro vassalli, vogliono che l'economia reale rimborsi i loro crediti e paghi i loro interessi; dall'altra l'economia reale, dato che è in crisi profonda (sopratutto in Italia) deve sottrarre queste cifre ad altri usi, come le pensioni, i salari e i servizi pubblici. Ciò naturalmente crea ulteriore depressione, e così via: come in Grecia, se vincono i primi ci si fermerà solo quando non ci saranno più ossa da spolpare.

Quindi: ci sono delle lobbies enormemente potenti ed enormemente ricche che vogliono che gli italiani paghino col sudore e col sangue i loro crediti. Un sacco di gente vive dei profitti (meglio, delle rendite) di costoro. Eppure - ecco il nuovo indizio - il partito democratico non denuncia questa situazione.

Mettiamo allora insieme gli indizi. Il partito democratico non vuole uscire dalla crisi; dalla crisi si esce solo contrastando il potere del capitale finanziario (per esempio uscendo dall'euro, il che svaluta il debito e rilancia le esportazioni, oppure congelando il debito o facendo default, il che riduce i pagamenti per interessi); il capitale finanziario è potentissimo; il partito democratico ha obbiettivi diversi dal massimizzare il consenso. La conclusione sembra chiara: il partito democratico è stato comprato dal capitale finanziario. Non è detto che questo sia sempre stato fatto con il vecchio metodo delle valigette piene di denaro. Fra questo estremo e la perfetta buona fede ci sono infinite gradazioni, e i dirigenti del PD, a partire dal Presidente delle Repubblica, hanno ampiamente dimostrato di sapere venire a patti molto bene con la loro coscienza. Se un dirigente del PD vuole pagare fior di quattrini per degli inutili F35 potrà essere perché è stato pagato, o perché è riuscito a convincersi che servono davvero. Sono affari suoi. La sostanza non cambia.

3. Indizi contrari. Ci sono però anche, apparentemente, degli indizi contrari. Vedremo che non sono attendibili. Il primo è risibile, ma viene spesso citato: e cioè che la base del PD è composta perlopiù da persone per bene. L'ovvia obiezione è che la base del PD ha ben poco a che fare coi suoi vertici. È un fenomeno noto e comune. Durante l'ultima guerra molti preti cattolici si comportarono molto bene, ma la posizione del Vaticano fu molto ambigua, a dir poco. "Mussolini deve essere informato" era un atteggiamento diffuso fra i fascisti onesti. Io stesso sono abbastanza vecchio per avere appoggiato la politica estera sovietica in quanto militante nel PCI. Il punto di svolta per me è stata l'invasione della Cecoslovacchia, ma molti militanti di base accettarono di considerare traditori coloro per i quali era stato, giustamente, quella dell'Ungheria.

Il secondo controindizio è la crisi  che investe l'organigramma del partito dalla base (esclusa) in su, compresi i massimi vertici. A prima vista sembra difficile che un partito così pasticcione e pasticciato possa essere un buon strumento nelle mani di chi l'ha comprato. Nuovamente però la storia ci insegna che la contraddizione è solo apparente. Per fare qualche esempio, la lotta fra satrapi nazisti ha raggiunto il suo massimo livello di violenza nel periodo fra il 1935 e il 1939, quando il potere era saldamente nelle mani di Hitler. La lotta politica americana non è mai stata così becera come nel periodo di massimo fulgore del pensiero unico. Le tensioni che stanno esplodendo adesso nella chiesa cattolica si sono accumulate sopratutto durante il papato di Woytila, sotto il quale la potenza della chiesa nei confronti del mondo secolare ha raggiunto un livello altissimo. E si potrebbe continuare. Ma la generalizzazione è semplice: la lotta fra strapi di partito diventa violenta (nel caso del PD la si potrebbe definire, con Karl Kraus, una lotta disperata ma non seria) quando la ricollocazione del partito stesso apre da una parte prospettive ricchissime per chi sa posizionarsi bene, e dall'altra una tragica fine per chi sbaglia scelta. Lo slogan del festival nazionale del PD a Genova era "perché l'Italia vale". Non deve essere stato facile trovare una frase così stupida e soprattutto così priva di significato: ma questa mancanza indica appunto quanto sia grande la paura di spaventare qualcuno che domani potrebbe essere vincente.

Il terzo controindizio è di gran lunga il più importante, e anche quello che a prima vista appare il più convincente. Molti esponenti intermedi del PD sono seri professionisti, che fanno il loro mestiere e non sono corrotti, o pensano di non esserlo. Anzi, non hanno tempo da perdere con tutte queste beghe politiche. Ci sono comuni da gestire, appalti da assegnare, concorsi da indire e da effettuare, insomma tutta la vita politica normale. Se il partito ha deciso di comprare gli F35 a lui spetta il compito di amministrare i fondi che ne derivano alla sua istituzione. La decisione ormai è presa. Chi riceveva soldi dal Monte dei Paschi non aveva né tempo né interesse a chiedersi da dove venivano.

Ma supponiamo che invece se lo fosse chiesto. Cosa cambiava? Se avessero dato l'allarme avrebbero ottenuto solo di perdere il posto, senza in realtà produrre nessun cambiamento nel sistema. Meglio tacere. Ora, in realtà c'era, e c'è, una soluzione ancora migliore del tacere:  non sapere. È molto più rapido e sicuro non porsi le domande piuttosto che dovere gestire delle risposte scomode. Essere ignoranti e apparentemente sciocchi non è quindi necessariamente una caratteristica antropologica (anche se naturalmente in molti casi uno sciocco è più utile di un non sciocco): può benissimo essere una scelta.

A questo proposito si può ricorrere con fondatezza al concetto di egemonia. Dato un certo sistema di potere e una certa "cultura" economica che ne consegue, è perfettamente possibile per un politico professionista considerarli normali, senza porsi problemi riguardo alle loro conseguenze più generali. L'ignoranza diventa buon senso; la limitatezza delle vedute diventa realismo; e così via. Anche qui la storia è piena di esempi: il sistema di potere Craxi-Andreotti-Forlani era appunto un sistema di potere, "normale" per chi vi operava, come ha coerentemente e nostalgicamente ricordato Fassino non molto tempo fa. Così come c'erano molti preti coraggiosi e onesti, in una chiesa che appoggiava il fascismo europeo c'erano anche molti vescovi che si occupavano con dedizione all'organizzazione della chiesa in tempi tanto difficili; e che ragionevolmente ritenevano di non avere tempo di occuparsi dei rapporti fra il papa e Hitler, e che comunque questi non  erano affari loro. La loro miopia non può però in alcun modo essere considerata una prova della correttezza della politica della chiesa.

Una previsione di questa ipotesi, cui assistiamo con tutta evidenza e che quindi la suffraga, è la tragica scomparsa del livello reale dei problemi dal dibattito politico. I dirigenti del PD parlano alternativamente (per esempio) di "Europa dei popoli" o di funerali di Priebke (ottobre 2013), passando da livelli stratosferici a livelli terra terra e viceversa,  e saltando il livello in cui la gente normale vive e soffre,.

4. Conclusioni.  Parafrasando Sherlock Holmes, "quando tutte le ipotesi assurde devono essere rifiutate, allora rimangono solo quelle plausibili."  È molto plausibile che il PD si sia venduto ai padroni, sia pure a padroni tipo nuovo, diversi dai loschi commendatori di un tempo, e le obiezioni che si possono fare a questa ipotesi non sono convincenti. Qui però si apre un altro discorso: perché anche SEL, l'unico partito di sinistra che rimane, dimostra una analoga mancanza di coraggio nel fare proposte chiare per uscire dalla crisi? Voglio sperare che si tratti solo di ignoranza e di inadeguatezza. Ma non ne sono sicuro.


[1] Qualcuno potrebbe citare l'esempio del Regno Unito di  Tony Blair. A torto: l'espansione dell'economia inglese si è accompagnata ad un consistente aumento dei dipendenti pubblici. Erano 5.221.000 nel 1999, e sono passati a  6.276.000 nel 2010 (e già che ci siamo, in Italia sono meno di 4.000.000, e in calo). Dati BIT.



(Siamo sempre meno soli. Non ho nulla da aggiungere, se non che SEL è peggio del PD, come il Front de gauche è peggio del Parti socialiste. Quando lo dicevo non mi credevano, forse perché non mi ascoltavano. Spero abbiano ascoltato questo - non ancora noto all'epoca in cui l'articolo di Guido è stato scritto.)

77 commenti:

  1. Bellissimo .... graffiante .....

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  2. semplicemente spettacolare!!

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  3. Articolo di grande potenza logica. Unica macchia, avrei soprasseduto,ma è caduta più volte, è quella di attribuire alle istituzioni cattoliche appoggi ai fascismi o addirittura rapporti inesistenti con Hitler. Tutte illazioni confutabili ad abundantiam.
    Mi spiace incollarmi ancora l'etichetta del catto-cattolico di famiglia, ma è dovuto.
    grazie comunque del pezzo.

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  4. Analisi lucidissima, consequenziale. E davvero intrigante la logica indiziaria alla Sherlock Holmes. Ne andrebbe fatto un manifesto, da attaccare negli appositi spazi pubblicitari d'ogni città.
    Un'unica obiezione. Non credo che nessuno nella scala gerarchica dei quadri PD, e compresi gli "intellettuali" orbitanti nella sua sfera, ignorasse da dove venivano i soldi per mandare avanti la macchina, pardon baracca, piddina. Avevo (anzi, l'ammetto, l'ho ancora, nessuno è perfetto) un amico, presidente (ora ex) dei beni culturali della mia città, che ogni volta che il comune organizzava un evento cuuulturale, prendeva il telefono e beatamente, senza fare una piega, chiamava qualcuno al MdP. La grana veniva da lì, nessun problema, e la realizzazione dell'evento era per lui motivo d'orgoglio

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  5. Lucidissima analisi, penso che sia evidente che nel pd (ma non solo) i più non siano "pagati" da qualche misterioso capitalista oppure referenti di potenti lobby locali e globali ma, sempicemente, intrisi della cultura imperante che vede il liberismo ed il monoteismo del mercato (citando Fusaro) l'unico credo. I vertici questo lo sanno ed usano un grande apparato di persone che credono, o vogliono credere..., di militare in un partito di sinistra "moderno". Gli elettori poi anche se magari passati al m5s od al non voto rimagano ancora vittime dei dogmi incucati in anni di sapiente borbardamento mediatico secondo il permeante schema propagandistismo descritto da Chomsky. Purtroppo a mio avviso le persone aperte, critiche ed informate che frequentano questo ed altri blog sono una esigua minoranza nel paese.

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    1. Si riferisce all'invasione della Cecoslovacchia da parte dell'URSS nel 1968. In quell'anno Mosca stroncò la Primavera di Praga e occupò la Cecoslovacchia fino al 1990.
      Già nel 1956 l'Unione Sovietica aveva occupato l'Ungheria (con il plauso di Napolitano). Questi due furono momenti di svolta per molti comunisti italiani, che capirono quanto ci fosse di crudele e repressivo nel regime sovietico

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    2. La risposta era per il commento sotto di Marco S.

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  6. Articolo MOLTO interessante, a parte i soliti calci nelle parti basse alla Chiesa Cattolica di Pio XI e Pio XII (se vuole ne parliamo, se no fa lo stesso).
    Mentre lo leggevo mi venivano in mente alcune osservazioni:
    - "una politica fiscale espansiva [è resa impossibile] dal livello del debito pubblico", se non ho studiato invano il Tramonto e molti post di questo blog sono i vincoli europei autoimposti dalla nostra classe politica di traditori (non solo di sinistra !) che rendono impossibile tale politica, ed inoltre è l'euro stesso che la rende inefficace (più reddito alle classi basse/medie significherebbe più importazioni, stante il cambio fisso, e quindi ancora maggiori squilibri di bilancia dei pagamenti, che sono quelli che hanno fatto precipitare la crisi, la causa prossima della stessa, essendo l'euro la causa remota);
    - non ho capito il periodo in cui parla dell'invasione della Cecoslovacchia: "Il punto di svolta per me è stata l'invasione della Cecoslovacchia, ma molti militanti di base accettarono di considerare traditori coloro per i quali era stato, giustamente, quella dell'Ungheria." C'è un errore o manca qualcosa ?
    - lo slogan "stupido" - se lo consideriamo alla luce di quello che dice nell'articolo Guido Ortona - è tutt'altro che stupido, è invece la risposta data dai boss piddini alla domanda rivolta loro da quelli a cui volevano vendersi: "Perché dovremmo comprarvi?" "Perché l'Italia vale".
    Grazie per l'attenzione prof, e scusi se sono stato prolisso.

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  7. Grazie a Guido...l'amarezza che ti rimane dopo aver letto un articolo così mi fa riflettere un sacco...

    Spero lo leggano gli interessati, in qualche modo, per vie traverse, per sentito dire almeno! Anche se dubito che ai venduti faccia questo effetto (loro sono le 3 scimmiette....)

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  8. Se non è parlare chiaro questo........
    Si attendono smentite (astenersi parolai, solo fatti concreti).
    Il Prof. lo ha ulteriormente ribadito.
    SSVVEEGGLLIIAATEEVVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!
    (altrimenti significa che siete già svegli).

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  9. Il problema non è neanche tanto la struttura dirigente dei partiti che si definiscono di sinistra.Che i variBersani, D'Alema, Vendola,Letta,Renzi, siano asserviti (a titolo di inettitudine o di convenienza personale o di esplicito tradimento poco importa) al grande capitale è ormai un dato di fatto.Tutto sommato loro una convenienza ce l'hanno pure!

    Quello che mi stupisce è che la loro base elettorale sia così pervicacemente e metodicamente chirurgica nel perseguire l'interesse del grande capitale a scapito del proprio! I lavoratori (cioè quelli che lavorano, dipendenti e piccoli e medi imprenditori, e quelli che vorrebbero lavorare, i disoccupati), dovrebbero essersi ormai resi conto che a Morire per Maastricht saranno loro e le loro imprese, e non l'autore del libro omonimo.

    Mi sono interrogato sulle possibili cause di questo esempio di "sidrome di Stoccolma". Una possibile risposta potrebbe essere una sorta di "immedesimazione".
    Il povero appartenente alla classe media aspira segretamente a diventare grande capitalista, e si comporta come se lo fosse già diventato, perseguendo gli interessi dei creditori pur essendo lui strutturalmente un debitore,anzi di solito un indebitato con mutuo e fido sul groppone.
    Ma dice tra sè : io sono destinato a diventare ricco, ad avere tanti BTP, e se svalutiamousciamodalleuromammamia i miei BTP vanno in malora!
    Non si rende conto,meschino, che di BTP non ne ha ancora, o ne ha pochi, invece conservando la situazione attuale la sua impresa va in crisi e lui ricco non ci diventerà mai!

    E allora giù a votare Monti i più benestanti e PD i meno facoltosi, i pezzenti col sogno yuppie possono accomodarsi con Sel. E i grandi capitalisti? Quelli votano Ferrero, che è il più innocuo, fa fine, e ha la erre aristocratica ereditata dal suo predecessore Bertinotti (altro grande difensore dei lavoratori).

    Ecco che allora l'egemonia del capitale su quella parte politica che si definisce di sinistra si manifesta compiutamente, e l'elettore può fare la sua scelta, fiducioso che i suoi futuri BTP saranno difesi a prezzo del suo stesso sangue, incidentalmente insieme ai BTP attuali di banche e grandi rentiers, e se alla fine del gioco non sarà diventato anche lui un grande rentier potrà sempre accusare se stesso per aver vissuto al di sopra delle sue possibilità!

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  10. Il PD è controllato strategicamente da quel gruppetto di principes che si riunì a fine 2013 ella casa romana dell'ultimo dei 5 che seguono: Giorgio Napolitano - Enrico Letta - Mario Draghi - Carlo De Benedetti (lo svizzero) - Euro-genio Scalfari.

    Questi signori muovono le pedine finanziarie e politiche nazionali secondo logiche che non è dato conoscere, in quanto le decisioni discendono direttamente dal monte Sinai per Grazia Divina e, in quanto tali, debbono essere accettate dai "fedeli" dlle geometrie astrali.

    Il resto del PD è una nomenclatura che conta pochissimo ed approva acriticamente le norme che interessano i "principes", come ad es. la rivalutazione delle quote bancarie della Banca d'Italia.
    A volte mi chiedo che ne avrebbero pensato di questa situazione di fatto persone come Enrico Berlinguer o Antonio Gramsci o anche un Enrico Mattei.

    I "principes" poi sono autonomi o sono le principali pedine nelle mani di qualcun'altro anche non italiano che non appare?

    Ah... saperlo!

    Quanto a SEL ed alla base PD, continuano a pensare al seguente schemetto: sovranità monetaria nazionale = nazionalismo = anticamera del fascismo ed anche Europa = internazionalismo = vincolo esterno razionalizzante sull'Italia compromessa da anni di berlusconismo.

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  11. Analisi perfetta, lucida, chiara a tutti e di ampio respiro. Una sintesi di fatti globali e locali davvero riuscita. Da far circolare assolutamente... tra gli elettori PD.
    Tra l'altro, viene toccato un aspetto che a me, profano, è sempre sembrato ovvio, e che mi fa piacere veder esposto qui, visto che ho sempre temuto che mi sfuggisse qualcosa a invalidare l'intuizione: il vincolo imposto dalla rendita finanziaria all'economia reale o, detto in altri termini e sperando di non confodermi semplificando troppo, il fatto che l'interesse sul denaro viene imposto a prescindere dall'aumento di ricchezza reale che sarà possibile ottenere. La costruzione di un sistema nel quale il debito contratto va restituito sempre, comunque e in toto, anche quando le attività reali non abbiano prodotto il surplus necessario per farlo, mi è sempre sembrata in contrasto con qualsiasi logica di equilibrio a lungo termine. Trovare una conferma da parte di menti molto migliori della mia mi conforta e consola. E' un tema più vasto della contingenza storica dell'euro (che però è uno dei contrafforti del meccanismo suddetto) e mi piacerebbe avere indicazioni per approfondirlo.
    Un grande ringraziamento per questa meravigliosa condivisione di materiale e idee, come al solito!

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  12. Alle fine tutti i problemi di "policy" (che cosa fare) conducono al nodo delle élite dirigenti (chi lo fa). E una delle cose più straordinarie della crisi attuale è che, nonostante si tratti della più grave dagli Anni 30, non si è determinato alcun cambio di classi dirigenti. Forse perchè queste sono diventate globali, transnazionali ? La New York Review of Books ha recentemente pubblicato un lungo articolo in cui l'autore si chiede perchè, diversamente da quanto accadde all'indomani delle precedenti crisi finanziarie (peraltro infinitamente meno gravi), stavolta non ci sono stati processi a carico dei responsabili di reati finanziari. Mi sembra sintomatico di quanto dicevo sopra.
    Nella mia concezione, tutti coloro che hanno a che fare col potere fanno in qualche modo parte di queste élite, anche i (soi-disant) comunisti cinesi e anche la (cosiddetta) sinistra italiana. Per qualche motivo che non mi spiego continuano ad essere succubi di un'egemonia culturale sconfitta dai fatti ma più tenace che mai. L'ottimo Colin Crouch l'ha sintetizzata nel memorabile titolo in un suo libro del 2011 "The Strange Non-Death of Neoliberalism".

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  13. A mio avviso manca un elemento fondamentale all'analisi del prof. Ortona. Nei nostrani partiti maggiori, e nelle rispettive basi elettorali, è piuttosto radicata la convinzione di un modello tedesco di produzione e di coesione sociale che dovremmo prendere come punto di riferimento. A prescindere dall'euro.
    Credo che nel PD il nuovo che avanza (fiorentino) non faccia eccezione. E infatti Fassina, che credo nutra più di un dubbio sul modello teutonico, è stato messo alla porta (o quasi).
    Comunque sia, nessuno tra i numerosi sostenitori del modello tedesco hanno chiarito al popolo due elementi essenziali.
    1 - Se importiamo il modello tedesco, qualcuno dovrà fare il tedesco orientale
    Si accettano volontari.
    2 - Possiamo ragionevolmente attenderci che la germanizzazione del sud Europa creerà qualche problema
    Il prof. Ortona ha perfettamente ragione quando scrive che non si vuole redistribuire il reddito mediante politiche fiscali. I fatti dicono che una redistribuzione del reddito male si concilia con il virtuoso modello tedesco, oltre a conciliarsi male con le politiche fiscali finalizzate a salvare l'unione monetaria (tramite il riequilibrio delle partite correnti)

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  14. Credo sia un mix di concause:
    1. ci sono uomini inseriti in posti chiave che non cambiano da anni.
    2. il fatto di avere separato Bankitalia dal Tesoro ha abbassato enormemente le competenze in economia dei politici italiani. Di fatto, le decisioni di politica monetaria spettavano ormai ai tecnici.
    3. Con la caduta del muro di Berlino i comunisti erano disorientati: mancava un modello di riferimento. Le stesse scuole da cui venivano partoriti i "capoccioni" della classe dirigenziale del PCI si trovavano impreparate, colte anche alla sprovvista dell'emergere della finanza globalizzata.
    4. Il livello delle competenze, per problemi nuovi e più complessi, richiedeva una riformulazione dalle basi, in sinergia con i movimenti di sinistra di altri Paesi. La finanza superava i confini nazionali, la politica invece rimaneva all'interno della geografia del proprio Paese.
    5. Non credo alla "compravendita di massa della Sinistra". Non perchè non ci siano i corrotti, ci mancherebbe. Ci sono e ci saranno sempre. Semplicemente, la corruzione non guarda al credo politico, penso che se uno facesse uno screening scoprirebbe una %ale di corrotti tanto a dx che a sx. Rimarco sempre quello che dice il prof "dal 2000 siamo diventati tutti più corrotti?".

    In poche parole, in Italia vedo una mentalità un po' troppo latina del "tirare a campare e guardiamo all'oggi ché il domani si vedrà". Abbiamo lasciato le decisioni agli altri, abbiamo ratificato trattati ignobili per inerzia e ignoranza. Il genio italiano viene schiacchiato se le masse non si impegnano o sono disinformate.
    Guardate Renzi: promette sogni, cose impossibili, e rappresenta il "nuovo". Manca da qualsiasi direzione si osservi quel critico pragmatismo che purtroppo, per cultura millenaria, caratterizza una mentalità anglosassone. Herbert Spencer scriveva che "il ine della cultura non è l'erudizione, ma l'azione". E' esattamente l'opposto di quel che ha fatto la sinistra mainstream per più di venti anni in Italia. A me la sinistra intellettuale italiana ha sempre dato l'idea del santone indiano in cima alla montagna che produce sofismi fini a se stessi mentre il mondo alla base della montagna "formicola".

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  15. Preciso e tagliente come un bisturi. Ed altrettanto necessario.

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  16. Ottimo articolo, ma io sono di parte perchè la penso allo stesso modo. Le uniche critiche che si possono fare riguardano l'uso dei termini "mistero" e "sinistra". Va bene che sono categorie di uso comune e comode per capirsi, ma credo che non ci sia nessun mistero e sopratutto credo che non ci sia nessuna sinistra. Bene dice chi parla di un panorama politico italiano formato da due destre. Per quanto riguarda il mistero, non esiste perchè la tipologia di comportamenti descritta nel testo è, purtroppo, quasi normale per larga parte del genere umano, incapace di "alzare la testa dal sacco" e vedere oltre il proprio limitato orizzonte personale. La maggior parte di noi non è ancora così evoluta culturalmente da potersi permettere di rimettere in discussione ogni volta il proprio credo ed i propri stili di vita ogni volta, a vincere la pigrizia e l'inerzia mentale. Il confronto, il dibattito, l'accettazione di nuove teorie è ancora appannaggio di poche elite e la grande massa diventa consapevole solo quando viene toccata personalmente. Succede in tutti i campi e lo si può riscontrare, oltre che a livello politico, anche a livello religioso. Duemila anni di cristianesimo non hanno, nonostante i buoni proposti dei Vangeli, minimamente intaccato l'animo umano. Quindi nessun mistero ma un appropriato sfruttamento da parte del capitalismo finanziario di una debolezza tipicamente umana.

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  17. Grazie al professor Ortona per questo bell'articolo.
    Segnalo anche questa analisi, del 2005, di Costanzo Preve:

    http://ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=1207

    Un estratto:


    "La signora Rossanda si chiede spesso in modo sapienziale quando sarebbe avvenuta la rottura definitiva nella tradizione comunista e di sinistra del mastodonte PCI-PDS-DS. Eppure avrebbe la risposta sotto gli occhi. La rottura definitiva, clamorosa, irrevocabile ed irreversibile è avvenuta il 24 marzo 1999, quando gli aerei della NATO, partendo da basi italiane, hanno scatenato una guerra di aggressione contro la Jugoslavia, con l’inesistente pretesto di una inesistente pulizia etnica e di un ancor più inesistente genocidio contro la minoranza albanese (maggioritaria nel Kosovo).
    Oggi sappiamo che la guerra era stata già pianificata nel 1998, e vi sono indicazioni inequivocabili di Scognamiglio e di Cossiga sul fatto che questa guerra doveva essere “venduta” alle masse ignoranti e mascalzone da qualcuno più potente di Prodi, e cioè da D’Alema stesso (cfr. R. Mordenti, La Rivoluzione, Tropea, Milano 2003, pp.150-153).
    Chi vuol sapere può ormai sapere quasi tutto. Nel Kosovo non c’era nessun genocidio e non c’era nessun progetto di espulsione etnica della popolazione albanese, ma c’era una guerra secessionistica scatenata a freddo dal gruppo UCK, che invece aveva come progetto dichiarato l’espulsione della popolazione serba (come infatti avvenne). I cialtroni criminali che fecero questa guerra per conto della NATO e degli USA dovettero mentire e nasconderla sotto l’etichetta rassicurante di “operazione di polizia” come se la cosmesi terminologica potesse cambiare le cose. La guerra fu fatta contro l’ONU, che non la consentiva a causa del veto di Russia e Cina, e contro la Costituzione italiana, che non la consentiva espressamente.
    Il cinico baffetto D’Alema credeva di essersi così legittimato presso i suoi padroni imperialisti, ma non faceva i conti con il Berlusca e con il suo bacino elettorale maggioritario. Tuttavia, l’esperienza maturata da me in quattro anni di conversazioni in tutti gli ambienti mi ha confermato sul fatto che l’operazione D’Alema è perfettamente riuscita. Il “popolo di sinistra”, sempre pronto a girotondare in nome della sua “berlusconite”, non si è praticamente accorto di questa guerra, o se se ne è accorto lo ha dimenticato in pochi mesi. Chi rivanga la guerra del Kosovo, come chi scrive, corre il rischio di passare per un monomaniaco fissato. Hanno già dimenticato tutti, per il semplice fatto che non hanno ricevuto i bombardamenti sulla loro testa.
    Questa dimenticanza è forse l’esempio più scandaloso e sintomatico della decadenza morale di questo ultimo decennio. Altro che craxite e berlusconite, conflitto d’interessi e sparate idiote sui giudici e su Mussolini. Purtroppo, è storicamente poco probabile che D’Alema e Scognamiglio vengano trascinati in tribunale e condannati per alto tradimento contro la costituzione e crimini contro la pace. Gli è riuscita l’operazione di menzogna sulla pulizia etnica e sul genocidio, su Hitlerovic e sulla operazione di polizia internazionale."

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    1. Preve è in effetti uno di quelli che ha scritto le cose più interessanti sulla questione, anche prima. Qui
      una raccolta di scritti di Preve, di cui consiglio quello su Bertinotti.

      Niente di nuovo peraltro. A me piace ricorda sempre che loro sono quelli che fecero 1) le privatizzazioni degli anni 90; 2) il pacchettino Treu; e tutta la gestione dell'entrata nell'Euro. Tutte cose di cui si vantano vieppiù (la modernizzazione del paese, al passo coi tempi in un mondo globalizzato e tutta quella retorica lì).

      C'è da chiedersi perché si ostinino a dire che Berlusconi ha governato vent'anni, dato che se fosse così, verrebbe meno il merito di quei tre processi centrali per la modernizzazione [distruzione] del paese. Valli a capire sti modesti piddini modesti.

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    2. Goethe: "Solo i cialtroni sono modesti".

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  18. che dire... un'analisi molto lucida che condivido.. il PD è espressione diretta del ceto finanziario..

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  19. Dire che il PD si è venduto al sistema dei banchieri creditori è forse una drastica semplificazione della realtà. Chiunque abbia familiarità con i meccanismi delle regioni "rosse" si è accorto che a partire dagli novanta le "unità locali" del partito si sono progressivamente costituite in strutture di potere autoreferenziali (e spesso in conflitto tra di loro) che aggregavano e penetravano pubblica amministrazione, ex municipalizzate, media impresa dei servizi e banche, cooptando associazioni di categoria e sindacati da sempre collaterali. Sistemi di potere perlopiù localmente coerenti capaci di usare la pubblica amministrazione come braccio armato nei confronti di vassalli dissidenti o troppo indipendenti.
    Nella mia umile opinione lo spostarsi degli equilibri tra i due poli di questi sistemi (politica locale e finanza locale e nazionale) si è verificato quando, probabilmente anche in conseguenza dei vincoli del patto di stabilità, le amministrazioni si sono trovate con liquidità ridotta e quindi variamente dipendenti dal sistema bancario grazie a derivati e indebitamento a breve medio e lungo termine. Ci sono casi etichettati come "buona pratica" che fanno venire i brividi, dal project financing a progetti PIUSS (finanziati dall'europa) che impegnano oltre 50% delle risorse di bilancio di una singola amministrazione (e che chiaramente richiedono anticipo bancario, perché vengono liquidati a rendicontazione avvenuta). Aggiungiamo al quadro locale il noto indebitamento del partito centrale e il sistematico anticipo dei rimborsi elettorali da parte del sistema bancario e il quadro è presto fatto... probabilmente più che un partito venduto, un partito al guinzaglio.

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  20. Cosa ci sarebbe da smentire? È la ("palese") realtà.
    È che il cittadino comune ha pochi strumenti per difendersi, soprattutto se isolato e sotto pressione nel quotidiano.
    Comunque bell'articolo.
    Grazie

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  21. Limpido e cristallino. Si si rimaniamo in attesa di smentite ...

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  22. Ottimo. Informarsi, informarsi sempre. Il più grande crimine.

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    1. Sì, però astenersi donaldiani. È un discorso che abbiamo chiuso due anni fa. Grazie.

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  23. Devo ammettere obtorto collo che questi post politici risultano per il sottoscritto più digeribili ed intriganti di quelli economici, anche se non dovrei dirlo perchè sono consapevole che l'ignoranza (di qualunque genere essa sia) è l'uscio sempre aperto da dove si volatilizzano la dignità ed i diritti della persona.
    Ciò premesso ritengo molto interessante il quesito sulla evidente crisi della sinistra.
    Anche se non fa parte del mio modo di pensare, ritengo altresì abbastanza ovvio che la maggior parte dei "galoppini" e comunque di tutte quelle figure di secondo piano di PD e SEL, assecondino le politiche dei vertici per motivi assolutamente opportunistici. Magari hanno già provato l'ebbrezza di sfiorare una fetta di potere, grande o piccola che sia, ed essendogli è piaciuta molto la sensazione, dubito che vogliano privarsene per il futuro solo per una sporca questione di coscienza.
    Allora si creano gli appositi "frame" per giustificare se stessi e quello che accade nel Paese, grazie anchhe alla loro codardia.
    I "frame" più utilizzati sono due, entrambi interconnessi:
    Uno è la necessità del cosiddetto "vincolo esterno" per ripristinare i danni causati dal ventennio berlusconiano (vi viene da ridere?), cioè la necessità di effettuare quelle fantomatiche riforme, così tanto care al bamboccione fiorentino, che, secondo loro ci hanno reso inefficenti e poco competitivi rispetto ad un mercato in cui all'improvviso è apparso lo spauracchio della Ciiina.
    L'altro "frame" è quello di considerare che in fondo questa situazione è ineluttabile.
    Ce la siamo cercata grazie al nostro enorme debito pubblico, cresciuto perchè in realtà ci siamo ammalati di "castacriccacorruzzione" (come peraltro buona parte dei Paesi appartenenti all'Eurozona) e adesso che siamo dentro alla gabbia europea, dove le regole si devono rispettare per tutti (magari però evitando di far competere Roger Federer contro il sig.Bianchi, sennò è "cappotto" secco), escono le magagne e dobbiamo risolverle da soli.
    In pratica è lo stesso comportamento socio-patico del serial killer, cioè si cerca una giustificazione morale al proprio comportamento.
    Per caso dovremo pensare di istituire per il futuro un tribunale del popolo?

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    1. Aggiungo l'attuale ridicola operazione di far passare per rinnovamento la sostituzione nell'esposizione mediatica dei soliti noti con politici under 40 a invarianza di contenuti programmatici.
      La nostra migliore arma è che pensano che siamo tutti boccaloni e col telecomando in mano.

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    2. Pienamente d'accordo con Elgrigio sulle figure di secondo piano del piddì, ma purtroppo questa gente prospera perché c'è chi la vota, ed avendo io un piddino doc in mio padre mi riservo di scrivere un post sull'elettorato piddino, che evidentemente conosco bene. Interessantissimo quanto scritto da Ortona, ho solo un appunto: basta chiamare "sinistra" un partito iper-liberista, e pertanto di destra, come il piddì!

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  24. Non ho nessuna difficoltà ad accettare che "SEL è peggio del PD", su questo non ci piove, la mia difficoltà è accettare invece il rovescio della medaglia, ossia che "il PD è meglio di SEL". Per conto mio, valgono entrambe le proposizioni: 1) "SEL è peggio del PD" 2) "il PD è peggio di SEL". Non so se la logica formale sia in tal modo soddisfatta, ma quella sostanziale sì. Al peggio, come vuole la saggezza popolare, non c'è mai fine.

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    1. Risolviamo così, parafrasando Churchill: "Il PD è il peggiore de i partiti di sinistra, eccetto tutti gli altri"

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  25. qualcuno pagato c'è o no? come spiega sapientemente 48, il problema è che la corruzione in questo tipo di sistema è legalizzata.
    prendiamo per esempio tutti i soldi presi a GS per non fare una mazza (apparentemente)..
    oppure incarichi dati a destra e manca (tanto so' privati e i privati mica so' corrotti come lo statocorrottopadrone!).

    detto questo, a me pare che vadano distinti i cooptati ovvero coloro che nei decenni sono stati presi come riferimenti per attuare certe politiche e quindi inseriti via via nei posti che contano.
    Pensiamo a quel genio dell'AVO endogena (o come cavolo definirla) per cui basta prendere l'acqua e l'olio e per magia chimica si mescoleranno (si sa... anche la chimica si piega all'euro!).
    tutte queste persone hanno un profilo e una trafila tale per cui vanno considerate a parte.

    poi ci sono i politici che hanno fatto la trafila e pure questi sono stati cooptati.
    alla fine ci sono i politici meno importanti che però ricoprono cariche importanti (come deputati od onorevoli).

    il punto per questi qua non è tanto quelli di essere corrotti (ma badate bene, per fare i porci questi si distaccano sempre di più dalla popolazione.. vedi politici dopo unità d'Italia al sud!) ma il fatto è che se prendessero posizioni distaccate sarebbero cacciate! e in un momento di crisi perdere la "poltrona" o il "posto di lavoro" è fatale.

    questo tipo di cooptazione è chiaramente di tipo diverso (ad un più basso livello).
    e ovviamente queste persone non hanno ricoperto posti alla GS (tanto per citare la nostra cara banca del diavolo).

    insomma, una classificazione più dettagliata (della mia tanto per partire) va fatta.. ognuno ha la sua storia.

    PS: sarebbe interessante capire la classificazione dei nazisti per un confronto

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  26. Molto lucida e interessante l’analisi del prof. Guido Ortona, e soprattutto molto condivisibile. “È evidente che se un partito politico non ha più come obiettivo quello di massimizzare i voti è perché ne ha qualche altro.” E’ evidente che il vertice del Pd si è venduto alle lobby finanziarie che governano il nostro parlamento, così come governano il parlamento europeo. Perché nella schizofrenia mediatica degli intenti politici del Pd appare sempre più chiaro che il partito non riesce a intercettare i consensi degli elettori, semplicemente perché non vuole intercettarli, e mentre mostra il volto buonista del padre di famiglia che pensa al bene dei propri figli, nell’oscurità delle votazioni parlamentari vota il Fiscal Compact, il Mes, il pareggio di bilancio, l’acquisto degli F35, la Tav …

    Dunque non sono i singoli uomini politici, i leader del partito che decidono, ma sono i vertici oscuri ed esterni che assegnano la linea programmatica. I partiti si sono trasformati in comitati d’affari, già lo aveva detto Enrico Berlinguer il 28 luglio del 1981, quando rilasciò ad Eugenio Scalfari, per La Repubblica, una famosa intervista, passata alla storia come la più dura denuncia del sistema corruttivo che attraversava la vita dei partiti.


    Il 28 luglio del 1981, Enrico Berlinguer rilasciava ad Eugenio Scalfari, per La Repubblica, una famosa intervista,
    passata alla storia come la più dura (e autorevole) denuncia del sistema corruttivo che attraversava la vita dei partiti, degenerati in comitati d'affari. Così si esprimeva Berlinguer in un passo cruciale: “I partiti sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune”.

    Contro Berlinguer si scagliò a quel tempo e con veemenza Giorgio Napolitano , che riteneva la critica asprissima contro Craxi e il gruppo dirigente “impadronitosi” del Partito socialista un ostacolo alla collaborazione con quel partito e un oggettivo impedimento al primario obiettivo di scalare il potere.
    Ma la “questione morale” rinviava ormai, esplicitamente, ad un tema più di fondo, relativo alla natura stessa del Pci, alla sua cultura politica, alla dimensione strategica del suo progetto politico che Napolitano e tutta la corrente “migliorista” consegnavano ormai ad una netta virata, ad una “conversione” socialdemocratica, che revocava la stessa prospettiva di una trasformazione in senso socialista della società.

    In una famosa riunione, Berlinguer si espresse così: “Io ho capito molto bene che c'è qui una parte di voi che vuole trasformare il Pci in un partito socialdemocratico. Sappiate che io a questa cosa non ci sto e che io non sarò mai il segretario di un tale partito. Se voi volete fare una cosa del genere lo farete senza di me e contro di me”.

    Poco più tardi Berlinguer morì, e ognuno sa come le cose siano andate, sino a quale punto si sia spinta l'abiura e quale approdo abbia conosciuto il Pci, nella sua impressionante metamorfosi, dopo la svolta della Bolognina, sino alla deriva liberista. Non sorprende, dunque, che Giorgio Napolitano sia oggi di questa svolta mentore e interprete e che Mario Monti, uomo della Trilateral, abbia potuto trovare in lui il più convinto sostenitore.

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    1. Leggendo l'intera intervista a Berlinguer, mi sembra che il suo pensieri economico sia €uro-Liberista
      Qui : http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerThread.php?threadId=EnriBerlinguer
      c'è l'intervista integrale.

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  27. Triste e necessario.
    La volontà di non sapere di tante persone perbene (o abbastanza perbene) a diversi livelli... nessuno vorrebbe sapere le brutte notizie, ma i fatti ci sono e la realtà è TANTO sgarbata e incurante delle narrazioni.
    Requiescat e partiamo da lì. Magari per capirci qualcosa?

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  28. Splendido articolo, finalmente si parla chiaro!
    Ora chiedo al Prof (il nostro): come facciamo a uscire dall'euro in modo intelligente, come lei giustamente auspica da tempo, con questa classe politica?
    Lei è un tecnico, ma l'economia è politica... Gli ortotteri ci daranno retta o seguiranno le casaleggiche sirene liberiste? Fondiamo un nuovo partito sovranista di sinistra? Qualcuno si sta muovendo, chieda anche a Quarantotto! ;-)

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    1. Mi sono già espresso su questo punto. Punto.

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    2. Ah, a proposito: finalmente una sega! Tanti per chiarirti a chi stai parlando. Il tempo ti chiarirà anche di cosa stai parlando!

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    3. Professore però...Cesarito magari si è perso i post dove lei ha argomentato come si potrebbe gestire l'uscita dall'euro, però il suo "finalmente si parla chiaro" non era riferito a lei, ma credo al fatto che finalmente anche altre voci si levano, tanto che poi le chiede lumi su come uscire dall'euro "come lei giustamente auspica da tempo". Io la seguo quasi dall'inizio (giusto il tempo tecnico di scoprirla!) e non le sarò mai grata abbastanza per aver fatto capire a una filosofa senza strumenti come stessero le cose, ed averle fatto riassaporare il gusto della verità. E so perfettamente gli attacchi e le ingiurie anche volgari e violenti cui da allora è sottoposto. Ed ho visto montare anche, di conseguenza, la sua, diciamo così, "ruvidezza" nel rispondere. Però siccome io me la ricordo quando non era così, perché non era così stanco sfibrato e sotto attacco, non vedo l'ora che torni così :) non è una semplice questione di buone maniere, non sono così sciocca, è che mi spiace per lei che evidentemente è esausto (e che, al netto del brutto carattere da lei mai negato, sono quasi sicura non ami i rapporti per forza "violenti") e per chi, come nel caso Cesarito, incappa nelle sue ire pur probabilmente non meritandole. Lei mi dirà: ma che minchia te ne fotte?! Non lo so, è che sono donna forse, e quindi poco propensa agli scontri quando non necessari. Forse più semplicemente mi sono affezionata a lei e mi dispiace. Anche se so che dopo ciò, un vaffanculo non me lo toglierà nessuno. Ma non importa, non mi offendo. Le sono talmente debitrice che un vaffa me lo prendo senza problemi. Buon fine settimana, e grazie

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    4. Carissima,

      il mio metodo rimane questo. Più la strada si fa dura, più ci rassegnamo a perdere per strada i disinformati e gli ingenui.

      Se uno ha voglia di dimostrare qualcosa, può sempre farlo. Non mi possono venire a parlare di movimenti dal basso.

      A presto.

      A.

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  29. E' un po' lo stesso discorso che facevo con la mia prof di francese e con la madreligua. si stava commentando il crescente consenso elettorale della le pen, descritta da loro come nazista e negazionista nei confronti dell'olocausto, (sorvoliamo su questo punto) e dopo un po', come già successo con altri profrssori, non ce l'ho fatta a star zitto e ho dovuto parlare del silenzio e del tradimento della "sinistra" nei confronti dei propri elettori, dell'incompetenza di hollande e del PS, paragonata a quella di bersani e del PD, ma le reazioni sono state un po' deludenti. magari la prossima volta mi stampo questo post e glielo faccio leggere; chissá che gli scritti di un prof di "provincia" non le facciano cambiare idea :) .

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  30. Zingales: “Francia e Germania sleali, stanno meridionalizzando l’Italia ed il Sud Europa”

    L’economista Luigi Zingales, in un’audizione alla Commissione Finanze del Senato sul dl Imu-Bankitalia: «Le banche tedesche hanno oggi maggior solvibilità delle italiane perché lo Stato ha trasferito loro un grosso ammontare di risorse specialmente alle Landensbank piene di titoli tossici statunitensi all’indomani della crisi, con un meccanismo che la Germania ha invece contrastato negli altri paesi Ue. La prima cosa da è combattere è questa situazione «di due pesi e due misure» con un’Unione bancaria che sia «uguale per tutti».

    Sottolinea il professore della Chicago Booth School of Business
    «La legge “no bailout” dei tedeschi, di fronte alle difficoltà proprie cambia in un mondo in cui le banche hanno implicitamente un supporto pubblico e gli Stati ricchi hanno banche solide e quelli poveri no, se lo possono permettere. Questo atteggiamento dà un vantaggio competitivo alle loro banche che poi si trasmette in un vantaggio competitivo a livello europeo, con conseguenze estremamente negative sulla nostra crescita economica».

    «Oggi l’Unione europea è principalmente franco-tedesca e impone le sue regole al resto del continente con conseguenze devastanti, dal mio punto di vista, nel sud Europa. Il rischio di non cambiare queste regole è quello di avere una meridionalizzazione e desertificazione dell’intera Italia» .

    (Fermare il declino degli euristi?)

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  31. Trama molto "sinistra" (guarda caso).
    Ci sono tutti gli ingredienti: il luogo del delitto, l'arma, l'opportunità, i complici, il movente ed i testimoni... Si conosce il colpevole ma...

    Al PD non interessa massimizzare i voti. Quello che non si capisce è perché bene o male li massimizza ugualmente (se li volesse massimizzare allora farebbe uno sfracello!).
    In teoria il PD alle elezioni se la dovrebbe "giocare" con sciolta civica. Ed invece... Questo per me è il vero mistero!
    In questo giallo non resta che sperare in un finale a sorpresa scritto dagli elettori.

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    1. Pepe Braun: il Pd non riesce a massimizzare perché rappresenta troppe lobbie , spesso in conflitto tra di loro. I dipendenti pubblici e gli immigrati sono per così dire le lobbie o il serbatoio di voti più grande che hanno: la politico filo immigrazione e la conferma recente degli scatti ai dipendi pubblici ne sono una dimostrazione . Poi ci sono i pensionati anche se un po' mazziati di recente e infine lo zoccolo duro che voterebbe PD anche se Civati sgozza bambini per strada.

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    2. A proposito dei 150€ agli insegnanti, su cui si è scatenato il balletto (o il teatrino?) della responsabilità e in difesa dei quali "Renzie" è intervenuto, è mio personale sospetto che il suddetto sia sia procurato o consolidato quel consenso che, al momento opportuno, a lui e a suoi frutterà l'accettazione automatica, da parte dei "rappresentati", di aumento di ore di lavoro sotto forma di lezione e delle conseguenti non visibili, altri tagli e via...ballando, anche nel senso di raccontar balle e magari con un altro po' di scena tanto per fare.

      Spero vivamente e a mio vantaggio che la realtà mi dia torto.

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    3. No, gli "insegnati " venderanno cara la pelle. Non ricordo nella mia comunque breve vita su questa terra un ministro dell'istruzione che operando tagli e tentato un aumento di efficienza , non sia stato criminalizzato e insultato. Berlinguer un nome ad esempio

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  32. Un'altra boccata di ossigeno.
    Alla fine dell'intervento a me è venuto da pensare quanta, ma quanta strada ci sia ancora davanti. Da valle vedo 2 montagne:

    1- L'azione di gatekeeping fatta da PD, SEL, manifestini, micromeghiani, fattiquotidiani. Qui non è solo una questione di potere, clientelismi, favoritismi, etc... qui si tratta di vere e proprie strutture ormai ossificate di linguaggio e pensiero, che deviano da ed annacquano -come sapete bene- ogni discorso egalitario genuino. Cioè, dico, c'è gente che si vede il tg3, si legge la De Gregorio, va al MaXxi, si fa quattro risate con la Dandini e... stabbene, perché è de sinistra!

    2- Il fatto che ad oggi, nessuno ha proposto una configurazione oggettiva dei conflitti sociali nel 2013 e che questa serve, perché c.d. 'proletariato' oggi è complesso, frammentato e include anche chi trent'anni fa era considerato 'padrone'. Poi bisogna configurare anche l'altra sponda: certo "i poteri finanziari"... ma chi sono? Come sono strutturati? Quali strategie hanno usato per arrivare al punto dove siamo arrivati?

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    1. hai dimenticato il non-plus-ultra del moderno sinistro: l'Internazionale.
      Così il Nostro è aggiornato su tutti i punti di vista su i temi di tutto il mondo, e manco deve fare la fatica di ricercare le notizie o, chessò, gli argomenti, perchè c'è qualcuno che l'ha già fatto per lui. Tenero ignorante poltrone

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  33. Beh, il mio "sospetto" sulla natura non proprio spirituale del PCI/PD ha avuto conferma definitiva quando un arrapatissimo Fassino urlava: "abbiamo una baaanca neeee" (se e' vero quanto riportato). Non so perche', ma .....mi era sembrato un tradimento palese della storia di quel partito che non ho mai votato peraltro; un tradimento volgare che mi aveva aperto gli occhi sugli ex "mani pulitissime". Per fortuna ero gia' abbastanza "maturo" per essere cinico e non illudermi sugli uomini, e purtroppo i fatti mi hanno dato ragione.

    MPS e' sempre stata una fogna a cielo aperto, un sistema di potere alla luce del sole, direi. Le fondazioni, ecc, con tutta quell'accozzaglia di mandarini strapagati che Dio solo sa che fanno tutto il giorno per guadagnarsi "a mijardata" (ex unita' di misura per ora.....purtroppo...).

    Ho sempre diffidato dei moralizzatori o quelli che si vantano di essere piu' onesti, puliti, ecc. Se uno e' onesto non ha bisogno di sbandierare la propria onesta'.

    Ma la storiella del partito dei lavoratori e' proprio TRAMONTATA definitivamente quando Mrs. Crocodile ha ucciso la classe media, soprattutto i privati, portando l'asticella a 67 anni, o 42 anni/6mesi e il fatidico 1 GIORNO (sic!), roba mai vista; e il PD dov'era quando tanta gente e' stata falcidiata?

    E dov'e' il PD per le Partite IVA (che in maggioranza e' gente che e' rimasta appiedata e deve guadagnare l'obolo, pagando piu' del 70% di tasse!), dov'e' il PD per il 12% dei disoccupati; che fa per recuperarli al mercato del lavoro? Dove sono le proposte del PD? Qualcuno del PD mi puo' illuminare?

    E' arrivato l'impresario + Mrs Crocodile e loro......li'.......ad angolo retto, senza un briciolo di vergogna. E allora che differenza c'e' tra loro e i padroni delle ferriere ai tempi di Cronin?

    Scusate lo sfogo, ma quanno ce vo' ce vo'.


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  34. Bel pezzo!
    Mi ha fatto ricordare la risposta che mi hai dato a Padova quella prima volta che ci siamo visti.
    Mi dicesti che non sanno quello che fanno, che sono tutti ignoranti...
    Io ero d'accordo ma fino ad un certo punto!
    Sanno molto bene quello che fanno! ( quasi tutti! )
    Semplicemente qualcuno si accontenta di quel che ha e ottiene, altri no!
    Il PD , gli uomini del PD, sono uomini di potere, a differenza degli uomini del PDL che sono più spesso uomini di soldi.
    Il fatto che massimizzare il consenso ora non sia più interessante per il PD è perché gli uomini che avevano bisogno di consenso per arrivare sulla cresta dell'onda, ora sono tutti sulla cresta dell'onda, dunque il consenso a loro non serve più, e gli altri sono troppo codardi e poco ambiziosi per averne bisogno. Si accontentano...
    Il PD non si è venduto a nessuno, non si è fatto comprare da nessuno.
    Non ci sono indizi, ci sono solo fatti.
    Questa gente, è affamata di potere e vuole essere il sistema, vuole farne parte in prima persona!
    Il PD diventando parte integrante del sistema con Letta che manda "il pizzino"a Monti non ha bisogno di vendersi o farsi comprare; facendo il percorso inverso di Scelta Civica, che dall'alto è scesa verso il basso, vuole entrare direttamente nelle stanze dei bottoni. Dal basso alcuni di loro vogliono salire verso l'alto.
    Infatti Letta è Monti sono la stessa faccia della stessa medaglia. Medaglia che porta con sè anche le effigi di Renzi Alfano Vendola ecc... Tutti vampiri assetati di potere.
    Sono solo egoisti ambiziosi a cui non importa niente se la gente si ammazza se si esce o meno dall'euro. L'unica cosa che conta per queste persone è essere Potenti.
    Il potere è una brutta bestia, obnubila la vista. Logora chi ce l'ha...Ma questi sono altri discorsi...

    P.S. Berlusconi invece penso sia un uomo di soldi e non di potere, costretto al potere per difendere i suoi soldi...Poveretto...

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    1. Morris, io non distinguerei troppo. Soldi e potere sono della stessa sostanza e vale un principio analogo all'equivalenza massa-energia, dove il denaro é la massa (la manifestazione ponderabile) e il potere l'energia (la manifestazione imponderabile). Trasformare l'uno nell'altro è sempre possibile e vediamo infinite variazioni di simili cambiamenti di stato. Chiunque possiede denaro può ottenere potere, chiunque ha potere può disporre di denaro. E direi che vale per ogni forma di potere e per ogni forma di denaro. Le famose fondazioni in mano ai partiti non sono proprio laboratori di trasformazione fra le due forme di sostanza?
      Anche Berlusconi ha trasformato denaro in potere (dalla fondazione del partito, agli "acquisti" di avversari politici) e potere in denaro (protezione legislativa e politica alle sue aziende) in continuazione.

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    2. Soldi e potere come dici sono inevitabilmente connessi! Quel che cambia è che uno è il fine dell'altro ( che è il mezzo! ). Ci sono uomini che utilizzano soldi per avere potere, e uomini che utilizzano potere per avere soldi. Il fine non è un piccolo dettaglio, e rende le persone e i comportamenti molti diversi...
      Poi ok, i più ricchi alla fine sono anche i più potenti in assoluto, ma lì secondo me si parla di altri livelli, e di poche persone...
      ( Rockfeller & Co.. )
      Berlusconi secondo me è un uomo di soldi perché lui è stato "costretto" a scendere in politica per difendere i suoi soldi! Se avesse potuto continuare a fare i suoi festini e i suoi soldi in santa pace secondo me l'avrebbe fatto, ma per poterlo fare doveva per forza entrare in politica...

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  35. Ho appena ascoltato l'audizione in Commissione Finanze del Prof. Zingales.
    In sintesi e' uno che le cose le sa (ha per esempio ripreso in chiusura il paragone, fatto per la prima volta qui nel blog - almeno a mia conoscenza - tra il processo di unificazione Italiana ed il tentativo in corso, da parte di una elite SENZA CONSENSO - lo ha detto chiaramente - di unificazione Europea) che difende una tesi: il neuro non ha colpe!
    (Anche se ha elencato gran parte delle ragioni per cui l'Eurozona non e' mai stata una AVO, in primis per via della relativa 'immobilita' del fattore lavoro).
    Da neurista convinto attribuisce il mancato incasso Italiano del 'dividendo' a:
    - mancato aumento della produttivita' Italiana (dalla meta' degli anni novanta);
    - decisione dei Governi in carica di non utilizzare il risparmio dovuto al calo della spesa per interessi (a seguito della 'credibilita' acquisita) per abbattere il debito pubblico;
    - insufficienti investimenti 'strategici' (tipo IT).
    Crede fermamente nel potere taumaturgico del prossimo semestre Italiano di Presidenza (ma alla Commissione Finanze non ha indicato 'tavoli').
    Come ricetta per mantenere in vita il neuro propone:
    1) l'implementazione di un meccanismo (di sua invenzione, a quel che ho capito) per svincolare i fallimenti bancari (evidentemente se ne aspetta...) dai fallimenti statali;
    2) l'istituzione del sussidio di disoccupazione Europeo (perche' si rende conto della impossibilita' pratica dei trasferimenti fiscali);
    3) rimodulare il processo di produzione delle future direttive comunitarie, oggi secondo lui guidata da un presunto asse Franco-Tedesco (??), perche' non penalizzi le PMI dei Paesi periferici.
    La mia opinione e' che il Prof. Zingales sia una 'mosca cocchiera' e che miri a qualche incarico governativo in caso non ci sara' una massiccia affermazione degli Eurocritici alle elezioni di maggio.
    Direi Audizione Bagnai vs. Audizione Zingales: 2 - 0, palla al centro.

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  36. ('n ze po' ddì...)

    Fruttarolo der Mercato Trionfale: "%@*£!§*^?\>(°/".
    Macellaro de Testaccio (in penzione): "£?§%!**^<\()°@".

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  37. Mi sembra che il PD stia in tempo reale superando ogni record di velocità verso destra.
    Il "Sì a modello che elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli" cela la volontà di uccidere nella culla eventuali idee che avrebbero inizialmente piccoli numeri, oltre - ovviamente - alla volontà apertamente fascista di un partito unico liberamente eletto.
    Per inciso la corsa all'osso da parte dei partitini aggiunge un altro indizio sulla reale esistenza dell'osso.
    Possiamo solo assistere a questa corsa e sperare che qualcuno dall'interno - magari per pura invidia - inneschi la deflagrazione.

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  38. Il motivo per cui la base del PD non si è ancora ribellata alla situazione ha un nome: "La Repubblica". Il "giornale amico", che fa digerire agli elettori PD la nullità della dirigenza del loro partito. Guarda caso l'editore è De Benedetti che, oltre ad avere la tessera numero 1 del PD fa anche parte del consiglio di amministrazione della banca Rotschild. Ma guarda tu la coincidenza...

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  39. In questo libro ci ho trovato un'analisi molto puntuale, anche perché scritta da uno che aveva una postazione privilegiata in quella che è stata la sinistra degli ultimi 25 anni. Lo consiglio, vivamente.

    http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/5012_la_sinistra_e_di_destra_sansonetti.html

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  40. Associare il PD (e i suoi prodromi: Ulivo, DS, PDS) al concetto di "sinistra" è un errore di valutazione (sovrastima) che conduce poi ad un certo grado di delusione verso le politiche piddine. E' dagli anni 90' che il millantato partito della sinistra produce danni ai quei ceti che invece avrebbe dovuto difendere. I dirigenti hanno fatto il salto del fosso e sono diventati "più realisti del Re" (ad esempio, la legge Treu, il sostegno alle guerre e l'euro sono palesemente politiche di destra). Un partito che in teoria dovrebbe essere di sinistra, ma che nelle varie elezioni ha perso il consenso della classe operaia nel nord-italia, forse qualche problema di "vocazione" deve averlo. Del resto, non si può premere sempre più sul pedale dell'euro e contemporaneamente sostenere la causa dei lavoratori. Il piddì ha provato a superare questo dilemma aggrappandosi alla supercazzola dell'austerità espansiva, alla quale sostanzialmente neppure loro credevano. In fin dei conti però loro sono altra cosa, una non-sinistra che asseconda l'élite finanziaria e necessariamente poco incline ad ascoltare i loro stessi elettori (come disse la sen. Finocchiaro commentando le proteste dei piddini per l'elezione del pdr: "ma che vogliono questi?").

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  41. Farage: “La Grecia è ora sotto il controllo straniero. Non potete prendere alcuna decisione…”

    Farage in Europarlamento nel dibattito per il programma della nuova Presidenza Greca UE

    “…la Grecia è ora sotto il controllo straniero. Non potete prendere alcuna decisione, siete stati salvati e avete abbandonato la democrazia , cosa che il vostro paese ha inventato per primo. E non volete ammettere che l’adesione all’euro è stato un errore, ovviamente Papandreou (il vecchio Primo Ministro Greco, poi sostituito dai tecnici) lo ha fatto, non è vero? Ha anche detto che ci sarebbe dovuto essere un referendum in Grecia, e in appena 48 ore la trinità profana (la Troika) che ora gestisce questa Unione Europea lo ha rimosso e sostituito da una marionetta, ex dipendente della Goldman Sachs. Siamo gestiti da grandi imprese, grandi banche e grandi burocrati.”

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  42. Come corrompi davvero una persona? Mettendogli una valigia piena di banconote in mano e chiedendogli di tradire la sua gente per denaro?
    No, certo che no. Qualcuno magari accetterebbe, ma qualcun altro potrebbe ricordarsi di avere una coscienza.
    Molto più facile e meno rischioso blandire l'ignorante con un po' di benessere, una morale facile facile e poi convincerlo che la sua ricchezza e il suo sapere sono al servizio del bene comune.
    Così si ottengono servitori veramente leali, che non si faranno scrupoli non per mancanza di coscienza, ma perché l'ignoranza è molto comoda.

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  43. Ottima riflessione. Chiave di lettura interessante per il post '89. Tangentopoli come divorzio cruento tra DC+partiti satelliti e finanza. Nuovo matrimonio con PCI-PDS a babbo morto (URSS). Il comunismo tendenzialmente anti nazionale terreno ottimale per globalismo e finanza internazionale.
    Sulla faccenda Hitler-Chiesa cattolica suggerisco la lettura dell'enciclica del Marzo 1937 Mit brennender Sorge, scritta "a quattro mani" da PIO XI e dal segretario di Stato Eugenio Pacelli (futuro PIO XII). Condanna totale dell'ideologia razzista, nazionalista e panteista. Anticipatrice del bagno di sangue imminente.

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  44. La sinistra è scomparsa da parecchio tempo, gli ultimi 'residui' sono stati eliminati con il porcellum. Più che materia di post è roba da libri di sociologia e di storia. Si tratta di capire come difendere gli interessi e le ragioni dell'ultimo 99% contro l' 1% che sta spadroneggiando.
    Quando la sinistra sparisce avanti con il POPULISMO ! Ce lo consiglia anche Saccomanni...

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  45. Questo intervento di Guido Ortona a quanto ho capito è stato scritto alla fine dello scorso anno; quello che è successo dopo (Renzi diventa segretario del PD) mi sembra ne rafforzi la tesi. Molto interessante è l’analisi dei vari livelli del PD (base/quadri intermedi/dirigenti), soprattutto per chi è dentro il PD (dovrebbe avere capito da solo, ma tante volte serve un aiuto).
    Anche Aldo Giannuli  è intervenuto incisivamente sul tema.
    Se teniamo presente queste analisi, non capisco però come il PD, parte del problema, possa essere parte della sua soluzione. L’attuale PD mi sembra inutilizzabile. Pensiamo a una scissione? Se i dirigenti della nuova organizzazione dovessero essere parte dei dirigenti dell’attuale PD, potrebbe nascere un nuovo partito, più piccolo, ma con gli stessi limiti e difetti del PD.
    Chi è stato dirigente o eletto nelle istituzioni (la frequente coincidenza delle due cose è uno dei difetti del PD), se sente l’esigenza di dare il contributo della sua esperienza (di governo, amministrativa, cognizione dei regolamenti, stesura di una legge, conoscenza di fatti e persone…) alla nuova organizzazione, dovrebbe farlo senza avere nessun incarico dirigenziale e senza ricoprire alcuna carica elettiva nelle istituzioni. Per i dirigenti pentiti dovrebbe essere previsto, piuttosto che la rottamazione, il reinserimento, con l’affidamento a un Circolo.

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  46. una bella analisi di un partito di zombie che non merita neanche di essere citato tanto e' patetico...

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  47. Britain-Exit: La Ford minaccia l’Armageddon, ma sopravvaluta l’importanza di una UE ormai morente

    Come quando cercarono di portare l’UK nell’eurozona, anche oggi le grandi società cercano di intimidire i cittadini UK sull’uscita dall'UE, paventando disastri economici. I fatti smentiscono. Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph riporta il dibattito sul Brexit al punto vero: qual'è oggi il "luogo" migliore della democrazia: gli storici stati nazione europei o gli utopistici Stati Uniti d’Europa?
    La Ford ha emesso un comunicato che equivale a una minaccia di chiudere i battenti nel caso in cui la Gran Bretagna votasse per uscire dall'Unione Europea.

    Steve Odell, direttore operativo di Ford in Europa, ha detto a Detroit alla nostra Katherine Rushton che il Regno Unito si "taglierebbe il naso per far dispetto al proprio volto" se uscisse dalla UE.
    "Non voglio minacciare il governo britannico, farlo avrebbe gravi conseguenze' [ma] sconsiglierei vivamente di lasciare l'UE, per ragioni che riguardano le imprese e l’occupazione nel Regno Unito," ha dichiarato. …

    Possiamo fare un elenco molto lungo dei bravissimi esperti che dicevano che la Gran Bretagna avrebbe pagato un prezzo spaventoso se avesse perso il treno dell’euro. Queste persone non capivano nulla della differenza tra un’OCA (Optimum Currency Area) e una papera.

    Nessuno di loro aveva capito la “critica di Walters”, ossia perché l’Unione Monetaria Europea – senza un bilancio centralizzato, un sistema unico di sicurezza sociale e dei trasferimenti fiscali – avrebbe inevitabilmente portato a un circolo vizioso nel quale i tassi di interesse reali delle economie surriscaldate avrebbero continuato a scendere, mentre avrebbero continuato ad aumentare nei paesi in crisi. Quei signori sono stati semplicemente spazzati via. …

    Gli eventi si stanno evolvendo molto velocemente sul continente. Le elezioni del Parlamento Europeo di maggio rischiano di essere un terremoto politico. La crisi dell'Eurozona continua a peggiorare, dato che le politiche di svalutazione interna dell’UEM stanno portando alla deflazione i paesi mediterranei e facendo salire più velocemente il rapporto debito / PIL.

    La vecchia nomenklatura sta perdendo colpi. L'asse Franco-Tedesco è caduto, al di là della retorica dal signor Hollande di questa settimana. Si potrebbe sostenere che la Germania ha già lasciato l'UE, salvo che nella forma, visto che persegue le proprie strategie unilaterali nel commercio e in politica estera con Cina e Russia, conduce una politica propria in Medio Oriente e gira le spalle all’unione fiscale (contrariamente a tutta la logica dell'UEM). In effetti si potrebbe sostenere che, con le sue azioni, la Germania ha già lasciato l'euro, di fatto.

    Si potrebbe anche sostenere che l'Unione europea, come progetto stimolante, non esiste più. È ormai una reliquia della Guerra Fredda, un guscio vuoto, superata ormai da una ripresa degli stati nazione all’interno dell'UE e dagli accordi globali di libero scambio nell'ambito dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. Per quanto riguarda "i dazi" del signor Odell, lo sapevate che perfino la Tunisia ha libero accesso al mercato dell'UE?

    Un'uscita della Gran Bretagna sarebbe estremamente nociva alla credibilità già pericolante dell'UE e potrebbe essere il colpo di grazia – come ammette il tedesco Wolfgang Schauble, proprio perché è l’ultimo, in Germania, a credere veramente in questo progetto. L'uscita dell'UK farebbe cambiare la chimica dell’UE in modi imprevedibili. Sconvolgerebbe la struttura di potere interna all’UE, lasciando uno sgabello a tre piedi reggersi su due instabili gambe. (continua)

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  48. Dovremmo preoccuparci della deflazione?

    di Paul de Grauwe | London School of Economics

    I rischi che la deflazione ingenera sono ben noti. In primo luogo, creando aspettative che i prezzi saranno più bassi il prossimo anno si dà ai consumatori incentivi a rinviare gli acquisti. Come risultato, il calo della domanda aggregata mettendo ulteriore pressione al ribasso sui prezzi. In secondo luogo, dal momento che i debiti pubblici e privati sono fissi nominalmente, prezzi in calo aumentano l'onere reale del debito. In altre parole, i prezzi diminuiscono le entrate pubbliche private, mentre il problema del debito rimane invariato. Questo costringe i settori pubblico e privato per aumentare la quota crescente di ricavi per il problema del debito, costringendoli a ridurre la spesa per beni e servizi. Questo a sua volta aumenta l'intensità del processo deflazionistico. Questo è probabilmente il più importante effetto negativo della deflazione.

    Sono questi rischi oggi vicini a diventare una realtà nella zona euro? Vorrei pensare che il primo non è ancora operativa. I prezzi sono ancora in aumento nella zona euro. Non siamo ancora lì.
    Il secondo effetto, la dinamica del debito-deflazione, però, sta già lavorando. E 'importante sottolineare che questo effetto non dipende in modo cruciale dall'inflazione. Comincia a funzionare quando l'inflazione è inferiore al tasso di inflazione che ci si aspettava quando sono stati fatti contratti di debito. Così, durante gli ultimi dieci anni le aspettative di inflazione nella zona euro sono stati molto vicino al 2%, che era anche il tasso medio di inflazione nel corso di tale periodo. Tassi di interesse nominali vigenti in materia di obbligazioni a lungo termine riflettono l'aspettativa che l'inflazione sarà del 2% per i prossimi cinque-dieci anni.

    Tuttavia, l'inflazione nella zona euro è in calo dall'inizio dello scorso anno ed è ora pari al 0,8%. Questo disinflazione esercita la dinamica del debito-deflazione, che sono della stessa natura di quelli analizzati da Irving Fisher. Gli aumenti del debito nominali con il tasso di interesse nominale (che include una aspettativa di inflazione del 2%), ma il reddito nominale nella zona euro aumenta solo dello 0,8%. Come risultato, una quota crescente di tali entrate deve essere speso per il servizio del debito. Meno resta da spendere in beni e servizi.

    Così, la zona euro nel suo complesso soffre già di dinamica del debito-deflazione. Non è ancora catastroficamente intenso, ma sicuramente deve essere fermato prima che peggiori quando l'inflazione diventa negativo. Queste dinamiche di debito-deflazione sono ora anche peggio nei paesi della zona euro con i livelli di debito più alti. In Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia i tassi di inflazione sono al di sotto dello 0,8%, la media della zona euro. In Grecia l'inflazione è negativa, creando vere e proprie dinamiche di debito-deflazione. (continua)

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  49. Detto questo a parte l'indignazione (di cui lo so, visto l'abuso se ne può fare a meno) e il grande giramento di attributi la domanda è sempre quella: ma noi cosa possiamo fare? Va benissimo informarsi, ma visti gli schieramenti attuali ho già scritto che "votare il partitino antieuro non porterà a nulla", e ora ne sono sempre più convinto: chi comanda sta da un'altra parte. La rivoluzione la vedo improbabile, Grecia (e Portogallo) docet. E non siamo la Francia della rivoluzione (francese). Voto per la rivoluzione silenziosa, quella fatta con le scarpe e le valigie, ovviamente in un paese che sia fuori dall'euro. Al contrario dei tanti che sono andati in germania, non voglio certo premiare con la mia operosità proprio chi è a capo dello scempio. Se le cose poi un giorno cambieranno potrò sempre tornare. Andarsene credo che sia rimasta l'unica cosa da fare sia per non morire moralmente ed economicamente, sia per dare un futuro ai miei figli che non sia un futuro da precario a vita. Grazie a tutti per avermi aperto gli occhi (il prof in primis). Se qualcuno ha qualcosa da aggiungere...

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  50. Come sfatare i falsi miti sulla crisi, speciale Germania (Ecco come trucca i conti e ci fa fessi mentre i nostri politici si fanno belli stando alle regole)

    Quante volte ci hanno ripetuto dai pulpiti televisivi e dalle testate giornalistiche che noi, terroni, piccoli ed olivastri dovremmo andare a scuola di civiltà e progresso dai tedeschi? Ebbene se non vi basta la notizia dello scorso mese sulle mazzette che la Merkel avrebbe intascato dalla Mercedes preparatevi a tutto il resto che ancora o non sapete, oppure non credete sia possibile, perché sta per arrivare un bastimento di nuovi falsi miti tutti da sfatare.

    E se avete ancora paura di incrociare un piddino o un articolista del sole 24 ore, alzate lo sguardo perché adesso avete la criptonite nel pdf (in uscita domani con la seconda parte).
    Partiamo dunque alla scoperta dei FALSI MITI SULLA CRISI, SPECIALE GERMANIA. Ecco come trucca i conti e ci fa fessi mentre i nostri politici si fanno belli stando alle regole.

    1 – Germania e Italia sono rispettivamente lo stato più virtuoso ed il meno virtuoso – FALSO
    2 – Germania e Francia rispettano i parametri (non sforano) dei trattati europei – FALSO
    3 – La Germania finanzia la spesa pubblica esattamente come fa l’Italia – FALSO
    4 – Germania e Francia partecipano alle aste dei titoli di stato con pari opportunità dell’Italia – FALSO
    5 – la Germania ha un debito pubblico bassissimo – FALSO
    6 – Se Angela Merkel fosse messa a presidente del consiglio italiano, nelle condizioni attuali dell’Italia, potrebbe riprodurre il modello economico tedesco anche da noi – FALSO
    7 – La Germania è la locomotiva d’Europa – FALSO
    8 – La Germania si è guadagnata il trono di regina d’Europa grazie al lavoro, alla programmazione e senza aiuti – FALSO
    9 – I tedeschi vivono in ricchezza e benessere - FALSO
    10 – Germania e Italia sono rispettivamente il paese più produttivo ed il meno produttivo d’Europa – FALSO
    11 – Le imprese tedesche sono le più avanzate perché hanno investito di più – FALSO
    12 – Il sistema bancario tedesco è il più solido d’Europa e lo stato non deve finanziare le banche – FALSO
    13 – La Germania rappresenta il modello di stato europeo ideale perché rappresenta la capacità di riunificare – FALSO
    14 – In Germania non esiste il finanziamento pubblico alle imprese – FALSO

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    Risposte
    1. Tutto quanto qui descritto potrebbe essere un astruso ragionamento indiziario, privo di collegamenti con l'attuale realtà. Tutto ciò nonostante gli abbondanti riferimenti storici. No. Non è così. Perchè di tale situazione raccolgo ogni giorno abbondanti prove, sul campo, quasi sempre "off the record". Il potere è nelle mani dei creditori a tutti i livelli. Essi decidono se devi porti delle domande e quali, decidono delle risposte gradite e sgradite. Li vedo ogni giorno all'opera, a tutti i livelli. Partiti, Banche, grandi imprese, istituzioni di governo locale e centrale, media nazionali e locali. Hannfasi viso il mondo in due, creditori da una parte e debitori dall'altra. Un unico Grande Fratello che omologa tutto. Da oggi lo chiamerei PUC (partito unico dei creditori).

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  51. Io credo che sia possibile una politica espansiva senza la distruzione dell'Euro che , pur essendosi rivelato un errore, si porterebbe dietro troppi problemi nei quai verrebbe travolta soprattutto la povera gente, ... son sempre gli stracci che van per aria...

    Per ripristina una normalità economica servono tre interventi:

    1) ripristinare il principio che chi ha fornito credito a chi non lo meritava fallisce insieme al debitore

    2) fare politiche di redistribuzione della ricchezza che, salvaguardando il 99% o forse anche il 99,9% delle fmilgie vada ad incidere su quelle concentrazioni di ricchezza e potere che stanno sperequando tutta l'economia

    3) creare uno spoil system vero per cui l'alta burocrazia subisca un ricambio periodico insieme alla classe politica, ovvero ne segua il destino.


    Il problema è questo: cosa può fare un cittadino che ha come unico potere (minimo) quello del voto ?

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  52. Guido Ortona dimentica una cosa semplicissima: che le classi meno abbienti hanno una propensione marginale al consumo maggiore. Se si trasferisce loro reddito la domanda interna cresce e, grazie euro, la bilancia dei pagamenti ricomincia a soffrire. Senza contare che i salari frenerebbero la corsa al ribasso.

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    1. Hai ragione. Allora, li ammazziamo tutti?

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    2. No, perché in questo modo soffrirebbe la domanda interna. Semplicemente, il modo migliore di far politica redistributiva (tanto cara alla sinistra, ma solo a chiacchiere) è far funzionare il tasso di cambio. La rigidità del cambio trasforma l'Europa in un immenso sistema di gabbie salariali, cioè ci impone a livello nazionale quello che la sinistra ha combattuto a livello regionale. Questa cosa è talmente evidente che perfino gli ultraortodossi invitati del Canova non hanno potuto far altro che ammetterla (grazie anche all'assist di Guido Salerno Aletta).

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